 |
| ANNO
V - NUM. 8 - IN EDICOLA LUN 15 SET 2008 |
 |

| CARMELINA |
IL FEZZO DEI FIZZI!
Stai bella “nera nera come il carbon”!
Sfotti tu! Sono bruna e divento subito nera con una vampata di sole.
Ma è che sto nera dentro.
Cosa ti è successo questa volta?
Una bella lite in famiglia.
Sono fatti che non mi interessano.
No una lite di quelle famigliari. Una lite di interesse pubblico.
Mo' è che non ti capisco. Cosa vuol dire?
Che su quella storia della centrale elettrica alla stazione, in famiglia
ognuno ha un'idea diversa.
Mio figlio grande dice che è una fregatura e che dietro ci stanno
i boss della finanza per farci i soldi sulla pelle dei fasanesi; mio
figlio lo studente dice che, con le giuste precauzioni, la cosa potrebbe
essere vantaggiosa, mio cognato bestemmia come un turco.
E perché?
Perchè lui abita alla stazione e dice che per una vita ha sopportato
il “fezzo dei fizzi” e adesso quella casa, dopo tanti sacrifici
per costruirla e condonarla, se la deve vendere per disperazione.
Non se la sente di far crescere i nipotini sotto una centrale elettrica
col pericolo che si prendino una brutta malattia.
Ma forse esagera?
Proprio così gli ha risposto mio figlio, e quello, mio cognato,
si è imbestialito ancora di più. Ha detto che tutte quelle
case perdono di valore e che quella zona ormai non si riconosce più.
Prima era terra di orti, poi cominciarono a costruire ed è diventata
una specie di paese, poi è diventata la “fizzeria”,
adesso ci sono gli alberghi nelle vicinanze. Una cosa è certa:
non è paese, non è industria, non è agricoltura,
non è turismo, e chi ci abita ci sta male. Non solo, quelle case
a volerle vendere non se le compra nessuno se non a prezzi stracciati.
Lui ci vede una grande speculazione in quella zona e mio figlio grande
è d'accordo con lui.
Embè sono opinioni, è pure giusto che se ne discuta
!
Una cosa è discutere altro è litigare. Secondo me bisogna
ragionare seriamente su questa faccenda e andarci cauti con questi progetti.
Non sempre le cose sono come appaiono. Di solito chi fa investimenti
non li fa per beneficenza, ma per trarci un profitto. Siamo proprio
sicuri che questa centrale che si vuol costruire sarà una centrale
alimentata a olio di palma e basta? Non è che poi, una volta
avviata l'iniziativa ci siano variazioni e da una cosa ce ne troviamo
un'altra?
A cosa pensi, per esempio?
Ad un inceneritore bello e buono. Ad uno stabilimento per la trasformazione
della immondizia e di altre schifezze tossiche.
Secondo te prima di approvare un progetto del genere non vuoi che al
Comune abbiano preteso tutte le garanzie necessarie?
Che proprio di quelli del Comune non mi fido. Sai questo è un
paese dove ci si vende per un sarago!
Vatti a fare un giro sull'ufficio tecnico e vedi che ci trovi!
Ma dai! Ogni tanto fai quelle uscite da dietro al quadro!
Io da dietro al quadro? E che a sto paese non si capisce più
niente, è tutto un mangia mangia; tutti sono affaristi. La vedo
nera, altro che sto io nera. E' che è nera nera, peggio del carbon!
Franco Lisi
|
Il nuovo prefetto in visita
a Fasano
“COGLIERE I FERMENTI CULTURALI”
Incontro al Comune con la giunta e la
stampa – La collaborazione con le Autonomie locali – Per
la sicurezza, meglio intensificare la prevenzione
Il
dott. Domenico Cuttaia, 54 anni, sposato con un figlio, è entrato
nell’Amministrazione dell’Interno nel 1978, prestando per
lungo tempo servizio a Novara, dapprima in Questura, dove ha ricoperto
gli incarichi di Dirigente della Divisione di Polizia Giudiziaria, Capo
di Gabinetto e Capo della Digos e, successivamente, in Prefettura, dove
ha svolto le funzioni di Capo di Gabinetto. Promosso Vice Prefetto,
nel 1999 è stato chiamato alla Presidenza della Repubblica con
l’incarico di Vice Direttore dell’Ufficio per gli Affari
Interni. Nominato Prefetto nel 2005, ha assunto la responsabilità
del coordinamento delle attività connesse alla protezione del
Capo dello Stato. Nell’anno 2006 ha assunto l’incarico di
Prefetto del Verbano Cusio Ossola; dal 20 agosto 2008 è Prefetto
della Provincia di Brindisi.
Negli ultimi anni le forze politiche di opposizione nel Consiglio comunale
di Fasano si sono rivolte, in più occasioni, ai prefetti di Brindisi
per richiedere interventi, se non sanzionatori, almeno correttivi nei
confronti di un governo cittadino che assumeva provvedimenti al limite
della legalità e spesso in contrasto con i più elementari
principi della sana amministrazione. Non sono lontani i tempi del “libro
nero”,col quale i consiglieri del centrosinistra denunciavano
scelte arroganti di amministratori disinvolti. Ma la Prefettura a volte
rimaneva distante e arroccata nella sua “ingessatura” istituzionale.
Martedì 9 settembre, durante la visita ufficiale del nuovo prefetto
a Fasano, abbiamo percepito un nuovo clima: un'apertura e una diversa
sensibilità verso le istanze del territorio. Il dott. Domenico
Cuttaia, proveniente da Verbania, dove ha lasciato un buon ricordo del
suo operare con ottimismo ed entusiasmo in sintonia con le istituzioni
e la gente, ha dato subito dei segnali chiari. Ha detto che la Prefettura
dal ruolo di vigilanza e controllo passa a quello di confronto e di
collaborazione con le Autonomie locali. Ha sottolineato la necessità
di sviluppare i fermenti culturali che a loro volta fanno sviluppare
le condizioni economiche e sociali. Per quanto attiene al problema della
sicurezza, ha detto che “vi sarà una distribuzione delle
forze sul territorio, fermo restando le diversità, in modo tale
che vi siano risposte uniformi e armonizzate”. Come dire, niente
sindaci sceriffo, ma azioni coordinate.
Ai giornalisti ha raccomandato di essere al servizio della comunità,
ricordando che “l'informazione costituisce la porta attraverso
la quale si entra nella conoscenza e la conoscenza costituisce la base
migliore per l'esercizio della democrazia per la consapevolezza dei
propri diritti e dei propri doveri”.
|
TAVERNESE
Una storia infinita - Destinazione
vincolata dal legato testamentario
 I
Consiglieri comunali Fabiano AMATI, Francesco LATERRENIA, Renato DE
MOLA, Giacomo ROSATO, Vito VENTRELLA, Roberto AMMIRABILE, Salvatore
FERRARA, Donato COFANO, Rufino DE FELICE e Franco MASTRO hanno presentato
questa mattina una richiesta di convocazione obbligatoria del Consiglio
comunale, per discutere dell’alienazione del complesso immobiliare
di Tavernese (in calce la richiesta integrale). La richiesta è
motivata da due circostanze. La prima: non si può pensare di
mettere in vendita Tavernese senza chiedere al Consiglio comunale una
specifica e dettagliata delibera sul punto e senza provvedere preventivamente
ad approvare un piano delle alienazioni. La condotta dell’amministrazione
comunale di Fasano è sta come al solito frettolosa, priva di
buon senso e in violazione delle leggi sul procedimento amministrativo.
La seconda: sulla vendita di Tavernese grava più di una perplessità,
che andrebbe quantomeno chiarita, consistente nel fatto che i proventi
della vendita non possono essere destinati a coprire le malefatte dell’amministrazione
comunale (vicenda Monteco), ma diretti a realizzare investimenti in
favore di famiglie bisognose, così come dispose il benemerito
cittadino Marzio Perrini fu Don Giovanni, che donò il complesso
immobiliare: “L’altra mia Tenuta Tavernese sita pure in
questo agro nella sua nota consistenza e confine la lego interamente
in assoluta proprietà a questa Congregazione di Carità
(n.d.r. oggi Comune di Fasano) che ne amministrerà e spenderà
le rendite in discrete elemosine a famiglie povere di Fasano”.
 Quanto
appena detto dovrebbe significare che è civile assumere una battaglia
volta a rispettare la volontà del benemerito Cittadino che donò
Tavernese, che sicuramente non prefigurò il suo gesto quale rimedio
idoneo a coprire (come sta accadendo) i danni finanziari inferti alla
Città dagli amministratori comunali (nei paesi civili questi
si ristorano di tasca propria). Se a seguito alla verifica e all’accertamento
che chiediamo con la convocazione del Consiglio comunale dovesse risultare
che le cose stanno così come in questo momento appaiono, provvederemo
a proporre la destinazione dei proventi per un grande piano di edilizia
sociale, attraverso la costruzione di alloggi popolari; e se l’amministrazione
non dovesse accogliere la nostra richiesta chiameremo i Cittadini fasanesi
a proporre un’azione giudiziaria diretta a preservare la destinazione
dei proventi.
|

LA RICHIESTA DI CONVOCAZIONE
DEL CONSIGLIO COMUNALE
I sottoscritti Fabiano Amati, Francesco Laterrenia,
Renato De Mola, Giacomo Rosato, Vito Ventrella, Roberto Ammirabile,
Salvatore Ferrara, Donato Cofano, Rufino De Felice e Franco Mastro,
in qualità di Consiglieri comunali del Comune di Fasano,
C H I E D O N O
all'Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio comunale di disporre la convocazione
straordinaria del Consiglio comunale di Fasano, per discutere la seguente
M O Z I O N E
“ALIENAZIONE COMPLESSO IMMOBILIARE TAVERNESE: INIZIATIVE”
premesso:
- che risulta pubblicato ed affisso il “Bando di alienazione a
mezzo di asta pubblica e/o pubblico incanto e/o procedura aperta di
beni immobili (fabbricato e terreni) di proprietà del Comune
di Fasano (Br): Complesso Immobiliare in contrada “Tavernese”;
- che diversamente da quanto ripetutamente assicurato dall'amministrazione
comunale, il bando di alienazione è stato pubblicato senza che
il Consiglio comunale si sia espressamente
puntualmente pronunciato, a ciò non rilevando le mere manifestazioni
d'intenti contenute nei vari provvedimenti finanziari susseguitisi negli
ultimi anni; - che in ogni caso (“comunque”) l'alienazione
del complesso immobiliare
non rientra nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di
competenza della giunta, del segretario o di altri funzionari (art.
42
comma 2° lett. l) del D. L.vo 267 del 2000);
- che prima dell'adozione della D.G.M. 3 luglio 2008 n. 130 e la pubblicazione
del bando è entrata in vigore la disposizione contenuta nell'art.
58 del D.L. 25 giugno 2008 n. 112 (conv. con L. 6 agosto 2008 n. 133),
che stabilirebbe la propedeuticità dell'adozione di un piano
delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare;
- che sulla base di una sommaria ricognizione documentale risulta emergere
qualche perplessità meritevole di chiarimento ed approfondimento;
- che tali perplessità attengono alla circostanza che dagli atti
disponibili la proprietà comunale del bene immobile risulterebbe
derivare da un testamento del 21 gennaio 1901, con cui il testatore
legava con onere (legato modale) il diritto di proprietà in favore
della Congregazione di carità (poi dell'Ente Comunale d'assistenza
ed oggi del Comune di Fasano);
- che il modo o l'onere in discorso consisterebbe nella destinazione
annuale della sua rendita (con quantità e modalità specificate)
ad otto donne nubili di Fasano, infra quarantenni, e a famiglie fasanesi
in stato di bisogno;
- che sulla base di tali sommarie informazioni potrebbe concludersi,
salvo puntualizzazioni e verifiche, quantomeno (e a tacer d'altri profili
giuridici ancor più complessi) sulle seguenti alternative e limitate
conseguenze:
a) l'onere stabilito dal testatore comporta l'inalienabilità
del bene, per cui ogni iniziativa di vendita può essere paralizzata
da chiunque – avendo interesse sia pur riflesso ed indiretto –
abbia intenzione di richiedere l'adempimento (art. 648 c.c.);
b) l'onere stabilito dal testatore comporta l'alienabilità del
bene, alla condizione che i proventi realizzati non potranno avere altra
destinazione se non quella di produrre una rendita da distribuirsi annualmente
ai beneficiari stabiliti dal testatore, per cui ogni iniziativa di difforme
destinazione può essere paralizzata da chiunque – avendo
interesse sia pur riflesso ed indiretto – abbia intenzione di
richiedere l'adempimento (art. 648 c.c.);
c) l'onere stabilito dal testatore (ed è questa ipotesi meno
plausibile) comporta l'alienabilità del bene, con il trasferimento
sull'acquirente del particolare onere, cioè la destinazione della
rendita in favore dei beneficiari stabiliti dal testatore, per cui ogni
iniziativa di difforme destinazione può essere paralizzata da
chiunque – avendo interesse sia pur riflesso ed indiretto –
abbia intenzione di richiedere l'adempimento (art. 648 c.c.);
- che alla luce di tutto quanto innanzi specificato emerge la necessità
di un puntuale approfondimento giuridico, sui diversi profili rassegnati,
da compiersi sulla base di singole ed approfondite relazioni che con
la presente si chiede di predisporre, in vista del convocando Consiglio
comunale, al Segretario Generale, al Dirigente dell'Avvocatura comunale
e al Collegio dei Revisori dei Conti.
Tutto ciò visto e premesso i sottoscritti Consiglieri presentano
la seguente
R I S O L U Z I O N E
Il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta municipale a sospendere
la procedura di gara per l'alienazione del Complesso Immobiliare “Tavernese”,
al fine di verificare ed eventualmente sanare il procedimento amministrativo
avviato, dando mandato alla struttura burocratica di verificare con
particolare attenzione tutti i profili giuridici rassegnati con la presente
mozione, o altri che dovessero emergere.
Con riserva di integrazione della su estesa relazione.
Aldo Carbonaro
|
PAROLA DI ZACCARIA
Il Comune di Fasano ha posto in vendita, con
appositi bandi, quattro immobili facenti parte del patrimonio comunale.
L'obiettivo è di far entrare nelle casse pubbliche 600mila euro
all'incirca: «Stiamo concretizzando le linee programmatiche che
abbiamo presentato in Consiglio comunale in sede di approvazione del
Bilancio di previsione 2008 – spiega Giuseppe Zaccaria, assessore
al ramo -; l'obiettivo, attraverso questa operazione, è quello
di acquisire risorse utili per il rispetto del Patto di stabilità
come previsto dalla Finanziaria di quest'anno. Resta comunque inteso
– puntualizza Zaccaria – che i proventi derivanti dall'alienazione
dei quattro immobili, anzi dei cinque se consideriamo anche masseria
Tavernese, contrariamente a quanto affermato dal centrosinistra in una
nota dei giorni scorsi, saranno utilizzati esclusivamente alla realizzazione
di opere pubbliche previste nel relativo Piano triennale già
approvato in Consiglio». I quattro immobili posti in vendita (le
offerte degli interessati dovranno pervenire entro il prossimo 29 settembre
a Palazzo di città) si riferiscono ad un fabbricato, con un primo
piano ed uno ammezzato, sito in località Bicocca (agro fasanese),
per un importo a base di gara pari a 24.829,65 euro; ad un altro fabbricato
con sito in via Roma (il cosiddetto “Lazzaretto”, a Fasano
centro), con un importo a base di gara pari a 215.829,65 euro; ad un
fabbricato sito in contrada Pezze di Monsignore (nei pressi della frazione
di Pezze di Greco), con un importo a base di gara 157.977,65 euro e
del fabbricato sito a Pezze di Greco (in via Monti) con un importo a
base di gara di 188.829,65 euro. Ma perché proprio questi quattro
immobili? «Beh, i fabbricati erano stati già individuati
precedentemente – afferma l'assessore Zaccaria – tra quelli
che non sono utilizzabili per l'attività istituzionale dell'Ente
e fanno parte del patrimonio disponibile. La nostra decisione di alienarli
è, in fondo, in sintonia col decreto del governo centrale del
giugno di quest'anno, che va nella direzione della dismissione del patrimonio
inutilizzato». Le opere pubbliche che saranno realizzate con i
proventi dell'alienazione riguarderanno il completamento della scuola
media “Fortunato” (a Montalbano), la sistemazione degli
ingressi principali di Fasano, la realizzazione della nuova scuola per
l'infanzia a Pezze di Greco e di quella nuova a Fasano centro, le opere
di urbanizzazione primaria (apertura di strade ed impianti fognari)
nel territorio comunale ed i marciapiedi su via Appia, a Torre Canne.
|
LE UOVA DELLA CONTADINELLA
C'era una volta una contadinella che viveva
di stenti. Un bel dì, riuscì a racimolare dai pollai dei
confinanti una cinquantina di uova e decise di andarle a vendere al
mercato. Mise le uova in un canestro, si confezionò un cerchio
di pezza che pose sulla testa per adagiarvi il canestro e, a piedi nudi,
si avviò al paese. Via facendo fantasticava su quello che avrebbe
potuto ricavare dalla vendita delle uova. Ricavato, che avrebbe investito
e reinvestito, fino a realizzare ricchezze straordinarie.
Innanzitutto, col primo incasso, avrebbe comprato una gallina che, a
sua volta avrebbe prodotto altre uova da vendere per poi acquistare,
altre galline; poi ancora una pecora; una mucca; una fattoria. Infine,
lei, la povera contadinella, sarebbe diventata ricchissima, addirittura
una padrona potente. Tanto potente che tutte le contadine del circondario
si sarebbero inchinate dinanzi a lei come ad una regina. Pensando e
immedesimandosi nella scena, la contadinella col canestro di uova in
testa, si chinò e irrimediabilmente le uova si spiaccicarono
sul selciato. Fine del guadagno immediato e dei sogni di gloria. |
Morale comparata
L'assessore Zaccaria ha fatto sogni di gloria
imperniandoli su una improbabile e bugiarda ipotesi. Egli veramente
crede, o vuol far credere, che con seicentomila euro trasforma Fasano
con una raffica di opere pubbliche? Non è che si tratta del solito
vecchio marchingegno ragionieristico per coprire incapacità di
oggi e di ieri ( e ieri c'era sempre lui e gli stessi amici)? Infine,
è proprio certo che quegli immobili interessino ad eventuali
acquirenti? La masseria del Tavernese è sempre lì, a svalutarsi
giorno dopo giorno!
L'assessore Zaccaria crede veramente che i cittadini di Fasano siano
così creduloni da mangiarsi i suoi maccheroni? |
Centri storici
APPROVATO IL PIANO DI RECUPERO
Il primo provvedimento importante di
questa consiliatura - La commedia di An - Necessità della pronta
applicazione
Con riferimento all'approvazione del piano
particolareggiato di recupero dei centri storici di Fasano, avvenuta
nella seduta del Consiglio comunale del 2 settembre scorso, il Consigliere
comunale Fabiano Amati ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Abbiamo
faticato ma alla fine è stato approvato! Mi rammarica il comportamento
del gruppo consiliare di Alleanza Nazionale che ha inizialmente preferito
la commedia ai fatti, per poi retrocedere (come spesso accade) sulla
soluzione di partenza, facendo perdere tempo alla Città. Il piano
approvato è il primo provvedimento importante per la Città
approvato in questa consiliatura e non a caso ha registrato il protagonismo
e il voto favorevole del PD, il mio partito, che mai si tira indietro
quando in gioco c'è l'arricchimento dei fasanesi nel rispetto
delle regole e del territorio. Spero che la vicenda del piano di recupero
convinca la maggioranza di centrodestra - nella sua completezza - a
collaborare con l'opposizione di centrosinistra nell'interesse della
Città, invece di perdere tempo in inutili e dilanianti beghe
politiche, ovvero nel presentare iniziative disinvolte (tipo debito
Monteco) magari precedute da improbabili blandizie (tipo i 400.000 euro
annui per la costruzione della centrale elettrica). A questo punto il
Piano di recupero ha bisogno di essere applicato: su questo misureremo
la capacità di gestione della struttura burocratica e il compito
di controllo che incombe sul Sindaco e sul suo plotone di assessori,
così tanti (10) che quasi tutti i Consiglieri comunali (figurarsi
i Cittadini) non sono in grado di ricordare le deleghe attribuite”.
|
Piano di zona per i servizi sociali
CAMBIO AL TIMONE
Il Comune di Fasano da padrone di bastimento
a barca in prestito
Sul Piano di Zona si continuano a fare solo
chiacchiere, svilendone il ruolo principe di strumento di attuazione
delle politiche sociali. L'ipotesi di indicare Ostuni nuovo comune capofila
è un modo surrettizio per celare responsabilità politiche
fin troppo evidenti. Gli amministratori fasanesi – Ammirabile
sindaco- sin dalla costruzione dell'Ufficio di Piano affidarono il coordinamento
dello stesso al dirigente dei servizi sociali del comune di Ostuni tutt'ora
in carica .
Perciò, niente di nuovo sotto il cielo; al più, ridicoli
piagnistei che non fanno altro che condannare la città ad un
inarrestabile declino. Fasano, comune capofila sulla carta, in buona
sostanza ha rinunciato da tempo al suo ruolo.
Si vuole continuare nell'ambiguità che da sempre ha contraddistinto
l'agire amministrativo di Ammirabile-Di Bari e soci. Il risultato è
sotto gli occhi: dei fondi erogati dalla Regione Puglia solo una piccolissima
parte si è tradotta in servizi per i cittadini. Ad oggi, sono
pochi i dati certi sui servizi e sugli interventi in risposta alle domande
e ai bisogni delle fasce più deboli. Si conoscono però
i costi della struttura Ufficio di Piano, si legge di liquidazioni a
favore di componenti dell'ufficio – dipendenti del comune di Ostuni
ovviamente - per alcune decine di migliaia di euro.
Pertanto, appare quantomeno singolare ridurre la questione ad un cambio
di timone. Piuttosto sarebbe il caso di indagare - è ora che
la Regione dia seguito alla “diffida” del maggio 2007 -
sulle responsabilità politiche degli amministratori fasanesi
che oggi fingono lacrime di coccodrillo, ma che in realtà hanno
agito consapevolmente in danno della comunità amministrata.
a. c. |
 |
I SOCIALISTI NON CI STANNO
II gruppo consiliare ha preso le distanze dal
provvedimento cui votò contro anche durante l'amministra-zione
Ammirabile - La dichiarazione di un esponente della "Matteotti".
Nell'ultimo Consiglio comunale il Pdl ed il Pd hanno approvato insieme
il cosiddetto piano di recupero del centro storico di Fasano per rifilare
l'ennesima patacca ai fasanesi. In realtà il piano, definito
incompleto ed inadeguato dagli stessi tecnici, non recupera niente e,
soprattutto, opera l'ennesima discriminazione tra cittadini di serie
A e cittadini di serie B, consentendo ai primi di arricchirsi con sopraelevazioni
nel centro storico, grazie a progetti già predisposti dai "soliti
noti" e, penalizzando e discriminando tutti gli altri.
Il piano destinato ad accentuare il degrado della città e delle
frazioni di Savelletri e di Torre Canne, non è mai stato discusso
in Consiglio comunale, ma fortemente voluto ed adottato dalla precedente
Giunta Ammirabile a scatola chiusa, ed è stato ora definitivamente
approvato con i voti della ex ed attuale maggioranza di centrodestra,
ai quali si sono aggiunti incredibilmente quelli del Pd, che per il
classico piatto di lenticchie, hanno rinunciato ad esercitare il loro
ruolo di opposizione e di controllo, diventando con il consigliere Amati
il principale puntello dell'amministrazione Di Bari. I consiglieri socialisti
hanno coerentemente votato contro questo ennesimo imbroglio ai danni
della città.
Sono personalmente preoccupato per questa forma di inciucio, tra i due
maggiori partiti, ai danni della Città e auspico una presa di
coscienza da parte della gente, contro gli interessi ristretti ed affaristici
nascosti dietro a questa vergognosa operazione.
Domenico Ancona |
Il commento è legittimo!
Desta perplessità il fatto che i Socialisti (per essi pare parlare
il Dott. Ancona) siano passati con molta disinvoltura dal garantire il
numero legale alla maggioranza Di Bari (nell'interesse della Città)
all'opposizione da black bloc sul piano di recupero dei centri storici.
Non vorremmo che l'opinione socialista sul piano di recupero sia giustificata
da spirito di vendetta nei confronti dell'ingrato Di Bari, che ha ricambiato
il loro impegno sul numero legale con atti di stima e fiducia nei confronti
del PD e dei suoi uomini. A ragionar così in effetti non si capisce
perché chiami il PD e i suoi uomini a svolgere ruoli protagonisti
in questo come in tutti gli argomenti, dimenticandosi della mitezza socialista;
a meno che il movente di Di Bari non sia consistito nel fatto che il Pd
e i suoi uomini manifestano maggiore affidabilità sul duro lavoro
posto in campo per studiare ed approfondire gli argomenti, preferibile
ad ogni posizione di resa preventiva ed incondizionata. Propendiamo per
quest'ultima teoria, confortati dal fatto che anche la legittima presa
di posizione del sempre cordiale e gradevole dott. Domenico Ancona, non
contiene alcun puntuale dissenso sul merito ma solo argomenti riportabili
nel più noto copione della politica fatta in commedia.
Se la posizione del dott. Ancona è simile a quella del Segretario
cittadino dei Socialisti ci piacerebbe saperlo, affinché la propensione
accademica del prof. Colonna allo studio e al duro lavoro sia utile a
rintracciare l'identità dei portatori di “interessi ristretti
ed affaristici nascosti dietro l'operazione” del piano di recupero
dei centri storici, così da pubblicizzarli per combatterli, metterli
fuori gioco e liberarsi di Di Bari e dei suoi “puntelli” o
se piace di più dei soli “puntelli”.
Aldo Carbonaro |
 |
 |
IL SETTE IN CONDOTTA |
Il ministro alla Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, tanto garbata e tanto caruccia, sarà anche un'amministrativista di valore, però non mi pare che stia dando la svolta auspicata alla scuola italiana. Invece di promuovere una seria e definitiva riforma che sia al passo con l'Europa, procede per decreti e provvedimenti schizofrenici. Se poi si illude che il problema del bullismo lo possa risolvere con il sette in condotta, significa che vive su un altro pianeta e ci vorranno ancora anni e anni prima che la scuola diventi la fucina della formazione e della cultura e non quell'apparato burocratico che è invece allo stato attuale. Infine, tanto per dare una speranza di occupazione a quell'esercito di insegnanti in lista di attesa, ha stabilito di tagliare 87.000 posti nell'arco di tre anni. Complimenti! Pino Carrone |
|

In Consiglio Comunale
LA MUSICA NON CAMBIA
Il centrodestra suona il solito spartito
degli interessi di bottega - Disastroso rendiconto di gestione - Assenze
rivelatrici - La marcia indietro di AN
Dal Consiglio comunale del 2 settembre scorso,
l'ennesima conferma che al Palazzo di Città non si vuole cambiare
registro.
Assenze a parte– non ha partecipato ai lavori un terzo dei consiglieri
comunali - le questioni che hanno disegnato lo stato dell'arte sono
principalmente due: la difesa degli interessi di bottega e la superficialità
con cui si continua ad amministrare i soldi dei cittadini.
Chi ha avuto la pazienza di seguire i lavori del Consiglio comunale
fino a tarda ora ha sicuramente registrato, per esempio, l'assenza del
figlio del ex sindaco Ammirabile; eppure, tra i punti all'ordine del
giorno, vi era quel Piano di Recupero del centro storico che suo padre
si fece approvare – quasi un colpo di mano - qualche giorno prima
delle elezioni amministrative del 2007.
A quel tempo il provvedimento fu votato, senza alcun dibattito, da tutto
il centrodestra, Alleanza Nazionale compresa. Inspiegabile, quindi,
l'assenza del consigliere di FI; difficile è giustificare la
nobile ragione per cui il figlio d'arte non ha partecipato all'approvazione
definitiva del Piano di recupero, oggetto del desiderio dell'illustre
genitore.
Da segnalare, inoltre, è la posizione di alcuni dei consiglieri
di An - gli altri, come al solito, hanno fatto scena muta - che si sono
persi in una contorta discussione negativa sul provvedimento per approdare
poi, dopo una sospensione dei lavori di cinque minuti richiesta dal
sindaco, ad un voto favorevole.
Non si conosce, ovviamente, il prezzo da pagare per il repentino cambio
di opinione.
L'altro momento negativo per la guida amministrativa del Comune di Fasano
è stato quello sul Rendiconto di gestione. Sconcertante la disinvoltura
con cui l'assessore delegato ha raccontato il disastroso Rendiconto
di gestione dell'anno 2007: ha letto una relazione tecnica confezionata
per celare, tra freddi numeri, tutta l'incapacità amministrava
di una maggioranza che continua a sperperare i quattrini dei cittadini.
Della realizzazione di quanto scritto nel Bilancio di previsione, approvato
dalla stessa maggioranza di centrodestra, non si trova traccia.
Chi si aspettava dall'assessore un cenno di autocritica è andato
deluso.
Dopo la lettura dei dati dall'assessore era giusto che derivasse l'unico
atto che un amministratore responsabile possa fare: dimettersi. Invece,
il nostro si è lanciato in fantasiose giustificazioni spostando
indietro l'orologio delle malefatte, dimenticando che del passato più
nero è stato protagonista attivo.
Qualcuno dai banchi dell'opposizione, in maniera neppure troppo velata,
gli ha ricordato l'affare Tricom e la parentopoli ad esso collegato.
Neppure il coltello nella piaga ha fatto desistere l'assessore che,
per tutta risposta, ha fatto intendere che a rivedere il suo operato
non ci pensa neppure.
Intanto, i problemi della Città aumentano e di fermarsi un attimo
a riflettere su cosa si può fare per risolverne qualcuno è
argomento che ai tanti solisti del centrodestra non interessa. Meglio
attendere che qualcuno, come è stato per il Piano di recupero,
per senso di responsabilità nei confronti della Città,
offra la sua opera.
La domanda nasce spontanea: può una Città di quarantamila
abitanti essere amministrata con tanta improvvisazione e superficialità?
Se si contano i voti assegnati al centrodestra fasanese sembra di sì,
se invece si ascolta il “lamento” quotidiano degli stessi
cittadini elettori sembra che il limite sia stato superato da parecchio.
Aldo Carbonaro
|
L’IMPOSTA SUL CARO ESTINTO
Il 5 agosto scorso l'assessore per
l'attuazione del programma amministrativo, per le risorse umane e le
politiche dei consumatori, Enrico Digeronimo, ha incontrato confraternite
e soms (società operaie di mutuo soccorso) per discutere della
nuova “imposta sul defunto”. Il Comune ha infatti deciso
di istituire un diritto cimiteriale (quantificato in 110€) comprensivo
di tutte le voci previste nel Regolamento Comunale. Si tratta di una
tassa cui non corrisponde un reale servizio offerto dal comune. Per
capire al meglio la situazione abbiamo intervistato il Presidente della
Società Operaia fasanese, Stefano Massimino e l'assessore Enrico
Digeronimo. |
| Intervista a Stefano Massimino |
Sig.
Massimino, Lei ha contestato le tariffe sui servizi cimiteriali imposte
dal comune. Potrebbe dare una valutazione complessiva dei servizi cimiteriali?
Sul territorio fasanese abbiamo tre cimiteri: Fasano, Pezze di Greco
e Montalbano. La situazione di Pezze e Montalbano non la conosco. Ma
il giudizio sui servizi cimiteriali comunali è certamente negativo.
Effettivamente non c'è nessun servizio che il comune offre ai
cittadini e alle associazioni. Manca addirittura l'elettricità.
Le tariffe cimiteriali, così come le ha intese il Comune, mi
sembrano eccessive.
A fronte delle tariffe, il comune non ha dunque la possibilità
di offrire un servizio.
Questa che vuole imporre il comune è solo un'imposta “sul
morto”. Al pagamento di tale imposta non corrisponderà
nessun servizio.
Dall'incontro con l'amministra-zione, cosa è venuto fuori?
In realtà la situazione non è cambiata. Nel senso che
continueremo noi associazioni a pagare tutti i servizi. Il Comune non
ci offrirà nulla nonostante il pagamento di quest'unica imposta
di 110 €, che la Società Operaia non ha votato.
Il servizio da chi viene offerto?
Si tratta di ditte private pagate dall'associazione attraverso normali
fatture.
Quindi nonostante il versamento della nuova imposta bisognerà
rivolgersi ancora a ditte esterne?
Sì. Come dicevo la situazione non è cambiata. C'è
solo il pagamento di questa imposta.
Da anni si parla dell'ampliamento del cimitero. La Società
Operaia cosa può dire al riguardo?
La Società Operaia si è interessata alla questione. Ma
bisogna dire abbiamo rinunciato all'acquisto del suolo per l'edilizia
per il costo eccessivamente oneroso. Le associazioni infatti dovrebbero
pagare 1000€/m2. Una cifra abbastanza esosa se pensiamo che nel
mercato chi compera più suoli dovrebbe pagare di me. Qui è
esattamente il contrario.
Secondo Lei, c'è il rischio che la questione cimitero
entri nelle opere incompiute del Comune?
Penso che se si continua sulla strada del “mega-progetto”
dubito che possa essere realizzato. Forse ridimensionando il tutto… |
| Intervista a Stefano Massimino |
Dopo
aver ascoltato le opinioni del Presidente della Società Operaia,
abbiamo intervistato l'assessore Digeronimo che ha voluto ripercorrere
le tappe della “questione tariffe cimiteriali”.
Come si è sviluppato l'incontro con le soms e confraternite del
5 agosto?
Io vorrei cominciare da una riunione che abbiamo condotto lo scorso
anno quando ho riunito le associazioni per porre loro a conoscenza del
mandato che avevo ottenuto per modificare il Regolamento cimiteriale
comunale (effettivamente un po' vecchio) e aggiornare le tariffe cimiteriali:
prassi attuata dalla maggior parte del comuni italiani. A tal proposito
le associazioni mi chiesero di essere convocate prima dell'attuazione
delle tariffe.
Poi la questione non è stata più affronta per una serie
di vicende che ben conoscete…
(n.b.: questione Monteco, questione consorzio agro-alimentare, insomma
varie “gatte da pelare”…)
Come è proseguita poi la vicenda?
In sede di Approvazione del bilancio, l'assessore al bilancio aveva
previsto delle entrate per i servizi cimiteriali e aveva dato incarico
di elaborare un tariffario. Io non ero a conoscenza della situazione.
Questo tariffario è stato pubblicato dalla stampa ma non ancora
era esecutivo al momento della pubblicazione.
Non le abbiamo attuate insomma.
Abbiamo fatto dunque un primo incontro con il Sindaco spiegando l'accaduto.
Arriviamo al 5 agosto...
Mi sono reso conto che le tariffe erano effettivamente alte. Ma alte
nella dimensione in cui non avevamo mai avuto tariffe per i servizi
cimiteriali. Alla riunione le società mi dissero che volevano
continuare ad eseguire per proprio conto i servizi che hanno offerto
fino a questo momento (pari circa a 80%). A questo punto ho pensato
di abbassare le tariffe, anzi di creare un unico diritto…
Il servizio però dovevano continuare ad offrirlo loro?
Sì. Ma a quel punto ho deciso di abbassare l'ammontare dell'imposta.
Effettivamente il Comune affronta annualmente una spesa di 50.000 €
per servizi cimiteriali come la pulizia e lo smaltimento dei rifiuti
speciali... Per cui il fine dell'imposta era appunto coprire tali spese:
far sì che il comune non ci rimettesse più. Ma decisi
ugualmente di abbassarla: infatti i 110 € coprono solo il 70%.
Un unico diritto per qualsiasi attività nei cimiteri: le società
dovevano però continuare a offrire il servizio. L'avevano chiesto
loro.
Ma c'è da dire che la gestione dei cimiteri non è
ottimale: è mancata anche l'energia elettrica.
Questa cosa è vera: manca attualmente l'energia elettrica. Ma
nel piano delle opere pubbliche è previsto un impianto di illuminazione
presso i cimiteri. Un altro obiettivo del piano di ristrutturazione
del cimitero è la costruzione di cappelle comunali.
Cappelle Comunali? Ci spieghi meglio..
Sì. Si tratta di cappelle che i meno abbienti potranno avere
a prezzi ridotti.
Riguardo alla questione dell'ampliamento cimiteriale?
Si tratta di una situazione che ho ereditato.
Non ne sono molto a conoscenza.
Quindi il comune non offre alcun servizio?
È vero: c'è stata negligenza sotto questo aspetto. Ma
se dovessimo offrire dei servizi si tornerebbe a tariffe molto più
alte. |
| Francesca Radesco e Iolanda Scisciolo |
| nera, bianca
& rosa |
IL BRAVO GIOVINE CIUCCAVA
Un ventisettenne di Fasano, fermato dai Carabinieri del Nucleo operativo
radiomobile, mentre era alla guida della sua automobile in evidente
stato di ebbrezza. La conferma è venuta dall'esame etilico. Immediato
il ritiro della patente. E' uno dei tanti casi ormai frequenti su tutto
il territorio nazionale. Incoscienza e mancanza di rispetto delle regole
spesso sono il preludio di grandi tragedie.
IN BALIA DELLE ONDE
Un'avaria al motore e l'improvviso cambio delle condizioni meteorologiche
hanno mandato in balìa delle onde una imbarcazione al largo della
Forcatella. I due occupanti, un giovane di Alberobello e un uomo di
Bari, hanno temuto di finire naufraghi in alto Adriatico. Provvidenzialmente
il natante in difficoltà è stato avvistato dalla motovedetta
253 della Compagnia dei carabinieri di Fasano in servizio di vigilanza
costiera. Pericolo scongiurato: i militari hanno raggiunto l'imbarcazione
in avaria trainandola nel porto di Savelletri, dopo aver trasbordato
a terra gli spaventati occupanti.
IL TONNO ROSSO
Uno straordinario esperimento scientifico si sta verificando, con molte
probabilità di successo, nelle piscine della Panittica a Torre
Canne. Si tratta della riproduzione in cattività del tonno rosso,
una specie in estinsione. E' un progetto (che la Regione Puglia, ha
finanziato con un milione e 290 mila euro) mirante a trovare un'alternativa
al mercato della pesca, oggi in crisi profonda. Se l'esperimento riuscirà,
ci saranno fondate prospettive per ridare fiducia a un comparto importante
della economia nazionale.
I tonni rossi non riescono a riprodursi in cattività per tutta
una serie di condizionamenti, perciò i ricercatori di varie nazionalità,
coordinati dal gruppo dell'Università di Bari, hanno sperimentato
una sorta di fecondazione assistita. Tra un anno sapremo se l'ipotesi
scientifica potrà tramutarsi in una svolta concreta nel mercato
ittico.
L'EVOLUZIONE
URBANISTICA
La storia dell'edilizia fasanese, tra il decimo e il diciannovesimo
secolo, viene rivisitata e presentata, con efficace e scientifica sintesi,
in una pubblicazione,”Il Casale diventa Città” di
Maria Liuzzi e Mauro Scionti. La prima è una giovane ingegnere
di Fasano, laureatasi a Bari due anni fa, discutendo una tesi sulla
tipologia della casa alla fasanese, il prof. Scionti, di Como, è
docente di composizione architettonica e urbana al Policlinico di Bari.
Il libro, edito da Schena, è ricco di preziose illustrazioni,
grafici, piante eimmagini d'epoca.
Al Palazzo dei Congressi, la pubblicazione è stata presentata
dal direttore dell'Umanesimo della Pietra, Domenico Blasi. La manifestazione
è stata organizzata dall'associazione Pro Selva che, già
l'anno scorso, aveva conferito il Premio Fernando Attoma Pepe, all'autrice
Maria Liuzzi per la migliore tesi di laurea sulla conservazione e valorizzazione
del territorio di Fasano.
LA
MOSTRA ARTIGIANA
Parlava più “fasanese” quest'ultima edizione della
mostra dell'artigianato, la trentottesima, svoltasi nel Palazzo dei
Congressi, alla Selva. L'organizzazione è stata curata direttamente
dall'ufficio alle attività produttive del Comune, mentre la gestione
è stata affidata all'esperienza di Domenico Monaco coadiuvato
dal M° Domenico Colucci che ha la vocazione alla direzione (essendo,
professionalmente, direttore di complessi musicali).Singolare la trovata
dell'artigiano dal vivo, ovvero la performance del barbiere: Giacomino
Palasciano (nella foto di Mazzotta) si è divertito a far …barba
e capelli anche ai politici più scafati. I nomi dei partecipanti:
Alabanese Federigo, lavori in gesso e cartongesso - Andriani Domenico,
pittore - Bellini Maria decoratrice - Cavallo Francesco, liutaio - Cavallo
Girolamo, composizioni in pietra - Cofano Angelo, fotografo - Domo Style,
falegnameria - Fiume Nicola, artigiano del ferro per diletto - Furleo
Teobaldo, panificio - Giannoccaro Enza, abiti da sposa - Guarini Pasquale,
carrozziere - Lacirignola Domenico, sartoria - Lacirignola Antichità,
restauro - antiquario - Lacirignola Maria, restauro - antiquario - Malvoni
e Mileti, caminetti - Marangelli fratelli, ramai - Marraffa Tommaso,
caseddaro - Metasani Albert, pittore - Minò Piero, pittore -
Mizzi Giovanni, scultore e pittore - Muolo Tommaso, canestraio - Mola
Floriano, scultore lavorazioni in pietra - Narcisi Umberto, ebanista
- Neglie Donato, arredo - Nistri Giovanni, pittore - Palmisano Luigi
Carlo, fabbro - Pezzolla Isabella, lavorazione filet - Pugliese Vito,
ceramiche artistiche - decorazioni - Putignano Giuseppe, falegname -
Rubino Donato, ebanista - San Domenico, azienda agricola - Savoia Giorgio,
azienda agricola - Schiavone Checco, pittore - Schiavone Emanuele, decoratore
- Schiavone Luciano, decoratore in ferro - Trapani Giuliana, creazioni
artigianali - Troia Antonella, ceramiche decorate - Vetreria Fasanese,
vetreria
LE
RICETTE DELLE SORELLE CALELLA
Nella letteratura enogastronomica del nostro territorio, occupa un posto
di rilievo la recente pubblicazione della Schena Editore “La cucina
della Valle dei Trulli” di Carmela e Rosa Calella.
Titolari di un noto ristorante a Cisternino e figlie d'arte, le sorelle
Calella in un pregevole volume di circa duecento pagine hanno saputo
illustrare i piatti più tipici della nostra tradizione culinaria,
che riassume la cultura e i sapori dei popoli che si sono succeduti
in Puglia, dai Greci, ai Romani, Bizantini, Arabi, Spagnoli. La scansione
e la felice impostazione fanno del libro un prezioso strumento per chi
ha amore per la buona tavola.
ALFREDO
MANTOVANO ALLA SELVA
L'associazione “Amici della Selva”, presieduta da Renato
Falcolini, ha rinnovato l'appuntamento estivo con Alfredo Mantovano,
attualmente sottosegretario del Ministero degli Interni. Intervistato
dal giornalista televisivo Daniele Rotondo, il sottosegretario ha risposto
sui temi di attualità politica connessi alla giustizia e al fiscalismo.
Numeroso il pubblico intervenuto alla riuscita manifestazione svoltasi
nella elegante cornice del gazebo della Sierra Silvana.
IL
GIORNALISMO PARTECIPATIVO
Riuscita manifestazione del Circolo della Stampa, alla Casina Municipale,
con Ferdinando Sallustio sul tema “Il giornalismo partecipativo
e i modelli televisivi”. Affrontare gli argomenti relativi alle
nuove frontiere dell'informazione e ai conseguenti scenari che si aprono
ai professionisti della comunicazione, è un punto basilare del
programma del sodalizio presieduto da Franco Lisi. Alla vigilia inoltre
dell'uscita di un altro giornale locale e di fronte alla crescente presenza
di operatori di stampa si rendeva necessario discutere sui temi della
professione per evitare confusioni di ruoli e pasticci dilettantistici.
Il presidente Lisi in particolare ha esortato i giovani colleghi a non
farsi ammaliare dal facile guadagno e dal successo immediato, ma di
esercitare la professione con rigoroso rispetto delle regole e soprattutto
impegnandosi nel pubblicare notizie verificate. Lo scandalismo, ha inoltre,
aggiunto, se paga nell'immediatezza, squalifica alla distanza; a tal
proposito ha fatto l'esempio classico di Pietro L'Aretino che nel '500
sprecò il suo talento per intimorire i potenti, passando alla
storia come un “camorrista” della comunicazione.
Ferdinando Sallustio, giornalista di raffinata cultura, noto al grande
pubblico per essere stato supercampione della trasmissione televisiva
“Passaparola” e autore di due pregevoli libri, ha illustrato
(anche con le immagini proiettate sul maxischermo) il senso del fenomeno
del giornalismo partecipativo, ovvero quella forma di informazione che
parte dal basso e si diffonde nella rete informatica. Ha naturalmente
avvertito dei pericoli che tale forma di giornalismo comporta se non
interviene il professionista che con mestiere sappia distinguere il
grano dal loglio.
NOSTALGIA
DI CHAMPAGNE
Nel filone delle canzoni degli anni Sessanta, la Pro Selva ha organizzato,
per il terzo anno consecutivo, la serata “Maledetta nostalgia”.
L'edizione 2008 è stata dedicata a Peppino Di Capri. Collaudata
la conduzione di Franco Lisi che ha presentato, anche dal punto di vista
storico, sedici celebri canzoni del cantante napoletano, eseguite da
Armando De Luca alle tastiere e da Rosanna Turone. E' stato pure proiettato
il video di una conversazione con Peppino Di Capri, realizzata sul lungomare
Caracciolo in quel di Napoli, da Gianfranco Mazzotta con la complicità
di Rosanna Petruzzi.
In apertura di serata, con l'immancabile sigla musicale di “champagne”,
il sindaco Lello Di Bari ha brindato a spumante, con il conduttore e
la presedente della Pro Selva.
LA
VENDITRICE DI SOGNI
E' slittata la cerimonia del Premio Gentile che era stata programmata
per il 30 agosto scorso ma rinviata, a data da destinarsi, a causa della
sopraggiunta indisponibilità di Michele Cocuzza (nella foto).
Un testimonial importante, come del resto nella scia delle due precedenti
edizioni (con Pupi Avati e con Antonio Caprarica), per dare ulteriore
prestigio a una manifestazione culturale di spessore che, ogni, anno
premia un giovane scrittore con la pubblicazione della sua opera di
narrativa. Vincitore di questa undicesima edizione è risultata
Annalisa Panati, una veronese di 28 anni, laureata in matematica. Il
suo romanzo (pubblicato dalla Schena Editore) si intitola “La
venditrice di sogni”. Non ha comunque nulla a che vedere con il
più famoso “Il venditore di sogni” (pubblicato in
Italia da Giugni) dello scrittore africano di lingua inglese Ben Okri.
La giovane Panati racconta la surreale storia di una dottoranda in matematica
(proprio come l'autrice) che, a Parigi, senza volerlo vende sogni. Incontra
così personaggi bizzarri e inventa situazioni paradossali.
Annalisa Panati è alla sua prima opera di narrativa. Oltre a
scrivere si occupa di pittura.
POESIE
D'ANTOLOGIA
Il cammino artistico di Natalizia Pinto (nella foto) procede con costanti
affermazioni. L'ultima, l'inserimento della lirica “Attesa”
nella raccolta antologica dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli,
curata da Ernesto L'Arab e da Roberto Pasanisi. Il filosofo Sergio Giovone,
dell'Università di Firenze, nella prefazione ha citato la poetessa
fasanese nei cui versi “sembra conservare l'anima poetica dell'antica
Grecia”.
Natalizia Pinto, sempre per la stessa casa editrice ha firmato la prefazione
del libro “Viaggi e scoperte in giro per il mondo” di Giovanni
Circolo. Per la Faso Editrice, invece, la Pinto ha curato “Poeti
tra i banchi”, una ricerca condotta con i suoi allievi dell'Istituto
professionale per i servizi sociali “Francesca L. Morbillo Falcone”
di Brindisi.
SCHEGGE DI TEATRO
Il Gruppo di Attività Teatrali "Peppino Mancini" ha
presentato, il 23 agosto alla Casina Municipale un nuovo spettacolo
dal titolo "Schegge di teatro - omaggio alla commedia brillante".
La rappresentazione, inserita nella rassegna teatrale "Quarta parete",
si articolava in tre schetches tratti da "Sik Sik l'artefice magico"
di Eduardo De Filippo (già proposto al pubblico dal sodalizio
fasanese ben 13 anni orsono, all'interno della rivista "Ogni anno
punto e da capo"), "Non tutti i ladri vengono per nuocere"
di Dario Fo e "L'amico del cuore" di Vincenzo Salemme.
Guidati dal regista Mimmo Capozzi, gli interpreti, simpatici e spigliati,
hanno dato il meglio di se stessi convincendo pienamente gli spettatori,
accorsi in buon numero. Tante risate ed applausi a coronamento di una
serata divertente e leggera, che ha così soddisfatto un'esigenza
particolarmente avvertita dal pubblico fasanese nelle serate estive.
RINASCERE CON LA SCRITTURA
Nella insolita cornice di Villa Rosaria , in viale Toledo a Selva, si
è tenuta il 29 agosto la presentazione del libro “Ricordati
di rinascere”, da parte del suo stesso autore, il prof. Mario
Papadia psicologo-psicoterapeuta e preside della facoltà degli
studi psicologici dell'Università “Giovanni Paolo I”
di Roma. Davanti a un attento pubblico, prevalentemente femminile, l'oratore
ha spiegato i passaggi più significativi della sua opera, coadiuvato
dal dott. Sandro Amati che, con giusta espressione emotiva, ha letto
alcuni brani. L'incontro è stato organizzato dall'International
inner wheel e dalla Pro Selva, con la collaborazione di Marialuce Giannaccari.
PRIMO
SOCCORSO
Tra le iniziative della Pro Selva, anche un corso di rianimazione e
pronto intervento per uso domestico. Il corso, a cura dell'equipe del
prof. Vittorio Mattioli, si è concluso con una esercitazione
pratica il 20 luglio. Nella foto un momento della esercitazione finale.
LE CASE CHIUSE
Manco a farlo apposta, a cinquant'anni esatti dall'approvazione della
legge Merlin (29 luglio 1958), nello stesso giorno presso la Villa Cicolella,
sede della Pro Selva, l'avv. Franco Volpe teneva una brillante conversazione
sulla storia delle “case chiuse”.
A istituire il “meretricio di Stato” fu il conte Camillo
Benso di Cavour che, il 15 febbraio 1860, fece approvare il “regolamento
del servizio di sorveglianza sulla prostituzione”. Era l'atto
di nascita delle “case di tolleranza”, così chiamate
perché la loro esistenza era tollerata e garantita dallo Stato.
Quel regolamento, secondo i tempi, subì variazioni significative
ma riferite a fatti formali e mai sostanziali. La prima vera battaglia
contro la prostituzione di Stato fu intrapresa, nel 1948, dalla senatrice
socialista Lina Merlin. La sua proposta di legge fu approvata dopo dieci
anni, il 29 luglio appunto, con 385 voti a favore e115 contrari. “Cadeva
così –ha sottolineato il relatore- dopo 98 anni di vita
il decreto voluto dal grande tessitore conte Camillo Benso di Cavour.
Fu concesso un breve termine per liquidare le aziende tutelate dallo
Stato e il 20 settembre 1958, anniversario della presa di Porta Pia,
le persiane delle case chiuse vennero aperte e lo Stato mezzano andò
definitivamente in pensione”
L'oratore ha saputo altresì descrivere, con deliziosi passaggi,
il clima di quelle case e dei loro frequentatori, con colti riferimenti
letterari.
L'EROTISMO DEL PANE E POMODORO
Una serata davvero piccante e divertente quella organizzata dall'Associazione
Pro Selva presso il complesso “Poggio del sole”. Insolito
e intrigante l'argomento trattato: “Eros nel piatto”, ovvero
un excursus sui cibi afrodisiaci, trattato con levità da Palmina
Cannone, esperta di gastronomia locale, e il nostro collaboratore Gianfranco
Mazzotta, animatore di programmi culturali su Radio Diaconia, nonché
biologo. La Canone si è soffermata sui cibi afrodisiaci, capaci
cioè di aumentare l'eros e la potenza sessuale, evidenziando
le qualità nascoste in tanti cibi semplici della quotidiana alimentazione
nostrana: sedano, peperoni, cipolla, aglio, vin cotto, rucola, oltre
ai crostacei, ai ricci di mare, alle sensualissime fragole con la panna
e, manco a dirlo, alle fave fresche!
Gianfranco Mazzotta ha invece teorizzato che non esiste un cibo afrodisiaco
in assoluto, ma sarebbe l'armonia di una situazione a stimolare i sensi,
a cominciare dal gusto, dall'olfatto e dall'odorato, sebbene in particolari
cibi vi siano effettivamente sostanze in grado di agire sul processo
nervoso di creazione del “percorso del piacere”. Tra diapositive,
battute e riflessioni, si è infine concordato sul fatto che la
cucina è un potente strumento di seduzione. E per creare momenti
di intimità non v'è bisogno di ricorrere a ostriche, champagne,
caviale ed aragoste, è sufficiente sapersi destreggiare anche
con cibi più semplici e alla portata di tutti, come il classico
pane e pomodoro, condito con olio extravergine di oliva, origano e sale,
il piatto più semplice e genuino che è un trionfo di colori,
di odori e di sapori: un inno alla vita e all'amore.
SAVELLETRI
“CAPRESE”
Il buon Bebè Anglani, assessore comunale e sindaco “in
pectore” di Savelletri, in una intervista rilasciata al nostro
giornale all'inizio di quest'anno, aveva trionfalisticamente annunciato
che avrebbe trasformato il borgo marinaro in una piccola Capri. Si trattava
del rifacimento dell'arredamento urbano. A fine stagione turistica,
è stato realizzato parzialmente.
Siamo ben lontani dall'annunciato salotto caprese, ma il centro del
borgo ha assunto comunque una fisionomia più confacente alla
località balneare quale, d'estate, diventa.
Molto si è polemizzato sulla ricostruzione della pescheria fra
la “casa rossa” e la chiesa. Abbiamo registrato il favorevole
parere di molti forestieri che, estranei alle vicende paesane, hanno
ritenuto elegante quella struttura in vetro e legno. Il vetro rende
giustizia al panorama e il legno richiama le carpenterie delle imbarcazioni.
Del resto anche la Rai l’ha immortalata in suggestive immagini.
Quando i lavori del “look” sul lungomare saranno terminati,
si dovrà pensare a razionalizzare gli esercizi commerciali.
Quello sarà il momento in cui si potrà fare il salto di
qualità. Senza scimmiottare Capri e altre località celebri,
l'importante sarà armonizzare il tutto in funzione di un borgo
marinaro che ha già una sua storica caratterizzazione.
Nella foto di Chicco Saponaro, una inquadratura del lungomare rifatto
con, in primo piano, la “casa rossa”, riprodotta in dipinti
anche di pittori famosi e resa celebre, a livello nazionale, da uno
spot pubblicitario della Telecom.

Insegne caserecce che stonano con la pretesa eleganza di un sito elitario.

L’ufficio del turismo dov’è? Secondo le strombe indicazioni
all’interno del bar!
LA PUGLIA NEL PIATTO
La Puglia non è solo mare, trulli, grotte e ulivi secolari; è
una Regione con un immenso patrimonio enogastronomico e, sempre più,
accanto alle attrattive ambientali e storico-architettoniche, il turista
è interessato a quanto di buono la tavola propone. Proprio in
questa ottica si pone il volumetto “La Puglia nel piatto”
di Palmina Cannone, edito dall'Associazione Dante Alighieri, che si
occupa di formazione professionale. L'associazione presieduta da Pino
Pagnelli, da anni è impegnato, nella moderna sede di via del
Calvario, nella formazione professionale; tra i vari corsi realizzati
con finanziamenti Europei, c'è stato quest'anno quello per operatore
turistico, nel cui ambito, il modulo di “gastronomia”, è
stato affidato alla docente Palmina Cannone. Le lezioni tenute nelle
25 ore di corso hanno coinvolto ed entusiasmato i 16 giovani allievi
tanto da essere raccolte in forma di libro, “La Puglia nel piatto”,
appunto, che ha visto la luce nel laboratorio della tipografia Ventrella
di Fasano.
Il libro è stato presentato, nel corso di una elegante serata
all'Express Hotel, dal nostro direttore Franco Lisi, come al solito
brioso e divertente. Dal canto suo,il direttore della struttura alberghiera,
Mimmo Modugno, ha approntato un ricco buffet per tutti gli ospiti; come
dire, non solo parole, ma anche fatti… di gusto. |
TENTATO FURTO D'AUTO
Pensavano che avrebbero avuto vita facile a
rubare un'automobile in una zona notoriamente tranquilla e poco trafficata.
E invece qualcuno ha prontamente avvertito i carabinieri che sono giunti
sul posto e li hanno bloccati.
Sono finiti così in manette Antonio Nistri, 35 anni, e Giacomo
Argento, 25, entrambi di Fasano. Secondo la ricostruzione degli agenti
della locale compagnia, la sera del 25 agosto i due si aggiravano tra
le auto parcheggiate in viale Miramonti, nei pressi dell'omonimo bar.
In base al piano studiato per impossessarsi di una Smart, Argento fungeva
da palo e l'altro avrebbe dovuto forzarne la serratura. Il primo ad
essere acciuffato è stato proprio Argento, mentre la fuga di
Nistri è durata solo qualche attimo. È stato infatti intercettato
subito dopo lungo lo stesso viale. Ad avvalorare l'ipotesi del tentativo
di furto, una chiave universale che i militari hanno trovato addosso
a Nistri. |
AMORE INVASIVO
Si era perdutamente innamorato di lei. Ma lei non ne voleva sapere.
Poi, quando ha capito che aveva una relazione con un altro, la sua gelosia
si è trasformata in violenza.
Poteva avere conseguenze peggiori l'episodio avvenuto in via Mignozzi
che nella tarda mattinata di giovedì 28 agosto ha visto protagonista
un uomo di 47 anni, Carmine Lovece, calabrese ma da tempo residente
a Fasano. Tutto è cominciato quando l'uomo, dopo averla probabilmente
seguita, ha fatto irruzione nel negozio dove la donna, una trentaseienne
del posto, era entrata per far visita al suo nuovo fidanzato, un commesso
di 36 anni originario di Martina Franca. L'energumeno, già noto
alle forze dell'ordine per reati di altro tipo, dapprima ha schiaffeggiato
ripetutamente l'oggetto della contesa. Successivamente si è scagliato
contro il malcapitato colpendolo violentemente con calci e pugni e facendolo
stramazzare al suolo. Mentre alcuni testimoni avvertivano i carabinieri
e i medici del 118, Lovece, armato di spranga, ha continuato a sfogare
la sua rabbia prendendosela questa volta con l'auto della donna e provocando
seri danni alla carrozzeria.
|
SCENE DI VITA BAROCCA
Una città che osserva, immagina, riflette
sul proprio passato. Dopo le iniziative dello scorso giugno ritornano
le rappresentazioni di vita quotidiana della Fasano del Seicento. Condite
da canti, balli, sbandieratori e giullari.
È quanto hanno potuto ammirare, nelle serate del 10 e del 21
agosto, i numerosi visitatori accorsi nella splendida cornice delle
masserie di S. Angelo de' Graecis (meglio nota come San Lorenzo) e di
Minerva.
L'evento, intitolato “Correva l'anno: scene di vita barocca nelle
masserie” e organizzato dall'assessorato al Turismo in collaborazione
con l'agenzia “Le nove muse” di Fasano, si inserisce in
una vasta programmazione che tende ormai a fare della nostra realtà
una delle più interessanti sotto il profilo della ricerca storica
riguardante il Seicento.
A impreziosire lo scenario di colori e immagini non poteva mancare il
sostegno di altre associazioni fasanesi e non, tra le quali il gruppo
di figuranti della “Scamiciata”, il comitato del “Giugno
fasanese”, l'associazione “Presepe vivente” di Montalbano,
la “Compagnia stabile” di Alberobello, la “Rione castello”
di Carovigno e i “Cavalieri della disfida di Barletta”.
V.F. |
IL RITO DEL SOL NASCENTE
La notte tra il 31 agosto e il 1 settembre
è magica, o meglio è l'acqua del mare a fare i miracoli;
caricandosi di poteri terapeutici. Una antica credenza popolare vuole
che chiunque si bagni il capo nel mare al sorgere del sole del 1 settembre,
scongiuri il mal di testa per tutto l'anno. Sono in molti a crederci.
Sono in molti a praticare il rito del bagno all'alba. Sono in molti
a proteggersi, così, dall'energia per l'intero anno. In questa
notte carica di meraviglie, Torre Canne si veste a festa. La spiaggia
del porto si anima di mille volti, alcuni famigliari, altri stranieri,
ma tutti uniti ad aspettare l'alba. Anche quest'anno è stata
organizzata la festa, dai residenti. 'Aspettando il sole', per rendere
questa notte ancora più speciale. Artisti di strada, giocolieri,
mangia fuochi si alternano, accompagnati da musica greca e salentina.
La suggestione di un pianoforte sulla spiaggia che suona dolci melodie.
E, ancora, stands pieni di manufatti artigianali, e canti e balli fino
all'alba.
Appena il cielo si fa chiaro la musica si ferma, il vociare delle tante
anime si placa, tutti in religioso silenzio, aspettano che sorga il
sole, per immergersi nelle acque rosa e quiete del nostro mare.
Maria Teresa Cocozza di Montanara |
Premio Selva di Giornalismo
TUTTI CAVALIERI
Scarsa la partecipazione – L'incoraggiamento
della Giuria – Cento euro a testa ai quattro concorrenti ammessi
– La cerimonia al Fagiano
 “Todos
Caballeros”, tutti cavalieri, i quattro concorrenti che sono stati
ammessi alla prima edizione del concorso giornalistico “Aquilino
Giannaccari”, indetto dalla Pro Selva, riservato agli studenti
del 4° e 5° anno di corso degli istituti superiori. Una partecipazione
decisamente scarsa se si considera che soltanto in cinque vi hanno aderito.
Uno dei concorrenti, Mattia Buongiorno, è stato escluso per un
fatto formale. E nei concorsi, si sa, l'aspetto formale ha la sua rilevanza:
bene lo sanno quegli imprenditori che per una inezia burocratica perdono
appalti di fior di milioni. Meglio, pertanto, abituarsi da subito ad
essere rigorosi nell'osservare le regole dei concorsi.
La commissione giudicante ( Gianni Custodero, presidente; Alfredo Manfredi,
assessore al turismo, Franco Lisi,presidente Circolo della Stampa; Gianfranco
Mazzotta, Palmina Cannone, Nicola Brescia e Federico Natoli) ha voluto
incoraggiare i partecipanti ammessi apprezzandone l'impegno e gratificandoli
con cento euro ciascuno. Questi i premiati: Maria Addolorata Bonifacio
(per la capacità di sintesi); Gaia Guiso (per il taglio giornalistico);
Pierfrancesco Palmariggi (per le interessanti proposte turistiche);
Stefano Roberto Soleti (per l'attenta e accurata indagine).
La cerimonia di premiazione si è svolta domenica 7 settembre
al “Fagiano”. Gli onori di casa sono stati fatti dalla presidente
del sodalizio, Rosanna Petruzzi Lozupone. Sono intervenuti il sindaco,
l'assessore provinciale Giorgio Cofano e l'assessore regionale Mimmo
Lomelo. Il verbale della giuria è stato letto, illustrato e ampliato
dalla prof.ssa Palmina Cannone. |
Conclusa alla “Casina”
L'ESTATE DEI SILVANI
Bilancio a fine stagione – Ventidue
eventi – Serata-clou con Massimo Ranieri – Gradimento del
pubblico giovanile
Nella foto da “L’immagine...nell’immagine”, una panoramica del
pubblico che assiste ad uno spettacolo nella Casina Municipale
L'Estate Silvana edizione 2008 alla Casina Municipale ha chiuso con
un bilancio positivo riscattando quello in perdita dell'anno precedente.
A parlarne è il direttore artistico Tommy Rubino. “Abbiamo
iniziato il 20 luglio con il Fasanfestival e per tutto agosto abbiamo
ospitato 22 eventi che hanno incontrato il favore del pubblico. Siamo
stati anche gratificati dal pieno successo della serata-clou con Massimo
ranieri, uno spettacolo programmato sin dall'anno scorso. Ci è
stato fatto osservare che il costo del biglietto era alto, ma non si
poteva fare diversamente, se si considera che quella produzione artistica
è destinata a un pubblico di quattro/cinquemila spettatori, mentre
la capienza della Casina Municipale non va oltre i 1500 posti Riuscitisssime
pure le serate con Uccio De Santis, con Da Costa, con il cabaret, il
tetro di Mimmo Capozzi, il musical di Teresa Cecere. Ha funzionato molto
bene, inoltre, lo spazio del privè con gli appuntamenti settimanali
di karaoke, danza e piano bar. Abbiamo ricevuto il plauso di molti genitori
i cui figli, finalmente, hanno trovato una ragione di intrattenimento
notturno alla Selva senza dover emigrare al Capitolo o in altre località
con discoteche, rischiando con le macchine”.
E per l'anno venturo? “ Vedremo. E' una scatola chiusa. Ci sarà
una nuova gara e un nuovo affidamento. E' importante, però, che
la gestione, che per questi due ultimi anni è stata affidata
a Vincenzo Buongiorno, venga assegnata per almeno un triennio consecutivo,
in modo tale che si possa articolare una programmazione di più
alta qualità con lanci pubblicitari impegnativi, maggiori investimenti
nell'arredo e la possibilità di compensare i rischi di gestione”.
V. F. |
I CONCERTI DELLA PROVINCIA AL MINARETO
Si è svolto, il 2 settembre, nel parco del Minareto un concerto
della Provincia facente parte della programmazione dell'articolato progetto
Giovani Idee, promosso dalla Provincia di Brindisi in collaborazione
con la Cooperativa Coolclub, nell'ambito del progetto Bollenti Spiriti
della Regione Puglia. All'appuntamento musicale hanno partecipato Fabio
Losito (violinista dei Folkabbestia) e Cesko (leader e cantante degli
Apres La Classe). I Folkabbestia sono una vera festa itinerante, un
viaggio su una sedia a dondolo tra territori balcanici, paesaggi irlandesi
e calore pugliese. Ogni loro concerto è un'immersione nella tradizione
italiana, stropicciata con fantasia, ironia e mutazioni stilistiche
che spaziano dal folk al rock, dalla canzone d'autore a quella popolare,
dallo ska al punk. Le loro spruzzate di colore strumentale in spregiudicata
intensità melodica fanno sobbalzare di allegria tra danze sfrenate
e baldoria di piazza. Da oltre dieci anni suonano per la gente, regalando
attimi di gioia con la loro schiamazzante urgenza espressiva. Sono entrati
nel “Guinness dei primati” come detentori del record per
l'esibizione musicale più lunga del mondo, suonando la stessa
canzone per 30 ore di seguito.La band salentina Apres La Classe, nata
nel 1996, esordisce ufficialmente nel 2002 con l'etichetta Edel Italia.
L'album di debutto è Après la Classe, il cui brano Paris
diventa subito una hit nelle discoteche e nelle radio italiane prima
di essere scelta come sigla di uno spot televisivo nazionale. All'interno
anche una divertente rilettura di Ricominciamo di Adriano Pappalardo
ed un pugno di brani tradizionali come Lu rusciu te lu mare e Kalinifta.
Giovaniidee.net è il primo archivio della creatività della
Provincia di Brindisi, un raccoglitore di tutte le produzioni giovanili
per creare una memoria dell'arte contemporanea di un territorio. Giovaniidee.net
è un amplificatore per chi vuole farsi ascoltare, una vetrina
per farsi vedere, uno spazio virtuale per incontrarsi. Varie le sezioni
all'interno del sito che raccoglie non solo musica ma anche video, immagini,
scritture della provincia di Brindisi.
|

| una
finestra sul mondo |
a
cura di Mariangela Turchiarulo |
Il Cammino dei Pellegrini
SANTIAGO DE CAMPOSTELA
Ottocento chilometri tra i Pirenei e
la Galizia da scarpinare in zaino e scarponi – Il più antico
itinerario di fede – Dante ne parla nella Divina Commedia - La
cittadella di Roncisvalle e la leggenda di Rolando – Un percorso
che è la metafora della vita |
| Il cammino, a piedi verso Santiago
de Compostela non è per supereroi, ma per gente normale che ha
il cuore gonfio di passione. Certo ottocento kilometri in un paesaggio
che va dai Pirenei alle zone mesetiche, estremamente aride, fino a quelle
più ricche d'acqua della Galizia non sono da sottovalutare. Per
partire basta veramente poco, scarponi e uno zaino essenziale niente
di superfluo, altrimenti si rischia di avere troppo peso sulle spalle.
Oggi, sono decine di migliaia le persone che ogni anno si mettono in
cammino, qualcuno per sport, qualcuno per turismo, (il percorso è
considerato un itinerario culturale europeo), molti sulle tracce di
una ricerca interiore che qui si intesse di silenzio e di grandi spazi
di solitudine, ma anche di incontri di grande umanità. La storia
del pellegrinaggio verso Santiago affonda le sue radici nel Medioevo,
probabilmente tra i pellegrini più illustri dell'epoca c'è
stato Dante, che nella Divina Commedia spiega che il 'pellegrino' è
colui che si reca a Santiago. Poi, da quando, all'inizio del IX secolo,
si diffuse la notizia della scoperta della tomba di San Giacomo il Maggiore,
il pellegrinaggio verso Santiago non si è mai interrotto. Santiago
de Compotela è, infatti, considerata la terza città santa
dopo Gerusalemme e Roma. San Giacomo è per la Spagna e l'Europa
un forte simbolo comune di identificazione, rappresenta una speranza
alla quale aggrapparsi. Così, il cammino con la sua storia è,
innanzitutto, una storia di fede, una ricerca interiore del sé,
che si offre e appartiene a chiunque decide di percorrerlo per gli ottocento
kilometri o per chi si mette in viaggio anche solo per qualche giorno.
Ed è proprio il desiderio di ricerca che ha spinto, me, il mio
compagno di percorso e il suo cane, a intraprendere questo cammino,
con il cuore pieno di speranza. Il nostro pellegrinaggio inizia a Saint
Jean Pied de Port, ai piedi dei Pirenei francesi, in una tiepida giornata
di inizio luglio. Qui ci fermiamo al primo rifugio, un'accoglienza per
tutti i pellegrini che hanno bisogno delle informazioni base, e che
ancora non hanno la credencial, una sorta di documento che attesta le
tappe percorse, e dà la possibilità di essere accolti
nei rifugi che si trovano lungo la strada. L'associazione gli Amici
del Cammino, pone il primo timbro detto sello sulle nostre credencial
con la data di inizio, al quale seguiranno gli altri dei vari rifugi
che ci accoglieranno. In questi rifugi, oggi come un tempo, l'ospitalità
è esperienza quotidiana. Qui, ogni pellegrino può trovare
alla fine di ogni giornata di cammino, ospitalità, solidarietà,
confronto, consigli, aiuto, e tanta umanità. Qui, esiste un Galateo
del Cammino, che ognuno trova o ritrova nel proprio cuore e che educa
a pensarsi insieme. Troppo eccitati ed emozionati, decidiamo di non
aspettare la mattina seguente per dare inizio al nostro percorso. Era
pomeriggio inoltrato quando attraversavamo il ponte sul fiume Nive per
uscire da Saint Jean e percorrere i primi kilometri tutti in salita.
Il nostro primo rifugio lo troviamo a Honto, in una baita solitaria
in legno e pietra viva, in mezzo alle montagne. La signora è
molto gentile prepara una cena squisita e si mangia tutti insieme, i
padroni di casa, una comitiva di francesi, e altre persone francesi.
Il paesaggio, mozza il fiato, l'aria rarefatta, i picchi delle montagne,
le greggi al pascolo, le nuvole così basse sembrano sfiorarti.
Fiabesco. L'alba che apre un nuovo giorno di cammino, colora tutto l'orizzonte
di rosa. L'abbondante colazione ci carica di energia per affrontare
il lungo percorso che ci aspetta. Le aquile volano alte e ogni tanto
qualcuna scende in picchiata verso di noi, curiosa. I ventidue kilometri
che ci separano dalla prossima tappa saranno quasi tutti in salita,
qui circondati da verdi pascoli animati da cavalli lasciati liberi e
greggi di pecore guidate da cani-pastore, dolci cime, e sorgenti d'acqua
incastonate nella roccia ci mettono in comunione con la madre terra.
A milletrecento metri di altezza sul Collado de Bentartea entriamo nella
regione spagnola della Navarra. Il paesaggio cambia completamente, cominciano
i grandi boschi fitti di grandi olmi, faggi, pini, abeti, con un rigogliossisimo
sottobosco, non ci sono più orizzonti a perdita d'occhi e dolci
cime che si susseguono, solo alberi e i propri passi. Dopo tanto salire
a sette kilometri dalla roccaforte di Roncisvalle inizia la discesa,
vertiginosa. L'ultimo tratto è bellissimo, persi nella foresta,
come un miraggio tra le fronde degli alberi spunta imponente la cittadella,
come nel tempo che fu. Roncisvalle, luogo storico dove la leggenda racconta
che morì e fu sepolto Rolando. Se si tende l'orecchio sembra
ancora di sentire l'olifante, il corno che Rolando suonò per
richiamare l'esercito di Carlo Magno. Nella nostra seconda tappa raggiungiamo
Zubiri. I sentieri quasi sovrastati dalla vegetazione sembrano possano
nascondere ancor oggi banditi e lupi, qui si può avere un idea
di come poteva essere il cammino medievale. La terza tappa ci porta
a Trinidad de Arrè, paesino a quattro kilometri da Pamplona,
capitale della Navarra, fondata da Pompeo Magno nel 75 a.C.. In questo
tratto di cammino, è il fiume Arga a guidarci. Il giorno dopo,
arriviamo a Pamplona di buon mattino, qui ci troviamo coinvolti da grandi
festeggiamenti per la festa di San Fermìn, protettore della città.
Quindici giorni di festa non-stop. Si inizia dalla mattina con musica
e carri allegorici in giro per il centro storico, al pomeriggio con
la corsa dei tori liberi per le strette viuzze del centro, per finire
di notte con musica, balli e fuochi pirotecnici, e inizia tutto daccapo.
Questa nostra quarta tappa ci porta a qualche chilometro da Pamplona,
a Cizur Menor, dove una antica torre medievale di tufo circondata da
campi di grano è allestita a rifugio dai cavalieri dell'Ordine
di Malta. Nella nostra quinta giornata di cammino, scaliamo un alto
picco, L'alto del Perdòn, dove, in cima, c'è il monumento
ai pellegrini, grandi sagome di rame intagliate scolpiscono la silhouette
dei pellegrini.
La sommità della sierra è tempestata da pale eoliche che
sfruttano il notevole vento della zona. La discesa è molto sdrucciolevole
e il percorso e coperto da ciottoli rotondi come quelli che si trovano
lungo i fiumi, a testimonianza della presenza dell'acqua in tempi remoti.
Verso sera arriviamo a Puente la Reina, il bellissimo ponte Romantico,
fatto costruire, nel IX secolo, dalla regina Munia, per facilitare il
transito dei pellegrini sul fiume Arga, ci trasmette tranquillità
e armonia. Qui ci si sente proprio dei pellegrini e se ne assapora a
fondo lo spirito e la fede. La sesta tappa, ci porta a percorrere un'antica
strada romana. La sensazione di familiarità con il percorso riporta
la mente all'infanzia e alle corse a perdi fiato lungo i sentieri di
campagna. Nei pressi di un piccolo paesino Lorca ci sorprende una forte
pioggia. Sostare qui significa entrare in una bolle temporale. In questo
paesino della Spagna settentrionale, la vita è lenta e armoniosa.
Il giorno seguente il sole splende e il cammino prosegue con una breve
sosta al monastero di Irache dove si trova la fonte del vino. Dopo tante
fonti di acqua meravigliose che abbiamo incontrato e dalle quali abbiamo
attinto l'acqua per dissetarci, trovarne una dalla quale sgorga vino
è davvero sorprendente. Proseguiamo fino a Villa Mayor de Monjardin,
qui partecipiamo con molto coinvolgimento emotivo al cambio delle hospitalere,
coloro che si occupano dell'organizzazione dei rifugi. Il nostro viaggio
sta quasi per giungere al termine ancora due giorni abbiamo a disposizione
e cerchiamo di goderceli al massimo. La prossima fermata è il
un paesino che sorge sulla parete di una collina. Tutte le strade del
piccolo borgo sono in discesa vertiginosa o forte salita dipende dai
punti di vista, mai in piano. Nel giorno successivo passiamo per Viana,
dove c'è la lapide di Cesare Borgia e la magnifica chiesa di
Santa Maria con facciata rinascimentale.
A Logrono, capitale della Rioja, i cui tetti sono abitati da gigantesche
cicogne, il nostro cammino. Prima di tornare a casa ci si volta indietro
per osservare il cammino compiuto sin lì, e si guarda avanti,al
futuro che ci attende.
In fondo che cos'è la vita se non la metafora di un cammino.
Allora sarebbe bello se ogni tanto ci augurassimo buon cammino anche
nella quotidianità come lo si fa lungo il percorso che porta
a Santiago quando si incrociano i pellegrini.
Maria Teresa Cocozza di Montanara |
IL CAIRO: LA CITTA’
DEI MORTI
 La
prima cosa che Monica volle andare a vedere, non fu il verde Nilo, il
Museo Egizio o le piramidi di Giza e Saqqara. Incuriosita dall'idea
che lì, in quel posto, le tombe fossero abitate dai vivi, arrivata
a Il Cairo, la prima cosa che volle visitare fu il Cimitero Mamelucco.
Con l'entusiasmo del viaggiatore alla scoperta di un nuovo mondo e la
paura per quell'ignoto che sapeva tanto di spettrale (e per niente di
turistico), senza esitare, saltò su un vecchio taxi nero con
il tetto bianco.
Accompagnata da uno sguardo affilato ed agghiacciante, moltiplicato
ossessivamente dalla curiosa cornice a specchi del parabrezza, si allontanò
rapidamente dal centro pulsante e monumentale di Midan Tharir. Si ritrovò
presto su un'autostrada desolata, tra case grezze multipiano di cemento
e mattoni a facciavista: prospetti non finiti… eppure punteggiati
da parabole satellitari. Il cielo de Il Cairo è quasi sempre
plumbeo e austero su nobili edifici Neo-Islamici e Neo-Rinascimentali.
Ma, su quelle case, il grigio del cemento e dei ferri di attesa all'ultimo
piano, stagliati contro il cielo, pronti a sorreggere un eventuale nuovo
piano, era un tutt'uno con l'aria: un'aria funesta ed inquietante, immobile
e pesante, nella quale il rosso sbiadito dei mattoni segnava la strada
verso il Cimitero. Da quel lungo ed ampio nastro di asfalto, non era
ben chiaro dove finisse la città ed iniziasse l'area sacra. Il
Cimitero non ha mura né confini amministrativi delineati: è
una parte di città… anzi è città. E' la città
dei morti che non hanno bisogno di corrente elettrica o acqua potabile,
di strade asfaltate né tanto meno di cassonetti per la raccolta
di rifiuti urbani. E' la città dei fantasmi senz'ombra, dei bimbi
resuscitati che giocano a piedi scalzi tra i sacchi di immondizia accatastati
ai margini di strade polverose. E' così che la gente vive sotto
un cielo sempre grigio, senza sole e senza stelle: tra monumentali mausolei
mamelucchi, in pietra annerita dai secoli; tra splendide cupole ed alti
minareti. E' così che la gente vive: tra sepolture, all'interno
di tombe familiari di cento metri quadri o più… Ammenocchè
non si abbia la fortuna di poter far da sentinella alla tomba di un
Khedivè o di un regnante defunto, su migliaia di metri quadri
tra splendidi giardini… Disuguaglianza in vita come in morte…
Mariangela Turchiarulo |
| Se vuoi raccontare
dalle pagine del Menante la tua esperienza di viaggio e/o pubblicarne
una foto significativa CONTATTACI |
 |
 |
Nulla è più bello di una nuova vita,
mamma Imma, papà Nicola e Pamela danno il benvenuto al piccolo
Donato. |
 |
|
| Il 4 settembre 2008 per Rosita Potenza
è stato un giorno speciale: dopo essere stata testimone delle
nozze di sua sorella Grazia ha dato alla luce il piccolo Marco.
Auguri al papà Alessandro Semeraro e alla mamma Rosita. |
| |
|
|
 |
Finalmente è arrivato l’angioletto (Francesco)
tanto atteso a rallegrare il cuore di mamma Betta e papà
Antonello Trapani. |
 |
|
| Che il sorriso e la gioia di questo
giorno vi accompagnino per tutta la vita. Vi auguro tutto il bene
del mondo! Auguroni da vostra cugina Mara. |
| |
|
|
|
CONTATTACI
Puoi inserire gratuitamente anche tu i tuoi momenti speciali. |
| Minchiate
e facezie |
IL TIRO AL PIATTELLO
testo di Nicola Fiume - vignetta di Cosimo
Rosati
Il
tiro al piattello è uno sport. Divertente. Nello sport del tiro
al piattello chi si diverte di meno è il piattello. Subito dopo
chi abita lì vicino.
Ma cos'è il piattello? Un piccolo piatto? No! Se fosse stato
un piccolo piatto avremmo detto piccolo piatto e non piattello! Un piattino
allora? Neanche! Fosse un piattino non diremmo piattello ma piattino,
e quindi tiro al piattino! Avete mai sentito parlare di tiro al piattino?
Bene! Allora il piattello non è un piccolo piatto e piattello
e piattino non sono la stessa cosa! Dunque il piattello è un
piattello e basta!
Si dice una serie di piattelli. Una serie di piattelli è costituita
da 25 piattelli. Badate bene, non un servizio di piattelli bensì
una serie. Il servizio è normalmente da 6, o da 12, qualche volta
da 18 e se proprio vogliamo esagerare da 24, ma un servizio da 25 lo
avete mai sentito nominare? Salvo che non ci sia la riserva. Una volta
la riserva era chiamata il tredicesimo nel qual caso dobbiamo ragionevolmente
pensare a 2 servizi da 12 con un tredicesimo che può entrare
indifferentemente nell'una o nell'altra squadra. Ma non si gioca in
11? Certamente! Infatti il dodicesimo è il portiere, il secondo
portiere.
Ricapitoliamo: se il dodicesimo è il secondo portiere 2 x 12
fa 24 + il tredicesimo ed arriviamo a 25, appunto la serie. Ma quale
serie? La serie A o la serie B? Dipende dalla bravura di chi esercita
questo sport. In genere più serie ci sono e più siamo
nella serie superiore. Nella serie A siamo sicuramente con sei serie,
ma se sono tutte serie come fanno a divertirsi e come fa questo sport
ad essere divertente?
Torniamo al tredicesimo, la riserva. Quando entra la riserva? Quando
si accende la spia rossa? E se non entra, la squadra si ferma e bisogna
andare con la tanica dal benzinaio più vicino? E la spia rossa?
Quando si accende la spia rossa tutti si accorgono che è una
spia … e che cazzo di spia è se tutti lo hanno riconosciuto?!
E poi … com'è che si accende la spia rossa? Gli danno fuoco?
E se gli danno fuoco sono stati quelli del KGB o è stata la CIA?
O addirittura la Santa Inquisizione? E Giovanna D'Arco si dedicava al
tiro al piattello?
Questo ed altri interrogativi rendono il tiro al piattello uno sport
un po' confuso ed ambiguo. Tra i più grandi tiratori annotiamo
curiosamente soltanto uomini particolarmente robusti e forzuti anche
perché se così non fosse non parleremmo di tiratori ma
di tiravitelli o tuttalpiù tiravacche. |
| Tra
il serio e il faceto |
I dubbi dubbi e altro di Nicola Fiume
Mai chiedere l'età ad una signora
'Quanti anni hai?'
'La metà!'
Sarà colpa dell'estate?
L'idraulico liquido è un idraulico tutto sudato?
Prima o poi mi tocca farlo
Se mi guardo attorno ogni tanto sento il bisogno di suicidarmi.
Sempre artista è
Se uno è un artista a tutto tondo è perché pesa
120 chili?
La frutta racconta
Il grado di benessere di una famiglia si misura dalla polpa di anguria
che resta attaccata alla scorza quando se ne taglia una fetta.
Basta non esagerare
Se il sale fa male, il sole fa mole?
|
 |
 |
ANNO NUOVO - SCUOLA VECCHIA |
È finita l'estate. I fasanesi se ne accorgono dall'insolita quiete che si respira in riva al mare, tornato limpido dopo il rimpatrio delle orde di baresi. La spiaggia dovrà pazientare ancora prima di essere ripulita da buste di plastica, tegami incrostati di pasta al forno, assorbenti e altri accessori igienico-sanitari. Nel resto d'Italia, per comprendere che l'estate è agli sgoccioli hanno bisogno di altre abitudini: l'avvio del campionato di calcio, l'inizio dell'anno scolastico. Poiché di calcio capisco qualcosa e rischierei di essere preciso, preferisco parlare dell'anno scolastico. Quest'anno ci saranno importanti novità. Alcune già approvate dal governo Berlusconi (Silvio, tessera P2 n°1816), altre in via di definizione, altre ancora soltanto allo studio. Di seguito proviamo a elencarle. Introduzione del voto in condotta. Per rendere la vita dura ai bulli, viene annunciato il ripristino del voto in condotta. In realtà il giudizio sulla condotta era sempre stato espresso dai docenti, ma la ministra Gelmini cosa ne poteva sapere di cosa è successo a scuola fino ad oggi, visto che lei ci è arrivata adesso? Così ha creduto di aver inventato qualcosa: la bocciatura col sette in condotta! Quando le è stato chiarito che si trattava di roba vecchia, per distinguersi, ha cambiato il 7 col 5. I bulli in questione, informati della decisione ministeriale, hanno sbadigliato di paura. Adozione delle divise. In un impeto d'innovazione e di egualitarismo, il governo decide di adottare le divise per tutti gli studenti. Qualcuno ha fatto notare che ciò era praticato sia nell'Italia fascista sia nella Cina maoista, e che per le famiglie sarebbe stata un'altra spesa unita a una scocciatura. Per fugare questi dubbi la ministra Gelmini ha dichiarato: “Che c'entrano i cinesi, noi le faremo fare a degli stilisti italiani, inoltre in questo modo le mamme non dovranno lavare i vestiti, quindi i soldi spesi per le divise saranno compensati dal risparmio di detersivo”. Insegnante unico alle elementari. Grande innovazione nel ciclo d'istruzione primaria, via le tre insegnanti ogni due classi (che si specializzavano sulle rispettive materie), adesso una sola insegnante seguirà una classe (in futuro anche due o tre) insegnando tutte le discipline. Quando qualcuno le ha fatto notare che ciò comportava tornare indietro di quindici anni, la ministra Gelmini ha annunciato giuliva: “E a chi non piacerebbe ringiovanire di quindici anni?”. Riduzione del personale. In due - tre anni, saranno tagliati circa 85000 insegnanti. Il numero, messo così, può piacere o non piacere (soprattutto se siete insegnanti precari). La cosa che non si capisce è come faccia il ministro ad affermare anche che: ”Così aumenteremo l'efficienza dell'insegnamento e garantiremo, a tutti gli studenti, il tempo pieno”. Alla fine il mistero è stato chiarito: quando si parla di tagliare 85000 insegnanti, s'intende proprio tagliarli a metà, così da uno ne fai due e quindi diventano 170000. Regionalizzazione dei programmi scolastici. Il provvedimento è stato richiesto dalla Lega Nord dopo che il figlio di Bossi è stato bocciato di nuovo all'esame di maturità. Poiché il rampollo del senatùr voleva parlare di Cattaneo (Ivan, il cantante anni '80?) e non sapeva Dante, il parlamentare leghista Cota ha chiesto la regionalizzazione degli studi così che “I siciliani potranno approfondire Pirandello e i lombardi Cattaneo”. Al primo round, il match, ampiamente condotto ai punti dai siciliani, è stato vinto dagli isolani per manifesta inferiorità degli avversari. Prossima innovativa trovata pare che sarà l'alzabandiera nel cortile con conseguente canto dell'inno nazionale. Per bilanciare questa riforma voluta da AN, la Lega Nord ha chiesto che sia cantato anche quello regionale, sul modello della Calabria che farebbe cantare Calabrisella mia. Contraria la Sardegna che non vorrebbe essere costretta a cantare Sardella mia. Dissidio in Emilia Romagna: i romagnoli vorrebbero si cantasse Romagna mia, gli emiliani invece chiedono che si canti Tra la via Emilia e il west, doppio album dal vivo di Francesco Guccini, la qual cosa occuperebbe praticamente tutto l'orario scolastico. I federalisti radicali propongono anche l'adozione di inni provinciali (tipo Stramilano), comunali (Napul'è, Roma capoccia, Rimini magnaccia…), di circoscrizione (Semo ggente de borgata). E se sarete pazienti, nei prossimi anni ci saranno ulteriori novità ad accompagnare la crescita dei nostri ragazzi, ve ne anticipiamo alcune. Matematica: ritorno all'uso del pallottoliere e ai numeri romani, i numeri attuali, introdotti dagli arabi, sarebbero un subdolo mezzo per favorire l'islamizzazione del nostro continente e un oltraggio alle sue radici cristiane. Educazione fisica al motto di “libro e moschetto italiano perfetto” si svolgeranno esercitazioni di tiro al bersaglio su zingari e rumeni forniti dal sindaco di Roma Alemanno. Scienze: abolizione delle teorie di Darwin e di Galileo e quindi, mettetevi l'anima in pace, l'uomo è stato creato così com'è e il Sole gira intorno alla Terra che è quadrata. Storia: se la Terra è quadrata, l'America non può essere stata scoperta, quindi saranno studiati gli eventi accaduti fino al medio evo, poi si passa direttamente alla seconda guerra mondiale in cui si spiegherà che i feroci comunisti che occupavano l'Europa furono sconfitti dai patrioti berlusconiani che tuttora continuano la battaglia contro gli ultimi irriducibili partigiani che ancora occupano zone della Toscana e della magistratura.
|
IL VALORE DI UNA CROCE
“Prego, signora, apponga una bella firmetta
qua, proprio dove ho messo la croce. Ha visto?” – così
il gioielliere si rivolgeva all'aitante donzella che, stanca delle promesse
del fidanzato, aveva deciso di fare un investimento (almeno tale lo
reputava lei) e di acquistare per sé un diamante di elevata caratura.
“Ma certo, può gentilmente prestarmi una penna? Ho con
me solo una matita” – rispondeva la creatura ormai abbagliata
dal fascio di luce irradiava la preziosa pietruzza.
L'affare è fatto, al modico prezzo di xxxxxxx, al mese, un sogno
si avvera e l'incubo comincia. E già, la fanciulla aveva desiderato
tanto il suo diamante, ma non aveva fatto i conti con tutte le altre
firme che in precedenti occasioni aveva apposto per soddisfare il proprio
ego. Arrivò il giorno della scadenza della prima rata, ma mancava,
per così dire, la materia prima, la vil pecunia. Per nulla affranta,
la donzella si reca in un palazzo in cui si distribuivano ciclostilati
per disconoscere la firma apposta in precedenza e sanare in questo modo
i danni arrecati. A dire il vero, il ciclostilato non conteneva un vero
e proprio disconoscimento di firma, bensì un arzigogolato ragionamento
con cui si dichiarava che la firma era sì autentica, però
era stata apposta per un fine diverso e comunque era stata estorta con
raggiri e lusinghe. Insomma, un modo elegante – pensò la
ragazza – per uscire indenne dai problemi che il gioielliere avrebbe
sicuramente sollevato e in più il diamante sarebbe rimasto con
lei. Infatti, possedeva delle rudimentali nozioni di diritto privato
e ricordava che qualcuno le aveva detto che il trasferimento di proprietà
di un bene richiede solo l'espressione del consenso.
All'ingresso del palazzo, un oscuro figuro era preposto alla distribuzione
della modulistica redatta per una certa questione di firme raccolte
per dissentire da strani movimenti tesi a realizzare una centrale elettrica
in una zona abitata. Pare che le firme in origine fossero circa trecento,
poi, per effetto della modulistica, si erano ridotte.
La domanda che ci si può porre è la seguente: perché
firmare per una causa se poi, con un gesto degno del peggior codardo,
si è pronti a dichiarare che la firma è sì autentica,
ma finalizzata ad un non meglio precisato altro scopo? Forse un simile
gesto è determinato dalla velata minaccia di qualche potente
signorotto o forse qualcuno, quando firma, non sa nemmeno perché
lo fa? La risposta, qualunque essa sia, è indice di una situazione
piuttosto grave in entrambi i casi.
La ragazza che ha accettato di pagare le rate pur di non privarsi del
diamante, i cittadini firmatari di una petizione erano forse inconsapevoli?
E' forse meglio, per continuare a campare, una meschina figura –
degna del peggior ignorante- piuttosto che perseverare nelle proprie
idee? Non è certo reato acquistare un diamante a rate, non è
un reato pensare di realizzare una centrale elettrica. Diventa reato
frodare il venditore o usare artifici per dar vita a un investimento
in un certo posto, senza valutare ciò che dispone la legge, oppure
altre possibili opzioni.
Il Paese pullula di acculturati, muniti del celeberrimo pezzo di carta.
L'analfabetismo è definito piaga del secolo scorso, ma che senso
ha apporre una firma per esprimere una volontà, quando nella
pratica persino il crocesegno sarebbe, per alcuni, un'impresa ardua?
Il Tulipano Nero
|
Rassegna internazionale a Locorotondo
CORTOMETRAGGI PER CINEFILI
Hanno concorso venti registi europei
- Fasanesi gli organizzatori
 Il
cortometraggio, un genere per molti anni dimenticato, sta vivendo una
sua seconda giovinezza. Negli ultimi tempi si moltiplicano infatti le
occasioni in cui questa breve forma di narrazione riesce ad allargare
la tradizionale cerchia di cinefili e addetti ai lavori guadagnandosi
le simpatie di un pubblico sempre più vasto. Ne è un valido
esempio “Cortodrome”, rassegna internazionale di pellicole
indipendenti che si è svolta a Locorotondo l'11 e il 12 luglio
scorsi.
Il festival, giunto alla sua quinta edizione e organizzato dall'associazione
cinematografica “Corticorti” di Fasano in collaborazione
con l'associazione culturale “Tre ruote ebbro” di Locorotondo,
si propone di valorizzare il talento dei tanti registi in erba che si
avvicinano alla settima arte scegliendo la strada al contempo più
economica ed efficace dello short film.
Quest'anno in gara erano presenti venti cortometraggi, quasi tutti di
registi europei, selezionati su oltre duecento pellicole provenienti
da circa trenta diverse nazioni, con un'ampia gamma di soggetti e di
temi: dalla violenza familiare, raccontata sia in Chronos di Daniele
Fossati che nel Male assoluto del foggiano Francesco Colangelo, al toccante
idillio tra un padre e una figlia gravemente malata in No es una buona
idea dello spagnolo Ugo Sanz. Dal tema dell'immigrazione, mostrato con
gli occhi di chi sogna di partire (Mofetas dell'altra iberica Ines Enciso)
e di chi non riesce invece a liberarsi dal terribile ricordo di quando
era lontano dalla propria terra, al fenomeno del bullismo in Bulli si
nasce di Massimo Cappelli. Dalla commedia surreale del ceco Znedek Durdil
con il suo Radio Keberble agli scenari futuribili dominati dalla pubblicità
in Esponsor di Marco Checa Garcia. Diversi i momenti esilaranti, come
in Baby Love, “cortissimometraggio” del portoghese Vitor
Lopes: i sogni incoffessabili di un giovane sacerdote che immagina di
essere denudato da un branco di ragazze disinibite richiamano, fra le
altre cose, il videoclip di un famoso brano degli U2 di qualche anno
fa. Fa tendenza il corto di un minuto. Da Lisbona a New York sono già
più di una dozzina le mostre da un solo giro di lancetta.
I premi della giuria, composta oltre che da due componenti delle associazioni
organizzatrici Achille Cofano per “Corticorti” e Giuseppe
Rosato per “Il tre ruote ebbro” dal direttore dell'Apulia
Film Commission Silvio Maselli, dallo sceneggiatore Rocco Messina, dal
compositore e produttore discografico Ivan Iusco e dal fotografo Beppe
Ardito, sono andati a Mofetas per il miglior film e a Qualcosa di mai
visto di Antonio Zucconi per la pellicola più originale.
Dopo i pluripremiati cortometraggi degli anni scorsi come L'invadenza
di Azuzl e La preziosa anima di Fausto e la partecipazione ad una serata
organizzata in suo onore nel luglio 2007 proprio dall'associazione fasanese,
l'eccentrico regista fiorentino questa volta si è cimentato col
genere di animazione. Al centro di questa nuova perla di umorismo surreale
le avventure di due alieni che sbarcano sul nostro pianeta. Fin qui
tutto normale. Se non fosse per le loro fattezze da fondoschiena parlanti.
Un'altra prova molto apprezzata di Zucconi, capace di conciliare negli
anni la sua passione per il cinema con gli studi di astrofisica.
Accanto ai riconoscimenti della critica era previsto anche il giudizio
del pubblico. Il premio della giuria popolare se l'è aggiudicato
ancora uno spagnolo, Lucas Figueroa, con Porque hay cosas que nunca
se olvidan: un viaggio nei ricordi di un gruppo di amici alle prese
con una vecchia vicina non proprio affabile. Pellicola ironica con un
pizzico di inevitabile nostalgia per tutti coloro che hanno giocato
a pallone per strada, impreziosita dai camei di Fabio Cannavaro e Amedeo
Carboni.
Dulcis in fundo, poi, è arrivata l'esposizione dei premi che
consistevano in opere artigianali realizzate da artisti locali.
«Il crescente interesse per questa manifestazione ha spiegato
Alfredo Nardelli dell'associazione 'Corticorti' ci emoziona e ci inorgoglisce.
Oltre ad avere ogni anno un buon riscontro di pubblico, ormai sono davvero
numerosi gli apprezzamenti che riceviamo in rete da registi, colleghi
organizzatori di altre rassegne e semplici appassionati di tutta Europa.
Tanto che, a partire dai prossimi mesi, 'Cortodrome' sarà solo
il primo di una serie di eventi che si preannunciano ancora più
interessanti».
Abbiamo intervistato Alfredo Nardelli, uno dei principali curatori di
“Cortodrome”, che ci ha spiegato il progetto in corso, non
senza esprimere qualche riserva sull'operato delle istituzioni locali.
Allora Alfredo, tanto per cominciare un bilancio di questa due giorni
di cinema breve.
«Positivo, senza dubbio. Ad essere sinceri, dopo il pienone della
serata di venerdì temevamo che quella di sabato potesse essere
sul piano dell'affluenza un mezzo flop. Si sa che nei week-end estivi
molti preferiscono altre 'soluzioni'. Ma così non è stato.
Certamente un segno di interesse che ci gratifica e ci fa andare avanti».
Avete programmato altre iniziative in questo periodo?
«Grazie alla locale pro loco, qualche settimana fa, in una delle
piazze del comune tarantino di San Marzano è stata proiettata
una selezione delle migliori pellicole di tutte le passate edizioni
di 'Cortodrome'».
Ci sono altri festival con i quali avete creato delle sinergie?
«La collaborazione con altre associazioni rappresenta uno dei
nostri principali obiettivi. Lo scorso anno abbiamo realizzato due tappe
all'estero: in Svizzera, a Losanna, e in Spagna, a Saragozza. Abbiamo
contattato due associazioni del posto incaricandole di gestire il nostro
materiale, costituito anche in questo caso dal meglio delle precedenti
edizioni della rassegna.
Inoltre, qualche tempo fa abbiamo lanciato dal nostro sito www.corticorti.it
un'iniziativa che abbiamo chiamato 'Net Short Film Fest'. Questo nuovo
progetto si propone di riunire in un unico circuito tutte le varie realtà
(associazioni, circoli, ecc.) che agiscono nell'ambito della diffusione
del cinema indipendente. Vorremmo creare una rete di festival ognuno
con la propria giuria e i propri premi. Un forum comune permetterà
a chiunque lo voglia di partecipare ad uno degli eventi consorziati
compilando un'apposita scheda di iscrizione.
In cantiere ci sarebbe anche il progetto di un gemellaggio esclusivo
con un festival d'oltreoceano. Le nostre intenzioni sarebbero quelle
di allestire una tappa invernale a Fasano utilizzando il nuovo teatro
'Sociale'. Naturalmente, anche in questo caso, oltre a dover contare
sul valido sostegno degli enti istituzionali bisognerebbe reperire una
quantità sufficiente di sponsor. Vedremo».
Lo scorso anno la scelta di trasferire la kermesse a Locorotondo. Una
decisione maturata dopo l'edizione di due anni fa che si svolse alla
Casina Municipale. In quella occasione possiamo dire che non fu un successo.
A questo proposito Achille Cofano (altro artefice del progetto nonché
membro della giuria per l'edizione 2008, ndr) è stato abbastanza
duro con l'amministrazione comunale e l'assessorato provinciale alla
Cultura, rei a suo dire di non aver garantito, tra le altre cose, lo
spazio esterno all'edificio solitamente destinato agli spettacoli.
«L'evento alla Casina non è stata una grande esperienza.
Anche se in ogni caso non credo che possa essere un luogo adatto per
un evento del genere. In realtà la location che avevamo inizialmente
individuato era quella del Minareto (struttura che la Regione ha concesso
in locazione al Comune di Fasano, ndr). Sarebbe stata sicuramente più
consona per una rassegna cinematografica. Sembra però che per
quella sera se la fosse già accaparrata il figlio di un assessore.
Per la festa del suo compleanno… Comunque sia, resta il fatto
che nei mesi estivi Fasano sembra più che altro un 'non luogo'
nel quale qualsiasi iniziativa è destinata a fallire. La nostra
città, come ti ho già detto, sarebbe forse più
adatta a ospitare una versione invernale del festival. Se il sostegno
dell'amministrazione comunale fosse significativo e non fittizio ci
consentirebbe sicuramente di innalzare il livello della manifestazione,
magari assegnando anche premi in denaro ai registi».
Come nasce il progetto di realizzare un festival di corti?
«Nel 2004 facevamo parte di una piccola associazione locale e
indipendente chiamata 'Coccaro 3' che, nel suo piccolo, organizzava
varie attività culturali (concerti, mostre, corsi di lingue,
ecc.). A un certo punto alcuni di noi vollero cimentarsi con la regia
sfruttando le nuove videocamere digitali a basso costo. Dopo di che,
quasi per gioco, realizzammo due corti e li presentammo in alcune rassegne.
Capimmo allora che potevamo dar vita anche noi a un festival. Così,
sfruttando le conoscenze sul web di cui disponevamo, effettuammo la
nostra prima selezione di short film. La prima edizione fu un successo
inaspettato. In quell'occasione vinse Andrea Costantino con Il provino,
pellicola che di lì a poco avrebbe ottenuto riconoscimenti in
tutt'Italia. Questa esperienza fu così gratificante che negli
anni abbiamo ripetuto e consolidato il progetto. Tutto questo, ci tengo
a dirlo, è stato possibile soprattutto grazie agli amici di 'Coccaro
3' prima e a quelli del 'Tre ruote ebbro' poi. Persone generose e disinteressate.
E non dimentichiamo l'assessorato alla Cultura del Comune di Locorotondo
e la Banca di credito cooperativo, senza il cui apporto probabilmente
i corti ce li saremmo visti da soli».
Valerio Fiume |
L’ultimo libro di Palmina Cannone
SCHERZI DA PRETE
La raccolta degli scritti di don Filippo
Bonifacio (1857-1929) il sacerdote che, con versi in dialetto fasanese,
seppe censurare il malcostume imperante anche nel clero
 Un
libro che sa d'incenso. E non in senso metaforico. L'editore, Zino Mastro,
infatti, ha fatto stampare la copertina con un inchiostro profumato
all'essenza d'incenso. Così, tanto per dare l'impressione dell'odore
di santità, o quanto meno di sacrestia, al protagonista del libro,
don Filippo Bonifacio, un prete atipico, irriverente, ironico, dissacratore,
addirittura anticlericale, ma nello stesso tempo serio, devoto e onesto.
La sintesi più felice della sua personalità, la si legge
nell'epitaffio composto da Fernando Attoma Pepe: “ Il Signore
volle essere servito da lui in umiltà e gioia. Gli fece dono
di estro poetico, spirito arguto, fede semplice e profonda”.
Palmina Cannone a questo sacerdote scomodo, vissuto nella seconda metà
dell'ottocento e nel primo trentennio del novecento, ha dedicato un
tomo di quattrocento pagine “I pallòume de don Felìppe”,
raccogliendo tutta la produzione scritta di don Bonifacio. Un'opera
costata molta fatica all'autrice che, così, offre alla pubblicistica
locale un prezioso tassello di “un periodo tra i più belli
o meno brutti”, per dirla alla Peppino Marangelli.
I versi del prete-poeta, spesso scollacciati, avevano una loro presa
diretta sulla gente semplice. Versi scritti, per lo più in dialetto,
in una fasanese quasi incomprensibile, proprio perché non destinato
alla pubblicazione, bensì alla trasmissione orale. Più
che versi finiti, quelli di don Filippo erano appunti per raccontare
con ritmi musicali fatti e fatterelli di tutti i giorni in forma giocosa.
Una vena satirica naturale caratterizzava le composizioni che andavano
a colpire direttamente l'oggetto (spesso un “soggetto” con
tanto di nome e cognome) della sua critica ridanciana. La Cannone lo
definisce, “il Pasquino di Fasano”; Gianni Custodero lo
accosta, invece, al salentino papa Galeazzo.
Il titolo del libro si rifà ai palloni aerostati che don Filippo
lanciava nel cielo silvano dalla chiesetta di San Michele, accanto alla
sua abitazione di villeggiatura, in occasione della festa del santo,
il 29 settembre. Ma quel titolo – sottolinea la Cannone - ha anche
il significato di “personificare le idee bislacche, le presunte
balle farcite di verità, le bombe ad orologeria che il prete-poeta
lanciava impavido con la sua effervescente penna”.
Di solito chi scrive di satira ha un credo politico. Don Filippo sotto
questo profilo era qualunquista nel senso che era disimpegnato, tuttavia
dichiarava apertamente la sua viscerale antipatia al socialismo in quanto
“schianta ai cuori Iddio”; accettò di buon grado
il moralismo di Mussolini pur ricredendosi dopo qualche anno. L'autrice,
scrive a pag. 35, che “il nostro canonico non visse abbastanza
per seguire l'evolversi del Ventennio, altrimenti la sua penna avrebbe
colpito ancora l'indomito Benito”.
Il volume si articola in quattro sezioni: bozzetti di fasanesità;
poesia in lingua; scritti in prosa; epilogo della vita. Apre una presentazione
del sindaco Lello Di Bari, con un pregevole riferimento al libellista
beneventano Niccolò Franco (fu il segretario del celebre Pietro
Aretino) condannato a all' impiccagione nel 1570 per aver scritto contro
il papa Paolo IV, al secolo Giovanni Pietro Carafa che fu pure arcivescovo
di Brindisi. Alla prefazione di Angelo Sante Trisciuzzi segue una introduzione
dell'autrice. Il testo è arricchito da foto e documenti d'epoca
e impreziosito da stupende tavole della pittrice Maria Acquaviva (allieva
di Guttuso e docente, in pensione, di disegno anatomo-chirurgico all'Università
di Bologna). La veste grafica – curata dalla Faso Editrice –
è degna della migliore tradizione dell'editorìa fasanese.
f. l. |
“UN AUTENTICO FUSTIGATORE DEI
COSTUMI”
Palmina
Cannone, professoressa di lettere in pensione, ha pubblicato numerosi
libri di gastronomia e di cultura popolare fasanese. Collabora con i
giornali e ha scritto, con uno pseudonimo, anche sul Menante. La biografia
di don Filippo Bonifacio è la sua ultima fatica.
Come nasce questo personaggio, l'innamoramento per don Filippo?
“Veramente io sono innamorata di tutto il territorio e quindi
anche degli uomini, letterati e uomini comuni che hanno animato il nostro
territorio anche in passato. L'innamoramento per don Filippo nasce da
un dono. L'amica Marelda Iacovazzi, il cui padre era, l'ho scoperto
dopo, un amico intimo di don Filippo. Un giorno mi fa un regalo; mi
dona dei fogli ingialliti anche un po' strappati e illeggibili, su cui
sono vergate a mano dallo stesso don Filippo alcune poesie e mi disse
“tieni solo tu puoi intraprendere questo viaggio della conoscenza
di don Filippo”. Naturalmente mi invitò a cacio e maccheroni
perché mi misi subito al lavoro. Devo dire che l'approccio fu
difficilissimo. Un po' perché non ero abituata a leggere e decifrare
quel dialetto arcaico, tanto è che all'inizio sillabavo come
una scolara della prima elementare, poi, man mano che riuscivo a decifrare,
la fatica si trasformava in curiosità per questo personaggio
di cui conoscevo le poesie pubblicate sulla rivista “Fasano”
dal prof. Marangelli. Però avere in mano questi fogli originali,
questo contatto diretto con la scrittura dell'autore è stata
una cosa emozionante. Così iniziai questo lavoro che poi interruppi
proprio perché la fatica era immane”.
E' un personaggio attuale?
“Secondo me è un personaggio attualissimo e l'ho scritto
nel mio libro, perché lui con spirito libero, peraltro non usava
pseudonimi, si firmava e riusciva a fustigare con la sua penna, molte
volte anche caustica, i costumi, non solo del popolo ma anche del clero.
Secondo me ha fustigato quei costumi dell'epoca che ancora oggi vanno
censurati. Ecco la sua attualità”.
Fu sospeso “a divinis” per non aver risparmiato
il clero nelle sue poesie satiriche?
Si, possiamo dire che è stato un antesignano della satira a Fasano.
Aveva anche le sue antipatie, ma sostanzialmente diceva, e scriveva,
quello che accadeva. All'epoca nel clero fasanese c'erano sacerdoti
santi come don Sante Perna, cui don Filippo dedica una bellissima poesia,
e c'erano dei preti che invece non erano del tutto mogerati”.
a. n.
|

IL GALA’ SILVANO
La Festa dello Sport a Fasano, una tradizione
che cerca di radicarsi nel nostro territorio. Il Comune di Fasano compie
un sacrificio e, nonostante lo scarno bilancio, trova i fondi pur di
onorare i propri atleti meritevoli. Tanti i soliti critici, pronti a
contare i pochi spettatori, i pochi politici presenti, la scarsezza
delle immagini e dei contributi alle descrizioni dei meriti dei premiati.
In realtà parliamo di una manifestazione organizzata in poco
tempo e con un budget ridotto. Se il Comune ha pochi fondi è
giusto che si risparmi anche sulle manifestazioni. I premiati, poi,
sono stati scelti da una giuria apposita, con scelte chiare pur se discutibili.
L'unica critica che muoviamo è inerente ad una preparazione forse
troppo affrettata dell'evento che si sarebbe dovuto organizzare con
più calma e attenzione, vista l'importanza che l'attività
sportiva ha nella nostra Fasano.
E forse si è lasciati fuori dalle premiazioni personaggi di sport
quali Vito Fovio (meritevole di una menzione in quanto scudettato con
il Casarano-handball) e Francesco Trapani, allenatore della squadra
campione d'Italia! Forse adombrano gli altri atleti fasanesi che ancora
giocano in casa? Piccoli dubbi, sia chiaro, che comunque non inficiano
la buona volontà degli organizzatori: solo un primo appunto.
Per la cronaca i premi più importanti sono andati a Lorenzo Gallo,
campione di body-building, Gino Serio, protagonista di grandi maratone
nell'annata e prestazioni eccezionali nonostante l'età e la sua
pratica dilettantistica (noi ricordiamo anche il suo amico Mimmo Minoia,
degno di menzione) e Vittorio Girelli, giovane promessa dell'automobilismo
europeo.
Il premio alla carriera ad un grande Renato Olive…che ancora calca
i campi professionistici italiani. Cosa dire di Renato? Tutti conosciamo
il suo curriculum ma speriamo che il premio gli porti fortuna e ancora
tanti anni di attività! L'assessore Manfredi e il dott. Cainazzo,
presidente del CONI provinciale, i premianti. Per le menzioni speciali
si sarebbe dovuto spendere più tempo per descrivere l'attività
degli atleti premiati. Forse la trasmissione dell'evento su Canale 7
prevedeva dei tempi ristretti; se così fosse chiediamo scusa
per questo secondo appunto agli organizzatori. Ecco i premiati: Fanizza
e Sirsi, per la pallamano quali rappresentanti fasanesi ai mondiali
universitari, Flavio Gentile per il motociclismo, Rodio e Vinci per
il bushido, Fabio Argento per il basket, Giuseppe Palmisano per il calcio
a 5, i Vigili Urbani per il tiro a volo, Grazia Angelini (gustoso il
siparietto con Don Carmelo) per il body building, Stefano L'abate, Marisa
Latartara e Giacoma Cofano per l'atletica senior, Vittorio Miceli per
le arti marziali e Massimo Mola per il tiro a volo. Di sicuro (anche
io avrei qualche altro nome) qualche atleta è rimasto fuori dai
premi. Ma è giusto che una giuria scelga. Ultimo appunto, forse
il più importante che personalmente muovo, è la menzione
data a Mola. In uno sport olimpico, il nostro Mola ha sfiorato la convocazione
alle Olimpiadi dove avrebbe potuto vincere una medaglia: ci troviamo
di fronte ad un Campione, c maiuscola, forse sottostimato nella nostra
Fasano.
Comunque onore al Comune di Fasano, che nonostante i problemi finanziari
ha trovato i fondi per la manifestazione.
Gianluca Monopoli |

BICICLETTE A CUSCINETTI
Nella
foto il team giudicato come il migliore della manifestazione. Da sinistra:
Vito Legrottaglie, Nicola Neglie, Domenico Potenza, Francesco Maggi,
Francesco Conversano, Oronzo Pinto, Samuele Maggi, Eligio Mirabile.
Dopo anni di interruzione, è tornata a Cocolicchio una delle
manifestazioni popolari più suggestive: la corsa delle biciclette
a cuscinetti. Come prevedibile, è stato un successo. Circa tremila
spettatori hanno assistito alla pazza discesa degli 81 concorrenti.
Ha vinto Vitantonio Micoli, seguito da Vito Palmisano e Giovanni Pinto.
L'organizzazione della gara è stata ineccepibile e vi sono già
richieste per esportare l'intera manifestazione in altre località.
|

|
Il torneo tre contro tre
IL 4° NIGHT AL TENSOSTATICO
|
 Ritorna la quarta edizione del Night Basket, torneo di basket 3 contro 3 organizzato da Alessandro Lacatena e Gianluca Monopoli con il patrocinato di Regione Puglia, Provincia di Brindisi e Citta' di Fasano. Centodieci i partecipanti: anche se non si sono toccati i numeri dell'anno scorso il Night Basket rimane il più importante torneo pugliese di basket a tre e vede la nostra cittadina polo per atleti provenienti da tutta la Puglia e non solo. Nella cornice della tensostruttura di via Galizia, sui campi all'aperto e all'interno, si sono sfidati atleti under e over dal pomeriggio a mezzanotte. Sabato 6 e domenica 7 settembre le date dell'edizione 2008. Per la prima volta, infatti, il torneo si è disputato a settembre. L'anno prossimo si tornerà alla collocazione classica, nella settimana che precede il ferragosto. In questa edizione gli organizzatori, in collaborazione con la nostra testata, hanno presentato la ASD Basket Fasano, la compagine cittadina che parteciperà al campionato di serie D pugliese. Sinergia di basket, per uno sport che ha bisogno di visibilità nella nostra Fasano. Un primo passo per una più proficua collaborazione, almeno così sperano gli organizzatori. Nelle categorie giovanili buona la partecipazione degli atleti fasanesi anche se la “palma d'oro” per la cittadina con più partecipanti rimane a Monopoli. Speriamo in un sorpasso nella prossima edizione! Tra i vincitori nella categoria under 13 i piccoli fasanesi (classe '96) dei “Street basket” Micoli (miglior giocatore di categoria), Baccaro e Di Carolo. Bellissima la finale che li ha visti prevalere sulle “Furie Blu” di Monopoli per un canestro. Nella categoria under 14, campioni “Gli Alo'” di Monopoli, capitanati da uno spettacolare Laquintana (miglior giocatore di categoria), Alo' e Notarangelo. In finale i piccoli monopolitani hanno battuto i ragazzi di Carovigno. Nell'under 15 femminile vittoria per le leccesi capitanate da Giulia Carlone, miglior giocatrice della categoria, che in finale hanno battuto Lecce 2. Terzo posto per le fasanesi Tamburrini, Caroli e D'Onofrio. Nella categoria under 16, vittoria per i ragazzi di Barletta, Grimaldi, Sorino e Chiriatti che vince il titolo come miglior giocatore di categoria. In finale netta vittoria sui fasanesi Musa, Liaci, Di Bari e Gabriele. Ultima categoria l'Open che ha visto primeggiare la compagine napoletana di “Tenuta Monacelle” dei fratelli Consonni, Massimiliano e Aldo (miglior giocatore di categoria) e di Antonio Caliendo. Ottima prestazione per i secondi arrivati, i ragazzi dell'ASD Basket Fasano Rosato, Cofano, Ostuni e Stomeo. Bravi gli arbitri, giovani promesse della Federazione Italiana Pallacanestro. D'obbligo il ringraziamento agli sponsor, senza i quali queste manifestazioni non potrebbero essere organizzate: Tenuta Monacelle, Banco Metalli Italiano, Il Brillantino, In e Outlet, Gabetti, Ferramenta Loprete, Me Gusta, Macelleria De Leonardis, Supermercati Carparelli, Block Shaft, Panittica, Sudel, Gi Elle, Edil Sar Tom, Tabacchino Vito Angelini, Carrieri Gioielleria, Fargton, Pescheria La Nave, Timo's club, La Baita di Pirro, Bike Store, Autoscuola Di Tano. Un ringraziamento speciale va al maestro Davide Marzolla che ha messo a disposizione degli organizzatori del torneo luci e tecnici audio. Il Night Basket vi da appuntamento all'anno prossimo. G. M. |
|
ASD BASKET FASANO
|
 Inserita nel Girone A della Serie D Puglia, i fasanesi giocheranno contro le compagini baresi e foggiane. Obiettivo l'ingresso ai play off per poter approdare nella serie C2. I dirigenti non si sbilanciano ma il roster è più che competitivo. A parte il nucleo storico, quest'anno si è aggiunto un under monopolitano, Tony Allegretti, classe '87, di valore indiscusso, un vero talento. Tony ha rifiutato la C nazionale (ex C1) pur di giocare da protagonista. Da non dimenticare il talentuoso Francesco Rosato, classe '91, atleta a cui la serie D va davvero stretta! Non più una promessa, forse dovrebbe avere un minutaggio da titolare. La prima partita domenica 5 ottobre presso la tensostruttura di Via Galizia ore 18:00. Speriamo che la partita di basket di domenica pomeriggio diventi un appuntamento fisso per gli appassionati cestisti e sportivi in generale. I dirigenti, infatti, hanno sottolineato come sia difficile portare la gente al Tensostatico…lamentele già ascoltate dai dirigenti del volley che hanno portato la pallavolo che conta lontano da Fasano. Che sia ora di seguire anche altri sport e non solo il calcio? Lo spettacolo è assicurato…non a caso negli USA, il “regno” dello sport spettacolo, il basket ne è re incontrastato! Ecco il roster dell'ASD Basket Fasano. Presidente Vito Santoro Vice presidente:Tonio Stomeo Dirigenti Andrea Belfiore (Dirigente responsabile), Alessandro Lacatena, Orazio Minò, Giuseppe Del Core, Piero Micoli, Oronzo Pinto. Quadri tecnici: Amatori Gianpaolo (capo allenatore) Piero Micoli Ciccio Colucci Settore minibasket: Dani Cofano Riccardo Argento Roster completo: Gianlori Sibilio- Fasano-capitano- Ala/Pivot 1977 Riccardo Argento-Fasano- Ala/Pivot 1984 Tony Allegretti- Monopoli-Ala/Pivot 1987 Francesco Colucci-Fasano-Play 1980 Carlo Indiveri-Monopoli-Play/Guardia 1973 Vito Grassi-Fasano-Guardia/Ala 1982 Francesco Rosato-Fasano-Guardia/Ala 1991 Domenico Rosato-Fasano-Guardia/Ala 1990 Vito Musa-Fasano-Ala 1994 Tommaso Stomeo- Fasano-Guardia 1992 Claudio Di Bari '93, Alex Cofano '91, Alessio Ostuni '91. |
|
Atto di fede
CI SARA' DA SOFFRIRE
Un campionato difficile in un girone ostico con nove trasferte in Campania– Allenatore per palati fini – Squadra da amalgamare – Il “dodicesimo in campo” sopperirà la “torre” mancante?
|
Con la fede si crede. Con la fede si può e si deve credere che la squadra del Fasano edizione 2008-09 sia più forte di quella dell'anno precedente. Con la fede ci si persuade che i “biancocelesti” faranno un tranquillo campionato di mezza classifica senza patemi e senz'affanni. Con la fede si possono andare a far punti sui campi campani. Con la fede si ha la sicurezza che gli attaccanti faranno gol a raffiche. Con la fede si ha la certezza che Milozzi è stato il miglior acquisto. Con la fede ci si convincerà che anche senza “torri” si possono realizzare marcature di testa. Con la fede ci si possono inventare i fantasisti che non ci sono. Con la fede si confida nel tifo dagli spalti per spingere la palla in rete. Con la fede si trova pace e rassegnazione. Con la fede si soffre e si gode. Amen Devoto Tifoso |
|
ACQUA ALLE PENNE
|
Durante l’intervallo della partita di Coppa Italia, Fasano-Francavilla (0-1), il presidente De Finis, ha fatto distribuire, ai giornalisti della tribuna stampa, acqua e bibite fresche. Un’attenzione apprezzabile, segno dello stile di un dirigente sportivo sprovincializzato. Alla prima di campionato però, è mancato il presidente, l’acqua e lo speaker. |
|
La Ferramati Biancazzurro Fasano
RICOMINCIA DA TRE
Il presidente Olive ha allestito una squadra competitiva per l’esordio in terza serie nazionale
|
Si ricomincia. Dopo un anno esaltante caratterizzato dalla storica promozione nella terza serie nazionale di calcio a cinque, la Ferramati Biancazzurro Fasano si presenta ai blocchi di partenza della stagione 2008-2009 con nuovi obiettivi e un organico pieno di novità. La società del presidente Olive anche quest'anno ha investito molto nel mercato estivo, puntando soprattutto su atleti di categoria superiore. Dallo Sport Five Putignano squadra che milita in A2 sono arrivati l'estremo difensore Riccardo Dalena e il centrale difensivo italo-argentino Marcelo Mittelman. Il primo, dopo che lo scorso anno il tecnico rossoblu Ceppi era stato squalificato, non si è fatto pregare ed ha assunto il ruolo di guida tecnica nelle gare ufficiali, mettendo temporaneamente da parte divisa e guanti. Un esempio di competenza e di maturità per i colleghi più giovani. Mittelman, da buon sudamericano, è noto invece per il suo mix di grinta e classe rafforzato da un sodalizio col futsal italiano che dura ormai da sei anni. Reduce da un buona stagione col Real Polignano giunge anche il laterale difensivo Ezio Detomaso. Completa per il momento il profilo di una campagna acquisti di tutto rispetto un altro oriundo. Si tratta del ventiquattrenne laterale offensivo italo-brasiliano Edson Morgstein, fresco vincitore del campionato di A2 con la Napoli Barrese. Inoltre, è stato riscattato a titolo definitivo Lorenzo Baraldi, uno dei protagonisti della vittoriosa cavalcata dello scorso anno. Adesso si attende il botto finale. Sfumato all'ultimo momento l'accordo con l'ex-Boca Junior Gustavo Barbona, la società di via Ruggero Bonghi è ancora alla ricerca di un pivot che possa dare qualità e spessore al gioco offensivo. Nomi per il momento non se ne fanno. Ma, da quanto trapelato, pare sia molto vicina all'acquisto di un altro verdeoro naturalizzato italiano. Sopravvissuti all'operazione di rinnovamento della dirigenza e del confermato tecnico Recupero, oltre ai fasanesi Palmisano capace lo scorso anno di scalzare il numero uno titolare nella fase più delicata del torneo e Narcisi, l'universale Segundo altro artefice della promozione entrato nel cuore dei tifosi insieme a Impedovo e Betinho. Hanno fatto invece la valigie: Anderson che si è accasato con l'Ortona in C1 , Rodrigo, L'Abbate passato agli Azzurri Conversano, futuri avversari dei fasanesi e Alessandrino. Prosegue intanto la preparazione agli ordini di Sante Gialluisi in vista dell'inizio del campionato, previsto per il 20 settembre. Un inizio che riserva alla Ferramati già due impegni ostici: dopo l'esordio casalingo contro il Manfredonia che sulla carta non dovrebbe creare particolari problemi la neopromossa dovrà far visita nella seconda giornata proprio alla principali rivale dell'ultima stagione, l'altra matricola Monopoli, mentre alla terza ospiterà gli Azzurri Conversano, terzi nel campionato 2007-08 e per molti addetti ai lavori una delle formazioni più accreditate alla vittoria finale. C'è da dire che il Biancazzurro non sembra essere da meno. Ma il presidente Olive preferisce essere cauto: «La prima cosa da fare è conquistare la salvezza quanto prima. Poi si vedrà». Valerio Fiume |

|
|