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ANNO V - NUM. 7 - IN EDICOLA MAR 15 LUG 2008

CARMELINA
MA DOVE TI PRESENTI !

Ti vedo bella e abbronzata, Dio ti benedica!

“Figurati, è il sole di una sola giornata di spiaggia. Questo è tutto. E me ne sono pure pentita”.
Ma com'è che ti lamenti sempre?
“Che abbiamo speso un sacco di soldi per lo sfizio di una giornata al mare”
E dove sei andata sul Mar Rosso?
“Proprio così ha detto mio figlio, lo studente, che con quei soldi sarei potuto andare sul quel mare là, in aeroplano, in un albergo di lusso”.
Ma si può sapere quanto hai speso?
“Centotrenta eurazzi. Mio marito andava pazzo domenica scorsa: siccome era l'anniversario del nostro matrimonio ha voluto fare il grande uomo di mondo. Ha detto oggi festeggiamo noi due come se fossimo in viaggio di nozze”
E dove ti ha portato?
“ A Torre Canne, dove credi che mi ha portato. Però siamo andati a un lido di quelli di lusso, e tra posteggio, noleggio delle sdraio e degli ombrelloni, cabina, pranzo, e altre minchiarlitudini che se ne poteva fare a meno, a fine giornata, a chiusura dei conti se ne è andata quella sorta di cifra che ancora mi piange il cuore”.
Non è poi tanto esagerato. Dipende pure da quello che hai ordinato a pranzo!
“Se è per questo mio marito non si è fatto mancare nulla, dall'antipasto di ricci, al primo allo scoglio, al dentice sotto sale, alla fantasia di frutta di stagione, al caffè, al limoncello e all'anima di chi lo ha creato”:
Ma soltanto lui?
“No. Pure io”
E allora che vai trovando? Non avete pagato nulla.
“Per uno che fuma, ma per noi è una cifra”.
Vabbuò, da queste parti non esistono prezzi inferiori. O meglio, puoi pure spendere poco, ma devi limitare le pretese. Non potevate andare a mangiare, per esempio, alla Forcatella?
“Che secondo te, vai regalato. Magari paghi pure di più perché si tratta di un borgo marinaro, rustico e caratteristico. Ha ragione mio figlio, meglio andare all'estero. Se uno sa muoversi su internet, dice sempre mio figlio, trova occasioni in villaggi turistici sparsi nel mondo e, con una spesa sopportabile, ti fai una vacanza di una settimana intera”.
Non ti innamorare di quelle offerte, che quello che non paghi in tariffa lo esborsi in spese extra. E non sai mai come ti viene. Come un niente ti prendi una infezione, perché l'acqua non è come la nostra, l'igiene è alla, inshallah, come Dio vuole, e non sei manco tanto sicuro che torni sano e salvo. Io, personalmente, diffido, dei prezzi molto economici. Anche se la spiegazione c'è: in quei posti esotici il personale costa poco e niente.
“Non ti prendere fastidio a spiegarmi la politica dei prezzi. Tanto io all'estero non ci andrò mai, anche perché ho paura dell'aereo. Il sole me lo prendo sulla terrazza di casa e il bagno me lo vado a fare alla Case Bianche a settembre, quando è finito l'affollamento dei turisti”
Non c'è bisogno di aspettare settembre per andare alle Case Bianche, ci puoi andare pure adesso. C'è l'accesso libero.
“A me hanno detto che si paga”
Per chi vuol pagare, per chi vuole essere servito e usufruire dei servizi.
“Si, ma io non mi presento fra quella gente di lusso, che è elegante, strafirmata, strapalestrata. No, no. Io mi metto a soggezione”
Ancora con questa mentalità. Siamo tutti uguali. Certo non ti devi presentare con il tegame di melanzane ripiene e il melone sotto il braccio!
“E quando mai, noi di Fasano abbiamo fatto quelle figure. Mica scendiamo dai monti di adalto”
Carmelì, non ti inquartare. E' chiaro che tu sai stare tra le gente, e proprio per questo hai tutti i diritti di questo mondo per continuare a frequentare le Case Bianche. La differenza non è tra ricchi e poveri, ma tra chi si comporta civilmente e chi abusa dei diritti.
“Che proprio quello è il punto che brucia. I maleducati si credono educati e pretendono l'impossibile, guastando la piazza e uccidendo il turismo”.
Franco Lisi
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La tragedia negli occhi
“MI SONO GIRATO E HO VISTO IL MACELLO”
Il racconto di due occupanti il pullman scontratosi col camion sulla Fasano-Taranto: la macchina dei soccorsi scattata immediatamente, ha evitato peggiori conseguenze.
Mentre stiamo andando in stampa, apprendiamo che il numero delle vittime è salito a cinque. Nell’ospedale di Brindisi è deceduto Giovanni Vinci, 82 anni.
A quattro giorni dal terribile incidente capitato sulla strada per la Selva, raccogliamo la testimonianza di due signori che, a bordo del pullman che rientrava ad Alberobello dopo una mattinata trascorsa alle Terme di Torre Canne, sono scampati alla tragedia.
A tutela delle esigenze manifestate dagli interessati e su loro richiesta, omettiamo i dati personali.
· A Coreggia, nei pressi della sua abitazione, abbiamo incontrato il nostro primo interlocutore sul cui volto erano ancora evidenti i segni di quella giornata maledetta.
Sono passati quattro giorni da quel terribile incidente. Ci può descrivere cosa ricorda di quel momento?
Come ho già raccontato, viaggiavamo con le tendine chiuse per via del sole e abbiamo sentito una botta e subito dopo vetri in faccia. Non ho visto né il camion, né altro. Quando siamo riusciti a scendere, allora ho visto il camion. Ho aiutato i feriti più gravi, siamo arrivati in ospedale, ci hanno curati e siamo tornati a casa.
In quanti eravate su quel pullman?
Penso quarantacinque, quarantasei persone.
Che posto del pullman occupava?
Io e mia moglie eravamo seduti quasi a metà del pullman. Quando sono arrivati i soccorsi
noi eravamo già scesi dal pullman. Avevo rotto i vetri col martello, avvertivo un fruscio come di una sostanza gassosa, anche se non riuscivo esattamente a definirlo. Dopo un po' si è aperta la porta e uno ad uno siamo riusciti a scendere.
Qual era la porta che si è aperta?
Quella centrale della fiancata destra.
Quando si è reso conto della gravità dell'accaduto?
Quando ho cominciato a vedere l'elicottero, i pompieri e ho visto che sulle barelle cominciavano a partire i feriti.
Avevate percorso altre volte quella strada con il pullman?
Sì, avevamo già percorso quella strada la settimana scorsa e parte di questa.
Dovevamo fare dodici giorni di cure termali; ne mancavano ancora solo due.

Sempre a Coreggia, fortemente provato dall'accaduto, abbiamo incontrato il nostro secondo interlocutore

Cosa ricorda di quel tragico momento?
Ricordo soltanto che arrivava un camion, che ci veniva incontro; l'autista ha cercato di sterzare per evitarlo, non ce l'ha fatta. Non so se era lui a venire contro di noi, oppure noi ad andare contro di lui, non mi sono reso conto. La strada è stretta, tutto sommato.
Lei dov'era seduto?
Ero seduto proprio affianco all'autista.
Quindi si è reso subito conto di quello che stava accadendo?
Quando mi sono girato dietro, ho visto un macello: chi gridava, chi piangeva.
Ho capito subito che si trattava di una cosa grave.
Ricorda dopo quanto tempo sono arrivati i soccorsi?
Circa dopo dieci minuti. Sono stati molto bravi e hanno fatto il proprio dovere.
Come siete riusciti a venire fuori dal mezzo?
Abbiamo buttato giù il parabrezza perché si era sgretolato e noi siamo scesi da lì.
Poi, per fortuna, si è aperta la porta centrale del pullman e da lì è uscita la maggior parte dei passeggeri.
Gli altri li abbiamo tirati fuori uno alla volta perché erano incastrati.
Nel frattempo sono arrivati i Vigili del fuoco che hanno tagliato pezzi ed hanno fatto il resto.
La cosa più importante per lei adesso qual è?
Sapere che almeno si salvino gli altri due che stanno male. Cercare di dimenticare e andare avanti, però è molto, molto dura.
a. c.
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Intervista al Presidente del Comitato della festa patronale
GUERRA ALLE PARROCCHIE
Le perplessità della vigilia si sono dissolte in un successo di pubblico. I festeggiamenti per la protettrice erano stati messi in forse dalla tiepida partecipazione dei cittadini alla questua e per il mancato contributo economico del Comune, le cui note ristrettezze di bilancio imponevano tagli drastici. Ma, non realizzare quest'anno la Festa della Madonna, avrebbe pregiudicato la stessa tradizione che sarebbe stato difficile riprendere dopo una interruzione. Da qui il moltiplicato impegno degli organizzatori che, nonostante le oggettive difficoltà, hanno saputo onorare anche l'edizione del 2008, concludendola alla grande con la manifestazione del lunedì sera; spettacolo offerto da un privato, la famiglia Ghirelli (Fabio, Elena, Vittorio ed Edolo) che pur vivendo a Roma non ha dimenticato il suo paese.
Con il Presidente del Comitato della festa patronale, abbiamo fatto il punto della situazione, spaziando sui gusti che cambiano e su una realtà cittadina in cerca di una sua identità.


Prima Commissario e poi Presidente, Oronzo Pezzolla, dal 2005 è responsabile, unitamente al Priore don Sandro Ramirez, del Comitato della festa patronale.
Oronzo Pezzolla, 54 anni, imprenditore, sposato, due figli, noto personaggio sportivo dell'automobilismo (circa 400 gare e vincitore assoluto della 40^ Fasano-Selva, nel 1997), è uno degli otto componenti del Comitato Esecutivo del Csai in seno al quale è anche ispettore per la sicurezza.


La festa patronale ha rischiato di saltare; per quale motivo: crisi economica o disaffezione ?
“ Io direi che tutte e due queste indicazioni hanno un ruolo determinante. La crisi economica è strettamente legata a una smodata ed esagerata richiesta da parte di tutte le altre situazioni (mi riferisco in particolare alle feste parrocchiali) che in maniera assai irregolare questuano nel territorio, come se se fosse una seconda, una terza, una quarta, una quinta festa patronale, quando c'è un regolamento episcopale, in particolare l'art. 6, che dice chiaramente che l'unica festa legittimata alla questua su tutto il territorio comunale è la festa patronale proprio perché riveste una importanza primaria”.
Quanto costa una festa patronale in linea di massima?
“In linea di massima intorno ai centomila euro”.
E quanto si raccoglie dalla questua popolare?
“La questua rappresenta il quaranta per cento dei costi. L'anno scorso abbiamo raccolto trentacinquemila euro; quest'anno molto meno. Le altre risorse erano costituite dalle contribuzioni del Comune (15.000 euro l'anno scorso; niente quest'anno) e da quello che recuperavo, di volta in volta attraverso gli amici”.
Ovvero da sponsor?
“Ho voluto tenere fuori l'aspetto commerciale, tanto è vero che sulla pubblicazione-brochure che, come Comitato, curiamo ogni anno, non compare alcuna inserzione pubblicitaria. Neppure della mia azienda, nonostante io sia il maggiore sponsor dell'operazione. Proprio perché si tratta di un evento religioso e, pertanto, non volevo inquinarne l'imagine”.
Si deduce che gran parte delle risorse economiche è strettamente connessa al prestigio di chi presiede il Comitato!
“Indubbiamente. La prova provata è aver recuperato quest'anno, ancora in maniera più importante, la figura di Fabio Ghirelli che ha sponsorizzato il tutto (tranne i service e alcuni aspetti logistici) per la manifestazione spettacolare dell'ultima sera dei festeggiamenti”.
Chi lo ha contattato Ghirelli?
“Ghirelli è un mio amico fraterno e, perciò, l'ho coinvolto”.
Non è stata, quindi, un'operazione comunale?
“Anche l'anno scorso Fabio ha contribuito in maniera significativa con diecimila euro, e anche negli anni precedenti è intervenuto in misura assai concreta. E' stato sempre una persona molto sensibile al rispetto di questo nostro momento della tradizione. E gli sono molto grato perché quest'anno, con lo spettacolo che ci ha omaggiato, mi ha permesso di fare un figurone. Aggiungerei che quest'anno il contributo, probabilmente, è stato ancora maggiore perché c'è stata anche la richiesta del comune, del sindaco Lello Di Bari. Devo pure aggiungere che Fabio Ghirelli è stato sempre disponibile per la festa patronale e, lo posso assicurare, in maniera disinteressata, per sentito amore per Fasano”
Questa città sta cambiando rispetto alle tradizioni? In che direzione? C'è disinteresse dei giovani?
“Il ruolo del presidente del Comitato mi impone di analizzare vari aspetti della società e in particolare i gusti della gente rispetto anche agli spettacoli. Ovviamente non si possono coinvolgere i giovani se la festa rimane ancorata al vecchio cliché. Certo, la tradizione è la nervatura centrale ed essenziale. Non si può prescindere dalle luminarie e dai concerti bandistici, ma attorno a questi momenti di antica tradizione, che rigorosamente e gelosamente va conservata, vanno creati anche altri eventi integrativi che, soprattutto, coinvolgano le nuove generazioni. L'esperimento di quest'anno con lo spettacolo di Amici ha confermato la bontà di una linea che sappia coniugare tradizione e attualità”
L'anno venturo ci potrà essere il pieno recupero dell'aspetto economico della festa?
“Francamente me ne sono occupato già da quest'anno. Ho dato un segnale, anche attraverso i giornali perché ero molto preoccupato e dispiaciuto di come si muovono i comitati parrocchiali nel territorio. Io non voglio fare il presidente a vita. Ho rappresentato la persona che ha risolto il problema di emergenza, e colgo l'occasione per ringraziare l'arciprete don Sandro Ramirez e il sindaco Lello Di Bari per la fiducia accordatami. Non mi interessa svolgere il ruolo di presidente, sebbene io abbia accettato di buon grado in quanto sono molto legato ai valori della tradizione fasanese. Quando ho intravisto il pericolo, il rischio che la festa non si sarebbe fatta, o per ragioni economiche o per ragioni di disaffezione, o anche per ragioni politiche, io ho preso in mano la situazione e ho detto a don Sandro di andare avanti per non creare pericolose interruzioni”.
Il Comitato della festa patronale ha subito condiviso?
“In pratica io non dispongo di un vero e proprio Comitato perché la mia figura l'ho considerata sempre provvisoria. In un certo qual modo, commissariale. Nel convincimento che l'anno successivo si sarebbe formato un vero e proprio Comitato che non vedesse più me come protagonista, avendo io altro da fare. La mia idea, che ho pure esplicitato all'arciprete, è quella di coinvolgere tutti i presidenti delle parrocchie e congreghe per formare un unico organismo autorevole e coeso”.
Ha trovato accoglimento questa sua proposta?
“Assolutamente no. Assolutamente no”.
Come mai?
“Perché, capisco, ognuno ha interesse a coltivare il suo orticello e a farsi la propria festa di parrocchia. Allora se questa situazione deve permanere, io, ahimè, sono costretto a puntualizzare. Sono pronto a interessare, al limite, anche le forze dell'ordine. Perché, dico, non è possibile. Il mio compito è quello di tutelare la festa cardine. Se io vedo che le feste parrocchiali rappresentano una minaccia seria per la festa patronale, io devo puntualizzare che loro devono questuare soltanto nella loro zona di appartenenza. Si comprende bene che se una parrocchia deve questuare soltanto nella propria area, non potrà più raccogliere importi che sono molto simili alla nostra raccolta, e quindi è costretto a dimensionare la propria festa. Ecco qui che la festa patronale riprende di nuovo la propria egemonia e diventa la festa intorno alla quale il paese si raccoglie per pregare. Perché il Santo Patrono è uno”.
Per la verità a Fasano di Patroni ne abbiamo sette, compreso San Crescentone!
“Intendo dire che la festa patronale è una. Che poi altre feste abbiano ragion d'essere, non sono contrario. Devono però avere dimensioni contenute, altrimenti si crea, come si è creato, una concorrenza sleale tra le feste parrocchiali e quella patronale. Questo è il vero problema: questa smisurata smodata concorrenza sleale delle parrocchie. Come se ci fosse bisogno di questa gara, quando invece tutte le parrocchie devono concorrere a far più grande, bella e importante la festa patronale”.
Si può leggere questo fenomeno come conseguenza della mentalità individualistica fasanese?
“Si questo è vero. C'è un esasperato individualismo nel voler dimostrare di essere migliori degli altri e quindi nel volersi superare a vicenda. Ma tutto questo va a scapito del progetto principale che, si badi bene, è voluto da tutti. Anche dai giovani, i quali sembrano disinteressati, ma se poi vengono coinvolti rispondono sorprendentemente come è accaduto quest'anno.
Nei giovani poi c'è un interesse velato, celato, nascosto, che è proprio quello che voglio tirare fuori attraverso , per esempio, l'intervento di gruppi fortemente interessati al mondo giovanile e di renderli poi partecipi non solo dell'aspetto laico, ma anche di quello religioso.
Per esempio, da quando sono presidente ho suggerito all'arciprete di celebrare la messa in piazza. Idea condivisa da don Sandro, ma oggetto di polemiche per molti concittadini. Il mio ragionamento era squisitamente da imprenditore: nella chiesa matrice i posti a sede sono 600, più altri 200 posti in piedi, quindi un contenitore per 800 persone che stanno al chiuso col caldo di giugno; mentre in piazza vengono sistemate 1500 sedie, quindi una utenza raddoppiata che sta seduta, più tutta la gente che sta nelle adiacenze e in un posto all'aperto, ventilato. Dico, diventa un momento interessante. Il momento ecclesiastico è il momento clou della festa patronale. E' quello in definitiva che va privilegiato e, pertanto, ci deve essere il massimo coinvolgimento”.
Come sono i rapporti con il Comitato del “Giugno Fasanese”?
“A parte qualche piccolo screzio avvenuto negli anni scorsi, ma dovuto più a incomprensioni che a motivi di dissenso sostanziale, devo riconoscere che Lucio Legrottaglie e Margherita Latorre sono elementi indispensabilissimi per la continuità e la buona riuscita dell'evento. Se poi festa patronale e “Giugno Fasanese” viaggiano in sincronia e sinergia, l'evento diventa una straordinaria unica realtà. Mi auguro, e lo dico a chi mi succederà, che questo connubio si solidifichi ulteriormente e gli si dia il massimo della visibilità anche tramite le emittenti televisive nazionali con l'inserimento della nostra festa in rubriche particolari. Qualche anno fa abbiamo sperimentato la efficacia di una operazione del genere, grazie alla messa in onda, nel programma di Cocuzza, di un servizio realizzato durante la esibizione di Albano in piazza Ciaia, il lunedì della Festa della Madonna.
Se riusciamo ad avere visibilità nazionale, potremo recuperare più facilmente risorse anche da altre fonti e, conseguentemente, offrire garanzie che la festa possa essere fatta sempre, e meglio.
Mi sia consentito di rivolgere, tramite le colonne del Menante un grato riconoscimento a chi mi ha offerto collaborazione: da don Sandro, Lello Di Bari, Fabio Elena Vittorio ed Edolo Girelli, Laura De Mola, Carmelo Argese, Bartolomeo Bellini, Aurelio Ciaiccia, Giuseppe Convertino, Raffaele Ditoma, Manfredo Di Liberto, Modesto Grassi, Giovanni Iacovazzi, Nicola Lacirignola, Mimino Laguardia, Saverio Laguardia, Paolo Lamberti, Pierino Massari, Filomeno Murri, Mario Nardelli, Pinuccio Montillon, l'irriducibile Michele Potone e Donato Sibilio per la quotidiana e generosa disponibilità nell'opera più ingrata e faticosa della preparazione della festa, “la questua”.
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Salasso di fondi al Sud
LA MANNA DELLA DESTRA
La politica berlusconiana decapita il Meridione - Revocato anche il finanziamento del governo Prodi per salvare Taranto, città inguaiata da Forza Italia & C.
Quando si squaglia la neve, gli stronzi vengono a galla. Quello che si temeva si sta puntualmente verificando: il governo Berlusconi ha già mostrato, con i suoi primi provvedimenti, il proprio volto antimeridionalista. Fa senso l'indifferenza dei suoi adepti locali, gli stessi che nel festeggiare la vittoria del centrodestra alle elezioni politiche affermavano: “ai fasanesi piace prenderla nel c…”. Ovviamente sapevano di aver incartato a livello locale circa il 65% dei voti, un risultato che andava oltre le più rosee previsioni. Oggi, all'incoscienza di quel momento, sommano il sadismo, accettano senza commento alcuno ciò che Berlusconi, Tremonti e Bossi stanno portando via e lo fanno usando lo stesso atteggiamento adoperato quando, alcuni anni or sono, Fitto portò via (grazie anche all'imperdonabile errore dell'avvocatura comunale) da Fasano venti miliardi del vecchio conio destinati al completamento della rete fognaria. In questi giorni, solo per parlare di alcuni provvedimenti, il governo nazionale, mentre artatamente si fa teatro sulle intercettazioni telefoniche più calde (per scoprire, magari, chi offre il suo lato b a chi) sta togliendo alla Puglia dodici milioni di euro previsti per l'acquisto di nuovi treni (e i tanti pendolari fasanesi sanno quanto bisogno c'è di treni nuovi) e per interventi per la sicurezza stradale; sta riducendo drasticamente il finanziamento sul credito d'imposta per le imprese. Il governo nazionale, inoltre, sta tagliando circa ottomila posti di lavoro nella scuola (docenti e personale Ata), ottocento circa solo in provincia di Brindisi; sta prevedendo di trasferire quattrocento milioni di euro del fondo sanitario nazionale. Ma per leggere in maniera più chiara l'antimeridionalismo del governo nazionale in carica, basta dare un'occhiata alla revoca del finanziamento (trentacinque milioni di euro) stanziato dal governo Prodi a favore dell'organo straordinario di liquidazione per i fattacci del comune Taranto, affossato per altro dall’incoscienza scialacquona della destra.
La lista dei tagli a danno della Puglia non si esaurisce alle questioni innanzi citate: è molto più lunga e riguarda i fondi per la casa (quaranta milioni circa), i fondi per le aree svantaggiate (tre miliardi circa). Tutti interventi che peseranno, e non poco, su una comunità come quella fasanese, già martoriata dalle scelte scellerate degli ultimi anni. In sei anni al comune di Fasano sono stati prodotti oltre venti milioni di euro di debiti; oggi, infatti, i cittadini stanno pagando l'addizionale irpef comunale, stanno subendo l'aumento del quaranta per cento della tarsu e un'altra serie di balzelli, come le tariffe sui servizi cimiteriali. È giunto il momento di fermare questo gioco al massacro, gli amministratori locali hanno il dovere di guardare con attenzione ai provvedimenti che il governo nazionale sta sfornando a danno delle loro comunità e assumere gli atti necessari per contrastarli.
Aldo Carbonaro
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Nell'Assemblea Nazionale il fasanese Nicola Colonna
NENCINI SEGRETARIO DEI SOCIALISTI
Nell'Assemblea Nazionale il fasanese Nicola Colonna
Si è svolto a Montecatini, dal 4 al 7 luglio, il 1° Congresso del Partito Socialista ricostruito dalla Costituente. Tre le posizioni iniziali: di Gianni De Michelis (possibilista per un rientro nell'area di governo), di Pia Locatelli (per una linea più europeista e per una federazione a Sinistra), di Riccardo Nencini ( per la valorizzazione dei grandi temi della tradizione socialista). Quest'ultima tesi è prevalsa nel corso del dibattito, e Riccardo Nencini, all'unanimità, è stato eletto Segretario. E' stata pure votata l'Assemblea Nazionale, composta da 250 componenti; 23 quelli spettanti alla Puglia; per la provincia di Brindisi sono stati eletti Donato Baccaro di Cisternino e Nicola Colonna di Fasano.
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Un libro su una piaga sociale
DI FABBRICA SI MUORE
Alessandro Langiu, registra, e Maurizio Portaluri, oncologo, raccontano l’esperienze di chi subisce malattie professionali.
Ancora un'interessante iniziativa culturale a cura dell'associazione Terra e Libertà di Fasano, questa volta insieme all'associazione Salute Pubblica. Nei locali del circolo, in via Bianco 7, è stato presentato il libro “Di fabbrica si muore” alla presenza dei due autori Alessandro Langiu e Maurizio Portaluri. Il libro, come chiaramente evidenziato in copertina, narra la storia come tante di Nicola Lovecchio morto di tumore al petrolchimico di Manfredonia. Alessandro Langiu, autore, attore e regista teatrale, impegnato in quella particolare forma d'arte che definiamo teatro sociale era stato già ospite del circolo per una riuscitissima rappresentazione teatrale sul tema dell'inquinamento causato a Taranto dall'industria siderurgica. Maurizio Portaluri, oncologo, primario dell'ospedale Perrino di Brindisi, ha riportato su carta la sua esperienza con una delle vittime di quella piaga sociale che è la morte a causa di malattie professionali. Nella platea, attenta e partecipe, purtroppo mancavano proprio i destinatari del messaggio: gli operai.
Francesco Vergine
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Legge per il commercio
TRA MERITI E PRIVILEGI
Una recente modifica normativa regionale, ispirata all’ideologia meritocratica, scontenta chi predilige le vecchie comode e consolidate abitudini
L'Italia e la Puglia abbondano di finte rivoluzioni, soprattutto quando la rivoluzione riguarda la meritocrazia: vali quanto sei capace di lavorare meglio e più degli altri.
La “ideologia” del merito è un concetto sguainato nei programmi elettorali e nei manifesti di partito, ma incapace di espandersi nei testi delle leggi.
Di recente nella nostra regione ha visto la luce una legge di modifica alla disciplina del commercio, che tenta di applicare, spizzichi e bocconi, la “ideologia” del merito.
L'intento è fuori dubbio apprezzabile. Il commercio è il settore in cui meglio si può spiegare il valore del lavorare di più e meglio, il merito appunto, perché si indirizza a soddisfare le esigenze di un soggetto che non ha lobby alle spalle: il consumatore.
Fatta la legge ti aspetti che qualcuno insorga ricordando che la disciplina approvata, sia pur apprezzabile, conserva ancora una quantità insopportabile di limitazioni, in controtendenza con l'idea del merito e della concorrenza.
Ma l'insurrezione auspicata non arriva, né dai partiti politici di vecchio conio che si definiscono “liberali” (A.N. e F.I.) né da quelli di nuovo conio (P.D.), che negli ultimi mesi hanno prodotto rooseveltiani manifesti ed omelie per esaltare il new deal meritocratico italiano.
Ed invece niente! Solo silenzio, che si rompe qualche settimana fa, ma in maniera stupefacente al contrario.
Accade che il Sindaco di Bari abbia tuonato contro l'assessore regionale del suo partito Frisullo, reo di aver allargato le possibilità di apertura degli esercizi commerciali nelle città turistiche, comprendendo tra queste la Città di Bari.
L'assessore Frisullo tiene giustamente duro ed il Sindaco di Bari emette un'ordinanza che viola (detto dal TAR) la legge regionale appena approvata.
A questo punto ti aspetti la quiete. Ed invece no! Dal Palazzo di Città di Bari si fa sapere che il nuovo fronte di discussione è l'eliminazione di Bari dall'elenco delle città turistiche, così i negozianti baresi potranno riposarsi, certi che altri colleghi più interessati al lavoro e alla mobilità sociale non indulgano alla “mala” tentazione di saltare il riposo. Di tanto ovviamente non sono immuni i commercianti fasanesi, che da anni richiedono vitalità al centro storico ma nel contempo spengono ogni luce non appena la giornata finisce, e guai qualcuno manifesti la voglia di lavorare un tantino in più.
E' semplicemente pazzesco!
Si ozia nella discussione città turistiche si o no, a tutela dell'aristocrazia commerciale, piuttosto che criticare la legge regionale per l'introduzione di questa distinzione artificiosa, per di più in una Regione che promuove l'attrattiva turistica dell'intero territorio regionale, spendendo a tal fine milioni di ero.
Non sarebbe più semplice, meritocratico e favorevole ai diritti dei consumatori, stabilire norme che propendano a suggerire all'esercente commerciale che solo il suo lavoro sarà in grado di assicurargli benessere e mobilità sociale? Non è più equo affermare che lo Stato non interverrà mai a garantire e sedimentare il reddito e il prestigio di chi è già arrivato, attraverso norme che regolino l'andatura in basso o in alto della saracinesca?
Nei paesi anglosassoni in cui la “ideologia” del merito e la fecondità della concorrenza sono patrimonio acquisito, questa discussione non sarebbe mai nata o al limite avrebbe avuto spazio per ragioni esattamente inverse.
Da noi purtroppo è così!
Scriviamo manifesti culturali ed elettorali a trazione meritocratica, aderiamo ai nuovi partiti che si organizzano sulla base di tali tensioni, partecipiamo a primarie, secondarie e terziarie gridando merito, concorrenza e tutela dei consumatori, ma poi cadiamo nella trappola tesa dai privilegiati, ammaliati dalle loro adulatrici parole in grado di rappresentarti un mondo che non c'è, e dimenticandoci del mondo più vero e numeroso: quello fatto da chi non parla con i politici perché non è organizzato in lobby e spera che siano i politici a pronunciare le loro parole.
Demofilo
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Zapatero e la laicità dello Stato
LA POLITICA E LA RELIGIONE
Al congresso socialista spagnolo (Psoe) è emersa la linea di togliere
i crocifissi dagli uffici pubblici - Basta con posizioni strumentalizzate
In età matura ho compreso il senso della religione, ho smesso di esser un cattolico “a una orecchia” (come gran parte degli italiani, Cristiani d'ufficio sin dalla nascita) per diventare credente consapevole. Non sono bigotto, né mangiapreti. Oggi, ho la netta percezione dei confini. Sono decisamente laico quando mi occupo di lavoro; sono intimamente credente quando ho bisogno di raccoglimento spirituale.
Non mi è stato facile, però, avere le idee chiare: un lungo dibattito interno mi ha impegnato per una quarantina d'anni. Questo a significare di quanto delicate e complesse siano le questioni dello spirito.
Perciò mi sembra la cosa più naturale e più ovvia di questo mondo quando Zapatero accentua la laicità dello Stato anche con posizioni che possono sembrare estremiste, come il togliere il crocifisso dagli uffici pubblici e l'abolizione dei funerali di Stato. Non bisogna mischiare lana e seta, anche se il tessuto misto può apparire affascinante.
La politica diventa più credibile se non v'è l'ingerenza religiosa. Che senso ha, infatti, il comportamento di quei politici che dopo aver seguito processioni e ascoltato solenni sante messe, se ne vanno, poi, a donne allegre? La letteratura politica è piena di questi puttanieri da acquasantiera. Anche un nostro coprovinciale, lo scorso anno, ha onorato le cronache nazionali.
L'ipocrisia di questi personaggi distrugge la politica e annulla la religione. Tra l'una e l'altra, tra politica e religione, non bisogna barcamenarsi. Ma scindere scanzionando i tempi.
C'è il tempo della politica che deve appartenere alla laica libertà dell'agire; c'è il tempo della religione che deve appartenere soltanto alla libertà dello spirito.
Franco Lisi
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Pino Carrone L'angolo di Pino Carrone
LA ROBIN BLUFTAX
Tremonti si vanta di aver licenziato la Finanziaria in solo nove minuti e mezzo. Certamente un record di decisionismo. Ma di concreto, nella tanto decantata manovra, c'è ben poco per le fasce deboli e tanto fumo negli occhi con abbondanti dosi di “economia creativa”. Alla Tremonti. Praticamente un bluff, un grande bluff, un bluftax.
Pino Carrone
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nera, bianca & rosa
BAGNINI IN AZIONE
Spiagge prese d'assalto e bagnini in azione. Lo scorso 29 giugno a rischiar grosso sono stati due diciottenni e due bambini (di 7 e 8 anni ) che si sono avventurati in mare incuranti dei rischi che correvano, nonostante il mare fosse agitato da un poderoso vento di Grecale. In entrambi i casi sono bastati pochi minuti per mettere in difficoltà i bagnanti. La tragedia è stata evitata per la tempestività d'intervento dei bagnini del lido “la Zanzara”, Daniel e David De Carolis, i quali nel giro di un paio d'ore sono entrati in azione due volte, salvando da sicuro annegamento i quattro incauti bagnanti. ll titolare del lido, Franco De Carolis, ha prestato il suo determinante aiuto.

COCAINA E DROGHE LEGGERE

Un fiume di droga bagna Fasano. Nelle scorse settimane nelle mani degli investigatori sono finiti 850 grammi di cocaina purissima. I carabinieri l'hanno rinvenuta sull'auto di un fasanese Antonio Bufano, 27 anni, durante un controllo di routine effettuato nella zona Asi di Fasano. Dopo una breve ricognizione, i militi hanno rinvenuto nell'auto il malloppo, tagliato in varie dosi, che al giovane pusher avrebbe fruttato una discreta sommetta pari a € 150.000. Cocaina proveniente secondo gli investigatori dal mercato barese e destinata al mercato locale sempre più in espansione. Ma il territorio fasanese è anche sede privilegiata delle cosiddette droghe leggere e i ripetuti arresti effettuati nei mesi scorsi lo dimostrano. Questa volta si è esagerato. I carabinieri del nucleo radiomobile di Fasano al comando del capitano Paolo Tiadina, hanno scoperto, in zona Conca d'oro addirittura una serra, sotto la quale venivano coltivate delle piante di marijuana e canapa indiana. I due “coltivatori” sono stati sorpresi dai carabinieri mentre si accingevano a curare la coltura. E non è tutto: qualche giorno dopo ad entrare in azione sono stati gli uomini della Guardia di Finanza, al comando del capitano Antonio Nigro, i quali, durante una perlustrazione nelle campagne fasanesi, si sono trovati dinanzi ad una piantagione di Papaverum sonniferum, quello da cui si estrae l'oppio. Quasi trenta le piante ben coltivate e quasi pronte all'uso. I proprietari del fondo, non residenti a Fasano, ignoravano che la loro proprietà fosse stata usata per piantarvi i papaveri. Alle fiamme gialle altro non è rimasto che distruggere la piantagione.

GIALLO MARGARITONDO

Dopo gli accurati accertamenti effettuati dagli esperti incaricati a verificare il dna delle ossa ritrovate a Laureto è arrivato il responso finale: quei resti scheletrici rinvenuti a Laureto sono di Vito Margaritondo. Il medico legale Alberto Tortorella con il professore Vincenzo Pascali, ordinario di medicina legale dell'Università Cattolica di Roma, hanno depositato le loro conclusioni presso la segreteria della Procura della Repubblica di Lecce lo scorso 4 giugno. Nel fascicolo il medico illustra al procuratore della direzione antimafia Guglielmo Castaldi che quelle ossa disseppellite sono del Margaritondo.

GRATTATIO FELIX

Spende un euro e ne vince settemila. Un anonimo giocatore lo scorso 24 giugno entra nella ricevitoria di Giampiero Pagnelli , in via Meucci, per riscuotere la vincita di 2 euro, acquisita qualche minuto prima con un tagliando gratta e vinci della serie “sette e mezzo”. Come sempre accade, il giocatore ha chiesto altri due coupon della stessa serie al rivenditore, il quale dal mazzo gli ha tirato fuori i primi due tagliandi. Il giocatore, speranzoso, ha grattato, poi ha rigrattato …e la scelta dal mazzo è stata di piena rottura della sfiga: è venuta fuori la vincita record di 7.000 euro. Che mazzo!

IMMOBILI CONFISCATI

Sono stati gli uomini della Guardia di Finanza del nucleo provinciale di Polizia tributaria a confiscare tre immobili siti in Torre Canne ad un boss del contrabbando che li aveva acquistati con i proventi illeciti dei traffico dei tabacchi esteri lavorati. Si tratta di tre appartamenti, di cui uno in pieno centro, dal valore di almeno 150.000 euro. Gli immobili erano intestati alla moglie del contrabbandiere, la qual cosa, però, non ha impedito ai finanzieri di procedere nella confisca.

INCENDI DI STAGIONE

Lo scorso 23 giugno un incendio di vaste proporzioni ha interessato la periferia di Montalbano distruggendo alcuni ettari di oliveto. Oltre agli ulivi secolari andati in fumo, fiamme hanno interessato anche del materiale plastico, abbandonato nel terreno, che ha sprigionando una nube nera di grosse dimensioni.
Altri incendi si sono sviluppati anche a Laureto e a Signora Pulita, dove l'intervento tempestivo dei vigili del fuoco e dei volontari della Protezione civile ha evitato disastri dalle spaventose conseguenze.

LA STAGIONE DELLE “CAZZODDE”

Sono anni che puntualmente il problema delle blatte si ripresenta a Fasano. Al calar del buio intere colonie fuoriescono dai tombini della città invadendo le strade e le case dei fasanesi. Ora, però, i cittadini sono esausti di questo stato di cose e chiedono un intervento urgente del Comune. Per la verità l'intervento sarebbe dovuto essere preventivo, ma come al solito, si aspetta che i problemi scoppiano per poi metterci una pezza per l’ emergenza. Intanto, le “cazzodde” passeggiano indisturbate.

RUBATO CUCCIOLO DI LEMURE ALO ZOO
Vanno in gita allo Zoosafari e tornano a casa, a Terlizzi, con un cucciolo di lemure come souvenir. Non solo, mamma e figlioletta, orgogliose, vanno a spasso per le vie della cittadina barese con la scimmietta al guinzaglio.
La cosa non è certo passata inosservata ai paesani, tanto che uno di loro, incuriosito, ha chiesto alle disinvolte concittadine, dove avessero acquistato quel simpatico lemure. La risposta è stata: “allo Zoo”. Così l'uomo per nulla insospettito , ma col desiderio di acquistare una scimmietta pure lui, ha chiamato la direzione del parco faunistico. Il direttore non si era ancora reso conto della sottrazione del'animale, così ha fatto contare i lemuri e constata la mancanza di un cucciolo, ha informato i carabinieri. Il resto, è a lieto fine, almeno per il cucciolo che è tornato alle amorevoli cure e al capezzolo di mamma lemure.

SIRINGHE SULLA SPIAGGIA

Torna l'incubo delle siringhe in spiaggia. E' successo sulla spiaggia di Torre Canne durante una di quelle mattinate assolate e quindi ideali per una bella tintarella e qualche gioco d'acqua. A farne le spese un giovane 25enne fasanese che durante una passeggiata in spiaggia si è sentito pungere il piede. Chinatosi, ha scorto sotto il piede una vecchia siringa il cui ago aveva provocato l'infausta puntura. Subito la corsa in ospedale, e qui la sorpresa di trovare altra gente che per lo stesso motivo si facevano curare dai medici del presidio. Fortunatamente i virus HIV e HCV vengono distrutti dopo pochi minuti dal calore e dalla mancanza di acqua e quindi nessun rischi di contagio.

STRADE INSANGUINATE

In drammatica ascesa gli incidenti stradali anche sulle strade del nostro territorio Nel tratto della Fasano-Selva, quasi nello stesso punto dove dopo qualche giorno si è verificato la strage della “172” (di cui riferiamo a parte), il 15 giugno un diciottenne fasanese, neo patentato, Paolo Schena, per cause ancora da accertare è finito con la sua Fiat 500 nella corsia opposta contro una Ford Galaxi, occupata da due donne. Devastante l'impatto. Il ragazzo è stato ricoverato in coma presso il Policlinico di Bari, quasi illese le occupanti dell'altra autovettura.
Nella stessa mattinata, qualche chilometro più a monte, sulla provinciale per la Selva, all'altezza della Juppa, una centauro di Statte , di trentadue anni, con la sua potente Ducati è finito contro una Golf che in quel momento si stava immettendo sulla strada. Violentissimo l'impatto con la moto scaraventata a quasi 30 metri. Il motociclista, immediatamente soccorso,è stato ricoverato al “Perrino” di Brindisi nel reparto di rianimazione. Prognosi tutt'oggi riservata.
Ma a macchiarsi di sangue sono state anche le vie del centro urbano. Lunedì 23 giugno Vito Ciaccia, un 17enne di Fasano, a bordo della sua moto è finito contro una Y10 guidata da un trentenne, anch'egli di Fasano.
Il motociclista purtroppo è deceduto dopo qualche giorno. Subito dopo l'incidente era stato ricoverato all'ospedale di Ostuni e successivamente trasportato al Perrino di Brindisi. In un primo momento le sue condizioni non apparivano gravissime, ed era stato giudicato guaribile in 30 giorni. Dopo però, sono subentrate delle complicazioni, non ancora accertate, che hanno determinato il decesso, avvenuta martedì 1° luglio. Una tragedia familiare che ha commosso l'intera città.

VIOLENTO RITORNO DI PASSIONE

Non si vedevano da 10 lunghi anni, e quando si sono rincontrati a casa di lei per prendere un caffè e riesplosa la passione. Il problema é che l'ardente desiderio non era condiviso dalla donna, per cui la foga passione si è connotato come un vero e proprio atto di violenza sessuale. In pratica dopo qualche minuto che i due si erano ritrovati, l'ex fidanzato é saltato addosso alla ragazza violentandola, e minacciandola di non riferire dell'accaduto. Ma la giovane, aiutata da un amico, ha avuto la forza di raccontare tutto ai carabinieri. Così sono scattate le manette ad un fasanese di 36 anni, peraltro sposato e padre di un figlio.

CENTRO SPORTIVO DI VIGNAMARINA

Vignamarina, si parte! Sarà vero? Dopo anni di attesa ormai tutto sembra essere pronto per varare il nuovo parco sportivo di Vignamarina . Funzioneranno una piscina a due vasche, con tutti i servizi annessi e anche due locali commerciali; un bar e un negozio di articoli sportivi. Sono stati realizzati anche due campi in erba sintetica per il calcetto e due campi da tennis. Grande e capiente anche il parcheggio intorno alla struttura che sarà gestita dalla Icos, la società salentina che ha ultimato i lavori e che ne manterrà la gestione per almeno 15 anni.

PREMIATA POETESSA DIALETTALE

Onia Angiuli, poetessa in dialetto fasanese ha vinto un premio in denaro (200 euro) e una targa, per la sezione “Brindisi”, al concorso di poesie in vernacolo pugliese, indetto dalla Uilp di Bari e dall'Ada di Puglia, con il patrocinio della Regione e di altri enti. Tema del concorso “ Il mio cuore, la mia terra, la mia vita”. La nostra concittadina ha partecipato con la composizione “Pute iésse amaure?” La cerimonia di premiazione si è svolta a Bari, il 19 giugno, presso l'Hotel Excelsior.

DIRETTIVO DELL'UNIVERSITA' DEL TEMPO LIBERO

Rinnovate le cariche sociali all'Università del Tempo Libero “San Francesco d'Assisi” di Fasano. E' stata riconfermata alla presidenza Irene Elena Sansonetti, la quale dirigerà l'associazione anche per i prossimi tre anni.
Il Consiglio Direttivo è composto da: Maria Teresa Antonacci, Palmina Cannone, Antonio Carbonara (nominato Vicepresidente), Giovanni Celeste, Angela Gasparro, Angelo Girolamo, Luigi Moscato, Pasquina Pantaleo, Rocco Panzarino e Salvatore Rapisarda (riconfermato alla vicepresidenza).
I consiglieri Angelo Girolamo e Rocco Panzarino hanno rinunciato all'incarico per motivi personali. Pertanto sono subentrati, al loro posto, Giampaolo Franco Schiavone e Leonardo Pentassuglia.
E' stato eletto anche il collegio dei probiviri ( Mosè Di Tano, Renato Greco, Rocco Panzarino), e il colegio dei revisori dei conti (Angelo Girolamo, Andrea Messina, Laura Pantaleo).

FASANFORUNM OLTRE IL VIDEO

Da sito web ad associazione culturale. Nell'arco di meno di due anni, “Fasanforum”, nata da un'idea di Tiziano Cassone e Massimiliano Demola, è diventato un club punto di riferimento per molti giovani.
Al successo “virtuale” è seguita la costituzione dell'associazione. La domenica della festa patronale è stata inaugurata la sede in via Adua. Alla cerimonia del taglio del nastro è intervenuto il sindaco Lello Di Bari. A fare gli onori di casa, i due storici fondatori e Biagio Grassi.
E' stata annunciata la prossima iniziativa di “Fasanforum” che è la riedizione della folclorica gara dei cuscinetti in quel di Cocolicchio il 23 e 24 agosto.

BRAVO E “FORZA NAPOLI”

Donato Pistola, nella foto, è un barman di gran mestiere, un ragazzo simpaticissimo e un esemplare cittadino onesto.
Durante lo spettacolo del lunedì della Festa della Madonna, una giovane donna aveva smarrito il portafoglio (con documenti e 400 euro), scivolatole dalla borsetta in piazza Ciaia davanti al bar “Bella Napoli”. A ritrovare il tutto è stato proprio Donato, il titolare del locale. La restituzione è avvenuta nella stessa serata.
A Donato, proprio in questi giorni papà per la seconda volta, una menzione all'onor di cronaca e un vigoroso “forza Napoli” da parte del nostro Direttore, anch'egli tifoso storico del massimo club calcistico partenopeo.

LA “MANCINI” A TARANTO

Lo scorso sabato 5 luglio il Gruppo di Attività Teatrali “Peppino Mancini” e l'Associazione “Gnatia” sono stati protagonisti di una divertente serata di musica ed intrattenimento tenutasi nell'ampia sala teatro della caserma Maricentro di Taranto.
La serata è stata promossa dalla Croce Rossa. Tema centrale dello spettacolo è stato la cultura popolare salentina, che ha trovato espressione in alcuni balli tipici come la pizzica e la taranta e nella lettura di alcune novelle tratte dal volume “Li cunti te Papa Caliazzu”.
Il clima giocoso creato dai musicisti Massimiliano Morabito, Gianni Gelao e Marianna Campanile, supportati dal corpo di ballo guidato da Pasquina Cuzzupè, ha coinvolto gli allievi della marina militare presenti in platea, che hanno tributato lunghi applausi e alla fine si sono esibiti anch'essi, in maniera estemporanea, nei balli proposti.
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Petizione popolare di “Fasancult”
SPADA DI DAMOCLE SUL PALAZZO
L'operazione Swap, ad alto rischio finanziario, rischia di aggravare ulteriormente la precarietà delle casse comunali
Al momento di licenziare questa edizione, i promotori della petizione popolare “Swap: facciamo chiarezza” avevano già raccolto 400 firme. La consegna del documento, corredato dalle sottoscrizioni, era stata prevista per venerdì 11 luglio.
Perché il ricorso all'art. 12 dello Statuto comunale, ovvero alla petizione popolare? Per avere contezza di una vicenda abbastanza ingarbugliata e, per molti aspetti, a rischio per il Comune.
Nel 2004, l'Amministrazione comunale, presieduta dall'ing. Ammirabile, approvò una delibera, la n. 134, con la quale avviava “una politica di gestione dei debiti” tramite l'Interest rate Swap. Si tratta di un contratto che vincola il Comune fino al 2025.
Dal contatto di “Fasancult” con l'associazione no-profit “Abruzzo Sostenibile” si apprende che l'operazione presenta alti rischi per l'ente comunale. Da qui la mobilitazione e, nella petizione, si chiede all'Amministrazione di valutare l'intera questione e di contattare degli esperti e in particolare il presidente dell'associazione abruzzese, il dott. Attilio Di Mattia (che offrirebbe gratuitamente la sua consulenza), per evitare conseguenze disastrose a seguito, anche, dell'innalzamento dei tassi di interessi ipotizzati dalla Banca Centrale Europea per contenere l'inflazione.
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Intervista a Domenico De Mola
JAZZ PASSIONE CONTAGIOSA
Calato il sipario sull'edizione 2008, è giunta l'ora di mettere a fuoco spirito e obiettivi futuri del “Fasano Jazz”. Per questo valeva la pena scambiare quattro chiacchiere con il responsabile dell'ufficio Cultura Domenico De Mola. Con un sguardo sul presente della manifestazione, ma anche a un passato che l'ha visto formarsi come raffinato intenditore.

Se provassimo a fare una classifica dei migliori festival musicali pugliesi, dove potremmo collocare “Fasano Jazz”?
«Penso che 'Fasano Jazz' possa ritenersi una delle manifestazioni più importanti che il panorama pugliese offre. Lo dimostra il rapporto ormai consolidato con l'ente regionale che negli ultimi anni ha mostrato sempre più interesse per questa manifestazione: l'edizione di quest'anno è stata organizzata prevalentemente grazie ai contributi elargiti negli anni precedenti. Va comunque riconosciuto alla nostra amministrazione il merito di aver continuato a credere nelle potenzialità di una rassegna che negli anni ha visto avvicendarsi artisti di primissimo livello».
Considerati la fama e il valore dei musicisti presenti, i costi complessivi legati all'organizzazione non sono sembrati particolarmente alti.
«In effetti, quando decidiamo di contattare un artista cerchiamo sempre di farlo evitando gli intermediari. È così che quest'anno ci siamo accordati con la band di Allan Holdsworth e il duo Bruford-Borstlap. Nel caso degli Oblivion Express abbiamo dovuto rivolgerci al loro impresario che, comunque, è anche una nostra vecchia conoscenza… in questo modo riusciamo a contenere i costi».
La combinazione di sole, mare e bellezze paesaggistiche che offre il nostro territorio attrae sempre di più non solo i turisti, molti dei quali stranieri, ma anche gli stessi musicisti che prendono parte alla rassegna; i quali, essendo per la maggior parte inglesi, scoprono nelle meraviglie nostrane un'alternativa ad altri lidi più noti e acclamati come per esempio quelli della Toscana. Tra i musicisti provenienti dall'estero che finora hanno calcato il palcoscenico del “Fasano Jazz”, chi si è invaghito più di tutti della nostra terra?
«Tra quelli giunti quest'anno sicuramente Michiel Borstlap, ma anche il suo sodale artistico Bill Bruford che ha manifestato una sorta di predilezione per la pietra della nostra zona. Ricordo che lo scorso anno John Marshall (il batterista dei Soft Machine Legacy presenti nell'edizione 2007, ndr) ci ha promesso che verrà a trovarci con sua moglie non appena potrà. Senza dimenticare Richard Sinclair che ha addirittura deciso di trasferirsi da queste parti con sua moglie Heather vendendo il suo appartamento di Canterbury e acquistando una casa nelle campagne di Martina Franca. Ogni volta che lo incontro gli chiedo come faccia a stare qui se non conosce una parola d'italiano…»
Progetti per la prossima edizione…
«Naturalmente ci sono già delle idee ma preferirei non rivelarle. Non per essere scaramantici, ma se si fanno promesse che poi non possono più essere mantenute è inutile sbilanciarsi. D'altronde, visto il livello che la manifestazione ha raggiunto, migliorarsi ogni anno diventa sempre più difficile. Perché ciò avvenga ci impegneremo comunque al massimo delle nostre possibilità, sperando che ci siano i fondi necessari. Stiamo anche pensando di trovare una serie di sponsor. Vedremo».
So che una delle tue più grandi ambizioni umane e professionali sarebbe quella di portare a Fasano un altro “totem” del rock britannico. Un personaggio dal talento carismatico che alla ricerca musicale ha saputo unire un forte impegno politico. Parlo di Robert Wyatt…
«Per la verità qualche tentativo è già stato fatto. Richard Sinclair (che è un amico di vecchia data di Wyatt, ndr) mi ha espresso la sua disponibilità a 'mettere la buona parola'.
Il problema è legato al suo handicap fisico: come ben sai si muove su una sedia a rotelle, quindi ha bisogno di strutture adatte che possano permettergli di affrontare il viaggio e il soggiorno qui da noi nel migliore dei modi. Ma è un sogno che si potrebbe realizzare…»
Come è andata l'edizione di quest'anno?
«Sotto il profilo organizzativo è andata benissimo. Siamo riusciti a calamitare l'interesse di numerosi appassionati che sono giunti dalle più svariate località della Puglia. Ma anche le prestazioni fornite dagli artisti hanno confermato le nostre aspettative e tutti i concerti si sono svolti secondo i programmi».
C'era un po' di ansia per l'esibizione di Allan Holdsworth. Tra gli addetti ai lavori è nota l'insofferenza del chitarrista nei confronti del pubblico che utilizza macchine fotografiche e videocamere ai suoi concerti. Temevi che succedesse qualcosa?
«Non ti nascondo che all'inizio ero un po' preoccupato. Ma subito dopo il suo arrivo mi ha fatto capire che non avrebbe manifestato un'avversione esasperata per le registrazioni 'fai da te'. Naturalmente ci siamo cautelati raccomandando il pubblico, prima dell'inizio della performance, di non urtare la sua suscettibilità».
Forse l'unica nota dolente della manifestazione è stata rappresentata dalla scarsa presenza di fasanesi. Può darsi che li abbiano spaventati i cinque euro del biglietto d'ingresso…
«Fermo restando che la soddisfazione di aver chiamato a raccolta per questi spettacoli molta gente da fuori per noi è stata enorme, dobbiamo constatare con una certa amarezza e per l'ennesima volta che a Fasano non esiste quella propensione per gli eventi culturali che troviamo in altre realtà. Evidentemente la maggior parte dei nostri concittadini preferisce altre forme di divertimento spendendo cifre molto più elevate di quelle che gli permetterebbero di fare un'esperienza in grado di lasciar loro qualcosa. Non dimentichiamo che il prezzo d'ingresso introdotto quest'anno è da ritenere assolutamente risibile rispetto a quello che normalmente si paga per assistere a concerti di questo livello. In ogni caso, il rammarico per tale apatia viene alleviato dalle attestazioni di stima che ho ricevuto, oltre che da cultori navigati, anche da alcuni giovanissimi presenti alla rassegna. Spererei tanto che il futuro di questa città potesse restare nelle mani e nella capacità di giovani interessati e intraprendenti come loro».
Parliamo di te: quanto tempo fa è nata la tua passione per la musica?
«Intorno ai dodici anni ho iniziato ad ascoltare i classici del rock britannico, soprattutto Led Zeppelin e Black Sabbath. Poi sono passato al progressive e ho amato molto i King Crimson. Fino a quando non sono arrivato al jazz.
Oggi mi piace ascoltare un po' di tutto, ma sempre con un occhio di riguardo per il passato. Insomma, visto il complessivo abbassamento in termini di creatività della musica negli ultimi tempi, preferisco scoprire o riscoprire materiale di qualche anno fa».
Già, qualche anno fa… l'attesa spasmodica per il corriere che, praticamente a titolo di favore personale, tornava da Bari con i dischi che gli avevi indicato. Le “incursioni” in un negozio di Taranto che si riforniva di ellepì d'importazione. I primi concerti all'Umbria Jazz e al festival dell'Unità. Fino all'estate del '91, quando a Perugia si celebrò la reunion dei Caravan di Richard Sinclair. Ricordo che quella sera il bassista di Canterbury ci sembrava ancora un mito irraggiungibile. Poi, grazie all'intercessione di un giornalista, il primo insperato contatto telefonico. E l'anno dopo era qui, in vacanza, ospite di un altro grande appassionato di buona musica, Ninni Pepe. Il resto lo conosciamo. Ti saresti mai aspettato tutto questo?
«Assolutamente no. L'idea di conoscerlo, invitarlo a Fasano, andarci a cena insieme, passare una serata in compagnia degli amici di sempre suonando con lui… francamente era talmente lontana che non potevo considerarla neppure un sogno».
Insieme ad altri (Giovanni Montanaro, Daniele Rotondo che oggi è un noto giornalista di rai 2, Marcello Dentico e il fondatore Giovanni Di Carolo, per citarne solo alcuni) sei stato uno dei pionieri delle radio libere, avendo fatto parte del gruppo che nel '76 diede vita alla storica radio Selva. Un interesse per la “grande sorella” che negli anni non si è certo affievolito. Su radio Diaconia hai condotto Tago Mago, il cui nome riprende quello di un celebre album dei Can. Dopo l'estate ci sarà una nuova edizione?
«Penso di sì. Se non ci saranno ostacoli le trasmissioni andranno avanti.
Adesso stanno comunque andando in onda le repliche della scorsa stagione. È una cosa che faccio esclusivamente per passione, sperando che ci sia qualcuno che apprezzi questi generi musicali.
Mi fa molto piacere incontrare talvolta persone che seguono la trasmissione».
Valerio Fiume
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Teatro in masseria
UN AGOSTO DA RIDERE
Tre spettacoli di cabaret “alla barese” con Nicola Pignataro, Nico Maretti e Gianni Ciardo per la rassegna estiva organizzata dall’ufficio Cultura del Comune.
Un agosto tutto da ridere in compagnia di alcuni volti noti del panorama cabarettistico barese, nella suggestiva location delle masserie del nostro territorio.
Riprende, infatti, la rassegna “Notti d'agosto: teatro in masseria”, organizzata dall'amministrazione comunale e dall'ufficio Cultura.
Sono tre gli appuntamenti fissati dagli organizzatori. Sabato 16 a masseria Salamina, è di scena la comicità “pulita e intelligente” (così egli stesso ama definirla) di Nicola Pignataro. Il popolare comico, interprete, tra le altre cose, del film La capagira e recente vincitore del premio “Cinema mediterraneo” al festival di Venezia con il film Il Natale rubato, presenta uno spettacolo intitolato Non dico bugie. Affiancato dal noto “nonno Ciccio” televisivo Franco De Giglio e da Annalena Cardenio, Pignataro, che è anche direttore artistico del teatro “Purgatorio” (vero e proprio tempio del cabaret barese), propone una serie di esilaranti sketch impreziositi dal vernacolo e conditi dalle incursioni al sax della poliedrica Bianca Lopez.
Il 19 agosto cambia la cornice ma non la qualità del divertimento: a masseria Parco di Castro è la volta dell'attore e caratterista di voci Nico Maretti. Famoso soprattutto per essere ritenuto uno dei migliori interpreti di Totò, negli ultimi anni ha preso parte ad alcune fiction di successo come Un posto al sole e a numerosi varietà televisivi. Il lavoro che presenta si intitola Avanspettacolo che passione.
A completare un programma già di tutto rispetto ci pensa, mercoledì 20 a masseria S. Angelo de' Graecis, l'umorismo graffiante di Gianni Ciardo, uno che di certo non ha bisogno di presentazioni, che si esibisce nel suo Il comico è una cosa seria.
L'inizio degli spettacoli è previsto per le ore 21.
V. F.
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La crisi del Consorzio Agro Alimentare
GESTIONE A PERDERE
Era il fiore all'occhiello della Fasano post-tangentopoli. Oggi è un carrozzone ingombrante. Dalla gloria, alla polvere. Nobiltà e miseria del Consorzio Agro Alimentare, la cui crisi coinvolge un vasto settore dell'economia locale.
Per fare il punto della situazione e intravedere possibili soluzioni per un rilancio dell'ente, abbiamo intervistato il dott. Paolo Pace, autonominatosi Amministratore Unico dopo le dimissioni dell'intero Consiglio di amministrazione, il sindaco Lello Di Bari, in rappresentanza del Comune socio di maggioranza; l'avv. Dino Musa, consigliere comunale di opposizione informato sui fatti; il Sig. Nicola Pentassuglia, uno degli standisti più moderati.
A loro abbiamo rivolto, disgiuntamente, le stesse domande per ciascuno. Dalle loro risposte viene fuori, da angolazioni diverse, un quadro d'assieme abbastanza reale che, superando le polemiche di circostanza, apre squarci su orizzonti rassicuranti.

Ecco le tre questioni :
1) QUAL E' LO STATO ATTUALE
2) LE CAUSE DELLA CRISI
3) LA SUA PROPOSTA RISOLUTIVA
PAOLO PACE
 1. Lo stato attuale non è dei migliori, anzi. Dico subito che siamo reduci dall'assemblea dei soci che abbiamo convocato il 25 giugno scorso nella quale abbiamo approvato il bilancio, ancorché, modificato secondo le richieste pervenutemi dall'assemblea. Io avevo presentato una proposta di bilancio nel mese di aprile che vedeva nelle poste qualcosa che ci portava a dimensionare le perdite accumulate negli anni passati per effetto di altre poste che abbiamo in attivo nel bilancio stesso. Tale proposta non è stata accolta dal Collegio sindacale, perché si è creato ormai anche nello stesso organismo una sorta di antipatia, tra virgolette, nei confronti del sottoscritto; le ultime vicende, che hanno visto le dimissioni dei consiglieri di amministrazione, sono la riprova di un certo clima di ostilità. A me, pure, erano state richieste le dimissioni, ma io ho respinto tale invito proprio perché io sono stato chiamato per una prestazione professionale e non per un incarico politico. Ho accettato la presidenza, ancorché avessi chiesto l'incarico di amministratore delegato, per una questione di opportunità attesa la vigilia della campagna elettorale. Detto questo, ritorno al discorso del Collegio sindacale che, insieme ad altri organismi politici, più che altro, si son messi a remare contro di me che pure non avevo fatto nulla di particolarmente censurabile. Peraltro ero bloccato da una situazione che vedeva il sindaco prendere numerose iniziative per poter, lui, risolvere la crisi in maniera diversa da quanto io avessi già proposto. La mia proposta di bilancio mirava unicamente a salvaguardare il patrimonio della Città di Fasano che, tramite il Consiglio comunale, detiene il 94% delle quote del Consorzio. Io avevo fatto due proposte tecniche di bilancio: la prima prevedeva un utile; la seconda prevedeva il limite delle perdite in 117.000 euro. L'Assemblea, non si sa da chi consigliata (ma io lo so), era decisa a non approvare il bilancio. Nel momento in cui è stato spiegato che la mancata approvazione avrebbe comportato il commissario ad acta, da parte del Tribunale, l'assemblea ha cambiato opinione ed ha approvato il bilancio con la stessa perdita degli anni passati. In pratica, depauperando il patrimonio, che significa l'anticamera del fallimento.
Con questo bilancio si è approvata una perdita di oltre 400.000 euro che, aggiunto al milione e duecentomila dei tre anni precedenti, siamo arrivati all'impoverimento del patrimonio di 1.780.000 euro e siamo stati costretti, seduta stante, a ridurre il capitale. Questo stato di cose è molto pericoloso perché può attrarre l'attenzione della Corte dei Conti.
La situazione è che prima avevamo un capitale sociale di due milioni seicentomila e rotti euro, oggi, invece, è di solo novecento e rotti mila euro. Di questo passo, il 31 dicembre 2009 il Consorzio andrebbe in liquidazione coatta. Secondo me l'assemblea ha sbagliato nel non approvare la mia prima proposta di bozza di bilancio, che non era falsa; conteneva soltanto delle scritture forzate che venivano comunque superate nel momento in cui approvava un ente, quale il proprietario. Si trattava di recuperare, in buona sostanza, delle somme che stanno nelle pieghe del bilancio stesso. Faccio un esempio pratico.
Noi quando paghiamo la bolletta dell'Enel corrispondiamo sia i consumi che si rilevano dai contatori di sottrazione di ciascun standista ma anche i consumi generali (circa due/tre mila euro) che rimangono a carico del Consorzio. Il recupero di queste somme mi è stato negato, la proprietà ha rinunciato a incassarle.

2. L'origine della crisi si può sintetizzare in tre momenti: l'alto costo della nuova costruzione; il contratto di leasing con le trappole del tasso variabile e della indicizzazione; infine, i contratti con gli standisti i cui costi di gestione della struttura (pulizia, guardiania, manutenzione ordinaria, ecc.) non possono essere richiesti a rimborso. Queste due ultime criticità dello sbilanciamento, dal 2001, non sono state prese in esame dagli organi amministrativi e dai Collegi sindacali succedutisi e mai denunciati come fonte di grave pregiudizio economico per la società consortile. Va aggiunto che la causa della crisi finanziaria nei rapporti tra il Consorzio e la società finanziatrice, risiede nei contratti (28 + 1 relativo al bar) a suo tempo stipulati con i concessionari degli stand del mercato. I contratti sono tutti originariamente e consapevolmente antieconomici per il Consorzio.

3. Partendo dalla diagnosi del male, dobbiamo cercare di individuare la giusta terapia. Secondo me, la terapia consiste nella modifica di quei contratti iniziali portandoli, per lo meno, al pareggio dei costi sostenuti, lasciandoli così come sono.
LELLO DI BARI
 1. In questo momento credo che ci troviamo di fronte a un bivio abbastanza importante. Nell'ultima Assemblea dei soci del 25 giugno, quella per l'approvazione del bilancio, si è registrata una forte reazione dell'Amministratore Unico del Consorzio, dott. Pace, che ha lasciato alquanto perplessi tutti i presenti. Va detto che il bilancio veniva presentato con il parere sfavorevole dei Revisori dei Conti e, pertanto, c'è stata una levata di scudi contro la reazione del dott. Pace. Prima che si degenerasse, sono intervenuto per riportare la discussione nei binari dell'argomento all'ordine del giorno, cioè l'approvazione del bilancio. Ho comunque espresso le mie perplessità sul comportamento del dott. Pace anche in occasione delle dimissioni del Consiglio di Amministrazione. Tali dimissioni, io ho tempestivamente trasmesso, rimettendole nelle mani del Presidente Pace, invitandolo a farmi conoscere le sue determinazioni. Ma la mia richiesta è stata completamente ignorata. Non solo, per tutta risposta ha cambiato la sua ragione sociale da Presidente ad Amministratore Unico, così come peraltro era previsto dallo statuto che lui stesso aveva fatto cambiare qualche mese prima, e in tale nuova veste ha firmato la convocazione dell'Assemblea dei soci. Nel frattempo ho avuto una lettera da 27 dei 28 standisti nella quale esprimevano piena fiducia nel mio operato. Nella convinzione che sarei riuscito, anche con l scelta di una persona che avrebbe dovuto amministrare l'ente, e addivenire a una soluzione che avrebbe consentito al Consorzio di sopravvivere e di vivere. In quella seduta ho chiesto di approvare il bilancio previa modifica da parte dei Revisori dei Conti del parere, superando il precedente che era sfavorevole e chiedendo contestualmente le dimissione dell'Amministratore unico. Dimissioni che mi sono state rigettate. Io, intanto, ho approvato il bilancio, che era la cosa più urgente, con il parere favorevole dei revisori dei Conti. Con me ha approvato Carlo Sgarbi, mentre hanno votato contro la Mercafas, Palasciano Donato e la Puglia Leader.

2. Le cause vere della crisi sono state le determinazioni del Presidente che non hanno tenuto conto di quanto il Comune, l'Amministrazione comunale, ha cerrtcato di portare avanti nella trattativa con gli standisti. Sono state completamente disattese le indicazioni che il Comune, socio di maggioranza, forniva di volta in volta al dott. Pace, il quale prendeva iniziative personali. Anche lo stesso allungamento del leasing non è stata una decisione che hanno condiviso i soci di maggioranza, perché nel 2012 ci si potrà trovare ancora impegnati nel pagare le rate per molti altri anni ancora, creando notevoli problemi finanziari per l'ente, avendo gli standisti ormai estinto il loro debito. Alla base di tutto ci sono state delle posizioni del Presidente che non sono state condivise né da parte degli standisti, né tanto meno dal socio di maggioranza. Tant'è che io, il giorno dopo l'assemblea, ho inviato una richiesta all'Amministratore Unico di convocazione urgente dell'Assemblea Ordinaria con all'ordine del giorno: revoca dell'Amministratore Unico e nomina del nuovo Organo Gestionale.

3. Io, sicuramente, nominerò un organo temporaneo, per pochi mesi, per cercare di coinvolgere tutti gli standisti in un discorso di risanamento del Consorzio. E io credo che se verrà meno questa ostilità tra standisti e presidenza, ci saranno momenti risolutivi. Abbiamo, intanto, fatto la riduzione del capitale contestualmente all'approvazione del bilancio; bisognerà procedere, in un secondo momento, all'aumento dello stesso capitale, coinvolgendo necessariamente gli standisti. Inoltre la Finanziaria prevede anche nuovi orientamenti proprio in materia di enti locali impegnati in consorzi, per cui sarà possibile per il Comune uscire dalla società, oppure riservarsi una quota minoritaria per meri fini istituzionali di promozione dei prodotti del territorio, e consentire, quindi, una scissione tra Consorzio e Mercato Ortofrutticolo verso una gestione privatistica del Mercato. La fase gestionale del Mercato Ortofrutticolo, secondo me, va affidata a privati, perché solo così si può risanare l'economia del Consorzio Agro Alimentare.
DINO MUSA
 1. Lo stato attuale, dal punto di vista amministrativo, è di assoluto stallo. Perché, dopo le dimissioni del Consiglio di Amministrazione, si è avuta la trasformazione, statutariamente prevista, da organo collegiale in organo monocratico, impersonato nella figura dell'Amministratore Unico. La evidente rottura tra quest'amministratore e il socio di maggioranza che lo ha nominato, determina un'assoluta situazione di stallo. Mi risulta altresì che vi sia una manifestazione di disagio da parte degli standisti nei confronti della gestione attuale dell'Amministratore Unico e questo determina un ulteriore motivo di preoccupazione per il futuro gestionale del Consorzio. Dal punto di vista finanziario mi sembra che la situazione sia tutta nelle cifre del bilancio. E' una situazione deficitaria, che va erodendo anno dopo anno il capitale sociale e che impone già nell'immediato una riduzione del capitale sociale per coprire quelle perdite che si sono determinate fino a oggi e che vanno nell'ordine di cifre importanti di circa 300.000 euro all'anno, le quali, vanno necessariamente ripianate con interventi di riduzione del capitale sociale (che è la prima cosa da fare, senza costi e oneri per nessuno) e poi valutare dal punto di vista programmatico la possibilità di un aumento dello stesso capitale sociale.

2. Indubbiamente vengono da molto lontano le cause e sono, a mio avviso, di natura strutturale del Consorzio. Perché non credo sia ulteriormente sostenibile una gestione che incassa molto meno di quanto è costretta a pagare per somme certe, quali i canoni di rimborso del leasing. Quindi le cause sono da ricercare tutte e soltanto nelle cifre del bilancio.

3. La proposta risolutiva non può che andare nella stessa direzione: bisogna intervenire sulle cause, rimuoverle e programmare il futuro quanto meno in termini di equilibrio, di pareggio delle poste di bilancio. Per cui bisogna intervenire sui contratti in essere con gli standisti, riequilibrando le somme e soprattutto riportandole nell'alveo della legittimità, condividendo il parere dell'avv. Nardelli quando evidenzia quali sono le ragioni e i dubbi sulla legittimità di quei contratti i cui contraenti non sono soci. Per concludere, vi è non solo l'esigenza di riportare in equilibrio le poste di bilancio, si pone anche un problema di gestione ed io condivido a pieno la necessità di sganciare la gestione dal politico di turno o dal gruppo politico del momento, per affidarla a soggetti che non sono emanazione del socio di maggioranza, fermo restando per il Comune di esercitare il controllo secondo le finalità istituzionali.
NICOLA PENTASSUGLIA
 1. Ormai la situazione è a tutti nota: dopo l'ultimo bilancio è chiaro lo stato, che io definirei, disastroso. La naturale conseguenza di storture derivanti da visi di origine da leggerezze gestionali.

2. Le cause e concause sono numerose. Intanto si è partiti, forse, con contratti non adeguati a quelle che dovevano essere le necessità. Poi, strada facendo, anche per ragioni politiche, si è proceduto a modificare alcuni contratti, per corrispondere, io dico, a richieste clientelari. Una parte politica, infatti, ha modificato ben otto contratti (consentendo a quegli standisti di passare dal regime di “in promessa di acquisto”, in fittuari , con costi mensili , ovviamente differenziati: 20 standisti pagano 1100 euro al mese, e 8 standisti, invece, un fitto -garantito per 12 anni, e che scade nel 2012- di 650 euro n.d.r. ). Il Comune ha pagato per questi otto standisti la differenza, aggravando ulteriormente le proprie finanze. Ma anche gli altri contratti, all'inizio, sono stati pilotati dai politici di turno e qualcuno ha strumentalizzato gli operatori. In buona sostanza, gran parte della crisi è derivazione dei contratti viziati e iniqui.

3. In primo luogo affidare la gestione del Mercato, non del Centro Consorzio Agro Alimentare, agli stessi operatori, coadiuvati magari da qualche tecnico indicato dal socio di maggioranza, cioè dal Comune. Poi convincere tutti gli operatori che per uscire da questa crisi ognuno deve fare i propri sacrifici. Per quanto attiene al Centro Agro alimentare vi potrà essere un futuro se persone di buona volontà e intelligenza, a prescindere dal credo politico, pensano tutti al bene dell'economia di Fasano e di chi ci lavora. Sono comunque fiducioso, anche perché la nostra struttura mercatale è di autentica eccellenza, anche sul piano dei rapporti con la utenza. Chi, come me, frequenta altri mercati, sa bene che qui a Fasano non ci sono quelle patologie, chiamiamole così, che rendono a volte impraticabili (o comunque più onerosi proprio per le “regalie” non contemplate) altri mercati d'Italia, soprattutto nel Sud.
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una finestra sul mondo a cura di Mariangela Turchiarulo
LA SIRIA TRA PASSATO E PRESENTE
La Siria e' la terra delle foreste di cedro di epoca biblica ormai scomparse. E' lo Stato di Damasco sulla cui via si convertì al Cristianesimo San Paolo. Moschee e cattedrali cristiane… Musulmani sunniti, cristiani ortodossi e cattolici. E' il Paese dove si parla arabo, armeno, curdo, aramaico…
Asse centrale del Medio Oriente… Teatro di sanguinose guerre religiose: prima fra tutte il conflitto arabo-israeliano.
E' la Terra delle spiagge mediterranee, delle piane agricole, delle oasi… Delle vallate solcate dall'Eufrate e dall'Oronte, tra parchi e campi di cotone. E' la «mezzaluna fertile» ma è anche la terra delle steppe e delle pietraie punteggiate dalle tende nere dei beduini.
E' la terra delle strade antiche tra i deserti: delle piste carovaniere, delle lingue di asfalto e degli oleodotti di Iraq e Arabia Saudita.
Città morte… spettrali e affascinanti… Castelli crociati, fortezze, anfiteatri, ruderi abbandonati nella sabbia o tra le rocce del deserto.
Province romane d'Arabia, città dalla storia millenaria. Vestigia, resti romani, aree archeologiche, rovine abitate. E' il luogo dove presenza islamica e persistenza romana convivono: Palmyra, Apamea, Hama, Dura Europos…
Città portuali ed industriali… passato e futuro…
Intervista a Daniela De Mattia
Arben Shira Daniela De Mattia, appassionata studiosa del mondo antico, per la sua tesi di laurea in Architettura, ha scelto di studiare la via colonnata di Palmyra. Si è recata in Siria per questo ed ha scoperto il fascino delle rovine in mezzo al deserto e la sorprendente ospitalità di un popolo amico.
La Siria è una ricercata meta turistica per il suo patrimonio storico e archeologico. Quali sono i resti che più ti hanno affascinato? Cosa evocano nel tuo immaginario?
Il fascino della Siria è legato, da un lato, al modo in cui l'antico patrimonio appare “ingurgitato” nel caos, tutto orientale, delle nuove metropoli; dall'altro, al fatto che i resti archeologici, le antiche rovine, sopravvivono sperdute in mezzo a chilometri di deserto, abitate da pochissime famiglie.
l patrimonio storico e archeologico della Siria coesiste con il patrimonio moderno e contemporaneo senza soluzione di continuità. I “resti” di antiche città sono diventati alloggi per i più poveri, come a Bosra, o luoghi in cui trascorrere le domeniche e pranzare con l'intera famiglia.
La Siria è un costante alternarsi di sole e tramonti, di ospitalità e simpatica invadenza, di silenzio e rumore, dove le architetture in stato di crollo ed i nuovi quartieri, il deserto ed il traffico incontrollato riescono ad incantare in uguale misura.
Quali sono i colori dei paesaggi siriani?

I colori della Siria sono quelli dell'alba a Palmyra: il rosso della sabbia, il giallo della pietra calcarea locale, presente nei monumenti come nei muretti; il verde scuro dei palmeti ed il blu intenso del cielo. Sono colori magistralmente mescolati nei tessuti, nei sacchi di spezie dei souk, sugli occhi delle donne e nei tabacchi degli arghile (pipa turca).
Nei Paesi del Medio Oriente attraversare un souk è un'esperienza dalla quale non ci si può sottrarre… Perché?
I souk sono una ondata di sensazioni, possono inebriare ma anche inizialmente innervosire.
Il primo souk che ho attraversato è stato quello di Damasco e la prima impressione è stata di insopportabile confusione: odori nuovi e troppo forti per essere facilmente tollerati; tessuti di ogni tipo appesi da un banco all'altro a coprire la strada; gente frettolosa e rumorosa ovunque.
Cibo, stoffe, oggetti artigianali, ori, profumi, veli… successione di cose dalla logica incomprensibile.
Dopo aver visitato il souk di Homs e di Aleppo, sono tornata a Damasco, e avrei camminato per ore in quella confusione: gli odori erano ormai profumi graditi, i gesti da invadenti sembravo ormai amichevoli, ed i colori erano quadri da ricordare.
Poi sono riuscita ad acquistare un astrolabio in ottone, ovvero una sorta di bussola utilizzata per orientarsi in mare ma anche per leggere gli astri. Un oggetto che mi aveva affascinato fin dai primi modelli visti in svariati souk. Forse quello che ho acquistato non è realmente vecchio cento anni come promesso dall'anziano venditore, però è il simbolo della mia esperienza nei souk: ci si appassiona, si sceglie l'oggetto che si vuole assolutamente e dai primi acquisti sprovveduti, spinti dall'abilità dei commercianti, si giunge a ritenersi esperti ed in grado di contrattare senza essere ingannati. Probabilmente è solo l'illusione di ogni turista, ma credo sia il momento in cui ci si è ormai innamorati dei souk: di persone, oggetti, odori e rumori unici.
In un Paese da sempre crocevia tra Oriente ed Occidente qual è l'atteggiamento del popolo siriano verso lo «straniero»? Quali le contraddizioni che più ti hanno colpita?
Il popolo siriano è la perfetta immagine dell'ospitalità verso lo straniero, a volte fin troppo manifesta. Essere ospitali è per i siriani l'ineludibile mezzo per conoscere l'altro, per capire e farsi capire. Inoltre è evidente un particolare affetto da parte dei siriani verso gli italiani, che diventa immediato ricambiare, date le molte affinità nei comportamenti: goliardia e simpatica curiosità. Il popolo siriano ha un grande rispetto verso il turista mantenendo però sempre alta l'attenzione verso il modo in cui questo rispetto viene ricambiato. Si riesce infatti, con il passare di qualche giorno, a comprendere il momento ed i motivi che portano a volte questa ospitalità a trasformarsi in improvvisa riservatezza, mista a diffidenza.
Si dice che lo sguardo sia lo specchio dell'anima…
E questo è vero soprattutto per i popoli arabi. In Siria le donne musulmane ancora oggi lo nascondono dietro il burqa?
Ciò che colpisce della fisionomia siriana è proprio il taglio ed il loro colore degli occhi. Gli uomini spesso hanno carnagione scura, volto dai caratteri forti, e occhi verdi, un verde intenso, di frequente cangiante verso il grigio. Le donne, spesso coperte da veli in seta indossati con eleganza a volte simile ad altezzoso riserbo: hanno spesso gli occhi truccati, in maniera mai eccessiva, con accuratezza estrema, evidenziando proprio il taglio allungato e l'intensità dello sguardo. Ad Aleppo, invece, la maggior parte delle donne erano coperte integralmente da spessi abiti neri, che concedevano dinanzi agli occhi solo una striscia di velo fittissimo: donne ombra scura di se stesse nella confusione di auto sgangherate e turisti spaesati, completamente estranee alla vita brulicante della città nuova.
Com'è la cucina siriana?
Tutto è semplicemente ottimo. La portata in sé è molto semplice: riso o carne alla brace, verdure cotte, pane arabo e salse. La tavolata è colma di mezé, traducibile approssimativamente come “antipasti”, ovvero colorate e variegate coppette di salse a base di melanzane, olive, ceci… da abbinare a piacimento. Ottima anche la frutta ed i dolci, impiattati sempre in maniera generosa e con particolare gusto estetico, come le “piramidi” di dolci al miele e pistacchi. Però nel mio viaggio vi sono state due costanti: lo shawarma ed i succhi di frutta. Il primo consiste in pane arabo arrotolato per contenere carne cotta su grandi spiedi verticali, e insalate o salse a volontà. Questo fratello orientale dell'hot dog contiene quel confuso mix di odori e sapori che rendono squisita la cucina siriana.
Per succhi di frutta invece in Siria non si intendono i nostri insipidi liquidi colorati imbottigliati, ma squisite spremute con accostamenti di frutta eccellenti: dei veri pasti che permettono di affrontare i lunghi tour nelle città.
Ritorneresti in Siria per un nuovo viaggio? Perché?
Ritornerei sicuramente, perché è il viaggio più intenso che abbia mai fatto: è un Paese di cui visitare ogni “angolo”, perché nella sua semplicità è una costante sorpresa. È emozionante sia attraversare il deserto, in auto, sotto le stelle ed i rari bagliori delle luci nelle tende dei nomadi, sia tuffarsi nella confusione metropolitana delle gradi città come Damasco ed Aleppo.
La gente è stupenda, silenziosa ed ospitale, umile ed incredibilmente orgogliosa al tempo stesso.
La Siria è un Paese meraviglioso che lotta contro l'occidentale nervosismo attraverso la lentezza e la bellezza delle tradizioni.
Essere invitati a bere un tè da una famiglia numerosissima, comprensiva di almeno tre generazioni, che vive nelle rovine della città romana di Bosra potrebbe essere il metro di una dignità che in pochi minuti ci fa passare dalla pietà al rispetto, così come un disordinatissimo taxi, di uno spericolatissimo tassista, in pochi minuti, fa passare dalla paura al sorriso amichevole.
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3° Premio Giornalistico Internazionale
CIVILTÀ RUPESTRE IN PUGLIA
Vincitori Margherita Ghinassi (TG 1), Marco Merola (Oggi) e Carlo Nicotera (Il Mattino) – Presidente della giuria Enrico Mentana - Cerimonia di premiazione alla Masseria San Domenico con ospiti illustri – Presentatrice Milly Carlucci – Concerto della chitarrista Adalisa Castellaneta – L'anno venturo al Sociale
La filosofia di Marisa Lisi Melpignano è quella dello “step by step”, e così, passo dopo passo, sta facendo crescere questa sua creatura, la Fondazione San Domenico, in seno alla quale nel 2005 ha inventato il premio giornalistico “Civiltà rupestre in Puglia”.
Per quella prima edizione affidò il compito di presidente della giuria a quel mostro sacro del giornalismo che risponde al nome di Sergio Zavoli. Vinsero in ex-aequo Lino Patruno, all'epoca, direttore del La Gazzetta del Mezzogiorno e Massimiliano Bassetti del Corriere dell'Umbria.
Alla cerimonia di premiazione, sempre nella elegante cornice dello spiazzo della Masseria San Domenico, intervenne Lucio Dalla. Dalla seconda edizione, nel 2007, il Premio prevede due sezioni: per la carta stampata e per la televisione. Vincitori Tonio Attinio della Stampa e Pietro Di Lazzaro Sì viaggiare del Tg2.
La étoile Luciana Svignano, intervenne alla cerimonia di premiazione il 23 giugno.
Per la terza edizione, la giuria, presieduta da Enrico Mentana, ha assegnato il Premio Tv a Margherita Ghinassi per un servizio sulla Lama d'Antico trasmesso su Rai Uno il 30 maggio scorso nella rubrica Enciclopedia del TG1; il Premio per la carta stampata è stato assegnato in ex-aequo a Marco Merola per un reportage pubblicato il 2 aprile sul settimanale Oggi, e a Carlo Nicotera per un articolo pubblicato il 29 maggio sul quotidiano di Napoli Il Mattino. Ai tre vincitori, oltre il premio in danaro, è stato consegnato un multiplo della scultura in bronzo di Mimmo Paladino che ha voluto rappresentare il lavoro umano nei grandi uliveti.
Le finalità del Premio erano state illustrate in apertura della manifestazione da Giuseppe Giacovazzo e Cosimo Damiano Fonseca.
La cerimonia di premiazione, organizzata con ineccepibile professionalità ed eleganza, si è tenuta come al solito all'esterno della Masseria San Domenico.
Ha condotto la serata Milly Carlucci, anch'ella, come gli artisti intervenuti negli anni precedenti, amica personale della padrona di casa.
Per la esibizione artistica di questa terza edizione, Marisa Lisi Melpignano ha voluto dare spazio ad un'altra sua amica, Adalisa Castellaneta, chitarrista di rara sensibilità, uno di quei talenti che non possono fare il profeta in patria.
Tra gli ospiti, numerosi i personaggi dello spettacolo, della cultura e della politica.
Tra questi, l'immancabile Massimo D'Alema con l'inseparabile sen. Nicola Latorre e, l'ex ministro Beppe Pisanu e l'on. Angelo Sanza.
Nell'intervento di chiusura, Marisa Lisi Melpignano, dopo i ringraziamenti agli ospiti e ai collaboratori, ha annunciato che il Premio coinvolgerà più direttamente la città di Fasano e che, pertanto, la prossima cerimonia di premiazione si terrà nel teatro Sociale.
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Minchiate e facezie
IL TRAPPETARO
testo di Nicola Fiume - vignetta di Cosimo Rosati
E' stato smarrito un bambino biondo con un costumino celeste bellissimo. Chi lo dovesse trovare è pregato di restituire il costumino.

E' stato smarrito un bambino biondo con un costumino celeste a pallini rosa, una pistola non si sa se giocattolo, otto tatuaggi di cui uno a forma di teschio della morte sull'avambraccio destro, tre cicatrici di cui una veramente impressionante sulla guancia sinistra, un piercing sulla lingua e due su un orecchio che non mi ricordo quale e tre anelli al naso.
Chi lo dovesse trovare è pregato di tenerselo e fargli l'antitetanica ogni sei mesi.

E' stato smarrito un ferocissimo doberman.
Chi lo dovesse trovare … so' cazzi suoi.

E' stato smarrito un costume.
Chi dovesse trovare quell'esibizionista del proprietario avvisi i carabinieri.

E' stato smarrito un impermeabile.
Se lo trovate assicuratevi che dentro non ci sia l'esibizionista.

E' stato smarrito un paio di occhiali da vista spessi due dita.
Chi dovesse trovarli è pregato di restituirli a quel signore che va sbattendo contro tutti i pali dell'illuminazione stradale sulla viabilità di servizio.

E' stata smarrita Sabrina Ferilli.
Chi la dovesse trovare se la tenga zitto zitto.

E' stata smarrita una partita di cocaina purissima.
Chi la dovesse trovare capiremo tutti subito chi è.

E' stato smarrito un portafogli con cinquemila euro in contanti dentro.
Chi lo dovesse trovare è un culorotto. Complimenti e auguri.

E' stato smarrito un pechinese.
Chi lo dovesse trovare lo riporti al ristorante cinese di Monopoli da dov'è scappato perché non voleva più lavare i piatti.

E' stato smarrito un bambino terribile.
Chi lo dovesse trovare lo ributti in mare e stringa meglio la corda al collo.

E' stato smarrito un pezzo di corda gialla.
Chi lo dovesse trovare si assicuri che ad un capo della corda non ci sia un bambino terribile legato per il collo ed all'altro capo una grossa pietra dopodiché può portare il pezzo di corda in direzione.

E' stata smarrita la retta via.
Chi la conosce mi dica qual è.

E' stato smarrito un cane lupo.
Chi lo dovesse trovare telefonasse a Cappuccetto Rosso.

E' stato smarrito un pastore tedesco.
Chi lo dovesse trovare telefonasse alla chiesa anglicana.

E' stato smarrito un bambino con il costumino celeste a pallini rosa.
Se non vi piace il costume comprategliene un altro.

E' stata smarrita una maschera.
Chi la trovasse telefonasse a Zorro.

E' stato smarrito un sarchiapone.
Chi lo trovasse mi telefonasse per piacere per dirmi cos'è.
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Tra il serio e il faceto
I dubbi dubbi e altro di Nicola Fiume
Studi universitari
Con una mamma impiegata all'ufficio postale ed un papà postino a cos'altro avrebbe potuto iscriversi la figlia che aveva deciso di andare all'università se non a lettere? (28-2-96)

Arte classica, moderna, ultramoderna?
La Nike di Samotracia è acefala di braccia?

Gazzetta del Mezzogiorno del 18-12-1995, cronaca di Brindisi, pagina 17 presumo
Titolo: 'In carcere per rapina impropria'
Commento: perché … esistono anche le rapine proprie?

Non ho l'età
… grande parata di Caio, portiere del Santos di quasi vent'anni, per l'esattezza 28.

Amore mio
Non importa il colore dei tuoi capelli e dei tuoi occhi … l'importante è che tu li abbia.

La cura
Il medico disse che doveva prendere due compresse al giorno, ma lui preferì prenderne una ogni dodici ore: guarì lo stesso.
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I racconti bislacchi di Aureliano Buendia I racconti bislacchi di Aureliano Buendia
DOBBIAMO DARGLI PURE RETTA?
Da uno dei miei delatori infiltrati nella società italiana che ormai raramente frequento di persona, mi giunge una segnalazione agghiacciante: un sindaco di non so quale paese del sud Italia, avrebbe promesso ai ragazzini del paese da lui amministrato, in procinto di affrontare l'esame di licenza media, che avrebbe fatto fare un giro sulla sua Ferrari a chi avesse conseguito il massimo dei voti. Siccome ogni pseudo giornalista che si rispetti deve accertare le fonti prima di scriverne, mi rifiuto di accertare l'autenticità della questione, la bollo come una panzana e non gli do retta. È così incredibile, questa notizia che non può essere presa in considerazione. Ma come, ragazzini che sono stati educati (da insegnanti poco pagati ma ugualmente motivati) nei valori dell'umiltà e della modestia e che stanno studiando per riuscire un giorno ad affermarsi nella vita sulla base delle proprie qualità intellettuali e morali, adesso dovrebbero andare a fare gli spacconi per le strade cittadine in auto di lusso come dei Briatori e delle Gregoracce qualsiasi? Non ci crederei nemmeno se lo sentissi di persona. Figuriamoci se ci credo quando me lo vengono a raccontare. Io immagino questi ragazzi di 13-14 anni che finiscono le medie, come la classe dirigente del futuro. Li immagino ragazzi preparati nel lavoro ma anche impegnati nel sociale, che magari frequentino associazioni di volontariato, che facciano servizio civile nel terzo mondo dove c'è la vera miseria e che non vengano abituati a sbattere in faccia agli altri la propria ricchezza (che gli auguro di cuore), che diffondano una cultura di risparmio energetico e che siano contrari a consumare carburanti inutilmente… mi volete togliere l'unica speranza che mi rimane per il futuro?
Anche se, ad ascoltare le cronache, sembrerebbe che fare l'attrice o la velina sia ormai l'unica ambizione delle ragazze nostre connazionali. I maschi invece ambirebbero a fare i calciatori per potersi poi… ingraziare le suddette veline e girare in auto di lusso, senza peraltro avere un posto in cui andare. Già, in questo paese, che continuo a frequentare poco di persona, ci si racconta che ci siano giri di raccomandazioni anche per fare l'attricetta in qualche sceneggiato televisivo (lo so che oggi è più di moda chiamarle fiction, ma sempre sceneggiati rimangono). Le raccomandazioni per fare l'attrice, siamo onesti, ci sono sempre state. Che le aspiranti artiste non abbiano quasi mai lesinato le proprie grazie ai produttori influenti, è cosa nota. La novità invece è costituita dal fatto che nell'Italia del 2007-2008, far recitare amichette di politici potesse essere funzionale al far cadere il governo, tramite la fuga da uno schieramento all'altro di parlamentari. Ah, quanto tira la fuga in questo paese! Dalle intercettazioni telefoniche pubblicate (ancora per poco?) sulla stampa nazionale, si ventilerebbe addirittura che qualcuno sia diventato Ministro della Repubblica nell'attuale governo, in virtù di approcci particolarmente intimi con l'attuale capo di Governo Silvio Berlusconi (tessera P2 n° 1816). Addirittura il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, Donadi, ha fatto una dichiarazione alquanto allusiva: "E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo, la vicenda sarebbe diventata di rilevanza politica oppure no?”. E subito si è scatenato il chiacchiericcio e la domanda è stata per tutti la stessa: quale degli attuali ministri si è ingraziato il capo utilizzando i proverbiali metodi Lewinsky? In attesa della pubblicazione definitiva delle intercettazioni (se non le bloccano prima) gli allibratori danno favorito Renato Brunetta (per via dell'altezza), seguito da Roberto Calderoli (che di porcate se ne intende) e da Italo Bocchino (che non è stato nominato Ministro ma pare ci tenesse tanto). Per quanto mi riguarda, mi sono fatto una certa idea e vi dico che secondo me si tratta di Bondi. Vedete, gli altri politici di centrodestra al capo gli danno sempre retta, Bondi cambia anche la vocale finale!
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L’APPUNTAMENTO MANCATO
Esauriti i fasti dell'ultima festa patronale, sembra che la Città sia ritornata alla sua stanca normalità, cioè al letargo estivo. I più, ancora rincuorati dalle sinuose linee della Valeriona nazionale, hanno impachettato beni e masserizie per raggiungere le località di villeggiatura e godere della frescura che la ex ridente cittadina del Sud nega ai suoi abitanti, mossa da una non meglio definita volontà di infliggere una punizione a chi non la apprezza mai abbastanza oppure, nella peggiore delle ipotesi, non l'ha mai apprezzata. Che grande invenzione la statistica e quali grandi utilità reca in sé: la ex ridente cittadina possiede, in potenza, tutte le caratteristiche - strutturali, demografiche, climatiche, storiche e culturali – per emergere dalla fanghiglia da cui è sommersa da ormai troppo tempo.
Questi, tuttavia, sono discorsi triti e ritriti, al punto che annoiano persino chi li intraprende; meglio le forme della Valeriona, meglio chiedersi se indossava o meno la biancheria intima, mentre qualcuno, con rozza ma prevedibile malizia, preferisce precisare che la bionda bambolona ignora il significato del termine e del correlato aggettivo.
Meglio i danzatori della nota trasmissione televisiva, tanto più che con i prenomi che portano, si ha quasi l'impressione di poterli chiamare dalla finestra. “Dai Pasqualino, ali e fammi vedere come balli”.
Attenzione, però, perché in quest'ultimo caso si corre il rischio – in senso buono, ovviamente - di vedere il Primo Cittadino salire lascala di casa alla ricerca della pagella dell’alunno più bravo destinato a sfrecciare in Ferrari insieme a lui. Che strano: in occasione della festa del santo Patrono, il primo Cittadino ha chiesto copia delle pagelle, ignorando che esiste anche l'autoicertificazione.
Quante cose vengono ignorate nella ex ridente cittadina del Sud: una per tutte? C'è una legge che concretizza un dato di buon senso che richiede alle Amministrazioni di approvare, entro il 30 giugno di ogni anno, il rendiconto, ovverosia la dimostrazione dei risultati di gestione. La norma è pienamente in vigore, alcuna traccia di desuetudine sembra intaccarla, la norma c'è e non chiede altro che di essere applicata. Nulla, da Palazzo di Città fa capolino un orecchio da mercante di dimensioni spropositate.
Ragazzi, ma il rendiconto lo approvate, oppure no? Eh, rendiconto. Ah, sì, il conto consuntivo. Ma se abbiamo da poco approvato il bilancio! Ah, quello è un'altra cosa! Va beh, ma è proprio necessario approvare 'sto coso? A che serve? Si rischia qualcosa? Se non si approvava il bilancio si rischiava il commissariamento. Ora cosa si rischia? Niente. Ah, beh, allora andiamo avanti lo stesso.
A chi interessa, del resto, conoscere i risultati della gestione dell'ultimo anno del sindaco ferrarista?
A pochi, purtroppo. E poi i risultati si vedono quotidianamente: il mio gommista di fiducia ormai ha eretto una statua al sindaco; gli scarafaggi cittadini sono tutti impegnati nell'organizzazione del convegno: “Fetenzia e amministrazione: quali prospettive?”.
Può dunque prendersi per buono il dato per cui del conto consuntivo si può fare a meno, ma perlomeno , visto che la festa patronale è un appuntamento immancabile, anche l’approvazione del rendiconto è tale, almeno per la legge, e se andava fatta entro il 30 giugno, una ragione c'era.
Anche solo quella di dibattere sulla biancheria intima di cui sopra!!!
Il Tulipano Nero
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Saggio “Aplomb”
L’EQUILIBRIO INNANZITUTTO
L’esibizione al Kennedy degli allievi della “Underground sport e fitness” diretta da Rosita Montanaro
Un vero successo lo spettacolo di danza “Aplomb” andato in scena lo scorso 19 giugno al teatro Kennedy. Protagonisti della serata gli oltre 70 ballerini della scuola di danza “Underground sport e fitness” diretta da Rosita Montanaro. “La scelta di questa nuova denominazione, per il nostro spettacolo di fine anno – spiega la bravissima etoile fasanese – viene proprio dalla chiave tecnica che ciascun ballerino deve maturare, ossia l'equilibrio. Di qui infatti “aplomb” che appunto significa in equilibrio”. Una serata presentata da Fulvio Faggiana, e aperta dall'esibizione canora della talentuosa Valentina Pugliese con il brano di Mina “Io voglio solo te” e con una serie di diapositive che hanno velocemente ripercorso il cammino fatto fino ad oggi dalla scuola. Subito dopo spazio alla danza con l'esibizione dei vari corsi nelle versioni di danza classica, contemporaneo e moderno. Molto oculata la scelta delle musiche che hanno spaziato da brani come “In the air tonight” di Phill Collins per poi passare ai grandi classici di Ciaikovskij, Mingus e Drigo. Di grande presa l'opera “Amor Brujo”, ma decisamente magica l'atmosfera regalata dalle dolci Angela Loparco, Chiara Bentivoglio, Elena Di Carolo, Samuela Palmisano e la piccolissima Maricarmen Cofano che a soli 3 anni, ballerina più giovane e mascotte del gruppo, ha captato le simpatie con i suoi dolci volteggi di danza. Di altissimo livello anche le varie esibizioni del piccolo Gabriele Consoli di 9 anni, sicuro destinatario di una carriera di successo, e delle bravissime ballerine Francesca Bagorda, Giulia Lorusso, Maristella Latorre, Annarita L'Abbate, Enza Consoli e Mariaceleste Di Tano interpreti rispettivamente del “Don Chisciotte” e “Il corsaro”. Intramontabili classici della danza classica. Divertente e accattivante la seconda parte dello spettacolo con la danza contemporanea e moderna le cui coreografie sono state realizzate con la preziosa collaborazione del maestro Michele Tarantini. Insomma uno spettacolo gradevole con un esibizione di kick-boxing con Mina Pugliese e Giuseppe Guarini, e con corpo di ballo molto ben preparato, giustamente applaudito a fine serata e formato da corso iniziazione: Angela Loparco, Chiara Bentivoglio, Elena Di Carolo, Maricarmen Cofano, Samuela Palmisano. corso propedeutico : Angela Legrottaglie, Alessia Argese, Annica Ancona, Antonella Gianfrate, Antonella Miccolis, Carmen Scollo, Claudia Ancona, Conny Arvizzigno,Daniela Recchia, Francesca Sibilio, Giada Potenza, Giulia Ribigini, Ilaria Ruggero, Luciana Rosiello, Maria Aspro, Martina Vinci, Mirella Crescenza, Nicole Ferro, Rosa Chiara Crescenza, Roseana Schiavone, Sabrina Ricco, Valeria Tampone. corso I anno accademico : Angela Legrottaglie, Angela Natola, Angelo Albanese, AngelDi Carolo, Arianna Cardone, Carmen Intini, Debora Curlo, Elisabetta Miano, Federica Paganin, Gabriella Bianchino, Gloria Albanese, Gabriele Consoli,Gianluigi Pugliese, Lucia Del Core, Marica Potenza, Marco Sibilio, Mirella Franchini,Noemi Micoli, Rosa Custodero, Sara Farina, Sara Loprete, Sara Rotunno, Vita De Pasquale.corso intermedio: Annalisa Caramia,Josephine Di Ceglie, Luana Schiavone,Marica Laterrenia, Sara Aspro, Sonia Scarafile corso avanzato: Annarita l'Abbate, Annarita Rosato, Angelo Palmisano,Enza Consoli, Francesca Bagorda, Giovanna Liuzzi, Giulia Lorusso, Giuseppe Pinto, LeonardoCarbonara, Mariaceleste Di Tano, Marcello Alo', Maristella Latorre.
Foto di Donato Fanigliulo
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La “Pas de deux” in scena
IN PUNTA DI PIEDI
Applauditissimo il saggio-spettacolo “che...divertimento”. L’elenco dei ballerini.
Un ritmo divertente ha allietato la serata dello scorso 29 giugno, allorquando il palco del teatro Kennedy ha ospitato le giovani promesse della danza classica.
Un titolo davvero indovinato, “Che … divertimento”, quello della Kermesse conclusiva dell'anno accademico 2007/2008 dell'associazione culturale “Pas de deux”. Una riflessione di carattere generale , prima di riconoscere il giusto tributo ai giovanissimi danzatori: imparare a mettersi nei panni dell'altro è esercizio utile e pratica da coltivare costantemente per apprezzare ogni evento della vita.
Infatti, il saggio conclusivo dell'associazione rappresenta il frutto della fatica di tanti giovani fasanesi che, durante i pomeriggi invernali, hanno sacrificato ore di gioco e di svago per sottoporsi ai rigidi dettami della disciplina, alla guida di abili insegnanti. L'impresa conclusiva, l'esibizione di fronte a parenti e amici, è davvero meritoria, tanto più se si considera che dai rigori dell'inverno i giovani ballerini hanno affrontato il pubblico con temperature da solleone.
Ed ora i protagonisti, cominciando dai più piccini che si sono esibiti per ultimi, perché le ciliegine sulla torta sono quelle che si gustano per ultime.
Per il Propedeutico A: Giulia Moscato, Cleyde Pantaleo, Annalisa Cervone, Pasqua Losavio, Margherita Vinci, Elena Di Geronimo, Rossella Amati, Rosa Vinci, Gaia Gofferedo, Rita Briamonte, Francesca Sibilio, Paola Muolo, Yole Renna, Rebecca Cofano.
Per il Propedeutico B: Chiara Carparelli, Sonia Sabno, Angela Cascione, Francesca Musa, Marayah Palmisano, Eva Sgarriga Visconti, Grazia Berberi, Maddalena Mileti, Angelica Barletat, Alessandra Lapadula, Sabrina Console, Alice Mileti, Maria Veloci.
Per il Preaccademico: Fabiana Fanigliulo, Sonia D'amico, Chiara Ferrara, Monia Maggi, Giovanna Mizzi, Sara Cannone, Angelo Piccoli, Gaia Schiavone, Jessica Sarcinella, Rosachiara Monopoli, Ilaria Loprete, Sra Spada, Rossella Conversano, Arina Vinci.
Per il I Anno accademico: Monica Passaquindici, Alma Gallo, Francesca Semeraro, Maria Olive, Mariangela Patronelli, Tjla Potenza, Vito Palasciano, Marianna Sabatelli, Debora Zizzi, Matilde Cervone, Piera Colaninno, Alessia Sasso, Pasquale Saponaro, Mariateresa Alessi, Mariangela Qato, Giada Angelini, Francesca D'agnano, Lucrezia Napoletano, Rosa Martellotta.
Per Il Iv Anno Accademico: Vanja Granberg, Sara Semeraro, Anastasia Crastolla, Serena Mannella, Valeria Cefola.
Per Il V Anno Accademico: Araianna Galasso, Rossana Carbonara, Efry Calignano, Antonella Cofano, Sara Giumentaro, Giada Indiveri, Giulia Santoro.
Per il VI Anno accademico: Francesco Stufano, Andrea De Marzo, Angelo Zizzi, Stefania Mancini, Francesca Manfredi, Lara Miccolis, Roberta Passiatore.
Il pubblico ha partecipato all'evento con un calore ed un entusiasmo davvero eccezionali; merito sia delle note di Bizet e di Rossini, sia e soprattutto degli interpreti.
Alla domanda fra i presenti ricorrente: “chi sei venuto a vedere?”, la risposta, all'unanimità è stata la seguente” sono venuto per xxxx, ma, dopo averli visti all'opera, non ho potuto fare a meno di applaudirli tutti quanti”.
Veramente bravi!!!
a. n.
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Dedicato ai bambini svegli
L’ALFABETO DELLA SAGGEZZA
Libro di Ferdinando Sallustio, édito da Schena con annesso CD di filastrocche – Riflessioni di personaggi della cultura e dello spettacolo
A ogni lettera dell'alfabeto, Ferdinando Sallustio, fa fatto corrispondere una riflessione e una o più interviste a personaggi della cultura e dello spettacolo. Il risultato finale è un manuale, con pillole di saggezza sparse qua e là, ad uso e consumo di bambini svegli. Ma forse più per genitori che vogliano tenere viva l'attenzione dei figli su valori e concetti utili per una equilibrata formazione di base e che, pertanto, vale la pena di acquisire per la vita. Presentato così, potrebbe sembrare un progetto presuntuoso. E' esattamente il contrario, perché da ogni pagina traspare la modestia e il pudore di un uomo che raccoglie i suoi pensieri e quello che altri, personaggi noti, gli hanno suggerito in varie occasioni, riproponendoli con amabilità colloquiale. Il libro “Le parole che mi hanno detto”, édito da Schena, è il secondo scritto da Ferdinando Sallustio un bancario- pubblicista di Ostuni, assorto alla notorietà nazionale per aver partecipato da gran campione alla trasmissione televisiva “Passaparola”.
Il sottotitolo è “Due generazioni dalla A alla Z”. Alla lettera “A”, due riflessioni: per l'avventura e gli animali, abbinate alle brevi interviste a Piero Angela e all'etologo Danilo Mainardi. Alla lettera “B”, i Beatles e le parole del giornalista Gianni Bisiach. Per la “C”, l'argomento è il cine ma, il commento di Ricky Tognazzi. E così via alfabetando con le parole di Gianni Rodari, Lino Banfi, Liliana De Curtis, Renzo Arbore, Pippo Baudo, Gerry Scotti, Esilio Tonini, Charles Schulz, Cino Tortorella e altri. Cosa c'è alla lettera “Q”? Il quiz ovviamente: curiosità sul “Passaparola” televisivo e anche un rapido metodo per concorrenti.
Questa miniencicòlopedia, Sallustio la racchiude, con sintesi giornalistica, in 140 pagine. Le altre 90 pagine le dedica, invece, alle “filastrocche e ninne nanna”. L'editrice Schena, ha completato il libro con un CD che contiene appunto le 34 canzoncine per i bambini.
f.l.
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L’antidoto al bullismo
L’ORCHESTRA SCOLASTICA
Sessanta alunni della “Bianco” hanno eseguito musiche d’autore in piazza Ciaia - Consensi per l’iniziativa e per la qualità dell’esibizione.
Scrivo di getto, sono più abituata a stendere procedimenti amministrativi, a tradurre in atti indirizzi politici ed a redigere burocratici verbali che non a descrivere emozioni, più che altro gustate in silenzio nell'attimo in cui mi pervadono, ma la grande suggestione vissuta nella nostra piazza, un po' di sere fa, merita di essere esternata, perché ha accomunato molti di noi.
Grazie agli alunni della Scuola Media “Giacinto Bianco” che frequentano le sezioni musicali, il 18 giugno scorso, Piazza Ignazio Ciaia, dalle ore 21,00 ha dimenticato, per qualche ora, di essere luogo deputato a ricomporre e definire privati e pubblici affanni, per trasformarsi in naturale auditorium sulla cui volta presenziava, solenne e maestosa, l'unica autorità: la luna, grata anche dei versi a lei dedicati dal nostro illustre concittadino durante la prigionia napoletana.
L'orchestra, composta da sessanta elementi delle sezioni B, C e D, ha eseguito il seguente programma:
Orchestra delle 2^ classi – corsi B-C-D
B. Kaempfert: Strangers in the nigt; G. Gerswin: Summertime; C. Velasquez: Besame mucho; D. Modugno: Nel blu dipinto di blu;
Orchestra delle 3^ classi –corsi B-D
N. Piovani: “La vita è bella”; L.v. Beethoven: “Inno alla gioia” dalla Sinfonia IX; B. Bacharach: “Medley”; E. Morricone: “Medley” L. Bernstein: dal Musical “West Side Story” - I feel pretty – Somewhere – America - Tonight - A. Piazzola “Libertango”.
I ragazzi, diretti dai loro professori, hanno colpito per professionalità e compostezza, requisiti che vanno a maggior ragione riconosciuti, perché non sono stati appresi in un conservatorio musicale, ma presso una scuola pubblica, dove, durante l'anno scolastico, viene svolto l'intero programma di formazione ministeriale.
Ho riflettuto sulla piaga del bullismo, a cui i fatti di cronaca ci hanno abituati, a quanto sia lontana da questi ragazzi, a quanto sia ascrivibile alle responsabilità di noi adulti, a quanto dipenda dai messaggi, dalle prospettive, dai significati che il nostro “buon senso” è capace di offrire, a cosa decidiamo di farne di loro.
Ho ripensato al valore della scuola, alla sua dimensione liberale e democratica, in cui le differenze di ciascuno si pongono come preziosa opportunità di crescita culturale per tutti e non come presunta minaccia all'identità personale, così com' è per la musica, in cui la pluralità di note e di strumenti si dispiega in una sola, originale armonia.
Mi chiedo perché, diversamente da quanto sia scontato per i miei figli, a molti altri figli di diversa provenienza, debba essere tolta la possibilità di volare sulle pagine di uno spartito per raggiungere livelli di dignità umana, rinfrancandosi da condizioni di povertà e, spesso, di schiavitù.
Ci si augura che almeno la scuola, al suo interno, conservi la necessaria lucidità per non abdicare al suo essenziale compito di integrazione sociale, nel rispetto della molteplicità delle culture, mantenendo un orientamento divergente rispetto alle attuali impostazioni.
Prima di salutarci, gli alunni della scuola secondaria di 1° grado “Giacinto Bianco” hanno eseguito l'inno di Mameli che tutti, mettendoci in piedi, abbiamo cantato con emozione, in nome dell'unità nazionale e della solidarietà di popolo, sotto lo sguardo pieno e compiaciuto della luna.
Angela Carparelli
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Il “Bignami” del Musical Made in Fasano
ECCO BROADWAY
Lo spettacolo andato in scena al Kennedy il 12 giugno è la dimostrazione dell'alta professionalità raggiunta dalla Glitter scuola di formazione per lo spettacolo
Ci aspettavamo una prova di alta professionalità, e così è stato.
Lo spettacolo “Ecco Brodway”, rappresentato al Kennedy il 12 giugno, è la sintesi dell'attività teatrale svolta negli anni scorsi dall'associazione Glitter, una sorta di “Bignami del musical made in Fasano”. Sono stati, quindi, riproposti, i passaggi più significativi degli spettacoli A chorus line; Mary Poppino; Sette spose per sette fratelli; Cats; Singin' in the rain.
E' stata l'occasione per presentare alla città i nuovi allievi della scuola accanto agli attori e ballerini già scafati. La Glitter ha avuto riconoscimenti prestigiosi ed è riconosciuta come scuola di formazione per lo spettacolo. Insomma qualcosa che fa inorgoglire i fasanesi, considerato che gran parte delle professionalità emerse sono nate a Fasano. Un'attività, quella della Glitter, che sa volare alto. Teresa Cecere, l'anima dell'associazione, ha saputo circondarsi nel tempo di professionisti che hanno saputo dare l'imput più opportuno. Fra i maestri collaboratori ci piace menzionare Ciro Greco che, con la sua comprovata esperienza nei più accreditati teatri, ha saputo dare un contributo significativo nell'innalzamento del tasso di professionalità per i giovani allievi cantanti.
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fasanesi doc
ALUCCIO
Il dialetto fasanese ha il raro pregio di cambiarti un bel nome di battesimo in un suono vezzeggiativo, decisamente affettuoso ma radicalmente lontano della sua etimologia, per cui Francesco diventa Ciccio, Girolamo Cimonetto, Domenico, Minguccio, Apollonia Bellonia, Comasia Sisina, e via storpiando. Uno che si chiama Italo Abele, come può suonare in dialetto? Facile: Aluccio. E a Fasano di Aluccio ce n'è uno. O almeno uno, è quello noto. E' Italo Abele Gentile, avvocato, con studio legale in via Piave, adiacente la bottega di Ciccio il calzolaio. Vicinanza che ha avuto la sua rilevanza quando l'avvocato doveva documentarsi in gran fretta per presentare interrogazioni in Consiglio comunale: Ciccio diventava la sua fonte di informazioni. Gli bastava un pettegolezzo, un episodio, una mezza lagnanza, un accenno di protesta, un fatterello raccontato alla buona dal fedele artigiano e il consigliere-avvocato aveva di che tuonare dai banchi dell'opposizione, oppure in piazza in seguitissimi pubblici comizi. La sua è stata una opposizione sanguigna, che mandava in bestia soprattutto il sindaco Sandrino Rubino, il quale, sotto sotto, stimava il nostro avvocato, conoscendolo incapace di cattiverie e di dietrologie. Ad Aluccio, piaceva incarnare la figura del cavaliere senza macchia e senza paura con un certo populismo plateale. Un po' sopra le righe, con esuberanza e clamore. Anche la voce stentorea fa pendant col fisico possente da perfetto tribuno delle plebe. Politicamente è stato un cane sciolto, tendente all'anarchico per quella insofferenza congenita a sopportare imposizioni volute da disciplina di partito o altre forme di controllo che ingabbiano, di fatto, la libertà del pensiero e dell'azione.
All'occhio di un osservatore superficiale, Aluccio potrebbe apparire un cinico demagogo; a conoscerlo bene, se ne apprezza, invece, la delicata sensibilità.
Non a caso scrive versi di buona fattura che riecheggiano reminiscenze di formazione classica e, in particolare, la compostezza riscontrabile negli Giambi ed Epigrammi di Callimaco di Cirene.
Ha pubblicato un libro di poesie. Sono pure suoi, i versi apposti sotto il monumento a Ignazio Ciaia, nell'androne del Palazzo di Città, realizzato dallo scultore Maurogiovanni. E a proposito di produzioni letterarie, ha scritto anche un libro di narrativa, édito da Falcolini, dal titolo “Sulle ali dei ricordi”. In 190 pagine snocciola racconti, personaggi, fatti di vita “vera e vissuta”. Manco a dirlo, il libro, stampato lo scorso dicembre, sta andando a ruba, proprio per quel pregio di Aluccio Gentile di saper scegliere momenti di intenso impatto popolare, facendosi così ammirare dalle persone più umili ma anche, segretamente, dai sofisticati intellettuali con la puzza sotto il naso.
Le altre grandi passioni di Italo Abele Gentile?
Il gentil sesso (che frequentava con assiduità e successo, certamente, quand'era scapolo); Fasano; la musica; gli animali. Cavalca superbamente e sa accudire i cani. Anche tra costoro, gode di meritato credito: non a caso quando si fa la passeggiata a cavallo in viale Toledo, lo segue, con gran caciara, un nutritissimo stuolo di cani scodinzolanti.
f. l.
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Piccoli podisti crescono. Un saluto alla redazione del Menante, da Mimmo e dal piccolo Roberto dalla maratona di Treviso.

Angela saluta la sua sorellina Roberta, nata l’8-07-2008,
insieme al papà Donato e a mamma Vita.
     
Filippo, sei lagioia più grande che la vita potesse regalarci. Ben arrivato da mamma Luigia e papà Sandro.
Filo per filo; la trama in funzione dell’ordito; l’ordito, ragione della trama, e come uno senza l’altra non riesce a formare il tessuto, così l’altra dal primo ha la forza e il sostegno. Così è il matrimonio così soltanto per poter ottenere un valido risultato che sia premio a se stesso e frutto di bene. Filo per filo, intrecciati in Dio uno con l’altra senza soluzione di continuo, mai, fino all’eternità. Auguri ad Achille e Giuliana.
     
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  PALLAMANO
Nella Nazionale universitari
FASANESI MONDIALI
L’attività sportiva nelle elementari del terzo circolo didattico
Prosegue l'avventura mondiale per gli universitari italiani e quindi per i fasanesi Rubino, Fanizza, Sirsi e Masia. Ieri sera la selezione italiana ha superato per 25 a 23 la Repubblica Ceca al termine di un match altamente equilibrato e spettacolare.
Ottime le prove di Sirsi, Fanizza e Rubino, protagonisti della vittoria dell'Italia che cosi' chiude la prima fase al primo posto del girone A e domani dovrà vedersela con la Bielorussia in un quarto di finale che si preannuncia molto incerto ed equilibrato. Non è stato della partita Francesco Masia che ha subito un grave infortunio nella gara precedente contro l'Australia; per l'atleta sardo, ieri sottoposto a RMN, ci sono forti sospetti di lesione dei legamenti collaterali e crociati anteriori; ad ore prevista la diagnosi definitiva.
Intanto, sono tornati da Misano Adriatico i ragazzi che hanno partecipato alla fase finale del Festival della Pallamano, categoria esordienti.
I fasanesi erano stati inseriti nel girone A insieme a Pontinia, Cologne e Bordighera; con 2 vittorie ed 1 sconfitta (contro Pontinia) i biancoazzurri sono passati alle semifinali 5-8° posto dove hanno battuto nettamente il Grosseto per poi vincere la finale 5-6° posto contro i trentini del Pressano. Il torneo è stato vinto dal Pontinia che ha battuto in finale il Trieste. Bilancio, dunque, molto positivo per i ragazzini di Pranjic che, seppur in formazione rimaneggiata, hanno sciorinato una pallamano di buon livello frutto di un apprezzabile gioco corale e di alcune notevoli individualità.
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SOCIETÀ SPORTIVE IN CRISI
Il primo scorcio dell'estate è destinato a programmare l'attività sportiva per il nuovo anno. Piani economici, ricerca di sponsor, acquisti di atleti e di allenatori, preparazione di ritiri. Ogni anno questo periodo diviene sempre più problematico per i nostri dirigenti. Futuro più cupo, meno soldi a disposizione. Si cercano agganci politici, aiuti e ci si prostra al potente di turno. In più Fasano soffre di una cronica mancanza di strutture.
Solo il calcio dispone di stadi all'altezza delle compagini cittadine. Carlo Sgarbi è costretto ad emigrare o a far salti da acrobata pur di coprire le perdite di bilancio. La società di pallamano è ospite di una struttura inidonea per una massima serie. E i fondi non sono sufficienti per coprire le spese di una società ambiziosa come quella fasanese. Il basket combatte per potersi allenare nella stessa struttura nella quale deve disputare le partite ufficiali. Atletica e ciclismo cercano contributi per potenziare l'attività. Il nuoto? Si investe per completare una piscina (eppure esiste già una valida struttura seppur privata) e non si trovano fondi per un palazzetto, indispensabile per una cittadina di quarantamila abitanti. Venti anni fa si sognava il palazzetto di Vignamarina…speriamo che nei prossimi vent'anni ce lo costruiscano o altrimenti viva i privati. Una serie D di calcio, A d'elite di handball, serie B1 di volley, serie D di basket: e l'anno prossimo? Per chi vi scrive sarebbe un miracolo che le nostre compagini ripetano i risultati conseguiti nei campionati appena terminati. L'unico sport in trend positivo, così come accade in tutta la Puglia, è il calcio a 5. Per ora le due principali società fasanesi si fanno concorrenza…e mai come in questo caso la concorrenza è foriera di risultati. Fin quando gli sponsor asseconderanno queste ambizioni?
Purtroppo la situazione economica fasanese non consente il reperimento di sponsorizzazioni “robuste” che possano far vivere tranquillamente le nostre associazioni sportive. Un piccolo consiglio: lavoriamo seriamente sui settori giovanili. E da anni che non si fa, pur sbandierando ai quattro venti di fare attività con i piccoli atleti.
Qualità nei settori giovanili e pazienza, solo così si investe e si abbattono le spese: che vantaggio aver in prima squadra tanti atleti locali. Ricordate la pallamano di qualche anno fa, imbottita di fasanesi? E gli allenatori responsabili di quel piccolo miracolo, pur fasanesi, oggi non allenano a Fasano. Forse c'è qualcosa che non va o, come al solito, siamo artefici dei nostri stessi problemi.
Gianluca Monopoli
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La Salette per Nassyria
IL TORNEO DELLE FORZE ARMATE
E' da qualche anno che presso il campo da calcio a 5 della “Salette”, al parco giochi Don Cosimo De Carolis, si organizza il torneo delle forze armate. In onore dei caduti di Nassyria, dei militari e civili vittime di un attacco terroristico e da alcuni già dimenticati, il maresciallo dei Vigili del Fuoco Franco Rosato e i suoi collaboratori mettono in moto carabinieri, poliziotti, finanzieri, esercito, aeronautica, vigili del fuoco, vigili urbani e rappresentative di enti pubblici. Frenesia per formare le rose, nessuno vuole essere escluso. Si gioca anche per commemorare chi è morto per l'Italia, commemorato da chi lavora per l'Italia. Nulla di eccezionale, potreste obiettare! Tra i tanti tornei di calcio a 5 della nostra cittadina ci trova spazio anche questo. La particolarità è che il torneo è tra i pochi senza fini di lucro. L'intero ricavato viene utilizzato per la manutenzione e la miglioria del parco giochi a disposizione dei ragazzi del quartiere. Franco e il suo team, con in testa Salvatore Della Neve, sono giornalmente presenti nella struttura a disposizione dei tanti ragazzi che cercano spazi per giocare. Volontariato puro. Anche per il torneo si sono rimboccati le maniche: arbitri, regolamenti, i tanti “picci” che i giocatori in campo hanno…spesso dimenticando a chi il torneo è dedicato. E il top del torneo arriva al momento della premiazione: i familiari delle vittime consegnano le coppe agli atleti in divisa. Fasano, anche se solo con un torneo, ricorda i nostri eroi. Per chi vi scrive, comunque, la formula del torneo, meno “pomposa” di una targa o di un monumento, è il modo migliore di ricordare chi non c'è più. Lo sport che aggrega, così come voleva aggregare chi in Iraq era andato in divisa ed era amato dalla gente. Italiani brava gente! Chiacchierando con Franco, da anni ormai, ogni fine torneo ascolto lo stesso sfogo. Chi me lo fa fare, sono stanco. In realtà Franco e i suoi amici organizzatori annualmente sono messi in difficoltà da qualche atleta in stellette…poco sportivo. Non volendo alterare lo spirito del torneo si evitano liti, si cerca di riappacificare. Ma il torneo è dedicato a chi ha perso la vita rappresentando l'Italia, la stessa Italia che i giovani partecipanti rappresentano giornalmente.
Franco desiste e continua, aiutato anche da Peppino De Leonardis, il macellaio che per la Salette è sempre pronto a far volontariato. La sua salsiccia allieta puntualmente gli spettatori delle finali. Chi ha vinto quest'anno? In realtà non interessa, l'importante è giocare, fare sport insieme e ricordare chi non c'è più. Proviamo a chiedere ai più giovani (ma non solo) quanti italiani sono morti a Nassyria…sembra un secolo fa, la memoria è annebbiata. Ecco perché Franco e i suoi amici devono continuare ad onorare i nostri caduti.
G. M.
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  CALCIO
Spodestato D’Amico
FASANO NEL PALLONE
Quale squadra fa il Presidente? Ci vorrebbe un Cristiano Ronaldo per (ri)animare la piazza. Acquistiamo una punta da venti gol e vinciamo il campionato. Nella normalità di una calda estate ecco cosa sognerebbe o penserebbe un comune tifoso. Ma noi siamo fasanesi e ci piace soffrire, farci del male, andare controcorrente. E allora il tifoso da sognante diviene titubante e confuso. Il paese delle contraddizioni. I tifosi, sempre legati al mitico Faso, per il quale sborsano quattrini pur di seguirlo in trasferta, che si dividono in fazioni diverse, che sperano e sognano, oggi sono delusi e rassegnati. Perché tifiamo per una squadra che ci prende in giro? Perché tanto mistero? Ci avevano presentato una persona preparata e ottimo dirigente, D'Amico, come il “Salvatore della Patria”. Dopo pochi mesi è stato miseramente mandato via. Ma perché questo dietro-front? E i programmi? Si sbandierava un primo anno di transizione e un secondo anno da protagonisti. Per ora se ci salviamo è un'impresa. Attenzione, la nostra non è una disquisizione tecnica, è solo un riportarvi gli umori della piazza. E un buon presidente-sindaco dovrebbe prenderne atto. Tanti di questi tifosi intervistati sono ultras di Lello. Eppure sconforto, confusione e un pizzico di rabbia li assalgono. Questa volta Lello non convince come Presidente. Si è in attesa di un colpo ad effetto ma la gente si chiede come mai l'amato (per tanti) o odiato (per pochi) Presidente ha fatto fuori una persona tanto stimata. E se si fosse fatto fuori da solo (?) come mai non le ha richiamate. Mistero. E dove troverà il tempo per fare il Presidente tra i mille impegni istituzionali e lavorativi? Mistero. Ciò che ci dispiace osservare è la confusione e la delusione del tifoso fasanese. E in estate, stagione di sogni per ogni tifoso doc, questo è davvero preoccupante. Per chi, comunque, seguirà sempre i biancazzurri, servirebbe un premio: almeno chiarezza e programmazione. Per ora solo misteri.
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