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| ANNO
V - NUM. 7 - IN EDICOLA MAR 15 LUG 2008 |
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| CARMELINA |
MA DOVE TI PRESENTI !
Ti vedo bella e abbronzata, Dio ti benedica!
“Figurati, è il sole di una sola giornata di spiaggia.
Questo è tutto. E me ne sono pure pentita”.
Ma com'è che ti lamenti sempre?
“Che abbiamo speso un sacco di soldi per lo sfizio di una giornata
al mare”
E dove sei andata sul Mar Rosso?
“Proprio così ha detto mio figlio, lo studente, che con
quei soldi sarei potuto andare sul quel mare là, in aeroplano,
in un albergo di lusso”.
Ma si può sapere quanto hai speso?
“Centotrenta eurazzi. Mio marito andava pazzo domenica scorsa:
siccome era l'anniversario del nostro matrimonio ha voluto fare il grande
uomo di mondo. Ha detto oggi festeggiamo noi due come se fossimo in
viaggio di nozze”
E dove ti ha portato?
“ A Torre Canne, dove credi che mi ha portato. Però siamo
andati a un lido di quelli di lusso, e tra posteggio, noleggio delle
sdraio e degli ombrelloni, cabina, pranzo, e altre minchiarlitudini
che se ne poteva fare a meno, a fine giornata, a chiusura dei conti
se ne è andata quella sorta di cifra che ancora mi piange il
cuore”.
Non è poi tanto esagerato. Dipende pure da quello che
hai ordinato a pranzo!
“Se è per questo mio marito non si è fatto mancare
nulla, dall'antipasto di ricci, al primo allo scoglio, al dentice sotto
sale, alla fantasia di frutta di stagione, al caffè, al limoncello
e all'anima di chi lo ha creato”:
Ma soltanto lui?
“No. Pure io”
E allora che vai trovando? Non avete pagato nulla.
“Per uno che fuma, ma per noi è una cifra”.
Vabbuò, da queste parti non esistono prezzi inferiori.
O meglio, puoi pure spendere poco, ma devi limitare le pretese. Non
potevate andare a mangiare, per esempio, alla Forcatella?
“Che secondo te, vai regalato. Magari paghi pure di più
perché si tratta di un borgo marinaro, rustico e caratteristico.
Ha ragione mio figlio, meglio andare all'estero. Se uno sa muoversi
su internet, dice sempre mio figlio, trova occasioni in villaggi turistici
sparsi nel mondo e, con una spesa sopportabile, ti fai una vacanza di
una settimana intera”.
Non ti innamorare di quelle offerte, che quello che non paghi
in tariffa lo esborsi in spese extra. E non sai mai come ti viene. Come
un niente ti prendi una infezione, perché l'acqua non è
come la nostra, l'igiene è alla, inshallah, come Dio vuole, e
non sei manco tanto sicuro che torni sano e salvo. Io, personalmente,
diffido, dei prezzi molto economici. Anche se la spiegazione c'è:
in quei posti esotici il personale costa poco e niente.
“Non ti prendere fastidio a spiegarmi la politica dei prezzi.
Tanto io all'estero non ci andrò mai, anche perché ho
paura dell'aereo. Il sole me lo prendo sulla terrazza di casa e il bagno
me lo vado a fare alla Case Bianche a settembre, quando è finito
l'affollamento dei turisti”
Non c'è bisogno di aspettare settembre per andare alle
Case Bianche, ci puoi andare pure adesso. C'è l'accesso libero.
“A me hanno detto che si paga”
Per chi vuol pagare, per chi vuole essere servito e usufruire
dei servizi.
“Si, ma io non mi presento fra quella gente di lusso, che è
elegante, strafirmata, strapalestrata. No, no. Io mi metto a soggezione”
Ancora con questa mentalità. Siamo tutti uguali. Certo
non ti devi presentare con il tegame di melanzane ripiene e il melone
sotto il braccio!
“E quando mai, noi di Fasano abbiamo fatto quelle figure. Mica
scendiamo dai monti di adalto”
Carmelì, non ti inquartare. E' chiaro che tu sai stare
tra le gente, e proprio per questo hai tutti i diritti di questo mondo
per continuare a frequentare le Case Bianche. La differenza non è
tra ricchi e poveri, ma tra chi si comporta civilmente e chi abusa dei
diritti.
“Che proprio quello è il punto che brucia. I maleducati
si credono educati e pretendono l'impossibile, guastando la piazza e
uccidendo il turismo”.
Franco Lisi
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La tragedia negli occhi
“MI SONO GIRATO E HO VISTO IL MACELLO”
Il racconto di due occupanti il pullman
scontratosi col camion sulla Fasano-Taranto: la macchina dei soccorsi
scattata immediatamente, ha evitato peggiori conseguenze.
Mentre stiamo andando in stampa, apprendiamo
che il numero delle vittime è salito a cinque. Nell’ospedale
di Brindisi è deceduto Giovanni Vinci, 82 anni.
 A
quattro giorni dal terribile incidente capitato sulla strada per la
Selva, raccogliamo la testimonianza di due signori che, a bordo del
pullman che rientrava ad Alberobello dopo una mattinata trascorsa alle
Terme di Torre Canne, sono scampati alla tragedia.
A tutela delle esigenze manifestate dagli interessati e su loro richiesta,
omettiamo i dati personali.
· A Coreggia, nei pressi della sua abitazione, abbiamo incontrato
il nostro primo interlocutore sul cui volto erano ancora evidenti i
segni di quella giornata maledetta.
Sono passati quattro giorni da quel terribile incidente. Ci
può descrivere cosa ricorda di quel momento?
Come ho già raccontato, viaggiavamo con le tendine chiuse per
via del sole e abbiamo sentito una botta e subito dopo vetri in faccia.
Non ho visto né il camion, né altro. Quando siamo riusciti
a scendere, allora ho visto il camion. Ho aiutato i feriti più
gravi, siamo arrivati in ospedale, ci hanno curati e siamo tornati a
casa.
In quanti eravate su quel pullman?
Penso quarantacinque, quarantasei persone.
Che posto del pullman occupava?
Io e mia moglie eravamo seduti quasi a metà del pullman. Quando
sono arrivati i soccorsi
noi eravamo già scesi dal pullman. Avevo rotto i vetri col martello,
avvertivo un fruscio come di una sostanza gassosa, anche se non riuscivo
esattamente a definirlo. Dopo un po' si è aperta la porta e uno
ad uno siamo riusciti a scendere.
Qual era la porta che si è aperta?
Quella centrale della fiancata destra.
Quando si è reso conto della gravità dell'accaduto?
Quando ho cominciato a vedere l'elicottero, i pompieri e ho visto che
sulle barelle cominciavano a partire i feriti.
Avevate percorso altre volte quella strada con il pullman?
Sì, avevamo già percorso quella strada la settimana scorsa
e parte di questa.
Dovevamo fare dodici giorni di cure termali; ne mancavano ancora solo
due.
Sempre a Coreggia, fortemente provato dall'accaduto, abbiamo
incontrato il nostro secondo interlocutore
Cosa ricorda di quel tragico momento?
Ricordo soltanto che arrivava un camion, che ci veniva incontro; l'autista
ha cercato di sterzare per evitarlo, non ce l'ha fatta. Non so se era
lui a venire contro di noi, oppure noi ad andare contro di lui, non
mi sono reso conto. La strada è stretta, tutto sommato.
Lei dov'era seduto?
Ero seduto proprio affianco all'autista.
Quindi si è reso subito conto di quello che stava accadendo?
Quando mi sono girato dietro, ho visto un macello: chi gridava, chi
piangeva.
Ho capito subito che si trattava di una cosa grave.
Ricorda dopo quanto tempo sono arrivati i soccorsi?
Circa dopo dieci minuti. Sono stati molto bravi e hanno fatto il proprio
dovere.
Come siete riusciti a venire fuori dal mezzo?
Abbiamo buttato giù il parabrezza perché si era sgretolato
e noi siamo scesi da lì.
Poi, per fortuna, si è aperta la porta centrale del pullman e
da lì è uscita la maggior parte dei passeggeri.
Gli altri li abbiamo tirati fuori uno alla volta perché erano
incastrati.
Nel frattempo sono arrivati i Vigili del fuoco che hanno tagliato pezzi
ed hanno fatto il resto.
La cosa più importante per lei adesso qual è?
Sapere che almeno si salvino gli altri due che stanno male. Cercare
di dimenticare e andare avanti, però è molto, molto dura.
a. c. |
Intervista al Presidente del Comitato
della festa patronale
GUERRA ALLE PARROCCHIE
Le perplessità della vigilia
si sono dissolte in un successo di pubblico. I festeggiamenti per la
protettrice erano stati messi in forse dalla tiepida partecipazione
dei cittadini alla questua e per il mancato contributo economico del
Comune, le cui note ristrettezze di bilancio imponevano tagli drastici.
Ma, non realizzare quest'anno la Festa della Madonna, avrebbe pregiudicato
la stessa tradizione che sarebbe stato difficile riprendere dopo una
interruzione. Da qui il moltiplicato impegno degli organizzatori che,
nonostante le oggettive difficoltà, hanno saputo onorare anche
l'edizione del 2008, concludendola alla grande con la manifestazione
del lunedì sera; spettacolo offerto da un privato, la famiglia
Ghirelli (Fabio, Elena, Vittorio ed Edolo) che pur vivendo a Roma non
ha dimenticato il suo paese.
Con il Presidente del Comitato della festa patronale, abbiamo fatto
il punto della situazione, spaziando sui gusti che cambiano e su una
realtà cittadina in cerca di una sua identità.
Prima
Commissario e poi Presidente, Oronzo Pezzolla, dal 2005 è responsabile,
unitamente al Priore don Sandro Ramirez, del Comitato della festa patronale.
Oronzo Pezzolla, 54 anni, imprenditore, sposato, due figli, noto personaggio
sportivo dell'automobilismo (circa 400 gare e vincitore assoluto della
40^ Fasano-Selva, nel 1997), è uno degli otto componenti del
Comitato Esecutivo del Csai in seno al quale è anche ispettore
per la sicurezza.
La festa patronale ha rischiato di saltare; per quale motivo:
crisi economica o disaffezione ?
“ Io direi che tutte e due queste indicazioni hanno un ruolo determinante.
La crisi economica è strettamente legata a una smodata ed esagerata
richiesta da parte di tutte le altre situazioni (mi riferisco in particolare
alle feste parrocchiali) che in maniera assai irregolare questuano nel
territorio, come se se fosse una seconda, una terza, una quarta, una
quinta festa patronale, quando c'è un regolamento episcopale,
in particolare l'art. 6, che dice chiaramente che l'unica festa legittimata
alla questua su tutto il territorio comunale è la festa patronale
proprio perché riveste una importanza primaria”.
Quanto costa una festa patronale in linea di massima?
“In linea di massima intorno ai centomila euro”.
E quanto si raccoglie dalla questua popolare?
“La questua rappresenta il quaranta per cento dei costi. L'anno
scorso abbiamo raccolto trentacinquemila euro; quest'anno molto meno.
Le altre risorse erano costituite dalle contribuzioni del Comune (15.000
euro l'anno scorso; niente quest'anno) e da quello che recuperavo, di
volta in volta attraverso gli amici”.
Ovvero da sponsor?
“Ho voluto tenere fuori l'aspetto commerciale, tanto è
vero che sulla pubblicazione-brochure che, come Comitato, curiamo ogni
anno, non compare alcuna inserzione pubblicitaria. Neppure della mia
azienda, nonostante io sia il maggiore sponsor dell'operazione. Proprio
perché si tratta di un evento religioso e, pertanto, non volevo
inquinarne l'imagine”.
Si deduce che gran parte delle risorse economiche è strettamente
connessa al prestigio di chi presiede il Comitato!
“Indubbiamente. La prova provata è aver recuperato quest'anno,
ancora in maniera più importante, la figura di Fabio Ghirelli
che ha sponsorizzato il tutto (tranne i service e alcuni aspetti logistici)
per la manifestazione spettacolare dell'ultima sera dei festeggiamenti”.
Chi lo ha contattato Ghirelli?
“Ghirelli è un mio amico fraterno e, perciò, l'ho
coinvolto”.
Non è stata, quindi, un'operazione comunale?
“Anche l'anno scorso Fabio ha contribuito in maniera significativa
con diecimila euro, e anche negli anni precedenti è intervenuto
in misura assai concreta. E' stato sempre una persona molto sensibile
al rispetto di questo nostro momento della tradizione. E gli sono molto
grato perché quest'anno, con lo spettacolo che ci ha omaggiato,
mi ha permesso di fare un figurone. Aggiungerei che quest'anno il contributo,
probabilmente, è stato ancora maggiore perché c'è
stata anche la richiesta del comune, del sindaco Lello Di Bari. Devo
pure aggiungere che Fabio Ghirelli è stato sempre disponibile
per la festa patronale e, lo posso assicurare, in maniera disinteressata,
per sentito amore per Fasano”
Questa città sta cambiando rispetto alle tradizioni?
In che direzione? C'è disinteresse dei giovani?
“Il ruolo del presidente del Comitato mi impone di analizzare
vari aspetti della società e in particolare i gusti della gente
rispetto anche agli spettacoli. Ovviamente non si possono coinvolgere
i giovani se la festa rimane ancorata al vecchio cliché. Certo,
la tradizione è la nervatura centrale ed essenziale. Non si può
prescindere dalle luminarie e dai concerti bandistici, ma attorno a
questi momenti di antica tradizione, che rigorosamente e gelosamente
va conservata, vanno creati anche altri eventi integrativi che, soprattutto,
coinvolgano le nuove generazioni. L'esperimento di quest'anno con lo
spettacolo di Amici ha confermato la bontà di una linea che sappia
coniugare tradizione e attualità”
L'anno venturo ci potrà essere il pieno recupero dell'aspetto
economico della festa?
“Francamente me ne sono occupato già da quest'anno. Ho
dato un segnale, anche attraverso i giornali perché ero molto
preoccupato e dispiaciuto di come si muovono i comitati parrocchiali
nel territorio. Io non voglio fare il presidente a vita. Ho rappresentato
la persona che ha risolto il problema di emergenza, e colgo l'occasione
per ringraziare l'arciprete don Sandro Ramirez e il sindaco Lello Di
Bari per la fiducia accordatami. Non mi interessa svolgere il ruolo
di presidente, sebbene io abbia accettato di buon grado in quanto sono
molto legato ai valori della tradizione fasanese. Quando ho intravisto
il pericolo, il rischio che la festa non si sarebbe fatta, o per ragioni
economiche o per ragioni di disaffezione, o anche per ragioni politiche,
io ho preso in mano la situazione e ho detto a don Sandro di andare
avanti per non creare pericolose interruzioni”.
Il Comitato della festa patronale ha subito condiviso?
“In pratica io non dispongo di un vero e proprio Comitato perché
la mia figura l'ho considerata sempre provvisoria. In un certo qual
modo, commissariale. Nel convincimento che l'anno successivo si sarebbe
formato un vero e proprio Comitato che non vedesse più me come
protagonista, avendo io altro da fare. La mia idea, che ho pure esplicitato
all'arciprete, è quella di coinvolgere tutti i presidenti delle
parrocchie e congreghe per formare un unico organismo autorevole e coeso”.
Ha trovato accoglimento questa sua proposta?
“Assolutamente no. Assolutamente no”.
Come mai?
“Perché, capisco, ognuno ha interesse a coltivare il suo
orticello e a farsi la propria festa di parrocchia. Allora se questa
situazione deve permanere, io, ahimè, sono costretto a puntualizzare.
Sono pronto a interessare, al limite, anche le forze dell'ordine. Perché,
dico, non è possibile. Il mio compito è quello di tutelare
la festa cardine. Se io vedo che le feste parrocchiali rappresentano
una minaccia seria per la festa patronale, io devo puntualizzare che
loro devono questuare soltanto nella loro zona di appartenenza. Si comprende
bene che se una parrocchia deve questuare soltanto nella propria area,
non potrà più raccogliere importi che sono molto simili
alla nostra raccolta, e quindi è costretto a dimensionare la
propria festa. Ecco qui che la festa patronale riprende di nuovo la
propria egemonia e diventa la festa intorno alla quale il paese si raccoglie
per pregare. Perché il Santo Patrono è uno”.
Per la verità a Fasano di Patroni ne abbiamo sette, compreso
San Crescentone!
“Intendo dire che la festa patronale è una. Che poi altre
feste abbiano ragion d'essere, non sono contrario. Devono però
avere dimensioni contenute, altrimenti si crea, come si è creato,
una concorrenza sleale tra le feste parrocchiali e quella patronale.
Questo è il vero problema: questa smisurata smodata concorrenza
sleale delle parrocchie. Come se ci fosse bisogno di questa gara, quando
invece tutte le parrocchie devono concorrere a far più grande,
bella e importante la festa patronale”.
Si può leggere questo fenomeno come conseguenza della
mentalità individualistica fasanese?
“Si questo è vero. C'è un esasperato individualismo
nel voler dimostrare di essere migliori degli altri e quindi nel volersi
superare a vicenda. Ma tutto questo va a scapito del progetto principale
che, si badi bene, è voluto da tutti. Anche dai giovani, i quali
sembrano disinteressati, ma se poi vengono coinvolti rispondono sorprendentemente
come è accaduto quest'anno.
Nei giovani poi c'è un interesse velato, celato, nascosto, che
è proprio quello che voglio tirare fuori attraverso , per esempio,
l'intervento di gruppi fortemente interessati al mondo giovanile e di
renderli poi partecipi non solo dell'aspetto laico, ma anche di quello
religioso.
Per esempio, da quando sono presidente ho suggerito all'arciprete di
celebrare la messa in piazza. Idea condivisa da don Sandro, ma oggetto
di polemiche per molti concittadini. Il mio ragionamento era squisitamente
da imprenditore: nella chiesa matrice i posti a sede sono 600, più
altri 200 posti in piedi, quindi un contenitore per 800 persone che
stanno al chiuso col caldo di giugno; mentre in piazza vengono sistemate
1500 sedie, quindi una utenza raddoppiata che sta seduta, più
tutta la gente che sta nelle adiacenze e in un posto all'aperto, ventilato.
Dico, diventa un momento interessante. Il momento ecclesiastico è
il momento clou della festa patronale. E' quello in definitiva che va
privilegiato e, pertanto, ci deve essere il massimo coinvolgimento”.
Come sono i rapporti con il Comitato del “Giugno Fasanese”?
“A parte qualche piccolo screzio avvenuto negli anni scorsi, ma
dovuto più a incomprensioni che a motivi di dissenso sostanziale,
devo riconoscere che Lucio Legrottaglie e Margherita Latorre sono elementi
indispensabilissimi per la continuità e la buona riuscita dell'evento.
Se poi festa patronale e “Giugno Fasanese” viaggiano in
sincronia e sinergia, l'evento diventa una straordinaria unica realtà.
Mi auguro, e lo dico a chi mi succederà, che questo connubio
si solidifichi ulteriormente e gli si dia il massimo della visibilità
anche tramite le emittenti televisive nazionali con l'inserimento della
nostra festa in rubriche particolari. Qualche anno fa abbiamo sperimentato
la efficacia di una operazione del genere, grazie alla messa in onda,
nel programma di Cocuzza, di un servizio realizzato durante la esibizione
di Albano in piazza Ciaia, il lunedì della Festa della Madonna.
Se riusciamo ad avere visibilità nazionale, potremo recuperare
più facilmente risorse anche da altre fonti e, conseguentemente,
offrire garanzie che la festa possa essere fatta sempre, e meglio.
Mi sia consentito di rivolgere, tramite le colonne del Menante un grato
riconoscimento a chi mi ha offerto collaborazione: da don Sandro, Lello
Di Bari, Fabio Elena Vittorio ed Edolo Girelli, Laura De Mola, Carmelo
Argese, Bartolomeo Bellini, Aurelio Ciaiccia, Giuseppe Convertino, Raffaele
Ditoma, Manfredo Di Liberto, Modesto Grassi, Giovanni Iacovazzi, Nicola
Lacirignola, Mimino Laguardia, Saverio Laguardia, Paolo Lamberti, Pierino
Massari, Filomeno Murri, Mario Nardelli, Pinuccio Montillon, l'irriducibile
Michele Potone e Donato Sibilio per la quotidiana e generosa disponibilità
nell'opera più ingrata e faticosa della preparazione della festa,
“la questua”.
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Salasso di fondi al Sud
LA MANNA DELLA DESTRA
La politica berlusconiana decapita il
Meridione - Revocato anche il finanziamento del governo Prodi per salvare
Taranto, città inguaiata da Forza Italia & C.
Quando si squaglia la neve, gli stronzi vengono
a galla. Quello che si temeva si sta puntualmente verificando: il governo
Berlusconi ha già mostrato, con i suoi primi provvedimenti, il
proprio volto antimeridionalista. Fa senso l'indifferenza dei suoi adepti
locali, gli stessi che nel festeggiare la vittoria del centrodestra
alle elezioni politiche affermavano: “ai fasanesi piace prenderla
nel c…”. Ovviamente sapevano di aver incartato a livello
locale circa il 65% dei voti, un risultato che andava oltre le più
rosee previsioni. Oggi, all'incoscienza di quel momento, sommano il
sadismo, accettano senza commento alcuno ciò che Berlusconi,
Tremonti e Bossi stanno portando via e lo fanno usando lo stesso atteggiamento
adoperato quando, alcuni anni or sono, Fitto portò via (grazie
anche all'imperdonabile errore dell'avvocatura comunale) da Fasano venti
miliardi del vecchio conio destinati al completamento della rete fognaria.
In questi giorni, solo per parlare di alcuni provvedimenti, il governo
nazionale, mentre artatamente si fa teatro sulle intercettazioni telefoniche
più calde (per scoprire, magari, chi offre il suo lato b a chi)
sta togliendo alla Puglia dodici milioni di euro previsti per l'acquisto
di nuovi treni (e i tanti pendolari fasanesi sanno quanto bisogno c'è
di treni nuovi) e per interventi per la sicurezza stradale; sta riducendo
drasticamente il finanziamento sul credito d'imposta per le imprese.
Il governo nazionale, inoltre, sta tagliando circa ottomila posti di
lavoro nella scuola (docenti e personale Ata), ottocento circa solo
in provincia di Brindisi; sta prevedendo di trasferire quattrocento
milioni di euro del fondo sanitario nazionale. Ma per leggere in maniera
più chiara l'antimeridionalismo del governo nazionale in carica,
basta dare un'occhiata alla revoca del finanziamento (trentacinque milioni
di euro) stanziato dal governo Prodi a favore dell'organo straordinario
di liquidazione per i fattacci del comune Taranto, affossato per altro
dall’incoscienza scialacquona della destra.
La lista dei tagli a danno della Puglia non si esaurisce alle questioni
innanzi citate: è molto più lunga e riguarda i fondi per
la casa (quaranta milioni circa), i fondi per le aree svantaggiate (tre
miliardi circa). Tutti interventi che peseranno, e non poco, su una
comunità come quella fasanese, già martoriata dalle scelte
scellerate degli ultimi anni. In sei anni al comune di Fasano sono stati
prodotti oltre venti milioni di euro di debiti; oggi, infatti, i cittadini
stanno pagando l'addizionale irpef comunale, stanno subendo l'aumento
del quaranta per cento della tarsu e un'altra serie di balzelli, come
le tariffe sui servizi cimiteriali. È giunto il momento di fermare
questo gioco al massacro, gli amministratori locali hanno il dovere
di guardare con attenzione ai provvedimenti che il governo nazionale
sta sfornando a danno delle loro comunità e assumere gli atti
necessari per contrastarli.
Aldo Carbonaro
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Nell'Assemblea Nazionale il fasanese Nicola
Colonna
NENCINI SEGRETARIO DEI SOCIALISTI
Nell'Assemblea Nazionale il fasanese
Nicola Colonna
 Si
è svolto a Montecatini, dal 4 al 7 luglio, il 1° Congresso
del Partito Socialista ricostruito dalla Costituente. Tre le posizioni
iniziali: di Gianni De Michelis (possibilista per un rientro nell'area
di governo), di Pia Locatelli (per una linea più europeista e
per una federazione a Sinistra), di Riccardo Nencini ( per la valorizzazione
dei grandi temi della tradizione socialista). Quest'ultima tesi è
prevalsa nel corso del dibattito, e Riccardo Nencini, all'unanimità,
è stato eletto Segretario. E' stata pure votata l'Assemblea Nazionale,
composta da 250 componenti; 23 quelli spettanti alla Puglia; per la
provincia di Brindisi sono stati eletti Donato Baccaro di Cisternino
e Nicola Colonna di Fasano.
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Un libro su una piaga sociale
DI FABBRICA SI MUORE
Alessandro Langiu, registra, e Maurizio
Portaluri, oncologo, raccontano l’esperienze di chi subisce malattie
professionali.
Ancora un'interessante iniziativa culturale
a cura dell'associazione Terra e Libertà di Fasano, questa volta
insieme all'associazione Salute Pubblica. Nei locali del circolo, in
via Bianco 7, è stato presentato il libro “Di fabbrica
si muore” alla presenza dei due autori Alessandro Langiu e Maurizio
Portaluri. Il libro, come chiaramente evidenziato in copertina, narra
la storia come tante di Nicola Lovecchio morto di tumore al petrolchimico
di Manfredonia. Alessandro Langiu, autore, attore e regista teatrale,
impegnato in quella particolare forma d'arte che definiamo teatro sociale
era stato già ospite del circolo per una riuscitissima rappresentazione
teatrale sul tema dell'inquinamento causato a Taranto dall'industria
siderurgica. Maurizio Portaluri, oncologo, primario dell'ospedale Perrino
di Brindisi, ha riportato su carta la sua esperienza con una delle vittime
di quella piaga sociale che è la morte a causa di malattie professionali.
Nella platea, attenta e partecipe, purtroppo mancavano proprio i destinatari
del messaggio: gli operai.
Francesco Vergine |
Legge per il commercio
TRA MERITI E PRIVILEGI
Una recente modifica normativa regionale,
ispirata all’ideologia meritocratica, scontenta chi predilige
le vecchie comode e consolidate abitudini
L'Italia e la Puglia abbondano di finte rivoluzioni,
soprattutto quando la rivoluzione riguarda la meritocrazia: vali quanto
sei capace di lavorare meglio e più degli altri.
La “ideologia” del merito è un concetto sguainato
nei programmi elettorali e nei manifesti di partito, ma incapace di
espandersi nei testi delle leggi.
Di recente nella nostra regione ha visto la luce una legge di modifica
alla disciplina del commercio, che tenta di applicare, spizzichi e bocconi,
la “ideologia” del merito.
L'intento è fuori dubbio apprezzabile. Il commercio è
il settore in cui meglio si può spiegare il valore del lavorare
di più e meglio, il merito appunto, perché si indirizza
a soddisfare le esigenze di un soggetto che non ha lobby alle spalle:
il consumatore.
Fatta la legge ti aspetti che qualcuno insorga ricordando che la disciplina
approvata, sia pur apprezzabile, conserva ancora una quantità
insopportabile di limitazioni, in controtendenza con l'idea del merito
e della concorrenza.
Ma l'insurrezione auspicata non arriva, né dai partiti politici
di vecchio conio che si definiscono “liberali” (A.N. e F.I.)
né da quelli di nuovo conio (P.D.), che negli ultimi mesi hanno
prodotto rooseveltiani manifesti ed omelie per esaltare il new deal
meritocratico italiano.
Ed invece niente! Solo silenzio, che si rompe qualche settimana fa,
ma in maniera stupefacente al contrario.
Accade che il Sindaco di Bari abbia tuonato contro l'assessore regionale
del suo partito Frisullo, reo di aver allargato le possibilità
di apertura degli esercizi commerciali nelle città turistiche,
comprendendo tra queste la Città di Bari.
L'assessore Frisullo tiene giustamente duro ed il Sindaco di Bari emette
un'ordinanza che viola (detto dal TAR) la legge regionale appena approvata.
A questo punto ti aspetti la quiete. Ed invece no! Dal Palazzo di Città
di Bari si fa sapere che il nuovo fronte di discussione è l'eliminazione
di Bari dall'elenco delle città turistiche, così i negozianti
baresi potranno riposarsi, certi che altri colleghi più interessati
al lavoro e alla mobilità sociale non indulgano alla “mala”
tentazione di saltare il riposo. Di tanto ovviamente non sono immuni
i commercianti fasanesi, che da anni richiedono vitalità al centro
storico ma nel contempo spengono ogni luce non appena la giornata finisce,
e guai qualcuno manifesti la voglia di lavorare un tantino in più.
E' semplicemente pazzesco!
Si ozia nella discussione città turistiche si o no, a tutela
dell'aristocrazia commerciale, piuttosto che criticare la legge regionale
per l'introduzione di questa distinzione artificiosa, per di più
in una Regione che promuove l'attrattiva turistica dell'intero territorio
regionale, spendendo a tal fine milioni di ero.
Non sarebbe più semplice, meritocratico e favorevole ai diritti
dei consumatori, stabilire norme che propendano a suggerire all'esercente
commerciale che solo il suo lavoro sarà in grado di assicurargli
benessere e mobilità sociale? Non è più equo affermare
che lo Stato non interverrà mai a garantire e sedimentare il
reddito e il prestigio di chi è già arrivato, attraverso
norme che regolino l'andatura in basso o in alto della saracinesca?
Nei paesi anglosassoni in cui la “ideologia” del merito
e la fecondità della concorrenza sono patrimonio acquisito, questa
discussione non sarebbe mai nata o al limite avrebbe avuto spazio per
ragioni esattamente inverse.
Da noi purtroppo è così!
Scriviamo manifesti culturali ed elettorali a trazione meritocratica,
aderiamo ai nuovi partiti che si organizzano sulla base di tali tensioni,
partecipiamo a primarie, secondarie e terziarie gridando merito, concorrenza
e tutela dei consumatori, ma poi cadiamo nella trappola tesa dai privilegiati,
ammaliati dalle loro adulatrici parole in grado di rappresentarti un
mondo che non c'è, e dimenticandoci del mondo più vero
e numeroso: quello fatto da chi non parla con i politici perché
non è organizzato in lobby e spera che siano i politici a pronunciare
le loro parole.
Demofilo |
Zapatero e la laicità dello
Stato
LA POLITICA E LA RELIGIONE
Al congresso socialista spagnolo (Psoe)
è emersa la linea di togliere
i crocifissi dagli uffici pubblici - Basta con posizioni strumentalizzate
In età matura ho compreso il senso della
religione, ho smesso di esser un cattolico “a una orecchia”
(come gran parte degli italiani, Cristiani d'ufficio sin dalla nascita)
per diventare credente consapevole. Non sono bigotto, né mangiapreti.
Oggi, ho la netta percezione dei confini. Sono decisamente laico quando
mi occupo di lavoro; sono intimamente credente quando ho bisogno di
raccoglimento spirituale.
Non mi è stato facile, però, avere le idee chiare: un
lungo dibattito interno mi ha impegnato per una quarantina d'anni. Questo
a significare di quanto delicate e complesse siano le questioni dello
spirito.
Perciò mi sembra la cosa più naturale e più ovvia
di questo mondo quando Zapatero accentua la laicità dello Stato
anche con posizioni che possono sembrare estremiste, come il togliere
il crocifisso dagli uffici pubblici e l'abolizione dei funerali di Stato.
Non bisogna mischiare lana e seta, anche se il tessuto misto può
apparire affascinante.
La politica diventa più credibile se non v'è l'ingerenza
religiosa. Che senso ha, infatti, il comportamento di quei politici
che dopo aver seguito processioni e ascoltato solenni sante messe, se
ne vanno, poi, a donne allegre? La letteratura politica è piena
di questi puttanieri da acquasantiera. Anche un nostro coprovinciale,
lo scorso anno, ha onorato le cronache nazionali.
L'ipocrisia di questi personaggi distrugge la politica e annulla la
religione. Tra l'una e l'altra, tra politica e religione, non bisogna
barcamenarsi. Ma scindere scanzionando i tempi.
C'è il tempo della politica che deve appartenere alla laica libertà
dell'agire; c'è il tempo della religione che deve appartenere
soltanto alla libertà dello spirito.
Franco Lisi |
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LA ROBIN BLUFTAX |
Tremonti si vanta di aver licenziato la Finanziaria in solo nove minuti e mezzo. Certamente un record di decisionismo. Ma di concreto, nella tanto decantata manovra, c'è ben poco per le fasce deboli e tanto fumo negli occhi con abbondanti dosi di “economia creativa”. Alla Tremonti. Praticamente un bluff, un grande bluff, un bluftax. Pino Carrone |
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| nera, bianca & rosa |
BAGNINI IN AZIONE
Spiagge prese d'assalto e bagnini in azione. Lo scorso 29 giugno a rischiar
grosso sono stati due diciottenni e due bambini (di 7 e 8 anni ) che
si sono avventurati in mare incuranti dei rischi che correvano, nonostante
il mare fosse agitato da un poderoso vento di Grecale. In entrambi i
casi sono bastati pochi minuti per mettere in difficoltà i bagnanti.
La tragedia è stata evitata per la tempestività d'intervento
dei bagnini del lido “la Zanzara”, Daniel e David De Carolis,
i quali nel giro di un paio d'ore sono entrati in azione due volte,
salvando da sicuro annegamento i quattro incauti bagnanti. ll titolare
del lido, Franco De Carolis, ha prestato il suo determinante aiuto.
COCAINA E DROGHE
LEGGERE
Un fiume di droga bagna Fasano. Nelle scorse settimane nelle mani degli
investigatori sono finiti 850 grammi di cocaina purissima. I carabinieri
l'hanno rinvenuta sull'auto di un fasanese Antonio Bufano, 27 anni,
durante un controllo di routine effettuato nella zona Asi di Fasano.
Dopo una breve ricognizione, i militi hanno rinvenuto nell'auto il malloppo,
tagliato in varie dosi, che al giovane pusher avrebbe fruttato una discreta
sommetta pari a € 150.000. Cocaina proveniente secondo gli investigatori
dal mercato barese e destinata al mercato locale sempre più in
espansione. Ma il territorio fasanese è anche sede privilegiata
delle cosiddette droghe leggere e i ripetuti arresti effettuati nei
mesi scorsi lo dimostrano. Questa volta si è esagerato. I carabinieri
del nucleo radiomobile di Fasano al comando del capitano Paolo Tiadina,
hanno scoperto, in zona Conca d'oro addirittura una serra, sotto la
quale venivano coltivate delle piante di marijuana e canapa indiana.
I due “coltivatori” sono stati sorpresi dai carabinieri
mentre si accingevano a curare la coltura. E non è tutto: qualche
giorno dopo ad entrare in azione sono stati gli uomini della Guardia
di Finanza, al comando del capitano Antonio Nigro, i quali, durante
una perlustrazione nelle campagne fasanesi, si sono trovati dinanzi
ad una piantagione di Papaverum sonniferum, quello da cui si estrae
l'oppio. Quasi trenta le piante ben coltivate e quasi pronte all'uso.
I proprietari del fondo, non residenti a Fasano, ignoravano che la loro
proprietà fosse stata usata per piantarvi i papaveri. Alle fiamme
gialle altro non è rimasto che distruggere la piantagione.
GIALLO MARGARITONDO
Dopo gli accurati accertamenti effettuati dagli esperti incaricati a
verificare il dna delle ossa ritrovate a Laureto è arrivato il
responso finale: quei resti scheletrici rinvenuti a Laureto sono di
Vito Margaritondo. Il medico legale Alberto Tortorella con il professore
Vincenzo Pascali, ordinario di medicina legale dell'Università
Cattolica di Roma, hanno depositato le loro conclusioni presso la segreteria
della Procura della Repubblica di Lecce lo scorso 4 giugno. Nel fascicolo
il medico illustra al procuratore della direzione antimafia Guglielmo
Castaldi che quelle ossa disseppellite sono del Margaritondo.
GRATTATIO FELIX
Spende un euro e ne vince settemila. Un anonimo giocatore lo scorso
24 giugno entra nella ricevitoria di Giampiero Pagnelli , in via Meucci,
per riscuotere la vincita di 2 euro, acquisita qualche minuto prima
con un tagliando gratta e vinci della serie “sette e mezzo”.
Come sempre accade, il giocatore ha chiesto altri due coupon della stessa
serie al rivenditore, il quale dal mazzo gli ha tirato fuori i primi
due tagliandi. Il giocatore, speranzoso, ha grattato, poi ha rigrattato
…e la scelta dal mazzo è stata di piena rottura della sfiga:
è venuta fuori la vincita record di 7.000 euro. Che mazzo!
IMMOBILI CONFISCATI
Sono stati gli uomini della Guardia di Finanza del nucleo provinciale
di Polizia tributaria a confiscare tre immobili siti in Torre Canne
ad un boss del contrabbando che li aveva acquistati con i proventi illeciti
dei traffico dei tabacchi esteri lavorati. Si tratta di tre appartamenti,
di cui uno in pieno centro, dal valore di almeno 150.000 euro. Gli immobili
erano intestati alla moglie del contrabbandiere, la qual cosa, però,
non ha impedito ai finanzieri di procedere nella confisca.
INCENDI DI STAGIONE
Lo scorso 23 giugno un incendio di vaste proporzioni ha interessato
la periferia di Montalbano distruggendo alcuni ettari di oliveto. Oltre
agli ulivi secolari andati in fumo, fiamme hanno interessato anche del
materiale plastico, abbandonato nel terreno, che ha sprigionando una
nube nera di grosse dimensioni.
Altri incendi si sono sviluppati anche a Laureto e a Signora Pulita,
dove l'intervento tempestivo dei vigili del fuoco e dei volontari della
Protezione civile ha evitato disastri dalle spaventose conseguenze.
LA STAGIONE DELLE “CAZZODDE”
Sono anni che puntualmente il problema delle blatte si ripresenta a
Fasano. Al calar del buio intere colonie fuoriescono dai tombini della
città invadendo le strade e le case dei fasanesi. Ora, però,
i cittadini sono esausti di questo stato di cose e chiedono un intervento
urgente del Comune. Per la verità l'intervento sarebbe dovuto
essere preventivo, ma come al solito, si aspetta che i problemi scoppiano
per poi metterci una pezza per l’ emergenza. Intanto, le “cazzodde”
passeggiano indisturbate.
RUBATO CUCCIOLO DI LEMURE
ALO ZOO
Vanno in gita allo Zoosafari e tornano a casa, a Terlizzi,
con un cucciolo di lemure come souvenir. Non solo, mamma e figlioletta,
orgogliose, vanno a spasso per le vie della cittadina barese con la
scimmietta al guinzaglio.
La cosa non è certo passata inosservata ai paesani, tanto che
uno di loro, incuriosito, ha chiesto alle disinvolte concittadine, dove
avessero acquistato quel simpatico lemure. La risposta è stata:
“allo Zoo”. Così l'uomo per nulla insospettito ,
ma col desiderio di acquistare una scimmietta pure lui, ha chiamato
la direzione del parco faunistico. Il direttore non si era ancora reso
conto della sottrazione del'animale, così ha fatto contare i
lemuri e constata la mancanza di un cucciolo, ha informato i carabinieri.
Il resto, è a lieto fine, almeno per il cucciolo che è
tornato alle amorevoli cure e al capezzolo di mamma lemure.
SIRINGHE SULLA SPIAGGIA
Torna l'incubo delle siringhe in spiaggia. E' successo sulla spiaggia
di Torre Canne durante una di quelle mattinate assolate e quindi ideali
per una bella tintarella e qualche gioco d'acqua. A farne le spese un
giovane 25enne fasanese che durante una passeggiata in spiaggia si è
sentito pungere il piede. Chinatosi, ha scorto sotto il piede una vecchia
siringa il cui ago aveva provocato l'infausta puntura. Subito la corsa
in ospedale, e qui la sorpresa di trovare altra gente che per lo stesso
motivo si facevano curare dai medici del presidio. Fortunatamente i
virus HIV e HCV vengono distrutti dopo pochi minuti dal calore e dalla
mancanza di acqua e quindi nessun rischi di contagio.
STRADE INSANGUINATE
In drammatica ascesa gli incidenti stradali anche sulle strade del nostro
territorio Nel tratto della Fasano-Selva, quasi nello stesso punto dove
dopo qualche giorno si è verificato la strage della “172”
(di cui riferiamo a parte), il 15 giugno un diciottenne fasanese, neo
patentato, Paolo Schena, per cause ancora da accertare è finito
con la sua Fiat 500 nella corsia opposta contro una Ford Galaxi, occupata
da due donne. Devastante l'impatto. Il ragazzo è stato ricoverato
in coma presso il Policlinico di Bari, quasi illese le occupanti dell'altra
autovettura.
Nella stessa mattinata, qualche chilometro più a monte, sulla
provinciale per la Selva, all'altezza della Juppa, una centauro di Statte
, di trentadue anni, con la sua potente Ducati è finito contro
una Golf che in quel momento si stava immettendo sulla strada. Violentissimo
l'impatto con la moto scaraventata a quasi 30 metri. Il motociclista,
immediatamente soccorso,è stato ricoverato al “Perrino”
di Brindisi nel reparto di rianimazione. Prognosi tutt'oggi riservata.
Ma a macchiarsi di sangue sono state anche le vie del centro urbano.
Lunedì 23 giugno Vito Ciaccia, un 17enne di Fasano, a bordo della
sua moto è finito contro una Y10 guidata da un trentenne, anch'egli
di Fasano.
Il motociclista purtroppo è deceduto dopo qualche giorno. Subito
dopo l'incidente era stato ricoverato all'ospedale di Ostuni e successivamente
trasportato al Perrino di Brindisi. In un primo momento le sue condizioni
non apparivano gravissime, ed era stato giudicato guaribile in 30 giorni.
Dopo però, sono subentrate delle complicazioni, non ancora accertate,
che hanno determinato il decesso, avvenuta martedì 1° luglio.
Una tragedia familiare che ha commosso l'intera città.
VIOLENTO RITORNO DI PASSIONE
Non si vedevano da 10 lunghi anni, e quando si sono rincontrati a casa
di lei per prendere un caffè e riesplosa la passione. Il problema
é che l'ardente desiderio non era condiviso dalla donna, per
cui la foga passione si è connotato come un vero e proprio atto
di violenza sessuale. In pratica dopo qualche minuto che i due si erano
ritrovati, l'ex fidanzato é saltato addosso alla ragazza violentandola,
e minacciandola di non riferire dell'accaduto. Ma la giovane, aiutata
da un amico, ha avuto la forza di raccontare tutto ai carabinieri. Così
sono scattate le manette ad un fasanese di 36 anni, peraltro sposato
e padre di un figlio.
CENTRO SPORTIVO
DI VIGNAMARINA
Vignamarina, si parte! Sarà vero? Dopo anni di attesa ormai tutto
sembra essere pronto per varare il nuovo parco sportivo di Vignamarina
. Funzioneranno una piscina a due vasche, con tutti i servizi annessi
e anche due locali commerciali; un bar e un negozio di articoli sportivi.
Sono stati realizzati anche due campi in erba sintetica per il calcetto
e due campi da tennis. Grande e capiente anche il parcheggio intorno
alla struttura che sarà gestita dalla Icos, la società
salentina che ha ultimato i lavori e che ne manterrà la gestione
per almeno 15 anni.
PREMIATA POETESSA DIALETTALE
Onia Angiuli, poetessa in dialetto fasanese ha vinto un premio in denaro
(200 euro) e una targa, per la sezione “Brindisi”, al concorso
di poesie in vernacolo pugliese, indetto dalla Uilp di Bari e dall'Ada
di Puglia, con il patrocinio della Regione e di altri enti. Tema del
concorso “ Il mio cuore, la mia terra, la mia vita”. La
nostra concittadina ha partecipato con la composizione “Pute iésse
amaure?” La cerimonia di premiazione si è svolta a Bari,
il 19 giugno, presso l'Hotel Excelsior.
DIRETTIVO DELL'UNIVERSITA' DEL TEMPO LIBERO
Rinnovate le cariche sociali all'Università del Tempo Libero
“San Francesco d'Assisi” di Fasano. E' stata riconfermata
alla presidenza Irene Elena Sansonetti, la quale dirigerà l'associazione
anche per i prossimi tre anni.
Il Consiglio Direttivo è composto da: Maria Teresa Antonacci,
Palmina Cannone, Antonio Carbonara (nominato Vicepresidente), Giovanni
Celeste, Angela Gasparro, Angelo Girolamo, Luigi Moscato, Pasquina Pantaleo,
Rocco Panzarino e Salvatore Rapisarda (riconfermato alla vicepresidenza).
I consiglieri Angelo Girolamo e Rocco Panzarino hanno rinunciato all'incarico
per motivi personali. Pertanto sono subentrati, al loro posto, Giampaolo
Franco Schiavone e Leonardo Pentassuglia.
E' stato eletto anche il collegio dei probiviri ( Mosè Di Tano,
Renato Greco, Rocco Panzarino), e il colegio dei revisori dei conti
(Angelo Girolamo, Andrea Messina, Laura Pantaleo).
FASANFORUNM OLTRE IL VIDEO
Da sito web ad associazione culturale. Nell'arco di meno di due anni,
“Fasanforum”, nata da un'idea di Tiziano Cassone e Massimiliano
Demola, è diventato un club punto di riferimento per molti giovani.
Al successo “virtuale” è seguita la costituzione
dell'associazione. La domenica della festa patronale è stata
inaugurata la sede in via Adua. Alla cerimonia del taglio del nastro
è intervenuto il sindaco Lello Di Bari. A fare gli onori di casa,
i due storici fondatori e Biagio Grassi.
E' stata annunciata la prossima iniziativa di “Fasanforum”
che è la riedizione della folclorica gara dei cuscinetti in quel
di Cocolicchio il 23 e 24 agosto.
BRAVO E “FORZA
NAPOLI”
Donato Pistola, nella foto, è un barman di gran mestiere, un
ragazzo simpaticissimo e un esemplare cittadino onesto.
Durante lo spettacolo del lunedì della Festa della Madonna, una
giovane donna aveva smarrito il portafoglio (con documenti e 400 euro),
scivolatole dalla borsetta in piazza Ciaia davanti al bar “Bella
Napoli”. A ritrovare il tutto è stato proprio Donato, il
titolare del locale. La restituzione è avvenuta nella stessa
serata.
A Donato, proprio in questi giorni papà per la seconda volta,
una menzione all'onor di cronaca e un vigoroso “forza Napoli”
da parte del nostro Direttore, anch'egli tifoso storico del massimo
club calcistico partenopeo.
LA “MANCINI” A TARANTO
Lo scorso sabato 5 luglio il Gruppo di Attività Teatrali “Peppino
Mancini” e l'Associazione “Gnatia” sono stati protagonisti
di una divertente serata di musica ed intrattenimento tenutasi nell'ampia
sala teatro della caserma Maricentro di Taranto.
La serata è stata promossa dalla Croce Rossa. Tema centrale dello
spettacolo è stato la cultura popolare salentina, che ha trovato
espressione in alcuni balli tipici come la pizzica e la taranta e nella
lettura di alcune novelle tratte dal volume “Li cunti te Papa
Caliazzu”.
Il clima giocoso creato dai musicisti Massimiliano Morabito, Gianni
Gelao e Marianna Campanile, supportati dal corpo di ballo guidato da
Pasquina Cuzzupè, ha coinvolto gli allievi della marina militare
presenti in platea, che hanno tributato lunghi applausi e alla fine
si sono esibiti anch'essi, in maniera estemporanea, nei balli proposti.
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Petizione popolare di “Fasancult”
SPADA DI DAMOCLE SUL PALAZZO
L'operazione Swap, ad alto rischio finanziario,
rischia di aggravare ulteriormente la precarietà delle casse
comunali
Al momento di licenziare questa edizione, i
promotori della petizione popolare “Swap: facciamo chiarezza”
avevano già raccolto 400 firme. La consegna del documento, corredato
dalle sottoscrizioni, era stata prevista per venerdì 11 luglio.
Perché il ricorso all'art. 12 dello Statuto comunale, ovvero
alla petizione popolare? Per avere contezza di una vicenda abbastanza
ingarbugliata e, per molti aspetti, a rischio per il Comune.
Nel 2004, l'Amministrazione comunale, presieduta dall'ing. Ammirabile,
approvò una delibera, la n. 134, con la quale avviava “una
politica di gestione dei debiti” tramite l'Interest rate Swap.
Si tratta di un contratto che vincola il Comune fino al 2025.
Dal contatto di “Fasancult” con l'associazione no-profit
“Abruzzo Sostenibile” si apprende che l'operazione presenta
alti rischi per l'ente comunale. Da qui la mobilitazione e, nella petizione,
si chiede all'Amministrazione di valutare l'intera questione e di contattare
degli esperti e in particolare il presidente dell'associazione abruzzese,
il dott. Attilio Di Mattia (che offrirebbe gratuitamente la sua consulenza),
per evitare conseguenze disastrose a seguito, anche, dell'innalzamento
dei tassi di interessi ipotizzati dalla Banca Centrale Europea per contenere
l'inflazione. |
Intervista a Domenico De
Mola
JAZZ PASSIONE CONTAGIOSA
 Calato
il sipario sull'edizione 2008, è giunta l'ora di mettere a fuoco
spirito e obiettivi futuri del “Fasano Jazz”. Per questo
valeva la pena scambiare quattro chiacchiere con il responsabile dell'ufficio
Cultura Domenico De Mola. Con un sguardo sul presente della manifestazione,
ma anche a un passato che l'ha visto formarsi come raffinato intenditore.
Se provassimo a fare una classifica dei migliori festival musicali
pugliesi, dove potremmo collocare “Fasano Jazz”?
«Penso che 'Fasano Jazz' possa ritenersi una delle manifestazioni
più importanti che il panorama pugliese offre. Lo dimostra il
rapporto ormai consolidato con l'ente regionale che negli ultimi anni
ha mostrato sempre più interesse per questa manifestazione: l'edizione
di quest'anno è stata organizzata prevalentemente grazie ai contributi
elargiti negli anni precedenti. Va comunque riconosciuto alla nostra
amministrazione il merito di aver continuato a credere nelle potenzialità
di una rassegna che negli anni ha visto avvicendarsi artisti di primissimo
livello».
Considerati la fama e il valore dei musicisti presenti, i costi
complessivi legati all'organizzazione non sono sembrati particolarmente
alti.
«In effetti, quando decidiamo di contattare un artista cerchiamo
sempre di farlo evitando gli intermediari. È così che
quest'anno ci siamo accordati con la band di Allan Holdsworth e il duo
Bruford-Borstlap. Nel caso degli Oblivion Express abbiamo dovuto rivolgerci
al loro impresario che, comunque, è anche una nostra vecchia
conoscenza… in questo modo riusciamo a contenere i costi».
La combinazione di sole, mare e bellezze paesaggistiche che
offre il nostro territorio attrae sempre di più non solo i turisti,
molti dei quali stranieri, ma anche gli stessi musicisti che prendono
parte alla rassegna; i quali, essendo per la maggior parte inglesi,
scoprono nelle meraviglie nostrane un'alternativa ad altri lidi più
noti e acclamati come per esempio quelli della Toscana. Tra i musicisti
provenienti dall'estero che finora hanno calcato il palcoscenico del
“Fasano Jazz”, chi si è invaghito più di tutti
della nostra terra?
«Tra quelli giunti quest'anno sicuramente Michiel Borstlap, ma
anche il suo sodale artistico Bill Bruford che ha manifestato una sorta
di predilezione per la pietra della nostra zona. Ricordo che lo scorso
anno John Marshall (il batterista dei Soft Machine Legacy presenti nell'edizione
2007, ndr) ci ha promesso che verrà a trovarci con sua moglie
non appena potrà. Senza dimenticare Richard Sinclair che ha addirittura
deciso di trasferirsi da queste parti con sua moglie Heather vendendo
il suo appartamento di Canterbury e acquistando una casa nelle campagne
di Martina Franca. Ogni volta che lo incontro gli chiedo come faccia
a stare qui se non conosce una parola d'italiano…»
Progetti per la prossima edizione…
«Naturalmente ci sono già delle idee ma preferirei non
rivelarle. Non per essere scaramantici, ma se si fanno promesse che
poi non possono più essere mantenute è inutile sbilanciarsi.
D'altronde, visto il livello che la manifestazione ha raggiunto, migliorarsi
ogni anno diventa sempre più difficile. Perché ciò
avvenga ci impegneremo comunque al massimo delle nostre possibilità,
sperando che ci siano i fondi necessari. Stiamo anche pensando di trovare
una serie di sponsor. Vedremo».
So che una delle tue più grandi ambizioni umane e professionali
sarebbe quella di portare a Fasano un altro “totem” del
rock britannico. Un personaggio dal talento carismatico che alla ricerca
musicale ha saputo unire un forte impegno politico. Parlo di Robert
Wyatt…
«Per la verità qualche tentativo è già stato
fatto. Richard Sinclair (che è un amico di vecchia data di Wyatt,
ndr) mi ha espresso la sua disponibilità a 'mettere la buona
parola'.
Il problema è legato al suo handicap fisico: come ben sai si
muove su una sedia a rotelle, quindi ha bisogno di strutture adatte
che possano permettergli di affrontare il viaggio e il soggiorno qui
da noi nel migliore dei modi. Ma è un sogno che si potrebbe realizzare…»
Come è andata l'edizione di quest'anno?
«Sotto il profilo organizzativo è andata benissimo. Siamo
riusciti a calamitare l'interesse di numerosi appassionati che sono
giunti dalle più svariate località della Puglia. Ma anche
le prestazioni fornite dagli artisti hanno confermato le nostre aspettative
e tutti i concerti si sono svolti secondo i programmi».
C'era un po' di ansia per l'esibizione di Allan Holdsworth.
Tra gli addetti ai lavori è nota l'insofferenza del chitarrista
nei confronti del pubblico che utilizza macchine fotografiche e videocamere
ai suoi concerti. Temevi che succedesse qualcosa?
«Non ti nascondo che all'inizio ero un po' preoccupato. Ma subito
dopo il suo arrivo mi ha fatto capire che non avrebbe manifestato un'avversione
esasperata per le registrazioni 'fai da te'. Naturalmente ci siamo cautelati
raccomandando il pubblico, prima dell'inizio della performance, di non
urtare la sua suscettibilità».
Forse l'unica nota dolente della manifestazione è stata
rappresentata dalla scarsa presenza di fasanesi. Può darsi che
li abbiano spaventati i cinque euro del biglietto d'ingresso…
«Fermo restando che la soddisfazione di aver chiamato a raccolta
per questi spettacoli molta gente da fuori per noi è stata enorme,
dobbiamo constatare con una certa amarezza e per l'ennesima volta che
a Fasano non esiste quella propensione per gli eventi culturali che
troviamo in altre realtà. Evidentemente la maggior parte dei
nostri concittadini preferisce altre forme di divertimento spendendo
cifre molto più elevate di quelle che gli permetterebbero di
fare un'esperienza in grado di lasciar loro qualcosa. Non dimentichiamo
che il prezzo d'ingresso introdotto quest'anno è da ritenere
assolutamente risibile rispetto a quello che normalmente si paga per
assistere a concerti di questo livello. In ogni caso, il rammarico per
tale apatia viene alleviato dalle attestazioni di stima che ho ricevuto,
oltre che da cultori navigati, anche da alcuni giovanissimi presenti
alla rassegna. Spererei tanto che il futuro di questa città potesse
restare nelle mani e nella capacità di giovani interessati e
intraprendenti come loro».
Parliamo di te: quanto tempo fa è nata la tua passione
per la musica?
«Intorno ai dodici anni ho iniziato ad ascoltare i classici del
rock britannico, soprattutto Led Zeppelin e Black Sabbath. Poi sono
passato al progressive e ho amato molto i King Crimson. Fino a quando
non sono arrivato al jazz.
Oggi mi piace ascoltare un po' di tutto, ma sempre con un occhio di
riguardo per il passato. Insomma, visto il complessivo abbassamento
in termini di creatività della musica negli ultimi tempi, preferisco
scoprire o riscoprire materiale di qualche anno fa».
Già, qualche anno fa… l'attesa spasmodica per il
corriere che, praticamente a titolo di favore personale, tornava da
Bari con i dischi che gli avevi indicato. Le “incursioni”
in un negozio di Taranto che si riforniva di ellepì d'importazione.
I primi concerti all'Umbria Jazz e al festival dell'Unità. Fino
all'estate del '91, quando a Perugia si celebrò la reunion dei
Caravan di Richard Sinclair. Ricordo che quella sera il bassista di
Canterbury ci sembrava ancora un mito irraggiungibile. Poi, grazie all'intercessione
di un giornalista, il primo insperato contatto telefonico. E l'anno
dopo era qui, in vacanza, ospite di un altro grande appassionato di
buona musica, Ninni Pepe. Il resto lo conosciamo. Ti saresti mai aspettato
tutto questo?
«Assolutamente no. L'idea di conoscerlo, invitarlo a Fasano, andarci
a cena insieme, passare una serata in compagnia degli amici di sempre
suonando con lui… francamente era talmente lontana che non potevo
considerarla neppure un sogno».
Insieme ad altri (Giovanni Montanaro, Daniele Rotondo che oggi
è un noto giornalista di rai 2, Marcello Dentico e il fondatore
Giovanni Di Carolo, per citarne solo alcuni) sei stato uno dei pionieri
delle radio libere, avendo fatto parte del gruppo che nel '76 diede
vita alla storica radio Selva. Un interesse per la “grande sorella”
che negli anni non si è certo affievolito. Su radio Diaconia
hai condotto Tago Mago, il cui nome riprende quello di un celebre album
dei Can. Dopo l'estate ci sarà una nuova edizione?
«Penso di sì. Se non ci saranno ostacoli le trasmissioni
andranno avanti.
Adesso stanno comunque andando in onda le repliche della scorsa stagione.
È una cosa che faccio esclusivamente per passione, sperando che
ci sia qualcuno che apprezzi questi generi musicali.
Mi fa molto piacere incontrare talvolta persone che seguono la trasmissione».
Valerio Fiume |
Teatro in masseria
UN AGOSTO DA RIDERE
Tre spettacoli di cabaret “alla
barese” con Nicola Pignataro, Nico Maretti e Gianni Ciardo per
la rassegna estiva organizzata dall’ufficio Cultura del Comune.
Un agosto tutto da ridere in compagnia di alcuni
volti noti del panorama cabarettistico barese, nella suggestiva location
delle masserie del nostro territorio.
Riprende, infatti, la rassegna “Notti d'agosto: teatro in masseria”,
organizzata dall'amministrazione comunale e dall'ufficio Cultura.
Sono tre gli appuntamenti fissati dagli organizzatori. Sabato 16 a masseria
Salamina, è di scena la comicità “pulita e intelligente”
(così egli stesso ama definirla) di Nicola Pignataro. Il popolare
comico, interprete, tra le altre cose, del film La capagira e recente
vincitore del premio “Cinema mediterraneo” al festival di
Venezia con il film Il Natale rubato, presenta uno spettacolo intitolato
Non dico bugie. Affiancato dal noto “nonno Ciccio” televisivo
Franco De Giglio e da Annalena Cardenio, Pignataro, che è anche
direttore artistico del teatro “Purgatorio” (vero e proprio
tempio del cabaret barese), propone una serie di esilaranti sketch impreziositi
dal vernacolo e conditi dalle incursioni al sax della poliedrica Bianca
Lopez.
Il 19 agosto cambia la cornice ma non la qualità del divertimento:
a masseria Parco di Castro è la volta dell'attore e caratterista
di voci Nico Maretti. Famoso soprattutto per essere ritenuto uno dei
migliori interpreti di Totò, negli ultimi anni ha preso parte
ad alcune fiction di successo come Un posto al sole e a numerosi varietà
televisivi. Il lavoro che presenta si intitola Avanspettacolo che passione.
A completare un programma già di tutto rispetto ci pensa, mercoledì
20 a masseria S. Angelo de' Graecis, l'umorismo graffiante di Gianni
Ciardo, uno che di certo non ha bisogno di presentazioni, che si esibisce
nel suo Il comico è una cosa seria.
L'inizio degli spettacoli è previsto per le ore 21.
V. F. |
La crisi del Consorzio Agro Alimentare
GESTIONE A PERDERE
Era il fiore all'occhiello della Fasano post-tangentopoli.
Oggi è un carrozzone ingombrante. Dalla gloria, alla polvere.
Nobiltà e miseria del Consorzio Agro Alimentare, la cui crisi
coinvolge un vasto settore dell'economia locale.
Per fare il punto della situazione e intravedere possibili soluzioni
per un rilancio dell'ente, abbiamo intervistato il dott. Paolo Pace,
autonominatosi Amministratore Unico dopo le dimissioni dell'intero Consiglio
di amministrazione, il sindaco Lello Di Bari, in rappresentanza del
Comune socio di maggioranza; l'avv. Dino Musa, consigliere comunale
di opposizione informato sui fatti; il Sig. Nicola Pentassuglia, uno
degli standisti più moderati.
A loro abbiamo rivolto, disgiuntamente, le stesse domande per ciascuno.
Dalle loro risposte viene fuori, da angolazioni diverse, un quadro d'assieme
abbastanza reale che, superando le polemiche di circostanza, apre squarci
su orizzonti rassicuranti.
Ecco le tre questioni :
1) QUAL E' LO STATO ATTUALE
2) LE CAUSE DELLA CRISI
3) LA SUA PROPOSTA RISOLUTIVA |
| PAOLO PACE |
1.
Lo stato attuale non è dei migliori, anzi. Dico subito
che siamo reduci dall'assemblea dei soci che abbiamo convocato il 25
giugno scorso nella quale abbiamo approvato il bilancio, ancorché,
modificato secondo le richieste pervenutemi dall'assemblea. Io avevo
presentato una proposta di bilancio nel mese di aprile che vedeva nelle
poste qualcosa che ci portava a dimensionare le perdite accumulate negli
anni passati per effetto di altre poste che abbiamo in attivo nel bilancio
stesso. Tale proposta non è stata accolta dal Collegio sindacale,
perché si è creato ormai anche nello stesso organismo
una sorta di antipatia, tra virgolette, nei confronti del sottoscritto;
le ultime vicende, che hanno visto le dimissioni dei consiglieri di
amministrazione, sono la riprova di un certo clima di ostilità.
A me, pure, erano state richieste le dimissioni, ma io ho respinto tale
invito proprio perché io sono stato chiamato per una prestazione
professionale e non per un incarico politico. Ho accettato la presidenza,
ancorché avessi chiesto l'incarico di amministratore delegato,
per una questione di opportunità attesa la vigilia della campagna
elettorale. Detto questo, ritorno al discorso del Collegio sindacale
che, insieme ad altri organismi politici, più che altro, si son
messi a remare contro di me che pure non avevo fatto nulla di particolarmente
censurabile. Peraltro ero bloccato da una situazione che vedeva il sindaco
prendere numerose iniziative per poter, lui, risolvere la crisi in maniera
diversa da quanto io avessi già proposto. La mia proposta di
bilancio mirava unicamente a salvaguardare il patrimonio della Città
di Fasano che, tramite il Consiglio comunale, detiene il 94% delle quote
del Consorzio. Io avevo fatto due proposte tecniche di bilancio: la
prima prevedeva un utile; la seconda prevedeva il limite delle perdite
in 117.000 euro. L'Assemblea, non si sa da chi consigliata (ma io lo
so), era decisa a non approvare il bilancio. Nel momento in cui è
stato spiegato che la mancata approvazione avrebbe comportato il commissario
ad acta, da parte del Tribunale, l'assemblea ha cambiato opinione ed
ha approvato il bilancio con la stessa perdita degli anni passati. In
pratica, depauperando il patrimonio, che significa l'anticamera del
fallimento.
Con questo bilancio si è approvata una perdita di oltre 400.000
euro che, aggiunto al milione e duecentomila dei tre anni precedenti,
siamo arrivati all'impoverimento del patrimonio di 1.780.000 euro e
siamo stati costretti, seduta stante, a ridurre il capitale. Questo
stato di cose è molto pericoloso perché può attrarre
l'attenzione della Corte dei Conti.
La situazione è che prima avevamo un capitale sociale di due
milioni seicentomila e rotti euro, oggi, invece, è di solo novecento
e rotti mila euro. Di questo passo, il 31 dicembre 2009 il Consorzio
andrebbe in liquidazione coatta. Secondo me l'assemblea ha sbagliato
nel non approvare la mia prima proposta di bozza di bilancio, che non
era falsa; conteneva soltanto delle scritture forzate che venivano comunque
superate nel momento in cui approvava un ente, quale il proprietario.
Si trattava di recuperare, in buona sostanza, delle somme che stanno
nelle pieghe del bilancio stesso. Faccio un esempio pratico.
Noi quando paghiamo la bolletta dell'Enel corrispondiamo sia i consumi
che si rilevano dai contatori di sottrazione di ciascun standista ma
anche i consumi generali (circa due/tre mila euro) che rimangono a carico
del Consorzio. Il recupero di queste somme mi è stato negato,
la proprietà ha rinunciato a incassarle.
2. L'origine della crisi si può sintetizzare
in tre momenti: l'alto costo della nuova costruzione; il contratto di
leasing con le trappole del tasso variabile e della indicizzazione;
infine, i contratti con gli standisti i cui costi di gestione della
struttura (pulizia, guardiania, manutenzione ordinaria, ecc.) non possono
essere richiesti a rimborso. Queste due ultime criticità dello
sbilanciamento, dal 2001, non sono state prese in esame dagli organi
amministrativi e dai Collegi sindacali succedutisi e mai denunciati
come fonte di grave pregiudizio economico per la società consortile.
Va aggiunto che la causa della crisi finanziaria nei rapporti tra il
Consorzio e la società finanziatrice, risiede nei contratti (28
+ 1 relativo al bar) a suo tempo stipulati con i concessionari degli
stand del mercato. I contratti sono tutti originariamente e consapevolmente
antieconomici per il Consorzio.
3. Partendo dalla diagnosi del male, dobbiamo cercare
di individuare la giusta terapia. Secondo me, la terapia consiste nella
modifica di quei contratti iniziali portandoli, per lo meno, al pareggio
dei costi sostenuti, lasciandoli così come sono. |
| LELLO DI BARI |
1.
In questo momento credo che ci troviamo di fronte a un bivio
abbastanza importante. Nell'ultima Assemblea dei soci del 25 giugno,
quella per l'approvazione del bilancio, si è registrata una forte
reazione dell'Amministratore Unico del Consorzio, dott. Pace, che ha
lasciato alquanto perplessi tutti i presenti. Va detto che il bilancio
veniva presentato con il parere sfavorevole dei Revisori dei Conti e,
pertanto, c'è stata una levata di scudi contro la reazione del
dott. Pace. Prima che si degenerasse, sono intervenuto per riportare
la discussione nei binari dell'argomento all'ordine del giorno, cioè
l'approvazione del bilancio. Ho comunque espresso le mie perplessità
sul comportamento del dott. Pace anche in occasione delle dimissioni
del Consiglio di Amministrazione. Tali dimissioni, io ho tempestivamente
trasmesso, rimettendole nelle mani del Presidente Pace, invitandolo
a farmi conoscere le sue determinazioni. Ma la mia richiesta è
stata completamente ignorata. Non solo, per tutta risposta ha cambiato
la sua ragione sociale da Presidente ad Amministratore Unico, così
come peraltro era previsto dallo statuto che lui stesso aveva fatto
cambiare qualche mese prima, e in tale nuova veste ha firmato la convocazione
dell'Assemblea dei soci. Nel frattempo ho avuto una lettera da 27 dei
28 standisti nella quale esprimevano piena fiducia nel mio operato.
Nella convinzione che sarei riuscito, anche con l scelta di una persona
che avrebbe dovuto amministrare l'ente, e addivenire a una soluzione
che avrebbe consentito al Consorzio di sopravvivere e di vivere. In
quella seduta ho chiesto di approvare il bilancio previa modifica da
parte dei Revisori dei Conti del parere, superando il precedente che
era sfavorevole e chiedendo contestualmente le dimissione dell'Amministratore
unico. Dimissioni che mi sono state rigettate. Io, intanto, ho approvato
il bilancio, che era la cosa più urgente, con il parere favorevole
dei revisori dei Conti. Con me ha approvato Carlo Sgarbi, mentre hanno
votato contro la Mercafas, Palasciano Donato e la Puglia Leader.
2. Le cause vere della crisi sono state le determinazioni
del Presidente che non hanno tenuto conto di quanto il Comune, l'Amministrazione
comunale, ha cerrtcato di portare avanti nella trattativa con gli standisti.
Sono state completamente disattese le indicazioni che il Comune, socio
di maggioranza, forniva di volta in volta al dott. Pace, il quale prendeva
iniziative personali. Anche lo stesso allungamento del leasing non è
stata una decisione che hanno condiviso i soci di maggioranza, perché
nel 2012 ci si potrà trovare ancora impegnati nel pagare le rate
per molti altri anni ancora, creando notevoli problemi finanziari per
l'ente, avendo gli standisti ormai estinto il loro debito. Alla base
di tutto ci sono state delle posizioni del Presidente che non sono state
condivise né da parte degli standisti, né tanto meno dal
socio di maggioranza. Tant'è che io, il giorno dopo l'assemblea,
ho inviato una richiesta all'Amministratore Unico di convocazione urgente
dell'Assemblea Ordinaria con all'ordine del giorno: revoca dell'Amministratore
Unico e nomina del nuovo Organo Gestionale.
3. Io, sicuramente, nominerò un organo temporaneo,
per pochi mesi, per cercare di coinvolgere tutti gli standisti in un
discorso di risanamento del Consorzio. E io credo che se verrà
meno questa ostilità tra standisti e presidenza, ci saranno momenti
risolutivi. Abbiamo, intanto, fatto la riduzione del capitale contestualmente
all'approvazione del bilancio; bisognerà procedere, in un secondo
momento, all'aumento dello stesso capitale, coinvolgendo necessariamente
gli standisti. Inoltre la Finanziaria prevede anche nuovi orientamenti
proprio in materia di enti locali impegnati in consorzi, per cui sarà
possibile per il Comune uscire dalla società, oppure riservarsi
una quota minoritaria per meri fini istituzionali di promozione dei
prodotti del territorio, e consentire, quindi, una scissione tra Consorzio
e Mercato Ortofrutticolo verso una gestione privatistica del Mercato.
La fase gestionale del Mercato Ortofrutticolo, secondo me, va affidata
a privati, perché solo così si può risanare l'economia
del Consorzio Agro Alimentare. |
| DINO MUSA |
1.
Lo stato attuale, dal punto di vista amministrativo, è di assoluto
stallo. Perché, dopo le dimissioni del Consiglio di Amministrazione,
si è avuta la trasformazione, statutariamente prevista, da organo
collegiale in organo monocratico, impersonato nella figura dell'Amministratore
Unico. La evidente rottura tra quest'amministratore e il socio di maggioranza
che lo ha nominato, determina un'assoluta situazione di stallo. Mi risulta
altresì che vi sia una manifestazione di disagio da parte degli
standisti nei confronti della gestione attuale dell'Amministratore Unico
e questo determina un ulteriore motivo di preoccupazione per il futuro
gestionale del Consorzio. Dal punto di vista finanziario mi sembra che
la situazione sia tutta nelle cifre del bilancio. E' una situazione
deficitaria, che va erodendo anno dopo anno il capitale sociale e che
impone già nell'immediato una riduzione del capitale sociale
per coprire quelle perdite che si sono determinate fino a oggi e che
vanno nell'ordine di cifre importanti di circa 300.000 euro all'anno,
le quali, vanno necessariamente ripianate con interventi di riduzione
del capitale sociale (che è la prima cosa da fare, senza costi
e oneri per nessuno) e poi valutare dal punto di vista programmatico
la possibilità di un aumento dello stesso capitale sociale.
2. Indubbiamente vengono da molto lontano le cause
e sono, a mio avviso, di natura strutturale del Consorzio. Perché
non credo sia ulteriormente sostenibile una gestione che incassa molto
meno di quanto è costretta a pagare per somme certe, quali i
canoni di rimborso del leasing. Quindi le cause sono da ricercare tutte
e soltanto nelle cifre del bilancio.
3. La proposta risolutiva non può che andare
nella stessa direzione: bisogna intervenire sulle cause, rimuoverle
e programmare il futuro quanto meno in termini di equilibrio, di pareggio
delle poste di bilancio. Per cui bisogna intervenire sui contratti in
essere con gli standisti, riequilibrando le somme e soprattutto riportandole
nell'alveo della legittimità, condividendo il parere dell'avv.
Nardelli quando evidenzia quali sono le ragioni e i dubbi sulla legittimità
di quei contratti i cui contraenti non sono soci. Per concludere, vi
è non solo l'esigenza di riportare in equilibrio le poste di
bilancio, si pone anche un problema di gestione ed io condivido a pieno
la necessità di sganciare la gestione dal politico di turno o
dal gruppo politico del momento, per affidarla a soggetti che non sono
emanazione del socio di maggioranza, fermo restando per il Comune di
esercitare il controllo secondo le finalità istituzionali. |
| NICOLA PENTASSUGLIA |
1.
Ormai la situazione è a tutti nota: dopo l'ultimo bilancio
è chiaro lo stato, che io definirei, disastroso. La naturale
conseguenza di storture derivanti da visi di origine da leggerezze gestionali.
2. Le cause e concause sono numerose. Intanto si è
partiti, forse, con contratti non adeguati a quelle che dovevano essere
le necessità. Poi, strada facendo, anche per ragioni politiche,
si è proceduto a modificare alcuni contratti, per corrispondere,
io dico, a richieste clientelari. Una parte politica, infatti, ha modificato
ben otto contratti (consentendo a quegli standisti di passare dal regime
di “in promessa di acquisto”, in fittuari , con costi mensili
, ovviamente differenziati: 20 standisti pagano 1100 euro al mese, e
8 standisti, invece, un fitto -garantito per 12 anni, e che scade nel
2012- di 650 euro n.d.r. ). Il Comune ha pagato per questi otto standisti
la differenza, aggravando ulteriormente le proprie finanze. Ma anche
gli altri contratti, all'inizio, sono stati pilotati dai politici di
turno e qualcuno ha strumentalizzato gli operatori. In buona sostanza,
gran parte della crisi è derivazione dei contratti viziati e
iniqui.
3. In primo luogo affidare la gestione del Mercato,
non del Centro Consorzio Agro Alimentare, agli stessi operatori, coadiuvati
magari da qualche tecnico indicato dal socio di maggioranza, cioè
dal Comune. Poi convincere tutti gli operatori che per uscire da questa
crisi ognuno deve fare i propri sacrifici. Per quanto attiene al Centro
Agro alimentare vi potrà essere un futuro se persone di buona
volontà e intelligenza, a prescindere dal credo politico, pensano
tutti al bene dell'economia di Fasano e di chi ci lavora. Sono comunque
fiducioso, anche perché la nostra struttura mercatale è
di autentica eccellenza, anche sul piano dei rapporti con la utenza.
Chi, come me, frequenta altri mercati, sa bene che qui a Fasano non
ci sono quelle patologie, chiamiamole così, che rendono a volte
impraticabili (o comunque più onerosi proprio per le “regalie”
non contemplate) altri mercati d'Italia, soprattutto nel Sud. |

| una
finestra sul mondo |
a
cura di Mariangela Turchiarulo |
LA SIRIA TRA PASSATO E PRESENTE
La Siria e' la terra delle foreste di cedro
di epoca biblica ormai scomparse. E' lo Stato di Damasco sulla cui via
si convertì al Cristianesimo San Paolo. Moschee e cattedrali cristiane…
Musulmani sunniti, cristiani ortodossi e cattolici. E' il Paese dove si
parla arabo, armeno, curdo, aramaico…
Asse centrale del Medio Oriente… Teatro di sanguinose guerre religiose:
prima fra tutte il conflitto arabo-israeliano.
E' la Terra delle spiagge mediterranee, delle piane agricole, delle oasi…
Delle vallate solcate dall'Eufrate e dall'Oronte, tra parchi e campi di
cotone. E' la «mezzaluna fertile» ma è anche la terra
delle steppe e delle pietraie punteggiate dalle tende nere dei beduini.
E' la terra delle strade antiche tra i deserti: delle piste carovaniere,
delle lingue di asfalto e degli oleodotti di Iraq e Arabia Saudita.
Città morte… spettrali e affascinanti… Castelli crociati,
fortezze, anfiteatri, ruderi abbandonati nella sabbia o tra le rocce del
deserto.
Province romane d'Arabia, città dalla storia millenaria. Vestigia,
resti romani, aree archeologiche, rovine abitate. E' il luogo dove presenza
islamica e persistenza romana convivono: Palmyra, Apamea, Hama, Dura Europos…
Città portuali ed industriali… passato e futuro… |
Intervista a Daniela De
Mattia
 Daniela
De Mattia, appassionata studiosa del mondo antico, per la sua tesi di
laurea in Architettura, ha scelto di studiare la via colonnata di Palmyra.
Si è recata in Siria per questo ed ha scoperto il fascino delle
rovine in mezzo al deserto e la sorprendente ospitalità di un
popolo amico.
La Siria è una ricercata meta turistica per il suo patrimonio
storico e archeologico. Quali sono i resti che più ti hanno affascinato?
Cosa evocano nel tuo immaginario?
Il fascino della Siria è legato, da un lato, al modo in cui l'antico
patrimonio appare “ingurgitato” nel caos, tutto orientale,
delle nuove metropoli; dall'altro, al fatto che i resti archeologici,
le antiche rovine, sopravvivono sperdute in mezzo a chilometri di deserto,
abitate da pochissime famiglie.
l patrimonio storico e archeologico della Siria coesiste con il patrimonio
moderno e contemporaneo senza soluzione di continuità. I “resti”
di antiche città sono diventati alloggi per i più poveri,
come a Bosra, o luoghi in cui trascorrere le domeniche e pranzare con
l'intera famiglia.
La Siria è un costante alternarsi di sole e tramonti, di ospitalità
e simpatica invadenza, di silenzio e rumore, dove le architetture in
stato di crollo ed i nuovi quartieri, il deserto ed il traffico incontrollato
riescono ad incantare in uguale misura.
Quali sono i colori dei paesaggi siriani?
I colori della Siria sono quelli dell'alba a Palmyra: il rosso della
sabbia, il giallo della pietra calcarea locale, presente nei monumenti
come nei muretti; il verde scuro dei palmeti ed il blu intenso del cielo.
Sono colori magistralmente mescolati nei tessuti, nei sacchi di spezie
dei souk, sugli occhi delle donne e nei tabacchi degli arghile (pipa
turca).
Nei Paesi del Medio Oriente attraversare un souk è un'esperienza
dalla quale non ci si può sottrarre… Perché?
I souk sono una ondata di sensazioni, possono inebriare ma anche inizialmente
innervosire.
Il primo souk che ho attraversato è stato quello di Damasco e
la prima impressione è stata di insopportabile confusione: odori
nuovi e troppo forti per essere facilmente tollerati; tessuti di ogni
tipo appesi da un banco all'altro a coprire la strada; gente frettolosa
e rumorosa ovunque.
Cibo, stoffe, oggetti artigianali, ori, profumi, veli… successione
di cose dalla logica incomprensibile.
Dopo aver visitato il souk di Homs e di Aleppo, sono tornata a Damasco,
e avrei camminato per ore in quella confusione: gli odori erano ormai
profumi graditi, i gesti da invadenti sembravo ormai amichevoli, ed
i colori erano quadri da ricordare.
Poi sono riuscita ad acquistare un astrolabio in ottone, ovvero una
sorta di bussola utilizzata per orientarsi in mare ma anche per leggere
gli astri. Un oggetto che mi aveva affascinato fin dai primi modelli
visti in svariati souk. Forse quello che ho acquistato non è
realmente vecchio cento anni come promesso dall'anziano venditore, però
è il simbolo della mia esperienza nei souk: ci si appassiona,
si sceglie l'oggetto che si vuole assolutamente e dai primi acquisti
sprovveduti, spinti dall'abilità dei commercianti, si giunge
a ritenersi esperti ed in grado di contrattare senza essere ingannati.
Probabilmente è solo l'illusione di ogni turista, ma credo sia
il momento in cui ci si è ormai innamorati dei souk: di persone,
oggetti, odori e rumori unici.
In un Paese da sempre crocevia tra Oriente ed Occidente qual
è l'atteggiamento del popolo siriano verso lo «straniero»?
Quali le contraddizioni che più ti hanno colpita?
Il popolo siriano è la perfetta immagine dell'ospitalità
verso lo straniero, a volte fin troppo manifesta. Essere ospitali è
per i siriani l'ineludibile mezzo per conoscere l'altro, per capire
e farsi capire. Inoltre è evidente un particolare affetto da
parte dei siriani verso gli italiani, che diventa immediato ricambiare,
date le molte affinità nei comportamenti: goliardia e simpatica
curiosità. Il popolo siriano ha un grande rispetto verso il turista
mantenendo però sempre alta l'attenzione verso il modo in cui
questo rispetto viene ricambiato. Si riesce infatti, con il passare
di qualche giorno, a comprendere il momento ed i motivi che portano
a volte questa ospitalità a trasformarsi in improvvisa riservatezza,
mista a diffidenza.
Si dice che lo sguardo sia lo specchio dell'anima…
E questo è vero soprattutto per i popoli arabi. In Siria
le donne musulmane ancora oggi lo nascondono dietro il burqa?
Ciò che colpisce della fisionomia siriana è proprio il
taglio ed il loro colore degli occhi. Gli uomini spesso hanno carnagione
scura, volto dai caratteri forti, e occhi verdi, un verde intenso, di
frequente cangiante verso il grigio. Le donne, spesso coperte da veli
in seta indossati con eleganza a volte simile ad altezzoso riserbo:
hanno spesso gli occhi truccati, in maniera mai eccessiva, con accuratezza
estrema, evidenziando proprio il taglio allungato e l'intensità
dello sguardo. Ad Aleppo, invece, la maggior parte delle donne erano
coperte integralmente da spessi abiti neri, che concedevano dinanzi
agli occhi solo una striscia di velo fittissimo: donne ombra scura di
se stesse nella confusione di auto sgangherate e turisti spaesati, completamente
estranee alla vita brulicante della città nuova.
Com'è la cucina siriana?
Tutto è semplicemente ottimo. La portata in sé è
molto semplice: riso o carne alla brace, verdure cotte, pane arabo e
salse. La tavolata è colma di mezé, traducibile approssimativamente
come “antipasti”, ovvero colorate e variegate coppette di
salse a base di melanzane, olive, ceci… da abbinare a piacimento.
Ottima anche la frutta ed i dolci, impiattati sempre in maniera generosa
e con particolare gusto estetico, come le “piramidi” di
dolci al miele e pistacchi. Però nel mio viaggio vi sono state
due costanti: lo shawarma ed i succhi di frutta. Il primo consiste in
pane arabo arrotolato per contenere carne cotta su grandi spiedi verticali,
e insalate o salse a volontà. Questo fratello orientale dell'hot
dog contiene quel confuso mix di odori e sapori che rendono squisita
la cucina siriana.
Per succhi di frutta invece in Siria non si intendono i nostri insipidi
liquidi colorati imbottigliati, ma squisite spremute con accostamenti
di frutta eccellenti: dei veri pasti che permettono di affrontare i
lunghi tour nelle città.
Ritorneresti in Siria per un nuovo viaggio? Perché?
Ritornerei sicuramente, perché è il viaggio più
intenso che abbia mai fatto: è un Paese di cui visitare ogni
“angolo”, perché nella sua semplicità è
una costante sorpresa. È emozionante sia attraversare il deserto,
in auto, sotto le stelle ed i rari bagliori delle luci nelle tende dei
nomadi, sia tuffarsi nella confusione metropolitana delle gradi città
come Damasco ed Aleppo.
La gente è stupenda, silenziosa ed ospitale, umile ed incredibilmente
orgogliosa al tempo stesso.
La Siria è un Paese meraviglioso che lotta contro l'occidentale
nervosismo attraverso la lentezza e la bellezza delle tradizioni.
Essere invitati a bere un tè da una famiglia numerosissima, comprensiva
di almeno tre generazioni, che vive nelle rovine della città
romana di Bosra potrebbe essere il metro di una dignità che in
pochi minuti ci fa passare dalla pietà al rispetto, così
come un disordinatissimo taxi, di uno spericolatissimo tassista, in
pochi minuti, fa passare dalla paura al sorriso amichevole.
|
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3° Premio Giornalistico Internazionale
CIVILTÀ RUPESTRE IN PUGLIA
Vincitori Margherita Ghinassi (TG 1),
Marco Merola (Oggi) e Carlo Nicotera (Il Mattino) – Presidente
della giuria Enrico Mentana - Cerimonia di premiazione alla Masseria
San Domenico con ospiti illustri – Presentatrice Milly Carlucci
– Concerto della chitarrista Adalisa Castellaneta – L'anno
venturo al Sociale

La filosofia di Marisa Lisi Melpignano è
quella dello “step by step”, e così, passo dopo passo,
sta facendo crescere questa sua creatura, la Fondazione San Domenico,
in seno alla quale nel 2005 ha inventato il premio giornalistico “Civiltà
rupestre in Puglia”.
Per quella prima edizione affidò il compito di presidente della
giuria a quel mostro sacro del giornalismo che risponde al nome di Sergio
Zavoli. Vinsero in ex-aequo Lino Patruno, all'epoca, direttore del La
Gazzetta del Mezzogiorno e Massimiliano Bassetti del Corriere dell'Umbria.
Alla cerimonia di premiazione, sempre nella elegante cornice dello spiazzo
della Masseria San Domenico, intervenne Lucio Dalla. Dalla seconda edizione,
nel 2007, il Premio prevede due sezioni: per la carta stampata e per
la televisione. Vincitori Tonio Attinio della Stampa e Pietro Di Lazzaro
Sì viaggiare del Tg2.
La étoile Luciana Svignano, intervenne alla cerimonia di premiazione
il 23 giugno.
Per la terza edizione, la giuria, presieduta da Enrico Mentana, ha assegnato
il Premio Tv a Margherita Ghinassi per un servizio sulla Lama d'Antico
trasmesso su Rai Uno il 30 maggio scorso nella rubrica Enciclopedia
del TG1; il Premio per la carta stampata è stato assegnato in
ex-aequo a Marco Merola per un reportage pubblicato il 2 aprile sul
settimanale Oggi, e a Carlo Nicotera per un articolo pubblicato il 29
maggio sul quotidiano di Napoli Il Mattino. Ai tre vincitori, oltre
il premio in danaro, è stato consegnato un multiplo della scultura
in bronzo di Mimmo Paladino che ha voluto rappresentare il lavoro umano
nei grandi uliveti.
Le finalità del Premio erano state illustrate in apertura della
manifestazione da Giuseppe Giacovazzo e Cosimo Damiano Fonseca.
La cerimonia di premiazione, organizzata con ineccepibile professionalità
ed eleganza, si è tenuta come al solito all'esterno della Masseria
San Domenico.
Ha condotto la serata Milly Carlucci, anch'ella, come gli artisti intervenuti
negli anni precedenti, amica personale della padrona di casa.
Per la esibizione artistica di questa terza edizione, Marisa Lisi Melpignano
ha voluto dare spazio ad un'altra sua amica, Adalisa Castellaneta, chitarrista
di rara sensibilità, uno di quei talenti che non possono fare
il profeta in patria.
Tra gli ospiti, numerosi i personaggi dello spettacolo, della cultura
e della politica.
Tra questi, l'immancabile Massimo D'Alema con l'inseparabile sen. Nicola
Latorre e, l'ex ministro Beppe Pisanu e l'on. Angelo Sanza.
Nell'intervento di chiusura, Marisa Lisi Melpignano, dopo i ringraziamenti
agli ospiti e ai collaboratori, ha annunciato che il Premio coinvolgerà
più direttamente la città di Fasano e che, pertanto, la
prossima cerimonia di premiazione si terrà nel teatro Sociale.
|
| Minchiate
e facezie |
IL TRAPPETARO
testo di Nicola Fiume - vignetta di Cosimo
Rosati
E'
stato smarrito un bambino biondo con un costumino celeste bellissimo.
Chi lo dovesse trovare è pregato di restituire il costumino.
E' stato smarrito un bambino biondo con un costumino celeste a pallini
rosa, una pistola non si sa se giocattolo, otto tatuaggi di cui uno
a forma di teschio della morte sull'avambraccio destro, tre cicatrici
di cui una veramente impressionante sulla guancia sinistra, un piercing
sulla lingua e due su un orecchio che non mi ricordo quale e tre anelli
al naso.
Chi lo dovesse trovare è pregato di tenerselo e fargli l'antitetanica
ogni sei mesi.
E' stato smarrito un ferocissimo doberman.
Chi lo dovesse trovare … so' cazzi suoi.
E' stato smarrito un costume.
Chi dovesse trovare quell'esibizionista del proprietario avvisi i carabinieri.
E' stato smarrito un impermeabile.
Se lo trovate assicuratevi che dentro non ci sia l'esibizionista.
E' stato smarrito un paio di occhiali da vista spessi due dita.
Chi dovesse trovarli è pregato di restituirli a quel signore
che va sbattendo contro tutti i pali dell'illuminazione stradale sulla
viabilità di servizio.
E' stata smarrita Sabrina Ferilli.
Chi la dovesse trovare se la tenga zitto zitto.
E' stata smarrita una partita di cocaina purissima.
Chi la dovesse trovare capiremo tutti subito chi è.
E' stato smarrito un portafogli con cinquemila euro in contanti dentro.
Chi lo dovesse trovare è un culorotto. Complimenti e auguri.
E' stato smarrito un pechinese.
Chi lo dovesse trovare lo riporti al ristorante cinese di Monopoli da
dov'è scappato perché non voleva più lavare i piatti.
E' stato smarrito un bambino terribile.
Chi lo dovesse trovare lo ributti in mare e stringa meglio la corda
al collo.
E' stato smarrito un pezzo di corda gialla.
Chi lo dovesse trovare si assicuri che ad un capo della corda non ci
sia un bambino terribile legato per il collo ed all'altro capo una grossa
pietra dopodiché può portare il pezzo di corda in direzione.
E' stata smarrita la retta via.
Chi la conosce mi dica qual è.
E' stato smarrito un cane lupo.
Chi lo dovesse trovare telefonasse a Cappuccetto Rosso.
E' stato smarrito un pastore tedesco.
Chi lo dovesse trovare telefonasse alla chiesa anglicana.
E' stato smarrito un bambino con il costumino celeste a pallini rosa.
Se non vi piace il costume comprategliene un altro.
E' stata smarrita una maschera.
Chi la trovasse telefonasse a Zorro.
E' stato smarrito un sarchiapone.
Chi lo trovasse mi telefonasse per piacere per dirmi cos'è. |
| Tra
il serio e il faceto |
I dubbi dubbi e altro di Nicola Fiume
Studi universitari
Con una mamma impiegata all'ufficio postale ed un papà postino
a cos'altro avrebbe potuto iscriversi la figlia che aveva deciso di
andare all'università se non a lettere? (28-2-96)
Arte classica, moderna, ultramoderna?
La Nike di Samotracia è acefala di braccia?
Gazzetta del Mezzogiorno del 18-12-1995, cronaca di Brindisi,
pagina 17 presumo
Titolo: 'In carcere per rapina impropria'
Commento: perché … esistono anche le rapine proprie?
Non ho l'età
… grande parata di Caio, portiere del Santos di quasi vent'anni,
per l'esattezza 28.
Amore mio
Non importa il colore dei tuoi capelli e dei tuoi occhi … l'importante
è che tu li abbia.
La cura
Il medico disse che doveva prendere due compresse al giorno, ma lui
preferì prenderne una ogni dodici ore: guarì lo stesso.
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DOBBIAMO DARGLI PURE RETTA? |
Da uno dei miei delatori infiltrati nella società italiana che ormai raramente frequento di persona, mi giunge una segnalazione agghiacciante: un sindaco di non so quale paese del sud Italia, avrebbe promesso ai ragazzini del paese da lui amministrato, in procinto di affrontare l'esame di licenza media, che avrebbe fatto fare un giro sulla sua Ferrari a chi avesse conseguito il massimo dei voti. Siccome ogni pseudo giornalista che si rispetti deve accertare le fonti prima di scriverne, mi rifiuto di accertare l'autenticità della questione, la bollo come una panzana e non gli do retta. È così incredibile, questa notizia che non può essere presa in considerazione. Ma come, ragazzini che sono stati educati (da insegnanti poco pagati ma ugualmente motivati) nei valori dell'umiltà e della modestia e che stanno studiando per riuscire un giorno ad affermarsi nella vita sulla base delle proprie qualità intellettuali e morali, adesso dovrebbero andare a fare gli spacconi per le strade cittadine in auto di lusso come dei Briatori e delle Gregoracce qualsiasi? Non ci crederei nemmeno se lo sentissi di persona. Figuriamoci se ci credo quando me lo vengono a raccontare. Io immagino questi ragazzi di 13-14 anni che finiscono le medie, come la classe dirigente del futuro. Li immagino ragazzi preparati nel lavoro ma anche impegnati nel sociale, che magari frequentino associazioni di volontariato, che facciano servizio civile nel terzo mondo dove c'è la vera miseria e che non vengano abituati a sbattere in faccia agli altri la propria ricchezza (che gli auguro di cuore), che diffondano una cultura di risparmio energetico e che siano contrari a consumare carburanti inutilmente… mi volete togliere l'unica speranza che mi rimane per il futuro? Anche se, ad ascoltare le cronache, sembrerebbe che fare l'attrice o la velina sia ormai l'unica ambizione delle ragazze nostre connazionali. I maschi invece ambirebbero a fare i calciatori per potersi poi… ingraziare le suddette veline e girare in auto di lusso, senza peraltro avere un posto in cui andare. Già, in questo paese, che continuo a frequentare poco di persona, ci si racconta che ci siano giri di raccomandazioni anche per fare l'attricetta in qualche sceneggiato televisivo (lo so che oggi è più di moda chiamarle fiction, ma sempre sceneggiati rimangono). Le raccomandazioni per fare l'attrice, siamo onesti, ci sono sempre state. Che le aspiranti artiste non abbiano quasi mai lesinato le proprie grazie ai produttori influenti, è cosa nota. La novità invece è costituita dal fatto che nell'Italia del 2007-2008, far recitare amichette di politici potesse essere funzionale al far cadere il governo, tramite la fuga da uno schieramento all'altro di parlamentari. Ah, quanto tira la fuga in questo paese! Dalle intercettazioni telefoniche pubblicate (ancora per poco?) sulla stampa nazionale, si ventilerebbe addirittura che qualcuno sia diventato Ministro della Repubblica nell'attuale governo, in virtù di approcci particolarmente intimi con l'attuale capo di Governo Silvio Berlusconi (tessera P2 n° 1816). Addirittura il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, Donadi, ha fatto una dichiarazione alquanto allusiva: "E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo, la vicenda sarebbe diventata di rilevanza politica oppure no?”. E subito si è scatenato il chiacchiericcio e la domanda è stata per tutti la stessa: quale degli attuali ministri si è ingraziato il capo utilizzando i proverbiali metodi Lewinsky? In attesa della pubblicazione definitiva delle intercettazioni (se non le bloccano prima) gli allibratori danno favorito Renato Brunetta (per via dell'altezza), seguito da Roberto Calderoli (che di porcate se ne intende) e da Italo Bocchino (che non è stato nominato Ministro ma pare ci tenesse tanto). Per quanto mi riguarda, mi sono fatto una certa idea e vi dico che secondo me si tratta di Bondi. Vedete, gli altri politici di centrodestra al capo gli danno sempre retta, Bondi cambia anche la vocale finale!
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L’APPUNTAMENTO MANCATO
Esauriti i fasti dell'ultima festa patronale,
sembra che la Città sia ritornata alla sua stanca normalità,
cioè al letargo estivo. I più, ancora rincuorati dalle
sinuose linee della Valeriona nazionale, hanno impachettato beni e masserizie
per raggiungere le località di villeggiatura e godere della frescura
che la ex ridente cittadina del Sud nega ai suoi abitanti, mossa da
una non meglio definita volontà di infliggere una punizione a
chi non la apprezza mai abbastanza oppure, nella peggiore delle ipotesi,
non l'ha mai apprezzata. Che grande invenzione la statistica e quali
grandi utilità reca in sé: la ex ridente cittadina possiede,
in potenza, tutte le caratteristiche - strutturali, demografiche, climatiche,
storiche e culturali – per emergere dalla fanghiglia da cui è
sommersa da ormai troppo tempo.
Questi, tuttavia, sono discorsi triti e ritriti, al punto che annoiano
persino chi li intraprende; meglio le forme della Valeriona, meglio
chiedersi se indossava o meno la biancheria intima, mentre qualcuno,
con rozza ma prevedibile malizia, preferisce precisare che la bionda
bambolona ignora il significato del termine e del correlato aggettivo.
Meglio i danzatori della nota trasmissione televisiva, tanto più
che con i prenomi che portano, si ha quasi l'impressione di poterli
chiamare dalla finestra. “Dai Pasqualino, ali e fammi vedere come
balli”.
Attenzione, però, perché in quest'ultimo caso si corre
il rischio – in senso buono, ovviamente - di vedere il Primo Cittadino
salire lascala di casa alla ricerca della pagella dell’alunno
più bravo destinato a sfrecciare in Ferrari insieme a lui. Che
strano: in occasione della festa del santo Patrono, il primo Cittadino
ha chiesto copia delle pagelle, ignorando che esiste anche l'autoicertificazione.
Quante cose vengono ignorate nella ex ridente cittadina del Sud: una
per tutte? C'è una legge che concretizza un dato di buon senso
che richiede alle Amministrazioni di approvare, entro il 30 giugno di
ogni anno, il rendiconto, ovverosia la dimostrazione dei risultati di
gestione. La norma è pienamente in vigore, alcuna traccia di
desuetudine sembra intaccarla, la norma c'è e non chiede altro
che di essere applicata. Nulla, da Palazzo di Città fa capolino
un orecchio da mercante di dimensioni spropositate.
Ragazzi, ma il rendiconto lo approvate, oppure no? Eh, rendiconto. Ah,
sì, il conto consuntivo. Ma se abbiamo da poco approvato il bilancio!
Ah, quello è un'altra cosa! Va beh, ma è proprio necessario
approvare 'sto coso? A che serve? Si rischia qualcosa? Se non si approvava
il bilancio si rischiava il commissariamento. Ora cosa si rischia? Niente.
Ah, beh, allora andiamo avanti lo stesso.
A chi interessa, del resto, conoscere i risultati della gestione dell'ultimo
anno del sindaco ferrarista?
A pochi, purtroppo. E poi i risultati si vedono quotidianamente: il
mio gommista di fiducia ormai ha eretto una statua al sindaco; gli scarafaggi
cittadini sono tutti impegnati nell'organizzazione del convegno: “Fetenzia
e amministrazione: quali prospettive?”.
Può dunque prendersi per buono il dato per cui del conto consuntivo
si può fare a meno, ma perlomeno , visto che la festa patronale
è un appuntamento immancabile, anche l’approvazione del
rendiconto è tale, almeno per la legge, e se andava fatta entro
il 30 giugno, una ragione c'era.
Anche solo quella di dibattere sulla biancheria intima di cui sopra!!!
Il Tulipano Nero |
Saggio “Aplomb”
L’EQUILIBRIO INNANZITUTTO
L’esibizione al Kennedy degli allievi
della “Underground sport e fitness” diretta da Rosita Montanaro

Un vero successo lo spettacolo di danza “Aplomb”
andato in scena lo scorso 19 giugno al teatro Kennedy. Protagonisti
della serata gli oltre 70 ballerini della scuola di danza “Underground
sport e fitness” diretta da Rosita Montanaro. “La scelta
di questa nuova denominazione, per il nostro spettacolo di fine anno
– spiega la bravissima etoile fasanese – viene proprio dalla
chiave tecnica che ciascun ballerino deve maturare, ossia l'equilibrio.
Di qui infatti “aplomb” che appunto significa in equilibrio”.
Una serata presentata da Fulvio Faggiana, e aperta dall'esibizione canora
della talentuosa Valentina Pugliese con il brano di Mina “Io voglio
solo te” e con una serie di diapositive che hanno velocemente
ripercorso il cammino fatto fino ad oggi dalla scuola. Subito dopo spazio
alla danza con l'esibizione dei vari corsi nelle versioni di danza classica,
contemporaneo e moderno. Molto oculata la scelta delle musiche che hanno
spaziato da brani come “In the air tonight” di Phill Collins
per poi passare ai grandi classici di Ciaikovskij, Mingus e Drigo. Di
grande presa l'opera “Amor Brujo”, ma decisamente magica
l'atmosfera regalata dalle dolci Angela Loparco, Chiara Bentivoglio,
Elena Di Carolo, Samuela Palmisano e la piccolissima Maricarmen Cofano
che a soli 3 anni, ballerina più giovane e mascotte del gruppo,
ha captato le simpatie con i suoi dolci volteggi di danza. Di altissimo
livello anche le varie esibizioni del piccolo Gabriele Consoli di 9
anni, sicuro destinatario di una carriera di successo, e delle bravissime
ballerine Francesca Bagorda, Giulia Lorusso, Maristella Latorre, Annarita
L'Abbate, Enza Consoli e Mariaceleste Di Tano interpreti rispettivamente
del “Don Chisciotte” e “Il corsaro”. Intramontabili
classici della danza classica. Divertente e accattivante la seconda
parte dello spettacolo con la danza contemporanea e moderna le cui coreografie
sono state realizzate con la preziosa collaborazione del maestro Michele
Tarantini. Insomma uno spettacolo gradevole con un esibizione di kick-boxing
con Mina Pugliese e Giuseppe Guarini, e con corpo di ballo molto ben
preparato, giustamente applaudito a fine serata e formato da corso iniziazione:
Angela Loparco, Chiara Bentivoglio, Elena Di Carolo, Maricarmen Cofano,
Samuela Palmisano. corso propedeutico : Angela Legrottaglie, Alessia
Argese, Annica Ancona, Antonella Gianfrate, Antonella Miccolis, Carmen
Scollo, Claudia Ancona, Conny Arvizzigno,Daniela Recchia, Francesca
Sibilio, Giada Potenza, Giulia Ribigini, Ilaria Ruggero, Luciana Rosiello,
Maria Aspro, Martina Vinci, Mirella Crescenza, Nicole Ferro, Rosa Chiara
Crescenza, Roseana Schiavone, Sabrina Ricco, Valeria Tampone. corso
I anno accademico : Angela Legrottaglie, Angela Natola, Angelo Albanese,
AngelDi Carolo, Arianna Cardone, Carmen Intini, Debora Curlo, Elisabetta
Miano, Federica Paganin, Gabriella Bianchino, Gloria Albanese, Gabriele
Consoli,Gianluigi Pugliese, Lucia Del Core, Marica Potenza, Marco Sibilio,
Mirella Franchini,Noemi Micoli, Rosa Custodero, Sara Farina, Sara Loprete,
Sara Rotunno, Vita De Pasquale.corso intermedio: Annalisa Caramia,Josephine
Di Ceglie, Luana Schiavone,Marica Laterrenia, Sara Aspro, Sonia Scarafile
corso avanzato: Annarita l'Abbate, Annarita Rosato, Angelo Palmisano,Enza
Consoli, Francesca Bagorda, Giovanna Liuzzi, Giulia Lorusso, Giuseppe
Pinto, LeonardoCarbonara, Mariaceleste Di Tano, Marcello Alo', Maristella
Latorre.
Foto di Donato Fanigliulo |
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La “Pas de deux” in scena
IN PUNTA DI PIEDI
Applauditissimo il saggio-spettacolo
“che...divertimento”. L’elenco dei ballerini.

Un ritmo divertente ha allietato la serata
dello scorso 29 giugno, allorquando il palco del teatro Kennedy ha ospitato
le giovani promesse della danza classica.
Un titolo davvero indovinato, “Che … divertimento”,
quello della Kermesse conclusiva dell'anno accademico 2007/2008 dell'associazione
culturale “Pas de deux”. Una riflessione di carattere generale
, prima di riconoscere il giusto tributo ai giovanissimi danzatori:
imparare a mettersi nei panni dell'altro è esercizio utile e
pratica da coltivare costantemente per apprezzare ogni evento della
vita.
Infatti, il saggio conclusivo dell'associazione rappresenta il frutto
della fatica di tanti giovani fasanesi che, durante i pomeriggi invernali,
hanno sacrificato ore di gioco e di svago per sottoporsi ai rigidi dettami
della disciplina, alla guida di abili insegnanti. L'impresa conclusiva,
l'esibizione di fronte a parenti e amici, è davvero meritoria,
tanto più se si considera che dai rigori dell'inverno i giovani
ballerini hanno affrontato il pubblico con temperature da solleone.
 Ed ora i protagonisti,
cominciando dai più piccini che si sono esibiti per ultimi, perché
le ciliegine sulla torta sono quelle che si gustano per ultime.
Per il Propedeutico A: Giulia Moscato, Cleyde Pantaleo, Annalisa Cervone,
Pasqua Losavio, Margherita Vinci, Elena Di Geronimo, Rossella Amati,
Rosa Vinci, Gaia Gofferedo, Rita Briamonte, Francesca Sibilio, Paola
Muolo, Yole Renna, Rebecca Cofano.
Per il Propedeutico B: Chiara Carparelli, Sonia Sabno, Angela Cascione,
Francesca Musa, Marayah Palmisano, Eva Sgarriga Visconti, Grazia Berberi,
Maddalena Mileti, Angelica Barletat, Alessandra Lapadula, Sabrina Console,
Alice Mileti, Maria Veloci.
Per il Preaccademico: Fabiana Fanigliulo, Sonia D'amico, Chiara Ferrara,
Monia Maggi, Giovanna Mizzi, Sara Cannone, Angelo Piccoli, Gaia Schiavone,
Jessica Sarcinella, Rosachiara Monopoli, Ilaria Loprete, Sra Spada,
Rossella Conversano, Arina Vinci.
Per il I Anno accademico: Monica Passaquindici, Alma Gallo, Francesca
Semeraro, Maria Olive, Mariangela Patronelli, Tjla Potenza, Vito Palasciano,
Marianna Sabatelli, Debora Zizzi, Matilde Cervone, Piera Colaninno,
Alessia Sasso, Pasquale Saponaro, Mariateresa Alessi, Mariangela Qato,
Giada Angelini, Francesca D'agnano, Lucrezia Napoletano, Rosa Martellotta.
Per Il Iv Anno Accademico: Vanja Granberg, Sara Semeraro, Anastasia
Crastolla, Serena Mannella, Valeria Cefola.
Per Il V Anno Accademico: Araianna Galasso, Rossana Carbonara, Efry
Calignano, Antonella Cofano, Sara Giumentaro, Giada Indiveri, Giulia
Santoro.
Per il VI Anno accademico: Francesco Stufano, Andrea De Marzo, Angelo
Zizzi, Stefania Mancini, Francesca Manfredi, Lara Miccolis, Roberta
Passiatore.
Il pubblico ha partecipato all'evento con un calore ed un entusiasmo
davvero eccezionali; merito sia delle note di Bizet e di Rossini, sia
e soprattutto degli interpreti.
Alla domanda fra i presenti ricorrente: “chi sei venuto a vedere?”,
la risposta, all'unanimità è stata la seguente”
sono venuto per xxxx, ma, dopo averli visti all'opera, non ho potuto
fare a meno di applaudirli tutti quanti”.
Veramente bravi!!!
a. n.
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Dedicato ai bambini svegli
L’ALFABETO DELLA SAGGEZZA
Libro di Ferdinando Sallustio, édito
da Schena con annesso CD di filastrocche – Riflessioni di personaggi
della cultura e dello spettacolo
 A
ogni lettera dell'alfabeto, Ferdinando Sallustio, fa fatto corrispondere
una riflessione e una o più interviste a personaggi della cultura
e dello spettacolo. Il risultato finale è un manuale, con pillole
di saggezza sparse qua e là, ad uso e consumo di bambini svegli.
Ma forse più per genitori che vogliano tenere viva l'attenzione
dei figli su valori e concetti utili per una equilibrata formazione
di base e che, pertanto, vale la pena di acquisire per la vita. Presentato
così, potrebbe sembrare un progetto presuntuoso. E' esattamente
il contrario, perché da ogni pagina traspare la modestia e il
pudore di un uomo che raccoglie i suoi pensieri e quello che altri,
personaggi noti, gli hanno suggerito in varie occasioni, riproponendoli
con amabilità colloquiale. Il libro “Le parole che mi hanno
detto”, édito da Schena, è il secondo scritto da
Ferdinando Sallustio un bancario- pubblicista di Ostuni, assorto alla
notorietà nazionale per aver partecipato da gran campione alla
trasmissione televisiva “Passaparola”.
Il sottotitolo è “Due generazioni dalla A alla Z”.
Alla lettera “A”, due riflessioni: per l'avventura e gli
animali, abbinate alle brevi interviste a Piero Angela e all'etologo
Danilo Mainardi. Alla lettera “B”, i Beatles e le parole
del giornalista Gianni Bisiach. Per la “C”, l'argomento
è il cine ma, il commento di Ricky Tognazzi. E così via
alfabetando con le parole di Gianni Rodari, Lino Banfi, Liliana De Curtis,
Renzo Arbore, Pippo Baudo, Gerry Scotti, Esilio Tonini, Charles Schulz,
Cino Tortorella e altri. Cosa c'è alla lettera “Q”?
Il quiz ovviamente: curiosità sul “Passaparola” televisivo
e anche un rapido metodo per concorrenti.
Questa miniencicòlopedia, Sallustio la racchiude, con sintesi
giornalistica, in 140 pagine. Le altre 90 pagine le dedica, invece,
alle “filastrocche e ninne nanna”. L'editrice Schena, ha
completato il libro con un CD che contiene appunto le 34 canzoncine
per i bambini.
f.l. |

L’antidoto al bullismo
L’ORCHESTRA SCOLASTICA
Sessanta alunni della “Bianco”
hanno eseguito musiche d’autore in piazza Ciaia - Consensi per
l’iniziativa e per la qualità dell’esibizione.
 Scrivo
di getto, sono più abituata a stendere procedimenti amministrativi,
a tradurre in atti indirizzi politici ed a redigere burocratici verbali
che non a descrivere emozioni, più che altro gustate in silenzio
nell'attimo in cui mi pervadono, ma la grande suggestione vissuta nella
nostra piazza, un po' di sere fa, merita di essere esternata, perché
ha accomunato molti di noi.
Grazie agli alunni della Scuola Media “Giacinto Bianco”
che frequentano le sezioni musicali, il 18 giugno scorso, Piazza Ignazio
Ciaia, dalle ore 21,00 ha dimenticato, per qualche ora, di essere luogo
deputato a ricomporre e definire privati e pubblici affanni, per trasformarsi
in naturale auditorium sulla cui volta presenziava, solenne e maestosa,
l'unica autorità: la luna, grata anche dei versi a lei dedicati
dal nostro illustre concittadino durante la prigionia napoletana.
L'orchestra, composta da sessanta elementi delle sezioni B, C e D, ha
eseguito il seguente programma:
Orchestra delle 2^ classi – corsi B-C-D
B. Kaempfert: Strangers in the nigt; G. Gerswin: Summertime; C. Velasquez:
Besame mucho; D. Modugno: Nel blu dipinto di blu;
Orchestra delle 3^ classi –corsi B-D
N. Piovani: “La vita è bella”; L.v. Beethoven: “Inno
alla gioia” dalla Sinfonia IX; B. Bacharach: “Medley”;
E. Morricone: “Medley” L. Bernstein: dal Musical “West
Side Story” - I feel pretty – Somewhere – America
- Tonight - A. Piazzola “Libertango”.
I ragazzi, diretti dai loro professori, hanno colpito per professionalità
e compostezza, requisiti che vanno a maggior ragione riconosciuti, perché
non sono stati appresi in un conservatorio musicale, ma presso una scuola
pubblica, dove, durante l'anno scolastico, viene svolto l'intero programma
di formazione ministeriale.
Ho riflettuto sulla piaga del bullismo, a cui i fatti di cronaca ci
hanno abituati, a quanto sia lontana da questi ragazzi, a quanto sia
ascrivibile alle responsabilità di noi adulti, a quanto dipenda
dai messaggi, dalle prospettive, dai significati che il nostro “buon
senso” è capace di offrire, a cosa decidiamo di farne di
loro.
Ho ripensato al valore della scuola, alla sua dimensione liberale e
democratica, in cui le differenze di ciascuno si pongono come preziosa
opportunità di crescita culturale per tutti e non come presunta
minaccia all'identità personale, così com' è per
la musica, in cui la pluralità di note e di strumenti si dispiega
in una sola, originale armonia.
Mi chiedo perché, diversamente da quanto sia scontato per i miei
figli, a molti altri figli di diversa provenienza, debba essere tolta
la possibilità di volare sulle pagine di uno spartito per raggiungere
livelli di dignità umana, rinfrancandosi da condizioni di povertà
e, spesso, di schiavitù.
Ci si augura che almeno la scuola, al suo interno, conservi la necessaria
lucidità per non abdicare al suo essenziale compito di integrazione
sociale, nel rispetto della molteplicità delle culture, mantenendo
un orientamento divergente rispetto alle attuali impostazioni.
Prima di salutarci, gli alunni della scuola secondaria di 1° grado
“Giacinto Bianco” hanno eseguito l'inno di Mameli che tutti,
mettendoci in piedi, abbiamo cantato con emozione, in nome dell'unità
nazionale e della solidarietà di popolo, sotto lo sguardo pieno
e compiaciuto della luna.
Angela Carparelli |
Il “Bignami” del Musical
Made in Fasano
ECCO BROADWAY
Lo spettacolo andato in scena al Kennedy
il 12 giugno è la dimostrazione dell'alta professionalità
raggiunta dalla Glitter scuola di formazione per lo spettacolo

Ci aspettavamo una prova di alta professionalità,
e così è stato.
Lo spettacolo “Ecco Brodway”, rappresentato al Kennedy il
12 giugno, è la sintesi dell'attività teatrale svolta
negli anni scorsi dall'associazione Glitter, una sorta di “Bignami
del musical made in Fasano”. Sono stati, quindi, riproposti, i
passaggi più significativi degli spettacoli A chorus line; Mary
Poppino; Sette spose per sette fratelli; Cats; Singin' in the rain.
E' stata l'occasione per presentare alla città i nuovi allievi
della scuola accanto agli attori e ballerini già scafati. La
Glitter ha avuto riconoscimenti prestigiosi ed è riconosciuta
come scuola di formazione per lo spettacolo. Insomma qualcosa che fa
inorgoglire i fasanesi, considerato che gran parte delle professionalità
emerse sono nate a Fasano. Un'attività, quella della Glitter,
che sa volare alto. Teresa Cecere, l'anima dell'associazione, ha saputo
circondarsi nel tempo di professionisti che hanno saputo dare l'imput
più opportuno. Fra i maestri collaboratori ci piace menzionare
Ciro Greco che, con la sua comprovata esperienza nei più accreditati
teatri, ha saputo dare un contributo significativo nell'innalzamento
del tasso di professionalità per i giovani allievi cantanti.
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| fasanesi doc |
ALUCCIO
 Il
dialetto fasanese ha il raro pregio di cambiarti un bel nome di battesimo
in un suono vezzeggiativo, decisamente affettuoso ma radicalmente lontano
della sua etimologia, per cui Francesco diventa Ciccio, Girolamo Cimonetto,
Domenico, Minguccio, Apollonia Bellonia, Comasia Sisina, e via storpiando.
Uno che si chiama Italo Abele, come può suonare in dialetto?
Facile: Aluccio. E a Fasano di Aluccio ce n'è uno. O almeno uno,
è quello noto. E' Italo Abele Gentile, avvocato, con studio legale
in via Piave, adiacente la bottega di Ciccio il calzolaio. Vicinanza
che ha avuto la sua rilevanza quando l'avvocato doveva documentarsi
in gran fretta per presentare interrogazioni in Consiglio comunale:
Ciccio diventava la sua fonte di informazioni. Gli bastava un pettegolezzo,
un episodio, una mezza lagnanza, un accenno di protesta, un fatterello
raccontato alla buona dal fedele artigiano e il consigliere-avvocato
aveva di che tuonare dai banchi dell'opposizione, oppure in piazza in
seguitissimi pubblici comizi. La sua è stata una opposizione
sanguigna, che mandava in bestia soprattutto il sindaco Sandrino Rubino,
il quale, sotto sotto, stimava il nostro avvocato, conoscendolo incapace
di cattiverie e di dietrologie. Ad Aluccio, piaceva incarnare la figura
del cavaliere senza macchia e senza paura con un certo populismo plateale.
Un po' sopra le righe, con esuberanza e clamore. Anche la voce stentorea
fa pendant col fisico possente da perfetto tribuno delle plebe. Politicamente
è stato un cane sciolto, tendente all'anarchico per quella insofferenza
congenita a sopportare imposizioni volute da disciplina di partito o
altre forme di controllo che ingabbiano, di fatto, la libertà
del pensiero e dell'azione.
All'occhio di un osservatore superficiale, Aluccio potrebbe apparire
un cinico demagogo; a conoscerlo bene, se ne apprezza, invece, la delicata
sensibilità.
Non a caso scrive versi di buona fattura che riecheggiano reminiscenze
di formazione classica e, in particolare, la compostezza riscontrabile
negli Giambi ed Epigrammi di Callimaco di Cirene.
Ha pubblicato un libro di poesie. Sono pure suoi, i versi apposti sotto
il monumento a Ignazio Ciaia, nell'androne del Palazzo di Città,
realizzato dallo scultore Maurogiovanni. E a proposito di produzioni
letterarie, ha scritto anche un libro di narrativa, édito da
Falcolini, dal titolo “Sulle ali dei ricordi”. In 190 pagine
snocciola racconti, personaggi, fatti di vita “vera e vissuta”.
Manco a dirlo, il libro, stampato lo scorso dicembre, sta andando a
ruba, proprio per quel pregio di Aluccio Gentile di saper scegliere
momenti di intenso impatto popolare, facendosi così ammirare
dalle persone più umili ma anche, segretamente, dai sofisticati
intellettuali con la puzza sotto il naso.
Le altre grandi passioni di Italo Abele Gentile?
Il gentil sesso (che frequentava con assiduità e successo, certamente,
quand'era scapolo); Fasano; la musica; gli animali. Cavalca superbamente
e sa accudire i cani. Anche tra costoro, gode di meritato credito: non
a caso quando si fa la passeggiata a cavallo in viale Toledo, lo segue,
con gran caciara, un nutritissimo stuolo di cani scodinzolanti.
f. l. |
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Piccoli podisti crescono. Un saluto alla redazione
del Menante, da Mimmo e dal piccolo Roberto dalla maratona di Treviso. |
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Angela saluta la sua sorellina Roberta,
nata l’8-07-2008,
insieme al papà Donato e a mamma Vita. |
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Filippo, sei lagioia più grande
che la vita potesse regalarci. Ben arrivato da mamma Luigia e papà
Sandro. |
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| Filo per filo; la trama in funzione
dell’ordito; l’ordito, ragione della trama, e come uno
senza l’altra non riesce a formare il tessuto, così
l’altra dal primo ha la forza e il sostegno. Così è
il matrimonio così soltanto per poter ottenere un valido
risultato che sia premio a se stesso e frutto di bene. Filo per
filo, intrecciati in Dio uno con l’altra senza soluzione di
continuo, mai, fino all’eternità. Auguri ad Achille
e Giuliana. |
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Nella Nazionale universitari
FASANESI MONDIALI
L’attività sportiva nelle elementari del terzo circolo didattico
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Prosegue l'avventura mondiale per gli universitari italiani e quindi per i fasanesi Rubino, Fanizza, Sirsi e Masia. Ieri sera la selezione italiana ha superato per 25 a 23 la Repubblica Ceca al termine di un match altamente equilibrato e spettacolare. Ottime le prove di Sirsi, Fanizza e Rubino, protagonisti della vittoria dell'Italia che cosi' chiude la prima fase al primo posto del girone A e domani dovrà vedersela con la Bielorussia in un quarto di finale che si preannuncia molto incerto ed equilibrato. Non è stato della partita Francesco Masia che ha subito un grave infortunio nella gara precedente contro l'Australia; per l'atleta sardo, ieri sottoposto a RMN, ci sono forti sospetti di lesione dei legamenti collaterali e crociati anteriori; ad ore prevista la diagnosi definitiva. Intanto, sono tornati da Misano Adriatico i ragazzi che hanno partecipato alla fase finale del Festival della Pallamano, categoria esordienti. I fasanesi erano stati inseriti nel girone A insieme a Pontinia, Cologne e Bordighera; con 2 vittorie ed 1 sconfitta (contro Pontinia) i biancoazzurri sono passati alle semifinali 5-8° posto dove hanno battuto nettamente il Grosseto per poi vincere la finale 5-6° posto contro i trentini del Pressano. Il torneo è stato vinto dal Pontinia che ha battuto in finale il Trieste. Bilancio, dunque, molto positivo per i ragazzini di Pranjic che, seppur in formazione rimaneggiata, hanno sciorinato una pallamano di buon livello frutto di un apprezzabile gioco corale e di alcune notevoli individualità. |
SOCIETÀ SPORTIVE IN CRISI
Il primo scorcio dell'estate è destinato
a programmare l'attività sportiva per il nuovo anno. Piani economici,
ricerca di sponsor, acquisti di atleti e di allenatori, preparazione
di ritiri. Ogni anno questo periodo diviene sempre più problematico
per i nostri dirigenti. Futuro più cupo, meno soldi a disposizione.
Si cercano agganci politici, aiuti e ci si prostra al potente di turno.
In più Fasano soffre di una cronica mancanza di strutture.
Solo il calcio dispone di stadi all'altezza delle compagini cittadine.
Carlo Sgarbi è costretto ad emigrare o a far salti da acrobata
pur di coprire le perdite di bilancio. La società di pallamano
è ospite di una struttura inidonea per una massima serie. E i
fondi non sono sufficienti per coprire le spese di una società
ambiziosa come quella fasanese. Il basket combatte per potersi allenare
nella stessa struttura nella quale deve disputare le partite ufficiali.
Atletica e ciclismo cercano contributi per potenziare l'attività.
Il nuoto? Si investe per completare una piscina (eppure esiste già
una valida struttura seppur privata) e non si trovano fondi per un palazzetto,
indispensabile per una cittadina di quarantamila abitanti. Venti anni
fa si sognava il palazzetto di Vignamarina…speriamo che nei prossimi
vent'anni ce lo costruiscano o altrimenti viva i privati. Una serie
D di calcio, A d'elite di handball, serie B1 di volley, serie D di basket:
e l'anno prossimo? Per chi vi scrive sarebbe un miracolo che le nostre
compagini ripetano i risultati conseguiti nei campionati appena terminati.
L'unico sport in trend positivo, così come accade in tutta la
Puglia, è il calcio a 5. Per ora le due principali società
fasanesi si fanno concorrenza…e mai come in questo caso la concorrenza
è foriera di risultati. Fin quando gli sponsor asseconderanno
queste ambizioni?
Purtroppo la situazione economica fasanese non consente il reperimento
di sponsorizzazioni “robuste” che possano far vivere tranquillamente
le nostre associazioni sportive. Un piccolo consiglio: lavoriamo seriamente
sui settori giovanili. E da anni che non si fa, pur sbandierando ai
quattro venti di fare attività con i piccoli atleti.
Qualità nei settori giovanili e pazienza, solo così si
investe e si abbattono le spese: che vantaggio aver in prima squadra
tanti atleti locali. Ricordate la pallamano di qualche anno fa, imbottita
di fasanesi? E gli allenatori responsabili di quel piccolo miracolo,
pur fasanesi, oggi non allenano a Fasano. Forse c'è qualcosa
che non va o, come al solito, siamo artefici dei nostri stessi problemi.
Gianluca Monopoli |
La Salette per Nassyria
IL TORNEO DELLE FORZE ARMATE
E' da qualche anno che presso il campo da
calcio a 5 della “Salette”, al parco giochi Don Cosimo De
Carolis, si organizza il torneo delle forze armate. In onore dei caduti
di Nassyria, dei militari e civili vittime di un attacco terroristico
e da alcuni già dimenticati, il maresciallo dei Vigili del Fuoco
Franco Rosato e i suoi collaboratori mettono in moto carabinieri, poliziotti,
finanzieri, esercito, aeronautica, vigili del fuoco, vigili urbani e
rappresentative di enti pubblici. Frenesia per formare le rose, nessuno
vuole essere escluso. Si gioca anche per commemorare chi è morto
per l'Italia, commemorato da chi lavora per l'Italia. Nulla di eccezionale,
potreste obiettare! Tra i tanti tornei di calcio a 5 della nostra cittadina
ci trova spazio anche questo. La particolarità è che il
torneo è tra i pochi senza fini di lucro. L'intero ricavato viene
utilizzato per la manutenzione e la miglioria del parco giochi a disposizione
dei ragazzi del quartiere. Franco e il suo team, con in testa Salvatore
Della Neve, sono giornalmente presenti nella struttura a disposizione
dei tanti ragazzi che cercano spazi per giocare. Volontariato puro.
Anche per il torneo si sono rimboccati le maniche: arbitri, regolamenti,
i tanti “picci” che i giocatori in campo hanno…spesso
dimenticando a chi il torneo è dedicato. E il top del torneo
arriva al momento della premiazione: i familiari delle vittime consegnano
le coppe agli atleti in divisa. Fasano, anche se solo con un torneo,
ricorda i nostri eroi. Per chi vi scrive, comunque, la formula del torneo,
meno “pomposa” di una targa o di un monumento, è
il modo migliore di ricordare chi non c'è più. Lo sport
che aggrega, così come voleva aggregare chi in Iraq era andato
in divisa ed era amato dalla gente. Italiani brava gente! Chiacchierando
con Franco, da anni ormai, ogni fine torneo ascolto lo stesso sfogo.
Chi me lo fa fare, sono stanco. In realtà Franco e i suoi amici
organizzatori annualmente sono messi in difficoltà da qualche
atleta in stellette…poco sportivo. Non volendo alterare lo spirito
del torneo si evitano liti, si cerca di riappacificare. Ma il torneo
è dedicato a chi ha perso la vita rappresentando l'Italia, la
stessa Italia che i giovani partecipanti rappresentano giornalmente.
Franco desiste e continua, aiutato anche da Peppino De Leonardis, il
macellaio che per la Salette è sempre pronto a far volontariato.
La sua salsiccia allieta puntualmente gli spettatori delle finali. Chi
ha vinto quest'anno? In realtà non interessa, l'importante è
giocare, fare sport insieme e ricordare chi non c'è più.
Proviamo a chiedere ai più giovani (ma non solo) quanti italiani
sono morti a Nassyria…sembra un secolo fa, la memoria è
annebbiata. Ecco perché Franco e i suoi amici devono continuare
ad onorare i nostri caduti.
G. M. |
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Spodestato D’Amico
FASANO NEL PALLONE
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 Quale squadra fa il Presidente? Ci vorrebbe un Cristiano Ronaldo per (ri)animare la piazza. Acquistiamo una punta da venti gol e vinciamo il campionato. Nella normalità di una calda estate ecco cosa sognerebbe o penserebbe un comune tifoso. Ma noi siamo fasanesi e ci piace soffrire, farci del male, andare controcorrente. E allora il tifoso da sognante diviene titubante e confuso. Il paese delle contraddizioni. I tifosi, sempre legati al mitico Faso, per il quale sborsano quattrini pur di seguirlo in trasferta, che si dividono in fazioni diverse, che sperano e sognano, oggi sono delusi e rassegnati. Perché tifiamo per una squadra che ci prende in giro? Perché tanto mistero? Ci avevano presentato una persona preparata e ottimo dirigente, D'Amico, come il “Salvatore della Patria”. Dopo pochi mesi è stato miseramente mandato via. Ma perché questo dietro-front? E i programmi? Si sbandierava un primo anno di transizione e un secondo anno da protagonisti. Per ora se ci salviamo è un'impresa. Attenzione, la nostra non è una disquisizione tecnica, è solo un riportarvi gli umori della piazza. E un buon presidente-sindaco dovrebbe prenderne atto. Tanti di questi tifosi intervistati sono ultras di Lello. Eppure sconforto, confusione e un pizzico di rabbia li assalgono. Questa volta Lello non convince come Presidente. Si è in attesa di un colpo ad effetto ma la gente si chiede come mai l'amato (per tanti) o odiato (per pochi) Presidente ha fatto fuori una persona tanto stimata. E se si fosse fatto fuori da solo (?) come mai non le ha richiamate. Mistero. E dove troverà il tempo per fare il Presidente tra i mille impegni istituzionali e lavorativi? Mistero. Ciò che ci dispiace osservare è la confusione e la delusione del tifoso fasanese. E in estate, stagione di sogni per ogni tifoso doc, questo è davvero preoccupante. Per chi, comunque, seguirà sempre i biancazzurri, servirebbe un premio: almeno chiarezza e programmazione. Per ora solo misteri. |

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