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| ANNO
V - NUM. 6 - IN EDICOLA DOM 15 GIU 2008 |
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| CARMELINA |
È TRISTE VENEZIA!
Cosa ti è successo? Hai una faccia!
“Sto nera, peggio della pece. Mi sono arrivate due bollette a
spezzagambe e non so proprio come pagarle. Altro che non si arriva all'ultima
settimana, qui manco l'inizi il mese. Se pago le bollette poi mangio
capocchie di fiammiferi e spine di ricci. Compà, è triste
Venezia!”
Mò non farla criminale. Una possidente come te, si mortifica
per due bollettucce?
“Sfotti tu! Luce e gas, insieme, sono una cifra. E a casa l'unica
entrata affidabile è la mesata di mio marito, quando tutto va
bene”.
E il grande non ha ancora trovato lavoro?
“Quel figlio mio è sfor-tunato. Vuol fare le cose per bene
e in quest'Italia di arraffa arraffa non si trova proprio”.
Bèh, in Italia stiamo; cosa vuoi dire?
“ Lui sa fare bene l'into-nachista, ma nessuno lo prende a lavorare
perché è troppo preciso”.
Ora è che non ti capisco
“Che mio figlio chiede prima i contributi e poi la paga della
giornata. I datori di lavoro si spaventano e preferiscono assumere un
albanese o un extra-comunitario che si accordi in nero”.
Ma se il ragazzo sa il mestiere, perché non si mette
per conto suo?
“E che ti credi che non abbia tentato? Mio marito qualche anno
fa voleva mettere su una impresa, a conduzione famigliare, per fare
le manutenzioni nei condomini. Figurati, con le conoscenze e il mestiere
che si ritrova, doveva essere un giochetto da nulla”.
E, invece, cosa è successo?
“Non è successo niente, perché non si riesce a partire.
Ci voleva un capitale minimo per cominciare.
E questi soldi sono sempre mancati. Non è che ci volesse chissà
quale cifra, ma almeno alla misera vita, un ventimila euro li vuoi mettere
a terra? Un camioncino di quinta mano, un minimo di ponteggi usati,
un po' di attrezzature elettriche (e quelle vanno prese nuove, per non
correre rischi con le norme europee), e poi c'è il consulente
da pagare in antiparte. Lo sai che per mettere su un'impresa da niente
ci vogliono quattro chili di carta: la burocrazia è assai; esagerata.
Se ti dimentichi di una certificazione sono multe a morire. Quelli dell'ispet-torato
del lavoro non la perdonano neppure a quella tribbellacchera della madre”.
Fanno il loro dovere. E meno male?
“ Forse con troppo accanimento. Quell'altro giorno alla ditta
dove lavora mio marito hanno fatto una multa salata sol perché
gli operai in cantiere non portavano il cartellino alla camicia. Che
poi questi cartellini danno fastidio perché si impigliano. Dico
io, ma sono condizioni di mortificare chi sta lavorando? Il fatto è
che certe regole fesse le scrivono persone che stanno sedute alle scrivanie
e che non sanno come lavora un operaio. Capisco il casco, le cinture
e tutto quello che riguarda la sicurezza, ma …il cartellino in
petto ti cambia la vita?”.
Le regole vanno in ogni caso rispettate
“Si, si. Pensiamo alle puttanate e non alle cose serie. Sono queste
le cose che scoraggiano i giovani che vogliono industriarsi. Perché
non pensano a dei prestiti seri”.
Per i prestiti ci sono le banche
“Bella roba! Vai a una banca a chiedere i soldi, col cavolo te
li danno. Te li danno soltanto se già ce li hai. Se sei un povero
cristo, ti arrangi. Le banche, figurati, peggio degli usurai.
A un cravattaro almeno lo guardi in faccia e lo puoi sputare in un occhio;
ma le banche non sono persone; e chi decide non lo sai chi è.
Lasciamo perdere, che ho il cuore schiattato. Io so soltanto che mio
marito e mio figlio avrebbero voluto mettersi in proprio, ma non riescono
mai a partire, e manca sempre cinque per arrivare a cento”.
Ora, però con questo Governo le cose dovrebbero cambiare!
“Ma quando mai! Io ormai non credo più a nessuno. Così
come non credo al fatto che aiuteranno i lavoratori e i giovani. Quelli,
quelli che stanno alle poltrone comode pensano a loro, non a noi”.
Carmelì, bisogna pure avere fiducia, se no ci fermiamo!
Compà, il fatto è che il sazio non capisce il digiuno.
E' triste Venezia”!
Franco Lisi
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LA CATASTROFE È VICINA
Siamo alle solite. Anche in occasione del
bilancio di previsione la maggioranza di centrodestra è stata
travolta dai propri limiti. È andata sprecata un'altra possibilità
per invertire la rotta. Per dirla in breve: le strade manterranno -
salvo qualche estemporaneo intervento - le buche esistenti, oltre che
la sporcizia e la scarsa illuminazione - carenta la manutenzione-; le
famiglie in difficoltà continueranno ad essere abbandonate al
proprio destino. Interi settori produttivi sono stati ignorati nella
programmazione finanziaria comunale: l'agricoltura, l'artigianato e
il commercio condannati ad affrontare in solitudine le sfide del mercato;
il turismo affidato all'autodeterminazione e alle estemporanee iniziative
dei singoli operatori, costretti ad un doppio sforzo per non disperdere
i risultati conquistati, tra mille difficoltà, negli anni passati
. Mentre in altre realtà si discute di Area Vasta - l'ultima
opportunità per intercettare finanziamenti a favore del territorio
- Fasano sembra caduta in un sonno profondo. Non si intravede una iniziativa
per risolvere i grandi problemi che rischiano di abbattersi, nei prossimi
mesi, come un macigno, sull'intera collettività. La crisi del
Consorzio Agroalimentare, il crescente costo della raccolta e smaltimento
dei rifiuti solidi urbani, la definizione del rapporto con la società
di riscossione dei tributi, il contenzioso sull'affare cimiteri sono
questioni di grande rilevanza che rischiano di mettere in ginocchio
tante famiglie. Continuando sulla strada intrapresa, senza un'energica
scossa, i tempi della catastrofe si avvicinano sempre di più.
È sinceramente mortificante ascoltare l'assessore al bilancio
relazionare sul nulla. Tecnicismo e burocratese per coprire le falle
di un bilancio zeppo di falsi propositi e cifre fantasiose che non trovano
alcuna corrispondenza con la realtà. Un bilancio farcito di proclami
per eludere le aspettative dei cittadini e per qualche verso quelle
- meno edificanti, è chiaro - di qualche consigliere della stessa
maggioranza. Tecnicismo e proclami per non scontentare nessuno; un metodo
collaudato e utilizzato tante volte. Per fare un esempio, basta ricordare
le dichiarazioni sull'utilizzo della fascia costiera: nel 2006 il centrodestra
fasanese approvò in Consiglio comunale due delibere che, a loro
dire, avrebbero posto fine all'annosa questione “ricciolandia”.
Agli operatori interessati si offriva l'illusione della stabilizzazione
di un'attività precaria, mentre a coloro che erano favorevoli
ad un diverso utilizzo della fascia costiera, la certezza che tutte
quelle attività sarebbero state allocate a monte della strada
provinciale.
Sono passati due anni e, per effetto di uno scorretto modo di amministrare,
la questione è peggiorata per tutti.
È evidente che le decisioni del consiglio comunale del 2006 hanno
lasciato irrisolto il problema e, per giunta, hanno ulteriormente complicato
la situazione.
In un recente consiglio comunale, infatti, è stata approvata
una delibera illegittima che prevede la proroga per il 2008 delle autorizzazioni
agli operatori di “ricciolandia” alle stesse condizioni
del passato, pur in presenza di “regole” - quelle approvate
nel 2006 dalla stessa maggioranza di centrodestra - diverse e in contrasto
con il dispositivo approvato di recente.
La sensazione che ne discende è quella di un'amministrazione
saldamente ancorata al principio per cui è meglio non decidere,
ma aspettare che i problemi diventino urgenti per adottare una parvenza
di soluzione che spesso legittima non è e neppure risolutiva
delle questioni.
Non è sbagliato credere che qualche testa pensante, saldamente
arroccata nelle stanze del potere, pensi che, di fronte all'emergenza,
la soluzione errata attenui le responsabilità.
Sarebbe opportuno che il sindaco, senza nulla togliere al suo hobby
di verificare quotidianamente l'innalzamento del proprio indice di popolarità,
frutto del suo incessante presenzialismo, dedicasse un po' di tempo
a riflettere su quali siano le azioni da compiere per far ripartire
la città.
Aldo Carbonaro |
“COMUNE LADRONE”
Al comune di Fasano prevedono di prelevare,
per l'anno 2008, dalle tasche dei cittadini oltre duemilionieduecentomila
euro in più del 2007. I fasanesi devono, secondo le previsioni
comunali, scucire 20.000, 00 euro in più d'imposta comunale sulla
pubblicità, 1.410.000,00 di addizionale IRPEF, 100.000,00 euro
in più di tassa per l'occupazione del suolo pubblico, 145.000,00
euro in più di tassa rifiuti solidi urbani, 400.000,00 euro in
più di ICI, 30.000,00 euro in più di diritti sulle pubbliche
affissioni, 30.000,00 euro di proventi per servizi cimiteriali, 69.000,00
euro in più di diritti di segreteria dell'ufficio urbanistica,
30.000,00 euro in più di proventi da contravvenzioni in materia
di circolazione stradale (multe). Se si volesse utilizzare un’espressione
nota di un certo signor Umberto Bossi , alleato importante del centrodestra,
dovremmo gridare in coro: Comune ladrone!!! |
TARIFFE SERVIZI
CIMITERIALI
| Inumazione salma |
Euro 150,00 |
| Inumazione prodotti abortivi |
50,00 |
| Tumulazione salma |
190,00 |
| Tumulazione in confraternite |
50,00 |
| Esumazioni ordinarie |
250,00 |
| Estumulazioni ordinarie |
300,00 |
| Traslazione salma |
100,00 |
| Trasferimento cassette ossar |
50,00 |
| Estumulazioni straordinarie |
350,00 |
| Aperture e tumulazioni per ispezioni cadaveriche |
60,00 |
| Autorizzazioni all’installazione di elementi decorativi
su tombe, lapidi, cappelle esistenti |
50,00 |
| Supplemento per esecuzione attività in giorno festivi |
30,00 |
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Pubblico impiego
CODICE DI COMPORTAMENTO
Viaggio nel ginepraio delle norme per
scoprirne la totale disapplicazione - La crociata del ministro Bruntetta:
struscio di scopa nuova?
Da qualche anno chi mastica un po' di diritto
sa di poter fare affidamento alle raccolte informatiche delle leggi,
decreti, ordinanze, accordi, avvisi, bandi e chi più ne ha ne
metta.
Se provate a digitare con la ricerca per estremi “decreto ministeriale
28 novembre 2000”, ed avviate la ricerca, il vostro computer vi
restituirà la seguente videata: “Determinazione delle classi
delle lauree universitarie specialistiche”.
Si dà il caso però che cercavamo altro!
Forse abbiamo sbagliato gli estremi. Controlliamo. No, gli estremi sono
giusti: 28 novembre 2000.
Proviamo ancora. Niente.
A questo punto arriva l'illuminazione giusta. Il decreto che cerchiamo
è stato emanato da un ministro senza portafoglio, quindi dipendente
dalla Presidenza del Consiglio. Questo vuol dire che dobbiamo cercare
– sempre per estremi – così: “Decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 28 novembre 2000”.
Avviamo la ricerca.
Spiacente, la videata riporta: “Regolamento di attuazione della
legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia di termini, partecipazione e
responsabilità del procedimento amministrativo”.
Ancora una volta non è quello che cercavamo.
Ma come è possibile? Mi hanno detto che il decreto esiste. Si
sarà forse “imboscato”?
Per fortuna arriva in nostro soccorso quella “stangona”
della fidanzata del Ministro Brunetta, che “alla femminile”
(espressione utilizzata a Fasano per celebrare il senso pratico delle
donne) ci suggerisce di cercare utilizzando lo spazio che la schermata
riserva ai più dilettanti; quello della ricerca libera.
Proviamo a digitare: “codice + comportamento + dipendenti + pubblici”,
che prescindendo da tutti gli operatori logici (sic!) “+”,
“then1”, ecc. ecc., significa questo: trovami tutti i documenti
che contengano quelle parole.
“Avvia la ricerca” è l'ordine!
Prima sorpresa. Un suono breve ma grave annuncia la seguente videata:
“La visualizzazione del documento potrebbe richiedere alcuni minuti.
Vuoi continuare?”. Ovviamente noi clicchiamo l'icona “Si”
e mentre i minuti annunciati cominciano a scorrere pensiamo: figurarsi
se tutto ciò che riguarda l'impiego pubblico non sia accompagnato
dalla richiesta di qualche minuto, di qualche giorno, di qualche mese
e di qualche anno.
I minuti scorrono. Ma perché tutto questo tempo? Lo scopriamo
alla fine quando ci appaiono ben 51 documenti che nel corso degli anni
si sono occupati del comportamento dei dipendenti pubblici.
Ma perché tutti questi documenti?
Ma che domande. Se fai una domanda ad un dipendente pubblico ti risponderà
mai che ti darà la risposta in una settimana? Come puoi pretendere
che un tema così importante sia risolto con un solo provvedimento
che sarebbe il corrispettivo di una sola settimana per dare una risposta?
Se nel migliore dei casi una risposta la ottieni in 51 settimane vuoi
forse pretendere che per regolare le migliori modalità per dare
quella risposta non ci vogliano 51 provvedimenti?
Ma guarda che sfacciati!
Però un successo lo abbiamo ottenuto.
Aspettando qualche minuto e scorrendo i 51 documenti finalmente abbiamo
trovato quello che ci interessa.
E' il codice più disapplicato d'Italia, quello di comportamento
dei dipendenti pubblici.
Prima di imbattervi in un ufficio pubblico fotocopiatelo e mettetelo
nei calzoni o nella borsetta, vi servirà quando per l'ennesima
volta andrete a chiedere che fine ha fatto la vostra pratica e vi sentirete
dire: “purtroppo non ho potuto perché ho tanto lavoro da
svolgere e non ho avuto tempo”.
A quel punto brandite la vostra fotocopia del codice e leggete ad alta
voce l'articolo 11: “Nella trattazione delle pratiche il dipendente
pubblico non rifiuta prestazioni a cui sia tenuto motivando genericamente
con la quantità di lavoro da svolgere o la mancanza di tempo
a disposizione”.
Dopo aver declamato il sacro comma chiedete notizie specifiche sul tanto
lavoro che ha congiurato contro la vostra pratica.
E se la risposta non vi lascerà soddisfatti ricordatevi del Ministro
Brunetta e del suo annunciato arrivo, con le parole del Requiem di Mozart:
“Giorno dell'ira, quel giorno/ distruggerà il mondo nel
fuoco,/ come affermano Davide e la Sibilla./ Quanto terrore ci sarà,
/ quando verrà il giudice, / per giudicare tutti severamente.”
Demofilo
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Alla Selva
CANI RANDAGI
Tra Miramonti e la Siesta zona franca
per animali abbandonati. Istituzioni sorde alle proteste degli abitanti.
 Si
avvicina l'estate e con essa la secolare villeggiatura della cittadinanza
fasanese nelle tipiche località marittime o collinari. Si tratta
di zone che in alcuni casi non presentano tutti i servizi necessari
nelle zone abitative. Presso la Selva di Fasano ed in particolare nel
tratto compreso tra l'Hotel Miramonti e il ristorante La Siesta da anni
è presente il fenomeno del randagismo. Cani abbandonati e associazioni
poco attente costituiscono una problematica per i residenti della zona.
Abbiamo intervistato tre ragazzi (L.P., A. R., A.F.) del luogo che ci
hanno aiutato a comprendere meglio la situazione.
Qual è nel dettaglio la situazione?
Si tratta di una zona dove è assolutamente impossibile fare anche
solo una passeggiata. In effetti anche i numerosi ciclisti che soprattutto
in questo periodo si concentrano nella zona lamentano la presenza di
troppi cani randagi per strada. Ed inoltre non dobbiamo dimenticarci
che sono presenti strutture turistiche nella zona: la presenza di cani
randagi non è certamente un'ottima pubblicità. È
una situazione che va avanti da parecchio tempo, forse anche un decennio.
E in questo lungo periodo, vi siete rivolti a qualcuno o avete
presentato petizioni o istanze?
A dir la verità non abbiamo fatto petizioni. Però abbiamo
sollecitato numerose volte il canile. Anche perché non è
solo un disagio per noi residenti, ma sarebbe necessario che gli stessi
cani avessero maggiori cure. Infatti capita molto spesso che vengano
investiti o maltrattati dagli stessi residenti. Certamente non è
accettabile nonostante il disagio.
C'è qualche associazione che ha tentato di prendersi
cura di questi cani?
Si, l'associazione Don Ferdinando composta da volontari che si occupano
di sfamare i cani randagi. Certamente è qualcosa di positivo
a livello umano. Ma c'è da dire che generalmente vengono lasciate
ciotole di cibo in prossimità delle abitazioni. Ciò comporta
inevitabilmente sporcizia e soprattutto induce i cani a tornare nella
zona.
Ci sono altre problematiche così sentite nella zona?
Prima di tutto non c'è un' uniforme illuminazione. Fatta eccezione
del centro della Selva e qualche particolare strada, il resto della
zona risulta essere praticamente al buio. Un anno fa abbiamo richiesto
il servizio a dirigenti comunali che ovviamente ci hanno promesso lavori
che ancora adesso non sono stati cominciati. Sappiamo che alcuni residenti
hanno pagato privatamente i lavori per illuminare la zona di loro residenza.
La Selva di Fasano è una delle zone a vocazione turistica del
nostro territorio che dovrebbe essere rivalutata e valorizzata come
lo era un tempo…ricordate gli anni 60? All'epoca c'era Aquilino
Giannaccari, oggi… modestamente, Tommy. Non ci sembra che negli
ultimi anni ciò sia avvenuto. Certamente ciò richiederebbe
più impegno e investimenti da parte dell'amministrazione al fine
di migliorare la qualità della residenza di chi vive non solo
nel periodo di villeggiatura e di incentivare quel turismo che sembra
da anni solo un ricordo. Ricordiamo che per ottenere un servizio non
bisogna pagare “privatamente”.
Francesca Radesco
Iolanda Scisciolo
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DELEGHE STRATEGICHE
Il sindaco di Fasano, Lello Di Bari, ha conferito
due deleghe speciali ad altrettanti consiglieri comunali, “in
coerenza – scrive il primo cittadino nei decreti di conferimento
– nell'azione amministrativa dei consiglieri comunali di maggioranza
e di minoranza, con le politiche di coinvolgimento, attingendo a specifiche
competenze e conoscenze in loro possesso o riconoscendo particolare
attenzione e sensibilità alle problematiche oggetto delle deleghe”.
Così, Di Bari ha deciso di delegare Giuseppe Contento (consigliere
comunale dell'Udc) ai temi della viabilità e sicurezza stradale
del centro urbano di Fasano e delle frazioni, nonché ai problemi
dell'illuminazione pubblica e dell'arredo urbano. Diversa, invece, la
competenza delegata a Franco Mastro (gruppo consiliare dell'Italia di
Mezzo), relativa “al recupero funzionale della struttura Il Minareto
sita a Selva di Fasano”. Il sindaco, nel motivare quest'ultima
delega speciale dà “atto al consigliere Franco Mastro,
già vicesindaco al momento della sottoscrizione del contratto
(ottobre 2003, ndr) di locazione con la Regione Puglia (proprietaria
della struttura), per l'esperienza acquisita e per il senso civico che
lo contraddistingue, è in grado di assolvere compiutamente l'incarico
di consigliere delegato al recupero del Minareto, avendo lui stesso,
tra l'altro già illustrato al sindaco il proprio progetto”.
Ma non solo. Di Bari chiarisce nei due provvedimenti di conferimento
delle deleghe speciali che “tale conferimento (...) è stato
preventivamente condiviso con le segreterie politiche dei partiti di
maggioranza, con l'assessore di riferimento, oltre che con il consigliere
comunale incaricando, e attiene esclusivamente alla attività
propositiva e consultiva, con esclusione della possibilità di
assumere atti a rilevanza esterna”.
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Pericolo per la salute
A SPASSO NELL’AMIANTO
L'incoscienza di chi scarica lastre di
eternit lungo le strade della periferia – Come comportarsi per
smaltire i rifiuti pericolosi – Il progetto di monitoraggio della
Regione Puglia
 Lastre
di eternit rotte e sbriciolate sparse ovunque sul nostro territorio.
Risultato? Polveri di amianto che si librano nel vento con tutto il
loro carico di pericolosità per la salute pubblica. Sembrerebbe
una sciocchezza ma da qualche tempo il problema è diventato serio
e non più trascurabile e tutto a causa della scelleratezza degli
stessi cittadini che non sapendo o non volendo disfarsi di questo materiale
nella giusta maniera, di meglio non sanno fare che scaricarlo furtivamente
sul ciglio di alcune strade dell'entroterra fasanese. Un gesto di grande
irresponsabilità civica ed umana che rischia di far pagare a
cittadini inermi un prezzo altissimo in termini di salute a causa delle
polveri sottili di amianto, altamente cancerogene, che si sprigionano
da quegli spezzoni di pannelli abbandonati.
Sul fronte della lotta alle discariche a cielo aperte la Guardia di
Finanza continua a spendersi con impegno. Moltissimi gli interventi
effettuati, tanto che negli ultimi due anni ci sono stati 10 sequestri
in zone dove erano stati scaricati pannelli rotti di eternit ed imposto
ai proprietari dei suoli la bonifica del sito.
COSA FARE
Spesso non si sa quello che va fatto quando si smantella una tettoia
in eternit e come ci si comporta per lo smaltimento di quel materiale
nocivo per la salute. La prima cosa da fare è contattare una
ditta specializzata nello smaltimento e se lo stato di conservazione
dell'eternit è compromesso, bisognerà segnalare il problema
alle autorità competenti per la messa in sicurezza del materiale
in attesa della sua rimozione. Nel caso del materiale che giace nelle
nostre campagne è necessario un intervento immediato dell'Asl
locale che provvederà a inviare un campione del materiale al
CAR (Centro Amianto Regionale)Sarà tale Centro ad effettuare
le analisi sul campione prelevato, e disporre la messa in sicurezza
del materiale in eternit (viene verniciato e imballato), successivamente
si procede alla rimozione ad opera del proprietario del sito. In questo
caso il Comune di Fasano.
LE SANZIONI
Pesanti le sanzioni a carico di scarica in strada eternit pericoloso.
Si va dal verbale previsto dal codice della strada, con denuncia a piede
libero fino alla reclusione da 3 mesi a 1 anno con un ammenda variabile
dai 2600 ai 26000 euro come previsto dall'articolo256 del decreto legislativo
152/2006. Mentre per i proprietari di eventuali discariche la pena detentiva
varia da 1 a 3 anni con un'ammenda pecuniaria variabile da 5200 a 52000
euro.
Decisamente serie le pene al quale si va incontro ma che di certo non
scoraggiano i tanti autori di questo fenomeno, spaventati a loro volta
anche dagli altissimi costi per lo smaltimento di tale materiale.
L'INIZIATIVA DELLA REGIONE
Intanto però le forze dell'ordine continuano nelle loro ispezioni
tanto che la Regione Puglia dall'aprile 2007 ha varato un progetto che
vede insieme la GdF, ARPA, IRSA CNR e la stessa Regione per monitorare
e fotografare tutto il territorio regionale e quindi realizzare una
mappa precisa di tutti i siti inquinati.
Una grossa banca dati quindi finalizzata a seguire meglio la situazione
dei siti e quantificare anche la quantità di materiale da smaltire
per poi applicare la così detta Ecotassa.
Michele Cavallo |
e… giochiamoci
la salute
Concettina - Amiato, Amato,
Miato...Gennarì, ma che è sta MIATO?
Gennarino - Concettì, ma che vuoi sapere tu...che
vuoi capire...che manco la parola sai dire! Se dice A-N-I-A-T-O!, anzi
no AMIANTO. È na cosa che si trova dentro le tettoie, quelle
di Eternìt, ma se non si rompono non succede niente.
Concettina - Sembra na cosa che riguarda 'o computèr...
ma qua incoppa sto' giornale la cosa è seria. Dicono che ste
tettoie le buttano così in mezzo la via, dentro le campagne.
Il danno è assai!
Gennarino - 'O vero! Perché che scrivono sti
giornalisti? Eppoi tu si na' femmena non sono cose che ti riguardano,
tu ti devi occupare solo della casa e dei piccirill'. Queste so' cose
da hommene!
Concettina - Eeeee...come sei antiquato, Gennarino
mio! Comunque, proprio perché mi occupo della famiglia e dei
piccirilli come dici tu, che mi tengo informata. Ca', incoppa a stu'
jurnale sta scritto che si muore se si respira sta roba.
Gennarino - Concettì, e come la fai nera! Te
l'ho detto prima, se si rompono le lastre di Eternìt c'è
pericolo, altrimenti non succede niente.
Concettina - Bravo, bravo! La fai facile tu! Ma se
leggi qua...dentro a questi posti, ste' lastre comme dici tu, le buttano
dappertutto nelle campagne che ci circondano. Le buttano come se fossero
'na carta sporca'. Ce ne siamo andati da Napoli per respirare l'aria
buona e siamo venuti qua ad avvelenarci. Gennarì il fatto è
che ho paura! Paura di svegliarmi una mattina e scoprire che ci siamo
ammalati, perché con sta cosa, sta AMIANTO, si muore, ti viene
il male del secolo, il tumore, e manco te ne accorgi, te ne rendi conto
solo quando ti sei già ammalato. Noi teniamo i figli, i nipoti,
e che futuro ci sta per loro...
Gennarino - Hai ragione, moglie mia. Noi stiamo già precipitati
di nostro, una cosa teniamo, a' salute, e ce la stiamo giocando…
Maria Teresa Cocozza di Montanara |
| brevissime
di nera |
LATITANTI A COCOLICCHIO
Con una brillante operazione i carabinieri hanno arrestato tre latitanti,
affiliati alla sacra corona unita, nascostisi in un trullo a Cocolicchio.
I tre malavitosi erano riusciti a passare inosservati tra la gente del
posto facendosi passare per operai della manutenzione delle strade.
E' evidente che i tre latitanti, tutti di Torre Santa Susanna, avessero
collegamenti nel fasanese, quanto meno per ragioni logistiche e per
la fornitura quotidiana di vettovaglie e anche di giornali.
FURTI DI CAVI TELEFONICI
E' di un colpo a settimana il preoccupante bilancio messo a segno da
una gang esperta nel furto di cavi telefonici. Il loro contenuto di
rame è merce molto appetibile sul mercato nero. I furti sono
avvenuti tutti presso Torre Spaccata causando notevoli disagi all'utenza
servita da quella linea. Notevole anche il danno subìto dalla
Telecom per i circa quattromila metri di cavo asportato.
INCIDENTE MORTALE SULLA SPEZIALE-CISTERNINO
Un morto e quattro feriti è il bilancio dell'ennesimo incidente
occorso sulla provinciale Speziale- Cisternino. Vittima, Silvestro Carrieri
(85 anni); prognosi di quindici giorni per gli occupanti delle altre
due autovetture coinvolte nell'incidente, avvenuto su un tratto di strada
molto pericoloso e spesso teatro di incidenti mortali. Sempre aperta
la polemica contro la Provincia di Brindisi, che continua a trascurare
un problema ripetutamente sollecitato.
RAPINATORI ARRESTATI E RIMESSI IN LIBERTA'
Per mesi e mesi una banda di rapinatori ha seminato il terrore fra gli
abitanti nelle campagne di Locorotondo, Fasano e Monopoli. La pazienza
e la tenacia degli investigatori hanno, infine, avuto ragione, e la
gang è stata scoperta. I carabinieri, con una operazione che
ha impegnato una trentina di uomini, sono riusciti a mettere le manette
a quattro presunti componenti della banda degli incappucciati: tre fasanesi,
un locorotondese e un albanese. Due degli arrestati, però, nell'arco
di quarant'otto ore, sono stati rimessi in libertà, la qual cosa
ha creato malumore e sfiducia nella gente. Ormai si vive in uno stato
di perenne indulto e le garanzie, commentano i cittadini, sussistono
soltanto per i malviventi.
OMONIMIA TENTATRICE
Per un caso di omonimia, una carta di credito capita nelle mani sbagliate:
viene recapitata, invece che al legittimo titolare, a una giovane donna
il cui papà ha lo stesso nome e cognome dell'intestatario della
tessera magnetica. La ragazza senza pensarci tanto su, si è data
allo shopping sfrenato e in un batter d'occhio ha consumato mille euro.
La spese a carico dell'omonimo del papà avrebbero avuto un seguito
se non fosse stato scoperto l'errore della banca proprio dal titolare
della carta di credito. I carabinieri, tempestivamente allertati, hanno
rintracciato la ragazza che, delusa, non solo ha interrotto il suo sogno
di spendere e spandere, ma ha dovuto impegnarsi al risarcimento.
PASCOLO ABUSIVO CON SCAZZOTTATA
In contrada Sant'Elia un pastore aveva adocchiato un terreno con l'erba
tenera e non ha resistito alla tentazione di portarvici a pascolare
le sue capre. E' sopraggiunto, però, il proprietario del fondo
che, non gradendo la visita, ha inveito contro il pastore. Dagli insulti,
alle mani, il passo è stato breve. Sono volati calci e pugni.
Il pastore è finito in ospedale con una prognosi di dieci giorni.
AZIENDA FAMILIARE
Padre e figlio sono stati arestati in flagranza di reato mentre cercavano
di darsela a gambe. E' successo nei pressi di Fasano dove una pattuglia
di carabinieri dopo aver notato i due uscire con fare sospetto da una
villetta hanno deciso di effettuare un controllo. Vito Antonacci (52
anni) e Giovanni Antonacci (30), rispettivamente padre e figlio entrambi
di Valenzano, alla vista dei carabinieri hanno tentato la fuga, ma sono
stati bloccati dai militi. Nei pressi della villa è stato poi
rinvenuto un Ape Piaggio con a bordo diverso materiale asportato dalla
villa e, inoltre, una pistola semiautomatica 9x21 regolarmente detenuta
da Giovanni Antonacci ma non autorizzata a portarla in giro. Sorpresa
finale al controllo documenti: il papà aveva un “curriculum”
rispettabile in materia di furti, mentre il figlio era appena un apprendista,
sia pure in carriera. In carriera militare. Infatti il giovanotto, professionalmente
militare, quando era in licenza dava una mano al padre, nella premiata
azienda di famiglia: trafugamenti & furti. |
OMBRE INQUIETANTI
E' un film già visto, quello dei latitanti sulle nostre colline.
Negli anni ottanta, con discrezione, arrivò alla Selva, Vernengo
della mafia siciliana, nei mesi scorsi, sempre con discrezione, sono arrivati
a Cocolicchio i Bruno della “Scu”
torrese. Dimensioni diverse, certamente, ma pur sempre con la stessa matrice
malavitosa.
I latitanti, poi, non danno fastidio; anzi si mimetizzano e passano inosservati.
Non sono violenti, a incontrarli sembrano bravissime persone. Sono lievi
come ombre. Eppure, dietro di loro c' è tutto un mondo di gente
senza scrupoli che intesse affari con metodi violenti, che soffoca l'economia
sana, che impone le sue leggi illegali, che si appropria di interi territori
e di pezzi della società; che penetra anche nelle istituzioni.
E' il cancro. La società civile si ammala ed è costretta
a convivere con quel male. Poi succedono i fenomeni che ben conosciamo.
Quelli che sono accaduti, e continuano ad accadere in Sicilia per la mafia,
in Campania per la camorra, in Calabria per la 'ndrangheta, in parte della
Puglia per la sacra corona unita.
La presenza di tre latitanti della “Scu” di Torre Santa Susanna
è un segnale inquietante. Significa che, in loco, a Fasano, c'è
gente che fiancheggia queste organizzazioni malavitose, che in certo qual
modo vi è collegata. E' il segnale che vi sono i presupposti per
una penetrazione nel territorio. E poi i passi successivi diventano un
crescendo rossiniano con estorsioni, rapine, appalti truccati, controllo
di ogni attività, prevaricazioni, fine della libertà.
Queste organizzazioni, al principio sanno essere anche accattivanti, magari
sponsorizzano società sportive, costruiscono strutture per il tempo
libero, impiantano locali eleganti, propongono progetti ecologici (come
l'eloico). Poi, però…
Ecco, fermo restando l'impegno delle istituzioni, ciascun cittadino fasanese
deve tutelarsi guardando ogni giorno con attenzione chi è il suo
interlocutore. Il pericolo può annidarsi dietro ogni incontro,
ogni proposta. A volte dietro la semplice richiesta di prendere in fitto
un locale c'è chi ha un progetto preciso. Occhio. Certe offerte
allettanti, possono nascondere trappole dalle proporzioni gigantesche.
Un immediato guadagno può essere l'inizio della fine. I nostri
figli per crescere hanno bisogno di una società sana, pulita, legale.
Abbiamo uno dei territori più belli della Terra, non distruggiamolo
permettendo che se ne impossessi gente di malaffare.
f. l. |
| nera, bianca
& rosa |
COMMOZIONE
PER GIOVANNI
In un tragico incidente stradale ha perso la vita Giovanni Cosenza, un
giovane molto conosciuto negli ambienti sportivi e dei blog cittadini
di Fasanforum e Fasancult. Fra due mesi sarebbe diventato papà.
Un pirata della strada gli ha stroncato la vita. La notorietà del
giovane, che tra l'altro svolgeva attività politica, e le circostanze
drammatiche hanno commosso la citta. Domenica 1° giugno ai funerali
ha partecipato una folla incontenibile nella chiesa Matrice.
Intanto i suoi amici, per onorarne la memoria, hanno fatto partire delle
iniziative: l'intitolazione di un torneo di calcetto e l'istituzione di
una borsa di studio. |
UN
MONUMENTO PER ANNA TERESA STELLA
Anna Teresa Stella, una nobildonna di Trani sposata al fasanese Goffredi,
durante i fatti della Rivoluzione Napoletana fu crudelmente e orrendamente
uccisa in piazza Ciaia, da fanatici “sanfedisti”. Ebbe il
torto di manifestare le sue idee repubblicane, quelle idee che portarono
sul patibolo anche Ignazio Ciaia. Ma mentre altri personaggi, anche
femminili, martiri di quella rivoluzione, hanno avuto il riconoscimento
della Storia, la nostra Anna Teresa è stata dimenticata. Dopo
oltre duecento anni le ha reso un primo apprezzabile contributo di riconoscenza
uno spettacolo teatrale, “L'albero del sangue”, realizzato
dalla Stanza di Ulisse, per la regia di Armando Bianco sui testi di
Serena Bonfiglio. Sulla scena, un processo storico che alla fine emette
una sentenza in nome del popolo fasanese: erigere un monumento per Anna
Teresa Stella Goffredi, martire della libertà.
Nella foto di G. Mazzotta una scena del lavoro teatrale “L'Albero
del sangue” realizzato dalla Stanza di Ulisse.
TUTTO A POSTO IN “VIA NAZIONALE DEI TRULLI”
Il talento dell'inviato speciale è quello di saper cogliere al
volo e sintetizzare in una espressione le caratteristiche di una comunità.
Micaela Sapienza, Enrico Messina e Giuseppe Ciciriello, ovvero gli “Armamaxa”
(compagnia teatrale appulo-lombarda) in un tormentone botta e risposta
“Tutto a posto? - A posto!” hanno saputo rendere l'idea
della fasanesità interpretando sulla scena il modo di essere
dei nostri concittadini.
Lo spettacolo, presentato al Teatro Sociale il 28 maggio, è la
conclusione del lavoro di ricerca di circa nove mesi, condotto dagli
Armamaxa in collaborazione con associazioni, scolaresche e gruppi teatrali
locali; un lavoro di ascolto e annotazione di racconti, aneddoti, canti
popolari, espressioni dialettali, storie pubbliche e private, spezzoni
di vita vissuta. Da questa gran massa di informazioni i tre attori sono
riusciti a trarre una situazione teatrale dal taglio molto originale.
Lo spettacolo intitolato “Via Nazionale dei Trulli”, racconta
dei fasanesi e del loro modo di vivere, della loro cultura artigiana,
della frenesia di vendere tutto (dalle masserie agli ulivi, ai muri
a secco , finanche i ricordi), ma anche della poesia dei luoghi, del
vento della marina, della musicalità dell'intonazione ialettale
(a proposito molto bravo Antongiulio Galeandro autore e interprete delle
musiche in scena).
Lo spettacolo si inserisce nel programma europeo delle “Terre
parlanti – Colloqui tra le terre di Puglia e Grecia”.
ATMOSFERE
CUBANE
(foto Paolo Pugliese)
Anche per merito della fasanese Mafalda Ancovelli, il raduno di salseri
si è tenuto, quasi a casa nostra, a Porto Giardino sul litorale
verso Monopoli. Vi hanno partecipato centinaia e centinaia di ballerini
non solo italiani. In tre giorni, danze sfrenate ai ritmi cubani, spettacoli,
esibizioni, premi.
VINCITA
AL MEGAMILARDARIO
Al bar della Stazione un altro fortunato “grattatore”. Con
un solo biglietto della serie “Megamilardario” un giocatore
ha vinto 10.000 euro. Dei quindici numeri da scoprire, ben sei erano
vincenti e, tra questi, un jolly di 500 che valeva da solo dieci volte.
In pratica cinque numeri (li segnaliamo per gli appassionati di cabala:
25, 33, 5 24 e 34) da mille euro l'uno più il jolly. Totale 10.000
euro per una grattata di …buona sorte!
BIGLIETTI “FASANESI” ALLO ZOOSAFARI
Il direttore dello Zoosafari, Fabio Rausa, in una nota ha ricordato
che per i residenti nel territorio è a disposizione il biglietto
“Fasanesi” al costo di 8 euro anziché 15 a persona
per i reparti faunistici (safari, pedonali, trenini) e 4 euro anziché
8 per “Fasanolandia” (parco divertimenti).
Il biglietto scontato, per i residenti a Fasano, fu istituito, durante
l'amministrazione De Carolis, dal proprietario dello Zoosafari, Ugo
De Rocchi.
FESTIVAL MARIANO ALLA SELVA
Si è svolta presso la sala congressi della Casina Municipale
della Selva di Fasano la decima edizione della rassegna canora Festival
a Maria, organizzato dall'associazione “Solidarietà Missionaria”.
Una serata di musica sacra inedita con particolare attenzione al tema
mariano che ogni anno raduna nella diocesi di Conversano–Monopoli
diversi gruppi musicali parrocchiali che propongono nuove produzioni
musicali. Nove i gruppi concorrenti. Sette gli esperti musicali componenti
la commissione giudicante, presieduta da Luigi Lorè, e composta
da Giovanni Giannoccaro, Mariaelena Romanazzi, Roberto Solito, Giovanni
Rota, Rosa Todisco e don Oronzo Negletto.
Ha vinto la Comunità Gesù Risorto di Monopoli, interpreti
di una nuova melodia applicata sul testo biblico dell' “Ave Maria”.
Al secondo posto, il Gruppo Giovani S. Maria del Carmine di Monopoli
con “Ave Maria della Madia”; in terza posizione, i bambini
del coro della parrocchia dei SS Medici di Polignano a Mare con il canto
“Madre tu sei”. I colori fasanesi sono invece stati difesi
dal gruppo Mocavio e dal trio formato da Nicla Cacucci, Milena Sibilio
e Tommaso Pomentale.
Durante la serata, seguita da un folto pubblico, è stata effettuata
una raccolta fondi il cui ricavato è stato devoluto in beneficenza
quale contributo per la realizzazione del progetto “Guinea Bissau”,
consistente nella ristrutturazione di un ospedale civile presso il villaggio
di Empada, dove, da diverso tempo opera un medico completamente sostenuto
finanziariamente dall'associazione diocesana.
COMMEDIA ROSA DELLA STANZA DI ULISSE
Un successo di pubblico, la commedia teatrale “Due partite”
di Cristina Comencini, e portata in scena al Teatro Sociale. Una produzione
del club “La stanza di Ulisse” presieduto da Armando Bianco,
che ne ha curato anche la regia. Quattro donne (interpretate dalle attrici
fasanesi Filomena Decantis, Alessandra La Torre, Antonella Renna e Rossana
Savoia) giocano a carte e parlano delle loro esperienze e di quelle
dello loro madri: una significativa e ironica lettura del pensiero femminile.
Ineccepibile lo staff: alle luci Franco Renna; agli effetti sonori Valerio
Bianco; alle acconciature Rosi Ostuni; all'assistenza regia Maria Giovanna
Musco e Grazia Palmisano.
I SESSANT'ANNI
DELLA COSTITUZIONE
Con la manifestazione ”I primi sessant'anni della Costituzione”
si è concluso, al palazzo di Città, giovedì 5 giugno,
un ciclo di iniziative che aveva avuto inizio nel 1997 con un viaggio
di istruzione a Roma, a Montecitorio, di 50 alunni del “Salvemini”.
Successivamente fu organizzata a Fasano, da un gruppo di insegnanti
dello stesso istituto e dalla biblioteca comunale, la mostra documentaria
“L'Italia e Fasano dal Regno alla Repubblica. L'esposizione dei
pannelli con la copiosa documentazione si tenne al Palazzo Pezzolla
dal 26 aprile al 14 maggio 2005. Quella mostra, oggi rivive in un elegante
catalogo di 190 pagine. La presentazione della pubblicazione è
stata l'occasione per parlare della storia della Costituzione italiana.
Compito affidato al prof. Nicola Colonna che ha ripercorso le tappe
delle carte costituenti, dal Medioevo ai giorni nostri, soffermandosi
poi sulla Costituzione italiana voluta, anzi “conquistata”
sessant'anni fa. Ha sottolineato come la Costituzione della Repubblica
ha seguito una linea dinamica nelle direzioni della democrazia, della
solidarietà e dell'unità nazionale: Si è chiesto
cosa, in sessant'anni è stato fatto e cosa va ancora realizzato.
C'è molto ancora da fare, senza la necessità di procedere
a stravolgenti revisioni. Al saluto del sindaco Di Bari e dell'assessore
alla cultura Manfredi, si sono aggiunti gli interventi del dirigente
dell'istituto “Salvemini”, prof. Colagrande e del direttore
della biblioteca, dott. Trisciuzzi. Infine, il pubblico, che si era
deliziato per l'avvincente intervento del prof. Colonna senza far caso
al difettoso impianto del condizionatore d'aria, è stato gratificato
con l'omaggio del catalogo. Copie, a disposizione dei cittadini , sono
reperibili presso la biblioteca comunale.
IL VESCOVO
DI EGNAZIA
A mons. Nicola Girasoli, arcivescovo titolare di Egnazia Appula e nunzio
apostolico in Zambia e Malawi è stata conferita la nomina si
socio onorario del club Lions Fasano Egnazia nel corso di una cerimonia
svoltasi, sabato 31 maggio, presso la tenuta Monacelle alla Selva.
Dopo l'intervento della presidente del sodalizio fasanese, l'editrice
Angela Schena, il prelato ha intrattenuto gli invitati sulle sue esperienze
umanitarie in Africa.
In precedenza aveva celebrato una messa nella chiesa parrocchiale della
Selva.
LA TELA
DEL LAVAGNA
Alla presenza del vescovo della diocesi, mons. Padovano e del sindaco
Di Bari, lunedì 16 giugno verrà presentata, nella chiesa
del Purgatorio, la tela restaurata “Madonna del Suffragio e anime
purganti” di Ottavio Lavagna. L'operazione di restauro, affidata
a Valentino De Sario, è stata resa possibile per il contributo
economico del Lions Club Fasano Egnazia , nell'ambito del programma
di conservazione del patrimonio artistico della città. La prof.ssa
Antonietta Latorre parlerà del dipinto e del suo autore, il Lavagna,
rivelando novità inedite, frutto di recenti studi. Il restauratore
De Sario spiegherà come è intervenuto sulla tela (215
x 150) risalente al XVIII secolo.
GIORNATE
DI STUDIO SUL SEICENTO
“Fasano nella storia del XVII secolo: giornate di studio sul Seicento,
1978-2008” è il volume (edito da Schena) che è stato
presentato sabato 24 maggio nel salone di rappresentanza del Palazzo
di Città. Sono intervenuti il sindaco Lello Di Bari, l'assessore
alla Cultura della Provincia di Brindisi, Giorgio Cofano, il presidente
del comitato “Giugno Fasanese – La Scamiciata”, Lucio
Legrottaglie, la curatrice dell'opera, Antonietta Latorre. Questo primo
volume raccoglie una parte di quelle relazioni svolte nelle giornate
di studio dedicate al Seicento nel Fasanese organizzate dal comitato
“Giugno Fasanese – La Scamiciata” e dal centro studi
“Valerio Gentile”; sodalizi che, assieme al Comune di Fasano
ed alla Provincia di Brindisi, hanno organizzato l'appuntamento del
24 maggio e, seppur con mansioni diverse, la pubblicazione del volume.
La serata è stata dedicata, nel trentesimo della nascita del
comitato “Giugno Fasanese – La Scamiciata”, a Giuseppe
Marangelli, fondatore del comitato nonché sindaco di Fasano dal
1963 al 1967.
NICOLA GIORDANO CARDONE NEL DIRETTIVO LIBERO TEATRO
Il socio fondatore del Gruppo di Attività Teatrali “Peppino
Mancini”. Nicola Giordano Cardone è stato eletto membro
del Consiglio Direttivo Regionale dell'U.I.L.T. (Unione Italiana Libero
Teatro). Si tratta di una delle associazioni cui si possono iscrivere
tutte le compagnie di teatro amatoriale per godere di particolari convenzioni
e coperture assicurative nell'espletamento della propria attività,
in particolare nel caso di partecipazioni a concorsi e festival teatrali.
L'elezione è avvenuta nel corso dell'assemblea ordinaria dell'U.I.L.T.
Puglia, tenutasi a Castellana Grotte la scorsa domenica 25 maggio.
Un giusto riconoscimento per gli anni di esperienza in ambito teatrale
del nostro concittadino ed un motivo di orgoglio per il gruppo “Mancini”,
attivo a Fasano e nelle zone limitrofe sin dal 1991.
LO SCIOPERO PER LA PESCA
Martedì 10 giugno, le pescherie di Fasano, Savelletri e Torre
Canne hanno scioperato per il caro-gasolio. L'assessore comunale alla
Pesca, Bebé Anglani, dopo un incontro con tutti gli addetti,
ha concordato questa giornata di sciopero con tutti gli operatori locali
della pesca. Intanto, giovedì pomeriggio, anche una delegazione
di pescatori locali (accompagnata dall'assessore Anglani) si è
recata a Roma per l'incontro a livello nazionale col ministro Zaia.
«Siamo molto vicini ai nostri pescatori in un momento così
difficile – afferma Anglani – tenuto conto, peraltro, che
il settore della pesca è uno dei trainanti dell'economia fasanese».
VIGILI CAMPIONI DI TIRO A VOLO
Il sindaco di Fasano, Lello Di Bari, ha incontrato mercoledì
11 giugno, in una pubblica cerimonia nella sala di rappresentanza del
Palazzo municipale, i vigili urbani facenti parte del locale gruppo
sportivo della Polizia municipale “Leonardo Spalluto”. Nell'occasione,
il sindaco ha elogiato pubblicamente l'attività di Raffaele Saladino,
Cosimo Caroli, Vito Musa ed Angela Colucci, per i risultati eccellenti
conseguiti nell'attività sportiva di tiro a volo al 41° campionato
italiano di tiro a volo riservato agli appartenenti alle Polizie locali
e disputatosi a Napoli dal 4 al 7 giugno scorsi, in cui i vigili fasanesi
sono giunti primi in diverse discipline.
INCONTRO CON IMPRESE COMMERCIALI
Giovedì 5 maggio nella sala della biblioteca comunale 'Ignazio
Ciaia' di Fasano, si è tenuto un incontro pubblico sul tema 'Bando
Regione Puglia: incentivi alle piccole e medie imprese commerciali',
organizzato dalla Confcommercio provinciale brindisina e dal Comune
di Fasano. L'appuntamento è rivolto, soprattutto, a titolari
di negozi – ha precisato l'Assessore Anglani - per illustrare
le modalità di ammissione ai fini della riqualificazione e rivitalizzazione
dei negozi al dettaglio. Vogliamo aiutare i nostri esercenti (che nel
Fasanese sono alcune centinaia), a migliorare le loro attività,
attraverso la conoscenza di opportunità concrete, offerte dalla
Regione Puglia, per accedere a finanziamenti precisi da utilizzare nel
più breve tempo possibile'.
LA SAGRA DEL FIORONE

A Pezze di Greco di Fasano (BR) in Piazza XX Settembre, si rinnova l'appuntamento
con la “Sagra del fiorone”, organizzata dall'Associazione
Tempo Ritrovato, presieduta da Francesco Semeraro, e giunta ormai alla
sua ottava edizione. All'insegna della promozione di questo delizioso
frutto, tipico della Piana Torre Canne-Fasano, la manifestazione, prevede
degustazioni e vendita di fioroni e di prodotti a base di fioroni come
il tipico gelato, oltre ad eventi musicali. Si terrà il terzo
“Concorso Mostra del Fiorone” a cui parteciperanno i produttori
della zona e che vedrà vincitore il migliore di questi. A giudicarlo
sarà una esperta giuria composta dagli agronomi Cosimo Cavallo
e Giovanni Zaccaria dell'U.P.A. (Ufficio Provinciale Agricoltura Brindisi)
Regione Puglia, Angela Guarini, agronomo Cia, Donato De Carolis, Assessore
alle Attività Produttive della Provincia di Brindisi, Bebè
Anglani, Assessore all'agricoltura del Comune di Fasano, Giuseppe Caramia,
in rappresentanza dei produttori, e Vito Di Ceglie, in rappresentanza
degli intermediari. Inoltre nella giornata del 15 Giugno sarà
inaugurata la prima edizione del Concorso “Dolce Fiorone”,
dedicato ai maestri artigiani di pasticceria e gelateria del territorio,
giudicati da una giuria di esperti maestri della Cast Alimenti Italia
diretti da Giuseppe Mancini, Capitano della Puglia. A chiusura della
manifestazione, alle ore 20.30, ci sarà la premiazione dei due
concorsi, seguita dall'imperdibile sfilata del corteo storico del “Giugno
Fasanese”, al rientro dal pellegrinaggio dal Santuario di Pozzo
Faceto. Entrambe le serate saranno completate da momenti di spettacolo
ed animazione. |

A Torre Canne
SCHIAFFO AL TURISMO
Irrisolti i problemi di sempre - Pozzi
neri incontrollati -Spazi
verdi trascurati - Arenili imbrattati – Stato di abbandono
 Siamo
ormai alle porte dell'estate, e, purtroppo, Torre Canne è rimasta
così come l'abbiamo lasciata lo scorso anno. Tubi abbandonati
vicino l'arenile, spazi verdi dimenticati, lungomare in uno stato pietoso,
problemi ancora irrisolti relativi all'impianto di depurazione di Forcatella.
Nell'ultimo decennio il Comune di Fasano ha speso ingenti somme di denaro
per portare il tronco della fogna in quasi tutto l'abitato di Torre
Canne; difatti, qualche anno fa, dapprima con un'ordinanza dell'ex sindaco
De Carolis e, successivamente, con atto n. 318 del 2002 dell'ex sindaco
Ammirabile, si chiedeva ai titolari di insediamenti residenziali e di
esercizi pubblici, dotati dei cosiddetti “pozzi neri”, di
provvedere all'allaccio alla rete fognaria pubblica. Il mancato allaccio
alla rete fognaria avrebbe comportato il deferimento degli inadempienti
e la contestuale revoca dell'agibilità degli immobili.
Sono trascorsi sei anni e ancora vi sono esercizi pubblici che non hanno
provveduto all'allaccio alla rete fognaria; se ciò vale per i
pochi esercizi pubblici, figuriamoci per gli insediamenti residenziali.
Questo non è sicuramente un bel biglietto da visita per una zona
balneare come Torre Canne, soprattutto se consideriamo che non è
possibile constatare se, effettivamente, tutti i pozzi neri presenti
sono “incamiciati” o meno; col pericolo di sversamenti nelle
falde acquifere.
E' compito dell'ammi-nistrazione comunale impegnarsi per effettuare
i dovuti controlli e sensibilizzare tutti coloro che non si sono adeguati
alle ordinanze sindacali, affinché esse siano attuate e, finalmente,
l'immagine di Torre Canne inizi a mutare positivamente.
Giacomo Mileti
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LA PAROLA AL POPOLO |
La politica italiana cambia prospettiva nel suo interno, perché i partiti non si fanno più guerra ma convivono tra di loro. Mi chiedo se la politica fosse una signora, come si comporterebbe tra tanti partner e strategie che fanno i politici? Lasciamo la risposta a Berlusconi e a Veltroni che la sanno lunga sul come si convive. D’Alema intanto fa l’occhiolino alla sinistra arcobaleno per un ponte di dialogo. Credo che siamo arrivati alla frutta, con questi baci e abbracci in politica. Pino Carrone |
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| Ricordi
sbiaditi |
a
cura di Michele Cavallo |
Concorso canoro nazionale
TUTTI IN PIAZZA PER MADIA
Dal primo successo alle Voci Nuove di
Fasano alle audizioni in radio per la giovanissima Di Ceglie - Le iniziative
spettacolari del dopolavoro Enal - Alexander il presentatore
Madia Di Ceglie a Coastrocaro nelle foto
ricordo con papà e zio e Pippo Baudo
 Oggi
la signora Madia Di Ceglie è una silenziosa e affettuosa nonna
che vive tranquillamente la sua quotidianità, ma negli anni sessanta
ha avuto il suo quarto d'ora di celebrità. Era giovanissima,
meno di vent'anni, quando l'intera città si mobilitò per
lei. I fasanesi si radunarono in piazza Ciaia per ascoltare la sua voce
dagli altoparlanti. Alla radio veniva messa in onda una trasmissione
canora, "II buttafuori" che prevedeva "duelli"ad
eliminazione tra cantanti dilettanti delle province italiane. Il 4 aprile
1961, alle ore 17,30 , c'era lo scontro diretto, a suon di note, tra
la provincia di Varese e quella di Brindisi, rappresentata dalla nostra
concittadina Madia Di Ceglie. All'epoca, una ragazza di Fasano alla
radio, era un fatto assolutamente straordinario ed inedito per cui un
comitato locale (che faceva capo al dopolavoro Enal e alla Pro Loco)
organizzò un punto d'ascolto proprio in piazza Ciaia dove vennero
piazzati dei potenti altoparlanti all'angolo della chiesa di San Nicola.
Nei giorni precedenti venne diffuso un manifestino (che riproduciamo
a fianco) col quale si invitava la cittadinanza a seguire la trasmissione.
La piazza si riempì quel martedì. Sandro Liuzzi, oggi
compassato sessantottenne in pensione, all'epoca era in piazza a fare
un tifo da stadio per la concittadina Di Ceglie. “Sapevo, più
degli altri, che Madia Di Ceglie aveva talento in quanto l'avevo presentata
in vari spettacoli organizzati dall'Enal-dopolavoro, un'associazione
del tempo libero, presieduta da Aquilino Giannaccari.". Quell'associazione,
infatti, aveva organizzato il primo concorso di voci nuove. Si tenne
al Sociale e vinse una ragazza di solo 15 anni, Madia Di Ceglie. Quel
concorso venne annunciato come un evento. Un pieghevole dell'epoca,
in toni enfatici così annunciava: " Un grande avvenimento
in Fasano. Cittadini, giovedì 21 corrente alle 20,30 nel teatro
Sociale avrà luogo l'atteso Primo Concorso Voci Nuove".
Nelle due pagine interne il manifestino continuava: "Fasanesi!
Una schiera di cantanti si esibirà al vostro giudizio. Intervenite
a questa imponente manifestazione organizzata dal nostro Dopolavoro
Comunale, in occasione della festa dell'Enal.
Cantanti d'ambo i sessi: gentili presentatrici, presentatori e la grande
orchestra "I sette bleu" diretta dal maestro Tarantino costituiscono
lo spettacolo, unitamente a numerosi fisarmonicisti della scuola Sabino
di Fasano. Attenzione! All'ingresso del teatro per ogni spettatore sarà
data una scheda sulla quale –al termine dello spettacolo- ognuno
potrà annotare il cantante o la cantante preferita. Dopo il ritiro
delle schede le urne verranno aperte dal notaio presidente della giuria
che proclamerà i vincitori del Primo Concorso Voci Nuove di Fasano.
Cittadini! Giovedì 21 corrente alle ore 20,30tutti al teatro
Sociale, per godere questo indimenticabile spettacolo". La manifestazione
ebbe eco sui giornali locali dell'epoca "II Nuovo Minasse"
e "II Mattatore" e sulla "Gazzetta del Mezzogiorno"
in un puntuale trafiletto. Tra i presentatori il nostro Liuzzi, detto
"Alexander"( allora era obbligatorio avere un nome d'arte
esotico anche se sapeva vagamente di acqua di colonia di barbiere).
Sandro Liuzzi aveva un suo stile accattivante e presentava spettacoli
canori a Fasano e dintorni. Madia Di Ceglie visse l'esperienza canora
per solo sei anni (dai 15 ai 21) e sarebbe diventata una cantante di
notorietà nazionale solo se avesse potuto applicarsi seriamente.
Ma per lei cantare era soltanto un divertente passatempo, non una eventuale
professione. Partecipò a vari concorsi nazionali classificandosi
sempre ai primi posti. A Castrocaro Terme (presentava Pippo Baudo) raggiunse
la terza posizione: in finale erano ammessi soltanto i primi due.
Praticamente lì, Madia Di Ceglie, concluse la sua carriera, fatta
eccezione per alcune serate in vari locali della Puglia e alla Casina
Municipale con Fausto Papetti. In Rai, a dire il vero, l'avevano incoraggiata
a proseguire, ma per continuare avrebbe dovuto studiare musica e perfezionarsi
in canto presso maestri accreditati, possibilmente a Roma.
La cosa non rientrava nei programmi familiari.
Cantare era e rimase soltanto un hobby; oggi, uno sbiadito ricordo. |
 |
 |
| una
finestra sul mondo |
a
cura di Mariangela Turchiarulo |
I MILLE VOLTI DEL GIAPPONE
“Chi non desidera non può fallire,
chi non vince mai perderà.” (massima della Filosofia Samurai)
Il Giappone è l'alba del nuovo giorno, la sorgente del sole, l'estremo
Oriente… oltre il quale il mondo finisce… o ricomincia. E'
il Paese abitato dai sopravvissuti: quelli delle bombe di Hiroshima e
Nagasaki; quelli dell'attentato al gas sarin nella metropolitana di Tokyo.
E' La terra dei Samurai, delle Arti Marziali e dello Zen, dove i Maestri
insegnano come liberare corpo e mente dalla sofferenza… La terra
della contemplazione e della meditazione… Dei giardini zen, paradisi
fatti di acqua e pietre… dove la simbiosi con la natura mette in
contatto con il divino e con l'intima essenza di se stessi.
Il Paese dei riti shintoisti, dei templi buddisti, delle componenti pagane
e confuciane.
…dei sapienti intagliatori di spade. La terra del teatro kabuki,
delle geishe con i lunghi kimoni di seta e gli alti zoccoli di legno…
Del bianco dei ceroni, del nero lucido delle parrucche e del rosso delle
labbra nascoste dai ventagli. Della carta di riso, dei tatami di paglia,
degli origami e dell'ikebana (arte dei fiori)… La terra delle antiche
tradizioni ancora vive, della cerimonia del tè e della genuina
e raffinata cucina nipponica.
E' il paesaggio vulcanico delle sorgenti d'acqua bollente… del monte
Fuji e delle scogliere… del rosso in autunno delle foglie d'acero…
dei ciliegi in fiore e dei boschi secolari di cedro.
Potenza economica mondiale… civile e moderna. Dura e fragile….
Abitata da un popolo dedito al lavoro, paziente, gentile, incline al sacrificio…
in grado di trasformare ogni momento della vita quotidiana in un'esperienza
estetica… E' la terra di una cultura antica e raffinata dai codici
non scritti e dalle sottili convenzioni sociali… La terra dell'arte
decorativa e deperibile, minimalista e ascetica che si perde tra le abbaglianti
luci metropolitane delle città elettriche, nei templi della tecnologia
hi-fi e dei computer… Tra gli schermi al plasma, i videogames, i
microcellulari. Nei passatempi e nel look ribelle delle tribù urbane
di teenager, con i capelli tinti di bianco o fuxsia. La terra del Gothic
Lolita e della moda ganguro… dell'inferno colorato delle sale giochi,
dei pachinko (biliardini), dei manga (fumetti) internet caffè… |
Intervista a Grazia Nanna
 Grazia
Nanna è un architetto che l'estate scorsa ha abbandonato il Mediterraneo
per scoprire il fascino del continente asiatico. In un'intervista ha
svelato al «Menante» la magica atmosfera di quell'Oriente
all'estremo confine del mondo…
Che idea avevi del Giappone prima di visitarlo?
Prima di partire ero convinta che non avrei apprezzato il Giappone.
L'informazione mostra sempre un'unica immagine: quella di un Paese particolarmente
all'avanguardia nel campo tecnologico, quasi ossessionato dall'invenzione
elettronica. In realtà non avevo idea di quello che mi aspettava.
Nulla di quello che immaginavo! Ho scoperto un Paese pieno di contraddizioni,
che tiene molto alle sue tradizioni e soprattutto estremamente affascinante
per la varietà delle sue atmosfere.
Qual è una contraddizione che ti ha particolarmente colpita?
Per esempio, in diverse strade delle vie del centro di Tokyo è
vietato fumare, e ci sono di tanto in tanto apposite smoking area all'aperto
dove con frenesia ci si concede una sigaretta. Bene… vuol dire
che sono ancora più avanti di noi in materia di tutela della
salute dei cittadini. A ben guardare, le cose non stanno proprio così
se si considera che in tutti i locali pubblici non è assolutamente
vietato fumare. Ma perché allora è vietato fumare per
le strade? Perché fumare implica che alla fine si debba buttar
via quel che resta della sigaretta: la pulizia in genere è un
bene comune assolutamente da rispettare?
Il Giappone è il limite Est del mondo. Ma quanto è
lontano dagli stereotipi occidentali?
Se non fosse per i volti candidi delle fanciulle e per i tratti asiatici
dei passanti, così diversi dai nostri, passeggiando per le affollate
vie, avrei potuto pensare di essere in via Condotti a Roma o nella Galleria
Vittorio Emanuele a Milano. Ebbene sì, le ricche e sontuose vie
di Tokio sono gremite di negozi e shopping mall occidentali, in particolar
modo atelier italiani. Devo ammettere che si vestono anche meglio di
noi, in quanto non badano a spese per apparire. Le ragazze vestono molto
fashion, con abiti estremamente eleganti, che evocano gli stereotipi
della moda italiana anni '50. Specialmente nei quartieri snob di Tokyo,
indossano calze in pizzo, anche ad agosto, cappelli, foulard…
tutto per proteggersi dal sole, per preservare i loro candidi visi.
A proposito di candidi visi… Chi è la geisha oggi
e cosa rappresenta? Un'artista, emblema della donna libera ed emancipata,
oppure una prostituta di lusso?
Non c'è da stupirsi se per le vie del centro delle città
si incontrano delle donne con cerone bianco sul viso, rossetto rosso,
abiti tradizionali, zoccoli in legno, sì delle vere e proprie
geishe del secondo millennio. Per una donna diventare geisha è
motivo di pregio, ma non si sentono delle star, delle persone diverse:
il loro è uno stile di vita, un'ambizione, una fortuna.
Non si è geisha per la propria bellezza, ma per l'educazione,
per il galateo, per la discrezione. Guai a chiamarle prostitute, considerato
che esistono delle vere e proprie scuole per diventare delle geisha,
nelle quali vi è anche una severa selezione. Passeggiando per
la cittadina di Kyoto, verso l'ora di chiusura dei locali, abbiamo incontrato
delle geishe. Ho chiesto loro una foto e inaspettatamente mi hanno risposto
in inglese… Pochissimi in Giappone parlano questa lingua? Le geishe
(esperte nell'arte della danza, della musica…) hanno invece un
elevato grado di istruzione e modi raffinati per poter intrattenere
in piacevoli conversazioni manager e facoltosi uomini d'affari durante
le riunioni di lavoro.
Quali sono le principali convenzioni sociali o i rituali più
curiosi che ricordi?
Sicuramente l'inchino: è l'equivalente del nostro saluto ed è
buona norma rispondere anche con un semplice movimento del capo. Rappresenta
anche una dimostrazione di gratitudine. Entrando in un qualsiasi ristorante
o negozio, non c'è da stupirsi se ad accogliervi saranno inchini
esagerati e splendidi sorrisi. Fa parte del loro costume essere sempre
gentili e sorridenti.
Il rigore e l'armonia dei giardini zen è lo stesso che
si trova nelle città giapponesi?
Il rigore certamente. L'armonia dei giardini zen è invece lontana
dalla vita delle città.
Visitare un giardino zen in generale è un'esperienza indimenticabile.
Sono isolati dalla confusione e dai rumori delle metropoli per dar spazio
all'acqua, alle pietre, alla sabbia, elementi che trasmettono benessere
e che permettono al visitatore di ritrovare la pace interiore. I piccoli
ruscelli scorrono tra le pietre emanando dei suoni che accompagnano
il visitatore, che stregato, si muove per scoprire la fonte.
Non vi sono dei divieti all'interno di questi luoghi, ma tutti si comportano
allo stesso modo: si procede in silenzio ed in modo ordinato rispettando
i percorsi indicati. Le città giapponesi industrializzate sono
caotiche, affollate, tecnologiche, tutto procede velocemente. Il tempo
è un elemento prezioso. Nei giardini tutto è immobile,
statico, ordinato… calmo! Sono dei luoghi senza tempo e nulla
riconduce all'epoca presente.
I templi della preghiera si trovano immersi in questi luoghi
paradisiaci?
Templi buddisti e scintoisti si trovano sia all'interno delle città
che dei giardini zen. Si tratta di suggestive costruzioni esclusivamente
costruite in legno…. Sarà per questo motivo che si conservano
pochissimi esemplari originali, visto che molti sono andati distrutti
a causa di incendi. Nel cuore della città di Tokyo, ad esempio,
nel quartiere più antico, si trova il Tempio di Asakusa: meta
turistica e centro spirituale per i cittadini che ogni giorno, numerosi,
si raccolgono intorno all'enorme braciere d'incenso. Si pensa che il
fumo scacci malattie e malasorte… Ovviamente li ho imitati seguendo
il loro rituale!!!
Cosa ricordi della Tokio notturna?
Gli eccessivi colori, le musiche a tutto volume, i maxi schermi che
colorano le pareti dei palazzi, i forti odori che aleggiano tra i grattacieli,
le strade affollatissime… I giapponesi mangiano a tutte le ore,
lavorano tutto il giorno e la notte si scatenano…. Sembra che
non abbiano l'esigenza di dormire! I pachinko (sale giochi) sono luoghi
affollatissimi, dove gente di tutte le età, passa ore ed ore,
anche di notte, davanti agli schermi dei videogiochi. Passione ossessiva
o mezzo per evadere dalle realtà lavorative e monotone della
routine? Non saprei esattamente, ma l'elevato volume della musica dei
videogiochi mi ha permesso di visitare una di queste sale solo per poco
tempo… prima di scappare? |
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Undici racconti al femminile
L’INTELLIGENZA DEL CUORE
Singolari figure di donna sono le protagoniste
della prima opera di narrativa della poetessa Annunziata Sgura
 “Sono
una narratrice di vecchie storie. Credo che il bisogno di recuperare
il passato derivi dall'intelligenza del cuore. So di certo che nei luoghi
della memoria abita l'immortalità”. Questo pensiero di
Annunziata Sgura, autrice di 'Storie di donne' (Schena editore), è
il nucleo, il fondamento di ognuno degli undici racconti che danno vita
alla prima sua pubblicazione di narrativa. Annunziata Sgura, nata a
Pezze di Greco, fin dalla giovinezza si è dedicata alla scrittura
con enfasi e passione. L'anima poetica e impressionisticamente realistica
di Annunziata Sgura tinge e impregna ogni pagina di questo libro. La
narrazione è costruita sul complesso universo della psicologia
femminile. Ogni storia si sviluppa come il viaggio di una coscienza,
delle sue lotte interiori, dei suoi desideri che si scontrano irrimediabilmente
con la realtà quotidiana di un Meridione che trasuda tutta la
sua “mediterraneità”. Le storie di questo libro sono
storie dure e crude, le donne che vi sono descritte pagano quasi sempre
un alto e doloso prezzo, solo per il loro essere donne, e quindi, generatrici
e creatrici; pagano per la loro prerogativa semi-divina. C'è
una sorta di aria amara che impregna tutti i racconti, la stessa aria
che si respira come stato naturale nella società del Mezzogiorno
d'Italia, dove a governare sono convenzioni e bigottismi. L'io narrante
rifugge da ogni retorica e si immerge nella funzione catartica della
scrittura e si libera; in questo modo riesce, a presentare la realtà,
anche se dura e scabrosa, in tutta la sua nudità. La stessa autrice,
afferma di aver attinto dai suoi più remoti ricordi, per ricostruire
gli anni della sua giovinezza e consegnarli al lettore insieme alla
sua storia di donna. “Io sono in tutte le storie che ho raccontato”
è la carta d'identità di questa storia collettiva, nella
quale poi lo stesso lettore ci si ritrova.
L'opera di Annunziata Sgura, è stata adottata come libro di testo
nelle scuole, per l' attinenza al reale, la forza poetica e per il carisma
dell'impianto narrativo. Un mosaico di umanità con tante tessere
dalle sfumature rosa. Con un linguaggio chiaro e semplice si snodano
le vicende delle donne descritte dalla Sgura, tutte spinte dalla ricerca
d'amore e di riconoscimento attraverso il proprio simile. Ma la costrizione
inferta da certi artifici socio-culturali non lascia spazio al riscatto
di queste donne che trovano come rifugio ultimo l'abito monacale, l'emarginazione,
la terra lontana, o, addirittura, la pazzia; soluzioni estreme, perché
non vi è speranza per queste donne, nemmeno quando evadono verso
un altrove che di volta in volta è il Nord Italia o l'Australia.
Cietta, Rosetta, Aurora, Nennella e tutte le altre protagoniste della
Sgura si muovono in un sud assolato e semplice, fatto di campagne, masserie-conventi
fortificate, vicoli ombrosi, bassi somiglianti a gole nere, tutte in
cerca dell'amore da dare e da ricevere, quell'amore che le donne hanno
bisogno come dell'ossigeno, quello stesso amore che è venuto
a mancare nell'infanzia e nell'adolescenza delle protagoniste rompendo
un flusso vitale e causando infelicità e distruzione.
Dello stile abbiamo già detto: è elegante e nobilmente
classico, i contenuti a volte ricordano atmosfere manzoniane. Anche
la scelta iconografica per la copertina, è un tocco di classe;
un'immagine, tratta dall'archivio personale dell'autrice, che si trasforma
in simbolo di libertà.
Maria Teresa Cocozza di Montanara |
| Minchiate
e facezie |
IL TRAPPETARO
testo di Nicola Fiume - vignette di Cosimo
Rosati
Durante
l'ultima guerra, dalle parti nostre, tutto quello che la terra produceva,
olio, grano e altri preziosi prodotti, veniva confiscato dallo stato
che provvedeva ad una ridistribuzione a seconda delle esigenze del momento.
I carabinieri, la guardia di finanza e gli addetti al controllo in genere,
erano severissimi e per una bottiglia d'olio si rischiava davvero di
finire in galera.
Lo stato dei nostri lavoratori della terra, all'epoca era particolarmente
misero non solo a causa di una retribuzione estremamente povera ma anche
per le condizioni di lavoro particolarmente dure più in generale.
Per esempio, i 'trappetari', impiegati nei 'trappeti' per la produzione
dell'olio, lavoravano a ciclo continuo. Lavoravano, mangiavano e dormivano
nel 'trappeto' e, più o meno una volta alla settimana, rigorosamente
a turno, era concesso loro di andare per mezza giornata a casa non fosse
altro che per cambiarsi, lavarsi un po' più accuratamente, portare
i panni sporchi alle proprie mogli e magari fare qualche provvista per
durare un'altra settimana.
Si lasciava il 'trappeto' all'alba ed a piedi si andava in paese. Nella
maggior parte dei casi, essendo il 'trappeto' collocato in qualche masseria
sperduta nella campagna, c'erano cinque o sei chilometri di strada da
fare prima di arrivare a casa.
Una mattina di buon'ora, uno di questi 'trappetari', con un sacco in
spalla, avendo lasciato il 'trappeto', si dirigeva a passo svelto verso
il paese dove abitava e che era distante qualche chilometro. Avendo
fretta e dovendo tornare per il primo pomeriggio aveva pensato bene
di tagliare per i campi in modo da accorciare il cammino.
Una pattuglia dei carabinieri lo vide, lo inseguì e lo fermò.
I carabinieri pensavano che il 'trappetaro', riconoscibilissimo per
la puzza di sansa e olive spremute e per com'era sporco ingrassato d'olio,
stesse contrabbandando qualche bottiglia del prezioso prodotto.
“Fermo là! Chi sei? Dove stai andando? Da dove vieni? Che
hai in quel sacco?” – lo sommersero di domande gli agenti.
Per tutta risposta il poveretto si tolse il sacco dalle spalle, lo prese
dal fondo e ne rovesciò il contenuto per terra.
Ai carabinieri apparvero così quattro stracci puzzolenti, unti
come non ne avevano mai visti, tutti stropicciati, strappati, rammendati
e strappati di nuovo, irriconoscibili.
Un carabiniere frugò schifato in quella massa appiccicosa e informe
di stracci, ne tirò fuori uno e tenendolo con la punta punta
delle dita delle due mani disse disgustato al 'trappetaro':
“ … E non lo potevi dire subito che nel sacco ci stavano
i pantaloni?”
Il 'trappetaro', raccogliendo frettolosamente i suoi stracci rispose:
“Hai visto?! … Tu li chiami 'i pantaloni' … io li
chiamo 'i calz' … e quando me ne andavo più!”
Autunno 1996
(da una storia vera che mi ha raccontato zia Madia)
Caro lettore, non te l'aspettavi vero? Questa storia non è
mia. Mel'ha raccontata qualche anno fa zia Madia che avendo vissuto
il periodo della guerra propria in una masseria queste cose le doveva
conoscere bene. Mi è piaciuta e l'ho messa tra le cose che
ho scritto io. Alla fine dei conti c'è la stessa ironia che
mi piace utilizzare nelle mie storie. Magari non è volontaria
ed è più triste e malinconica dato il miserabile contesto,
ma sicuramente è più spontanea e genuina. Se non vi
ho convinto non fa niente: vorrà dire che mi sono preso una
pausa di riflessione. Mò il problema è che devo convincere
il direttore del giornale a lasciare questa storia nella rubrica “minchiate
e facezie” perché a me piace così …vedremo.
|
| Tra
il serio e il faceto |
I dubbi dubbi e altro di Nicola Fiume
Mi viene un dubbio
Se il pandemonio è un casino della madonna, è vero che
il pan degli angeli è il silenzio assoluto?
Un altro dubbio
E' vero che le macchine agricole sono le automobili dei contadini?
Un dubbio culinario
E' vero che se il fuoco cova sotto la cenere fa le uova lesse?
Da sperimentare
Tutti quelli che non sono nessuno è perché non ne hanno
avuto il tempo.
Tutta da sperimentare
A vivere senza una donna si finisce col diventare come una donna.
Religione sicuramente attuale
La religione è l'oppio dei popoli e l'oppio è la religione
di altri popoli.
Cose mai viste
Rapina all'ENEL: arrestato il palo … della luce.
Il sogno americano
Quella notte il ragazzo sognò ma non capì niente perché
non conosceva l'inglese.
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NON CE LA FAO PIÚ |
 Per questo numero l'obiettivo era finalmente chiaro e diretto: seguire il vertice della FAO (l'organizzazione dell'ONU che dovrebbe occuparsi di razionalizzare le risorse alimentari) di Roma che aveva come scopo principale quello di combattere la fame nel mondo. Mi sono recato, quindi, a Roma armato di tanta buona volontà, ma sprovvisto dell'accredito per seguire i lavori. Di conseguenza sono stato impossibilitato a seguire il dibattito dal vivo. Mi sono, tuttavia, messo ugualmente sulle tracce dei protagonisti dell'evento: oltre quaranta capi di stato o di governo e centinaia di politici e diplomatici in rappresentanza di centonovantadue paesi. Dovendo risolvere il problema della fame nel mondo, infatti, ministri ed ambasciatori di tutto il mondo, hanno scelto un approccio graduale alla questione, iniziando a risolvere innanzitutto il problema del loro appetito. Ristoranti e trattorie di Roma hanno registrato il tutto esaurito. Ho iniziato a curiosare dietro le vetrine dei locali: Sarkozy si abboffava di fettuccine in piazza Barberini, Ahmadinejad era a Trastevere dove gli avevano portato carciofi alla giudìa senza spiegargli l'origine ebraica della pietanza, Mugabe scofanava abbacchio nei pressi del Pantheon aggiungendo alle tante medaglie sul petto delle vistose chiazze d'unto. Nei pressi di Piazza Navona ho visto il mio amico Josè Luis Rodriguez Zapatero in mezzo ad una comitiva di giapponesi. Pur avendomi riconosciuto, mi ha fatto capire a gesti che si stava facendo “dos balotas” e che, se possibile mi avrebbe chiamato più tardi. Mi sono allontanato dalla zona più mondana per evitare di essere riconosciuto dai tanti giornalisti in cerca di interviste. Per strada ho visto un gruppo di ragazzi che attaccavano dei manifesti con su scritto “Via Almirante, no grazie”. Mi sono avvicinato e gli ho chiesto di cosa si trattasse. I ragazzi mi hanno spiegato che il neosindaco di Roma, Gianni Alemanno, avendo vinto le elezioni per risolvere i problemi di Roma, ha avuto la pensata di iniziare l'opera lanciando l'idea di intitolare una strada a Giorgio Almirante. I ragazzi sono preoccupati per il clima che si sta creando nella capitale: raid contro gli stranieri, pestaggi contro omosessuali, studenti di sinistra aggrediti all'università. Pare che i fascisti stiano rialzando la loro inutile testa. Per questo gli antifascisti romani si sono dati una mossa ed è iniziata la mobilitazione contro via Almirante. Per chi non ricordasse chi sia stato Giorgio Almirante, o ricordasse solo gli ultimi suoi anni, quelli di moderato leader del Movimento Sociale Italiano (poi divenuto Alleanza Nazionale), riassumo brevemente. All'indomani della promulgazione delle famigerate leggi razziali (antiebraiche) comparve un suo scritto sul fascistissimo giornale “La difesa della razza” in cui affermava che <Il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di se che l'Italia abbia mai tentato> e ancora <…in fatto di razzismo e antigiudaismo gli italiani non hanno avuto, ne avranno bisogno di andare a scuola da chicchessia>. Giusto per sfatare il mito che i cattivi erano i tedeschi e gli italiani erano razzisti all'acqua di rose. Durante la resistenza il moderato Almirante era ovviamente dalla parte nazifascista e firmò, in qualità di “capo gabinetto”, il manifesto con cui si intimava a <sbandati e appartenenti a bande> di consegnarsi ai tedeschi, pena la fucilazione. Ci furono pochi consegnati e molti fucilati. Lo stesso Almirante faceva parte delle brigate nere della Valdossola, il cui principale svago era massacrare partigiani. Ho augurato buon lavoro ai ragazzi e mi sono intrufolato in una vecchia birreria anni '30 in via Brescia, dalle parti di Piazza Fiume, gestita dalle gentilissime sorelle Mizzoni. Gli unici diplomatici di area FAO che vi ho trovato parlavano Bielorusso ed ho rinunciato ad intervistarli. Guardando le pareti decorate in stile liberty, ho notato sulle volte diverse stelle a sei punte. Il cognome Mizzoni non mi sembrava ebreo ma si sa che gli ebrei cambiavano cognome con estrema facilità. Volevo chiedere ulteriori chiarimenti ad una delle sorelle ma temevo di poter urtare qualche suscettibilità o evocare chissà quali spiacevoli ricordi. Così ho chiesto se i decori fossero originali degli anni '30. Avuta una risposta affermativa, ho chiesto come avessero fatto quelle stelle di David a superare il periodo della guerra. La signora mi ha risposto teneramente “Ce lo chiedono tutti, ma quelle non sono stelle di David, sono i simboli di un mastro birraio, ognuno ne aveva uno. Mio padre non era ebreo, altrimenti se la sarebbe vista brutta anche lui”. Infatti dei 1024 ebrei che il 16 ottobre 1943 vennero presi e portati ad Auschwitz in treno (perché quando c'era il Duce, si sa, i treni arrivavano in orario) ne sono tornati appena 16. In ogni caso le sorelle Mizzoni sono gentilissime e cucinano bene. Ci ritornerò (però sia chiaro che il conto l'ho pagato e questa non è una marchetta pubblicitaria).
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L’ANNIVERSARIO
Moriva circa un anno fa Primula Rossa, travolto
da una Ferrari del suo stesso colore. Giacque esangue in terra durante
i festeggiamenti del Santo Patrono, avvolto nel suo mantello nero, con
in mano un messaggio di buona fortuna al sindaco. Il suo corpo fu traslato
in Francia, perché nel cimitero non v'era posto. Eppure la città
dove aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita terrena nel tentativo
di ricondurre alla ragione gli stolti governanti, ne reclamava i resti
mortali.
Cori di protesta echeggiavano nella piazza cittadina, rivolti tutti
verso le finestre dalle tende blu del primo cittadino; un solo grido
animava la folla bellicosa: “Vogliamo Primula Rossa!!!”.
Le cronache giornalistiche raccontano che parte del coro aveva inteso
che Primula Rossa fosse un nuovo modello di Ferrari e quindi auspicava
che il primo cittadino (colui che tutto può) se la procurasse,
la parcheggiasse vicino al Palazzo di Città e la offrisse in
visione ai cittadini. Guardare e non toccare, annusare caso mai, ma
con moderazione, perché la vernice è soggetta a deterioramento;
assumere, alla sola visione del bene, un'espressione inebetita, ma non
nutrire invidia perché porta iella (all'invidiato).
Dopo rapida ricerca di mercato (pare siano stati presi contatti con
tale Serghej Casachow, di origini siberiane, esperto in viabilità
e traffici vari) si è accertato che Primula Rossa non era un
modello di automobile, bensì un defunto, reclamato - per non
si sa quale motivo - dai cittadini.
E sia! Il sindaco, che tutto può, dispose per il rientro in Italia
della salma anche perché la madre di Primula Rossa aveva trascorso
le ultime cinquanta settimane incatenata nell'androne del Palazzo di
Città. La poverina gridava: “Lello, Lello, ridammi Primula
Rossa”. A dire il vero, mosso a pietà e nel tentativo di
risolvere il problema in maniera efficace ed efficiente, il buon primo
cittadino aveva dispensato alla lacrimevole signora molteplici scatole
di pastiglie con lo stesso nome del defunto, ma viste le gravi ripercussioni
a carico dell'olfatto dei poveri dipendenti comunali, alla fine aveva
di disporre per il rientro della salma in Città. Ma come? Secondo
quali modalità? A quali costi? Detto fatto; in sede di determinazione
delle tariffe, si dispose prontamente un costo per ogni tipo di operazione,
o meglio servizio. Per una tomba occorrono 217,93 euro al mq; per una
cappella da cinque posti 447,50 euro ; per un'inumazione 150,00, un'autorizzazione
per l'installazione di elementi decorativi comporta una spesa di 50,00
euro e via discorrendo..
Il problema della questuante madre fu risolto e così anche quella
folla scatenata smise di protestare. Bastava e basta anche oggi pagare
al Comune! Con un bollettino, in via telematica, in contanti all'addetto
del cimitero? Nessuno sa dirlo. Chi effettua questi servizi? Irrilevante,
per ora l'importante è aprire il portafoglio, poi, forse, l'ectoplasma
di turno si occuperà della questione
Che affare la morte! Se il poeta si chiedeva se all'ombra dei cipressi
e dentro l'urne confortate di pianto il sonno della morte fosse men
duro, la risposta del sindaco era ed è: “Basta pagare”.
N.B.: le operazioni di traslazione della salma di Primula Rossa si sono
svolte in giornata festiva. La mamma ha dovuto sborsare 30 euro in più.
C’est la vie!!!!
Il Tulipano nero
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ARTE CONCETTUALE A SAVELLETRI
“Non è un bidet, ma arredo
urbano” opera pop-pup di anonimo artista
 Se
non fossimo stati più che certi dell'avvenuto decesso di Duchamp,
avremmo giurato che l'artista si trovasse a Savelletri il 25 maggio
scorso. Ma le tracce dei grandi artisti resistono all'oltraggio del
tempo e sopravvivono anche alla loro dipartita. Nel 1917 Duchamp prese
un orinatoio, vi appose una firma (non la sua) e lo intitolò
“fontana”. Fu per il mondo artistico una vera rivoluzione.
Sviluppando la tecnica dadaista detta “ready-made”, l'autore
francese giunge al concetto che qualunque oggetto d'uso comune, prelevato
dall'artista e collocato in un altro contesto, diventa opera d'arte
in quanto egli lo ha scelto. Da qui inizia il percorso di quella che
sarà definita arte concettuale. La luce che ancora riverbera
dalla lezione di Duchamp riesce a squarciare le tenebre dell'oscurantismo
in cui i nostri tempi rischiano di ricacciarci. Anche a Savelletri,
infatti, un anonimo duchampista (o forse direttamente una sciampista)
ha realizzato una installazione artistico-concettuale nel bel mezzo
di una stradina del nostro bel borgo marinaro. Infatti ciò che
a prima vista potrebbe sembrare un comune bidet, se decontestualizzato
e collocato in via Bolzano può essere interpretato come richiesta
di autonomia rispetto al centralismo fasanese (suggestivo il richiamo
al bilinguismo sudtirolese attraverso la scelta di un oggetto dal nome
straniero). Secondo alcuni critici da noi consultati, tuttavia, emerge
limpido anche un messaggio di critica sociale di portata più
ampia: il bidet, pur collocato in situazione diversa da quella del suo
normale utilizzo, evoca pur sempre un atto di pulizia rigeneratrice.
Il messaggio dell'ignoto nostro conterraneo sarebbe in definitiva una
denuncia di un contesto sociale in cui l'elemento predominante è
l'escremento (insomma una società di merda), l'invito è
inequivocabile: lavatevi.
f. v.
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Il “Giugno” del trentennale
IL TURISTA IN PRIMA FILA
Tra le novità, le scene barocche
e l’iniziativa per i turisti ospiti delle strutture alberghiere
del territorio
Il “Giugno” del trentennale si
caratterizza per almeno due novità: la ricostruzione della vita
quotidiana nella Fasano dell'età barocca e, in occasione del
gran finale della rassegna, l'iniziativa “Da noi il turista in
prima fila” che premierà la coppia di visitatori che avrà
mostrato maggiore interesse per gli eventi della manifestazione.
Nel frattempo, l'edizione di quest'anno si è aperta con un commosso
ricordo del prof. Giuseppe Marangelli. Con un discorso pronunciato da
una delle componenti storiche dell'omonimo comitato promotore, Margherita
Latorre, l'associazione nata nel 1978 ha voluto rendere omaggio, nella
serata inaugurale del 24 maggio scorso, a un'importante figura del panorama
locale scomparsa due anni fa.
Nella sala di rappresentanza di Palazzo di Città, alla presenza
del sindaco e dell'assessore provinciale alla Cultura Giorgio Cofano,
è stato sottolineato, in particolare, il suo impegno a favore
del “Giugno” nei primi anni di vita di questo progetto e
la fiducia che nel tempo il professore ha saputo trasmettere ai più
giovani membri dell'associazione.
Cofano ha poi ricordato il ruolo di due altri illustri concittadini
che hanno contribuito a tenere alto il nome di questo paese, l'editore
Nunzio Schena e il fondatore dello Zoosafari Gianmatteo Colucci, sottolineando
come «in anni molto difficili, Fasano senza di loro sarebbe sprofondata
nel baratro».
Nel corso della cerimonia è stato presentato il libro “Fasano
nella storia del XVII secolo”, il primo di una serie di volumi
che raccolgono un progetto partito nel 2000 e riguardante alcune giornate
di studio sul Barocco, alla luce di una recente rilettura di
questo complesso periodo della nostra storia.
Altra serata all'insegna dei libri è stata quella celebrata l'11
giugno nella Chiesa del Purgatorio. In occasione dei vent'anni dalla
sua istituzione, il Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia ha
presentato un volume intitolato “Angeli, stemmi, confraternite
e arte”. Il contenuto del lavoro è stato illustrato dal
presidente del Centro, Mimma Pasculli Ferrara, che è anche una
delle curatrici dell'opera, e dal prof. Giovanni Dotoli; entrambi docenti
dell'Università di Bari.
A calamitare l'interesse nella giornata del 12 giugno la presentazione
del restauro della Madonna del Suffragio, a cura del Lion's Club “Fasano
Egnatia”. Si tratta di un'opera in tela realizzata da un artista
seicentesco, il napoletano Ottavio Lavagna.
Nell'ambito delle iniziative per il trentennale non poteva certamente
mancare una retrospettiva con la quale il “Giugno” si raccontasse
ai fasanesi. Nei giorni scorsi, presso il Centro Studi “Valerio
Gentile”, è stata inaugurata una mostra fotografica dal
titolo “Scatti di storia”. La mostra, realizzata in collaborazione
con il circolo “Hi-foto” e con la fondazione dedicata al
giovane prematuramente scomparso, ripercorre i momenti più significativi
delle passate edizioni.
In questi giorni, intanto, la manifestazione entra nella fase “calda”
delle rievocazioni. Con alcune importanti novità: giovedì
19 il centro storico farà da sfondo alla prima rappresentazione
fasanese di scene di vita quotidiana del Seicento, intitolata “Correva
l'anno 1678: aspettando la scamiciata”. Nello spazio che sarà
allestito tra via del Balì, piazza S. Giovanni e via S. Teresa,
i figuranti dell'associazione “Presepe vivente” di Pezze
di Greco faranno immergere i loro concittadini in quella che era l'atmosfera
del borgo alla vigilia della battaglia contro i predoni saraceni.
Balì, piazza S. Giovanni e via S. Teresa, i figuranti dell'associazione
“Presepe vivente” di Pezze di Greco faranno immergere i
loro concittadini in quella che era l'atmosfera del borgo alla vigilia
della battaglia contro i predoni saraceni.
La grande festa in abiti d'epoca entrerà nel vivo venerdì
20. Per dare ancora maggior lustro alla kermesse, quest'anno gli organizzatori
hanno pensato di invitare due autentici fiori all'occhiello del panorama
internazionale: il corteo della “Dama vivente” di Castelvetro
di Modena e soprattutto i balestrieri di S. Sepolcro in provincia di
Arezzo, autentici “campioni” in questo ambito, per i quali
è stato chiesto il riconoscimento come patrimonio dell'Unesco.
dell'Unesco.
Nel fine settimana, poi, il tradizionale evento clou della rassegna
(inizio ore 18,30) con il grande corteo che culminerà in un concerto
di musica etnica ispirato ai suoni e ai ritmi del Mediterraneo.
Dunque, un'edizione davvero da non perdere quella del trentesimo “compleanno”
del “Giugno fasanese”, che si arricchisce di un'altra simpatica
iniziativa riservata ai turisti: venerdì 20 e sabato 21 verranno
scelte alcune coppie che riceveranno dal sindaco una sorta di attestato
di partecipazione alla rassegna. Di più, per il momento, non
ci è dato sapere. Vedremo cosa succederà.
Valerio Fiume |
A cura delle Nove Muse
LAVORI TEATRALI IN CORSO
Laboratorio estivo a Fasano e Monopoli
con Maurizio Micheli – In cantiere una scuola di recitazione con
attori di notorietà nazionale
 L'agenzia
di spettacoli di Fasano, Le Nove Muse, ha organizzato per l'estate 2008,
un laboratorio di teatro. Il corso si svolgerà a Fasano e Monopoli,
nei mesi di luglio e agosto, per un totale di centocinquanta ore. Docente
d'eccezione per tutta la durata del laboratorio, l'attore-regista Federico
Vigorito, direttore artistico del teatro della Visitazione di Roma,
che svilupperà, insieme al suo staff, le varie fasi del programma
del corso di teatro: dalla dizione, all'impostazione vocale, dall'analisi
del testo all'interpretazione. Grande euforia per la presenza del comico
Maurizio Micheli, che interverrà sul tema del 'tempo comico'.
L'idea di organizzare un corso di teatro estivo è nata dalla
volontà di coinvolgere più profondamente quanti sono affascinati
dal teatro ma non hanno tempo da dedicargli durante il tran-tran invernale,
tra lavoro, scuola e impegni vari. L'agenzia Le Nove Muse, che opera
dal novembre scorso nel nostro territorio, ha già in cantiere
l'ambizioso progetto di avviare una scuola di teatro tra Bari e Brindisi,
in collaborazione con i più noti artisti del panorama nazionale,
come Lello Arena, Bebo Storti, il conte U'Guccione, in Mai Dire Gol.
Le iscrizioni al corso, che sarà riservato ad un massimo di quindici
persone, sono aperte fino al 22 Giugno 2008. Info: info@novemuse.it
; teatro@novemuse.it .
Il laboratorio prevede la realizzazione di uno spettacolo comico che
sarà rappresentato a Fasano, Monopoli e Roma.
Maria Teresa Cocozza
di Montanara |
PER RABBIA O PER AMORE
Il teatro della Galilei-Fortunato
gni anno la Galilei-Fortunato rappresenta un
musical. Il 2008 è stato Fanno di West Side Story, uno dei musical
più "anziani" sempre "sold-out" a Broadway.
Cinquant'anni ma non li dimostra.
Storia d'amore e di lotte nei ghetti di New York, tra minoranze di "stranieri"
e locali. Un Giulietta e Romeo metropolitano, lotte tra poveri, tra
ragazzi che non vedono un futuro. Violenza, spesso gratuita, di gruppo.
Ragazzi che si picchiano per il possesso di un quartiere, di un niente.
Adulti che indicano la via da seguire, ma come spesso accade non vengono
ascoltati. Ne fa esperienza il preside, che a fine rappresentazione,
sottolineando il messaggio prepotentemente venuto fuori, ha dovuto zittire
un gruppo di l'agazzini, un "branco", che puntualmente non
ascoltava le parole "giuste", come quelle di "Doc",
invano perse nell'etere... e che avrebbero salvato la vita ai due capi
"branco" morti pugnalati in una falda senza motivo. New York
di cinquanfanni fa, come qualsiasi paese italiano di oggi, con giovani
da un futuro incerto che si "nascondono" nel branco, stranieri
e "indigeni" che lottano per un niente. New York anni cinquanta,
come Pezze o Montalbano di
oggi, con ragazzi che per "gioco" scaricano gli estintori
nell'ingresso di una scuola media.
Brave le professoresse nella scelta del testo, m una Fasano "a
rischio delinquenza" era importante far passare un messaggio per
i ragazzi: con la violenza non si ottiene nulla.
Con la violenza non si può costruire nulla di buono e di bello.
Non è un finto buonismo, non è ipocrisia. C'ò bisogno
che comunque i ragazzi si rendano conto di tutto ciò. Recitando,
cantando o ballando, facendo "branco" questa volta in senso
buono, collaborando e interagendo con coetanei, divertendosi e passando
pomeriggi insieme a scuola ascoltando i consigli dei più grandi.
Tutto in un ambiente "sano" caratterizzato da regole "giuste"
e rispettate. E se poi questo spettacolo è ben organizzato da
una
team che per l'ottavo anno produce un musical con tanta professionalità,
il risultato è eccezionale e piacevolmente fruibile.
Con "Hair" abbiamo gustato il talento del protagonista, con
"Fame" i balletti; quest'anno "West Side Story"
ci ha offerto una recitazione "corale" di rilievo. I docenti
che fanno muovere questa macchina sono sempre più affiatati e
professionali. Lo si nota dalle scenografie, dalla recitazione, dalla
of&e, ormai, ai propri alunni un laboratorio sempre più all'avanguardia.
Sorpresa, quest'anno, le bellissime canzoni non tratte dal musical originale
ma adattate alla rappresentazione.
credibilità che gli attori, ragazzi di scuola media, hanno calcando
il palcoscenico. Maiuscola la prova dei protagonisti, sempre più
presi da questa arte. La Galilei-Fortunato è diventata fucina
di attori e of&e, ormai, ai propri alunni un laboratorio sempre
più all'avanguardia. Sorpresa, quest'anno, le bellissime canzoni
non tratte dal musical originale ma adattate alla rappresentazione.
all'avanguardia. Sorpresa, quest'anno, le bellissime canzoni non tratte
dal musical originale ma adattate alla rappresentazione.
Un bravo alle responsabili, in attesa della prossima fatica.
g. m.
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LA LUNATICA DOMATA
Saggio degli alunni delle elementari
di Pezze di Greco
 Il
contributo economico degli sponsor e dei genitori degli alunni (classi
2/A e 3/A) delle scuole elementari di Pezze di Greco, hanno reso possibile
la messa in scena al teatro Kennedy de “La bisbetica ”.
Una rielaborazione del testo shakespeariano in chiave di commedia musicale
adattata alla recitazione dei piccoli interpreti, per un progetto didattico
decisamente impegnativo. Una bella prova corale dei 45 alunni coinvolti
nello spettacolo che, con la loro bravura, hanno gratificato l’impegno
delle insegnanti Teresa Tedeschi, Caterina Margaritondo, Carmela Caramia
e della dirigente scolastica prof. Celeste Federica Gennari.
m.t.c.d.m.
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I SELEZIONATI AL CONCORSO CANORO
 Primo
atto della nuova edizione del Fasanfestival 2008 con le selezioni tenutesi
domenica 8 giugno scorso presso l'auditorium dell'Itc Salvemini. Ben
40 gli iscritti per questo primo atto che come di consueto aveva il
compito di selezionare i 18 finalisti della serata finale della manifestazione
che si terrà il prossimo 20 luglio presso la Casina Municipale
della Selva di Fasano. Versione estiva quindi per l'edizione 2008 della
kermesse canora la cui conduzione sarà riaffidata al bravo Gerard
che con la sua sprizzante simpatia porterà i 18 finalisti a contendersi
il titolo annuale della manifestazione. Contendenti finali, selezionati
da una giuria di professori musicale formata Angelo Deleonardis, Eva
Kranja, Martino Palmitessa, Stefano Scaglioso e Michele Maccuro. Nell'ordine
si sono classificati Carmela Latorre, I Kiota, Mattia Bianco, Valentina
Colucci, Vitantonio Boccuzzi, Graziana Forza, Serena Perta, Maria Lacatena
& Vincenzo Abruzzi, Francesco Caramia, Tiziana Piretti, Lucia Belviso,
Anna Secondo, Antonella Sgobio, Marisa Grassi, Ilaria Clemente, Cosimo
Di lauro e Domenica Dambrosio. Nominate anche le 3 riserve con Federica
Lippo, Fabio Mercolino e Loredana Carriero & Giovanni Martucci.
Michele Cavallo |

| fasanesi doc |
IL GIUDICE
 A
Giovanni Zizzi lo conosco ciliegio. Ancor prima che raz-zolasse per
studi notarili, egli, gran cultore del sacro pelo, frequentava i templi
del divertimento; lo si incontrava con estrema facilità nei locali
notturni del barese, ma anche del Salento, della Capitanata e, all'occorrenza
fuori regione. Sovente accompagnato da stangone da infarto. Ma lui,
il don Giovanni da Fasano, non si preoccupava delle differenze di quota
che perdevano di senso nella posizione orizzontale. Quando incontrava
un concittadino nei nitgh non ostentava la sua compagna occasionale,
ma con fare discreto accennava a un saluto da lontano con un'ammiccante
espressione del viso che stava a significare: tu mi hai visto, io ti
ho visto, buon divertimento, non è il caso di parlarne in paese.
Quando ci si incontrava in piazza, l'argomento preferito era la politica.
Lui, liberale da sempre, con quella voce calma saudente e persuasiva
teneva banco e, alla conclusione di estenuanti discussioni, non risparmiava
fendenti, con battuta finale spiazzante, a missini, monarchici, democristiani,
repubblicani, socialisti e comunisti.
Poi l'età matura, lo studio notarile, la famiglia. Ma quello
che gli era più congeniale era giudicare: ascoltare, valutare
ed emettere la sentenza. Era più che naturale che venisse incaricato
di fare il giudice, il Giudice di Pace.
“Come va Giovanni? Pagano bene?” “A marchette –
era la risposta di rito - un tanto a sentenza”.
L'ho rincontrato l'altra sera a teatro. Lui sul palco. Faceva il giudice.
Geniale il regista della Stanza di Ulisse, che per il processo a donna
AnnaTeresa Stella Goffredi, ha scelto Giovanni per il ruolo del giudice.
Lo ha interpretato senza alcuno sforzo.
Con professionale solennità, con le pause sue, perfettamente
coincidenti con i tempi teatrali; con la voce calma suadente e persuasiva;
con la composta mimica di chi ascolta, valuta ed emette la sentenza.
Il tutto, con elegante ironia. Sulla scena del teatro come su quella
della vita quotidiana.
f. l. |
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Ci piace condividere con parenti e amici questo splendido
momento di gioia per la nascita di Andrea. |
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| Oggi 22.05.08 è nata la nostra
piccola gemma: Angela. Ben arrivata dal papà, dalla mamma
e dal piccolo Antonio. |
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Kristian dopo averti tanto atteso, ora ci sei.
Ogni giorno ci regali momenti speciali, la tua mamma e il tuo papà. |
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Vi giungano dalle Colline Silvane i nostri più
sinceri auguri di felicità. |
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CONTATTACI
Puoi inserire gratuitamente anche tu i tuoi momenti speciali. |
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CENTRO MINI-BASKET A PEZZE DI GRECO
L’attività sportiva nelle elementari del terzo circolo didattico
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 Anche quest'anno, il Terzo Circolo Didattico di Fasano ha investito nello sport e nella sua valenza sociale producendo una programmazione adeguata per tutti gli alunni delle frazioni, nessuno escluso. Basket e Pallavolo gli sport proposti. La nuova dirigente scolastica, Celeste Federica Gennari, ha sapientemente raccolto il testimone dal predecessore Giorgio Convertini, continuando e potenziando i progetti iniziati cinque anni fa. 180 ore totali di Piano di Offerta Formativa con istruttori qualificati per tutte le classi e 60 ore di PON di basket. Tra i magri bilanci le insegnanti referenti e il bravo segretario Pasquale Carrieri hanno avuto, quindi, la possibilità e la bravura di offrire a tutti i ragazzi la pratica sportiva. L'ausilio degli esperti esterni è poi un investimento per la formazione sportiva delle docenti. La scuola, come scritto, oltre ad un progetto formativo ”interno” di basket e volley, ha puntato su un PON di motoria. Richiedere l'assegnazione di un tale progetto prevede un iter abbastanza complesso. “Se giochi in compagnia, la noia spazzi via”, il nome scelto per il PON rientrante nell'obiettivo F, inerente lo sviluppo delle competenze e delle attività di studio, e all'azione F1, “interventi per promuovere il successo scolastico per le scuole del primo ciclo”. Scelta obbligata, per un progetto sportivo così importante, il basket. Il Terzo Circolo, infatti, è anche un Centro Minibasket ufficialmente riconosciuto dalla FIP, Federazione Italiana Pallacanestro. Di sicuro questo particolare ha influito nell'assegnazione del progetto alla scuola di Pezze di Greco. Le maestre referenti (così come per gli altri due PON, sulle fiabe e sulla matematica) hanno puntato sull'attività di motoria per i bambini di prima e seconda considerando la pratica sportiva un volano per lo sviluppo delle abilità di base che di riflesso migliorano le competenze degli alunni come, per esempio, il leggere e lo scrivere. In più lo sport di squadra educa al rispetto delle regole, allo stare insieme e al rispetto per gli arbitri e per il coach; il tutto non può che avere una ricaduta positiva per lo stare in classe, per l'ascoltare e il rispettare la figura dell'insegnante. Atto conclusivo di questa “maratona” di sessanta ore è stato un saggio di verifica presso la tensostruttura di Via Galizia sabato 24 Maggio. I 20 bambini, insieme agli amici delle prime e delle seconde, hanno giocato interrottamente per quasi tre ore dando sfoggio delle competenze acquisite ma soprattutto giocando con questo sport, per tutti una novità. Canestri, palloni, coni, tanto sudore e tanto divertimento con un piacevole fuori programma: una gara di tiro riservata ai genitori che si sono cimentati in questo bellissimo sport. Bravissimi i bambini, che hanno stupito il numeroso pubblico per le competenze acquisite. Il monitoraggio, obbligatorio per tutti i progetti attuati nelle scuole, ha avuto un risultato eccezionale (come sempre, peraltro, in questi cinque anni). I bambini, contentissimi, vogliono assolutamente ripetere i progetti sportivi…possibilmente aumentando le ore di gioco! Una scuola Centro Minibasket, una tra le poche in tutta Italia. E pensare che a Pezze non vi è alcuna società di minibasket! Tra l'altro ha avuto il via un progetto pilota della FIP, l'Easy Basket. Questo progetto, gratuito, al quale può aderire una sola scuola per provincia in Italia, prevede la formazione degli insegnanti al minibasket con corsi tenuti in loco da formatori nazionali della FIP. Nell'arco di due anni le insegnanti diventeranno esperte di easy basket, il minibasket adattato alla pratica scolastica: lo potranno così insegnare durante le ore di motoria, senza doversi avvalere di esperti esterni. Soddisfazione per le responsabili del progetto e dell'esperto che in questi cinque anni ha caldeggiato la pratica del basket a livello scolastico. E in una provincia nella quale il basket è lo sport numero uno un ulteriore soddisfazione l'averlo organizzato senza ausilio di società sportive (come invece avviene nel resto d'Italia). E per l'anno prossimo, anche se per le scuole italiane sono previsti tagli ai bilanci, di certo si farà ancora sport. Ci si rimboccherà le maniche, si “spulcerà” tra le voci di bilancio… ma Pezze continuerà ad offrire gratuitamente sport ai propri ragazzi. Gianluca Monopoli |

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Lorenzo Gallo
UN’ALTRA CONQUISTA
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 Nella splendida cornice di Portimào in Portogallo, si sono svolti i Campionati Europei di Body Building. Il campione mondiale Gallo Lorenzo, si è laureto vice campione europeo w.a.b.b.a. 2008. Tre giorni di selezioni, per giungere alla finalissima della domenica dove si sono confrontati sul palco gli ultimi otto finalisti. Gallo è riuscito con il suo secondo posto a conquistare anche questo titolo europeo. Gli alteti in gara erano 150 provenienti da tutta Europa, c'erano anche atleti da selezioni americane. |

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