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ANNO V - NUM. 6 - IN EDICOLA DOM 15 GIU 2008

CARMELINA
È TRISTE VENEZIA!

Cosa ti è successo? Hai una faccia!

“Sto nera, peggio della pece. Mi sono arrivate due bollette a spezzagambe e non so proprio come pagarle. Altro che non si arriva all'ultima settimana, qui manco l'inizi il mese. Se pago le bollette poi mangio capocchie di fiammiferi e spine di ricci. Compà, è triste Venezia!”
Mò non farla criminale. Una possidente come te, si mortifica per due bollettucce?
“Sfotti tu! Luce e gas, insieme, sono una cifra. E a casa l'unica entrata affidabile è la mesata di mio marito, quando tutto va bene”.
E il grande non ha ancora trovato lavoro?
“Quel figlio mio è sfor-tunato. Vuol fare le cose per bene e in quest'Italia di arraffa arraffa non si trova proprio”.
Bèh, in Italia stiamo; cosa vuoi dire?
“ Lui sa fare bene l'into-nachista, ma nessuno lo prende a lavorare perché è troppo preciso”.
Ora è che non ti capisco
“Che mio figlio chiede prima i contributi e poi la paga della giornata. I datori di lavoro si spaventano e preferiscono assumere un albanese o un extra-comunitario che si accordi in nero”.
Ma se il ragazzo sa il mestiere, perché non si mette per conto suo?
“E che ti credi che non abbia tentato? Mio marito qualche anno fa voleva mettere su una impresa, a conduzione famigliare, per fare le manutenzioni nei condomini. Figurati, con le conoscenze e il mestiere che si ritrova, doveva essere un giochetto da nulla”.
E, invece, cosa è successo?
“Non è successo niente, perché non si riesce a partire. Ci voleva un capitale minimo per cominciare.
E questi soldi sono sempre mancati. Non è che ci volesse chissà quale cifra, ma almeno alla misera vita, un ventimila euro li vuoi mettere a terra? Un camioncino di quinta mano, un minimo di ponteggi usati, un po' di attrezzature elettriche (e quelle vanno prese nuove, per non correre rischi con le norme europee), e poi c'è il consulente da pagare in antiparte. Lo sai che per mettere su un'impresa da niente ci vogliono quattro chili di carta: la burocrazia è assai; esagerata. Se ti dimentichi di una certificazione sono multe a morire. Quelli dell'ispet-torato del lavoro non la perdonano neppure a quella tribbellacchera della madre”.
Fanno il loro dovere. E meno male?
“ Forse con troppo accanimento. Quell'altro giorno alla ditta dove lavora mio marito hanno fatto una multa salata sol perché gli operai in cantiere non portavano il cartellino alla camicia. Che poi questi cartellini danno fastidio perché si impigliano. Dico io, ma sono condizioni di mortificare chi sta lavorando? Il fatto è che certe regole fesse le scrivono persone che stanno sedute alle scrivanie e che non sanno come lavora un operaio. Capisco il casco, le cinture e tutto quello che riguarda la sicurezza, ma …il cartellino in petto ti cambia la vita?”.
Le regole vanno in ogni caso rispettate
“Si, si. Pensiamo alle puttanate e non alle cose serie. Sono queste le cose che scoraggiano i giovani che vogliono industriarsi. Perché non pensano a dei prestiti seri”.
Per i prestiti ci sono le banche
“Bella roba! Vai a una banca a chiedere i soldi, col cavolo te li danno. Te li danno soltanto se già ce li hai. Se sei un povero cristo, ti arrangi. Le banche, figurati, peggio degli usurai.
A un cravattaro almeno lo guardi in faccia e lo puoi sputare in un occhio; ma le banche non sono persone; e chi decide non lo sai chi è. Lasciamo perdere, che ho il cuore schiattato. Io so soltanto che mio marito e mio figlio avrebbero voluto mettersi in proprio, ma non riescono mai a partire, e manca sempre cinque per arrivare a cento”.
Ora, però con questo Governo le cose dovrebbero cambiare!
“Ma quando mai! Io ormai non credo più a nessuno. Così come non credo al fatto che aiuteranno i lavoratori e i giovani. Quelli, quelli che stanno alle poltrone comode pensano a loro, non a noi”.
Carmelì, bisogna pure avere fiducia, se no ci fermiamo!
Compà, il fatto è che il sazio non capisce il digiuno. E' triste Venezia”!
Franco Lisi
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LA CATASTROFE È VICINA
Siamo alle solite. Anche in occasione del bilancio di previsione la maggioranza di centrodestra è stata travolta dai propri limiti. È andata sprecata un'altra possibilità per invertire la rotta. Per dirla in breve: le strade manterranno - salvo qualche estemporaneo intervento - le buche esistenti, oltre che la sporcizia e la scarsa illuminazione - carenta la manutenzione-; le famiglie in difficoltà continueranno ad essere abbandonate al proprio destino. Interi settori produttivi sono stati ignorati nella programmazione finanziaria comunale: l'agricoltura, l'artigianato e il commercio condannati ad affrontare in solitudine le sfide del mercato; il turismo affidato all'autodeterminazione e alle estemporanee iniziative dei singoli operatori, costretti ad un doppio sforzo per non disperdere i risultati conquistati, tra mille difficoltà, negli anni passati . Mentre in altre realtà si discute di Area Vasta - l'ultima opportunità per intercettare finanziamenti a favore del territorio - Fasano sembra caduta in un sonno profondo. Non si intravede una iniziativa per risolvere i grandi problemi che rischiano di abbattersi, nei prossimi mesi, come un macigno, sull'intera collettività. La crisi del Consorzio Agroalimentare, il crescente costo della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la definizione del rapporto con la società di riscossione dei tributi, il contenzioso sull'affare cimiteri sono questioni di grande rilevanza che rischiano di mettere in ginocchio tante famiglie. Continuando sulla strada intrapresa, senza un'energica scossa, i tempi della catastrofe si avvicinano sempre di più. È sinceramente mortificante ascoltare l'assessore al bilancio relazionare sul nulla. Tecnicismo e burocratese per coprire le falle di un bilancio zeppo di falsi propositi e cifre fantasiose che non trovano alcuna corrispondenza con la realtà. Un bilancio farcito di proclami per eludere le aspettative dei cittadini e per qualche verso quelle - meno edificanti, è chiaro - di qualche consigliere della stessa maggioranza. Tecnicismo e proclami per non scontentare nessuno; un metodo collaudato e utilizzato tante volte. Per fare un esempio, basta ricordare le dichiarazioni sull'utilizzo della fascia costiera: nel 2006 il centrodestra fasanese approvò in Consiglio comunale due delibere che, a loro dire, avrebbero posto fine all'annosa questione “ricciolandia”.
Agli operatori interessati si offriva l'illusione della stabilizzazione di un'attività precaria, mentre a coloro che erano favorevoli ad un diverso utilizzo della fascia costiera, la certezza che tutte quelle attività sarebbero state allocate a monte della strada provinciale.
Sono passati due anni e, per effetto di uno scorretto modo di amministrare, la questione è peggiorata per tutti.
È evidente che le decisioni del consiglio comunale del 2006 hanno lasciato irrisolto il problema e, per giunta, hanno ulteriormente complicato la situazione.
In un recente consiglio comunale, infatti, è stata approvata una delibera illegittima che prevede la proroga per il 2008 delle autorizzazioni agli operatori di “ricciolandia” alle stesse condizioni del passato, pur in presenza di “regole” - quelle approvate nel 2006 dalla stessa maggioranza di centrodestra - diverse e in contrasto con il dispositivo approvato di recente.
La sensazione che ne discende è quella di un'amministrazione saldamente ancorata al principio per cui è meglio non decidere, ma aspettare che i problemi diventino urgenti per adottare una parvenza di soluzione che spesso legittima non è e neppure risolutiva delle questioni.
Non è sbagliato credere che qualche testa pensante, saldamente arroccata nelle stanze del potere, pensi che, di fronte all'emergenza, la soluzione errata attenui le responsabilità.
Sarebbe opportuno che il sindaco, senza nulla togliere al suo hobby di verificare quotidianamente l'innalzamento del proprio indice di popolarità, frutto del suo incessante presenzialismo, dedicasse un po' di tempo a riflettere su quali siano le azioni da compiere per far ripartire la città.
Aldo Carbonaro
“COMUNE LADRONE”
Al comune di Fasano prevedono di prelevare, per l'anno 2008, dalle tasche dei cittadini oltre duemilionieduecentomila euro in più del 2007. I fasanesi devono, secondo le previsioni comunali, scucire 20.000, 00 euro in più d'imposta comunale sulla pubblicità, 1.410.000,00 di addizionale IRPEF, 100.000,00 euro in più di tassa per l'occupazione del suolo pubblico, 145.000,00 euro in più di tassa rifiuti solidi urbani, 400.000,00 euro in più di ICI, 30.000,00 euro in più di diritti sulle pubbliche affissioni, 30.000,00 euro di proventi per servizi cimiteriali, 69.000,00 euro in più di diritti di segreteria dell'ufficio urbanistica, 30.000,00 euro in più di proventi da contravvenzioni in materia di circolazione stradale (multe). Se si volesse utilizzare un’espressione nota di un certo signor Umberto Bossi , alleato importante del centrodestra, dovremmo gridare in coro: Comune ladrone!!!
TARIFFE SERVIZI CIMITERIALI
Inumazione salma Euro 150,00
Inumazione prodotti abortivi 50,00
Tumulazione salma 190,00
Tumulazione in confraternite 50,00
Esumazioni ordinarie 250,00
Estumulazioni ordinarie 300,00
Traslazione salma 100,00
Trasferimento cassette ossar 50,00
Estumulazioni straordinarie 350,00
Aperture e tumulazioni per ispezioni cadaveriche 60,00
Autorizzazioni all’installazione di elementi decorativi su tombe, lapidi, cappelle esistenti 50,00
Supplemento per esecuzione attività in giorno festivi 30,00
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Pubblico impiego
CODICE DI COMPORTAMENTO
Viaggio nel ginepraio delle norme per scoprirne la totale disapplicazione - La crociata del ministro Bruntetta: struscio di scopa nuova?
Da qualche anno chi mastica un po' di diritto sa di poter fare affidamento alle raccolte informatiche delle leggi, decreti, ordinanze, accordi, avvisi, bandi e chi più ne ha ne metta.
Se provate a digitare con la ricerca per estremi “decreto ministeriale 28 novembre 2000”, ed avviate la ricerca, il vostro computer vi restituirà la seguente videata: “Determinazione delle classi delle lauree universitarie specialistiche”.
Si dà il caso però che cercavamo altro!
Forse abbiamo sbagliato gli estremi. Controlliamo. No, gli estremi sono giusti: 28 novembre 2000.
Proviamo ancora. Niente.
A questo punto arriva l'illuminazione giusta. Il decreto che cerchiamo è stato emanato da un ministro senza portafoglio, quindi dipendente dalla Presidenza del Consiglio. Questo vuol dire che dobbiamo cercare – sempre per estremi – così: “Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 novembre 2000”.
Avviamo la ricerca.
Spiacente, la videata riporta: “Regolamento di attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia di termini, partecipazione e responsabilità del procedimento amministrativo”.
Ancora una volta non è quello che cercavamo.
Ma come è possibile? Mi hanno detto che il decreto esiste. Si sarà forse “imboscato”?
Per fortuna arriva in nostro soccorso quella “stangona” della fidanzata del Ministro Brunetta, che “alla femminile” (espressione utilizzata a Fasano per celebrare il senso pratico delle donne) ci suggerisce di cercare utilizzando lo spazio che la schermata riserva ai più dilettanti; quello della ricerca libera.
Proviamo a digitare: “codice + comportamento + dipendenti + pubblici”, che prescindendo da tutti gli operatori logici (sic!) “+”, “then1”, ecc. ecc., significa questo: trovami tutti i documenti che contengano quelle parole.
“Avvia la ricerca” è l'ordine!
Prima sorpresa. Un suono breve ma grave annuncia la seguente videata: “La visualizzazione del documento potrebbe richiedere alcuni minuti. Vuoi continuare?”. Ovviamente noi clicchiamo l'icona “Si” e mentre i minuti annunciati cominciano a scorrere pensiamo: figurarsi se tutto ciò che riguarda l'impiego pubblico non sia accompagnato dalla richiesta di qualche minuto, di qualche giorno, di qualche mese e di qualche anno.
I minuti scorrono. Ma perché tutto questo tempo? Lo scopriamo alla fine quando ci appaiono ben 51 documenti che nel corso degli anni si sono occupati del comportamento dei dipendenti pubblici.
Ma perché tutti questi documenti?
Ma che domande. Se fai una domanda ad un dipendente pubblico ti risponderà mai che ti darà la risposta in una settimana? Come puoi pretendere che un tema così importante sia risolto con un solo provvedimento che sarebbe il corrispettivo di una sola settimana per dare una risposta?
Se nel migliore dei casi una risposta la ottieni in 51 settimane vuoi forse pretendere che per regolare le migliori modalità per dare quella risposta non ci vogliano 51 provvedimenti?
Ma guarda che sfacciati!
Però un successo lo abbiamo ottenuto.
Aspettando qualche minuto e scorrendo i 51 documenti finalmente abbiamo trovato quello che ci interessa.
E' il codice più disapplicato d'Italia, quello di comportamento dei dipendenti pubblici.
Prima di imbattervi in un ufficio pubblico fotocopiatelo e mettetelo nei calzoni o nella borsetta, vi servirà quando per l'ennesima volta andrete a chiedere che fine ha fatto la vostra pratica e vi sentirete dire: “purtroppo non ho potuto perché ho tanto lavoro da svolgere e non ho avuto tempo”.
A quel punto brandite la vostra fotocopia del codice e leggete ad alta voce l'articolo 11: “Nella trattazione delle pratiche il dipendente pubblico non rifiuta prestazioni a cui sia tenuto motivando genericamente con la quantità di lavoro da svolgere o la mancanza di tempo a disposizione”.
Dopo aver declamato il sacro comma chiedete notizie specifiche sul tanto lavoro che ha congiurato contro la vostra pratica.
E se la risposta non vi lascerà soddisfatti ricordatevi del Ministro Brunetta e del suo annunciato arrivo, con le parole del Requiem di Mozart: “Giorno dell'ira, quel giorno/ distruggerà il mondo nel fuoco,/ come affermano Davide e la Sibilla./ Quanto terrore ci sarà, / quando verrà il giudice, / per giudicare tutti severamente.”
Demofilo
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Alla Selva
CANI RANDAGI
Tra Miramonti e la Siesta zona franca per animali abbandonati. Istituzioni sorde alle proteste degli abitanti.
Si avvicina l'estate e con essa la secolare villeggiatura della cittadinanza fasanese nelle tipiche località marittime o collinari. Si tratta di zone che in alcuni casi non presentano tutti i servizi necessari nelle zone abitative. Presso la Selva di Fasano ed in particolare nel tratto compreso tra l'Hotel Miramonti e il ristorante La Siesta da anni è presente il fenomeno del randagismo. Cani abbandonati e associazioni poco attente costituiscono una problematica per i residenti della zona. Abbiamo intervistato tre ragazzi (L.P., A. R., A.F.) del luogo che ci hanno aiutato a comprendere meglio la situazione.
Qual è nel dettaglio la situazione?
Si tratta di una zona dove è assolutamente impossibile fare anche solo una passeggiata. In effetti anche i numerosi ciclisti che soprattutto in questo periodo si concentrano nella zona lamentano la presenza di troppi cani randagi per strada. Ed inoltre non dobbiamo dimenticarci che sono presenti strutture turistiche nella zona: la presenza di cani randagi non è certamente un'ottima pubblicità. È una situazione che va avanti da parecchio tempo, forse anche un decennio.
E in questo lungo periodo, vi siete rivolti a qualcuno o avete presentato petizioni o istanze?
A dir la verità non abbiamo fatto petizioni. Però abbiamo sollecitato numerose volte il canile. Anche perché non è solo un disagio per noi residenti, ma sarebbe necessario che gli stessi cani avessero maggiori cure. Infatti capita molto spesso che vengano investiti o maltrattati dagli stessi residenti. Certamente non è accettabile nonostante il disagio.
C'è qualche associazione che ha tentato di prendersi cura di questi cani?
Si, l'associazione Don Ferdinando composta da volontari che si occupano di sfamare i cani randagi. Certamente è qualcosa di positivo a livello umano. Ma c'è da dire che generalmente vengono lasciate ciotole di cibo in prossimità delle abitazioni. Ciò comporta inevitabilmente sporcizia e soprattutto induce i cani a tornare nella zona.
Ci sono altre problematiche così sentite nella zona?
Prima di tutto non c'è un' uniforme illuminazione. Fatta eccezione del centro della Selva e qualche particolare strada, il resto della zona risulta essere praticamente al buio. Un anno fa abbiamo richiesto il servizio a dirigenti comunali che ovviamente ci hanno promesso lavori che ancora adesso non sono stati cominciati. Sappiamo che alcuni residenti hanno pagato privatamente i lavori per illuminare la zona di loro residenza.
La Selva di Fasano è una delle zone a vocazione turistica del nostro territorio che dovrebbe essere rivalutata e valorizzata come lo era un tempo…ricordate gli anni 60? All'epoca c'era Aquilino Giannaccari, oggi… modestamente, Tommy. Non ci sembra che negli ultimi anni ciò sia avvenuto. Certamente ciò richiederebbe più impegno e investimenti da parte dell'amministrazione al fine di migliorare la qualità della residenza di chi vive non solo nel periodo di villeggiatura e di incentivare quel turismo che sembra da anni solo un ricordo. Ricordiamo che per ottenere un servizio non bisogna pagare “privatamente”.
Francesca Radesco
Iolanda Scisciolo
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DELEGHE STRATEGICHE
Il sindaco di Fasano, Lello Di Bari, ha conferito due deleghe speciali ad altrettanti consiglieri comunali, “in coerenza – scrive il primo cittadino nei decreti di conferimento – nell'azione amministrativa dei consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza, con le politiche di coinvolgimento, attingendo a specifiche competenze e conoscenze in loro possesso o riconoscendo particolare attenzione e sensibilità alle problematiche oggetto delle deleghe”. Così, Di Bari ha deciso di delegare Giuseppe Contento (consigliere comunale dell'Udc) ai temi della viabilità e sicurezza stradale del centro urbano di Fasano e delle frazioni, nonché ai problemi dell'illuminazione pubblica e dell'arredo urbano. Diversa, invece, la competenza delegata a Franco Mastro (gruppo consiliare dell'Italia di Mezzo), relativa “al recupero funzionale della struttura Il Minareto sita a Selva di Fasano”. Il sindaco, nel motivare quest'ultima delega speciale dà “atto al consigliere Franco Mastro, già vicesindaco al momento della sottoscrizione del contratto (ottobre 2003, ndr) di locazione con la Regione Puglia (proprietaria della struttura), per l'esperienza acquisita e per il senso civico che lo contraddistingue, è in grado di assolvere compiutamente l'incarico di consigliere delegato al recupero del Minareto, avendo lui stesso, tra l'altro già illustrato al sindaco il proprio progetto”. Ma non solo. Di Bari chiarisce nei due provvedimenti di conferimento delle deleghe speciali che “tale conferimento (...) è stato preventivamente condiviso con le segreterie politiche dei partiti di maggioranza, con l'assessore di riferimento, oltre che con il consigliere comunale incaricando, e attiene esclusivamente alla attività propositiva e consultiva, con esclusione della possibilità di assumere atti a rilevanza esterna”.
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Pericolo per la salute
A SPASSO NELL’AMIANTO
L'incoscienza di chi scarica lastre di eternit lungo le strade della periferia – Come comportarsi per smaltire i rifiuti pericolosi – Il progetto di monitoraggio della Regione Puglia
Lastre di eternit rotte e sbriciolate sparse ovunque sul nostro territorio. Risultato? Polveri di amianto che si librano nel vento con tutto il loro carico di pericolosità per la salute pubblica. Sembrerebbe una sciocchezza ma da qualche tempo il problema è diventato serio e non più trascurabile e tutto a causa della scelleratezza degli stessi cittadini che non sapendo o non volendo disfarsi di questo materiale nella giusta maniera, di meglio non sanno fare che scaricarlo furtivamente sul ciglio di alcune strade dell'entroterra fasanese. Un gesto di grande irresponsabilità civica ed umana che rischia di far pagare a cittadini inermi un prezzo altissimo in termini di salute a causa delle polveri sottili di amianto, altamente cancerogene, che si sprigionano da quegli spezzoni di pannelli abbandonati.
Sul fronte della lotta alle discariche a cielo aperte la Guardia di Finanza continua a spendersi con impegno. Moltissimi gli interventi effettuati, tanto che negli ultimi due anni ci sono stati 10 sequestri in zone dove erano stati scaricati pannelli rotti di eternit ed imposto ai proprietari dei suoli la bonifica del sito.
COSA FARE
Spesso non si sa quello che va fatto quando si smantella una tettoia in eternit e come ci si comporta per lo smaltimento di quel materiale nocivo per la salute. La prima cosa da fare è contattare una ditta specializzata nello smaltimento e se lo stato di conservazione dell'eternit è compromesso, bisognerà segnalare il problema alle autorità competenti per la messa in sicurezza del materiale in attesa della sua rimozione. Nel caso del materiale che giace nelle nostre campagne è necessario un intervento immediato dell'Asl locale che provvederà a inviare un campione del materiale al CAR (Centro Amianto Regionale)Sarà tale Centro ad effettuare le analisi sul campione prelevato, e disporre la messa in sicurezza del materiale in eternit (viene verniciato e imballato), successivamente si procede alla rimozione ad opera del proprietario del sito. In questo caso il Comune di Fasano.
LE SANZIONI
Pesanti le sanzioni a carico di scarica in strada eternit pericoloso. Si va dal verbale previsto dal codice della strada, con denuncia a piede libero fino alla reclusione da 3 mesi a 1 anno con un ammenda variabile dai 2600 ai 26000 euro come previsto dall'articolo256 del decreto legislativo 152/2006. Mentre per i proprietari di eventuali discariche la pena detentiva varia da 1 a 3 anni con un'ammenda pecuniaria variabile da 5200 a 52000 euro.
Decisamente serie le pene al quale si va incontro ma che di certo non scoraggiano i tanti autori di questo fenomeno, spaventati a loro volta anche dagli altissimi costi per lo smaltimento di tale materiale.
L'INIZIATIVA DELLA REGIONE
Intanto però le forze dell'ordine continuano nelle loro ispezioni tanto che la Regione Puglia dall'aprile 2007 ha varato un progetto che vede insieme la GdF, ARPA, IRSA CNR e la stessa Regione per monitorare e fotografare tutto il territorio regionale e quindi realizzare una mappa precisa di tutti i siti inquinati.
Una grossa banca dati quindi finalizzata a seguire meglio la situazione dei siti e quantificare anche la quantità di materiale da smaltire per poi applicare la così detta Ecotassa.
Michele Cavallo
e… giochiamoci la salute
Concettina - Amiato, Amato, Miato...Gennarì, ma che è sta MIATO?
Gennarino - Concettì, ma che vuoi sapere tu...che vuoi capire...che manco la parola sai dire! Se dice A-N-I-A-T-O!, anzi no AMIANTO. È na cosa che si trova dentro le tettoie, quelle di Eternìt, ma se non si rompono non succede niente.
Concettina - Sembra na cosa che riguarda 'o computèr... ma qua incoppa sto' giornale la cosa è seria. Dicono che ste tettoie le buttano così in mezzo la via, dentro le campagne. Il danno è assai!
Gennarino - 'O vero! Perché che scrivono sti giornalisti? Eppoi tu si na' femmena non sono cose che ti riguardano, tu ti devi occupare solo della casa e dei piccirill'. Queste so' cose da hommene!
Concettina - Eeeee...come sei antiquato, Gennarino mio! Comunque, proprio perché mi occupo della famiglia e dei piccirilli come dici tu, che mi tengo informata. Ca', incoppa a stu' jurnale sta scritto che si muore se si respira sta roba.
Gennarino - Concettì, e come la fai nera! Te l'ho detto prima, se si rompono le lastre di Eternìt c'è pericolo, altrimenti non succede niente.
Concettina - Bravo, bravo! La fai facile tu! Ma se leggi qua...dentro a questi posti, ste' lastre comme dici tu, le buttano dappertutto nelle campagne che ci circondano. Le buttano come se fossero 'na carta sporca'. Ce ne siamo andati da Napoli per respirare l'aria buona e siamo venuti qua ad avvelenarci. Gennarì il fatto è che ho paura! Paura di svegliarmi una mattina e scoprire che ci siamo ammalati, perché con sta cosa, sta AMIANTO, si muore, ti viene il male del secolo, il tumore, e manco te ne accorgi, te ne rendi conto solo quando ti sei già ammalato. Noi teniamo i figli, i nipoti, e che futuro ci sta per loro...
Gennarino - Hai ragione, moglie mia. Noi stiamo già precipitati di nostro, una cosa teniamo, a' salute, e ce la stiamo giocando…
Maria Teresa Cocozza di Montanara
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brevissime di nera
LATITANTI A COCOLICCHIO
Con una brillante operazione i carabinieri hanno arrestato tre latitanti, affiliati alla sacra corona unita, nascostisi in un trullo a Cocolicchio. I tre malavitosi erano riusciti a passare inosservati tra la gente del posto facendosi passare per operai della manutenzione delle strade. E' evidente che i tre latitanti, tutti di Torre Santa Susanna, avessero collegamenti nel fasanese, quanto meno per ragioni logistiche e per la fornitura quotidiana di vettovaglie e anche di giornali.

FURTI DI CAVI TELEFONICI
E' di un colpo a settimana il preoccupante bilancio messo a segno da una gang esperta nel furto di cavi telefonici. Il loro contenuto di rame è merce molto appetibile sul mercato nero. I furti sono avvenuti tutti presso Torre Spaccata causando notevoli disagi all'utenza servita da quella linea. Notevole anche il danno subìto dalla Telecom per i circa quattromila metri di cavo asportato.

INCIDENTE MORTALE SULLA SPEZIALE-CISTERNINO
Un morto e quattro feriti è il bilancio dell'ennesimo incidente occorso sulla provinciale Speziale- Cisternino. Vittima, Silvestro Carrieri (85 anni); prognosi di quindici giorni per gli occupanti delle altre due autovetture coinvolte nell'incidente, avvenuto su un tratto di strada molto pericoloso e spesso teatro di incidenti mortali. Sempre aperta la polemica contro la Provincia di Brindisi, che continua a trascurare un problema ripetutamente sollecitato.

RAPINATORI ARRESTATI E RIMESSI IN LIBERTA'
Per mesi e mesi una banda di rapinatori ha seminato il terrore fra gli abitanti nelle campagne di Locorotondo, Fasano e Monopoli. La pazienza e la tenacia degli investigatori hanno, infine, avuto ragione, e la gang è stata scoperta. I carabinieri, con una operazione che ha impegnato una trentina di uomini, sono riusciti a mettere le manette a quattro presunti componenti della banda degli incappucciati: tre fasanesi, un locorotondese e un albanese. Due degli arrestati, però, nell'arco di quarant'otto ore, sono stati rimessi in libertà, la qual cosa ha creato malumore e sfiducia nella gente. Ormai si vive in uno stato di perenne indulto e le garanzie, commentano i cittadini, sussistono soltanto per i malviventi.

OMONIMIA TENTATRICE
Per un caso di omonimia, una carta di credito capita nelle mani sbagliate: viene recapitata, invece che al legittimo titolare, a una giovane donna il cui papà ha lo stesso nome e cognome dell'intestatario della tessera magnetica. La ragazza senza pensarci tanto su, si è data allo shopping sfrenato e in un batter d'occhio ha consumato mille euro. La spese a carico dell'omonimo del papà avrebbero avuto un seguito se non fosse stato scoperto l'errore della banca proprio dal titolare della carta di credito. I carabinieri, tempestivamente allertati, hanno rintracciato la ragazza che, delusa, non solo ha interrotto il suo sogno di spendere e spandere, ma ha dovuto impegnarsi al risarcimento.

PASCOLO ABUSIVO CON SCAZZOTTATA
In contrada Sant'Elia un pastore aveva adocchiato un terreno con l'erba tenera e non ha resistito alla tentazione di portarvici a pascolare le sue capre. E' sopraggiunto, però, il proprietario del fondo che, non gradendo la visita, ha inveito contro il pastore. Dagli insulti, alle mani, il passo è stato breve. Sono volati calci e pugni. Il pastore è finito in ospedale con una prognosi di dieci giorni.

AZIENDA FAMILIARE
Padre e figlio sono stati arestati in flagranza di reato mentre cercavano di darsela a gambe. E' successo nei pressi di Fasano dove una pattuglia di carabinieri dopo aver notato i due uscire con fare sospetto da una villetta hanno deciso di effettuare un controllo. Vito Antonacci (52 anni) e Giovanni Antonacci (30), rispettivamente padre e figlio entrambi di Valenzano, alla vista dei carabinieri hanno tentato la fuga, ma sono stati bloccati dai militi. Nei pressi della villa è stato poi rinvenuto un Ape Piaggio con a bordo diverso materiale asportato dalla villa e, inoltre, una pistola semiautomatica 9x21 regolarmente detenuta da Giovanni Antonacci ma non autorizzata a portarla in giro. Sorpresa finale al controllo documenti: il papà aveva un “curriculum” rispettabile in materia di furti, mentre il figlio era appena un apprendista, sia pure in carriera. In carriera militare. Infatti il giovanotto, professionalmente militare, quando era in licenza dava una mano al padre, nella premiata azienda di famiglia: trafugamenti & furti.
OMBRE INQUIETANTI
E' un film già visto, quello dei latitanti sulle nostre colline. Negli anni ottanta, con discrezione, arrivò alla Selva, Vernengo della mafia siciliana, nei mesi scorsi, sempre con discrezione, sono arrivati a Cocolicchio i Bruno della “Scu”
torrese. Dimensioni diverse, certamente, ma pur sempre con la stessa matrice malavitosa.
I latitanti, poi, non danno fastidio; anzi si mimetizzano e passano inosservati. Non sono violenti, a incontrarli sembrano bravissime persone. Sono lievi come ombre. Eppure, dietro di loro c' è tutto un mondo di gente senza scrupoli che intesse affari con metodi violenti, che soffoca l'economia sana, che impone le sue leggi illegali, che si appropria di interi territori e di pezzi della società; che penetra anche nelle istituzioni. E' il cancro. La società civile si ammala ed è costretta a convivere con quel male. Poi succedono i fenomeni che ben conosciamo. Quelli che sono accaduti, e continuano ad accadere in Sicilia per la mafia, in Campania per la camorra, in Calabria per la 'ndrangheta, in parte della Puglia per la sacra corona unita.
La presenza di tre latitanti della “Scu” di Torre Santa Susanna è un segnale inquietante. Significa che, in loco, a Fasano, c'è gente che fiancheggia queste organizzazioni malavitose, che in certo qual modo vi è collegata. E' il segnale che vi sono i presupposti per una penetrazione nel territorio. E poi i passi successivi diventano un crescendo rossiniano con estorsioni, rapine, appalti truccati, controllo di ogni attività, prevaricazioni, fine della libertà.
Queste organizzazioni, al principio sanno essere anche accattivanti, magari sponsorizzano società sportive, costruiscono strutture per il tempo libero, impiantano locali eleganti, propongono progetti ecologici (come l'eloico). Poi, però…
Ecco, fermo restando l'impegno delle istituzioni, ciascun cittadino fasanese deve tutelarsi guardando ogni giorno con attenzione chi è il suo interlocutore. Il pericolo può annidarsi dietro ogni incontro, ogni proposta. A volte dietro la semplice richiesta di prendere in fitto un locale c'è chi ha un progetto preciso. Occhio. Certe offerte allettanti, possono nascondere trappole dalle proporzioni gigantesche. Un immediato guadagno può essere l'inizio della fine. I nostri figli per crescere hanno bisogno di una società sana, pulita, legale.
Abbiamo uno dei territori più belli della Terra, non distruggiamolo permettendo che se ne impossessi gente di malaffare.
f. l.
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nera, bianca & rosa
COMMOZIONE PER GIOVANNI
In un tragico incidente stradale ha perso la vita Giovanni Cosenza, un giovane molto conosciuto negli ambienti sportivi e dei blog cittadini di Fasanforum e Fasancult. Fra due mesi sarebbe diventato papà. Un pirata della strada gli ha stroncato la vita. La notorietà del giovane, che tra l'altro svolgeva attività politica, e le circostanze drammatiche hanno commosso la citta. Domenica 1° giugno ai funerali ha partecipato una folla incontenibile nella chiesa Matrice.
Intanto i suoi amici, per onorarne la memoria, hanno fatto partire delle iniziative: l'intitolazione di un torneo di calcetto e l'istituzione di una borsa di studio.
UN MONUMENTO PER ANNA TERESA STELLA
Anna Teresa Stella, una nobildonna di Trani sposata al fasanese Goffredi, durante i fatti della Rivoluzione Napoletana fu crudelmente e orrendamente uccisa in piazza Ciaia, da fanatici “sanfedisti”. Ebbe il torto di manifestare le sue idee repubblicane, quelle idee che portarono sul patibolo anche Ignazio Ciaia. Ma mentre altri personaggi, anche femminili, martiri di quella rivoluzione, hanno avuto il riconoscimento della Storia, la nostra Anna Teresa è stata dimenticata. Dopo oltre duecento anni le ha reso un primo apprezzabile contributo di riconoscenza uno spettacolo teatrale, “L'albero del sangue”, realizzato dalla Stanza di Ulisse, per la regia di Armando Bianco sui testi di Serena Bonfiglio. Sulla scena, un processo storico che alla fine emette una sentenza in nome del popolo fasanese: erigere un monumento per Anna Teresa Stella Goffredi, martire della libertà.
Nella foto di G. Mazzotta una scena del lavoro teatrale “L'Albero del sangue” realizzato dalla Stanza di Ulisse.

TUTTO A POSTO IN “VIA NAZIONALE DEI TRULLI”
Il talento dell'inviato speciale è quello di saper cogliere al volo e sintetizzare in una espressione le caratteristiche di una comunità. Micaela Sapienza, Enrico Messina e Giuseppe Ciciriello, ovvero gli “Armamaxa” (compagnia teatrale appulo-lombarda) in un tormentone botta e risposta “Tutto a posto? - A posto!” hanno saputo rendere l'idea della fasanesità interpretando sulla scena il modo di essere dei nostri concittadini.
Lo spettacolo, presentato al Teatro Sociale il 28 maggio, è la conclusione del lavoro di ricerca di circa nove mesi, condotto dagli Armamaxa in collaborazione con associazioni, scolaresche e gruppi teatrali locali; un lavoro di ascolto e annotazione di racconti, aneddoti, canti popolari, espressioni dialettali, storie pubbliche e private, spezzoni di vita vissuta. Da questa gran massa di informazioni i tre attori sono riusciti a trarre una situazione teatrale dal taglio molto originale. Lo spettacolo intitolato “Via Nazionale dei Trulli”, racconta dei fasanesi e del loro modo di vivere, della loro cultura artigiana, della frenesia di vendere tutto (dalle masserie agli ulivi, ai muri a secco , finanche i ricordi), ma anche della poesia dei luoghi, del vento della marina, della musicalità dell'intonazione ialettale (a proposito molto bravo Antongiulio Galeandro autore e interprete delle musiche in scena).
Lo spettacolo si inserisce nel programma europeo delle “Terre parlanti – Colloqui tra le terre di Puglia e Grecia”.

ATMOSFERE CUBANE
(foto Paolo Pugliese)
Anche per merito della fasanese Mafalda Ancovelli, il raduno di salseri si è tenuto, quasi a casa nostra, a Porto Giardino sul litorale verso Monopoli. Vi hanno partecipato centinaia e centinaia di ballerini non solo italiani. In tre giorni, danze sfrenate ai ritmi cubani, spettacoli, esibizioni, premi.

VINCITA AL MEGAMILARDARIO
Al bar della Stazione un altro fortunato “grattatore”. Con un solo biglietto della serie “Megamilardario” un giocatore ha vinto 10.000 euro. Dei quindici numeri da scoprire, ben sei erano vincenti e, tra questi, un jolly di 500 che valeva da solo dieci volte. In pratica cinque numeri (li segnaliamo per gli appassionati di cabala: 25, 33, 5 24 e 34) da mille euro l'uno più il jolly. Totale 10.000 euro per una grattata di …buona sorte!

BIGLIETTI “FASANESI” ALLO ZOOSAFARI
Il direttore dello Zoosafari, Fabio Rausa, in una nota ha ricordato che per i residenti nel territorio è a disposizione il biglietto “Fasanesi” al costo di 8 euro anziché 15 a persona per i reparti faunistici (safari, pedonali, trenini) e 4 euro anziché 8 per “Fasanolandia” (parco divertimenti).
Il biglietto scontato, per i residenti a Fasano, fu istituito, durante l'amministrazione De Carolis, dal proprietario dello Zoosafari, Ugo De Rocchi.

FESTIVAL MARIANO ALLA SELVA
Si è svolta presso la sala congressi della Casina Municipale della Selva di Fasano la decima edizione della rassegna canora Festival a Maria, organizzato dall'associazione “Solidarietà Missionaria”. Una serata di musica sacra inedita con particolare attenzione al tema mariano che ogni anno raduna nella diocesi di Conversano–Monopoli diversi gruppi musicali parrocchiali che propongono nuove produzioni musicali. Nove i gruppi concorrenti. Sette gli esperti musicali componenti la commissione giudicante, presieduta da Luigi Lorè, e composta da Giovanni Giannoccaro, Mariaelena Romanazzi, Roberto Solito, Giovanni Rota, Rosa Todisco e don Oronzo Negletto.
Ha vinto la Comunità Gesù Risorto di Monopoli, interpreti di una nuova melodia applicata sul testo biblico dell' “Ave Maria”. Al secondo posto, il Gruppo Giovani S. Maria del Carmine di Monopoli con “Ave Maria della Madia”; in terza posizione, i bambini del coro della parrocchia dei SS Medici di Polignano a Mare con il canto “Madre tu sei”. I colori fasanesi sono invece stati difesi dal gruppo Mocavio e dal trio formato da Nicla Cacucci, Milena Sibilio e Tommaso Pomentale.
Durante la serata, seguita da un folto pubblico, è stata effettuata una raccolta fondi il cui ricavato è stato devoluto in beneficenza quale contributo per la realizzazione del progetto “Guinea Bissau”, consistente nella ristrutturazione di un ospedale civile presso il villaggio di Empada, dove, da diverso tempo opera un medico completamente sostenuto finanziariamente dall'associazione diocesana.

COMMEDIA ROSA DELLA STANZA DI ULISSE

Un successo di pubblico, la commedia teatrale “Due partite” di Cristina Comencini, e portata in scena al Teatro Sociale. Una produzione del club “La stanza di Ulisse” presieduto da Armando Bianco, che ne ha curato anche la regia. Quattro donne (interpretate dalle attrici fasanesi Filomena Decantis, Alessandra La Torre, Antonella Renna e Rossana Savoia) giocano a carte e parlano delle loro esperienze e di quelle dello loro madri: una significativa e ironica lettura del pensiero femminile.
Ineccepibile lo staff: alle luci Franco Renna; agli effetti sonori Valerio Bianco; alle acconciature Rosi Ostuni; all'assistenza regia Maria Giovanna Musco e Grazia Palmisano.

I SESSANT'ANNI DELLA COSTITUZIONE
Con la manifestazione ”I primi sessant'anni della Costituzione” si è concluso, al palazzo di Città, giovedì 5 giugno, un ciclo di iniziative che aveva avuto inizio nel 1997 con un viaggio di istruzione a Roma, a Montecitorio, di 50 alunni del “Salvemini”. Successivamente fu organizzata a Fasano, da un gruppo di insegnanti dello stesso istituto e dalla biblioteca comunale, la mostra documentaria
“L'Italia e Fasano dal Regno alla Repubblica. L'esposizione dei pannelli con la copiosa documentazione si tenne al Palazzo Pezzolla dal 26 aprile al 14 maggio 2005. Quella mostra, oggi rivive in un elegante catalogo di 190 pagine. La presentazione della pubblicazione è stata l'occasione per parlare della storia della Costituzione italiana. Compito affidato al prof. Nicola Colonna che ha ripercorso le tappe delle carte costituenti, dal Medioevo ai giorni nostri, soffermandosi poi sulla Costituzione italiana voluta, anzi “conquistata” sessant'anni fa. Ha sottolineato come la Costituzione della Repubblica ha seguito una linea dinamica nelle direzioni della democrazia, della solidarietà e dell'unità nazionale: Si è chiesto cosa, in sessant'anni è stato fatto e cosa va ancora realizzato. C'è molto ancora da fare, senza la necessità di procedere a stravolgenti revisioni. Al saluto del sindaco Di Bari e dell'assessore alla cultura Manfredi, si sono aggiunti gli interventi del dirigente dell'istituto “Salvemini”, prof. Colagrande e del direttore della biblioteca, dott. Trisciuzzi. Infine, il pubblico, che si era deliziato per l'avvincente intervento del prof. Colonna senza far caso al difettoso impianto del condizionatore d'aria, è stato gratificato con l'omaggio del catalogo. Copie, a disposizione dei cittadini , sono reperibili presso la biblioteca comunale.

IL VESCOVO DI EGNAZIA
A mons. Nicola Girasoli, arcivescovo titolare di Egnazia Appula e nunzio apostolico in Zambia e Malawi è stata conferita la nomina si socio onorario del club Lions Fasano Egnazia nel corso di una cerimonia svoltasi, sabato 31 maggio, presso la tenuta Monacelle alla Selva.
Dopo l'intervento della presidente del sodalizio fasanese, l'editrice Angela Schena, il prelato ha intrattenuto gli invitati sulle sue esperienze umanitarie in Africa.
In precedenza aveva celebrato una messa nella chiesa parrocchiale della Selva.

LA TELA DEL LAVAGNA
Alla presenza del vescovo della diocesi, mons. Padovano e del sindaco Di Bari, lunedì 16 giugno verrà presentata, nella chiesa del Purgatorio, la tela restaurata “Madonna del Suffragio e anime purganti” di Ottavio Lavagna. L'operazione di restauro, affidata a Valentino De Sario, è stata resa possibile per il contributo economico del Lions Club Fasano Egnazia , nell'ambito del programma di conservazione del patrimonio artistico della città. La prof.ssa Antonietta Latorre parlerà del dipinto e del suo autore, il Lavagna, rivelando novità inedite, frutto di recenti studi. Il restauratore De Sario spiegherà come è intervenuto sulla tela (215 x 150) risalente al XVIII secolo.

GIORNATE DI STUDIO SUL SEICENTO
“Fasano nella storia del XVII secolo: giornate di studio sul Seicento, 1978-2008” è il volume (edito da Schena) che è stato presentato sabato 24 maggio nel salone di rappresentanza del Palazzo di Città. Sono intervenuti il sindaco Lello Di Bari, l'assessore alla Cultura della Provincia di Brindisi, Giorgio Cofano, il presidente del comitato “Giugno Fasanese – La Scamiciata”, Lucio Legrottaglie, la curatrice dell'opera, Antonietta Latorre. Questo primo volume raccoglie una parte di quelle relazioni svolte nelle giornate di studio dedicate al Seicento nel Fasanese organizzate dal comitato “Giugno Fasanese – La Scamiciata” e dal centro studi “Valerio Gentile”; sodalizi che, assieme al Comune di Fasano ed alla Provincia di Brindisi, hanno organizzato l'appuntamento del 24 maggio e, seppur con mansioni diverse, la pubblicazione del volume. La serata è stata dedicata, nel trentesimo della nascita del comitato “Giugno Fasanese – La Scamiciata”, a Giuseppe Marangelli, fondatore del comitato nonché sindaco di Fasano dal 1963 al 1967.

NICOLA GIORDANO CARDONE NEL DIRETTIVO LIBERO TEATRO
Il socio fondatore del Gruppo di Attività Teatrali “Peppino Mancini”. Nicola Giordano Cardone è stato eletto membro del Consiglio Direttivo Regionale dell'U.I.L.T. (Unione Italiana Libero Teatro). Si tratta di una delle associazioni cui si possono iscrivere tutte le compagnie di teatro amatoriale per godere di particolari convenzioni e coperture assicurative nell'espletamento della propria attività, in particolare nel caso di partecipazioni a concorsi e festival teatrali.
L'elezione è avvenuta nel corso dell'assemblea ordinaria dell'U.I.L.T. Puglia, tenutasi a Castellana Grotte la scorsa domenica 25 maggio.
Un giusto riconoscimento per gli anni di esperienza in ambito teatrale del nostro concittadino ed un motivo di orgoglio per il gruppo “Mancini”, attivo a Fasano e nelle zone limitrofe sin dal 1991.

LO SCIOPERO PER LA PESCA

Martedì 10 giugno, le pescherie di Fasano, Savelletri e Torre Canne hanno scioperato per il caro-gasolio. L'assessore comunale alla Pesca, Bebé Anglani, dopo un incontro con tutti gli addetti, ha concordato questa giornata di sciopero con tutti gli operatori locali della pesca. Intanto, giovedì pomeriggio, anche una delegazione di pescatori locali (accompagnata dall'assessore Anglani) si è recata a Roma per l'incontro a livello nazionale col ministro Zaia. «Siamo molto vicini ai nostri pescatori in un momento così difficile – afferma Anglani – tenuto conto, peraltro, che il settore della pesca è uno dei trainanti dell'economia fasanese».

VIGILI CAMPIONI DI TIRO A VOLO
Il sindaco di Fasano, Lello Di Bari, ha incontrato mercoledì 11 giugno, in una pubblica cerimonia nella sala di rappresentanza del Palazzo municipale, i vigili urbani facenti parte del locale gruppo sportivo della Polizia municipale “Leonardo Spalluto”. Nell'occasione, il sindaco ha elogiato pubblicamente l'attività di Raffaele Saladino, Cosimo Caroli, Vito Musa ed Angela Colucci, per i risultati eccellenti conseguiti nell'attività sportiva di tiro a volo al 41° campionato italiano di tiro a volo riservato agli appartenenti alle Polizie locali e disputatosi a Napoli dal 4 al 7 giugno scorsi, in cui i vigili fasanesi sono giunti primi in diverse discipline.

INCONTRO CON IMPRESE COMMERCIALI
Giovedì 5 maggio nella sala della biblioteca comunale 'Ignazio Ciaia' di Fasano, si è tenuto un incontro pubblico sul tema 'Bando Regione Puglia: incentivi alle piccole e medie imprese commerciali', organizzato dalla Confcommercio provinciale brindisina e dal Comune di Fasano. L'appuntamento è rivolto, soprattutto, a titolari di negozi – ha precisato l'Assessore Anglani - per illustrare le modalità di ammissione ai fini della riqualificazione e rivitalizzazione dei negozi al dettaglio. Vogliamo aiutare i nostri esercenti (che nel Fasanese sono alcune centinaia), a migliorare le loro attività, attraverso la conoscenza di opportunità concrete, offerte dalla Regione Puglia, per accedere a finanziamenti precisi da utilizzare nel più breve tempo possibile'.

LA SAGRA DEL FIORONE
A Pezze di Greco di Fasano (BR) in Piazza XX Settembre, si rinnova l'appuntamento con la “Sagra del fiorone”, organizzata dall'Associazione Tempo Ritrovato, presieduta da Francesco Semeraro, e giunta ormai alla sua ottava edizione. All'insegna della promozione di questo delizioso frutto, tipico della Piana Torre Canne-Fasano, la manifestazione, prevede degustazioni e vendita di fioroni e di prodotti a base di fioroni come il tipico gelato, oltre ad eventi musicali. Si terrà il terzo “Concorso Mostra del Fiorone” a cui parteciperanno i produttori della zona e che vedrà vincitore il migliore di questi. A giudicarlo sarà una esperta giuria composta dagli agronomi Cosimo Cavallo e Giovanni Zaccaria dell'U.P.A. (Ufficio Provinciale Agricoltura Brindisi) Regione Puglia, Angela Guarini, agronomo Cia, Donato De Carolis, Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Brindisi, Bebè Anglani, Assessore all'agricoltura del Comune di Fasano, Giuseppe Caramia, in rappresentanza dei produttori, e Vito Di Ceglie, in rappresentanza degli intermediari. Inoltre nella giornata del 15 Giugno sarà inaugurata la prima edizione del Concorso “Dolce Fiorone”, dedicato ai maestri artigiani di pasticceria e gelateria del territorio, giudicati da una giuria di esperti maestri della Cast Alimenti Italia diretti da Giuseppe Mancini, Capitano della Puglia. A chiusura della manifestazione, alle ore 20.30, ci sarà la premiazione dei due concorsi, seguita dall'imperdibile sfilata del corteo storico del “Giugno Fasanese”, al rientro dal pellegrinaggio dal Santuario di Pozzo Faceto. Entrambe le serate saranno completate da momenti di spettacolo ed animazione.
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A Torre Canne
SCHIAFFO AL TURISMO
Irrisolti i problemi di sempre - Pozzi neri incontrollati -Spazi
verdi trascurati - Arenili imbrattati – Stato di abbandono
Siamo ormai alle porte dell'estate, e, purtroppo, Torre Canne è rimasta così come l'abbiamo lasciata lo scorso anno. Tubi abbandonati vicino l'arenile, spazi verdi dimenticati, lungomare in uno stato pietoso, problemi ancora irrisolti relativi all'impianto di depurazione di Forcatella.
Nell'ultimo decennio il Comune di Fasano ha speso ingenti somme di denaro per portare il tronco della fogna in quasi tutto l'abitato di Torre Canne; difatti, qualche anno fa, dapprima con un'ordinanza dell'ex sindaco De Carolis e, successivamente, con atto n. 318 del 2002 dell'ex sindaco Ammirabile, si chiedeva ai titolari di insediamenti residenziali e di esercizi pubblici, dotati dei cosiddetti “pozzi neri”, di provvedere all'allaccio alla rete fognaria pubblica. Il mancato allaccio alla rete fognaria avrebbe comportato il deferimento degli inadempienti e la contestuale revoca dell'agibilità degli immobili.
Sono trascorsi sei anni e ancora vi sono esercizi pubblici che non hanno provveduto all'allaccio alla rete fognaria; se ciò vale per i pochi esercizi pubblici, figuriamoci per gli insediamenti residenziali. Questo non è sicuramente un bel biglietto da visita per una zona balneare come Torre Canne, soprattutto se consideriamo che non è possibile constatare se, effettivamente, tutti i pozzi neri presenti sono “incamiciati” o meno; col pericolo di sversamenti nelle falde acquifere.
E' compito dell'ammi-nistrazione comunale impegnarsi per effettuare i dovuti controlli e sensibilizzare tutti coloro che non si sono adeguati alle ordinanze sindacali, affinché esse siano attuate e, finalmente, l'immagine di Torre Canne inizi a mutare positivamente.
Giacomo Mileti
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Pino Carrone L'angolo di Pino Carrone
LA PAROLA AL POPOLO
La politica italiana cambia prospettiva nel suo interno, perché i partiti non si fanno più guerra ma convivono tra di loro. Mi chiedo se la politica fosse una signora, come si comporterebbe tra tanti partner e strategie che fanno i politici? Lasciamo la risposta a Berlusconi e a Veltroni che la sanno lunga sul come si convive. D’Alema intanto fa l’occhiolino alla sinistra arcobaleno per un ponte di dialogo. Credo che siamo arrivati alla frutta, con questi baci e abbracci in politica.
Pino Carrone
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Ricordi sbiaditi a cura di Michele Cavallo
Concorso canoro nazionale
TUTTI IN PIAZZA PER MADIA
Dal primo successo alle Voci Nuove di Fasano alle audizioni in radio per la giovanissima Di Ceglie - Le iniziative spettacolari del dopolavoro Enal - Alexander il presentatore
Madia Di Ceglie a Coastrocaro nelle foto ricordo con papà e zio e Pippo Baudo
Oggi la signora Madia Di Ceglie è una silenziosa e affettuosa nonna che vive tranquillamente la sua quotidianità, ma negli anni sessanta ha avuto il suo quarto d'ora di celebrità. Era giovanissima, meno di vent'anni, quando l'intera città si mobilitò per lei. I fasanesi si radunarono in piazza Ciaia per ascoltare la sua voce dagli altoparlanti. Alla radio veniva messa in onda una trasmissione canora, "II buttafuori" che prevedeva "duelli"ad eliminazione tra cantanti dilettanti delle province italiane. Il 4 aprile 1961, alle ore 17,30 , c'era lo scontro diretto, a suon di note, tra la provincia di Varese e quella di Brindisi, rappresentata dalla nostra concittadina Madia Di Ceglie. All'epoca, una ragazza di Fasano alla radio, era un fatto assolutamente straordinario ed inedito per cui un comitato locale (che faceva capo al dopolavoro Enal e alla Pro Loco) organizzò un punto d'ascolto proprio in piazza Ciaia dove vennero piazzati dei potenti altoparlanti all'angolo della chiesa di San Nicola. Nei giorni precedenti venne diffuso un manifestino (che riproduciamo a fianco) col quale si invitava la cittadinanza a seguire la trasmissione. La piazza si riempì quel martedì. Sandro Liuzzi, oggi compassato sessantottenne in pensione, all'epoca era in piazza a fare un tifo da stadio per la concittadina Di Ceglie. “Sapevo, più degli altri, che Madia Di Ceglie aveva talento in quanto l'avevo presentata in vari spettacoli organizzati dall'Enal-dopolavoro, un'associazione del tempo libero, presieduta da Aquilino Giannaccari.". Quell'associazione, infatti, aveva organizzato il primo concorso di voci nuove. Si tenne al Sociale e vinse una ragazza di solo 15 anni, Madia Di Ceglie. Quel concorso venne annunciato come un evento. Un pieghevole dell'epoca, in toni enfatici così annunciava: " Un grande avvenimento in Fasano. Cittadini, giovedì 21 corrente alle 20,30 nel teatro Sociale avrà luogo l'atteso Primo Concorso Voci Nuove".
Nelle due pagine interne il manifestino continuava: "Fasanesi! Una schiera di cantanti si esibirà al vostro giudizio. Intervenite a questa imponente manifestazione organizzata dal nostro Dopolavoro Comunale, in occasione della festa dell'Enal.
Cantanti d'ambo i sessi: gentili presentatrici, presentatori e la grande orchestra "I sette bleu" diretta dal maestro Tarantino costituiscono lo spettacolo, unitamente a numerosi fisarmonicisti della scuola Sabino di Fasano. Attenzione! All'ingresso del teatro per ogni spettatore sarà data una scheda sulla quale –al termine dello spettacolo- ognuno potrà annotare il cantante o la cantante preferita. Dopo il ritiro delle schede le urne verranno aperte dal notaio presidente della giuria che proclamerà i vincitori del Primo Concorso Voci Nuove di Fasano. Cittadini! Giovedì 21 corrente alle ore 20,30tutti al teatro Sociale, per godere questo indimenticabile spettacolo". La manifestazione ebbe eco sui giornali locali dell'epoca "II Nuovo Minasse" e "II Mattatore" e sulla "Gazzetta del Mezzogiorno" in un puntuale trafiletto. Tra i presentatori il nostro Liuzzi, detto "Alexander"( allora era obbligatorio avere un nome d'arte esotico anche se sapeva vagamente di acqua di colonia di barbiere). Sandro Liuzzi aveva un suo stile accattivante e presentava spettacoli canori a Fasano e dintorni. Madia Di Ceglie visse l'esperienza canora per solo sei anni (dai 15 ai 21) e sarebbe diventata una cantante di notorietà nazionale solo se avesse potuto applicarsi seriamente. Ma per lei cantare era soltanto un divertente passatempo, non una eventuale professione. Partecipò a vari concorsi nazionali classificandosi sempre ai primi posti. A Castrocaro Terme (presentava Pippo Baudo) raggiunse la terza posizione: in finale erano ammessi soltanto i primi due.
Praticamente lì, Madia Di Ceglie, concluse la sua carriera, fatta eccezione per alcune serate in vari locali della Puglia e alla Casina Municipale con Fausto Papetti. In Rai, a dire il vero, l'avevano incoraggiata a proseguire, ma per continuare avrebbe dovuto studiare musica e perfezionarsi in canto presso maestri accreditati, possibilmente a Roma.
La cosa non rientrava nei programmi familiari.
Cantare era e rimase soltanto un hobby; oggi, uno sbiadito ricordo.
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una finestra sul mondo a cura di Mariangela Turchiarulo
I MILLE VOLTI DEL GIAPPONE
“Chi non desidera non può fallire, chi non vince mai perderà.” (massima della Filosofia Samurai)
Il Giappone è l'alba del nuovo giorno, la sorgente del sole, l'estremo Oriente… oltre il quale il mondo finisce… o ricomincia. E' il Paese abitato dai sopravvissuti: quelli delle bombe di Hiroshima e Nagasaki; quelli dell'attentato al gas sarin nella metropolitana di Tokyo.
E' La terra dei Samurai, delle Arti Marziali e dello Zen, dove i Maestri insegnano come liberare corpo e mente dalla sofferenza… La terra della contemplazione e della meditazione… Dei giardini zen, paradisi fatti di acqua e pietre… dove la simbiosi con la natura mette in contatto con il divino e con l'intima essenza di se stessi.
Il Paese dei riti shintoisti, dei templi buddisti, delle componenti pagane e confuciane.
…dei sapienti intagliatori di spade. La terra del teatro kabuki, delle geishe con i lunghi kimoni di seta e gli alti zoccoli di legno… Del bianco dei ceroni, del nero lucido delle parrucche e del rosso delle labbra nascoste dai ventagli. Della carta di riso, dei tatami di paglia, degli origami e dell'ikebana (arte dei fiori)… La terra delle antiche tradizioni ancora vive, della cerimonia del tè e della genuina e raffinata cucina nipponica.
E' il paesaggio vulcanico delle sorgenti d'acqua bollente… del monte Fuji e delle scogliere… del rosso in autunno delle foglie d'acero… dei ciliegi in fiore e dei boschi secolari di cedro.
Potenza economica mondiale… civile e moderna. Dura e fragile…. Abitata da un popolo dedito al lavoro, paziente, gentile, incline al sacrificio… in grado di trasformare ogni momento della vita quotidiana in un'esperienza estetica… E' la terra di una cultura antica e raffinata dai codici non scritti e dalle sottili convenzioni sociali… La terra dell'arte decorativa e deperibile, minimalista e ascetica che si perde tra le abbaglianti luci metropolitane delle città elettriche, nei templi della tecnologia hi-fi e dei computer… Tra gli schermi al plasma, i videogames, i microcellulari. Nei passatempi e nel look ribelle delle tribù urbane di teenager, con i capelli tinti di bianco o fuxsia. La terra del Gothic Lolita e della moda ganguro… dell'inferno colorato delle sale giochi, dei pachinko (biliardini), dei manga (fumetti) internet caffè…
Intervista a Grazia Nanna
Arben Shira Grazia Nanna è un architetto che l'estate scorsa ha abbandonato il Mediterraneo per scoprire il fascino del continente asiatico. In un'intervista ha svelato al «Menante» la magica atmosfera di quell'Oriente all'estremo confine del mondo…
Che idea avevi del Giappone prima di visitarlo?
Prima di partire ero convinta che non avrei apprezzato il Giappone. L'informazione mostra sempre un'unica immagine: quella di un Paese particolarmente all'avanguardia nel campo tecnologico, quasi ossessionato dall'invenzione elettronica. In realtà non avevo idea di quello che mi aspettava. Nulla di quello che immaginavo! Ho scoperto un Paese pieno di contraddizioni, che tiene molto alle sue tradizioni e soprattutto estremamente affascinante per la varietà delle sue atmosfere.
Qual è una contraddizione che ti ha particolarmente colpita?
Per esempio, in diverse strade delle vie del centro di Tokyo è vietato fumare, e ci sono di tanto in tanto apposite smoking area all'aperto dove con frenesia ci si concede una sigaretta. Bene… vuol dire che sono ancora più avanti di noi in materia di tutela della salute dei cittadini. A ben guardare, le cose non stanno proprio così se si considera che in tutti i locali pubblici non è assolutamente vietato fumare. Ma perché allora è vietato fumare per le strade? Perché fumare implica che alla fine si debba buttar via quel che resta della sigaretta: la pulizia in genere è un bene comune assolutamente da rispettare?
Il Giappone è il limite Est del mondo. Ma quanto è lontano dagli stereotipi occidentali?
Se non fosse per i volti candidi delle fanciulle e per i tratti asiatici dei passanti, così diversi dai nostri, passeggiando per le affollate vie, avrei potuto pensare di essere in via Condotti a Roma o nella Galleria Vittorio Emanuele a Milano. Ebbene sì, le ricche e sontuose vie di Tokio sono gremite di negozi e shopping mall occidentali, in particolar modo atelier italiani. Devo ammettere che si vestono anche meglio di noi, in quanto non badano a spese per apparire. Le ragazze vestono molto fashion, con abiti estremamente eleganti, che evocano gli stereotipi della moda italiana anni '50. Specialmente nei quartieri snob di Tokyo, indossano calze in pizzo, anche ad agosto, cappelli, foulard… tutto per proteggersi dal sole, per preservare i loro candidi visi.
A proposito di candidi visi… Chi è la geisha oggi e cosa rappresenta? Un'artista, emblema della donna libera ed emancipata, oppure una prostituta di lusso?
Non c'è da stupirsi se per le vie del centro delle città si incontrano delle donne con cerone bianco sul viso, rossetto rosso, abiti tradizionali, zoccoli in legno, sì delle vere e proprie geishe del secondo millennio. Per una donna diventare geisha è motivo di pregio, ma non si sentono delle star, delle persone diverse: il loro è uno stile di vita, un'ambizione, una fortuna.
Non si è geisha per la propria bellezza, ma per l'educazione, per il galateo, per la discrezione. Guai a chiamarle prostitute, considerato che esistono delle vere e proprie scuole per diventare delle geisha, nelle quali vi è anche una severa selezione. Passeggiando per la cittadina di Kyoto, verso l'ora di chiusura dei locali, abbiamo incontrato delle geishe. Ho chiesto loro una foto e inaspettatamente mi hanno risposto in inglese… Pochissimi in Giappone parlano questa lingua? Le geishe (esperte nell'arte della danza, della musica…) hanno invece un elevato grado di istruzione e modi raffinati per poter intrattenere in piacevoli conversazioni manager e facoltosi uomini d'affari durante le riunioni di lavoro.
Quali sono le principali convenzioni sociali o i rituali più curiosi che ricordi?
Sicuramente l'inchino: è l'equivalente del nostro saluto ed è buona norma rispondere anche con un semplice movimento del capo. Rappresenta anche una dimostrazione di gratitudine. Entrando in un qualsiasi ristorante o negozio, non c'è da stupirsi se ad accogliervi saranno inchini esagerati e splendidi sorrisi. Fa parte del loro costume essere sempre gentili e sorridenti.
Il rigore e l'armonia dei giardini zen è lo stesso che si trova nelle città giapponesi?
Il rigore certamente. L'armonia dei giardini zen è invece lontana dalla vita delle città.
Visitare un giardino zen in generale è un'esperienza indimenticabile. Sono isolati dalla confusione e dai rumori delle metropoli per dar spazio all'acqua, alle pietre, alla sabbia, elementi che trasmettono benessere e che permettono al visitatore di ritrovare la pace interiore. I piccoli ruscelli scorrono tra le pietre emanando dei suoni che accompagnano il visitatore, che stregato, si muove per scoprire la fonte.
Non vi sono dei divieti all'interno di questi luoghi, ma tutti si comportano allo stesso modo: si procede in silenzio ed in modo ordinato rispettando i percorsi indicati. Le città giapponesi industrializzate sono caotiche, affollate, tecnologiche, tutto procede velocemente. Il tempo è un elemento prezioso. Nei giardini tutto è immobile, statico, ordinato… calmo! Sono dei luoghi senza tempo e nulla riconduce all'epoca presente.
I templi della preghiera si trovano immersi in questi luoghi paradisiaci?
Templi buddisti e scintoisti si trovano sia all'interno delle città che dei giardini zen. Si tratta di suggestive costruzioni esclusivamente costruite in legno…. Sarà per questo motivo che si conservano pochissimi esemplari originali, visto che molti sono andati distrutti a causa di incendi. Nel cuore della città di Tokyo, ad esempio, nel quartiere più antico, si trova il Tempio di Asakusa: meta turistica e centro spirituale per i cittadini che ogni giorno, numerosi, si raccolgono intorno all'enorme braciere d'incenso. Si pensa che il fumo scacci malattie e malasorte… Ovviamente li ho imitati seguendo il loro rituale!!!
Cosa ricordi della Tokio notturna?
Gli eccessivi colori, le musiche a tutto volume, i maxi schermi che colorano le pareti dei palazzi, i forti odori che aleggiano tra i grattacieli, le strade affollatissime… I giapponesi mangiano a tutte le ore, lavorano tutto il giorno e la notte si scatenano…. Sembra che non abbiano l'esigenza di dormire! I pachinko (sale giochi) sono luoghi affollatissimi, dove gente di tutte le età, passa ore ed ore, anche di notte, davanti agli schermi dei videogiochi. Passione ossessiva o mezzo per evadere dalle realtà lavorative e monotone della routine? Non saprei esattamente, ma l'elevato volume della musica dei videogiochi mi ha permesso di visitare una di queste sale solo per poco tempo… prima di scappare?
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Undici racconti al femminile
L’INTELLIGENZA DEL CUORE
Singolari figure di donna sono le protagoniste della prima opera di narrativa della poetessa Annunziata Sgura
Arben Shira “Sono una narratrice di vecchie storie. Credo che il bisogno di recuperare il passato derivi dall'intelligenza del cuore. So di certo che nei luoghi della memoria abita l'immortalità”. Questo pensiero di Annunziata Sgura, autrice di 'Storie di donne' (Schena editore), è il nucleo, il fondamento di ognuno degli undici racconti che danno vita alla prima sua pubblicazione di narrativa. Annunziata Sgura, nata a Pezze di Greco, fin dalla giovinezza si è dedicata alla scrittura con enfasi e passione. L'anima poetica e impressionisticamente realistica di Annunziata Sgura tinge e impregna ogni pagina di questo libro. La narrazione è costruita sul complesso universo della psicologia femminile. Ogni storia si sviluppa come il viaggio di una coscienza, delle sue lotte interiori, dei suoi desideri che si scontrano irrimediabilmente con la realtà quotidiana di un Meridione che trasuda tutta la sua “mediterraneità”. Le storie di questo libro sono storie dure e crude, le donne che vi sono descritte pagano quasi sempre un alto e doloso prezzo, solo per il loro essere donne, e quindi, generatrici e creatrici; pagano per la loro prerogativa semi-divina. C'è una sorta di aria amara che impregna tutti i racconti, la stessa aria che si respira come stato naturale nella società del Mezzogiorno d'Italia, dove a governare sono convenzioni e bigottismi. L'io narrante rifugge da ogni retorica e si immerge nella funzione catartica della scrittura e si libera; in questo modo riesce, a presentare la realtà, anche se dura e scabrosa, in tutta la sua nudità. La stessa autrice, afferma di aver attinto dai suoi più remoti ricordi, per ricostruire gli anni della sua giovinezza e consegnarli al lettore insieme alla sua storia di donna. “Io sono in tutte le storie che ho raccontato” è la carta d'identità di questa storia collettiva, nella quale poi lo stesso lettore ci si ritrova.
L'opera di Annunziata Sgura, è stata adottata come libro di testo nelle scuole, per l' attinenza al reale, la forza poetica e per il carisma dell'impianto narrativo. Un mosaico di umanità con tante tessere dalle sfumature rosa. Con un linguaggio chiaro e semplice si snodano le vicende delle donne descritte dalla Sgura, tutte spinte dalla ricerca d'amore e di riconoscimento attraverso il proprio simile. Ma la costrizione inferta da certi artifici socio-culturali non lascia spazio al riscatto di queste donne che trovano come rifugio ultimo l'abito monacale, l'emarginazione, la terra lontana, o, addirittura, la pazzia; soluzioni estreme, perché non vi è speranza per queste donne, nemmeno quando evadono verso un altrove che di volta in volta è il Nord Italia o l'Australia. Cietta, Rosetta, Aurora, Nennella e tutte le altre protagoniste della Sgura si muovono in un sud assolato e semplice, fatto di campagne, masserie-conventi fortificate, vicoli ombrosi, bassi somiglianti a gole nere, tutte in cerca dell'amore da dare e da ricevere, quell'amore che le donne hanno bisogno come dell'ossigeno, quello stesso amore che è venuto a mancare nell'infanzia e nell'adolescenza delle protagoniste rompendo un flusso vitale e causando infelicità e distruzione.
Dello stile abbiamo già detto: è elegante e nobilmente classico, i contenuti a volte ricordano atmosfere manzoniane. Anche la scelta iconografica per la copertina, è un tocco di classe; un'immagine, tratta dall'archivio personale dell'autrice, che si trasforma in simbolo di libertà.
Maria Teresa Cocozza di Montanara
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Minchiate e facezie
IL TRAPPETARO
testo di Nicola Fiume - vignette di Cosimo Rosati
Durante l'ultima guerra, dalle parti nostre, tutto quello che la terra produceva, olio, grano e altri preziosi prodotti, veniva confiscato dallo stato che provvedeva ad una ridistribuzione a seconda delle esigenze del momento. I carabinieri, la guardia di finanza e gli addetti al controllo in genere, erano severissimi e per una bottiglia d'olio si rischiava davvero di finire in galera.
Lo stato dei nostri lavoratori della terra, all'epoca era particolarmente misero non solo a causa di una retribuzione estremamente povera ma anche per le condizioni di lavoro particolarmente dure più in generale.
Per esempio, i 'trappetari', impiegati nei 'trappeti' per la produzione dell'olio, lavoravano a ciclo continuo. Lavoravano, mangiavano e dormivano nel 'trappeto' e, più o meno una volta alla settimana, rigorosamente a turno, era concesso loro di andare per mezza giornata a casa non fosse altro che per cambiarsi, lavarsi un po' più accuratamente, portare i panni sporchi alle proprie mogli e magari fare qualche provvista per durare un'altra settimana.
Si lasciava il 'trappeto' all'alba ed a piedi si andava in paese. Nella maggior parte dei casi, essendo il 'trappeto' collocato in qualche masseria sperduta nella campagna, c'erano cinque o sei chilometri di strada da fare prima di arrivare a casa.
Una mattina di buon'ora, uno di questi 'trappetari', con un sacco in spalla, avendo lasciato il 'trappeto', si dirigeva a passo svelto verso il paese dove abitava e che era distante qualche chilometro. Avendo fretta e dovendo tornare per il primo pomeriggio aveva pensato bene di tagliare per i campi in modo da accorciare il cammino.
Una pattuglia dei carabinieri lo vide, lo inseguì e lo fermò. I carabinieri pensavano che il 'trappetaro', riconoscibilissimo per la puzza di sansa e olive spremute e per com'era sporco ingrassato d'olio, stesse contrabbandando qualche bottiglia del prezioso prodotto.
“Fermo là! Chi sei? Dove stai andando? Da dove vieni? Che hai in quel sacco?” – lo sommersero di domande gli agenti.
Per tutta risposta il poveretto si tolse il sacco dalle spalle, lo prese dal fondo e ne rovesciò il contenuto per terra.
Ai carabinieri apparvero così quattro stracci puzzolenti, unti come non ne avevano mai visti, tutti stropicciati, strappati, rammendati e strappati di nuovo, irriconoscibili.
Un carabiniere frugò schifato in quella massa appiccicosa e informe di stracci, ne tirò fuori uno e tenendolo con la punta punta delle dita delle due mani disse disgustato al 'trappetaro':
“ … E non lo potevi dire subito che nel sacco ci stavano i pantaloni?”
Il 'trappetaro', raccogliendo frettolosamente i suoi stracci rispose:
“Hai visto?! … Tu li chiami 'i pantaloni' … io li chiamo 'i calz' … e quando me ne andavo più!”

Autunno 1996
(da una storia vera che mi ha raccontato zia Madia)

Caro lettore, non te l'aspettavi vero? Questa storia non è mia. Mel'ha raccontata qualche anno fa zia Madia che avendo vissuto il periodo della guerra propria in una masseria queste cose le doveva conoscere bene. Mi è piaciuta e l'ho messa tra le cose che ho scritto io. Alla fine dei conti c'è la stessa ironia che mi piace utilizzare nelle mie storie. Magari non è volontaria ed è più triste e malinconica dato il miserabile contesto, ma sicuramente è più spontanea e genuina. Se non vi ho convinto non fa niente: vorrà dire che mi sono preso una pausa di riflessione. Mò il problema è che devo convincere il direttore del giornale a lasciare questa storia nella rubrica “minchiate e facezie” perché a me piace così …vedremo.

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Tra il serio e il faceto
I dubbi dubbi e altro di Nicola Fiume
Mi viene un dubbio
Se il pandemonio è un casino della madonna, è vero che il pan degli angeli è il silenzio assoluto?
Un altro dubbio
E' vero che le macchine agricole sono le automobili dei contadini?
Un dubbio culinario
E' vero che se il fuoco cova sotto la cenere fa le uova lesse?
Da sperimentare
Tutti quelli che non sono nessuno è perché non ne hanno avuto il tempo.
Tutta da sperimentare
A vivere senza una donna si finisce col diventare come una donna.
Religione sicuramente attuale
La religione è l'oppio dei popoli e l'oppio è la religione di altri popoli.
Cose mai viste
Rapina all'ENEL: arrestato il palo … della luce.
Il sogno americano
Quella notte il ragazzo sognò ma non capì niente perché non conosceva l'inglese.
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I racconti bislacchi di Aureliano Buendia I racconti bislacchi di Aureliano Buendia
NON CE LA FAO PIÚ
Per questo numero l'obiettivo era finalmente chiaro e diretto: seguire il vertice della FAO (l'organizzazione dell'ONU che dovrebbe occuparsi di razionalizzare le risorse alimentari) di Roma che aveva come scopo principale quello di combattere la fame nel mondo. Mi sono recato, quindi, a Roma armato di tanta buona volontà, ma sprovvisto dell'accredito per seguire i lavori. Di conseguenza sono stato impossibilitato a seguire il dibattito dal vivo. Mi sono, tuttavia, messo ugualmente sulle tracce dei protagonisti dell'evento: oltre quaranta capi di stato o di governo e centinaia di politici e diplomatici in rappresentanza di centonovantadue paesi.
Dovendo risolvere il problema della fame nel mondo, infatti, ministri ed ambasciatori di tutto il mondo, hanno scelto un approccio graduale alla questione, iniziando a risolvere innanzitutto il problema del loro appetito. Ristoranti e trattorie di Roma hanno registrato il tutto esaurito.
Ho iniziato a curiosare dietro le vetrine dei locali: Sarkozy si abboffava di fettuccine in piazza Barberini, Ahmadinejad era a Trastevere dove gli avevano portato carciofi alla giudìa senza spiegargli l'origine ebraica della pietanza, Mugabe scofanava abbacchio nei pressi del Pantheon aggiungendo alle tante medaglie sul petto delle vistose chiazze d'unto. Nei pressi di Piazza Navona ho visto il mio amico Josè Luis Rodriguez Zapatero in mezzo ad una comitiva di giapponesi. Pur avendomi riconosciuto, mi ha fatto capire a gesti che si stava facendo “dos balotas” e che, se possibile mi avrebbe chiamato più tardi. Mi sono allontanato dalla zona più mondana per evitare di essere riconosciuto dai tanti giornalisti in cerca di interviste. Per strada ho visto un gruppo di ragazzi che attaccavano dei manifesti con su scritto “Via Almirante, no grazie”. Mi sono avvicinato e gli ho chiesto di cosa si trattasse. I ragazzi mi hanno spiegato che il neosindaco di Roma, Gianni Alemanno, avendo vinto le elezioni per risolvere i problemi di Roma, ha avuto la pensata di iniziare l'opera lanciando l'idea di intitolare una strada a Giorgio Almirante.
I ragazzi sono preoccupati per il clima che si sta creando nella capitale: raid contro gli stranieri, pestaggi contro omosessuali, studenti di sinistra aggrediti all'università. Pare che i fascisti stiano rialzando la loro inutile testa. Per questo gli antifascisti romani si sono dati una mossa ed è iniziata la mobilitazione contro via Almirante.
Per chi non ricordasse chi sia stato Giorgio Almirante, o ricordasse solo gli ultimi suoi anni, quelli di moderato leader del Movimento Sociale Italiano (poi divenuto Alleanza Nazionale), riassumo brevemente. All'indomani della promulgazione delle famigerate leggi razziali (antiebraiche) comparve un suo scritto sul fascistissimo giornale “La difesa della razza” in cui affermava che <Il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di se che l'Italia abbia mai tentato> e ancora <…in fatto di razzismo e antigiudaismo gli italiani non hanno avuto, ne avranno bisogno di andare a scuola da chicchessia>.
Giusto per sfatare il mito che i cattivi erano i tedeschi e gli italiani erano razzisti all'acqua di rose. Durante la resistenza il moderato Almirante era ovviamente dalla parte nazifascista e firmò, in qualità di “capo gabinetto”, il manifesto con cui si intimava a <sbandati e appartenenti a bande> di consegnarsi ai tedeschi, pena la fucilazione. Ci furono pochi consegnati e molti fucilati. Lo stesso Almirante faceva parte delle brigate nere della Valdossola, il cui principale svago era massacrare partigiani. Ho augurato buon lavoro ai ragazzi e mi sono intrufolato in una vecchia birreria anni '30 in via Brescia, dalle parti di Piazza Fiume, gestita dalle gentilissime sorelle Mizzoni.
Gli unici diplomatici di area FAO che vi ho trovato parlavano Bielorusso ed ho rinunciato ad intervistarli. Guardando le pareti decorate in stile liberty, ho notato sulle volte diverse stelle a sei punte. Il cognome Mizzoni non mi sembrava ebreo ma si sa che gli ebrei cambiavano cognome con estrema facilità. Volevo chiedere ulteriori chiarimenti ad una delle sorelle ma temevo di poter urtare qualche suscettibilità o evocare chissà quali spiacevoli ricordi. Così ho chiesto se i decori fossero originali degli anni '30.
Avuta una risposta affermativa, ho chiesto come avessero fatto quelle stelle di David a superare il periodo della guerra. La signora mi ha risposto teneramente “Ce lo chiedono tutti, ma quelle non sono stelle di David, sono i simboli di un mastro birraio, ognuno ne aveva uno.
Mio padre non era ebreo, altrimenti se la sarebbe vista brutta anche lui”. Infatti dei 1024 ebrei che il 16 ottobre 1943 vennero presi e portati ad Auschwitz in treno (perché quando c'era il Duce, si sa, i treni arrivavano in orario) ne sono tornati appena 16. In ogni caso le sorelle Mizzoni sono gentilissime e cucinano bene. Ci ritornerò (però sia chiaro che il conto l'ho pagato e questa non è una marchetta pubblicitaria).
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L’ANNIVERSARIO
Moriva circa un anno fa Primula Rossa, travolto da una Ferrari del suo stesso colore. Giacque esangue in terra durante i festeggiamenti del Santo Patrono, avvolto nel suo mantello nero, con in mano un messaggio di buona fortuna al sindaco. Il suo corpo fu traslato in Francia, perché nel cimitero non v'era posto. Eppure la città dove aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita terrena nel tentativo di ricondurre alla ragione gli stolti governanti, ne reclamava i resti mortali.
Cori di protesta echeggiavano nella piazza cittadina, rivolti tutti verso le finestre dalle tende blu del primo cittadino; un solo grido animava la folla bellicosa: “Vogliamo Primula Rossa!!!”.
Le cronache giornalistiche raccontano che parte del coro aveva inteso che Primula Rossa fosse un nuovo modello di Ferrari e quindi auspicava che il primo cittadino (colui che tutto può) se la procurasse, la parcheggiasse vicino al Palazzo di Città e la offrisse in visione ai cittadini. Guardare e non toccare, annusare caso mai, ma con moderazione, perché la vernice è soggetta a deterioramento; assumere, alla sola visione del bene, un'espressione inebetita, ma non nutrire invidia perché porta iella (all'invidiato).
Dopo rapida ricerca di mercato (pare siano stati presi contatti con tale Serghej Casachow, di origini siberiane, esperto in viabilità e traffici vari) si è accertato che Primula Rossa non era un modello di automobile, bensì un defunto, reclamato - per non si sa quale motivo - dai cittadini.
E sia! Il sindaco, che tutto può, dispose per il rientro in Italia della salma anche perché la madre di Primula Rossa aveva trascorso le ultime cinquanta settimane incatenata nell'androne del Palazzo di Città. La poverina gridava: “Lello, Lello, ridammi Primula Rossa”. A dire il vero, mosso a pietà e nel tentativo di risolvere il problema in maniera efficace ed efficiente, il buon primo cittadino aveva dispensato alla lacrimevole signora molteplici scatole di pastiglie con lo stesso nome del defunto, ma viste le gravi ripercussioni a carico dell'olfatto dei poveri dipendenti comunali, alla fine aveva di disporre per il rientro della salma in Città. Ma come? Secondo quali modalità? A quali costi? Detto fatto; in sede di determinazione delle tariffe, si dispose prontamente un costo per ogni tipo di operazione, o meglio servizio. Per una tomba occorrono 217,93 euro al mq; per una cappella da cinque posti 447,50 euro ; per un'inumazione 150,00, un'autorizzazione per l'installazione di elementi decorativi comporta una spesa di 50,00 euro e via discorrendo..
Il problema della questuante madre fu risolto e così anche quella folla scatenata smise di protestare. Bastava e basta anche oggi pagare al Comune! Con un bollettino, in via telematica, in contanti all'addetto del cimitero? Nessuno sa dirlo. Chi effettua questi servizi? Irrilevante, per ora l'importante è aprire il portafoglio, poi, forse, l'ectoplasma di turno si occuperà della questione
Che affare la morte! Se il poeta si chiedeva se all'ombra dei cipressi e dentro l'urne confortate di pianto il sonno della morte fosse men duro, la risposta del sindaco era ed è: “Basta pagare”.
N.B.: le operazioni di traslazione della salma di Primula Rossa si sono svolte in giornata festiva. La mamma ha dovuto sborsare 30 euro in più.
C’est la vie!!!!
Il Tulipano nero
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ARTE CONCETTUALE A SAVELLETRI
“Non è un bidet, ma arredo urbano” opera pop-pup di anonimo artista
Se non fossimo stati più che certi dell'avvenuto decesso di Duchamp, avremmo giurato che l'artista si trovasse a Savelletri il 25 maggio scorso. Ma le tracce dei grandi artisti resistono all'oltraggio del tempo e sopravvivono anche alla loro dipartita. Nel 1917 Duchamp prese un orinatoio, vi appose una firma (non la sua) e lo intitolò “fontana”. Fu per il mondo artistico una vera rivoluzione. Sviluppando la tecnica dadaista detta “ready-made”, l'autore francese giunge al concetto che qualunque oggetto d'uso comune, prelevato dall'artista e collocato in un altro contesto, diventa opera d'arte in quanto egli lo ha scelto. Da qui inizia il percorso di quella che sarà definita arte concettuale. La luce che ancora riverbera dalla lezione di Duchamp riesce a squarciare le tenebre dell'oscurantismo in cui i nostri tempi rischiano di ricacciarci. Anche a Savelletri, infatti, un anonimo duchampista (o forse direttamente una sciampista) ha realizzato una installazione artistico-concettuale nel bel mezzo di una stradina del nostro bel borgo marinaro. Infatti ciò che a prima vista potrebbe sembrare un comune bidet, se decontestualizzato e collocato in via Bolzano può essere interpretato come richiesta di autonomia rispetto al centralismo fasanese (suggestivo il richiamo al bilinguismo sudtirolese attraverso la scelta di un oggetto dal nome straniero). Secondo alcuni critici da noi consultati, tuttavia, emerge limpido anche un messaggio di critica sociale di portata più ampia: il bidet, pur collocato in situazione diversa da quella del suo normale utilizzo, evoca pur sempre un atto di pulizia rigeneratrice. Il messaggio dell'ignoto nostro conterraneo sarebbe in definitiva una denuncia di un contesto sociale in cui l'elemento predominante è l'escremento (insomma una società di merda), l'invito è inequivocabile: lavatevi.
f. v.
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Il “Giugno” del trentennale
IL TURISTA IN PRIMA FILA
Tra le novità, le scene barocche e l’iniziativa per i turisti ospiti delle strutture alberghiere del territorio
Il “Giugno” del trentennale si caratterizza per almeno due novità: la ricostruzione della vita quotidiana nella Fasano dell'età barocca e, in occasione del gran finale della rassegna, l'iniziativa “Da noi il turista in prima fila” che premierà la coppia di visitatori che avrà mostrato maggiore interesse per gli eventi della manifestazione.
Nel frattempo, l'edizione di quest'anno si è aperta con un commosso ricordo del prof. Giuseppe Marangelli. Con un discorso pronunciato da una delle componenti storiche dell'omonimo comitato promotore, Margherita Latorre, l'associazione nata nel 1978 ha voluto rendere omaggio, nella serata inaugurale del 24 maggio scorso, a un'importante figura del panorama locale scomparsa due anni fa.
Nella sala di rappresentanza di Palazzo di Città, alla presenza del sindaco e dell'assessore provinciale alla Cultura Giorgio Cofano, è stato sottolineato, in particolare, il suo impegno a favore del “Giugno” nei primi anni di vita di questo progetto e la fiducia che nel tempo il professore ha saputo trasmettere ai più giovani membri dell'associazione.
Cofano ha poi ricordato il ruolo di due altri illustri concittadini che hanno contribuito a tenere alto il nome di questo paese, l'editore Nunzio Schena e il fondatore dello Zoosafari Gianmatteo Colucci, sottolineando come «in anni molto difficili, Fasano senza di loro sarebbe sprofondata nel baratro».
Nel corso della cerimonia è stato presentato il libro “Fasano nella storia del XVII secolo”, il primo di una serie di volumi che raccolgono un progetto partito nel 2000 e riguardante alcune giornate di studio sul Barocco, alla luce di una recente rilettura di
questo complesso periodo della nostra storia.
Altra serata all'insegna dei libri è stata quella celebrata l'11 giugno nella Chiesa del Purgatorio. In occasione dei vent'anni dalla sua istituzione, il Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia ha presentato un volume intitolato “Angeli, stemmi, confraternite e arte”. Il contenuto del lavoro è stato illustrato dal presidente del Centro, Mimma Pasculli Ferrara, che è anche una delle curatrici dell'opera, e dal prof. Giovanni Dotoli; entrambi docenti dell'Università di Bari.
A calamitare l'interesse nella giornata del 12 giugno la presentazione del restauro della Madonna del Suffragio, a cura del Lion's Club “Fasano Egnatia”. Si tratta di un'opera in tela realizzata da un artista seicentesco, il napoletano Ottavio Lavagna.
Nell'ambito delle iniziative per il trentennale non poteva certamente mancare una retrospettiva con la quale il “Giugno” si raccontasse ai fasanesi. Nei giorni scorsi, presso il Centro Studi “Valerio Gentile”, è stata inaugurata una mostra fotografica dal titolo “Scatti di storia”. La mostra, realizzata in collaborazione con il circolo “Hi-foto” e con la fondazione dedicata al giovane prematuramente scomparso, ripercorre i momenti più significativi delle passate edizioni.
In questi giorni, intanto, la manifestazione entra nella fase “calda” delle rievocazioni. Con alcune importanti novità: giovedì 19 il centro storico farà da sfondo alla prima rappresentazione fasanese di scene di vita quotidiana del Seicento, intitolata “Correva l'anno 1678: aspettando la scamiciata”. Nello spazio che sarà allestito tra via del Balì, piazza S. Giovanni e via S. Teresa, i figuranti dell'associazione “Presepe vivente” di Pezze di Greco faranno immergere i loro concittadini in quella che era l'atmosfera del borgo alla vigilia della battaglia contro i predoni saraceni.
Balì, piazza S. Giovanni e via S. Teresa, i figuranti dell'associazione “Presepe vivente” di Pezze di Greco faranno immergere i loro concittadini in quella che era l'atmosfera del borgo alla vigilia della battaglia contro i predoni saraceni.
La grande festa in abiti d'epoca entrerà nel vivo venerdì 20. Per dare ancora maggior lustro alla kermesse, quest'anno gli organizzatori hanno pensato di invitare due autentici fiori all'occhiello del panorama internazionale: il corteo della “Dama vivente” di Castelvetro di Modena e soprattutto i balestrieri di S. Sepolcro in provincia di Arezzo, autentici “campioni” in questo ambito, per i quali è stato chiesto il riconoscimento come patrimonio dell'Unesco.
dell'Unesco.
Nel fine settimana, poi, il tradizionale evento clou della rassegna (inizio ore 18,30) con il grande corteo che culminerà in un concerto di musica etnica ispirato ai suoni e ai ritmi del Mediterraneo.
Dunque, un'edizione davvero da non perdere quella del trentesimo “compleanno” del “Giugno fasanese”, che si arricchisce di un'altra simpatica iniziativa riservata ai turisti: venerdì 20 e sabato 21 verranno scelte alcune coppie che riceveranno dal sindaco una sorta di attestato di partecipazione alla rassegna. Di più, per il momento, non ci è dato sapere. Vedremo cosa succederà.
Valerio Fiume
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A cura delle Nove Muse
LAVORI TEATRALI IN CORSO
Laboratorio estivo a Fasano e Monopoli con Maurizio Micheli – In cantiere una scuola di recitazione con attori di notorietà nazionale
L'agenzia di spettacoli di Fasano, Le Nove Muse, ha organizzato per l'estate 2008, un laboratorio di teatro. Il corso si svolgerà a Fasano e Monopoli, nei mesi di luglio e agosto, per un totale di centocinquanta ore. Docente d'eccezione per tutta la durata del laboratorio, l'attore-regista Federico Vigorito, direttore artistico del teatro della Visitazione di Roma, che svilupperà, insieme al suo staff, le varie fasi del programma del corso di teatro: dalla dizione, all'impostazione vocale, dall'analisi del testo all'interpretazione. Grande euforia per la presenza del comico Maurizio Micheli, che interverrà sul tema del 'tempo comico'. L'idea di organizzare un corso di teatro estivo è nata dalla volontà di coinvolgere più profondamente quanti sono affascinati dal teatro ma non hanno tempo da dedicargli durante il tran-tran invernale, tra lavoro, scuola e impegni vari. L'agenzia Le Nove Muse, che opera dal novembre scorso nel nostro territorio, ha già in cantiere l'ambizioso progetto di avviare una scuola di teatro tra Bari e Brindisi, in collaborazione con i più noti artisti del panorama nazionale, come Lello Arena, Bebo Storti, il conte U'Guccione, in Mai Dire Gol.
Le iscrizioni al corso, che sarà riservato ad un massimo di quindici persone, sono aperte fino al 22 Giugno 2008. Info: info@novemuse.it ; teatro@novemuse.it .
Il laboratorio prevede la realizzazione di uno spettacolo comico che sarà rappresentato a Fasano, Monopoli e Roma.
Maria Teresa Cocozza di Montanara
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PER RABBIA O PER AMORE
Il teatro della Galilei-Fortunato
gni anno la Galilei-Fortunato rappresenta un musical. Il 2008 è stato Fanno di West Side Story, uno dei musical più "anziani" sempre "sold-out" a Broadway. Cinquant'anni ma non li dimostra.
Storia d'amore e di lotte nei ghetti di New York, tra minoranze di "stranieri" e locali. Un Giulietta e Romeo metropolitano, lotte tra poveri, tra ragazzi che non vedono un futuro. Violenza, spesso gratuita, di gruppo. Ragazzi che si picchiano per il possesso di un quartiere, di un niente.
Adulti che indicano la via da seguire, ma come spesso accade non vengono ascoltati. Ne fa esperienza il preside, che a fine rappresentazione, sottolineando il messaggio prepotentemente venuto fuori, ha dovuto zittire un gruppo di l'agazzini, un "branco", che puntualmente non ascoltava le parole "giuste", come quelle di "Doc", invano perse nell'etere... e che avrebbero salvato la vita ai due capi "branco" morti pugnalati in una falda senza motivo. New York di cinquanfanni fa, come qualsiasi paese italiano di oggi, con giovani da un futuro incerto che si "nascondono" nel branco, stranieri e "indigeni" che lottano per un niente. New York anni cinquanta, come Pezze o Montalbano di
oggi, con ragazzi che per "gioco" scaricano gli estintori nell'ingresso di una scuola media.
Brave le professoresse nella scelta del testo, m una Fasano "a rischio delinquenza" era importante far passare un messaggio per i ragazzi: con la violenza non si ottiene nulla.
Con la violenza non si può costruire nulla di buono e di bello. Non è un finto buonismo, non è ipocrisia. C'ò bisogno che comunque i ragazzi si rendano conto di tutto ciò. Recitando, cantando o ballando, facendo "branco" questa volta in senso buono, collaborando e interagendo con coetanei, divertendosi e passando pomeriggi insieme a scuola ascoltando i consigli dei più grandi. Tutto in un ambiente "sano" caratterizzato da regole "giuste" e rispettate. E se poi questo spettacolo è ben organizzato da una
team che per l'ottavo anno produce un musical con tanta professionalità, il risultato è eccezionale e piacevolmente fruibile.
Con "Hair" abbiamo gustato il talento del protagonista, con "Fame" i balletti; quest'anno "West Side Story" ci ha offerto una recitazione "corale" di rilievo. I docenti che fanno muovere questa macchina sono sempre più affiatati e professionali. Lo si nota dalle scenografie, dalla recitazione, dalla of&e, ormai, ai propri alunni un laboratorio sempre più all'avanguardia. Sorpresa, quest'anno, le bellissime canzoni non tratte dal musical originale ma adattate alla rappresentazione.
credibilità che gli attori, ragazzi di scuola media, hanno calcando il palcoscenico. Maiuscola la prova dei protagonisti, sempre più presi da questa arte. La Galilei-Fortunato è diventata fucina di attori e of&e, ormai, ai propri alunni un laboratorio sempre più all'avanguardia. Sorpresa, quest'anno, le bellissime canzoni non tratte dal musical originale ma adattate alla rappresentazione.
all'avanguardia. Sorpresa, quest'anno, le bellissime canzoni non tratte dal musical originale ma adattate alla rappresentazione.
Un bravo alle responsabili, in attesa della prossima fatica.
g. m.
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LA LUNATICA DOMATA
Saggio degli alunni delle elementari di Pezze di Greco
Il contributo economico degli sponsor e dei genitori degli alunni (classi 2/A e 3/A) delle scuole elementari di Pezze di Greco, hanno reso possibile la messa in scena al teatro Kennedy de “La bisbetica ”.
Una rielaborazione del testo shakespeariano in chiave di commedia musicale adattata alla recitazione dei piccoli interpreti, per un progetto didattico decisamente impegnativo. Una bella prova corale dei 45 alunni coinvolti nello spettacolo che, con la loro bravura, hanno gratificato l’impegno delle insegnanti Teresa Tedeschi, Caterina Margaritondo, Carmela Caramia e della dirigente scolastica prof. Celeste Federica Gennari.
m.t.c.d.m.
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I SELEZIONATI AL CONCORSO CANORO
Primo atto della nuova edizione del Fasanfestival 2008 con le selezioni tenutesi domenica 8 giugno scorso presso l'auditorium dell'Itc Salvemini. Ben 40 gli iscritti per questo primo atto che come di consueto aveva il compito di selezionare i 18 finalisti della serata finale della manifestazione che si terrà il prossimo 20 luglio presso la Casina Municipale della Selva di Fasano. Versione estiva quindi per l'edizione 2008 della kermesse canora la cui conduzione sarà riaffidata al bravo Gerard che con la sua sprizzante simpatia porterà i 18 finalisti a contendersi il titolo annuale della manifestazione. Contendenti finali, selezionati da una giuria di professori musicale formata Angelo Deleonardis, Eva Kranja, Martino Palmitessa, Stefano Scaglioso e Michele Maccuro. Nell'ordine si sono classificati Carmela Latorre, I Kiota, Mattia Bianco, Valentina Colucci, Vitantonio Boccuzzi, Graziana Forza, Serena Perta, Maria Lacatena & Vincenzo Abruzzi, Francesco Caramia, Tiziana Piretti, Lucia Belviso, Anna Secondo, Antonella Sgobio, Marisa Grassi, Ilaria Clemente, Cosimo Di lauro e Domenica Dambrosio. Nominate anche le 3 riserve con Federica Lippo, Fabio Mercolino e Loredana Carriero & Giovanni Martucci.
Michele Cavallo
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fasanesi doc
IL GIUDICE
A Giovanni Zizzi lo conosco ciliegio. Ancor prima che raz-zolasse per studi notarili, egli, gran cultore del sacro pelo, frequentava i templi del divertimento; lo si incontrava con estrema facilità nei locali notturni del barese, ma anche del Salento, della Capitanata e, all'occorrenza fuori regione. Sovente accompagnato da stangone da infarto. Ma lui, il don Giovanni da Fasano, non si preoccupava delle differenze di quota che perdevano di senso nella posizione orizzontale. Quando incontrava un concittadino nei nitgh non ostentava la sua compagna occasionale, ma con fare discreto accennava a un saluto da lontano con un'ammiccante espressione del viso che stava a significare: tu mi hai visto, io ti ho visto, buon divertimento, non è il caso di parlarne in paese.
Quando ci si incontrava in piazza, l'argomento preferito era la politica. Lui, liberale da sempre, con quella voce calma saudente e persuasiva teneva banco e, alla conclusione di estenuanti discussioni, non risparmiava fendenti, con battuta finale spiazzante, a missini, monarchici, democristiani, repubblicani, socialisti e comunisti.
Poi l'età matura, lo studio notarile, la famiglia. Ma quello che gli era più congeniale era giudicare: ascoltare, valutare ed emettere la sentenza. Era più che naturale che venisse incaricato di fare il giudice, il Giudice di Pace.
“Come va Giovanni? Pagano bene?” “A marchette – era la risposta di rito - un tanto a sentenza”.
L'ho rincontrato l'altra sera a teatro. Lui sul palco. Faceva il giudice.
Geniale il regista della Stanza di Ulisse, che per il processo a donna AnnaTeresa Stella Goffredi, ha scelto Giovanni per il ruolo del giudice.
Lo ha interpretato senza alcuno sforzo.
Con professionale solennità, con le pause sue, perfettamente coincidenti con i tempi teatrali; con la voce calma suadente e persuasiva; con la composta mimica di chi ascolta, valuta ed emette la sentenza. Il tutto, con elegante ironia. Sulla scena del teatro come su quella della vita quotidiana.
f. l.
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Ci piace condividere con parenti e amici questo splendido momento di gioia per la nascita di Andrea.

Oggi 22.05.08 è nata la nostra piccola gemma: Angela. Ben arrivata dal papà, dalla mamma e dal piccolo Antonio.
     
Kristian dopo averti tanto atteso, ora ci sei. Ogni giorno ci regali momenti speciali, la tua mamma e il tuo papà.

  Vi giungano dalle Colline Silvane i nostri più sinceri auguri di felicità.
     
CONTATTACI Puoi inserire gratuitamente anche tu i tuoi momenti speciali.
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  PALLACANESTRO
CENTRO MINI-BASKET A PEZZE DI GRECO
L’attività sportiva nelle elementari del terzo circolo didattico
Anche quest'anno, il Terzo Circolo Didattico di Fasano ha investito nello sport e nella sua valenza sociale producendo una programmazione adeguata per tutti gli alunni delle frazioni, nessuno escluso. Basket e Pallavolo gli sport proposti. La nuova dirigente scolastica, Celeste Federica Gennari, ha sapientemente raccolto il testimone dal predecessore Giorgio Convertini, continuando e potenziando i progetti iniziati cinque anni fa. 180 ore totali di Piano di Offerta Formativa con istruttori qualificati per tutte le classi e 60 ore di PON di basket. Tra i magri bilanci le insegnanti referenti e il bravo segretario Pasquale Carrieri hanno avuto, quindi, la possibilità e la bravura di offrire a tutti i ragazzi la pratica sportiva. L'ausilio degli esperti esterni è poi un investimento per la formazione sportiva delle docenti. La scuola, come scritto, oltre ad un progetto formativo ”interno” di basket e volley, ha puntato su un PON di motoria. Richiedere l'assegnazione di un tale progetto prevede un iter abbastanza complesso. “Se giochi in compagnia, la noia spazzi via”, il nome scelto per il PON rientrante nell'obiettivo F, inerente lo sviluppo delle competenze e delle attività di studio, e all'azione F1, “interventi per promuovere il successo scolastico per le scuole del primo ciclo”. Scelta obbligata, per un progetto sportivo così importante, il basket. Il Terzo Circolo, infatti, è anche un Centro Minibasket ufficialmente riconosciuto dalla FIP, Federazione Italiana Pallacanestro. Di sicuro questo particolare ha influito nell'assegnazione del progetto alla scuola di Pezze di Greco. Le maestre referenti (così come per gli altri due PON, sulle fiabe e sulla matematica) hanno puntato sull'attività di motoria per i bambini di prima e seconda considerando la pratica sportiva un volano per lo sviluppo delle abilità di base che di riflesso migliorano le competenze degli alunni come, per esempio, il leggere e lo scrivere. In più lo sport di squadra educa al rispetto delle regole, allo stare insieme e al rispetto per gli arbitri e per il coach; il tutto non può che avere una ricaduta positiva per lo stare in classe, per l'ascoltare e il rispettare la figura dell'insegnante.
Atto conclusivo di questa “maratona” di sessanta ore è stato un saggio di verifica presso la tensostruttura di Via Galizia sabato 24 Maggio. I 20 bambini, insieme agli amici delle prime e delle seconde, hanno giocato interrottamente per quasi tre ore dando sfoggio delle competenze acquisite ma soprattutto giocando con questo sport, per tutti una novità. Canestri, palloni, coni, tanto sudore e tanto divertimento con un piacevole fuori programma: una gara di tiro riservata ai genitori che si sono cimentati in questo bellissimo sport. Bravissimi i bambini, che hanno stupito il numeroso pubblico per le competenze acquisite. Il monitoraggio, obbligatorio per tutti i progetti attuati nelle scuole, ha avuto un risultato eccezionale (come sempre, peraltro, in questi cinque anni). I bambini, contentissimi, vogliono assolutamente ripetere i progetti sportivi…possibilmente aumentando le ore di gioco!
Una scuola Centro Minibasket, una tra le poche in tutta Italia. E pensare che a Pezze non vi è alcuna società di minibasket! Tra l'altro ha avuto il via un progetto pilota della FIP, l'Easy Basket. Questo progetto, gratuito, al quale può aderire una sola scuola per provincia in Italia, prevede la formazione degli insegnanti al minibasket con corsi tenuti in loco da formatori nazionali della FIP. Nell'arco di due anni le insegnanti diventeranno esperte di easy basket, il minibasket adattato alla pratica scolastica: lo potranno così insegnare durante le ore di motoria, senza doversi avvalere di esperti esterni. Soddisfazione per le responsabili del progetto e dell'esperto che in questi cinque anni ha caldeggiato la pratica del basket a livello scolastico.
E in una provincia nella quale il basket è lo sport numero uno un ulteriore soddisfazione l'averlo organizzato senza ausilio di società sportive (come invece avviene nel resto d'Italia).
E per l'anno prossimo, anche se per le scuole italiane sono previsti tagli ai bilanci, di certo si farà ancora sport.
Ci si rimboccherà le maniche, si “spulcerà” tra le voci di bilancio… ma Pezze continuerà ad offrire gratuitamente sport ai propri ragazzi.
Gianluca Monopoli
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  BODY BUILDING
Lorenzo Gallo
UN’ALTRA CONQUISTA
Nella splendida cornice di Portimào in Portogallo, si sono svolti i Campionati Europei di Body Building. Il campione mondiale Gallo Lorenzo, si è laureto vice campione europeo w.a.b.b.a. 2008. Tre giorni di selezioni, per giungere alla finalissima della domenica dove si sono confrontati sul palco gli ultimi otto finalisti. Gallo è riuscito con il suo secondo posto a conquistare anche questo titolo europeo. Gli alteti in gara erano 150 provenienti da tutta Europa, c'erano anche atleti da selezioni americane.
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