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ANNO V - NUM. 5 - IN EDICOLA GIO 15 MAG 2008

CARMELINA
È ASSAI IL DANNO

La mia “casalinga di Voghera” si chiama Carmelina. E' una donna energica sulla cinquantina, con tre figli: due maschi (uno disoccupato a tempo pieno, l'altro studente di belle speranze); la ragazza, appena maggiorenne, va alle confezioni e si è fissata per un bel giovane, professionista del precariato; il marito fa il piastrellista a giornate (quando c'è richiesta).
La casa è di proprietà, come pure un appezzamento di terreno a uliveto.
Carmelina, terza media, lingua sciolta; legge poco e niente, ma segue la TV a manetta, sia i programmi Rai che quelli Mediaset , con imparziale frequentazione. E' informatissima sul gossip ma anche sui delitti famosi e sulle grandi questioni nazionali.
Ha le “sue” idee precise su ogni argomento. Dove la tocchi-tocchi, sa rispondere a tono. Sempre a modo suo.

Colloquio prima delle elezioni.
- Carmelì, questa volta voterai a destra o a sinistra?
“A nessuno”
- Ma no. Tu non sei qualunquista; tu sei una che ragiona. Il voto bisogna darlo.
“Proprio perché ragiono con la mia testa è che non vado a votare. Voterò quando cambieranno le facce”.
- C'è da aspettare almeno una generazione!
“Lo so. E' assai il danno”!

Colloquio dopo le elezioni
- Carmelì, tu hai fatto come Pilato che, non votando, te ne sei lavata le mani e il popolo, invece, ha scelto Barabba!
“Che pure a scegliere Gesù, Cristo mio perdonami, sarebbe cambiato qualcosa”?
- Che vuoi dire?
“Ma hai visto chi è andato alle Camere. I soliti magna-magna che dovrebbero essere onorevoli cioè persone d'onore e invece…”
- E invece?
“Straripano quelli che hanno problemi con la giustizia”.
- Carmelì, detta così pare che abbiamo votato 963 poco di buono.
“Sono un centinaio quelli non puliti. E' che sono tutta una razza”.
- Ad essere precisi, sono 52 di destra e 18 di sinistra.
“ Hai detto niente: sono settanta. Mettili in fila settanta persone e vedi che zingolona fanno! Settanta personaggi che hanno avuto a che fare con la mafia, o con gli abusi edilizi, o con gli scandali delle banche, o con altri affari disonesti.
E' assai il danno”!
Franco Lisi
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Dibattito sull’informazione
I RISCHI DELLO SCOOP
In occasione della giornata mondiale delle comunicazioni sociali - L'iniziativa promossa da Radio Diaconia e dal Circolo della Stampa
Significativa e riuscita manifestazione quella svoltasi nella mattinata di Domenica 4 maggio in piazza Ciaia, promossa da Radio Diaconia in occasione della giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Nel cuore del centro cittadino la storica emittente fasanese, che opera in città dal 1977 e dunque da ben 31 anni, ha montato i suoi gazebo e la strumentazione tecnica andando in onda in diretta dalla piazza. Per l'occasione i volontari dell'emittente hanno diffuso musica e programmi, oltre a diffondere delle brochure con il messaggio di Benedetto XVI su questa giornata.
Momento clou della manifestazione è stato il dibattito che la radio ha promosso di concerto con il locale Circolo della Stampa intitolato al compianto “Secondo Adamo Nardelli”. Il presidente dell'associazione che riunisce i giornalisti e gli operatori dell'informazione della città, Franco Lisi, ha invitato i rappresentanti di tutte le testate giornalistiche operanti sul territorio: dalla carta stampata, alle TV, alle radio, ai periodici sino alla stampa scolastica e i forum locali che operano su internet. Ci si è ritrovati dunque con un nutrito parquet con un lungo elenco di invitati: Gino Bianco per la Gazzetta del Mezzogiorno, Rosaria Pace de Il Quotidiano, Pierluigi Caroli de Il Levante, Alfonso Spagnulo di Osservatorio, Giannicola D'Amico di Piazza Ciaia, Aldo Carbonaro de Il Menante, Teresa Cecere di Inchiostrovivo, Milena Latorre di Cult, Marinagela Boggia di Teleradio Città Bianca, Vincenzo Lagalante di Canale 7, Gianfranco Mazzotta di Radio Diaconia, Raffaele Trisciuzzi di Fasancult e Gaetano Serafino del Fasanforum. Gli Invitati hanno dibattuto sul tema: “Lo scoop giornalistico tra esigenze di cassetta e di servizio”. Il presidente Franco Lisi ha introdotto il confronto affermando che per far accrescere l'interesse del pubblico il giornalista è talvolta indotto a seguire la regola delle 3 “S”: sesso, sangue, soldi, finendo per alterare la realtà. Dunque si è parlato di etica professionale e info-etica, dell'esigenza di conciliare le direttive degli editori con le preferenze del pubblico e la necessità di servire la verità. Ciascuno ha portato le proprie esperienze personali e professionali che hanno interessato non poco gli ascoltatori che hanno seguito il confronto per radio, ma anche un folto capannello di gente incuriosito dal salottino approntato in piazza. E' intervenuto anche il sindaco di Fasano, presente tra il pubblico, auspicando altri momenti di confronto non solo tra i giornalisti e gli operatori dell'informazione, ma anche con i cittadini e i politici sui temi dell'attualità locale. Il presidente del Circolo della Stampa ha concluso leggendo un passo del messaggio del papa che è stato un po' il “file rouge” dell'incontro : ”i mezzi di comunicazione sono mezzi per la diffusione delle idee, ma devono essere anche strumenti al servizio di un mondo più giusto e solidale”.
La giornata di iniziative promosse da Radio Diaconia si è conclusa con la celebrazione della messa vespertina in chiesa Matrice da parte di don Sandro Ramirez, priore in Fasano e presidente dell'Associazione che gestisce l'emittente fasanese, il quale si è soffermato ancora sui temi del messaggio di Benedetto XVI sulla giornata delle comunicazioni sociali.
Una giornata, dunque, che potrebbe divenire occasione di dialogo e di confronto al pari di quanto avviene il 24 gennaio nella ricorrenza di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.
Gianfranco Mazzotta
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Consiglio comunale
QUANDO I RUOLI SI INVERTONO
La maggioranza mugugna e tace - La minoranza propone e approva - L’ira funesta dell’assessore Zaccaria
Alcuni consiglieri comunali della maggioranza (quelli a cui l’adulazione al potere non ha rovinato la testa) ed alcuni assessori non hanno dormito. E’ accaduto la notte tra l’8 e il 9 maggio. Forse non ha dormito nemmeno il segretario generale, ancora agitato per uno stipendio che stenta ad aumentare e che per protesta perde l’aplomb e la butta in politica. A proposito: ma perché rispondere senza essere interrogato? L’unico che certamente ha dormito è il Sindaco. Ha dormito con soddisfazione, perché tutto è andato per il verso giusto, anche i provvedimenti che ha finto di non condividere. Ma era solo una finzione ad uso e consumo dei facili all’ira che gli siedono accanto. Assessor, “chi siede accanto”. L’8 maggio, dunque. Consiglio comunale. Un titolo: la maggioranza fa l’opposizione silenziosa e rassegnata e l’opposizione fa la maggioranza attenta ed innovatrice. Si era capito subito che sarebbe andata così, come al solito del resto. Prime ore dedicate alle interrogazioni. Sui più svariati argomenti, proposte dall’opposizione al Sindaco (chiedere agli assessori sarebbe cortesia inappagata) sui più svariati argomenti. L’uso della costa (Ventrella), consorzio agro-alimentare, smaltimento rifiuti solidi urbani, manutenzione manto stradale a Pezze di Greco e rotatoria a Pozzo (Dino Cofano, Mastro e De Felice), usi civici (Laterrenia) e trasmissione televisiva dei lavori del Consiglio comunale (Giorgio Cofano).
A tutti, chi più e chi meno, ha risposto il Sindaco, impegnandosi a verificare e risolvere tutti i problemi (“parola d’onore” ha detto – ma vai a capire che c’entra l’onore con gli atti della pubblica amministrazione), e per di più premurandosi di ringraziare tutti i consiglieri interroganti per le segnalazioni.
Sembrava terminata la parte delle petizioni consiliari quando una componente della maggioranza, vendicando il silenzio assordante dei suoi colleghi, osava una domanda: “signor Sindaco perché non è pronta la delibera sul regolamento istitutivo della commissione sulle pari opportunità? E’ un oltraggio!”
Alla parola “oltraggio” il Sindaco non ci ha visto più e invece di ringraziare la consigliera ha censurato la sete di solerzia, soprattutto quando l’implicito movente è il gettone (quello di presenza), in un Comune che “non può acquistare nemmeno un caffè”.
A questo punto è toccato al Piano di recupero. Provvedimento utile ed ambizioso per Fasano ed i suoi cittadini, hanno tuonato per bocca di Amati dall’opposizione che si faceva maggioranza di fatto. Tanto utile ed ambizioso che sarebbe stato il caso di migliorarlo, ad evitare che l’approvazione si fosse rivelata inutile, così come si rischiava.
Sul punto tanti argomenti politici e tecnici sono stati in grado di convincere la maggioranza nelle vesti dell’opposizione ad accettare la richiesta di rinvio per miglioramenti. E così è stato.
Altro punto, altra corsa!
Toccava alla determinazione del fabbisogno per gli incarichi di consulenza.
La struttura burocratica ne prevedeva una decina, ma l’opposizione segnalava che solo uno era l’incarico utile: quello del paesaggista, quel signore che dice se i lavori edilizi rispettano o meno il paesaggio.
Tutti cassati ad eccezione del paesaggista, mentre il previsto esperto per fare il censimento delle attività commerciali, turistiche ed agrituristiche della Città non è stato previsto nel fabbisogno perché per svolgere tale lavoro si offriva volontariamente il consigliere comunale Dino Cofano, che così ha deciso di occupare le sue prossime domeniche. Insomma un grande risparmio di denaro e speriamo che Dino Cofano garantisca la puntualità di tale lavoro, diversamente da come sta garantendo il numero legale (come posizione politica dei socialisti), cioè arrivando puntualmente in ritardo.
“Altri due punti che si è fatto tardi!” Chiede il Sindaco.
La maggioranza/opposizione acconsente, tra i ruggiti silenziosi (che leoni) della opposizione/ maggioranza.
Il primo: acquisizione al patrimonio comunale di un bene immobile confiscato quale provento di attività illecita e contestuale affidamento ad una associazione di giovani. Nemmeno il tempo di leggere la relazione e la maggioranza/opposizione chiede un voto solerte: la opposizione/maggioranza acconsente; approvato all’unanimità.
Il secondo: regolamento per i piccoli acquisti di beni e servizi. Cioè il regolamento che si occupa degli acquisti che servono a sprecare la maggiore quantità di denaro e istigano (il pensiero è forte ma il corpo è debole) le tentazioni umane.
Il tema era ghiotto per la maggioranza/opposizione per dirsi favorevole al provvedimento e per approfittare dell’occasione per sperimentare sistemi nuovi di risparmi. Ecco la proposta: al Comune di Fasano i piccoli acquisti si devono fare con le gare telematiche.
Tra una parola e l’altra alla ricerca del mezzo più idoneo, il Sindaco annuisce e il consigliere Moncalvo approva: sembra fatta. Ed invece no! L’assessore Zaccaria interpreta il gesto del Sindaco e del consigliere Moncalvo come un cedimento alla maggioranza/opposizione (ma per forza in politica bisogna mostrare i muscoli diventando paonazzi?). “Ma chi si credono d’essere questi del centrosinistra? Come si permettono a collaborare? Non hanno capito che il loro ruolo è solo abbaiare in piazza e alla luna?” Così avrà pensato Zaccaria, quando rivolto al Sindaco e a Moncalvo ha esclamato: “Smettetela di cedere alle lusinghe dell’opposizione”.
Lusinghe? Si chiama così per Zaccaria la ragionevolezza? Ma ciò significa che per lui l’odio va chiamato amore e solo alla sera si può andare al mare a vedere il sole che sorge.
Poveri noi!
A questo punto tocca a Mastro, sempre della maggioranza/opposizione, tentare l’accordo: un emendamento che raccoglie tutti gli emendamenti e liquida le perplessità.
“Si vada al voto sull’emendamento di Mastro!”, esclama il Presidente del Consiglio (comunale, per ora).
Sindaco: “no!” “Ma come no?” chiedono con lo sguardo gli stupiti consiglieri della maggioranza/opposizione e della opposizione/maggioranza.
“Ma che volete che a Zaccaria gli prenda un colpo?” Si giustifica con gli occhi il Sindaco Di Bari. “Voi sapete che sono medico – continua – e Ippocrate così mi consiglia; ci penseranno i giovani di Forza Italia a risolvere il problema, spernacchiando Zaccaria”.
Moncalvo: “si!”; Vinci: “si!”; Ammirabile: “si!”; Legrottaglie: “si!”; Angelini: “Astenuto”; Leonardo Cofano: “si!”; Udc: “astenuti!”; An: “no!”; Centrosinistra: “si!”.
L’emendamento è approvato!
Onore ai giovani consiglieri di Forza Italia, semi onore ai consiglieri dell’UDC e vergogna ai consiglieri di Alleanza Nazionale, sperando che approdino presto al Popolo della Libertà, perché lì almeno troveranno qualche capo che saprà dargli la dritta: e non è l’assessore Zaccaria.
Per ora una bella pagina di risparmio in una Città che ne ha bisogno e un ottimo esempio di collaborazione dell’opposizione/opposizione.
Demofilo
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Al rione Barsento
IMPOSSIBILE CIRCOLARE
Passeggiando per le strade fasanesi, abbiamo deciso di continuare la nostra “ricerca di quartiere”, la nostra raccolta e analisi di problemi cittadini… Abbiamo parlato con un giovane ventiquattrenne, Mario Vitale, residente nel rione Barsento in prossimità di Largo Amati: una chiacchierata che profuma di desiderio di rivalutare una zona che, molte volte ci dimentichiamo, è centro storico della nostra città.
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Sappiamo che la situazione delle strade qui a Fasano non è ottimale. Nella tua zona il problema come è avvertito?
Nella zona nelle vicinanze di Largo Amati le strade certamente non sono sistemate al meglio. Bisogna dire però che si tratta di strade antiche: sono fatte di chianche, come molte strade del nostro centro storico. Per questo bisognerebbe fare un'opera di rivalutazione storica.
Il problema più sentito però è l'assenza assoluta di parcheggi.
Pur essendo intasate tutte le strade?
Si tratta ovviamente di strade storiche e dunque abbastanza strette. E questo già rende difficile trovare un parcheggio. Ma il vero problema è la presenza di passi carrabili irregolari o semplicemente cartelli fatti in casa con i vari avvisi del tipo “lasciare libero” o “vietato parcheggiare”. Per non parlare poi della presenza di asciuga-biancheria per strada che impediscono la sosta. Proprio tutto ciò ha portato a qualche piccolo litigio.
Oltre al problema dei parcheggi, c'è qualche altra esigenza?
Bisogna dire che la zona è abbastanza trafficata. Ciò nonostante, l'impianto di illuminazione è assolutamente inesistente. Di sera le strade sono praticamente buie. Un altro problema è l'inquinamento. Spiego meglio. Corso Vittorio Emanuele rappresenta la strada principale di Fasano: tutto l'inquinamento automobilistico, però, si riversa sulla nostra zona. Magari si potrebbe chiudere più spesso il traffico nel centro.
Per quanto riguarda invece la pulizia?
Bisogna fare solo un appunto: non è mai stata effettuata nella nostra zona una disinfestazione. D'estate compaiono topi.
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Piccole esigenze? Piccoli problemi? Non proprio. Strade non illuminate ma con la presenza di topi saranno pure questioni fastidiose ma questioni ordinarie nell'amministrare una città…
Francesco Radesco
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L’intevista all’assessore Antonio Scianaro
Dopo aver chiacchierato con Mario Vitale, è sembrato utile intervistare il vicesindaco nonché assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Scianaro. Per cercare delle risposte e per comprendere a fondo la situazione del quartiere in prossimità di Largo Amati.
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Un nostro giovane concittadino ci ha espresso alcune problematiche particolarmente sentite per quanto riguarda il rione Barsento. Una di questa è l'assenza di parcheggi: infatti, tra passi carrabili irregolari e asciuga-biancheria, diventa impossibile parcheggiare. Che si può fare?
Il problema dei parcheggi non è di facile soluzione. Bisogna poi dire che è necessaria anche un'educazione civica da parte del cittadino. Mi spiego meglio: quando vado in giro per la nostra città vedo automobili parcheggiate non proprio regolarmente, magari all'angolo di stradine, impedendo in questa maniera la svolta. Certo ci sarà anche tolleranza da parte dei vigili: è difficile sanzionare in un periodo come questo, così difficile per le famiglie italiane che si trovano a non arrivare non più alla quarta settimana ma alla terza. Non posso fare dunque un rimprovero ai Vigili Urbani che già fanno un lavoro egregio dovendo gestire un territorio così vasto come il nostro.
Quindi, quale potrebbe essere la soluzione?
Non è semplice. Forse la soluzione migliore sarebbe dare i parcheggi in gestione ad un privato. Veda tutti i comuni sono in grandi difficoltà economiche: è difficile per i comuni rispettare i parametri della finanziaria. E questo ci vedrà costretti a non rispettare impegni presi in precedenza. Oggi una delle priorità è l'utilizzo dei fondi europei che dovremmo rendicontare a dicembre 2008. Si tratta di risorse “a pioggia”. Ma ripeto per rispettare certi parametri dovrò rinunciare ad alcune questioni che ritenevo primarie.
Nel Consiglio comunale dell'8 maggio si è anche discusso per l'approvazione di un piano di recupero dei centri storici. Bene, la zona in prossimità di Largo Amati è una zona storica. E qui un altro problema è rappresentato dalla non accurata sistemazione delle strade. Cosa avete previsto in tal senso?
Il piano di recupero dei centri storici è molto importante. In alcuni centri ci sono dei veri e propri scempi, mancanza di simmetrie. È una situazione che risulta necessario normalizzare per dare un significato anche architettonico a tali centri.
Sempre in questa zona manca un impianto di illuminazione, pur essendo la zona abbastanza frequentata. Cosa ci può dire in proposito?
Guardi, stiamo per chiudere (e ci sto lavorando da mesi) una questione al riguardo: un responsabile Enel invierà al nostro avvocato comunale una bozza di transazione per un vecchio contenzioso con l'Enel con cui dovremmo recuperare circa un milione di euro. Queste risorse ci serviranno per mettere a norma gli impianti con la sostituzione di lampade a basso consumo. Ciò ci consentirà di appropriarci di tutta la rete della pubblica illuminazione che oggi è in parte in mano al Comune in parte all'Enel.
Ci può spiegare questo contenzioso?
È una questione un po' lunga e complessa.
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Riassumiamo la situazione: per sistemare le strade in prossimità di Largo Amati dovremmo attendere l'attuazione di un piano di recupero del centro storico ancora in discussione; per avere un impianto di illuminazione aspettiamo la conclusione del vecchio contenzioso; per trovare un parcheggio aspettiamo un privato. Aspettiamo dunque.
F. R.
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UN PATTO PER LA COSTA
Interrogazione del consigliere comunale del PD
Egr.Sig Presidente del Consiglio Comunale
Egr. Sig. Sindaco di Fasano
Egr. Assessore all'Urbanistica


INTERROGAZIONE ai sensi dell'art. 23 del Regolamento del Consiglio Comunale.

OGGETTO: Chiarimenti sulla realizzazione di parcheggi pubblici in località “Case bianche”- Savelletri; chiarimenti sulla loro ubicazione, tipologia e modalità di gestione. Varchi e modalità di acesso pedonale pubblico al mare sulla proprietà della soc. E.I.T. srl.

Il sottoscritto Vito Ventrella, in qualità di Consigliere comunale del gruppo del Partito Democratico, nell'esercizio della funzione ispettiva e di controllo dell'attività amministrativa,
PREMESSA
La società in oggetto, proprietaria del terreno prospicente la costa, nel tratto che da Savelletri si estende fino al parco archeologico di Egnatia, sta realizzando lavori di sbancamento, volti a realizzare, subordinatamente a specifiche prescrizioni, quanto assentito in particolare dalla Determina del Dirigente del settore ecologia della Regione Puglia in data 04/06/2007 n. 277.
Tali lavori hanno determinato la chiusura dei pubblici accessi carrai sulla costa, esistenti peraltro da tempo immemorabile, nonché la eliminazione della strada sterrata ivi esistente.
Il predetto titolo autorizzativo a realizzare tali opere prevede, come del resto ribadito dal titolare della stessa società - in una recente intervista ad un periodico locale - la realizzazione di due percheggi pubblici da ubicare in zone che consentano la agevole e quindi concreta fruizione della costa da parte dei “bagnanti non utenti della struttura” che sta sorgento a monte del campo da golf, e che per comodità espositiva chiameremo “Savelletri 2”.
Tali parcheggi sono fondamentali per consentire la fruizione pubblica della costa e del mare, tanto che la stessa Regione dispone che “ in ogni caso il parcheggio pubblico previsto nelle aree a standards deve essere fruibile almeno contestualmente all'entrata in funzione della regolamentazione all'accesso veicolare nella fascia demaniale”.
E' di tutta evidenza che tutte le condizioni previste dal ridetto titolo autorizzativo, come la realizzazione, sempre in tale area, della pista ciclabile e del percorso pedonale - che dovrebbero essere realizzate nella immediata prossimita della linea demaniale - sono finalizzate non solo a garantire il concreto uso pubblico dei beni demaniali, ma anche - e ciò è di fondamentale importanza - una “utilizzazione” delle nostre bellezze paesaggistiche e naturalistiche da parte di tutte le imprese turistiche, per esempio le aziende agrituristiche, che operano sul nostro territorio e che hanno la necessità di “offrire” la fruibilità di tali bellezze ai propri clienti, attraverso la fuizione pubblica del “bene paesaggio”.
Per tanto, alla luce di un dibattito costruttivo e sereno che occorre definire, proprio sulla “infrastruttura del bello” del nostro territorio e dell'intera costa, da mettere al servizio della città e di tutto il sistema imprenditoriale turistico che ivi opera,
SI CHIEDE
- di conoscere le scelte che l'amministrazione sta compiendo nella individuazione dei luoghi sui quali ubicare i predetti percheggi pubblici, in aderenza a quanto prescritto dalla determinazione della Regione Puglia; i tempi di realizzazione degli stessi, nonchè le modalità di gestione di detti parcheggi;
- di conoscere la volontà dell'amministrazione circa la possibilità di definire un accordo con la proprietà del predetto terreno, che consenta la ubicazione della pista ciclabile e del percorso pedonale sull'immediato confine con la linea demaniale, in maniera da rendere usufruibile al pubblico, in maniera concreta e senza future costrizioni di ordine “ psicologico”, l'accesso alla cosa ed al mare, in specie quando saranno realizzati i due stabilimenti balneari di “lusso” a servizio di “Savelletri 2”.
Fasano, 21/04/2008
Vito Ventrella
USO LIBERO E GRATUITO
La Sinistra Arcobaleno di Fasano continua la sua battaglia per il ripristino dell'accessibilità e fruizione della costa da parte di tutti i cittadini. In un documento, che sarà anche oggetto di una raccolta di firme, si legge:
“Sul litorale Savelletri-Egnazia tira da tempo, ormai, vento di sconti, regali e offerte speciali, che le amministrazioni comunali gentilmente offrono agli stessi imprenditori. Esiste la seria e reale preoccupazione che il tratto di costa che va da Savelletri a Egnazia, non possa più essere liberamente e gratuitamente fruibile dalla collettività per l'ambizione ormai sfrenata di “pochi” e rampanti imprenditori che vogliono rinchiudere il mare nelle loro proprietà private”. È per questi motivi che la SinArc fasanese, coinvolgendo i cittadini, chiede che siano realizzate aree a parcheggio gratuito, distribuite in maniera omogenea e dimensionate per contenere i flussi abituali della collettività durante la stagione estiva; che non siano adibite a parcheggio le zone di interesse archeologico; che non siano realizzate né recinzioni né strutture balneari di alcun tipo; che sia garantito l'uso libero e gratuito di tutta la fascia verde ubicata lungo la costa, fino alla zona demaniale; che nessuna caletta, insenatura o tratto di costa sia ad esclusivo appannaggio di clienti paganti; che siano riaperti tutti i varchi, attualmente ostruiti da macerie e grossi massi, per l'accesso carrabile al demanio marittimo e al mare; che nelle scelte progettuali si tengano ben presenti il rispetto della sicurezza e l'incolumità delle persone. Tutto ciò nella convinzione che “il vissuto di questo tratto di costa, caratterizzato dal suo uso libero, consolidato nei decenni trascorsi dai nostri avi e giunto fino ad oggi, sia la nostra vera identità, la nostra irrinunciabile ricchezza culturale”.
La Sinistra l’Arcobaleno
Nella foto, uno dei due parcheggi sul litorale. Una terza area per standards urbanistici (parcheggio pubblico e area verde per oltre 14000 metri quadri) sorgerà a monte, in prossimità della cinta muraria di Egnazia. Tanto a seguito della mutata posizione della Sovrintendenza per i Beni Archeologici per la Puglia che, alla luce della relazione tecnica illustrativa del Comune di Fasano per la complessiva riqualificazione ambientale della fascia costiera, ha ravvisato “il raggiungimento di più obiettivi: la necessità per il Comune di destinare comunque l'area a parcheggio nell'ambito degli standards urbanistici e l'acquisizione al demanio pubblico di una porzione delle mura di Egnazia che, ricadenti nell'area a verde, potrebbero essere rese subito alla fruizione pubblica” e la opportunità di meglio tutelare le sepolture databili dal V secolo a.C. all'età romana “dal momento che sarebbero scongiurati eventuali lavori futuri di trasformazione agraria che in genere compromettono i livelli archeologici più superficiali”.
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Aldo Moro e Franco Zizzi
A TRENT’ANNI DA VIA FANI
Fasano doverosamente e affettuosamente ricorda lo statista e il concittadino
Una serie di iniziative per non dimenticare – La severa analisi dell'on. Rino Formica testimone di quei terribili 55 giorni che determinarono la fine della Prima Repubblica – La perenne angoscia delle famiglie delle vittime

A trent'anni dall'assassinio di Moro e dei cinque uomini della sua scorta, la biblioteca comunale di Fasano ha voluto ricordare la ricorrenza con una serie di apprezzate iniziative: una mostra documentaria con i giornali dell'epoca; un incontro con i giornalisti Fabrizio Berruti e Francesco Zippel coautori del documentario “Quelli di via Fani” e, infine, una conferenza dell'ex ministro socialista Rino Formica.
Sabato 10 maggio, nel teatro Sociale, un pubblico numeroso e attento ha seguito una manifestazione ben articolata, per rendere omaggio alla memoria collettiva. In trent'anni dai fatti non c'era mai stato un momento pubblico, solenne, per ricordare il grande statista di Maglie, ma anche e soprattutto il nostro concittadino Franco Zizzi, uno dei cinque della scorta. All'intervento, compunto e misurato del sindaco Lello Di Bari è seguita, da parte di Armando Bianco, la lettura di alcune significative e storiche lettere di Aldo Moro. I tempi sono stati cadenzati con mestiere dal direttore della biblioteca Santino Trisciuzzi.
L'analisi degli avvenimenti che precedettero e seguirono al sequestro di Aldo Moro sono stati spiegati dall'on. Rino Formica, che fu testimone diretto di quelle terribili giornate.
Ha fatto rivivere, con la suggestione delle sue parole, il clima politico di quella stagione di piombo: l'instabilità di certi equilibri; la crescente egemonia comunista; lo stato di panico della Democrazia Cristiana che viveva l'ansia di essere superata; la indifferenza internazionale; il fiancheggiamento salottiero di intellettuali sedicenti di sinistra; il tiepido controllo dei servizi segreti; il calcolo freddo di chi aveva già determinato di distruggere la Prima Repubblica. Soltanto i socialisti si spesero per Moro. Ma lo statista di Maglie era troppo ingombrante per altre forze politiche. L'on. Formica senza fare accuse dirette e infamanti ha saputo far cogliere il senso di certe posizioni ipocrite, come quando Zaccagnini telefonò a Craxi per dirgli che sull'Unità aveva intravisto in un corsivo uno spiraglio per una eventuale trattativa; il leader socialista, in quell'occasione, tagliò corto rispondendo che per non sbagliare, al mattino, non leggeva L'Unità. Un episodio rilevatore di una certa atmosfera. Come noto la DC e il PCI avevano scelto la linea dura. Cioè non trattare con i terroristi; i socialisti, invece, erano dell'avviso che si poteva salvare Moro con un'azione di diplomazia politica che non avrebbe assolutamente indebolito il prestigio dello Stato se fosse stata condotta nei giusti termini, cosa, peraltro, che in altri Paesi accadeva regolarmente. Una posizione, questa, che lo stesso Aldo Moro, aveva suggerito in una lettera al prof. Renato Dell'Andro.
L'on Formica si è lungamente soffermato sul messaggio del Presidente Napolitano che con determinato coraggio ha preso le distanze da “un legalismo sistematico e aggressivo” e dicendo una parola chiara sulla questione, ridando dignità a chi era stato dimenticato: i famigliari delle vittime del terrorismo che da trent'anni aspettavano una tale posizione ufficiale.
La manifestazione al Sociale si è conclusa con un intervento di Adriana Zizzi, la sorella di Franco, il cui ricordo angosciante rimane disturbato dai tanti misteri che ancora avvolgono una vicenda che non si vuole ancora chiarire e viene mortificato, soprattutto, dalle disinvolte tribune offerte agli assassini.
La spina nell'anima

Era facile essere amico di Franco. Non conosceva l'invidia, né la cattiveria, né la meschinità. Un compagnone, generoso, disponibile. Ci accomunava la passione per la musica. Abbiamo suonato insieme. Conoscevo i suoi sogni. Sogni di un giovane senza grilli per la testa, senza l'ingombro di ideologie vere o false. Lo hanno ammazzato altri giovani che avevano progetti assurdi: di distruzione, di disprezzo, di potere senza costrutto. Questa è la spina nell'anima che mi porto da trent'anni: la domanda senza risposta del perché uccidere brutalmente un ragazzo che indossava una divisa per poi formare una famiglia. Una famiglia sana dove l'affetto e il rispetto era tutto. Non voleva altro dalla vita. L'ultima volta che ci siamo visti, mi parlò della sua ragazza di Latina. Mi disse che non era un'avventura.
Il 16 marzo del 1978, in via Fani, a Roma, finirono i suoi sogni.
Resta lo sgomento della famiglia, il vuoto nel cuore degli amici.
Franco Lisi
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 fatti fattacci cronache e controcronache
AFFARONI CON I PEZZI DI RICAMBIO
Un meccanismo semplice e funzionale. Segreto del successo: organizzazione, rapidità, prudenza, rete affidabile di clienti, marketing d'avanguardia. Insomma, proprio come un'azienda che si rispetti, l'associazione a delinquere, composta da Domenico Mancini, Mario Schiavone, Stefano Carrieri e Giovanni Potenza (tutti fasanesi) e Romeo Licco (albanese), era impegnata con rigorosa professionalità a smontare e commerciare i pezzi di ricambio ricavati da auto di lusso rubate. Del furto delle auto si occupava un'altra banda che operava, per lo più, nel nord barese. Lo smontaggio delle auto e il riciclo delle parti meccaniche e di carrozzeria avveniva ad opera del clan fasanese. I cinque “soci” lavoravano con un sincronismo perfetto ed in tempi rapidissimi sminuzzavano le grosse e lussuose autovetture in tanti “lotti” di pronta collocazione sul mercato nero. I prezzi, praticati ai meccanici acquirenti, praticamente stracciati. Da qui la certezza di uno smercio rapido. Una officina, quella di Fasano, che era diventata una miniera d'oro non solo per i titolari, quand'anche per i numerosi “clienti” che trovavano convenienza a ricettare e …”mosca”.
La polizia ( questura di Bari e commissariato di Monopoli) da tempo era impegnata nello sgominare la banda dei ladri di auto, la cui refurtiva scompariva misteriosamente nel nulla. Mesi di appostamenti e pedinamenti, e infine il blitz nell'officina di Fasano. Le indagini continuano per smascherare gli altri complici della rete sparsi in tutta la regione.

FURTI A MONTALBANO
Lo scorso mese di aprile non sarà certo ricordato volentieri dagli abitanti di Montalbano che nell'arco di un paio di notti sono stati vittime di vere e proprie razzie da parte di bande specializzati in furti di auto e appartamenti. Consistete la refurtiva, tra cui alcuni mezzi pesanti rubati a una ditta che effettua lavori per conto dell'Enel dal valore di circa 300.000 euro; due auto (di cui una storica); 200 litri di olio; attrezzature agricole; una moto storica ed anche elettrodomestici. A Montalbano è scattato lo stato d'allarme e da più parti si invoca un maggior controllo e una più costante presenza delle forze dell'ordine nella località.

INCENDIATA AUTO STILO
Poteva essere uno di roghi apocalittici ed invece tutto si risolto con pochi danni ad una Stilo. È successo nel parcheggio di un condominio fasanese sito in contrada sant'Oronzo. Intorno alle 3 di notte un automobilista di passaggio ha visto le fiamme che cominciavano a propagarsi dall'auto e ha dato l'allarme. Subito in cortile sono scesi i residenti che hanno domato le fiamme della Stilo prima che arrivassero i vigili del fuoco. I carabinieri, pure intervenuti, nei pressi dell'auto hanno ritrovato la bottiglietta con della benzina utilizzata dal balordo per la bravata notturna.

L'AGGRAVANTE DELL'HASCHISH
Gravissimo incidente alle porte di Fasano in pieno giorno. Un Opel Tigra con due giovani fasanesi a bordo rispettivamente di 23 e 19 anni che, rientrando da Monopoli, sono usciti di strada schiantandosi contro un ulivo secolare. L'impatto violentissimo ha letteralmente distrutto l'auto ma i per due giovani,subito soccorsi e ricoverati al Perrino di Brindisi, la prognosi è di una quarantina di giorni. Nota dolente, come se già non bastasse, il rinvenimento nell'auto di un ovulo contente hashish e tracce della stessa sostanza negli esami ematici effettuati al conducente dell'auto, cui è stata ritirata la patente.

OPERAZIONE KRYPTOCELL
Si chiude il cerchio nell'operazione Kryptocell, una truffa che aveva fruttato a tutta l'organizzazione truffaldina circa 250 milioni. All'appello mancavano Nicola Campanella e Sante Ostuni ma anche per loro dopo quasi 4 mesi di latitanza è arrivato il momento della resa dei conti. Si è spontaneamente consegnato ai carabinieri di Fasano, Sante Ostuni; per Campanella il fermo è avvenuto, invece, da parte della Guardia di Finanza, all'aeroporto di Fiumicino al rientro dal Marocco.

PREGIUDICATO SFORTUNATO AL BINGO
Un pregiudicato di Locorotondo sottoposto a misura di prevenzione della sorveglianza con obbligo di soggiorno nel suo comune di residenza, si è fatto sorprendere fuori zona dai carabinieri. L'uomo, di 36 anni, in compagnia di un suo amico, anch'egli pregiudicato, infischiandosene degli obblighi di legge, se ne era andato tranquillamente a giocare presso la sala bingo “Stella” a Fasano. Ma dei carabinieri in borghese lo hanno riconosciuto. Fine della giocata e della libertà. E' tornato dietro le sbarre.

SATELLITARE FINE A SE STESSO
I soliti ignoti, nottetempo, si sono introdotti nel garage di un noto imprenditore fasanese ed hanno sottratto la lussuosa Porsche e sono fuggiti verso Brindisi per vie secondarie. Ma la macchina era dotata dell'allarme satellitare che puntualmente è scattato. I carabinieri si sono subito mobilitati. Ma, ahimè, inutilmente in quanto i ladri avevano smontato l'apparecchio satellitare abbandonandolo nei pressi del sottopasso ferroviario verso Torre Canne. I carabinieri quindi hanno trovato solo il congegno d'allarme. Il bolide invece è “volato” per altri lidi.

SOSPETTO LADRO BLOCCATO DAL VIGLANTE ALL'OSPEDALE
Giubbotto nero e cappello scuro con aria sospettosa. Questo l'identikit di un giovane che si aggirava nel parcheggio dell'ospedale civile Umberto I spiando nelle autovetture parcheggiate. Lo ha notato il vigilante di servizio, il quale ha tentato di bloccarlo. Ma il giovane, vistosi scoperto, ha reagito con un taglierino ferendo la guardia giurata e e dandosela a gambe. Nulla di grave per il vigilante.

SPACCIATORI DI BUONA FAMIGLIA
Otto ragazzi ( 5 di Fasano, 2 di Cisternino e 1 di Locorotondo), sono stati raggiunti da avviso di garanzia per spaccio di sostanze stupefacenti, a conclusione di una delicata indagine durata 4 anni. Tutti ragazzi di buona famiglia che, attratti dal facile guadagno, stavano mettendo in piedi una efficiente rete di spaccio di droga di ogni tipo; ciascuno con il proprio territorio di competenza. Un lavoro capillare dei carabinieri che durante tutto l'arco delle indagini hanno ascoltato le conversazioni telefoniche dei presunti pusher e controllato i loro movimenti. Un squadra di corrieri, si presume, diretta da un noto professionista già arrestato qualche mese addietro nell'ambito di un altra operazione antidroga nel territorio brindisino.

ESPERTI IN METEOROLOGIA
Due volontari della Protezione Civile (Adriano Sergi e Francesco Simonetti) appartenenti alla Associazione “C.B. Quadrifoglio” di Montalbano) hanno partecipato nelle settimane scorse al Corso di Meteorologia “Il Maestrale”, organizzato a Cisternino dalla Associazione “Meteo Valle d'Itria”, con il contributo del Centro Servizi al Volontariato “Poiesis” di Brindisi, e con il patrocinio della Prefettura, della Provincia di Brindisi e del Comune di Cisternino.
Si è trattato di un corso unico nel suo genere a livello regionale, della durata di 34 ore, che ha visto alternarsi autorevoli esperti del settore oltre che previsori ufficiali dell'Aeronautica Militare, i quali hanno permesso ai volontari di Protezione Civile di acquisire le nozioni fondamentali per la conoscenza delle situazione climatiche e per la loro previsione delle stesse..
Il corso si è concluso sabato 19 aprile con un seminario nel corso del quale, oltre alla consegna degli attestati ai 18 partecipanti all'attività formativa, si è affrontata e discussa l'importanza delle attività di previsione nel campo della Protezione Civile, e al quale è intervenuto Giannicola D'Amico, presidente dell'Associazione “C.B. Quadrifoglio” e referente provinciale per il volontariato di Protezione Civile della provincia di Brindisi.
“Sia a livello locale che provinciale abbiamo scommesso molto, soprattutto negli ultimi anni, nel campo della formazione, proprio perché la riteniamo fondamentale ed indispensabile per permettere ai nostri volontari di operare ed intervenire con preparazione in modo da affrontare e superare le emergenze e non creare una emergenza nella emergenza – ha dichiarato D'Amico - anche perché i nostri volontari devono essere in possesso delle nozioni fondamentali per poter operare in sicurezza e per garantire la loro e la altrui incolumità. Per la prima volta con il corso di meteorologia i nostri volontari si sono formati non solo per affrontare le emergenze ma anche per prevederle e per pianificare gli interventi”.

PROMOZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI
“Promozione e marketing dei prodotti agricoli”: è stato il tema dell'incontro informativo, tenuto da esperti del settore e rivolto agli operatori e ai produttori agricoli, il 18 Aprile presso la sala convegni del Centro Agroalimentare.
Tale incontro informativo rientra tra le attività dello “sportello itinerante” (unico in Puglia) che si sta realizzando in via sperimentale nelle province di Bari e Brindisi nell'ambito del Progetto Equal denominato “EOLO – L'era dell'accesso agricolo”, realizzato dalla Confederazione Italiana Agricoltori Puglia, dal Consorzio Nazionale Solaris, dall'Associazione di Formazione Professionale “Quasar”, dall'Associazione Regionale Pugliese Tecnici e Ricercatori in agricoltura, dalla FLAI-CGIL e dal Consorzio regionale di cooperative sociali Retesol.
Il progetto “Eolo - l'era dell'accesso agricolo” è stato approvato e finanziato dalla Regione Puglia nell'ambito dell'iniziativa europea EQUAL e intende intervenire nel settore agricolo per favorire l'integrazione di questo con altri settori produttivi al fine di migliorare i livelli occupazionali e le condizioni sociali dei lavoratori agricoli e delle loro famiglie.
I bisogni e le esigenze dei lavoratori sono stati colti attraverso l'attivazione di uno “Sportello itinerante”; si tratta di un servizio innovativo e gratuito che attraverso una attività “personalizzata” di assistenza, orientamento, informazione e formazione, ha avuto ed avrà come obiettivo il rafforzamento delle dinamiche di sviluppo, la soluzione di situazioni di disagio sociale presenti nel territorio e la crescita ulteriore sul piano professionale e umano dei lavoratori e degli imprenditori del settore agricolo

POESIA PER INTENDITORI
“Io lirico e licenza poetica” è stato il tema dell'incontro culturale svoltosi giovedì 24 nella sala dirappresentanza del Palazzo di Città. L'appuntamento con la poesia è stato organizzato dal locale istituto d'istruzione secondaria superiore “Leonardo da Vinci” col patrocinio del Comune. Ha relazionato Domenico Mugnolo, docente di letteratura tedesca all'Università di Bari. Hanno coordinato l'incontro le docenti del “da Vinci” Natalizia Pinto e Maria Fumarola. Sono intervenuti il sindaco e l'assessore alla cultura Alfredo Manfredi. Apprezzato l'intervento del dirigente scolastico prof. Tonio Carbonara. Pubblico non numeroso, ma selezionato, per lo più insegnanti e studenti liceali. Il conferenziere ha saputo rendere di facile e godibile comprensione anche i più ostici passaggi della complessa materia trattata, laddove il tecnicismo non può discostarsi dalla pura carica emotiva. La dotta conversazione del prof. Mugnolo è stata, purtroppo, disturbata dall'infernale caciara dei frombolieri e degli sbandieratori che, rumorosamente, andavano annunciando in piazza un'iniziativa commerciale, come se si trattasse dell'evento degli eventi: una vergognosa paesanata degli organizzatori della Fiera dell'Eccellenza.

FORTUNATA E GENEROSA
La dea bendata torna a baciare la nostra città. Questa volta fa capolino nella ricevitoria di Lucia Bitetti in via f.lli Rosselli, dove una signora diretta al mercato settimanale entra e compra un biglietto di ultima generazione “Colpo vincente!” In effetti l'anonima signora mette a segno il colpo che vince. Sarà vero non sarà vero? Esce dalla tabaccheria, poi ci ripensa e torna dalla titolare del tabacchino per verificare se ci fosse stata una eventuale vincita. La signora Bitetti conferma. La vincitrice in meno che non si creda si dilegua col biglietto vincente. Una vincita di 10.000 euro. Passa qualche ora e la fortunata vincitrice torna per ringraziare i titolari della tabaccheria e dopo molta insistenza prende delle banconote e le lascia ai suoi portafortuna in segno di ringraziamento. “È la prima volta che ci accade una cosa simile – afferma Lucia Bitetti – visto che in tanti anni mai nessun vincitore si era ricordato di noi. E siamo ben contenti per la signora perchè crediamo che quei 10.000 euro siano finite nella mani di una persona che ne aveva veramente bisogno”.

L'ANORESSIA MENTALE
Nella sala di rappresentanza del Palazzo municipale, venerdì 18 aprile , si è tenuto l'incontro di presentazione del volume (edito da Mondadori) “Questo corpo non è mio” di Anna Salvo. L'autrice, che è docente di Psicologia dinamica nell'Università della Calabria, nonché psicoterapeuta di formazione psicoanalitica, nell'occasione è stata intervistata dalla psicologa Mariaserena Ruppi. L'appuntamento è stato organizzato dalle locali sezione dell'Unione cattolica insegnanti medi (presieduta da Chelli Nardelli) e del “Presidio del libro” (responsabile, Annamaria Toma) col patrocinio del Comune di Fasano. Il libro tratta dell'anoressia mentale.

RASSEGNA DI SPETTACOLI
Con la rappresentazione “Vito e le storietese” si è conclusa la rassegna di spettacolo voluta dalla Provincia di Brindisi presso i teatri comunali del territorio.
Sabato 19 aprile è stato ospite del Nuovo Teatro Sociale, con storie tra il reale e l’irreale Vito Facciola, autore e interprete della piece che inizia con le immagini di un pianeta in cui gli esseri umani sono scomparsi da centinaia d'anni, abitato da fantasiose creature ermafrodite che aspettano da sempre la loro mutazione: liberarsi della propria maschera e rinascere Uomo. Quest'ultimo reinventa la maschera divenendo un Pulcinella fuori dai canoni partenopei, che scorre le tappe salienti dei suoi quattrocento anni di attività. Sogna e si ritrova in un paese nel quale la comicità o il dramma nascono dalle ordinarie azioni dei personaggi o dalle varie storie. Un paese immaginario eppure così reale. Al risveglio Pulcinella non sa più se è lui che ha sognato di essere un uomo o se è l'attore ad aver sognato di essere una maschera. Un monologo, di genere contemporaneo, che si è avvalso delle musiche di Ottavo Padiglione, dei Radicanto e degli Zelwer.
Vito Facciola, diplomatosi all'Accademia d'Arte Drammatica della Calabria, ha partecipato come attore a diversi film per il cinema e la Tv, tra cui “Eccezzziunale veramente...capitolo secondo (me)” per la regia di Carlo Vanzina, “Il giudice Mastrangelo 2” di Enrico Oldoini e “Gente di mare 2” per la regia di Giorgio Serafini, mentre numerosissime sono le interpretazioni in campo teatrale.
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nel territorio
Ricordo di Felice Sibilio
LA TRAVOLGENTE CONTAGIOSA ALLEGRIA
L'infermiere del buon umore, stroncato da un cancro in giovane età – Autore e interprete di esilaranti farse in dialetto – Uomo di salda fede cattolica è stato tra i promotori della installazione della statua di Padre Pio all'esterno dell'ospedale di Fasano
Felice Sibilio, colpito da un cancro, si è spento nell'arco di poche settimane. La sua morte ha commosso la città. Lui, Felice,voleva bene ai fasanesi e i suoi concittadini lo ricambiavano con pari affetto. E' stato un personaggio simpaticissimo. Un infermiere scrupoloso e professionale, e soprattutto portatore di sana allegria. Quando passava per le corsie c'era una ventata di buon umore e sapeva strappare un sorriso ai degenti in quel posto di sofferenza. Estroso e brillante, è stato autore e interprete di numerose farse in dialetto. Cattolico fervente e francescano del Terz'Ordine è stato uno dei promotori per la installazione della statua di Padre Pio nello spazio antistante l'ospedale “Umberto I”. Il “Menante” lo ricorda proponendo un articolo apparso nel marzo del 1972 sul giornale “La Voce di Fasano”. All'epoca Felice Sibilio era uno dei tanti emigrati in Svizzera in cerca di lavoro: si inventò il mestiere di cantante.
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Pino Carrone L'angolo di Pino Carrone
LA PAROLA AL POPOLO
La Sinistra ha perso le elezioni, ma non è scomparsa. Ora più che mai il popolo deve far sentire la sua voce. Una voce che, forte e chiara, deve raggiungere le stanze dei palazzi dove ora è assente. Un'assenza che potrebbe diventare cronica se il popolo non prende l'iniziativa di ridarsi nuove regole per una politica innovativa. Senza autoreferenzialità, ma con tanta umiltà e consapevolezza nel voler ricostruire su nuove basi un rapporto di fiducia con una classe dirigente che deve cambiare, non tanto i volti dei suoi protagonisti, quanto invece le idee e l'approccio con la stessa politica.
Pino Carrone
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Tre spettacoli su misura
GENERAZIONI A CONFRONTO
Al Sociale i Laboratori urbani a cura di Armamaxa teatro
La città raccontata dagli scolari delle elementari, dai liceali e dagli “universitari”
“Terre Parlanti” è il progetto europeo che favorisce il rapporto culturale tra gente di Puglia e della Grecia. Il teatro è stato scelto come veicolo privilegiato e in quest'ottica sono state varate diverse iniziative. L'ultima è quella curata dalla compagnia teatrale Armamaxa che venerdì 9 maggio ha presentato al teatro Sociale tre diversi spettacoli i cui protagonisti sono stati gli alunni della scuola elementare del 2° circolo didattico, gli studenti liceali del Leonardo da Vinci e i corsisti dell'Università del Tempo libero: Rispettivamente i tre laboratori teatrali hanno avuto come tema “Per me Fasano è”, “Fasanesi doc” e “Ti ricordi di una volta”. Quindi tre generazione che, raccontandosi, hanno raccontato la città. Una bella operazione gestita con professionalità e passione da tre registi specializzati ormai nel raccontare le realtà pugliesi: Giuseppe Ciciriello di Ceglie Messapica, Micaela Sapienza di Milano ed Enrico Messina di Foggia.
Come si racconta una città? Per i tre registi la risposta è unica “Attraversandola, percorrendola, cercare di starci dentro, tra la gente che la vive e l'abita, cogliendone i rumori, i silenzi, ma anche gli odori”.
I tre spettacoli hanno avuto in comune, appunto, i frammenti di memoria nuova e antica come fondamento di un futuro che rispecchierà sempre più quello che ciascuno di noi è stato nella sua città.
Il programma dell'Armamaxa della narrazione delle Terre Parlanti a Fasano, si concluderà mercoledì 28 maggio, sempre al Sociale, con lo spettacolo “Via Nazionale dei Trulli”. Si tratta di un breve viaggio attraverso una terra da sempre attraversata, terra invasa e conquistata, preda di pirati e di turisti; terra di commerci e scambi con l'oriente, porta dell'est; che si trasforma col passare della gente; terra di commerci e commercianti pronti a vendere; tutto. “Anche – aggiunge Micaela Sapienza- la tua terra, rossa feconda. Amara quanto amata”.
f.l.
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RICORRENZE
Croce Rossa Italiana - Avis - Via Fani
Il 23 aprile presso l'Arco del Balì si è tenuta l'inaugurazione della mostra “Raccolta foto e documenti di 40 anni dell'ispettorato infermiere volontarie fasanesi” rimasta aperta al pubblico fino al 30 aprile. Le infermiere volontarie sono una delle prime componenti createsi all'interno della Croce Rossa Italiana e sono presenti in ogni settore della vita sociale fino ad intervenire anche nelle emergenze internazionali. È un corpo di volontarie che ha una storia. Come ogni storia essa deve essere ricordata. È in questo spirito di memoria condivisa che si è inaugurata la mostra per celebrare i 40 anni della creazione dell'Ispettorato Infermiere Volontarie a Fasano. Un'inaugurazione toccante, presentata dall'Ispettrice delle infermiere volontarie Iolanda Martellotta, in cui si sono susseguiti momenti di ricordo e testimonianza: in primo luogo il ricordo delicato di due sorelle scomparse, Maria Potenza e Rosalba Anglani, a cui sono seguite le testimonianze di due sorelle Virginia Beccuti e Valeria Straziata che hanno raccontato l'esperienza vissuta nel territorio iracheno. Insomma un impegno umile e coraggioso che non può non essere ricambiato da un ricordo storico ed umano.
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La sezione comunale “Franco Zizzi” dell'AVIS compie 30 anni. Per l'occasione è stato organizzato un concerto- spettacolo “Napoletando- eterne contraddizioni di Napoli” il 23 aprile presso il Teatro Kennedy. Si è trattato di uno spettacolo per cantattori interamente dedicato alla città partenopea, con testi e musiche di autori della trazione napoletana. Si sono inoltre tenute per l'occasione donazioni straordinarie di sangue con assegnazione di premi ai donatori.
***
9 maggio 1968: una data ed un nome, Aldo Moro. Non è solo il ricordo di uno dei più grandi statisti italiani quello che si celebra a trent'anni dalla sua uccisione. È un momento di memoria condivisa che abbraccia gli italiani nelle immagini di Via Fani, nel risuono delle parole di Moro dalla sua prigionia, nei pianti dei parenti di chi faceva solo il proprio lavoro.
Per mantenere viva la memoria collettiva, a Fasano è stato organizzato un calendario di eventi che prevedeva due manifestazioni rievocative presso il Teatro Sociale: nella prima, tenutasi il 6 maggio, sono intervenuti Fabrizio Berruti e Francesco Zippel, coautori del documentario “Quelli di Via Fani”; nella seconda, il 10 maggio, è intervenuto l'ex ministro Rino Formica. È stata inoltre organizzata presso il Chiostro dei Minori Osservanti, dal 4 all' 11 maggio, una mostra di periodici dell'emeroteca comunale che ha percorso quei giorni attraverso i giornali dell'epoca. Nonostante però sia stata istituita questa giornata della memoria, manca forse ancora qualcosa perché i giovani comprendano appieno l'importanza di una pagina della storia nazionale. In alcune interviste, infatti, molti giovani dei più rinomati licei italiani non hanno saputo rispondere correttamente alla domanda chi fosse Aldo Moro: un cantante? Un calciatore degli anni '60? Un politico ucciso dalla mafia? Forse sarebbe utile un po' più di storia del Novecento nelle scuole. O semplicemente un ricordo costante nella ferma convinzione, per riprendere le parole del Presidente della Repubblica, che “Non può essere, non deve essere così”.
Francesca Radesco
Iolanda Scisciolo
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Le iniziative del Mangiasano
NEL RISPETTO DELLA NATURA
Gli elementi biologici e quelli avvelenati - Le “porcate” nel tarantino
L’associazione “Terra e libertà” di Fasano ha organizzato nei giorni di sabato 19 e sabato 26 Aprile scorsi il primo Mangiasano cittadino. Le iniziative, realizzate in collaborazione con i VAS (Verdi Ambiente e Società), che promuovono il Mangiasano a livello nazionale, hanno consentito di aprire una discussione, finalmente anche in uno dei più grossi centri agricoli della Puglia qual’è Fasano, sui temi della sana alimentazione e degli alimenti biologici da contrapporre ai cibi avvelenati, contaminati o geneticamente modificati. La prima giornata di incontro, proprio a ridosso delle ultime “porcate” consumate ai danni dei consumatori - vini di metanolo e latte materno alla diossina - si è sviluppata su tre nuclei centrali di discussione: il mangiare sano, il mangiare insano ed il mangiare liberato e su questi temi si susseguiti rispettivamente gli interventi di Guido Pollice, storico presidente nazionale dei VAS, del dott. Michele Carone, dell’associazione.
Per Taranto, che con le sue inchieste ha fatto esplodere uno degli ultimi casi di formaggio “alla diossina” prodotto da alcuni caseifici del tarantino, e di Alessandro Leo, dell’associazione “Libera” di don Ciotti, socio fondatore e lavoratore in una cooperativa agricola di Mesagne costituita per lavorare le terre confiscate alla “sacra corona unita”, la mafia di casa nostra.
Alle relazioni, arricchite da una puntuale video-proiezione sull’avvelenamento in quantità e qualità industriale del
territorio tarantino, si sono inoltre aggiunte le voci di associazioni come Slow Food di Cisternino, di Medicina Democratica e di Salute Pubblica di Brindisi e di alcuni agricoltori biologici della nostra terra che hanno sottolineato, è il caso di dirlo, la naturale necessità di consumare prodotti biologici, stagionali e locali nel rispetto cioè della natura, dei tempi e delle tipicità, proponendo anche modi alternativi di scambio come quello realizzato da molti GAS (gruppi di acquisto solidale) e come avviene in decine di “farmer’s market” (il primo, per ironia della sorte, fu costituito proprio a Taranto), in cui gli agricoltori vendono direttamente ai consumatori i propri prodotti, biologici e di stagione. Per la seconda ed ultima giornata il Mangiasano si è trasferito in piazza Ciaia per dare fiato e musica ad una band storica del panorama rock italiano: i Gang. Il gruppo, al gran completo, ha alternato pezzi classici del proprio repertorio a brani dell’ultimo album. Il seme e la speranza, che è stato realizzato grazie al contributo della Confederazione Italiana Agricoltori.
Alla band marchigiana hanno fatto da preludio le splendide note del folk statunitense suonate dai fratelli Renzino e Giacomo Bagorda, uno straordinario duo di musicisti-cantanti-narratori fasanesi apprezzato in tutta Italia ma mai abbastanza valorizzato nel proprio paese. L’appuntamento col prossimo Mangiasano è per la prossima primavera.
Giangi Tagliente
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La Puglia di Antonella Demola
GENTE SPECIALE
Talenti pugliesi – Bellezze paesaggistiche e architettoniche – I prodotti della terra – La cultura contadina
Arben Shira Mostrare una Puglia tutta da scoprire: è questo l'obiettivo di “Apulia Mediterranea” tra folklore, turismo e gente speciale”, l'ultima fatica letteraria di Antonella Demola.
La presentazione del volume, organizzata dal Maestro Domenico Colucci, si è svolta sabato 19 aprile nella Sala di Rappresentanza del Palazzo di Città.
Dopo il consueto saluto del primo cittadino e un breve intervento dell'assessore alla pubblica istruzione, Nicola Mola, ha preso la parola il senatore Tatò, il quale ha sottolineato il valore dei suggerimenti offerti nella trattazione. Il compito di presentare lo scritto alla platea è stato, invece, affidato a Teresa Gentile, giornalista del Corriere del Giorno di Taranto.
“Apulia Mediterranea” è un testo che va letto e meditato, scritto con verve avvincente da un'autrice che ha saputo manifestare la sua sensibilità e la sua eclettica cultura spaziando tra svariati e suggestivi argomenti: attualità, clima, criminalità, cultura, turismo e tanto altro.
Il volume è curato in ogni minimo dettaglio a cominciare dalla copertina che raffigura i volti di personaggi pugliesi distintisi grazie alle loro competenze e riproduce alcuni dei più preziosi beni della regione.
Uno degli intenti della Demola è quello di offrire validi esempi di vita alle nuove generazioni sempre più guidate dai poco corretti insegnamenti televisivi. Quelli proposti nel testo, sono, dunque, esempi di talenti che la regione vanta, “gente speciale” capace di incidere nel sociale, attiva e responsabile perchè formatasi in un clima familiare e scolastico sereno e autorevole.
È, infatti, nella scuola che si forgiano le eccellenze per questo essa deve essere intesa come luogo privilegiato per la divulgazione delle cultura e per la trasmissione dei valori.
La seconda parte del volume si sofferma sul turismo della Puglia, regione florida e ricca di straordinari tesori. L'autrice insiste, in particolare, sulla necessità di promuovere validi progetti finalizzati a far conoscere il patrimonio architettonico, artistico e culturale del territorio e a conservarne caratteristiche, strutture e competenze.
Non mancano i riferimenti alle splendide bellezze naturali, ai prodotti genuini, alle antiche tecniche di lavoro da custodire e tramandare, alle usanze contadine, ai proverbi colmi di saggezza, alle industrie che offrono occupazione.
Il testo merita di essere letto perché, come la Demola ha affermato, esso ha a cuore il futuro dei nostri giorni e del nostro incantevole territorio. Più si imparerà ad amare la Puglia più si sapranno riconoscere le sue ricchezze e più i turisti aumenteranno.
Alla presentazione del libro è seguita la proiezione di un documentario con cui l'autrice ha voluto illustrare alla platea esempi di bellezze della regione ancora tutte da scoprire.
Angelica Sicilia
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LA FIERA DEL DESIGN
L’edizione 2008 del Salone del Mobile - La futuristica struttura di Fuksas
PUO' LA BELLEZZA SALVARE IL MONDO?
Il Made in Italy è famoso nel mondo: dalla moda al design.
La creatività e la cultura del vivere domestico hanno reso l'Italia famosa. Basti sfogliare le riviste A.D., Casabella, Domus: nella società della pubblicità, dove il consumismo regna sovrano, l'oggetto del desiderio diventa attraente. E' dalla metà dell'Ottocento che si dibatte sui cambiamenti prodotti dalla rivoluzione industriale nell'ambiente domestico. Con il movimento Arts and Crafts di William Morris, con l'Art Nouveau e più tardi, il Bahuaus di Walter Gropius, nasce il concetto di design moderno: si può migliorare la qualità della vita, degli ambienti e degli oggetti, rivoluzionare la percezione del mondo costruito, attraverso l'alleanza tra arte, artigianato e industria; applicando la perduta capacità artigianale alla produzione industriale in serie.
Proponendo forme inusitate per oggetti d'uso e consumo quotidiano, designer italiani e non lanciano ogni volta una nuova sfida: il banco di prova è il mercato del gusto.
Ma qual è la forma che piace? C'è chi sostiene che la forma debba seguire la funzione; chi l'esatto contrario; chi come Ettore Sottssas (figura imprescindibile nella storia del design italiano) addirittura ritiene che la forma debba seguire l'emozione, in nome di un design etico, strumento di critica sociale.
Perché gli oggetti di cui ci circondiamo nelle nostre case oltre ad essere funzionali devono essere belli da guardare, da toccare? Anche un mestolo, una posata, una teiera, una sedia possono essere concepiti come oggetti artistici? Certo che sì? Un esempio per tutti?
Le posate ottagonali per Krupp disegnate dal famoso architetto e designer milanese Giò Ponti, oppure le lampade di Piero Castiglioni…; la collezione per la tavola di Alessi, la collezione di coltelli da tasca e da scrivania Berti, le macchine per il caffè espresso la Pavoni…
L'estetica è conoscenza acquisita mediante i sensi, percezione mediata dal loro utilizzo.
Alchimia di forme, colori e materiali genera comunicazione, invoglia ad usare gli oggetti con attenzione, invoglia a toccarli, a muoverli per poterli squadrare da ogni angolo. L'invito del prodotto si fa suadente: appaga lo spirito e stimola i sensi. Si oppone alla grigia omologazione che annulla le identità, impoverisce e intristisce gli animi.
Il design non deve essere, per questo, concepito come ornamento: è l'ago della bilancia tra arte e industria. Recuperare la funzione etica di quest'ultima sembra possibile, dotando gli oggetti di una carica significante e simbolica, che diventi specchio della società contemporanea. La libreria Carlton disegnata da Sottssas, allude contemporaneamente alle forme del totem e del video game: un'ironica conciliazione tra sacro e profano, tra passato e presente, tra i valori di ieri e le mode di oggi. «L'occhio è il lume del corpo» (scrive S. Paolo) e la bellezza, non è nelle cose ma nell'amore in cui si pensano, si progettano e si offrono allo sguardo dei più, come un dono per migliorare la qualità di ciascuna esistenza. Quindi si può credere a ciò che scrive Sottssasm, riprendendo la celebre affermazione di Dostoevskij: «Se qualcosa ci salverà, sarà la bellezza…».
significante e simbolica, che diventi specchio della società contemporanea. La libreria Carlton disegnata da Sottssas, allude contemporaneamente alle forme del totem e del video game: un'ironica conciliazione tra sacro e profano, tra passato e presente, tra i valori di ieri e le mode di oggi. «L'occhio è il lume del corpo» (scrive S. Paolo) e la bellezza, non è nelle cose ma nell'amore in cui si pensano, si progettano e si offrono allo sguardo dei più, come un dono per migliorare la qualità di ciascuna esistenza. Quindi si può credere a ciò che scrive Sottssasm, riprendendo la celebre affermazione di Dostoevskij: «Se qualcosa ci salverà, sarà la bellezza…».

MILANO: IL VIAGGIO DEI SENSI NEL MERCATO DEL BELLO
Eventi culturali, mostre, incontri, percorsi guidati hanno trasformato Milano nella capitale del design, in occasione dell'edizione 2008 del Salone del Mobile. Grande varietà, eccellente offerta commerciale, servizi impeccabili: queste sono le parole d'ordine.
Dal 16 al 21 Aprile nella futuristica struttura progettata da Massimiliano Fuksas per il polo esterno di Fiera Milano, gli allestimenti scenografici degli stand di 2300 espositori, compresi i prestigiosi nomi del design italiano, hanno presentato i modelli di punta e i prototipi delle proprie collezioni. Sarà il Salone a deciderne il successo, con i 270.000 visitatori di cui più della metà proveniente da 145 Paesi esteri. E' la fiera del design su 220.000 mq di esposizione.
Dal disegno originale a tutti i costi, al tentativo di creare oggetti d'arredo belli ma funzionali. C'è chi investe su un nuovo tipo di design, quello ecocompatibile, scegliendo
tecniche di lavorazione ecosostenibile. Nel processo di standardizzazione del bello, ecco cosa può fare la differenza.
L'arredamento non è più solo sinonimo di design e lusso. Ambiente, energia e riciclo dimateriale sono le nuove frontiere su cui si investe.
Un viaggio in cucina? Il revival del legno si fa sentire. Spaziosa o minimale la cura del dettaglio è sovrana: geometrie lineari e volumi armonici. Attrezzata con elettrodomestici all'avanguardia, non si presenta più come luogo di lavoro, ma luogo dell'incontro, dello stare con piacere, anche senza dover cucinare, mangiare o bere.
E che dire dei bagni? Eleganti oasi di relax dove lasciarsi andare allo scorrere dell'acqua. Forme morbide ed avvolgenti, prive di spigoli, cabine doccia multifunzione, enormi soffioni a cascata…. Pilette di scarico in ceramiche occultate dalla convergenza di piani inclinati…
Radiatori decorativi, termoarredi, scaldasalviette: dalla spalliera ginnica alla pellicola cinematografica, agli scudi dalle forme astratte… dal nero lucido al fuxsia laccato.
Anche lavorare diventa un piacere con le postazioni trasformabili per gli uffici, le sedute ergonomiche, i divisori colorati. E i salotti? C'è ne per tutti i gusti… Meglio non pensarci…
Ma mobili e complementi d'arredo di design non sono quelli venduti a prezzi proibitivi negli eleganti show room di Milano: non esiste solo il mercato di nicchia… per fortuna?. I «mobili in scatola», sì, quelli «fai da te» di Ikea offrono un design accurato a prezzi accessibili, senza limiti di colori e finiture…. Anche se gli agguerriti sostenitori del Made in Italy difendono estetica e qualità del good design italiano, ben venga l'industria del mobile in sbriciolevole truciolato nordico, purchè almeno la bellezza sia un diritto garantito a tutti.
Lino Sabbatini, famoso argentiere italiano, ritiene che «una distinzione si può fare tra ciò che è bello e ciò che è giusto. Una cosa bella può piacere a me e ad altri mille, ma magari fare schifo ad un cinese. Una cosa giusta piace a tutti. La differenza è questa: l'uomo fa cose belle, Dio crea cose giuste. …A meno che l'uomo non si preoccupi di realizzare cose belle, avendo l'ardire di inseguire il giusto».
Mariangela Turchiarulo
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Un gruppo musicale emergente
“FUSIONE '70”
Sei giovani musicisti fasanesi formatisi all'interno dell'Accademia dei “Giovani Talenti” del M° Marzolla – Il sogno nel cassetto: un disco
Fasano terra di ottimi talenti musicali alcuni già noti e altri, che in quella notorietà, sperano per il loro futuro. È il sogno di tanti giovani musicisti che con passione, sacrificio e dedizione allo studio cercano di rincorrere il miraggio delle grandi platee e perché no, anche dei dorati contratti discografici, vero ponte per il successo.
Tra questi ci sono anche i “Fusione '70”, gruppo formato 6 giovani musicisti, la cui età media si ferma sui 18 anni. Una band formata da Francesco Caramia, Doriana Perricci, Fabio Semerano, Leo Cofano, Antonio Conte e Vincenzo De Luci la cui peculiarità, almeno per il momento è quella interpretare la più bella musica pop che ha caratterizzato gli anni '70 e '80 e che ancor oggi resta indelebile nella memoria e nei gusti di tanti appasiionati. Una formazione nata all'interno dell'accademia musicale “Giovani Talenti” diretta da Davide Marzolla, dove i musicisti si sono incontrati e dove a distanza di qualche anno è nato il sodalizio musicale. “La nostra avventura – afferma Francesco Caramia, vocalist del gruppo – è cominciata proprio in accademia dove ci siamo ritrovati per approfondire le nostre conoscenze e tecniche musicali fino a quel punto molto autodidatte.
Di lì, poi, l'idea di metterci in gruppo e cominciare questa nostra avventura musicale”. Diverse gia le loro apparizioni pubbliche molto apprezzate ed applaudite in varie piazze dei comuni limitrofi e sempre in seno alla programmazione concertistica della stessa accademia di cui i ragazzi fanno ancor parte, e della quale i “Fusione '70” ne rappresentano il fiore all'occhiello. “Siamo insieme da tre anni – spiega l'eclettico Francesco – e nonostante la nostra giovane età, sia pure a livello locale, abbiamo avuto diversi momenti di visibilità tenendo alcune serate in vari locali e partecipando a tutte le manifestazioni pubbliche organizzate dalla nostra scuola.
Siamo contenti dell'apprezzamento del pubblico pur restando un gruppo ancora poco conosciuto”. L'estate, intanto, è alle porte e sicuramente l'agenda degli appuntamenti sarà ben nutrita per i giovani musicisti “Nei prossimi mesi - conferma Caramia – ci accingiamo a partecipare al tour che l'accademia sta organizzando fissando diverse date in molte piazze della Puglia; nel contempo stiamo lavorando alla produzione di due brani inediti sempre in stile anni 70/80, da proporre nelle nostre uscite”. Insomma un primo passo verso quella discografia in grado di lanciare su vasti prosceni il talento di giovani promesse “Per il momento – conclude il portavoce del gruppo – non stiamo pensando a nessuna incisione ma non nascondiamo l'dea di produrre un disco per mettere a frutto tutte le nostre capacità e tentare il lancio nel mondo difficile ma affascinante della grande musica. È il nostro vero sogno nel cassetto. Si vedrà”.
Michele Cavallo
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Fasano jazz all’undicesima edizione
CARTELLONE DI QUALITÀ
Appuntamenti con artisti di fama internazionale
Se lo conosci ci ritorni. Ormai deve essere questo il pensiero dei numerosi appassionati che da undici anni si riversano nei luoghi più caratteristici della nostra città per partecipare all'evento musicale di punta dell'estate (e non solo) fasanese.
Vi sono diversi buoni motivi per brindare all'allestimento di un cartellone che si conferma di straordinaria qualità. Almeno tanti quanti sono i musicisti che saliranno sul palco del “Kennedy”. Anche quest'anno, infatti, grazie alla scelte del direttore artistico del festival Domenico De Mola, la rassegna vedrà la presenza di alcuni tra i migliori musicisti della scena jazz e fusion mondiale. Si partirà martedì 3 giugno alle 21 con l'unico concerto italiano del duo composto dal batterista Bill Bruford e dal tastierista Michiel Borstlap. Bruford è noto al grande pubblico per essere stato, nella prima fase della sua carriera, componente di due formazioni della scena “progressiva” inglese che negli anni Settanta hanno riscosso parecchio successo anche in Italia: gli Yes prima (realizzando album memorabili come The Yes Album, Fragile e Close to the Edge) e i King Crimson poi (ricordiamo soprattutto Larks' Tongue in Aspic e Startless and Bible Black).
Le successive esperienze con altri “mostri sacri” d'oltremanica, come i Genesis e il cantante Jon Anderson, hanno consacrato definitivamente l'accentuato eclettismo di questo batterista dalla molteplici anime che ha davvero rivoluzionato la tecnica dello strumento. Proprio le qualità che Bruford sembra avere in qualche modo trasmesso al più giovane partner tedesco che, dalla sua, può vantare anche collaborazioni, per citarne solo alcuni, con Herbie Hancock, Pat Metheny, l'ultima grande 'Sfinge' del jazz Wayne Shorter, nell'ambito dei maggiori festival, da Umbria Jazz a quelli di New York e Tokjo.
Mercoledì 4 giugno sarà la volta di Brian Auger, altro personaggio divenuto celebre sulla scena jazz-rock britannica a cavallo fra i decenni Sessanta e Settanta. Famoso soprattutto per aver sperimentato e reso celebre l'organo Hammond, sarà accompagnato dai suoi Oblivion Express. Questi ultimi, però, non sono gli stessi che il musicista nato in India reclutò dopo l'esperienza con i Trinity: quando, una decina di anni fa, ha deciso di rifondare il gruppo, Auger ha voluto puntare, oltre che sul giovane Derek Frank, su due dei suoi tre figli, la cantante Savannah e il batterista Karma. Con ottimi risultati, a quanto pare.
Ma i grandi appuntamenti non finiscono qui: unica data italiana anche per Allan Holdsworth, il padrino di ogni chitarrista jazz-fusion che si rispetti. Anch'egli è un suddito di Sua Maestà Elisabetta. Anch'egli si è formato in alcune delle più importanti “università” del rock britannico, come i Gong e i Soft Machine. Anch'egli è una leggenda vivente che continua spingere al limite estremo la tecnica strumentale e le possibilità espressive della sua Bill Delap. «È il chitarrista migliore dell'universo», disse una volta di lui Frank Zappa, mentore anche del batterista che accompagnerà Holdsworth, Chad Wackerman. L'ex enfant prodige australiano ha fatto parte dell'ultima line up che ha accompagnato il geniale compositore statunitense. Chi ha visto le ultime apparizioni del leader delle Mothers of Invention lo ricorderà per la montagna di tamburi e piatti dietro ai quali sedeva.
Domenica 8, infine, spazio dedicato alla formazione composta da Gianna Montecalvo (voce), Roberto Ottaviano (sax soprano), Gianni Lenoci (piano), Marcello Magliocchi (percussioni, batteria) e Giorgio Vendola (contrabbasso). La cantante presenterà il suo ultimo lavoro intitolato Steve's Mirror e dedicato al grande sassofonista newyorkese Steve Lacy recentemente scomparso.
Valerio Fiume
Programma

3 giugno - BRUFORD-BORSTLAP DUO - Teatro Kennedy ore 21
4 giugno - BRIAN AUGER'S OBLIVION EXPRESS - Teatro Kennedy ore 21
6 giugno - ALLAN HOLDSWORTH TRIO - Teatro Kennedy ore 21
8 giugno - GIANNA MONTECALVO “STEVE'S MIRROR” - Teatro Sociale ore 21

Per tutti i concerti il prezzo d'ingresso è di 5 euro (+ prevendita 1 euro).
Abbonamento: 20 euro (+ prevendita 1 euro).
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Mamma Ivana e papà Gianni con tanta gioia annunciano la nascita della piccola Annabella.

Quando sei nata, Sanila pensavamo di averti con noi fino alla fine dei nostri giorni, invece, la morte ti ha strappato da noi dopo 2 anni. Ora, piccolo angelo, proteggi il tuo fratellino Klaydi.
     
Il 6 maggio io e i miei compagni di classe accompagnati dalla nostra maestra Alessandra siamo andati allo zoo. È stata la mia prima gita scolastica. Abbiamo visto i gibboni, abbiamo dato da mangiare ai lama e alle caprette. Poi, abbiamo assistito allo spettacolo delle otarie. È stata una giornata bellissima. Silvia
     
Lucrezia con la mamma Anna e papà Tommaso annunciano la nascita della piccola Angela.

Il 9 maggio 2008 è nato Riccardo Corelli per la gioia dei genitori e della piccola Allegra.
CONTATTACI Puoi inserire gratuitamente anche tu i tuoi momenti speciali.
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Premio Selva 2008
UN’OPPORTUNITÀ PER GLI STUDENTI
Ai vincitori un attestato di merito e una somma in denaro
“Il territorio di Fasano: risorse – prospettive – proposte” è il tema del “Premio Selva 2008” indetto dall'Associazione Pro Selva e intitolato ad Aquilino Giannaccari, pioniere e promotore del turismo a Fasano.
Il sodalizio presieduto da Rosanna Petruzzi Lozupone ha bandito la seconda edizione del premio che quest'anno è riservato agli studenti del 4° e 5° anno delle scuole superiori, con lo scopo di incentivare la conoscenza e la valorizzazione del territorio
di Fasano.
Chi volesse concorrere (ai vincitori andrà un attestato di merito e una somma in denaro) dovrà inviare in cinque copie gli elaborati consistenti in indagini, ricerche, osservazioni, interviste, articoli, in forma esclusivamente scritta, sul tema del concorso, entro il 30 giugno 2008 per posta raccomandata presso la segreteria del premio: Associazione Pro Selva - Villa Ciccolella – Viale Toledo n. 36 – 72010 - Selva di Fasano.
I concorrenti dovranno allegare all'elaborato i dati anagrafici, un recapito telefonico, o l'indirizzo e-mail, insieme all'espressa autorizzazione al trattamento dei dati personali, secondo la vigente normativa in materia di tutela della privacy.
Il premio gode del patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Brindisi e del Comune di Fasano. La commissione giudicatrice sarà composta da operatori culturali individuati dall'organizzazione del premio. La cerimonia di premiazione avverrà nel corso della prossima estate a Selva di Fasano, in data che sarà successivamente resa nota. L'Associazione Pro Selva pubblicherà gli elaborati sul sito www.proselva.it (dove peraltro è possibile scaricare il bando completo) e potrà utilizzarli per eventuali pubblicazioni.
scaricare il bando completo) e potrà utilizzarli per eventuali pubblicazioni.
L'Associazione, dunque, fa appello ai giovani, a quelli degli ultimi anni delle superiori, affinché possano cimentarsi in elaborati che mettano in risalto le peculiarità e potenzialità del territorio di Fasano in chiave di sviluppo socio-economico e turistico, ma invitano pure a elaborare proposte per la soluzione delle problematiche che ne limitano la crescita.
La parole e le idee ai giovani, dunque, nella certezza che da un altro punto di vista, quello dei ragazzi che si apprestano a completare l'istruzione superiore, possano venire proposte e suggerimenti utili ed efficaci per una crescita della città.
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Minchiate e facezie
IL MIRACOLO DEL CIECO
testo di Nicola Fiume - vignette di Cosimo Rosati
In quel tempo Gesù si era rotto le scatole della gente che ogni momento gli andava a chiedere un miracolo e aveva deciso di pianificare la sua attività “miracolosa”: il lunedì guariva gli storpi, il martedì faceva le moltiplicazioni dei pani e dei pesci, il mercoledì le radici quadrate e gli elevamenti a potenza che erano più difficili, il Giovedì ridava la vista ai ciechi, il venerdì faceva piovere, il sabato risuscitava Lazzaro e tramutava l'acqua in vino tanto il giorno dopo era domenica e non si andava a lavorare, infine la domenica si riposava.
Quel giorno era giovedì e Gesù doveva ridare la vista a un cieco ma oramai li aveva guariti tutti e non era facile trovare un altro cieco a cui ridare la vista. Si erano fatte le quattro di pomeriggio e Gesù e San Pietro andavano chiedendo in giro se qualcuno aveva visto un cieco. Finalmente un ragazzo disse che ne aveva visto uno in fondo alla strada, proprio all'angolo, che si stava a leggere il giornale. Gesù e San Pietro non ci trovarono niente di strano e ci andarono.
- “Sei ceco?” – chiese Gesù.
- “Sì! Di Bratislava!” – rispose il ceco.

- “Alzati e cammina!” – intimò allora il Signore.
Il pover'uomo si alzò, fece quattro passi come un automa e tornò a sedersi alquanto stupito:
- “Oh! … che non ci vai bene?!” – disse indispettito al Signore. Ma Gesù, senza scomporsi minimamente, disse a San Pietro:
- “Ce ne possiamo andare! Ora ci vede!”

- “Dotto' – fece l'uomo – io ci vedo adesso perché ci vedevo anche prima! … non sono cieco, sono storpio! Anzi … ero!”
Il Signore guardò fisso negli occhi il poveraccio e puntando il dito accusatore esclamò:
- “Ti sei mosso!”
- “No! Non è vero! Non mi sono mosso! Io non ho fatto niente! Io stavo qua a leggermi il giornale per i fatti miei …”
- “Signo' … che hai combinato?! – urlò San Pietro – oggi non è lunedì! … oggi è giovedì! … l'altro ieri toccava agli storpi, oggi tocca ai ciechi! … che facciamo mo'? … abbiamo guarito uno storpio nel giorno che dovevamo ridare la vista ai ciechi … non è regolamentare!”
Il Signore si strinse nelle spalle mentre l'ex storpio che seguiva tutto interessato lo svolgimento della discussione ad un certo punto esclamò preoccupato:
- “Dotto' … mo' che m'hai guarito che intenzioni tieni?”
- “Va be' – fece con un gesto di generosità il Signore - … oramai t'ho guarito. Vorrà dire che per oggi faremo un'eccezione ed avrò guarito uno storpio anziché ridato la vista ad un cieco. Va figliolo, non ti preoccupare! Mo' le gambe le tieni … cammina e vattene … t'ho guarito.”
- “Ma quale t'ho guarito e non ti preoccupare! – si mise a gridare l'uomo - … io tenevo la pensione d'invalidità cento per cento, m'alzavo la mattina, mi compravo il giornale e mi sedevo qui a leggermelo in santa pace … io non voglio essere guarito! … storpio mi piaaaace … sano dove lo trovo un lavoro?! … rivoglio la mia pensione di invalidità se no muoio di fame io e la mia famiglia!”

Ma Gesù non poteva fare più niente perché già aveva sgarrato una volta facendo un miracolo che non toccava quel giorno … e poi, dai miracoli, non si torna più indietro.
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Tra il serio e il faceto
I dubbi dubbi e altro di Nicola Fiume
Controindicazioni
Sul foglio illustrativo di una confezione di pillole medicinali per dormire la notte alla voce effetti collaterali tra le altre cose ho letto: … Insonnia.
Ipse Dixit
Se proprio non mi volete fare papa che almeno il prossimo papa si chiami Silvio.
Teoria della Relatività
Il diabete è un problema. Se uno ha il diabete vuol dire che ha un problema. Se uno ha il diabete ed un tumore il diabete non è più un problema.
Consiglio
Se ogni promessa è debito è meglio non fare promesse.
Questione di fede
Qualche volta per credere bisogna vedere … qualche altra volta per vedere bisogna credere.
… Che è successo?
Il 29 maggio del mese di giugno … ??? !!! (mi sarò ubriacato sicuramente).
Democrazia (una pia illusione)
In un regime di democrazia ognuno è libero di inviare una lettera ad un giornale per dire quello che pensa, ma se il padrone del giornale sono io avrò pure io la libertà di non pubblicarla.
Sarà vero? Sicuramente sì!
Poche sono le cose che ti segnano veramente la vita e una di queste è sicuramente la molla delle mutande troppo strette.
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I racconti bislacchi di Aureliano Buendia I racconti bislacchi di Aureliano Buendia
SIAMO SALVI
Ai soliti ansiosi di sinistra ha provocato un certo disagio vedere i festeggiamenti per la vittoria di Alemanno nella corsa a sindaco di Roma. In effetti, le bandiere con i simboli tristemente noti dell'estrema destra, a partire dalle croci celtiche, e le braccia tese nel saluto “romano”, non si può dire che siano rassicuranti. Anche le parole del neo presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, che ha definito lo stupido atto di bruciare bandiere israeliane “più grave dell'omicidio del ragazzo di Verona” (ad opera di naziskin), hanno avuto l'effetto di preoccupare quella parte di opinione pubblica che si ostina a rimanere antifascista. Ma chi è sufficientemente attento alle vicende italiane (ed alle possibili consulenze retribuite), pur provenendo dall'opposta parte politica, si sta già predisponendo, se non a saltare sul carro del vincitore, quanto meno ad avvicinarsi ad esso. Voltagabbana, potremmo definirli noi che invece siamo da sempre sostenitori di Silvio Berlusconi, tanto da ricordarne sempre l'iscrizione, col numero di tessera 1816, a quella istituzione benefica che era la loggia massonica P2. E se qualcuno ancora teme che il giornalismo potrà finire sotto censura (già si annunciano nuove epurazioni in TV), a chi fa satira, invece, questo nuovo governo serve come il pane. Una sommaria ricognizione del nuovo esecutivo ci garantisce lavoro, ad occhio e croce, almeno per i prossimi cinque anni, forse più. Già dalla foto di gruppo viene fuori la possibilità di citare un politico del passato, l'onorevole socialista Rino Formica che parlava della corte craxiana in termini di “ballerine e nani”. A rappresentare la prima categoria abbiamo la ministra Mara Carfagna, anche se io avrei preferito la più esperta Lorella Cuccarini. In rappresentanza dei nani, essendo Berlusconi troppo impegnato, Renato Brunetta promette di essere perfino meglio del capo. Fateci caso, nelle foto della cerimonia di insediamento il premier è sempre nei pressi di Brunetta per sembrare quasi normale senza nemmeno doversi mettere sulle punte (è così allenato che anche come ballerina avrebbe fatto un figurone). Viene tenuto invece a debita distanza il ministro degli esteri Frattini, un po' perché troppo alto, un po' perché uno che già si impappina a pronunciare la formula del giuramento promette di fare fuochi d'artificio nelle relazioni internazionali. In questo aiutato dal senatore Calderoli che a momenti ci fa scoppiare una guerra con la Libia. Il quale Calderoli, membro di un governo che dovrebbe proporre provvedimenti legislativi è, per l'appunto, ministro alla “delegificazione”. Effettivamente, considerando che le leggi bisogna firmarle e che Calderoli riesce a fare, si e no, un segno di croce, meglio affidargli il compito di mettere una croce sulle leggi esistenti che fargliene fare di nuove. E che dire di Umberto Bossi? Questo monumento vivente (più o meno) alla comicità involontaria? Forte di quei trecentomila fucili che annuncia da anni essere pronti a calare fino a Roma dalle valli bergamasche, l'Umberto che una volta ce l'aveva duro, ogni tanto ne spara una. Ovviamente a salve. Con lui lavoro garantito. Ma quello che più ci stava a cuore che rientrasse nel governo è il ministro per l'economia che più abbiamo amato in vita nostra: Giulio Trecarte Tremonti. Quest'uomo simpatico come una pala di fico d'india nelle mutande, ha rivisto di recente le proprie posizioni ultraliberiste e parla, e scrive, di barriere protezionistiche e di ritorno alle tradizioni. E se vi stupite che il senatore del PD, Nicola Latorre, abbia definito Tremonti “una costola della sinistra”, sappiate che c'è chi ritiene che perfino lo stesso Latorre sia di sinistra.
Che poi viene da chiedersi: se Venditti dice che Alemanno è più a sinistra di certi politici del centrosinistra, se in passato si disse che la Lega è una costola della sinistra, se pure Tremonti è di sinistra e Forza Italia è piena di ex socialisti ed ex comunisti…. da dove nasce questa leggenda secondo cui in Italia al governo ci sta la destra?
In conclusione, considerato che con questo po' po' di materiale umano a disposizione, il lavoro e la pagnotta per satirici e comici sono assicurati per un lungo futuro, a nome della categoria, porgo un caloroso ringraziamento agli italiani che hanno voluto assicurarci il benessere in maniera così duratura. Grazie.
Grazie a voi siamo salvi e potremo continuare a pagare il mutuo.
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LA MANO SULLA SPALLA
Non si tratta del titolo dell'ultimo film dell'orrore in proiezione nelle sale cinematografiche e non si tratta neppure del ricordo della celebre mano che spuntava dalla scatola – pronta a rendere con encomiabile garbo ogni servigio richiestole – resa celebre dalla famiglia Addams.
La mano sulla spalla è l'espressione di un modo di fare reintrodotto con sagace malizia dal primo Cittadino ed diffuso negli ambienti sociali più disparati: dai teatri ai salotti, dai palazzi del potere alle pubbliche piazze e finanche nelle civili abitazioni.
La mano sulla spalla ha sostituito le parole perché ha in sé una plusvalenza che butta al vento la favella e ancora un gesto concreto al porto sicuro della realtà quotidiana.
La mano sulla spalla esprime una variegata simbologia: appoggio nei confronti di chi è in difficoltà, è consolatoria quando la spalla è infelice, funge, per contro, da stampella se il corpo che la sostiene è fragile e traballante, esprime un atteggiamento di dominio e di ossessività verso la spalla cui è indirizzata.
Fior di studi sono stati compiuti per descrivere la mano che si appoggia: flaccida, muscolosa, curata o trascurata, sudata o asciutta, callosa o levigata, foriera di promesse di pronta realizzazione oppure sinonimo di lusinghe di basso spessore.
Sontuosi convegni sono stati organizzati per studiare la spalla cui la mano, spesso incautamente e senza alcun sentimento di reciprocità, si rivolge. La spalla può, a sua volta, essere flaccida o muscolosa, coperta nella stagione invernale per difendersi dai rigori climatici o audacemente scoperta per intraprendere miracolosi giochi di seduzione, ma disposta o ben disposta. Ed è quest'ultima caratteristica che la distingue dalla mano e la rende degna di maggiore ammirazione.
La storia ed i pettegolezzi di ogni tempo hanno mostrato che la mano ha una tendenza innata a comportarsi da manomorta, cioè a conservare per secoli un'inspiegabile condizione di privilegio oppure ad appoggiarsi – spesso flaccidamente – sulle virtù di procaci donzelle ( da qui deriva, infatti, l'espressione “fare la manomorta”).
La spalla, invece, ha una marcia in più e gode di maggiore stima fra le genti.
Nessuno, infatti, ha mai sentito parlare di chi fa la spallamorta; la spalla, poi, sostiene la testa – sinonimo di intelligenza - che rende l'uomo men simile a certe bestie. La spalla , infine, è certamente più simpatica di chi, per fare il simpatico, trascorre il tempo ad appoggiare la propria mano sulle spalle altrui: può schivarsi repentinamente dalla sgradita intrusione e fare in modo che la mano, insieme al corpo di cui fa parte, si destreggi in una rovinosa, quanto inevitabile caduta.
Il Tulipano Nero
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Cittadinanze onorarie
SILVIA BARALDINI ANCHE FASANESE
Il calvario di una donna che, per reati esclusivamente politici, ha scontato ventiquattro anni di detenzione.
In occasione del recente conferimento della cittadinanza onoraria al senatore Enzo Bianco da parte della città di Fasano, alcuni commentatori, in maniera un po' affrettata, hanno sentenziato che si trattasse della prima volta che il nostro comune attribuiva questa “onorificenza”. Andando a ritroso con la memoria siamo arrivati al massimo fino a dieci anni fa. Evidentemente non abbiamo una memoria da elefanti, ma non siamo gli unici e probabilmente nemmeno i peggiori, poiché dieci anni ci sono stati sufficienti per ritrovare un precedente. Infatti, il 29 maggio 1998, il consiglio comunale di Fasano (con una maggioranza di centrosinistra che sosteneva l'allora sindaco Donato De Carolis) deliberò di conferire la cittadinanza onoraria a Silvia Baraldini. All'epoca la Baraldini era detenuta in un carcere statunitense, per la precisione a Danbury, nel Connecticut. Doveva scontare una pena complessiva di quarantatré anni di reclusione per reati legati alla sua appartenenza al partito di estrema sinistra Black Panther Party. La pesante condanna fu valutata da più parti come una punizione comminata alla sua militanza, data la sproporzione tra la pena inflittale e le accuse che gravavano sul suo capo: venti anni per cospirazione in attività criminose, venti per concorso in evasione e tre per ingiurie alla corte in quanto si era rifiutata di fare i nomi degli altri appartenenti al movimento, in cambio l'FBI le aveva offerto la libertà ed un'ingente quantità di denaro. Le sue condizioni di salute (più volte operata di tumore) fecero si che il vasto movimento d'opinione in suo favore, anche grazie a gesti simbolici quali l'ottenimento della cittadinanza onoraria da parte di decine di comuni italiani come quello di Fasano, ottenesse l'impegno dell'allora ministro della Giustizia Diliberto a farla rientrare in Italia a scontare la pena residua. Silvia Baraldini rientrò in Italia il 24 agosto 1999. In seguito ringraziò tutti coloro che si erano battuti per il suo rientro in patria, tra essi il nostro comune. Il 26 settembre 2006 la Baraldini è stata scarcerata grazie all'indulto. Ha scontato ventiquattro anni tra penitenziari e arresti domiciliari senza aver commesso reati di sangue. Nel nostro paese c'è chi ha commesso reati ben più gravi ma non è mai stato in carcere grazie alle depenalizzazioni e alle prescrizioni sancite dalle tante leggi ad personam.
F.V.
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Intervista a professori e alunni
L’ALBERGHIERO UNA FUCINA
Pregiudizi superati - Per chi ha passione ci sono vere opportunità di lavoro e di soddisfazione professionale
Un’ora con un professore, Giuseppe Ventrella, ed una classe, la III D, dell’Istituto Alberghiero “G. Salvemini” di Fasano: un’atmosfera allegra , simpatica e riflessiva. L’opinione comune vuole che gli istituti tecnici siano scuole di serie B rispetto ai grandi licei. Opinione sbagliata, opinione ingiusta: perché si tratta di due formazioni scolastiche diverse e preziose.

Innanzitutto cosa rispondete a chi sostiene che la vostra scuola sia una delle scuole di serie B?
Alunni: Rispondiamo che prima di tutto dobbiamo essere noi studenti a credere nelle nostra scuola. Solo così, credendoci, si può cambiare questa opinione comune. Un po’ ci siamo abituati alle tante dicerie del tipo che siamo una scuola facile o che ci mancano attrezzature. Ma provengono da persone che forse non sanno davvero come è organizzata la nostra scuola.
Professore: la nostra scuola è una scuola come le altre. C’è chi si iscrive semplicemente per un titolo di studio; chi pensa di non fare nulla ma poi la selezione naturale e la bocciatura lo smentiscono; chi per trovare con una scuola alberghiera un lavoro abbastanza remunerativo.
Alunni: C’è anche chi magari si iscrive perché deve necessariamente iscriversi ad una scuola, non importa quale, ma poi scopre una passione.
Quali sono queste passioni?
Alunni: Ad esempio il free-style, cioè la preparazione di cocktail acrobatici. È molto divertente!
Professore: Sì abbiamo fatto un progetto lo scorso anno e anche quest’anno. Ma non c’è solo questo. Facciamo cene particolari, sculture di zucchero e tanti altri progetti particolari. Le esercitazioni pratiche, ovviamente, nella nostra scuola sono all’ordine del giorno.
Come è organizzato lo studio?
Professore: Le materie caratterizzanti sono sala, cucina e ricevimento. I nostri studenti fanno anche stage della durata di quindici giorni sia in zona che nella costa romagnola.
Alunni: Bisogna dire che siamo molto liberi. Nel senso che c’è molta scelta. Addirittura un corso per vini e spumanti.
Professore: Non dimentichiamoci però che oltre alla pratica gli studenti devono studiare la teoria. Non si scappa dalle interrogazioni!
Mentre aspettate il professore prima di un’esercitazione pratica cosa combinate tra piatti e fornelli? Insomma raccontate qualche episodio particolare.
Alunni: una volta in sala abbiamo avuto un problema con un rubinetto. Bene, è capitato di fare una doccia a noi e al professore. Oppure una cosa particolare accade quando dobbiamo scegliere gli ingredienti: il professore ovviamente per farci un dispetto sceglie per la sua dimostrazione pratica gli ingredienti migliori!
Professore: sì.. ci facciamo dispetti. Ci sono poi episodi tra professori e alunni che accadono in tutte le scuole: ad esempio amori che si scoprono casualmente nell’atrio della scuola o imitazioni di professori.
Insomma tra mestoli e pentole imparate con un po’ di divertimento..
Alunni: Sì in effetti nella nostra scuola ogni giorno è particolare…
F.R.
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Alla “Giovanni Pascoli”
LA SETTIMANA DELLA GRANDE LETTURA
Iniziativa promossa dalla biblioteca scolastica con la collaborazione del Presidio del Libro - La manifestazione finale con l’intervento delle autorità - L’inno della “Giornata Mondiale del Libro composta dal M° Antonio Vinci - La cronaca redatta da un’alunna
Il trio musicale: prof. Antonio Vinci, maestro Giuseppe Sabatelli (coperto da Vinci) e m.° Gino Laterrenia eseguono il brano musicale inedito che il maestro Antonio Vinci ha composto per la “Giornata Mondiale del Libro”
Leggere, leggere, leggere...volo di fantasia…mondo colorato…un libro è alla portata di tutti, grandi e piccini…” e come diceva il grande Manzoni: ”il libro deve accattivarsi l’attenzione del lettore!”
Ma come mai, generalmente i giovani non sono avvezzi alla lettura?
Il libro moderno, nella sua accattivante veste tipografica può catturare i giovani, basta trovare il mezzo più idoneo. Tale strumento è stato per noi, ragazzi della scuola secondaria di 1° grado “Giovanni Pascoli “, la “settimana del big read” ideata e realizzata dalla bibliotecaria d’istituto, prof. Onia Angiulli. In previsione della “Giornata mondiale del libro” istituita dall’Unesco, grande fervore accomunava le ventitre classi dell’istituto impegnate nel torneo di lettura. Il desiderio di far “salire sul podio “la propria squadra cresceva dopo ogni manche. C’è stato anche chi ha un po’ esagerato rileggendo il libro ben cinque volte affinché, luoghi, personaggi, azioni, ogni particolare dettaglio di quanto narrato dagli autori, rimanesse impresso nella mente. . Quando infine la comunicazione ”Ragazzi, tenetevi pronti per la finale ” ci è giunta, scendevamo in “campo” coma tanti piccoli super eroi per permettere alla nostra classe di conquistare quel “titolo”tanto ambito. La tensione è aumentata maggiormente quando abbiamo visto fare il suo ingresso in classe, nei panni di notaio di gara, il nostro Dirigente Scolastico, Prof.Aldo Maschietti. La competizione salita ormai alle stelle si è poi tramutata in un urlo di gioia da vincitori.
Buoni acquisto- libri offerti da “Libri e cose” sono stati assegnati ai finalisti assoluti del big read: Fasano Antonella, Potenza Alessia e Giuseppe Sciatti della 1H.
Navarrino Sharon e Laura Galluzzi della 2F,
Cito Andrea e la sottoscritta, Potenza Ilaria della 3E.
Libri di narrativa sono stati comunque donati a tutti i partecipanti.
Insomma, l’esperienza così ricca di tensione e competitività ha approdato alla scoperta di un piacere che per una settimana ha accomunato tutti i partecipanti: la LETTURA!
E, l’attestato d’onore che, orgogliosi, abbiamo esposto in classe, ci rinnova di giorno in giorno le emozioni vissute, spronandoci a coltivare un hobby, che a lungo andare produrrà molti frutti in ciascuno di noi.
Ilaria Potenza
Classe 3 E “G.Pascoli”
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Gemellaggio studentesco
PUGLIA SENZA FRONTIERE
Superate le selezioni a Bari, i tre concorrenti fasanesi hanno partecipato alla prima puntata a Roma -La professionale accoglienza del conduttore, degli autori e del pugliese Checcozzalone
“È proprìo vero che dare è più bello che rìcevere!” Questo è stato l'unico pensìero che ha accomunato tutti noi, i ragazzi della Scuola Media Statale Giovanni Pascoli che hanno partecipato ad uno splendido gemellaggio con degli studenti francesi del collegio Jules Ferry di Douai. Dopo essere andati precedentemente, ne! mese di marzo, a visitare la strepitosa “terra del Nord” e dopo essere stati ospitati nelle famiglie dei rispettivi corrispondenti, è arrivato il nostro turno di mostrare onorati la meravigliosa Puglia. Ogni giorno è stata una nuova sorpresa per loro, come è avvenuto d'altronde anche per noi durante il piccolo “tour de France” e osservare le loro facce sbigottite, gli occhi colmi di curiosità, il sorriso sempre sulle labbra dei nostri amici, è stato un enorme piacere che ci ha resi orgogliosi di noi stessi e doppiamente felici. La cosa che ha colpìto maggiormente tutti i giovani visitatori è stata l'elevata temperatura che in questi giorni oscillava intorno ai 20°C e il termine “colpito” è veramente appropriato è veramente appropriato dato che, non essendo abituati, il sole ha apportato anche insolazioni e mal di testa! Questi futili problemi non hanno fermato la loro sete di sapere e la loro curiosità, rimanendo estasiati lo stesso di fronte agli stravaganti trulli di Alberobello, alle grotte di Castellana, al bizzarro Castel del Monte, alle stupende città di Lecce, Otranto e Bari, agli ulivi secolari ma in particolar modo dinanzi al mare. Douai dista molti chilometri dal mare e gli abitanti non hanno l'occasione di ammirarlo spesso e ciò che per noi fasanesì sembrava una banalìtà, per gli esploratorì transalpini era un grande tesoro. Da questa corrispondenza non abbiamo imparato solo nozioni sulla Francia e sulla lingua studiata, ma anche quanto sia bella la nostra terra che spesso non sappiamo apprezzare. I ragazzi italiani aderenti (Alessandra Amati, Angelo Cardone, Sara Crescenza, Maria Grazia Di Tano, Simona Masi, Luciana Monopoli, Pietro Monopoli, Simona Pentassuglia, Francesca Pomentale, Davide Qato, Jacopo Semeraro, Anna Tauro, Marcello Vinci e la sottoscritta) ed i rispettivi ospiti (Justine, Benjamin, Camille. Marianna. Camille. Anaìs, Antoine. Laetitia. Raphael, Anais, Jordan, Marine) hanno contribuito a vicenda a rafforzare questo rapporto di amicizia. Come ricordo di questa eccezionale esperienza sono stati prodotti un calendario 2009 in cui per ogni mese vìene riportata un'usanza francese ed una fasanese, ed un video con i momenti più significativi e divertenti della nostra visita in Francia. Le professoresse Maria Di Bello e Concetta Bellini, hanno messo molto impegno nel portare a termine questo bellissimo progetto e ciò è avvenuto anche grazie alla professoressa francese Caroline Wrobel. Con gli occhi lucidi a causa delle lacrime, venerdì nove maggio i nostri amici sono dovuti partire e noi li abbiamo visti andar via con la consapevolezza che forse non li vedremo pìù ma con la speranza che, innamorati della nostra terra, torninò qui durante le vacanze. Sono tornati in Francia con un pezzetto del nostro cuore e una volta tornati a casa parleranno delle tante cose belle che hanno visto, portando alto il nome della Puglìa anche all'estero e tra questi due splendidi paesi non ci saranno più frontiere.
Irene Vergine
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PROMOZIONE NELLA SCUOLA
Non è facile fare sport nelle nostre scuole. Tanti i motivi di questa affermazione, purtroppo diventata frase fatta. Strutture fatiscenti e inadeguate, programmi scolastici carenti. La colpa? Chi ci amministra, ci ha amministrato e, questa la sensazione, ci amministrerà, non comprende la valenza sociale dello sport. Si crede che attrezzare case per fare sport sia un investimento improduttivo. E vale per i politici di tutti i colori. Siete d'accordo? Intervistando gli atleti stranieri che giocano nella nostra Fasano, la prima affermazione è che in Italia si fa poco sport a scuola. A Fasano, poi, la situazione è ancor più grave per la carenza di strutture. Gran bella figura! Ma i nostri occhi non
vedono. E i fondi che il Comune elargisce per lo sport nelle scuole? I dirigenti scolastici vi potrebbero raccontare di esercizi di equilibrismo finanziario da circo internazionale pur di offrire il solo trasporto ai ragazzi impegnati in attività fuori porta. Diritto allo sport garantito da professori o insegnanti “illuminati”. Tra i prof. “pionieri” che hanno sempre promosso lo sport a scuola, chiacchieriamo per voi con la professoressa Rossi della scuola secondaria di primo grado (Scuola Media) Giacinto Bianco di Fasano. ”L'Attività Sportiva Complementare della Bianco (così si chiamano i rientri sportivi pomeridiani), ha visto la pratica di tre sport: Atletica, Basket e Orienteering.
Abbiamo iniziato in ritardo, il 1° febbraio 2008, anche per problemi non dovuti alla scuola, e abbiamo avuto un'adesione massiva di tutti gli alunni, dalle prime alle terze medie”, dichiara con orgoglio la prof., sempre pronta a trasmettere la sua passione per lo sport ai tanti alunni. “Le attività iniziano con una prima fase, quella di Istituto, aperta a tutti gli iscritti. Poi si passa alla fase provinciale e, se si è bravi, ci si qualifica alle fasi regionali o a quelle nazionali.” Nelle fasi provinciali per l'Orienteering, disciplina nata nei paesi scandinavi, la squadra maschile si è classificata al primo posto, mentre la femminile (Pinto, Angelini, Caroli, Intini, Carparelli) ha vinto la medaglia d'argento. Per l'atletica leggera, invece, un argento nel peso maschile (Fanigliulo) e due bronzi, velocità maschile (Calandrella) e femminile (Ammirabile). Tantissimi ottimi piazzamenti per gli altri componenti del team d'atletica femminile (Pinto, Caroli, Della Neve, Grego, Scianaro, Belfiore) e maschile (Caroli, Micoli, Angelini, Ferrara, Carparelli, Guglielmi, Zizzi, Sibilio). Per il basket ottime le prove della squadra maschile (Musa, Ruggieri e Micoli) e di quella femminile (Angelini, Pinto, Caroli e Latorre) nella fase provinciale del tre contro tre. Il fiore all'occhiello per il 2008,
comunque, rimane la vittoria della fase regionale dell'orienteering. AFrosinone,D'Amico (vicecampione regionale), Cantoro e Turchiarulo difenderanno i colori della Puglia nelle finali nazionali. Il 27, 28, 29 e 30 maggio la preside Di Bari dovrà cercare…i fondi per garantire il viaggio ai tre atleti. “Combattiamo con l'inadeguatezza delle nostre strutture sportive. Dobbiamo ringraziare i professori Cantoro e Liuzzi del Liceo per l'Orienteering. Ci hanno prestato attrezzature e spazi per fare esercitare i nostri team. Il professor D'Elia della Ragioneria per l'atletica. I collaboratori scolastici e anche qualche genitore che ha “donato” tempo libero pur di attrezzare spazi idonei per far atletica”, afferma la professoressa, che ringrazia la preside Di Bari per l'appoggio incondizionato. “Tra gli altri progetti mi preme ricordare il corso di calcio a 5 per combattere la dispersione tenuto dall'esperto Gianni Renna presso la palestra della ragioneria (la palestra della Bianco non è idonea!). Per l'anno prossimo ci apriremo a nuovi sport…” Ecco un esempio di sport nelle nostre scuole, dovuto e voluto da professori “pionieri” pronti ad offrire il miglior servizio possibile agli alunni.
Gianluca Monopoli
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  Il fitness de Il Menante
TUTTI IN MOTO - PARTE QUARTA
L'estate si avvicina e tutti, anche chi non lo ammette, si prepara per la prova costume. Nonostante i sensi di colpa per un inverno ricco di pranzi, cene o bevute, cerchiamo di porre rimedi pur di non sfigurare. Tutti di corsa o in movimento per “sudare” e ottenere, purtroppo, risultati minimi. La pratica di attività fisiche e sportive necessità di regolarità e non di improvvisazione. Efficienza fisica non significa “ correre” sfrenatamente”; come già vi abbiamo descritto negli articoli sulla corsa dovremmo iniziare gradatamente e correre regolarmente, secondo tabelle prestabilite. Necessario è invece migliorare sia la funzionalità degli apparati sia l'equilibrio psichico emotivo e spirituale cambiando le abitudini di vita scorrette date anche dalla difficoltà di saper ascoltare se stessi. Colpa della vita dai ritmi frenetici? Per migliorare il nostro stile di vita è importante pensare che basta fare ogni giorno un po' per arrivare allo “star bene”. Abbiamo cercato di dare consigli a chi, per vari motivi, non pratica attività fisica o non riesce neanche a ritagliarsi un piccolo spazio. Facciamo diventare l'esercizio fisico stile di vita per tutte le età. Aggiungiamo gli ultimi consigli alimentari a quanto fatto
nei numeri precedenti. Ricordiamo che nel periodo caldo è importante una buona idratazione: acqua, frutta di stagione…portatevi sempre una bottiglietta al lavoro e fate “merenda” con la frutta. A casa, invece:
4 volte a settimana :
1. 15 ponte glutei- 15 estensione gamba tesa- 15 estensione gamba piegata- 15 adduttori - 15 abduttori - tutto per 3 volte, seguendo l'ordine descritto.
2. 15 add.- 15 add.- 15 add.- 15 add., tutto per 2 volte (ricordiamo gli esercizi dati nel numero di febbraio).
Potremmo aggiungere una corsetta o una semplice passeggiata nel tardo pomeriggio o la sera per 30 minuti. Almeno quattro volte a settimana.
Buon lavoro e arrivederci al prossimo numero.
G.M.
(In collaborazione con Clemente Errico-Palestra Underground)
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  PALLAMANO
Nel prossimo campionato d’Člite
FUSIONE FREDDA SOCIETARIA
Le squadre di Fasano, Conversano e Casarano confluirebbero nell’ipotetica societŕ “Puglia” - La direzione salverebbero i loro bilanci - Malumore tra i tifosi della Junior Fasano
Nelle scorse settimane ha destato scalpore la proposta del presidente De Masi, patron della squadra di pallamano di Casarano (che ha vinto il secondo campionato consecutivo) di fondere le tre squadre pugliesi che sono ai vertici del campionato italiano d'Elite: lo stesso Casarano, Conversano e la Junior Fasano, che insieme al Bologna hanno occupato i quattro posti della poule scudetto. La mossa sembra dettata soprattutto dal desiderio del De Masi di promuovere anche a livello europeo, con la partecipazione alle coppe continentali, il proprio marchio Italgest. I presidenti di Conversano e Fasano si sono mostrati possibilisti ma entrambe le piazze hanno mostrato il loro disappunto rispetto alla possibilità di vedersi privati della squadra cittadina. Il presidente del sodalizio fasanese Angelo Dicarolo (nella foto 1) è persona di assoluta competenza ed è un grande amante della pallamano in quanto già giocatore, allenatore ed attualmente anche dirigente federale. Gli abbiamo chiesto di illustrarci la situazione. Così ci ha risposto poco prima della partita casalinga contro il Casarano.
“Premetto che con le risorse che ci sono, fare l'Elite è stato finora un mezzo miracolo… a questo si aggiunga che portiamo avanti anche sette squadre giovanili, che ci danno grande soddisfazione. Il progetto unitario con Casarano e Conversano è interessante per le prospettive , unendo le tre forze si può andare oltre il livello nazionale. Potremmo così fare marketing a livello regionale, coinvolgere di più le istituzioni, senza trascurare, anzi potenziando il settore giovanile. Così potremmo rilanciare e consolidare l'handball a Fasano. Ma ci tengo a chiarire che la squadra non è di Angelo Dicarolo ma è un patrimonio della città, quindi vorrei che tutti si esprimessero: istituzione cittadina, tifosi, le stesse famiglie dei ragazzi. Nella mia ottica questa squadra non è solo una protagonista dello sport ma anche un fenomeno sociale che abbraccia tante persone, per questo vorrei che tutti si esprimessero in merito. Certamente anche a me, che nel 1980 fui tra i fondatori della società, dispiacerebbe perdere il nome “Fasano”, ma quando si sentono dichiarazioni delle massime istituzioni cittadine che affermano che “a Fasano non ci possiamo permettere di avere squadre di alto livello”… cadono le braccia. D'altra parte questa è una situazione nota da tempo.”
Il presidente Dicarolo non riesce a resistere alla richiesta di un bilancio della stagione che si sta concludendo e con legittimo orgoglio squaderna i risultati ottenuti.
“Abbiamo fatto sforzi enormi ed abbiamo anche avuto grandi soddisfazioni. Quest'anno abbiamo raggiunto l'obiettivo prefissato di entrare nelle prime quattro squadre d'Italia (miglior risultato della storia della pallamano fasanese, ndr), siamo arrivati terzi in coppa Italia, le due squadre di serie C sono arrivate prima e terza, l'under 12 ha vinto il campionato regionale, l'under 14 si è piazzata quarta nel campionato regionale, l'under 16 seconda, l'under 18 è arrivata quarta a livello nazionale. La pallamano a Fasano è viva.”
Facciamo nostra la richiesta del presidente di ascoltare la città. Durante la partita i tifosi hanno fatto sentire la loro opinione con cori contro il progetto di fusione. Abbiamo chiesto un parere ad un'altra figura storica della pallamano fasanese, quel Lino Soleti (nella foto 2) compagno di squadra di Dicarolo negli anni '80 e in seguito anche allenatore della squadra.
“Personalmente non sono favorevole ad una ipotetica fusione tra le tre squadre pugliesi di Elite. I motivi sono tanti: la pallamano in Italia ha basi debolissime, sarebbe come costruire un super attico sulla sabbia, considerando che lo scopo, se è quello di ben figurare in Europa, è ben lungi dal poter essere raggiunto dato che le migliori squadre europee arrivano a budget di 12/15 milioni di euro, cifre fuori da qualsiasi possibilità di squadre italiane fuse o non fuse. Per quanto riguarda la Junior, se il problema è economico, si potrebbe tornare indietro e ricominciare da una o due serie inferiori, considerato che ho sentito per bocca degli amministratori affermare più o meno che “Fasano non può avere squadre di alto livello perché non se lo può permettere…”. La mancata costruzione del palazzetto, poi, sta a testimoniare che l'interesse verso la pallamano fasanese è davvero molto basso. La Junior è nata nel 1980 soprattutto per far fare sport ai giovani, cosa che sinceramente ha sempre fatto, continuiamo su questa strada, i voli pindarici e l'Europa dei campioni lasciamoli agli altri.”
Francesco Vergine
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  PALLAVOLO
I RAGAZZI DELLA TELECOM VOLLEY
I NOSTRI PALLAVOLISTI ALLO SPECCHIO
Li osserviamo in campo, i professionisti della Telcom Volley Fasano. In campo affiatati, come i moschettieri, tutti per uno e uno per tutti, una gran squadra. Ma in realtà chi sono, quali passioni hanno e, infine, cosa pensano di Fasano e cosa hanno “carpito” dalla nostra cittadina. In più aggiungiamo un tocco di nostalgia. Un campano, un siciliano, un sardo, un pugliese un romano e un sardo a confronto, con l'augurio di ritrovarli l'anno prossimo a difendere ancora i nostri colori. Ed a intervistarli Clemente Errico. Risposte a volte giocose, a volte dettate da…paura di ritorsioni in famiglia. Tutto, comunque, nello spirito goliardico da spogliatoio…
Ecco le domande proposte dal nostro intervistatore “speciale”
1) IL FASANESE CON CUI HAI PIU' LEGATO,
2)UN DETTO FASANESE …IN FASANESE
3)IL LUOGO PREFERITO
4) CHI E' L'ASSESSORE ALLO SPORT?
5)POLITICO PREFERITO
6)MACCHINA
7)HOBBY
8)ALTRO SPORT PREFERITO
9)DONNA IDEALE
10)ULTIMO LIBRO LETTO
11)PIATTO PREFERITO
12)LA CANZONE (O IL CANTANTE) 13)PROGRAMMA TV
14) UN DETTO DEL TUO PAESE
15)UN SAPORE DELLA TUA TERRA

A voi i commenti.
G.M.
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