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| ANNO
V - NUM. 4 - IN EDICOLA MAR 15 APR 2008 |
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IL VOTO DEI FASANESI |
CAMERA - percentuale
votanti 77,270% |
SENATO - percentuale
votanti 77,469% |
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Italia: seggi assegnati
VINCE BERLUSCONI COMANDA BOSSI
Riconfermato al Senato Nicola Latorre
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AUMENTATO LO STIPENDIO DEL SEGRETARIO GENERALE
Il consigliere comunale Fabiano Amati
scrive agli ispettori della Ragioneria Generale dello Stato, al Prefetto
di Brindisi e al Collegio dei Revisori dei Conti.
Il
Decreto del Sindaco

Il sottoscritto Fabiano AMATI, in qualità di consigliere comunale
del Comune di Fasano (BR), richiamata la missiva del 25 marzo 2008,
inviata ai medesimi destinatari, ribadito che sino alla data odierna
il Comune di Fasano non ha provveduto ad assumere le iniziative idonee
a conseguire la completa eliminazione degli atti recanti le irregolarità
e le carenze emerse nell’ambito dell’attività ispettiva
della Ragioneria Generale dello Stato, così come richiesto dalla
relazione inviata al Comune dal Ragioniere Generale dello Stato con
nota del 5 dicembre 2007 (prot. n. 157771 rif. prot. entrata n. 0124140
/ 984);
premesso
a) che con decreto Sindacale n. 16 del 27 marzo 2008 si è provveduto
a riconoscere al Segretario Generale la maggiorazione di posizione nella
misura del 25%;
b) che tale decreto appare non conforme a legge, così come rilevato
dal Dirigente comunale dei Servizi Generali, con missiva (prot. 12760/SG.dir)
del 4 aprile 2008;
c) che nella prospettiva del Prefetto di Brindisi, destinatario della
presente, l’odierna segnalazione assume valore, unitamente a tutte
le pregresse, con riferimento alle competenze conferitegli dalla legge;
d) che nella prospettiva del Collegio comunale dei Revisori dei Conti,
destinatario della presente, l’odierna segnalazione assume formale
richiesta di parere sull’atto in discorso, e stigmatizza la mancata
produzione (nonostante l’ampio decorrere del tempo) dei seguenti
pareri formalmente richiesti:
1) con missiva del 15 gennaio 2008, sull’ordinanza dirigenziale
n. 2 dell’8 gennaio 2008 e, estensibile per medesimo tenore, n.
3 del 7 febbraio 2008;
2) con Delibera del Consiglio comunale n. 3 dell’11 febbraio 2008,sulla
Relazione della Ragioneria Generale dello Stato;
3) con missiva del 25 marzo 2008, sulla Delibera della Giunta municipale
n. 24 del 6 marzo 2008 e sul Decreto sindacale n. 11 del 10 marzo 2008;
Tutto ciò richiamato, ribadito e premesso, il sottoscritto
C H I E D E
ricorrendone i presupposti:
a) alla Ragioneria Generale dello Stato di estendere il procedimento
ispettivo supplementare, già richiesto con missiva del 25 marzo
2008, sugli atti oggetto della presente;
b) al Prefetto di Brindisi di valutare, nell’ambito delle competenze
conferite dalla legge, gli atti oggetto della presente;
c) al Collegio comunale dei Revisori dei Conti, di esprimere il proprio
parere sugli atti oggetto della presente e su quelli già segnalati
con precedenti istanze allo stato non evase.
Si manifesta la disponibilità a fornire alle Autorità
destinatarie della presente, nell’esercizio delle proprie competenze,
tutte le informazioni ritenute utili.
Con i più distinti e cordiali saluti.
Fabiano Amati
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I rilievi del dirigente comunale dei servizi
generali,
dott. Fernando Virgilio al decreto sindacale
Il provvedimento sindacale In oggetto dispone
una sensibile integrazione del trattamento spettante al Segretario generale
a titolo di retribuzione dl posizione.
La decisione amministrativa di riconoscere tale attribuzione retributiva
non è, in base al sistema, espressione dl una mera Facoltà
discrezionale dell'Amministrazione ma costituisce (attesa la natura
di trattamento stipendiale accessorio spettante all'istituto in questione)
legittima espressione di un potere amministrativo di governo soltanto
alla luce delle verificate condizioni e modalità - di ammissibilità
e liceità - che per legge e contratto condizionano l'erogazione
del beneficio.
Va infatti rilevato che già la disciplina prefigurata dal CCNL
del 16 mag. 2001, a livello di regolamentazione generale, ricollega
l'effettiva elargizione della maggiorazione alla necessaria verifica
preventiva di “condizioni, criteri e parametri per la definizione
della maggiorazione della retribuzione di posizione”
Se ne desume, anche alla luce della successiva contrattazione integrativa
ed attuativa, che la corresponsione della maggiorazione è realmente
motivata ove sia correlata all'esercizio di funzioni, aggiuntive effettivamente
svolte dal segretario, sulla base di incarico formalmente conferito
dall'amministrazione in un rapporto di commisurata corrispondenza al
conseguente carico aggiuntivo di responsabilità attribuito al
medesimo, in base ai principi generali, peraltro, il conferimento al
segretario comunale di incarichi aggiuntivi dl carattere gestionale
- a carattere temporaneo ma necessariamente per un lasso di tempo apprezzabile
(tanto da far apparire ragionevole Il conseguente intervento correttivo
sul piano stipendiale) - deve comunque avvenire previo documentato accertamento
tendente a provare l'inesistenza di professionalità dirigenziali
interne all'ente.
Quanto alle richiamate “condizioni” che legittimano l'erogazione
della maggiorazione retributiva, queste trovano sommaria specificazione
nella tabella di riscontro allegata alla contrattazione decentrata,
ove appaiono suddivise in due categorie, di natura oggettiva (complessità
organizzativa e complessità funzionale dell'ente ovvero condizione
di disagio ambientale della sede) e soggettiva (attività gestionali
ed incarichi speciali formalmente conferiti al segretario).
Va da sé che soltanto previa verifica delle cennate condizioni,
anche ricorrendo eventualmente alla concorrente applicazione analogica
di elementi valutativi deducibili dall'ordinamento interno dell'ente,
la decisione di attribuire al segretario la maggiorazione della retribuzione
dl posizione si rivela legittima e, nel merito, tanto più ammissibile
ed equa quanto proporzionalmente graduata all'effettivo carico di aggiuntiva
onerosità della prestazione professionale formalmente richiesta
al massimo dirigente comunale.
Ove non risulti effettuato tale pratico riscontro, non può riconoscersi
che sussistano effettivamente legittime motivazioni ed opportune condizioni
di merito per concedere l'incremento retributivo a carattere accessorio,
soprattutto ove (come nel caso del nostro ente), fin dal primo giorno
di servizio (01 ottobre 2007), sia stata correttamente erogata al segretario
una retribuzione di posizione esattamente corrispondente al migliore
trattamento fruito in tal senso dalla dirigenza comunale (in ossequio
al disposto di cui all'art. 41, Co. 5, CCNL del 16.05.2001, cd. clausola
di allineamento stipendiale).
Tanto premesso, con riferimento al concreto atteggiarsi della disposizione
sindacale che odiernamente occupa, va preliminarmente rilevata la radicale
assenza di idonea motivazione tendente ad esplicitare la verifica delle
condizioni e l'applicazione dei parametri di riferimento tendenti alla
determinazione dell'eventuale spettanza retributiva integrativa nonché
alla fissazione del valore da corrispondere in concreto.
Ove infatti si eccettui una serie di rituali premesse giuridiche, meramente
tautologiche rispetto alle disposizioni contrattuali vigenti, il decreto
sindacale n. 16, clt., si limita a ritenere laconicamente sussistenti
i presupposti oggettivi e soggettivi che giustificano la concessione
del beneficio, bonariamente stimato nell'equo importo corrispondente
all'esatta metà della possibile massima maggiorazione: del tutto
inconferente è l'operato richiamo all'esperienza del pregresso
mandato sindacale, caratterizzato dall'onerosa nomina di un direttore
generale, dal momento che nessun rapporto di fungibilità ricollega
gli istituti in questione, né può sostenersi ragionevolmente
che la concessione della maggiorazione retributiva di posizione sia
preordinata ad assumere una valenza retributiva, di indennità
ripristinatoria ovvero restitutoria, rispetto ad una precedente e più
vantaggiosa politica retributiva praticata da questo ente per le figure
di vertice (come se la corresponsione della maggiorazione potesse compensare
il segretario a fronte della corrente impossibilità dl nominarlo
direttore generale...).
Va conclusivamente rilevata altresì l'esigua decorrenza dell'anzianità
di servizio maturata dal segretario (in servizio presso questo ente
dal 01 ottobre 2007), che, abbinata alla circostanza che il provvedimento
sindacale assume efficacia ricognitiva e valore retroattivo, conduce
a interrogarsi su come, in così pochi mesi di servizio (nei quali
peraltro la complessità oggettiva dell'ente è rimasta
immutata e la complessità professionale del ruolo del segretario
anche), l'amministrazione abbia potuto verificare esclusivamente l'opportunità
di ritoccare la retribuzione di posizione del segretario comunale.
Viene da supporre che essa sia stata piuttosto ritenuta inadeguata ai
prevedibili futuri aggravamenti Istituzionali che incombono su questo
ente, in relazione ai quali, probabilmente, l'amministrazione intende
prefigurare la possibilità di avvalersi più incisivamente
del segretario…
Ma se così non è, come certamente non può per legge
essere, deve Invece ritenersi che la decretazione sindacale in commento
sia doverosamente il risultato dispositivo di argomentazioni istruttorie
pure effettivamente dispiegate In tempo utile, ma che, tuttavia, non
è dato allo stato individuare – e controllare - attraverso
l'esame letterale del provvedimento, tanto da far attualmente apparire
l'attribuzione del riconoscimento retributivo priva di giusta causa.
Chiedo pertanto di conoscere le motivazioni obiettive, vale a dire i
riscontri formali documentati richiesti dalla normativa contrattuale
ricordata, che hanno fatto ritenere legittima, ammissibile ed equa la
decisione sindacale, comunque imputabile all'Amministrazione, di elevare
il trattamento retributivo accessorio del Segretario generale, atteso
che per analoghe (e probabilmente più materialmente dispendiose)
fattispecie di incarichi aggiuntivi attribuiti formalmente allo scrivente
questa Amministrazione ha ritenuto di applicare l'inverso deteriore
criterio di regressione del trattamento pur precedentemente riconosciuto.
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Nominati dal Sindaco
I RESPONSABILI DEI SERVIZI COMUNALI
Il sindaco Lello Di Bari, con due appositi
decreti, ha nominato 5 dirigenti, 14 responsabili e confermato il responsabile
ed il referente delle varie direzioni e dei servizi del Comune di Fasano.
«Con questi atti – spiega il primo cittadino – ho
completato quanto mi ero prefisso sulla ridefinizione della struttura
organizzativa comunale. Così ripartiamo con l'attività
amministrativa, avendo fissato settori e ruoli nell'ottica di una razionalizzazione
di strutture e compiti».
In particolare, la direzione Polizia locale e Sicurezza urbana è
stata affidata a Fernando Virgilio, così come la direzione Servizi
generali; l'Avvocatura ad Ottavio Carparelli; le Risorse a Francesco
Convertini; la Pianificazione e gestione del territorio ad Antonello
Carrieri. Invece, per quel che riguarda i singoli servizi, il sindaco
ha nominato responsabili Beba Caldarazzo (Staff di coordinamento amministrativo
del settore, Affari generali e Decentramento, Protocollo e Archivio),
Aurora Nardelli (Servizi Socio-Educativi), Marcello Nardelli (Servizi
demografici e cimiteriali), Sandra Capozzi (Urp, Comunicazione istituzionale,
Sistemi informativi, Invalidi civili), Sante Trisciuzzi (Gestione beni
e attività culturali, Sport, Turismo, Biblioteca, Archivio storico),
nell'ambito della direzione Servizi generali; Giovanni Mizzi (Servizi
finanziari), Marisa Ruggero (Patrimonio e gestione inventari, Economato,
Provveditorato, Autoparco), Caterina Navach (Risorse umane, Organizzazione,
Pianificazione, Controlli), nell'ambito della direzione Risorse; Donato
Montanaro (Staff di supporto e coordinamento giuridico-amministrativo
del settore, Appalti ed espropriazioni), Rosa Belfiore (Lavori pubblici,
Opere pubbliche, Protezione civile), Teodosio Caroli (Ambiente, Ecologia,
Trasporti, Utilities), Leonardo D'Adamo (Demanio e relative concessioni,
Interventi di manutenzione del patrimonio e del verde pubblico, Controllo
servizi esternalizzati), Tommaso Ferrara (Pianificazione e progettazione
urbanistica, Sportello unico edilizia), Giuseppe Carparelli (Sportello
unico attività produttive ed economiche, Promozione economica
del territorio, Commercio e Artigianato, Ufficio Europa), nell'ambito
della direzione Pianificazione e gestione del territorio.
l sindaco ha invece confermato Angela Colella come referente dei Servizi
Informatici (nell'ambito della direzione Servizi generali) e Nicola
Ammirabile come responsabile del Servizio Prevenzione e protezione (nell'ambito
della direzione Pianificazione e gestione del territorio). C'è
da chiarire che il decreto sindacale di nomina dei responsabili dei
servizi ha validità fino al 31 dicembre di quest'anno.
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LE DICHIARAZIONI DELL’OPPOSIZIONE
Amati: “Non prestatevi a malevoli sotterfugi”
Fabiano
Amati: “Segnalerò l'ennesima violazione alla Ragioneria
generale dello Stato e al Prefetto.
È accaduto che il Sindaco ha nominato i responsabili dei servizi
infischiandosene degli art. 50 e 109 del Testo unico sugli enti locali,
che prevedono questa possibilità sindacale solo qualora si stia
parlando di un comune privo di dirigenza: e il caso non è il
nostro. Nel Comune di Fasano questa possibilità è assegnata
ai soli dirigenti, nella loro assoluta autonomia, per cui l’atto
è abnorme ed inapplicabile. A questo punto due sole chiavi: l'una
palese e l'altra occulta. Quella palese consiste nella circostanza che
siamo governati da un Sindaco che non conosce la materia, ispirato da
collaboratori che provengono da Comuni più piccoli, nei quali
non è prevista la dirigenza, e detto con benevolenza non hanno
ancora approfondito la materia dell'organizzazione in Comuni come il
nostro. Quella occulta consiste nella circostanza che queste nomine
mirano a preordinare condizioni di vantaggio in favore di alcuni funzionari
(che oggi sono stati convinti ad accettare gli incarichi senza retribuzioni
aggiuntive) quando il Comune di Fasano avrà racimolato qualche
soldo per istituire alcune posizioni organizzative. In altre parole:
si è detto ai pochi eletti, sotto la foglia di fico di un coinvolgimento
di tutti i funzionari, di accettare la responsabilità dei servizi
senza retribuzione aggiuntiva, così quando saranno istituite
le posizioni organizzative (che prevederemo solo per particolari servizi
e naturalmente i vostri) potrete presentarvi alla selezione e dire di
aver già ricoperto la responsabilità di quel particolare
servizio e quindi il gioco sarà fatto. Pazientare per crederci!
Nel frattempo, anche per dimostrare che il Comune di Fasano non è
abitato da stupidi, chiederò a tutte le autorità possibili
di intervenire, di far sentire l’alito dello Stato in una Città
che sta perdendo inesorabilmente il suo senso. Invito i Dirigenti che
hanno vinto meritatamente il concorso a non soggiacere all’esproprio
delle proprie competenze, non prestandosi a questi malevoli sotterfugi,
compiuti alle spalle della Città, del buon governo e delle speranze
di tanti bambini e giovani che possiamo osare di abbracciare e baciare
solo se siamo in grado di promettere un futuro migliore.”
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Carbonaro: “Infausto obiettivo di distruggere”
Aldo
Carbonaro: “L'ennesimo pasticcio - da cui sfocerà
altro contenzioso - di questa Amministrazione annebbiata dai fumi provocati
dalla superficialità con cui si applicano i principi cardine
del diritto e del buon senso.
Si sfornano, peraltro da parte di organi incompetenti, provvedimenti
privi di motivazione che fanno presagire accomodamenti senza un filo
logico.
La montagna, anche questa volta, ha partorito un topolino, nel senso
che la nomina dei responsabili dei servizi non reca in sé alcun
profilo di innovazione né di miglioramento dei servizi.
Non v i è che da rimanere sbigottiti di fronte alla lettura di
simili atti.
Viene da pensare che chi li ha prodotti avrebbe veramente bisogno di
un controllo specialistico, come propone il leader nazionale del PDL
.
Sconcertante è poi il dato che chi, per contro, dovrebbe assumere
la responsabilità della decantata ristrutturazione della macchina
burocratica rimane in sordina ed è addirittura beneficiato con
un sostanzioso aumento di stipendio, come è accaduto al segretario
generale che si ritroverà in busta paga settecento euro in più
al mese.
Questa Amministrazione non solo è composta fisicamente dagli
stessi personaggi della precedente, ma è per giunta animata da
ben peggiori propositi: oltre ad aver dissanguato le casse comunali,
persevera nell'infausto obiettivo di distruggere la struttura a danno
dei servizi da rendere alla collettività.”
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| Esplorando per rioni |
Alle “Case Agricole”
LA PINETA NEGLETTA
 Il
termine politica trova il suo significato originario nella lingua greca:
politikòs, ossia relativo al cittadino. E cos'è la politica
se non prima di tutto cura della propria città? Talvolta basterebbe
che ogni singolo cittadino facesse un piccolo gesto di accortezza civile;
ogni tanto basterebbe che le amministrazioni si occupassero anche di
piccoli disagi; e sarebbe anche auspicabile che chi svolge un lavoro
lo svolgesse al meglio: in questa maniera la città vivrebbe e
la politica ritroverebbe il suo significato originario.
Una nostra concittadina, la signora Paola Cito, ci esprime un disagio:
l'esigenza di pulizia, di civile rispetto verso la città. Si
tratta di una pineta, sita tra via Teocrito e via Lucrezio nelle vicinanze
della caserma dei Carabinieri, che viene adibita talvolta a “bagno
a cielo aperto” per i proprietari di cani, talaltra a parcheggio
abusivo. Insomma un piccolo “polmone verde” maltrattato
dagli stessi cittadini e abbandonato da netturbini e amministratori.
Tutta l'Italia si è sconvolta di fronte alla questione dei rifiuti
campani. Ma non tutti gli italiani poi gettano il fazzolettino o la
cicca di sigaretta nell'apposito cestino. Cerchiamo allora di sentire
nostra la città in cui viviamo e di rispettarla: perché
in questa maniera rispettiamo il nostro essere cittadini. Proprio come
fa un vecchietto di 98 anni…
Signore, cosa succede in questo rione?
La mia abitazione si affaccia su una pineta, nelle vicinanze di Largo
Generale Dalla Chiesa. Abito in questa zona da circa un anno e mezzo.
Ma sono cresciuta qui vicino. La situazione è intollerabile:
escrementi, cartacce varie, marciapiedi divelti… I proprietari
di cani portano qui i propri animali senza preoccuparsi poi di raccogliere
in appositi sacchetti gli escrementi canini. Ciò ovviamente causa
problemi igienici: infatti sono comparsi dei ratti.
Per la questione dei ratti, si è preoccupato qualcuno?
Sì, c'è stata una specie di disinfestazione. Ma non ha
risolto il problema. Infatti io mi sono procurata veleni e quant'altro.
Ma diceva che non c'è solo la questione degli escrementi
canini…
Sì, non è solo questo il problema. In estate, ad esempio,
oltre a numerosi insetti soprattutto zanzare, la pineta viene quasi
adibita a campeggio. Alcune volte sostano infatti camper che ovviamente
lasciano alla loro partenza liquami o comunque sporcizie.
Inoltre, durante la festa patronale o le varie fiere diventa luogo di
parcheggio abusivo e di “bagno pubblico” a cielo aperto.
C'è chi poi arriva anche a bruciare mucchi di aghi di pino.
Tale situazione è stata denunciata?
Certamente, soprattutto durante la campagna elettorale. Ma non è
servito a molto . Avevamo chiesto che la pineta fosse almeno recintata
e fossero sistemati dei cestini e dei cartelli per la raccolta degli
escrementi canini. Ma ci è stato risposto che non c'erano fondi.
Abbiamo anche chiesto se fosse possibile recintare la pineta a spese
del vicinato: anche in questo caso ci è stata data una risposta
negativa perché si tratta di suolo pubblico.
Quando poi in qualche circostanza particolare (quando ad esempio ho
ripreso un signore che non aveva raccolto gli escrementi del suo cane)
ho chiamato i Vigili Urbani, questi o non si sono presentati o si sono
ridotti esclusivamente a chiedere i documenti.
Proprio perché è una pineta pubblica, non dovrebbe
passare il netturbino?
Sì il netturbino passa. Ma non pulisce. E quando gli abbiamo
fatto presente il suo mancato lavoro, ci è stato risposto che
avrebbe potuto pulire la pineta solo se lo avessimo pagato perché
si trattava, a suo parere, di una strada privata.
Devo dire la verità, qualche volta passa di qui il personale
della cooperativa Alba e quanto meno spazza i rifiuti e le foglie secche.
Come vi siete adeguati a questo stato di cose?
Ognuno di noi cerca di pulire almeno vicino alle proprie abitazioni…
Mio marito ha anche sistemato un po' attorno il cemento divelto per
coprire alcune buche che si erano create. In passato tutto il vicinato
spesava la pulizia di un privato. Addirittura una volta dopo aver raccolto
e fatto un mucchio delle varie sporcizie ho chiamato la Monteco per
raccogliere questo mucchio. Ho dovuto insistere per più di due
settimane per ottenere poi cosa? L'operatore è passato ed è
andato via lasciando il mucchio là dov'era.
varie sporcizie ho chiamato la Monteco per raccogliere questo mucchio.
Ho dovuto insistere per più di due settimane per ottenere poi
cosa? L'operatore è passato ed è andato via lasciando
il mucchio là dov'era.
Ognuno cerca di fare quello che può. C'è un vecchietto
di 98 anni che piano piano ogni giorno pulisce un po' questa pineta.
Ma non si può andare avanti così. I bambini non possono
fare nemmeno un giro in bicicletta per la presenza di ratti ed escrementi;
i vecchietti, che in estate potrebbero passeggiare un po', evitano.
Non chiediamo grandi opere di estetica, ma semplicemente pulizia.
Ed i cittadini continuano a fare forse le veci di qualcun altro, richiamando
il parcheggiatore abusivo, il netturbino, il proprietario del cane o
semplicemente sistemando come possono la pineta. Chi risponde loro?
Francesca Radesco
Iolanda Scisciolo
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L’intervista all’assessore
all’ecologia, Sergio Pagliara
“MI SPEDISCANO UN’ISTANZA”
Celebrata l’Assemblea Costituente
- Eletti i componenti degli organismi fasanesi e del Coordinamento Provinciale
 Dopo
il disagio che ci ha espresso la nostra concittadina Paola Cito, abbiamo
deciso di continuare la nostra indagine porgendo i nostri interrogativi
e le nostre perplessità a Sergio Pagliara, assessore all'ecologia
e politiche di salvaguardia dell'ambiente- arredo urbano e verde pubblico.
Cosa pensa un'amministrazione locale debba fare per sensibilizzare
i cittadini alla cura del proprio territorio?
Controllo e informazione. Anzi prima informazione e poi controllo e
anche programmazione.
Riguardo al controllo lei è a conoscenza della situazione
della pineta in Largo Generale Dalla Chiesa?
No, sinceramente non ne sono a conoscenza.
Una nostra concittadina ci ha voluto esprimere il suo disagio.
Si tratta di una pineta che da troppo tempo è abbandonata a se
stessa: poca pulizia, addirittura marciapiedi divelti, bagno a cielo
aperto per I cani e nelle notti estive è possibile trovare anche
qualche camper.
Sinceramente non ne ero a conoscenza, ma la signora potrebbe farmi pervenire
una segnalazione per iscritto. Ogni istanza a me pervenuta è
stata sempre presa in considerazione.
Si, ma quale potrebbe essere la soluzione o il provvedimento
da adottare per porre rimedio alla situazione?
Senta, le anticipo una novità. Stiamo per sistemare un piano
di localizzazione per aree verdi che potrebbero essere gestite da privati.
Interessante, ci spieghi nel dettaglio.
I privati potranno esporre il proprio verde in queste zone per loro
interessanti e in cambio potranno pubblicizzare il loro intervento.
Per questo la signora o qualsiasi altro cittadino potrebbe farmi pervenire
una segnalazione. Se l'area potrà essere per qualche privato
interessante allora la prenderemo in considerazione.
E se nessun privato la trovasse interessante?
A quel punto il comune cercherà di prevenire. Ma è importante
la segnalazione. Cercheremo anche di prevenire la sosta abusiva dei
camper.
Dopo aver visto la situazione, sentito la sig.ra Cito e l'assessore,
i nostri interrogativi non si sono sciolti. Tutt'altro ci chiediamo:
ma una cittadina per risolvere un disagio in un comune deve necessariamente
barcamenarsi tra istanze e segnalazioni per iscritto? C'è una
sensazione di insicurezza verso le istituzioni; c'è chi non fa
bene il suo lavoro e c'è chi si chiede: “ ci hanno risposto?”.
f.r. & i.s.
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| fatti
fattacci cronache e controcronache |
COL FORO NON SI SCHERZA Un dipendente di una società napoletana di recupero crediti , un tarantino di 54 anni, per essere più autorevole presso i debitori, si spacciava per avvocato. Lo ha fatto anche a Fasano, che notoriamente è una realtà satura di legali; e, siccome a casa di suonatori non si portano serenate, l'incauto millantatore è stato subito scoperto e denunciato ai carabinieri. Fine ingloriosa di un esattore che, con pretese professionistiche, ha urtato la suscettibilità dei veri professionisti del Foro. INNOCENTE IL MAGGIORENNE DEL BRANCO Giuseppe Spalluto, 27 anni, a seguito di un esame dei Ris su tracce ematiche riscontrate su un suo indumento, era stato accusato di concorso in tentato omicidio e porto abusivo di arma in luogo pubblico. Pertanto, a quattro mesi dal fatto di sangue verificatosi nell'ottobre 2007 (l'accoltellamento di un giovane della provincia di Napoli, vittima di una vendetta di gruppo), lo Spalluto era stato arrestato e incarcerato. L'avv. Bernardino Turchiarulo, ha dimostrato presso il Tribunale del Riesame di Lecce l'innocenza del suo assistito. Giuseppe Spalluto, che era intervenuto nella rissa per dividere i contendenti, è stato scarcerato dopo circa un mese di reclusione. INCONTRO STAMPA - SINDACO Nella sala di rappresentanza del Palazzo municipale si è tenuto, martedì 11 marzo, l'incontro fra il locale circolo della stampa “Secondo Adamo Nardelli” ed il sindaco Lello Di Bari. Vi hanno preso parte il presidente del sodalizio Franco Lisi con l'intero consiglio direttivo (ad eccezione di Gianfranco Mazzotta assente giustificato), Zino Mastro, Paola Guarini, Gino Bianco. Scopo dell'incontro era mettere in chiaro il rapporto tra giornalisti locali ed ente comunale dopo le ombre proiettate dalla vicenda del casinò che aveva visto coinvolto l'allor presidente del Circolo della Stampa, Gino Bianco. Il nuovo presidente, Franco Lisi, ha infatti precisato che «nel rispetto dei differenti ruoli, il Comune da un lato, il circolo dall'altro, e nella continuità dello stile di Secondo Adamo Nardelli, il nostro sodalizio opererà per dare un contributo di idee e di riflessioni sulle tematiche-cardine che riguardano Fasano. A tal proposito – ha aggiunto Lisi – prossimamente consegneremo nelle mani del sindaco la proposta sulla gestione del teatro Sociale venuta fuori dal focus group voluto proprio dal circolo della stampa. Non solo. Entro la fine del 2008, in occasione del decennale della morte di Secondo Adamo Nardelli, promotore e fondatore del nostro sodalizio – ha puntualizzato Lisi - appronteremo e presenteremo un volume che raccoglie i suoi articoli più significativi, in particolare “i medaglioni” sui personaggi politici fasanesi. Infine, punteremo alla redazione di uno statuto dell'associazione adeguato alle nuove esigenze e capace di far assurgere il circolo a punto di riferimento e laboratorio di idee per lo sviluppo della città». Il sindaco, da parte sua, ha dichiarato di sentirsi onorato della richiesta del presidente Lisi di poter utilizzare la sala della Biblioteca comunale quale sede istituzionale del circolo della stampa. “L'informazione è uno dei baluardi della democrazia e, dunque, è motivo di rispettabilità per l'Ente locale poter destinare uno spazio pubblico alle attività istituzionali del sodalizio che raccoglie gli operatori dell'informazione. Mi auguro – ha proseguito il sindaco Di Bari – che il circolo possa, ancora di più, essere promotore di appuntamenti culturali di prestigio». APPALTATI LAVORI PER IL PORTO DI SAVELLETRI Sono stati aggiudicati alla ditta “F.lli Scuttari di Scuttari Benito & c.” di Chioggia (Ve) i lavori di ammodernamento e potenziamento delle strutture portuali del porto peschereccio di Savelletri che ha presentato un'offerta con ribasso del 16,12 per cento sul prezzo a base d'asta di 628.365,67 euro (esclusi Iva ed oneri di sicurezza). Gli interventi previsti nel piano progettuale esecutivo redatto dall'ing. Nicola Putignano e dal geometra comunale Vito Savoia, che hanno lavorato sul progetto definitivo redatto dall'ingegnere comunale Rosa Belfiore, saranno finalizzati a ridare sicurezza al bacino portuale e ad attrezzare e potenziare adeguatamente le banchine esistenti in cala Grottelli. E' stato previsto il rifacimento della scogliera esterna oltre all'adeguamento funzionale delle banchine esistenti ed alla realizzazione di una nuova banchina per l'ormeggio delle imbarcazioni a cala Grottelli; verrà, inoltre, ampliato l'impianto d'illuminazione esistente nel tratto di porto detto “zona A”, l'unico al momento sprovvisto di punti-luce; verrà pure sostituito il segnalatore luminoso esistente, ormai obsoleto. ANCORA FURTI NEI CIMITERI La gang dei cimiteri torna in azione. Dopo aver ripulito negli anni scorsi in più di un occasione il cimitero fasanese questa volta a farne le spese è stato quello di Montalbano. Inizialmente sembrava un furto circoscritto all'ufficio del custode (da dove erano stati asportati alcuni oggetti in dotazione), ma dopo qualche ora la stima dei danni si è fatta decisamente più consistente. Infatti, è stato accertato il trafugamento da cappelle gentilizie di oggetti di arredo, alcuni di valore (anche in oro), e antiche madonne in campana. Accantonata l'ipotesi di sette sataniche, le indagini vanno nella direzione di una banda specializzata nel trafugamento e commercio di oggetti sacri da immettere sul mercato nero. OMISSIONE DI SOCCORSO L'aria primaverile ha stordito oltre misura un giovane automobilista fasanese che, alla guida di una Fiat 500, ha trascurato di dare la dovuta precedenza a un gruppo di ciclisti nei pressi dell'istituto tecnico commerciale in via Attoma. Uno del gruppo ha giustamente protestato e l'automobilista, irritato, per tutta risposta ha investito un ciclista e poi ha accelerato nel tentativo di dileguarsi. Ma i carabinieri lo hanno rintracciato dopo appena mezzora e lo hanno condotto in caserma. Conseguenza della bravata: una denuncia a piede libero per omissione di soccorso e 28 punti in meno sulla patente. Il ciclista investito, prontamente soccorso dai compagni del gruppo, è stato accompagnato all'ospedale “Umberto I°”; le contusioni ed escoriazioni sono state giudicate guaribili in cinque giorni. IL PIENO DI CONTRAVVENZIONI Pesante “pacco” di contravvenzioni per un indisciplinato centauro.Un 17enne fasanese per sfuggire al controllo dei carabinieri nei pressi dei “Portici”, ha imboccato contromano la centralissima via Fogazzaro incastrandosi però tra un'auto di passaggio ed il muro. I Crabinieri lo hanno facilmente raggiunto e comminato un bel po' di multe, in quanto era alla guida senza casco, non aveva il patentino, la moto era sprovvista di assicurazione, viaggiava in due e contromano. L'incauto centauro, cui è stato sequestrato lo scooter, dovrà cominciare a mettere da parte 1362 euro per pagare le diverse infrazioni contestategli. RECITAL NELLA CHIESA DI SANT'ANTONIO Ancora una volta i ragazzi dell'Anspi sono riusciti ad emozionare il loro pubblico, toccando il cuore e l'anima di chi ha assistito al recital “Un'altra storia d'amore” di Fabio Baggio. Il loro lavoro è incentrato sulla la vita di Gesù. Al recital, che si è tenuto presso la chiesa Sant'Antonio di Fasano, hanno partecipato numerosi giovani, tra cui: Nicola Rotondo, Simona Marsella, Nanni Latartara, Antonio D'Amico, Renato Murri, Vito Pinto, Sergio Mileti, Assunta Ruggieri, Angelo Amati, Francesco Candida, Lino Lomartire, Giuseppe Olive, Ambrogio Laguardia, Giovanni Ruggieri, Rita D'Errico, Franco Renna, Adriana Sabatelli, Giovanna Ruggieri, Giuseppe Ruggieri. Un testo, quello del recital proposto dal gruppo Anspi modificato e rivisto dal diacono Fiorenzo Marsella, animatore e regista del gruppo. Lo spettacolo si è aperto nel ricordo di zio Tonio Fanizza, amico indimenticabile della comitiva Anspi scomparso di recente, salutato dai suoi ragazzi attraverso fotografie, sottolineate da musiche e parole. Il recital ha narrato episodi della vita pubblica di Gesù (Antonio Rotondo) fino alla sua Resurrezione, tra cui la chiamata di quelli che diverranno i suoi discepoli e la conversione di Maria Maddalena (Annalisa Marsella). Avvenimenti e parabole sono state raccontate da un “burattinaio” (Francesco Rotondo) ad un gruppo di ragazzi dei giorni nostri (Ivan Campanella, Roberto Masi, Angela Adami); tra i giovani spettatori si introduce la figura di Maria (Mariella Pipoli) madre di Gesù, che si farà conoscere solo al momento della crocifissione. Le musiche sono state curate da Francesco Fanizza, la suggeritrice dello spettacolo Lory Lisi, i costumi curati da Maria Teresa Giannoccaro, le scenografie realizzate da Lorenzo e Gino Cavallo e le coreografie curate da Angela Adami eseguite da un gruppo di ragazze dell'Oratorio del fanciullo. IMPRENDITORE FASANESE INVESTITO A SORRENTO  Illeso per miracolo dopo un volo di oltre venti metri. Un imprenditore di Fasano, Angelo Pertosa, 48 anni, titolare di un'impresa di pitturazione e decorazione edile, è stato travolto da un'auto a Sorrento, dove si trovava per lavoro. L'incidente è avvenuto, nella tarda serata del 14 marzo, nella centralissima via degli Aranci. Una Matiz, guidata da un giovane, proveniente da Massa Lubrense, ha investito in pieno Angelo Pertosa, che si accingeva ad attraversare la strada. “Ho visto volare mio padre – ha riferito Giuseppe che ha assistito con altri due amici del genitore alla drammatica sequenza- e ho pensato subito al peggio”. L'imprenditore fasanese è stato prontamente soccorso. Nell'ospedale di Sorrento è stato sottoposto alle cure e ai controlli di rito. Nessuna lesione. Praticamente illeso. “E' stata la Vergine della Lobra, questa volta, a proteggermi – racconta, commosso, Angelo Pertosa - è la seconda volta che me la scampo. Tanti anni fa mi trovai coinvolto in un brutto incidente stradale, uno scontro frontale, e Santa Bibiana ci mise la sua santa mano. A Sorrento, la macchina che mi ha investito procedeva a cento all'ora, tanto che la strisciata della frenata è stata di 24 metri; non mi sono accorto di nulla, soltanto una luce all'improvviso e poi l'impatto. Sul momento non ho accusato alcun dolore, ma dopo, (non so quando dopo, perché avevo perso il senso del tempo) mi sono ritrovato steso sull'asfalto e dolorante in ogni parte del corpo”. BARRIERE ARCHITETTONICHE AL CIMITERO DI PEZZE Il camposanto di Pezze di Greco è inaccessibile ai diversamente abili: alcuni gradini, all'ingresso, rappresentano un serio ostacolo per chi deve accedere in carrozzella. Spesso interviene il custode di turno ad agevolare chi non può autonomamente superare quei gradini. Una situazione, a dir poco incresciosa, più volte denunciata. Non occorre una spesa eccessiva, né un impegno di alta ingegneria, per creare una rampa d'accesso ed eliminare la vergogna di barriere architettoniche in un luogo così importante per la pietà umana. IL VANGELO SECONDO ALBERTI La scrittrice Barbara Alberti ha presentato, nel corso di una manifestazione tenutasi lo scorso 18 marzo nel salone di rappresentanza del Comune, la sua ultima fatica letteraria, “Vangelo Secondo Maria”, edita da Castelvecchi. L'appuntamento, è stato organizzato dalle locali associazioni “Presidio del libro” e “Inner Wheel” col patrocinio del Comune di Fasano. La professoressa Pasquina Cofano ha intervistato la scrittrice. Il libro dell'Alberti tratta della storia di una giovane curiosa che vuole tessere da sola la trama del proprio destino. E' una Maria ben diversa da quella descritta dai Vangeli, reinventata dalla scrittrice come donna non più spettatrice ma coraggiosa artefice della propria esistenza. PESCE CHE VA A RUBA Banda di ladri ruba due camion carichi di pesce dalla “Gioioso Ittica” mettendo fuori gioco anche l'allarme satellitare. Il furto è accaduto in piena notte nella zona industriale, dove ha sede lo stabilimento dell' azienda fasanese esportatrice di pesce. I ladri, mentre fuggivano alla guida dei mezzi di trasporto dell'azienda, hanno prima urtato violentemente contro il cancello in ferro e poi fatto smarrire la loro tracce facendo perdere il segnale dell'allarme satellitare che ha registrato l'ultima presenza dei mezzi in direzione Bari. LEGALITA' E SICUREZZA Tra le inquietudini e le aspettative della società contemporanea, grande rilevanza hanno i temi connessi alla legalità e alla sicurezza; argomenti che sono stati trattati da autorevoli relatori nel corso della serata organizzata, sabato 29 marzo presso la Sierra Silvana, dai Lions Clubs di Fasano-Egnazia, Monopoli Noci dei Trulli e delle Grotte, Putignano e Monopoli. Il generale di brigata Giuseppe Rositani (comandante della Regione Carabinieri Puglia) ha spiegato, con l'ausilio di slides, la organizzazione dell'Arma nella lotta alla criminalità; sui problemi della giustizia ha argomentato il magistrato Giuseppe Scelsi. Con taglio più immediato il giornalista Rai, Raffaele Gorgoni, ha analizzato i rapporti tra istituzioni, mass-media e società, sottolineando, in particolare, come il giornalismo di maggiore consumo popolare è spesso quello prodotto a minor costo e con più basse professionalità. Il sindaco Di Bari, non si è limitato al saluto formale, ma ha manifestato la preoccupazione per l'aumentato tasso di criminalità nel nostro territorio. Duecento i partecipanti al convegno (con annesso buffet), gli onori di casa sono stati fatti da Angela Schena, coadiuvato dal cerimoniere del distretto “Apulia”, Antonio Di Stefano di Lecce. PASQUETTA SOTTOTONO La Pasquetta 2008 è stata decisamente sottotono per la inclemenza meteorologica. Per tuuta la giornata il maltempo ha condizionato il flusso dei turisti e gli affari per gli operatori del settore sono stati alquanto deludenti. Si sono, tuttavia, salvati ristoratori e gestori di strutture agrituristiche. Se la giornata è trascorsa tranquilla e senza grossi problemi a Savelletri si è toppato di brutto per la presenza di montagne di alghe maleodoranti sulle banchine del molo. Un punto a sfavore dell'Amministrazione comunale. QUANDO IL NAVIGATORE BLUFFA Il giorno di Pasquetta, mentre sulla provinciale dalla Selva alla Vernisina si muoveva lentamente un serpentone di aiuto incolonnate, un turista napoletano ha preso la scorciatoia e ha imboccato, contromano, la strada “della Madonnina”. Per poco non c'è scappato lo scontro frontale. Meno male che saliva (nel giusto senso di marcia), con una utilitaria, un giovane del luogo che con destrezza ha schivato l'impatto con la Mercedes e, poi, con molta cortesia ha dato al turista le opportune indicazioni per raggiungere Fasano. Il turista, che viaggiava con la famiglia, dopo essersi ripreso dallo spavento (si è reso conto di quello che sarebbe potuto succedere) si è giustificato col dire che a trarlo in errore è stato il navigatore satellitare. Se le cose stanno così, sarà bene che la Polstrada verifichi e segnali a chi di competenza la corretta indicazione. L'EX ASILO DI VIA BERTANI Non c'è pace nell'edificio di via Bertani a Pezze di Greco, adibito a scuola primaria. Ancora sul piede di guerra i genitori per il completo stato di degrado della struttura ormai inadeguata ad ospitare gli alunni. Muri scrostati, umido e muffa un po' dappertutto. Del problema è stato interessato il Sindaco che, unitamente alla direttrice del 3° circolo Federica Celeste Semini, ha proposto il trasferimento della classe in altra sede. Sono stati effettuati dei sopralluoghi ed è stata avanzata l'ipotesi di trasferire gli uffici amministrativi in via Eroi dello Spazio, mentre gli alunni verranno trasferiti nell'altro edificio via Bertani. Un ipotesi che però porterà via diverso tempo e che comporterà l'ulteriore permanenza degli scolari nella vecchia struttura fatiscente. PRETENDEVA I MEDICINALI Un uomo di 43 anni di Fasano si è recato al Prono soccorso dell'ospedale pretendendo taluni medicinali. Di fronte al rifiuto del personale ha estratto il coltello e ha minacciato medici ed infermieri. Sono intervenuti i carabinieri che lo hanno calmato, disarmato e condotto in caserma. L'uomo è stato poi denunciato per porto abusivo d'arma bianca. Un altro episodio che conferma lo stato di disagio per il personale del Pronto soccorso. ANCORA RAPINE Torna in azione la banda del fucile a canne mozze. Questa volta a farne le spese è stato il titolare di un caseificio ubicato sulla Statale 172, a Laureto, pochi metri oltre il confine tra Fasano e Locorotondo. Stesse modalità di azione con le rapine effettuate nei mesi scorsi nel territorio di Fasano. I banditi a volto coperto, sono entrati nell'esercizio commerciale ripulendo la cassa e facendosi consegnare il denaro dagli avventori; sono poi scappati a bordo di una Fiat Uno in direzione di San Marco. Circa 2000 euro il bottino. Dalle testimonianze raccolte dai carabinieri, la banda sarebbe composta anche da malviventi del luogo, in quanto uno dei rapinatori parlava con accento spiccatamente fasanese. E' un indizio. RINNOVO GUARDAROBA Una maggiorenne ( 22 anni) e due minorenni ( 17 e 15 anni) sono finite agli arresti domiciliari per furto di abbigliamento presso l'ipermercato Conforama. Le giovani ladruncole si erano attrezzate con forbici e coltello per rimuovere la piastra antitaccheggio dai capi che, dopo aver provato, decidevano di rubare. Le loro manovre, però sono state notate dai vigilanti che hanno chiesto l'intervento dei carabinieri. Le tre ragazze erano incensurate. CONTAINER DI VIVERI PER L'AMERICA LATINA E' partito lo scorso 19 marzo il container pieno di viveri destinato alle regioni povere del Sud America. Ancora una volta la forza di volontà ha premiato i ragazzi dell'Omg (Operazione Mato Grosso) che sono riusciti a spedire generi alimentari di prima necessità alle popolazioni delle Ande. Un intenso lavoro, durato quattro mesi, nel cui arco di tempo sono stati raccolti 250 quintali di viveri davanti ai supermercati di Fasano e città limitrofe. Le derrate sono state poi imballate e conferite, alla vigilia della Pasqua, sul container in partenza per il Sud America. Quintali di pasta, zucchero, farina, riso, scatolame, biscotti ed olio che a fine mese toccheranno la riva peruviana per essere accolti dai volontari dell'Omg in missione permanente in Perù, Equador, Bolivia e Brasile. L'Operazione Mato Grosso è attivo a a Fasano da circa quattordici anni per iniziativa di Damiano Mongelli, suo primo responsabile. Il sodalizio di volontariato si compone di un piccolo gruppo di ragazzi e ragazze che dedica parte del proprio tempo libero al sostentamento delle missioni presenti in America Latina organizzando due container di viveri durante l'anno. LA “TREGIORNI” DEI CARABINIERI Agli ordini del cap. Fabio Belletto, i carabinieri della Compagnia di Fasano, nell'arco di tre giorni consecutivi, hanno setacciato il territorio fasanese. Nell'operazione sono stati impiegati 60 uomini, 30 automezzi e un elicottero. Sono state controllate 369 persone ed elevate numerose contravvenzioni ad automobilisti indisciplinati e a titolari di esercizi commerciali. Cinque denunce e un arresto. E' un segnale. TEATRO PER POCHI INTIMI  Presso la sede del “Vas” si è tenuto, domenica 16 marzo, uno spettacolo di qualità riservato, purtroppo, a un pubblico limitato per carenza di spazi. Il lavoro teatrale “Venticinquemila granelli di sabbia” di Alessandro Langiu (premio Annalisa Scafi, nel 2004) tratta il tema dello sviluppo industriale, il cui prezzo è l'inquinamento. La vicenda teatrale viene ambientata nella Taranto degli anni '70; protagonisti tre ragazzi che giocano, crescono e si ammalano in un campetto di calcio dalla terra-polvere rossa, all'ombra delle ciminiere degli altiforni dell'Italsider. ANCORA FURTI NEI CIMITERI La gang dei cimiteri torna in azione. Dopo aver ripulito negli anni scorsi in più di un occasione il cimitero fasanese questa volta a farne le spese è stato quello di Montalbano. Inizialmente sembrava un furto circoscritto all'ufficio del custode (da dove erano stati asportati alcuni oggetti in dotazione), ma dopo qualche ora la stima dei danni si è fatta decisamente più consistente. Infatti, è stato accertato il trafugamento da cappelle gentilizie di oggetti di arredo, alcuni di valore (anche in oro), e antiche madonne in campana. Accantonata l'ipotesi di sette sataniche, le indagini vanno nella direzione di una banda specializzata nel trafugamento e commercio di oggetti sacri da immettere sul mercato nero. IL PALAZZETTO DELLO SPORT PRIVATO Da decenni gli sportivi fasanesi sportivi attendono la realizzazione di un bel palazzetto dello sport. Un'esigenza sempre più pressante per l'accresciuta domanda di sport e per far fronte agli impegni agonistici di formazioni (di pallamano, pallacanestro e pallavolo) che militano in campionati nazionali. Ogni amministrazione comunale che si è succeduta al Palazzo di città ha messo nel proprio programma la realizzazione della struttura, ma alla scadenza del mandato è risultata promessa non mantenuta. A questa ormai diffusa sfiducia nelle amministrazioni pubbliche ha voluto dare una risposta un soggetto privato. Il geom. Nino Gentile, già titolare di una bella struttura sportiva con annessa piscina coperta, sulla strada per Pezze di Greco, ha proposto al Comune di realizzare l'impianto in cambio della sola concessione edilizia. “Datemi i permessi e il palazzetto lo faccio io”, ha detto con piglio deciso il vulcanico imprenditore. Sembrava uno scherzo ma invece era tutto vero. “Se il comune con una deroga al piano regolatore mi rende un terreno adiacente alla mia struttura il giorno dopo inizio i lavori”. Una provocazione. Il Sindaco ha risposto che il Palazzetto si farà, come promesso, e sarà pubblico. PER SALVARE IL GATTO SI PRECIPITA Una studentessa universitaria per salvare il suo gattino, che si era avventurato sulla balaustra del balcone del terrazzo, precipita dal secondo piano alto cinque metri. E' accaduto il 19 marzo, verso l'ora di pranzo. La ragazza,nel tentativo di togliere il suo micio da una posizione scomoda e pericolosa, ha perso l'equilibrio ed è caduta, dal terrazzo, sulle “chianche” della strada. Una caduta terribile che ha fatto subito pensare al peggio: Prontamente soccorsa, è stata trasportata d'urgenza al “Perrino” di Brindisi. Se l'è cavata con una frattura al bacino. SEQUESTRO AMMINISTRATIVO Sequestrati 2500 quintali di olio dal ministero delle Politiche agricole a causa delle etichette non più a norma. Quindi un fatto burocratico che ha comunque comportato il sequestro dell'olio contenuto in alcuni silos dell'oleificio ubicato nei pressi dello scalo ferroviario fasanese. Una dicitura, quella trovata sugli appositi cartelli non più a norma, ovvero l'aggettivo “corrente” è stato ridotto dal ministero di settore a due soli attributi “lampante” o “extravergine”. Per ora è scattato il provvedimento amministrativo in attesa dei risultati delle analisi chimico-fisiche che sono stati eseguiti su campioni d'olio prelevati dagli stessi contenitori. IL PROGRAMMA DI FASANOJAZZ E' stata approntata dal Comune di Fasano la rassegna “FasanoJazz 2008” giunta all'undicesima edizione. Previsti quattro concerti di artisti internazionali e che si terranno dal 3 al 10 giugno fra il teatro Kennedy ed il teatro comunale Sociale. 3 giugno: BRUFORD-BORSTLAP DUO Teatro Kennedy, ore 21: Bill Bruford batteria Michiel Borstlap pianoforte e tastiera elettrica. 4 giugno: BRIAN AUGER'S OBLIVION EXPRESS, Teatro Kennedy ore 21: Brian Auger organo hammond, Savannah Auger, voce, Jeffrey Condor, basso elettrico, Karma Auger, batteria e voce. 6 giugno: ALLAN HOLDS WORTH TRIO Teatro Kennedy ore 21: Allan Holdsworth chitarra, Ernest Tibbs basso elettrico, Chad Wackerman batteria. 10 giugno: GIANNA MONTECALVO "STEVE'S MIRROR", Teatro Sociale ore 21: Gianna Montecalvo voce, Roberto Ottaviano sassofoni, Gianni Lenoci pianoforte, Giorgio Vendoa contrabbasso, Marcello Magliocchi batteria. Da quest'anno l'ingresso non sarà più libero; si pagherà un ticket, il cui prezzo verrà stabilito dall'assessorato allo spettacolo. VISITA E STAGES A BRUXELLES Venticinque giovani di Fasano sono stati selezionati per una visita guidata al Parlamento europeo a Bruxelles e per un successivo stage di accesso al lavoro in uno dei Paesi membri della Comunità. L'iniziativa è partita dall'europarlamentare Aldo Patriciello che ha coinvolto la Cisl (Confederazione Italiana Sindacato Lavoratori) di Fasano, il cui segretario territoriale, Zino Convertini, ha attivato i meccanismi di selezione fra laureati, studenti universitari e diplomati. La comitiva, guidata da Ettore Convertini, partirà per Bruxelles il prossimo 6 maggio. Successivamente, per i 25 partecipanti , sempre a Bruxelles, ci sarà la possibilità di frequentare corsi di perfezionamento professionale per l'inserimento programmato nel mondo del lavoro in aziende della Comunità Europea. “NAPOLETANDO” CON I DONATORI DI SANGUE Per festeggiare i suoi trent'anni di attività sociale a Fasano, la locale sezione “Franco Zizzi” dei volontari donatori di sangue (Avis), mercoledì 23 aprile replicherà al Kennedy, “napoletando”, spettacolo sempre più arricchito di musica e teatro. Costo del biglietto10 euro (i soci non pagano). LA CAMBIALE DI MATRIMONIO E' stato un successo, anche a Corfù, la rappresentazione del Barbiere di Siviglia di Paisiello allestito dai giovani pugliesi nell'ambito della programmazione europea dell'obiettivo 3 (cooperazione territoriale) . Un progetto della Regione Puglia che ha come capofila l'assessorato alla cultura della Provincia di Brindisi (diretto dal nostro concittadino Giorgio Cofano) in parteneriato con vari enti della Puglia e con le prefetture di Corfù e di Zante. Il “Barbiere” di Paisiello, che per la prima volta è stato messo in scena, il 9 marzo, a Fasano, al Kennedy, è stato replicato a Corfù il 13 marzo. Lo scambio culturale si completerà con la rappresentazione, sempre al Kennedy, il 30 aprile con “La cambiale di matrimonio” di Rossini, allestita dagli studenti del conservatorio di Corfù in collaborazione con altre istituzioni greche. L'ingresso sarà gratuito, previa prenotazione. Lo scopo di queste iniziative ha spiegato l'assessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli, è di “ avvicinare nuove fasce di pubblico alla lirica, e nello stesso tempo valorizzare giovani talenti artistici in uno straordinario contesto di coperazione internazionale e di vivacissimo impegno culturale”. LA FORTUNA FA SOSTA A LAURETO  Un giovanotto di Laureto, fa il muratore quando c'è lavoro, venerdì quattro aprile ha avuto un bel colpo di “ sedici”, anzi di ventiquattro. Abbondantemente sconfortato per la giornata da trascorrere senza lavorare a causa della pioggia, è andato alla Coschitella per bersi un caffè e magari incontrare un amico col quale scambiare quattro chiacchiere. Macchè, non era giornata. Così è entrato nella edicola-ricevitoria di Tommaso Serri e, più per abitudine che per convinzione, ha acquistato un gratta e vinci da cinque euro, quelli del “Miliardario” con oltre 100 milioni di euro in premi. Ebbene, gratta gratta e a un certo punto cambia colore. No. Non è possibile. Cento milioni di vincita al numero 24, ventiquattro come i suoi anni. Non ci crede. Il buon Tommaso lo rassicura e gli da i consigli del caso. Per il giovanotto se non è cambiata la vita, certamente gli sarà più agevole affrontarla. BORSE DI STUDIO Sono stati aperti, dal Comune di Fasano, i termini per la presentazione, da parte delle famiglie, delle istanze finalizzate all'assegnazione delle borse di studio per l'anno scolastico 2007\2008. I nuclei familiari rientranti nei limiti configurati con l'Isee e, dunque, con un reddito relativo al 2006 non superiore ai 10.632,94 euro possono presentare la domanda alle scuole frequentate dai propri figli. Infatti, sono interessate le famiglie che hanno almeno uno studente nelle scuole di ogni ordine e grado e che abbiano sostenuto delle spese non inferiori a 51,65 euro. Le istanze per l'ottenimento delle borse di studio potranno essere presentate alle scuole entro il prossimo 30 aprile. NUOVO COMANDANTE ALLA STAZIONE CARABINIERI  È il maresciallo Piero Pugliese, nato e Monopoli 48 anni fa, il nuovo comandante della locale Stazione dei carabinieri di Fasano. Incarico conferito ufficialmente dallo scorso 10 marzo in sostituzione di Domenico Margiotta trasferito già da settembre in altra sede. Laureato in scienze dell'amministrazione, sposato con 2 figli il neo comandante è in forze presso la Compagnia di Fasano dal 2001 al comando fino a qualche mese fa dell'aliquota radiomobile. Una carriera che, in 28 anni, lo ha portato a prestare servizio in diversi ambiti e luoghi d'Italia fino al comando della Stazione di Fasano. ARRESTATO IL PIROMANE Torna prepotente il fenomeno degli incendi di auto notturne nel centro cittadino, ma questa volta il piromane ha un nome e cognome: Donato Ivano De Mola, 20 anni di Fasano. Lo hanno arrestato i carabinieri della locale Compagnia di Fasano dopo essere riusciti ad identificarlo grazie ad un circuito chiuso di telecamere appartenenti ad un esercizio commerciale. Infatti l'autore del gesto incendiario nella notte tra martedì 8 e mercoledì 9 è tornato in azione appiccando il fuoco prima ad una moto parcheggiata in via Adami (le fiamme si sono estese anche ad una utilitaria), e subito dopo ad un'altra auto parcheggiata in don Minzioni. Il piromane, reo confesso si è attribuito anche rogo di via don Minzioni facendo ritrovare ai carabinieri la bottiglia di benzina utilizzata per appiccare il fuoco. Si indaga, per accertare se è lo stesso De Mola l'autore di precedenti incendi avvenuti negli ultimi mesi in città. |
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QUESTIONE ALITALIA |
La vendita dell'Alitalia mi ha sempre puzzato di sporco affare. Una pura impressione a naso, perché il mondo della finanza è così complesso che non mi azzardo neppure ad avvicinarmi. Però la mia assoluta incompetenza non mi proibisce di avere delle sensazioni. La mia sensazione è che con l'Alitalia si sia voluto giocare allo sfascio (basti pensare a certe promozioni assurde: un solo euro del costo del biglietto da Roma a Londra) per farla fallire e venderla quindi a un prezzo stracciato. Forse non sarà così, ma io ho questo sospetto. Intanto a pagare sono i lavoratori anche se ora, per le trattative di vendita, vogliono addossare colpe e responsabilità ai sindacati. Pino Carrone |
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L’impegno di un fasanese
ACQUA SANA PER L’AFRICA
L'ing. Vito Casarano, da governatore
del Rotary e da professionista delle tecnologie applicate ai trattamenti
idrici, si sta spendendo per una iniziativa umanitaria nel Benin
Due momenti della cerimonia inaugurale
nel villaggio di di Lakpo. A sinistra l’ing. Casarano con le autorità
locali; a destra, l’impianto di potabilizzazione dell’acqua.
Nell'immaginario collettivo, il Rotary club e altri sodalizi
similari, vengono considerati circoli esclusivi per soci facoltosi che
si trastullano in cene, viaggi e varia mondanità. Non è
così. Sono istituzioni internazionali che si propongono degli
obiettivi umanitari con programmi ben precisi e cadenzati, sempre onorati.
Forse in provincia, alcuni di questi club hanno un taglio piccolo-borghese,
ma sono le eccezioni che confermano una regola che corrisponde, invece,
a realtà con proiezioni di alto profilo.
Una delle “missioni” che sta gestendo l'ing. Vito Casarano,
attuale governatore del Rotary International (distretto 2120 Puglia/Basilicata),
è “Acqua sana per l'Africa”. Si tratta di un progetto
per rendere potabile l'acqua in un villaggio del Benin, nell'Africa
occidentale. Esempio concreto di solidarietà non pelosa a favore
di una comunità, quella di Lakpo, vicino a Cotonou, all'interno
di uno dei paesi fra i più sottosviluppati del mondo. Il Benin
(una striscia di terra, pari a un terzo della nostra penisola, stretta
tra la Nigeria , il Togo e il Burkina Faso), è costituito nella
fascia costiera, dove maggiormente si addensa la popolazione, da una
pianura alluvionale orlato da un sistema continuo di lagune. La situazione
paradossale è che gli abitanti di quel territorio, pur vivendo
nell'acqua, muoiono di sete. Più precisamente muoiono per le
malattie che contraggono per l'acqua inquinata. Altissimo è,
infatti, il tasso di mortalità dei bambini.
Da quattro anni il Rotary sta attuando il progetto di rendere potabile
l'acqua nel villaggio di Lakpo con la creazione di una rete idrica di
sette fontane collegate a una falda acquifera e l'installazione di un
impianto di potabilizzazione. Lo scorso 19 febbraio c'è stata
la inaugurazione dell'impianto, con una simpatica cerimonia cui hanno
partecipato tutti gli abitanti del villaggio e le autorità di
Cotonou.
“È stata per noi – riferisce l'ing. Casarano –
un emozione unica. Con il nostro progetto abbiamo ridonato a tanti bambini
e adulti la gioia di vivere un pochino più tranquilli, ponendo
un limite sostanziale ad un problema gravissimo come quello della potabilizzazione
dell'acqua”. L'impianto di potabilizzazione, costato 100.000 euro,
consiste nell'eliminare dall'acqua di falda alti contenuti di ferro,
100 volte superiori al limite di potabilità, con parametri microbiologici
dell'ordine di migliaia di colibatteri per 100 millilitri. Ovviamente
tale stato di inquinamento produceva malformazioni, malattie infettive
legate e conseguentemente una elevata mortalità infantile. Da
qui l'iniziativa del Rotary che, quattro anni fa, ha affidato la progettazione
al prof. Giovanni Tiravanti, ex direttore dell'ILS CNR di Bari. Il progetto
non è ancora completo, in quanto è prevista la installazione
di servizi igienici, il miglioramento del servizio sanitario e il risanamento
ambientale dell'intero villaggio. “Un esperienza del genere vale
una annata di lavoro- afferma Casarano – perchè non c'è
soddisfazione migliore di quando hai la possibilità di fare del
bene a chi ha veramente bisogno di una luce di speranza. Quella luce
che abbiamo visto negli occhi dei bambini festanti e nella commozione
degli adulti increduli di quanto ricevuto. Sono quelle soddisfazioni
che ti donano un fine: donare una possibilità di vita nuova a
chi non può avere neanche lo 0.01% di ciò che abbiamo
noi continentali”.
Michele Cavallo
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Le sculture di Nicola Fiume
IL TEMPIO DELLE CIVETTE
Pezzi ferrosi di vecchi trattori e attrezzi
agricoli riciclati in forme artistiche
Un hobby trasformatasi in passione creativa per un insegnante di francese
 Per
lui, tutto accade per caso. Per Nicola Fiume, quel che accade è
perché è accaduto in quanto doveva accadere, non perchè
lo abbia voluto. Così, per caso è insegnante di francese,
autore di un libro esilarante (“Scherzo o son desto”- Schena
2001), cacciatore, collezionista e, ora, anche scultore. Nicola Fiume,
52 anni, fasanese, è laureato in lingue, insegna francese all'Istituto
Tecnico Commerciale, sposato, due figlie. Dall'inizio di quest'anno
collabora con il Menante con mandato di scrivere tutto quel che gli
passa per la mente; è infatti il titolare della rubrica “Minchiate
e facezie”. Nei giorni scorsi, non casualmente, ho scoperto che
è anche scultore. Per carità, lui non si definisce tale,
né chiama sculture le sue composizioni di materiale ferroso.
Ma, di grazia e di giustizia, come possono essere definite le sue composizioni
in materiale ferroso saldato in maniera tale che alla fine compaia la
figura di una civetta? Non voglio fare accostamento con scultori di
fama internazionale, però sta di fatto che i suoi lavori non
si appartengono all'artigianato ma alla più pura creatività.
Non lo vogliamo definire artista? E non definiamolo. Quelle civette
metalliche, tuttavia, piacciono tantissimo, e non soltanto a me.
Diciamo la storia dall'inizio. Alcuni anni fa, il “nostro”
(tra virgolette e non con la lettera maiuscola, nel senso che è
collaboratore del Menante) trovandosi all'Expo di Bari, negli spazi
della Fiera del Levante, si innamorò di un ninnolo. Una civetta
in alabastro. Fu amore a prima vista.Acquistò l'oggetto. La spesa
era contenuta, compatibile con le entrate di un insegnante di scuola
media superiore. Lui dice che fu innamoramento casuale. Ma noi sappiamo
cosa c'è dietro la storia di una civetta.
C'è tutta la mitologia, la passione di Minerva, le disgrazie
dovute a un pregiudizio medievale, il fascino per “glaucos”
ovvero la rilucenza, lo splendere per luce riflessa, il fascino della
luce, il magnetismo di occhi che scrutano le tenebre, infine, il simbolo
dell'intelligenza. Andiamo avanti. Nicola acquistò quella civetta
di albastro e, portatala a casa come un trofeo, la pose sulla scrivania
a guardia delle sue carte. Non passò molto tempo che venne preso
dall'impulso
Di comperare un'altra civetta. Fu l'inizio della collazione. Ora ne
ha centottanta. Acquistate nei posti più impensati, in Italia
e all'estero.
Passiamo a un'altra storia di casualità, che comunque ha un nesso
con quella precedente. Un giorno capitò (ma non tanto per caso)
nell'officina abbandonata della masseria di Gianecchia. C'era un cumulo
di ferri vecchi, di attrezzi agricoli smontati e arrugginiti, e tanti
utensili, tra cui una saldatrice. Chiamò un fabbroferraio e si
fece spiegare se e come funzionasse di quel macchinario. Era efficiente.
Cominciò a giochicchiare saldando a vanvera pezzi di ferro. Il
caso (sempre il caso, ovviamente) volle che l'occhio gli cadesse su
un vecchio disco di trattore; nei due buchi dell'attacco ci infilò
due rondelle grosse, così per gioco, e gli apparve la figurazione
di una civetta. Ecco che torna la civetta. Intorno a quei due cerchietti,
divenuti gli occhi dell'amato uccello notturno, creò con spezzoni
di ferro le piume, poi, con dei perni , sempre rigorosamente arrugginiti,
creò le zampette, con una maniglietta forgiò il naso e,
via via venne fuori una civetta grezza ma graziosa e ammiccante. Imparò
poi a trattare il ferro con solventi e vernici ottenendo suggestivi
effetti cromatici. Questa prima composizione gli scatenò la passione.
E, sempre casualmente, si è trasformato in saldatore di pezzi
ferrosi, strani, disparati, creando di volta in volta forme nuove di
varianti sul solito tema della civetta.
Ora di pezzi ne ha creato quattordici.
Con una illuminazione particolare, anche questa frutto di casuale invenzione,
li ha piazzati in una vecchia stalla, accanto all'officina.
Uno spazio ampio occupato dalle quattordici sculture e dai centottanta
pezzi della collezione.
Ci ha creato, per di più anche un salottino per la lettura dei
giornali. Insomma, sempre in ossequio a circostanze non volute, lì
a Gianecchia c'è una bella galleria, un tempio delle civette,
che attende soltanto di essere visitato da chi ama le creazioni artistiche.
Franco Lisi |
| una
finestra sul mondo |
a
cura di Mariangela Turchiarulo |
LE CONTRADDIZIONI DI UN PAESE
STRAORDINARIO
“Sono le azioni che contano. I nostri
pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che
non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere
avvenire nel mondo.» [Mahatma Gandhi]
L'India che conoscevo è quella della disobbedienza civile di Ghandi,
dei poveri di Madre Teresa, degli intoccabili… degli Appunti di
Pier Paolo Pasolini… L'India opulenta e ricca dei maraja, dei giardini
Moghul… quella delle tradizioni Hindu. L'India dei musulmani e dei
buddisti… degli ariani, degli sciti e dei mongoli… La terra
del conflitto indo-pakistano e della Valle del Khasmir.
… l'Hymalaya, il deserto del Thar, le verdi terre del Punjab, i
campi di cotone del Deccan… L'India delle risaie e del grano, dei
bozzoli di seta del Bengala… delle acque sacre del Gange…
dove le ceneri dei defunti si mescolano ad escrementi ed offerte…
L'India del sacro e del profano, del sublime e dell'orrido… L'India
dello zafferano e del tè speziato alla cannella, dell'hennè,
delle pashmine, dell'indaco e dell'arancione.Visioni, paesaggi, persone…Da
un lato i bambini degli slums… sporchi ed affamati... moribondi.
Dall'altro i manager indiani della New Economy, nell'aeroporto di Nuova
Delhi, in partenza per gli USA. E per le strade… le vacche sacre
tra le macchine, le scimmie tra la gente; il tanfo delle fogna a cielo
aperto misto all'odore di aglio e curry… |
L’intervista ad Alessandro
Iacovuzzi
 Un
essere umano su sei, è indiano: una nuova campagna pro-sterilizzazione
regala un fucile agli uomini che decidano di sottoporsi ad intervento
di vasectomia. L'India è la più grande democrazia del
mondo; possiede la bomba atomica ed è leader mondiale nella produzione
di software; è il secondo Paese consumatore dopo la Cina…
Cos'altro è l'India?
In un'intervista per il «Menante», ce lo racconta Alessandro
Iacovuzzi, un giovane architetto che ha vissuto in India per sei mesi
studiando la global pagoda di Mumbai.
Mumbai viene definita la New York dell'India. Si presenta proprio
così?
Mumbai, già Bombai: è solo per metà lo specchio
dell'India «occidentale», dell'India che cambia. E' una
metropoli in cui si affiancano oriente e occidente: strade asfaltate
accanto a tratturi con pozzanghere di urina; giovani in jeans accanto
a santoni (i cosiddetti «babà»); palazzoni accanto
a baracche, milionari accanto ad elemosinanti, auto di lusso accanto
a biciclette a malapena funzionanti. Anche in architettura gli antipodi
si confrontano. Un lampante esempio è la global pagoda a nord
di Mumbai: un grandissimo spazio cupolato dedicato alla venerazione
di Buddha attraverso la meditazione. Questa mistica architettura sorge
accanto ad un parco acquatico che diffonde schiamazzi e musica ad alto
volume disturbando il luogo sacro. Accanto agli spazi con nuove e raffinate
strutture sportive immerse in un verde artificiale quasi irreale, sorgono
zone degradate e povere. Ratti grandezza «gatto» passeggiano
beatamente tra le persone, nelle case e tra l'immondizia che ricopre
le piccole, buie e maleodoranti viuzze, accumulandosi soprattutto negli
angoli morti del quartiere e diventando un delizioso «restaurant
corner» per cani, corvi, topi, mosche e bimbi poveri. Ma basta
alzare gli occhi al cielo per ricordarsi che ci si trova nella capitale
economica di Mumbai, con gli imponenti e lussuosi grattacieli che si
contrappongono e nascondono gli squallidi e poveri sobborghi.
In questa terra dei contrasti, cosa fa la gente?
La gente è lì per strada. Chi gioca con qualsiasi oggetto,
chi chiacchiera e sorride, chi lavora al buio senza nessun minimo confort
e attrezzo tecnologico; chi fuma una sigaretta affacciato sul lungofiume;
chi gioca a carte per terra e chi, sempre usando il pavimento come supporto,
consuma del cibo caldo ancora fumante. E in molti sono seduti nell'ozio
più totale e ammazzano il tempo ammirando la vita che scorre
lenta e senza preoccupazioni.
Qual è il rumore dell'India?
Quello del tassista che con il volume dello stereo altissimo corre all'impazzata
facendo uno slalom tra persone che attraversano la strada; quello delle
motociclette con guidatori spericolati muniti di casco da guerra arrangiato
con spago; quello della gente che scende dagli autobus sovraffollati
senza aspettare le fermate. Intere famiglie che dormono per strada,
intralciando anche parte della carreggiata; uomini che trasportano oggetti
improbabili su biciclette: grandi blocchi di ghiaccio, lunghi tubi....
Il clacson è sempre in funzione ed il rischio di incidente è
elevatissimo…. Animali che passeggiano per strada, persone che
mangiano per terra con le mani, sporcizia e immondizia dappertutto,
«latrine» all'aperto in mezzo alla gente, escrementi di
mucche, muli, cavalli; mosche, riso, odori, inquinamento, affollamento,
colori, sari, spettacoli inaspettati... Un mondo così non si
può immaginare: bisogna avere le narici piene dell'odore dell'India
e il cervello intasato dai colori e dal «tranquillo» frastuono
quotidiano...
In questa esperienza multisensoriale, cosa ti ha più
emozionato dell'India?
Tra tanta povertà, la tenerezza celestiale dei bambini ed il
loro sorriso, sicuramente ti restano stampati in mente per sempre.
Ma l'esperienza più emozionante è stato osservare uno
dei monumenti emblematici dell'arte Mogul che auguro a tutti di vedere
almeno una volta nella vita: il Taj Mahal, incorniciato dal grigio sfondo
del cielo pieno di smog. Un monumento che non solo ti lascia incantato,
ma ti emoziona a tal punto da farti scappare qualche lacrima. E nessuna
descrizione renderebbe l'idea come quella che offrono la vista, l'olfatto
e l'udito contemporaneamente. Un'emozione mistica e trascendentale mi
ha attraversato all'improvviso quando... Non ho proprio idea in cui
mi trovo, c'è della musica ad alto volume, un forte odore di
incenso e candele sparse un po' dappertutto... Sono in un luogo sacro,
all'interno di un tempio indù e tutti pregano: alcuni si avvicinano
a delle statue iper-colorate e ricche di fiori e profumi: si inginocchiano,
le toccano, le baciano e restano immobili davanti ad esse. Poi, con
una stecca di incenso tra le dita o con dei ceri accesi, effettuano
dei piccoli cerchietti nell'aria davanti all'immagine delle divinità.
Altri ancora si inginocchiano al centro dello spazio templare e toccano
per tre volte il pavimento con la fronte. Poi cantano, pregano e venerano.
L'odore dell'incenso ti stordisce ed i canti religiosi creano un'atmosfera
devota e spirituale.
Qual è la più grande piaga della società
indiana?
Più pressante del problema del sovraffollamento, è quello
dell'esistenza di caste chiuse che ha origini antichissime. Queste ultime,
secondo la mitologia indù, deriverebbero dalle diverse parti
del corpo di Brama, il dio della creazione. Egli cavò dalla sua
bocca i «bramini», sacerdoti della scienza; dalle braccia
i «satria», guerrieri e governanti; dal ventre i «vaisyas»,
ossia i pastori, gli agricoltori, i commercianti; dai piedi i «sudra»,
ovvero i servi. Ancora, dalla polvere sopra i suoi piedi, creò
i «paria», i «senza casta», gli «intoccabili»,
gli esseri «impuri»: «animali ripugnanti» dal
tragico destino con i quali gli individui di casta superiore non potevano
avere nessun tipo di contatto.
Successivamente i primi quattro gruppi si articolarono in una moltitudine
di sottocaste (oggi se ne contano più di 2500?). Ancora oggi
la società indiana si basa su questo anacronistico sistema, nonostante
la nobile battaglia condotta da Gandhi e le disposizioni della Costituzione
Repubblicana. Così i ricchi restano tali per via dei matrimoni
combinati e del lavoro che si tramanda da padre in figlio; mentre i
poveri sempre più poveri e senza speranza nel loro isolamento.
Come vivono gli «intoccabili»?
I «senza casta», si radunano nei posti più disparati
e impensati: su uno spartitraffico, negli angoli alberati dei parchi,
su di un marciapiede poco illuminato, in una strada chiusa al traffico,
lungo i binari ferroviari o sotto i ponti. Privatizzano tali spazi arredandoli
con qualche branda improvvisata per la notte e qualche struttura che
fa da cucina a legna. C'è chi dispone di una parete e la sfrutta
per appendere qualche utensile (compresi quadri e portafoto) e chi riesce
a costruirsi una copertura in maniera semplice ed economica: quattro
pali verticali e sei orizzontali ricoperti da teli o canne di bambù
per creare ombra o proteggersi dalle piogge monsoniche. I più
fortunati hanno addirittura l'elettricità (che ovviamente «rubano»
dai pali della corrente elettrica) e la tv. Non so come facciano a dormire
nei giorni più freddi di metà gennaio, ma paradossalmente
hanno sempre il sorriso sulle labbra e sono spesso raggruppati a bere
chai. Ogni mattina si lavano i denti usando come spazzolino il dito
indice e come dentifricio una sostanza rossa che lascia i denti colorati...
Per gli altri bisogni fisiologici mattutini c'è il «front-house»
che diventa una latrina collettiva… e senza inibizioni? Unica
controindicazione: davanti all'ingresso si lascia un «dolce profumo»
a prova di ladro! E' da perdonare la mia ironia, ma le cose assurde
che si vedono in questo sub-continente sono così tante che la
sensazione di «forte sconvolgimento» che si avverte nel
guardarle e «sentirle», col tempo si trasforma in una sorta
di «divertimento» che ti accompagna per tutto il giorno
ed in ogni cosa che fai: viva l'India!
Qual è la prima immagine che ti viene in mente pensando all'India?
L'immagine dell'India che cambia, che si «occidentalizza»
e che comincia ad accettare gli «orrori» e gli «errori»
della globalizzazione, cancellando, anche se in maniera lenta, le fantastiche
ed incantevoli tradizioni. Un'India che si fa amare ed odiare, ma che
è impossibile dimenticare. Dalle splendide architetture ai colori,
alle differenze di culture, ai secoli di storia e cambiamenti, dai cibi
speziati alla serenità di ogni persona che popola questo subcontinente.
Un'India di gioie e dolori, del bello e del brutto, del facile e del
complesso, del permesso e del vietato. L'India dagli estremi paradossi,
l'India del chai e delle mucche, l'India delle mille divinità
e della pacifica e lenta vita quotidiana...
Un viaggio in India è un viaggio «per tutti»?
Rispondo con una citazione della guida Lonley Planet: «Per molti
viaggiatori l'India è la prova del nove: alcuni turisti non vedono
l'ora di risalire in aereo e fuggire via, ma se amate scandagliare intrigate
cosmologie, respirare un'atmosfera sovraccarica di sensualità
e siete dotati di una grande capacità di comprensione dell'assurdo,
allora l'India è uno dei drammi più intrigati e più
densi di soddisfazioni che si svolgono sul nostro pianeta.»
Cosa ti resta della «tua India»?
Visitare l'India, Paese della spiritualità, è prima di
tutto un percorso dell'anima... Quello che mi resta?? E' quello che
sono oggi…
Mariangela Turchiarulo |
“INCREDIBILE INDIA!”
Il reportage di Tiziana Lisi che ha trascorso
un mese tra gli indiani vivendo la loro quotidianità –
Le scuole – Le fabbriche – Le istituzioni - Le caste- Le
religioni
 “Incredibile
India!”. Mai uno slogan è stato tanto indovinato quanto
quello che l'ente di promozione turistica dell'India ha coniato per
descrivere la sua magnifica Terra. Una Terra dalle mille sfaccettature,
dai mille volti, dalle mille divinità, dai mille dialetti, impossibile
da catalogare, non facile da descrivere, solo capace di stupire. Incredibile
India!
Ho avuto l'opportunità di stare in India per un mese non in veste
di turista ma per uno scambio culturale; ho avuto pertanto la possibilità
non solo di visitare questo singolare Paese ma di viverlo letteralmente
nei suoi costumi quotidiani, nelle sue usanze e nelle sue costanti contraddizioni.
Ho visitato industrie con sistemi all'avanguardia per costruire macchine
agricole, per fabbricare auto, per monitorare una centrale idraulica,
per coltivare campi sterminati contro la calamità dei monsoni.
Un'India che non ti aspetti, che ti sorprende giorno dopo giorno, con
scuole di altissimo livello, altamente selettive tanto che gli studenti
scartati nelle università indiane vengono, invece, ammessi ad
Harward. I bambini imparano a usare il computer sin dai primi anni,
conoscono l'inglese sin dall'asilo e quella sarà la loro chiave
per comunicare con il mondo; hanno ereditato la severità dei
loro ex dominatori inglesi nel rigore delle divise, degli orari, delle
materie, nel senso dell'appartenenza. Ma anche nelle scuole più
austere si insegna l'arte, che trova la sua maggiore espressione nella
pittura e nella danza: i colori e l'eleganza nelle movenze sono un binomio
indissolubile per la gente di questo grandioso Paese. Ogni attore è
prima di tutto un ballerino, ogni allievo ha la sua sensibilità
artistica. E' forse questo sviluppo della persona a 360° che fa
degli indiani quel popolo magnifico che è diventato negli anni.
Capace di recepire ogni novità, di prendere il meglio da ogni
civiltà con cui è venuta in contatto, di stupire gli occhi
increduli dei suoi visitatori, di far pregare dinanzi ai suoi templi
anche chi non ha mai creduto.
Un'India che non ritrovi nei servizi televisivi, che non vedi sulle
riviste patinate dei viaggi. L'India è come un tatuaggio che
ti porti nell'anima, rimane lì indelebile vicino al cuore , con
la sembianza degli occhi dei bambini indiani. Occhi pieni di sentimenti
ma troppe volte privi di speranza. I bambini poveri indiani sono consapevoli
sin dalla nascita del loro destino. E' una sorta di premonizione che
ereditano dai genitori che non possono garantire loro un futuro.
Il sistema delle caste è purtroppo un retaggio culturale di questo
grande Paese che grandi passi sta facendo per il progresso ma che ancora
non riesce a piegarsi su se stesso per raccogliere e accogliere con
dignità di uomo, chi è nato povero.
Come non si può provare rabbia per le ingiustizie del mondo,
chiedere a quel Dio che si chiami Grishna o Buddah o che si chiami semplicemente
Dio qual è la colpa che deve espiare quel bambino e ritrovare
poi nel suo abbraccio la forza della sopportazione di quel sacrificio,
nel suo sguardo la rassegnazione pacifica al suo destino.
Tiziana Lisi |
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dalle pagine del Menante la tua esperienza di viaggio e/o pubblicarne
una foto significativa CONTATTACI |
| Minchiate
e facezie |
IL RITORNO DI LAZZARO
testo di Nicola Fiume - vignette di Cosimo
Rosati
 Un
giorno Gesù stava giocando a calcetto sei e sei con gli apostoli.
Gesù giocava in porta.
Venne una donna e bussò alla porta.
“Lascia stare il palo!” – disse Gesù, ma non
fece in tempo a finire di parlare perché la traversa, prima traballò,
e poi si schiantò sulla sua testa.
Fu allora che il Signore riconobbe chi aveva bussato alla porta e si
incazzò come una bestia:
“Signora, Lazzaro è morto! … DE - FI - NI - TI -
VA - MEN - TE!!! … te ne devi andare! … hai visto che hai
combinato con quelle manacce!? … mo' come giochiamo?! …
doveva bussare alla porta la signora … e non mi potevi chiamare?!
… mo', mettiti e aggiustala!”
“Gesù – disse la signora – non è per
Lazzaro che sto qua!”
 “E allora che
vuoi?!” – fece Gesù.
“E' per Antonio …”
“Antonio? … e chi è?”
“Il fratello più piccolo di Lazzaro … gioca terzino
destro. E' morto!”
“Pure lui! … e che tiene lo stesso vizio del fratello?!”
“No, no! – fece la donna - … lui si è suicidato.”
“Pure! … e che volete da me, signo'? … s'è
ucciso lui … mo' che faccio, lo risuscito? … quello come
minimo si ammazza di nuovo! E che facciamo … io lo risuscito e
quello si uccide, io lo risuscito e quello si uccide … e quando
finiamo?!”
“No, Gesù … io ho capito che deve essere una rottura
di palle, ma il fatto è che quel disgraziato si è ucciso
e non mi ha detto dove il padre gli aveva detto che teneva i soldi!
Quello, suo padre, pigliava una bella pensione d'invalidità …
chissà quanto ha messo da parte! … me lo puoi risuscitare
un momento? Quando mi dice dove stanno i soldi … poi se non si
ammazza lui lo ammazziamo noi, non ti preoccupare!”
 E fu così che
Gesù lasciò di giocare a pallone, tanto ormai una porta
la mamma di Lazzaro l'aveva distrutta e non c'era più gusto,
e andò con la signora a risuscitare Antonio.
Antonio fu risuscitato ma non si ricordava dove il Padre gli aveva detto
che stavano nascosti i soldi.
La mamma si arrabbiò moltissimo e lo sparò centrandolo
in piena testa: il proiettile entrò all'altezza dell'orecchio
sinistro fuoriuscendo dall'orecchio destro.
La mamma di Lazzaro disse: “Sempre così … le cose
da un orecchio gli entrano e dall'altro gli escono … non sta mai
attento!”
 Antonio guardò
Gesù che si strinse nelle spalle e gli disse:
“Perché non ti fai i fatti tuoi?”
Gesù abbozzò. |
| Tra
il serio e il faceto |
I dubbi dubbi e altro di Nicola Fiume
Il catechismo
Quand'ero piccolo sono stato prima Fiamma Bianca, poi Fiamma Verde e
poi Fiamma Rossa. Poi volevo diventare Fiamma Gialla ma non ho superato
la visita medica ed alla Finanza non mi hanno preso.
Pulizia
Se una mano lava l'altra e tutte e due lavano il viso … i piedi
chi li lava?
Poi dici … la cultura
Se un libro ti piace lo divori, se non ti piace lo leggi.
M'è passata la voglia di ridere
Se il riso abbonda sulla bocca degli stolti … è vero che
quelli intelligenti stanno tutti con tanto di muso?
Nuove malattie
Professore, sono allergico al gesso!
… e tu mangiane di meno se sai che ti fa male !!!
Quiete notturne
Se uno ha il sonno pesante … come fa la notte a cadere senza far
rumore?!
Animali
Aveva un gatto. Si chiamava Luna. Ebbe tre micetti: Ledue, Letre e Lequattro.
Punti di vista
Meglio trovare pace che avere ragione?
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ALL’OMBRA DEI CIPRESSI O DENTRO LE URNE? |
Come si fa a fare un commento minimamente decente su una campagna elettorale che di decente ha avuto pochissimo, ed è anche logico considerando che la stessa legge elettorale è un'indecenza? Eppure questo mi tocca, per contratto, e considerando il mutuo da pagare, mi tocca adempiere. La sinistra ha lasciato sconcertati: dopo che, finalmente, i due partiti comunisti si sono messi insieme nella lista dell'Arcobaleno, ecco che sono spuntate come funghi altre liste sedicenti comuniste con nomi tipo “Partito Comunista Veramente Comunista Non Come Quelli Che Dicono Di Essere Comunisti e Non Lo Sono e Peccato Ch'è Finito Lo Spazio Se No Scrivevamo Ancora”. Quelli che sono usciti dai DS, per mantenere in vita il socialismo in Italia, sono andati insieme ai comunisti mentre i socialisti, per ribadire la grandezza socialista, si sono ridotti ad essere un partito piccolissimo. Al centro non è andata meglio. Il PD si è rinnovato anagraficamente (vedi la figlia dell'ex ministro Cardinale che prende il posto del padre) e come composizione sociale (tanti imprenditori che nemmeno Forza Italia..). L'UDC ha puntato sulle famiglie (e Casini da solo ce ne mette due). Guardando a destra dello schieramento politico la campagna elettorale è sembrata una gara a chi era più fascista tra la Santanchè, la Mussolini, Ciarrapico e compagnia bella. Una volta ci si vergognava di essere stati anche soltanto un po' fascisti, oggi se ne vantano pure. Tanto è stata strana questa campagna elettorale che ad un certo punto perfino un certo Pizza, segretario di una delle varie Democrazie Cristiane, ha avuto quei quindici minuti di celebrità che, secondo Andy Warhol, spettano a tutti nel corso della propria vita. Anche se per averli ha gettato nel panico un'intera nazione, che ha temuto di dover sopportare qualche altra settimana di campagna elettorale. Chi non ha tradito le aspettative è stata l'estrema destra che ha potuto ancora contare sul suo ducetto tascabile Silvio Berlusconi (tessera P2 n° 1816). Confidando sul fatto che i suoi elettori si bevono qualsiasi cosa lui gli propini, il nostro eroe ha riciclato uno slogan (Rialzati, Italia) che solo uno prima di lui aveva utilizzato, anche se non si rivolgeva ad una nazione ma a suo cugino Lazzaro. Poi ha sfottuto le precarie proponendogli di sposare suo figlio (Tutte? Quindi vuol legalizzare la poligamia?). Ha fatto le solite considerazioni maschiliste sulle donne (u cavadd mazz s sonn a pagghj a nott, poverino, alla sua età). Alla fine è riuscito addirittura a criticare la grafica delle schede elettorali fatte in ossequio alla legge varata dalla sua maggioranza e sulla base di direttive firmate da lui stesso. Il guaio è che per quelle schede succederà una guerra civile. Bossi ha detto che, contro Roma, l'elettorato leghista imbraccerà il fucile. Anche se lui, secondo me, potrebbe al massimo lanciare una flebo-molotov. Inoltre Bossi ha un alleato siciliano che si chiama Lombardo (Lombardo-siciliano: se fosse una battuta di satira farebbe schifo, se fosse un presidente di regione… pure). E anche questo ha minacciato di rifornire di fucili i siciliani. Lo so che la maggior parte di voi prende la cosa sottogamba ma io ci andrei cauto. Infatti ad Haiti è successo che il deputato Isidor Mercier abbia sparato col suo fucile in aula, durante una seduta del Parlamento, ferendo un commesso. Casualmente era in corso un dibattito sulle accuse di corruzione formulate ai danni dello stesso Mercier. Adesso fatevi due conti: quanti saranno i deputati e senatori della nuova legislatura che potranno essere accusati di corruzione? Quanti saranno i deputati siciliani e legaioli che arriveranno in Parlamento armati di fucile? In quanti casi le due caratteristiche si presenteranno insieme? Il buon Foscolo, scrivendo dei sepolcri, mise nello stesso rigo i cipressi e le urne. Speriamo che dopo questo ricorso alle urne si possa stare abbondantemente lontani dai cipressi. Io detesto la vista del sangue, soprattutto del mio.
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Grottesco a Pezze di Greco
DI CHI E' QUESTA STRADA?
La mancata acquisizione da parte del
Comune di aree cedute da privati crea situazioni di abuso e compiacente
confusione
 Ci
troviamo a Pezze di Greco, in Via Platone. Imbocchiamo una strada dal
Corso Nazionale e, per sicurezza, guardiamo se c'è un divieto
di accesso. Invece del divieto di accesso troviamo un'altra indicazione:
“strada privata”.
Chi sarà il proprietario di questa strada? Ma come è possibile
che una strada sia privata essendo asfaltata ed aperta su ambedue le
estremità?
Chiedendo qua e là, scopro che alcuni cittadini residenti in
quella strada hanno ceduto i propri diritti di proprietà all'amministrazione
comunale, mentre, altri, non l'hanno ancora fatto. Gli stessi frontisti,
a proprie spese, hanno provveduto ad asfaltare la strada per usufruire
dei servizi (acqua, fogna). Insomma, uno di quei pasticci all'italiana,
tra strafottenza pubblica e furbizia privata.
Questo è solo il caso più eclatante. Ma sono veramente
tante le situazioni anomale nel territorio di Fasano. Per quanto riguarda
il territorio della circoscrizione di Pezze di Greco, i consiglieri
del Centrosinistra Unito, hanno segnalato all'amministrazione comunale
di Fasano quelle aree cedute a seguito di concessioni edilizie ma non
ancora acquisite formalmente dal Comune. Situazioni che lasciano spazio
ad abusi o quanto meno a imbarazzanti equivoci. Manco a dirlo, l'assessore
competente ha ignorato quelle segnalazioni.
Giacomo Mileti
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L’autobiografia di
Liliana Chiari
TRASGRESSIONI MONDANE
Meomorie di palcoscenico e di frequentazioni
artistiche tra nostalgie e narcisismi
 “Fatti
toccare” di Liliana Chiari, edito dalla casa editrice Schena nel
2007, è l'autobiografia di una soubrette che nell'Italia del
dopoguerra sfila nelle riviste e sulle passerelle dei più importanti
teatri del paese. Indubbiamente, i trascorsi della Chiari, durante questo
periodo di rinascita e di grande fervore creativo, sono stati molto
affascinanti e eccitanti e sicuramente scriverne le memorie per non
lasciarle accantonate in un angolino della mente come qualcosa di prezioso
da custodire con la gelosia dell'intimità, sarebbe stato un delitto.
É per questo che, l'autrice, forse, più promettente nell'ambito
teatrale, ha voluto lasciarne traccia con questo breve racconto che
racchiude tutta la sua esperienza teatrale e mondana. Sull'onda della
favola di Cappuccetto rosso, la Chiari passa in rassegna tutti i suoi
ricordi di giovinezza, e li butta giù sulla carta così
come la memoria li fa riaffiorare nella sua mente. Ed è proprio
così che il libro si dipana, senza una struttura narrativa che
abbia coerenza, senza che i periodi narrativi seguano una 'consecutio
temporum', senza che il lettore venga trascinato nella magia del libro.
Il periodo storico non è per nulla accennato, non ci sono spunti
né riferimenti a situazioni o personaggi famosi che possano tirare
le linee guida di un libro, quelle linee in grado di accompagnare il
lettore a calarsi nell'atmosfera rarefatta della scrittura narrativa.
Ogni episodio menzionato è spoglio e inconcludente, la Chiari
passa da un argomento all'altro in maniera superficiale e qualunquistica,
usando un linguaggio molto colloquiale, rozzo e dissonante. Nessun argomento
è trattato con la dovuta dovizia di particolari e la dovuta attenzione.
Non si ha per niente la sensazione di rivivere all'epoca delle grandi
riviste e del periodo d'oro del cinema e del teatro italiano. Sì,
nel testo sono presenti una sfilza di nomi altisonanti ma sempre solo
accennati e sempre solo per mettere in rilievo gli apprezzamenti alla
bellezza dell'autrice, che senza dubbio era ed è una donna di
un certo fascino, e che addirittura in questo libro, come in una sorta
di contrappasso dantesco, si trasforma in effige che tutti vogliono
toccare, perché lei ha toccato personaggi importanti come Fellini,
Dapporto, Taranto, Strehler, e molti altri ancora. Il libro è
anche poco educativo e irrispettoso verso le opere d'arte, infatti proprio
nel capitolo 'Fatti toccare', l'autrice confessa che “eludendo
la sorveglianza dei sorveglianti”(anche nella scelta dei vocaboli
si evince la poca ricchezza dei contenuti, qui, citando le stesse parole
del testo, si nota la cacofonia delle assonanze) tocca le tele di pittori
famosi nei musei, senza pensare alla delicatezza e al valore dell'oggetto
toccato che proprio per quel gesto potrebbe rovinarsi. Se tutti noi
facessimo così solo per metterci in mostra o per soddisfare un
bisogno di trasgressione, si potrebbe parlare di istigazione al vandalismo.
Forse, in un paese del Mezzogiorno d'Italia, dove si professano tutti
fedeli cattolici, la domenica si fanno la comunione, poi tornano a casa
e iniziano ad invidiare l'erba più verde del vicino di casa ,
un libro come quello della Chiari può essere apprezzato per l'invidia
di quanti non sono stati fortunati come lei che è stata a contatto
con tante persone famose.
Maria Teresa Cocozza di Montanara |
Lezioni di cucina e bon ton
SAPER STARE A TAVOLA
Aneddoti storici, ricette e curiosità
sulla gastronomia raccolti da Palmina Cannone in collaborazione con
i corsisti dell'Università del Tempo Libero
 Palmina
Cannone è il “re Mida” della letteratura fasanese:
trasforma in libri tutto quello che tratta. Se il mitico re frigio aveva
il potere di trasformare in oro ciò che toccava, la nostra professoressa
ha la invidiabile facoltà di saper raccogliere in diligenti pubblicazioni
le sue numerose ricerche su Fasano e dintorni nonché in materia
di gastronomia.
E' un fiume in piena ed ha sempre un'opera in cantiere.
La prossima produzione letteraria sarà su un singolare personaggio
fasanese, don Filippo Bonifacio, sacerdote atipico e uomo di spirito.
Ne parleremo a tempo debito; ora ci soffermiamo su “La cultura
del piatto” édito dalla Faso Editrice.
In centosessanta pagine, Palmina Cannone, con la tecnica del “porco”
(cioè a dire, senza buttare nulla) ha raccolto quanto detto ed
emerso durante le lezioni di due corsi (storia della gastronomia e bon
ton) tenute all'Università del Tempo Libero “San Francesco
d'Assisi”.
Una ricerca attraverso i sapori del tempo, arricchita dai contributi
degli stessi corsisti che hanno proposto ricette, poesie, curiosità.
L'abilità dell'autrice e dell'editore ha evitato che il prodotto
letterario finale potesse rassomigliare a un polpettone (tanto per stare
nei termini culinari), risultando, invece, il libro di gradevole lettura.
Esso è stato strutturato in tre parti (gastronomia, pasta e bon
ton) e articolato in capitoli snelli e organicamente equilibrati in
cui si alternano le informazioni storiche, i suggerimenti tecnici, le
notizie di tradizione locale.
A metà tra lo zibaldone e il manuale, è una pubblicazione
che è bene tenere a portata di mano, se non in libreria, più
efficacemente in cucina.
E' utile, per esempio, darci un rapido sguardo quando si deve apparecchiare
la tavola per un pranzo importante, oppure per ripassare una ricetta
dimenticata, o per avere certezza delle dosi occorrenti per l'elisir
d'amore.
In appendice, oltre alla doverosa bibliografia viene pubblicato un lungo
elenco di persone da ringraziare e di sponsor dell'iniziativa. La cosa
avrebbe potuto disturbare il lettore qualora non ci fosse stata l'encomiabile
scelta di devolvere in beneficenza il guadagno.
Per una prossima auspicabile ristampa ci permettiamo di offrire il nostro
contributo segnalando due innocenti correzioni.
A pagina 121, il Signor Domenico De Mattia viene indicato col soprannome
“'u Mulesane, perché originario di Mola di Bari”,
va corretto in “'u Pulesane, perché originario di Torre
A Mare” (l'antica Torre Pelosa). Poi, a pagina 148, nel titolo
della scheda di bon ton “'A tazzurelle 'e café”,
va cambiata la “r” in “l”. A Napoli il caffè
si beve nelle “tazzulelle” .
f. l. |
Il consiglio comunale
dei ragazzi
Il consiglio comunale dei ragazzi
Il consiglio comunale dei ragazzi
 Presso
il Palazzo di Città, il 3 aprile scorso si è tenuto il
Consiglio Comunale dei Ragazzi, convocato dalla giovane sindaca Rossella
Ostuni eletta a maggio dello scorso anno. Durante il consiglio, i baby
consiglieri hanno proposto alcune iniziative: un giornalino, incontri
con uomini dello sport e della cultura, una pagina web,l'approvazione
del logo del consiglio e addirittura un'area a Savelletri da dedicare
esclusivamente ai giovani. La risposta da parte del Sindaco Pasquale
Di Bari, dell'assessore Mola e l'assessore Arnese è stata alquanto
incoraggiante: sono stati previsti infatti 6.000€ a disposizione
del baby consiglio.Noi siamo andati a intervistare la giovane sindaca
Rossella Ostuni.
Cosa ti ha spinto lo scorso anno a candidarti?
Sicuramente la passione politica.
Quando è arrivata in classe la circolare comunale ho pensato
perché non provarci?
Bisognava però seguire delle tappe precise: essere eletti prima
come rappresentanti di classe tra cui poi venivano scelte quattro persone.
Solo dopo veniva votato il sindaco. All'inizio è partito tutto
come un gioco. Poi pian piano ho visto che avevo la fiducia degli altri
ed ho pensato che forse ce la potevo fare.
Chi ha progettato il logo del vostro consiglio comunale? C'è
stato qualcuno che vi ha aiutato?
No l'abbiamo fatto tutti insieme. Tutti noi consiglieri.
Hai distribuito da sola gli incarichi e le deleghe?
No l'abbiamo pensato tutti insieme. Anche perché ognuno di noi
doveva ovviamente provare piacere per l'incarico.
Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
Certamente ci siamo divertiti. E poi è stato bello entrare in
un mondo che si pensa essere solo per grandi. E poi c'è tanta
soddisfazione per aver contribuito alla nostra città.
Cosa vuoi fare da grande?
Mi piacerebbe fare l'avvocato o il magistrato. E perché no, continuare
a fare politica.
Ecco invece cosa risponde alle nostre domande il vice sindaco Mario
Schena.
Chi ti ha spinto a impegnarti in questo progetto?
Mi piaceva l'idea di contribuire al mio paese in qualche maniera. La
voglia di impegnarmi in questo progetto è nata di mia spontanea
volontà.
Come hai accolto la carica di vice sindaco?
All'inizio certamente ho avuto paura; preferivo solo l'assessorato dello
sport. Poi la paura è passata ed è arrivato invece il
desiderio di fare qualcosa per Fasano.
Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
Mi ha lasciato l'idea che la scuola può contribuire insieme al
Comune a far crescere Fasano.
Cosa vuoi fare da grande?
Non lo so ancora.
Francesca RADESCO
Iolanda SCISCIOLO
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Per Lucia: “L’arrivo di una nuova vita
rappresenta la felicità dell’amore, che non cambia
quando tutto il resto cambia, ma che splende ed illumina tutti i
giorni che verranno”.
Il tuo fratellino Leo |
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| Eccomi sono arrivato Fabio Brunetti
per la gioia di mamma Pina, papà Rino e Christian. |
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Papà Carlo e mamma Pina sono colmi di gioia
per l’arrivo della piccola Angela. |
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| La mamma e il papà del piccolo Tiziano
salutano il personale del reparto di ostetricia di Fasano ed in
modo particolare l’ostetrica Pina Russo e il dott. Cosimo
Muscogiuri che li hanno accompagnati in questo emozionante momento. |
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È arrivato Giovanni Zizzi per la gioia di
papà Stefano, mamma Cinzia e la sorellina Antoniana. |
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Giacomo Angelini e due
amiche a Italia 1
VINCONO AL QUIZ MUSICALE DI AMADEUS
Superate le selezioni a Bari, i tre concorrenti
fasanesi hanno partecipato alla prima puntata a Roma - La professionale
accoglienza del conduttore, degli autori e del pugliese Checco Zalone
 E'
il momento magico dei ragazzi dei Glitter. Dopo le apparizioni tv di
Giacomo Angelini, a bucare il video, in una trasmissione nazionale,
sono stati altri tre giovani fasanesi Marco Leone, Lucreziana Sabatelli
e Miriam Neglia, provenienti dalla stessa “scuola” di danza.
I magnifici tre hanno partecipato, su Italia 1, al nuovo quiz musicale
condotto da Amadeus e dall'esilarante Checcozalone, Un quiz basato sulle
conoscenze musicali di testi e canzoni italiane, con grosso montepremi
finale. Insomma un'occasione per guadagnare qualche gettone d'oro ma
soprattutto per entrare in punta di piedi nel dorato mondo della televisione.
Un piccolo sogno iniziato per scherzo da Marco Leone, giovane cantante
fasanese, che per passione tenta …la fortuna televisiva.“È
stata un esperienza fantastica – commenta il giovane fasanese
– che ci ha calati in quel mondo patinato che è la televisione.
I cinque giorni trascorsi negli studi Elios di Roma hanno rappresentato
per noi la realizzazione di un piccolo sogno.
Abbiamo trovato grande disponibilità e cortesia negli autori
che, dopo i provini di selezione effettuati a Bari, mi hanno invitato
a Roma per la prima puntata. Negli studi televisivi romani siamo stati
accolti molto bene e letteralmente coccolati sia dagli autori che dal
conduttore Amadeus, dal maestro Orioli e naturalmente dal nostro corregionale
Checcozalone”.
Una partecipazione brillante quella di Marco Leone che con la sua disinvoltura
è entrato subito nel ruolo ed ha superato ogni timore, senza
mai tradire l'emozione che pure era tanta. Per la cronaca, il nostro
simpatico concittadino con la intelligente collaborazione delle due
amiche è riuscito a portare a casa una vincita di 20.000 euro.
m. c
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IL PRESIDENTE SPLINTER
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 Fare sport, a qualsiasi età, fa bene alla salute. Lo sa bene Stefano L'Abbate, classe 1935, davvero un bel peperino. Il Presidente della Polisport Ciclo Club, ai Campionati Italiani Indoor master di Ancona di Marzo, ha portato in alto i colori fasanesi. Settantatre anni di corsa…e che corsa. Nove secondi e settantasette centesimi per percorrere i 60 metri piani, gara regina della velocità indoor (così come lo sono i 100 mt per l'atletica “estiva”). Primo della sua serie e quinto assoluto, sfortunato perché nella sua serie non ha trovato avversari bravi da “impensierirlo” e farlo correre ancor più velocemente. La soddisfazione, comunque, è che nella sua categoria, gli over 70, era il più anziano ed ha fatto mangiar polvere ad atleti più giovani. L'agonismo in realtà passa in secondo piano quando si scrive di atletica master; si scrive di atleti che si mettono in gioco, che cercano di raggiungere il benessere pur essendo bersagliati dagli acciacchi classici che il passare degli anni “regala” al nostro fisico. Il successo è il mettersi in moto e sudare anche in età, erroneamente, considerate di riposo e da …divano. E l'invidia che ci pervade. Il giovane plurisettantenne è davvero un bel esempio e una guida illuminata per un movimento podistico fasanese in continua crescita. E tra le ultime gare disputate dai nostri podisti dilettanti due sono degne di nota. La prima e la Vivicittà di Bari, 12 km vinta da Andriani, dove tra i 5000 partecipanti nutrita era la schiera dei fasanesi (e frazionali). La seconda, la maratona di Treviso, con la caratteristica partenza dei tre punti diversi, ognuno contrassegnato da un colore della bandiera italiana, culminata con un incrocio visivamente eccezionale: i 6200 partecipanti formavano il tricolore. Li, il nostro barbiere-podista Mimmo Liuzzi, si è piazzato 259° con un lusinghiero 2h e 58'. Buona corsa a tutti, dal settantatreenne al ragazzino che per la prima volta si affaccia all'atletica. G. M. |
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Seguendo Everaldo Sergio David
IL “TOCO” DI SEGUNDO
Successo di pubblico e di sport
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 Tra gli sportivi stranieri presenti a Fasano, sotto contratto per le nostre società sportive, oggi vi raccontiamo la storia del capitano del Ferramati Biancazzurro calcio a 5, Everaldo Sergio David Segundo da Curitiba, Brasile. Ci siamo spostati di poco da Rosario del capitano della Telcom Volley Manuel Benassi, sempre sudamerica. Stessa tranquillità e serietà…questi sudamericani sono uomini staordinari, dai valori eccezionali e con tanta voglia di fare sport. Ottimo italiano, di primo acchito Segundo sembrerebbe un vero italiano…ma la saudade quando si parla della terra verdeoro lo tradisce. Artefice della scalata del Biancazzurro in serie B, il bravo brasileiro si è raccontato per voi lettori. Ancora in maglia bagnata di spumante per i festeggiamenti, fascia da capitano, sorriso incoronato da un apparecchio “adolescenziale”, il bravo calciatore da sala risponde alle nostre domande scambiando saluti, baci e “cinque” ai tantissimi tifosi che ormai abbandonano il palestrone della Ragioneria. Il 2 aprile del 1976 Everaldo Sergio David Segundo nasce da mamma Heloisa e papà Everaldo, calciatore della Fluminense, una delle più importanti squadre brasiliane di calcio. Un fratello e due sorelle viventi più una sorella che non c'è più, alla quale Segundo dedica un ricordo commovente. Ricorda anche i suoi esordi nel futsal da ragazzino nell'Unimed, società del suo paese. Ma la saudade c'è anche quando parla della sua nuova terra, l'Abruzzo, e della sua futura sposa, Mariangela, campionessa d'Italia di calcio a 5. San Salvo la sua residenza, ad Avezzano la prima esperienza, l'Abruzzo nelle vene anche per i suoi trascorsi agonistici. Ma la cosa che ci incuriosisce è il perché dei tantissimi brasiliani che giocano a calcetto in Italia. Fasano ne è una colonia pur avendo partecipato solo al campionato di serie C1. Ma il segreto è presto svelato…in Brasile si inizia con il futsal per poi passare al calcio a 11. Tanti i talenti che nascono già giocando a calcetto a differenza dei nostri atleti, per ora quasi tutti derivanti dal calcio a 11. Pensando a casa a San Salvo, alla sua fidanzata, al suo passato, i suoi occhi si riempiono di gioia, più di quanta (ed è tanta) gli da la promozione. E la stessa passione lo pervade quando racconta dei suoi ragazzi, dei piccoli praticanti del futsal della scuola del Biancazzurro. Segundo adora i fasanesi, popolo aperto agli stranieri. Fasanesi cordiali e disponibili, sempre pronti ad aiutare e coccolare. È un tifo eccezionale! A Fasano è scoppiata la calcetto mania e i tanti praticanti amatoriali (chi non gioca con gli amici a calcetto?) e i tifosi che sempre più si organizzano, lo coccolano. Quando lo incrociano per strada, quando lo portano in giro, quando gli consigliano posti nuovi, Sergio David si sente amato. Eppure anche il nostro paese ha una nota negativa: manca un palazzetto. Ennesimo allarme che arriva da un uomo di sport, una mancanza della nostra cittadina. Sembrerebbe un problema secondario in un paese che soffre una grave crisi economica. Ma per chi fa sport non vedere nell'agenda di chi ci governa la costruzione di case dello sport è davvero preoccupante. Problema che tutti “osservano” tranne chi dovrebbe risolverlo. Ma questa è un'altra e purtroppo lunghissima storia! Come gli argentini anche i brasiliani eccellono in tanti sport. E come in Argentina anche in Brasile chi governa conosce la valenza sociale dello sport. Ed è per questo che si pratica sport nelle scuole, ed è per questo che tutti i bambini hanno una valida educazione motoria. In Italia? Per far sport c'è bisogno di iscriversi in società sportive e bisogna anche aver la fortuna di trovare istruttori competenti che ti trasmettano la passione per lo sport che insegnano. E, dopo la felicità nel constatare che a Fasano il futsal sta “esplodendo” contagiando tantissima gente, un ultimo ritorno di saudade: si torna in Brasile, fra poco, a trovar mamma e soprattutto la sorellina che compie gli anni. L'anno prossimo? Chissà, forse Segundo Everaldo Sergio David sarà ancora uno dei nostri. Ciao capitano, e complimenti per la promozione (storica per noi fasanesi) in serie B. Gianluca Monopoli |
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TUTTI IN MOTO - PARTE TERZA
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E si continua a sudare per prepararsi all'estate e perdere i chili di troppo accumulati in inverno. Per non sfigurare alla prova costume e far crepare d'invidia tutti i nostri conoscenti, il nostro allenatore personale, Clemente Errico, continua a elargirci consigli per il fitness “fatto in casa”. In realtà non è necessario compiere un'attività fisica intensa! Dovremmo giornalmente consumare un certo numero di calorie, in maniera costante e controllata. Svolgere un semplice esercizio fisico costante, regolare e razionale, deve diventare nel tempo un vero e proprio stile di vita. Quel tanto desiderato benessere, inteso nel suo significato più completo, diventerebbe così un risultato raggiungibile semplicemente. Ai consigli alimentari già dati da Clemente negli scorsi numeri, lo staff dell'Underground aggiunge un “modo” più salubre d'alimentarsi: cercare di preparasi tutti i cibi in casa. E' vero, il ritmo frenetico della nostra vita spesso non lo permette…però potremmo sempre controllare quel che mangiamo. A parte l'utilizzo di cotture più idonee (eliminiamo le fritture), potremmo combattere l'aggiunta di grassi spesso usati in pizzerie e ristoranti per insaporire le vivande che normalmente consumiamo. Come circuito di “lavoro”, aggiungiamo questo mese esercizi per interno ed esterno coscia. Cambieremo però la successione degli esercizi. 4 volte a settimana : 1. 15 ponte glutei- 15 estensione gamba tesa- 15 estensione gamba piegata- 15 adduttori (Fig 1)- 15 abduttori (fig 2)- tutto per 4 volte, seguendo l'ordine descritto. 2. 15 add.- 15 add.- 15 add.- 15 add., tutto per 4 volte. Per le prime due settimane questo ritmo. Per la terza e la quarta settimana aumentiamo il lavoro, incrementando da 15 a 30. Ricordate di ripetere gli esercizi come da figura (negli scorsi due numeri vi erano le indicazioni per addominali e ponte glutei). Buona sudata a tutti.
 G.M. |

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