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ANNO V - NUM. 3 - IN EDICOLA SAB 15 MAR 2008

MANGIATI ‘STA MINESTRA!
Due elettori, su tre, sono indecisi. Lo ha detto Massimo D'Alema, a Bari, aprendo la campagna elettorale per il Partito democratico. Questo significa che sono crollate molte certezze e che alla maggioranza dei cittadini poco importa della logica degli schieramenti, essendo ormai venuti meno i presupposti ideologici. Nella migliore delle ipotesi si punta alle differenze di programma. Inoltre molti zoccoli duri si sono sfaldati. Nulla, pertanto, è scontato e la confusione regna sovrana.
Si è tentato, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, di semplificare il voto con le grandi aggregazioni. Nel Partito democratico, c'è stata la fusione tra Ds, Margherita e altre formazioni anche della società civile, così come nel Popolo delle Libertà, sia pure con ben diverse modalità, c’è stata la confluenza tra Forza Italia e Alleanza nazionale. Operazioni politicamente coraggiose e intelligenti che non sono valse, comunque, a superare il fenomeno della frammentazione. Quella frammentazione, molto più vicina alla vanagloria del singolo, che non alla pluralità democratica.
Infine, una legge elettorale, assurda caotica e castrante, che esalta le patologie della politica e impedisce scelte a chi vota e a chi vuol essere votato. Le candidature, infatti, non sono frutto di indicazioni della base, ma di alchimie confezionate sui tavoli romani. Con questa logica, ovviamente, può accadere di tutto, come il ritrovarsi nella propria regione i posti che contano in lista occupati da politici estranei al territorio, oppure di dover sostenere un indesiderato. Sto pensando alla candidatura di quel personaggio romano che fu pure apologo del fascismo oltre che gran commis del sottopotere ai tempi di Andreotti. Costui, ora si è rifatto una verginità, ma, onestamente nessun elettore comune lo andrebbe a rimettere in gioco. Eppure, gli strateghi berlusconiani, hanno fatto i loro calcoli e lo hanno piazzato in pole position vincente. Vale a dire, ce lo troveremo in Senato. Ci piaccia o non ci piaccia. Questo è votare? Mi sa tanto di sbobba da ingurgitare comunque.
* * *
Una decina di nostri esimi concittadini compaiono nelle liste per accedere alla Camera e al Senato. Ci sono candidati certi (praticamente uno); qualche improbabile candidato “border line”; tutti gli altri, per mera testimonianza. Quest'ultimi meritano ancora più rispetto, perché la loro scelta non deriva da ambizioni personali, ma da “obbligo partitico”, da scelte partorite dall'alto. Questi candidati, senza speranze, hanno solo il dovere di tirare la carretta in nome e per conto di chi sta più in alto nella lista. Questa è disciplina di partito, servizio al partito, umiltà di militante di partito. Ed è una cosa nobile. Ma tanto, tanto seccante!
* * *
E' passato circa un mese dalla messa in onda di quella trasmissione televisiva che ha ribaltato Fasano sulle cronache nazionali. Lo scherzo (e chiamalo scherzo!) del finto manager russo che voleva impiantare il casinò dalle nostre parti ha avuto i suoi effetti. Tanto per cominciare è caduta una testa coronata: il senatore delle “posizioni politiche ridefinibili” è rimasto a casa. Sul piano locale, tra indignazioni e difese d'ufficio, da quella storia è venuta fuori la “permeabilità corruttiva” di chi ci amministra. Per cui, d'ora in poi, sarà obbligatorio l'istituzionale sospetto su ciascun atto amministrativo. Bisognerà intensificare i controlli e guardare con la lente di ingrandimento quelle carte che attengono a movimenti di pecunia. E a proposito di pecunia, in commissione consiliare c'era stato il sensato tentativo da parte della minoranza di fare abbassare l'aliquota Ici, ma la maggioranza non ne ha voluto sapere. Bisogna pagare i loro errori.
Franco Lisi
Editoriale di Franco Lisi
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SOLTANTO PROMESSE
Dopo cinque anni di malgoverno della passata amministrazione, con la nuova, ci troviamo nelle condizioni di dichiarare bancarotta. Avevano promesso mari e monti: meno tasse, più lavoro, la ripresa della città. A chi dovesse votarli avevano fatto credere che con un colpo di bacchetta alla Herry Photter, tutto sarebbe stato realizzato. Abbiamo visto solo aumentare l'Ici, l'Irpef, la Tarsu.
Credo che il popolo di Fasano gradirebbe altro. Ecco un elenco di azioni amministrative che, a mio avviso, la gente vorrebbe fossero realizzate prioritariamente:
- la mostra artigiana, per meglio valorizzare e commercializzare i manufatti dei nostri artieri;
- la costruzione di alloggi popolari dal momento che non tutti possono permettersi case dai costi proibitivi del mercato immobiliare;
- sbloccare il piano regolatore, consentendo opportunità di lavoro per le tante categorie connesse all'edilizia (muratori, piastrellisti, intonachisti, elettricisti, idraulici, falegnami, ecc.) e favorendo tecnici ed aziende del territorio di Fasano;
- garantire un posto di lavoro alle famiglie con reddito zero (ci sono padri di famiglia che fanno i salti mortali per arrivare a fine mese e non ce la fanno a pagare tutte le bollette delle utenze i cui servizi aumentano inesorabilmente);
- ridare dignità alla stazione ferroviaria di Fasano ripristinando le fermate soppresse, la biglietteria, l'uso dei bagni, l'antico decoro: perché la nostra stazione è tra l'altro punto di riferimento per i viaggiatori di comuni limitrofi, Martina, Locorotondo, Alberobello;
- riportare al suo splendore la città antica e tutto il centro storico;
- eseguire la manutenzione nelle scuole, essendovene alcune, soprattutto nelle frazioni, dove i bambini giocano o studiano in aule e corridoi pregni di umidità;
- dare più sostegno allo sport, sia con la costruzione del palazzetto dello sport, sia con maggiore attenzione alle società meritevoli;
- intervenire sulla costa per una pulizia radicale di tutto il litorale e una ristrutturazione dei porti di Savelletri e di Torre Canne;
- creare aree di parcheggio nelle località balneari;
- sbloccare la situazione edilizia al cimitero anche per consentire anche alle congreghe di costruire quelle nuove cappelle i cui suoli sono stati già acquistati e pagati;
- intensificare i controlli della polizia municipale in tutto il territorio;
- prevenire i problemi di natura idrogeologica per evitare calamità in caso di piogge alluvionali;
- rivedere l'intera rete di pubblica illuminazione, sostituendo i punti luce obsoleti e impiantandone di nuovi laddove mancano;
- maggiore attenzione per le fasce deboli soprattutto nei confronti di quegli anziani abbandonati dai famigliari e non più autosufficienti che hanno necessità di integrarsi nella società.
Signor direttore, sono soltanto alcune delle tante cose che i cittadini vorrebbero vedere realizzate: ma, finora, soltanto promesse.
Domenico Ditoma
I suoi suggerimenti sono da anni argomento di impegno programmatico per i partiti politici. Gli amministratori, una volta eletti, si misurano con questi problemi. Ma evidentemente non ci riescono. Quindi? Cambiare. Votare persone più capaci e affidabili.
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Degrado a Pezze di Greco
I PROBLEMI AUMENTANO

• Manto stradale con buche che sembrano voragini • Discariche a cielo aperto • Centro sportivo polivalente: dopo quattro anni pare che I lavori siano iniziati ma la concomitanza della campagna elettorale fa sorgere qualche perplessità • Non si risolvono i problemi degli edifici scolastici • Fondi per le circoscrizioni: previsti ma mai stanziati • La grave questione dell’antenna è passata nel dimenticatoio

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MEMENTO
Vivrai a lungo, ben oltre i limiti concessi all’esistenza terrena, se gli altri si ricorderanno di te e coltiveranno un pensiero che ti riguarda. Oscar Wilde, arguto pensatore, riteneva che fosse bastevole, a salvaguardia del proprio ego, una parola, indipendentemente dal fatto che fosse pronunciata a favore o contro. Il tempo, poi, fa il resto e ti consente di assurgere alle vette della gloria o di sprofondare negli abissi degli inferi.
Eppure, anche nella seconda ipotesi, si tratta sempre di ricordo, un’illusione di sopravvivenza al quotidiano trascorrere delle ore.
C’è chi, addirittura, si sta specializzando in costruzione di ricordi, arricchendo la sua opera di copiosa documentazione fotografica.
Ricordo n. 1: una città inondata da un mare di debiti – collezionati a tempo di record per salvaguardare, si fa per dire, la pulizia e il decoro urbani – ricorda chi decise di aumentare le tasse per onorarli, senza pensare, neppure per un momento, di accertarne la rispondenza al vero.
Ricordo n. 2: una città – oggetto di una relazione ministeriale sulle nefandezze compiute per asservire l’apparato burocratico ai giochi del potere – ricorda chi nulla fece, se non artificiosi raggiri, per ripristinare la legalità, ricorrendo, per contro ad una consulenza esterna (l’ennesima) per districare il bandolo della matassa.
Ricordo n. 3: una città – oramai preda dello scetticismo più disincantato – ricorda , al termine di una pubblicizzata verifica politica tesa ad abbattere i ricattatori o presunti tali – l’atto di restaurazione dell’ancien regime, manovra pseudo politica per riportare le lancette dell’orologio a qualche tempo addietro.
Ricordo n. 4: una città – vilipesa nell’onore e trascinata suo malgrado sulle reti televisive nazionali – ricorda chi provò in malo modo a minimizzare la figuraccia, alias la brama di denaro, che provocò un sedicente venditore di casinò dell’Europa dell’est.
Si ricorda generalmente un episodio o una persona che non esistono più, che ci hanno lasciati per scelta, necessità o anche solo per mero accidente.
A una città che in pochi mesi ha collezionato così tanti tristi ricordi non rimane che una scelta: abbandonarsi all’idea di essere perseguitata dagli dei o decidere di annullare , prima della rinascita, questo breve ma comunque intenso periodo di disastri nell’ultimo e definitivo ricordo.
Il Tulipano Nero
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Il pensiero di una giovane militante
FAREMO TESTIMONIANZA
Il Partito Socialista non rinuncia al proprio simbolo e paga il prezzo dell'isolamento – Nulla è scontato: occorre una impennata di orgoglio e più fiducia alle nuove leve
"Non ci basta avere ragione: vogliamo dimostrare che tutti gli altri hanno assolutamente torto”. Questa asserzione di William Hazlitt, scrittore e saggista britannico della fine del settecento, pare scritta oggi per cogliere il clima dell'attuale campagna elettorale.
Ormai non si cerca più fare propaganda politica prima delle elezioni per proporre un programma nutrito di temi da affrontare per migliorare la società oppure per soddisfare le necessità della gente, bensì ci si preoccupa solo di andare alla ricerca dello staff migliore per curare l'immagine dei candidati, di utilizzare in maniera esagerata mezzi di trasporto che stranamente in questi periodi funzionano in modo eccellente, di fare più presenze televisive possibili ma soprattutto infangare l'operato degli altri raccontando ciò che non si è fatto in passato.
Ma dove sono finiti i programmi politici, le ideologie di partito che tanto infiammavano le piazze e la passione e il rispetto per la cosa pubblica?
Siamo nell'era del "Veltrusconismo", termine tanto in voga in questo periodo, che dimostra come ormai non c'è più distinzione tra destra e sinistra, anzi si cerca di incorporare più partiti solo per assicurarsi la "poltrona", senza rispettare il simbolo e le ideologie dei partiti.
Purtroppo è quanto sta accadendo al Partito Socialista, partito di alte e antiche tradizioni, oggi schiacciato dall'elefantiaco Partito Democratico.
Il Partito socialista ha pagato un prezzo altissimo per restare fedele al proprio simbolo. Tuttavia il declino del partito non dipende solo dallo spazio che viene negato, ma a mio personale avviso, dalle lacerazioni interne. Uno dei punti di forza del socialismo, oltre a laicità riformismo e giustizia , è il rinnovamento. Ma proprio su quest'ultimo punto molti vecchi dirigenti socialisti fanno orecchio da mercante e “!il largo ai giovani” è soltanto una vacua espressione priva di senso.
Si dice di voler dare più spazio ai giovani perchè rappresentino una ventata di aria fresca in grado di spazzare via il tanfo di naftalina presente da troppo tempo, ma a quanto pare la vecchia musica non cambia e i giovani volenterosi e capaci sono buoni sì e no per la manovalanza, quasi mai per incarichi di responsabilità.
E' con amarezza che dico queste cose, ma ho l'impressione che verso i giovani non ci sia la dovuta attenzione e fiducia.
Tuttavia, noi giovani che crediamo nei valori del socialismo non ci scoraggiamo e andremo avanti sia pure per semplice testimonianza. Il “Sol dell'avvenire” non è al tramonto. È soltanto offuscato dalle nubi. In questa campagna elettorale dobbiamo far venir fuori tutto il nostro orgoglio e senza inseguire riunificazioni impossibili, dobbiamo puntare a un partito che, forte della sua tradizione, sappia reinventarsi e dare un contributo serio e appassionato alla società moderna.
Angela Legrottaglie
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Elezioni Politiche 2008
I CANDIDATI FASANESI
Sono otto i candidati fasanesi alle prossime elezioni politiche che si terranno il 13 e 14 aprile.
Al senato: Nicola Latorre, n.2 nella lista del Partito democratico; Vincenzo Cavaliere, n.13 nella lista dell'Udc; Donato De Carolis, n.14 nella lista del Partito Socialista.
Alla Camera: Vito Ammirabile, n.29 nella lista del partito del Popolo delle Libertà; Antonio Scianaro, n. 37 nella lista del partito del Popolo delle Libertà; Agnese Calella, n.37 nella lista del partito La Sinistra l'arcobaleno; Francesco Trisciuzzi, n.43 nella lista del Partito Socialista.
Circoscrizione Estero: Michele Schiavone, candidato nella lista del Partito Democratico.
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Clima elettorale
GUARDIAMO I PROGRAMMI
Il nuovo e il vecchio della politica italiana - Il prezzo delle semplificazioni
Nell'attuale vicenda politica italiana c'è qualcosa di nuovo e d'antico, come sempre del resto.
C'è il nuovo di un dispetto all'indegna e vigente legge elettorale, reso possibile dalla decisione del PD di semplificare, correndo in solitario, prontamente imitato da Berlusconi con l'imposizione del PDL, accolta dal “replicante” Fini (detto da Casini) e non accolta dall'UDC, che non sappiamo per quanto tempo ancora si mangerà le mani, novello Conte Ugolino, per non aver consentito il governo delle riforme di Marini.
C'è il nuovo di una sinistra radicale, che da tale si trasforma in arcobaleno (ed è un sicuro beneficio all'Italia), anch'essa sfidata dalla semplificazione imposta dal PD e copiata dal PDL.
C'è il nuovo, in definitiva, di un'aspirazione a ridurre i partiti, facendo in modo che la reclamata rappresentanza di 1 voto, ad uso e consumo del capobastone, non può condizionare(o minacciare) l'altrettanto giusta e reclamata rappresentanza di 1000 voti. Cioè il desiderio di un Cittadino non può superare quello di 1000 Cittadini. E' la democrazia, bellezza.
Ma c'è anche l'antico, quello non manca mai, ed è il morto (detto con Marx) che speriamo non riesca ad acciuffare il vivo.
L'antico della Lega alleata del PDL che vede riconosciuto il suo diritto a condizionare le politiche riformiste del paese, sulla base di ragioni che a tutto concedere sono quelle egoistiche di una parte minoritaria del paese, il Nord. Anche questo viola le regole della democrazia, bellezza, soprattutto se è la conseguenza della solita malizia della politica, quella secondo cui non tutte le semplificazioni sono uguali, se il gesto coerente e reciso ti può far perdere la tanto agognata poltrona.
L'antico della Destra, delle destre, dei Ciarrapico e dei fascisti, come degli stalinisti, perché per noi i campi di concentramento e i gulag sono la stessa cosa.
L'antico delle tante DC, quella di Pizzi, di Sandri e di Rotondi, che fanno aggrovigliare le budella ai tanti che furono davvero democristiani e che se volessero offrire un vero servizio al paese dovrebbero, semplicemente, consegnare lo scudo crociato, l'emblema della lotta dei lombardi contro il Barbarossa, alla fondazione Sturzo.
Ovviamente c'è il nuovo che prende esempio dall'antico, come dell'antico che prende esempio dal nuovo.
E' la normale propensione a nominare in parlamento i cavalli, così come fece Caligola, che questa legge elettorale santifica e nessuna intuizione (anche senza una legge) è riuscita a debellare.
Noi restiamo in attesa di questa più grande novità, quella che faccia ritornare in voga un concetto nuovo, antico, ma soprattutto efficace: i valori degli uomini politici possono essere affermati solo dal voto, e quello di preferenza ha più ragioni che torti.
Nel frattempo accontentiamoci delle novità che ci sono, chiunque sia il chiamato a ricevere l'ordine di alzare o abbassare le braccia, perché ci interessa il programma di chi quell'ordine dà.
Giacomo Maringelli
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Eletti i coordinatori nei tre circoli
IL PARTITO DEMOCRATICO SI STRUTTURA NEL TERRITORIO
Gianpiero Giannoccaro a Fasano - Angelo De Fano a Pezze - Gennaro Emanuele Valente a Montalbano
Dopo la costituzione dei circoli e del Coordinamento cittadino, il Partito Democratico fasanese ha chiuso la sua fase costituente con la nomina dei coordinatori di circolo e del segretario cittadino, ai quali sarà affidato il compito di guidare il partito fino alla stagione congressuale. Si è iniziati domenica 24 febbraio con il circolo di Pezze di Greco, dove è stato eletto coordinatore all'unanimità, Angelo De Fano. Venerdì 29 Febbraio è stata la volta del circolo di Fasano, che ha eletto il coordinatore e il suo vice, rispettivamente Gianpiero Giannoccaro e Alessandra Livrano. Lunedì 3 marzo si è proseguiti con l'elezione del segretario cittadino affidata a Giacomo Maringelli, già candidato sindaco alle primarie per le elezioni amministrative. E infine, non per importanza, ma solo per ordine di tempo, Domenica 9 Marzo anche il circolo di Montalbano ha individuato il suo responsabile nella persona del giovane Gennaro Emanuele Valente. Il PD ha ora tutte le carte in regola per portare a regime il suo lavoro politico all'interno della città. Sapendo che i giovani dirigenti sono nuovi agli occhi di molti, abbiamo pensato di presentarveli nella seguente scheda con piccole informazioni e dichiarazioni.
Oronzo Rubino
Giacomo Maringelli, 34 anni, agronomo
“Stiamo pensando alla campagna elettorale che certamente si prospetta difficilissima, ma come gruppo siamo animati da una forte passione e ci stiamo organizzando per raccogliere un successo nel nostro territorio. Il PD oggi è la vera novità.
Il PD anche a Fasano è un partito dalle tante risorse, a me piace chiamarlo “Abaco di anime e di personalità”.
Infatti il nostro gruppo è caratterizzato da forti personalità che riescono a comunicare con la città e a criticare in maniera costruttiva la cattiva amministrazione comunale e non solo.
Spero solo che in futuro si riesca a far emergere qualcuna di queste nostre fresche risorse, per portare fuori, sempre di più, la voce del nostro territorio.”
Gennaro Emanuele Valente, 23 anni, studente universitario
“Il PD vuole rinnovare la classe dirigente e lo vuole fare in tutti gli ambiti, sia a livello nazionale e sia a livello locale. Per questo, sono lusingato che questo partito abbia scommesso su di me, a dimostrazione che la vera necessità è quella di rinnovare la nuova classe dirigente.
In questo senso, vale la pena rimarcare che l'impegno politico si basa sul “piacere di risolvere i problemi degli altri” e noi del PD saremo in prima linea per difendere questi valori e metterli al centro della nostra azione politica.
Ringrazio tutti e, allo stesso tempo, mi auguro che assieme a loro si possa davvero lavorare ricordando che il vero motivo che mi spinge ad interessarmi alla politica è l'interesse dei i cittadini.”
Gianpiero Giannoccaro, 31 anni, chimico
“Ringrazio il Circolo del PD di Fasano per la fiducia che mi è stata accordata nell'elezione della mia persona a Segretario.
In questo senso il mio impegno sarà improntato alla massima condivisione dell'azione politica con tutte le amiche e gli amici che, come me, hanno sposato il progetto del Partito Democratico e con quanti vorranno farlo in futuro.
Il fine ultimo è quello di farsi interpreti delle esigenze del territorio e di formulare proposte concrete nell'ottica dello sviluppo e della valorizzazione delle tante risorse locali.
Risorse preziose sono in particolare i giovani fasanesi che, sono sicuro, vedranno in questo nuovo partito lo strumento per costruire il proprio domani ed è a loro che va la mia più seria attenzione.
Il primo grande impegno che siamo chiamati a sostenere come Circolo di Fasano (assieme ai circoli di Pezze di Greco e Montalbano e del Coordinamento cittadino) è la campagna elettorale per le politiche 2008, affronteremo questa competizione con la serenità e la determinazione di chi ha idee chiare da mettere in campo e valori solidi su cui basarsi.”
Angelo De Fano, 27 anni, studente universitario
“Conclusa la fase di “iniziale organizzazione” il direttivo di Pezze di Greco dovrà passare alla fase di coinvolgimento dei cittadini.
Ed appare in tutta evidenza che il PD affronterà un lavoro difficile per crescere in un paese lasciato per troppo tempo nelle mani del centrodestra (lo dicono le consultazioni elettorali).
Lavoriamo, dunque, tutti insieme e facciamolo avendo ben chiara l'idea, che la costituzione dei Circoli e la nomina del suo Segretario, è un punto di partenza e non d'arrivo.
Insomma, c'è da lavorare a Fasano, a Montalbano quanto a Pezze di Greco dove i fatti dimostrano che la nostra frazione è costantemente snobbata ed ignorata da un'Amministrazione che, più che risolvere le problematiche che le si prospettano, tenta di non vederle, quindi svuotandole di valore e annullandole.
Mi riferisco alla questione fondi per la Circoscrizione, mai quantificati e stanziati dal Comune; alla raccolta differenziata, partita a novembre ma mai arrivata a Pezze di Greco; al centro sportivo polivalente, che ormai da anni vive solo nei progetti; al degrado degli edifici scolastici spesso denunciato anche dalla stampa e ad altro ancora.”
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 fatti fattacci cronache e controcronache
ESPERTO IN LOGISTICA AGROALIMENTARE
Dal prossimo 21 aprile partirà il progetto di formazione di eccellenza “Esperto in Logistica Integrata nel settore Agroalimentare”, finalizzato alla creazione di figure innovative operanti nella logistica a supporto delle imprese del settore agroalimentare, attraverso attività di formazione d'aula, stage e project work.
In particolare il corso, che terminerà a dicembre 2008, si propone di formare professionalità altamente qualificate in grado di individuare strategie aziendali per l'ottimizzazione dei processi organizzativi e logistici, progettare la struttura fisica ed informatica della catena logistica integrata, gestire attività che garantiscono sicurezza e qualità dei prodotti agroalimentari lungo filiera/canali distributivi ed infine di raccordare il mondo aziendale con le politiche di sviluppo territoriale, anche attraverso lo sviluppo di imprenditorialità.
Possono partecipare giovani residenti in Puglia e Basilicata in possesso di diploma di laurea (triennale o superiore) in discipline tecnico-scientifiche (scienze e tecnologie alimentari, scienze agrarie, scienze biotecnologiche, ingegneria, informatica, etc) o economiche (economia aziendale, economia e commercio, etc). Le iscrizioni sono aperte fino al 4 aprile 2008 e tutte le informazioni, compreso bando e domanda di partecipazione, sono disponibili presso il sito www.poliba.it – sezione Ateneo –Concorsi -Altro.

RIAPPARE L'AUDI DEI COLPACCI
Riappare nelle campagne fasanesi l'Audi A6 che negli scorsi anni ha seminato il terrore per i diversi colpi messi a segno in tutta la Puglia dai suoi audaci conducenti. La tristemente famosa autovettura è stata avvistata nei pressi di Coccaro da una pattuglia di carabinieri. I militi hanno visto trafficare nei pressi della macchina due sagome di uomini intenti a caricare della merce (probabilmente armi) nel bagagliaio. I due malviventi, alla vista della “gazzella “ dei carabinieri si sino infilati nell'Audi e si sono dileguati facendo perdere le proprie tracce .

CONTINUANO LE RAPINE
Non si ferma l'ondata di rapine nel territorio fasanese ai danni di imprenditori locali. Nei Giorni scorsi è stato preso di mira un noto commerciante di frutta e verdura. Le modalità del colpo sono identiche a quelle praticate contro Zaccaria. I malviventi, presentatisi a volto coperto, hanno atteso il commerciante nei pressi della sua residenza silvana, e non appena lo hanno visto arrivare gli si sono parati dinanzi puntandogli un'arma e strappandogli dalle mani il marsupio contenente ventimila euro. Ma evidentemente tale somma non era stata giudicata sufficiente e hanno costretto il commerciante a entrare in casa per accedere alla cassaforte. Anche, in questo caso, i rapinatori hanno consentito allo loro vittima di turno di far allontanare i bambini con la baby-sitter e poi procedere allo svuotamento della cassaforte. Ad operazione ultimata sono fuggiti con l'autovettura della baby-sitter.

NUOVE POLTRONE ONCOLOGICHE
Dopo anni di attesa, il reparto di Oncologia dell'Umberto I è stato dotato di 4 poltrone ipertecnologiche da infusione. Il reparto, diretto dalla dottoressa Ricciardi (che si avvale della collaborazione di due infermieri e un operatore tecnico assistenziale), assiste in regime di day hospital numerosi pazienti che si sottopongono alle terapie chemioterapiche. Pazienti che giungono da diversi comuni limitrofi e dalle province di Bari e di Lecce. Nell'ultimo anno sono state effettuate 4.400 sedute.

FASANESE ACCOLTELLATO A PARMA
Un fasanese di 35 anni nelle scorse settimane è stato vittima di un grave accoltellamento avvenuto alla periferia di Parma. L'uomo già noto alle forze dell'ordine pare sia stato coinvolto in una rissa tra un gruppo di italiani contro alcuni tunisini. Motivo della lite il controllo del territorio per lo spaccio di sostanze stupefacenti. Una rissa cominciata in casa dei magrebini e continuata in strada dove ad un certo punto è spuntato un coltello. Il fasanese è stato prontamente soccorso e ricoverato in ospedale.

LOCULI CORTI AL CIMITERO DI PEZZE
Nel cimitero di Pezze di Greco, lo scorso febbraio, si è verificato un episodio alquanto comico se non fosse per la drammaticità della circostanza. Al momento della sepoltura di una salma è stato constatato dagli operatori necrofori che la bara non entrava nel loculo. Pazienza. Gli operatori, col consenso degli affranti parenti, si sono diretti, col morto in cassa, verso un altro loculo. Stessa storia. Ricomposizione del mesto corteo e via col morto itinerante alla ricerca di un loculo a misura. Alla fine è venuta fuori la realtà: non era il defunto eccessivamente alto, né la bara extra long, ma i loculi decisamente sbagliati nelle misure dal superficiale costruttore.

NUOVO PRESIDENTE AL CIRCOLO DELLA STAMPA
Il nostro direttore, Franco Lisi, è il nuovo presidente del Circolo della Stampa di Fasano “Adamo Secondo Nardelli”. Subentra a Gino Bianco, il cui mandato era scaduto il 24 gennaio scorso. Il consiglio direttivo si è riunito il 27 febbraio per procedere alla nomina del nuovo presidente che avviene, a rotazione, tra i soci fondatori, con scadenza biennale in occasione della ricorrenza della festa dei giornalisti. Dopo la morte del fondatore Adamo Secondo Nardelli, avvenuta nel 1998, l'organismo, che riunisce i giornalisti fasanesi, è stato presieduto dai colleghi Paola Guarini, Zino Mastro, Tony Rizzo e Gino Bianco. Quest'ultimo ha ricoperto la carica negli ultimi tre anni data l'incompatibilità per Franco Lisi che era segretario politico.
Nel corso della riunione per il rinnovo della carica rappresentativa, il direttivo del circolo ha riconfermato segretario Gianfranco Mazzotta e ha abbozzato un programma di iniziative per il prossimo biennio. Fra queste la pubblicazione di un libro che raccoglierà i pezzi più significativi e i “medaglioni” scritti da Adamo Secondo Nardelli sulla politica locale e i suoi personaggi.
Infine, Gino Bianco ha raccontato ai colleghi la vicenda che lo ha visto coinvolto nella trasmissione di La7 sul casinò a Fasano. Bianco, nella sua versione dei fatti, ha evidenziato che si è trattato di un raffinato raggiro, dimostrando la sua estraneità e smentendo categoricamente ogni forma di millantato: la sua partecipazione è stata squisitamente professionale per conto di una società di comunicazione della quale è consulente. Quindi nessuna intermediazione essendosi limitato a proporre un piano di comunicazione regolarmente fatturabile.

MARIA FALCONE ALLA “PASCOLI”
Una lezione di storia contemporanea alla scuola media “Pascoli” con un testimone d'eccezione, Maria Falcone, sorella del magistrato Giovanni, assassinato dalla mafia a Capaci.
La prof. Falcone ha raccontato ai ragazzi il “poema epico” moderno dei servitori dello Stato che, con la propria vita, hanno riscattato la dignità delle istituzione nella lotta alla mafia. Nelle parole di Maria Falcone non c'è stata una sola parola di retorica, ma il fermo invito al rispetto della legalità. Una cultura, quella della legalità, che non deve mai avere flessioni o cedimenti. La conversazione di Maria Falcone è stata completata dalla proiezione di un suggestivo video. Alla manifestazione hanno partecipato il sindaco e le autorità civili, militari e religiose (ovvero, l'onnipresente don Carmelo Carparelli).

TRASFERTA DISASTROSA
Un aspirante rapinatore fasanese tenta il colpaccio in trasferta ma gli va male: viene arrestato e per poco sfugge al linciaggio della folla inferocita. È accaduto a Pedaso in provincia di Ascoli dove due uomini (uno dei quali un fasanese di 26 anni) col volto coperto e con pistole giocattolo, avevano preso di mira un supermercato. Avevano già arraffato i soldi dalla cassa quando un carabiniere in borghese, coadiuvato da due extracomunitari lì presenti, ha loro guastato la festa. Uno dei rapinatori, il fasanese appunto, è stato arrestato mentre l'altro complice e il “palo”, che attendeva in macchina col motore acceso, sono riusciti a scappare. C'è voluto l'intervento delle forze dell'ordine per evitare che il rapinatore fosse linciato dai clienti del negozio.

GIACOMO COFANO CONSIGLIERE DELL'ORDINE AVVOCATI
E' stato rinnovato il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Brindisi, che risulta così composto: Augusto Conte (presidente), Carlo Panzuti (segretario), Antonio Maurino (tesoriere), Pasquale Annicchiarico, Claudio Consales, Giustina Giordano, Mario Laveneziana, Dario Lolli, Mauro Masiello, Emanuele Milone, Elisa Minerva, Carmelo Molfetta, Alessandra Portaluri, Paolo Vadacca e il nostro concittadino Giacomo Cofano.

LA SIGNORILITA' DEL PROF. AVANTARIO
All'età di 82 anni è deceduto, a Trani, il prof. Raffele Avantario, uno dei pionieri del turismo a Torre Canne. Proprietario dell'Hotel Eden, è stato un infaticabile operatore per la promozione turistica nel territorio.
Ha ricoperto incarichi di alta responsabilità nel settore conferendo sempre un tocco di signorilità, com'era nel suo stile di uomo elegante e sensibile. Fermo nei principi, aveva un naturale talento nel governare e comporre, con diplomazia anche le più accese diatribe. Discreto, ma tenace, ha sempre tallonato gli amministratori comunali per risolvere i tanti problemi di Torre Canne.

MEDICO AGGREDITO
Gli grida “assassino” e gli si scaglia contro cercando di aggredirlo. È successo presso l'ospedale Umberto I di Fasano dove un uomo recatosi insieme alla moglie per delle analisi, alla vista del medico ha perso il lume della ragione e gli ha scagliato una bottiglietta d'acqua. Buon per il medico che ha avuto la prontezza di riflessi nello scansarla. L'uomo, un trentenne di Fasano, è stato prontamente bloccato dalle persone che hanno assistito al gesto. Sono poi sopraggiunti i carabinieri che hanno appurato il motivo di tanta rabbia. Secondo l'aggressore, il medico sarebbe responsabile della morte della madre. Una spiegazione rigettata dal medico che ha sporto querela contro il suo aggressore, peraltro denunciato alla magistratura per percosse e minacce.

ULIVI SECOLARI A “LINEA VERDE”
Nella Mattinata di domenica 2 marzo è stata mandato in onda su Raduno un servizio giornalistico su Fasano, nella trasmissione “Linea verde orizzonti”.
La giornalista Laura Fadda ha visitato uliveti secolari della piana e alcune masserie della marina. Le ha fatto da cicerone, Giovanni De Simone, titolare della struttura ricettiva di agriturimo “Don Sante”. Mentre, per la visita agli insediamenti rupestri, la giornalista è stata guidata da Margherita Latorre, responsabile del servizio turismo al comune. Questa volta l'immagine di Fasano ne è uscita molto bene.

LO SPORCACCIONE DELLA PORTA ACCANTO
Per anni un uomo anziano ha abusato di una ragazza, vicina di casa, in cambio di telefonini, ricariche e altri regalini. La torbida storia è stata raccontata ai carabinieri dalla stessa ragazza, ora maggiorenne. L'uomo, un pensionato settantenne, secondo quanto denunciato, adescava la ragazza, all'epoca dei fatti ancora scolara della media, con piccoli regali in cambio di morbose attenzioni. La storia è andata avanti per quattro anni fino a quando la ragazza, nel frattempo fidanzatasi, ha trovato il coraggio di andare alla caserma dei carabinieri e raccontare tutto per filo e per segno. Sono scattate le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Milto De Nozza, e all'anziano adescatore è stato notificato l'avviso con la contestazione di diversi episodi.

TRUFFE DELL'OLIO
Si chiama Operazione “Golden Oil” quella condotta dalla Guardia di Finanza nelle province di Bari, Brindisi e Cosenza per smascherare gli autori della maxitruffa ai danni della Unione europea per quanto attiene ai contributi integrativi per la produzione dell'olio. Molti agricoltori d'accordo con i titolari di frantoio emettavano fatture false per giustificare inesistenti quantità di olio di oliva, durante la campagna olearia 2004-2005. I finanzieri, dopo accurate indagini, hanno fatto scattare un maxi blitz che ha portato all'arresto di 23 persone; 91 indagati; 85 terreni e 9 immobili sequestrati. Coinvolti anche quattro fasanesi: Paolo Sgura, agli arresti domiciliari, e, indagati a piede libero, Corrado Sgura, Pietro Barnaba e Caterina Sacco.

INFIAMMATA VENDETTA D'AMORE
Quando l'amore gioca brutti scherzi. Una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine , un trentanovenne di Fasano, dopo l'ennesimo litigio con la sua donna, decide di troncare ogni rapporto e per dispetto e rabbia le manda in fumo l'utilitaria. Secondo la dinamica dei fatti, ricostruita dai carabinieri, l'uomo dopo essersi portato nei pressi della casa della donna , alla periferia di Pezze di Greco, ha sfondato, con un grosso masso, il parabrezza e poi, non contento, ha appiccato il fuoco. L'atto inconsulto stava per prendere una piega drammatica in quanto i fumi elevatisi dall'auto in fiamme stavano provocando un principio di intossicazione all'anziana madre dell'ex fidanzata del “focoso” fasanese. L'immediato intervento dei carabinieri ha evitato più gravi conseguenze. L'uomo è finito in manette.

IL MAGGIORENNE DEL BRANCO
Dopo quattro mesi di indagini, è finito in manette l'unico maggiorenne del branco. E' stato arrestato Giuseppe Spalluto di 27 anni. I carabinieri hanno accertato le sue responsabilità negli accadimenti relativo all'aggressione perpetrata ai danni di un giovanissimo napoletano che si trovava a Fasano ed aveva reagito con fermezza alle sgarbate avance di un gruppo di coetanei nei confronti della sua fidanzatina fasanese. Il branco non gradì la reazione del giovane forestiero e organizzò una spedizione punitiva. Dopo qualche ora i ragazzi fasanesi isolarono in via Bonghi il giovane napoletano e lo accoltellarono. Ai carabinieri occorsero poche ore per arrestare il capo branco, un minorenne di Fasano. Nella perquisizione effettuata nella sua abitazione fu rinvenuta una camicia sporca di sangue. Indumento passato alla lente di ingrandimento dei Ris che hanno portato in luce tracce ematiche appartenenti allo Spalluto, accusato, pertanto, di concorso in tentato omicidio e porto abusivo di arma in luogo pubblico. Per gli altri due componenti del gruppo, entrambi 17enni, la posizione è decisamente meno grave essendo stati denunciati per omissione di soccorso e favoreggiamento personale.

CORSO-CONVEGNO IN MICROBIOLOGIA CHIMICA ALLA SELVA
Fasano è stata scelta come sede per la realizzazione di un corso di aggiornamento sui "temi specialistici in patologia clinica" che si è tenuto il 29 Febbraio alla Selva di Fasano. Il corso rivolto a medici, biologi, chimici e tutto il personale tecnico sanitario, ha avuto come obiettivo la diagnostica di alcune malattie autoimmuni d'organo e la valutazione delle strategie più utili a migliorare l 'efficacia clinica e della corretta introduzione di linee guida in Microbiologia Clinica.
Dai lavori del corso-convegno è emerso che la salute del singolo cittadino non dipende solo dalle cure sanitarie prestate nei vari presidi ospedalieri, ma anche da una corretta diagnosi di laboratorio. E' importante , quindi, costruire sistemi diagnostici tecnologicamente avanzati e basare lo studio scientifico anche su alcuni punti fondamentali: la perfezione, la sicurezza e l' efficienza.

BORSISTI STRANIERI ALL'AGROALIMENTARE
Per approfondire l'acquisizione di nozioni sulla sicurezza alimentare e sui sistemi di qualità e sulle tecniche di post raccolta dei prodotti agroalimentare, un gruppo di 17 borsisti, provenienti da tutto il Mediterraneo, ha visitato la struttura di Fasano. Per lo più neolaureati in agraria, i ricercatori (che stanno compiendo un master presso l'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari), sono stati ricevuti presso il Consorzio Agroalimentare di Fasano dal presidente Paolo Pace e dal direttore Fiorenzo Marsella.

GIORNATA MONDIALE PER LA PACE
Il vescovo della diocesi Conversano-Monopoli, mons. Domenico Padovano, è intervenuto a Fasano per la celebrazione della “41^ Giornata mondiale per la Pace” svoltasi nella sala di rappresentanza del Palazzo di Città . E' stata fatta una riflessione sul messaggio del Papa sui rapporti fra i popoli, che dovrebbero ispirarsi alla condotta di una famiglia sana. L'incontro è stato promosso e coordinato da Carmine Gimmi, consigliere d'amministrazione della “Splendida dimora”.

CONVEGNO SULLA SINDONE
Alla vigilia del nuovo test “al carbonio 14”, atteso per il 22 marzo, gli studenti del liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” hanno avuto la possibilità di ascoltare da esperti di prestigio internazionale quanto, con certezza si conosce sulla Sacra Sindone, la reliquia più studiata al mondo.
Infatti presso l'auditorium del liceo si è tenuto, sabato 1° marzo, una giornata di studi, voluta dal dirigente scolastico Antonio Carbonara, coadiuvato dal prof. Massimo Vinale. E' stato poi allestita una mostra al “Centro Risorse” in piazza Mercato (ai portici).

INAUGURATO IL CLASSICO
Promessa mantenuta. I fasanesi Donato De Carolis e Giorgio Cofano, appena nominati assessori provinciali, si impegnarono a far realizzare dalla Provincia l'ala aggiuntiva all'edificio del liceo scientifico “Leonardo da Vinci” per alogarvi il ginnasio e le aule del liceo classico. Detto, fatto. Nei giorni scorsi l'inagurazione. Durante le vacanze pasquali ci sarà il trasferimento delle aule, dalle sedi provvisorie fin ora occupate, alla nuova casa.

SETTANTA BORSE DI STUDIO
Il Politecnico di Bari, nell'ambito del “Progetto Arianna”, che mira al sostegno degli studenti, ha indetto un concorso per l'attribuzione di settanta borse di studio ad esaurimento, dell'importo di € 1500,00 ciascuna. Esso si rivolge agli studenti laureandi iscritti ai Corsi di Laurea specialistica (vecchio ordinamento), Corsi di Laurea Specialistica a ciclo unico (quinquennale) e Corsi di Laurea Specialistica di durata biennale delle Facoltà di Architettura e Ingegneria dello stesso ateneo.
Il termine ultimo per la presentazione della domanda è fissato al 30 luglio 2008, sempre che non siano state tutte assegnate. Requisito imprescindibile per l'erogazione delle borse di studio messe a concorso è il conseguimento della laurea entro il mese di novembre 2008. E', inoltre, condizione indispensabile, per partecipare, la regolare iscrizione al Politecnico di Bari per l'anno accademico 2007-2008.
La domanda di partecipazione al concorso, redatta in carta libera, deve essere inoltrata al Magnifico Rettore del Politecnico di Bari - Direzione per il Coordinamento delle Strutture Decentrate – Via Amendola, 126/B, 70126 Bari. L'intero bando di concorso è stato pubblicato sul sito istituzionale: www.poliba.it e presso i centri di accesso e informazione per studenti del Politecnico. Per ulteriori informazioni: segreteria “progetto Arianna” – Politecnico di Bari, tel. 080.5962242; progettoarianna@poliba.it.

SPETTACOLI AL “SOCIALE”
Con il concerto della “Venus orchestra”, diretta dalla nostra concittadina Teresa Satalino, è stata inaugurata la prima ministagione al teatro Sociale. Si tratta di una iniziativa congiunta tra Comune (che ha concesso gratuitamente il teatro), Provincia di Brindisi e Teatro Pubblico Pugliese.
I prossimi appuntamenti sono il 18 marzo con Nunzia Antonino e Daniela Pansini che reciteranno “Lezioni di piano”; il 29 marzo con il “Gruppo Mòtumus” che presenterà “L'attesa” di Piva, Longo e Ciccolella; il 5 aprile verrà presentato da Paolo Panaro la famosa “Favola di Zoza” di Giambattista Basile con l'accompagnamento dell'ensemble “Musica Antica”, il 19 aprile, “Vito e le storiesse” di Vito Facciola.
Il costo del biglietto è di cinque euro.

FASANO ALLA BIT
La Bit, con i suoi 9 padiglioni, oltre 5.000 aziende espositrici ed un flusso di presenze superiore a 150.000 visitatori è un momento fondamentale di dialogo tra operatori, enti erogatori di servizi turistici, fruitori.
Il Comune di Fasano quest'anno per la prima volta ha voluto partecipare all'appuntamento con 2 spazi espositivi: uno tradizionale ed istituzionale; ed uno mirato alla promozione del territorio e delle sue aziende principali. Living Puglia: è un progetto di marketing territoriale nato per promuovere il territorio, e le aziende pugliesi. All'interno dei 120 mq dello spazio espositivo, progettato dall'Arch. Gianni De Rinaldis e suddiviso in 4 aree tematiche (degustazione, immobiliare, ricettività, turismo alternativo e di lusso) la Puglia con Fasano, ha mostrato la cultura unica ed affascinante del tacco d'Italia. Regista per Fasano è stato Paolo Pugliese, responsabile territoriale dell'agenzia di Comunicazione Bamakò di Lecce, “sono davvero soddisfatto del risultato, e della partecipazione delle aziende fasanesi. – commenta - devo ammettere che non immaginavo quanto le nostre realtà fossero conosciute in Italia. Il pezzo forte sono state le nostre masserie di lusso e, soprattutto, i nostri prodotti tipici, degustati fino all'ultima briciola.” Il Comune, per quest'anno grazie ad un accordo con l'agenzia leccese hapotuto esporre gratuitamente, e per l'anno prossimo si prevede già un nuovo spazio molto più grande e più visibile.

FINTI POVERI
Sono stati ben 387 i “finti poveri” finiti nella rete della Guardia di Finanza di Fasano a conclusione di un lunga e meticolosa indagine eseguita sulle autocertificazioni presentate da alcuni cittadini all'Asl. In questa lunga lista ci sono cittadini di tutte le estrazioni sociali, compresi coloro che godono di un reddito alto. Ma la tentazione di non pagare il tiket ha fatto dichiarare indigenti anche i benestanti. L'escamotage consisteva in una semplice autocertificazione con la quale si dichiarava di rientrare nella fascia di reddito basso indicata dai parametri della legge 724 del 1994. Furbi ma non troppo in quanto gli autori delle false dichiarazioni non avevano pensato ai controlli da parte del ministero delle Finanze. Su 3500 casi controllati dalle “fiamme gialle”, a Fasano, 387 dichiarazioni di cittadini di Fasano e Cisternino sono risultate infedeli e, pertanto, è scattata la denuncia per truffa e falso aggravato.

LA PARETE PER CHECCO

La galleria “Apuliarte” (via S. Antonio, 6), che espone in permanenza opere di pittura e scultura di artisti contemporanei, ha promosso un'iniziativa apprezzabile: “Una parete per…”. Ogni mese, dedica la parete frontale del locale ai quadri di un pittore. Per il mese di marzo, l'esposizione è stata destinata a Checco Schiavone, un artigiano in pensione che, in età matura, ha deciso di dedicarsi all'arte di famiglia: la pittura. Checco, per tutta la vita ha convissuto con i dipinti. Con quelli del nonno Ferdinando, del padre Emanuele e con quelli dei pittori e dei suoi clienti. Ora che è libero da impegni di lavoro, è stato un raffinato artigiano (corniciaio di alta professionalità), ha preso pennelli e tele e si è messo a dipingere. Produce bei quadri, per lo più paesaggi e nature morte, di gradevole fattura. In parete all'Apuliarte una rappresentativa panoramica della vena di questo degno erede degli Schiavone.

CONCERTO DI PASQUA
Nella chiesa del Purgatorio, sabato 15 alle 19, si terrà il Concerto di Pasqua con i vincitori del Premio di canto lirico “V. Gentile”: il soprano Valentina Corradetti e il controtenore Aurelio Schiavoni. Verranno eseguite musiche di Vivaldi, Pergolesi, Bach, Handel, Bizet, Puccini Verdi e Rossini. Di particolare interesse la partecipazione del controtenore, voce piuttosto rara e molto indicata per musiche barocche, pertanto assai indicata per il luogo, atteso che la chiesa del Purgatorio ne è l'esempio architettonico meglio conservato e non soltanto a Fasano.

IL BARBIERE DI PAISIELLO AL KENNEDY
Giovanni Paisiello (nella foto), musicista tarantino del Settecento (1740-1816) aveva messo in musica un melodramma buffo scritto dall'eclettico drammaturgo francese, Beaumarchais, ottenendo un apprezzabile successo, dopo che la stessa opera “Il Barbiere di Siviglia” aveva registrato il fiasco di altre cinque musicisti europei. Pareva che Paisiello dovesse campare di rendita e gloria imperitura per questo dramma giocoso, ma trentacinque anni dopo un certo Gioacchino Rossigni da Pesaro riscrisse quella musica e da quel momento le arie del barbiere di Siviglia fecero dimenticare ogni precedente edizione. Paisiello ne fece una malattia e morì, quasi dimenticato, a Napoli.
Ma l'opera di Paisiello è tutt'altro che mediocre, vero è che in festival per intenditori viene ampiamente apprezzata. Bene, pertanto, ha fatto la Regione Puglia (con la Provincia di Brindisi, il Teatro Pubblico Pugliese e altri enti partner della Puglia e della Grecia) a riproporre “Il Barbiere di Siviglia” del musicista tarantino con giovani artisti. La messa in scena rientra nel programma Interreg III, un progetto nato per diffondere l'opera lirica fra i giovani. La “prima” è stata data domenica 9 al Kennedy, la replica, giovedì 13 marzo a Corfu.

CONCORSO INTERNAZIONALE DI MUSICA
Durante la conferenza stampa tenutasi, lunedì 10, nella sala di rappresentanza del Comune di Fasano il M° Domenico Colucci, presidente dell'accademia musicale “don Matteo Colucci”, ha ufficializzato il calendario del concorso internazionale di musica strumentale e vocale che si terrà presso il teatro Sociale. Al concorso, suddiviso in otto sezioni, hanno aderito circa 60 concorrenti di diverse nazionalità. La premiazione avrà luogo al Teatro Sociale Venerdì 14 (mentre il nostro giornale è in macchina), ne daremo il resoconto nella prossima edizione.

UNA PROPOSTA DI RACCOLTA DIFFERENZIATA A PEZZE
I consiglieri circoscrizionali socialisti di Pezze di Greco, Antonio Zizzi, Giacomo Mileti e Michele Gallo, hanno indirizzato una nota al sindaco Di Bari e all'assessore all'ecologia Sergio Pagliara, per proporre una nuova idea di raccolta differenziata dei rifiuti sul nostro territorio. Suggeriscono, in particolare, di varare un piano che assicuri i parametri previsti dal decreto legislativo n 152 del 3 aprile 2006, ed un incentivo per chi supera la quota obbligatoria stabilita. Invitano, inoltre, la stessa Monteco a farsi carico dell'organizzazione in tutto il territorio di una raccolta porta a porta a giorni alterni utilizzando eventuali fondi come previsto dalla delibera del Consiglio circoscrizionale di Pezze di Greco del 7 agosto 2007. In tale atto, si propone che le eventuali somme ricavate dall'installazione di antenne su siti di proprietà comunali o demaniali, possano essere utilizzate per un progetto di raccolta differenziata porta a porta.
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RICORDANDO “CUORICINO”
Il prossimo 16 marzo ricorrono i trent'anni dell'eccidio di via Fani: le “brigate rosse” rapirono l'on. Aldo Moro e assassinarono gli uomini della scorta. Fra le quattro vittime, il nostro concittadino vicebrigadiere Francesco Zizzi. La città di Fasano non lo ha mai dimenticato. Fra gli amici, in particolare, è sempre vivo il ricordo per Franco, chiamato affettuosamente “Cuoricino”, per la sua bontà e generosità. Furono proprio queste sue qualità umane a spingerlo, la mattina del 16 marzo 1978, a sostituire all'ultimo momento un collega che era stato assegnato di scorta all'on. Moro. Quel gesto di disponibilità assoluta gli è costata la vita.
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XX edizione del Premio
STORIE DI DONNA
La “festa” al Teatro Sociale - Qualificante partecipazione di giovani - Tra le vincitrici, la fasanese Claudia Turchiarulo
Nel giorno del centenario della festa della donna la città di Fasano ha festeggiato il gentil sesso rendendo significativo omaggio alla scrittura.
Sabato 8 marzo, infatti, nella cornice del ritrovato e incantevole Teatro Sociale, ha avuto luogo la cerimonia di premiazione della ventesima edizione del premio letterario “Donna” organizzato dal CIF, Centro Italiano Femminile.
La premiazione degli autori di prose e poesie a tema libero vincitori del concorso è stata preceduta da momenti di intenso spessore culturale e umano.
La fine e sensibile scrittrice di origini ostunesi Annunziata Sgura ha presentato alla platea, sotto la sapiente direzione del giornalista Rai Vito Giannulo, la sua ultima fatica intitolata “ Storie di donne”, edita da Schena. Non un semplice libro ma un viaggio alla scoperta dell'universo personale e letterario della scrittrice che offre storie di donne, di ricordi e nostalgie, di dolore e gioia, storie di vita che trovano ancoraggio nella scrittura, dimensione di salvezza e speranza, sponda sicura durante il naufragio.
L'attrice Angela Volpe, accompagnata dalla musica dal vivo del maestro Domenico Colucci, ha abilmente declamato alcuni dei versi e dei racconti della Sgura, una donna testimone dei sogni di altre donne. La sua scrittura abbozza un percorso nell'esistenza, nei luoghi della nostra terra, nella memoria femminile che “dimora assieme all'immortalità del cuore”.
La serata è, in seguito, proseguita con l'intervento di Maria Martellotta, presidente del CIF di Fasano, che ha voluto ribadire il carattere nazionale del concorso. Già da diversi anni esso suscita grande interesse in tutta Italia. Per questa ventesima edizione, infatti, sono giunti elaborati provenienti da città come Milano, Roma, Ascoli, Agrigento, Bologna. Si tratta, dunque, di un concorso sempre più nazionale e sempre più giovane considerata l'alta percentuale di giovani partecipanti. Tredici, invece, i testi realizzati da fasanesi. A prevalere sono stati gli scritti realizzati da autori di sesso femminile e i temi affrontati hanno spaziato dall'attualità alla memoria, dall'amore alla morte.
Nella sezione giovani la giuria, composta da intellettuali di alto rilievo, ha attribuito il primo posto al racconto “Elena” di Alice Strangi di Giulianova. Una menzione di merito è andata a Mariachiara Legrottaglie di Pezze di Greco e ad alcuni studenti dell'Istituto “L.Da Vinci” coordinati dalla docente Natalizia Pinto.
Sul podio del Premio letterario una sola fasanese, Claudia Turchiarulo, classificatasi terza con la poesia “Un ultimo flashback” in exequo con il milanese Paolo Faroni. Medaglia d'argento per la bolognese Giulia D'Amico con la lirica “Zero”. Il primo premio, è stato assegnato all'agrigentino Rodolfo Di Rosa con il componimento intitolato “I siciliani appuntano il cuore”, distintosi per le immagini festose, la ricercatezza delle metafore, i continui riferimenti al finito, all'infinito e alla speranza.
Angelica Sicilia
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Pino Carrone L'angolo di Pino Carrone
LA TRAGEDIA DI MOLFETTA
Troppe, troppe vittime sul lavoro. Sull'onda emotiva della tragedia di Molfetta, il governo ha varato il decreto sulla sicurezza sul lavoro. Un provvedimento punitivo, che a mio avviso, non risolve il problema. La repressione è soltanto una ulteriore esasperazione. Bisogna, invece, prevenire con intelligenza, in un sistema di collaborazione tra imprenditori e ispettori del lavoro, studiando le misure di sicurezza, caso per caso, azienda per azienda. Come avviene in Inghilterra.
Pino Carrone
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L’avidità accecante
Un bravo attore, Paolo Calabresi, travestitosi da uomo di affari, figlio di “grande madre russa”, vantando agganci ad alti livelli presso Putin, ha fatto cadere nella trappola il sindaco di Fasano (unitamente al suo consulente e a un parlamentare) con la proposta di investire fior di miliardi nel territorio fasanese per la realizzazione di un casinò.
Non staremo a ripetere la storia già ampiamente raccontata dai mass media, anche nazionali, con gran sputtanamento della stessa immagine di Fasano; né rivangheremo giudizi già abbondantemente espressi anche in sedi istituzionali. Ci limiteremo soltanto a una considerazione, a margine.
Questa è una città che adula l'illegalità.
Molti concittadini, infatti, invece di indignarsi hanno recriminato sul fatto che si trattava soltanto di uno scherzo. Cioè a dire, che avrebbero preferito un affare sporco e compromettente, addirittura con la mafia russa, purché arrivassero soldi a Fasano, di qualunque provenienza.
Questa mentalità ci squalifica!
Alle nuove generazioni dobbiamo insegnare e trasmettere altro. Quello, per esempio, che Maria Falcone ha detto agli alunni della scuola media “Pascoli”.
f.l.
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Con i prossimi bandi comunitari
CREDITO AGLI AGRICOLTORI
Siglato l’accordo tra Cia Puglia e Monte Paschi di Siena - Finanziamenti a breve, medio e lungo periodo

È stato siglato Mercoledì 5 Marzo a Bari, un importante accordo operativo tra la Cia Puglia e la Banca Monte dei Paschi di Siena, che ha la finalità di semplificare e facilitare l'accesso al credito degli agricoltori pugliesi, in vista anche dei prossimi bandi comunitari 2007-2013.
L'iniziativa prevede un cospicuo plafond per le aziende agricole pugliesi messo a disposizione da Banca Monte Paschi di Siena per finanziare gli agricoltori associati alla Cia Puglia.
I finanziamenti delle banche del Gruppo MPS si articoleranno attraverso tre linee di credito: esigenze di breve, di medio e di lungo periodo. Ad esse gli agricoltori potranno accedere per soddisfare le necessità delle proprie imprese: dalle spese ordinarie per la conduzione aziendale all'acquisto di macchine e bestiame; dagli interventi strutturali per l'inserimento di nuova tecnologia in azienda anche per favorire l'impianto di produzione di “autoenergia” elettrica-termica da fonti rinnovabili (biomasse, biogas, eolica), a quelli per la tutela ambientale, anche tramite l'attività agrituristica; dallo sviluppo e sostegno all'imprenditoria giovanile al reimpianto/impianto di colture pluriennali, come i vigneti, gli uliveti e i frutteti; dalla ricerca all'innovazione, alla valorizzazione della tipicità e qualità delle produzioni locali.
L' accordo intende infatti sviluppare uno stretto rapporto di collaborazione, al fine di sostenere l'economia agricola locale e soprattutto le aziende impegnate nei cruciali passaggi del mercato globale in vista anche dei prossimi bandi comunitari 2007-2013.
“Questa iniziativa rappresenta un veicolo importante per la crescita delle imprese agricole ed agroalimentari pugliesi, al fine di sostenerne la competitività nei mercati nazionali e internazionali di riferimento”.La firma dell'accordo avviene in un momento di grande importanza per le imprese agricole pugliesi che presto dovranno misurarsi con i bandi del Psr Puglia che con una dotazione di poco meno di 1,5 miliardi di euro mobiliteranno spese per investimenti per svariati miliardi di euro.
“La possibilità di potere disporre di strumenti finanziari e creditizi di assoluto interesse, vantaggiosi e idonei per l'accesso alle misure previste dal piano di sviluppo rurale - ha sottolineato Antonio Barile, presidente della Cia Puglia - metterà le nostre aziende associate in una condizione di più facile accessibilità ai fondi strutturali, ormai unica risorsa per gli investimenti in Puglia”.
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Valanga di offerte
PER FAVORE BASTA!
Dai call center telefonate insistenti per proposte contrattuali - Spesso, il bidone è dietro l’angolo
Non ne possiamo piu' di essere sommersi dalle fantasmagoriche offerte di Wind, Tim, 3, Teledue ecc. Ci inondano quotidianamente con fax , con telefonate dai call center. Tutti hanno prezzi concorrenziali. Non pagherai piu' il canone , non pagherai scatto alla risposta, gratis tutte le chiamate verso i numeri tal dei tali, e chi piu' ne ha piu' ne metta . Sembra che tutti vogliano farci regali. Ma quali regali? Così recitava una volta un famoso spot televisivo che reclamizzava una nota marca di gelati. Ma si, è vero, ti offrono gratis nuovissimi apparecchi cellulari. Ti propongono prezzi da favola per acquistare ratealmente telefonini dell'ultima generazione . Ti chiamano a tutte le ore della giornata , alla faccia della tua privacy. I poveri operatori dei call center poi non sanno nemmeno che in alcune zone delle nostre città e frazioni non vi sono linee Adsl ed insistono per offrirti contratti eccezionali. Ed hai voglia tu ad insistere che dove abiti la linea speciale non c'è. Se poi abbocchi ad un contratto eccellente, ti accorgi poco dopo che ti fanno un'altra offerta ancora piu' eccezionale. Ed allora cominci a chiederti come mai i gestori di telefonia delle diverse ditte ti possono proporre offerte fantastiche mentre il gestore principale tace . Chi ti sta prendendo in giro? Ed infine ti accorgi che la tua pazienza ha un limite, che vorresti mandare tutti al diavolo, eccetto quei bravi ragazzi dei call center che lavorano per pochi centesimi. E ti accorgi anche che, a furia di ricevere fax, il toner del tuo apparecchio si è esaurito e che, oltre alla beffa delle offerte fantastiche, devi sobbarcarti la spesa di acquistare un nuovo toner.
Carmine Gimmi
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SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO PALESTINESE
Arben Shira Una atto di coraggiosa resistenza civile si è svolta Domenica 9 Marzo: il Comitato cittadino per il dialogo interculturale ha riunito, in Piazza Ciaia, le anime più sensibili alla tragedia del popolo della Palestina per condannare l'ennesimo atto di guerra compiuto dall'esercito israeliano che, nella prima settimana di Marzo, ha invaso la striscia di Gaza massacrando oltre centotrenta palestinesi (fra cui cinque lattanti).
L'iniziativa si è poi conclusa con una fiaccolata di pace fra le principali vie dalla città.
Nel gazebo allestito dal Comitato sono stati esposti alcuni scatti fotografici di straordinaria eloquenza: militari israeliani che deridono compiaciuti un cadavere palestinese ai loro piedi, abitazioni della Striscia di Gaza demolite che fanno da tragico sfondo alla disperazione di intere famiglie e bambini, donne, e semplicemente uomini sanguinanti e morenti per il fuoco israeliano.
La manifestazione ha poi preso corpo con gli interventi di alcuni sostenitori della causa palestinese ed ha raggiunto il culmine con la testimonianza di Fawaz, ragazzo palestinese da qualche tempo in Italia, che ha urlato la sua commozione chiedendo perché la disperazione del suo popolo è soffocata dal silenzio più totale di tutti paesi occidentali e di gran parte di quelli arabi.Agli interrogativi strazianti di Fawaz ha dato alcune risposte il prof. Antonio Moscato che, nell'intervento conclusivo, ha commentato la politica aggressiva ed imperialista del governo israeliano ed ha denunciato l'appoggio incondizionato di cui questo gode da parte di tutti i paesi “avanzati” e, fra questi, soprattutto dell'Italia, nella quale, ha sottolineato veemente il professore, neanche la sedicente sinistra “radicale” è stata capace, dopo questi ultimi bombardamenti, di una condanna chiara ed incondizionata.
Giangi Tagliente
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Stranieri fasanesizzati
IL CUORE ITALIANO
Il punto di vista sulla nostra città e i suoi costumi di Fawaz, palestinese e Willie, californiano.
È bastato un semplice caffè per aprire la mente: una chiacchierata al centro del mondo. È straordinario anche in una piccola cittadina si possano incrociare culture diverse. Fawaz Sharawi, ragazzo palestinese, e Willie Wilson, un alto uomo californiano, ci raccontano i loro pensieri e le loro storie: mondi diversi a confronto.
In quale circostanza sei arrivato a Fasano?
Fawaz: Sono venuto a Fasano per la prima volta come rappresentante della Mezza Luna Palestinese per il campo internazionale di Croce Rossa “Atlantis 2005”. Poi una seconda volta per un piccolo viaggio da solo. In questa occasione ho avuto modo di far conoscere la storia di mio fratello Refat, vittima di guerra, che ha potuto sostenere un intervento chirurgico proprio qui in Puglia.
Willie: Io semplicemente giocavo a pallavolo. Questo sport mi ha portato a viaggiare parecchio, soprattutto in Italia. Sono stato in molte città italiane tra cui appunto Fasano dove mi trovo benissimo.
Come ti ha accolto Fasano?
Fawaz: Mi sono trovato subito molto bene. Qui la gente è simpatica, calorosa, molto ospitale. Mi sono sentito subito a casa insomma.
Willie: Alla grande! Ho trovato subito molti amici anche grazie al fatto che suono il bongo in alcuni locali.
Qual è la persona che ti ha accolto meglio?
Fawaz: Tonio Leone, senza dubbio. Tonio mi ha fornito tutti i tipi di aiuto fino ad ora. Nessuna parola potrebbe esprimere il mio ringraziamento. Se ci fossero altre persone come Tonio il mondo sarebbe diverso. Mi ha regalato la sua amicizia. E per una persona lontana da casa è difficile trovare subito qualcuno pronto ad offrire se stesso.
Willie: Più persone... In ventotto anni qui in Italia mi è successo tanto. Ho certamente ricevuto un aiuto particolare. Ma non voglio dire di chi si tratta.
Ci sono affinità tra l'Italia e il tuo paese?
Fawaz: Molte. Certamente il calore della gente e l'ospitalità. Poi anche l'attenzione per la tradizione, per le feste di paese: ecco perché mi sono sentito subito a casa. Vi dirò: anche alcune espressioni del dialetto fasanese sembrano ricordare la mia lingua.
Willie: La California e l'Italia sono due realtà opposte. Forse l'unica cosa è la simpatia della gente. Che non è poco.
Qual è la principale differenza?
Fawaz: Non ci sono grandi differenze. A volte penso che l'unica sia solo la lingua.
Willie: La California è uno stato molto grande, una realtà dispersiva. Italia invece è più familiare, nel senso che è composta da piccoli centri dove si può avere un contatto diretto e sincero con le persone.
Racconta allora un po' la vita nel tuo paese.
Fawaz: Parlare della Palestina mi rende ogni volta abbastanza triste ma allo stesso tempo sempre più forte. L'immagine della Palestina è in continuo cambiamento: si pensa che sia un paese terrorista, arretrato, sempre in conflitto. Ma in realtà è un paese dalla grande cultura e ospitalità. C'è il sole, c'è il mare... Io amo il mare. Ma purtroppo il mare palestinese non l'ho mai potuto vedere per problemi politici. In Palestina non puoi muoverti liberamente, non puoi prendere un caffè ranquillamente o andare al mare appunto. Ecco perché mi piace qui: posso esser libero col mio tempo. Spero che la gente capisca il dolore palestinese, il dolore di un paese sotto colonizzazione. Mi piacerebbe vedere finalmente il mio paese in pace. Ma non quella pace solo diplomatica. La pace che vorre io comincia quando si comincia a parlare la lingua dell'occhio, del corpo, dell'amore: la lingua del mondo, insomma.
Willie: La California è un paese no stop, sempre in movimento. Non si ha nemmeno tempo per conoscere tranquillamente le persone, per avere un contatto diretto. Noi non abbiamo una cultura vera e propria, anche se il sentimento nazionale è comunque molto forte. Sia perché siamo geograficamente un po' isolati negli USA, sia perché l'americano non vive la sua città: guarda la tv, legge i giornali e pensa che la vita sia tutta lì. Ma in molti casi la realtà è ben diversa. In America si lavora tutto il giorno. Per questo non c'è nemmeno tempo per la cucina. Si parla di cibo in scatola da noi, quello pronto in due-tre minuti. Ma quando arriva il week-and, almeno in California ci concediamo un po' di divertimento.
Cosa ti manca maggiormente del tuo paese?
Fawaz: I miei amici certamente e soprattutto la mia famiglia. Mi piacerebbe tornarci per un viaggio. Sono due anni che non torno. Ma è molto difficile. E poi vorrei vedere finalmente la Palestina ballare, cantare, scrivere la storia con una penna di pace.
Willie: Al volo direi proprio niente. Forse solo l'organizzazione. La burocrazia italiana è in questo senso troppo tranquilla. Da noi le cose si fanno subito.
Cosa ti manca invece dell'Italia quando te ne allontani?
Fawaz: Certamente la mentalità, il cuore italiano. E soprattutto il sorriso della gente. Non mi sento tanto straniero qui.
Willie: Soprattutto la tranquillità. E poi l'ospitalità, la familiarità. Per non parlare del cibo, ovviamente!
C'è mai stato nei tuoi confronti un certo sentimento di lontananza da parte degli altri, di diffidenza?
Fawaz: No, da parte della gente no. Forse a livello burocratico mi sento davvero troppo straniero. Insomma al momento non posso uscire dall'Italia, non posso nemmeno lavorare perché sto aspettando da più di un anno dei documenti. E questo mi rende meno libero.
Willie: No, non mi è mai successo. Forse solo da parte dei bambini. Ma semplicemente perché sono troppo alto!
Cosa pensi manchi a Fasano per diventare una città più aperta all'accoglienza, multietnica?
Fawaz: Fasano ha bisogno di molto. Soprattutto i giovani dovrebbero aprirsi di più verso l'altro e dovrebbero lavorare per il proprio territorio. Quando infatti si progetta qualcosa per il proprio paese si avverte di più il senso di appartenenza. I giovani qui fuggono: e questo è un problema importante.
Willie: È vero i giovani qui vogliono fuggire. Ma io penso che le idee ci sono. Magari mancano i mezzi. Ci sono molti ostacoli che si dovrebbero superare, prima di tutto in Italia la lentezza della burocrazia che non permette nemmeno ai giovani di progettare il proprio futuro.
Cosa manca all'Italia invece?
Fawaz: Manca molto eppure non tanto. L'Italia dovrebbe esser soprattutto più unita dal punto di vista politico: ci sono troppe diversità. E poi si dovrebbe educare all'accoglienza già nella scuola. Perché qui l'italiano sente lo straniero.
Willie: Gli italiani sono già da sé tolleranti. Penso che la vera questione sia la sicurezza degli italiani. Sotto questo aspetto sembra quasi esserci una specie di menefreghismo istituzionale. c'è poco controllo dell'immigrazione.
Francesca Radesco
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Intervista a Roberto Zizzi
QUANDO L’ENERGIA PARLA VERDE
L'analisi del territorio e dell'esistente” – Le energie alternative – Lo studio di fattibilità- La proposta del texano all'amministrazione comunale di Fasano
Il tema ambientale è quanto mai attuale anche nel nostro territorio e, tra le soluzioni sostenibili, vi è la produzione di energie alternative. Per analizzare questo aspetto abbiamo intervistato Roberto Zizzi, tecnico ambientale e direttore dell'azienda “Beta s.r.l.” (società che dal 1997 si occupa di biomasse energetiche e tecnologie ambientali e che collabora con l'Istituto Progesa della Facoltà di Agraria di Bari, ed il Cnr-Irsa di Bari per progetti in tali settori).
Sig. Zizzi, quali sono le varie soluzioni tecniche attualmente esistenti per la produzione di energia verde?
“La prima cosa da precisare è che si parli di vere fonti rinnovabili, ovvero le uniche riconosciute dalla Direttiva europea 2001/77 (solare, eolico, geotermico e biomasse agricole vegetali ed organiche), con assoluta esclusione dei rifiuti e dei combustibili derivanti dai rifiuti, come purtroppo in Italia si era cercato di introdurre attraverso un decreto nazionale durante la legislatura del Governo Berlusconi.
Il punto di partenza per ottenere il migliore sfruttamento di queste risorse è l'analisi del territorio e dell'esistente, al fine di valorizzare dapprima le risorse endogene del territorio stesso, prima di valutare l'installazione di qualsiasi ulteriore impianto, che potrebbe risultare estraneo o avulso dalla realtà che deve accoglierlo".
Quale potrebbe essere il punto di partenza, sul piano operativo, nel nostro territorio?
“Gli impianti devono essere quanto più integrati sia nel contesto produttivo che nel contesto ambientale e paesaggistico. Ad esempio, sul nostro territorio spicca agli occhi del turista la valenza ambientale e paesaggistica degli ulivi ultrasecolari. Ciò comporta da una parte i vantaggi del potenziale turistico e della produzione di olio d'oliva e, dall'altra, le problematiche connesse allo smaltimento dei sottoprodotti di tale contesto produttivo (acque reflue, sanse umide e “cascami di potatura”)".
Qualcosa è stato fatto?
“Già nel 1995 personalmente mi ero occupato di questa analisi sul territorio di Fasano. Insieme alla Facoltà di Agraria, al C.N.R. di Bari e all'O.S.C.A.P. di Pezze di Greco stavamo valutando la possibilità di valorizzare gli scarti olivicoli (cascame di potatura) ed oleari (sanse ed acque di vegetazione); ci furono delle prove tecniche nel sansificio che diedero buoni risultati e, dai quali, scaturì anche un brevetto industriale. Nei mesi scorsi, con un'importante associazione di produttori olivicoli ed oleari presente sul territorio, abbiamo riproposto il progetto, al Ministero dell'Agricoltura in un bando che finanziava studi di fattibilità, ed a cui hanno partecipato circa milletrecento proposte da tutta Italia. L'iniziativa ha ottenuto l'approvazione (classificandosi tra i primi in graduatoria), per questa prima fase. Successivamente, se lo studio di fattibilità dimostrerà a pieno la convenienza ambientale ed economica, rientrerà in un programma di finanziamento dello stesso Ministero, per la realizzazione di filiere agro-energetiche.
Un esempio pratico e concreto, anche se in proporzione ridotta, lo stiamo già realizzando presso una struttura agrituristica del territorio che una volta ultimato, riuscirà a soddisfare il proprio fabbisogno energetico (principalmente calore) con l'utilizzo del cascame di potatura d'olivo proveniente dagli uliveti della stessa azienda".
A proposito di proporzioni, è preferibile puntare a piccoli o grandi impianti?
“Lo studio di fattibilità finanziato, mirerà a creare, non un grosso impianto per la produzione di energia, ma una piattaforma al servizio del contesto produttivo da una parte, e di potenziali e diffusi piccoli impianti distribuiti sul territorio dall'altra, in grado di sfruttare nel migliore dei modi (vicino al 100%) il potenziale energetico che la pianta dell'olivo riesce ad assorbire nel suo ciclo produttivo. In pratica, è come se ogni ulivo ultrasecolare fosse un accumulatore di energia al pari dei pannelli solari o delle turbine eoliche, è come se noi avessimo già un enorme parco solare o eolico già presente e che non viene valorizzato. Il sistema attuale dei sansifici e delle grosse centrali a biomassa, come quella realizzata a Monopoli, riesce a sfruttare solo una piccola parte di tale potenziale (appena l'8%), mentre tutto il resto viene disperso con un notevole spreco di risorse ed un notevole impatto ambientale (vedi i sequestri ed i blocchi produttivi che hanno subito tali impianti un po' in tutta la regione, ed i recenti problemi connessi allo spandimento in campo delle sanse umide e delle acque reflue)".
Quali sono i vantaggi economici ed ambientali di simili impianti?
“Dal punto di vista economico, ci sono vantaggi sia a monte, per il sistema agricolo e produttivo, con la possibilità di usufruire di servizi a basso costo (ritiro degli scarti e sottoprodotti), sia a valle con la possibilità di avere prodotti utili allo stesso ciclo produttivo ed al tessuto imprenditoriale locale (agriturismi, strutture sportive, piccole imprese ecc.), in grado di utilizzare combustibili a basso costo per soddisfare i propri fabbisogni energetici (produzione di calore, freddo, energia elettrica ecc.). Mentre, dal punto di vista ambientale, con tale sistema innovativo, si andrebbero ad eliminare tutti gli attuali impatti ed emissioni (fumi, cattivi odori, inquinamento delle falde acquifere) e si recupererebbe sia il potenziale energetico (quasi al 100%), sia le acque depurate, sia le sostanze organiche da riportare ai terreni sottoforma di concimi organici (ammendanti) in sostituzione dei concimi chimici che come sappiamo contribuiscono al fenomeno di desertificazione dei nostri terreni".
Sig. Zizzi, qualche anno fa si valutò la possibilità di impiantare un termovalorizzatore nel territorio del Comune di Fasano. Ora, leggendo un articolo pubblicato di recente su un quotidiano locale, apprendiamo che l'amministrazione comunale è in contatto con un imprenditore texano che vorrebbe impiantare nel nostro territorio un termovalorizzatore. Considerando il suo interessamento qualche anno fa alla questione, cosa ne pensa in merito?
“Stento a credere che ci sia ancora qualcuno disposto a valutare certe iniziative, perché la questione rifiuti và affrontata, ma nell'ambito di scelte regionali e provinciali. Il fatto che l'iniziativa si valuti a Fasano mi sembra inopportuno e fuori luogo. Come al solito, mentre c'è chi pensa e si applica sulle possibili iniziative positive e migliorative, c'è sempre chi pensa e guarda al profitto ad ogni costo, compreso il sacrificio del territorio e della popolazione residente".
Giacomo Mileti
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Rappresentata in Puglia e a Corfù
“L’OPERETTA GHETONIA”
Le tradizioni del Sud che resistono alle trasformazioni della società - Il piccolo mondo di uno spiazzo della Grecía - L’intervista al librettista Peppino Palasciano.
Un'operetta tutta pugliese ha cominciato a fare il giro dei teatri della regione per essere poi presentata in quelli della Grecia. Si tratta del progetto artistico “Ghetonìa” realizzato nell'ambito dell'Interreg III A Grecia-Italia.
Ghetonìa altro non è che lo spiazzo tra le case salentine dove si affaccia il vicinato. In questa realtà fisica, durante la notte magica di San Giovanni, si sviluppa la storia di due innamorati in un clima di trasformazione della società per l'avvento della televisione. Fra tradizione e modernismo, prevale la calda umanità della gente del Sud.
Di come nasce quest'operetta, ne parliamo con l'autore del libretto , il concittadino Giuseppe Palasciano.
Un operatore culturale che, da circa quarant'anni, produce iniziative sulle tradizioni e il folclore esaltando, soprattutto, la fasanesità. Il dott. Palasciano, affettuosamente chiamato dagli amici “Peppe 'u russe” (per la sua capigliatura fulva), è stato il fondatore de “I Canti del Faso” e l'animatore di numerosi progetti, oltre che il direttore artistico della “Scamiciata”.
E', altresì, autore di pubblicazioni e saggi in materia di religiosità popolare e antropologia culturale. E' alla sua seconda operetta, la prima è stata “La contessa Stracci”.
Come e quando nasce Ghetonìa?
“ Nasce quattro anni fa, subito dopo l'esperienza de La contessa Stracci e della Ballata sui turchi in occasione del Giugno Fasanese il cui testo venne musicato dal M° Antonio Vinci. Queste esperienze mi hanno poi spinto a scrivere un soggetto che avesse come punto di riferimento un paese del Salento, nella Greca, laddove avvenivano tante vicende in un preciso momento storico: quello della trasformazione della società con l'avvento della televisione e si rompono gli equilibri tradizionali”.
In quanto tempo è stato composto il libretto?
“ Tre mesi. Era un progetto che avevo già in mente, pertanto, non mi è stato faticoso metterlo in versi”.
Propose subito il lavoro al M° Muolo?
“ No. Innanzitutto affidai il testo a Maria Teresa Marasco per curarne l'adattamento metrico musicale, un necessario intervento di competenza specifica che a me manca. Poi, il libretto ormai completato, mi venne richiesto dal M° Antonio Cericola di Chieti, il quale voleva realizzare un progetto, per me faraonico, e non se ne fece nulla. Così proposi il libretto al compositore monopolitano Francesco Muolo, e abbiamo lavorato benissimo insieme”.
La messa in scena com'è avvenuta?
“ Direi in maniera fortuita. Perché il Conservatorio Tito Schipa di Lecce doveva realizzare un'operina per un progetto Interreg Grecia-Puglia e andava alla ricerca di un soggetto che trattasse delle nostre origini e tradizioni e rapporto mediterraneo. Il M° Muolo, chiacchierando al Conservatorio leccese, dove insegna, parò di questo nostro lavoroi già pronto.
Gli chiesero se fosse possibile metterlo in allestimento come progetto Interreg minore. Nel'arco di quattro mesi l'opera è stata messa in scena con artisti tutti rigorosamente pugliesi”.
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una finestra sul mondo a cura di Mariangela Turchiarulo
A Francesca, Margherita, Mariana, Marilina, Mimmi, Pina… che l'amore per l'Egitto ci ripaghi di ogni fatica…

Il viso cotto dal sole, i capelli coperti, annodati dal vento, i jeans impolverati, i piedi scalzi sul tappeto nella moschea di Abou al Abbas, progettata dall'architetto Mario Rossi…; nella terra che diede i natali al poeta Giuseppe Ungaretti , al futurista Giuseppe Marinetti… dove visse la sua infanzia l'attrice Anna Magnani. Sono rapita da questa città e le giornate sono lunghe ed intense. Piene di incontri ed eventi strani… coincidenze illogiche e situazioni stravaganti.... Strani contrasti… espressioni di una città cosmopolita, una volta capitale della cultura nel Mediterraneo. … Lino è un collezionista di reliquie e cimeli del periodo coloniale: compra di tutto dai mercatini di Rue Nebi Daniel. E' in pensione, per hobby fa il piano bar in uno dei migliori ristoranti di Alessandria: il Santa Lucia. E' lì che lo conosciamo per caso. Jean Yve è il direttore di un centro di studi internazionale che organizza missioni archeologiche sottomarine, alla ricerca dei resti della Settima Meraviglia del Mondo: il Faro di Alessandria. Sulla terrazza del suo ufficio, all'ombra del canneto, intorno ad una lunga tavolata imbandita, si mangia pesce e si chiacchiera in italiano, francese, inglese e arabo.
E' qui che incontriamo Paolo: un archeologo orientalista che abita in una diroccata casa colonica con il parquet in legno lucidato: scava ad Aboukir, in un'area militare. Yasser è un ricercatore della biblioteca alessandrina e, con l'aiuto di Stefano, sta organizzando il quinto anniversario dall'apertura della nuova Biblioteca e le manifestazioni per il premio Agha Khan. Sul piazzale della Biblioteca le ragazze, con il burqa ed i libri sotto il braccio, si mescolano a coetanee con jeans succinti e i-pode nell'orecchie. La città è blindatissima per l'arrivo del presidente Mubarak: cecchini sui tetti, strade bloccate, polizia ovunque… movimenti veloci. C'e' un gran caos di macchine e persone a tutte le ore del giorno e della notte: il canto dei muezzin risuona tra i clacson e i palazzi neoclassici in stile europeo o addirittura italiano.
La quinta urbana del lungomare si contamina con quest'opera «extraterrestre» in vetro e acciaio, progettata da un gruppo di norvegesi, inaugurata nel 2002 in «memoria» della grande impresa intellettuale della dinastia tolemaica: la «biblioteca scomparsa», il Mouseion di Alessandria d'Egitto. Qui si raccolsero non solo tutte le opere greche, ma dell'intero mondo antico. Il metodo più comune per acquistare i libri era quello di confiscare le navi che arrivavano nel porto di Alessandria. I libri presenti a bordo venivano ricopiati ed i proprietari originari ricevevano una piccola somma in denaro e la copia stessa. La medesima opera si acquistava anche più volte perchè una copia mai era identica all'altra. Tolomeo, per comprendere meglio il suo popolo egiziano, assunse dei sacerdoti per tradurre in greco tutti i testi religiosi egiziani: pregò il Re di Israele affinché inviasse dei Farisei di Gerusalemme che potessero tradurre in greco il Vecchio Testamento. Settanta uomini per settanta giorni lavorarono per questo fine. I Greci non impararono le lingue dei loro sudditi ma compresero che per dominarli bisognava capirli, e che capirli bisognava raccogliere e far tradurre i loro libri. La Biblioteca Alessandrina, oggi, è un mondo parallelo, una macchina mostruosa che tenta di evocare il ruolo mitico ed ecumenico di un tempo: un sole che risorge da un bacino d'acqua artificiale…
Questo simboleggia la sua forma di cilindro tagliato in diagonale. I grafemi di centoventi alfabeti, scolpiti sulla parete perimetrale in granito grigio di Assuan, alludono alle collezioni donate da ogni parte del mondo: «raccogliere in un unico luogo il sapere universale»…
E' l'antico sogno realizzato. Luogo di studio e meditazione, sembra appartenere più al Nord Europa che all'Africa. Offre un confort che supera i nostri standards: quattro terrazze digradanti affacciano su uno spazio aperto illuminato dall'alto e scandito da cento sottilissime colonne con capitelli a forma di loto: tremila postazioni di studio di cui trecento multimediali; file interminabili di scaffali per un milione di volumi; temperatura e umidità controllate per la corretta conservazione dei libri; testi antichi in formato digitale; quattro musei, sale congressi, sale per esposizioni; tetto giardino, caffetteria, bookshop… Ci si dimentica di essere in Egitto... E' qui che ci rifugiamo per una pausa dal «rumore levantino», dal perenne maestrale della Corniche (il lungomare) che stordisce.
L'aria iodata, fresca e leggera, che si respira sul lungomare, quasi mi fa sentire a casa…
La Corniche e' ventilatissima e il nostro albergo, all'ultimo piano di un vecchio palazzo di fine Ottocento, è completamente esposto alla brezza marina. Viviamo tra le correnti: appunti e disegni spaginati danzano nei vortici d'aria. All'interno della città, lontano dal mare, invece fa caldissimo e l'aria è immobile. L' antico splendore della città ellenistica, pianificata da Dinocrate nell'angolo ovest del delta nilotico, e' leggibile ancora in pochi punti… Questa città, voluta da Alessandro Magno, la si conosce attraverso la Geografia di Strabone ed i rapporti di scavo polacchi e francesi: quel che resta, o meglio che si vede, è ben poca cosa e non rende giustizia dei tempi che furono. L'impressione di quella moderna è legata ai romanzi di Lawrence Durrell e alle poesie di Costantino Kavafis: non si può capire Alessandria prescindendo da queste ultime. Raccontarla a parole è molto difficile: è una città europea dal fascino decadente di fine Ottocento, collage di frammenti italiani, francesi, inglesi, greci arrivati in Egitto in seguito ai moti risorgimentali come esuli o rifugiati politici. Emigrati favoriti dalle Capitolazioni, da una serie di privilegi economici e politici, perfettamente integrati nell'opera di modernizzazione ed occidentalizzazione promossa dal governatore d'Egitto Mohammed Alì, nella prima metà dell'Ottocento. Fascino… antico splendore offuscato da mostri multipiano di cemento, senza identità. Una città stretta... tra il Mar Mediterraneo ed il lago Mareotide; lunga… a tal punto che oramai può espandersi solo in altezza. La Corniche corre sinuosa per 21 Km e la passeggiata a mare, nell'arco di dieci anni si e' trasformata in una grossa arteria di traffico, più simile ad un'autostrada. E' una città difficile da leggere per i mille volti che possiede, stratificati nel tempo; per i bombardamenti inglesi del 1881; per il colpo di stato di Nasser, che ha interrotto ogni contatto con l'Europa, rispedendo a casa architetti ed ingegneri italiani, che qui ad Alessandria costituivano, in quegli anni, il 50% dei tecnici della Municipalità. Italiani d'oltremare, spesso dimenticati, che importarono il liberty ad Alessandria e a Il Cairo… Italiani… che trasformarono le strade polverose della terra dei Faraoni in boulevard europei… Italiani…. che costruirono il Canale di Suez, il lungomare di Alessandria, il mausoleo di Al Alamein… Italiani… che furono artefici di una «convivenza pacifica»… Daniel Fishman, ne Il Chilometro d'oro. Il Mondo perduto degli italiani d'Egitto, scrive: «In quale posto si possono trovare musulmani, copti, turchi, cattolici, ciprioti, italiani, inglesi, ebrei, francesi, marocchini, maltesi, polacchi, circassi, ortodossi, rumeni, russi, sudanesi?
In Egitto, nella prima metà del secolo scorso. Una situazione oggi utopica, di pacifica convivenza tra razze, etnie, religioni differenti è quella del cosiddetto «Chilometro d'Oro»: una striscia di terra nella capitale egiziana… una sorta di laboratorio ante litteram di una società multiculturale. L'idillio si infrange nel 1956, allo scoppio della guerra di Suez, quando tutti gli stranieri del Cairo, “come semi di cocomero”, verranno sputati da Nasser fuori dal Paese in cui vivevano».
E quanto accade dopo è storia nota…
Se vuoi raccontare dalle pagine del Menante la tua esperienza di viaggio e/o pubblicarne una foto significativa: CONTATTACI
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Minchiate e facezie
IL RITORNO DI LAZZARO
testo di Nicola Fiume - vignette di Cosimo Rosati
Un giorno si presentò alla porta della casa di Gesù una donna e disse:
- “Lazzaro è morto!”
- “Un'altra volta!? – disse Gesù - … com'è possibile?! … è la terza volta questa settimana e stiamo ancora a giovedì! … ma come fa?” – disse poi rivolto alla donna.
- “Quello… è il lavoro!” – disse poi rivolto alla donna.
- “Ma quando mai! – fece Gesù -
… e da quando il lavoro ammazza la gente?!

… non sarà mica un lavoro pericoloso? … che lavoro fa?”
La donna rispose: “Pulisce i vetri delle finestre …”
- “E come cacchio fa a morire così spesso?!” – Gesù sbraitò interrompendo la signora.
- “Signò, fammi finire! – disse lei - … lavora agli ultimi piani dei grattacieli.”
- “E la cintura di sicurezza se la mette almeno?”

- “Macchè! … io glielo dico sempre: … mettiti la cintura, mettiti la cintura … che se no cadi.

Ma è tosta la capa! … dice che gli stringe allo stomaco e che perde fiato.”
- “E per non perdere fiato lui devo perdere tutto questo tempo io!? Ogni volta quindici chilometri a piedi per andare fino al cimitero, poi non mi ricordo mai dove cavolo lo seppelliscono … che poi … ogni volta lo seppelliscono in un posto diverso! … almeno ditegli di seppellirlo sempre nello stesso posto che io tutto questo tempo da perdere non ce l'ho! Anzi, fate una cosa … la prossima volta che muore tenetevelo a casa che io vengo direttamente là che è più vicino. E poi… ditegli un'altra cosa … quanto deve durare sta' storia? … che si stesse più attento! … quello con la scusa che c'ha l'amico che risuscita i morti non mette mai attenzione a quello che fa: … e una volta si tuffa in piscina e si scorda che non sa nuotare … e un'altra volta si mette a lavare il frigorifero senza staccare la corrente. L'ultima volta poi … si è sparato un colpo in testa perché stava pulendo la pistola… Io non dico che non le deve pulire la pistola … ma scaricala prima e che cavolo! … o almeno voltala a un'altra parte la canna della pistola , imbecille! … E poi ditegli che deve guardare a destra e a sinistra e a sinistra quando attraversa la strada: sono già tre volte che è finito sotto a una macchina! … Comunque signo', facciamo una cosa che è meglio… qua sta' sto bottiglione da due litri con l'acqua santa… prendete!

D'ora in poi, ogni volta che muore, dieci gocce di acqua santa sulla fronte e dite ad alta voce: Lazzaro, alzati e cammina!…

avete capito? … così ve lo risuscitate voi e io risparmio tutta quella strada a piedi. Quando il bottiglione sta per finire … e succederà presto…. Se quello sciagurato non metterà la testa a posto, tornate qua che vi do un altro poco di acqua santa!”

Poi, dopo qualche anno Gesù morì, ma l'acqua santa l'aveva consumata tutta Lazzaro.
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Tra il serio e il faceto
I dubbi dubbi e altro di Nicola Fiume
Sperimentato
Il miglior tuo amico sei tu.
Oggi sposi
Lui disse: “Mi vuoi sposare?”
Lei rispose: “Fammi chiedere prima a mio marito!”
Incredibile!
... i rapinatori spedirono un orecchio dell’ostaggio, dopo un mese ne spedirono un altro, di nuovo il sinistro...
Dubbi idraulici
Se il lavandino corre... perché la vasca da bagno sta ferma?
Trasporti
Se la verità sta nel mezzo ditemi almeno se è un mezzo pubblico o privato.
Dubbi eticogeometrici
Se... la retta via!
... almeno il segmento me lo posso tenere?
Riflessione seria n. 2 (da tenere sempre a mente)
La parola è il miglior strumento che abbiamo per capire quanto sarebbe opportuno stare zitti.
Dubbi matematici
Se 9x7 è una moltiplicazione... 3x2 è una pochiplicazione?
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I racconti bislacchi di Aureliano Buendia I racconti bislacchi di Aureliano Buendia
AGENTE BUENDIA, DALLA RUSSIA CON AMORE
“Un giornale importante come il Menante, non può mancare di trattare un argomento cruciale come l'indipendenza del Kosovo”. Queste sono state le parole con cui il Direttore del nostro mensile mi ha annunciato la mia missione all'estero. “Mi preparo immediatamente a partire per Prishtina” ho annunciato orgoglioso al canuto veterano del giornalismo fasanese. Ci sono rimasto male quando mi ha detto “all'ous tou, n'ha capeit nudd (trad. dal kosovaro: come al solito non hai capito niente)”. “Il problema non è il Kosovo in se e per se, ma la presa di posizione della Russia che, appoggiando la Serbia, minaccia un conflitto planetario. Quindi bisogna andare ad intervistare Putin”. Sapendo che il su menzionato ex dirigente dei servizi segreti sovietici risulta annoverato tra gli amici di tale Berlusconi Silvio (tessera P2 n° 1816) col nome in codice l'amico Vladìmir, ho cercato di dribblare il mandato conferitomi avvalendomi della circostanza della sua imminente sostituzione con altro presidente (prestanome si direbbe in altri ambienti). Ma il Direttore non lo freghi così facilmente, infatti mi ha prontamente tacitato: “Tanto chi comanderà sarà sempre lui e poi, come disse un socialista di lungo corso, so tutt nà razz”. Ovviamente, grazie alla notorietà acquisita dal nostro giornale, non ci è stato difficile spuntare un appuntamento all'uomo forte di Mosca. Di conseguenza sono partito per la capitale russa.
La combinazione ha voluto che sulla città del Cremlino imperversasse una tempesta di neve. Il vecchio Yliushin dell'Aeroflot ha dovuto rinunciare all'atterraggio a Mosca ed è stato dirottato su Yaroslavl, circa 300 km più a nord, nell'immensa pianura sarmatica. Giunti all'aeroporto di Yaroslavl, con mio grande stupore riconosco un volto conosciuto nella bella signora bionda addetta allo smistamento dei passeggeri in transito. Non potevo credere ai miei occhi: la mia cara amica Nadja. Avevo conosciuto Nadja circa vent'anni fa, all'epoca della perestrojka di Gorbaciov. Lei, allora giovane universitaria, venne nel nostro paese per imparare l'italiano nell'ambito di uno scambio culturale. Ci conoscemmo e la ospitai a Fasano. La mia gioia nel rivederla dopo vent'anni, cambiata pochissimo, è stata ulteriormente incrementata dal fatto che, vistomi perso, ho accettato la sua ospitalità “Aureliano, vieni casa mia e domani, quando finisce neve, ti truova io aereo per Moskva”. La cara Nadja vive da sola in una casa in periferia, praticamente in campagna, tra boschi di betulle che convivono con la neve per circa sei mesi l'anno. Mentre prepara la cena, ovviamente a base di minestra di cavolo, mi racconta di un matrimonio finito, del lavoro abbastanza ben pagato all'aeroporto, e della passione per l'Italia che l'è rimasta. Accende la TV e si sintonizza su un canale italiano. Potenza dei satelliti, io a Fasano, a causa della mia tirchieria, al massimo prendo Teletrullo. Mi spiega che così si tiene in allenamento con l'italiano, anche se a Yaroslavl italiani ne arrivano pochi. Mentre ci sediamo a tavola, Nadja attira la mia attenzione (provvisoriamente dedicata alla sua scollatura) sulla televisione “gvarda” mi fa, “kvela strada io ricorda bene, noi prendevamo per inghianare alla Selva, da?”. La cara Nadja ricorda ancora qualche parola di fasanese, che cara. Ed effettivamente quella strada sembrava proprio quella che porta alla Selva di Fasano. “Ah, ti ricordi di quando inghianavamo alla Selva?“ e lei “Da, e anche quando andavamo ad inghianare in riva a mare, quante inghianate che abbiamo fatto, vero?” penso che a questo punto potrei lasciare il brodo e passare al sodo ma lei continua a guardare la TV. “E kvelo non è comune di Fasano? Io ricorda, anche se lì non abbiamo inghianato”. Sì, forse è proprio Fasano. “Ma allora kvelo signore che non si vede sua faccia è sindaco di Fasano?”. “Di Bari?” “Ah, è sindaco di Bari però sta nello comune di Fasano? Sempre strani italiani. Ma kvelo signore che fa finta di essere russo è troppo finto, come fa a credere che lui russo? E come possibile che finto russo offre soldi e lui non manda via con calci in suo puciòk? Dai, kvesto film è troppo buffo, loro d'accordo per fare noi scherzo, vero?”. “Certamente” commento io con un certo imbarazzo, ripromettendomi di chiedere in seguito la traduzione di puciòk. Il “film” prosegue ed entra in scena un presunto giornalista, anche qui Nadja ha da commentare “Come possibile che giornalista, come nostra Anna Politovskaja che è morta per dire verità, invece lavora per convincere gente che casinò è buono? Giornalismo deve dire verità Nero su Bianco. Se togli Nero di verità resta solo Bianco”. “Appunto” è il massimo che mi sento di aggiungere. “E kvesto altro attore chi rappresenta? Uno senatore di Italia? E pure lui vuole prendere soldi di finto russo per fare kvelo casinò? Ma kvesto film è troppo di fantasia, mai a tuo paese può succedere cosa così, gente di Fasano farebbe loro uno puciòk tanto grosso” e nel dire puciòk fa un gesto con le mani a cerchio che rende inutile chiedere la traduzione.
Mentre Nadja lava i piatti, penso mestamente a cosa ho visto e immagino ancora più mestamente cosa starà avvenendo a Fasano: gente che s'indignerà ma tanta altra (troppa) che dirà che in fin dei conti così fanno tutti; qualcuno smetterà di leggere i giornali dove non c'è il Nero ma solo il Bianco mentre altri applaudiranno pseudo scuse in consiglio comunale; un senatore cederà il posto ad un altro come lui; qualcuno chiederà che si difenda (in tutte le opportune sedi, mi raccomando) il buon nome di Fasano. Mi predispongo ad accucciarmi sul divano ma non ne ho il tempo. Anche nella pianura sarmatica, dove non ci sono colline, capita di fare delle inghianate. Non so se torno a Fasano, non credo ne valga la pena. E anche l'intervista a Putin, in fin dei conti non è poi così urgente.
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Il libro presentato al Comune
STORIE SULL’ADRIATICO SELVAGGIO
L’autrice, raccontando di Sara, rende omaggio alle donne dei pescatori - Il romanzo è ambientato in Abruzzo
Domenica 24 febbraio nella sala di rappresentanza del Palazzo di Città è stato presentato da Michele Suma il secondo romanzo di Cristina Mosca. Il titolo “e donne infreddolite negli scialli” riprende un verso della nota canzone di Tozzi e Raf “Gente di Mare”. E' un romanzo accattivante che, intorno alla figura della protagonista Sara, una giornalista di una TV privata abruzzese, fa ruotare vicende e sentimenti.
Cristina Mosca, nata a Giulianova nel 1980, insegna lingue a Pescara, dove vive e fa la giornalista. E' alla sua terza opera, aveva già scritto un libro di poesie e un romanzo,” Chissà se verrà alla mia festa”, col quale nel 2005 ha vinto il premio “Valerio Gentile”.
I due romanzi sono stati éditi da Schena.
Di seguito pubblichiamo una riflessione della nostra collaboratrice Anna Maria Mileti.


La scrittura di Cristina Mosca parla di scialli di pirandelliana memoria.
Parla di attese come “L'attesa di quattro donne” di Elena Loewenthal.
Ricorda il film “Quattro donne aspettano” tratto dal romanzo di James Michener.
Una scrittura da cui emergono alla mente le ombre oscure fluttuanti di volti di donne, avvolti nello scialle nero, le Fate acquatiche di Klimt.
E le donne del Sud perdute a vivere.
Tutte storie che ci riguardano. Non solo le donne. Ci riguardano.
Noi che viviamo in un'epoca così tormentata in cui tante donne di tutti i paesi, madri, figlie, mogli aspettano il ritorno di quei ragazzi e di quelle ragazze, soldati e ufficiali, mandati a fare una guerra giusta. In Afghanistan, in Iraq, ovunque occorre esportare la nostra insuperabile democrazia.
Tutti a liquidare il feudalesimo e a costruire una società felice, come la nostra.
In questi ultimi anni non si erano mai viste, però, tante atrocità, tante immagini di cadaveri spogliati, di teste mozzate, di stelle incise sulla schiena e sul ventre. Tante bare, tante bandiere arrotolate o sventolate ai venti vuoti di spirito; tante folle inebriate di furori mistici collettivistici.
Attendono molte donne con coraggio, rabbia e caparbietà di sopravvivere alle guerre degli uomini; attendono di ritornare a vedere i loro figli e le loro figlie di questi sistemi che li hanno portato a prendere sul serio i proclami “religiosi” e “politici” pieni di rabbia furente. Li attendono non più però con gli stivali neri, lucenti e macchiati di sangue.
Le donne coraggiose attendono di ridare la vita ai loro figli e alle figlie dell'Islam che subiscono soprusi, minacce, lapidazioni e sgozzamenti dai gendarmi di una fede “mimata”, asservita alla politica della violenza che diventa con l'usurpazione delle funzioni e dei ruoli specificatamente religiosi “politica della salvezza”. E i padri, i fratelli, i mariti padroni-aguzzini assassinano.
Anche le donne svendute che si sono lasciate travisare la loro cultura e la loro fede, assassinano.
Dove sono finite le nostre femministe che hanno fatto carriera e che non aprono più la bocca per protestare contro le impiccagioni in Iran; che non hanno mai detto una parola sulle stragi dei bambini ebrei, africani.
Ogni tanto ci si ricorda dei bambini palestinesi perché queste creature morte costituiscono un ottimo collante per i dissidi della sinistra italiana. Bambini-scudo mandati alla morte e con disprezzo mascherati prima dalle loro stesse madri e padri come “martiri”.
Ogni tanto ci si ricorda dei bambini palestinesi perché queste creature morte costituiscono un ottimo collante per i dissidi della sinistra italiana. Bambini-scudo mandati alla morte e con disprezzo mascherati prima dalle loro stesse madri e padri come “martiri”.
Quei bambini, tutti e tutti eguali ci guardano con i loro occhi verdi, neri, azzurri, marroni, inespressivi e insensibili all'odore della polvere da sparo.
Cosa aspettano gli scialli di tutte le donne del mondo a tornare ora, ora ad avvolgere tutti i figli per riscaldare i loro cuori pesanti come le pietre e i loro occhi come biglie che presto ci tempesteranno di domande, la prima: Sai dirmi perché?
Ricorda spesso la giovane Mosca nel suo romanzo che c'è la morte, improvvisa, banale.
Le donne conoscono prima di ogni altri le due potenze di Thánatos e Bíos. Il corpo delle donne è più di ogni altro il luogo dello scontro tra due potenze, ampiamente luminose, che si contendono il possesso delle creature.
Le donne possono scendere a patti con queste due potenze, il cui stretto rapporto di lotta non può essere disconosciuto da nessuno. Possono parteggiare per l'uno o per l'altro; sono nella condizione di scegliere di vivere o di morire e di fare vivere o morire.
Di fronte a questa scelta angosciosa e condizionata da determinazioni causali si eleva la concezione paleotestamentaria in cui YHWH è l'indiscusso Signore della vita e della morte.
Anna Maria Mileti
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Nel romanzo di Andrea Nao
LE PASSIONI ROMANE
Le donne, i cardinali, le risse, i palazzi del potere – I contrasti violenti di Michelangelo Merisi – Il libro édito da Schena, vincitore del X Premio Gentile
Andrea Nao, ci riprova, e questa volta vince. Nel 2005, con il suo primo romanzo, ' 6 bella', si classificò secondo alla IX edizione del Premio Internazionale di Narrativa “Valerio Gentile”. Nel 2007, con 'Le prostitute di Caravaggio', vince la decima edizione. Padovano, direttore artistico, regista e responsabile della programmazione teatrale del 'Piccolo Teatro' di Padova, già autore del dramma 'Piano...forte...', Andrea Nao, in questo suo ultimo lavoro si è ispirato ai giorni romani di Michelangelo Merisi, da Caravaggio. L'autore usa un impianto narrativo composto da più 'io-narranti', tecnica vicina al mondo del teatro, che suscita nel lettore una rapida immedesimazione con la situazione e con i personaggi che da protagonisti, di volta in volta, parlano raccontando. Così come su un palcoscenico mentale ecco che si materializzano poveracci e nobili, per popolare le strade e le botteghe della Roma dello Stato Pontificio, con a capo papa Sisto X al quale succederà Clemente VIII, sono gli ultimi anni del 1500 e i primi del '600. Una Roma sudicia e sfarzosa, una Roma meschina e ipocrita ma anche vera e libera dove anche il papa ha la sua puttana personale e non se ne vergogna, e così il suo seguito di cardinali. Ma anche la Roma della bellezza artistica, la Roma di Michelangelo Buonarroti. Il romanzo di Nao è un susseguirsi di immagini, di eccitanti emozioni, di appassionate pennellate. Le righe bianche e nere si colorano di effetti luminosi ritmati sulle onde di colore che Caravaggio butta sulle sue tele per creare i suoi famosi contrasti di luce. Rivoluzionario, iracondo di una rabbia che sfocia nella violenza come atto estremo di chi sa di possedere grandi potenzialità e qualità, ma sa anche che i tempi non sono ancora pronti per accettarlo. I soggetti delle tele di Caravaggio sono comuni mortali, gente semplice con le gambe scoperte, i capelli scompigliati e le unghie sporche, in contrasto con i soggetti paludati voluti dal clero. Lungo tutto il racconto il lettore sembra stare costantemente sul filo del rasoio: un momento tifa per Caravaggio che si beffa di un signorotto, il momento dopo inorridisce innanzi alla sistematica violenza, e ancora dopo è trasportato sulle onde dolci di un idillio d'amore. Così come nei suoi quadri, Caravaggio vuole essere uno specchio per i suoi personaggi che si rivedono nelle tele filtrate dai suoi occhi (esempi meravigliosi 'La maddalena pentita, o 'Il ragazzo con la cesta di frutta '); così è questo lavoro per Andrea Nao, che con le parole, crea una immagine di un'epoca che, nonostante tutto, rimane esaltante.
Maria Teresa Cocozza di Montanara
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IL FIGLIO DI GIULIETTA E ROMEO
Un amore romantico e passionale tra giraffe - Il fascino di nonno Amedeo - Pippo l'aspirante capobranco, un tantino prepotente, rischia l'allontanamento
Non sono ancora venuta al mondo, ma lo farò presto. In giro si mormora che vedrò la luce del sole tra poco giorni. Tutti si aspettano che nasca per il quindici marzo. Sarò, anzi sono un cucciolo di giraffa. La mia è una storia molto romantica, e per voi umani lo sarà ancor di più perché i miei genitori si chiamano Romeo e Giulietta, come i protagonista di un'antica storia, scritta da un individuo della vostra specie nato in un paese che voi chiamate Inghilterra, ma mentre quest'ultima finisce in tragedia, la mia ha avuto un lieto fine, che sono e sarò io. Tutto ha inizio nel lontano 1986, quando allo ZooSafari di Fasano arriva Amedeo, un grosso maschio di giraffa, bello, aitante con un collo alto più di sei metri. Insieme ad Amedeo giunge allo zoo anche un gruppetto di giraffe femmine. Ma Amedeo è una giraffa un po' speciale, lui cerca l'amore, quello vero, non si può accoppiare con una giraffa qualsiasi, deve essere quella giusta, quella che appena la guardi nei suoi grandi occhi dolci, ti colpisce il cuore con una raffica di emozioni e palpitazioni. Amedeo aspetta. Le giraffe che vivono con lui, lo corteggiano e cercano di conquistarlo, ma lui resta fermo nelle sue convinzioni. Aspetta la sua metà, si accoppierà solo con la giraffa che riconoscerà come sua compagna L'anno della svolta fu il millenovecentonovantadue. Secondo alcuni animali, gli uomini dello zoo avevano intuito che bisogna fare qualcosa per le giraffe, avevano notato che avevano l'aria triste e soprattuto non si accoppiavano durante la stagione dell'amore e di conseguenza non nascevano cuccioli. Così, una bella mattina di inizio primavera, nello zoo c'era silenzio, molti animali ancora dormivano, gli uccellini avevano appena iniziato a cantare al nuovo giorno, albeggiava, quando con grande eleganza e portamento due giraffe mai viste prima si avvicinavano al recinto di Amedeo. Noi giraffe dormiamo poco e stiamo sempre nel dormiveglia, perché non abbiamo una posizione comoda per dormire, ci accucciamo sulle zampe ma il nostro collo resta ben dritto. Quindi, appena sentirono un movimento di passi conosciuto, tutte le giraffe del gruppo aprirono gli occhi e videro Carla e Sara, due esemplari della nostra specie che sarebbero entrate a far parte nel branco. L'attesa di Amedeo era finalmente finita. Il suo cuore inizio a battere più forte, le zampe gli tremavano e aveva un groppo alla gola. Era lei, finalmente l'aveva trovata, il fato era stato benevolo con lui e gli aveva offerto la possibilità di unirsi alla sua compagna di vita. C'era una possibilità su cento che si potessero incontrare, ora quella possibilità era reale, la sua costanza era stata premiata. Era Sara la sua metà. Quella stagione fu indimenticabile per le giraffe dello zoo. Quell'anno diede inizio alla nostra stirpe di giraffe, un po' particolari. La mia mamma, Giulietta è nata nel duemilauno, il mio papà, Romeo è molto innamorato di lei, l'esempio di Amedeo e di Sara ha contagiato un po' tutto il branco. Anche al mio papà è successa una cosa simile, anche lui ha dovuto conquistarsi la mia mamma. Romeo era stato promesso ad un'altra giraffa, di nome Nicol, ma lui guardava sempre la mia mamma, e trovava mille scuse per rimandare l'accoppiamento con Nicol. Gli anziani del gruppo se ne accorsero e decisero di tenerli separati e lontani il più possibile, avevano sentito un vecchio detto umano che recita: lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Ma l'amore, quello vero, vince sempre e sconfigge ogni ostacolo. Così quella separazione forzata non dette gli effetti sperati, anzi alimentò il desiderio nelle due giovani giraffe. Un mattino di quindici mesi fa, Romeo senza far alcun rumore raggiunge Giulietta, la sveglia dolcemente e le dichiara il suo amore. Il frutto di quel mattino sono io. Devo dire che stare nel pancione di mamma è bello, scopri tante cose che altrimenti a noi piccini non raccontano, ma ora mi sento un po' stretto, sono cresciuto troppo e non ci sto più tanto comodo qui dentro, inoltre muoio dalla curiosità di vedere il mondo, i miei genitori, tutto il branco. Sono solo un po' preoccupato del momento in cui dovrò passare per questo stretto corridoio buio. Bah! Speriamo bene! Io sento che mi bevo mettere in posizione e infilare prima le zampe davanti e la testa, una volta passata quella è fatta il resto vien fuori da solo. Spero solo che gli uomini dello zoo mi mettano un bel po' di paglia per l'atterraggio. Già! Perché una volta uscito farò un volo di due metri, la mia mamma partorisce in piedi e le sue zampe sono tanto alte. Appena nasco mi metto subito in piedi e faccio una grande bevuta di latte della mamma, non vedo l'ora di assaggiarlo. Ho anche premura di nascere perché voglio conoscere Pippo, un grande maschio, figlio di Carla, la mamma del mio papà Romeo, che vuole prendere lui il comando del branco e spesso lotta con Amedeo. Le nostre lotte per voi umani sono molto suggestive da osservare, lottiamo contorcendo e incrociando il collo, tiriamo calci non solo avanti e in dietro ma anche di lato, a voi sembrano delle danze rituali perché il tutto vi appare in modo elegante e per niente aggressivo. L'altro giorno ho sentito mio padre e mia madre che parlavano di Pippo e del fatto che gli uomini dello zoo vogliono trasferirlo in un altro giardino, preoccupati che si possano far male nelle battaglie. Adesso sono un po' stanco, sono sempre un neonato, anzi lo sarò a giorni, perciò è meglio recuperare un po' di energia con un ricco sonnellino. Ci vediamo presto.
Maria Teresa Cocozza di Montanara
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CHI HA VISTO TOTO’?
Sono ormai più di due settimane che dalla Masseria Tamburrone è scomparso un cane meticcio nero maschio. Il suo nome è Totò, può sembrare un labrador nero, ma non è un cane di razza. É facilmente riconoscibile e si distingue dagli altri cani per le sue macchie bianche. Ne ha una sul muso a forma di triangolo, non molto grande, che si trova proprio sul naso; un'altra macchia bianca abbastanza grande ce l'ha sul petto; le zampe e la coda, invece, hanno delle piccole macchiette bianche solo sulle estremità. Siamo molto affezionati a Totò! Pensiamo che con l'aiuto di tutti possiamo riuscire a ritrovare il nostro cane, che per noi è diventato un membro della famiglia. L'ultima volta sembra essere stato visto nei pressi del macello, nella nuova zona industriale di Fasano e sembra che sia stato visto salire in una macchina tipo golf di colore scuro, bordeaux o nero. Chiunque lo abbia visto o lo abbia preso o ha notizie utili può contattare il numero di cellulare: 349\0669782; oppure può contattare la redazione del Menante.
Speriamo tanto di poter finalmente riavere con noi il nostro caro Totò. Confidiamo nell'aiuto di tutti.
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Con i finanziamenti regionali
UN CENTRO D’AVANGUARDIA
Progetto nell'ambito dei Bollenti Spiriti – Nell'ex Asilo Ciaia laboratori multifunzionali per l'aggregazione dei giovani – Un treno da non perdere - L'intervista ad Angelo Sante Trisciuzzi
L'edificio dell'ex Asilo Ciaia, a fianco della chiesa di Sant'Antonio Abate, è attualmente adibito a deposito di giornali vecchi. Pomposamente viene chiamata “Emeroteca”, ma nella pratica quotidiana non funziona da luogo di consultazione dei giornali, ma da dimenticato deposito per tonnellate di carta stampata, sia pure catalogata.
Ogni tanto, in questa città, si sveglia di soprassalto qualcuno e dall'oggi al domani pretende di inventare progetti faraonici di assoluta avanguardia. L'ultimo sussulto si ebbe con l'amministrazione Ammirabile, quando si annunciò (era di moda proclamare grandi eventi) che in quei locali sarebbe stata allocata la nuova biblioteca comunale. Il direttore della biblioteca “Ignazio Ciaia”, dott. Trisciuzzi, si impegnò a ipotizzare un progetto di massima (le cui indicazioni passò all'architetto Carrieri) ispirato ai più moderni criteri della funzione culturale. Ma, spento l'eco dello strombazzamento propagandistico, non se ne fece nulla.
Ora c'è una possibilità per rendere utile quell'edificio: partecipare al programma regionale per le politiche giovanili Bollenti Spiriti e accedere ai finanziamenti per ristrutturare quell'immobile. Un'idea di massima è stata buttata giù, ed è stata sufficiente per far assegnare in finanziamento di 630 mila euro. Sulla carta è un gran bel progetto. Ma si concluderà questa volta? Ne parliamo col dott. Angelo Sante Trisciuzzi.
Nell'edificio dell'ex Asilo Ciaia verrebbe realizzato un centro sociale nell'ambito dei Bollenti Spiriti; ma quell'immobile non era stato destinato a sede della nuova biblioteca comunale?

“In effetti lì verrà la biblioteca comunale, perché il programma di ristrutturazione dell'ex Asilo Ciaia risale all'amministrazione Ammirabile quando fu incaricato l'architetto Carrieri di predisporre un progetto di massima per la realizzazione e il trasferimento della biblioteca dal Palazzo del Balì all'Asilo Ciaia. Tanto, per una serie di motivi, tra cui l'ampiezza dei locali, la centralità del posto e anche l'immobile di pregio. Oltre alla necessità di rivitalizzare una parte della città che in questo momento sembra si sia spostata a sud, verso l'altra parte dell'asse”.
Ora è stato abbandonato quel progetto?
“Non è stato abbandonato quel progetto. Siccome per realizzare quel progetto occorreva un finanziamento di un certo rilievo, noi ci siamo inseriti in questo programma regionale dei Bollenti Spiriti per poter accedere alle prime risorse. Il progetto, pertanto, presentato per l'assegnazione di tali disponibilità è stato inserito in quel grande progetto della biblioteca, sezionando una parte dell'immobile. Infatti a questo progetto non è interessato tutto l'immobile, ma soltanto le parti vicino a Corso Vittorio Emanuele dove potranno essere realizzati tre ampi spazi per altrettanti servizi: uno di mediateca; un altro per le attività di mostre e attinenti alla conoscenza dei mestieri; il terzo, come salone d'incontro, per congressi e laboratori”.
Questi sono progetti a venire, oppure ci sono date certe?
“ Ci sono delle date strettissime. Entro 120 giorni dalla firma, avvenuta alla fine di febbraio, dovrà essere predisposto il piano dettagliato dell'intervento e si deve cantierizzare il progetto che deve essere completato, se non ricordo male, entro diciotto mesi. Dopo di che deve essere necessariamente operativo”.
E la biblioteca, poi?
“ In questi mesi noi andremo avanti con il completamento della progettualità e con la richiesta di ulteriori finanziamenti per lo stesso immobile. C'è da dire che l'estate scorsa, in agosto, abbiamo avuto la visita dell'assessore regionale alle biblioteche, Lomelo, che è rimasto entusiasta della struttura e si è impegnato per assicurare un finanziamento adeguato. Noi già abbiamo avuto l'assegnazione di un finanziamento di 630mila euro; per completare l'opera ne occorrerebbero circa un milione. Per tale somma c'è l'interessamento dell'assessore Lomelo”.
E' un treno che non si perde?
“E' un treno che non deve perdersi. Anche se non dipende dall'aspetto burocratico amministrativo, proprio della direzione a me affidata. Cioè, noi proponiamo il piano progettuale dal punto di vista amministrativo, ma il tutto poi deve essere tradotto in progetti tecnici.
E i progetti tecnici non siamo noi a gestirli, bensì altre direzioni del Comune. E qui potrebbero esserci delle problematiche che io mi auguro che qualcuno faccia superare in termini ragionevolmente brevi”.
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  PALLAMANO
ELEGANTE DISSENSO
Francesco Trapani ha rassegnato le dimissioni da allenatore della Junior Fasano, la squadra di pallamano che milita nel massimo campionato italiano e che attualmente occupa il quarto posto in classifica, posizione che consentirebbe l'accesso alla fase finale della competizione, utile per la conquista del titolo nazionale. Né la società né il diretto interessato hanno voluto motivare la rottura di un rapporto che durava da anni.


Signor Trapani, com’è maturata la decisione delle dimissioni da allenatore?
“ Vorrei precisare che ho rassegnato le mie dimissioni da tutti gli incarichi tecnici che ricoprivo e non solo dalla prima squadra, per ragioni esclusivamente di natura personale. Se volete che aggiunga altro, consentitemi una metafora sempre con le dovute proporzioni. Quando una separazione, anche se dolorosa e conflittuale, diviene consensuale, credo che per il bene dei soggetti coinvolti, sia sinonimo di buon senso tenere per sé una serie di considerazioni. Inoltre, fuor di metafora, se si ha il senso dello sport di squadra e del rispetto dei ruoli, ci si può confrontare anche a muso duro se necessario ma al chiuso dello spogliatoio e non in pubblico.
Io sono fatto così a prescindere dai comportamenti altrui. Vorrei chiudere la questione facendo un sincero augurio alla squadra e prendo spunto da una delle ultime interviste rilasciate dal presidente a un quotidiano nel periodo della mia gestione tecnica, dove dichiarava che, oltre che sua, era opinione condivisa da tutti, che la squadra fosse come una Ferrari che però non riusciva ad andare.
A questo punto auguro a tutti, eliminata la zavorra, un finale di stagione al pari di quello che lo scorso anno la Ferrari ha avuto in Formula 1.”
Ha passato circa venti anni nella Junior Fasano, come giocatore e come tecnico, quali sono i ricordi più belli e quelli più amari che le vengono in mente nel momento del congedo?
“Lasciando da parte la grande amarezza personale provata in questi giorni, consentitemi di fare un distinguo tra momenti sportivi e di vita.
Dal punto di vista sportivo, i ricordi belli sono tanti sia da giocatore sia da tecnico, ma al primo posto ci sono, senza dubbio, i due scudetti vinti come allenatore. Il primo con il Beach Handball nel 2001 e il secondo con i ragazzi dell'Under 18 nel 2006 che oltre alla gioia per il risultato ebbe il merito di “rianimare” l'ambiente dopo la “disfatta” di Sassari, dove fallimmo la promozione sul campo in Elite e che insieme alle dimissioni da allenatore della prima squadra della scorsa stagione, rappresentano i due momenti sportivi più amari.
Certo che questa stagione il suo posticino tra i bei ricordi poteva ritagliarselo, dopo l'esordio in Europa, anche se non molto felice, eravamo in piena corsa per la poule scudetto in linea con gli obiettivi societari e con la possibilità di raggiungere il miglior risultato di sempre della storia della Polisportiva Junior Fasano.
Per quel che riguarda i momenti di vita che hanno scandito, dalla stagione 1984/85, la mia esperienza con la Junior Fasano ce ne sono tanti che hanno contribuito alla mia crescita non solo come atleta o tecnico. Di momenti belli ce ne sono talmente tanti che ci vorrebbe un libro per ricordarli tutti. Per quel che riguarda i momenti tristi, penso vadano ricordate due tragedie che inevitabilmente hanno sconvolto anche la vita della nostra società cambiandone il suo corso, parlo dell'assassinio di Valerio Gentile e della morte di Antonio Colella.”
Una parte dei giocatori che adesso si giocano lo scudetto, sono stati allenati da lei fin dalle giovanili. Se l'aspettava che i Trapani boys arrivassero a tanto?
“Non ricordo quanti ragazzi abbiano iniziato a giocare a pallamano con me e Lino Soleti nei loro primi anni di scuola elementare, so però che per tanti di loro si capiva sin da allora che sarebbero diventati giocatori di valore assoluto. Non bisogna dimenticare, però, che abbiamo avuto la fortuna di far parte di una società ambiziosa che ci ha permesso di crescere e giocare a livelli sempre più alti, allo stesso tempo ai ragazzi va dato il grande merito di aver lavorato, di essere cresciuti e di aver dimostrato di poter essere considerati tra i migliori giocatori d'Italia, oltretutto tanti di loro hanno vestito con merito la maglia azzurra.”
Il giocatore più forte che ha allenato?
“Ho allenato ancora troppo poco perché possa rispondere con cognizione di causa a questa domanda.
Sento, però, di poter indicare il nome di un giocatore che i più giovani dovrebbero prendere come esempio: Francesco Ancona.”
Progetti per il futuro?
“Sicuramente continuare ad allenare se qualche altra società mi riterrà all'altezza di farlo.
Spero anche di tornare a mangiare la colomba alla guida di una squadra dopo che per due stagioni consecutive non ci sono riuscito”
La rivedremo sulla panchina del Fasano, prima o poi?
“Nel breve periodo credo sia veramente difficile, ma so anche che nella vita le cose possono cambiare, a volte in fretta e indipendentemente dalle tue volontà, a volte con il lento passar del tempo.
D'altra parte è crollato perfino il muro di Berlino, anche se qualcuno continua a pensare che il mondo sia ancora diviso in due blocchi contrapposti, inoltre, credo che il detto “mai dire mai” sia proprio nello sport che trova la sua maggiore applicazione.
Chiudo ringraziandovi per la vostra cortesia e con un sincero Forza Junior.”
Francesco Vergine
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  GOLF
IL CALENDARIO 2008
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  arti marziali
PICCOLI CAMPIONI CRESCONO
Secondo successo consecutivo in Coppa Italia a squadra della Bushido di Fasano guidata da Domenico Lorusso, Francesco Scolti e Leonardo Ricupero. Un successo maturato in quel di Taranto nello scorso mese di febbraio e che ha visto scendere in pedana tutti i migliori atleti della rinomata scuola fasanese tra i quali spiccavano molti esordienti in erba che non hanno mancato di mettere in mostra la tante qualità tecniche maturate in questi mesi di allenamento. Manifestazione suddivisa in due sezioni, grandi e piccoli, ma vincente in entrambi i casi grazie ai tanti buoni piazzamenti conseguiti dagli atleti fasanesi. Questi i piazzamenti conseguiti nelle varie categorie:
1° posto : Andrea Palazzo, Fabio Margaritondo, Leonardo Pantaleo, Mario Cofano, Fabio Cofano, Cristian Semeraro, Angelo Vinci, Dialmina Ignomiriello, Aurora Intini. Vinny Giorgio, Vito Olive, Elisabetta Pentassuglia, Valentina Lomartire, Leo Cecere, Luigi Cofano, Fabio Barletta, Paolo Gioka, Pierluigi Giorgio, Lucia Conversano, Angela Conversano, Dominik Lacatena, Daniele Dell'Aquila, Lisa Carbonaro, Lara Carbonaro. 2° posto: Francesco De Leonardis, Davide Rodio, Antonio Menga, Claudio Convertino, Antonio Sacco, Erdi Marku, Lusiana Furio, Ilario Etiope, Francesco Etiope, Domenico Mastrochirico. 3° posto: Giovanni Loparco, Angelo Maci, Salvatore Sisto, Miriana Bongiorno, Gabriele Rosato, Paolo Desimone, Carmelo Turchiarulo, Alessandro Conte, Simone Palazzo, Modesto Laguardia,Michele Conversano, Leonardo Calandro. Un successo ottenuto anche grazie alla partecipazione di tutti i genitori che hanno accompagnato i propri piccoli campioni alla manifestazione tarantina.
m. c.
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  Il fitness de Il Menante
Manuel Benassi
Con questo numero iniziamo a conoscere gli atleti professionisti che vengono a “giocare” nella nostra cittadina. Tra pallamano, calcio e pallavolo c'è ormai una nutrita schiera di atleti e relative famiglie che abitano con noi Fasano. Questi atleti hanno il merito di appassionarci ogni fine settimana, ci fanno vivere lo sport d'élite nelle nostre strutture sportive, difendono i colori di Fasano in giro per l'Italia. Noi ve li faremo conoscere come uomini e non come atleti poiché come tali li conoscete ammirandoli sui campi di gioco. Manuel Benassi è il primo “uomo” che vi presenteremo. Argentino di Rosario, il capitano della Telcom di Carlo Sgarbi nasce da papà Gyorge, che purtroppo non c'è più, e mamma Manuelita, entrambi insegnanti, l'11 dicembre 1969. Manuel è il piccolo della famiglia: due sorelle e un fratello gli fanno compagnia negli anni in Argentina. Si avvicina al volley grazie al papà, nazionale argentino. Sbarca in Italia grazie ad un doppio passaporto (è in possesso anche della cittadinanza italiana) avendo un bisnonno di Reggio Emilia, arrivato in Sudamerica agli inizi del '900. Da ben diciannove anni milita in compagini italiane, tutte meridionali. Catania e Salerno, Cosenza e Taviano, Cutrofiano e Fasano. Anni in serie A2 e B1, nella nostra cittadina dall'anno scorso e già capitano anche per il carisma e la tranquillità. Manuel è leader incontrastato, sempre pacato, un gentiluomo e uomo di sport competente. Sempre misurato nelle proprie affermazioni, Manuel è il prototipo dell'atleta argentino. Gli argentini vivono lo sport in una maniera diversa da noi “italiani”. Sport come cultura, rispetto e impegno. Tutti i bimbi fanno sport e lo fanno ad alto livello grazie ad istruttori molto competenti ed in strutture eccezionali. Anche politicamente, nonostante crisi economiche e politiche…importanti…in Argentina si è investito o si investe nello sport. La valenza sociale dello sport, se solo lo capissero i nostri amministratori! Mi ha colpito un aneddoto del bravo Manuel: quando faceva “filone” con i suoi amici lo faceva per andare a giocare, a qualsiasi sport. E tuttora è così in Argentina! In Italia? Si “marina” la scuola per giocare alla playstation…quando va bene. Ed ecco perché gli argentini eccellono in tutti gli sport, lo hanno nel dna. Manuel è arrivato in Italia in seguito alla crisi economica che ha messo in ginocchio il suo paese e qui ha trovato l'amore. E' infatti sposato con Loredana, siciliana di Ragusa. E a Ragusa torna, in estate, sempre se non va in Argentina da mamma Manuelita e dai familiari li rimasti. In Italia vive una delle sorelle, di preciso ad Acireale…quindi la famiglia di Manuel è a tutti gli effetti siculo-argentina! Nel chiacchierare con Manuel, tra addominali e pesi (ho conversato con il capitano durante una seduta di preparazione fisica), mi ha colpito la sua serietà e le risposte mai banali.
Argentino orgoglioso e “segnato” dalle due grandi crisi del suo paese. Durante il periodo dei desaparecidos ha visto amici “sparire” nel nulla, ha subito il coprifuoco e la censura. Durante la durissima crisi economica, che ha tolto dignità e lavoro a tanta brava gente, è venuto a “lavorare” in Italia. E in Italia è diventato uomo iniziando ad amare una nuova terra, quella dei suoi avi. Di Fasano adora la dimensione, né città né paesino, il mare (adora le spiagge, gli ricordano casa a Marina di Ragusa), e la gente, che si apre ed è gentilissima con lo straniero. Amabili e disponibili…peccato che il fasanese con i suoi concittadini si comporti diversamente e Manuel lo ha notato. Non si esprime sui politici, fa finta di non interessarsi della nostra res publica…capitano diplomatico! E dei pochi tifosi che seguono la Telcom non si lamenta: se c'è crisi di risultati è normale che il tensostatico non si riempia. Quando il volley si radicherà a Fasano è certo che ci sarà anche un nutrito gruppo di tifosi così come avviene nel calcio. Ebbene si, il calcio, vero catalizzatore degli sportivi italiani che toglie spazio agli altri sport, a Fasano come in tutti i paesi del sud in cui ha giocato.
Manuel non si spiega come sui Media così poco spazio venga dedicato agli sport minori. Un esempio? Basti pensare che il traguardo raggiunto dalla Telcom nella passata stagione, le Final Six di Coppa Italia , avvenimento di valenza nazionale, non abbia ricevuto adeguato spazio in nessuna testata locale. E l'amore per il suo sport e per lo sport in assoluto trasuda da tutti i pori…la voglia da trasmettere ai piccoli atleti, ai genitori, ai politici!
E per chi ama lo sport come Manuel una provocazione, una sua provocazione che mi “intriga”, pronunciata all'apice della nostra conversazione, mentre concitato non si dava ragione della cronica mancanza di strutture sportive nel nostro sud: “forse è meglio costruire un'altra palestra che un altro cinema”. Manuel da Rosario, pallavolista…
Gianluca Monopoli
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  Il fitness de Il Menante
TUTTI IN MOTO - PARTE SECONDA
Continuiamo il nostro percorso nel mondo del fitness coadiuvati dallo staff della palestra Underground. L'obiettivo è quello di migliorare la nostra forma con consigli alimentari ed esercizi che ci “mettano” in moto e che facilmente si possano svolgere nelle nostre case. Il nostro corpo ha bisogno di fare attività. E' infatti dimostrato che si adatta rapidamente ad ogni livello di attività e sforzo e tanto più “chiediamo” a muscoli, ossa, cuore e polmoni più essi diventano efficienti. Purtroppo, invece, succede il contrario se domandiamo al nostro organismo di lavorare meno. Le ossa perdono densità, le articolazioni si irrigidiscono, i muscoli si indeboliscono. E' assodato che nei paesi industrializzati aumentano malattie determinate dalla mancanza di movimento, a tutte le età. Sin da bambini, quindi, il movimento deve diventare uno stile di vita. A prescindere dall'età (anche se siamo ottantenni!) nella giornata dobbiamo “ritagliarci” tempo per far attività fisica, per il nostro benessere, e dargli la stessa importanza che diamo al lavoro o alla famiglia.
Il team dell'Underground presenta altri consigli alimentari, che seguono a quanto scritto nello scorso numero, e da calibrare sempre in base a nostri eventuali problemi. Partiamo dal primo e forse più importante: mangiamo lentamente e mastichiamo a lungo in modo da facilitare il lavoro dell'apparato digerente. Nella giornata, poi, dovremmo mangiare almeno cinque porzioni di frutta o verdura in modo da assicurare l'apporto quotidiano di fibre, minerali vitamine e oligoelementi necessari all'organismo.
Come attività fisica lavoriamo ancora per gli addominali con questa intensità, ripetendo gli esercizi rappresentati nello scorso numero:
3 volte a settimana, 4 serie ad esercizio per 20 ripetizioni con recupero di 30 secondi tra le varie serie.
A questi esercizi aggiungiamo un lavoro per i glutei, adatto anche ai maschietti (non è detto che il rassodare i glutei serva solo alle donne!). Nella prima e nella seconda settimana 3 serie per 15 ripetizioni, nella terza e quarta settimana, 4 serie per 20 ripetizioni, sempre tre volte a settimana e sempre tutti e tre gli esercizi nuovi che vi proponiamo. Lavoreremo con un “ponte glutei” (fig 1), estensioni con gamba tesa (fig 2) ed estensioni con gamba piegata (fig 3).
Buon fitness a tutti!
g. m.
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