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V - NUM. 3 - IN EDICOLA SAB 15 MAR 2008 |
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MANGIATI ‘STA MINESTRA!
Due elettori, su tre, sono indecisi. Lo ha detto Massimo D'Alema, a Bari, aprendo la campagna elettorale per il Partito democratico. Questo significa che sono crollate molte certezze e che alla maggioranza dei cittadini poco importa della logica degli schieramenti, essendo ormai venuti meno i presupposti ideologici. Nella migliore delle ipotesi si punta alle differenze di programma. Inoltre molti zoccoli duri si sono sfaldati. Nulla, pertanto, è scontato e la confusione regna sovrana. Si è tentato, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, di semplificare il voto con le grandi aggregazioni. Nel Partito democratico, c'è stata la fusione tra Ds, Margherita e altre formazioni anche della società civile, così come nel Popolo delle Libertà, sia pure con ben diverse modalità, c’è stata la confluenza tra Forza Italia e Alleanza nazionale. Operazioni politicamente coraggiose e intelligenti che non sono valse, comunque, a superare il fenomeno della frammentazione. Quella frammentazione, molto più vicina alla vanagloria del singolo, che non alla pluralità democratica. Infine, una legge elettorale, assurda caotica e castrante, che esalta le patologie della politica e impedisce scelte a chi vota e a chi vuol essere votato. Le candidature, infatti, non sono frutto di indicazioni della base, ma di alchimie confezionate sui tavoli romani. Con questa logica, ovviamente, può accadere di tutto, come il ritrovarsi nella propria regione i posti che contano in lista occupati da politici estranei al territorio, oppure di dover sostenere un indesiderato. Sto pensando alla candidatura di quel personaggio romano che fu pure apologo del fascismo oltre che gran commis del sottopotere ai tempi di Andreotti. Costui, ora si è rifatto una verginità, ma, onestamente nessun elettore comune lo andrebbe a rimettere in gioco. Eppure, gli strateghi berlusconiani, hanno fatto i loro calcoli e lo hanno piazzato in pole position vincente. Vale a dire, ce lo troveremo in Senato. Ci piaccia o non ci piaccia. Questo è votare? Mi sa tanto di sbobba da ingurgitare comunque. * * * Una decina di nostri esimi concittadini compaiono nelle liste per accedere alla Camera e al Senato. Ci sono candidati certi (praticamente uno); qualche improbabile candidato “border line”; tutti gli altri, per mera testimonianza. Quest'ultimi meritano ancora più rispetto, perché la loro scelta non deriva da ambizioni personali, ma da “obbligo partitico”, da scelte partorite dall'alto. Questi candidati, senza speranze, hanno solo il dovere di tirare la carretta in nome e per conto di chi sta più in alto nella lista. Questa è disciplina di partito, servizio al partito, umiltà di militante di partito. Ed è una cosa nobile. Ma tanto, tanto seccante! * * * E' passato circa un mese dalla messa in onda di quella trasmissione televisiva che ha ribaltato Fasano sulle cronache nazionali. Lo scherzo (e chiamalo scherzo!) del finto manager russo che voleva impiantare il casinò dalle nostre parti ha avuto i suoi effetti. Tanto per cominciare è caduta una testa coronata: il senatore delle “posizioni politiche ridefinibili” è rimasto a casa. Sul piano locale, tra indignazioni e difese d'ufficio, da quella storia è venuta fuori la “permeabilità corruttiva” di chi ci amministra. Per cui, d'ora in poi, sarà obbligatorio l'istituzionale sospetto su ciascun atto amministrativo. Bisognerà intensificare i controlli e guardare con la lente di ingrandimento quelle carte che attengono a movimenti di pecunia. E a proposito di pecunia, in commissione consiliare c'era stato il sensato tentativo da parte della minoranza di fare abbassare l'aliquota Ici, ma la maggioranza non ne ha voluto sapere. Bisogna pagare i loro errori.
Franco Lisi
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SOLTANTO PROMESSEDopo cinque anni di malgoverno della passata amministrazione, con la nuova, ci troviamo nelle condizioni di dichiarare bancarotta. Avevano promesso mari e monti: meno tasse, più lavoro, la ripresa della città. A chi dovesse votarli avevano fatto credere che con un colpo di bacchetta alla Herry Photter, tutto sarebbe stato realizzato. Abbiamo visto solo aumentare l'Ici, l'Irpef, la Tarsu. Credo che il popolo di Fasano gradirebbe altro. Ecco un elenco di azioni amministrative che, a mio avviso, la gente vorrebbe fossero realizzate prioritariamente: - la mostra artigiana, per meglio valorizzare e commercializzare i manufatti dei nostri artieri; - la costruzione di alloggi popolari dal momento che non tutti possono permettersi case dai costi proibitivi del mercato immobiliare; - sbloccare il piano regolatore, consentendo opportunità di lavoro per le tante categorie connesse all'edilizia (muratori, piastrellisti, intonachisti, elettricisti, idraulici, falegnami, ecc.) e favorendo tecnici ed aziende del territorio di Fasano; - garantire un posto di lavoro alle famiglie con reddito zero (ci sono padri di famiglia che fanno i salti mortali per arrivare a fine mese e non ce la fanno a pagare tutte le bollette delle utenze i cui servizi aumentano inesorabilmente); - ridare dignità alla stazione ferroviaria di Fasano ripristinando le fermate soppresse, la biglietteria, l'uso dei bagni, l'antico decoro: perché la nostra stazione è tra l'altro punto di riferimento per i viaggiatori di comuni limitrofi, Martina, Locorotondo, Alberobello; - riportare al suo splendore la città antica e tutto il centro storico; - eseguire la manutenzione nelle scuole, essendovene alcune, soprattutto nelle frazioni, dove i bambini giocano o studiano in aule e corridoi pregni di umidità; - dare più sostegno allo sport, sia con la costruzione del palazzetto dello sport, sia con maggiore attenzione alle società meritevoli; - intervenire sulla costa per una pulizia radicale di tutto il litorale e una ristrutturazione dei porti di Savelletri e di Torre Canne; - creare aree di parcheggio nelle località balneari; - sbloccare la situazione edilizia al cimitero anche per consentire anche alle congreghe di costruire quelle nuove cappelle i cui suoli sono stati già acquistati e pagati; - intensificare i controlli della polizia municipale in tutto il territorio; - prevenire i problemi di natura idrogeologica per evitare calamità in caso di piogge alluvionali; - rivedere l'intera rete di pubblica illuminazione, sostituendo i punti luce obsoleti e impiantandone di nuovi laddove mancano; - maggiore attenzione per le fasce deboli soprattutto nei confronti di quegli anziani abbandonati dai famigliari e non più autosufficienti che hanno necessità di integrarsi nella società. Signor direttore, sono soltanto alcune delle tante cose che i cittadini vorrebbero vedere realizzate: ma, finora, soltanto promesse. Domenico Ditoma I suoi suggerimenti sono da anni argomento di impegno programmatico per i partiti politici. Gli amministratori, una volta eletti, si misurano con questi problemi. Ma evidentemente non ci riescono. Quindi? Cambiare. Votare persone più capaci e affidabili. |
Degrado a Pezze di Greco
I PROBLEMI AUMENTANO
• Manto stradale con buche che sembrano voragini • Discariche
a cielo aperto • Centro sportivo polivalente: dopo quattro anni
pare che I lavori siano iniziati ma la concomitanza della campagna elettorale
fa sorgere qualche perplessità • Non si risolvono i problemi
degli edifici scolastici • Fondi per le circoscrizioni: previsti
ma mai stanziati • La grave questione dell’antenna è
passata nel dimenticatoio
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MEMENTO
Vivrai a lungo, ben oltre i limiti concessi
all’esistenza terrena, se gli altri si ricorderanno di te e coltiveranno
un pensiero che ti riguarda. Oscar Wilde, arguto pensatore, riteneva
che fosse bastevole, a salvaguardia del proprio ego, una parola, indipendentemente
dal fatto che fosse pronunciata a favore o contro. Il tempo, poi, fa
il resto e ti consente di assurgere alle vette della gloria o di sprofondare
negli abissi degli inferi.
Eppure, anche nella seconda ipotesi, si tratta sempre di ricordo, un’illusione
di sopravvivenza al quotidiano trascorrere delle ore.
C’è chi, addirittura, si sta specializzando in costruzione
di ricordi, arricchendo la sua opera di copiosa documentazione fotografica.
Ricordo n. 1: una città inondata da un mare di debiti –
collezionati a tempo di record per salvaguardare, si fa per dire, la
pulizia e il decoro urbani – ricorda chi decise di aumentare le
tasse per onorarli, senza pensare, neppure per un momento, di accertarne
la rispondenza al vero.
Ricordo n. 2: una città – oggetto di una relazione ministeriale
sulle nefandezze compiute per asservire l’apparato burocratico
ai giochi del potere – ricorda chi nulla fece, se non artificiosi
raggiri, per ripristinare la legalità, ricorrendo, per contro
ad una consulenza esterna (l’ennesima) per districare il bandolo
della matassa.
Ricordo n. 3: una città – oramai preda dello scetticismo
più disincantato – ricorda , al termine di una pubblicizzata
verifica politica tesa ad abbattere i ricattatori o presunti tali –
l’atto di restaurazione dell’ancien regime, manovra pseudo
politica per riportare le lancette dell’orologio a qualche tempo
addietro.
Ricordo n. 4: una città – vilipesa nell’onore e trascinata
suo malgrado sulle reti televisive nazionali – ricorda chi provò
in malo modo a minimizzare la figuraccia, alias la brama di denaro,
che provocò un sedicente venditore di casinò dell’Europa
dell’est.
Si ricorda generalmente un episodio o una persona che non esistono più,
che ci hanno lasciati per scelta, necessità o anche solo per
mero accidente.
A una città che in pochi mesi ha collezionato così tanti
tristi ricordi non rimane che una scelta: abbandonarsi all’idea
di essere perseguitata dagli dei o decidere di annullare , prima della
rinascita, questo breve ma comunque intenso periodo di disastri nell’ultimo
e definitivo ricordo.
Il Tulipano Nero
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Il pensiero di una giovane militante
FAREMO TESTIMONIANZA
Il Partito Socialista non rinuncia al
proprio simbolo e paga il prezzo dell'isolamento – Nulla è
scontato: occorre una impennata di orgoglio e più fiducia alle
nuove leve
"Non ci basta avere ragione: vogliamo
dimostrare che tutti gli altri hanno assolutamente torto”. Questa
asserzione di William Hazlitt, scrittore e saggista britannico della
fine del settecento, pare scritta oggi per cogliere il clima dell'attuale
campagna elettorale.
Ormai non si cerca più fare propaganda politica prima delle elezioni
per proporre un programma nutrito di temi da affrontare per migliorare
la società oppure per soddisfare le necessità della gente,
bensì ci si preoccupa solo di andare alla ricerca dello staff
migliore per curare l'immagine dei candidati, di utilizzare in maniera
esagerata mezzi di trasporto che stranamente in questi periodi funzionano
in modo eccellente, di fare più presenze televisive possibili
ma soprattutto infangare l'operato degli altri raccontando ciò
che non si è fatto in passato.
Ma dove sono finiti i programmi politici, le ideologie di partito che
tanto infiammavano le piazze e la passione e il rispetto per la cosa
pubblica?
Siamo nell'era del "Veltrusconismo", termine tanto in voga
in questo periodo, che dimostra come ormai non c'è più
distinzione tra destra e sinistra, anzi si cerca di incorporare più
partiti solo per assicurarsi la "poltrona", senza rispettare
il simbolo e le ideologie dei partiti.
Purtroppo è quanto sta accadendo al Partito Socialista, partito
di alte e antiche tradizioni, oggi schiacciato dall'elefantiaco Partito
Democratico.
Il Partito socialista ha pagato un prezzo altissimo per restare fedele
al proprio simbolo. Tuttavia il declino del partito non dipende solo
dallo spazio che viene negato, ma a mio personale avviso, dalle lacerazioni
interne. Uno dei punti di forza del socialismo, oltre a laicità
riformismo e giustizia , è il rinnovamento. Ma proprio su quest'ultimo
punto molti vecchi dirigenti socialisti fanno orecchio da mercante e
“!il largo ai giovani” è soltanto una vacua espressione
priva di senso.
Si dice di voler dare più spazio ai giovani perchè rappresentino
una ventata di aria fresca in grado di spazzare via il tanfo di naftalina
presente da troppo tempo, ma a quanto pare la vecchia musica non cambia
e i giovani volenterosi e capaci sono buoni sì e no per la manovalanza,
quasi mai per incarichi di responsabilità.
E' con amarezza che dico queste cose, ma ho l'impressione che verso
i giovani non ci sia la dovuta attenzione e fiducia.
Tuttavia, noi giovani che crediamo nei valori del socialismo non ci
scoraggiamo e andremo avanti sia pure per semplice testimonianza. Il
“Sol dell'avvenire” non è al tramonto. È soltanto
offuscato dalle nubi. In questa campagna elettorale dobbiamo far venir
fuori tutto il nostro orgoglio e senza inseguire riunificazioni impossibili,
dobbiamo puntare a un partito che, forte della sua tradizione, sappia
reinventarsi e dare un contributo serio e appassionato alla società
moderna.
Angela Legrottaglie
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Elezioni Politiche 2008
I CANDIDATI FASANESI
Sono otto i candidati fasanesi alle prossime
elezioni politiche che si terranno il 13 e 14 aprile.
Al senato: Nicola Latorre, n.2 nella lista del Partito democratico;
Vincenzo Cavaliere, n.13 nella lista dell'Udc; Donato De Carolis, n.14
nella lista del Partito Socialista.
Alla Camera: Vito Ammirabile, n.29 nella lista del partito del Popolo
delle Libertà; Antonio Scianaro, n. 37 nella lista del partito
del Popolo delle Libertà; Agnese Calella, n.37 nella lista del
partito La Sinistra l'arcobaleno; Francesco Trisciuzzi, n.43 nella lista
del Partito Socialista.
Circoscrizione Estero: Michele Schiavone, candidato nella lista del
Partito Democratico.
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Clima elettorale
GUARDIAMO I PROGRAMMI
Il nuovo e il vecchio della politica
italiana - Il prezzo delle semplificazioni
Nell'attuale vicenda politica italiana c'è
qualcosa di nuovo e d'antico, come sempre del resto.
C'è il nuovo di un dispetto all'indegna e vigente legge elettorale,
reso possibile dalla decisione del PD di semplificare, correndo in solitario,
prontamente imitato da Berlusconi con l'imposizione del PDL, accolta
dal “replicante” Fini (detto da Casini) e non accolta dall'UDC,
che non sappiamo per quanto tempo ancora si mangerà le mani,
novello Conte Ugolino, per non aver consentito il governo delle riforme
di Marini.
C'è il nuovo di una sinistra radicale, che da tale si trasforma
in arcobaleno (ed è un sicuro beneficio all'Italia), anch'essa
sfidata dalla semplificazione imposta dal PD e copiata dal PDL.
C'è il nuovo, in definitiva, di un'aspirazione a ridurre i partiti,
facendo in modo che la reclamata rappresentanza di 1 voto, ad uso e
consumo del capobastone, non può condizionare(o minacciare) l'altrettanto
giusta e reclamata rappresentanza di 1000 voti. Cioè il desiderio
di un Cittadino non può superare quello di 1000 Cittadini. E'
la democrazia, bellezza.
Ma c'è anche l'antico, quello non manca mai, ed è il morto
(detto con Marx) che speriamo non riesca ad acciuffare il vivo.
L'antico della Lega alleata del PDL che vede riconosciuto il suo diritto
a condizionare le politiche riformiste del paese, sulla base di ragioni
che a tutto concedere sono quelle egoistiche di una parte minoritaria
del paese, il Nord. Anche questo viola le regole della democrazia, bellezza,
soprattutto se è la conseguenza della solita malizia della politica,
quella secondo cui non tutte le semplificazioni sono uguali, se il gesto
coerente e reciso ti può far perdere la tanto agognata poltrona.
L'antico della Destra, delle destre, dei Ciarrapico e dei fascisti,
come degli stalinisti, perché per noi i campi di concentramento
e i gulag sono la stessa cosa.
L'antico delle tante DC, quella di Pizzi, di Sandri e di Rotondi, che
fanno aggrovigliare le budella ai tanti che furono davvero democristiani
e che se volessero offrire un vero servizio al paese dovrebbero, semplicemente,
consegnare lo scudo crociato, l'emblema della lotta dei lombardi contro
il Barbarossa, alla fondazione Sturzo.
Ovviamente c'è il nuovo che prende esempio dall'antico, come
dell'antico che prende esempio dal nuovo.
E' la normale propensione a nominare in parlamento i cavalli, così
come fece Caligola, che questa legge elettorale santifica e nessuna
intuizione (anche senza una legge) è riuscita a debellare.
Noi restiamo in attesa di questa più grande novità, quella
che faccia ritornare in voga un concetto nuovo, antico, ma soprattutto
efficace: i valori degli uomini politici possono essere affermati solo
dal voto, e quello di preferenza ha più ragioni che torti.
Nel frattempo accontentiamoci delle novità che ci sono, chiunque
sia il chiamato a ricevere l'ordine di alzare o abbassare le braccia,
perché ci interessa il programma di chi quell'ordine dà.
Giacomo Maringelli |
Eletti i coordinatori nei tre circoli
IL PARTITO DEMOCRATICO SI STRUTTURA NEL TERRITORIO
Gianpiero Giannoccaro a Fasano - Angelo
De Fano a Pezze - Gennaro Emanuele Valente a Montalbano
Dopo la costituzione dei circoli e del Coordinamento
cittadino, il Partito Democratico fasanese ha chiuso la sua fase costituente
con la nomina dei coordinatori di circolo e del segretario cittadino,
ai quali sarà affidato il compito di guidare il partito fino
alla stagione congressuale. Si è iniziati domenica 24 febbraio
con il circolo di Pezze di Greco, dove è stato eletto coordinatore
all'unanimità, Angelo De Fano. Venerdì 29 Febbraio è
stata la volta del circolo di Fasano, che ha eletto il coordinatore
e il suo vice, rispettivamente Gianpiero Giannoccaro e Alessandra Livrano.
Lunedì 3 marzo si è proseguiti con l'elezione del segretario
cittadino affidata a Giacomo Maringelli, già candidato sindaco
alle primarie per le elezioni amministrative. E infine, non per importanza,
ma solo per ordine di tempo, Domenica 9 Marzo anche il circolo di Montalbano
ha individuato il suo responsabile nella persona del giovane Gennaro
Emanuele Valente. Il PD ha ora tutte le carte in regola per portare
a regime il suo lavoro politico all'interno della città. Sapendo
che i giovani dirigenti sono nuovi agli occhi di molti, abbiamo pensato
di presentarveli nella seguente scheda con piccole informazioni e dichiarazioni.
Oronzo Rubino |
Giacomo
Maringelli, 34 anni, agronomo
“Stiamo pensando alla campagna elettorale che certamente si prospetta
difficilissima, ma come gruppo siamo animati da una forte passione e
ci stiamo organizzando per raccogliere un successo nel nostro territorio.
Il PD oggi è la vera novità.
Il PD anche a Fasano è un partito dalle tante risorse, a me piace
chiamarlo “Abaco di anime e di personalità”.
Infatti il nostro gruppo è caratterizzato da forti personalità
che riescono a comunicare con la città e a criticare in maniera
costruttiva la cattiva amministrazione comunale e non solo.
Spero solo che in futuro si riesca a far emergere qualcuna di queste
nostre fresche risorse, per portare fuori, sempre di più, la
voce del nostro territorio.” |
Gennaro
Emanuele Valente, 23 anni, studente universitario
“Il PD vuole rinnovare la classe dirigente e lo vuole fare in
tutti gli ambiti, sia a livello nazionale e sia a livello locale. Per
questo, sono lusingato che questo partito abbia scommesso su di me,
a dimostrazione che la vera necessità è quella di rinnovare
la nuova classe dirigente.
In questo senso, vale la pena rimarcare che l'impegno politico si basa
sul “piacere di risolvere i problemi degli altri” e noi
del PD saremo in prima linea per difendere questi valori e metterli
al centro della nostra azione politica.
Ringrazio tutti e, allo stesso tempo, mi auguro che assieme a loro si
possa davvero lavorare ricordando che il vero motivo che mi spinge ad
interessarmi alla politica è l'interesse dei i cittadini.” |
Gianpiero
Giannoccaro, 31 anni, chimico
“Ringrazio il Circolo del PD di Fasano per la fiducia che mi è
stata accordata nell'elezione della mia persona a Segretario.
In questo senso il mio impegno sarà improntato alla massima condivisione
dell'azione politica con tutte le amiche e gli amici che, come me, hanno
sposato il progetto del Partito Democratico e con quanti vorranno farlo
in futuro.
Il fine ultimo è quello di farsi interpreti delle esigenze del
territorio e di formulare proposte concrete nell'ottica dello sviluppo
e della valorizzazione delle tante risorse locali.
Risorse preziose sono in particolare i giovani fasanesi che, sono sicuro,
vedranno in questo nuovo partito lo strumento per costruire il proprio
domani ed è a loro che va la mia più seria attenzione.
Il primo grande impegno che siamo chiamati a sostenere come Circolo
di Fasano (assieme ai circoli di Pezze di Greco e Montalbano e del Coordinamento
cittadino) è la campagna elettorale per le politiche 2008, affronteremo
questa competizione con la serenità e la determinazione di chi
ha idee chiare da mettere in campo e valori solidi su cui basarsi.” |
Angelo
De Fano, 27 anni, studente universitario
“Conclusa la fase di “iniziale organizzazione” il
direttivo di Pezze di Greco dovrà passare alla fase di coinvolgimento
dei cittadini.
Ed appare in tutta evidenza che il PD affronterà un lavoro difficile
per crescere in un paese lasciato per troppo tempo nelle mani del centrodestra
(lo dicono le consultazioni elettorali).
Lavoriamo, dunque, tutti insieme e facciamolo avendo ben chiara l'idea,
che la costituzione dei Circoli e la nomina del suo Segretario, è
un punto di partenza e non d'arrivo.
Insomma, c'è da lavorare a Fasano, a Montalbano quanto a Pezze
di Greco dove i fatti dimostrano che la nostra frazione è costantemente
snobbata ed ignorata da un'Amministrazione che, più che risolvere
le problematiche che le si prospettano, tenta di non vederle, quindi
svuotandole di valore e annullandole.
Mi riferisco alla questione fondi per la Circoscrizione, mai quantificati
e stanziati dal Comune; alla raccolta differenziata, partita a novembre
ma mai arrivata a Pezze di Greco; al centro sportivo polivalente, che
ormai da anni vive solo nei progetti; al degrado degli edifici scolastici
spesso denunciato anche dalla stampa e ad altro ancora.” |
| fatti
fattacci cronache e controcronache |
ESPERTO IN LOGISTICA AGROALIMENTARE Dal prossimo 21 aprile partirà il progetto di formazione di eccellenza “Esperto in Logistica Integrata nel settore Agroalimentare”, finalizzato alla creazione di figure innovative operanti nella logistica a supporto delle imprese del settore agroalimentare, attraverso attività di formazione d'aula, stage e project work. In particolare il corso, che terminerà a dicembre 2008, si propone di formare professionalità altamente qualificate in grado di individuare strategie aziendali per l'ottimizzazione dei processi organizzativi e logistici, progettare la struttura fisica ed informatica della catena logistica integrata, gestire attività che garantiscono sicurezza e qualità dei prodotti agroalimentari lungo filiera/canali distributivi ed infine di raccordare il mondo aziendale con le politiche di sviluppo territoriale, anche attraverso lo sviluppo di imprenditorialità. Possono partecipare giovani residenti in Puglia e Basilicata in possesso di diploma di laurea (triennale o superiore) in discipline tecnico-scientifiche (scienze e tecnologie alimentari, scienze agrarie, scienze biotecnologiche, ingegneria, informatica, etc) o economiche (economia aziendale, economia e commercio, etc). Le iscrizioni sono aperte fino al 4 aprile 2008 e tutte le informazioni, compreso bando e domanda di partecipazione, sono disponibili presso il sito www.poliba.it – sezione Ateneo –Concorsi -Altro. RIAPPARE L'AUDI DEI COLPACCI Riappare nelle campagne fasanesi l'Audi A6 che negli scorsi anni ha seminato il terrore per i diversi colpi messi a segno in tutta la Puglia dai suoi audaci conducenti. La tristemente famosa autovettura è stata avvistata nei pressi di Coccaro da una pattuglia di carabinieri. I militi hanno visto trafficare nei pressi della macchina due sagome di uomini intenti a caricare della merce (probabilmente armi) nel bagagliaio. I due malviventi, alla vista della “gazzella “ dei carabinieri si sino infilati nell'Audi e si sono dileguati facendo perdere le proprie tracce . CONTINUANO LE RAPINE Non si ferma l'ondata di rapine nel territorio fasanese ai danni di imprenditori locali. Nei Giorni scorsi è stato preso di mira un noto commerciante di frutta e verdura. Le modalità del colpo sono identiche a quelle praticate contro Zaccaria. I malviventi, presentatisi a volto coperto, hanno atteso il commerciante nei pressi della sua residenza silvana, e non appena lo hanno visto arrivare gli si sono parati dinanzi puntandogli un'arma e strappandogli dalle mani il marsupio contenente ventimila euro. Ma evidentemente tale somma non era stata giudicata sufficiente e hanno costretto il commerciante a entrare in casa per accedere alla cassaforte. Anche, in questo caso, i rapinatori hanno consentito allo loro vittima di turno di far allontanare i bambini con la baby-sitter e poi procedere allo svuotamento della cassaforte. Ad operazione ultimata sono fuggiti con l'autovettura della baby-sitter. NUOVE POLTRONE ONCOLOGICHE Dopo anni di attesa, il reparto di Oncologia dell'Umberto I è stato dotato di 4 poltrone ipertecnologiche da infusione. Il reparto, diretto dalla dottoressa Ricciardi (che si avvale della collaborazione di due infermieri e un operatore tecnico assistenziale), assiste in regime di day hospital numerosi pazienti che si sottopongono alle terapie chemioterapiche. Pazienti che giungono da diversi comuni limitrofi e dalle province di Bari e di Lecce. Nell'ultimo anno sono state effettuate 4.400 sedute. FASANESE ACCOLTELLATO A PARMA Un fasanese di 35 anni nelle scorse settimane è stato vittima di un grave accoltellamento avvenuto alla periferia di Parma. L'uomo già noto alle forze dell'ordine pare sia stato coinvolto in una rissa tra un gruppo di italiani contro alcuni tunisini. Motivo della lite il controllo del territorio per lo spaccio di sostanze stupefacenti. Una rissa cominciata in casa dei magrebini e continuata in strada dove ad un certo punto è spuntato un coltello. Il fasanese è stato prontamente soccorso e ricoverato in ospedale. LOCULI CORTI AL CIMITERO DI PEZZE Nel cimitero di Pezze di Greco, lo scorso febbraio, si è verificato un episodio alquanto comico se non fosse per la drammaticità della circostanza. Al momento della sepoltura di una salma è stato constatato dagli operatori necrofori che la bara non entrava nel loculo. Pazienza. Gli operatori, col consenso degli affranti parenti, si sono diretti, col morto in cassa, verso un altro loculo. Stessa storia. Ricomposizione del mesto corteo e via col morto itinerante alla ricerca di un loculo a misura. Alla fine è venuta fuori la realtà: non era il defunto eccessivamente alto, né la bara extra long, ma i loculi decisamente sbagliati nelle misure dal superficiale costruttore. NUOVO PRESIDENTE AL CIRCOLO DELLA STAMPA Il nostro direttore, Franco Lisi, è il nuovo presidente del Circolo della Stampa di Fasano “Adamo Secondo Nardelli”. Subentra a Gino Bianco, il cui mandato era scaduto il 24 gennaio scorso. Il consiglio direttivo si è riunito il 27 febbraio per procedere alla nomina del nuovo presidente che avviene, a rotazione, tra i soci fondatori, con scadenza biennale in occasione della ricorrenza della festa dei giornalisti. Dopo la morte del fondatore Adamo Secondo Nardelli, avvenuta nel 1998, l'organismo, che riunisce i giornalisti fasanesi, è stato presieduto dai colleghi Paola Guarini, Zino Mastro, Tony Rizzo e Gino Bianco. Quest'ultimo ha ricoperto la carica negli ultimi tre anni data l'incompatibilità per Franco Lisi che era segretario politico. Nel corso della riunione per il rinnovo della carica rappresentativa, il direttivo del circolo ha riconfermato segretario Gianfranco Mazzotta e ha abbozzato un programma di iniziative per il prossimo biennio. Fra queste la pubblicazione di un libro che raccoglierà i pezzi più significativi e i “medaglioni” scritti da Adamo Secondo Nardelli sulla politica locale e i suoi personaggi. Infine, Gino Bianco ha raccontato ai colleghi la vicenda che lo ha visto coinvolto nella trasmissione di La7 sul casinò a Fasano. Bianco, nella sua versione dei fatti, ha evidenziato che si è trattato di un raffinato raggiro, dimostrando la sua estraneità e smentendo categoricamente ogni forma di millantato: la sua partecipazione è stata squisitamente professionale per conto di una società di comunicazione della quale è consulente. Quindi nessuna intermediazione essendosi limitato a proporre un piano di comunicazione regolarmente fatturabile. MARIA FALCONE ALLA “PASCOLI” Una lezione di storia contemporanea alla scuola media “Pascoli” con un testimone d'eccezione, Maria Falcone, sorella del magistrato Giovanni, assassinato dalla mafia a Capaci. La prof. Falcone ha raccontato ai ragazzi il “poema epico” moderno dei servitori dello Stato che, con la propria vita, hanno riscattato la dignità delle istituzione nella lotta alla mafia. Nelle parole di Maria Falcone non c'è stata una sola parola di retorica, ma il fermo invito al rispetto della legalità. Una cultura, quella della legalità, che non deve mai avere flessioni o cedimenti. La conversazione di Maria Falcone è stata completata dalla proiezione di un suggestivo video. Alla manifestazione hanno partecipato il sindaco e le autorità civili, militari e religiose (ovvero, l'onnipresente don Carmelo Carparelli). TRASFERTA DISASTROSA Un aspirante rapinatore fasanese tenta il colpaccio in trasferta ma gli va male: viene arrestato e per poco sfugge al linciaggio della folla inferocita. È accaduto a Pedaso in provincia di Ascoli dove due uomini (uno dei quali un fasanese di 26 anni) col volto coperto e con pistole giocattolo, avevano preso di mira un supermercato. Avevano già arraffato i soldi dalla cassa quando un carabiniere in borghese, coadiuvato da due extracomunitari lì presenti, ha loro guastato la festa. Uno dei rapinatori, il fasanese appunto, è stato arrestato mentre l'altro complice e il “palo”, che attendeva in macchina col motore acceso, sono riusciti a scappare. C'è voluto l'intervento delle forze dell'ordine per evitare che il rapinatore fosse linciato dai clienti del negozio. GIACOMO COFANO CONSIGLIERE DELL'ORDINE AVVOCATI E' stato rinnovato il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Brindisi, che risulta così composto: Augusto Conte (presidente), Carlo Panzuti (segretario), Antonio Maurino (tesoriere), Pasquale Annicchiarico, Claudio Consales, Giustina Giordano, Mario Laveneziana, Dario Lolli, Mauro Masiello, Emanuele Milone, Elisa Minerva, Carmelo Molfetta, Alessandra Portaluri, Paolo Vadacca e il nostro concittadino Giacomo Cofano. LA SIGNORILITA' DEL PROF. AVANTARIO All'età di 82 anni è deceduto, a Trani, il prof. Raffele Avantario, uno dei pionieri del turismo a Torre Canne. Proprietario dell'Hotel Eden, è stato un infaticabile operatore per la promozione turistica nel territorio. Ha ricoperto incarichi di alta responsabilità nel settore conferendo sempre un tocco di signorilità, com'era nel suo stile di uomo elegante e sensibile. Fermo nei principi, aveva un naturale talento nel governare e comporre, con diplomazia anche le più accese diatribe. Discreto, ma tenace, ha sempre tallonato gli amministratori comunali per risolvere i tanti problemi di Torre Canne. MEDICO AGGREDITO Gli grida “assassino” e gli si scaglia contro cercando di aggredirlo. È successo presso l'ospedale Umberto I di Fasano dove un uomo recatosi insieme alla moglie per delle analisi, alla vista del medico ha perso il lume della ragione e gli ha scagliato una bottiglietta d'acqua. Buon per il medico che ha avuto la prontezza di riflessi nello scansarla. L'uomo, un trentenne di Fasano, è stato prontamente bloccato dalle persone che hanno assistito al gesto. Sono poi sopraggiunti i carabinieri che hanno appurato il motivo di tanta rabbia. Secondo l'aggressore, il medico sarebbe responsabile della morte della madre. Una spiegazione rigettata dal medico che ha sporto querela contro il suo aggressore, peraltro denunciato alla magistratura per percosse e minacce. ULIVI SECOLARI A “LINEA VERDE” Nella Mattinata di domenica 2 marzo è stata mandato in onda su Raduno un servizio giornalistico su Fasano, nella trasmissione “Linea verde orizzonti”. La giornalista Laura Fadda ha visitato uliveti secolari della piana e alcune masserie della marina. Le ha fatto da cicerone, Giovanni De Simone, titolare della struttura ricettiva di agriturimo “Don Sante”. Mentre, per la visita agli insediamenti rupestri, la giornalista è stata guidata da Margherita Latorre, responsabile del servizio turismo al comune. Questa volta l'immagine di Fasano ne è uscita molto bene. LO SPORCACCIONE DELLA PORTA ACCANTO Per anni un uomo anziano ha abusato di una ragazza, vicina di casa, in cambio di telefonini, ricariche e altri regalini. La torbida storia è stata raccontata ai carabinieri dalla stessa ragazza, ora maggiorenne. L'uomo, un pensionato settantenne, secondo quanto denunciato, adescava la ragazza, all'epoca dei fatti ancora scolara della media, con piccoli regali in cambio di morbose attenzioni. La storia è andata avanti per quattro anni fino a quando la ragazza, nel frattempo fidanzatasi, ha trovato il coraggio di andare alla caserma dei carabinieri e raccontare tutto per filo e per segno. Sono scattate le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Milto De Nozza, e all'anziano adescatore è stato notificato l'avviso con la contestazione di diversi episodi. TRUFFE DELL'OLIO Si chiama Operazione “Golden Oil” quella condotta dalla Guardia di Finanza nelle province di Bari, Brindisi e Cosenza per smascherare gli autori della maxitruffa ai danni della Unione europea per quanto attiene ai contributi integrativi per la produzione dell'olio. Molti agricoltori d'accordo con i titolari di frantoio emettavano fatture false per giustificare inesistenti quantità di olio di oliva, durante la campagna olearia 2004-2005. I finanzieri, dopo accurate indagini, hanno fatto scattare un maxi blitz che ha portato all'arresto di 23 persone; 91 indagati; 85 terreni e 9 immobili sequestrati. Coinvolti anche quattro fasanesi: Paolo Sgura, agli arresti domiciliari, e, indagati a piede libero, Corrado Sgura, Pietro Barnaba e Caterina Sacco. INFIAMMATA VENDETTA D'AMORE Quando l'amore gioca brutti scherzi. Una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine , un trentanovenne di Fasano, dopo l'ennesimo litigio con la sua donna, decide di troncare ogni rapporto e per dispetto e rabbia le manda in fumo l'utilitaria. Secondo la dinamica dei fatti, ricostruita dai carabinieri, l'uomo dopo essersi portato nei pressi della casa della donna , alla periferia di Pezze di Greco, ha sfondato, con un grosso masso, il parabrezza e poi, non contento, ha appiccato il fuoco. L'atto inconsulto stava per prendere una piega drammatica in quanto i fumi elevatisi dall'auto in fiamme stavano provocando un principio di intossicazione all'anziana madre dell'ex fidanzata del “focoso” fasanese. L'immediato intervento dei carabinieri ha evitato più gravi conseguenze. L'uomo è finito in manette. IL MAGGIORENNE DEL BRANCO Dopo quattro mesi di indagini, è finito in manette l'unico maggiorenne del branco. E' stato arrestato Giuseppe Spalluto di 27 anni. I carabinieri hanno accertato le sue responsabilità negli accadimenti relativo all'aggressione perpetrata ai danni di un giovanissimo napoletano che si trovava a Fasano ed aveva reagito con fermezza alle sgarbate avance di un gruppo di coetanei nei confronti della sua fidanzatina fasanese. Il branco non gradì la reazione del giovane forestiero e organizzò una spedizione punitiva. Dopo qualche ora i ragazzi fasanesi isolarono in via Bonghi il giovane napoletano e lo accoltellarono. Ai carabinieri occorsero poche ore per arrestare il capo branco, un minorenne di Fasano. Nella perquisizione effettuata nella sua abitazione fu rinvenuta una camicia sporca di sangue. Indumento passato alla lente di ingrandimento dei Ris che hanno portato in luce tracce ematiche appartenenti allo Spalluto, accusato, pertanto, di concorso in tentato omicidio e porto abusivo di arma in luogo pubblico. Per gli altri due componenti del gruppo, entrambi 17enni, la posizione è decisamente meno grave essendo stati denunciati per omissione di soccorso e favoreggiamento personale. CORSO-CONVEGNO IN MICROBIOLOGIA CHIMICA ALLA SELVA Fasano è stata scelta come sede per la realizzazione di un corso di aggiornamento sui "temi specialistici in patologia clinica" che si è tenuto il 29 Febbraio alla Selva di Fasano. Il corso rivolto a medici, biologi, chimici e tutto il personale tecnico sanitario, ha avuto come obiettivo la diagnostica di alcune malattie autoimmuni d'organo e la valutazione delle strategie più utili a migliorare l 'efficacia clinica e della corretta introduzione di linee guida in Microbiologia Clinica. Dai lavori del corso-convegno è emerso che la salute del singolo cittadino non dipende solo dalle cure sanitarie prestate nei vari presidi ospedalieri, ma anche da una corretta diagnosi di laboratorio. E' importante , quindi, costruire sistemi diagnostici tecnologicamente avanzati e basare lo studio scientifico anche su alcuni punti fondamentali: la perfezione, la sicurezza e l' efficienza. BORSISTI STRANIERI ALL'AGROALIMENTARE Per approfondire l'acquisizione di nozioni sulla sicurezza alimentare e sui sistemi di qualità e sulle tecniche di post raccolta dei prodotti agroalimentare, un gruppo di 17 borsisti, provenienti da tutto il Mediterraneo, ha visitato la struttura di Fasano. Per lo più neolaureati in agraria, i ricercatori (che stanno compiendo un master presso l'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari), sono stati ricevuti presso il Consorzio Agroalimentare di Fasano dal presidente Paolo Pace e dal direttore Fiorenzo Marsella. GIORNATA MONDIALE PER LA PACE Il vescovo della diocesi Conversano-Monopoli, mons. Domenico Padovano, è intervenuto a Fasano per la celebrazione della “41^ Giornata mondiale per la Pace” svoltasi nella sala di rappresentanza del Palazzo di Città . E' stata fatta una riflessione sul messaggio del Papa sui rapporti fra i popoli, che dovrebbero ispirarsi alla condotta di una famiglia sana. L'incontro è stato promosso e coordinato da Carmine Gimmi, consigliere d'amministrazione della “Splendida dimora”. CONVEGNO SULLA SINDONE Alla vigilia del nuovo test “al carbonio 14”, atteso per il 22 marzo, gli studenti del liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” hanno avuto la possibilità di ascoltare da esperti di prestigio internazionale quanto, con certezza si conosce sulla Sacra Sindone, la reliquia più studiata al mondo. Infatti presso l'auditorium del liceo si è tenuto, sabato 1° marzo, una giornata di studi, voluta dal dirigente scolastico Antonio Carbonara, coadiuvato dal prof. Massimo Vinale. E' stato poi allestita una mostra al “Centro Risorse” in piazza Mercato (ai portici). INAUGURATO IL CLASSICO Promessa mantenuta. I fasanesi Donato De Carolis e Giorgio Cofano, appena nominati assessori provinciali, si impegnarono a far realizzare dalla Provincia l'ala aggiuntiva all'edificio del liceo scientifico “Leonardo da Vinci” per alogarvi il ginnasio e le aule del liceo classico. Detto, fatto. Nei giorni scorsi l'inagurazione. Durante le vacanze pasquali ci sarà il trasferimento delle aule, dalle sedi provvisorie fin ora occupate, alla nuova casa. SETTANTA BORSE DI STUDIO Il Politecnico di Bari, nell'ambito del “Progetto Arianna”, che mira al sostegno degli studenti, ha indetto un concorso per l'attribuzione di settanta borse di studio ad esaurimento, dell'importo di € 1500,00 ciascuna. Esso si rivolge agli studenti laureandi iscritti ai Corsi di Laurea specialistica (vecchio ordinamento), Corsi di Laurea Specialistica a ciclo unico (quinquennale) e Corsi di Laurea Specialistica di durata biennale delle Facoltà di Architettura e Ingegneria dello stesso ateneo. Il termine ultimo per la presentazione della domanda è fissato al 30 luglio 2008, sempre che non siano state tutte assegnate. Requisito imprescindibile per l'erogazione delle borse di studio messe a concorso è il conseguimento della laurea entro il mese di novembre 2008. E', inoltre, condizione indispensabile, per partecipare, la regolare iscrizione al Politecnico di Bari per l'anno accademico 2007-2008. La domanda di partecipazione al concorso, redatta in carta libera, deve essere inoltrata al Magnifico Rettore del Politecnico di Bari - Direzione per il Coordinamento delle Strutture Decentrate – Via Amendola, 126/B, 70126 Bari. L'intero bando di concorso è stato pubblicato sul sito istituzionale: www.poliba.it e presso i centri di accesso e informazione per studenti del Politecnico. Per ulteriori informazioni: segreteria “progetto Arianna” – Politecnico di Bari, tel. 080.5962242; progettoarianna@poliba.it. SPETTACOLI AL “SOCIALE” Con il concerto della “Venus orchestra”, diretta dalla nostra concittadina Teresa Satalino, è stata inaugurata la prima ministagione al teatro Sociale. Si tratta di una iniziativa congiunta tra Comune (che ha concesso gratuitamente il teatro), Provincia di Brindisi e Teatro Pubblico Pugliese. I prossimi appuntamenti sono il 18 marzo con Nunzia Antonino e Daniela Pansini che reciteranno “Lezioni di piano”; il 29 marzo con il “Gruppo Mòtumus” che presenterà “L'attesa” di Piva, Longo e Ciccolella; il 5 aprile verrà presentato da Paolo Panaro la famosa “Favola di Zoza” di Giambattista Basile con l'accompagnamento dell'ensemble “Musica Antica”, il 19 aprile, “Vito e le storiesse” di Vito Facciola. Il costo del biglietto è di cinque euro. FASANO ALLA BIT La Bit, con i suoi 9 padiglioni, oltre 5.000 aziende espositrici ed un flusso di presenze superiore a 150.000 visitatori è un momento fondamentale di dialogo tra operatori, enti erogatori di servizi turistici, fruitori. Il Comune di Fasano quest'anno per la prima volta ha voluto partecipare all'appuntamento con 2 spazi espositivi: uno tradizionale ed istituzionale; ed uno mirato alla promozione del territorio e delle sue aziende principali. Living Puglia: è un progetto di marketing territoriale nato per promuovere il territorio, e le aziende pugliesi. All'interno dei 120 mq dello spazio espositivo, progettato dall'Arch. Gianni De Rinaldis e suddiviso in 4 aree tematiche (degustazione, immobiliare, ricettività, turismo alternativo e di lusso) la Puglia con Fasano, ha mostrato la cultura unica ed affascinante del tacco d'Italia. Regista per Fasano è stato Paolo Pugliese, responsabile territoriale dell'agenzia di Comunicazione Bamakò di Lecce, “sono davvero soddisfatto del risultato, e della partecipazione delle aziende fasanesi. – commenta - devo ammettere che non immaginavo quanto le nostre realtà fossero conosciute in Italia. Il pezzo forte sono state le nostre masserie di lusso e, soprattutto, i nostri prodotti tipici, degustati fino all'ultima briciola.” Il Comune, per quest'anno grazie ad un accordo con l'agenzia leccese hapotuto esporre gratuitamente, e per l'anno prossimo si prevede già un nuovo spazio molto più grande e più visibile. FINTI POVERI Sono stati ben 387 i “finti poveri” finiti nella rete della Guardia di Finanza di Fasano a conclusione di un lunga e meticolosa indagine eseguita sulle autocertificazioni presentate da alcuni cittadini all'Asl. In questa lunga lista ci sono cittadini di tutte le estrazioni sociali, compresi coloro che godono di un reddito alto. Ma la tentazione di non pagare il tiket ha fatto dichiarare indigenti anche i benestanti. L'escamotage consisteva in una semplice autocertificazione con la quale si dichiarava di rientrare nella fascia di reddito basso indicata dai parametri della legge 724 del 1994. Furbi ma non troppo in quanto gli autori delle false dichiarazioni non avevano pensato ai controlli da parte del ministero delle Finanze. Su 3500 casi controllati dalle “fiamme gialle”, a Fasano, 387 dichiarazioni di cittadini di Fasano e Cisternino sono risultate infedeli e, pertanto, è scattata la denuncia per truffa e falso aggravato. LA PARETE PER CHECCO La galleria “Apuliarte” (via S. Antonio, 6), che espone in permanenza opere di pittura e scultura di artisti contemporanei, ha promosso un'iniziativa apprezzabile: “Una parete per…”. Ogni mese, dedica la parete frontale del locale ai quadri di un pittore. Per il mese di marzo, l'esposizione è stata destinata a Checco Schiavone, un artigiano in pensione che, in età matura, ha deciso di dedicarsi all'arte di famiglia: la pittura. Checco, per tutta la vita ha convissuto con i dipinti. Con quelli del nonno Ferdinando, del padre Emanuele e con quelli dei pittori e dei suoi clienti. Ora che è libero da impegni di lavoro, è stato un raffinato artigiano (corniciaio di alta professionalità), ha preso pennelli e tele e si è messo a dipingere. Produce bei quadri, per lo più paesaggi e nature morte, di gradevole fattura. In parete all'Apuliarte una rappresentativa panoramica della vena di questo degno erede degli Schiavone. CONCERTO DI PASQUA Nella chiesa del Purgatorio, sabato 15 alle 19, si terrà il Concerto di Pasqua con i vincitori del Premio di canto lirico “V. Gentile”: il soprano Valentina Corradetti e il controtenore Aurelio Schiavoni. Verranno eseguite musiche di Vivaldi, Pergolesi, Bach, Handel, Bizet, Puccini Verdi e Rossini. Di particolare interesse la partecipazione del controtenore, voce piuttosto rara e molto indicata per musiche barocche, pertanto assai indicata per il luogo, atteso che la chiesa del Purgatorio ne è l'esempio architettonico meglio conservato e non soltanto a Fasano. IL BARBIERE DI PAISIELLO AL KENNEDY Giovanni Paisiello (nella foto), musicista tarantino del Settecento (1740-1816) aveva messo in musica un melodramma buffo scritto dall'eclettico drammaturgo francese, Beaumarchais, ottenendo un apprezzabile successo, dopo che la stessa opera “Il Barbiere di Siviglia” aveva registrato il fiasco di altre cinque musicisti europei. Pareva che Paisiello dovesse campare di rendita e gloria imperitura per questo dramma giocoso, ma trentacinque anni dopo un certo Gioacchino Rossigni da Pesaro riscrisse quella musica e da quel momento le arie del barbiere di Siviglia fecero dimenticare ogni precedente edizione. Paisiello ne fece una malattia e morì, quasi dimenticato, a Napoli. Ma l'opera di Paisiello è tutt'altro che mediocre, vero è che in festival per intenditori viene ampiamente apprezzata. Bene, pertanto, ha fatto la Regione Puglia (con la Provincia di Brindisi, il Teatro Pubblico Pugliese e altri enti partner della Puglia e della Grecia) a riproporre “Il Barbiere di Siviglia” del musicista tarantino con giovani artisti. La messa in scena rientra nel programma Interreg III, un progetto nato per diffondere l'opera lirica fra i giovani. La “prima” è stata data domenica 9 al Kennedy, la replica, giovedì 13 marzo a Corfu. CONCORSO INTERNAZIONALE DI MUSICA Durante la conferenza stampa tenutasi, lunedì 10, nella sala di rappresentanza del Comune di Fasano il M° Domenico Colucci, presidente dell'accademia musicale “don Matteo Colucci”, ha ufficializzato il calendario del concorso internazionale di musica strumentale e vocale che si terrà presso il teatro Sociale. Al concorso, suddiviso in otto sezioni, hanno aderito circa 60 concorrenti di diverse nazionalità. La premiazione avrà luogo al Teatro Sociale Venerdì 14 (mentre il nostro giornale è in macchina), ne daremo il resoconto nella prossima edizione. UNA PROPOSTA DI RACCOLTA DIFFERENZIATA A PEZZE I consiglieri circoscrizionali socialisti di Pezze di Greco, Antonio Zizzi, Giacomo Mileti e Michele Gallo, hanno indirizzato una nota al sindaco Di Bari e all'assessore all'ecologia Sergio Pagliara, per proporre una nuova idea di raccolta differenziata dei rifiuti sul nostro territorio. Suggeriscono, in particolare, di varare un piano che assicuri i parametri previsti dal decreto legislativo n 152 del 3 aprile 2006, ed un incentivo per chi supera la quota obbligatoria stabilita. Invitano, inoltre, la stessa Monteco a farsi carico dell'organizzazione in tutto il territorio di una raccolta porta a porta a giorni alterni utilizzando eventuali fondi come previsto dalla delibera del Consiglio circoscrizionale di Pezze di Greco del 7 agosto 2007. In tale atto, si propone che le eventuali somme ricavate dall'installazione di antenne su siti di proprietà comunali o demaniali, possano essere utilizzate per un progetto di raccolta differenziata porta a porta. |
RICORDANDO “CUORICINO”
 Il
prossimo 16 marzo ricorrono i trent'anni dell'eccidio di via Fani: le
“brigate rosse” rapirono l'on. Aldo Moro e assassinarono
gli uomini della scorta. Fra le quattro vittime, il nostro concittadino
vicebrigadiere Francesco Zizzi. La città di Fasano non lo ha
mai dimenticato. Fra gli amici, in particolare, è sempre vivo
il ricordo per Franco, chiamato affettuosamente “Cuoricino”,
per la sua bontà e generosità. Furono proprio queste sue
qualità umane a spingerlo, la mattina del 16 marzo 1978, a sostituire
all'ultimo momento un collega che era stato assegnato di scorta all'on.
Moro. Quel gesto di disponibilità assoluta gli è costata
la vita.
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XX edizione del Premio
STORIE DI DONNA
La “festa” al Teatro Sociale
- Qualificante partecipazione di giovani - Tra le vincitrici, la fasanese
Claudia Turchiarulo
Nel giorno del centenario della festa della
donna la città di Fasano ha festeggiato il gentil sesso rendendo
significativo omaggio alla scrittura.
Sabato 8 marzo, infatti, nella cornice del ritrovato e incantevole Teatro
Sociale, ha avuto luogo la cerimonia di premiazione della ventesima
edizione del premio letterario “Donna” organizzato dal CIF,
Centro Italiano Femminile.
La premiazione degli autori di prose e poesie a tema libero vincitori
del concorso è stata preceduta da momenti di intenso spessore
culturale e umano.
La fine e sensibile scrittrice di origini ostunesi Annunziata Sgura
ha presentato alla platea, sotto la sapiente direzione del giornalista
Rai Vito Giannulo, la sua ultima fatica intitolata “ Storie di
donne”, edita da Schena. Non un semplice libro ma un viaggio alla
scoperta dell'universo personale e letterario della scrittrice che offre
storie di donne, di ricordi e nostalgie, di dolore e gioia, storie di
vita che trovano ancoraggio nella scrittura, dimensione di salvezza
e speranza, sponda sicura durante il naufragio.
L'attrice Angela Volpe, accompagnata dalla musica dal vivo del maestro
Domenico Colucci, ha abilmente declamato alcuni dei versi e dei racconti
della Sgura, una donna testimone dei sogni di altre donne. La sua scrittura
abbozza un percorso nell'esistenza, nei luoghi della nostra terra, nella
memoria femminile che “dimora assieme all'immortalità del
cuore”.
La serata è, in seguito, proseguita con l'intervento di Maria
Martellotta, presidente del CIF di Fasano, che ha voluto ribadire il
carattere nazionale del concorso. Già da diversi anni esso suscita
grande interesse in tutta Italia. Per questa ventesima edizione, infatti,
sono giunti elaborati provenienti da città come Milano, Roma,
Ascoli, Agrigento, Bologna. Si tratta, dunque, di un concorso sempre
più nazionale e sempre più giovane considerata l'alta
percentuale di giovani partecipanti. Tredici, invece, i testi realizzati
da fasanesi. A prevalere sono stati gli scritti realizzati da autori
di sesso femminile e i temi affrontati hanno spaziato dall'attualità
alla memoria, dall'amore alla morte.
Nella sezione giovani la giuria, composta da intellettuali di alto rilievo,
ha attribuito il primo posto al racconto “Elena” di Alice
Strangi di Giulianova. Una menzione di merito è andata a Mariachiara
Legrottaglie di Pezze di Greco e ad alcuni studenti dell'Istituto “L.Da
Vinci” coordinati dalla docente Natalizia Pinto.
Sul podio del Premio letterario una sola fasanese, Claudia Turchiarulo,
classificatasi terza con la poesia “Un ultimo flashback”
in exequo con il milanese Paolo Faroni. Medaglia d'argento per la bolognese
Giulia D'Amico con la lirica “Zero”. Il primo premio, è
stato assegnato all'agrigentino Rodolfo Di Rosa con il componimento
intitolato “I siciliani appuntano il cuore”, distintosi
per le immagini festose, la ricercatezza delle metafore, i continui
riferimenti al finito, all'infinito e alla speranza.
Angelica Sicilia
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LA TRAGEDIA DI MOLFETTA |
Troppe, troppe vittime sul lavoro. Sull'onda emotiva della tragedia di Molfetta, il governo ha varato il decreto sulla sicurezza sul lavoro. Un provvedimento punitivo, che a mio avviso, non risolve il problema. La repressione è soltanto una ulteriore esasperazione. Bisogna, invece, prevenire con intelligenza, in un sistema di collaborazione tra imprenditori e ispettori del lavoro, studiando le misure di sicurezza, caso per caso, azienda per azienda. Come avviene in Inghilterra. Pino Carrone |
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L’avidità accecante
 Un
bravo attore, Paolo Calabresi, travestitosi da uomo di affari, figlio
di “grande madre russa”, vantando agganci ad alti livelli
presso Putin, ha fatto cadere nella trappola il sindaco di Fasano (unitamente
al suo consulente e a un parlamentare) con la proposta di investire
fior di miliardi nel territorio fasanese per la realizzazione di un
casinò.
Non staremo a ripetere la storia già ampiamente raccontata dai
mass media, anche nazionali, con gran sputtanamento della stessa immagine
di Fasano; né rivangheremo giudizi già abbondantemente
espressi anche in sedi istituzionali. Ci limiteremo soltanto a una considerazione,
a margine.
Questa è una città che adula l'illegalità.
Molti concittadini, infatti, invece di indignarsi hanno recriminato
sul fatto che si trattava soltanto di uno scherzo. Cioè a dire,
che avrebbero preferito un affare sporco e compromettente, addirittura
con la mafia russa, purché arrivassero soldi a Fasano, di qualunque
provenienza.
Questa mentalità ci squalifica!
Alle nuove generazioni dobbiamo insegnare e trasmettere altro. Quello,
per esempio, che Maria Falcone ha detto agli alunni della scuola media
“Pascoli”.
f.l.
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Con i prossimi bandi comunitari
CREDITO AGLI AGRICOLTORI
Siglato l’accordo tra Cia Puglia
e Monte Paschi di Siena - Finanziamenti a breve, medio e lungo periodo
 È
stato siglato Mercoledì 5 Marzo a Bari, un importante accordo
operativo tra la Cia Puglia e la Banca Monte dei Paschi di Siena, che
ha la finalità di semplificare e facilitare l'accesso al credito
degli agricoltori pugliesi, in vista anche dei prossimi bandi comunitari
2007-2013.
L'iniziativa prevede un cospicuo plafond per le aziende agricole pugliesi
messo a disposizione da Banca Monte Paschi di Siena per finanziare gli
agricoltori associati alla Cia Puglia.
I finanziamenti delle banche del Gruppo MPS si articoleranno attraverso
tre linee di credito: esigenze di breve, di medio e di lungo periodo.
Ad esse gli agricoltori potranno accedere per soddisfare le necessità
delle proprie imprese: dalle spese ordinarie per la conduzione aziendale
all'acquisto di macchine e bestiame; dagli interventi strutturali per
l'inserimento di nuova tecnologia in azienda anche per favorire l'impianto
di produzione di “autoenergia” elettrica-termica da fonti
rinnovabili (biomasse, biogas, eolica), a quelli per la tutela ambientale,
anche tramite l'attività agrituristica; dallo sviluppo e sostegno
all'imprenditoria giovanile al reimpianto/impianto di colture pluriennali,
come i vigneti, gli uliveti e i frutteti; dalla ricerca all'innovazione,
alla valorizzazione della tipicità e qualità delle produzioni
locali.
L' accordo intende infatti sviluppare uno stretto rapporto di collaborazione,
al fine di sostenere l'economia agricola locale e soprattutto le aziende
impegnate nei cruciali passaggi del mercato globale in vista anche dei
prossimi bandi comunitari 2007-2013.
“Questa iniziativa rappresenta un veicolo importante per la crescita
delle imprese agricole ed agroalimentari pugliesi, al fine di sostenerne
la competitività nei mercati nazionali e internazionali di riferimento”.La
firma dell'accordo avviene in un momento di grande importanza per le
imprese agricole pugliesi che presto dovranno misurarsi con i bandi
del Psr Puglia che con una dotazione di poco meno di 1,5 miliardi di
euro mobiliteranno spese per investimenti per svariati miliardi di euro.
“La possibilità di potere disporre di strumenti finanziari
e creditizi di assoluto interesse, vantaggiosi e idonei per l'accesso
alle misure previste dal piano di sviluppo rurale - ha sottolineato
Antonio Barile, presidente della Cia Puglia - metterà le nostre
aziende associate in una condizione di più facile accessibilità
ai fondi strutturali, ormai unica risorsa per gli investimenti in Puglia”.
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Valanga di offerte
PER FAVORE BASTA!
Dai call center telefonate insistenti
per proposte contrattuali - Spesso, il bidone è dietro l’angolo
Non ne possiamo piu' di essere sommersi dalle
fantasmagoriche offerte di Wind, Tim, 3, Teledue ecc. Ci inondano quotidianamente
con fax , con telefonate dai call center. Tutti hanno prezzi concorrenziali.
Non pagherai piu' il canone , non pagherai scatto alla risposta, gratis
tutte le chiamate verso i numeri tal dei tali, e chi piu' ne ha piu'
ne metta . Sembra che tutti vogliano farci regali. Ma quali regali?
Così recitava una volta un famoso spot televisivo che reclamizzava
una nota marca di gelati. Ma si, è vero, ti offrono gratis nuovissimi
apparecchi cellulari. Ti propongono prezzi da favola per acquistare
ratealmente telefonini dell'ultima generazione . Ti chiamano a tutte
le ore della giornata , alla faccia della tua privacy. I poveri operatori
dei call center poi non sanno nemmeno che in alcune zone delle nostre
città e frazioni non vi sono linee Adsl ed insistono per offrirti
contratti eccezionali. Ed hai voglia tu ad insistere che dove abiti
la linea speciale non c'è. Se poi abbocchi ad un contratto eccellente,
ti accorgi poco dopo che ti fanno un'altra offerta ancora piu' eccezionale.
Ed allora cominci a chiederti come mai i gestori di telefonia delle
diverse ditte ti possono proporre offerte fantastiche mentre il gestore
principale tace . Chi ti sta prendendo in giro? Ed infine ti accorgi
che la tua pazienza ha un limite, che vorresti mandare tutti al diavolo,
eccetto quei bravi ragazzi dei call center che lavorano per pochi centesimi.
E ti accorgi anche che, a furia di ricevere fax, il toner del tuo apparecchio
si è esaurito e che, oltre alla beffa delle offerte fantastiche,
devi sobbarcarti la spesa di acquistare un nuovo toner.
Carmine Gimmi |
SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO PALESTINESE
 Una
atto di coraggiosa resistenza civile si è svolta Domenica 9 Marzo:
il Comitato cittadino per il dialogo interculturale ha riunito, in Piazza
Ciaia, le anime più sensibili alla tragedia del popolo della
Palestina per condannare l'ennesimo atto di guerra compiuto dall'esercito
israeliano che, nella prima settimana di Marzo, ha invaso la striscia
di Gaza massacrando oltre centotrenta palestinesi (fra cui cinque lattanti).
L'iniziativa si è poi conclusa con una fiaccolata di pace fra
le principali vie dalla città.
Nel gazebo allestito dal Comitato sono stati esposti alcuni scatti fotografici
di straordinaria eloquenza: militari israeliani che deridono compiaciuti
un cadavere palestinese ai loro piedi, abitazioni della Striscia di
Gaza demolite che fanno da tragico sfondo alla disperazione di intere
famiglie e bambini, donne, e semplicemente uomini sanguinanti e morenti
per il fuoco israeliano.
La manifestazione ha poi preso corpo con gli interventi di alcuni sostenitori
della causa palestinese ed ha raggiunto il culmine con la testimonianza
di Fawaz, ragazzo palestinese da qualche tempo in Italia, che ha urlato
la sua commozione chiedendo perché la disperazione del suo popolo
è soffocata dal silenzio più totale di tutti paesi occidentali
e di gran parte di quelli arabi.Agli interrogativi strazianti di Fawaz
ha dato alcune risposte il prof. Antonio Moscato che, nell'intervento
conclusivo, ha commentato la politica aggressiva ed imperialista del
governo israeliano ed ha denunciato l'appoggio incondizionato di cui
questo gode da parte di tutti i paesi “avanzati” e, fra
questi, soprattutto dell'Italia, nella quale, ha sottolineato veemente
il professore, neanche la sedicente sinistra “radicale”
è stata capace, dopo questi ultimi bombardamenti, di una condanna
chiara ed incondizionata.
Giangi Tagliente |
Stranieri fasanesizzati
IL CUORE ITALIANO
Il punto di vista sulla nostra città
e i suoi costumi di Fawaz, palestinese e Willie, californiano.
 È
bastato un semplice caffè per aprire la mente: una chiacchierata
al centro del mondo. È straordinario anche in una piccola cittadina
si possano incrociare culture diverse. Fawaz Sharawi, ragazzo palestinese,
e Willie Wilson, un alto uomo californiano, ci raccontano i loro pensieri
e le loro storie: mondi diversi a confronto.
In quale circostanza sei arrivato a Fasano?
Fawaz: Sono venuto a Fasano per la prima volta come rappresentante della
Mezza Luna Palestinese per il campo internazionale di Croce Rossa “Atlantis
2005”. Poi una seconda volta per un piccolo viaggio da solo. In
questa occasione ho avuto modo di far conoscere la storia di mio fratello
Refat, vittima di guerra, che ha potuto sostenere un intervento chirurgico
proprio qui in Puglia.
Willie: Io semplicemente giocavo a pallavolo. Questo sport mi ha portato
a viaggiare parecchio, soprattutto in Italia. Sono stato in molte città
italiane tra cui appunto Fasano dove mi trovo benissimo.
Come ti ha accolto Fasano?
Fawaz: Mi sono trovato subito molto bene. Qui la gente è simpatica,
calorosa, molto ospitale. Mi sono sentito subito a casa insomma.
Willie: Alla grande! Ho trovato subito molti amici anche grazie al fatto
che suono il bongo in alcuni locali.
Qual è la persona che ti ha accolto meglio?
Fawaz: Tonio Leone, senza dubbio. Tonio mi ha fornito tutti i tipi di
aiuto fino ad ora. Nessuna parola potrebbe esprimere il mio ringraziamento.
Se ci fossero altre persone come Tonio il mondo sarebbe diverso. Mi
ha regalato la sua amicizia. E per una persona lontana da casa è
difficile trovare subito qualcuno pronto ad offrire se stesso.
Willie: Più persone... In ventotto anni qui in Italia mi è
successo tanto. Ho certamente ricevuto un aiuto particolare. Ma non
voglio dire di chi si tratta.
Ci sono affinità tra l'Italia e il tuo paese?
Fawaz: Molte. Certamente il calore della gente e l'ospitalità.
Poi anche l'attenzione per la tradizione, per le feste di paese: ecco
perché mi sono sentito subito a casa. Vi dirò: anche alcune
espressioni del dialetto fasanese sembrano ricordare la mia lingua.
Willie: La California e l'Italia sono due realtà opposte. Forse
l'unica cosa è la simpatia della gente. Che non è poco.
Qual è la principale differenza?
Fawaz: Non ci sono grandi differenze. A volte penso che l'unica sia
solo la lingua.
Willie: La California è uno stato molto grande, una realtà
dispersiva. Italia invece è più familiare, nel senso che
è composta da piccoli centri dove si può avere un contatto
diretto e sincero con le persone.
Racconta allora un po' la vita nel tuo paese.
Fawaz: Parlare della Palestina mi rende ogni volta abbastanza triste
ma allo stesso tempo sempre più forte. L'immagine della Palestina
è in continuo cambiamento: si pensa che sia un paese terrorista,
arretrato, sempre in conflitto. Ma in realtà è un paese
dalla grande cultura e ospitalità. C'è il sole, c'è
il mare... Io amo il mare. Ma purtroppo il mare palestinese non l'ho
mai potuto vedere per problemi politici. In Palestina non puoi muoverti
liberamente, non puoi prendere un caffè ranquillamente o andare
al mare appunto. Ecco perché mi piace qui: posso esser libero
col mio tempo. Spero che la gente capisca il dolore palestinese, il
dolore di un paese sotto colonizzazione. Mi piacerebbe vedere finalmente
il mio paese in pace. Ma non quella pace solo diplomatica. La pace che
vorre io comincia quando si comincia a parlare la lingua dell'occhio,
del corpo, dell'amore: la lingua del mondo, insomma.
Willie: La California è un paese no stop, sempre in movimento.
Non si ha nemmeno tempo per conoscere tranquillamente le persone, per
avere un contatto diretto. Noi non abbiamo una cultura vera e propria,
anche se il sentimento nazionale è comunque molto forte. Sia
perché siamo geograficamente un po' isolati negli USA, sia perché
l'americano non vive la sua città: guarda la tv, legge i giornali
e pensa che la vita sia tutta lì. Ma in molti casi la realtà
è ben diversa. In America si lavora tutto il giorno. Per questo
non c'è nemmeno tempo per la cucina. Si parla di cibo in scatola
da noi, quello pronto in due-tre minuti. Ma quando arriva il week-and,
almeno in California ci concediamo un po' di divertimento.
Cosa ti manca maggiormente del tuo paese?
Fawaz: I miei amici certamente e soprattutto la mia famiglia. Mi piacerebbe
tornarci per un viaggio. Sono due anni che non torno. Ma è molto
difficile. E poi vorrei vedere finalmente la Palestina ballare, cantare,
scrivere la storia con una penna di pace.
Willie: Al volo direi proprio niente. Forse solo l'organizzazione. La
burocrazia italiana è in questo senso troppo tranquilla. Da noi
le cose si fanno subito.
Cosa ti manca invece dell'Italia quando te ne allontani?
Fawaz: Certamente la mentalità, il cuore italiano. E soprattutto
il sorriso della gente. Non mi sento tanto straniero qui.
Willie: Soprattutto la tranquillità. E poi l'ospitalità,
la familiarità. Per non parlare del cibo, ovviamente!
C'è mai stato nei tuoi confronti un certo sentimento
di lontananza da parte degli altri, di diffidenza?
Fawaz: No, da parte della gente no. Forse a livello burocratico mi sento
davvero troppo straniero. Insomma al momento non posso uscire dall'Italia,
non posso nemmeno lavorare perché sto aspettando da più
di un anno dei documenti. E questo mi rende meno libero.
Willie: No, non mi è mai successo. Forse solo da parte dei bambini.
Ma semplicemente perché sono troppo alto!
Cosa pensi manchi a Fasano per diventare una città più
aperta all'accoglienza, multietnica?
Fawaz: Fasano ha bisogno di molto. Soprattutto i giovani dovrebbero
aprirsi di più verso l'altro e dovrebbero lavorare per il proprio
territorio. Quando infatti si progetta qualcosa per il proprio paese
si avverte di più il senso di appartenenza. I giovani qui fuggono:
e questo è un problema importante.
Willie: È vero i giovani qui vogliono fuggire. Ma io penso che
le idee ci sono. Magari mancano i mezzi. Ci sono molti ostacoli che
si dovrebbero superare, prima di tutto in Italia la lentezza della burocrazia
che non permette nemmeno ai giovani di progettare il proprio futuro.
Cosa manca all'Italia invece?
Fawaz: Manca molto eppure non tanto. L'Italia dovrebbe esser soprattutto
più unita dal punto di vista politico: ci sono troppe diversità.
E poi si dovrebbe educare all'accoglienza già nella scuola. Perché
qui l'italiano sente lo straniero.
Willie: Gli italiani sono già da sé tolleranti. Penso
che la vera questione sia la sicurezza degli italiani. Sotto questo
aspetto sembra quasi esserci una specie di menefreghismo istituzionale.
c'è poco controllo dell'immigrazione.
Francesca Radesco
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Intervista a Roberto Zizzi
QUANDO L’ENERGIA PARLA VERDE
L'analisi del territorio e dell'esistente”
– Le energie alternative – Lo studio di fattibilità-
La proposta del texano all'amministrazione comunale di Fasano
 Il
tema ambientale è quanto mai attuale anche nel nostro territorio
e, tra le soluzioni sostenibili, vi è la produzione di energie
alternative. Per analizzare questo aspetto abbiamo intervistato Roberto
Zizzi, tecnico ambientale e direttore dell'azienda “Beta s.r.l.”
(società che dal 1997 si occupa di biomasse energetiche e tecnologie
ambientali e che collabora con l'Istituto Progesa della Facoltà
di Agraria di Bari, ed il Cnr-Irsa di Bari per progetti in tali settori).
Sig. Zizzi, quali sono le varie soluzioni tecniche attualmente
esistenti per la produzione di energia verde?
“La prima cosa da precisare è che si parli di vere fonti
rinnovabili, ovvero le uniche riconosciute dalla Direttiva europea 2001/77
(solare, eolico, geotermico e biomasse agricole vegetali ed organiche),
con assoluta esclusione dei rifiuti e dei combustibili derivanti dai
rifiuti, come purtroppo in Italia si era cercato di introdurre attraverso
un decreto nazionale durante la legislatura del Governo Berlusconi.
Il punto di partenza per ottenere il migliore sfruttamento di queste
risorse è l'analisi del territorio e dell'esistente, al fine
di valorizzare dapprima le risorse endogene del territorio stesso, prima
di valutare l'installazione di qualsiasi ulteriore impianto, che potrebbe
risultare estraneo o avulso dalla realtà che deve accoglierlo".
Quale potrebbe essere il punto di partenza, sul piano operativo,
nel nostro territorio?
“Gli impianti devono essere quanto più integrati sia nel
contesto produttivo che nel contesto ambientale e paesaggistico. Ad
esempio, sul nostro territorio spicca agli occhi del turista la valenza
ambientale e paesaggistica degli ulivi ultrasecolari. Ciò comporta
da una parte i vantaggi del potenziale turistico e della produzione
di olio d'oliva e, dall'altra, le problematiche connesse allo smaltimento
dei sottoprodotti di tale contesto produttivo (acque reflue, sanse umide
e “cascami di potatura”)".
Qualcosa è stato fatto?
“Già nel 1995 personalmente mi ero occupato di questa analisi
sul territorio di Fasano. Insieme alla Facoltà di Agraria, al
C.N.R. di Bari e all'O.S.C.A.P. di Pezze di Greco stavamo valutando
la possibilità di valorizzare gli scarti olivicoli (cascame di
potatura) ed oleari (sanse ed acque di vegetazione); ci furono delle
prove tecniche nel sansificio che diedero buoni risultati e, dai quali,
scaturì anche un brevetto industriale. Nei mesi scorsi, con un'importante
associazione di produttori olivicoli ed oleari presente sul territorio,
abbiamo riproposto il progetto, al Ministero dell'Agricoltura in un
bando che finanziava studi di fattibilità, ed a cui hanno partecipato
circa milletrecento proposte da tutta Italia. L'iniziativa ha ottenuto
l'approvazione (classificandosi tra i primi in graduatoria), per questa
prima fase. Successivamente, se lo studio di fattibilità dimostrerà
a pieno la convenienza ambientale ed economica, rientrerà in
un programma di finanziamento dello stesso Ministero, per la realizzazione
di filiere agro-energetiche.
Un esempio pratico e concreto, anche se in proporzione ridotta, lo stiamo
già realizzando presso una struttura agrituristica del territorio
che una volta ultimato, riuscirà a soddisfare il proprio fabbisogno
energetico (principalmente calore) con l'utilizzo del cascame di potatura
d'olivo proveniente dagli uliveti della stessa azienda".
A proposito di proporzioni, è preferibile puntare a piccoli
o grandi impianti?
“Lo studio di fattibilità finanziato, mirerà a creare,
non un grosso impianto per la produzione di energia, ma una piattaforma
al servizio del contesto produttivo da una parte, e di potenziali e
diffusi piccoli impianti distribuiti sul territorio dall'altra, in grado
di sfruttare nel migliore dei modi (vicino al 100%) il potenziale energetico
che la pianta dell'olivo riesce ad assorbire nel suo ciclo produttivo.
In pratica, è come se ogni ulivo ultrasecolare fosse un accumulatore
di energia al pari dei pannelli solari o delle turbine eoliche, è
come se noi avessimo già un enorme parco solare o eolico già
presente e che non viene valorizzato. Il sistema attuale dei sansifici
e delle grosse centrali a biomassa, come quella realizzata a Monopoli,
riesce a sfruttare solo una piccola parte di tale potenziale (appena
l'8%), mentre tutto il resto viene disperso con un notevole spreco di
risorse ed un notevole impatto ambientale (vedi i sequestri ed i blocchi
produttivi che hanno subito tali impianti un po' in tutta la regione,
ed i recenti problemi connessi allo spandimento in campo delle sanse
umide e delle acque reflue)".
Quali sono i vantaggi economici ed ambientali di simili impianti?
“Dal punto di vista economico, ci sono vantaggi sia a monte, per
il sistema agricolo e produttivo, con la possibilità di usufruire
di servizi a basso costo (ritiro degli scarti e sottoprodotti), sia
a valle con la possibilità di avere prodotti utili allo stesso
ciclo produttivo ed al tessuto imprenditoriale locale (agriturismi,
strutture sportive, piccole imprese ecc.), in grado di utilizzare combustibili
a basso costo per soddisfare i propri fabbisogni energetici (produzione
di calore, freddo, energia elettrica ecc.). Mentre, dal punto di vista
ambientale, con tale sistema innovativo, si andrebbero ad eliminare
tutti gli attuali impatti ed emissioni (fumi, cattivi odori, inquinamento
delle falde acquifere) e si recupererebbe sia il potenziale energetico
(quasi al 100%), sia le acque depurate, sia le sostanze organiche da
riportare ai terreni sottoforma di concimi organici (ammendanti) in
sostituzione dei concimi chimici che come sappiamo contribuiscono al
fenomeno di desertificazione dei nostri terreni".
Sig. Zizzi, qualche anno fa si valutò la possibilità
di impiantare un termovalorizzatore nel territorio del Comune di Fasano.
Ora, leggendo un articolo pubblicato di recente su un quotidiano locale,
apprendiamo che l'amministrazione comunale è in contatto con
un imprenditore texano che vorrebbe impiantare nel nostro territorio
un termovalorizzatore. Considerando il suo interessamento qualche anno
fa alla questione, cosa ne pensa in merito?
“Stento a credere che ci sia ancora qualcuno disposto a valutare
certe iniziative, perché la questione rifiuti và affrontata,
ma nell'ambito di scelte regionali e provinciali. Il fatto che l'iniziativa
si valuti a Fasano mi sembra inopportuno e fuori luogo. Come al solito,
mentre c'è chi pensa e si applica sulle possibili iniziative
positive e migliorative, c'è sempre chi pensa e guarda al profitto
ad ogni costo, compreso il sacrificio del territorio e della popolazione
residente".
Giacomo Mileti
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Rappresentata in Puglia e a Corfù
“L’OPERETTA GHETONIA”
Le tradizioni del Sud che resistono alle
trasformazioni della società - Il piccolo mondo di uno spiazzo
della Grecía - L’intervista al librettista Peppino Palasciano.
 Un'operetta
tutta pugliese ha cominciato a fare il giro dei teatri della regione
per essere poi presentata in quelli della Grecia. Si tratta del progetto
artistico “Ghetonìa” realizzato nell'ambito dell'Interreg
III A Grecia-Italia.
Ghetonìa altro non è che lo spiazzo tra le case salentine
dove si affaccia il vicinato. In questa realtà fisica, durante
la notte magica di San Giovanni, si sviluppa la storia di due innamorati
in un clima di trasformazione della società per l'avvento della
televisione. Fra tradizione e modernismo, prevale la calda umanità
della gente del Sud.
Di come nasce quest'operetta, ne parliamo con l'autore del libretto
, il concittadino Giuseppe Palasciano.
Un operatore culturale che, da circa quarant'anni, produce iniziative
sulle tradizioni e il folclore esaltando, soprattutto, la fasanesità.
Il dott. Palasciano, affettuosamente chiamato dagli amici “Peppe
'u russe” (per la sua capigliatura fulva), è stato il fondatore
de “I Canti del Faso” e l'animatore di numerosi progetti,
oltre che il direttore artistico della “Scamiciata”.
E', altresì, autore di pubblicazioni e saggi in materia di religiosità
popolare e antropologia culturale. E' alla sua seconda operetta, la
prima è stata “La contessa Stracci”.
Come e quando nasce Ghetonìa?
“ Nasce quattro anni fa, subito dopo l'esperienza de La contessa
Stracci e della Ballata sui turchi in occasione del Giugno Fasanese
il cui testo venne musicato dal M° Antonio Vinci. Queste esperienze
mi hanno poi spinto a scrivere un soggetto che avesse come punto di
riferimento un paese del Salento, nella Greca, laddove avvenivano tante
vicende in un preciso momento storico: quello della trasformazione della
società con l'avvento della televisione e si rompono gli equilibri
tradizionali”.
In quanto tempo è stato composto il libretto?
“ Tre mesi. Era un progetto che avevo già in mente, pertanto,
non mi è stato faticoso metterlo in versi”.
Propose subito il lavoro al M° Muolo?
“ No. Innanzitutto affidai il testo a Maria Teresa Marasco per
curarne l'adattamento metrico musicale, un necessario intervento di
competenza specifica che a me manca. Poi, il libretto ormai completato,
mi venne richiesto dal M° Antonio Cericola di Chieti, il quale voleva
realizzare un progetto, per me faraonico, e non se ne fece nulla. Così
proposi il libretto al compositore monopolitano Francesco Muolo, e abbiamo
lavorato benissimo insieme”.
La messa in scena com'è avvenuta?
“ Direi in maniera fortuita. Perché il Conservatorio Tito
Schipa di Lecce doveva realizzare un'operina per un progetto Interreg
Grecia-Puglia e andava alla ricerca di un soggetto che trattasse delle
nostre origini e tradizioni e rapporto mediterraneo. Il M° Muolo,
chiacchierando al Conservatorio leccese, dove insegna, parò di
questo nostro lavoroi già pronto.
Gli chiesero se fosse possibile metterlo in allestimento come progetto
Interreg minore. Nel'arco di quattro mesi l'opera è stata messa
in scena con artisti tutti rigorosamente pugliesi”.
|
| una
finestra sul mondo |
a
cura di Mariangela Turchiarulo |
A
Francesca, Margherita, Mariana, Marilina, Mimmi, Pina… che l'amore
per l'Egitto ci ripaghi di ogni fatica…
Il viso cotto dal sole, i capelli coperti, annodati dal vento, i jeans
impolverati, i piedi scalzi sul tappeto nella moschea di Abou al Abbas,
progettata dall'architetto Mario Rossi…; nella terra che diede
i natali al poeta Giuseppe Ungaretti , al futurista Giuseppe Marinetti…
dove visse la sua infanzia l'attrice Anna Magnani. Sono rapita da questa
città e le giornate sono lunghe ed intense. Piene di incontri
ed eventi strani… coincidenze illogiche e situazioni stravaganti....
Strani contrasti… espressioni di una città cosmopolita,
una volta capitale della cultura nel Mediterraneo. … Lino è
un collezionista di reliquie e cimeli del periodo coloniale: compra
di tutto dai mercatini di Rue Nebi Daniel. E' in pensione, per hobby
fa il piano bar in uno dei migliori ristoranti di Alessandria: il Santa
Lucia. E' lì che lo conosciamo per caso. Jean Yve è il
direttore di un centro di studi internazionale che organizza missioni
archeologiche sottomarine, alla ricerca dei resti della Settima Meraviglia
del Mondo: il Faro di Alessandria. Sulla terrazza del suo ufficio, all'ombra
del canneto, intorno ad una lunga tavolata imbandita, si mangia pesce
e si chiacchiera in italiano, francese, inglese e arabo.
E' qui che incontriamo Paolo: un archeologo orientalista che abita in
una diroccata casa colonica con il parquet in legno lucidato: scava
ad Aboukir, in un'area militare. Yasser è un ricercatore della
biblioteca alessandrina e, con l'aiuto di Stefano, sta organizzando
il quinto anniversario dall'apertura della nuova Biblioteca e le manifestazioni
per il premio Agha Khan. Sul piazzale della Biblioteca le ragazze, con
il burqa ed i libri sotto il braccio, si mescolano a coetanee con jeans
succinti e i-pode nell'orecchie. La città è blindatissima
per l'arrivo del presidente Mubarak: cecchini sui tetti, strade bloccate,
polizia ovunque… movimenti veloci. C'e' un gran caos di macchine
e persone a tutte le ore del giorno e della notte: il canto dei muezzin
risuona tra i clacson e i palazzi neoclassici in stile europeo o addirittura
italiano.
La quinta urbana del lungomare si contamina con quest'opera «extraterrestre»
in vetro e acciaio, progettata da un gruppo di norvegesi, inaugurata
nel 2002 in «memoria» della grande impresa intellettuale
della dinastia tolemaica: la «biblioteca scomparsa», il
Mouseion di Alessandria d'Egitto. Qui si raccolsero non solo tutte le
opere greche, ma dell'intero mondo antico. Il metodo più comune
per acquistare i libri era quello di confiscare le navi che arrivavano
nel porto di Alessandria. I libri presenti a bordo venivano ricopiati
ed i proprietari originari ricevevano una piccola somma in denaro e
la copia stessa. La medesima opera si acquistava anche più volte
perchè una copia mai era identica all'altra. Tolomeo, per comprendere
meglio il suo popolo egiziano, assunse dei sacerdoti per tradurre in
greco tutti i testi religiosi egiziani: pregò il Re di Israele
affinché inviasse dei Farisei di Gerusalemme che potessero tradurre
in greco il Vecchio Testamento. Settanta uomini per settanta giorni
lavorarono per questo fine. I Greci non impararono le lingue dei loro
sudditi ma compresero che per dominarli bisognava capirli, e che capirli
bisognava raccogliere e far tradurre i loro libri. La Biblioteca Alessandrina,
oggi, è un mondo parallelo, una macchina mostruosa che tenta
di evocare il ruolo mitico ed ecumenico di un tempo: un sole che risorge
da un bacino d'acqua artificiale…
Questo simboleggia la sua forma di cilindro tagliato in diagonale. I
grafemi di centoventi alfabeti, scolpiti sulla parete perimetrale in
granito grigio di Assuan, alludono alle collezioni donate da ogni parte
del mondo: «raccogliere in un unico luogo il sapere universale»…
E' l'antico sogno realizzato. Luogo di studio e meditazione, sembra
appartenere più al Nord Europa che all'Africa. Offre un confort
che supera i nostri standards: quattro terrazze digradanti affacciano
su uno spazio aperto illuminato dall'alto e scandito da cento sottilissime
colonne con capitelli a forma di loto: tremila postazioni di studio
di cui trecento multimediali; file interminabili di scaffali per un
milione di volumi; temperatura e umidità controllate per la corretta
conservazione dei libri; testi antichi in formato digitale; quattro
musei, sale congressi, sale per esposizioni; tetto giardino, caffetteria,
bookshop… Ci si dimentica di essere in Egitto... E' qui che ci
rifugiamo per una pausa dal «rumore levantino», dal perenne
maestrale della Corniche (il lungomare) che stordisce.
L'aria iodata, fresca e leggera, che si respira sul lungomare, quasi
mi fa sentire a casa…
La Corniche e' ventilatissima e il nostro albergo, all'ultimo piano
di un vecchio palazzo di fine Ottocento, è completamente esposto
alla brezza marina. Viviamo tra le correnti: appunti e disegni spaginati
danzano nei vortici d'aria. All'interno della città, lontano
dal mare, invece fa caldissimo e l'aria è immobile. L' antico
splendore della città ellenistica, pianificata da Dinocrate nell'angolo
ovest del delta nilotico, e' leggibile ancora in pochi punti…
Questa città, voluta da Alessandro Magno, la si conosce attraverso
la Geografia di Strabone ed i rapporti di scavo polacchi e francesi:
quel che resta, o meglio che si vede, è ben poca cosa e non rende
giustizia dei tempi che furono. L'impressione di quella moderna è
legata ai romanzi di Lawrence Durrell e alle poesie di Costantino Kavafis:
non si può capire Alessandria prescindendo da queste ultime.
Raccontarla a parole è molto difficile: è una città
europea dal fascino decadente di fine Ottocento, collage di frammenti
italiani, francesi, inglesi, greci arrivati in Egitto in seguito ai
moti risorgimentali come esuli o rifugiati politici. Emigrati favoriti
dalle Capitolazioni, da una serie di privilegi economici e politici,
perfettamente integrati nell'opera di modernizzazione ed occidentalizzazione
promossa dal governatore d'Egitto Mohammed Alì, nella prima metà
dell'Ottocento. Fascino… antico splendore offuscato da mostri
multipiano di cemento, senza identità. Una città stretta...
tra il Mar Mediterraneo ed il lago Mareotide; lunga… a tal punto
che oramai può espandersi solo in altezza. La Corniche corre
sinuosa per 21 Km e la passeggiata a mare, nell'arco di dieci anni si
e' trasformata in una grossa arteria di traffico, più simile
ad un'autostrada. E' una città difficile da leggere per i mille
volti che possiede, stratificati nel tempo; per i bombardamenti inglesi
del 1881; per il colpo di stato di Nasser, che ha interrotto ogni contatto
con l'Europa, rispedendo a casa architetti ed ingegneri italiani, che
qui ad Alessandria costituivano, in quegli anni, il 50% dei tecnici
della Municipalità. Italiani d'oltremare, spesso dimenticati,
che importarono il liberty ad Alessandria e a Il Cairo… Italiani…
che trasformarono le strade polverose della terra dei Faraoni in boulevard
europei… Italiani…. che costruirono il Canale di Suez, il
lungomare di Alessandria, il mausoleo di Al Alamein… Italiani…
che furono artefici di una «convivenza pacifica»…
Daniel Fishman, ne Il Chilometro d'oro. Il Mondo perduto degli italiani
d'Egitto, scrive: «In quale posto si possono trovare musulmani,
copti, turchi, cattolici, ciprioti, italiani, inglesi, ebrei, francesi,
marocchini, maltesi, polacchi, circassi, ortodossi, rumeni, russi, sudanesi?
In Egitto, nella prima metà del secolo scorso. Una situazione
oggi utopica, di pacifica convivenza tra razze, etnie, religioni differenti
è quella del cosiddetto «Chilometro d'Oro»: una striscia
di terra nella capitale egiziana… una sorta di laboratorio ante
litteram di una società multiculturale. L'idillio si infrange
nel 1956, allo scoppio della guerra di Suez, quando tutti gli stranieri
del Cairo, “come semi di cocomero”, verranno sputati da
Nasser fuori dal Paese in cui vivevano».
E quanto accade dopo è storia nota… |
Se vuoi
raccontare dalle pagine del Menante la tua esperienza di viaggio e/o
pubblicarne una foto significativa: CONTATTACI |
| Minchiate
e facezie |
IL RITORNO DI LAZZARO
testo di Nicola Fiume - vignette di Cosimo
Rosati
Un giorno si presentò
alla porta della casa di Gesù una donna e disse:
- “Lazzaro è morto!”
- “Un'altra volta!? – disse Gesù - … com'è
possibile?! … è la terza volta questa settimana e stiamo
ancora a giovedì! … ma come fa?” – disse poi
rivolto alla donna.
- “Quello… è il lavoro!” – disse poi
rivolto alla donna.
- “Ma
quando mai! – fece Gesù -
… e da quando il lavoro ammazza la gente?!
… non sarà mica un lavoro pericoloso? … che lavoro
fa?”
La donna rispose: “Pulisce i vetri delle finestre …”
- “E come cacchio fa a morire così spesso?!” –
Gesù sbraitò interrompendo la signora.
- “Signò, fammi finire! – disse lei - … lavora
agli ultimi piani dei grattacieli.”
- “E la cintura di sicurezza se la mette almeno?”
- “Macchè!
… io glielo dico sempre: … mettiti la cintura, mettiti la
cintura … che se no cadi.
Ma è tosta la capa! … dice che gli stringe allo stomaco
e che perde fiato.”
- “E per non perdere fiato lui devo perdere tutto questo tempo
io!? Ogni volta quindici chilometri a piedi per andare fino al cimitero,
poi non mi ricordo mai dove cavolo lo seppelliscono … che poi
… ogni volta lo seppelliscono in un posto diverso! … almeno
ditegli di seppellirlo sempre nello stesso posto che io tutto questo
tempo da perdere non ce l'ho! Anzi, fate una cosa … la prossima
volta che muore tenetevelo a casa che io vengo direttamente là
che è più vicino. E poi… ditegli un'altra cosa …
quanto deve durare sta' storia? … che si stesse più attento!
… quello con la scusa che c'ha l'amico che risuscita i morti non
mette mai attenzione a quello che fa: … e una volta si tuffa in
piscina e si scorda che non sa nuotare … e un'altra volta si mette
a lavare il frigorifero senza staccare la corrente. L'ultima volta poi
… si è sparato un colpo in testa perché stava pulendo
la pistola… Io non dico che non le deve pulire la pistola …
ma scaricala prima e che cavolo! … o almeno voltala a un'altra
parte la canna della pistola , imbecille! … E poi ditegli che
deve guardare a destra e a sinistra e a sinistra quando attraversa la
strada: sono già tre volte che è finito sotto a una macchina!
… Comunque signo', facciamo una cosa che è meglio…
qua sta' sto bottiglione da due litri con l'acqua santa… prendete!
D'ora
in poi, ogni volta che muore, dieci gocce di acqua santa sulla fronte
e dite ad alta voce: Lazzaro, alzati e cammina!…
avete capito? … così ve lo risuscitate voi e io risparmio
tutta quella strada a piedi. Quando il bottiglione sta per finire …
e succederà presto…. Se quello sciagurato non metterà
la testa a posto, tornate qua che vi do un altro poco di acqua santa!”
Poi, dopo qualche anno Gesù morì, ma l'acqua santa l'aveva
consumata tutta Lazzaro. |
| Tra
il serio e il faceto |
I dubbi dubbi e altro di Nicola Fiume
Sperimentato
Il miglior tuo amico sei tu.
Oggi sposi
Lui disse: “Mi vuoi sposare?”
Lei rispose: “Fammi chiedere prima a mio marito!”
Incredibile!
... i rapinatori spedirono un orecchio dell’ostaggio, dopo un
mese ne spedirono un altro, di nuovo il sinistro...
Dubbi idraulici
Se il lavandino corre... perché la vasca da bagno sta ferma?
Trasporti
Se la verità sta nel mezzo ditemi almeno se è un mezzo
pubblico o privato.
Dubbi eticogeometrici
Se... la retta via!
... almeno il segmento me lo posso tenere?
Riflessione seria n. 2 (da tenere sempre a mente)
La parola è il miglior strumento che abbiamo per capire quanto
sarebbe opportuno stare zitti.
Dubbi matematici
Se 9x7 è una moltiplicazione... 3x2 è una pochiplicazione?
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AGENTE BUENDIA, DALLA RUSSIA CON AMORE |
 “Un giornale importante come il Menante, non può mancare di trattare un argomento cruciale come l'indipendenza del Kosovo”. Queste sono state le parole con cui il Direttore del nostro mensile mi ha annunciato la mia missione all'estero. “Mi preparo immediatamente a partire per Prishtina” ho annunciato orgoglioso al canuto veterano del giornalismo fasanese. Ci sono rimasto male quando mi ha detto “all'ous tou, n'ha capeit nudd (trad. dal kosovaro: come al solito non hai capito niente)”. “Il problema non è il Kosovo in se e per se, ma la presa di posizione della Russia che, appoggiando la Serbia, minaccia un conflitto planetario. Quindi bisogna andare ad intervistare Putin”. Sapendo che il su menzionato ex dirigente dei servizi segreti sovietici risulta annoverato tra gli amici di tale Berlusconi Silvio (tessera P2 n° 1816) col nome in codice l'amico Vladìmir, ho cercato di dribblare il mandato conferitomi avvalendomi della circostanza della sua imminente sostituzione con altro presidente (prestanome si direbbe in altri ambienti). Ma il Direttore non lo freghi così facilmente, infatti mi ha prontamente tacitato: “Tanto chi comanderà sarà sempre lui e poi, come disse un socialista di lungo corso, so tutt nà razz”. Ovviamente, grazie alla notorietà acquisita dal nostro giornale, non ci è stato difficile spuntare un appuntamento all'uomo forte di Mosca. Di conseguenza sono partito per la capitale russa. La combinazione ha voluto che sulla città del Cremlino imperversasse una tempesta di neve. Il vecchio Yliushin dell'Aeroflot ha dovuto rinunciare all'atterraggio a Mosca ed è stato dirottato su Yaroslavl, circa 300 km più a nord, nell'immensa pianura sarmatica. Giunti all'aeroporto di Yaroslavl, con mio grande stupore riconosco un volto conosciuto nella bella signora bionda addetta allo smistamento dei passeggeri in transito. Non potevo credere ai miei occhi: la mia cara amica Nadja. Avevo conosciuto Nadja circa vent'anni fa, all'epoca della perestrojka di Gorbaciov. Lei, allora giovane universitaria, venne nel nostro paese per imparare l'italiano nell'ambito di uno scambio culturale. Ci conoscemmo e la ospitai a Fasano. La mia gioia nel rivederla dopo vent'anni, cambiata pochissimo, è stata ulteriormente incrementata dal fatto che, vistomi perso, ho accettato la sua ospitalità “Aureliano, vieni casa mia e domani, quando finisce neve, ti truova io aereo per Moskva”. La cara Nadja vive da sola in una casa in periferia, praticamente in campagna, tra boschi di betulle che convivono con la neve per circa sei mesi l'anno. Mentre prepara la cena, ovviamente a base di minestra di cavolo, mi racconta di un matrimonio finito, del lavoro abbastanza ben pagato all'aeroporto, e della passione per l'Italia che l'è rimasta. Accende la TV e si sintonizza su un canale italiano. Potenza dei satelliti, io a Fasano, a causa della mia tirchieria, al massimo prendo Teletrullo. Mi spiega che così si tiene in allenamento con l'italiano, anche se a Yaroslavl italiani ne arrivano pochi. Mentre ci sediamo a tavola, Nadja attira la mia attenzione (provvisoriamente dedicata alla sua scollatura) sulla televisione “gvarda” mi fa, “kvela strada io ricorda bene, noi prendevamo per inghianare alla Selva, da?”. La cara Nadja ricorda ancora qualche parola di fasanese, che cara. Ed effettivamente quella strada sembrava proprio quella che porta alla Selva di Fasano. “Ah, ti ricordi di quando inghianavamo alla Selva?“ e lei “Da, e anche quando andavamo ad inghianare in riva a mare, quante inghianate che abbiamo fatto, vero?” penso che a questo punto potrei lasciare il brodo e passare al sodo ma lei continua a guardare la TV. “E kvelo non è comune di Fasano? Io ricorda, anche se lì non abbiamo inghianato”. Sì, forse è proprio Fasano. “Ma allora kvelo signore che non si vede sua faccia è sindaco di Fasano?”. “Di Bari?” “Ah, è sindaco di Bari però sta nello comune di Fasano? Sempre strani italiani. Ma kvelo signore che fa finta di essere russo è troppo finto, come fa a credere che lui russo? E come possibile che finto russo offre soldi e lui non manda via con calci in suo puciòk? Dai, kvesto film è troppo buffo, loro d'accordo per fare noi scherzo, vero?”. “Certamente” commento io con un certo imbarazzo, ripromettendomi di chiedere in seguito la traduzione di puciòk. Il “film” prosegue ed entra in scena un presunto giornalista, anche qui Nadja ha da commentare “Come possibile che giornalista, come nostra Anna Politovskaja che è morta per dire verità, invece lavora per convincere gente che casinò è buono? Giornalismo deve dire verità Nero su Bianco. Se togli Nero di verità resta solo Bianco”. “Appunto” è il massimo che mi sento di aggiungere. “E kvesto altro attore chi rappresenta? Uno senatore di Italia? E pure lui vuole prendere soldi di finto russo per fare kvelo casinò? Ma kvesto film è troppo di fantasia, mai a tuo paese può succedere cosa così, gente di Fasano farebbe loro uno puciòk tanto grosso” e nel dire puciòk fa un gesto con le mani a cerchio che rende inutile chiedere la traduzione. Mentre Nadja lava i piatti, penso mestamente a cosa ho visto e immagino ancora più mestamente cosa starà avvenendo a Fasano: gente che s'indignerà ma tanta altra (troppa) che dirà che in fin dei conti così fanno tutti; qualcuno smetterà di leggere i giornali dove non c'è il Nero ma solo il Bianco mentre altri applaudiranno pseudo scuse in consiglio comunale; un senatore cederà il posto ad un altro come lui; qualcuno chiederà che si difenda (in tutte le opportune sedi, mi raccomando) il buon nome di Fasano. Mi predispongo ad accucciarmi sul divano ma non ne ho il tempo. Anche nella pianura sarmatica, dove non ci sono colline, capita di fare delle inghianate. Non so se torno a Fasano, non credo ne valga la pena. E anche l'intervista a Putin, in fin dei conti non è poi così urgente.
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Il libro presentato al Comune
STORIE SULL’ADRIATICO SELVAGGIO
L’autrice, raccontando di Sara,
rende omaggio alle donne dei pescatori - Il romanzo è ambientato
in Abruzzo
Domenica 24 febbraio nella sala di
rappresentanza del Palazzo di Città è stato presentato
da Michele Suma il secondo romanzo di Cristina Mosca. Il titolo “e
donne infreddolite negli scialli” riprende un verso della nota
canzone di Tozzi e Raf “Gente di Mare”. E' un romanzo accattivante
che, intorno alla figura della protagonista Sara, una giornalista di
una TV privata abruzzese, fa ruotare vicende e sentimenti.
Cristina Mosca, nata a Giulianova nel 1980, insegna lingue a Pescara,
dove vive e fa la giornalista. E' alla sua terza opera, aveva già
scritto un libro di poesie e un romanzo,” Chissà se verrà
alla mia festa”, col quale nel 2005 ha vinto il premio “Valerio
Gentile”.
I due romanzi sono stati éditi da Schena.
Di seguito pubblichiamo una riflessione della nostra collaboratrice
Anna Maria Mileti.
 La
scrittura di Cristina Mosca parla di scialli di pirandelliana memoria.
Parla di attese come “L'attesa di quattro donne” di Elena
Loewenthal.
Ricorda il film “Quattro donne aspettano” tratto dal romanzo
di James Michener.
Una scrittura da cui emergono alla mente le ombre oscure fluttuanti
di volti di donne, avvolti nello scialle nero, le Fate acquatiche di
Klimt.
E le donne del Sud perdute a vivere.
Tutte storie che ci riguardano. Non solo le donne. Ci riguardano.
Noi che viviamo in un'epoca così tormentata in cui tante donne
di tutti i paesi, madri, figlie, mogli aspettano il ritorno di quei
ragazzi e di quelle ragazze, soldati e ufficiali, mandati a fare una
guerra giusta. In Afghanistan, in Iraq, ovunque occorre esportare la
nostra insuperabile democrazia.
Tutti a liquidare il feudalesimo e a costruire una società felice,
come la nostra.
In questi ultimi anni non si erano mai viste, però, tante atrocità,
tante immagini di cadaveri spogliati, di teste mozzate, di stelle incise
sulla schiena e sul ventre. Tante bare, tante bandiere arrotolate o
sventolate ai venti vuoti di spirito; tante folle inebriate di furori
mistici collettivistici.
Attendono molte donne con coraggio, rabbia e caparbietà di sopravvivere
alle guerre degli uomini; attendono di ritornare a vedere i loro figli
e le loro figlie di questi sistemi che li hanno portato a prendere sul
serio i proclami “religiosi” e “politici” pieni
di rabbia furente. Li attendono non più però con gli stivali
neri, lucenti e macchiati di sangue.
Le donne coraggiose attendono di ridare la vita ai loro figli e alle
figlie dell'Islam che subiscono soprusi, minacce, lapidazioni e sgozzamenti
dai gendarmi di una fede “mimata”, asservita alla politica
della violenza che diventa con l'usurpazione delle funzioni e dei ruoli
specificatamente religiosi “politica della salvezza”. E
i padri, i fratelli, i mariti padroni-aguzzini assassinano.
Anche le donne svendute che si sono lasciate travisare la loro cultura
e la loro fede, assassinano.
Dove sono finite le nostre femministe che hanno fatto carriera e che
non aprono più la bocca per protestare contro le impiccagioni
in Iran; che non hanno mai detto una parola sulle stragi dei bambini
ebrei, africani.
Ogni tanto ci si ricorda dei bambini palestinesi perché queste
creature morte costituiscono un ottimo collante per i dissidi della
sinistra italiana. Bambini-scudo mandati alla morte e con disprezzo
mascherati prima dalle loro stesse madri e padri come “martiri”.
Ogni tanto ci si ricorda dei bambini palestinesi perché queste
creature morte costituiscono un ottimo collante per i dissidi della
sinistra italiana. Bambini-scudo mandati alla morte e con disprezzo
mascherati prima dalle loro stesse madri e padri come “martiri”.
Quei bambini, tutti e tutti eguali ci guardano con i loro occhi verdi,
neri, azzurri, marroni, inespressivi e insensibili all'odore della polvere
da sparo.
Cosa aspettano gli scialli di tutte le donne del mondo a tornare ora,
ora ad avvolgere tutti i figli per riscaldare i loro cuori pesanti come
le pietre e i loro occhi come biglie che presto ci tempesteranno di
domande, la prima: Sai dirmi perché?
Ricorda spesso la giovane Mosca nel suo romanzo che c'è la morte,
improvvisa, banale.
Le donne conoscono prima di ogni altri le due potenze di Thánatos
e Bíos. Il corpo delle donne è più di ogni altro
il luogo dello scontro tra due potenze, ampiamente luminose, che si
contendono il possesso delle creature.
Le donne possono scendere a patti con queste due potenze, il cui stretto
rapporto di lotta non può essere disconosciuto da nessuno. Possono
parteggiare per l'uno o per l'altro; sono nella condizione di scegliere
di vivere o di morire e di fare vivere o morire.
Di fronte a questa scelta angosciosa e condizionata da determinazioni
causali si eleva la concezione paleotestamentaria in cui YHWH è
l'indiscusso Signore della vita e della morte.
Anna Maria Mileti
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Nel romanzo di Andrea Nao
LE PASSIONI ROMANE
Le donne, i cardinali, le risse, i palazzi
del potere – I contrasti violenti di Michelangelo Merisi –
Il libro édito da Schena, vincitore del X Premio Gentile
 Andrea
Nao, ci riprova, e questa volta vince. Nel 2005, con il suo primo romanzo,
' 6 bella', si classificò secondo alla IX edizione del Premio
Internazionale di Narrativa “Valerio Gentile”. Nel 2007,
con 'Le prostitute di Caravaggio', vince la decima edizione. Padovano,
direttore artistico, regista e responsabile della programmazione teatrale
del 'Piccolo Teatro' di Padova, già autore del dramma 'Piano...forte...',
Andrea Nao, in questo suo ultimo lavoro si è ispirato ai giorni
romani di Michelangelo Merisi, da Caravaggio. L'autore usa un impianto
narrativo composto da più 'io-narranti', tecnica vicina al mondo
del teatro, che suscita nel lettore una rapida immedesimazione con la
situazione e con i personaggi che da protagonisti, di volta in volta,
parlano raccontando. Così come su un palcoscenico mentale ecco
che si materializzano poveracci e nobili, per popolare le strade e le
botteghe della Roma dello Stato Pontificio, con a capo papa Sisto X
al quale succederà Clemente VIII, sono gli ultimi anni del 1500
e i primi del '600. Una Roma sudicia e sfarzosa, una Roma meschina e
ipocrita ma anche vera e libera dove anche il papa ha la sua puttana
personale e non se ne vergogna, e così il suo seguito di cardinali.
Ma anche la Roma della bellezza artistica, la Roma di Michelangelo Buonarroti.
Il romanzo di Nao è un susseguirsi di immagini, di eccitanti
emozioni, di appassionate pennellate. Le righe bianche e nere si colorano
di effetti luminosi ritmati sulle onde di colore che Caravaggio butta
sulle sue tele per creare i suoi famosi contrasti di luce. Rivoluzionario,
iracondo di una rabbia che sfocia nella violenza come atto estremo di
chi sa di possedere grandi potenzialità e qualità, ma
sa anche che i tempi non sono ancora pronti per accettarlo. I soggetti
delle tele di Caravaggio sono comuni mortali, gente semplice con le
gambe scoperte, i capelli scompigliati e le unghie sporche, in contrasto
con i soggetti paludati voluti dal clero. Lungo tutto il racconto il
lettore sembra stare costantemente sul filo del rasoio: un momento tifa
per Caravaggio che si beffa di un signorotto, il momento dopo inorridisce
innanzi alla sistematica violenza, e ancora dopo è trasportato
sulle onde dolci di un idillio d'amore. Così come nei suoi quadri,
Caravaggio vuole essere uno specchio per i suoi personaggi che si rivedono
nelle tele filtrate dai suoi occhi (esempi meravigliosi 'La maddalena
pentita, o 'Il ragazzo con la cesta di frutta '); così è
questo lavoro per Andrea Nao, che con le parole, crea una immagine di
un'epoca che, nonostante tutto, rimane esaltante.
Maria Teresa Cocozza di Montanara
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IL FIGLIO DI GIULIETTA E ROMEO
Un amore romantico e passionale tra giraffe
- Il fascino di nonno Amedeo - Pippo l'aspirante capobranco, un tantino
prepotente, rischia l'allontanamento
 Non
sono ancora venuta al mondo, ma lo farò presto. In giro si mormora
che vedrò la luce del sole tra poco giorni. Tutti si aspettano
che nasca per il quindici marzo. Sarò, anzi sono un cucciolo
di giraffa. La mia è una storia molto romantica, e per voi umani
lo sarà ancor di più perché i miei genitori si
chiamano Romeo e Giulietta, come i protagonista di un'antica storia,
scritta da un individuo della vostra specie nato in un paese che voi
chiamate Inghilterra, ma mentre quest'ultima finisce in tragedia, la
mia ha avuto un lieto fine, che sono e sarò io. Tutto ha inizio
nel lontano 1986, quando allo ZooSafari di Fasano arriva Amedeo, un
grosso maschio di giraffa, bello, aitante con un collo alto più
di sei metri. Insieme ad Amedeo giunge allo zoo anche un gruppetto di
giraffe femmine. Ma Amedeo è una giraffa un po' speciale, lui
cerca l'amore, quello vero, non si può accoppiare con una giraffa
qualsiasi, deve essere quella giusta, quella che appena la guardi nei
suoi grandi occhi dolci, ti colpisce il cuore con una raffica di emozioni
e palpitazioni. Amedeo aspetta. Le giraffe che vivono con lui, lo corteggiano
e cercano di conquistarlo, ma lui resta fermo nelle sue convinzioni.
Aspetta la sua metà, si accoppierà solo con la giraffa
che riconoscerà come sua compagna L'anno della svolta fu il millenovecentonovantadue.
Secondo alcuni animali, gli uomini dello zoo avevano intuito che bisogna
fare qualcosa per le giraffe, avevano notato che avevano l'aria triste
e soprattuto non si accoppiavano durante la stagione dell'amore e di
conseguenza non nascevano cuccioli. Così, una bella mattina di
inizio primavera, nello zoo c'era silenzio, molti animali ancora dormivano,
gli uccellini avevano appena iniziato a cantare al nuovo giorno, albeggiava,
quando con grande eleganza e portamento due giraffe mai viste prima
si avvicinavano al recinto di Amedeo. Noi giraffe dormiamo poco e stiamo
sempre nel dormiveglia, perché non abbiamo una posizione comoda
per dormire, ci accucciamo sulle zampe ma il nostro collo resta ben
dritto. Quindi, appena sentirono un movimento di passi conosciuto, tutte
le giraffe del gruppo aprirono gli occhi e videro Carla e Sara, due
esemplari della nostra specie che sarebbero entrate a far parte nel
branco. L'attesa di Amedeo era finalmente finita. Il suo cuore inizio
a battere più forte, le zampe gli tremavano e aveva un groppo
alla gola. Era lei, finalmente l'aveva trovata, il fato era stato benevolo
con lui e gli aveva offerto la possibilità di unirsi alla sua
compagna di vita. C'era una possibilità su cento che si potessero
incontrare, ora quella possibilità era reale, la sua costanza
era stata premiata. Era Sara la sua metà. Quella stagione fu
indimenticabile per le giraffe dello zoo. Quell'anno diede inizio alla
nostra stirpe di giraffe, un po' particolari. La mia mamma, Giulietta
è nata nel duemilauno, il mio papà, Romeo è molto
innamorato di lei, l'esempio di Amedeo e di Sara ha contagiato un po'
tutto il branco. Anche al mio papà è successa una cosa
simile, anche lui ha dovuto conquistarsi la mia mamma. Romeo era stato
promesso ad un'altra giraffa, di nome Nicol, ma lui guardava sempre
la mia mamma, e trovava mille scuse per rimandare l'accoppiamento con
Nicol. Gli anziani del gruppo se ne accorsero e decisero di tenerli
separati e lontani il più possibile, avevano sentito un vecchio
detto umano che recita: lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Ma l'amore,
quello vero, vince sempre e sconfigge ogni ostacolo. Così quella
separazione forzata non dette gli effetti sperati, anzi alimentò
il desiderio nelle due giovani giraffe. Un mattino di quindici mesi
fa, Romeo senza far alcun rumore raggiunge Giulietta, la sveglia dolcemente
e le dichiara il suo amore. Il frutto di quel mattino sono io. Devo
dire che stare nel pancione di mamma è bello, scopri tante cose
che altrimenti a noi piccini non raccontano, ma ora mi sento un po'
stretto, sono cresciuto troppo e non ci sto più tanto comodo
qui dentro, inoltre muoio dalla curiosità di vedere il mondo,
i miei genitori, tutto il branco. Sono solo un po' preoccupato del momento
in cui dovrò passare per questo stretto corridoio buio. Bah!
Speriamo bene! Io sento che mi bevo mettere in posizione e infilare
prima le zampe davanti e la testa, una volta passata quella è
fatta il resto vien fuori da solo. Spero solo che gli uomini dello zoo
mi mettano un bel po' di paglia per l'atterraggio. Già! Perché
una volta uscito farò un volo di due metri, la mia mamma partorisce
in piedi e le sue zampe sono tanto alte. Appena nasco mi metto subito
in piedi e faccio una grande bevuta di latte della mamma, non vedo l'ora
di assaggiarlo. Ho anche premura di nascere perché voglio conoscere
Pippo, un grande maschio, figlio di Carla, la mamma del mio papà
Romeo, che vuole prendere lui il comando del branco e spesso lotta con
Amedeo. Le nostre lotte per voi umani sono molto suggestive da osservare,
lottiamo contorcendo e incrociando il collo, tiriamo calci non solo
avanti e in dietro ma anche di lato, a voi sembrano delle danze rituali
perché il tutto vi appare in modo elegante e per niente aggressivo.
L'altro giorno ho sentito mio padre e mia madre che parlavano di Pippo
e del fatto che gli uomini dello zoo vogliono trasferirlo in un altro
giardino, preoccupati che si possano far male nelle battaglie. Adesso
sono un po' stanco, sono sempre un neonato, anzi lo sarò a giorni,
perciò è meglio recuperare un po' di energia con un ricco
sonnellino. Ci vediamo presto.
Maria Teresa Cocozza di Montanara
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CHI HA VISTO TOTO’?
 Sono
ormai più di due settimane che dalla Masseria Tamburrone è
scomparso un cane meticcio nero maschio. Il suo nome è Totò,
può sembrare un labrador nero, ma non è un cane di razza.
É facilmente riconoscibile e si distingue dagli altri cani per
le sue macchie bianche. Ne ha una sul muso a forma di triangolo, non
molto grande, che si trova proprio sul naso; un'altra macchia bianca
abbastanza grande ce l'ha sul petto; le zampe e la coda, invece, hanno
delle piccole macchiette bianche solo sulle estremità. Siamo
molto affezionati a Totò! Pensiamo che con l'aiuto di tutti possiamo
riuscire a ritrovare il nostro cane, che per noi è diventato
un membro della famiglia. L'ultima volta sembra essere stato visto nei
pressi del macello, nella nuova zona industriale di Fasano e sembra
che sia stato visto salire in una macchina tipo golf di colore scuro,
bordeaux o nero. Chiunque lo abbia visto o lo abbia preso o ha notizie
utili può contattare il numero di cellulare: 349\0669782; oppure
può contattare la redazione del Menante.
Speriamo tanto di poter finalmente riavere con noi il nostro caro Totò.
Confidiamo nell'aiuto di tutti.
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Con i finanziamenti regionali
UN CENTRO D’AVANGUARDIA
Progetto nell'ambito dei Bollenti Spiriti
– Nell'ex Asilo Ciaia laboratori multifunzionali per l'aggregazione
dei giovani – Un treno da non perdere - L'intervista ad Angelo
Sante Trisciuzzi
 L'edificio
dell'ex Asilo Ciaia, a fianco della chiesa di Sant'Antonio Abate, è
attualmente adibito a deposito di giornali vecchi. Pomposamente viene
chiamata “Emeroteca”, ma nella pratica quotidiana non funziona
da luogo di consultazione dei giornali, ma da dimenticato deposito per
tonnellate di carta stampata, sia pure catalogata.
Ogni tanto, in questa città, si sveglia di soprassalto qualcuno
e dall'oggi al domani pretende di inventare progetti faraonici di assoluta
avanguardia. L'ultimo sussulto si ebbe con l'amministrazione Ammirabile,
quando si annunciò (era di moda proclamare grandi eventi) che
in quei locali sarebbe stata allocata la nuova biblioteca comunale.
Il direttore della biblioteca “Ignazio Ciaia”, dott. Trisciuzzi,
si impegnò a ipotizzare un progetto di massima (le cui indicazioni
passò all'architetto Carrieri) ispirato ai più moderni
criteri della funzione culturale. Ma, spento l'eco dello strombazzamento
propagandistico, non se ne fece nulla.
Ora c'è una possibilità per rendere utile quell'edificio:
partecipare al programma regionale per le politiche giovanili Bollenti
Spiriti e accedere ai finanziamenti per ristrutturare quell'immobile.
Un'idea di massima è stata buttata giù, ed è stata
sufficiente per far assegnare in finanziamento di 630 mila euro. Sulla
carta è un gran bel progetto. Ma si concluderà questa
volta? Ne parliamo col dott. Angelo Sante Trisciuzzi.
Nell'edificio dell'ex Asilo Ciaia verrebbe realizzato un centro sociale
nell'ambito dei Bollenti Spiriti; ma quell'immobile non era stato destinato
a sede della nuova biblioteca comunale?
“In effetti lì verrà la biblioteca comunale, perché
il programma di ristrutturazione dell'ex Asilo Ciaia risale all'amministrazione
Ammirabile quando fu incaricato l'architetto Carrieri di predisporre
un progetto di massima per la realizzazione e il trasferimento della
biblioteca dal Palazzo del Balì all'Asilo Ciaia. Tanto, per una
serie di motivi, tra cui l'ampiezza dei locali, la centralità
del posto e anche l'immobile di pregio. Oltre alla necessità
di rivitalizzare una parte della città che in questo momento
sembra si sia spostata a sud, verso l'altra parte dell'asse”.
Ora è stato abbandonato quel progetto?
“Non è stato abbandonato quel progetto. Siccome per realizzare
quel progetto occorreva un finanziamento di un certo rilievo, noi ci
siamo inseriti in questo programma regionale dei Bollenti Spiriti per
poter accedere alle prime risorse. Il progetto, pertanto, presentato
per l'assegnazione di tali disponibilità è stato inserito
in quel grande progetto della biblioteca, sezionando una parte dell'immobile.
Infatti a questo progetto non è interessato tutto l'immobile,
ma soltanto le parti vicino a Corso Vittorio Emanuele dove potranno
essere realizzati tre ampi spazi per altrettanti servizi: uno di mediateca;
un altro per le attività di mostre e attinenti alla conoscenza
dei mestieri; il terzo, come salone d'incontro, per congressi e laboratori”.
Questi sono progetti a venire, oppure ci sono date certe?
“ Ci sono delle date strettissime. Entro 120 giorni dalla firma,
avvenuta alla fine di febbraio, dovrà essere predisposto il piano
dettagliato dell'intervento e si deve cantierizzare il progetto che
deve essere completato, se non ricordo male, entro diciotto mesi. Dopo
di che deve essere necessariamente operativo”.
E la biblioteca, poi?
“ In questi mesi noi andremo avanti con il completamento della
progettualità e con la richiesta di ulteriori finanziamenti per
lo stesso immobile. C'è da dire che l'estate scorsa, in agosto,
abbiamo avuto la visita dell'assessore regionale alle biblioteche, Lomelo,
che è rimasto entusiasta della struttura e si è impegnato
per assicurare un finanziamento adeguato. Noi già abbiamo avuto
l'assegnazione di un finanziamento di 630mila euro; per completare l'opera
ne occorrerebbero circa un milione. Per tale somma c'è l'interessamento
dell'assessore Lomelo”.
E' un treno che non si perde?
“E' un treno che non deve perdersi. Anche se non dipende dall'aspetto
burocratico amministrativo, proprio della direzione a me affidata. Cioè,
noi proponiamo il piano progettuale dal punto di vista amministrativo,
ma il tutto poi deve essere tradotto in progetti tecnici.
E i progetti tecnici non siamo noi a gestirli, bensì altre direzioni
del Comune. E qui potrebbero esserci delle problematiche che io mi auguro
che qualcuno faccia superare in termini ragionevolmente brevi”.
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ELEGANTE DISSENSO
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 Francesco Trapani ha rassegnato le dimissioni da allenatore della Junior Fasano, la squadra di pallamano che milita nel massimo campionato italiano e che attualmente occupa il quarto posto in classifica, posizione che consentirebbe l'accesso alla fase finale della competizione, utile per la conquista del titolo nazionale. Né la società né il diretto interessato hanno voluto motivare la rottura di un rapporto che durava da anni. Signor Trapani, com’è maturata la decisione delle dimissioni da allenatore? “ Vorrei precisare che ho rassegnato le mie dimissioni da tutti gli incarichi tecnici che ricoprivo e non solo dalla prima squadra, per ragioni esclusivamente di natura personale. Se volete che aggiunga altro, consentitemi una metafora sempre con le dovute proporzioni. Quando una separazione, anche se dolorosa e conflittuale, diviene consensuale, credo che per il bene dei soggetti coinvolti, sia sinonimo di buon senso tenere per sé una serie di considerazioni. Inoltre, fuor di metafora, se si ha il senso dello sport di squadra e del rispetto dei ruoli, ci si può confrontare anche a muso duro se necessario ma al chiuso dello spogliatoio e non in pubblico. Io sono fatto così a prescindere dai comportamenti altrui. Vorrei chiudere la questione facendo un sincero augurio alla squadra e prendo spunto da una delle ultime interviste rilasciate dal presidente a un quotidiano nel periodo della mia gestione tecnica, dove dichiarava che, oltre che sua, era opinione condivisa da tutti, che la squadra fosse come una Ferrari che però non riusciva ad andare. A questo punto auguro a tutti, eliminata la zavorra, un finale di stagione al pari di quello che lo scorso anno la Ferrari ha avuto in Formula 1.” Ha passato circa venti anni nella Junior Fasano, come giocatore e come tecnico, quali sono i ricordi più belli e quelli più amari che le vengono in mente nel momento del congedo? “Lasciando da parte la grande amarezza personale provata in questi giorni, consentitemi di fare un distinguo tra momenti sportivi e di vita. Dal punto di vista sportivo, i ricordi belli sono tanti sia da giocatore sia da tecnico, ma al primo posto ci sono, senza dubbio, i due scudetti vinti come allenatore. Il primo con il Beach Handball nel 2001 e il secondo con i ragazzi dell'Under 18 nel 2006 che oltre alla gioia per il risultato ebbe il merito di “rianimare” l'ambiente dopo la “disfatta” di Sassari, dove fallimmo la promozione sul campo in Elite e che insieme alle dimissioni da allenatore della prima squadra della scorsa stagione, rappresentano i due momenti sportivi più amari. Certo che questa stagione il suo posticino tra i bei ricordi poteva ritagliarselo, dopo l'esordio in Europa, anche se non molto felice, eravamo in piena corsa per la poule scudetto in linea con gli obiettivi societari e con la possibilità di raggiungere il miglior risultato di sempre della storia della Polisportiva Junior Fasano. Per quel che riguarda i momenti di vita che hanno scandito, dalla stagione 1984/85, la mia esperienza con la Junior Fasano ce ne sono tanti che hanno contribuito alla mia crescita non solo come atleta o tecnico. Di momenti belli ce ne sono talmente tanti che ci vorrebbe un libro per ricordarli tutti. Per quel che riguarda i momenti tristi, penso vadano ricordate due tragedie che inevitabilmente hanno sconvolto anche la vita della nostra società cambiandone il suo corso, parlo dell'assassinio di Valerio Gentile e della morte di Antonio Colella.” Una parte dei giocatori che adesso si giocano lo scudetto, sono stati allenati da lei fin dalle giovanili. Se l'aspettava che i Trapani boys arrivassero a tanto? “Non ricordo quanti ragazzi abbiano iniziato a giocare a pallamano con me e Lino Soleti nei loro primi anni di scuola elementare, so però che per tanti di loro si capiva sin da allora che sarebbero diventati giocatori di valore assoluto. Non bisogna dimenticare, però, che abbiamo avuto la fortuna di far parte di una società ambiziosa che ci ha permesso di crescere e giocare a livelli sempre più alti, allo stesso tempo ai ragazzi va dato il grande merito di aver lavorato, di essere cresciuti e di aver dimostrato di poter essere considerati tra i migliori giocatori d'Italia, oltretutto tanti di loro hanno vestito con merito la maglia azzurra.” Il giocatore più forte che ha allenato? “Ho allenato ancora troppo poco perché possa rispondere con cognizione di causa a questa domanda. Sento, però, di poter indicare il nome di un giocatore che i più giovani dovrebbero prendere come esempio: Francesco Ancona.” Progetti per il futuro? “Sicuramente continuare ad allenare se qualche altra società mi riterrà all'altezza di farlo. Spero anche di tornare a mangiare la colomba alla guida di una squadra dopo che per due stagioni consecutive non ci sono riuscito” La rivedremo sulla panchina del Fasano, prima o poi? “Nel breve periodo credo sia veramente difficile, ma so anche che nella vita le cose possono cambiare, a volte in fretta e indipendentemente dalle tue volontà, a volte con il lento passar del tempo. D'altra parte è crollato perfino il muro di Berlino, anche se qualcuno continua a pensare che il mondo sia ancora diviso in due blocchi contrapposti, inoltre, credo che il detto “mai dire mai” sia proprio nello sport che trova la sua maggiore applicazione. Chiudo ringraziandovi per la vostra cortesia e con un sincero Forza Junior.” Francesco Vergine |

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PICCOLI CAMPIONI CRESCONO
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 Secondo successo consecutivo in Coppa Italia a squadra della Bushido di Fasano guidata da Domenico Lorusso, Francesco Scolti e Leonardo Ricupero. Un successo maturato in quel di Taranto nello scorso mese di febbraio e che ha visto scendere in pedana tutti i migliori atleti della rinomata scuola fasanese tra i quali spiccavano molti esordienti in erba che non hanno mancato di mettere in mostra la tante qualità tecniche maturate in questi mesi di allenamento. Manifestazione suddivisa in due sezioni, grandi e piccoli, ma vincente in entrambi i casi grazie ai tanti buoni piazzamenti conseguiti dagli atleti fasanesi. Questi i piazzamenti conseguiti nelle varie categorie: 1° posto : Andrea Palazzo, Fabio Margaritondo, Leonardo Pantaleo, Mario Cofano, Fabio Cofano, Cristian Semeraro, Angelo Vinci, Dialmina Ignomiriello, Aurora Intini. Vinny Giorgio, Vito Olive, Elisabetta Pentassuglia, Valentina Lomartire, Leo Cecere, Luigi Cofano, Fabio Barletta, Paolo Gioka, Pierluigi Giorgio, Lucia Conversano, Angela Conversano, Dominik Lacatena, Daniele Dell'Aquila, Lisa Carbonaro, Lara Carbonaro. 2° posto: Francesco De Leonardis, Davide Rodio, Antonio Menga, Claudio Convertino, Antonio Sacco, Erdi Marku, Lusiana Furio, Ilario Etiope, Francesco Etiope, Domenico Mastrochirico. 3° posto: Giovanni Loparco, Angelo Maci, Salvatore Sisto, Miriana Bongiorno, Gabriele Rosato, Paolo Desimone, Carmelo Turchiarulo, Alessandro Conte, Simone Palazzo, Modesto Laguardia,Michele Conversano, Leonardo Calandro. Un successo ottenuto anche grazie alla partecipazione di tutti i genitori che hanno accompagnato i propri piccoli campioni alla manifestazione tarantina. m. c. |
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Manuel Benassi
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 Con questo numero iniziamo a conoscere gli atleti professionisti che vengono a “giocare” nella nostra cittadina. Tra pallamano, calcio e pallavolo c'è ormai una nutrita schiera di atleti e relative famiglie che abitano con noi Fasano. Questi atleti hanno il merito di appassionarci ogni fine settimana, ci fanno vivere lo sport d'élite nelle nostre strutture sportive, difendono i colori di Fasano in giro per l'Italia. Noi ve li faremo conoscere come uomini e non come atleti poiché come tali li conoscete ammirandoli sui campi di gioco. Manuel Benassi è il primo “uomo” che vi presenteremo. Argentino di Rosario, il capitano della Telcom di Carlo Sgarbi nasce da papà Gyorge, che purtroppo non c'è più, e mamma Manuelita, entrambi insegnanti, l'11 dicembre 1969. Manuel è il piccolo della famiglia: due sorelle e un fratello gli fanno compagnia negli anni in Argentina. Si avvicina al volley grazie al papà, nazionale argentino. Sbarca in Italia grazie ad un doppio passaporto (è in possesso anche della cittadinanza italiana) avendo un bisnonno di Reggio Emilia, arrivato in Sudamerica agli inizi del '900. Da ben diciannove anni milita in compagini italiane, tutte meridionali. Catania e Salerno, Cosenza e Taviano, Cutrofiano e Fasano. Anni in serie A2 e B1, nella nostra cittadina dall'anno scorso e già capitano anche per il carisma e la tranquillità. Manuel è leader incontrastato, sempre pacato, un gentiluomo e uomo di sport competente. Sempre misurato nelle proprie affermazioni, Manuel è il prototipo dell'atleta argentino. Gli argentini vivono lo sport in una maniera diversa da noi “italiani”. Sport come cultura, rispetto e impegno. Tutti i bimbi fanno sport e lo fanno ad alto livello grazie ad istruttori molto competenti ed in strutture eccezionali. Anche politicamente, nonostante crisi economiche e politiche…importanti…in Argentina si è investito o si investe nello sport. La valenza sociale dello sport, se solo lo capissero i nostri amministratori! Mi ha colpito un aneddoto del bravo Manuel: quando faceva “filone” con i suoi amici lo faceva per andare a giocare, a qualsiasi sport. E tuttora è così in Argentina! In Italia? Si “marina” la scuola per giocare alla playstation…quando va bene. Ed ecco perché gli argentini eccellono in tutti gli sport, lo hanno nel dna. Manuel è arrivato in Italia in seguito alla crisi economica che ha messo in ginocchio il suo paese e qui ha trovato l'amore. E' infatti sposato con Loredana, siciliana di Ragusa. E a Ragusa torna, in estate, sempre se non va in Argentina da mamma Manuelita e dai familiari li rimasti. In Italia vive una delle sorelle, di preciso ad Acireale…quindi la famiglia di Manuel è a tutti gli effetti siculo-argentina! Nel chiacchierare con Manuel, tra addominali e pesi (ho conversato con il capitano durante una seduta di preparazione fisica), mi ha colpito la sua serietà e le risposte mai banali. Argentino orgoglioso e “segnato” dalle due grandi crisi del suo paese. Durante il periodo dei desaparecidos ha visto amici “sparire” nel nulla, ha subito il coprifuoco e la censura. Durante la durissima crisi economica, che ha tolto dignità e lavoro a tanta brava gente, è venuto a “lavorare” in Italia. E in Italia è diventato uomo iniziando ad amare una nuova terra, quella dei suoi avi. Di Fasano adora la dimensione, né città né paesino, il mare (adora le spiagge, gli ricordano casa a Marina di Ragusa), e la gente, che si apre ed è gentilissima con lo straniero. Amabili e disponibili…peccato che il fasanese con i suoi concittadini si comporti diversamente e Manuel lo ha notato. Non si esprime sui politici, fa finta di non interessarsi della nostra res publica…capitano diplomatico! E dei pochi tifosi che seguono la Telcom non si lamenta: se c'è crisi di risultati è normale che il tensostatico non si riempia. Quando il volley si radicherà a Fasano è certo che ci sarà anche un nutrito gruppo di tifosi così come avviene nel calcio. Ebbene si, il calcio, vero catalizzatore degli sportivi italiani che toglie spazio agli altri sport, a Fasano come in tutti i paesi del sud in cui ha giocato. Manuel non si spiega come sui Media così poco spazio venga dedicato agli sport minori. Un esempio? Basti pensare che il traguardo raggiunto dalla Telcom nella passata stagione, le Final Six di Coppa Italia , avvenimento di valenza nazionale, non abbia ricevuto adeguato spazio in nessuna testata locale. E l'amore per il suo sport e per lo sport in assoluto trasuda da tutti i pori…la voglia da trasmettere ai piccoli atleti, ai genitori, ai politici! E per chi ama lo sport come Manuel una provocazione, una sua provocazione che mi “intriga”, pronunciata all'apice della nostra conversazione, mentre concitato non si dava ragione della cronica mancanza di strutture sportive nel nostro sud: “forse è meglio costruire un'altra palestra che un altro cinema”. Manuel da Rosario, pallavolista… Gianluca Monopoli |
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TUTTI IN MOTO - PARTE SECONDA
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  Continuiamo il nostro percorso nel mondo del fitness coadiuvati dallo staff della palestra Underground. L'obiettivo è quello di migliorare la nostra forma con consigli alimentari ed esercizi che ci “mettano” in moto e che facilmente si possano svolgere nelle nostre case. Il nostro corpo ha bisogno di fare attività. E' infatti dimostrato che si adatta rapidamente ad ogni livello di attività e sforzo e tanto più “chiediamo” a muscoli, ossa, cuore e polmoni più essi diventano efficienti. Purtroppo, invece, succede il contrario se domandiamo al nostro organismo di lavorare meno. Le ossa perdono densità, le articolazioni si irrigidiscono, i muscoli si indeboliscono. E' assodato che nei paesi industrializzati aumentano malattie determinate dalla mancanza di movimento, a tutte le età. Sin da bambini, quindi, il movimento deve diventare uno stile di vita. A prescindere dall'età (anche se siamo ottantenni!) nella giornata dobbiamo “ritagliarci” tempo per far attività fisica, per il nostro benessere, e dargli la stessa importanza che diamo al lavoro o alla famiglia. Il team dell'Underground presenta altri consigli alimentari, che seguono a quanto scritto nello scorso numero, e da calibrare sempre in base a nostri eventuali problemi. Partiamo dal primo e forse più importante: mangiamo lentamente e mastichiamo a lungo in modo da facilitare il lavoro dell'apparato digerente. Nella giornata, poi, dovremmo mangiare almeno cinque porzioni di frutta o verdura in modo da assicurare l'apporto quotidiano di fibre, minerali vitamine e oligoelementi necessari all'organismo. Come attività fisica lavoriamo ancora per gli addominali con questa intensità, ripetendo gli esercizi rappresentati nello scorso numero: 3 volte a settimana, 4 serie ad esercizio per 20 ripetizioni con recupero di 30 secondi tra le varie serie. A questi esercizi aggiungiamo un lavoro per i glutei, adatto anche ai maschietti (non è detto che il rassodare i glutei serva solo alle donne!). Nella prima e nella seconda settimana 3 serie per 15 ripetizioni, nella terza e quarta settimana, 4 serie per 20 ripetizioni, sempre tre volte a settimana e sempre tutti e tre gli esercizi nuovi che vi proponiamo. Lavoreremo con un “ponte glutei” (fig 1), estensioni con gamba tesa (fig 2) ed estensioni con gamba piegata (fig 3). Buon fitness a tutti! g. m. |

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