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V - NUM. 2 - IN EDICOLA VEN 15 FEB 2008 |
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LA FORZA DEI SOGNI
Peccato. Un vero peccato che la legislatura di Romano Prodi sia stata interrotta nel momento in cui gli italiani avrebbero potuto raccogliere i frutti dei sacrifici patiti per un anno e mezzo. Il Governo di centrosinistra, per riparare ai danni provocati in precedenza da Berlusconi, ha dovuto sì far stringere la cinghia, ma aveva comunque ottenuto il risultato di rimettere i conti in ordine. Stava per scattare la seconda fase, quella della distribuzione dei benefici, quando è arrivata la “mastellata” tra capo e collo. Caduto il Governo, sarebbe stato ragionevole formarne uno nuovo, di tipo istituzionale, al fine di varare una nuova legge elettorale. E invece, il solito Berrlusconi, mosso dall'unica ambizione del “togliti tu che mi devo mettere io”, ha condizionato la scelta delle elezioni anticipate. E ora? Lo scenario politico è tutt'altro che chiaro. Nella Casa delle Libertà c'è tempesta sulla lista unica; nel centrosinistra c'è il Partito democratico determinato a correre in proprio o quasi, una sinistra radicale in ebollizione e un costituente partito socialista orgoglioso alla ricerca di dignità elettorale. Nulla, in ogni caso è deciso: da un momento all'altro tutto può cambiare e possono nascere le più abnorni e fantasiose alleanze. Per di più la legge elettorale è sempre la stessa, la sciagurata “porcellum”, che non piace ai partiti, non piace alla gente, non piace a chi l'ha inventata. E' in queste condizioni che l'Italia dell'emergenza dovrà andare a scegliersi un Governo pescando nel guazzabuglio delle attuali incertezze. Quadro avvilente! Ma proprio nei momenti di maggiore desolazione, esplode il genio italico. Anche questa volta sarà così. Ci vuole però il coraggio di pensare positivo e di credere nella forza dei sogni. Non possiamo morirci addosso, facendoci sotterrare dai sacchetti di immondizia, subendo gli schizofrenici rialzi dei prezzi, patendo una povertà sempre più insopportabile. Ci sono delle risorse in noi, nella nostra forza lavoro, nella classe imprenditoriale, nelle università, nei giovani. Ci sono le risorse umane e ci sono le risorse del territorio, della cultura. Se cominciamo a mettere in moto i meccanismi dello sviluppo, senza furbizie, senza speculazioni, senza privilegi, senza intrallazzi, potremo uscire dall'emergenza. I parlamentari li sceglieremo, per quanto ci sarà possibile sceglierli durante la prossima campagna elettorale, tra chi saprà offrirci idee sane e traducibili in fatti concretamente tangibili. Sogni realizzabili con tanto di nota spesa allegata e data di scadenza. Chi continuerà a propinarci slogan, non avrà più credito. Questo sarà il segno della maturità degli elettori.
Franco Lisi
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VECCHI PREGIUDIZI VERSO I GIOVANI Egregio Direttore, purtroppo, oggi, in Italia come nel mondo (nel nostro paese in modo particolare), tutti i giovani oramai assumono sempre più un comportamento ostile nei confronti delle istituzioni, con le loro idee, i loro modi di vivere, che giungono quasi sempre nella delinquenza. Bene, non è una mia frase. Ecco quello che spesso dicono gli adulti, quelli un po' più anziani in genere, e più lontani dalla “nuova” società. Questo scritto vuole essere, a pieno diritto, una “protesta” urlata a gran voce, per mostrarle la mia posizione in merito. Non ho mai pensato che la frase prima citata fosse del tutto falsa ma ho sempre sostenuto che, come soliamo dire, non bisogna fare di tutta l'erba, un solo fascio. Giovani con le loro idee e che hanno voglia di contribuire a costruire una migliore società ce ne sono, ed a centinaia. Il problema di fondo è che non siamo quasi mai ascoltati, o se per sbaglio, l'attenzione ci è rivolta, dietro la nostra libertà di parola si cela sempre qualcosa di non adatto (questo sempre secondo gli “adulti”), insomma, che potrebbe essere non congruente con il pensiero altrui, spesso dominante. Sono un semplice ragazzo, di 17 anni, con le mie idee, le mie aspettative, ma anche i miei diritti. E vedo che il problema che le ho proposto prende sempre più una brutta piega, e ciò mi mortifica davvero tanto. Mi rivolgo a lei perché sicuro di una sua gentilissima risposta in merito al problema citato… com'è possibile che noi giovani siamo sempre più sinonimo di trasgressione, ribellione, e nella maggior parte dei casi, di violenza? E come mai, gli adulti, di cui prima parlavo, “dettano legge”, quando loro sono i primi a commettere errori e a non rendersene conto? Vorrei chiudere questo mio breve pensiero citando una frase che un mio amico dice sempre, e la rivolgo a tutti coloro che ancora oggi, e purtroppo, si ostinano a credere che noi giovani, con il vostro aiuto, possiamo farcela: “ricercate il Dialogo, e non la Ragione!!! Spero che il mio pensiero sia stato chiaro, la ringrazio anticipatamente caro Direttore e le porgo i miei più sentiti saluti. Marco Mancini Caro giovane amico, se non ho interpretato male la tua lettera, mi è parso di capire che hai una gran voglia di dialogare e superare i luoghi comuni, i pregiudizi, la conflittualità generazionale. Per scelta professionale do del Lei” ai miei interlocutori sul giornale; se avrai notato uso il “lei” nelle interviste anche con il più fraterno amico. A te, invece, mi sto rivolgendo confidenzialmente col “tu”. Per una ragione precisa: ti considero un amico, pur non conoscendoti. Sei un giovane che vuole aprirsi al mondo e che vuole confrontarsi serenamente. Bene, questo giornale serve anche a questo: a permettere che un giovane come te possa esprimere liberamente le proprie idee. Saranno condivise, non condivise. Al momento, non è importante. E' importante, invece, che tu possa dialogare senza essere frainteso, etichettato e che tu, soprattutto, possa essere accettato e rispettato. E io, che pure anagraficamente sono molto distante da te, assicuro di considerarti amico e rispettarti, così come ho profondo rispetto di tutti i giovani e delle loro idee anche quando sono trasgressive. Anche perché c'è trasgressione e trasgressione. L'origine della delinquenza, poi, è un'altra storia, piuttosto complessa. In ogni caso la delinquenza non si appartiene a chi ha voglia di dialogare. |
Intervista all’assessore Napoletano
CERCASI IMPRENDITORE
Vito
Nicola Napoletano, assessore di lungo corso, ha avuto responsabilità
in diverse amministrazioni. Nato socialista, dopo tangentopoli, traghettò
in Forza Italia. E' stato sempre un gran portatore di voti e questo
gli ha dato diritto a scegliersi , di volta in volta, l'assessorato
di gradimento. Con l'Amministrazione Ammirabile è stato assessore
alla Viabilità e trasporti. Incarico confermato (e riconfermato
dopo il “rimpastino”) anche nell'Amministrazione Di Bari,
con l'aggiunta della Protezione civile.
Alla
Stazione manca un parcheggio e la strada di accesso a piazza Oronzo
Guarini è dissestata. Un pessimo biglietto da visita per una
città turistica. Come mai?
“La strada sarà sistemata nella prossima primavera. Gli
interventi di manutenzione delle strade comunali erano già partiti
dalla Selva, ma li abbiamo dovuto sospendere per ragioni di ordine pratico,
in quanto le piogge vanificavano l'intervento. Riprenderemo il programma
al più presto, condizioni metereologiche permettendo”.
Questo per quanto riguarda la strada, ma per il parcheggio c'è
un progetto?
“No, non c'è il progetto. Ma c'è un suolo, proprio
all'altezza della curva che immette sul rettilineo finale, previsto
a parcheggio in piano regolatore. Quel suolo, sul quale possono essere
sistemati trecento posti macchina, il proprietario non riesce a venderlo”.
Perché non lo compra il Comune?
“Perché attualmente al Comune non c'è la disponibilità
finanziaria. Ma posso assicurare che sul piano personale mi sto impegnando
per individuare un imprenditore che voglia investire in quel parcheggio.
Certo bisognerà rendere l'offerta appetibile. Comunque, al novantanove
per cento, porrò la questione in Giunta se non dovessi trovare
il compratore che possa fare questo lavoro”.
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TI AMO... MA TI PIANTO
 Fa
tendenza esternare anche a chi non è per nulla interessato la
personalissima passione per le piante, per i fiori, terrazze arredate
con gazebo rifiniti e verde in quantità. Persino, chi è
allergico ai pollini degli alberi e dei fiori non può andare
esente dall'ultima moda e agghinadarsi di grembiule, cesoie, zappe e
rastrelli per dimostrare che, seppure inetto in ogni umano agire, grandemente
dotato è nel rapporto con le piante. A basso o ad alto fusto,
sempreverdi o con le spine, grasse o bisognose di costanti annaffiature…
basta che si tratti di piante.
Se poi si tratta di arbusti non propri, ma di proprietà dei commercianti
dei principali corsi cittadini, il gioco è fatto. Basta essere
assessori comunali, in preda ad una smaniosa fame di immagine, propria
di chi ha necessità di apparire, per inventare una delle prime
trovate del nuovo anno.
Non importa che Natale sia trascorso; l'Assessore, agghindato da Babbo
Natale (con casacca rigorosamente verde bosco) ha deciso di fare del
bene agli arbusti che hanno allietato il passeggio cittadino durante
le trascorse festività.L'Assessore, detto anche “pollice
verde”, dopo una sommaria analisi degli abeti, acquistati appunto
dagli esercenti, ha dedotto che le piante, nonostante un mese di costrizione
nei vasi, fossero ancora vive e vegete ed era quindi “ un'idiozia
gettare al macero le piante”. Albero n. 1: apparato radicale ed
apicale ok – ha esclamato il funzionario comunale che accompagnava
l'assessore – e così via fino all'albero n. 50.
Esclusa, dunque, la via del macero, idiota, ma soprattutto irrispettosa
nei confronti di alberi che nulla avevano da rimproverarsi se non il
fatto di essere stati adocchiati dai dotti periti del Comune, si è
aperta la strada della piantumazione in due zone che l'Amministrazione
– altro pollice verde di spropositate dimensioni - ha individuato.
Ovviamente, passa sotto silenzio il fatto che la cura dell'ambiente
e del verde pubblico rientri fra i compiti del Comune e non è
rimessa alla sola beneficenza dei privati. Ma il Comune- ormai lo sanno
tutti – è poveretto e quindi i sacrifici competono solo
ai cittadini.
I poveri pini, un po' meno afflitti per il fatto di aver evitato il
macero – raccolta differenziata… questa sconosciuta - che
l'Assessore aveva individuato come soluzione finale ed ineliminabile
(chissà, forse, qualche esercente disponeva di un piccolo fazzoletto
di terra per mettere a dimora uno dei pini) hanno consultato fior di
manuali per individuare la prossima destinazione: piantumazione …
altra sconosciuta.
Il termine, infatti, non esiste nella lingua italiana. Soltanto il "Grande
Dizionario della Lingua Italiana" della UTET lo riporta come voce
gergale. Poiché però è di impiego assai comune
negli ambienti e negli scritti di basso profilo tecnico, occorre ammettere
che si tratta comunque di termine in uso solo dalla fine degli anni
'70 , anche se indica una carente preparazione in materia da parte dell'autore.
Deriva da "piantume", dispregiativo di "pianta",
riferendosi ai prodotti di un semenzaio o di una coltivazione in genere
cresciuti male o sofferenti.
Pronti ad un altro trasferimento, i cinquanta arbusti – dall'apparato
apicale e radicale in buono stato – hanno cominciato a piangere
a dirotto, a mo' di salici piangenti, pensando che ai tre alberi collocati
nella piazza cittadina era riservata ben altra e triste sorte.
Ai tre, infatti, erano state recise le radici per un motivo che nulla
aveva a che vedere con il pollice verde dimostrato dall' Amministrazione
comunale nei confronti degli alberi pagati dai volenterosi commercianti.
Il Tulipano Nero
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Per volontà del Consiglio Comunale
IL CONCITTADINO ENZO BIANCO
Cittadinanza onoraria all'autore dell'Operazione
Primavera – Cerimonia al Comune e al Teatro Sociale – L’orgoglio
di una fasanesità vissuta in famiglia.
“D'ora in poi, Fasano potrà contare
su un fasanese in più a Roma”. Così ha detto Enzo
Bianco, siciliano “ma anche” fasanese, promettendo pubblicamente
che si impegnerà per la sua nuova città.
Dice pure di aver ricevuto numerose e prestigiose onorificenze, finanche
internazionali, ma la cittadinanza onoraria assegnatagli dal Consiglio
comunale di Fasano è l'onorificenza che più lo coinvolge
e lo gratifica, per lui è la più importante. “Provo
una grande emozione e una grande responsabilità”. La sua
fasanesità sta nel ricordo dei parenti ( il papà Teodoro,che
nei giorni scorsi avrebbe compiuto cento anni, la “mitica”
zia Eugenia , i cugini), dei sapori (la cucina, la ricotta forte, i
percochi), nelle emozioni del viaggio che da adolescente faceva dalla
Sicilia alla “terra promessa”; un viaggio che durava una
giornata intera, con littorine lentissime e coincidenze impunturli,
un viaggio faticoso, all'inizio dell'estate,che aveva un premio finale:
la permanenza a Fasano, la pesca del polpo con la zampa di gallina nel
mare di Savelletri, il calore e l'allegria dei cugini.
La cittadinanza onoraria, però, non gli è stata riconosciuta
per i natali del padre o per i parenti affettuosi e simpatici o per
i ricordi dell'adolescenza, il Consiglio comunale, per la prima volta,
ha attribuito questa onorificenza per ringraziare un uomo che ha restituito
la legalità a una città. Una città che rischiava
di perdere la sua identità.
Il contrabbando delle sigarette, prima subìto, poi tollerato,
giorno dopo giorno veniva accettato e si radicava nel tessuto sociale,
tanto da venire apprezzato per i benefici economici che, pur derivando
da attività illecite, si spalmavano sulla economia locale.
Un piccolo tumore che poteva diventare cancro inguaribile. Andava stroncato
immediatamente. Poi ci fu la classica goccia che fece traboccare il
vaso: i due finanzieri, Antonio Sottile e Alberto De Falco, uccisi,
travolti da un “blindato” di contrabbandieri brindisini.
Non c'era più tempo da perdere. Lo Stato non poteva sottrarsi
dall'intervenire con decisione. E la decisione ci fu. Enzo Bianco, allora
ministro agli Interni nel Governo D'Alema, in solo quattro giorni organizzò
l'Operazione Primavera. “La chiamai così –ha detto
ai suoi freschi concittadini al Teatro Sociale- perché eravamo
alla vigilia di Pasqua. E qui, in Puglia, , proprio sotto Pasqua le
nostre donne usano fare le grandi pulizie annuali, le pulizie di primavera”.
Era, pertanto, quello il momento di fare la grande pulizia, prima che
le forze criminali organizzate prendessero il pieno possesso del territorio
radicandosi tra la gente. Un fenomeno che Enzo Bianco ben conosceva
avendolo vissuto nella Sicilia orientale allorquando la criminalità
palermitana invase, complice una facilitata viabilità, la costa
catanese.
Dal 28 febbraio al 3 marzo del 2000 furono inviati in Puglia circa duemila
uomini, tra poliziotti, carabinieri e finanzieri. In quattro mesi l'Operazione
Primavera si concluse con risultati straordinari: oltre cinquecento
arresti e il sequestro di ingenti quantità di sigarette, di esplosivi,
di stupefacenti, di armi, di automezzi, di attrezzature ad alta tecnologia.
Sono trascorsi otto anni. Il contrabbando qui è ormai il ricordo
di una stagione fuori dalla legalità. Si è tornati alla
normalità. Concetto, quest'ultimo, sottolineato a più
voci, al Teatro Sociale, dal sindaco Di Bari, dal sen. Latorre dal presidente
del Consiglio comunale Cofano, dai consiglieri Capozzi e Musa, in rappresentanza
della maggioranza e della minoranza.
“ La ricchezza e il futuro di questo territorio – ha infine
indicato Enzo Bianco- stanno nel turismo, nell'industria tecnologica,
nei servizi di qualità, nei suoi progetti di sviluppo senza scorciatoie”.
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L’intervista al cugino Gino Bianco
Estate del ‘68. Enzo (in piedi,
con gli occhiali), con i parenti di Catania e di Fasano.
- Qual è il suo grado di parentela
con Enzo Bianco?
“ Cugino di primo grado. Il padre di Enzo, Teodoro era fratello
di mio padre Raffaele. Mio nonno Ciccio morì giovane lasciando
numerosi figli, i quali trovarono occupazione quasi tutti fuori regione.
Soltanto mia padre e mia zia Eugenia rimasero a Fasano. Zio Teodoro
che, come gli altri fratelli, aveva frequentato il ginnasio, fece un
concorso presso la ditta Cremonini ( l’impresa che gestiva il
dazio) e, vintolo, fu destinato a Misterbianco in provincia di Catania.
Lì conobbe zia Concetta, di Aidone. Si sposarono ed hanno avuto
sette figli: Ezio, Rosetta, Franco, Gino, Tina, Enzo e Arturo.
- Con questi cugini siciliani vi siete frequentati?
“ Spesso. Venivano quasi ogni estate e, naturalmente, si fermavano
a casa di mio padre o di mia zia”
- Con Enzo, lei ha avuto più confidenza?
“ Anche se c'è una differenza di quattro anni, eravamo
molto legati. Poi , per circa un anno, ho vissuto a Catania e dormivo
nella stessa stanza con Enzo. Era nel '68. Dopo la morte di mio padre,
zia Concetta convinse mia madre a mandarmi in Sicilia, a casa loro,
, per iniziare le scuole superiori. A Catania mi iscrissi al magistrale
Lombardo Radice.
Debbo dire che quelle poche parole di latino che so, le ho apprese da
Enzo.”.,
- Ricorda qualche episodio particolare?
“Si. A scuola, fui aggredito ( ma senza conseguenze) da uno studente
che si dichiarava fascista. La notizia si sparse in Catania. Mio cugino
che sapeva del mio attivismo socialista, senza far capire nulla ai genitori
(che erano severissimi) e, soprattutto, a me, condusse una indagine
per appurare i fatti e sistemare ogni eventuale complicazione. Era fatto
così. E' stato sempre un paciere autorevole, capace di comporre
qualsiasi controversia. Sin da ragazzo aveva una marcia in più;
una determinazione che lo distingueva dagli altri suoi coetanei”.
- Aveva passioni particolari?
“Molti interessi. Quand'era piccolo, aveva sette otto anni (ma
questo episodio me lo hanno raccontato) voleva fare il giornalista,
e un bel giorno si inventò il “Giornale dei Bianco”,
un foglio sul quale scrisse tutte le storie degli zii e dei cugini”.
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Formazione vincente non si cambia
LA SQUADRA A PERDERE
Il gran parto della montagna a Pozzo
Faceto: il vecchio Arnese al posto del giovane Contento - Ecumenica
collaborazione a tromba
 La
giunta comunale fasanese assume sempre più le sembianze di quella
di ammirabiliana memoria. Nell'annunciare come chiusa la lunga verifica
politica, il sindaco Di Bari comunica come fatto degno di nota la sostituzione
di un assessore.
Come fosse una faccenda privata - cose di casa loro - nessuno spiega
ai cittadini le vere ragioni di una verifica aperta tra fulmini e saette,
tra accuse di ricatti e falsi ricattatori e chiusa con un “tiriamo
a campare” con l'auspicio di poter contare su qualche anomala
stampella esterna.
La mancata riduzione del numero degli assessori, annunciata e non concretizzata,
come le ragioni che hanno determinato la sostituzione dell'assessore
alle politiche sociali Giuseppe Contento con Leonardo Arnese, rimarranno
chiuse all'interno delle sale di un noto complesso turistico nel quale
gli amministratori –come si usa fare quando le squadre sono in
crisi- sono stati portati in ritiro.
Dalla verifica nasce solo il recupero di un altro componente della precedente
giunta comunale; la decisione sembra voglia portare un messaggio inequivocabile:
meglio uno ben inserito nell'antico quadro amministrativo che il novello
Contento. Insomma, bisognava completare l'opera ed è stato fatto.
Sul mestiere dell'assessore Arnese non ci sono dubbi: fu fedele alleato
di Ammirabile e sarà fido alleato di Di Bari.
Intanto, gli interrogativi sulla tenuta della maggioranza uscita dalle
urne sono ancora tanti. Tra questi, l'accusa di inefficienza, sollevato
anche dagli stessi banchi della maggioranza, della squadra assessorile.
Arnese arrivò persino a dichiarare di sognare un comune senza
assessori.
Appare, quindi, abbastanza debole la tesi di chi sostiene che l'allontanamento
dell'inesperto Contento e qualche cambio di delega rappresentino la
soluzione di tutti i problemi.
Infatti, il sindaco continua a chiedere collaborazione a tutti, collaborazione
a tromba ovviamente, visto l'esito di alcune iniziative; per citarne
solo alcune, basta ricordare il lodo Monteco e l'aumento delle tasse
che solo l'assessore Zaccaria continua a negare; su queste due questioni,
i suggerimenti offerti sono stati rispediti al mittente, idem anche
quando i dubbi cominciavano ad affiorare tra i banchi della stessa maggioranza.
Si è preferito allontanare gli indecisi, anziché accogliere
le proposte.
Ad ogni buon conto, chiusa la verifica politica, resta la confusione
di ruoli e posizioni, la conferma negli atti dell'ultimo Consiglio comunale.
Aldo Carbonaro |
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ITALIANI SEMPRE PIÚ POVERI |
Alla povertà economica si aggiunge anche quella intellettuale. Siamo messi proprio male in Italia. E per sovraccarico anche le elezioni anticipate. Elezioni che servono soltanto a Berlusconi & Soci, non di certo al Paese. Quel che mi dispiace è che un sacco di italiani – e qui sta la povertà intellettuale- si fanno ancora incantare dalle promesse del Cavaliere. Per progredire non ci vogliono slogan e propaganda politica , ma concretezza e severità nel tenere i conti a posto. Prodi stava riuscendo. Ed ora che la fascia più debole dei cittadini stava per godere dei benefici, eccoti la mazzata delle elezioni voluta da un centrodestra interessato soltanto al potere per il potere. Pino Carrone |
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Nella seduta dell’11 febbraio
SI ANNULLINO GLI ATTI ILLEGITTIMI
Dopo un’accesa discussione il Consiglio
comunale ha approvato all’unanimità una risoluzione proposta
dal Consigliere Fabiano Amati
 La
risoluzione approvata all’unanimità dal consiglio comunale
dell’11 febbraio scorso si sostanzia in quattro punti: valutare
l’annullamento dei provvedimenti in materia di contratti di collaborazioni
e mansioni superiori censurati dalla Ragioneria generale dello Stato,
che sia pur allo stato non più efficaci potrebbero conseguire,
a parte ogni questione sull’accertamento del danno erariale cagionato,
il diritto del Comune di Fasano a conseguire la ripetizione delle somme
impegnate da chiunque ne diede autorizzazione e/o corso; annullare i
provvedimenti, previa visione del parere richiesto con D.G.M. 13/08,
in materia di progressioni verticali, censurati dalla Ragioneria generale
dello Stato; ottenere dal Collegio dei revisori dei conti una relazione
analitica sul rispetto del Patto di stabilità relativo agli anni
2004 e 2005; adottare tutti gli atti conformi a legge in materia di
dotazione organica, provvedendo ad annullare tutti quelli che, alla
luce della relazione del Servizio ispettivo della Ragioneria generale
dello Stato, dovessero risultare illegittimi, e contestualmente dotarsi
(rapidamente) di tutti gli strumenti regolamentari previsti dalla legge.
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Interrogazione di Vito Ventrella
CONTROLLI SULLA REGOLARITÀ DI MANUFATTI
LUNGO LA COSTA
“Un mix di immobilismo, di affarismo
e di incompetenza” - Lo scarico a mare della Panittica - Alghe
e foglie di Posidonia.

Egr. Sig. Presidente del Consiglio Comunale
di Fasano
Egr. Sig. Sindaco di Fasano
Egr. Assessore all' Urbanistica
e p. c.
Egr. Comandante della Polizia Municipale di Fasano
INTERROGAZIONE ai sensi dell'art. 23 del Regolamento del Consiglio Comunale.
OGGETTO: Urgente ispezione e verifica della regolarità
e legittimità delle attività edilizie in corso sulla litoranea
Savelletri- Torre Canne. Controllo urgente sulla regolarità dei
muri e delle recinzioni presenti, ed in costruzione, a ridosso della
intera fascia costiera del territorio comunale.
Il sottoscritto Vito Ventrella, in qualità di Consigliere comunale
del gruppo del Partito Democratico, nell'esercizio della funzione ispettiva
e di controllo dell'attività amministrativa,
PREMESSA
- In località Savelletri, sulla litoranea provinciale che collega
tale frazione a quella di Torre Canne, in prossimità dell' azienda
Ittimar, in direzione sud, lato sinistro della predetta litoranea, sono
in corso - nel momento in cui si deposita la presente interrogazione
– lavori di edificazione di un muro di cinta “a secco”,
per una estensione di oltre venti metri ed un' altezza superiore a 150
cm dal piano della strada.
- Su tale luogo, in precedenza, era presente un antico muretto a secco
non superiore a 50 cm di altezza dal piano della strada, che consentiva
una piena visuale della scogliere, del mare e del l'intero panorama,
anche percorrendo in auto il predetto tratto di strada.
- In seguito ai lavori di cui sopra, che per giunta risultano ancora
in evoluzione anche per quanto attiene allo sviluppo in altezza degli
stessi, già risulta assolutamente preclusa l'intera vista panoramica,
tanto da determinare una grave lesione del generale bene naturalistico
ed ambientale – già in più punti dell'intera costa
leso irrimediabilmente – che deve rappresentare, o dovrebbe, una
indispensabile “infrastruttura del bello” a servizio anche
della “famosa industria turistica” che si vorrebbe avviare.
- Si ritiene che tale edificazione – salvo altre eventuali violazioni
di legge – risulta essere in violazione di quanto tassativamente
prescritto dalla Legge regionale n. 17 del 2006 e dei regolamenti ed
ordinanze regionali emanati in tale materia.
- Non sembra presente sul cantiere alcuna tabella che indichi, la proprietà,
la committenza e le eventuali autorizzazioni amministrative alla realizzazioni
delle suddette opere, nonché le finalità delle stesse.
Sulla base delle considerazioni su esposte,
CHIEDE
– la urgente ispezione da parte degli organi deputati al controllo
– in primis la Polizia Municipale - al fine di constatare la rispondenza
dei lavori in atto alle norme di legge in vigore, attuando la sospensione
dei lavori in corso, ove ne ricorrano le condizioni, anche per una preventiva
tutela dell'interesse pubblico;
– un complessivo controllo, dettagliato e rigoroso, di tutta la
fascia costiera comunale al fine di individuare e reprimere tutte le
possibili lesioni delle norme che presidiano la tutela della costa e
del mare;
– la relazione dettagliata - da illustrare all'intero Consiglio
comunale - dell'attività di controllo sopra descritta, al fine
di monitorare, prevenendo o eliminando, quelle criticità e lesioni
che intacchino il bene pubblico della costa e del mare;
– la chiarificazione e la descrizione – sempre da rendere
all'intero Consiglio comunale - della eventuale esistenza, presso il
Comando della Polizia Municipale di Fasano, di un nucleo addetto alla
prevenzione degli illeciti in tema di ambiente e territorio, nonché
il responsabile dello stesso, onde valutare il tipo di controlli effettuati
e le modalità funzionali dell'espletamento di tale servizio di
controllo.
Si riserva la facoltà di produrre documentazione fotografica.
Fasano, 22/01/2008
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I genitori protestano
MENSA DI PESSIMA QUALITÀ
Illustrissimo sig. Prefetto di Brindisi
Al dott. Lello Di Bari
E p.c. agli organi di stampa
Nonostante le assicurazioni dell'Assessore alla Pubblica Istruzione
a conclusione dell'incontro che abbiamo avuto con Lei prima delle ultime
festività natalizie, il servizio di refezione scolastica resta
tale e quale. Ovvero, di dubbia qualità. Almeno secondo noi.
E, considerato che oggetto di quell'incontro e di altre riunioni che
noi genitori abbiamo avuto con l'Assessore Mola era proprio la qualità
del servizio mensa nelle scuole del territorio, il nostro malcontento
resta tale e quale. Se a questo aggiungiamo che ci è giunta notizia
che da tempo la dietologa dell'Asl avrebbe predisposto un nuovo menù,
che viene incontro alle lamentele di noi genitori e soprattutto dei
piccoli utenti della mensa, ma questo menù è rimasto solo
sulla carta, il nostro malcontento aumenta ulteriormente.
Per questo, Sindaco, abbiamo deciso di investirLa personalmente della
questione. Una questione di grande importanza non fosse altro perché
parliamo di cibo destinato ai bambini (i nostri !!!!!), e che rischia
ogni giorno di diventare una bomba ad orologeria.
Non aggiungiamo altro, anche perché di parole su questa vicenda
ne abbiamo già spese molte.
Ora servono i fatti. Concreti. A Lei. la patata bollente.
Seguono 47 firme
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Partito Democratico
PRIMARIE CITTADINE
Celebrata l’Assemblea Costituente
- Eletti i componenti degli organismi fasanesi e del Coordinamento Provinciale
 Nella
mattinata di Domenica 10 febbraio è stata celebrata anche a Fasano
l'Assemblea costituente dei circoli cittadini del Partito Democratico.
Il circolo di Fasano conta trenta componenti: Bruno Alessia, Fanizza
Dorella, Caramia Elisa, Carparelli Stella, Cofano Antonio, De Leonardis
Antonia, Di Gennaro Gaetano, Di Tano Stefano, Diroma Domenico, Iolanda
Scisciolo, Livrano Alessandra, Merico Valentina, Meuli Pina, Olive Angelo,
Pagliarulo Giulia, Pantaleo Cosimo, Pentassuglia Maria, Petruzzi Giovanni,
Piccoli Mina, Pignatelli Vito, Potenza Tiberio, Pugliese Paolo, Santoro
Valentina, Sasso Nicola, Scarano Caterina, Schena Luigi, Sibilio Donato,
Sibilio Fabio e Toma Annamaria, Ventrella Giuseppe.
Il circolo di Pezze di Greco è costituito da dieci componenti:
De Carolis Emanuela, De Fano Angelo, Elia Cosimo, Ferrara Franco, Guarini
Angela, Ignobile Alberico, Indiveri Gaincarlo, Marangia Mina,
Santoro Doranna e Tedeschi Giovanna.
Il circolo di Montalbano: Carparelli Miriana, Cofano Deodata, Convertini
Palma, Costernino Natale, Guarini Cosimo, Salatino Antonio, Soleti Angelica,
Soleti Francesca, Spalluto Giovanni e Valente Gennaro.
Oltre alla costituzione dei circoli sono stati designati i membri del
Coordinamento Cittadino del partito: Amati Luana, Carparelli Stella,
Cipriani Doriana, Cofano Deodata, De Santis Annalisa, Di Tano Saverio,
Ignobile Alberico, Loparco Vito, Marangia Mina, Minoia Patrizia, Nardelli
Aurora, Palazzo Giuseppe, Pentassuglia Giorgio, Pugliese Paolo, Radesco
Francesca, Renna Mario, Simone Giuseppe, Turchiarulo Mariangela, Valente
Gennaro e Zaccaria Francesco
I delegati provinciali all'assemblea Provinciale sono: Ammirabile Roberto,
Carbonaro Aldo, Cecere Maria, Laterrenia Francesco, Piccoli Mina e Schena
Anna
Anche a Fasano il PD inizia a prendere davvero forma.
Oronzo Rubino
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Successo del 1° Party della FGS
IL SOCIALISMO DEI GIOVANI
Partecipazione oltre ogni previsione
– L'intervento dell'europarlamentare Battilocchio – Il manifesto
dei socialisti della provincia di Brindisi presentato da Rossella De
Carolis
Giacomo Mileti, Rossella De Carolis, Angela
Legrottaglie, Maria Teresa Bagordo, Rossano Marinelli
Oltre ogni aspettativa il successo del primo Socialist Party
organizzato dalla Federazione dei Giovani Socialisti della provincia
di Brindisi presso il Timo's Parck di Fasano il 25 gennaio.
A fare gli onori di casa è stata Rossella De Carolis, coordinatrice
della Fgs provinciale, che ha anche trovato il tempo e la maniera elegante
per proporre il manifesto politico della Federazione. Tra i punti salienti
del documento : il rinnovamento della Camera dei deputati e del Senato
con la riduzione del numero dei parlamentari e delle indennità;
l'estendimento delle indennità di disoccupazione per i lavoratori
atipici in linea con gli altri paesi europei, con obbligo di formazione
nei periodi transitori; l'allineamento del lavoro dipendente tra pubblico
e privato incentivando la produttività con maggiore flessibilità
nella gestione del personale ; la riduzione di distanze tra cittadini
ed istituzioni.
Sono seguiti i saluti e brevi interventi da parte dei coordinatori delle
federazioni giovanili provinciali di Bari, Foggia e Lecce.
Particolarmente interessante il contributo del parlamentare europeo
on. Alessandro Battilocchio, il quale ha constatato che i giovani riescono
ad avere ruoli incisivi e responsabili all'interno dei partiti politici
con forme nuove anche nel metodo di approccio. Ha, infatti, sottolineato
che la stessa manifestazione in corso si è svolta in una discoteca
senza aver perso il suo significato politico.
La serata è stata allietata dalla musica live della JURAH band
e da una pesca di beneficenza il cui ricavato è andato alla CRI
.
Tanta la partecipazione soprattutto dei giovani appartenenti ad altre
aggregazioni politiche. Questo a dimostrazione che non è stata
solo un'occasione per sparare musica nelle orecchie ma anche e soprattutto
per creare un nuovo clima di adesione ai temi della società senza
le divisioni e avversioni partitiche, bensì con uno spirito decisamente
innovativo nella direzione della crescita civile.
Angela Legrottaglie
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| L’album del Cronista |
IL CARNEVALE
L’iniziativa del parroco di San
Francesco d’Assisi incontra il favore popolare - Partecipazione
straordinaria - Sano divertimento per bambini e famiglie
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| l’approfondimento |
Subìte due rapine a breve scadenza
“RESTO A FASANO PER I DIPENDENTI”
L'imprenditore Francesco Zaccaria, originario
di Alberobello, preso di mira daimalviventi – Le drammatiche sequenze
in casa, presso Matarano – La solidarietà della città
 Colpo
da 15.000 euro. Tre malviventi, col volto coperto, hanno rapinato l'imprenditore
fasanese Francesco Zaccaria, nella propria abitazione in contrada Matarano.
Lo hanno atteso in casa tenendo sotto tiro il figlio e la fidanzata;
al suo arrivo lo hanno derubato dell'intero incasso della giornata.
Un colpo studiato in tutti i particolari tanto che i malviventi giunti,
probabilmente a piedi nei pressi dell'abitazione di Zaccaria, si sono
nascosti fino all'arrivo del figlio dell'imprenditore che era accompagnato
dalla sua fidanzata. Erano circa le 22.30, e in quel momento sono usciti
allo scoperto intimando al giovane di entrare in casa per attendere
il padre con l'incasso di diverse giornate di lavoro. Attimi di terrore
per i due giovani ragazzi che per qualche istante hanno pensato al peggio,
ma gli stessi malviventi, interessati solo al bottino del signor Francesco,
li hanno assicurati dicendo che erano ladri professionisti e non maniaci
sessuali. Quando, dopo circa un'ora, è rientrato il sig. Francesco
Zaccaria, gl hanno puntato il fucile contro intimandogli di consegnare
l'incasso che ammontava a circa 15.000 euro. I banditi quindi hanno
messo fuori uso le linee telefoniche, e fattisi consegnare i cellulari
e le chiavi dell'auto del padrone di casa, si sono dileguati. Da ladri
gentiluomini hanno promesso all'imprenditore la restituzione della macchina
presa solo in prestito. Infatti il giorno seguente è stata una
pattuglia dei vigili urbani che ha rintracciato il mezzo abbandonato
nelle campagne in zona Sant'Elia. A nulla sono serviti i primi posti
di blocco operati dalle forze dell'ordine e neanche la descrizione dei
malviventi fatta dai due ragazzi. I rapinatori conoscevano bene le abitudini
dell'imprenditore che solo due mesi fa aveva subito un'altra rapina
nei pressi del punto vendita collocato in corso Vittorio Emmanuele.
In quell'occasione due malviventi a volto coperto e con pistola in pugno,
con un'azione fulminea, lo avevano alleggerito di altri 15.000 euro
e di un assegno. Questa la cronaca. Comprensibile lo sconforto dell'imprenditore
fasanese che in soli due mesi è stato vittima di due rapine.
“Quanto subito – afferma Francesco Zaccaria – mi ha
decisamente demoralizzato. Non nascondo che avevo deciso di mollare
tutto e andar via commercialmente da questa città. Per un attimo
mi sono sentito un facile bersaglio e per nulla protetto da una comunità
cui ho dato e dalla quale ho anche ricevuto tanto. È quest'ultima
analisi, unitamente alla responsabilità per le famiglie dei ventitre
operai che lavorano in azienda, che mi ha fatto tornare sui miei passi.
Tra me ho pensato che dieci stupidi mascalzoni non possono farmi disamorare
di una città come Fasano che mi ha dato i natali commerciali.
Venti anni di lavoro sono tanti e in tutto questo tempo non ho mai avuto
problemi con la clientela nè tanto meno di sicurezza personale.
Mai Fasano mi ha fatto paura. Oggi dopo questi due spiacevoli episodi
questo sentimento è vivo in me, ma grazie alla vicinanza della
gente che mi espresso grande solidarietà riuscirò a superarlo”.
Cosa ha provato nel momento in cui ha visto in casa sua i due rapinatori
e i suoi ragazzi sequestrati?
“È stato terribile. Non riuscivo a capire cosa stesse accadendo.
Ero sbandato e confuso al punto che quando i malviventi mi hanno chiesto
di consegnare loro i soldi non ho battuto ciglio e non ho proferito
parola e soltanto dopo che sono andati via mi sono reso conto di quello
che era successo a casa mia. Lo spavento è stato tanto ma grazie
al cielo nessuno si è fatto male. Il caso ha anche voluto che
durante la telefonata di mio figlio che mi chiedeva di rientrare per
la cena non sia stato colto dal sospetto e che, pertanto, non abbia
chiesto l'intervento della vigilanza, altrimenti la situazione si sarebbe
potuta complicare e avrei potuto mettere in pericolo la vita dei ragazzi”.
E le istituzioni come hanno reagito alla sua richiesta di aiuto?
“Devo riconoscere che come è partito l'allarme le forze
dell'ordine sono subito intervenute con il capitano Tiadina in testa
che oltre a coordinare di persona l'organizzazione degli interventi
si è voluto subito rassicurare delle nostre condizioni mostrando
grande disponibilità.
Stesso discorso dicasi per il Sindaco Di Bari che dopo la mia richiesta
di volerlo incontrare per invitarlo a intervenire in prima persona per
garantire sicurezza e tranquillità ai cittadini, si è
reso immediatamente disponibile. Telefonate e rassicurazioni che si
sono protratte anche nei giorni seguenti. Attestati di solidarietà
che mi hanno tranquillizzato e dato coraggio a continuare nel mio lavoro
che a breve incrementerò con l'apertura di un nuovo centro spesa
sempre nel territorio fasanese”
Decisamente provati anche i due ragazzi che per quasi un ora sono stati
sotto tiro dei banditi.
“Al loro arrivo – affermano Onofrio e Giovanna – ci
hanno intimato di entrare in casa e di non fare mosse insulse, e di
consegnare eventuale contante in nostro possesso. Soldi che noi non
avevamo in quanto mio padre gestisce personalmente tutta la parte economica
dell'azienda e non affida mai contante nè a noi nè al
nostro personale. Subito dopo, vedendoci spaventati e anche un po' agitati
uno di loro ci ha detto di stare tranquilli che non ci sarebbe successo
niente in quanto loro volevano solo i soldi. Hanno rovistato per casa
e hanno trovato dei contanti, a loro avviso non corrispondenti alle
loro aspettative e hanno decise di attendere a casa l'arrivo di mio
padre. È stata un'esperienza veramente tragica e quasi indescrivibile
che non auguriamo a nessuno. In quei momenti di attesa spesso abbiamo
sperato vivamente che non arrivasse la vigilanza e che, soprattutto,
all'arrivo di mio padre non accadesse nulla di pericoloso. Fortunatamente
nessuno si è fatto male. Ora l'unica cosa che vogliamo e che
presto si spengano i riflettori su questa vicenda sulla quale si è
detto tanto e non sempre la verità. Vogliamo dimenticare in fretta
e tornare alla nostra vita quotidiana”.
“Ormai – Ha concluso il padre, Francesco Zaccaria –
anche se le mie origini sono di Alberobello, mi sento cittadino fasanese
a tutti gli effetti, e gli stessi fasanesi mi considerano loro concittadino.
In futuro certamente prenderemo maggiori precauzioni e magari trasferendo
l'abitazione in Fasano centro per garantire una maggior sicurezza alla
famiglia”.
Michele Cavallo |
| fatti
fattacci cronache e controcronache |
AL RESTAURO TELA DEL LAVAGNA Il Lion's Club Egnazia, nell'ambito del programma di conservazione del patrimonio artistico di Fasano, aveva organizzato un concerto finalizzato alla raccolta di fondi. All'iniziativa, svoltasi lo scorso 28 dicembre, aveva aderito il flautista Enzo Caroli. Il ricavato è stato devoluto alla congrega del Purgatorio per restaurare il quadro “Madonna del Suffragio e Anime purganti” di Ottavio Lavagna, pittore napoletano del XVIII secolo. La tela ( cm.215 x 150), affidata a Valentino De Sario restauratore accreditato presso la Soprintendenza ai beni artistici e paesaggistici di Lecce, verrà risistemata nella chiesa del Purgatorio per il prossimo Giugno Fasanese. DIFFIDATA LA DITTA CHE GESTISCE LA MENSA SCOLASTICA Per la mensa scolastica, dopo le vibrate proteste delle mamme presso l'assessorato alla pubblica istruzione e a seguito della pepata lettera dei genitori (che integralmente pubblichiamo in Documenti) , il Comune ha formalmente diffidato la ditta che gestisce il servizio nelle scuole materne, ovvero l'associazione temporanea d'impresa “R.R. Puglia srl e Athena Service srl” di Noci. Con il provvedimento, voluto dal sindaco e sottoscritto dal dirigente dell'avvocatura comunale Ottavio Carparelli e dal responsabile del servizio di pubblica istruzione Aurora Nardelli, si diffida la ditta gestrice a rispettare pienamente le condizioni del progetto del servizio, pena la “risoluzione del contratto di appalto per inadempimento dell'appaltatore con ogni conseguenza e confacente richiesta”. EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ Parlare di educazione alla legalità ai giovani non è mai abbastanza. Anche quest'anno i carabinieri della Compagnia di Fasano hanno organizzato una serie di incontri con gli studenti. Relatore, il capitano Paolo Tiadina, comandante del nucleo operativo e radiomobile, che durante le conversazioni, a richiesta degli stessi studenti, ha risposto alle curiosità e ha affrontato numerosi argomenti a proposito di droghe, norme sulla tutela dei consumatori, leggi in materia di sicurezza alimentare. Inn molti hanno chiesto come ci si arruola nell'Arma. EVITATA TRAGEDIA A PEZZE DI GRECO Una pattuglia della Guardia di Finanza, in servizio in un rituale giro di perlustrazione nel territorio, ha avvistato in via Platone, a Pezze di Greco, una fiamma fuoriuscire da una canna fumaria. I militari hanno suonato al campanello dell’appartamento e tutti dormivano. I militari hanno dovuto sfondare la porta e con gli estintori di dotazione, hanno evitato che l’incendio si propagasse. Nel frattempo sono stati avvertiti i vigili del fuoco che sono intervenuti prima che il fumo provocasse casi di intossicazione. All’origine del principio di incendio, il caminetto mal funzionante. INGEGNERE COMUNALE ACCUSATO DI CONCUSSIONE Per un fatto accaduto nel 2006, una impresa di Martina, la “CMC di Carrieri Michele” ha denunciato l'ing. Antonio Mansueto, tecnico comunale, di concussione. Secondo l'accusa, l'ingegnere si sarebbe offerto come consulente alla ditta martinese per seguire, anche sul piano amministrativo, gli sviluppi di lavori relativi al depuratore di Forcatella effettuati per conto del Comune di Fasano. Consulenza, ovviamente, retribuita. L'imprenditore ha ravvisato il reato di concussione e ha denunciato il tutto alla Procura della Repubblica. Il 25 marzo la causa al Tribunale di Brindisi. PAUROSO INCENDIO IN CONTRADA SARZANA Alle 5.30 di sabato 2 febbraio in contrada Sarzana si sono levate alte le fiamme di un violento incendio. Ad andare a fuoco un capannone adibito a deposito di mezzi agricoli di Gregorio Vinci, noto imprenditore agricolo fasanese. Il danno ammonta a quasi 100.000 euro. L'incendio, per gli inquirenti, è di chiara origine dolosa. Per domare le fiamme sono intervenute sul posto due squadre dei Vigili del fuoco di Ostuni e una squadra da Brindisi. Ci sono volute ben sei ore di duro lavoro per aver ragione del fuoco sviluppatosi anche nel seminterrato della struttura, dove uno dei vigili del fuoco è stato colto da malore e prontamente soccorso da un ambulanza del 118. La ipotesi dolosa è avvalorata dal fatto che è stato rinvenuto, presso il portone d'ingresso, il lucchetto manomesso. Stretto riserbo sulle indagini avviate dai carabinieri di Fasano, diretti dal capitano Paolo Tiadina., L'area del capannone incendiato è stata posta sotto sequestro. I proprietari dell'immobile hanno dichiarato di non aver mai subito minacce estorsive. MINACCE ALLA MOGLIE Una gelosia morbosa tanto da arrivare a minacciare la moglie con un pericoloso coltello da cucina. È finito così per essere denunciato dai carabinieri di Fasano un albanese di 43 anni che, dalla strada, rivolgeva pericolose minacce alla moglie barricatasi in casa.. A porre fine alle minacce e al gran vociare ci hanno pensato i vicini di casa che hanno telefonato ai carabinieri, il cui intervento è stato immediato. POLENTA E LIBERO ARBITRIO DI FABRIZIO GIANNUZZI  Felice debutto a Locorotondo, mercoledì 6 febbraio, dell'attore fasanese Fabrizio Giannuzzi che ha presentato il monologo “…come la polenta ad agosto”, liberamente ispirato al testo “Zorro” di Margaret Mazzantini. Cinquantotto minuti sulla scana per raccontare la stopria e i pensieri di un barbone che colloquia con il Padre Eterno sul libero arbitrio. Giannuzzi è stato l'interprete e il regista di un lavoro sperimentale nel quale ha coinvolto la Stanza di Ulisse, nel quadro del suo programma di teatro da camera, e Aquilino De Luca per gli arrangiamenti musicali, veramente pregevoli. Pubblico numeroso, attento e compiaciuto all'Aditorium comunale di Locorotondo. Fabrizio Giannuzzi, 34 anni, si è formato artisticamente alla scuola dell'Anonima G R di Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli, per poi proseguire con il regista italo tedesco Michele Oliviero. Per l'allestimento di questo lavoro-laboratorio, pensato nell'estate del 2004 (l'imput, della moglie Alessandra La Torre affascinata dal testo della Mazzantini), Fabrizio Giannuzzi ha speso tre intensi mesi di impegno quotidiano. PREMI PER I PRESEPI (nella foto il direttore del Menante premia Giuseppe Di Bello)  Domenica 20 gennaio atto conclusivo della manifestazione Stella sulla Grotta con la cerimonia di premiazione dei partecipanti al concorso di presepi, alla sua diciottesima edizione. Questi i premiati: nella categoria comunità 1° Oratorio del Fanciullo; 2° Scuola Media Bianco, 3°, in ex-aequo Confraternita del Purgatorio e Associazione La Fontanella; segnalate Ospedale e le parrocchie di san Antonio Abate, San Giovanni Battista, san Francesco d'Assisi .Segnalazioni speciali alla Confraternita dell'Assunta, all'Associazione Nazionale Carabinieri, alla contrada Occhio Piccolo di Montalbano e al reparto Pediatria dell'Ospedale. Nella categoria individuale ha vinto Angelo Schiavone; al 2° posto, in ex-aequo, due concorrenti omonimi Giuseppe Olive; 3° Raffaele Mandollla e la coppia Anna Svezia e Rubino Generoso.Segnalazioni speciali ai presepi di Antonia Curri, Francesco Saracino, Sante Annese, Ambrogio Cardone, Luigi Colucci, Ambrogio Potenza, Francesco De Cantis, Maria Tinella, Giuseppe Mazzotta, Giovanni e Achille Miccolis, Olive Giuseppe e Maria Cisternino, Maria Zaccaria, Anna Ruggiero, Maddalena Pedone, Loredana Olive, Grazia e Anna Pugliese, Gigi e Mari Cofano, Marianna Scatigna, Giovanni Passiatore e dalla famiglia Semeraro-Ciaccia.La Coppa “Osservatorio” per la creatività è stata assegnata al presepe meccanico di Francesco Castellana, una artistica rappresentazione ambientata in una masseria nostrana, con tutti i personaggi in movimento. La Coppa “Radio Diaconia” per la creatività e completezza di dettagli è andata al presepe di Michele Cecere i cui personaggi sono stati realizzati artigianalmente. La “Coppa Piazza Ciaia” per il senso artistico è stato attribuito al presepe di Giovanni Laguardia, una grande rappresentazione con l'alternanza di giorno e notte ed effetti speciali come la caduta della neve. La Coppa “il Menante”, per l'originalità, è stata assegnata al presepe di Giuseppe Di Bello, un giovane artigiano locale che, anche quest'anno, è stato premiato al concorso nazionale di Verona. PROGETTO INTERCULTURA L'università del tempo libero, ha organizzato quattro incontri con artisti albanesi e rumeni integratisi nella nostra città. Si tratta del progetto di intercultura “Chi sono gli altri”: un modo per scoprire se stessi. Gli incontri si terranno il 21,22, 28 e 29 febbraio, alle 17,30, nella sala teatro dell'Oratorio del Fanciullo. Prevista anche la proiezione di due film, “Albania Blues ( (venerdì 22) e “Japigia Gagi” (venerdì 29). L'IMMONDIZIA VA GESTITA La raccolta differenziata, a Fasano, è ancora un programma futuro, molto vago e futuro. Molti fasanesi, infatti, continuano a depositare nei cassonetti, indistintamente, ogni tipo di rifiuto solido, compreso vetro, carta, plastica, ferro, medicinali scaduti, pile e anche rifiuti ingombranti. Tanto è emerso da un indagine effettuata dagli operatori dell'azienda che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani a Fasano. Come dire delle isole ecologiche e dell'ordinanza del sindaco c'è stato un quasi totale impipamento. L'educazione dei cittadini è fondamentale in questa operazione. Fare gli strafottenti potrebbe significare ritrovarsi con l'immondizia accumulata sotto casa, stile Napoli. Intanto sono stati intensificati i controlli e le conseguenti salatissime multe per trasgressori e sporcaccioni. RAPINATORI MATTINIERI Non si arresta l'ondata di criminalità in città nonostante un più massiccio dispiegamento di forze dell'ordine atto a scongiurare il ripetersi di simili fenomeni. Lo scorso 2 febbraio intorno alle 4 del mattino tre malviventi a volto coperto si sono introdotti all'interno del Bar del Corso, in corso Vittorio Emmanuele vicino alla chiesa di Sant'Antonio Abate, e sotto la minaccia di manganelli hanno intimato al padre del proprietario di consegnare l'incasso. L'uomo, per evitare guai maggiori, ha consegnato ai malviventi quanto era in cassa, circa 400 euro. Una rapina facilitata dall'assenza, in quel momento, di clienti all'interno del bar.. FALLITA RAPINA CARNEVALESCA A PEZZE DI GRECO Tenta di mettere a segno una rapina ma viene messo in fuga dal negoziante. E' successo nel tardo pomeriggio del martedì grasso, quando in un bar-alimentari, nel centro di Pezze di Greco si è presentato un uomo mascherato che avvicinatosi alla cassa, armato di coltello, ha intimato al proprietario di consegnargli tutto l'incasso. A quel punto il titolare del negozio ha estratto anch'egli un coltello, ma dalle dimensioni decisamente più grandi, consigliando al ladro di togliere subito il disturbo. Una reazione coraggiosa che ha colto di sorpresa il rapinatore mascherato,il quale ha immediatamente tagliato la corda fuggendo nelle stradine circostanti e facendo perdere le tracce. RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE Picchia un agente in borghese intervenuto per sedare una violenta discussione e finisce in manette. Protagonista di questo spiacevole episodio un pregiudicato fasanese di 37 anni, che entrando in un bar di Fasano, intavola una discussione con il proprietario dell'esercizio commerciale. La discussione si anima e nel giro di pochi secondi dalle parole ai fatti. Schiaffi calci e pugni e suppellettili che volano per aria. Tra gli avventori, era casualmente presente un carabiniere in borghese che tenta di fermare l'uomo, ma finisce per essere aggredito e malmenato dalla furia scatenata dal pregiudicato. L'uomo, esaurita la sua rabbiosa energia, scappa: viene rintracciato, dopo poche ore e, arrestato dai carabinieri del Nor di Fasano, viene accompagnato in carcere per resistenza a pubblico ufficiale, minacce, lesioni e danneggiamento aggravati. SALVATA IN CHAT Delusa e amareggiata da una relazione sentimentale, una quarantenne fasanese , chattando, ha confessato i suoi sentimenti e il proponimento di suicidarsi a una sua amica fiorentina. Questa, spaventata, senza indugio ha chiamato il 113. E' scattato subito l'allarme e, dalla Toscana, sono stati informati i carabinieri di Fasano che hanno rintracciato, a casa, la donna. Ma, nel frattempo, la quarantenne si era rasserenata ed agli uomini dell'Arma ha assicurato di non avere alcuna intenzione di togliersi la vita. Il messaggio all'amica era stato uno sfogo del momento. TRUFFATORI SCOPERTI DALLA GUARDIA DI FINANZA Finte fatturazioni, due ditte fasanesi sull'orlo del fallimento e ben 50 lavoratrici licenziate. È questa la drammatica conseguenza di un frode fiscale perpetrata da due persone di Taranto che vendevano fantomatici servizi. Una truffa che non è sfuggita alle Fiamme gialle della Compagnia di Fasano diretta dal capitano Antonio Nigro. In tre diverse operazioni i truffatori hanno lucrato 180'000 euro. I due truffatori si offrivano come consulenti e mettevano in conto lavori di ristrutturazione mai eseguiti. Due malcapitate aziende fasanesi sono finite sull'orlo del disastro economico. AUTO IN FIAMME Continua senza sosta il propagarsi di un pericoloso fenomeno notturno come quello dei roghi d'auto. Numerosi sono gli incendi appiccati negli ultimi giorni a diverse automobili ridotte in fumo a causa di incendi quasi tutti di natura dolosa. Ben due auto in fiamme durante la notte tra lunedì 21 e martedì 22 gennaio scorsi. Il primo incendio è divampato intorno all'1.20 in via Giardinelli nei pressi della caserma dei vigili urbani. Pochi istanti dopo carabinieri e vigili del fuoco venivano chiamati ad intervenire in pieno centro storico, nei pressi del sagrato della chiesa Matrice, dove una Fiat 126 si era trasformata in una pericolosa palla di fuoco, pericolosissima per i residenti nella zona. Peraltro l'auto era addossata a un portone che ne è rimasto danneggiato. Pochi giorni di tregua ed il fuoco è tornato a divampare. Questa volta nei pressi della scuola elementare di via Mignozzi: incendiata un'altra Fiat Punto. Nella notte tra il 30 e il 31 gennaio ad andare in fumo è stata l'auto di un finanziere, in servizio presso la locale Compagnia di Fasano, parcheggiata proprio sotto l'ingresso della sua abitazione. Questa volta però, si è trattato di autocombustione, per un corto circuito, così come hanno appurato i vigili del fuoco. LADRI IN AZIONE NELLE CAMPAGNE Allarme criminalità nella frazioni fasanesi. Molti ormai i furti messi a segno in diverse case collocate nelle campagne e anche nel centro abitato di Speziale e Montalbano. Diversi gli episodi verificatisi nei mesi scorsi in questi due centri. I ladri hanno preso di mira non soltanto le abitazioni, quand'anche le campagne. Da molti uliveti sono state sottratte le olive già raccolte nelle reti. Audace colpo dei soliti ignoti anche alla Masseria Maccarone. Il fenomeno sta assumendo le dimensioni di una emergenza sociale. IL METANO A MONTALBANO Dopo anni di attesa il metano arriva anche a Montalbano. Infatti in un affollata conferenza stampa tenutasi nella sala circoscrizionale di Montalbano organizzata dal presidente della Circoscrizione Vito Lombardi , i funzionari della società Ses Reti S.p.A., vincitrice dell'appalto per la gestione del gas metano di Fasano, hanno illustrato ai cittadini le modalità per l'allaccio alle condutture metanifere. Intanto il presidente Lombardi, per venire incontro alle esigenze dei montalbanesi, ha deciso di aprire uno sportello informazioni presso la sede della stessa circoscrizione. L'ufficio sarà aperto al pubblico dal lunedì al venerdì nelle ore comprese tra le 17 e 19. BIBLIOTECARI PUGLIESI E GRECI ALL’EXPRESS È stato presentato, Lunedì 11 febbraio presso l’hotel Express, il network apulo-greco delle biblioteche. Si tratta di un progetto comunitario per valorizzare il dialogo interculturale fra Grecia e Italia attraverso la registrazione audiovisuale di spettacoli dal vivo. L’idea portante è quella di rendere riproducibile, e quindi oggetto di studio e di memoria collettiva, una materia che tradizionalmente non lo è mai stata: lo spettacolo dal vivo, ovvero l’evento unico e irripetibile. Si è voluto, pertanto, creare un archivio in rete per conservare la memoria degli spettacoli più significativi che si vedono oggi in Puglia e in Grecia. L’incontro tra le 34 biblioteche greche e pugliesi aderenti il progetto (fra queste la nostra “Ignazio Ciaia”) ha voluto rappresentare un momento di approfondimento per un miglior utilizzo del materiale che verrà archiviato. Il convegno è stato organizzato dalla Provincia di Brindisi (rappresentata dall’assessore Giorgio Cofano), partner nell’iniziativa comunitaria (Interreg III A Grecia-Italia 2000-06 Misura 3.2) unitamente alla Regione Puglia, che cura la regia, all’Università di Bari, al teatro Pubblico Pugliese e ad altre istituzioni greche e della Puglia. IMPRATICABILITA' DEL PORTO DI SAVELLETRI Siamo alle solite. Il fondale del porto di Savelletri è sempre più sporco, l'altezza dell'acqua ridotta e i pescherecci sempre più in difficoltà. Una difficoltà che ha costretto diversi addetti ai lavori ad emigrare in altri porti con conseguente disagio e danno economico. Fra i pescatori c'è anche chi, nonostante tutto, continua a lottare restando in loco traon mille difficoltà. E' il caso di Enrico Lapadula, proprietario del peschereccio “Attila” il quale per rientrare in porto è costretto tutte le volte a farsi tirare con delle funi dalle auto ferme sulla banchina. Una situazione quasi paradossale tanto che il Lapadula lo scorso 22 gennaio per tentare il rientro ha deciso di chiamare la vedetta dei carabinieri.. “Non se ne può più di questa situazione - è il commento di Lapadula – e ci chiediamo: quanti altri danni dovremo subire prima che qualcuno intervenga? Per di più questa situazione grava notevolmente sulle nostre finanze in quanto un problema del genere impone una continua manutenzione straordinaria sull'imbarcazione. Chiglia notevolmente usurata, eliche deformate, motore in difficoltà grazie alle tante porcheria e quindi a forte rischio di danni, filtri e radiatori sempre intasati”. Questa è solo una prima stima dei danni che i pescatori subiscono da questa situazione. “In questo stato – continua il pescatore - programmare uscite di poca durata (1 giorno) non ci conviene più. Ma anche organizzare lunghe uscite è diventato problematico, in quanto al momento della partenza non possiamo rifornirci del carburante necessario a tenerci fuori per più di 3 o 4 giorni, visto che dobbiamo stare molto attenti a non appesantire la barca. Quindi questo comporta per noi un notevole danno economico che prima o poi ci costringerà ad emigrare in altri porti come hanno già fatto alcuni nostri colleghi Tutto ciò per un progetto di dragaggio già pronto, ma mai messo in atto. FURTI DI RAME Non si placa la corsa al rame che continua ad essere oggetto di grosso interesse per molte bande di ladri. L'ultimo furto a Torre Canne, in località Tuppina, dove sono stati sottratti all'Enel ben 450 metri di cavo dalla linea elettrica che attraversa la località. Un matassone pesante circa 4 quintali del valore di 2000 euro. Il furto è stato denunciato, ai carabinieri di Pezze di Greco, dagli operatori dell'Enel. LA FESTA DEI GIORNALISTI Quest'anno, la ricorrenza del patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales, è stata celebrata con una messa e un concerto nella chiesa dell'Assunta. Ha officiato il priore don Sandro Ramirez che, da cultore della comunicazione (è anche editore di Radiodiaconia), ha esortato i giornalisti a impegnarsi soprattutto nella ricerca della verità, sottolineando la grande responsabilità dei professionisti dell'informazione. Breve e significativo l'intervento del presidente del Circolo della Stampa, Gino Bianco, che ha proposto ai colleghi la moderazione dei toni come impegno tematico per l'anno sociale. Infine, il concerto. Si è esibito il “Quartetto Adriatico”, una formazione di giovani sassofonisti pugliesi, di cui fa parte la fasanese Vincenza Nistri (sax soprano). I quattro strumentisti, che già vantano un apprezzabile curriculum, hanno proposto un programma che contemplava armoniose quanto ardite sonorità. L'organizzazione della manifestazione è stata curata, con la solita impeccabilità, dal segretario del Circolo, Gianfranco Mazzotta. MASSERIE FASANESI A “SI' VIAGGIARE” Nella rubrica del TG2 “Sì, viaggiare” in onda il venerdì alle 13,50, lo scorso 25 gennaio è stato dedicato un servizio alla Puglia. Lo ha firmato Vito Bruno, il quale in pochi minuti ha saputo presentare, con taglio originale, alcune delle attrazioni turistiche più significative della nostra regione connesse all'architettura tipica, dalle masserie fortificate fasanesi, al barocco leccese, ai trulli di Alberobello. Suggestive le inquadrature della Masseria San Domenico. LA COLLINA DELLE GINESTRE Il prof. Achille Colucci, dirigente scolastico in pensione, ha presentato giovedì 14 febbraio presso la biblioteca comunale, il libro di Govanni Naracci “La collina delle ginestre” (che il Menante ha recensito nell'edizione del 4 ottobre 2007 n. 18 a pag. 9). Si tratta di un lungo racconto ambientato tra Laureto e Savelletri i cui protagonisti, quattro amici compagni di scuola fin dalle elementari, propongono, tra l'altro, un interessante spaccato della Fasano del ventennio fascista. Il libro, il nono per il prolifico medico scrittore dott. Narracci, è stato èdito da Schena. |
Il bipolarismo esasperato
PER CONTINUARE A ESISTERE
Problemi di sopravvivenza per i piccoli
partiti – Necessità di dare spazio alle voci fuori dal
coro
La campagna elettorale è ufficialmente
aperta, improvvisati esperti di politica esprimono personali considerazioni
su quello che potrà succedere nel prossimo futuro politico.
Chi si affaccia in questa realtà così complessa ha seria
difficoltà nel comprendere il vero significato di quello che
sta succedendo.
Un sistema di pochi partiti, più flessibile ed efficiente, è
probabilmente l'unico punto d'accordo tra le diverse forze politiche,
dall'estrema sinistra a “La Destra” di Storace.
Ci si chiede però se questa auspicabile esigenza possa essere
estremizzata a tal punto da considerare, a detta di Silvio Berlusconi,
“voti inutili e pericolosi” quelli indirizzati verso formazioni
che non siano PD e PDL.
È possibile dirottare le diversità ideologiche, che pure
appartengono e sono radicate nella storia del nostro paese, verso due
sole formazioni politiche nel giro di qualche mese.
Siamo di fronte ad una rivoluzione che non lascia spazio a nessuno,
o si è “dentro” o non si “esiste”.
Il tempo delle alleanze sembra essersi concluso insieme al governo Prodi.
Una coalizione di diversi partiti non riesce ad attuare un programma
perché sono troppo diverse le storie, i principi e le priorità,
ma agglomerati di nomi di diversa provenienza potranno realmente assicurare
la stabilità all'indomani delle elezioni?
L'essere insieme al di là del programma è evidentemente
sinonimo di un'unica attenzione: la poltrona.
In un sistema parlamentare dove si vota singolarmente chi potrà
assicurare che l'esito non sia peggiore di quello a cui abbiamo assistito?
Io che sono socialista, e me ne vanto, posso essere soddisfatta dalla
presenza di qualche compagno in una formazione la cui unica ragione
di coesione è il rapporto di forza?
Attendo e spero… perchè domani è un altro giorno!
Rossella De Carolis
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L’OCCUPAZIONE GIOVANILE
LA DIGNITÀ DEL LAVORO
Superare le vecchie discriminanti borghesi-
L'inganno del guadagno facile – Il necessario adeguamento alle
tecnologie
Per i giovani italiani di oggi, si sa, non
è per nulla semplice entrare nel mondo del lavoro.
Difficoltà di varia natura concorrono ad ostacolare la realizzazione
di quello che, nella maggior parte dei casi, è il sogno nel cassetto
di ogni genitore: un posto stabile e abbastanza remunerativo per i propri
figli. L'indubbia crisi economica degli ultimi anni, ma anche limiti
profondi insiti nel mercato della domanda e dell'offerta di lavoro sono
tra le cause di tali difficoltà.
Animati da grandi ambizioni, armati di buoni propositi, i giovani ricercano
occupazioni che assicurino solidità e vantaggiosi benefici economici.
La carriera prima di tutto. Purtroppo, però, l'impiego dei desideri
non è mai ad attendere dietro l'angolo e bisogna darsi da fare
senza mai accantonare umiltà e pazienza.
La chimera del guadagno facile e veloce può, talvolta, spingere
le nuove generazioni ad avventurarsi nell' incantato mondo dello spettacolo
o, peggio, in attività poco lecite.
Non bisogna tralasciare, inoltre, la convinzione errata di alcuni ragazzi
secondo cui sarebbe indegno e vergognoso all'estinzione dalle attuali
tecnologie.
svolgere certe professioni. Si tratta di impieghi ritenuti “superati”
dati i tempi, impieghi di grande valore che rischiano di scomparire
assieme alla loro storia, alle loro tradizioni perché condannati
all'estinzione dalle attuali tecnologie.
Ma esistono davvero lavori di serie A e lavori di serie B? Una simile
classificazione dovrebbe essere riservata solo alle competizioni sportive,
senza valore dispregiativo. Una società per poter sopravvivere
non ha soltanto bisogno di indossatrici, attori,calciatori e via dicendo
che ostentano ricchezza e disprezzano il sacrificato impegno per arrivare
alla meta tanto ambita.
Occorre, allora, che giovani e meno giovani, comprendano che un artigiano,
un operaio o un contadino non possiedono meno prestigio e rispettabilità
rispetto di medico, un avvocato o un ingegnere perchè quello
che, nonostante i tempi, continua a nobilitare l'uomo non è il
guadagno ma il lavoro onesto.
Angelica Sicilia
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MARCIA DELLA PACE E FUCILI IN LIBERTA’
Una tranquilla domenica mattina di fine gennaio,
il sole caldo, l'assenza di vento, sembra quasi primavera. Via i giubini,
via i cappotti, qualcuno azzarda la maglietella di cotone. In chiesa
a Pezze di Greco, i bambini delle classi elementari diretti dalle catechiste
si preparano per la Marcia della Pace. Sfilano in piazza con bandierine
colorate con su scritto Amore, Pace, Fratellanza, Amicizia, Uguaglianza.
Cantano inni alla pace e infine si liberano due colombe bianche, il
cui volo dovrebbe trasmettere ai nostri cuori l'emozione e la volontà
di costruire insieme un mondo migliore basato sulla Pace.
Tutto ciò succede in paese. E nelle campagne circostanti, intanto,
che succede?La Guerra!!! Spari, botti: sono i fucili automatici dei
padri di famiglia, dei ragazzini di diciotto anni, degli uomini del
paese che sin dalle prime luci del giorno si armano per inseguire la
loro piccola preda per poi menar vanto e farsi belli nei vari circoli
della caccia. Nel tepore della natura, quanti soggiornano nelle Masserie,
non odono il cinguettio degli uccellini ma solo gli scoppi dei fucili
che rompono la quiete della campagna. Forse i nostri figli ci offrono
uno spunto su cui riflettere.
Intanto, mentre la caccia è chiusa, si potrebbe pensare a qualche
iniziativa per bonificare gli uliveti e i terreni abitualmente battuti
dai cacciatori, dai pallini delle cartucce: il piombo non finisce soltanto
nel corpo degli uccelli sparati, ma anche nell’organismo delle
persone.
(m.t.c.d.m.)
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| una
finestra sul mondo |
a
cura di Mariangela Turchiarulo |
«Una
finestra sul mondo» è il titolo di una nuova rubrica che
sarà presentata a partire da questo secondo numero del «Menante».
L'idea è quella di una rubrica partecipata in cui potranno essere
pubblicate e condivise le esperienze dei fasanesi all'estero: di esploratori
del mondo, di viaggiatori con zaino in spalla, di reporter e fotografi
freelands. E' una nuova agenzia di viaggi lowcost in grado di offrire
pacchetti a prezzi modici (solo 1 Euro comprese le tasse aeroportuali!)
per vacanze da sogno!!! Non si tagliano i costi a spese della sicurezza
o della qualità del servizio… ma si viaggia a spese di
occhi attenti e sensibili. Nell'era di Google, la politica non può
che essere quella dell'open source, con cui i lettori contribuiscono
al progetto costruendo un network. E' una condivisione di files all'interno
di una rete comune (un peer-to-peer client di file sharing, direbbero
i mostri dell'informatica): è la logica di eMule o di Kazaa Lite
per intenderci. Sono i viaggi virtuali della carta stampata… Con
un «click» il gioco è fatto! Sulla comoda poltrona
del tuo soggiorno, «Menante» in mano, ti giungeranno immagini,
colori, odori, suoni, rumori e soprattutto emozioni. In un attimo potrai
trovarti in Africa, in Egitto, in India o nel Nuovo Continente…
come anche tra le meraviglie del nostro Bel Paese. Andare con le orecchie
e lo sguardo oltre i propri confini geografici è un'esperienza
che arricchisce e nutre lo spirito. Non si propone una fuga dalle contraddizioni
e dalla pochezza cui spesso la nostra «vita in provincia»
costringe, ma uno stimolo ad allungare lo sguardo, a spostare l'orizzonte
per conoscere ciò che è altro da sé e dalla propria
realtà. E' un invito a lasciare una finestra aperta, per fermarsi
a guardare… a guardare fuori per vedersi dentro... Per fermarsi
a pensare… a pensare a ciò che è lontano per migliorare
ciò che è vicino… «Una finestra sul mondo»
è il titolo di uno «spazio» in cui il lettore deve
entrare, girare, magari perdersi, ma a un certo punto trovare un'uscita
o magari più uscite, la possibilità d'aprirsi una strada
per venirne fuori… (proprio come vorrebbe Italo Calvino). E' un
punto di vista, uno sguardo preso in prestito, un rapporto di viaggio,
un desiderio di ricerca… una scoperta. E' un occhio che guarda
per la prima volta… una città invisibile, un luogo esotico,
un paesaggio, un edificio, un volto nuovo…, un fatto accaduto
chissà dove. E' un orecchio teso che ascolta… suoni nuovi,
lingue diverse, rumori lontani. Un sapore strano, un gusto indecifrabile…
una sensazione mai provata. Un viaggio per il Mediterraneo… E'
la finestra di Braudel… Il mondo romano in Libano, le città
greche in Sicilia, l'Islam turco in Yugoslavia, la presenza araba in
Spagna. E' l'architettura rurale, spontanea, pittoresca; l'architettura
dei muri bianchi ed abbaglianti, con piccole finestre, cortili, pergolati
e scale esterne…
E' tutto questo…. e tanto altro ancora….! Allora…
buon viaggio! |
Tunisia
AL-KAIRAWAN
Appunti di viaggio
 La
dimensione del viaggio è conquista di altro da sé. Spazio
e tempo sono come congelati: nuovi ritmi e nuove dimensioni ti investono.
Guardi con occhi che non sono più i tuoi…; respiri senza
accorgertene e parli lingue che non sapevi di conoscere. Nuovi orizzonti
si aprono: cambia il colore del cielo e la forma delle nuvole. Le pietre
diventano ocra; il richiamo del muezzin si moltiplica nell'aria: la
tua anima vibra e ascolta in religioso silenzio. L'azzurro del cielo,
l'ocra delle pietre, il violetto del tramonto…; la pelle olivastra
dei bambini, gli occhi neri, i volti bruciati da un'esistenza senza
orpelli…; gli sguardi che ti perforano il corpo e ti toccano il
cuore… Questo e tanto altro ancora è quello che ricordo.
L'ospitalità senza indugi, la voglia di scoprirti nel tuo mondo
così lontano e diverso. La tabouna sotto il braccio o legata
sulla sella di una bici arrugginita. Il carro delle spezie con mille
polveri colorate; le arance, le botteghe dei souks traboccanti di chincaglie
variopinte; argento berbero 100%, piatti di ottone, teiere e vassoi;
muri colorati di tappeti, borse e scarpe in
pelle di capra o di cammello; lampade polverose…, specchi in cui
ti guardi senza riconoscerti.
Ti dimentichi chi sei e cosa stai cercando; vivi un'esistenza senza
chiederti il perché; ti sdoppi e sei altro da te stesso; girovaghi
leggero, in punta di piedi e gaio perché hai dimenticato i tuoi
fardelli da qualche parte e non ti importa dove.
Attraversi sentieri non battuti con la speranza di perderti nella vita
di ogni giorno, così lenta ed essenziale, che non ti appartiene,
ma senti già tua. Il vapore dell'hammam rende invisibile il tuo
corpo, eppure ci sei, avvolto in una nuvola che profuma di limone e
gelsomino. Ma lì fuori, puzza di uova andate a male, di pelle
di animale.
Proprio lì, vicino al cimitero, una storpio trascina il suo corpo
pesante e deforme; un ragazzino zoppo gioca a calcio in porta tenendosi
sulle sue stampelle. Più in là un bimbo, gattoni, rincorre
biglie tra le buste di immondizia, ti scorge da lontano e ti rincorre
intonando una lunga cantilena: «Monsieur, monsieur... un dinar!!!!».
Presto sei accerchiato : «Monsieur, monsieur... un stylo !!!!
Monsieur, monsieur... un bob bon !!!» Ci fai l'abitudine... quasi
ti lascia indifferente… fa parte del folklore…(??!!)
Il cimitero, che dalla Medina è occluso alla tua vista, ora lo
attraversi ogni giorno per andare a lavorare, saltellando tomba dopo
tomba: il possente minareto della Grande Moschea lo guarda…; sta
lì, austero e immobile…, bianco…, sotto le mura. |
| Se vuoi raccontare dalle pagine del Menante la
tua esperienza di viaggio e/o pubblicarne una foto significativa scrivi
a: redazione@ilmenante.it |
| Minchiate
e facezie |
LA DIAGNOSI DIFFERITA
In un paese nel cuore della Sicilia, un bel
mattino si presenta nell'ambulatorio medico la signora più rispettata
del circondario, la baronessa donna Rosalìa. Ben vestita e composta,
la baronessa si siede per attendere il proprio turno, ma appena esce
il paziente che era nello studio del medico, tutti si alzano in piedi
e, tra frasi deferenti e reiterati “baciamo le mani”, cedono
la precedenza alla signora invitandola a entrare. Donna Rosalìa,
al cospetto del medico, dopo i convenevoli di rito, espone la sua preoccupazione:
“Dottore, lei mi deve liberare da un fastidio che per quanto innocuo
e apparentemente inesistente, mi inquieta tanticchia. Io spesso faccio
arie. Per carità, nessuno se ne accorge perché sono inodori
e silenziose. Ma io comunque le faccio e ne ho intima soggezione. Si
figuri, dottore, che mentre ero in anticamera ed ora, qui in sua presenza,
ne avrò fatto una decina. Lei mi deve trovare un rimedio”.
“Non si preoccupi, donna Rosalìa – la rassicurò
il medico- faremo le cure adeguate. Però ci vuole pazienza, tanta
pazienza”.
“Ed io paziente sono”, replicò la baronessa. Il dottore
si alzò dalla scrivania e, dall'armadietto dei medicinali, prese
un barattolino con delle pillole. Quindi, rivolgendosi alla nobildonna,
le raccomandò: “Donna Rosalìa, di queste pillole
deve prenderne quattro al giorno, ogni sei ore, per dieci giorni. Dopo
di che torni qui”. La baronessa si attenne scrupolosamente alla
prescrizione medica e dopo dieci giorni tornò in ambulatorio.
Stessa scena, stessa deferenza dei presenti e cortese invito a entrare
senza fare la fila. Appena la signora fu davanti al suo medico curante,
saltò i convenevoli e con piglio irritato lo apostrofò:
“Dottore, ma che pillole mi diede. Il difetto non scomparì,
anzi si aggravò. Ora quando faccio aria si sente anche un fetore
terrificante”!
“Donna Rosalìa - rispose pacatamente il medico- io le dissi
che ci vuole pazienza. Ebbene, abbiamo curato la sinusite. Ora cureremo
l'otite”. (m.)
A
fianco la striscia di Cosimo Rosati |
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| Tra
il serio e il faceto |
I dubbi dubbi e altro di Nicola Fiume
Botanica
Il fiore femminile del papavero si chiama mamavero?
Linguistica moderna
Langue d'oc: Lingua a denominazione di origine controllata.
Beati
Beati i poveri che non sanno quello che si perdono.
Beati i ricchi che non si perdono niente.
Hobbies
La raccolta delle mandorle è una collezione di figurine delle
Edizioni Panini?
I nuovi ricchi
Se uno ha un 'pied à terre' … l'altro piede dove ce l'ha?
Comodità
Se uno ha una mansarda … l'altra mano è pure lei di Cagliari?
Riflessione seria
Il passato deve ancora arrivare.
Proverbio e commento
“Chi si accontenta gode”, ma chi gode non si accontenta.
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CHE CI SIAMO PERSI |
Ormai è fatta. Dopo il tradimento consumato dai senatori centristi, si torna a votare. Per essere sicuro che i centristi non facciano nuovi scherzi in futuro, Veltroni scarica la sinistra. Berlusconi (tessera P2 n° 1816) ricorda a tutto il suo schieramento chi è che mette i soldi: la sua coalizione, riconoscente, ringrazia e ubbidisce. Eppure si sarebbe potuto evitare il voto anticipato. Il Presidente della Repubblica aveva provato ad affidare al Presidente del Senato Marini l'incarico di un governo che varasse una riforma elettorale. Il tentativo non è riuscito, ma noi del Menante siamo in grado di rivelarvi quali erano le altre ipotesi di Governo che avrebbero potuto evitare il prematuro ricorso alle urne. Grosse Koalition. Per il posto di Presidente del Consiglio, non avendo a disposizione la cancelliera tedesca Angela Merkel si poteva ripiegare su quanto abbiamo di più assimilabile: la senatrice meranese della Sudtiroler VolksPartei, Trudy Kammerer. Volendo fare, come al solito, gli sboroni nei confronti dei tedeschi, la Grosse Koalition da noi diventa Grossissima Koalition che contiene dentro tutti i partiti tranne La Destra di quel grande (e grosso) erede del fascismo che è Storace e la Sinistra Critica di quel grandissimo figlio di Trotzkij che è Turigliatto. Al ministero dell'Interno ci sarebbe stato bene un esponente della comunità slovena del Friuli, il ministro degli Esteri espressione dell'Union Valdotaine. Al Ministero della Difesa un rappresentante degli Autonomisti Siciliani, il ministero dell'Economia sarebbe andato al Partito Sardo d'Azione. Alla Giustizia Clemente Mastella. Piccola Koalition. Presidente del Consiglio Luca Cordero di Montezemolo. L'idea prevedeva un accordo tra Partito Democratico, UDC, UDEUR e Forza Italia. Ministro degli Interni Pierferdinando Casini, ministro degli Esteri Giulio Tremonti, il Partito Democratico non sarebbe riuscito a mettersi d'accordo sul nome dei suoi ministri. Ministro della Giustizia Clemente Mastella. Governo di Salute Pubblica. Vi avrebbero partecipato tutti gli ex ministri della Sanità: Turco, Storace, Sirchia, su su fino a De Lorenzo. Ministro della Giustizia Clemente Mastella. Governo di Morale Pubblica. Presieduto da Giulio Andreotti, avrebbe scelto i ministri tra i migliori esponenti della nostra classe politica. Berlusconi agli Interni, De Michelis agli Esteri, Cirino Pomicino all'Economia, Salvatore Cuffaro alla Difesa, Clemente Mastella alla Giustizia. Si era pensato ad un incarico di ministro anche per Renato Vallanzasca ma lui ha rifiutato dicendo “con certa gente meglio non averci a che fare, preferisco rimanere con gli ergastolani”. Governo delle Sinistre. Presieduto da Romano Prodi, per tenere contenti tutti i partiti della coalizione di centrosinistra (nel frattempo diventati ottantaquattro) i ministri sarebbero diventati trecentododici cui bisognava aggiungere milleseicento sottosegretari. Per le riunioni ristrette era già stato affittato il Palasport di Torino, per le riunioni plenarie si pensava di utilizzare lo stadio Maracanà di Rio de Janeiro. Clemente Mastella avrebbe ottenuto il ministero della Giustizia. Comunque il governo sarebbe durato due settimane. Governo delle Destre. Presieduto da Silvio Berlusconi (tessera P2 n° 1816), prevedeva come vicepresidenti D'Alema e Rutelli, Amato agli Interni, Di Pietro ai Lavori Pubblici, Padoa Schioppa all'Economia e Clemente Mastella alla Giustizia. Governo Moratti. Non avrebbe badato a spese e avrebbe preso il meglio a disposizione sul mercato. Sapendo che una buona squadra si costruisce dalla Difesa ed essendo un cultore del modulo 4-4-2, mette al Ministero della Difesa ben 4 ministri, da destra a sinistra: Kohl, Aznar, Schroeder, Jospin. A centrocampo due Interni (Clinton e Chirac) e due Esteri (Walesa e Blair). Gli altri due posti a Gorbaciov e all'unico italiano: Clemente Mastella.
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Due libri di G. Narracci
MARATONA E TERMOPILI
La violenza negazione della civiltà
– La dignità nelle diversità culturali – Lo
smantellamento dei pregiudizi – Il pericolo delle ideologie totalitarie
Parlare di Maratona, della battaglia di Maratona
dell'11 Settembre del 490 a. C. vinta dai greci in cui brillò
il coraggio e la forza di resistenza degli ateniesi e, parlare poi,
della battaglia di Termopoli, dieci anni dopo, nel 480 a. C. in cui
pochi uomini combatterono il grande esercito di Serse che eredita dal
padre Dario la vendetta contro le città greche, a chi può
interessare oggi?
Giovanni Narracci ci dà una sua risposta. La più bella
in questi tempi di assurdità generale: la violenza è la
negazione della storia; la violenza nelle guerre è la negazione
della civiltà e solo con la volontà di affrontare gli
argomenti più gravi che si liberano le forze positive dall'imbarbarimento
e si mobilitano le energie creative dell'anima delle singolarità.
E' attraverso la singolarità che la storia diventa portatrice
di senso, di quel senso contemporaneo di cui parlava Benedetto Croce.
Ma quella vittoria fu conseguita con le armi. No quella vittoria fu
conseguita con il controllo e la lucidità necessaria per sconfiggere
coloro che intendevano solo conquistare e sottomettere quelli, come
Aristagora, tiranno di Mileto che cominciavano a parlare di isonomia;
che cominciavano il grande cammino della civiltà con la virtù,
l'energia patriottica che sole possono giustificare la potenza politica
e preservarla e non certo il desiderio di conquista e di potere fine
a se stesso e privo di ogni limite e di obiettivo a lungo termine. Questo
ha un termine. Non ha termine, invece, la Storia dell'uomo; chi cerca
la Storia come Giovanni Narracci cerca lo spirito della verità
e si incontra con Erodoto che viaggia, interroga i testimoni, apre discussioni
con estranei e li rispetta per la loro dignità, per la loro diversità
culturale e per i loro meriti.
Il cercatore Giovanni si è unito al medico Narracci che con i
medicamenti della ricerca del significato degli eventi ci aiuta a purificare
le nostre menti dai pregiudizi, a smascherare i falsi basamenti delle
nostre convinzioni, mantenendo attento e vigile il nostro spirito, per
raccontare i fatti che viaggiano e hanno viaggiato il nostro destino.
Nella prosecuzione di Maratona, la pianura della gloria, in Termopili,
i giorni della gloria Giovanni Narracci ci avverte di quanto questa
epoca di ideologie totalitarie prepara alla nostra civiltà: uccidere
in nome della logica. Ma la scrittura ha il potere di impedire l'azione
di logiche perverse di despoti che opprimono il loro popolo e intendono
soggiogare gli altri. Ma i despoti vanno colpiti da soli.
I coraggiosi, ci ricorda Narraci nel suo racconto storico, hanno dentro
il principio della responsabilità nazionale, principio improponibile
nel nostro panorama politico. La responsabilità anche di rispettare
l'altro da sé; la responsabilità che traccia i confini
dell'individuo e la sua possibilità di scegliere tra il bene
e il male. Solo così possiamo non essere ancora ingannati da
chi vuole farci credere che il passato è finito, vinto o non
è mai accaduto. In questo modo è facile che ci riacchiappi.
Anna Maria Mileti
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“Viva Baylonia” di Angiuli
VERSI E RITMI UNIVERSALI
Raccolta di poesiole in dialetto valenzanese,
in stile haiku, tradotte in quaranta lingue moderne e arcaiche –
La originale presentazione del libro al Dante's New
 Mercoledì
30 gennaio, al Dante's New di Fasano in collaborazione con il Presidio
del Libro di Fasano, è stato presentato l'ultimo lavoro dell'artista-poeta
Lino Angiuli, 'Viva Babylonia', edizioni LietoColle. Una serata molto
particolare, intitolata 'Vèrsati un verso', scandita dalle 'paroletture'
di Lino Angiuli e Lino Di Turi, che sotto forma di conversazione-scheck
hanno recitato, presentando la raccolta dei versi del poeta Angiuli.
Una lettura cadenzata con andamento lento, scandita dal tempo alla
maniera dell'haiku giapponese del cinque-sette-cinque, tutto intramezzato
da regolari intervalli di botta e risposta tra i due artisti, che
in questa forma si raccontano e raccontano. Due anni di lavoro, quaranta
persone coinvolte provenienti da paesi diversi e di nazionalità
diverse. Non si tratta di una semplice raccolta di poesie; il libro
racchiude brevi versi in dialetto di Valenzano (di cui è originario
l'autore), tradotti in quaranta lingue straniere, moderne e antiche,
compreso il gaelico, il basco, il maltese, oltre agli idiomi tradizionali,
e tanto per gradire anche il dialetto monopolitano. Il messaggio di
Lino Angiuli è diretto: le diversità uniscono. Se Babilonia
che, nella cultura ebraico-giudaica è simbolo della voglia
di onnipotenza dell'uomo che ambisce alla potenza divina, e che pertanto
viene punito da Dio con la confusione linguistica; nel libro, invece,
la torre di Babilonia ha senso della coesistenza di tanti linguaggi
diversi che si uniscono nella condivisione in alternativa alla confusione.
L'unicità di ognuno di noi crea uguaglianza nella diversità
di cui siamo portatori. Se uniamo le nostre differenze di cultura,
di lingua, di usanze, è possibile costruire un altro tipo di
torre, quella della fratellanza e della pace. Per il poeta, ciò
può accadere se c'è condivisione del progetto e unione
delle razze nel rispetto delle regole. Egli si ritiene costruttore
del futuro perciò dalla confusione della torre di Babele si
cade nel giardino babilonese delle culture, delle lingue, degli alfabeti.
Il libro è corredato da un video, curato con immediata percezione
dalla figlia del poeta, dove è ben messo in evidenza questo
passaggio dalla torre al giardino, un susseguirsi di immagini e grafemi
accompagnati da musica strumentale mista a quella melodica e dolce
di una solitaria chitarra, il tutto condito da versi recitati in lingua.
Grande passionalità e coinvolgimento emergono da questo lavoro,
Angiuli crea qualcosa di nuovo e nel proporcelo, leggendo i suoi versi
e le relative traduzioni, sembra riprodurre una melodia di lingue
e dialetti con cadenza perfetta: una nuova lingua universale che li
contiene tutti.
(m.t.c.d.m.)
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Intervista a Nicola Scoditti
LA COMPAGNIA DEL GIROTONDO
Le fiabe pasticciate per un teatro dei
bambini – Il palcoscenico de La Salette, sede dei laboratori
 La
compagnia di teatro per bambini, il Girotondo, ha messo in scena al
teatro la Salette di Fasano, una allegra rivisitazione in chiave moderna
di alcune delle favole per bambini più famose, mischiandole e
pasticciandole, intitolata, appunto, 'I pasticcia fiabe'. Il testo scritto
da Nicola Scoditti, il capo compagnia, analizza in chiave comica alcuni
tra i principali personaggi delle fiabe classiche dei fratelli Grimm.
Biancaneve, il Principe ranocchio, Cenerentola si vestono di nuova luce.
In un'atmosfera molto raccolta dove il confine tra il palcoscenico e
la platea quasi si confonde, due gnomi, appunto i pasticcia fiabe, iniziano
a giocare con le fiabe, mischiandole e pasticciandole; il tutto condito
e intramezzato da spettacoli di magia, di trasformismo, di canto e di
teatro di figura con i burattini.
Due chiacchiere con Nicola Scoditti:
Come nasce la compagnia del Girotondo?
“La mia è una passione che ho coltivato negli anni, sono
un educatore professionale laureato a Bari, ho lavorato molto con i
bambini facendo laboratori di teatro negli asili e nelle scuole. Così
ho messo su questa compagnia di teatro per bambini, composta da quindici
ragazzi provenienti da paesi diversi. Per fare un esempio, nel lavoro
presentato alla Salette a Fasano eravamo in quattro: io che sono di
Matera, i due pasticcia fiabe, una di Fasano, Rosa Vinci e l'altro,
Michele Nicastro di Laterza, che ha studiato canto e ha una bellissima
voce; infine, Elena Carrieri di Monopoli”.
Perché al teatro la Salette e non al Kennedy?
“Ho preferito il teatro la Salette perché è più
a dimensione di bambino, fare teatro e andare a teatro, è un
momento culturale che comunica emozioni perciò ho preferito uno
spazio più raccolto, dove il confine tra pubblico e attori è
quasi annullato ed è possibile creare un contatto vero tra noi
sul palco e il pubblico”.
Quali sono i vostri progetti attuali e per il futuro?
“Attualmente abbiamo un laboratorio di teatro-clown per bambini
e adulti, tutti i giovedì alla Salette, i bambini dalle ore 17.00
alle 19.00; gli adulti dalle ore 19.00 alle 21.00. In programma c'è
l'allestimento di un laboratorio di clown-terapia. Inoltre teniamo laboratorio
nelle scuole e negli asili, facciamo animazione per feste e compleanni”.
(m.t.c.d.m.)
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LOLA LA FAVORITA
Femmina di struzzo, per la sua velocità,
è la preferita del grande maschio dominante
Mustafà che dispone di un harem di dieci “odalische”
– La stagione degli amori
 Vivo
in un harem insieme ad altre nove femmine, qui allo ZooSafari di Fasano.
Mi chiamo Lola. Faccio parte della grande famiglia degli uccelli corridori.
Voi ci chiamate “Struzzi”. Qui ci sono altri quattro harem
come quello di cui faccio parte. Io sono la favorita del nostro grande
maschio dominante, Mustafà. Nel parco noi femmine viviamo libere
in un grande spazio, insieme ad altri animali ruminanti come gli gnu,
le zebre, i dromedari; ad uccelli volanti come i fenicotteri, i pellicani,
i pavoni e infine conviviamo con i nostri lontani parenti, gli emù
e i nandù, simili a noi. Ma, attenzione! Non ci confondete! Dovete
sapere che gli struzzi sono originari del grande continente nero, che
voi chiamate Africa, mentre gli Emù provengono dall'Australia
e i Nandù dell'America Latina, Sud America. Certo, voi direte
ma non è facile distinguervi! Se ci guardate bene noi struzzi
siamo molto più grandi dei nostri cugini e abbiamo il colore
delle piume che cambia: nel maschio sono nere, mentre noi femmine siamo
tutte brune; inoltre il nostro maschio ha un lungo e affascinante collo
rosso-arancione, che nella stagione dell'amore a noi femmine fa davvero
impazzire in contrasto con il nero piumaggio che si gonfia. Godiamo
di dimorfismo sessuale (l'ho sentito dire a uno zoologo, e significa
che puoi distinguere il maschio dalla femmina). L'unica cosa che ci
unisce ai nostri lontani parenti è la famiglia, facciamo tutti
parte dei Ratiti. Nel grande recinto del giardino zoologico conduciamo
una vita tranquilla e rilassante, qui non ci sono i pericoli che potremmo
incontrare in Africa, come scampare all'agguato di una leonessa o trovare
le bacche e i semi che preferiamo o covare le uova per allevare i piccoli,
qui i leoni li sentiamo ruggire ma non li vediamo, il cibo lo portano
gli uomini dello zoo e a volte ci divertiamo a rubare un po' di fieno
ai ruminanti, soprattutto alle zebre che sono così serie e permalose
che quando si arrabbiano è un vero spasso, perché ci inseguono
tentando di prenderci a calci per farcela pagare, ma non ci riescono
mai, siamo troppo veloci. Sapete, gli struzzi sono uccelli che non volano,
in compenso corrono velocissimi. Pensate il mio record nella corsa arriva
a settanta kilometri orari, sono la più veloce, non mi batte
nessuno del mio gruppo, è per questo che Mustafà mi ha
scelto come favorita, e in quanto tale ho vari privilegi nell'harem,
soprattutto durante il periodo degli amori. Quando arriva la primavera
Mustafà inizia il suo corteggiamento, ed io sono la prima a cui
lui dedica le sue attenzioni e la prima con cui si accoppia. Io e le
altre concubine iniziamo a deporre le uova in una grande fossa comune
scavata e preparata da Mustafà, dove, poi, solo io e lui abbiamo
accesso alla cova. In realtà, qui allo zoo non siamo mai riusciti
a covare fino in fondo le uova perché le curano gli uomini dello
zoo chiudendole in una specie di scatola di metallo e vetro, che loro
chiamano incubatrice, poi dopo quaranta giorni vediamo i piccoli nati,
tutti a strisce grigie e nere. Noi femmine deponiamo un uovo per volta
a distanza di giorni perciò se le uova le covassimo noi i piccoli
struzzi avrebbero tutti età diverse, mentre qui allo zoo nascono
tutti insieme. Noi femmine riusciamo a deporre fino a dieci uova ciascuna,
quindi i nidi possono contenere anche cinquanta uova. Vi voglio svelare
una curiosità: il nostro uovo è durissimo ci puoi salire
anche in piedi sopra senza romperlo, è considerato il più
grande perché arriva fino a un chilogrammo di peso ma è
anche il più piccolo se lo si considera in proporzione a noi
mamme struzzo che di chili ne pesiamo settanta. Cosa altro vi posso
raccontare di noi? Ah, sì! C'è un ultima cosa...Dovete
sapere che della nostra razza noi femmine siamo molto docili ma anche
molto curiose, quando ci sono degli ospiti del parco che girano dentro
le loro scatole di ferro rombanti che chiamate macchine, noi non resistiamo,
ci avviciniamo, abbassiamo il collo ed entriamo con la testa dentro
la macchina, per guardare tutte quelle strane lucine e leve e aggeggi
che portate con voi. Ci facciamo grandi risate nel vedere i vostri volti
sbalorditi e affascinati. Se non fossimo allo ZooSafari, la testa la
nasconderemmo sotto la sabbia. Ora devo proprio andare c'è il
mio maschione che mi cerca, lo avverto nell'aria: c'è il profumo
dei suoi ormoni. Già! La primavera non è ancora arrivata
ma lui, focoso com'è, anticipa il corteggiamento, così
siamo pronte per il prossimo accoppiamento. Sapete come siamo noi femmine,
se non ci facciamo desiderare non c'è sfizio!!!
Maria Teresa Cocozza di Montanara
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A Emanuele Maggi
LA CARICA DEL VOLONTARIATO
Nella società dell'apparire valori
come la solidarietà, il rispetto del prossimo e un certo senso
di umanità sembrano essersi sgretolati in un cumulo di solitari
egoismi e insignificanti immagini pubblicitarie. In questo senso l'impegno
in associazioni volontaristiche risulta esser significativo per riscoprire
l'amore verso l'uomo. Intervistiamo, dunque, Emanuele Maggi, Ispettore
Locale del gruppo Pionieri Cri di Fasano, che da anni si occupa di volontariato.
Una testimonianza della bellezza dell'impegno sociale, un invito a partecipare.
Da quanti anni fai volontariato?
Sono iscritto al gruppo Pionieri Cri dal 1988: oramai dieci anni.
Di cosa si occupa l'associazione di cui fai parte?
I Pionieri CRI sono la componente giovanile della Croce Rossa Italiana
a cui si può accedere sin dagli 8 anni. Il ruolo fondamentale
e principale dei Pionieri CRI è educare i giovani nel senso originario
del termine “educare”: cercare, cioè, di trarre fuori
ciò che nei giovani è già presente per aiutarli
a sviluppare appieno il proprio carattere. Il metodo utilizzato è
la cosiddetta “educazione alla pari” che parte dal concetto
per cui entrambe le parti, in un continuo rapporto relazione, crescono
assieme, arricchendosi reciprocamente. L'educazione ha come corollario
il partecipare alla vita dell'associazione, attraverso la conoscenza
degli obiettivi, delle potenzialità e del territorio entro cui
opera l'Associazione. Tutto ciò influenza l'agire dei Pionieri
e comporta il miglioramento della società e delle condizioni
dei soggetti vulnerabili.
Cosa o chi ti ha spinto ad impegnarti nel volontariato?
È partito tutto come un gioco, spinto soprattutto da amici che
erano già iscritti nella CRI.
Conoscendo meglio l'attività dell'associazione, venendo sempre
più a contatto con la realtà locale e percependo le necessità
che questa presentava ho preso coscienza che anche il mio piccolo contributo
potesse esser in qualche modo di aiuto alla comunità.
Qual è stata l'esperienza più significativa?
Anche la più piccola esperienza mi ha lasciato qualcosa, un ricordo.
Dall'accoglienza nei campi di emergenza per profughi alla più
divertente attività con i più piccoli. Senza tralasciare
i vari campi di Croce Rossa che mi hanno dato la possibilità
di conoscere ragazzi provenienti da tutto il mondo con i quali ancora
oggi ho contatti.
E l'incontro più bello?
Più che incontrare una sola persona ho avuto la fortuna di conoscere
molti ragazzi provenienti dalle altre associazioni nazionali di Croce
Rossa e Mezza Luna Rossa, in particolar modo provenienti dal bacino
del Mediterraneo. Ad esempio in occasione del Campo Internazionale Atlantis
2005 svoltosi a Fasano, ho avuto modo di conoscere un ragazzo palestinese,
Fawas, attualmente risiedente nel nostro paese. È stato molto
interessante scoprire la sua realtà e comprendere meglio dai
suoi racconti atroci problematiche come il vivere quotidiano con bombe,
uccisioni e discriminazioni di ogni tipo.
Cosa ti ha insegnato il volontariato?
Certamente l'insegnamento più grande che ho tratto dalle mie
esperienze volontaristiche è il rispetto per l'essere umano nella
sua totalità, al di là di qualsiasi discriminazione.
C'è stato un momento in cui avrebbe voluto abbandonare l'associazione,
magari per un momento di sconforto?
Più che abbandonare la Croce Rossa Italiana (non l'ho mai pensato:
credo fermamente nei suoi sette principi), sono sconfortato dalla poca
partecipazione dei giovani a svolgere attività destinate ad aiutare
il prossimo.
Qual è secondo te la motivazione per cui i giovani non
si impegnano nel volontariato?
Credo che il problema di fondo sia da ricercarsi nella mancanza di modelli
educativi forti in una società, come quella attuale, molto più
attenta all'apparire.
Una frase che potrebbe spingere a fare volontariato.
Crescere per partecipare e partecipare per aiutare
Cosa deve fare un giovane per entrare nella tua associazione?
È necessario prima di tutto frequentare un corso di tre mesi
incentrato su nozioni di Primo Soccorso, sull'educazione alla pace,
sul Diritto Internazionale Umanitario, sulla storia della Croce Rossa
e del relativo progetto associativo che identifica al meglio la componente
Pionieri CRI.
Ricordo, pertanto, che nelle prossime settimane si avvia il 40o Corso
Pionieri. Quindi qualunque giovane tra i 14 ed i 25 anni intenda entrare
nei Pionieri Cri può contattarmi al no 3346576147.
Francesca Radesco
Iolanda Scisciolo
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A Damiano Mongelli
OPERAZIONE MATO GROSSO
 La
gente, quando sente parlare di “volontariato” è un
po' scettica, perché lo considera come sinonimo di richiesta
di donazione. Inoltre, molte volte ci si chiede se questi soldi arrivano
ai bisognosi.
Volontariato non significa solo “richiedere una quota di denaro”,
ma molto di più. Nel nostro territorio un esempio lampante è
offerto dall'Operazione Mato Grosso (O.M.G.), un movimento di volontariato
nato nel 1967 in favore dell'America Latina. Ne parliamo con il dott.
Damiano Mongelli, rappresentante del movimento a Fasano.
Sig. Mongelli, chi la legittima a identificarsi quale rappresentante
dell'Operazione Mato Grosso?
“In questo movimento non vi sono cariche distinte. Tutti hanno
la stessa responsabilità e la stessa importanza. Questo identifica
tutti i gruppi dell'O.M.G. “.
Il movimento di cui lei è rappresentante opera a livello
nazionale o internazionale? Inoltre, a Fasano operate in favore di tutta
l'America Latina in genere?
“I gruppi di volontari sono presenti solo in Italia e sono gruppi
di ragazzi che si ritrovano nel tempo libero a lavorare per mandare
avanti i progetti delle missioni del Perù, del Brasile, della
Bolivia e dell'Ecuador. Il gruppo di Fasano porta avanti da alcuni anni
un impegno per sostenere le missioni in Perù, organizzando delle
raccolte viveri che vengono poi spediti tramite container”.
La vostra idea di volontariato non è riconducibile solo
alla tipica richiesta di donazione?
“Da un lato le nostre raccolte viveri si realizzano chiedendo
alla gente all'ingresso dei supermercati di donare alimenti in favore
dei poveri e, quindi, richiedono un atto di donazione. Dall'altro però,
le spedizioni dei container sono finanziate dal nostro lavoro”.
Che tipologie di lavoro o attività svolgete per finanziare
la spedizione dei container?
“Siamo disponibili ad effettuare diversi lavori manuali (traslochi,
imbiancature, giardinaggio, sgomberi), il cui ricavato viene interamente
utilizzato per permettere la spedizione dei viveri. Inoltre, da tanti
anni svolgiamo un servizio permanente di raccolta di indumenti usati”.
Quanti container circa riuscite a spedire durante l'anno?
“All'incirca riusciamo a realizzare almeno due container l'anno,
per un totale di circa cinquecento quintali di viveri. La spesa per
la spedizione di ogni container è attorno ai quattromila euro”.
Avete mai pensato di vendere i prodotti del Perù in Italia
per sostenere le spese necessarie?
“In Italia vi sono alcuni volontari dell'Operazione Mato Grosso
che si occupano di commercializzare i mobili prodotti dalle cooperative
di falegnami peruviani, quest'ultime promosse dall'O.M.G.. Noi direttamente
non ci siamo mai occupati di questo aspetto”.
Lei è stato personalmente in Perù ed ha visto
con i suoi occhi la situazione in cui sono costretti a vivere gli abitanti
del posto. Che cosa le è rimasto impresso nella mente?
“E' difficile immaginare lo stile di vita ancora oggi condotto
dai contadini delle Ande. Solo vedendo il tutto con i propri occhi si
può avere l'idea di povertà estrema”.
Come potrebbe partecipare attivamente lo Stato italiano per
combattere la povertà nei paesi sudamericani?
“Personalmente non credo molto negli aiuti di Stato per risolvere
la povertà nel mondo. L'idea del nostro movimento è proprio
quella di mettersi in gioco in prima persona per provare a cambiare
almeno un po' il mondo, iniziando da se stessi”
Giacomo Mileti
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1° Coppa GM Habitat
TROFEO DEI DUE MARI
Successo di pubblico e di sport
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 Gli iscritti (109) comprendevano anche corridori della Campania e Basilicata. Il percorso, spettacolare per la sua naturale bellezza, è stato arricchito dal tocco tecnico del pluricampione del mondo di ciclo-cross Vito Di Tano, (in una foto d’epoca). Alla “Narducci” i complimenti degli organi federali pugliesi. Soddisfazione per la prova del campione di casa, Ernesto Angelini di Pezze di Greco che ha vinto la seconda gara. La prima, invece, se l’è aggiudicata Francesco Acquaviva di Bisceglie. |
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CAPITALE DA VALORIZZARE
Viaggio nella pallacanestro giovanile femminile in attesa di un team in un campionato senior.
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 Nel nostro percorso tra le poche realtà di sport di squadra femminili presenti a Fasano, oggi tratteremo di basket. Il basket rosa ha avuto un apice nella nostra cittadina a cavallo tra gli anni '80 e '90 con la società di Ronny Pinto, attuale dirigente del Basket Fasano. Sul campo della Pascoli le ragazze fasanesi, mix tra giovani locali e atlete esperte provenienti da paesi limitrofi, rigorosamente all'aperto come avveniva per tutti i team di basket di quegli anni, sfidavano gli altri team pugliesi contando su un discreto apporto di pubblico. Da allora il basket femminile ha subito un brusco stop: qualche bambina iscritta nei centri minibasket ma nulla di più. Negli anni 2000, invece, la positiva concorrenza tra le due società fasanesi, la Future Basket e l'Associazione Basket, ha visto innalzare la base dei praticanti (e delle praticanti) di questo sport nella nostra cittadina. Il Basket Fasano, società nata dalla (giusta) fusione delle due compagini, sta intelligentemente dando un seguito a questo boom. Per ora, sotto la guida tecnica di coach Amatori e in palestra e sui campi sotto la guida di Pietro Micoli, le ragazze partecipano al campionato under 15. Quattordici partite in giro per la Puglia. Il basket femminile conta in Puglia pochi praticanti: qualche “polo” leader, come Taranto con il Cras (prime in classifiche nel massimo campionato nazionale), Brindisi, Bari, Lecce e Monopoli, ma in confronto al movimento maschile ben poca cosa. Per questo motivo le tredici ragazze che giocano nella palestra del Liceo Scientifico sono un capitale da valorizzare. Ecco i loro nomi: Roberta Recchia, Anna Laura Tamburini, Federica Caroli, Marika Blonda, Maria Adele Divella, Federica Amati, Adelia Fanelli, Arianna Cardone, Ines Angelini, Stefania Latorre, Annamaria D'Onofrio, Rossella Galiulo, Alessandra Brunetti. Tante altre bimbe più piccole si allenano nelle palestre di minibasket. Altre ragazze fasanesi della stessa età giocano in altre società, come il caso di Lucrezia Orlando nel Cras Taranto o Rosanna Nisi, per quest'anno prestata al volley. Nel gruppo spicca, non solo per l'altezza, Annamaria D'Onofrio. Tante le richieste pervenute ai suoi dirigenti dalle società pugliesi (e campane) con più storia. L'obiettivo societario, al momento, è quello di trattenere tutte le atlete per poter arrivare al più presto a disputare un campionato senior. In realtà le richieste arrivano anche per altre ragazzine, segno che si sta lavorando bene. Non bisognerebbe aver fretta. Aspettare un altro paio d'anni, lavorare duramente e portare le ragazze in gruppo in un campionato senior (per i non addetti ai lavori, un campionato non giovanile) senza ausilio di giocatrici esterne…il numero c'è! Forse bisognerebbe recuperare qualche ragazza che si è avvicinata ad altri sport dopo aver praticato basket per anni e continuare a fare opera di reclutamento. Pazienza e lavoro, questa la ricetta ideale per riportare il basket femminile a Fasano ad alti livelli. Se volete assistere agli allenamenti delle ragazze ecco gli orari: lunedì e giovedì dalle 18 alle 19:30, il sabato dalle 15:30 alle 17, sempre presso il Liceo “L.da Vinci”. I dirigenti, Andrea Belfiore e Ronny Pinto in primis, vi invitano a portare le vostre figlie in palestra. Tra gli sport di squadra il basket è forse quello più completo. Manca, purtroppo, una buona pubblicità a livello di Media nazionali: bisogna constatare, infatti, che il basket (così come il calcio e la pallamano) viene considerato uno sport prettamente maschile. Vi assicura il contrario chi il basket lo propaganda a livello scolastico: le ragazze che lo “conoscono” ne restano affascinate… Gianluca Monopoli |
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TUTTI IN MOTO
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Il Menante suda con voi e vi propone una rubrica di servizio per chi ha poco tempo per fare fitness. Avevamo già trattato di corsa , di come poter migliorare il nostro fisico e la nostra mente correndo liberamente per le nostre strade. Ma la pigrizia e il poco tempo a disposizione potrebbero non consentirci di seguire un programma in modo continuo. Ci viene in aiuto un amico, Clemente Errico, diplomato in educazione fisica presso l'Istituto Superiore di Educazione Fisica di Perugia e gestore del Centro Fitness Underground a Fasano. In collaborazione con la dietologa del centro, Clemente ci accompagnerà in questi mesi che ci separano dall'estate. Ci darà lavoro per provare a limitare la circonferenza della nostra pancetta per la prova costume, a tonificare addome, glutei e gambe con consigli semplici ed applicabili anche a casa. Dalle prossime uscite intensificheremo il lavoro, differenziandolo per uomini e donne. Sono solo consigli, non miracoli, sia ben chiaro. Sono consigli, comunque, di professionisti del fitness e non possono che migliorare la nostra salute. Ed ecco i primi consigli generali per quattro settimane. Consigli alimentari: cerchiamo di consumare molta acqua. Recenti studi hanno infatti dimostrato che bere acqua accresce il consumo metabolico: i processi metabolici hanno bisogno di quanta più acqua possibile per funzionare al meglio, almeno un litro e ½ al giorno. Dividere i pasti. Per dare una accelerata al metabolismo la cosa migliore è suddividere l'apporto calorico giornaliero in 5 o 6 minipasti da circa 200/400 calorie ciascuno. Mangiare spesso minime quantità di cibo. L'apporto calorico di questi spuntini dipende comunque da una serie di varianti quali il tipo di lavoro svolto, se sedentario o no, il peso ecc. Per la parte fisica, invece, iniziamo con quattro esercizi per la parte addominale (via la panza!) Addominali alti, come da figura -Add1 –Add3 - Addominali bassi, come da figura-Add2 - Addominali obliqui, come da figura-Add4. Lavoriamo per gli addominali con questa intensità: Prima settimana: 2 volte, 3 serie ad esercizio per 12 ripetizioni. Seconda settimana: 3 volte, 3 serie ad esercizio per 15 ripetizioni. Terza settimana: 3 volte , 4 serie ad esercizio per 15 ripetizioni. Quarta settimana: 3 volte, 4 serie ad esercizio per 20 ripetizioni. Il recupero tra le varie serie va dai 60 secondi della prima settimana ai 30 secondi della quarta settimana.
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