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ANNO V - NUM. 1 - IN EDICOLA DOM 20 GEN 2008

FUORI DAL CORO
Ci rinnoviamo. Nel corpo redazionale, nella periodicità, nel prezzo, nella forma. Ci rinnoviamo per offrire meglio la controinformazione. Per continuare a essere una voce fuori dal coro, senza proclami guerreschi, senza donchisciottismi, ma con la consapevolezza di essere liberi e indipendenti.
Pur sempre nella chiarezza.
Non abbiamo mai bluffato. Le nostre posizioni erano partigiane, dichiaratamente di parte. “E' un foglio –scrivevo nella prima edizione del 24 gennaio 2004- di ispirazione socialista”. Per quattro anni abbiamo coerentemente osservato il principio ispiratore senza mai cadere nel fazionismo o nell'ortodossia partitica.
In questo quadriennio, intanto, sono cambiate molte cose: alla Regione Puglia è stato eletto, per la prima volta, un autentico anticonformista, Nichi Vendola, esponente di Rifondazione comunista; al Parlamento il corpo elettorale italiano ha preferito, sebbene con uno scarto minimo, lo schieramento di centrosinistra; sono scomparsi il Pds e la Margherita per favorire una nuova concezione di proporre la politica; lo Sdi si va riorganizzando con la Costituente socialista; la cosiddetta sinistra radicale va definendo gli assetti alternativi; anche nel centrodestra ci sono cambiamenti in atto.
Insomma, la politica si rinnova e conseguentemente anche noi che facciamo informazione abbiamo il dovere di rinnovarci. Senza trasformismi. Con attenzione alle evoluzioni e con fermezza nel mantenere la barra nella direzione del riformismo.
Sul piano locale, il nostro impegno sarà rivolto, come da sempre, alla denuncia delle illegittimità, degli intrallazzi, delle pastette affaristiche e di quanto malamente confezionato nelle segrete stanze del Palazzo.
Non ci interessa lo scandalismo , né la lotta preconcetta “ad personam”, ma non faremo sconti a chi approfitterà di posizioni di potere per trarre vantaggi di parte a danno della collettività.
Quali saranno quindi le novità sostanziali del “Menante” rinnovato?
Innanzitutto il corpo redazionale viene ricomposto con l'ingresso di alcuni giovani che, se pur privi di mestiere giornalistico, sono autentiche risorse del territorio.
Nostro intento, infatti, non è tanto mettere su un'impresa editoriale quanto creare una palestra per la prossima classe dirigente.
I giornali locali, a mio avviso, oltre a fare informazione devono avere anche la funzione di fare formazione preparando le nuove leve e lanciando idee fresche. Il nostro investimento è sui giovani. Se saremo riusciti a far emergere nuovi professionisti che vorranno impegnarsi nella crescita della città, avremo vinto la nostra scommessa.
La seconda novità è la periodicità. Il giornale uscirà una sola volta al mese. Tanto per consentire ai collaboratori di avere il respiro di un arco di tempo più ampio per redigere gli articoli e, soprattutto, per farli scaturire da dibattiti redazionali.
Terzo. Il prezzo. Conclusa la fase sperimentale del prezzo politico a venti centesimi, proponiamo il prezzo di mercato, a un euro.
Infine, il look: l'impaginazione. Senza sconvolgimenti radicali abbiamo deciso di apportare modifiche nella presentazione grafica.
Modifiche soggette a variazioni, correzioni, ripensamenti con il contributo dei lettori i cui suggerimenti per noi saranno imprescindibili. Un'ultima cosa. Il “Menante” non risponde a persone o gruppi occulti, è come lo si legge: è il prodotto di chi lo sostiene con le proprie inserzioni e di chi onorerà la testata con la propria firma sotto gli articoli.
Franco Lisi
Editoriale di Franco Lisi
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INVIVIBILITÀ NEL BORGO ANTICO
Egregio direttore,
vivere nel centro storico è diventato insopportabile.
Una protesta, quella dei residenti del borgo antico, che ha una motivazione ben precisa : chi vive nella parte storica della città si sente abbandonato da parte dell'amministrazione locale.
Quel che più non va giù ai residenti del borgo antico è la sordità delle istituzioni verso il degrado che la fa da padrone nel dedalo di stradine del centro storico.
Anni fa furono installati i segnali di divieto di transito per auto e moto per i non residenti. Ma se non si riesce a controllare neanche chi passeggia per il borgo antico, e tra questi chi ti imbratta muri , chi si ubriaca e rompe le bottiglie vuote, chi da calci alle porte, e potremo continuare a lungo. In qualsiasi ora della giornata non si vede mai l'ombra di un vigile , e di sera mai una pattuglia di carabinieri a piedi, se non nelle vicinanze dei portici, come se il borgo antico fosse tutto lì. Ultimamente si dovevano installare le telecamere ma neanche questa tra tutte le promesse fatte dal-l'amministra-zione e sia uscente che entrante, è stata man-tenuta.
Da ragazzo mi com-piacevo a girare fra le viuzze del borgo incontrando donne che lavoravano ad uncinetto o che intessevano le tovaglie di rete ed il buongiorno era naturale e spontaneo dalla gente che passava. C'era il rispetto verso gli altri, cosa che adesso è andato perduto. I residenti si chiedono perché tutto ciò non avviene nei borghi antichi delle città limitrofe ?
Una risposta che aspettiamo da anni, speriamo non passino secoli.
Domenico Diroma

Il problema della vivibilità nel centro storico lo abbiamo segnalato più volte. Ma tutte le volte è mancata la risposta concreta.
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Intervista all’assessore Anglani
SAVELLETRI COME CAPRI
Gregorio Anglani, detto Bebé, 54 anni, funzionario Siae, sposato, due figli. Dal '94 in Forza Italia. Alle ultime elezioni amministrative è stato il più suffragato con circa 500 voti di preferenza. Consigliere nell'amministrazione Ammirabile con delega ai vigili urbani, attualmente è assessore alle attività produttive e alle politiche comunitarie.

Assessore AnglaniSue esternazioni in televisione hanno creato un clima di ottimismo fra i cittadini di Savelletri. Cosa c'è di tanto entusiasmante?
“Finalmente vedo realizzato un mio sogno, portare Savelletri in auge, un borgo marinaro, meraviglioso, cui ho sempre tenuto, dove è nato mio padre, mio nonno, dove è morto mio padre, dove vivo io e la mia famiglia. Cinque mesi l'anno li passo sempre in questa splendida comunità. Rispondendo alla domanda è che finalmente si realizza un sogno; un sogno che ho perseguito da sei anni: la realizzazione dell'arredo urbano a Savelletri. Sono stato sempre criticato, attaccato, sono stato tacciato anche di essere falso, ipocrita, che mi sono venduto soltanto in campagna elettorale. E invece no. Finalmente si è realizzato un sogno. Il mio sogno è proprio questa rivalutazione, fare di Savelletri una piccola Capri. Finalmente il passeggio. Dobbiamo soltanto cambiare un po' la mentalità agli amici di Savelletri, gente cui voglio molto bene, cui sono molto affezionato”.
Sul piano concreto in cosa consistono queste novità?
“Allora, le novità consistono nel rifacimento totale, nell'allargamento e nel rifacimento di tutta la pavimentazione di piazza Amati, che va dal ristorante Marea fino alle cooperative del pesce. Consiste nei marciapiedi, nella sostituzione di piante con palme marine, nel sistema d'illuminazione; faremo una piazza centrale, veramente accogliente. Sono stato una ventina di giorni fa, prima che iniziassero i lavori, ad Andria dove è stata realizzata una struttura simile a quella di Savelletri, con pietra di Trani; mi sono recato personalmente presso l'azienda produttrice di queste pietre. Quindi ho seguito questa mia creatura. Scusate la presunzione: questo arredamento urbano è stato qualcosa che ho voluto fortemente e, finalmente, ci sono riuscito”.
Per far diventare Savelletri un piccola Capri non basta soltanto un pezzo di arredo urbano, occorre anche dell'altro!
“ Assolutamente. Abbiamo iniziato con la vecchia amministrazione e mi riferisco anche a quella di De Carolis che iniziò i lavori per la rete fognaria. Poi la fogna fu bloccata per svariati anni perché non si riusciva a risolvere un problema che sembrava insormontabile e che invece era una stupidaggine: era una semplice sonda, equivalente a un cucchiaino”.
Da una parte il salotto caprese e dall'altra un porto impraticabile e per di più colmo di alghe maleodoranti?
“ Il porto. Qua dolenti note. Io ho iniziato con l'arredo urbano, ho dato seguito alla fogna, ho realizzato in economia …”
Mi scusi, assessore, lei sta attribuendo a se stesso opere che erano già in corso…
“Ho premesso che la fogna era stata iniziata da Donato De Carolis. Poi c'è stato uno stand by di quasi sette anni, dove non si riusciva a partire, per inerzia di amministrazioni: la volontà di parecchie persone è mancata. Quindi ho ripreso in mano la questione, lo dico apertamente, e mi sono recato svariate volte a Bari, all'Acquedotto pugliese, alla ditta di Taranto; ho rotto le scatole agli allora assessori ai lavori pubblici, e in qualità di consigliere ho fatto valere la mia forza”.
Tutto questo impegno per una sonda che è un fatto tecnico e che un qualsiasi geometra sarebbe riuscito a risolvere?
“No. Non si riusciva a capire. Si pensava che quel macchinario fosse un bluff e fosse sottodimensionato per Savelletri, e invece il macchinario era quello giusto. Però è stato un po' trascurato. Abbiamo ripreso finalmente a far dialogare l'Acquedotto pugliese, la ditta appaltatrice, l'ingegnere della ditta di Milano che aveva venduto questa pompa. Quindi, mettere insieme svariate persone con i tecnici comunale non è stata cosa da poco. E ce l'abbiamo fatta, abbiamo vinto”
Torniamo al problema del porto, i cui fondali sono colmi di alghe nelle quali si arenano le imbarcazioni.
“Lo so. Il problema è grave, è annoso. Si sono susseguite parecchie amministrazioni ma il problema non è stato mai risolto. Ora che abbiamo trovato i finanziamenti c'è la Regione che ci scarica al ministero dell'Ambiente per la collocazione delle alghe rivenienti dal dragaggio. Ci sono state delle polemiche. Io fino ad oggi, lo dico sinceramente, sono stato tenuto fuori da altri assessori che non mi hanno permesso di prendere in mano la situazione.
Ho portato a termine il discorso sulla fogna, sull'arredo urbano, adesso prometto agli amici di Savelletri, che io amo tanto, che diventerò caparbio, come ho fatto finora, anche per la questione del porto”.
Una promessa ha bisogno anche di tempi certi. Quando accadrà che Savelletri diventerà la piccola Capri?
Promesse da marinaio non ne ho mai fatto, non ne faccio, non intendo farne. Mi recherò insieme all'assessore ai lavori pubblici alla regione e comincerò a smuovere le acque e mi farò sentire.
Prometto ai marinai, qui stiamo parlando di porto marinaro non di porto turistico (anche quello è in pectore), che andremo a realizzare qualcosa che sarà la ciliegina che renderà Savelletri davvero una chicca dell'Adriatico”.
Fra quanti anni?
“Io mi auguro prima della fine della nostra legislatura”
Sul problema del porto, chi l'ha preceduto non ha avuto fortuna, lei è sicuro di avere successo?
“Assolutamente si. Savelletri nei periodi elettorali è sempre terra di conquista. Pensano di venire a conquistare un territorio
E quindi non sono mai potuto essere presente in prima persona per quanto concerne la questione del porto perché si sono susseguiti vari assessori alla pesca, ai lavori pubblici, e non mi hanno mai fatto partecipare attivamente. Adesso che rivesto un ruolo nell'amministrazione comunale, garantisco, prometto ai pescatori di Savelletri, che rischiano ogni giorno la loro vita per portare il pane a casa, che risolveremo questo annoso problema”.
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Situazione disastrosa al Comune
UN METANO CHE PUZZA
Non cambia la logica degli affari - Per la rete metanifera appalto miliardario - Le amene iniziative del sindaco non attutiscono i danni di scelte scellerate.
Neppure le festività natalizie hanno arrestato l'emersione dei danni di una fase amministrativa disinvolta e pasticciona; le grane seminate dal centrodestra fasanese, dal 2002 ad oggi, con cadenza quasi scontata, si abbattono sulla Città.
Chi in passato aveva gridato i rischi che si correvano, deve accontentarsi dell'amara conferma di averci visto giusto. Veniamo ai fatti. Babbo Natale ha portato alla ribalta una relazione, redatta dai funzionari del Ministero, sulle illegittimità in materia di personale.
Dalla relazione ministeriale emerge una quantità enorme di misfatti a danno delle casse comunali; consulenze a figure “specialistiche”, pur in presenza di professionalità interne, incarichi dirigenziali conferiti senza concorso, concorsi interni per calmare i dipendenti comunali hanno contribuito a rendere ancora più disastrosa la situazione dell'erario, senza che nessuno avesse il coraggio, se non di dire basta, almeno di porre un freno.
Il sindaco e i sui adepti si precipitano a rilasciare dichiarazioni per minimizzare l'accaduto.
Hanno la testa rivolta all'indietro e fanno riemergere i vizi del recente passato, non riescono proprio a cambiare registro.
Abili, però, si dimostrano ad approvare atti che annullano a distanza di ore.
Il sindaco Di Bari, così come in campagna elettorale, con intelligente maestria ammanta i tanti problemi che continuano a piovere sulla città coltivando momenti di ilarità. Insomma, da un lato addolcisce palati e pensieri con cioccolatini e giri premio in Ferrari e dall'altro difende atti che avvelenano il vivere quotidiano delle famiglie fasanesi chiamate a pagare di tasca propria scelleratezze altrui.
Difatti, non ha ritenuto utile resistere nei confronti della società Monteco consegnando ai contribuenti fasanesi , sin dai primi giorni del suo mandato, un conto da pagare di circa otto milioni di euro; inoltre, alcuni giorni fa si è dichiarato soddisfatto dell'esito del contenzioso sulla gara d'appalto per l'estendimento e la gestione della rete metanifera. Si tratta di un accordo tra la vecchia società di gestione del metano, la Conscoop e la nuova, la leccese Ses Reti.
La Conscoop rinuncia a un ricorso pendente e spiana la strada dell'aggiudicazione alla Ses. Alla fine, sembra che siano destinati a vivere felici e contenti. Sfuggono, però, i motivi di soddisfazione del sindaco che offre alla Città l'ennesimo vassoio che i cittadini dovranno riempire di soldi. L'appalto è stato aggiudicato all'unica società rimasta in gara - le altre sei furono escluse, ma questa è una storia che racconteremo un'altra volta - ad un prezzo da più parti definito stratosferico. C'è poco da essere allegri, i fasanesi anche questa volta saranno chiamati a pagare circa undici milioni di euro per un'opera che cinque anni or sono veniva valutata quattro miliardi di vecchie lire. A proposito, la fiammella che il sindaco vuole accendere a Montalbano per simboleggiare l'estensione della rete metanifera troverebbe, certamente, più utile la collocazione presso qualche immagine votiva che dia la forza ai cittadini di lavorare tanto per pagare le spese comunali, caro metano compreso.
Aldo Carbonaro
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Iniziativa della Fgs brindisina
LA FESTA DEI SOCIALISTI
Venerdì 25 gennaio, al Timo’s Park - Ingresso gratuito - L’intervento dell’europar-lamentare Alessandro Battilocchio.
Venerdi 25 gennaio si terrà presso il Timo's Parck di Fasano il primo SOCIALIST PARTY della storia socialista. Questa festa sarà organizzata dai giovani della Nuova FGS ( Nuova Federazione Giovani Socialisti) della provincia di brindisi e avrà pricipalmente lo scopo di dare un nuovo slancio politico al Partito Socialista ma anche di aggregare i ragazzi per un puro e sano divertimento.
Durante la serata interverranno Alessandro Battilocchio, europarlamen-tare e Dirigente nazionale del nuovo PSI, e Francesco Mosca, attuale segretario nazionale della FGS e oltre ad esponenti della FGS e delle altre province pugliesi.
La serata sarà allietata da una band locale e da Disco music. Prevista una pesca in beneficenza in favore della Croce Rossa.
“Quindi – ha dichiarato Rossella De Carolis, coordinatrice provinciale della Nuova FGS di Brindisi - non verranno solo trattati importanti temi politici che caratterizzano da sempre il Partito socialista, come la laicità e la democrazia ma sarà un modo per portare la politica verso i giovani i quali spesso si sentono alienati da questo mondo.”
L' ingresso è gratuito e aperto a tutti coloro che sono interessati a voler passare una serata diversa in cui politica e divertimento sono stati per la prima volta uniti insieme dalla passione di questi giovani per la politica.
Come disse Saragat nel 1969 "è importante agire ed agire al più presto"
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La Costituente Socialista
PIETRO DELL'ANNO COORDINATORE
Tracciata la linea politica – Al Comune si farà opposizione istituzionale nella massima trasparenza - L'adesione di Franco Mastro – Il tesseramento affidato i giovani della Fgs
Nell'assemblea aperta di aderenti alla Costituente Socialista tenutasi il 7 gennaio nei locali della Uil, è stato nominato coordinatore Pietro Dell'Anno. Dopo un articolato dibattito sulle relazioni del capoguppo Dino Cofano e dello stesso Dell'Anno, sono state tracciate e, alla fine, concordemente approvate le linee politiche e operative del nuovo organismo affidando a un comitato composto in grande prevalenza da giovani, la responsabilità del tesseramento al Comitato promotore nazionale per la Costituzione del Partito Socialista. In un documento diffuso dal coordinatore viene “espresso al consigliere comunale Franco Mastro, e ai candidati della sua lista nella quale egli è stato eletto, il proprio fraterno benvenuto”.
Si sottolinea che “l'ispirazione socialista, non è nostalgia di una pur nobile tradizione, ma ancora una volta capacità di fornire valide risposte per il presente e prospettive per il futuro che può e deve diventare ideale di azione capace di suscitare entusiasmi ed energie nuove supportate dal prezioso contributo di quanti hanno maturato meritevoli esperienze”.
In un altro passaggio si fa riferimento al “saldo legame, pur nella reciproca autonomia, con un sindacato energico difensore dei lavoratori ed anche aperto agli interessi generali della società”. Per quanto attiene i rapporti con il Consiglio e l'Amministrazione comunale, il raggruppamento consiliare dei socialisti “nella franca contrapposizione allo schieramento di centro destra eletto per il governo del Comune, rifiutando qualsiasi forma di deteriore compromesso, o di fuga in avanti priva di ogni dignità politica, assumerà una posizione autonoma e criticamente attenta ad ogni atto e posizione assunta dagli altri gruppi”. Viene infine precisato che “ i consiglieri socialisti saranno sempre presenti alle sedute del Consiglio comunale assolvendo con lealtà al loro compito ed opponendosi alla maggioranza di centrodestra”.
Alla discussione che ha generato il documento hanno partecipato l'assessore provinciale Donato De Carolis, il consigliere comunale Franco Mastro, Nicola Colonna, Frano Lisi, Domenico Ancona, i sindacalisti Vincenzo Bellacosa e Sergio Ancona, i giovani dirigenti Rossella De Carolis, Francesco Trisciuzzi, Giovanni Mileto e numerosi altri presenti.
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Centrosinistra unito nelle frazioni
EDIFICI SCOLASTICI SENZA MANUTENZIONI
Dossier inviato al Prefetto sullo stato degli immobili delle scuole di Pezze di Greco - Necessitano interventi urgenti per la sicurezza degli alunni
(a sinistra) Scuola dell’infanzia in Via Bertani
(a destra) Scuola dell’infanzia "Andersen"
I consiglieri del Centrosinistra Unito della Circoscrizione di Pezze di Greco hanno inviato al Prefetto, al Provveditorato agli studi e al Comando dei Vigili del fuoco di Brindisi un copioso dossier sulla situazione di degrado degli edifici scolastici, la cui manutenzione è di fatto inesistente.
La documentazione inviata comprende, oltre a numerose fotografie, anche le circostanziate relazioni sugli interventi necessari per la sicurezza e l'incolumità degli alunni, redatte dal dirigente scolastico del 3° circolo didattico che, nel luglio scorso, aveva già fatto tenere all'amministrazione comunale.
Gi. Mi.
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Amati scrive al Prefetto
CONSIGLIO COMUNALE MONOTEMATICO
Ultimo giorno utile il 22 gennaio - Si tratta di un adempimento di legge
ISTANZA EX ART. 39 COMMA 5° D. L.VO n. 267 del 2000.
Il sottoscritto Fabiano AMATI, in qualità di consigliere comunale del Comune di Fasano (BR),
premesso - che in data 2 gennaio 2008 era depositata una richiesta di convocazione obbligatoria del Consiglio comunale di Fasano (all.: copia), ai sensi dell'art. 39 comma 2° del D.L.vo 267 del 2000, corredata da n. 7 sottoscrizioni (superiori a 1/5 richiesto dalla legge);
- che in data 14 gennaio 2008 si riuniva la conferenza dei capigruppo, all'esito della quale era formulata – a maggioranza – la decisione di convocare il Consiglio comunale richiesto in data 11 febbraio 2008; - che la convocazione del Consiglio comunale per la data dell'11 febbraio 2008, eccede (abbondantemente) il termine previsto dalla legge (“in un termine non superiore ai venti giorni”), che – ove rispettato – scadrebbe il 22 gennaio 2008; - che ai sensi del Regolamento di funziona-mento vigente, l'avviso di convocazione del Consiglio deve essere notificato nei tre giorni liberi antecedenti la data fissata; cioè ove il Consiglio dovesse essere convocato (legitti-mamente) per l'ultimo giorno utile (22 gennaio 2008) l'avviso di convocazione deve essere notificato ai Consiglieri entro il 17 gennaio 2008;
Tutto ciò premesso, il sottoscritto nella qualità ut supra,
notificato ai Consiglieri entro il 17 gennaio 2008; Tutto ciò premesso, il sottoscritto nella qualità ut supra,
C H I E D E
alla S.V. Ill.ma di convocare entro il 22 gennaio 2008, previa urgente diffida, il Consiglio comunale di Fasano in seduta pubblica, monotematica e straordinaria (ovvero “urgente” nel caso di prossimità del termine ultimo), recante l'ordine del giorno contenuto nella richiesta inoltrata al Presidente del Consiglio comunale (ovvero: “Mini-stero dell'economia e delle finanze – Dipartimento della ragioneria dello Stato – Ispettorato generale di finanza – Servizi ispettivi di finanza pubblica – Relazione sulla verifica amministrativa contabile nel Comune di Fasano – Discussione – Eventuali iniziative”).
Si chiede altresì di indicare nell'inoltrando atto di diffida la necessità di prevedere la convocazione in prima e seconda convocazione, nel termine previsto del 22 gennaio 2008, così da evitare ogni tentativo di vani-ficazione della prescrizione legislativa a mezzo dell'isti-tuto regolamentare della “seduta deserta”.
finanza pubblica – Relazione sulla verifica amministrativa contabile nel Comune di Fasano – Discussione – Eventuali iniziative”).
Si chiede altresì di indicare nell'inoltrando atto di diffida la necessità di prevedere la convocazione in prima e seconda convocazione, nel termine previsto del 22 gennaio 2008, così da evitare ogni tentativo di vani-ficazione della prescrizione legislativa a mezzo dell'isti-tuto regolamentare della “seduta deserta”.
Con i più distinti e cordiali saluti.
Fabiano Amati
LA RICHIESTA DI CONVOCAZIONE PRESENTATA IL 2 GENNAIO
I sottoscritti Fabiano Amati, Roberto Ammirabile, Renato De Mola, Francesco Laterrenia, Salvatore Ferrara, Leonardo Musa, Giacomo Rosato, Vito Ventrella, in qualità di Consiglieri comunali del Comune di Fasano,
VISTO l'art. 39 comma 2° del Decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267;
VISTO l'art. 38 comma 1 bis dello Statuto comunale e la norma di dettaglio dell'art. 3 comma 3° del vigente “Regolamento per il funzionamento del consiglio comunale e delle commissioni consiliari”;
CONSIDERATA LA SEGUENTE RELAZIONE “In data 12 dicembre 2007 è pervenuta al Comune di Fasano la “Relazione sulla Verifica Amministrativa Contabile”, formulata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato – Ispettorato Generale di Finanza – Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica.
Con detta relazione si affermano numerose illegittimità dell'attività amministrativa del Comune (foriere, a detta degli ispettori, di responsabilità contabile per danno erariale), in relazione ad iniziative assunte in materia di dotazioni organiche, rapporti di collaborazione, attribuzione e svolgimento delle mansioni superiori e progressioni verticali.
Per discutere e far conoscere il contenuto della relazione, al fine di assumere ogni più utile determinazione di indirizzo, nell'esercizio del pote-re/dovere di indirizzo e controllo, si chiede la convocazione urgente e straordinaria del Consiglio comunale, nei termini previsti dalla legge.
Si specifica che la con-vocazione del Consiglio comunale è richiesta in seduta monotematica, ovvero con l'inserimento del seguente argomento al primo punto dell'ordine del giorno.”
* * *
Tutto ciò visto e considerato i sottoscritti, nella qualità ut supra,
C H I E D O N O
all'Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio comunale di:
a) disporre la con-vocazione straordinaria del Consiglio comunale di Fasano, per discutere la sovraestesa relazione, conte-nuta nel seguente ordine del giorno:
“Ministero dell'Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato – Ispettorato Generale di Finanza – Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica - “Relazione sulla Verifica Amministrativa Contabile nel Comune di Fasano” – Discussione – Eventuali iniziative”.
Con riserva di integrazione della su estesa relazione e presentazione di apposita mozione, all'esito del dibattito consiliare.
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Non soddisfacenti i pasti
MENSA SCOLASTICA CONTESTATA
Sul piede di guerra le mamme dei bambini della scuola materna - Nominata una commissione di controllo formata da consiglieri comunali e genitori.
Genitori sul piede di guerra con la seria minaccia di sciopero del ticket scolastico che regola la mensa pubblica. A ciò sono arrivate decine di mamme, che negli ultimi tempi con frequenza quasi quotidiana, imperversano con le loro proteste nei confronti dell'assessore Mola, negli uffici comunali dell'asses-sorato alla Pubblica Istru-zione. Motivo del contendere il pagamento sregolato, a loro dire, del ticket e soprattutto la cattiva qualità del cibo servito ai propri figli. Una diatriba esplosa con tutta la sua forza nell'ultimo mese di dicembre e culminata con una vera e propria invasione di oltre 70 mamme nell'ufficio dell'assessore al ramo scolastico. “Siamo particolarmente scontente del cibo somministrato ai nostri figli – asseriscono le genitrici all'indirizzo dell'assessore Mola – spesso non di eccelsa qualità. Questo ci mette in allarme e ci induce a pensare che la macchina comunale non effettui i dovuti controlli su chi è preposto a tale servizio. Inoltre non ci sembra giusto dover sopportare l'intera spesa del canone mensile di € 34 quando in alcuni mesi, a scuola, i bambini ci vanno appena quindici giorni, come nel mese di dicembre. Ad ogni modo – auspicavano le mamme – saremmo propense a rivedere insieme alla dietologa dell'Asl il menu attuale, avvolte variato durante la settimana per problemi insorti nella sua preparazione dalla ditta appaltatrice del servizio. Con ciò non vogliamo mettere in dubbio la competenza della dottoressa preposta a tal servizio ma ancora una volta saremmo più tranquille se il servizio mensa fosse periodicamente controllato nella sua qualità e nel suo buon funzionamento dalle istituzioni competenti. In caso contrario alcune di noi sono anche disposte a non pagare il ticket mensile o peggio a ritirare i bambini da scuola prima del pranzo quotidiano”. Un j'accuse pesantissimo dei genitori raccolto dall'asses-sore Mola che però non condivide appieno e passa al contrattacco “Sono giorni che mi fanno visita negli uffici – commenta – ma il loro sentito dire di questo o quell'altro problema non mi convince. Ho ascoltato attentamente le loro lamentele ma non condivido alcune prese di posizioni. In primis non sono d'accordo sulla qualità del cibo servito ai bambini dall'azienda di ristorazione convenzionata, visto che in diverse occasioni abbiamo tastato con mano la qualità del mangiare facendo visite a sorprese nei vari plessi scolastici. L'ultimo in ordine di tempo è quello effettuato proprio qualche giorno fa presso la scuola Materna P.Nenni. Un sopralluogo a sorpresa organizzato nel giro di pochi minuti con il dirigente di Circolo. Il risultato è stato più che soddisfacente e senza mezzi termini abbiamo gustato un pranzo squisito. Sopralluoghi che continueranno, e prometto che la prossima volta mi accompagno anche ad un genitore. Nel frattempo però ad ulteriore garanzia abbiamo deciso di formare dal prossimo anno una commissione di controllo comunale formata dai consiglieri Neglia e Mastro e con la partecipazione di un genitore per ogni Circolo didattico in rappresentanza di tutti le famiglie degli alunni.
Accolgo di buon grado però – continua l'assessore fasanese – l'invito di consultare l'Asl per concordare insieme, se ci sono le condizioni, una variazione di menù, sempre di comune accordo con la dietologa, ma mi sento di respingere con forza l'accusa secondo la quale ci sono ripetute variazioni di menù. Se ciò è accaduto – spiega Mola – questo ha comportato la sostituzione di un frutto con un altro o di qualche altra piccola variazione, ma oltre non si può, visto che la ditta appaltatrice deve attenersi scrupolosamente a quanto prescritto dall'Asl. Inoltre – conclude il responsabile della pubblica istruzione- sulla faccenda ticket sto spingendo affinché ogni famiglia venga fornita di un blocchetto con ricevuta che permetta a fine mese di quantificare perfettamente i giorni in cui i propri figli hanno usufruito del servizio. Cosa che ora non è possibile visto che i 34 euro altro non sono che la media ipotetica giornaliera dell'utiliz-zo del sevizio mensa.
Adottando così il sistema di ricevuta eviteremo a fine anno la bellezza di 500 o 600 richieste di rimborso con tutti i problemi che simili operazioni comportano”.
Botta e risposta a muso duro quindi tra mamme inferocite e preoccupate e assessore al ramo scolastico, deciso ad adottare controlli severi e frequenti ma strenuo difensore dell'attuale servizio mensa servito fino ad oggi nelle diverse scuole materne della città.
Michele Cavallo
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Intervista al biologo P. Carbonara
LE VERE PATOLOGIE DELLA COSTA
“Un mix di immobilismo, di affarismo e di incompetenza” - Lo scarico a mare della Panittica - Alghe e foglie di Posidonia.
Da molti, nelle ultime settimane, viene sollevata la questione della gestione della costa come una problematica urgente; un punto critico evidenziato è lo scarico dell'impianto di acquacoltura della Panittica Pugliese. Incontriamo Pierluigi Carbonara, biologo marino, per un parere in merito.
Dr. Carbonara dal suo punto di vista lo scarico della Panittica rappresenta una minaccia capitale per la costa fasanese?
“Sicuramente, stante ai dati riportati nella relazione di qualche anno fa' del prof. Matarrese, c'è qualche problema legato agli apporti di azoto e fosforo che favoriscono la proliferazione algale, ma ridurre tutta la problematica della gestione della costa a quello scarico non mi sembra un approccio corretto.”
Si spieghi meglio?
“Guardi, i problemi ambientali dello scarico della Panittica possono essere risolti con varie soluzioni tecniche tra cui l'allungamento dello scarico a mare, come la stessa relazione citata prima suggerisce. Anche se andrebbe approfondita meglio la caratterizzazione dello scarico per proporre la soluzione migliore, ma la situazione ambientale della costa più in generale è molto degradata. Giusto per farle un esempio legato agli scarichi, la gran parte delle abitazioni che insistono sulla costa non hanno l'allacciamento alla fogna ed i reflui vanno a finire nei famosi “pozzi a perdere” cioè, per la particolare idrografia della costa, praticamente a mare. D'inverno sulla costa vivono poche migliaia di persone, ma d'estate quando la popolazione è di qualche centinaia di migliaia di persone, capisce bene che altro che scarico della Panittica!”
Quindi, lei punta il dito contro l'amministrazione comunale?
“L'approccio che le ammini-strazioni comunali, negli ultimi anni, hanno avuto sulla gestione della costa è stato di considerarla più un'occasione di affari piuttosto che una risorsa ambientale da valorizzare e tutelare, il piano coste dell'amministrazione Ammirabile e la vicenda dell'albergo costruito praticamente sul bagno-asciuga sono solo due dei tanti esempi. Le aggiungo che la conferenza dei servizi attraverso la quale venne rilasciata la concessione edilizia per la costruzione dell'albergo fu uno dei primi atti dell'amministrazione Ammirabile, la fretta con cui l'iter venne concluso appare un po' sospetto, tenuto conto che da lì a pochi mesi fu istituito il Parco Regionale delle “Dune tra Torre Canne e Torre San Leonardo”, che ovviamente avrebbe bloccato quella costruzione. Insomma, tutto legittimo da un punto di vista strettamente amministrativo, ma la vicenda dà il segno della politica adottata nei confronti della tutela ambientale.”
Quindi, secondo il suo parere l'operato delle ultime amministrazioni è stato totalmente negativo dal punto di vista della gestione ambientale della costa?
“Guardi, c'è un terribile mix d'immobilismo, di affarismo e d'incompetenza.”
D'incompetenza?
“Si, d'incompetenza. Le racconto una storia che a mio avviso è la dimostrazione di quello che le dicevo.
Negli anni passati nel periodo invernale-primaverile veniva fatta la pulizia delle spiagge “dalle alghe” ed era presentata come un'azione a difesa dell'ambiente. Ora, a parte che quelle non erano alghe ma foglie di Posidonia che, essendo una pianta marina a foglie caduche, naturalmente, nel periodo autunnale e invernale, perde le foglie. Inoltre, le dirò di più, le praterie di Posidonia sono una biocenosi importantissima per il Mediterraneo per una serie di motivi ecologici tra cui, grazie al loro apparato radicale, rappresentano una difesa a mare contro l'erosione delle coste sabbiose, per capirci una specie di frangiflutti naturali. Insomma possiamo paragonare le praterie di Posidonia per il Mediterraneo, come importanza da un punto di vista ecologico, alle foreste pluviali per le zone equatoriali. Ma al di là della questione botanica, comunque quelle masse vegetali spiaggiate hanno anch'esse una funzione anti-erosione importantissima soprattutto durante le mareggiate invernali.
Rimuoverle è da scellerati, se poi si considera che gran parte del debito extra bilancio per la raccolta dei rifiuti, che il Comune si è trovato a fronteggiare, è costituito dal pagamento di questo servizio di pulizie delle spiagge, inutile quanto dannoso, siamo di fronte al dilettantismo allo stato puro.”
Quindi, è una questione di superficialità?
“Non solo. Ad esempio, mi tremano i polsi al pensiero che questa amministrazione voglia gestire un intervento delicatissimo come la costruzione di frangiflutti contro l'erosione delle spiagge. Si rischia di spendere moltissimi soldi, non risolvere il problema, ma addirittura aggravarlo, forse ne trarrà vantaggio qualche progettista “familiare o amico o amico degli amici”.
Le ho fatto solo pochi esempi chiari, ma purtroppo l'elenco dei misfatti è lungo: l'istituzione del Parco Regionale, che citavo prima, praticamente ignorato dall'Amministrazione Comunale; la gestione urbanistica di Torre Canne, che ormai somiglia più ad una baraccopoli; le dune distrutte dai gestori dei lidi; la gestione privatista del porto di Torre Canne. Sarebbero necessarie pagine e pagine del giornale per raccontarle tutte le vicende ed ognuna potrebbe essere legata agli interessi di qualche gruppo economico o di potere.”
Quali sono le prospettive per il futuro?
“Per il futuro, viste le premesse, sono molto pessimista. Ovviamente spero di sbagliarmi, ma le ripeto c'è un mix d'incompetenza, affarismo ed immobilismo che non fa sperare in niente di buono.
Il Sindaco e l'Assessore all'Ecologia dovrebbero cambiare completamente rotta, ma temo non abbiamo né la forza politica, né le competenze di supporto per poterlo fare.
Dovrebbero rivoluzionare e toccare troppi interessi stratificati, a dire il vero, non solo negli ultimi anni.”
Giacomo Mileti
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 fatti fattacci cronache e controcronache
LA GENIALITA' DI ALBERTO SORDI
Nella Sala di Rappresentanza del Palazzo di Città, un folto pubblico, giovedì 10 gennaio, ha seguito la conferenza di Bice Del Vecchio su un mostro sacro del cinema italiano, Alberto Sordi. La relatrice ha ripercorso le tappe della carriera dello scomparso attore, dagli esordi alla radio (lo straordinario successo di personaggi come il compagnuccio e Rosolino Pio), al flop dei primi film, all'amicizia con Fellini (l'exploit de I vitelloni), alla scoperta del filone di una nuova comicità. Quella satira di costume agrodolce costruita intorno all'italiano medio che si adeguava a una nazione in crescita proiettata verso un'economia di benessere dopo le ristrettezze del ventennio fascista.
In cinquanta minuti, Bice Del Vecchio ha saputo sintetizzare, con misurato e intelligente taglio, la vita di un grande artista del cinema che ha segnato un'epoca evidenziando i pregi e, soprattutto, le debolezze degli italiani.
Sono stati infine proiettati spezzoni da tre film: Il Marchese del Grillo, L'Avaro e Polvere di Stelle. Quest'ultimo particolarmente caro ai pugliesi per essere stato realizzato a Bari; alcune scene (con Monica Vitti) furono girate a Laureto.
Col patrocinio del Comune, la manifestazione è stata organizzata dall'Università del Tempo Libero, la cui presidente Nuccia Sansonetti ha fatto gli onori di casa.

INCIDENTE CON LA MOTO

Nei pressi del Pilone, sulla superstrada, mercoledì 9, sono rimasti coinvolti in un tamponamento una Ford Focus e una moto. A bordo della Gagiva, due ragazzi di Pezze di Greco, di 18 e 16 anni. Il minorenne ha avuto la peggio ed è stato ricoverato in gravi condizioni, per un trauma cranico, all'ospedale Perrino di Brindisi.

CON L'AUTO NEL CANALONE

Per ragioni non ancora accertate, nella serata di mercoledì 9, un uomo alla guida della sua auto è finito nel canalone mentre percorreva la strada per Savelletri. Sono prontamente intervenuti gli agenti della polizia stradale di Fasano e i volontari del 118. L'automobilista, ferito, è stato soccorso e accompagnato all'ospedale “Umberto I°”.

STUDENTI MERITEVOLI ALLA SOCIETA' OPERAIA

Com'è ormai tradizione, nella serata di Santo Stefano, presso la Società Operaia si è svolta la cerimonia di assegnazione di premi incentivi agli studenti, figli di soci, che si sono particolarmente distinti in ambito scolastico nell'anno di corso 2006/07. La serata, condotta da Martino Grassi, è stata seguita da un pubblico numeroso. Sono intervenuti Stefano Massimino, presidente del locale sodalizio; Giovanni Caramia, presidente dell'associazione interregionale delle società operaie; Angela Gasparro, docente di lettere, che ha relazionato sul tema “Giovani e anziani: due pianeti a confronto”.
Undici i premiati: Agnese Legrottaglie, Anita Legrottaglie, Lucia Lapadula e Flavio Fanigliulo (scuola media Bianco); Arianna Schena (scuola media Pascoli); Melania De Mola (istituto d'arte di Monopoli); Giovanna Potenza ( istituto per ragionieri di Fasano); Giuseppina Donnaloia (liceo classico di Fasano); nadia Laterza (liceo scientifico di Fasano). Per la sezione università sono state premiate Arianna Di Tano (laurea di primo livello in Scienza dell'educazione e della formazione presso l'ateneo barese) e Antonio Legrottaglie (laurea specialistica in Giurisprudenza presso la Bocconi di Milano).
La serata è stata, altresì, l'occasione per offrire un dono ai 49 soci che, nel 2007, hanno compiuto ottant'anni. Non è mancato l'affettuoso ricordo per Carolina Smaldini, socia nata agli inizi del secolo scorso, scomparsa il 5 maggio scorso, all'età di ben centosette anni.

PREMIO DI CANTO LIRICO “VALERIO GENTILE”

Il controtenore tarantino Aurelio Schiavoni ha vinto il Premio internazionale di canto lirico – Borsa di studio- “Valerio Gentile, alla sua undicesima edizione. Il bravissimo controtenore – voce rara da trovare nel mondo belcantista – diplomatosi brillantemente con lode presso il conservatorio “N. Piccinni” di Bari nel 2006, si è imposto sul gruppo dei sei finalisti, selezionati presso il conservatorio barese nella mattinata del 9 dicembre fra tutti i partecipanti provenienti da diverse regioni italiane e dall'estero. Seconda classificata, il soprano Valentina Corradetti di Ascoli Piceno; al terzo posto il soprano Simona Di Capua di Bari. Il Premio, finalizzato alla concessione di una borsa di studio da utilizzarsi per la partecipazione a corsi di perfezionamento in Italia e all'estero, è stato voluto dalla famiglia di Valerio Gentile. La cerimonia di premiazione si è svolta presso la biblioteca del seminario vescovile di Conversano.

FIGLI DI UN DIO MINORE

Un quartiere dove oggi vivono 15 famiglie, che con tanti sacrifici lì hanno potuto realizzare il desiderio di tutta una vita: avere una casa propria con tutti i servizi e i confort necessari. Una nuova zona residenziale però dimenticata da chi amministra la cosa pubblica. Stiamo parlando del nuovo quartiere residenziale sorto nella periferia est della città, proprio alle spalle del vecchio mercato ortofrutticolo, in fondo a via della Vittoria. Sono infatti passati già due anni da quando le prime famiglie sono andate a vivere nelle loro nuove abitazioni, ma da allora a Palazzo di città nessuno si è accorto di loro tranne quando c'è da far recapitare loro le varie missive di pagamento“Il Comune – fanno notare i residenti – è sempre puntuale a far recapitare gli avvisi di pagamento di tasse e imposte, ma è decisamente assente con i servizi”.
A distanza di anni, eccezion fatta per le condutture di acqua, fogna ed energia elettrica, tutto il resto latita. Nell'arco di circa 400 metri non vi è l'ombra di un cassonetto per la spazzatura e di conseguenza, in zona, non si è mai vista la sagoma di un operatore ecologico per ripulire le strade di questo nuovo mini quartiere. Strade, asfaltate con i soldi degli stessi residenti, ma già di proprietà comunale, con tanto di intitolazione ma senza nessun cartello che ne indichi il nome. Ma c'è di più. Non è stato apposto neppure un numero civico, la qual cosa crea numerosi problemi di ordine logistico. Uno per tutti: il recapito della corrispondenza. Difficile anche ottenere un recapito telefonico di utenza fissa perché, a quanto pare, Telecom non può estendere la sua rete telefonica sino al nuovo quartiere in seguito ad una diatriba con il Comune. Diatriba tutt'ora irrisolta. Contesto questo che indispettisce notevolmente tutti i residenti. Fino ad oggi a nulla sono servite le numerose richieste di intervento e le varie lettere di protesta degli abitanti di questa nuova area urbana. Area che, tra le altre cose, di notte è completamente al buio per la totale mancanza di illuminazione pubblica, affidata sino ad oggi, alle lampadine posizionate all'ingresso delle abitazioni, ovviamente insufficienti a garantire un'adeguata illuminazione di tutta la zona. Insomma come fare a dar torto ai residenti nel piccolo quartiere che dinanzi a tanta dimenticanza si sentono cittadini di serie B?
“Eppure – affermano in coro – paghiamo regolarmente le tasse comunali, ma questo forse non è sufficiente a far sì che anche le nostre esigenze siano valutate al pari di quelle di tutti gli altri cittadini fasanesi”.

TEATRO DA ESPORTAZIONE
La “Meglio tardi che mai” esporta il suo teatro. L'occasione propizia è giunta da un associazione culturale di Laterza che nell'ambito di una serie di appuntamenti natalizi ha pensato di inserire nel suo cartellone “Per favore un po' di pace”, ultimo lavoro della compagnia fasanese e liberamente tratta da “Le voci di dentro”. Una delle più belle commedie tragi-comiche del grande Edoardo De Filippo scritta nell'immediato dopo guerra e tesa al recupero di alcuni valori fondamentali, distrutti dalla guerra, come quello dell'unità familiare, la fraternità, la solidarietà e la pietà. Esibizione molto apprezzata dal pubblico laertino ritrovatosi nella storica chiesa sconsacrata del Purgatorio recentemente adibita dal comune di Laterza a piccolo teatro
Ottime le interpretazioni degli attori avvicendatisi sulla scena come Giorgio Murri (Alberto Saporito) Pasquina Cuzzupè (Rosa Cimarruta), Vittoria Musa (Maria), Ugo Patisso (Michele), Valerio Bianco (Carlo Saporito), Franco Renna (Pasquale Cimarruta), Filomena Decantis (Matilde), Stefano Bianchi (Luigi Cimarruta), Sara Patisso (Elvira Cimarruta), Michele Cavallo (maresciallo), Armando Bianco (zì Nicola Saporito), Rosangela Nistri (Capa D'Angelo), Oronzo Bagorda (Aniello Amitrano), Maria Rosaria Bongiorno (Teresa Amitrano). Costumi di Maria Teresa Giannoccaro, le scenografia di Franco Renna, e acconciature a cura di Lisa, Franco e Giorgio Murri. Una macchina organizzativa ormai collaudata da dieci anni.

UNA BELLA BOTTA DI… FORTUNA
Sono le 11.30 di giovedì 7 gennaio quando una signora esce per strada urlando “ho vinto”! Subito si è formato il capannello e il frastuono è stato tale qualche ignaro passante avrà pensato che fosse successa una disgrazia, un tamponamento, un cozzo, un colpo. C'era stato sì il colpo, ma di …fortuna. La signora, una cinquantenne fasanese, aveva appena vinto la bellezza di undicimila euro, con un grattino delle lotterie istantanee del Miliardario, acquistato nella nota tabaccheria di Grazia Fanizza ubicata nella centralissima via Adami. Un'esultanza cominciata gia qualche istante prima quando la giocatrice sul coupon vincente aveva già “grattato” il primo numero che annunciava una vincita di mille euro; quì un primo sussulto; qualche secondo dopo, grattando grattando, è venuto fuori il maxi premio che ha mandato in rumoroso visibilio la signora.
È la quinta volta che in quella tabaccheria si registrano vincite cosi consistenti. Va detto che la dea bendata li ci fa spesso capolino, vero è che il giorno seguente un altro fortunato giocatore ha intascato ben 1000 euro; e ogni giorno si registra un tetto premi di quasi duemila euro 2000 con vincite di fascia bassa.
La fortuna, quella con la “f” maiuscola è già un bel po' che soggiorna nella nostra città elargendo premi consistenti: quarantamila euro vinti a Pezze di Greco con l'uscita dell'1 a Torino; centoquarantamila euro vinti qualche settimana fa nella ricevitoria di corso Garibaldi di Teresa Laterrenia per una quaterna al lotto; altro bigliettone da diecimila euro, pescato nella tabaccheria Bitetti di via Fratelli Rosselli.

SEMAFORI NON FUNZIONANTI

Semafori cittadini? Una vera e propria croce per tanti cittadini fasanesi costretti avvolte ad inutili attese che generano file evitabili, e questo per la messa in disuso dei cosiddetti semafori intelligenti, in altri casi invece vanno incontro a pericolose situazioni che sarebbero evitabili se l'inpianto fosse regolarmente funzionante almeno nelle ore diurne. È il caso dell'impianto semaforico di via Nazionale dei Trulli angolo via De Gasperi, che da mesi è ormai in una posizione di stand-by con luce gialla lampeggiante e quindi praticamente inutilizzato. Situazione sicuramente trascurabile nelle ore notturne o di primo pomeriggio quando il traffico cittadino e quasi azzerato, ma decisamente problematico nelle ore di punta, quando, quello snodo urbano diventa di vitale importanza per molti fasanesi che di li vi transitano per tanti e svariati motivi. Il problema poi diventa di grande rilievo quando quell'incrocio diviene il teatro di pericolosi incidenti stradali, dovuti alla mancata precedenza dagli automobilisti provenienti da via De Gasperi associata anche alla velocità, avvolte esagerata, di coloro che provengono da via Nazionale dei Trulli in entrambe le direzioni. In uno di questi purtroppo nello scorso mese di dicembre ci ha rimesso la vita un anziano signore, Giuseppe Rosato di 82 anni, impattato mentre rincasava verso casa risalendo via Nazionale dei Trulli in direzione monti, con la sua vespa da un auto guidata da una signora fasanese, E come in questo caso di estrema gravità, anche in altri casi ( dalle conseguenze sicuramente meno drammatiche), quel benedetto impianto avrebbe potuto fungere da regolatore efficace del traffico, in un punto molto trafficato della città evitando problemi di qualsiasi ordine e natura. Altrimenti che ci sta a fare un impianto semaforico in quell'incrocio?

NIENTE RECITE NATALIZIE

Tra le tante tradizioni natalizie delle famiglie fasanesi, una tra le più sentite era quella delle recite scolastiche,amorevolmente e minuziosamente preparate da insegnati e bambini nel primo periodo scolastico. Usiamo il verbo al passato perché da quest'anno questa tradizione si decisamente ridimensionata in quanto genitori nonni e zii non potranno più applaudire i loro frugoletti dalla platea di una sala scolastica adibita a teatro. Una decisone, adottata dai direttori dei due Circoli didattici di Fasano che come era prevedibile ha scatenato le ire di tanti genitori e non solo. Ma alla base di tanto, c'è una precisa motivazione che ha spinto le due direttrici scolastiche a negare l'accesso agli esterni nei plessi scolastici in questa occasione: l'applicazione della legge 626 del 1994 con successive modificazioni che di fatto pone un limite di persone che possano essere ospitate in singoli ambienti scolastici. E i nostri plessi, non presentando i requisiti richiesti dalla norma, non sono quindi in grado di poter ospitare più simili manifestazioni. Decisione legittima, quella dei dirigenti scolastici. A questo punto, però, molti genitori si sono chiesti come mai le strutture non sono idonee e tuttavia le lezioni sono autorizzate; o c'è contraddizione nell'interpretare le norme oppure c'è un reale pericolo per la sicurezza degli scolari. Un dubbio, questo, che ha indotto un gruppo di genitori della scuola materna Pietro Nenni, a prendere carta e penna ed elencare tutta una serie di problemi riscontrati nella scuola. Nella lettera inviata al sindaco, agli asssessori (pubblica istruzione e servizi sociali) e alla Direzione Didattica 1° Circolo Collodi, è scritto che “ci siamo resi conto che la scuola in questione presenta alcune caratteristiche non rispondenti alle normative vigenti in materia di sicurez”. E giù l'elenco: i banchi ormai vecchi, con bordi rotti e angoli spigolosi; sedie scheggiate e panche insufficienti nel salone con alcune viti in vista; muri non pitturati; termosifoni ormai vetusti e non dotati di adeguate coperture di protezione; porte prive di dispositivo antipanico e finestre con aperture interne e con angoli taglienti e quindi inapribili durante le ore di lezione. Ciò che desideriamo e chiediamo – concludono i genitori nella lettera– è che gli organi istituzionali prendano in considerazione queste lamentele e valutino concretamente la possibilità di opportuni interventi finalizzati a migliorare gli ambienti scolastici frequentati dai nostri figli. Una richiesta ufficiale quindi di questo coraggioso gruppo di genitori che a gran voce chiede l'intervento della pubblica amministrazione.

MASSI SUI BINARI
Ci risiamo. A distanza di un pò di tempo torna la paura sui binari della nostra linea ferroviaria grazie alla scempiatezza di alcuni balordi che hanno piazzato sui binari massi o barre di ferro, pericolosissimo per i treni a rischio di deragliamento. Il fattaccio si è riverificato giovedì 10 gennaio scorso al km 704, e più precisamente all'altezza di un cavalcavia non molto distante dalla stazione di Fasano in direzione Ostuni. Erano circa le 18.30 quando un l'Eurostar proveniente da Torino dopo aver effettuato la consueta fermata a Fasano riparte in direzione di Ostuni. Giusto il tempo di recuperare in fretta la sua velocità di crociera che i macchinisti del treno hanno sentito un fortissimo botto sotto di loro intuendo di aver investito qualcosa. Immediata è scattata la segnalazione dell'accaduto al dirigente di Fasano Stefano Massimino, che subito ha messo in moto la macchina degli interventi, mentre lo stesso treno sia pure a velocità ridotta raggiungeva la stazione di Ostuni, dove venivano subito effettuati i controlli del caso per verificare eventuali danni occorsi al locomotore. Sul posto intanto, dopo il transito di un altro treno che procedendo a marcia a vista ha rilevato la presenza di corpi estranei, quali massi e quant'altro non più pericolosi per la viabilità, giungevano in tutta fretta i Carabinieri della locale Compagnia di Fasano, la Polfer e una squadra di tecnici composta da Domenico Bagordo e Francesco Di Tano, che provvedevano a rimuovere dei grossi massi in calcestruzzo e anche una barra di ferro poggiati maldestramente sulle rotaie. Fortuna ha voluto che la gran mole del treno ha letteralmente spaccato in due i massi e spostato senza troppi complimenti la barra di ferro, senza neanche subire danni strutturali. In corso le indagini. Alla luce di quanto accaduto ci chiediamo cosa sarebbe accaduto se invece del potente Eurostar si fosse trovato un treno più leggero come ad esempio “Il Minuetto”.

LO SPETTRO DELLA CASSA INTEGRAZIONE ALL'IPERMERCATO

Non è stato certo un Natale allegro per alcuni lavoratori dell'ipermercato fasanese Conforama che secondo indiscrezioni non confermate dall'azienda, starebbero per passare in cassa integrazione per alcuni dei suoi dipendenti. Voci e null'altro che i vertici di Conforama non confermano, ma la preoccupazione di diversi lavoratori resta grande. In un primo momento si è parlato di almeno una decina di posti a rischio ma il numero potrebbe anche lievitare. Nel frattempo sembra che la società proprietaria dell'ipermercato abbia già avviato le pratiche per accedere agli ammortizzatori sociali e quindi procedere aa breve con la messa in cassa integrazione di un certo numero, ancora imprecisato, di lavoratori in cassa integrazione.

VANDALISMO A S. SILVESTRO
Per festeggiare, l'anno che arrivava hanno pensato di rompere tutto quello che loro capitava sottomano. Un gruppo di balordi, nei primi minuti del 2008 ha devastato tutto ciò che gli capitava a tiro partendo da via San Francesco per poi proseguire in piazza Ciaia, corso Vittorio Emmanuele fino ai “portici” delle Teresiane. Cassonetti rovesciati con i rifiuti sparsi ovunque, transenne scaraventate in mezzo alla strada, alberi di Natale spezzati o scaraventati a terra, oltre a muri e vetrine imbrattati e vasi riversati. Una vera e propria devastazione vandalica. Insomma l'ennesima e stupida deturpazione cittadina rimediata il giorno seguente dagli operatori ecologici che con molta pazienza hanno dovuto ripulire e rimettere ordine e pulizia nel centro cittadino. Gli autori di un simile gesto, che ha offeso la città intera, purtroppo restano ancora una volta impuniti.

CALENDARIO “IN PUGLIA”

Bellezze territoriali e femminili nel calendario “In Puglia 2008”. Un connubio perfetto tra scorci di rara e autentica bellezza artistica della Valle d'Itria con il fascino indiscusso di due splendide modelle nostrane come Federica Pesari (22 anni) di Taranto e Paola Piacentini (17 anni) di Torre Santa Susanna, ritratte in 12 scatti dal fotografo Cesare Orlando. Il calendario è stato presentato proprio in una delle location: la masseria Lamiola Piccola. Sono intervenuti rappresentanti dell'imprenditoria di Fasano, Martina, Cisternino, Ostuni e Locorotondo e autorità istituzionali.

ROCAMBOLESCA FUGA

Una pattuglia gli intima l'alt e lui tenta la fuga investendo uno degli agenti. Alla guida del mezzo incriminato c'era un noto fasanese di 42 anni, con diversi precedenti penali, che nonostante privo della patente, revocata tempo addietro, era tranquillamente alla guida della sua autovettura. Questa volta però sulla sua strada c'era una pattuglia della squadra Mobile di Brindisi che durante un normale controllo di sicurezza del territorio ha intimato l'alt al fasanese. Alla vista dei poliziotti, ha accelerato bruscamente. Nella fuga ha investito di striscio uno degli agenti, provocando la reazione dell'altro che, estratta la pistola ha sparato verso il mezzo ferendo il fasanese. La fuga è durata pochissimo in quanto nel giro di qualche ora, giusto il tempo di allertare le altre pattuglie della zona, il 42ne è stato bloccato nei pressi della sua abitazione ed ammanettato.

RAPINA A UNA VECCHIETTA NEL BORGO ANTICO
Forse la befana aveva loro portato un sacco di carboni è così a torto hanno pensato di farsi un bel regalo a scapito di un 'indifesa nonnina di 91 anni. È ciò che è accaduto lo scorso 6 gennaio nell'abitazione dell'anziana signora ubicata in via Guida, nei pressi della chiesa Matrice e quindi in pieno centro storico, ad opera di due banditi che con il volto coperto hanno prima atteso la signora sotto casa e poi aggredita e spinta nella sua casa. Appena entrati in casa uno dei due malviventi ha provveduto a tener tappata la bocca della anziana signora; l'altro invece con molta destrezza ha rovistato ovunque fino al ritrovamento del malloppo sperato: ben 11.000 euro in contanti. Forse il ricavato della vendita di un immobile o i risparmi di una vita faticosamente messi da parte e custoditi in casa. Un gesto vile e molto pericoloso. La sfortunata nonnina qualche minuto dopo l'accaduto, ha dato l'allarme chiamando una vicina di casa che, a sua volta ha allertato i carabinieri. È assai probabile che i due rapinatori conoscessero le abitudini dell'anziana signora che vive sola in casa, e che soprattutto potessero essere a conoscenza dei risparmi custoditi in casa della novantunenne, o peggio ancora, che qualcuno l'abbia loro suggerito.

VILE AGGRESSIONE A TORRE INCINA

Doveva essere un capodanno da ricordare con molto piacere ma alla fine il passaggio dal 2007 al 2008 è stato un vero è proprio incubo da dimenticare in fretta. Protagonista della disavventura un 45 enne fasanese che per trascorrere un San Silvestro diverso dal solito clichè ha pensato di recarsi a Polignano e precisamente a Torre Incina, rinomato luogo di ritrovo per incontri gay. Detto fatto. Alle 18.30 circa l'uomo si è recato in zona e dopo qualche minuto un Peugeot con a bordo due giovani lo hanno avvicinato. Qualche chiacchiera e poi l'idea di andare a fare un giro insieme sul litorale per approfondire la conoscenza reciproca. Fin qui tutto normale, se non fosse che all'improvviso l'abitacolo di quell'auto si è trasformata in una vera e propria trappola per il fasanese. Infatti i due giovani dalle maniere dolci e gentili sono subito passati a quelle decisamente più forti, minacciando l'uomo di consegnar loro i soldi. Al suo rifiuto sono volati schiaffi e pugni in pieno volto. Benchè seriamente ferito, il malcapitato fasanese con uno scatto improvviso è riuscito ad aprire la portiera dell'auto e scappare nelle campagne antistanti. Una fuga disperata verso una stazione di servizio ubicata sulla statale 16, da dove è poi partito l'allarme con una chiamata al 112 dei carabinieri. Intanto i due malviventi dopo aver raggiunto l'auto del fasanese e depredatala, hanno appiccato il fuoco dandosi alla fuga. Tentativo mal riuscito in quanto i militi raccolte le testimonianze del malcapitato hanno subito stretto d'assedio la zona e dopo neanche un ora hanno rintracciato e ammanettato i due giovanissimi malviventi entrambi di Polignano. L'accusa per loro è tentata rapina e danneggiamento a seguito di incendio. Per il fasanese invece oltre all'auto andata in fumo con i sogni di una notte all'insegna della trasgressione, resta l'amaro ricordo di una notte da incubo segnata da un volto tumefatto e quasi irriconoscibile per le percosse incassate.

TENTATO FURTO ALLA SELVA

Giovedì 10 gennaio intorno alle ore 19, un noto professionista della sanità proprietario di una bella villa a Selva di Fasano mentre si accinge a rientrare nella sua abitazione scorge che qualcuno sta uscendo velocemente dalla sua proprietà. Intuendo le mosse del ladro con la sua auto aggira l'edificio e si trova dinanzi ad un auto con un uomo sconosciuto a bordo. Alla domanda di cosa ci facesse li parcheggiato, ingrana la marcia e scappa via senza troppi complimenti. Scatta l'allarme e nel giro di pochi minuti arriva una volante del Nucleo Operativo dei carabinieri di Fasano costoro, dopo aver raccolto la testimonianza del malcapitato, iniziano una caccia all'uomo, grazie anche al numero di targa dell'auto sospetta prelevata dal professionista fasanese. Subito i militi risalgono al proprietario del mezzo incriminato residente nel quartiere Libertà di Bari, ma qui si scopre che l'assicurazione dell'auto è intestata a una signora residente sempre in zona ma non proprietaria del mezzo. Situazione ingarbugliata che non convince i carabinieri che decidono di fare visita a casa della signora e dopo una serie di domande e accertamenti si scopre che l'auto era stata utilizzata dal suo compagno recatosi si alla Selva ma solo per ritirare alcuni preventivi per una cena da consumare in uno dei ristoranti della zona. Teoria che non convince gli investigatori; tuttavia la perquisizione domiciliare non rivela nulla di quanto denunciato dal proprietario della villa: un computer e un orologio di grosso valore.

LA PROCESSIONE DI GESÚ BAMBINO
Tra le tante tradizione del Natale quella della processione di Gesù bambino è una delle più antiche che si registrino nella nostra città e da qualche decennio chiude ufficialmente il calendario delle manifestazioni religiose fasanesi. Diciamo da qualche decennio in quanto originariamente la statua di Gesù bambino veniva portata in processione dalla Confraternita del Rosario nel giorno di capodanno ma dopo alcune considerazioni di natura logistico-organizzativa questa tradizione è stata così spostata al giorno dell'Epifania. Una processione centenaria (come dimostrano alcune foto vecchissime esposte nella chiesa del Rosario) sospesa per un lungo periodo e poi ripresa nel 1973 quando la stessa congrega ridiede vigore alle attività con manifestazioni religiose e civili realizzate a beneficio dell'intera città.

PRESEPI IN TUTTE LE SALSE
Quella del presepe a Fasano è un antica tradizione che di anno in anno si consolida. Decisamente spettacolare e degno di grande attenzione sono le due animazioni viventi che da anni si tengono a Pezze di Greco e a Montalbano, con migliaia di persone che si sottopongono a lunghe file di attesa spesso all'agghiaccio. L'eco del presepe di Pezze è ormai arrivato agli onori della cronaca nazionale tanto che la stessa Rai ha inviato una troupe di Sereno-Variabile, e si è scomodato lo stesso Osvaldo Bevilacqua per effettuare un ampio servizio sulla manifestazione.
Ma non tutto ciò che è animato attrae l'attenzione e l'ammirazione dei fasanesi. Infatti da contraltare a cotanta bellezza e impegno, ci sono anche i vari presepi artistici allestiti in tutto il territorio. In primis quello di Laureto con la sua splendida stella luminosa, (quest'anno privata della sua coda) visibile da decine di chilometri, capace di attirare centinaia di visitatori, che seguendo la stella giungono sino alla spettacolare grotta di monte Rivalta, al cui interno è allestita la natività con attrezzi d'epoca e statue a grandezza naturale di eccezionale bellezza. A Fasano centro, numerose le creazioni presepiali nelle parrocchie, nelle scuole e in altre comunità. Decisamente particolare il bel presepe realizzato tutto in pietra (nella foto) e allestito presso la cappella del Cimitero di Fasano dall'associazione fasanese “La Fontanella”: il tema quest'anno è la speranza di pace con la fine di ogni guerra. Domenica 20, infine, presso l'Oratorio del Fanciullo, saranno premiati gli autori dei presepi, che hanno partecipato al concorso indetto dall'associazione Stella sulla Grotta.

PAUROSO INCIDENTE STRADALE: MORTA UNA RAGAZZA

Erano le 22.45 di mercoledì 16 gennaio quando con ogni probabilità nell'atto di fare una passeggiata in macchina all'improvviso si sono ritrovati contromano sulla statale 16 Lecce-Bari. Situazione purtroppo letale per i quattro giovani che si trovavano a bordo della Yaris che dopo qualche decina di metri sono stati travolti in pieno da un tir che procedendo nella giusta direzione non è riuscito ad evitarne l'impatto molto violento. Ai soccorritori si è presentata una scena straziante: 4 giovani, 2 ragazze di Fasano e 2 ragazzi di Bari, agonizzanti e intrappolati in un groviglio di lamiere. Purtroppo per una di loro Rita Argento di soli 17 anni, non c'è stato più nulla da fare, mentre gli altri 3 occupanti, Dominga Argento (22) sorella di Rita, Giuliano Ranieri, (18) e Diego Amoroso (27) che era alla guida del mezzo, sono tutt'ora ricoverati presso i nosocomi della zona in condizioni gravissime. Si è dovuto attendere l'arrivo dei Vigili del Fuoco per procedere all'estrazione dei ragazzi intrappolati nelle lamiere. Sulle cause dell'incidente tutte ancora da verificare sono in corso indagini da parte della Polizia Stradale di Brindisi intervenuta sul luogo dell'incidente, mentre in città il tam tam dell'accaduto ha destato notevole sgomento, sia per l'accaduto che per la morte della giovanissima Rita, che solo 8 mesi fa, aveva subito lo choc per la morte del suo amico del cuore sempre a causa di un incidente stradale.

DECEDUTO IN PALESTRA

Durante le pause del suo lavoro di barista amava allenarsi frequentando la Universal Gym, una nota palestra fasanese. Ed è proprio lì che mercoledì 16 gennaio intorno alle 19.30 Giovanni Zaccaria, 30 anni di Torre Canne, si è improvvisamente accasciato al suolo trovando la morte. Era appena arrivato cominciando a fare un pò di step quando all'improvviso e con lo stupore dei molti che erano li presenti, si è accasciato a terra. Immediati i soccorsi da parte dei presenti in palestra e degli istruttori della palestra che non sono comunque riusciti a rianimarlo in attesa dell'ambulanza del 118, arrivata sul posto dopo pochi minuti. Tutto inutile. Il cuore di Giovanni Zaccaria aveva smesso di battere. Sul luogo dell'accaduto sono giunti i carabinieri della locale compagnia che hanno avviato le indagini per capire cosa fosse realmente successo al giovane. Da una prima diagnosi pare che lo sfortunato giovane sia stato stroncato da un infarto fulminante. È stata disposta l'autopsia dal pm della Procura di Brindisi Antonio Negro.
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LA GALLERIA DEMOCRATICA
Iniziativa del Pd nella Notte Bianca - In mostra quadri e sculture - Performance di poesia
In occasione della Notte Bianca, organizzata dal Comune di Fasano con la collaborazione dei “Circoli delle Libertà” (o viceversa), anche il Partito Democratico cittadino ha scelto di contribuire e di mettersi in mostra, nel vero senso della parola. Dal 16 al 23 dicembre, presso il comitato del PD, si è svolta “Artiviamoci – Galleria Democratica”, una mostra d'arte con quadri e sculture di: Aldo Carbonaro, Floriano Mola, Angela Pugliese, Paolo Pugliese e Vito Ventrella.
Uno dei particolari della mostra è stata la collezione privata di “santini” della Campagna elettorale per le amministrative del 2007, con oltre duecento figurine esposte. La sera del grande evento cittadino, nella stessa cornice, alcuni esponenti del partito si sono cimentati in un'allegra decantazione di poesie di Catullo, D'Annunzio e altri, attirando la curiosità di molti fasanesi. L'iniziativa, che ha visto come protagonisti in particolar modo i giovani, è nata dalla volontà di un PD che sappia comunicare con i cittadini a 360°, quindi, come in questo caso, anche attraverso l'arte. Il bilancio è stato più che positivo e gli organizzatori della Notte Bianca, inizialmente preoccupati che “Artiviamoci” fosse un evento di carattere politico (anche se c'era poco da preoccuparsi se così fosse stato), hanno potuto constatare che quello dei democratici fasanesi non era altro che un momento di festa e di complemento alla Notte Bianca.
organizzatori della Notte Bianca, inizialmente preoccupati che “Artiviamoci” fosse un evento di carattere politico (anche se c'era poco da preoccuparsi se così fosse stato), hanno potuto constatare che quello dei democratici fasanesi non era altro che un momento di festa e di complemento alla Notte Bianca.
Oronzo Rubino
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Pino Carrone L'angolo di Pino Carrone
RIFIUTI CHE CI SOMMERGONO
Alla classica oleografica cartolina napoletana con il pino romano il golfo e il Vesuvio si è sostituita l'avvilente panorama con cumuli di “monnezza”. Purtroppo è un'immagine che sta facendo il giro del mondo con danni incalcolabili per la nostra economia. Perché il guaio non riguarda soltanto Napoli e la Campania, ma tutta l'Italia, la cui credibilità internazionale viene compromessa. E alla base di tutto questo disastro cosa c'è? La criminalità organizzata, ovvero i rifiuti inquinanti della società.
Pino Carrone
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Intervista a cinque voci
VIAGGIO A STRASBURGO
Esperienza di una visita di studio al Parlamento Europeo raccontato dalla prof. Nardelli e da quattro studenti del Liceo “Leonardo da Vinci”

Un dialogo a cinque: la professoressa Chelli Nardelli e quattro studenti dell'I.I.S.S. “Leonardo Da Vinci” Maria Antonietta Colaninno, Marco Mancini, Vita Mancini, Lorenzo Rubino ci raccontano un viaggio nel cuore dell'Europa. Si tratta di una visita, in conclusione di un progetto scolastico, al Parlamento Europeo di Strasburgo. Tra banchi e suoni della campanella, il racconto a più voci di un gruppo di cittadini europei.



Come è nata l'idea di una visita al Parlamento Europeo?
Studenti: “Innanzitutto l'idea nasce da un progetto a cui abbiamo partecipato lo scorso anno: Educare alla cittadinanza europea, proposto a noi studenti dai professori D. Nardelli, G. Tanzarella, M. Vinale. Erano previste delle visite a tappe: il Consiglio Comunale, il Consiglio Provinciale, Regionale...fino a Strasburgo”
Professoressa: “La nostra scuola è una scuola polo nell'educazione alla cittadinanza europea. Ovviamente l'educazione ad esser cittadini europei passa dall'educazione alla cittadinanza italiana.
Di qui l'idea di un progetto che prevedesse una fase teorica sulla Costituzione italiana, le istituzioni italiane fino alla storia dell'unione europea. E di qui anche l'idea di una fase più attiva: la partecipazione alle Assemblee rappresentative di tutti i livelli: da quella locale a quella europea. Si è trattato di momenti formativi la cui finalità è stata l'educazione ad una cittadinanza attiva. Il sottotitolo del progetto è
infatti Cittadinanza attiva e diritti umani. Una
cittadinanza attiva intesa come formazione integrale della persona: per questa ragione ci sono stati anche incontri con persone socialmente impegnate.”
Qual è l'importanza di un'educazione all'Europa?
Studenti: “Certamente, aiuta noi ragazzi a capire che è necessario prender parte alla vita politica.
A cominciare dal quella del nostro paese. Esser cittadini attivi e sentirsi parte di qualcosa.”
Professoressa: “L'impor-tanza risiede nel promuovere una cittadinanza attiva. Anzi, devo aggiungere che il nostro progetto ha rappresentato anche un momento di orientamento. Molti ragazzi hanno aperto gli occhi su possibilità di lavoro a livello europeo: è stato formativo in questo senso.”
Può esser sufficiente un progetto scolastico per accompagnare l'educazione ad una cittadinanza, non solo europea, ma anche e soprattutto mondiale?
Studenti: “Sicuramente è il primo passo...Poi ci vorrebbe anche una maggiore attenzione dei mass media. Nel senso che non basta far vedere in televisione una seduta deserta del Parlamento o un programma con i politici di turno.”
Perchè non un programma vero e proprio sulla cittadinanza attiva, dedicato magari anche ai giovani?”
Professoressa: “È necessario che le istituzioni prevedano la partecipazione dei ragazzi, anche solo a livello consultivo, anche solo per di tutti i fondi che l'Europa mette a disposizione: aiuterebbe a sentirsi cittadini europei. Insomma i progetti PON, l'ERASMUS e tutte le opportunità che l'Europa può offrire ai giovani. C'è bisogno di maggior informazione e consapevolezza.”
offrire ai giovani. C'è bisogno di maggior informazione e consapevolezza.”
conoscere la voce dei ragazzi riguardo l'ambito culturale, associativo... Magari farlo a livello locale. Poi è necessario anche facilitare la conoscenza di tutti i fondi che l'Europa mette a disposizione: aiuterebbe a sentirsi cittadini europei. Insomma i progetti PON, l'ERASMUS e tutte le opportunità che l'Europa può offrire ai giovani. C'è bisogno di maggior informazione e consapevolezza.”
Appena entrati nel Parlamento, cosa avete pensato?
Studenti: “A dir la verità, ci aspettavamo una seduta parlamentare più importante e più partecipata.
Ma comunque è stato assolutamente piacevole sentire lingue diverse, avere la percezione di esser qualcosa di unico.”
Professoressa: “Ci si sente partecipi di una comunità: la stessa forma circolare della stessa lo richiama. E poi è bello pensare che proprio Strasburgo, una città che è stata al centro di rivendicazioni da parte di Alsazia e Lorena, è ora il centro del Parlamento Europeo.”
Europeo.”
Raccontate un episodio particolare del viaggio.
Studenti: “Certamente, l'incontro con un parlamentare europeo, per giunta corregionale: Lavarra. Ci ha parlato un po' della comunità europea, dell'educazione all'Europea”
professoressa: “Sì, ha fatto un discorso di ampio respiro politico. Forse se si avesse una consapevolezza internazionale, si superereb-bero beghe tra partiti.”
Tornati a casa, qual è stata la sensazione? Da Strasburgo a... Fasano.
Studenti: “La sensazione di aver vissuto una piacevole esperienza. Un'importante esperienza di formazione.
Professoressa: “La sensazione che le distanza non sono così insormontabili.
La sensazione di far parte di qualcosa di grande”.
Una frase che potrebbe riassumere il viaggio.
Studenti: “Non si potrebbe riassumere in una frase...”
Professoressa: “È dal dialogo che nasce un futuro migliore!”
Studenti: “Noi abbiamo partecipato.
E voi?”
Francesca Radesco
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Minchiate e Facezie
Dal Vocabolario della Lingua Italiana di G. Devoto- G.C. Oli
minchiate s.f. pl. Antiche carte da gioco fiorentine, il cui mazzo era costituito da 40 figure, più la matta, comprendenti le 22 figure del tarocco veneziano meno la casa di Dio. Le 20 figure aggiunte sono: le tre virtù teologali, la Prudenza, i quattro elementi, e i dodici segni dello zodiaco”.
facezia s. f. Detto arguto e piacevole, motto di spirito”.
In questa pagina, non ci occuperemo né delle carte fiorentine, né di quelle napoletane, né dei tarocchi veneziani, bensì di quelle “mentulate” sicule e italiche che quotidianamente ci sommergono! Raccoglieremo, altresì, spiritosaggini intelligenti e frivolezze divertenti.
la storiella
MAI DEBITI CON I MAGHI
C'era una volta un giovane cavaliere, di nome Linguadolce, che si era innamorato perdutamente della sua regina, Bellamenna. In particolare era attratto dai suoi imperiosi seni che desiderava accarezzare. Un desiderio irrefrenabile, contenuto soltanto dal timore di essere scoperto e cadere nelle grinfie del feroce re Batacchione, che non avrebbe esitato ad ammazzarlo. Un giorno ne parlò al mago di corte, Zoccoligno, rivelando la sua struggente passione e dicendosi disposto a ogni impresa pur di toccare una volta sola quell'adorato balconcino regio. Il mago Zoccoligno, ascoltò e disse”Lo tuo desiderio pote essere soddisfatto. Se po' fa, se po' fa. Tutto se pote resolvere se si pon mano alla scarsella. Tu toccherai le agognate zinne per cento monete d'oro che a me donerai”.
“Ma tutto l'oro del mondo, Zoccoligno mio, dimme che debba io fare”, rispose entusiasta il cavaliere Linguadolce.
Zoccoligno, senza scomporsi “Dimani sarai convocato da lo re Battacchione lo quale ti ordinerà cosa piacevolissima, tu prima di metterti all'impresa bevi tutto il contenuto di questa bottiglietta”.
Linguadolce ci capì poco, ma accettò per fede. Intanto la sera, mentre la regina si faceva il bagno, il mago sparse una polverina urticante nelle coppe del reggiseno. Quando Bellamenna indossò l'indumento cominciò a sentire prurito. E più si grattava e più prudeva; e ancora, più si grattava e più prudeva. Infine, vincendo la vergogna, confessò il suo fastidio al consorte, il quale risoluto e pratico qual era, disse “Non ti preoccupare regina mia, ne argomenterò con Zoccoligno ed egli ne troverà lo giusto rimedio”.
Così fece. Chiamò il mago di corte e gli chiese in che modo la sua signora potesse esser liberata “dallo fastidioso pizzicorìo”. Zoccoligno fece la scena di chi ci pensa su e infine esclamò “Mio sire, c'è un solo rimedio: addifriscare le regali tette con la saliva de lo cavaliere Linguadolce”. “E sia”, disse il re. Fu quindi chiamato il cavaliere che, memore del consiglio del mago bevve dalla bottiglietta (che conteneva l'antidoto alla polverina urticante) e ubbidì all'ordine del suo re, sollazzandosi per oltre tre ore fra i seni della regina. Quand'ebbe ottemperato a questa piacevole pratica e, felice e beato, se ne tornava ai suoi appartamenti, fu raggiunto da mago Zoccoligno che reclamò le cento monete d'oro pattuite. Ma il cavaliere si rifaldò “Quando mai ho fatto patti con te. Denunciami se vuoi”.
Tanto, era certo che il mago non avrebbe mai parlato del vile trucco.
Zoccoligno non replicò. Ma la sera stessa, mentre il re faceva il bagno, sparse, in abbondanza, la solita polverina urticante nelle mutande di re Batacchione.
m.
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Tra il serio e il faceto
Ma se fa aceto... anche l’aceto serve
I dubbi dubbi e altro di Nicola Fiume

Scuola Guida

Ieri bisognava avere 18 anni per guidare la macchina, oggi basta avere la macchina

Modi di dire irrisolti

Prendere due piccioni con una fava... ma la fava di chi?

Al circo

Triplo salto mortale perfettamente riuscito: l’acrobata si è schiantato al suolo decedendo sul colpo

Par condicio

Ci sono bambini che scrivono come adulti e adulti che scrivono come bamini, ma non sempre lo fanno apposta
Punti di vista
Se io la penso come te e tu la pensi come me, com’è che non la pensiamo uguale?

Come si fa?

Se nel paese dei “cecati”l’orbo fa il sindaco, il vero problema è trovare un mezzo occhio che faccia il vice sindaco

Nuova comicità
La battuta non era stata fulminante; per sicurezza gli sparò

In trattoria

Se il coniglio avanza, le macchine lo mettono sotto?
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I racconti bislacchi di Aureliano Buendia I racconti bislacchi di Aureliano Buendia
DI RIFIUTO IN RIFIUTO
L'inizio del 2008 inizia come è finito il 2007: all'insegna dei rifiuti. Parlando di immondizia viene spontaneo chiedersi perché si chiamino rifiuti. Se tu li fiuti, li annusi, una sola volta, già capisci dalla puzza di cosa si tratta; se li ri-fiuti, credi che inizino a profumare? E viene spontaneo anche chiedersi: se i cumuli di immondizia sparsi per strada puzzano e inquinano, una volta incendiati smettono di essere tossici? A volte sembra proprio che la gente si rifiuti di ragionare. Ma c'è anche chi, giustamente, si rifiuta di fiutare e ri-fiutare i rifiuti e giustamente scende in piazza. Ma trovare una soluzione non è facile. Che sia una discarica, o un inceneritore o un centro di raccolta temporanea, ci sarà sempre l'opposizione di chi abita nei paraggi. Con la logica definita NIMBY (Not In My Back Yard = non nel mio cortile sul retro) ognuno pretende che la soluzione sia trovata, ma lontano da casa sua. In Campania la protesta pacifica dei cittadini, di per se legittima, si somma a quella violenta dei clan camorristici che rifiutano di smettere di fare affari coi rifiuti, e sulla legittimità di questi ultimi (sia a fare affari che a protestare) questa volta un rifiuto dobbiamo opporlo noi cittadini onesti. Ma intanto anche gli amministratori della
Campania si rifiutano di ammettere le proprie responsabilità. I presidenti di altre regioni, nel frattempo non rifiutano la loro solidarietà per risolvere temporaneamente il problema e decidono di prendersi ognuno un po' di rifiuti campani (rifiutati però da Lombardia e Veneto, ma la cosa non ci stupisce). Però in Sardegna c'è chi rifiuta i rifiuti napoletani e manifesta in modo cruento, fino a tentare di incendiare l'abitazione del Presidente regionale Soru. Si scoprirà in seguito che si tratta di ultras calcistici, neofascisti, prezzolati da chi ha interesse ad incendiare gli animi e qui giungiamo all'apoteosi: rifiuti umani che rifiutano i rifiuti organici. Dure prese di posizione da parte del responsabile per il mezzogiorno di Forza Italia Raffaele Fitto il quale,
essendo stato rifiutato dai pugliesi, è una vera autorità in materia. Ma la lunga lista di rifiuti non è terminata. Silvio Berlusconi (tessera P2 n° 1816) dopo aver quasi concluso l'accordo con Veltroni sulla nuova legge elettorale si rifiuta di trattare con chi vuole portare avanti la legge di riforma del settore radiotelevisivo: che gran rifiuto! Il Papa si rifiuta di guardare in faccia le solite persone durante la messa e allora la celebra dando le spalle alla platea. Poi capita che dei professori e degli studenti dell'Università la Sapienza di Roma rifiutino la presenza del Papa all'inaugurazione dell'anno accademico (che secondo me inizia a novembre ma mi rifiuto di polemizzare anche su questo). Alcuni dei contestatori ricordano che Ratzinger, nel '90, rilanciò convinto una affermazione
di Feyerabend: “Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto”. Io mi rifiuto di credere che l'abbia fatto, ma non mi sorprenderebbe. L'ex modella Carla Bruni si è accasata con il presidente francese Sarkozy. L'ex modella Naomi Campbell pare abbia conquistato il presidente venezuelano Chavez. Sembra che anche Claudia Schiffer ci abbia provato con Napolitano ma lui abbia rifiutato.
Infine, si è svolto il funerale del settimo operaio ammazzato nell'incendio della ThyssenKrupp. L'azienda tedesca, che sembra (è un eufemismo) responsabile di gravi inadempienze sul piano della sicurezza, ha avuto l'ardire di mandare una corona di fiori. I compagni degli assassinati hanno rifiutato la beffa che segue il danno e l'hanno buttata tra i rifiuti.
A distanza di giorni viene fuori un documento dei vertici Thyssen in cui si afferma che la colpa dell'incidente è da addebitare agli stessi operai e che il sopravvissuto del gruppo di lavoratori andrebbe fermato perché “parla troppo in televisione” ma non si può fare perché a Torino sono troppo forti i “comunisti” (sempre loro tra i piedi) ed i sindacati. Chissà come si dice “che monnezze” in tedesco.
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Intervista ad Arben Shira
TRACCE ALBANESI NELLA FASANESITA’
Da profugo politico a cittadino italiano – L'accoglienza a Fasano – i rapporti con i connazionali – Il mercato dell'arte
Arben Shira Arben Shira pittore, 45 anni. Nativo di Durazzo, dove ha lavorato e studiato al liceo classico, è approdato a Fasano nel '91 come profugo politico. Nel '95 ha conseguito, a Bari, il diploma presso l'Accademia delle Belle Arti. Dal '97 ha la cittadinanza italiana. Sposato con una connazionale, ha due figlie, Sara e Linda, nate a Fasano.
Dal 5 al 15 gennaio di questo inizio d'anno ha esposto le sue più recenti opere nella Sala Pezzolla.



In molti dipinti lei ritrae scorci del territorio fasanese. Qual è il suo rapporto con Fasano?
“Amare Fasano, per me, è naturale perché un artista vive l'ambiente in cui vive con maggiore intensità. Essendo un pittore sono sempre più attratto dal paesaggio e quello di Fasano è veramente bellissimo”.
dal paesaggio e quello di Fasano è veramente bellissimo”.
Lei è arrivato in Puglia con la prima ondata dell'esodo albanese. Chi le ha segnalato Fasano, è stata una sua libera scelta?
“La scelta di stare a Fasano è stata del tutto casuale. Io ero venuto in Italia come profugo politico con l'esodo del '91; ero venuto per studiare arte e fare l'artista, cosa che mi era proibita in Albania. Il fatto di scegliere Fasano non era stato programmato ed è legato, appunto, al mio amore per l'arte: stavo a Torre Canne nel campeggio delle Dune con gli altri profughi e domandai quale fosse la città più vicina dove poter andare in biblioteca. Mi dissero Fasano. Una volta arrivato a Fasano ci sono rimasto, anche perché vi ho trovato accoglienza e un ambiente idoneo per continuare i miei studi”.
In Albania dipingeva?
“Ho dipinto da bambino. In Albania a dieci anni ho fatto la prima mostra. Solo che, appartenendo a una famiglia perseguitata dal comunismo, non mi era possibile studiare nelle scuole d'arte e ho dovuto fare i lavori più pesanti e più umili: in miniera, in agricoltura e dovunque andassi, oltre agli attrezzi del lavoro, mi portavo i libri e le matite per leggere e disegnare; era il mio modo di sopportare l'oppressione della dittatura”.
A Fasano ha conosciuto Verner. Che influenza ha avuto sul piano artistico?
“Sul modo di dipingere non mi ha influenzato né Verner, né altri; anche se costantemente ho studiato i più grandi maestri del Rinascimento e anche i pittori fasanesi dell''800, a mio avviso non sufficientemente valorizzati. Tuttavia le esperienze, dirette e indirette, con altri artisti hanno inciso sulla mia formazione culturale ma non su quella strettamente pittorica la cui tecnica, che affino giorno dopo giorno, risponde a una mia precisa impostazione e ispirazione”.
ispirazione”.
Ha molti amici a Fasano?
“Suppongo di si. Rispetto e sono rispettato”.
Ha contatti con la comunità albanese che in questa città è piuttosto numerosa?
“Con la comunità albanese ho sì contatti ma non molto frequenti perché io vivo da pittore e loro vivono da emigranti con le problematiche del lavoro quotidiano. Sono due cose diverse. Comunque li seguo, anche se non fisicamente, e so sempre come procedono le loro cose”.
Tornerebbe in Albania?
“Ci tornerei. Ma non ha senso. Sarebbe come costruire un castello e poi demolirlo. I castelli non si costruiscono tutti i giorni e non si distruggono quando li hai ultimati. Questo è un sentimento e un dilemma comune a tutti gli emigranti, e lo comprende soltanto chi si è spostato da un posto per andare a vivere altrove. Comunque è un sentimento che non appartiene alle nuove generazioni. Sono convinto che dopo anni si perde e si disperde il senso dell'appartenenza originale. Per esempio, qui a Fasano, ho riscontrato cognomi che si rifanno a paesi albanesi; appartengono a famiglie che anticamente provenivano dall'Albania e che ora non conservano alcuna memoria storica di quell'origine che pure esiste; io, a volte, riesco a riscontrarla in certi tratti somatici”.
I suoi quadri li vende prevalentemente a Fasano?
“E' difficile il discorso delle vendite. Si consideri che Van Gogh aveva prodotto ottocento dipinti ma ne ha venduto soltanto uno. Per quanto mi riguarda dipingo molto, ma vendo a livello amicale più che in una logica di mercato artistico che qui a Fasano non esiste”.
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Michele Vallarelli
LA TRANSUMANZA IMPOSSIBILE
Un pittore inquieto e anarcoide che combatte la sua battaglia di artista contro i poteri occulti tra i rasserenanti trulli della Valle d'Itria – La recente mostra a Cisternino
Michele Vallarelli Capita, ogni tanto, che conosci casualmente una persona ed entri subito in sintonia come se la conoscessi da una vita, ti pare di conoscerne i pensieri, le abitudini, le parole che sta per dire. Mi è successo, l'ultima volta, un paio di mesi fa quando mi incontrai, per la prima volta, con Michele Vallarelli. Dopo le presentazioni e la rituale stretta di mano il pittore mi guardò dritto negli occhi, così come sanno guardare i ritrattisti, e dopo una breve pausa pensosa, mi disse “Ma noi ci rassomigliamo, sembri un mio fratello minore”. A dire il vero, io stavo pensando la stessa cosa: mi sembrava un fratello maggiore. Sarà per la barba, per la statura, per il modo di muoverci, per la curiosità negli occhi, certo è che da subito cominciammo a parlare di socialismo, di vecchi compagni militanti, di Giuseppe Di Vittorio, di Vincent Van Gogh, di Erasmo da Rotterdam, di Caravaggio, di Arcangelo Leone De Castris, di medioriente, di Americhe, di pecore, di potere, di papi e cardinali, di terrorismi, di pace fra i trulli. Di questi argomenti abbiamo parlato alla rinfusa, ma con una logica che a noi sembrava la più lineare e la più conseguenziale.
Michele Vallarelli, 72 anni, nativo di Bari, ha vissuto anche in Spagna, da alcuni anni si è ritirato nella Valle d'Itria ( abita in contrada Figazzano 127, tel. 3341369065) dove continua a dipingere. Nei giorni scorsi (dal 27 dicembre al 7 gennaio) ha esposto una trentina di suoi quadri più o meno recenti presso la Torre Civica di Cisternino. I suoi dipinti possono apparire di difficile impatto, ma basta cogliere il filo conduttore del suo “ragionamento scombinato” di artista
impegnato sui temi sociali e politici di più scottante attualità, per comprendere il perché di certe immagini frammentate, di certi panneggi, di certi ritratti inquietanti a prima vista.
Nella sua lunga attività di pittore ha più volte cambiato il modo di proporsi, sinanche nei colori e nelle geometrie. Man mano che andava avanti con le sue ricerche di artista mai appagato ha prodotto dipinti che potrebbero sembrare molto lontani tra di loro. Ma non è così. Si tratta di stratificazioni culturali e di esperienze anche professionali (come i corsi della legge Bisaglia che ha tenuto presso i manicomi), le quali sovrapponendosi si sono modificate in nuovi spessori, in nuove cromie, in nuovi spazi, in nuove sensualità.
Per la mostra di Cisternino ( cui Raffele Nigro ha dedicato un bel servizio su Rai Tre), Michele Vallarelli ha voluto riprodurre in locandina un suo quadro”Transumanza” che rappresenta un improbabile passaggio di pecore tra i grattacieli di New York: un modo per sottolineare l'invasione del cemento e la trasformazione di una società sempre più conformista e passiva, sempre meno umana, sempre più ovina. Quella di Michele è una pittura che prende le distanze da quella accademica e ancor di più da quella commerciale per cui non deve rammaricarsi se alla Torre Civica c'è stata scarsa partecipazione di pubblico. La stessa mostra , tanto per fare un esempio, a Madrid, avrebbe sbancato. In provincia c'è ancora chi pensa che un quadro possa servire a coprire una macchia d'umido nel salotto buono.
Franco Lisi
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LA GUAPPA CAMILLA
Il cucciolo della coppia di ippopotami Peppa e Tito - Permalosa e suscettibile ma tanto tenera - La pelle delicata e i giochi in acqua di questi mammiferi africani
Uè guagliò! Tutti concentrati e attenti: sta per iniziare una grande storia, la mia storia e fate attenzione perchè sono molto suscettibile e permalosa e quando mi vengono i cinque minuti e mi arrabbio, la situazione diventa molto pericolosa. Inizio subito col dirvi che sono un cucciolo femmina di Hippopotamus Amfibius, un nome altisonante, di origine latina, per la mia specie. Già! Dovete sapere che l'ippopotamo è una razza di animali che non ha paura di niente perchè insieme all'elefante e al rinoceronte è l'animale terrestre più grande. Per darvi un'idea della nostra mole vi dirò che quando sono nata il 21 agosto del 2007, pesavo trenta chilogrammi, oggi, dopo cinque mesi circa sono più di un quintale, quando sarò adulta peserò qualche tonnellata. Io e tutta la mia famiglia siamo originari di un grande continente che voi chiamate Africa, ma viviamo in un grande giardino, quello zoologico dello ZooSafari di Fasano. Nel grande spazio che gli uomini dello zoo ci hanno riservato siamo solo in tre: io, mia mamma, Peppa, e il mio papà, Tito. Ma che sbadata, dimenticavo di dirvi che ho un nome bellissimo, mi hanno detto che ho lo stesso nome della moglie di un principe inglese che ha dimostrato grande interesse per gli ippopotami e proprio in suo onore mi hanno chiamata Camilla. La particolarità della mia famiglia è che...ora non vi sconvolgete, ma il mio papà è anche mio fratello, ebbene la cosa non è molto normale ma so per certo che gli uomini dello zoo stanno cercando un altro ippopotamo maschio da presentare alla mia mamma e a me quando sarò in età di accoppiamento per rinnovare la razza, e non creare rapporti
di sangue troppo stretti, non so dirvi di più perchè non mi intendo molto di queste cose da umani.
Nella savana i miei simili vivono in grandi branchi patriarcali composti da un maschio adulto e tutte femmine perciò il problema non esiste, quando nascono dei cuccioli maschi e diventano adulti vengono allontanati. La nostra è una razza molto territoriale, infatti io litigo sempre con il mio papà perchè mi piace fare il bagnetto sempre dallo stesso lato del laghetto e anche a lui piace quel posto così facciamo battaglia finchè uno dei due non cede ed è quasi sempre Tito a cedere, la mia mamma mi sfotte e mi chiama 'guappa Camilla', e io me la prendo anche con lei; ve l'ho accennato prima che sono permalosa e suscettibile. Noi ma non solo io e la mia famiglia litighiamo spesso, anzi amiamo litigare ci fa sentire più forti e ci dà un a sensazione di invincibilità. L'unica cosa di delicato che abbiamo è la nostra pelle, tanti anni fa gli umani come voi, pensavano che sudavamo sangue, perchè dalla pelle facciamo uscire un pigmento rosso, è per questo motivo che ogni giorno facciamo tante immersioni in acqua. A me piace tanto nuotare sott'acqua . È l'unico momento in cui mi sento agile e leggera. Sono bravissima, dovreste vedermi, riesco a stare in apnea anche dieci minuti.
A noi piace mangiare di notte sempre per il problema della pelle delicata perciò di giorno stiamo quasi sempre in acqua e di notte ci viene fame,
mangiamo tanta erba o frutta la nostra preferita.
I miei mi hanno raccontato che in Africa gli ippopotami aprono dei grandi e lunghi corridoi in mezzo la vegetazione per procurarsi le erbe più buone. In fine vi voglio raccontare dei miei denti. Ancora non sono cresciuti abbastanza ma ho sentito che sono di un materiale che voi considerate molto prezioso, l'avorio. Alcuni esemplari della mia razza sono stati uccisi dai alcuni esemplari della vostra razza solo per prendere i due denti. Adesso devo andare sono scottata e vado in immersione. L’ultimo bagno della giornata , il più bello quello del tramonto e speriamo che il mio papà non mi faccia arrabbiare troppo.
Maria Teresa Cocozza di Montanara
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Il dovere delle TV di Stato
PORTARE LA CULTURA NELLE CASE
La Divina Commedia spiegata da Roberto Benigni su Rai Uno è stata apprezzata dal grosso pubblico.
Assessore AnglaniIn questi giorni I teleabbonati della Rai stanno rievendo l’invito dall’Ufficio di Torino dell’Agenzia delle entrate a pagare il canone per il 2008 con il relativo bollettino al conto corrente predisposto per il versamento di € 106,00 (due euro in più dell’anno scorso). Quando si tratta di pagare tasse, il disappunto del contribuente è naturale, ma l’esborso diventa sopportabile se viene offerto in cambio in un servizio di qualità con programmi di elevato valore e non lo stantìo format delle vacuità e delle chiappe e tette della televisione commerciale.

"Nel mezzo del cammin di nostra vita"... ci ritrovammo in una selva talmente oscura da sembrar incubo. E poi su verso il sole, verso una luce talmente chiara che lo sguardo non può sostenerla: è quell' "amor che move il sole e l'altre stelle". Demoni ed angeli, melodie e lamenti, peccatori e anime beate. Beatrice e Francesca: il nero e il bianco. Italo Calvino ha scritto che un lettore si aspetta "d'imbattersi nella novità vera, che essendo stata novità una volta continui ad esserlo per sempre". Bene, cosa c'è di più nuovo di un'opera letteraria che è sopravvissuta al secolo della politica, a quello della scienza, a quello delle rivoluzioni, a quello del computer? Restando nella sua antica veste ancora non del tutto svelata. Un libro aperto, la Commedia: Divina come l'ha definita Petrarca perché nessun'altro aggettivo potrebbe definir meglio una scrittura di tale meraviglia. Nell'opera di Dante c'è il Tutto: c'è l'uomo nelle sue più alte facoltà intellettive e nei suoi più bassi istinti.
E bene lo commenta e recita Roberto Benigni nel suo appuntamento settimanale con il "sommo poeta". Non siamo certamente nuovi a vedere il premio Oscar nelle vesti di cantore fiorentino. Ma certamente nuovi sono ogni volta quei versi e temi da cui si schiudono riflessioni e
pensieri che possono sembrare stranieri alla nostra mente, ma che in realtà ci accompagnano da sempre. Chi non ha mai provato paura? Chi non ha amato così
tanto da morirne? Chi non ha domandato a se stesso "Dio, dove sei?", anche solo per un attimo? Ascoltando Roberto Benigni, molti avranno pensato che se avessero avuto un professore di tale bravura, avrebbero certamente apprezzato a scuola l'opera dantesca. Sicuramente, Benigni è un grande comunicatore. Ma, come egli stesso specifica ad ogni applauso rivoltogli, è Dante il poeta.
L'operazione televisiva, e ancora prima teatrale (non dobbiamo dimenticarci che Benigni lavora da anni su questo progetto coinvolgendo le piazze), permette di portare facilmente un'opera di tale altezza nelle case italiane: e certamente aiuta l'italiano a sentirsi tale.
Uno dei meriti, forse il principale, dell'operazione di Benigni è certamente far rivivere una parte della nostra cultura. Ed è
ciò che bisogna apprezzare maggiormente. Non servono i dibattiti sulla recitazione di Benigni o sul commento che offre ad ogni canto. Ma necessaria è la riflessione che ne segue: la Commedia è Divina.
Francesca Radesco
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La “scatola grigia”
A VOLTE CATTIVA MAESTRA
Il suggerimento del filosofo Popper: una patente, dopo la frequenza di scuola specifica, per chi deve operare in televisione.
In questi giorni I teleabbonati della Rai stanno rievendo l’invito dall’Ufficio di Torino dell’Agenzia delle entrate a pagare il canone per il 2008 con il relativo bollettino al conto corrente predisposto per il versamento di € 106,00 (due euro in più dell’anno scorso). Quando si tratta di pagare tasse, il disappunto del contribuente è naturale, ma l’esborso diventa sopportabile se viene offerto in cambio in un servizio di qualità con programmi di elevato valore e non lo stantìo format delle vacuità e delle chiappe e tette della televisione commerciale.

Ai nostri giorni sarebbero davvero poche le persone capaci anche solo di immaginare un'esistenza priva di quell'oggetto di importanza vitale che porta il nome di “ televisione”.
Essa è ormai diventata parte essenziale dell'arredamento domestico e della routine quotidiana, insostituibile compagna di vita a cui grandi e piccini sarebbero difficilmente disposti a rinunciare.
A partire dalla sua comparsa, la televisione è riuscita ad imporsi come un mezzo di comunicazione di massa particolarmente efficace, in grado di modificare ovunque abitudini e stili di vita, di proporre modelli di comportamento, di decretare quali mode seguire o quali personaggi emulare, di fissare parametri di popolarità e successo.
Gli adulti, in teoria, dovrebbero saper distinguere la verità dalla finzione, i meccanismi manipolatori che il piccolo schermo adotta per raggiungere i suoi scopi, le strategie persuasive che impiega per catturare e trattenere la loro attenzione.
Diverso è, invece, il caso dei bambini,
pubblico particolarmente attento e fedele.
Oggi, a differenza delle generazioni precedenti, essi nascono con il televisore già dentro casa e si abituano molto precocemente alla “scatola grigia” da cui sono molto attratti.
Tuttavia, le motivazioni e i modi in cui un bambino guarda la televisione differiscono notevolmente da quelli di un adulto. L'adulto spesso si siede davanti al televisore solo in cerca di relax o divertimento mentre il bambino cerca anche di capire il mondo; quello che viene trasmesso in tv viene associato al clima della casa e della famiglia, per questo è ritenuto realtà.
Ben lontani dai tempi del Carosello, i più piccoli nutrono grandi simpatie per la pubblicità e si lasciano conquistare facilmente dal linguaggio usato negli spots, nei programmi di ogni genere o negli stessi cartoni animati.
Considerata la variegata e spesso discutibile offerta televisiva, gli esperti ritengono che i genitori dovrebbero contribuire a formare nei propri figli buone abitudini, scegliere i programmi in base alla loro qualità e incoraggiare attività formative che diminuiscano il bisogno di accendere la tv.
attività formative che diminuiscano il bisogno di accendere la tv.
Certamente la televisione non può essere incolpata del modo in cui la gente la usa ma non bisogna sminuire la grande responsabilità di chi si occupa di produzione televisiva.
Nella nostra epoca sarebbe, allora, opportuno rivalutare quello che il filosofo Karl Popper propugnava già negli anni '90: rilasciare una sorta di patente, dopo aver frequentato corsi specifici in un apposito onsabilità educativa che la cara televisione possiede nei confronti del suo pubblico.
istituto, a tutti coloro che desiderino operare nel mondo della tv. Solo in questo modo essi potranno apprendere la grande responsabilità educativa che la cara televisione possiede nei confronti del suo pubblico.
In un mare di incertezze di una cosa possiamo essere sicuri: la televisione non scomparirà nel futuro. Quello che possiamo augurarci è che essa cerchi almeno di migliorarsi.
Angelica Sicilia
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  CALCIO A 5
IL PALLONE IN ROSA
La squadra femminile “Biancazzurro Ferramati Fasano” - Le partite in casa presso il palestrone dell’I.T.C.
Continuiamo la nostra indagine sullo sport in rosa a Fasano.
Tra gli sport femminili fasanesi la gradita sorpresa di questa stagione agonistica è la nascita del Biancazzurro Ferramati Fasano. Calcetto anche per le ragazze! Lo sport che ormai spopola nella nostra cittadina si tinge di rosa grazie al presidente Girolamo Olive che ha deciso di intraprendere una nuova ed emozionante avventura: la prima squadra di calcio a 5 femminile a Fasano. La scarsa attitudine del nostro paese allo sport in rosa (che non sia la danza…più un'arte che uno sport!) e soprattutto allo sport di squadra, si manifesta nella tardiva nascita di questo team. Ci voleva il buon Girolamo disposto ad investire in questa disciplina che ha preso piede nel nostro paese come dimostrano le tre compagini maschili in serie C e i tanti tornei organizzati nella miriade di campetti privati. Primo passo del nuovo sodalizio è stata l'iscrizione al campionato regionale femminile e la partecipazione alla Coppa Italia. Alle fasanesi De Blasio, Laghezza, Loparco, Laera, Lacirignola si sono unite atlete proveniente dai team del circondario. Un plauso va fatto alla brava Stefania Scarcia, capitano, che ha creduto tantissimo in questo progetto pur martinese purosangue. Blasi, Marangi, Pentassuglia, Giacovelli, Ruggieri e Palmisano completano il roster del tecnico Vito Conversano, conoscitore dei campi di calcetto fasanesi con esperienze da giocatore e allenatore.Il buon Vito, coadiuvato dall'esperto dirigente martinese Giovanni Loparco ha dovuto fare i conti con una compagine da amalgamare, completamente nuova. E' infatti difficile costruire ex-novo un team, dargli automatismi, organizzazione. Forse per questo all'inizio si è peccato di inesperienza. Attualmente il biancazzurro occupa le parti basse della classifica ma è in continua crescita ed emblematico è il motto presente sul sito del team dedicato alle biancazzurre: “…la velocità, la tenacia e la grinta si tingono di rosa...” Tra gli obiettivi ambiziosi dei dirigenti vi è una continua crescita, dopo un anno di transizione, per arrivare ai vertici. Obiettivo non dichiarato è quello di ripetere l'iter della attuale capolista, Real Statte, l'anno scorso vice campione d'Italia. Il settore giovanile rimane la scommessa più grossa da vincere e chissà se l'anno prossimo, con una adeguata programmazione, tante bimbe fasanesi non possano avvicinarsi al futsal. Le nostre atlete disputano le partite interne di domenica presso l'ITC alle ore 17.30. Il nostro invito è quello di affollare gli spalti, così come avviene per i maschietti. Di certo rimarrete colpiti dalla bellezza delle atlete (Laera in primis) ma di sicuro vi sorprenderete per la tecnica…chi lo dice che le donne non possano praticare il calcio a 5? Schemi e tocchi di fino, speriamo vi ricrediate sul calcio in rosa. Come al solito uno dei problemi più spinosi è il reperimento di fondi e sponsor. Già lo sport fasanese soffre per la cronica mancanza di interesse da parte di chi potrebbe sponsorizzare le varie attività…ancor di più soffre lo sport in rosa che, a torto, a livello locale viene considerato come di seconda fascia. Il presidente Olive dovrà rimboccarsi le maniche per cercare altri partners in questa nuova avventura, forse la più interessante novità nel panorama sportivo fasanese. Buona fortuna ragazze e tutti al palestrone dell'ITC per conoscere e appassionarsi a questo nuovo team.
G.M.
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BENVENUTA TRA DI NOI CHIARA
Durante la partita Fasano-Barletta, nella curva sud è apparso uno striscione, per i più incomprensibile, “Mir se erdha ne mes nesch Chiara”. Un benvenuto alla piccola Chiara, nata qualche giorno prima a Fasano da genitori albanesi integratisi nella nostra città. Il papà di Chiara, Genti Alushaj si è talmente fasanesizzato che è diventato “Ultras” della squadra biancaz-zurra che segue in casa e in trasferta. Lo striscione in lingua albanese è un omaggio alla integrazione e alla cultura antirazzista da sempre sostenuta dalla tifoseria organizzata fasanese.
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  PALLACANESTRO
Fabio Argento
UNO DEI TALENTI EMERGENTI
La linea verde all’attenzione dei tecnici del Torneo della Regione. Le promesse del vivaio
Anno nuovo e nuovo “alloro” per il basket giovanile fasanese. Ricordiamo ai lettori che il basket e' il secondo sport per importanza e numero di praticanti in Italia ed emergere non è assolutamente facile. Eppure la nostra cittadina sforna annualmente piccoli talenti. Di questi pochi però “sfondano”: alcuni si perdono per scelte sbagliate, altri si perdono perché forse non si investe a dovere sulla loro crescita. Forse per questo tanti atleti decidono di “emigrare” in altre società. Un banco di prova, un segnale della bontà di un atleta di basket, è la convocazione nella rappresentativa regionale del Torneo delle Regioni, competizione nata per gli under 14, da questo anno dedicata ai migliori under 15 italiani. Ultimamente tra i convocati nella selezione pugliese abbiamo avuto già Francesco Rosato (classe '91) e Tommaso Ardito (classe '92). L'anno scorso abbiamo invece avuto un “buco” per i nati nel 1993 pur avendo un atleta promettentissimo, Fabio Argento. Stranamente, il piccolo Fabio (si fa per dire perché alto 190 centimetri) è entrato nelle attenzioni dei tecnici regionali dopo l'interessamento di una società brindisina e dopo le segnalazioni di tanti allenatori che hanno avuto la sfortuna (Fabio è un ottimo realizzatore e in partita è davvero difficile marcarlo) di incontrarlo sui campi da gioco pugliesi. Dalla sfortuna di non essere entrato subito in questo progetto alla fortuna che, con la revisione dei programmi nazionali, i nati del 1993 hanno potuto ripartecipare al Trofeo. Fabio è stato quindi “ripescato” e ha potuto mostrare a tutti il suo talento. Di sicuro per il suo ripescaggio ha pesato il passaggio nella nuova società, l'Aurora Brindisi, caratterizzata da una dirigenza che fa di tutto per “pubblicizzare” e far emergere i propri talenti. Fabio, tra l'altro, ha avuto la fortuna di partecipare a un raduno nazionale di categoria, ulteriore premio al talento e alla voglia di migliorare di questo atleta e alla perseveranza del suo nuovo coach che è riuscito a strapparlo alla dirigenza fasanese non senza strascici velenosi. Fabio quest'anno disputa un campionato d'eccellenza in una squadra molto competitiva che raccoglie i migliori cestisti (per la leva del 1993) del brindisino. I campionati di eccellenza vedono ai nastri di partenza i migliori team delle varie regioni italiane e si concludono con le Finali Nazionali (che assegnano gli scudetti di categoria), a differenza dei campionati regionali che si concludono con le finali regionali. I campionati d'eccellenza, di sicuro molto più complessi di quelli regionali, permettono una visibilità e una crescita maggiore per gli atleti che ne prendono parte, e di questo Fabio se ne sta rendendo conto. Il suo team, davvero una corazzata, sta vincendo il campionato di Puglia e Basilicata per gli under 15 ed è tra i favoriti nel sud Italia per partecipare alle finali nazionali. Davvero inspiegabile non aver visto prima Fabio tra i più forti '93 pugliesi, davvero un peccato che questo sia solo il primo anno in cui disputi un campionato d'eccellenza. Forse questo rammarico ha spinto il padre a portare via Fabio da Fasano. A volte poco felici i commenti su questo passaggio di società; forse è giusto che chi ha talento faccia di tutto per emergere e non si precluda alcuna possibilità. Piuttosto dovremmo essere tutti contenti di questa prepotente scalata verso il successo e dovremmo augurarci (fermo l'attivare tutti gli antisfiga a nostra disposizione) che continui il più a lungo possibile. Da chi ha avuto la fortuna di veder crescere in palestra questo piccolo talento…un grosso in bocca al lupo!
E dopo Fabio, Fasano attende altri atleti che la possano rappresentare nella selezione pugliese nei prossimi anni: da Vito Musa, classe 1994, ai tanti nati nel '95 e '96 che già “promettono”. E chissà se un giorno qualcuno di loro potrà calcare i parquet della massima serie.
Gianluca Monopoli
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  BODY BUILDING
New Planet Sport
BODY BUILDING
Si è svolta a Girifalco (CZ) il 22 dicembre scorso,una gara di body building che ha visto come protagonisti ancora una volta gli atleti della palestra New Planet Sport Fasano.
Il pluricampione Lorenzo Gallo reduce dai mondiali in Siberia, coadiuvato dalla sua assistente Grazia Angelini campionessa W.A.B.B.A., ha portato in gara cinque esordienti. L'atleta Gallo si è dovuto sdoppiare poiché la federazione lo ha convocato in giuria per la stessa gara.
È stata una bella esperienza, poiché gli atleti hanno ben figurato.
Questi gli atleti e i loro piazzamenti:
Enzo Fiore, 1° cat. fino 80 kg e 4° assoluto;
Katia Vitto, 1° cat. Shape;
Oscar Sarcinella, 2° cat. fino 80 kg, 3° cat. H/P 0 e 6° cat. Esordienti;
Davide Lacirignola (nella foto), 5° cat. Esordienti più miglior rutine;
Gabriele Laguardia, 4° cat. Esordienti e 5° cat. H/P-6.
N.B.: tutti gli atleti citati, sono in preparazione per gli italiani 2008 con finale a Torino.
Mara Laguardia
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