Il Menante - Periodico Fasano (Br) Puglia

ANNO IV - NUM. 22 - IN EDICOLA GIO 29 NOV 2007
"AI RICATTI NON CI STO"
Intervista al sindaco
Raccolta differenziata a FasanoDue numeri addietro avevamo titolato in prima pagina “Ricattopoli” intuendo che c'era nell'aria un movimento poco nobile. Poi, lei, Signor Sindaco, in Consiglio comunale, nella seduta del 19 novembre, ha parlato di ricatti. Come stanno i fatti?
“ Sì, io ho parlato di ricatti perché in effetti, non è un mistero per nessuno per le difficoltà che ci sono state nell'attuale maggioranza già dai primi momenti da quando si è trattato di dover nominare gli assessori perché, purtroppo, c'era il malvezzo, e questo credo sia evidente agli occhi di tutti, di ritirare il gettone volta per volta. Voglio usare questo termine, perché accadeva ogni volta che c'era da decidere o da fare qualcosa di importante. Il, al mio insediamento, ho parlato chiaro con i miei collaboratori; ho detto che queste forme non esistevano più e che andavamo verso una maniera diversa di amministrare, una maniera limpida, una maniera in cui tutto doveva essere fatto, con evidenza, alla luce del sole.
E' questo il motivo per cui personalmente ho annullato delle gare di appalto che erano in corso, perché non ci vedevo chiaro e avevo bisogno di vederci chiaro. C'era da approvare il debito Monteco, che è stato quello che mi ha impegnato maggiormente dall'inizio dell'amministrazione, perché sistemare la faccenda Monteco significava evitare alla città di Fasano il dissesto finanziario (checché ne dica Fabiano Amati secondo cui era preferibile il dissesto alla introduzione dell'Irpef; come tutti possono capire, sono sciocchezze, semplici manovre politiche, perché andare al dissesto finanziario significa conseguenze gravi per tutto quello che concerne l'attività economica che gira intorno al Comune di Fasano).
Avrei potuto benissimo, sin dal mese di agosto scorso, fare la presa d'atto del debito della Monteco. Perché praticamente di questo si trattava: della presa d'atto da parte del Consiglio comunale. Però avrei dovuto subire ricatti, perché, ripeto, era troppo fresco ancora il ricordo dei vecchi tempi in cui si agiva in questa maniera. Ricatti da parte di chi, è facile intuirlo, perché le assenze sono lì e si notano, sicuramente non da parte di tutti quelli che erano assenti, ma da parte di qualcuno che era abituato. Sto parlando di ricatti politici; non ricatti, assolutamente, me ne guarderei bene. Ricatti politici a cui io non voglio assolutamente piegare la testa, ai quali non voglio assolutamente dare ascolto, ai quali non voglio assolutamente prestare il fianco. Perché queste situazioni non devono assolutamente più ripetersi in questa Amministrazione”.
A conclusione dell'ultima seduta del Consiglio comunale, lei ha annunciato la formale apertura della crisi amministrativa. Quali soluzioni ipotizza?
“A questo punto era l'unica soluzione. Perché ci siamo ritrovati in quindici nella seduta di seconda convocazione, quindici tutti compatti devo dire, ma pur sempre quindici. A questo punto io dico che in campagna elettorale avevamo detto tante cose, ma soprattutto abbiamo detto tutti quanti, sia io che Dino Musa e quindi tutta la compagine che sosteneva Dino Musa, che volevamo amministrare Fasano in modo diverso. Io sto dando dimostrazione di fare questo. Chiederò agli amici dell'opposizione se da parte loro questa volontà è sempre la stessa. Se c'è questa volontà di amministrare diversamente Fasano, chiederò sicuramente il loro aiuto, in modo tale da poter avere una maggioranza stabile che mi consenta di governare, tutti insieme per la Città e con la Città, così come abbiamo detto e così come abbiamo intenzione di continuare a fare. Se queste condizioni non dovessero esserci, embé io ho già detto e lo ridico adesso che ne trarrò le conclusioni e mi regolerò di conseguenza”.
Forza Italia esiste ancora a Fasano?
“ Sicuramente sì. Come credo che esiste in tutta Italia ancora. Perché è vero che c'è stato un annuncio della nascita del partito del popolo, o…come si chiama… del Popolo della Libertà, però sostanzialmente avevamo il congresso in corso e proprio questa notte (a cavallo tra martedì e mercoledì 21 n.d.r.) a Roma stavano decidendo se i congressi dovevano essere portati o meno a compimento. Se i congressi verranno celebrati significa che Forza italia esiste ancora ed esisterà fino a quando non verranno assunte delle decisioni diverse”.
Ma lei, Signor Sindaco, che opinione ha della improvvisata berlusconiana di fondare questo partito del Popolo della Libertà?
“E' in stile con la teatralità del presidente”.
Tornando all'amministrazione comunale, sta pensando di ricomporre l'esecutivo anche con i socialisti della Costituente?
“La mia intenzione è coinvolgere il più possibile tutto il Consiglio comunale. Se fosse possibile, io avrei veramente piacere che si potesse fare un'amministrazione in cui tutti quanti collaborassero senza opposizioni sterili, opposizione di bandiera come purtroppo talora vengono fatte; non da tutti, debbo dire, perché negli ultimi tempi si sono evidenziate posizioni diverse. In concreto mi riferisco al diverso modo di porsi, per esempio sulla vicenda Monteco, tra Amati che preferiva il dissesto finanziario all'introduzione dell'Irpef e la posizione ben differente di Musa che sosteneva di evitare nella maniera più assoluta il dissesto. Quindi non posso che apprezzare la polemica costruttiva che viene da alcune parti”.
Si va incontro a una giunta calderone?
“Io direi di solidarietà”.
Passando allo sport. Lei è il presidente del Fasano Calcio la cui squadra, dopo una incoraggiante partenza, ora si ritrova invischiata nella bassa classifica. Crisi anche nel pallone. Quali soluzioni?
“Noi avevamo allestito una squadra di giovani con l'intento di non retrocedere. E' stata una manovra che io ho dovuto fare perché non volevo assolutamente lasciare Fasano senza la sua squadra di calcio, cosa che sarebbe successo se io non avessi deciso in prima persona di assumerne la presidenza. E credo che di questo me ne si debba dare atto. La squadra è partita bene, poi ci sono stati dei momenti sfortunati come ci sono un po' dappertutto, in tutte le attività. Io ricordo quando correvo in auto e partecipavo al campionato italiano, mi capitavano tre quattro gare disastrose e poi alla quinta prova dicevo o faccio risultato o spacco il motore. Béh, io credo che adesso ci si trovi a questo punto. C'è stata in effetti una serie sfortunata. Ieri (martedì 20 novembre n.d.r.) ho avuto un colloquio con tutti i calciatori, uno per uno; ho chiesto quali potessero essere i motivi di questa debacle; se in questi influisse il comportamento del mister. Tutti quanti hanno attestato piena solidarietà all'operato del mister; c'è qualche problema all'interno della squadra, un calo di concentrazione, una carenza di collante. Tutti, comunque, mi hanno assicurato il massimo impegno sin dalla prossima gara. Pertanto, ho confermato la fiducia al mister e vedremo l'evolversi della situazione; spero che le cose vadano bene.
Appena possibile, appena ci saranno le condizioni, passerò la mano perché tenere la squadra è stato fino a ora indispensabile per poter assicurare la partecipazione al campionato però sinceramente non ho né la competenza né il tempo per poter fare il presidente di una squadra di calcio. Quindi, d'accordo con altri amici, sto aspettando che si definiscano determinate situazioni e probabilmente nel mese di gennaio passerò la mano a un presidente che sia un vero presidente di una squadra di calcio”.
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