Due
numeri addietro avevamo titolato in prima pagina “Ricattopoli”
intuendo che c'era nell'aria un movimento poco nobile. Poi, lei, Signor
Sindaco, in Consiglio comunale, nella seduta del 19 novembre, ha parlato
di ricatti. Come stanno i fatti?
“ Sì, io ho parlato di ricatti perché in effetti,
non è un mistero per nessuno per le difficoltà che ci sono
state nell'attuale maggioranza già dai primi momenti da quando
si è trattato di dover nominare gli assessori perché, purtroppo,
c'era il malvezzo, e questo credo sia evidente agli occhi di tutti, di
ritirare il gettone volta per volta. Voglio usare questo termine, perché
accadeva ogni volta che c'era da decidere o da fare qualcosa di importante.
Il, al mio insediamento, ho parlato chiaro con i miei collaboratori; ho
detto che queste forme non esistevano più e che andavamo verso
una maniera diversa di amministrare, una maniera limpida, una maniera
in cui tutto doveva essere fatto, con evidenza, alla luce del sole.
E' questo il motivo per cui personalmente ho annullato delle gare di appalto
che erano in corso, perché non ci vedevo chiaro e avevo bisogno
di vederci chiaro. C'era da approvare il debito Monteco, che è
stato quello che mi ha impegnato maggiormente dall'inizio dell'amministrazione,
perché sistemare la faccenda Monteco significava evitare alla città
di Fasano il dissesto finanziario (checché ne dica Fabiano Amati
secondo cui era preferibile il dissesto alla introduzione dell'Irpef;
come tutti possono capire, sono sciocchezze, semplici manovre politiche,
perché andare al dissesto finanziario significa conseguenze gravi
per tutto quello che concerne l'attività economica che gira intorno
al Comune di Fasano).
Avrei potuto benissimo, sin dal mese di agosto scorso, fare la presa d'atto
del debito della Monteco. Perché praticamente di questo si trattava:
della presa d'atto da parte del Consiglio comunale. Però avrei
dovuto subire ricatti, perché, ripeto, era troppo fresco ancora
il ricordo dei vecchi tempi in cui si agiva in questa maniera. Ricatti
da parte di chi, è facile intuirlo, perché le assenze sono
lì e si notano, sicuramente non da parte di tutti quelli che erano
assenti, ma da parte di qualcuno che era abituato. Sto parlando di ricatti
politici; non ricatti, assolutamente, me ne guarderei bene. Ricatti politici
a cui io non voglio assolutamente piegare la testa, ai quali non voglio
assolutamente dare ascolto, ai quali non voglio assolutamente prestare
il fianco. Perché queste situazioni non devono assolutamente più
ripetersi in questa Amministrazione”.
A conclusione dell'ultima seduta del Consiglio comunale, lei
ha annunciato la formale apertura della crisi amministrativa. Quali
soluzioni ipotizza?
“A questo punto era l'unica soluzione. Perché ci siamo ritrovati
in quindici nella seduta di seconda convocazione, quindici tutti compatti
devo dire, ma pur sempre quindici. A questo punto io dico che in campagna
elettorale avevamo detto tante cose, ma soprattutto abbiamo detto tutti
quanti, sia io che Dino Musa e quindi tutta la compagine che sosteneva
Dino Musa, che volevamo amministrare Fasano in modo diverso. Io sto dando
dimostrazione di fare questo. Chiederò agli amici dell'opposizione
se da parte loro questa volontà è sempre la stessa. Se c'è
questa volontà di amministrare diversamente Fasano, chiederò
sicuramente il loro aiuto, in modo tale da poter avere una maggioranza
stabile che mi consenta di governare, tutti insieme per la Città
e con la Città, così come abbiamo detto e così come
abbiamo intenzione di continuare a fare. Se queste condizioni non dovessero
esserci, embé io ho già detto e lo ridico adesso che ne
trarrò le conclusioni e mi regolerò di conseguenza”.
Forza Italia esiste ancora a Fasano?
“ Sicuramente sì. Come credo che esiste in tutta Italia ancora.
Perché è vero che c'è stato un annuncio della nascita
del partito del popolo, o…come si chiama… del Popolo della
Libertà, però sostanzialmente avevamo il congresso in corso
e proprio questa notte (a cavallo tra martedì e mercoledì
21 n.d.r.) a Roma stavano decidendo se i congressi dovevano essere portati
o meno a compimento. Se i congressi verranno celebrati significa che Forza
italia esiste ancora ed esisterà fino a quando non verranno assunte
delle decisioni diverse”.
Ma lei, Signor Sindaco, che opinione ha della improvvisata berlusconiana
di fondare questo partito del Popolo della Libertà?
“E' in stile con la teatralità del presidente”.
Tornando all'amministrazione comunale, sta pensando di ricomporre
l'esecutivo anche con i socialisti della Costituente?
“La mia intenzione è coinvolgere il più possibile
tutto il Consiglio comunale. Se fosse possibile, io avrei veramente piacere
che si potesse fare un'amministrazione in cui tutti quanti collaborassero
senza opposizioni sterili, opposizione di bandiera come purtroppo talora
vengono fatte; non da tutti, debbo dire, perché negli ultimi tempi
si sono evidenziate posizioni diverse. In concreto mi riferisco al diverso
modo di porsi, per esempio sulla vicenda Monteco, tra Amati che preferiva
il dissesto finanziario all'introduzione dell'Irpef e la posizione ben
differente di Musa che sosteneva di evitare nella maniera più assoluta
il dissesto. Quindi non posso che apprezzare la polemica costruttiva che
viene da alcune parti”.
Si va incontro a una giunta calderone?
“Io direi di solidarietà”.
Passando allo sport. Lei è il presidente del Fasano Calcio
la cui squadra, dopo una incoraggiante partenza, ora si ritrova invischiata
nella bassa classifica. Crisi anche nel pallone. Quali soluzioni?
“Noi avevamo allestito una squadra di giovani con l'intento di non
retrocedere. E' stata una manovra che io ho dovuto fare perché
non volevo assolutamente lasciare Fasano senza la sua squadra di calcio,
cosa che sarebbe successo se io non avessi deciso in prima persona di
assumerne la presidenza. E credo che di questo me ne si debba dare atto.
La squadra è partita bene, poi ci sono stati dei momenti sfortunati
come ci sono un po' dappertutto, in tutte le attività. Io ricordo
quando correvo in auto e partecipavo al campionato italiano, mi capitavano
tre quattro gare disastrose e poi alla quinta prova dicevo o faccio risultato
o spacco il motore. Béh, io credo che adesso ci si trovi a questo
punto. C'è stata in effetti una serie sfortunata. Ieri (martedì
20 novembre n.d.r.) ho avuto un colloquio con tutti i calciatori, uno
per uno; ho chiesto quali potessero essere i motivi di questa debacle;
se in questi influisse il comportamento del mister. Tutti quanti hanno
attestato piena solidarietà all'operato del mister; c'è
qualche problema all'interno della squadra, un calo di concentrazione,
una carenza di collante. Tutti, comunque, mi hanno assicurato il massimo
impegno sin dalla prossima gara. Pertanto, ho confermato la fiducia al
mister e vedremo l'evolversi della situazione; spero che le cose vadano
bene.
Appena possibile, appena ci saranno le condizioni, passerò la mano
perché tenere la squadra è stato fino a ora indispensabile
per poter assicurare la partecipazione al campionato però sinceramente
non ho né la competenza né il tempo per poter fare il presidente
di una squadra di calcio. Quindi, d'accordo con altri amici, sto aspettando
che si definiscano determinate situazioni e probabilmente nel mese di
gennaio passerò la mano a un presidente che sia un vero presidente
di una squadra di calcio”.