Ha vinto l'emozione. Ha
vinto il personaggio. Non la politica.
La città ha scelto come suo primo cittadino Lello Di Bari, un uomo
di gran fascino: uno sportivo, un generoso, un professionista di successo;
una figura popolare nel cui petto, per di più, batte un cuore socialista
essendo figlio d'arte; figlio di quel primo sindaco della Fasano repubblicana,
di Ciccio Di Bari che, per essere socialista, pagò un alto prezzo
alla imperante destra dell'epoca.
Noi che siamo di dichiarato schieramento e che veniamo dalla scuola di partito,
sappiamo della sacralità della sovranità popolare e, pertanto,
ne rispettiamo profondamente la volontà.
Perciò auguri, sindaco Di Bari. E che Dio te la mandi buona.
Serie e fondate riserve abbiamo sulla maggioranza che lo reggerà:
si tratta degli stessi membri che hanno sostenuto il sindaco uscente. E
fra costoro spicca quel don Chisciotte che, dopo aver sputato veleno contro
i suoi primi alleati, si è lordato “la faccia” ributtandosi
nelle vigne piene.
Lello Di Bari avrà a che fare con tale personale politico: lo stesso
che ha avallato tutte le denunciate scelte scellerate dell'amministrazione
Ammirabile, anche se tutti fanno a gara a volerne prendere le distanze.
Quel che, ora, a noi preoccupa è la sua collocazione all'interno
di Forza Italia che, non è un partito, ma è un club. Un club
nato dalle rovine della prima repubblica, un club che manca di una linea
ideologica e che fonda tutto il suo essere su due elementi essenziali: il
carisma del leader e la rete degli affari. Non vorremmo che Lello Di Bari
continuasse a essere prigioniero di queste logiche e portasse Fasano verso
un punto di non ritorno.
* * *
Il centro sinistra che non è riuscito a imporre il proprio candidato,
avv. Musa, ha pagato oltre misura il momento di difficoltà nazionale
di Prodi e compagni.
Ma forse c'è anche qualche altra ragione sul piano locale. Si rende
necessaria un'approfondita analisi e, passata la stanchezza della campagna
elettorale, bisognerà rinserrare le file e ripensare la politica
di schieramento con logiche diverse.
Bisognerà accantonare la litigiosità e avviare ragionamenti
unitari utilizzando al meglio i consiglieri che siederanno sui banchi di
opposizione, i quali non soltanto non vanno lasciati soli ma sostenuti costantemente.
Una intelligente e composta opposizione potrà certamente giovare
alla città e alla costruzione di un nuovo quadro politico.