Il Menante - Periodico Fasano (Br) Puglia

  EDITORIALE ANNO III - NUM. 24 - IN EDICOLA GIO 7 DIC 2006
I CANDIDATI
SINDACI DEL
CENTROSINISTRA
Il candidato sindaco per il centro sinistra avrebbe dovuto essere “sfornato” l'ultimo giorno della Festa della Madonna, in giugno. Così era stato deciso dai dirigenti di tutti i partiti dello schieramento in modo tale che ci fosse stato tutto il tempo per preparare a puntino programma e campagna elettorale. Ma quella data, slittò.
Seguirono estenuanti riunioni, finanche a ferragosto. Si decise per i candidati di bandiera: Rifondazione comunista propose Giorgio Cofano; Italia dei valori indicò tre nomi; Donato De Carolis si autocandidò per lo Sdi-Rosa nel Pugno; la Margherita, con i Ds, fece il nome di Fabiano Amati. La situazione ristagnava pericolosamente.
Poi, a fine estate, una delegazione composta dai segretari dell'Italia dei valori, verdi e comunisti italiani fu incaricata da tutti i partiti che sedevano al tavolo del centrosinistra di invitare Sdi-RnP e Rifondazione a congelare le proprie candidature. Cosa che avvenne ed emerse il nominativo di Nicola Colonna quale possibile candidato di tutto il centrosinistra. A questo punto, mentre Rifondazione comunista, Sdi e socialisti autonomisti accettarono questa proposta, Ds e Margherita obbiettarono che avrebbero preferito un candidato espressione solo della società civile e fecero circolare il nome dell'avv. Dino Musa. Colonna accettò immediatamente. Musa si riservò. Questa riserva dell'avv. Musa è andata avanti per un bel po', anche perché nel frattempo si erano innestate altre varianti sul tema. La principale era quella delle “primarie si primarie no”. I diessini volevano le primarie in ogni caso. Nell'altro schieramento c'erano posizioni diversificate, ma i partiti più grossi, Sdi e Rifondazione, erano contrari. Anche su queste polemiche si perdeva tempo. E così lo schieramento dei sei partiti (Comunisti italiani, Italia dei valori, Rifondazione comunista, Sdi RnP, Socialisti autonomisti e Verdi pèr la pace) ha rotto gli indugi e con un manifesto ha annunciato per lunedì 11 dicembre la presentazione alla cittadinanza del candidato prof. Avv. Nicola Colonna.
Immediata la reazione dell'altro schieramento che in un'assemblea tenuta domenica scorsa, 3 dicembre, ha annunciato che l'avv. Musa non accettava e ha nuovamente tirato fuori il nome di Fabiano Amati.
Così stanno i fatti fino al momento in cui scriviamo questa nota, è probabile che quando sarà uscito il giornale ci si trovi di fronte a situazioni ancora diverse. Tuttavia qualche considerazione e qualche riflessione possiamo pur sempre farla. A cominciare col dire che sarebbe un errore, per esempio, se si tornasse ai candidati di bandiera (tanto i leader verrebbero comunque eletti e garantiti dai propri partiti). Credo che vada tenuta ferma la candidatura del prof. Colonna e che vada pazientemente ricercata ancora, intorno a questo nome, l'unità del centrosinistra. Fatta sempre salva la possibilità di misurarsi, tramite le primarie (che avrà le sue controindicazioni, ma rimane comunque una bella prova di partecipazione democratica), con altre eventuali candidature, che dovessero avanzarsi successivamente, come quella di Amati. Sarebbe un civile confronto tra due concezioni diverse affidata al popolo del centrosinistra. Da una parte l'intellettuale con trascorsi nella politica attiva e attuali agganci nella cosiddetta società civile; dall'altra parte ci sarebbe il politico puro. Chi vince le primarie diventa candidato unico del centrosinistra e l'altro si accredita per ruoli alternativi.
Franco Lisi
POLPETTE
AVVELENATE
Polpette avvelenate
La Giunta Ammirabile sta accelerando. In pochi giorni ha confezionato due polpette avvelenate; un'altra la sta impastando e sarà pronta a giorni. Andiamo per ordine:
1) E' di qualche settimana la notizia del passaggio nelle mani di una società esterna dell'ufficio tributi. Un'operazione che consegnerà ai privati milioni di euro di danaro pubblico; alla società, infatti, è garantita una percentuale su tutte le tasse comunali, anche quelle conosciute o accertate in passato. La differenza tra pagare un agio solo su eventuali nuove entrate (così si è agito in passato) e pagarlo su tutte le entrate si misura in milioni di euro a danno per la collettività.
2) E' della scorsa settimana il comunicato stampa di Palazzo che annuncia l'affidamento ad un'associazione temporanea di imprese di Massafra della gestione dei cimiteri di Fasano e Pezze di Greco; un affare da diciotto milioni di euro circa, interamente finanziato dai cittadini.
Stando allo stesso comunicato stampa, sembra che il sindaco abbia dichiarato: “nell'attuale graduatoria dei richiedenti loculi e tombe ci sono alcuni cittadini che attendono dal '72 una concessione. Il che è vergognoso per un paese civile”. Se la dichiarazione è veramente del sindaco Ammirabile, c'è veramente da vergognarsi; il sindaco sa bene di aver diffidato nel 2003 con due lettere -a quel tempo non si capì con quale potere- i richiedenti le aree cimiteriali (gli stessi soggetti che oggi chiama richiedenti loculi e cappelle). All'epoca, con la prima lettera il sindaco comunicava ai richiedenti che la loro istanza per ottenere l'area cimiteriale risultava positivamente inserita nella graduatoria degli aventi diritto; contestualmente chiedeva il versamento -entro dieci giorni pena la decadenza- del 50% dell'intero costo dell'area (per molti circa tremila euro), oltre le spese contrattuali.
La seconda lettera, a qualche mese dalla prima, per ribadire che l'istanza era stata accolta e che quindi il richiedente si trovava ancora inserito nella graduatoria degli aventi diritto la concessione dell'area cimiteriale; ma “al fine di pervenire alla definizione della concessione è necessario che la S.V. -così scrisse il sindaco nel dicembre 2003- versi entro trenta giorni la seconda rata del costo del 25% (1500,00 euro circa). La S.V. riceverà ulteriore comunicazione per il pagamento della terza tranche e la stipulazione del contratto”.
Questa benedetta comunicazione, però, ai richiedenti non è mai stata recapitata; dopo tre anni non si parla più di aree cimiteriali ma di loculi e tombe.
Nel frattempo qualcuno ha chiesto la restituzione delle somme versate, qualcun'altro ha fatto valere le ragioni di appartenenza politica e si è fatto assegnare, fuori graduatoria, un'area che area non era (una fioriera è diventata area edificabile). Ancora più grave il fatto che si è confezionato, per un'unica ditta, un affare milionario.
La famosa graduatoria non sarà più utilizzata per assegnare aree cimiteriali, sulle quali le maestranze locali avrebbero potuto prestare la loro opera. Fuori da ogni logica, si assegneranno loculi e cappelle realizzate dalla ditta che gestirà per venticinque anni i cimiteri. Insomma, anche sul “caro estinto”, il caos pagnottaro regna sovrano.
3) Nei prossimi giorni sarà pronto un altro business. La proposta -venti milioni di euro circa- si affacciò per la prima volta in consiglio comunale qualche mese addietro, ma fu ritirata perchè la puzza di bruciato si sentiva lontano un miglio; si chiama “Global Service” e, là dove si fa con giudizio, si realizza a costo zero. Ora, dopo un periodo di decantazione, l'affare torna a bomba.
Questa appare l'ultima polpetta avvelenata in ordine di tempo che i cittadini di Fasano saranno chiamati ad ingurgitare.
Bisogna impedire, con ogni legittimo mezzo, che anche queste tre ultime polpette avvelenate possano essere servite.
Se così non sarà, il conto comincerà a pesare in maniera insopportabile. Già dal prossimo anno per far fronte agli impegni assunti da pochi disinvolti amministratori, tutti saremo chiamati a dare un sostanzioso contributo. Il che è -per dirla da sindaco- veramente vergognoso per un paese civile.
Aldo Carbonaro


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