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| ANNO III - NUM.
24 - IN EDICOLA GIO 7 DIC 2006 |
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BARRIERE ARCHITETTONICHE Lodevole iniziativa per noi disabili è stata promossa dal Comune di Fasano, che concederà contributi per il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati degli interessati richiedenti purché rientrino in determinate categorie (per maggiori informazioni leggere il comunicato stampa del 13/11/2006 sul sito Internet www.comune.fasano.br.it). Strano però che non ci si preoccupi di abbattere le barriere architettoniche di alcuni edifici pubblici essenziali, quali l'ufficio anagrafe a pianterreno in Piazza Ciaia, la Biblioteca Comunale e la ASL in via dell'Artigianato (ma qui forse è obbligata la ASL stessa). Gli Amministratori comunali, dovrebbero, secondo il nostro indegno parere, promuovere una indagine conoscitiva sul fenomeno delle barriere architettoniche nel paese, a tutti i livelli. E' vero che gli impiegati sono gentili ed escono in strada per ascoltare noi disabili in carrozzina e adempiere al loro ufficio, ma perché non si razionalizza il tutto eliminando le barriere architettoniche e permettendo a noialtri l'ingresso negli uffici medesimi? Ci sono ragioni contrarie a ciò e, se ci sono, possono essere rese pubbliche? Leonardo Monopoli socio ordinario Associazione “Luca Concioni” La garbata interrogazione del dott. Monopoli l'abbiamo passata pari pari al Consigliere delegato alle barriere architettoniche, Mimmo Capozzi, che così ha risposto. * * * Nel ringraziare il dott. Leonardo Monopoli, l'occasione è gradita per puntualizzare e ribadire, a distanza di mesi, quanto già da me predisposto e realizzato, in qualità di consigliere comunale delegato. All'indomani dell'assegnazione della delega, mi sono prodigato nell'effettuare, come primo e propedeutico passo, un monitoraggio per individuare le barriere architettoniche presenti sull'intero territorio comunale. L'analisi ha interessato tutta la viabilità cittadina, gli edifici adibiti a sede di uffici pubblici, gli istituti bancari e gli uffici postali, e gli esiti sono stati puntualmente e rapidamente comunicati agli uffici tecnici comunali. Al contempo ho invitato, a mezzo della stampa locale, i cittadini a segnalare la presenza di barriere e mi sono personalmente interessato acché gli interventi richiesti fossero realizzati (così come è stato) nel più breve tempo possibile. Non essendo previsti nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche specifici interventi di adeguamento finalizzati all'abbattimento delle barriere architettoniche, grazie al mio impegno istituzionale e ancor prima umano, è stato possibile inserirli nello “Elenco Annuale degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade e degli immobili comunali”. Ciò è stato reso possibile grazie anche all'interessamento dell'Assessore ai Lavori Pubblici avv. Alfredo Manfredi, che mi ha dato altresì la possibilità, essendo la mia una delega senza portafoglio, di poter concretizzare alcuni interventi in diverse vie cittadine e presso l'ufficio postale della Selva, con la realizzazione di scivoli a norma di legge. Contestualmente ho sottolineato, sia con note scritte, che in occasione di numerosi incontri con l'assessore al ramo e la dirigenza di settore, la necessità di realizzare quanto prima alcuni interventi prioritari: è infatti davvero paradossale che ad oggi alcuni locali adibiti a sede di uffici comunali paradosso dei paradossi l'Ufficio Invalidi Civili presentino impedimenti alla fruibilità e visitabilità in dispetto alla normativa vigente. Al di là di ogni considerazione, posso comunque assicurare all'amico Leonardo Monopoli e a quanti sono direttamente e personalmente interessati da questa grossa problematica, che a breve inizieranno i lavori di adeguamento negli uffici Invalidi Civili, Servizi Demografici, Ufficio Relazioni con il Pubblico, Biblioteca e Sala Periodici. Sono in atto, infatti, le procedure amministrative propedeutiche alla realizzazione degli interventi tecnici da me richiesti già nello scorso mese di marzo. Il Consigliere Delegato dott. Mimmo Capozzi |
I “pesi e i contrappesi” della democrazia
di Nicola Colonna |
Forse non tutti ce ne siamo accorti, ma negli ultimi dieci anni del Novecento vi è stata una vera e propria rivoluzione copernicana per quanto attiene i meccanismi di governo degli enti locali, e in particolare del Comune. Fino ai primi anni Novanta, infatti, la sovranità era nel e del Consiglio comunale. Lì erano i gruppi consiliari dei diversi partiti, eletti in misura proporzionale ai voti ottenuti. Lì si formavano le maggioranze, sulla base degli accordi tra i partiti, e da quelle maggioranze venivano nominati i Sindaci, i quali in Consiglio dovevano rendere conto delle loro condotte ai gruppi consiliari che li avevano eletti. Al Consiglio comunale, infine, apparteneva il potere di deliberare sulla gran parte delle questioni, salvo poche materie riservate alla competenza diretta della Giunta e del Sindaco. Numerosi, poi, erano i controlli, interni ed esterni, di legittimità e in taluni casi anche di merito, che sulle deliberazioni di Giunta e di Consiglio venivano esercitati da vari organismi, regionali e statali. * * * Oggi, lo scenario è radicalmente mutato. La sovranità, almeno apparentemente, si è spostata nel corpo elettorale, il quale sceglie direttamente non più solo i consiglieri comunali, ma soprattutto il Sindaco. La competenza a deliberare sulla gran parte delle materie è passata dal Consiglio alla Giunta; ma poiché la Giunta è nominata dal Sindaco, il quale può sostituire gli assessori che non lo assecondano, in realtà la gran parte delle decisioni viene presa personalmente dal Primo Cittadino, i cui poteri sono aumentati a dismisura, tanto da far impallidire le prerogative dei Podestà di mussoliniana memoria. Quanto ai controlli, essi sono praticamente inesistenti, essendosi di fatto ridotti ai soli pareri di legittimità dei funzionari e del segretario comunale, i quali però sono a loro volta soggetti al gradimento, se non alla nomina, del Sindaco medesimo. I risultati di queste profonde modificazioni istituzionali sono sotto gli occhi di tutti: non sempre è migliorata la governabilità, mentre quasi ovunque si sono ridotti gli spazi di democrazia, e per i cittadini è diventato sempre più difficile, se non impossibile, far sentire la propria voce, salvo una volta ogni cinque anni, in occasione delle elezioni amministrative. * * * Se questa è la situazione attuale, che cosa si può fare in concreto per invertire questa tendenza allo svuotamento delle istituzioni rappresentative e alla concentrazione di tutto il potere locale nelle mani di un solo uomo? Certo non può sfuggire come questa questione sia destinata a diventare una scriminante nelle proposte di governo tra centro destra e centro sinistra. E non è un caso che, a Destra, di questo problema non ne parli nessuno: una visione leaderistica e autoritaria della politica è inscritta nel loro dna. Grave sarebbe, invece, una sottovalutazione di queste tematiche da parte della Sinistra, poiché vorrebbe dire che essa sta introiettando una concezione della politica come sfera separata, e riservata agli addetti ai lavori, quando invece la democrazia non può non reggersi sulla limitazione del potere attraverso adeguati meccanismi di “pesi e contrappesi” e sul tendenziale superamento della distinzione tra governanti e governati. * * * Si tratta, dunque, di bilanciare, da un lato, i poteri del Sindaco, quale che sia il suo colore politico, e, d'altro lato, di assicurare in qualsiasi momento la partecipazione dei cittadini alla formazione delle decisioni amministrative. Come raggiungere questo obbiettivo, rimanendo dentro il quadro legislativo vigente? Avanzo - a titolo di esempio - due proposte concrete, che possono valere per marcare un confine programmatico tra Destra e Sinistra. Prima proposta. Il centrosinistra si impegni, in caso di vittoria, a portare, quale primo atto, in Consiglio comunale la nomina del Difensore Civico, da eleggersi con la maggioranza dei due terzi dei consiglieri. Preveda la facoltà per il Difensore Civico di esaminare la legittimità di tutti gli atti adottati da qualsiasi organo dell'Amministrazione Comunale, auto obbligandosi, nel caso di rilievi da parte di questa Magistratura su di un qualsiasi atto, a portare tale atto al riesame del Consiglio Comunale e a prevedere per la sua adozione definitiva l'approvazione da parte del Consiglio stesso a maggioranza qualificata. Seconda proposta. Sempre in caso di vittoria elettorale, la maggioranza di centrosinistra si impegni ad istituire subito, adeguatamente disciplinandola, la Consulta dei cittadini, quale sede in cui trovino rappresentanza paritaria tutte le formazioni intermedie e le associazioni politiche e professionali presenti nella società civile fasanese, prevedendo il diritto/dovere per il Consiglio comunale di prendere in esame e di votare tutte le proposte, istanze e domande, approvate dalla Consulta medesima, in modo da favorire uno scambio continuo tra istituzioni e società civile, nonché la formazione e l'esercizio di una cittadinanza attiva, ripristinando la centralità del Consiglio come organo dell'autogoverno democratico della comunità locale. Mi rendo conto di come queste proposte possano apparire eccentriche rispetto ad altre questioni apparentemente più contenutistiche; e tuttavia, proprio alla luce del modo in cui il centrodestra ha gestito il potere a Fasano durante gli ultimi cinque anni, mi sembra preliminare affrontare e sciogliere il nodo tra processi di formazione della decisione amministrativa, forme della rappresentanza istituzionale e sedi del confronto politico, se davvero si vuole fare del nostro Comune e delle sue risorse non un bottino da spartirsi, ma il laboratorio entro cui sperimentare e far crescere una nuova classe dirigente ed un'idea diversa e alta del fare politica. |
LA FINE DEL MONDO
E' in procinto la fine del mondo.
E' consentito ad ognuno di salvare una sola cosa, può essere
un bene materiale o un ideale; è indifferente, l'importante è
che si tratti di un unico bene o che almeno abbia la parvenza di essere
tale. Non sono ammesse eccezioni alcune, pena la perdita della concessione.
Eppure, c'è sempre il solito furbetto che, adoperando squisite
argomentazioni giuridiche o l'arroganza del potere, tenta di fare il
prevaricatore e annullare quel principio di uguaglianza che non dovrebbe
mai essere rimosso dalle coscienze.
Al porto, poco prima di imbarcarsi sulla famosa arca, arriva un tizio
elegantemente vestito, uno di quelli che si scorge lontano un miglio
che bazzica nella politica. Reca con sé una pergamena logora
e alla domanda: “ quale bene porta con sé?” , risponde
serafico: “le linee programmatiche dei miei cinque anni di legislatura,
tutte portate a termine con grande soddisfazione della mia squadra politica
e dei miei cittadini.”.
L'addetto al controllo, un po' esterrefatto, gli risponde che non è
consentito imbarcare le linee programmatiche, perché trattasi
non di un unico indivisibile bene, bensì di una molteplicità
di attività e di azioni che sono state intraprese. Per cui, all'ormai
spazientito uomo politico sarà consentito di imbarcare solo una
di quelle attività. “Io sono il Sindaco ed ho il diritto,
in quanto primo cittadino, di fare quel che voglio” - esclama
l'arrogante- “Del resto, lì dove andremo, dovremo pur disporre
di qualcosa per ripartire e fondare uno stato di diritto.”.
Il controllore, colto da improvviso timore reverenziale, risponde che
le leggi non le fa mica lui, che lui è un mero esecutore, assumendo
quell'atteggiamento del famoso Don Abbondio che, col suo agire da coniglio,
impedì che i promessi sposi convolassero a giuste nozze. Però,
se il sindaco userà gli strumenti giusti, lui potrà intercedere
con chi sta più in alto e magari riuscirà a imbarcare
le benedette linee programmatiche.
Lungi da entrambi i personaggi l'idea che quel dialogo potesse trasformarsi
in un reato, uno di quelli che comincia con la “c” e che
deprime il pubblico potere trasformandolo in supremazia degli interessi
personali. Lungi anche l'idea che quel dialogo improvvido potesse essere
ascoltato proprio da colui che sta più in alto del controllore
e non perché fosse in atto un'intercettazione, ma perché
colui che sta più in alto possiede orecchie grandi e ben funzionanti.
Fatto sta che sindaco e controllore trovarono l'accordo: in cambio dell'imbarco,
il sindaco promise una cappella al cimitero, una strada ben asfaltata
e… dulcis in fundo, un bel concorso (ovviamente artatamente pilotato).
Il controllore, dal canto suo, avrebbe dovuto convincere il suo superiore
che le linee programmatiche erano in realtà un unico bene. L'unico
problema per il controllore era riuscire a trovare un'adeguata motivazione
che giustificasse l'unicità del bene. Il Sindaco, per aiutare
il suo nuovo amico, cominciò a raccontargli cinque anni di mandato,
attività che gli portò via non più di cinque minuti.
Detto fatto: la motivazione era stata trovata; non avendo realizzato
neanche una minima parte di quelle linee programmatiche, le stesse rappresentavano
solo un'illusione e neppure tanto pia. Questa sarebbe stata l'argomentazione
addotta a sostegno dell'imbarco.
Il resto è storia: il sindaco e il controllore non trovarono
posto neanche per se stessi sulla famosa arca e furono sottoposti a
processo perchè l'improvvido accordo costituiva reato. Durante
il dibattimento entrambi sostenevano le proprie ragioni, il primo fondandole
sui poteri del primo cittadino, il secondo sulla necessità di
tutelare i cittadini (sindaco compreso). Il giudice, dotato di grande
saggezza, dopo averli ascoltati, dichiarò che il caso andava
indubbiamente archiviato, perché il sindaco aveva promesso l'inesistente
e il controllore, ovviamente in stato di incapacità di intendere
e di volere, gli aveva creduto.
Primula Rossa
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MINORI A RISCHIO
BULLISMO ED EMULAZIONE
L’opinione di Bruno Marchi, psicologo
ed educatore
Una volta c'era Pierino. Ve li ricordate i
film con Alvaro Vitali che passava le giornate a fare scherzi, non sempre
innocenti in realtà, ai propri compagni di classe e ai professori?
Le professoresse poi erano le sue vittime preferite. Quanti di noi non
hanno in mente l'immagine di Pierino che spiava dal buco della serratura
la ignara e provocante maestrina mentre si denudava.
Certo erano altri tempi, oggi il buon vecchio Pierino è stato
sostituito dall' “isola dei famosi” piuttosto che da “la
pupa e il secchione”, programmi televisivi che si fondano sul
voyeurismo e sulla ipocrita irrisione del più debole, del diverso.
Erano altri tempi quando colui che irrideva i compagni lo faceva con
innocenza, forse anche con un po' di volgarità ma comunque in
maniera genuina, quando il bullo era Alvaro Vitali: basso, brutto e
pure sfigato. Oggi i bulli spesso sono i fighetti, quelli che una volta
si chiamavano “figli di papà”, ragazzi tanto annoiati
che trovano esaltante filmare per poi diffondere sulla rete le immagini
di una violenza su un disabile piuttosto che su una propria compagna
di classe.
Ma se gli scherzi a scuola sono sempre esistiti, e ciascuno di noi ne
è stato artefice, spettatore o vittima almeno una volta nella
propria vita, allora perché sembra che il problema sia nato solo
ora. Per capirci di più abbiamo incontrato Bruno Marchi, psicologo
ed educatore che da anni si occupa di minori a rischio.
Il fenomeno chiamato bullismo non sarà per caso un'invenzione
mediatica?
“Certamente i giornali e le televisioni se ne stanno occupando
tanto quanto si sono occupati dell'aviaria, di cui oggi non sentiamo
più parlare. E' un modo per riempire le prime pagine dei giornali
ed i dibattiti televisivi. Di fatto però il bullismo c'è
anche se non è un problema legato a questi ultimi anni. In Italia
il fenomeno della goliardia è sempre esistito sia nelle università
che nei licei, soltanto negli anni '70 le divisioni politiche hanno
preso il posto degli scherzi goliardici, ma negli anni successivi le
cose sono tornate pressappoco come prima. Credo che siano fondamentalmente
due le cose che cambiano tra la vecchia forma di bullismo e quella a
cui assistiamo oggi: innanzitutto la qualità degli scherzi, perché
spesso quelli che arrivano agli onori della cronaca sono scherzi parecchio
violenti avendo spesso come vittime soggetti svantaggiati, in secondo
luogo il fatto che questi atti, grazie ai nuovi mezzi come i videofonini
ed Internet, vengono divulgati fuori dalla scuola, mentre una volta
rimanevano circoscritti nell'ambito scolastico.
Oggi quegli scherzi vengono filmati ed immessi sulla rete, in modo che
chiunque in qualsiasi parte del mondo li potrà vedere. Il problema
è che una volta entrati nei programmi di condivisione file diventa
impossibile ritirarli, ma qui si apre una problematica ampia, legata
alla privacy, che riguarda soltanto in parte gli ultimi fatti di cronaca.
Credo quindi, ritornando alla domanda, che in fin dei conti i casi del
cosiddetto bullismo di cui oggi si parla siano stati amplificati dai
media, ed in questo senso credo che il rischio maggiore che si possa
correre sia quello dell'emulazione, così com' è accaduto
con il fenomeno dei sassi dal cavalcavia.”
A conti fatti quindi le nuove forme di bullismo hanno compiuto un salto
di qualità verso comportamenti sempre più violenti che
spesso travalicano ogni limite etico; non ci si diverte più semplicemente,
come faceva Pierino, oggi si mira ad umiliare profondamente l'altro
fino ad annientarlo.
Loredana Monopoli
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A sessant’anni dalla elezione del primo sindaco
L’EREDITA’ DI CICCIO DI BARI
Convegno organizzato dal nostro giornale
in collaborazione con Sdi-RnP, Nuovo Psi e Socialisti Autonomisti, col
patrocinio della Città di Fasano
Una foto giovanile di Ciccio Di Bari che
fu
sindaco di Fasano dal 28.11.1946 al 21.2.1949
 L'avv.
Francesco Di Bari, Ciccio o don Ciccio Di Bari per la gente, entrato
giovanissimo nell'agone politico, divenne ben presto, e per un lungo
e significativo periodo, dal dopoguerra in poi, la figura più
importante e caratteristica del locale movimento socialista, anzi di
tutta la sinistra, guidandone ed impersonandone le accese battaglie,
in difesa dei lavoratori e dei diseredati.
Fu, a poco più di venti anni, il primo Sindaco di questi"
città eletto a suffragio universale, e diede subito una svolta
decisiva al rapporto fra il Palazzo e i cittadini secondo uno stile
poi imitato da altri ed oggi, purtroppo, abbandonato. Per la prima volta,al
Comune,i cittadini, specie i più modesti,si sentirono a casa
loro.
Amministrò, insieme a degni collaboratori, per lo più
artigiani, con correttezza, onestà ed efficienza in tempi difficili
di povertà diffusa, e di incandescenti albori della vita democratica.
Molte sono le iniziative che si devono alla sua amministrazione: si
impegnò,fra l'altro, per il rilancio del turismo (a quel tempo
risale la prima gara automobilistica Fasano-Selva), attività
che poi avrebbe ripreso alla guida dell'Azienda Turistica. Purtroppo
la sua azione venne, prematuramente interrotta dalle solite beghe paesane
e dalla persecuzione scelbiana.
Candidato alla Camera dei Deputati nel 1953, ebbe un grosso successo
elettorale contribuendo alla vittoria della battaglia contro la "legge
truffa", una riforma
elettorale che mirava a deformare e ingabbiare la autentica volontà
popolare (oggi, purtroppo, il colpaccio è riuscito, e lascio
ai lettori giudicare se le istituzioni democratiche funzionano meglio).
Pieno di vitalità, arguto, passionale e combattivo, era altrettanto
mite, generoso e paziente. Aveva temprato, con una solida formazione
morale,una indole istintivamente onesta,ma anche focosa e ribelle, convogliandola
nella lotta contro le ingiustizie, e impartiva esempi e insegnamenti
ispirati a nobili principi ai numerosi giovani cui dedicava la sua attenzione
e che oggi, in età avanzata, non hanno ancora dimenticato. Dissimulava
il notevole ed autentico spessore culturale (era laureato in Lettere
classiche e Giurisprudenza) sotto un bonario e popolare linguaggio che
rendeva peraltro più immediate ed efficaci le sue espressioni.
Validissimo penalista, la sua eloquenza risuonava spesso irruente sia
nelle piazze che nelle aule di giustizia dove era il naturale difensore
dei poveri che, naturalmente, gli diedero molto lavoro ma non gli arrecarono
grandi ricchezze.
Si racconta di lui, (dallo stesso protagonista, oggi in migliori fortune)
che una volta un avvocato di altra città lo aveva incaricato
di recuperare un certo credito. Il debitore, in quel periodo, non era
nelle condizioni di liquidare subito la somma, e lo pregava più
volte, non senza risultato, di rinviare l'azione esecutiva ai suoi danni
- assicurandolo che alla fine avrebbe pagato il creditore o lo avrebbe
convinto,anche per stanchezza,a rimettergli il debito.
L'avv. Di Bari era imbarazzato fra il dovere di soddisfare il collega
suo corrispondente e la sua riluttanza a infierire verso il malcapitato.
Dopo un po' di tempo e parecchie inutili sollecitazioni, il debitore
ricevette un messaggio dall'avv. Di Bari che gli diceva di non preoccuparsi
più perchè la faccenda era sistemata. Recatosi dal professionista:
"Avete visto, don Ciccio,disse,che come dicevo io, il creditore
sarebbe venuto meno?". E l'altro sbottò:"No,sono stato
io a venir meno." Il debito lo aveva pagato lui!
Questo era l'uomo.
A lui ben pochi, fra i tanti che ho conosciuto anche fuori Fasano e
in alto loco nelle istituzioni e nel partito, erano comparabili per
intelligenza o cultura: nessuno per il cuore.
Morì sulla breccia, nel pieno dell'età matura e nell'esercizio
della sua nobile attività, sulla via del ritorno dal Tribunale
di Brindisi dove aveva difeso un suo assistito. Ai suoi funerali vi
fu folla di gente specialmente umile. Per il tempo trascorso, e l'emozione
del momento, non ricordo se vi furono recati il gonfalone del Comune,la
toga di avvocato, e la bandiera rossa. Ma è certo che ne aveva
tutto il diritto,specialmente alle ultime due.
Pietro Dell’Anno |
UN SINDACO SCOMODO
Il fascismo a Fasano non era stato particolarmente
duro; il paternalismo accomodante dei notabili aveva mitigato le forme
violente rendendo meno asfissiante il clima del regime. Ma, quando finalmente
la guerra fu finita, sparite le camicie nere e ci furono le prime elezioni
a suffragio universale, allora i fasanesi vollero cambiare registro
e si scelsero per sindaco un giovane emergente, di estrazione popolare,
colto, forbito: Francesco Di Bari, professore di lettere. I fasanesi
erano soddisfatti di lui, ma i poteri forti mal sopportavano quel professorino
ricco di entusiasmo ed iniziative, ma con un vizio d'origine: era socialista.
E così fu messo in condizioni di non concludere il suo mandato;
venne distrutto anche sul piano economico e professionale.
Francesco Di Bari dovette cambiare mestiere, si iscrisse nuovamente
all'università e prese una seconda laurea, in giurisprudenza.
Ricominciò da zero.
Vicende analoghe erano successe anche in altre realtà dove c'erano
sindaci socialisti. La storia di Rocco Scotellaro,a Tricarico, vale
per tutti.
A sessant'anni da quei fatti, è il caso di rompere il silenzio
e capire quello che è successo.
Franco Lisi |
| PROGRAMMA
DEL CONVEGNO |
1946-2006
CICCIO DI BARI
PRIMO SINDACO SOCIALISTA DI FASANO
• Saluto del Sindaco ing. Vito Ammirabile
• Relazione del prof. avv. Nicola Colonna
docente di Storia delle dottrine politiche presso l’Università
degli Studi di Bari
• Interventi:
dott. Lello Di Bari
figlio dell’avv. Francesco Di Bari
Sig. Leonardo De Leonardis
già Dirigente socialista
avv. Pietro Dell’Anno
già Sindaco socialista di Fasano
Sig. Domenico Mileto
già Sindaco socialista di Fasano
dott. Donato De Carolis
già Sindaco socialista di Fasano
• Coordinamento del dott. Franco Lisi
direttore de il Menante |
| fatti
fattacci cronache e controcronache |
IL CONCORSO DEI VELENI Nei giorni scorsi si sono conclusi al Comune di Fasano una serie di concorsi interni, per titoli ed esami, per consentire al personale la progressione verticale. Tutto tranquillo o quasi, fatta eccezione per quello relativo al passaggio alla categoria D 1. Due i posti da conferire, nove i concorrenti. L'esame consisteva in una prova scritta e in un colloquio. Allo scritto sono stati decimati in otto. L'unico candidato superstite è stato ritenuto inidoneo all'orale. Questa prova concorsuale è stata caratterizzata da polemiche, tensioni, rivalità oltre misura e …tanto per gradire, da un esposto alla Procura della Repubblica. UN QUARTO DI SECOLO L'associazione interregionale delle Società Operaie di Mutuo Soccorso Meridionali ha celebrato, lo scorso 3 dicembre a Martina, i suoi 25 anni di attività. L'associazione, di cui il Soms di Fasano è uno dei pilastri, rappresenta la prima e più viva esperienza intersodale a livello nazionale, nata in Puglia grazie alla caparbietà del magistrato Donato Palazzo, attuale presidente onorario, e al sostegno del compianto Nunzio Schena. POLEMICHE A MONTALBANO SUL RIFACIMENTO STRADE Il coordinatore della Margherita di Montalbano, Natale Cisternino, con un polemico comunicato stampa ha rimarcato “lo sgomento della comunità montalbanese di fronte all'indifferenza che l'attuale maggioranza continua a dimostrare verso la frazione” allorquando si è appreso che sono stati spesi circa nove miliardi per spese di manutenzione di strade in tutto il territorio, escluso Montalbano. Provvedimento che “assume caratteri incomprensibili”. Pronta la risposta dell'assessore ai lavori pubblici, Alfredo Manfredi che assicura “Montalbano non è stata dimenticata. Il rifacimento di 23 strade della frazione è stato inserito in un diverso filone di finanziamento regionale. “Siamo in attesa precisa il vicesindaco- di ricevere il finanziamento per poter espletare tutte le procedure al fine di indire la gara d'appalto per l'affidamento dei lavori previsti”. Le promesse, grazie a Dio, non mancano mai. FUGGO DI CASA, MA SOLO PER UNA NOTTE E' successo ad un quindicenne fasanese, il quale dopo essere stato ripreso dalla docente per averne combinata una grossa, per paura che i genitori venissero a sapere dell'accaduto, ha pensato bene di allontanarsi di casa lasciando perdere le proprie tracce per tutta la giornata. Pare che abbia trascorso tutto il tempo in treno, tra Bari e Lecce, facendosi poi ritrovare soltanto il mattino seguente che girovagava nella villa di Fasano. Come si dice tutto è bene quel che finisce bene, ma certamente i genitori del ragazzino ci metteranno un bel po' per superare lo choc. BASTA COL TIFO VIOLENTO Franco D'Amico, presidente del Fasano Calcio è stanco di dover pagare multe e risarcimenti per danni provocati da alcuni supporters del Fasano eccessivamnete violenti. È fra i cosiddetti “Allentati”, così si fanno chiamare i tifosi della squadra di calcio cittadina, che si nascondono dei veri e propri teppisti che presi dalla febbre biancazzurra non perdono occasione per distruggere ciò che trovano sul proprio cammino? E' un peccato che ciò vada a screditare l' immagine della storica tifoseria fasanese da sempre impegnata in diverse e ammirevoli iniziative sociali, perciò è necessario che si giunga insieme, anche collaborando con le forze dell'ordine, ad una soluzione che metta i violenti in condizione di non nuocere. MANETTE AL MERCATO Un banchetto improvvisato posto davanti alla bancarella sbagliata, una rissa ed infine un arresto. Il fatto è accaduto al mercato di Monopoli, nella mattinata di martedì 21, ed ha coinvolto un ambulante e tre rappresentanti di una Associazione impegnati in una raccolta fondi, i quali hanno incautamente posizionato il proprio banchetto nelle vicinanze della bancarella dell'ambulante fasanese il quale è stato infastidito oltremisura dalla loro presenza. Dopo un invito ad allontanarsi seguito da un rifiuto, gli animi si sono surriscaldati e dalle parole si e passati alle maniere forti. Nel pomeriggio sono scattate denunce e manette. FIUMI DI SOLDI PER LA NUOVA RETE IDRICA Ammonta a quasi 600 mila euro il prestito richiesto dal Comune per l'estendimento della rete idrico-fognante nelle frazioni ed in altre zone abitate delle campagne di Fasano. La scelta delle strade che verranno dotate di questo importante servizio, pare sia stata fatta sulla base di ripetute segnalazioni e di richieste fatte da chi lì ci abita. Si tratta certamente di un intervento importante e necessario, per questo vorremmo capire come mai questa Amministrazione che è ormai in carica da 5 anni ha aspettato così tanto per mettervi mano. Vorremmo ricordare ad Ammirabile & Co. che siamo in dirittura d'arrivo e che pure uno sprint finale brillante spesso non paga se si è accumulato troppo distacco. GARA DA RIFARE PER LA GESTIONE DEL GAS La riammissione dell'Italgas alla gara d'appalto per i lavori di estendimento della rete del gas nelle frazioni ha riaperto una partita che sembrava chiusa. La nuova offerta della ditta riammessa alla gara infatti, è di molto più vantaggiosa rispetto a quella della Ses reti vincitrice della gara già conclusa, ed attuale assegnatrice dell'appalto. Si può facilmente prevedere che la questione non finisca qui, si prevede infatti un lungo contenzioso amministrativo che farà slittare chissà di quanto l'inizio dei lavori. Gli abitanti delle frazioni saranno costretti a pazientare ancora qualche altro anno per avere il metano in casa. MA CHI GESTISCE LAMA DEL TRAPPETO? Lama del Trappeto è uno splendido insediamento rupestre sito nelle campagne di Pezze di Greco, in cui da anni l'Associazione “Presepe Vivente” vi organizza la propria manifestazione natalizia. Da sempre il sito è gestito unicamente da questa associazione con cui il Comune di Fasano ha stipulato un contratto di comodato gratuito. Le cose però, pare non stiano più così. Il Comune infatti ha affidato la stessa area ad un'altra Associazione: l'Acli-terra, guarda caso presieduta dal consigliere Giuseppe Cecere, la quale utilizzerà quella campagna per far esercitare i propri formandi nella potatura e nel ripristino di muretti a secco. La questione è stata dibattuta animatamente nell’ultimo Consiglio Circoscrizionale, che ha deliberato di chiedere all’Amministrazione comunale l’annullamento della seconda convenzione. IL CUORE BATTE AL CENTRO Sarà proprio il cuore il simbolo della lista civica ideata dal montalbanese Peppino Pace. Non ci sono grandi novità nel progetto di Impegno Democratico, dal nome, al simbolo, allo stesso candidato è tutto un già visto. Già nel 2002 il dott. Pace fu eletto al Consiglio Comunale grazie alla lista da lui ideata; oggi, da notare che non si conoscono ancora i nomi dei candidati degli schieramenti, lui ritiene che le condizioni non siano ancora mature per entrare in una coalizione di centro sinistra e decide perciò di rimanere al centro, da solo. Nell'ultima campagna elettorale prese un sacco di voti per un programma elettorale in cui spiccava l'idea rivoluzionaria di nuove piste ciclabili e di nuovi lampioni vicino alle chiese, quale sarà la brillante idea che partorirà questa volta? SETTE MILIONI DI EURO IN STRADE Dopo la zona collinare è la volta delle strade delle frazioni, e del centro cittadino. Sono quattro i progetti che il Comune ha messo in cantiere per rendere fruibili 349 strade comunali; l'Amministrazione ha infatti previsto di spendere più di 7 milioni di euro per le opere che dovrebbero essere completate entro l'estate prossima. Un altro mutuo milionario ed altri debiti da pagare, per la nuova giunta che si insedierà nei prossimi mesi a Palazzo di Città. Sarà un lavoro arduo riuscire a far quadrare i conti! LA CGIL DENUNCIA: “QUELL' UFFICIO DEVE ESSERE SPOSTATO” Si tratta dell'Ufficio invalidi civili del Comune sito in via Del Balì, a due passi dalla biblioteca comunale. Secondo il sindacato infatti, il locale che ospita l'Ufficio è organizzato in un ambiente unico, senza sala d'attesa, ed è così piccolo che è impossibile starci in più di due persone. La precarietà della situazione non permette quindi di tutelare la privacy degli utenti, spesso costretti a parlare dei fatti propri alla presenza di estranei. La Cgil chiede che all'ufficio venga data una sede più decorosa, e che sia tutelato quindi il diritto degli invalidi fasanesi e dei loro famigliari ad usufruire degli stessi servizi destinati al resto dei cittadini. UNA NUOVA CHANCE PER MONNA DELIZIA I lavoratori dell'azienda produttrice di pasta fresca, che da anni esporta in tutto il mondo, possono tirare un sospiro di sollievo. Il cambio ai vertici della ditta, che sarà guidata da un'imprenditrice di Ceglie Messapica, fa ben sperare per il rilancio del marchio fasanese; la nuova proprietaria infatti sta puntando su nuovi prodotti da posizionare sul mercato estero, come la pasta surgelata. Dopo gli ultimi fatti accaduti, la denuncia ed il sequestro dei macchinari, si spera che la nuova direzione sappia far ripartire “Monna delizia” conservando e migliorando i posti di lavoro già esistenti, puntando sul vero valore aggiunto della nostra produzione agroalimentare che è la qualità del prodotto. NASCE IL COMITATO DEL “NO ALLA CENTRALE” Dopo il comitato contro l'inceneritore che riuscì a mobilitare davvero tanti cittadini e a tenere alta l'attenzione su un fatto così importante, adesso è la volta del comitato contro la centrale a biomasse prevista a Monte Pizzuto. Vi fanno parte tante associazioni produttive del settore agricolo e turistico spaventate dalla localizzazione dell'impianto, a pochi metri da uno dei più grandi polmoni verdi della zona, luogo per altro strettamente monitorato dal Corpo Forestale, e dalla vicinanza dello stesso a numerose attività produttive di tutt'altra natura. Un impianto del genere seppure non inquinante dal punto di vista delle emissioni, se costruito in quel luogo diventerebbe insostenibile per l'ambiente circostante. Per questo sembra che il comitato sia pronto a bloccare l’iniziativa usando tutte le armi a disposizione. L'INFLUENZA FA VITTIME ANCHE IN CONSIGLIO COMUNALE La seduta del Consiglio comunale prevista per giovedì della scorsa settimana è stata disertata da un cospicuo numero di rappresentanti della maggioranza. L'assenza del consigliere azzurro Cecere, e del Presidente Mileto, infatti, ha impedito all' assemblea di riunirsi perché non si è raggiunto il numero legale. Assenti anche l'assessore Di Bari e l'assessore Zaccaria. Pare che i quattro “compagni” di partito abbiano contratto una malattia assai contagiosa, che nei prossimi tempi potrebbe rivelarsi fatale per il sindaco Ammirabile, e per le sue aspirazioni alla ricandidatura. IL GRANDE FRATELLO NEL CENTRO STORICO Ecco qua la ricetta firmata dal consigliere Bebè Anglani contro gli atti di vandalismo registrati nelle “stradine” negli ultimi tempi: si tratta di posizionare in alcuni punti strategici dei vicoletti, delle telecamere collegate al comando dei Vigili Urbani, i quali potranno intervenire e punire i colpevoli di eventuali atti vandalici. In questo modo l'amministrazione conta di dissuadere gli adolescenti che usano trascorrere lì il proprio tempo libero dal compiere atti di cui potrebbero pentirsi. E se qualche ragazzo sprovveduto trovando quelle telecamere pensasse di essere un concorrente del grande fratello? Visto quello che accade ormai quotidianamente in televisione altro che schiamazzi dovrebbero aspettarsi i poveri abitanti di quelle strade! MERCATINI NATALIZI IN PIAZZA Anche quest'anno saranno allestiti nelle vie del centro cittadino, lungo corso Vitt. Emanuele e in P.zza Ciaia, gli ormai consueti mercatini natalizi che si svolgeranno nelle 4 domeniche prenatalizie. La scelta non è stata appresa positivamente dai negozianti del corso e della piazza, i quali hanno già fatto recapitare all'assessorato le proprie lamentele chiedendo che i mercatini vengano spostati in un altro luogo. Non sappiamo come andrà a finire la questione, certo sarebbe bene trovare una soluzione che accontenti un po' tutti compresi i cittadini che se vorranno andare a fare acquisti in centro nelle prossime domeniche, sia in un negozio che da una bancarella, avranno non pochi problemi a trovare parcheggio. RUBATE QUATTRO AUTO ALL'AUTO3 Nella notte del 28 novembre una banda di ladri si è intrufolata nel concessionario Auto3, portando via una moto e quattro delle automobili in esposizione. Pare che i malviventi si siano introdotti nell'officina dell'esercizio forzando un cancello e da lì si siano introdotti negli uffici dove si trovavano le chiavi delle autovetture del salone. Sono quindi scappati a bordo della preziosa refurtiva, svegliando così il custode che ha potuto dare l'allarme chiamando il 112. Quando i Carabinieri sono giunti sul posto però, non c'era più traccia dei colpevoli del furto. SERBATOIO MILIONARIO Sventata dalla Guardia di Finanza un'operazione valutata tra gli otto e i dieci milioni di euro che avevano assunto le sembianze di venticinque chilogrammi di cocaina purissima. La polvere bianca, confezionata in panetti, viaggiava nascosta all'interno del circuito frenante di un tir guidato da un giovane camionista di Montalbano. Alla barriera autostradale di Ventimiglia, durante un normale controllo, il conducente del tir proveniente dalla Spagna ha cominciato a manifestare segni di nervosismo, insospettendo le forze dell'ordine anche per via della circostanza che il rimorchio, nonostante il lungo percorso, era completamente vuoto. L'intervento delle unità cinofile ha invece permesso di scoprire il fruttuoso bottino. |
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UN CANDIDATO UNITARIO E’ PROPRIO IMPOSSIBILE? |
Finalmente c’è un nome ufficiale a candidato sindaco per il centrosinistra: è il prof. Colonna. Ma non è il candidato di tutto lo schieramento, lo è , per il momento, soltanto di sei partiti. Gli altri due partiti grossi, Ds e Margherita, cosa aspettano a venir fuori con chiarezza. Si vogliono vincere le elezioni contro Ammirabile? I tatticismi esasperanti finiscono col fiaccare gli entusiasmi. Pino Carrone |
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PRIMO NELLA STORIA
Tutto è evento e primato assoluto, per l’Ufficio Stampa del Comune. Anche la vincita del concorso interno per vicecomandante, da parte del bravo Stefano Rosati (cui vanno i complimenti del Menante), passa per qualcosa di inedito e storico. Il Corpo dei Vigili urbani ha sempre avuto un comandante e un vicecomandante. Dove sta la clamorosa novità? Forse si voleva soltanto sottolineare che non era mai stato indetto il concorso specifico? Ma non ci sembra una notizia così eclatante. Anzi, ad esser pignoli, a nostro sommesso avviso, quel concorso sarebbe stato meglio rinviarlo; alla conclusione del contenzioso col precedente vicecomandante cap. Antonio Galeota. Ma, evidentemente, la linearità legale per quest’Amministrazione è una logica fuorviante e pericolosa, da evitarsi nella maniera più assoluta.
m.
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COLAZIONE EQUA E SOLIDALE A SCUOLA
 Il
caffè Messicano, lo zucchero di canna dell'Ecuador, i biscotti,
il guarnito del Brasile, il pompelmo di Cuba ,il miele, le torte, la
marmellata, la cajita, hanno riempito il bar dell'IISS Salvemini - Alberghiero
nella mattinata di sabato 2 dicembre. Tutto questo ben di Dio è
stato preparato dai ragazzi usando tutti i prodotti del commercio equo
e solidale della Bottega del Mondo che opera in via Fogazzaro nei pressi
dei Portici. L'iniziativa rientra nel progetto denominato “Fasano
e lo sviluppo sostenibile: alla scoperta delle attivita' sociali”
suddiviso in tre aree: 1) Lo sviluppo sostenibile e il rispetto della
natura; 2) Il consumo critico e il commercio equo e solidale; 3) Il
volontariato: le realtà internazionali e locali.
I ragazzi cominciano a scoprire un mondo e un commercio alternativo
come quello equosolidale e del volontariato; cominciano a scoprire le
realtà del territorio fasanese che operano nel sociale. Questa
è stata la prima tappa , infatti sono previsti altri incontri
con i responsabili Dell'operazione Mato Grosso, dell'Aita onlus - Puglia,
della Caelim, dell'Oratorio del Fanciullo e delle Parrocchie.
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LEONTE 2006
Il
Sindaco di Fasano, ha consegnato una targa ricordo ai diciotto militari
fasanesi impegnati in Libano nella missione Leonte 2006 da settembre
a novembre scorsi. Il primo cittadino ha incontrato nel salone di rappresentanza
del Palazzo municipale il Sottotenente di vascello Francesco Cofano,
i sergenti Francesco Gentile, Francesco Ancona, Domenico De Mattia,
Pietro Narducci, Diego Acquaviva, Francesco Lomartire, Angelo Demola,
Michela Calabretti, Giacomo Conversano, Davide Cassone, Antonio Natola,
i sottocapo Pierluigi Sasso, Aldo Malorzo, Vito Cito, Antonio Alò,
Daniele Gallo e Valentino Arconzo.
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DEBITI DA CAMPAGNA ELETTORALE
Il prossimo bilancio di previsione del Comune
di Fasano sarà un “bilancio partecipato”. Partecipato
nel senso che i cittadini parteciperanno in maniera massiccia a ripianare
i debiti che l'allegra compagnia sta contraendo per fare campagna elettorale.
Non è un caso che ogni giorno l'ufficio stampa comunale annunci
la realizzazione di chilometri di rete fognaria, di centinaia di strade
da asfaltare, di abbattimento di barriere architettoniche, di nuove
assunzioni.
Le fonti di finanziamento sempre le stesse: i mutui; ricorrere all'indebitamento
per asfaltare le strade è il segno di una cattiva gestione delle
risorse pubbliche.
Che fine hanno fatto i danari dei cittadini che la legge destina ai
lavori pubblici? La risposta appare fin troppo scontata, nel calderone
degli sprechi.
Per ricavarne un quadro preciso, basta ricordare: il direttore generale
pagato a peso d'oro, le tante consulenze esterne, le riparazioni -a
seguito di incidenti- delle vetture private degli amministratori, l'arredo
della stanza del sindaco.
Oggi, con i proclami di Palazzo -confezionati da chi, sia pure incolpevolmente,
ha partecipato al festival degli sprechi- si tenta di far passare per
efficienza amministrativa l'avvio di procedimenti tardivi e quindi troppo
costosi per le tasche dei cittadini (non a caso il sindaco ingaggiò
subito un addetto stampa esterno, pur disponendo di professionalità
interne).
a.c.
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ACCELERARE IL PROCESSO DI UNITA’
Il voto amministrativo della prossima primavera
riguarderà circa dieci milioni di elettori in tutta Italia, saranno
in gioco le amministrazioni locali ma sarà anche una grossa verifica
politica nazionale dopo la sconfitta del centrodestra di Berlusconi
alle ultime politiche, ed anche una verifica delle capacità di
tenuta della maggioranza di Governo.
La manifestazione romana del due dicembre voluta da Berlusconi, nonostante
la frattura politica profonda con l'Udc di Casini socio fondatore della
Casa delle libertà, è stata sicuramente un successo di
piazza, ha pure mostrato il discorso di Berlusconi quanto la CdL sia
carente di progettualità politica sostanziosa. A coronamento
del successo organizzativo della manifestazione, l'uomo che ha mal governato
l'Italia negli ultimi cinque anni, si è proposto alla sua folla
come se stesse iniziando ora la sua carriera, da grande tribuno della
plebe è riuscito a galvanizzare la piazza riuscendo a far dimenticare
che non ha mantenuto nessuna delle promesse del 2001, ha impegnato per
cinque anni il Parlamento per farsi approvare leggi che risolvevano
problemi di suoi interessi personali, ha fatto aumentare disuguaglianze,
ha portato l'Italia in guerra in Afghanistan, eppure, il grande comunicatore
riesce ad avere un successo di immagine grattando gli umori legati al
malessere sociale che lui stesso ha creato, invitando la piazza a coltivare
pregiudizi e disuguaglianze, solleticando paure ed egoismi.
Berlusconi ha segnato un punto a suo favore nella piazza di Roma ma
nello stesso giorno il centrodestra segna anche una profonda frattura
sulla prospettiva politica con l'Udc di Casini, quindi restano velleitarie
le volontà di “spallate” al Governo.
Nulla dei problemi seri dell'Italia, dalle compatibilità economiche
ai rapporti con l'Unione Europea alla globalizzazione, ha trovato posto
nel suo discorso.
Però la giornata di piazza ha mostrato in quale quadro si muoveranno
Berlusconi e Fini e chiaramente il loro prossimo obbiettivi sarà
il tentativo di rivincita alle prossime elezioni amministrative. Il
centrosinistra sconta una ovvia caduta nelle opinioni a causa della
difficile legge finanziaria, perciò, le prossime elezioni amministrative
si presentano complicate e difficili.
Fasano molto spesso si è mostrata città elettoralmente
di destra, e nella prossima tornata bisognerà fare i conti con
grumi di interessi economicamente forti, di particolarismi e favoritismi
di ogni genere che si sono formati in questi anni di amministrazione
del centrodestra.
I partiti di centrosinistra, benché consapevoli delle difficoltà,
da mesi discutono intorno al metodo per scegliere il candidato Sindaco
ma regolarmente si arenano sulle esigenze delle leader ship già
affermate, risultanti così in ritardo nella elaborazione delle
proposte per la città e nella presentazione dello schieramento
di partiti e degli uomini che intendono proporsi agli elettori, in particolare
il candidato Sindaco.
L'accelerazione importante all'elaborazione del centrosinistra è
stata determinata da un gruppo di partiti (Italia dei Valori, Verdi,
Pdci, Socialisti autonomisti) che hanno proposto l'Avv. Nicola Colonna,
proposta subito accettata da Sdi e Rifondazione che in appoggio hanno
ritirato i loro candidati. Il prof. Colonna è una personalità
nota per il suo impegno civile, per la sua passione e capacità
politica, di alto livello intellettuale e di limpido profilo morale.
Questa volta le qualità personali contano e fanno differenza
per affrontare la pesante eredita del Sindaco Ammirabile, si tratta
di un colossale indebitamento se non dissesto finanziario del Comune,
si tratta di ripristinare legalità e trasparenza, è necessario
che ogni cittadino possa facilmente accedere e far valere i propri diritti
comunali.
Questa candidatura è sicuramente una risposta politica commisurata
alla drammaticità della fase finale dei cinque anni di dissennata
amministrazione del centrodestra.
Al momento manca una chiara presa di posizione riguardo alla candidatura
Colonna di DS e Margherita, ma è sicuramente essenziale che tutto
il centrosinistra si presenti unitario sin da ora, convincere i fasanesi
che è possibile e si è capaci di svoltare verso un futuro
di speranza non sarà impresa facile e richiede tempo e lucidità
sulla prospettiva politica. Rimane ancora il mito delle primarie, potrebbe
essere necessario celebrarlo se le intelligenze politiche dei partiti
non sapranno trovare una soluzione unitaria. Certo chi propone le primarie
deve proporre primarie vere, cioè aperte a chiunque intenda candidarsi
a Sindaco, cioè ogni partito presenterà il suo candidato;
poi si passerà al ballottaggio. Stando così le cose il
tempo delle primarie sembra scaduto, urge accelerare il dialogo e delineare
una concreta proposta alternativa credibile rispetto all'attuale amministrazione
di Ammirabile.
Stefano Cofano |
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VIAGGIO A MESAGNE |
Da bravo elettore fasanese di centro sinistra, attendo da mesi di conoscere il candidato che tenterà di battere le destre alle elezioni comunali della prossima primavera. In alternativa attendo di conoscere i candidati del centro sinistra che si confronteranno nelle elezioni primarie previste in tutta Italia per il 4 febbraio. Ma Fasano, grazie ai fasanesi, rischia di restare fuori dal virtuoso meccanismo delle primarie. Infatti, se dobbiamo decidere fesserie (come il presidente della regione o il capo del governo) il meccanismo della consultazione popolare va bene; se poi passiamo alle cose serie (il sindaco di Fasano, nientemeno), allora no, devono decidere quei cinque o sei che capiscono. Ho atteso che mi fosse offerto un ottimo candidato. Dopo mesi e mesi di ottimi candidati, che però non quagliano, mi basterebbe anche un buon candidato. Anche un candidato così così, anche un candidato senza aggettivi. Basta che ce lo diano. Ma a noi fasanesi sinistrati è dato vivere soffrendo. Per cercare di fornire il mio contributo alla discussione in corso ho pensato bene di recarmi a vedere come risolvono queste questioni in posti più potabili per il centrosinistra: Emilia Romagna terra del lambrusco, Toscana terra del chianti, per esempio. Ma il Direttore del Menante mi ha fatto presente che ho già dilapidato in spese di viaggio il bilancio del 2012 e quindi se volevo potevo spostarmi al massimo a Manduria, nel qual caso avrei fatto bene a procurargli una congrua scorta di primitivo. Mentre ero intento a partire alla volta di Manduria, ho ricevuto una missiva di una nostra affezionata lettrice di Mesagne, Domenica Di Sabato, che mi comunicava la scelta del candidato sindaco di quella città, per il centro sinistra, nella persona di Cosimo Faggiano. Come in una pubblicità d'altri tempi m'è venuto di dire: “già fatto?”. Con buona pace del Direttore, il pomeriggio del primo dicembre, ho dovuto rinunciare al viaggio a Manduria (ed al suo rinomato primitivo) per andare a controllare la vicenda Mesagnese. Il personaggio Cosimo Faggiano, d'altronde, ha qualcosa da raccontare. Il candidato in questione è già stato sindaco di Mesagne. Poi il Faggiano ha deciso di volare alto ed è diventato deputato, nel 1996. Quando si è ricandidato nel 2001, è stato trombato pur avendo vinto, caso unico in Italia e forse al mondo. Infatti in una sezione elettorale di Latiano (che faceva parte del collegio elettorale) il presidente aveva sbagliato a riportare i voti sul verbale. I voti del DS Faggiano erano andati a Sardelli (allora Forza Italia, poi smarrito nel dimenticatoio della politica, senza alcun rimpianto) e quelli di Sardelli a Faggiano. Quindi Faggiano, che aveva preso in quel seggio un'ottantina di voti più del rivale, si è ritrovato con un'ottantina di voti in meno. Giusto quei pochi voti hanno impedito la rielezione di Faggiano a deputato. Il presidente di quel seggio ammise che si era sbagliato: ricordava benissimo che aveva vinto Faggiano, ma il verbale vince sempre sui ricordi. Anche nella giunta per le elezioni della camera si discusse il caso, con calma. Molta calma. Solo pochi giorni prima della fine della legislatura fu riconosciuto che le elezioni le aveva vinte il candidato mesagnese di centrosinistra, ma intanto, per cinque anni, in parlamento c'era stato al posto suo lo sconfitto di Forza Italia. Adesso Faggiano torna a candidarsi, con ottime possibilità di successo, alla guida della sua città, scelto dalla quasi totalità della coalizione. Ho chiamato la lettrice Domenica Di Sabato per farmi guidare per la città alla ricerca di qualche genio che mi spieghi come si fa a mettere d'accordo il centrosinistra. Da bravo fasanese ho sempre frequentato più la provincia di Bari che quella di Brindisi. Oltre Cisternino è terra indefinita del tipo hic sunt leones. Mesagne me l'aspetto come un paesone agricolo che sta alla Sacra Corona Unita come Siracusa alla Magna Grecia. Invece passando sotto l'arco d'ingresso al centro storico inizio a scoprire strade di chianche pulite, begli scorci, castello e chiese gradevoli e ben curate, case che mostrano la loro età ma nessun segno di abbandono. La mia guida mi spiega che il merito è proprio di Faggiano che, quando fu sindaco la prima volta, seppe usufruire dei fondi dell'Unione Europea per restaurare il centro storico. Domenica mi porta alla sezione dei DS che però è chiusa. Nella stessa piazza c'è anche la sezione di Forza Italia, anch'essa chiusa ma con un tabellone esposto all'esterno che rammenta la manifestazione del due dicembre a Roma organizzata dalle destre per protestare contro la finanziaria. Un cartello scritto a mano avvisa che “il pullman parte alle 4,30”. Domenica dispone, casualmente, di un pennarello col quale corregge l'orario, che diventa 14,30. Cerco disperatamente qualche dirigente politico locale ma non ne trovo. Penso che a questo punto, quasi quasi, partendo da Mesagne ed imbucandomi nel pullman forzitaliota potrei andare a Roma ad assistere alla manifestazione berlusconiana. Avviso il Direttore della mia intenzione e lui mi domanda se sono proprio sicuro di farcela. Chiedo il perché di questa domanda e lui m'informa che i giornalisti, per accedere all'area del palco, devono essere muniti, al posto del consueto tesserino, di un braccialetto con la scritta “contro il regime, per la libertà”. Amici lettori, questo sacrificio non me lo si può chiedere e quindi a Roma non ci sono andato. Sono rimasto a Mesagne. Ho cenato con Domenica e sono rimasto suo ospite per la nottata. La mattina del sabato, come tutti i giornalisti, mi sono alzato tardi ed ho guardato in TV la manifestazione. Non c'è che dire, molto partecipata. Quando qualche centinaia di migliaia di persone manifestano, in genere, meritano rispetto. Quelle migliaia che gridavano “duce, duce”, slogan contro i gay (finocchi, nel loro linguaggio ortofrutticolo) e insulti contro gli stranieri, meritano al massimo un po' di schifo. Una signora impellicciata viene intervistata e dice che vuole “un governo che protegga i ricchi”. Un'altra afferma che è lì per far sentire le sue idee, domanda: “e quali sono?”, risposta: “non mi faccia parlare”! La piazza è colma di cartelli che dicono che evadere le tasse è giusto. È chiaro con chi abbiamo a che fare? Quelli che hanno messo i conti pubblici in ginocchio adesso rivendicano il diritto di continuare a farlo. Esilarante l'intervento del redivivo Silvio (Berlusconi, tessera P2 n° 1816), cita il Papa e vuole dimostrare che in fondo ciò che dice Benedetto XVI è ciò che aveva già detto lui. Del resto, nel Vangelo secondo Silvio, anche Dio ha un ruolo secondario. Non c'è traccia invece delle migliaia di bandiere dell'UDC acquistate dai forzisti. Infatti Casini ha deciso di non partecipare alla manifestazione romana, in risposta i berluscones hanno acquistato le bandiere del suo partito per non sentire la sua mancanza. Ritenete che sia scorretto? Loro ritengono scorretto pagarci l'Iva! È la democrazia, mista ad un innato istinto criminale. Si è fatto tardi, decido di tornare a Fasano. Faccio l'ultima passeggiata in piazza con Domenica e ripasso dalla sezione di Forza Italia. Sono le 18,00 circa. Tre aspiranti manifestanti romani sono davanti alla sede. Li sento sbraitare: “non è maniera, c'è scritto che si parte alle 14,30 e ancora il pullman non passa, è uno schifo”. Domenica sorride. Beata lei, giovane mesagnese, se fosse fasanese avrebbe meno da ridere.
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| Brevissime
dalla Regione Puglia |
TRATTAMENTO MOBILITÀ LAVORATORI T.A.C. E MOBILE IMBOTTITO: ACCORDO DEL 3 NOVEMBRE 2006 La Regione Puglia e le parti sociali, con accordo del 3 novembre 2006, hanno esteso il sostegno al reddito già previsto per i lavoratori (operai, impiegati, intermedi, quadri) sospesi dal lavoro o licenziati da imprese in crisi operanti nei settori tessile, abbigliamento, calzaturiero (ivi comprese le lavanderie industriali) e del mobile imbottito ubicate nella Regione Puglia anche a coloro i quali abbiano cessato di percepire il trattamento di mobilità nel periodo compreso tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2006. ADEGUAMENTO STRUTTURALE DEI CENTRI TERRITORIALI PER L'IMPIEGO: PROROGA TERMINI TEMPORALI Sono stati prorogati al 31 dicembre 2006 i termini temporali entro i quali le Amministrazioni Provinciali devono provvedere all'espletamento delle procedure di gara e alla stipula dei contratti per gli adeguamenti strutturali dei Centri Territoriali per l'Impiego finanziati dalla Misura 6.3 del POR Puglia 2000-2006. FINANZIATI 768 MASTER PER LA VALORIZZAZIONE PRODUTTIVA ED OCCUPAZIONALE NELLE AREE DEI PIT La Regione Puglia, al fine di generare nuove figure professionali strettamente connesse con la valorizzazione e le specificità produttive ed occupazionali delle aree di intervento dei Progetti Integrati Territoriali, finanzia 768 borse di studio a favore di laureati residenti nel territorio pugliese che risulteranno iscritti ai master programmati dalle Università. RISORSE FONDO NAZIONALE POLITICHE SOCIALI ASSEGNATE A PROVINCE E COMUNI Con Deliberazione di Giunta Regionale 7 novembre 2006, n. 1664, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 154 del 22 novembre 2006, sono state assegnate le risorse del Fondo Nazionale delle Politiche Sociali 2004 a Province e Comuni, risorse che con proprio precedente atto (Deliberazione n. 1336 del 20 settembre 2005) la Giunta Regionale aveva provveduto a ripartire tra Province e Comuni nel modo seguente: Euro 1.400.000,00 alle Province per gli interventi in materia di assistenza scolastica, istruzione ed integrazione di competenza delle stesse ai sensi dell'art. 14, comma 2 della legge regionale n.17/2003; Euro 3.000.000,00 ai Comuni per gli interventi in materia di sostegno ed integrazione disabili di competenza degli stessi ai sensi dell'art. 46 della citata L.R. n.17/2003 . Le medesime competenze delle Province sono richiamate nell'art. 17, comma 1, lett. e) della legge regionale 10 luglio 2006, n. 19 che ha abrogato la L.R. n. 17/2003, mentre quelle dei Comuni sono oggi richiamate nell'art.68 della stessa L.R.19/2006. Nello specifico, le risorse da attribuire alle cinque Province pugliesi sono determinate così come indicato nella “Tabella 2 - Risorse assegnate alle Province pugliesi” approvata con la Deliberazione n.1664/2006, mentre quelle da assegnare ai Comuni sono ripartite conformemente all'Allegato A), parte integrante e sostanziale della stessa Deliberazione. PRESTAZIONI SANITARIE SPECIFICHE AGLI INVALIDI DI GUERRA Con provvedimento dirigenziale del Settore Assistenza Ospedaliera e Specialistica è riconosciuto agli invalidi di guerra, per servizio e alle vittime civili la fornitura di materiale di medicazione ed un contributo giornaliero per cure climatiche e soggiorni terapeutici con validità per il 2007. ARES PUGLIA: INFORMATIVA PER AFFIDAMENTO INCARICHI ESTERNI A seguito dell'approvazione del Regolamento per l'affidamento degli incarichi professionali esterni, l'Agenzia regionale sanitaria della Puglia (ARES) intende avviare nel corso dei prossimi dodici mesi specifiche selezioni per l'affidamento di incarichi di collaborazione esterna e di consulenza necessari allo svolgimento dei compiti istituzionali affidati. Per le selezioni potranno essere richiesti determinati profili professionali nei Settori: legale; sanitario; economico - finanziario - commerciale; informatico; assicurativo; pubblicitario e grafico editoriale. A questo scopo, l'Ares pubblicherà il primo e secondo martedì di ogni mese specifici avvisi sul proprio sito www.arespuglia.it nella sezione “Bandi e Concorsi”, in cui sarà possibile acquisire la relativa documentazione oltre che gli atti autoregolamentari approvati. 303 BORSE DI STUDIO PER L'ALTA FORMAZIONE ARTISTICA E MUSICALE La Regione Puglia, al fine di sostenere e valorizzare i giovani artisti nel campo della didattica e della ricerca artistica e musicale, finanzia 303 percorsi formativi post laurea nel campo dell'Alta formazione artistica e musicale destinati a giovani laureati delle Accademie delle Belle Arti, dei Conservatori e degli Istituti musicali pareggiati. ATTESTATO D'IDONEITÀ PER IDENTIFICAZIONE SPECIE FUNGINE: DIRETTIVA Pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 151 del 16 novembre 2006 la delibera di Giunta regionale n. 1653/2006 “Direttiva per il rilascio dell'attestato d'idoneità all'identificazione delle specie fungine”. CONSULTA REGIONALE DEI CONSUMATORI E DEGLI UTENTI: REGOLAMENTO Pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 153 (supplemento) del 21 novembre 2006, il Regolamento Regionale avente per oggetto: "Requisiti, modalità di iscrizione nel Registro, procedure di funzionamento della Consulta regionale dei consumatori e degli utenti e modalità di attuazione dei Programmi". “ASSEGNO DI CURA”: PUBBLICATA LA DELIBERA DI ISTITUZIONE Pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.151 del 16 novembre 2006 la Deliberazione di Giunta Regionale n.1633 del 30 ottobre 2006 con cui è stato istituito, in attuazione dell'art.33 della legge regionale 10 luglio 2006, n.19 ed in via sperimentale, l'Assegno di Cura, per sostenere i possibili disagi economici cui va incontro un nucleo familiare che si faccia carico della cura e della assistenza di una persona in condizione di fragilità, derivante da non autosufficienza (anziani e disabili psichici, fisici e sensoriali). Per il primo anno di sperimentazione dell'Assegno di Cura sono stati stanziati, con il citato provvedimento, Euro 10.000.000, a carico del Bilancio Regionale 2006. |
TURISMO TERMALE
LA CARTA VINCENTE: FARE SISTEMA
 Al
Forum regionale del turismo in Puglia svoltosi a Bari il 24 e 25 novembre
si è parlato anche delle realtà termali che interessano
quattro comuni: Margherita di Savoia, Santa Cesarea, Castelnuovo della
Daunia e Fasano (Torre Canne). Si è detto che queste quattro
realtà oggi si presentano in maniera isolata e senza alcun collegamento
tra di loro. Inoltre, la gestione delle aziende termali è variegata.
Infatti si passa da aziende interamente private a Margherita di Savoia
e a Torre Canne, ad aziende private con concessioni del comune di Castelnuovo
della Daunia e aziende interamente pubbliche a santa Cesarea Terme.
Ciascuna azienda, quindi, opera isolatamente e non si è creato
quel “turismo termale” che diventi veicolo di nuovi flussi
essendosi limitati alla presenza che privilegia soltanto l'aspetto curativo
delle terme. Questa situazione, questa mancata integrazione tra offerta
termale e offerta turistica non consente la destagionalizzazione delle
presenze nei nostri territori. Nel Forum barese (cui ha partecipato
anche l'assessore al turismo di Fasano, ing. Vito Casarano) è
emersa la necessità di dare avvio alla costituzione di un consorzio
terme Puglia tra i quattro comune, le quattro aziende termali e le province
di Lecce, Foggia e Brindisi cui successivamente si dovranno aggiungere
le Camere di Commercio e gli organi istituzionali della Bat. Si costituisce
così il Sistema Termale Pugliese che coinvolgerà Regione;
Università e altri enti per costruire un'offerta integrata di
Turismo-Ambiente-Salute. Tale Sistema dovrà interloquire con
i paesi dell'Unione Europea e saper cogliere l'opportunità dei
Fondi Strutturali 2007/2013 per creare occasioni di sviluppo per la
ricettività, promozione, innovazione tecnologica per le aziende
e infrastrutture nelle città termali.
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COMITATO LOCALE CRI DI FASANO
Si è tenuto a Fasano, nei giorni 28
e 29 ottobre, un corso per Simulatori e Truccatori di primo soccorso
organizzato dal Comitato locale di Fasano e al quale hanno partecipato
32 volontari di Croce Rossa provenienti dai gruppi della provincia di
Brindisi.
Al corso per simulatori di lesioni e patologie hanno preso parte 17
volontari che così hanno conseguito il titolo per poter partecipare
attivamente alle dimostrazioni di protezione civile per rendere più
reali le manovre di primo soccorso coadiuvando i monitori.
I 15 truccatori invece potranno “creare” lesioni e patologia
attraverso l'uso di tecniche di trucco cinematografico sempre da utilizzare
nelle dimostrazioni di protezione civile.
A conclusione del corso, dopo il superamento di un esame finale, è
stato rilasciato ai corsisti un attestato nazionale abilitante all'utilizzo
delle suddette tecniche.
Queste due “figure” sono state, tra l'altro, utilizzate
dalla CRI in occasione dell'Esercitazione NAUSICAA svoltasi a Brindisi
domenica 1° ottobre ed organizzata dal Comitato provinciale CRI
di Brindisi. Alla manifestazione hanno partecipato anche 12 volontari
Cri del comitato locale fasanese il cui prezioso ed instancabile operato
è stato reso anche nel periodo estivo appena conclusi quando
per l'intero mese di agosto hanno operato nel “punto di primo
soccorso” di Torre Canne (predisposto dal Comune di Fasano e dalla
ASL BR/1), fornendo quotidianamente un'ambulanza attrezzata, un autista
e un barelliere.
Infine, è stata garantita a Savelletri anche la presenza, durante
tutti i week-end di agosto, di un'ambulanza e tre volontari che hanno
consentito la somministrazione di piccoli interventi di primo soccorso.
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LA LINGUISTA MAGDA INDIVERI
 Mi
è capitato tra le mani un elegante libro, in inglese con traduzione
italiana a fronte, dell'editore senese Barbera de “Il Profeta”
di Kahil Gibran. Finalmente ho potuto leggere e capire a pieno il pensieri
del grande poeta libanese. Il merito sta proprio in quella traduzione
che mi ha fatto gustare quelle pillole di saggezza che sono le rivelazioni
gibraniane. Ho poi scoperto che la traduttrice, Magda Indiveri è
una professoressa di Bologna di origini fasanesi. Il suo papà,
è il dott. Carlo Indiveri, un simpatico e vigoroso ottuagenario
da molti anni residente nel capoluogo emiliano, che spesso torna nella
sua Fasano per fare il pieno di energie.
La figlia, Magda, docente di materie linguistico-letterarie nei licei
e presso l'Università di Bologna, dirige e coordina numerose
iniziative culturali. Ha scritto numerosi saggi e per l'editore Barbera,
di recente, ha pure curato l'introduzione e le note al testo de “La
coscienza di Zeno” di Italo Svevo.
I due libri citati (“Il Profeta” e “La coscienza di
Zeno”) sono consultabili anche alla Biblioteca Comunale di Fasano.
f. l.
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SOGNANDO CON LA MARAINI
 Semplicemente
entusiasmante l'incontro con Dacia Maraini, domenica 3 dicembre nella
Sala di Rappresentanza del Comune. La grande scrittrice si è
intrattenuta con il pubblico fasanese per quasi due ore, toccando i
temi più disparati, parlando di arte, letteratura, cultura, ma
anche di storie di vita vissuta, vita vera, e dei suoi grandi amici
Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini, sollecitata dalla coordinatrice
della manifestazione Antonietta Latorre. Una conversazione con la partecipazione
di Paolo di Paolo, così come recita il sottotitolo del suo ultimo
libro “Ho sognato una stazione”. E' venuto fuori il ritratto
di una donna forte, esuberante nella sua giovinezza così come
durante tutta la sua vita, una donna che ha vissuto gli anni della Seconda
Guerra Mondiale in un campo di concentramento in Giappone e che ha trascorso
la sua adolescenza tra la Sicilia e Firenze. Accanto alla Maraini un
giovane scrittore di soli ventitre anni, Paolo di Paolo, che ha parlato
del libro, nato per caso, in cui le domande, che risultano più
una conversazione tra amici, vogliono dimostrare che pensare alla distanza
generazionale come ad un muro insormontabile è sbagliato, perché
l'importante è essere aperti al dialogo. Come è diventata
scrittrice? Questa è stata la domanda con cui si è aperto
il dibattito, e la risposta non poteva essere che una, con una nonna
già scrittrice di libri di viaggio e un padre antropologo, autore
di libri sulle diverse culture umane: La scrittura è un destino
di famiglia. Oltre a questo la lettura di numerosissimi libri e tanto
studio per migliorarsi e raffinare il proprio stile. Dacia scrive per
passione, quasi spinta da un desiderio erotico verso la scrittura. Un
amore comune a due grandi personaggi della letteratura Italiana come
Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini con cui ha trascorso anni felici
nella loro casa al mare a Sabaudia, dove , tra pasta al pomodoro, alle
melanzane, il rito dell'acquisto del pesce di Moravia, e il caffè
di Pasolini, sono nate numerose opere letterarie ma anche teatrali e
cinematografiche. Ci si alzava alle sei del mattino, e si lavorava fino
a dodici ore al giorno, ma questi per la scrittrice sono tra i ricordi
più cari che conserva. Si è avuto modo di parlare del
concetto della morte e dell'assurda paura che noi occidentali abbiamo
dei defunti, che nelle culture orientali vengono venerati e accuditi
quasi come fossero vivi. Si è parlato della forza della lettura,
della capacità che una persona ha di riscrivere un libro mentre
lo sta leggendo. E' come entrare nel testo, spiega la Maraini, è
come entrare in un nuovo mondo, in un paesaggio incantato dal quale
non vorresti più uscire. Ma anche in questo caso la critica all'Italia
è immancabile, un paese in cui la cultura della lettura si è
persa per dare spazio a quella delle immagini. Fondamentale anche il
tema delle donne, affrontato in tutti i romanzi dell'autrice, che ha
voluto sottolineare come la violenza nasca in famiglia, soprattutto
nei paesi così detti “sviluppati”. La violenza verso
le ragazzine minorenni, schiave del sesso, ci dimostra come ci sia un
guasto nella cultura del nostro tempo, una disfunzione culturale. La
soluzione? Smuovere le coscienze, smuovere la cultura che è un
tutt'uno con la coscienza. C'è bisogno di far capire alla gente
che la violenza, lo sfruttamento, ma anche la cattiveria, il razzismo
e le discriminazioni verso gli altri sono frutto di una cultura distorta,
malata che deve essere curata, perché,come affermava il padre,
che tanto peso ha avuto nella formazione di Dacia Maraini: “ Non
esistono le razze ma esistono le culture”.
Claudia Ostuni
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PENSIERI DI SPORT
Nel leggere le interviste pubblicate sui settimanali
o mensili locali, continuiamo a recepire sempre lo stesso messaggio:
le società sportive puntano sui giovani, lavorano per i giovani,
programmano il futuro. Belle parole, bei propositi. Realmente? In verità
l'unica società che lavora in modo professionale a livello giovanile
qui a Fasano è la pallamano. Oltre ai buoni propositi o alle
parole, purtroppo, c'è bisogno di un riscontro. Campionati vinti
o giocatori in massima serie e in nazionale, ecco il termine di paragone.
In più, il sodalizio presieduto da Angelo Di Carolo pubblicizza
poco questo lavoro. Di sicuro non deve vendere fumo, dalla sua ha i
risultati che "urlano". Facilitato, forse, dal poter gestire
una struttura senza altri sport coabitanti, ha saputo pubblicizzare
il suo prodotto direttamente nelle scuole. In Italia, a livello di scuole
primarie, lo sport non viene praticato. Non essendoci strutture idonee,
non essendoci professori come nelle scuole medie, l'ora di motoria diviene
una materia di serie "b". Nei paesi slavi è il contrario,
gli sport di squadra vengono praticati abitualmente negli orari curriculari.
Negli Stati Uniti, i campionati scolastici sono seguitissimi e la pratica
sportiva è importante quanto una normale materia. Cosa fare allora?
Prestare i propri tecnici o atleti come esperti esterni che si affianchino
ai docenti. Bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare, non parlare.
Iniziare a creare tecnici locali, spendere tempo e soldi per propagandare
lo sport nelle scuole, credere nel proprio lavoro, dare spazio realmente
a questi ragazzi. In un mondo giovanile che vede il bullismo prendere
sempre più piede, la pratica sportiva aiuta i giovani a crescere
in un modo sano. Lo sport è infatti rispetto verso il prossimo
ed abitudine a vivere in modo salubre. Quanti ragazzi hanno trovato
nello sport una salvezza, la possibilità di un riscatto? Ecco
perché mi da fastidio leggere sempre questi buoni propositi che
però non sono seguiti nella pratica. L'unico obiettivo è
accaparrarsi i ragazzini che pagando le quote mensili rimpinguano le
casse societarie. Fondi che servono da spendere nell'acquisto di giocatori
per le prime squadre. Seguire un ragazzino nella propria crescita fino
al completo compimento dell'iter sportivo, ecco il dovere di una società
che lavora seriamente nel settore giovanile. E chi tecnicamente o atleticamente
non è portato diventa allenatore o dirigente.
Sottovalutiamo il ruolo degli Enti Pubblici? Offrire strutture, l'hardware
all'attività sportiva. Già di scuola abbiamo parlato...
ma di una amministrazione locale che non riesce a fornire di un palazzetto
un paese di quarantamila abitanti? Lo sport visto come "fastidio"
o come pacchetto voti da acquisire sotto elezioni. E allora attenzione
solo verso il Dio calcio...dare una mano a una squadra di calcio, in
un paese, è garanzia di ritorno di voto in elezione. Gli sport
minori portano voti in quantità minori. Sport che dovrebbe essere
al di fuori delle logiche partitiche ma oggetto di attenzione della
politica come strumento di prevenzione di devianze giovanili. Costruire
campetti polivalenti nei quartieri, facilitare le società programmando
l'utilizzo delle strutture già in estate e non all'ultimo momento,
pensare allo sport anche come spettacolo.
Ultimo pensiero... perché chi ha organizzato la “Notte
Bianca” a Fasano non ha pensato a unire ai vari momenti di intrattenimento
anche eventi sportivi, così come avviene a Roma?
Gianluca Monopoli
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IGNAZIO CARAMIA
LE LARGHE SPALLE GIALLOBLU
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 Ignazio Caramia ha soli 38 anni ma è in assoluto il “veterano” dell'operatività “sul campo” di Montalbano. Portiere più sostanzioso che agile (in età adolescenziale), da sempre appassionato, competente intenditore di calcio a tutti i livelli, insieme al suo “maestro di lavoro” Leonardo Petrella è una di quelle persone con cui parlare “di pallone” è un piacere autentico. Palato fine, capace di discernere qualità e difetti sia tecnici che agonistici di ciascun giocatore, non fa sconti nei propri pareri analitici sugli atleti che, in 16 anni di storia pallonara, hanno vestito la maglia gialloblu del Montalbano. E lui i giocatori gialloblu li ha visti davvero tutti: prima come storico “capo-ultras”, coordinatore del tifo montalbanese nonché collaboratore della dirigenza che aveva Ernesto Potenza quale presidente, poi, dal 2001 con l'avvento della presidenzaD'Amico, come magazziniere e (insieme a Ciccio Montalto) custode del campo “di Salinara” (dal nome della contrada dove sorge la struttura) e colonna portante dei “lavori in corso” che hanno portato il nome del Montalbano dalla prima categoria al sogno dell'Eccellenza. “Purtroppo il risveglio da questo bel sogno è stato un po' amaro - commenta Ignazio ma ci siamo subito rimboccati le maniche ( e chi meglio di lui può dirlo) e con rinnovato e immutabile entusiasmo abbiamo rimesso su il nome e i colori della nostra squadra.” In effetti il “maquillage” del comunale di Montalbano è sempre passato per le sue mani grandi, le sue braccia possenti e le sue spalle larghe e forti. Animo buono e cuore grande, Ignazio ha anche la grinta che serve al momento giusto per farsi “sentire” dai numerosi utenti di tutte le età che ogni pomeriggio (e di domenica anche la mattina) affollano la struttura sportiva, autentico “centro” sociale di Montalbano e Speziale per la fraternità intorno al gioco più giocato del mondo. Del resto, basta una sua benevola ma ferma “sgridata”, dall'alto della sua imponenza, quando qualcuno “sgarra” e si comporta in maniera poco conforme al rispetto degli ambienti e delle tenute da gioco e da allenamento che lui ogni giorno, cura, riassetta, riordina e ri-prepara per la prossima partita. Insomma, dal Torneo dei Rioni alle gare dei settori giovanili, dalle varie partitelle-evento organizzate dalle associazioni al più importante big-match di campionato, dalla rifinitura al caldo della domenica mattina all'ultimo allenamento serale, con le fioche e non uniformi luci artificiali che l'Amministrazione (tasto dolente) non si decide a potenziare, ogni evento calcistico montalbanese è “apparecchiato” dal mitico Ignazio Caramia, a cui tutti noi diciamo grazie perché “ne fesce sciuchè u pallone” (ci fa giocare a pallone) nel nostro paese. Vincenzo Zizzi |
DALLA VITA ALLO SPORT
SEMPLICEMENTE JURI
“Se credi fortemente in te stesso ed
in un obbiettivo, non ci sono ostacoli che non si possono superare”.
E' questo il più importante dei messaggi che il lettore coglie
leggendo un libro che con freschezza e semplicità ha saputo coniugare
e riadattare i valori dello sport a quelli della vita di tutti i giorni,
raccontando la storia di uno dei più grandi atleti italiani dei
nostri tempi. Juri Chechi col suo libro “Semplicemente Juri”,
il 23 novembre scorso ha fatto visita ai ragazzi dell' ITC Salvemini
presso l'auditorium dello stesso istituto per presentare la sua ultima
fatica, questa volta non sportiva ma letteraria.
Come nasce l'idea di scrivere questo libro?
L'idea di scrivere questa storia l'avevo già da tempo,
circa cinque anni, l'unica cosa che mi mancava era il finale. Leggo
molto e mi piace il lieto fine, altrimenti… ci rimango male! Dunque
avevo bisogno di un lieto fine, che è arrivato con la vittoria
della medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene, dopo un periodo molto
travagliato.
Il messaggio principale che si può trarre dal tuo libro
è che con la propria forza di volontà qualsiasi tipo di
traguardo si può raggiungere. E' davvero così o bisogna
avere qualcos'altro?
Nel libro volevo semplicemente raccontare la mia storia, null'altro.
Certamente ho piacere che da questa storia vengano fuori dei messaggi
positivi. La mia mi ha insegnato proprio questo, non disperare mai,
perché tutto è possibile se ci credi veramente. Io ho
voluto sfidare me stesso in un' avventura difficile e coraggiosa, e
ne sono uscito vincitore. Questo è sicuramente un messaggio positivo.
Quanto conta l'umiltà nello sport?
L'umiltà nella vita come nello sport conta molto, perché
se arrivi al successo ma non hai l'umiltà di tornare indietro,
la vivi molto male. Ci sono valori più importanti della fama
o del successo, valori più duraturi nel tempo.
Quanto è importante lo stimolo che nasce dal confronto
con gli avversari? Come riesci a gestirlo?
E' molto importante. Io ho iniziato in maniera sbagliata, ed
anche per questo le prime gare non andavano molto bene, perché
mi confrontavo sempre e solo con loro, cercando di superarli. Ho capito
col tempo, ed anche grazie al mio allenatore, che l'avversario più
importante per me ero io. Così ho cercato di fare meglio di quello
che potevo fare, concentrando i miei sforzi solo su me stesso. Credo
che questa possa essere una lezione utile anche nella vita.
Cosa ti inorgoglisce e ti gratifica di più nella tua
professione di sportivo?
Il capire che ho fatto sentire bene le persone, ho dato sensazioni
belle. Un giorno, a Prato, camminavo per strada, e c'era un signore
anziano che mi guardava. Ad un certo punto mi ha fermato e mi ha detto
semplicemente: “ Grazie”. Mi ha abbracciato ed è
andato via! E' stata una piccola cosa ma mi ha fatto capire che io a
quest'uomo ho dato sensazioni belle, positive, e non c'è niente
di più importante secondo me, che far del bene alle persone.
C. O.
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