
Tra qualche giorno, i dipendenti dell'Ufficio
Tributi riceveranno il foglio di via. In un comunicato stampa del Palazzo
di Città si legge: l'Ufficio Tributi sarà cancellato dall'articolazione
burocratica del Comune di Fasano. Professionalità che per anni
hanno garantito gran parte delle risorse necessarie per amministrare la
Città, tra qualche giorno, riceveranno il benservito. Eppure, solo
per fare un esempio, sono le stesse figure professionali grazie alle quali,
dal 1995 al 2002, grazie al loro lavoro, il Comune di Fasano, come pochi
altri comuni italiani, non aumentò le tasse comunali.
Impareggiabile fu il loro apporto quando l'Amministrazione in carica a
quel tempo preferì la strada più difficile della lotta all'evasione
a quella più agevole dell'aumento delle tasse a chi già
le pagava.
Una scelta che garantì, al Commissario Prefettizio prima, e all'attuale
Sindaco poi una buona situazione finanziaria; l'Amministrazione uscente
incassò lodi certificate dallo stesso commissario prefettizio.
Il neo eletto sindaco, invece, fece altro: comprò le poltrone Frau
per adagiare le sue mirabili chiappe, ridisegnò la stanza che era
stata dei suoi predecessori; assunse, persino, una curatrice d'immagine,
un addetto stampa, un direttore generale e nominò uno spropositato
numero di assessori. Alla prima verifica, però, nonostante il tesoro
delle maggiori entrate, frutto del lavoro degli anni precedenti, i conti
non quadrarono. Detto fatto, la brillante idea, aumentare le tasse: 20%
in più sulla Tarsu, ripristino della stessa su box e garage, soppressione
degli incentivi sulla raccolta differenziata dei rifiuti e altri fastidiosi
balzelli. Altra grande trovata, il condono, mentre la fase di accertamento
dell'evasione continuava con il fastidioso metodo di sempre. Gli infaticabili
dipendenti dell'ufficio tributi, ancora una volta impegnati su più
fronti, continuarono e continuano a dare il massimo.
Le entrate sono aumentate ancora, ma il sindaco, dimenticando che il suo
programma elettorale prevedeva la riscossione dei tributi, per il rispetto
dei contribuenti - così era scritto - e per garantire un risparmio
di spesa, solo con personale interno, ha deciso di comprare il 5% di una
società che gestirà, con personale esterno, l'Ufficio Tributi
del Comune di Fasano.
I dipendenti comunali - afferma il sindaco - saranno dirottati in altri
settori e ricopriranno mansioni diverse. Che Ammirabile fosse un ingrato
è noto, ma che arrivasse a smantellare persino l'ufficio tributi
nessuno mai lo avrebbe immaginato.
La sua disastrosa fantasia amministrativa non conosce limiti. Non è
dato sapere, per esempio, visto che si concede la libertà di acquistare
con i soldi dei cittadini quote societarie non ben definite, se ha messo
in conto il fatto che l'operazione comporta una maggiore spesa per le
casse comunali e che quindi potrebbe essere un'operazione illegittima.
È anche vero che i cittadini di Fasano si sono abituati all'idea
di dover pagare i conti, purtroppo salati, che il sindaco ha confezionato
sin dal suo insediamento, ma è mai possibile che fino allo spirare
del suo ultimo giorno alla guida dell'amministrazione comunale si debba
distinguere per l'opera di demolizione degli ultimi simboli rimasti della
tutela degli interessi collettivi? Fasano, tutto sommato, ha sopportato
bene il continuo ricorso all'unico collante in uso dalle sue parti: assecondare
i bisogni dei singoli consiglieri di maggioranza per tirare a campare.
Neppure l'assunzione di qualche figlio illustre che, grazie alla nuova
società, imboccherà la strada maestra, varrà come
giusto risarcimento. La misura è colma, mancano sei mesi circa
alla fine della consiliatura. È mai possibile debbano valere un
danno così grande? Esternalizzare, in malo modo, la gestione dell'Ufficio
Tributi è un altro danno che la Città non merita.