 |
| ANNO III - NUM.
18 - IN EDICOLA GIO 14 SET 2006 |
 |
|
LA CANNA DA PESCA
C'è un'aria nuova. Si coglie un cambiamento nella imprenditoria pugliese. Sarà un fatto generazionale, ma grazie a Dio, i “prenditori” sono sempre meno e avanza, finalmente, una nuova classe di imprenditori coraggiosi, fantasiosi, capaci. Lo abbiamo notato alla Fiera del Levante; lo abbiamo colto, alla Selva, nel corso di quella brillante tavola rotonda organizzata dal Circolo della Stampa. Prima gli imprenditori-prenditori, quelli che allattavano alla Cassa del Mezzogiorno, presentavano un progetto e, una volta ottenuto il finanziamento, mettevano in piedi un capannone a rustico e poi fingevano di fallire mentre, in realtà, facevano speculazioni, sempre con i soldi dello Stato e con la compiacenza di qualche politico di turno vocato all'intrallazzo. Non basta, quegli abili mangiasoldi si lamentavano pure e scaricavano le responsabilità sui governi (dai quali comunque avevano succhiato). E' chiaro che il Sud non potesse progredire; progrediva, però, una esigua èlite di speculatori. Così siamo andati avanti, per decenni, dovendo peraltro sorbirci il pianto greco e la prosopopea di quei presunti salvatori della Patria (che volevano convincerci di essere dispensatori di pane e lavoro). Non tutti così, per carità. C'erano anche gli imprenditori seri che rischiavano del proprio e hanno dato la vita e l'anima per mantenere in piedi le aziende e non mandare sul lastrico gli operai. Ma erano una minoranza. Ora la situazione è invertita. C'è più consapevolezza, preparazione e determinazione. I nuovi imprenditori hanno anche orgoglio e non bussano a denari: i soldi se li vanno a comprare dalle banche a prezzo di mercato e investono, producono, crescono, fanno crescere. Allo Stato chiedono soltanto infrastrutture. La Regione Puglia, con Vendola, ha da subito intuito che bisogna lasciare la strada dell'assistenzialismo e promuovere invece le incentivazioni in termini di qualificazione tecnologica; di assicurare l'accesso alle università di prestigio internazionale a quei giovani che hanno capacità; creare i presupposti affinchéi talenti, le intelligenze, le professionalità pugliesi rimangano in casa. Insomma si è capito che ai giovani dotati di capacità e fantasia non bisogna dare il mezzochilo di pesce al giorno per sfamarli, bensì la canna da pesca per andare a catturare il pesce da vendere. Questo processo, che corrisponde alla logica di una sinistra moderna e illuminata, è già iniziato; fra qualche anno la Puglia sarà il vero centro propulsore del Mediterraneo. A Fasano, si pensa ancora alle speculazioni della politica del mattone. E i giovani di talento continuano a emigrare.
Franco Lisi
|
 |
 |
L'URLO DELLA SELVA Carissimo Direttore, studiando a Roma, come sai, mi struggo dalla nostalgia lontano dalla mia Selva. Eppure, quando rientro per le vacanze, invece di esser felice, vengo assalita dallo sconforto. La Selva è il vento che scuote le chiome degli alberi, il sole che scalda la terra, la roccia che ne modella la forma, l'acqua che ne favorisce la vita. Eppure, appollaiata sui colli fasanesi, sta perdendo la sua bellezza naturale. A cominciare dalle ville che, spuntando ovunque in sempre meno chilometri quadrati di terra, sono colpevoli del mutamento del territorio. Gli alberi secolari, che hanno visto passare i nostri nonni e nostri padri prima di noi, vengono abbattuti in nome di progetti atti ad incentivare un turismo ancora lontano dall'esser florido. Una insolita ed originale villa moresca quasi centenaria, nota come Minareto, non viene valorizzata come dovrebbe, anzi sulla facciata presenta un pallido tentativo di restauro, mentre nella parte posteriore spicca un'altalena arrugginita, a testimonianza del fatto che il Minareto tempo prima rivestiva la funzione di colonia, e un cancello dalla forma ambigua, forse piegato dal tempo. Per non parlare della zona di passeggio in Viale Toledo che a distanza di un anno dalla ristrutturazione accusa i primi segni di cedimento, ne è un esempio la pavimentazione che risente già il peso del passaggio automobilistico. Il pezzo forte è l'illuminazione per la quale il Viale dovrebbe ringraziare gli edifici adiacenti come “La Torretta” e la “Casina Municipale” piuttosto che i propri lampioni, ma non vengono presi sottogamba, anche se l'altezza è quella, perché essendo spesso soggetti all'intermittenza andranno bene nel periodo natalizio. Inoltre è provato che le zone d'ombra del Viale favoriscano incontri interessanti… o devastanti, a seconda dei casi. Si potrebbe andare avanti per ore, ma non è con le parole che la Selva riacquisterà il proprio nome. L'uomo è solito comprendere l'importanza di ciò che possiede solo nel momento in cui lo perde. Roberta Boggia Come non condividere i sentimenti della nostra vignettista Roberta ! Nostro scopo, articolo dopo articolo, è di far cambiare mentalità e indirizzare l'economia verso il rispetto della natura e non verso la speculazione edilizia che, se paga sul momento e soltanto per alcuni soggetti, a lungo tempo ci impoverisce tutti.
| LA SQUADRA DEL MENANTE | Nasutissimo Menante, a Fasano che si fa? Cosa accade d'importante Nella splendida Città? Dimmi i fatti rilevanti , dal Palazzo al glauco Mare, fino ai Colli verdeggianti: il gran naso va' a ficcare. Hai una squadra arciferrata sia all'attacco che in difesa: par da Lippi preparata per sfondare in ogni impresa. | Dalla Terra di Antonello e di Verga e De Roberto, di Capuana e Prindello (chiudo qui il bel concerto), da quest'Isola ferace alla Puglia somigliante, salutarti ora mi piace: a ben presto, bel Menante!
Salvatore Rapisarda | E' ormai una simpatica tradizione. Ogni estate il prof. Rapisarda, dalla sua residenza estiva in Sicilia, presso Taormina, ci gratifica di una sua sapida poesia. Oltre ad aver apprezzato la metrica, ci ha fatto piacere essere accomunati alla Nazionale dei Mondiali. Caffè pagato! |
Valori e politica
di Nicola Colonna |
Due grandi tradizioni teoriche e culturali la cattolica e la socialista appaiono oggi, nel sistema politico italiano, frantumate e divise in più partiti, che addirittura si collocano in schieramenti contrapposti, pur richiamandosi agli stessi valori. Vi è di più. Ed è che, nell'ambito di uno di questi schieramenti, quello di centrosinistra, il partito della Margherita, che si dice erede della tradizione del cattolicesimo democratico, e il partito dei DS, che ha aderito da oltre un quindicennio all'Internazionale Socialista, vogliono fondersi per dare vita ad una nuova formazione politica, la quale però sembra che non si collocherà, a livello europeo, né nella famiglia democratico cristiana, né in quella socialista democratica. Questi fenomeni sono spie, che la dicono lunga sulle anomalie del falso bipolarismo italiano, e che indicano con forza come la prima priorità vera della nostra politica interna sia rappresentata dalla necessità di superare questo scarto tra il nostro sistema politico e quello degli altri Paese europei. È, dunque, tempo di mettere finalmente da parte ogni retorica su una presunta “specificità” della situazione italiana, che in realtà altro non è se non l'indice del provincialismo e della arretratezza della nostra politica rispetto al resto dell'Europa, e di porre le basi per un sistema di partiti, che consenta la formazione di schieramenti omogenei al loro interno e davvero alternativi l'uno all'altro. Obbiettivo, che non si può certo raggiungere con la creazione di un nuovo ircocervo, privo di riscontri in ogni altra parte del mondo, ma che deve partire dalla ricostruzione dei soggetti politici in cui le due grandi tradizioni culturali, di cui dicevo all'inizio, si sono incarnate in Italia ed in Europa da oltre un secolo: e cioè, un partito cristiano, da una parte, e un partito socialista, dall'altra. Per la Sinistra italiana, poi, questa opera di rifondazione di un nuovo ed unitario soggetto politico, che si richiami ai valori e agli obbiettivi del socialismo moderno, da Marx a Rosa Luxemburg, da Turati e Gramsci a Nenni e Togliatti, e che superi le scissioni del Novecento, appare particolarmente urgente e vitale. Se non altro perché va contrastato il tentativo in atto di spaccare il campo delle forze che si richiamano al socialismo, creando, dentro il falso bipolarismo italiano, una ancora più mistificante e dannosa divisione tra una presunta sinistra ragionevole e riformista ed una sinistra radicale e massimalista. Dopo il crollo dei regimi dell'Est, ed in presenza delle modificazioni morfologiche che la cosiddetta globalizzazione ha introdotto nel capitalismo contemporaneo, quella distinzione non ha più, se mai ne ha avuto, nessun senso. Ora più che mai, il discrimen non passa certo tra “i socialisti che si accontentano” e quelli che, invece vogliono cambiare il mondo; bensì tra quanti si propongono di “gestire il sistema”, lasciandolo però immutato nei suoi meccanismi profondi, che generano divisioni sperequazioni ed ingiustizie su scala nazionale e mondiale, e quelli che vogliono invece superare la condizione del lavoro come merce e, a partire da una ricomposizione dei produttori, porre le basi per allargare la democrazia e mutare profondamente le forme della politica e dello Stato. Ma i primi, se pur rispettabili, non hanno nulla a che fare con il socialismo; e i secondi, per quanto potranno nel contingente divergere su mezzi e tattiche da adottare, al fondo non hanno nessun motivo per dividersi né politicamente e neppure organizzativamente, ma hanno anzi tutto l'interesse a rimanere uniti per meglio conseguire i propri obbiettivi di trasformazione della realtà. Detto questo, resta il problema: come avviare questo processo di ricomposizione di una sinistra socialista e democratica, che si presenta divisa e soggetta a spinte anche contrastanti, se non opposte, entro il quadro politico esistente? Problema reale, che sarebbe ingenuo e sciocco sottovalutare, illudendosi che posizioni consolidate e tendenze radicate possano rovesciarsi da un momento all'altro, come colte da improvvisa folgorazione sulla via di una nuova Damasco. E tuttavia problema non insolubile. Anzi: da affrontare e superare, se si vuole conservare la possibilità di tenere aperta la via del cambiamento, specie per le generazioni più giovani. Magari a cominciare dal basso. Per esempio, istituendo in ogni Comune una sorta di patto trasversale tra quanti, a prescindere dalla loro contingente collocazione partitica, si riconoscono nei valori del socialismo, e in nome di quei valori si impegnano a collegarsi tra loro, a discutere insieme, a trovare obbiettivi comuni attorno ai quali lavorare nel sociale e nelle istituzioni. Se si vuole, una sorta di “doppia tessera”. Là dove, però, il “doppio” deve essere costituito non dalla tessera di un altro partito, oltre a quello di appartenenza, ma dalla condivisione di una ideale e comune “carta di valori”, da porre a base di una immediata solidarietà in vista di un futuro disegno politico. Perché se è vero che “i profeti disarmati sempre ruinorno”, è anche vero che una politica senza etica è destinata a naufragare nei marosi degli interessi egoistici e di parte, come una nave senza bussola. |
IL PAPPAGALLO RILEVATORE
Qualche giorno fa, nel girovagare nei corridoi
del Palazzo di Città alla ricerca degli atti istruttori che avevano
indotto il Sindaco a conferire l'incarico di dirigente del settore lavori
pubblici a chi non aveva titolo, è stato visto un trespolo su
cui era appollaiato un pappagallo. Un animale di mirabile aspetto con
un piumaggio variopinto e fluorescente, destinatario pure lui di un
incarico conferito direttamente dal Sindaco. La prima impressione ricevuta
è che, oltre che eccelso nell'aspetto, il volatile dovesse essere
dotato anche di una favella e una loquacità non indifferenti.
Magari era stato assunto, ovviamente senza alcuna selezione fra gli
aspiranti aventi titolo, come nuovo capo ufficio stampa dedito esclusivamente
a sciorinare le eclatanti gesta dell'Amministrazione comunale, oppure
come capo dell'ufficio di gabinetto o gran cerimoniere della mirabile
corte. La scelta del Sindaco pareva quanto mai opportuna, anche perché
sottintendeva un certo sentimento animalista. Il problema è che
il volatile pronunciava solo due parole: “mansioni superiori”
con un ritmo incessante, tanto da dare l'idea di essere andato in tilt.
Probabilmente il nuovo incaricato era stato introdotto nel Palazzo di
Città con il precipuo intento di deflazionare la pratica delle
mansioni superiori a funzionari comunali (che celavano, in malo modo,
incarichi dirigenziali) inaugurata circa un anno fa, perpetrata fino
all'inverosimile e foriera di guasti; insomma, un monito che il sindaco
rivolgeva a se stesso di non conferire illegittimamente mansioni superiori
. Del resto, lo stesso Sindaco, in certa corrispondenza importante,
aveva definita chiusa la faccenda delle mansioni superiori ai funzionari,
preferendo renderli tali sic et simpliciter, con proprio atto e sulla
base dell'esperienza acquisita quando svolgevano mansioni superiori.
I soliti bene informati hanno reso noto che il pappagallo era un rilevatore
di mansioni superiori, resosi necessario da quando qualche dirigente
aveva deciso di riconoscere le stesse ad alcuni collaboratori del proprio
ufficio. Pare che il Sindaco non abbia gradito quel gesto, assunto dal
dirigente in piena autonomia, sulla base di autonomi processi mentali,
fondandosi su determinate argomentazioni giuridiche e di fatto, e lo
abbia cestinato. Pare, ancora, che quell'atto di conferimento di mansioni
superiori, regolarmente firmato dal dirigente e destinato a produrre
i suoi effetti , fosse in attesa della registrazione, cioè dell'assegnazione
di un numero che lo rendesse unico e distinguibile dagli altri. E proprio
in quel momento è stato trafugato, pare con l'avallo di alcuni
rappresentanti sindacali che, come si sa, dicono di curare sempre gli
interessi dei lavoratori facendoli transitare per le stanze del potere,
lì dove ricevono l'imprimatur, oppure la condanna alla riduzione
in brandelli. Quell'atto, che ha avuto la sfortuna di nascere e di essere
ucciso pochi istanti dopo, non era degno dell'imprimatur ed è
stato destinato all'inesistenza. Pur tuttavia, pare che sul suo contenuto
vi sia stata ampia discussione, al punto da esigere la revoca di un
provvedimento analogo che però alcuni sindacalisti (quelli che
frequentano le stanze dei bottoni), non dotati di acutezza né
visiva né mentale, non avevano visto ed era diventato perfettamente
efficace.
Tanto se ne è parlato, da indurre l'Amministrazione a dotarsi
di apposito pappagallo rilevatore di mansioni superiori. Il piumato
volatile, a differenza di altri eccellenti incaricati che venivano pagati
a peso d'oro, non percepisce neppure il minimo sindacale. Anche su questo
hanno detto la loro quei rappresentanti dei diritti dei lavoratori che
gli hanno trafugato l'abbeveratoio e il becchime. Perciò adesso
il poveretto non fa altro che ripetere”mansioni superiori”,
“mansioni superiori”, “mansioni superiori”.
Primula Rossa
|
PROBLEMI DI IGIENE A SAVELLETRI
QUANDO SI FA CULTURA
Tremate, tremate, le zoccole son tornate.
Savelletri, ridente frazione marina del Comune di Fasano. Così
si legge sulle pubblicazioni turistiche che girano in città.
Ma la frazione di ridente ha ben poco. Aspetta da anni l'attuazione
di un progetto di arredo urbano che era stato sbandierato come di imminente
realizzazione dalla attuale amministrazione comunale. Campa cavallo!
Il tutto si è risolto soltanto con alcuni modestissimi lavori
realizzati nello scorso mese di agosto in Piazza Costantinopoli : la
ringhiera su tre lati della stessa piazza, la pulizia della piazzetta
antistante la chiesa , dove lo scorso anno venne dato fuoco all'isola
ecologica , la messa a dimora di alcune panchine in pietra ed una recinzione
in ferro battuto intorno alle aiuole delle palme, la piantumazione di
alcune piante di lantana che vengono irrigate con l'acqua di qualche
abitante che abita lì nei pressi. Tutto qui . Il resto solo proclami
e null'altro. Intanto lascia a desiderare tutto quello che riguarda
l'igiene. Infatti da qualche giorno si sono rifatti vivi ratti di dimensioni
considerevoli. Me ne parlava qualche sera fa un bambino che, rientrando
a casa con il proprio genitore, ne ha visti alcuni che passeggiavano
tranquillamente per le strade. E, come se non bastasse, due anziani
coniugi che stavano sull'uscio di casa a prendere una boccata d'aria
prima di andare a nanna, ne hanno vista sgattaiolare una all'interno
della propria abitazione posta a piano terra. Immaginate che i due poveri
anziani hanno dovuto passare la notte in bianco per andare a caccia
della svergognata e lavare e disinfettare tutta la casetta , mobili,
arredi e biancheria compresa. Viene quindi da chiedersi se la Monteco
abbia effettuato la derattizzazione e se la stessa ditta abbia provveduto
anche ad effettuare il trattamento contro le zanzare. Probabilmente
si, visto che l'altra sera mi è capitato di sentire passare la
macchina provvista di nebulizzatore. Ma che razza di prodotto stesse
usando , Dio solo lo sa. Nella vicina Monopoli , nelle ore che precedono
la disinfestazione, una macchina della ditta incaricata gira per la
città per avvisare gli abitanti di tenere chiuse le finestre
atteso che il piretroide che viene adoperato, pur se innocuo per gli
esseri umani, è comunque sempre di sgradevole sapore. A Savelletri,
dopo il passaggio della macchina nubilizzatrice, non si avvertiva nessun
odore. Che fosse solo acqua fresca? E' vero che le casse comunali sono
ridotte al lumicino, meno che per pagare progettazioni che non vedranno
mai una realizzazione, ma è anche vero che la salute dei cittadini
deve essere al primo posto . Allora, amministratori, vogliamo darci
una mossa o vogliamo che la ridente frazione muoia tra degrado ed incuria?
Carmine Gimmi |
| fatti
fattacci cronache e controcronache |
LA VILE SERRANDA In pieno centro cittadino, un operaio, intento a riparare una serranda mal funzionante, ha passato il guaio. Una mano, infatti, è rimasta incastrata negli ingranaggi, rischiando di trasformare un intervento di normale manutenzione in un grave incidente di lavoro. Il coraggio dell'uomo e la sua innegabile sopportazione del dolore hanno fatto sì che l'operaio, dopo l'incidente, abbia atteso l'arrivo dei soccorsi senza perdere i sensi. COME MAMMA LO HA FATTO Torre Canne è stata location di una vicenda quanto mai singolare: un bagnante, al lido di Tavernese, ha pensato di esibirsi al pubblico senza veli, praticamente come mamma lo ha fatto. Solo il tempestivo arrivo delle Forze dell'ordine ha fatto sì che le sue beltà non venissero mostrate ai numerosi bagnanti presenti. Di fronte ai Carabinieri, il novello spogliarellista si è giustificato con la necessità di un impellente bisogno fisiologico. Meno male che era estate. Se il bisogno lo avesse colto d'inverno, magari su una pista da sci innevata, lo scriteriato avrebbe accettato il rischio di un sicuro congelamento delle sue parti intime? IL MIRAGGIO DEL METANO NELLE FRAZIONI L'ennesimo intervento del Tribunale amministrativo regionale ha sanzionato il solito agire incauto dell'Amministrazione comunale. Il fatto: il TAR ha sospeso l'aggiudicazione, per tredici milioni e cinquecento mila euro, dell'appalto per la gestione e l'ampliamento della rete metanifera nelle frazioni comunali avvenuta a favore della Ses Reti Spa di Lecce. Il ricorso è stato promosso dalla Enel Gas. La stessa aveva presentato un'offerta più vantaggiosa per il Comune, rigettata dalla commissione giudicatrice per un errore di cui è stata artefice la stessa Amministrazione. A pagare le spese di questo dissennato modo di agire sono,come al solito, i cittadini delle frazioni che da quattro anni sono in attesa di fruire di questo servizio pubblico. MANSARDA AD ALTA TECNOLOGIA Nella mansarda di una villetta ubicata nei pressi di Pezze di Greco era stato installato un impianto ad alta tecnologia per la masterizzazione illegale ed il commercio di programmi informatici, film e cd musicali. La Guardia di Finanza, dopo lunghe e difficili indagini, ha mandato in fumo l'attività illecita avviata dall'astuto contraffattore che, invece del mare, aveva scelto la soffitta di casa per giocare a fare il pirata. IL FUMO DISTRUGGE Ha preso alla lettera uno dei tanti messaggi stampati sui pacchetti di sigarette il cittadino fasanese che, gabbato dal distributore automatico di via Piave, ha pensato di vendicare il proprio onore di fumatore incallito (e per di più in astinenza) prendendo a sprangate la saracinesca della rivendita e minacciando l'esercente giunto sul posto. Soddisfatta la fame di sigarette, l'irruente fumatore ha comunque infierito sul tabaccaio e sugli arredi del suo esercizio, ottenendo una denuncia per le infrazioni commesse e la conferma che il fumo distrugge. FIAMME NELLA NOTTE Sono ancora in corso le indagini per appurare la natura del rogo dell'autovettura di un pregiudicato fasanese avvenuto di notte nella centralissima via Fratelli Rosselli. Anche se i primi rilievi effettuati sembrano escludere tracce di dolo, le Forze dell'ordine temono che l'episodio sia da collegarsi ad un gesto intimidatorio compiuto dalla malavita locale. E' ancora vivo nella memoria il ricordo del rogo di quattro automezzi della Monteco, ditta affidataria del servizio di igiene urbana, dati alla fiamme qualche settimana addietro, sempre durante le ore notturne. UNA RISPOSTA MILIARDARIA La fasanese Natalia Angelini ha vinto cinquecento mila euro indovinando il nome della velina Maddalena Corvaglia nel corso della trasmissione televisiva “Cultura Moderna”. Uno strano gioco del destino per la fasanese che ambisce a sfondare nel mondo dello spettacolo, magari facendo la velina. La vincitrice ha dichiarato , infatti, di non essere interessata al succulento montepremi, bensì di essere alla ricerca di una vetrina per farsi notare dal grande pubblico (magari da qualche produttore). Avendola ottenuta, il consiglio che le si potrebbe rivolgere è di devolvere parte della vincita al Comune di Fasano per contribuire a ripianare il disastroso bilancio. AGGRESSIONE IN SPIAGGIA L'ira funesta di un figlio con gravi problemi psichici si è riversata sul padre durante una tranquilla mattinata di sole e di mare sulla spiaggia di Torre Canne. Dopo gli insulti e gli spintoni, l'ingrato figlio ha minacciato il padre con un affilato coltello a serramanico. L'arrivo dei bagnanti e il successivo intervento delle Forze dell'ordine hanno evitato che l'episodio potesse trasformarsi in una tragedia familiare. Per il figlio, solo una denuncia a piede libero per consentirgli di non interrompere il programma di riabilitazione presso il Centro di igiene mentale di Martina Franca. Per il padre, l'amaro ricordo di una giornata funesta e l'inquietante interrogativo: “dove ho sbagliato?”. SAVINO & TERRAFINO ALLA MOSTRA DEL LIBRO ANTICO A chiusura della mostra del libro antico, il Comune di Fasano ha proposto l'esibizione del duo cabarettista Savino & Terrafino. Lo spettacolo è stato organizzato da “Organizzazione Eventi” di Tommy Rubino. Sarà un omonimo del dipendente arrivato in Comune con la solita società di lavoro interinale? Insomma, un evento fatto in casa con la collaborazione dei soliti amici degli amici. UNA BIRRA PER FASANO Ha avuto il patrocinio del Comune di Fasano la prima edizione della Festa della Birra, organizzata dal pub Mac Kenzie, che ha allietato i partecipanti non solo con la rinomata bevanda tedesca, ma anche con spettacoli ed intrattenimenti vari. Si sono esibiti la band “Birra e Sound”, il gruppo hip-hop di Bob Marcelledda, l'associazione Top Dance, Dj Velletri, Giacomo Bagorda con la sua country music live, il gruppo rock “Do.Di.Ci.”e Dj Martin . L'evento è stato seguito da Radio Norba e dalle telecamere di “Battiti Live”. Un modo per rilanciare la zona 167 o il tentativo di indurre i cittadini a darsi ai fumi dell'alcool per dimenticare gli ultimi cinque anni di vita amministrativa? ACCORDO FRA COMUNE E CONSORZIO DI TRASPORTI PUBBLICI Con i soliti toni trionfalistici, l'Amministrazione comunale ha annunciato di essere pervenuta ad un difficile accordo con il Consorzio di trasporti pubblici COTRAP per l'istituzione di nuove corse per gli studenti delle scuole superiori. L'Assessore Napoletano ha dichiarato che non vi saranno costi aggiuntivi per il Comune. Come al solito, è tratto tipico dell'Amministrazione non spendere soldi per offrire servizi ai cittadini , ma destinarli ad altre cause (per esempio, incarichi vari). L'Amministrazione ha, inoltre, concordato, anche una fermata di fronte al Centro commerciale Emmezeta per venire incontro alle esigenze dei villeggianti di Savelletri e Torre Canne. Un gran colpaccio, soprattutto se si pensa che la stagione estiva è ormai agli sgoccioli. FESTIVAL ORGANISTICO A SELVA DI FASANO Quinto concerto tenutosi presso la parrocchia “Trullo del Signore”, per la settima edizione del Festival organistico. Molto apprezzata l'esecuzione dei maestri Dietrich Oberderfer e Francesco Bongiorno. MESSA IN ONORE DI S. PIO DA PIETRELCINA Sarà celebrata, da Mons. Vito Domenico Fusillo, Vicario generale della Diocesi Conversano - Monopoli, e da Don Giulio Sibilio, il prossimo 23 settembre 2006, alle ore 10.00, nell'atrio dell'Ospedale “Umberto I” una S. Messa in onore di S. Pio da Pietrelcina. ERBA DEL PROPRIO GIARDINO Si dice che l'erba del vicino è sempre più verde, ma per due giovani fasanesi l'erba del proprio giardino era… fumabile. Una vera e propria coltivazione di marijuana e canapa indiana, scoperta dai carabinieri di Pezze di Greco, dopo una serie di appostamenti, in un appezzamento di terreno in collina ai confini tra Fasano e Monopoli. I due coltivatori, per diletto (di mestiere fanno, uno l'operaio, l'altro il barman), avevano creato una fabbrica ecologica, ma l'intrusione dei militi dell'arma ha mandato in fumo la loro impresa per fumatori. INAUGURATA PISCINA COPERTA Il centro “Timo's” di Impero Gentile si è arricchito di una struttura da tempo richiesta a Fasano: la piscina coperta. L'impianto, dalle eleganti strutture, è stato inaugurato domenica scorsa, 10 settembre. FESTIVAL DI CORTOMETRAGGI L'associazione “Corticorti videomakers indipendenti” ha organizzato, presso la Masseria Carbonara, un festival di cortometraggi. Si tratta della proiezione di filmati, della durata di quindici minuti, a tema libero, provenienti da ogni parte del mondo con lo scopo di creare energie tra culture globali e culture locali. A conclusione della serata, i partecipanti voteranno per il “corto” vincitore della rassegna 2006. |
|
LO SCOGLIONAMENTO DELLE FERIE
Una delle persecuzioni del giornalista è l'errore di stampa. Basta l'inezia del cambio di una vocale per rovinarti un signor servizio da premio Pulitzer. Non sempre i lettori capiscono che quella vocale inopportuna è involontaria. E talvolta si finisce in tribunale. Va a dimostrare al giudice che tu non intendevi offendere quel brav'uomo che ha avuto tanto riguardi per la tua auto e che pure tu, sul giornale, hai definito “l'addetto al porcheggio” come se fosse un volgare guardone che spia nelle auto delle coppiette! Accade spesso che un cognome dignitoso venga storpiato da un refuso, e puoi perdere un'amicizia; è accaduto pure che a proposito di un banalissimo scontro, hai scritto con disinvoltura che c'è stato uno spaventoso cozzo, e non riuscivi a renderti conto del perché di tanta morbosa attenzione per quell'articolo di cronaca da parte di insospettabili signore di mezza età. Insomma, quando la carta si accanisce, basta una “o” trasformata in “a” per cambiare tutto, e precipitarti. E queste cose, ovviamente ti mortificano quando succedono, e ti inibiscono prima che succedano. Ora per esempio, per dar forza all'iniziativa di Rutelli, volevo scrivere un bel pezzo di commento sullo scaglionamento delle ferie. Ma ho il terrore che ci scappi il refuso, e, una bella pensata si riduca in uno scoglionamento generale!
m.
|
 |
 |
L'IDENTIKIT DEL SINDACO |
Si continua a discutere nei partiti di centrosinistra sul nome da indicare a Sindaco. A mio avviso non è sul nome che si deve incentrare la discussione, bensì sulle esigenze della città; sulle grandi linee lungo le quali far sviluppare il territorio. A mio avviso i temi dominanti dovrebbero essere l'ecologia, la sanità (in senso lato), la cultura. Insomma l'uomo e i suoi bisogni al centro dell'attenzione amministrativa per una reale crescita di tutta la collettività in un ambiente sano e tutelato. Pino Carrone |
|
FLORIANO MOLA
SCULTORE DEL TUFO
 Per
un artista, vendere ad un famoso attore è sempre una bella realizzazione
personale. E' quello che è successo al giovane scultore fasanese
Floriano Mola, che durante l'ultima mostra dell'artigianato, si è
visto piombare di fronte Ettore Bassi e company nel suo angolo espositivo.
«Ad un tratto - afferma Mola - ho visto il mio stand affollato
di persone, mi sono avvicinato ed ho avuto la sorpresa, c'era Ettore
Bassi con un gruppo di suoi amici a guardare le mie sculture e le mie
lampade di pietra leccese». Bè, proprio una bella soddisfazione,
se poi si pensa, che lo stesso attore e una sua amica, dopo avergli
fatto i complimenti, ritornano a casa proprio una sua scultura fatta
a mano.
 Floriano
Mola, diplomato all'Accademia delle Belle Arti di Mola di Bari, realizza
sculture attraverso la modellazione a mano di tufo locale e pietra leccese.
Proprio queste pietre sono utilizzate per la loro caratteristica di
essere morbide durante l'estrazione, per poi indurirsi nel tempo. «Questo
materiale - afferma - è adattissimo a realizzare opere raffinate
ed eleganti, come avveniva con il barocco leccese. Poi, il tufo e la
pietra leccese, sono anche un modo per esprimere la bellezza della nostra
terra pugliese».
Paolo Pugliese
|
ALLA FIERA DEL LEVANTE
UN FILM “LUNGO LA VIA EGNAZIA”
Protagonista una “chianca” che
percorrendo la via Egnazia, da Roma a Costantinopoli, racconta storie
di uomini, di lavoro, di migrazioni, di commerci, di civiltà
che si confrontano attraverso l'Albania, la Macedonia, la Grecia, la
Turchia.
Il film “Along the Egnatia” è stato girato dai Fluid
Video Cew, una equipe romano-salentina, ed è stato realizzato
nell'ambito di un progetto europeo tendente a rafforzare la cooperazione
tra le aree occidentali e orientali dell'Europa per una integrazione
tra i paesi del Mediterraneo.
Il film viene proiettato su tre schermi, alla Fiera del Levante, nel
Padiglione Puglia dove viene pure distribuita gratuitamente una guida
artistica sull'antica via Egnazia.
|
| Brevissime
dalla Regione Puglia |
ADOZIONE DEL PIANO REGIONALE PER IL CONTENIMENTO DEI TEMPI DI ATTESA 2006/2008 Con la delibera n.1200/2006, la Giunta regionale ha approvato il Piano regionale per il contenimento dei tempi di attesa per il triennio 2006 - 2008, da adottare da parte delle Aziende sanitarie e delle strutture pubbliche e private accreditate. Il Piano è esplicitato nel documento allegato e parte integrante dell'atto di Giunta ed è perfezionabile alla luce degli indirizzi generali previsti dalla Legge n. 266/2005 e dall'Intesa Stato/Regioni del 28 marzo 2006. In riferimento al Piano nazionale, che prevede l'utilizzo di una quota delle risorse da impegnare per la realizzazione di obiettivi specifici, la Giunta regionale ha stabilito che una parte degli importi va destinata alla creazione di un Centro unico di prenotazioni (CUP), che opererà in collegamento con gli ambulatori dei medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le altre strutture territoriali. APPROVATO IL MODELLO DI PERMESSO PER LA RACCOLTA DEI FUNGHI Con il decreto dell'Assessore alle Risorse Agroalimentari, n.25/2006, in riferimento alla Legge regionale n.14/2006, è approvato il permesso per la raccolta dei funghi epigei freschi, da rilasciarsi ai raccoglitori occasionali e professionali sul territorio regionale, come da modello fac-simile riportato nell'atto assessorile. Il rilascio del permesso, che è condizione indispensabile per la raccolta dei funghi, avviene da parte del comune di residenza del richiedente ed ha validità su tutto il territorio nazionale. Il provvedimento è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 108 del 24 agosto 2006. INCENTIVI ATTIVITÀ COMMERCIALI: SCORRIMENTO GRADUATORIA Finanziate ulteriori 479 attività commerciali per interventi di ampliamento della base produttiva. Le imprese che potranno usufruire delle agevolazioni sono quelle individuate dal nr. 157 al n.636 incluso, della graduatoria approvata con atto n.285 del 13 luglio 2006. Lo scorrimento della graduatoria è stato approvato con determinazione del Settore Commercio n.299 del 26 luglio 2006, pubbicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.105 del 17/08/2006, a seguito dell'implementazione delle risorse autorizzato con deliberazione della Giunta Regionale n.1095 del 18/07/2006. REGIONE PUGLIA: PIANO DI COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE PER L'ANNO 2006 Con deliberazione della Giunta regionale n.1142/2006, è stato approvato il Piano di Comunicazione Istituzionale per l'anno 2006, con cui sono definiti l'ambito delle competenze, le linee guida, gli obiettivi strategici della comunicazione istituzionale e le attività ed iniziative connesse alle strutture preposte alla gestione della comunicazione interna ed esterna dell'amministrazione regionale. Molta parte del Piano è indirizzata al decentramento del'Urp ed alla individuazione del mondo giovanile come pubblico di riferimento. Il documento è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 105 del 17 agosto 2006. |
INIZIATIVA DEL CIRCOLO DELLA STAMPA
LA CAPACITA' E LA FANTASIA IMPRENDITORIALE
“Quando una cosa smette di crescere
, marcisce”, questa la frase con cui Vincenzo Ciccolella ha chiuso
il suo intervento nell'ambito della tavola rotonda “Capacità,
fantasia e operatività dell'imprenditore della nostra regione”
organizzata dal Circolo della Stampa. Una frase che in realtà
rappresenta il filo conduttore della serata introdotta da Gino Bianco
e condotta dal direttore del Quotidiano Giancarlo Minicucci, presso
il Palazzo dei Congressi a Selva di Fasano.
Francesco Baccaro (amministratore delegato della Tnt Post), Vincenzo
Ciccolella, Leonardo Marseglia, Sergio Melpignano, “provocati”
da Minicucci, hanno esposto la loro esperienza ed il loro percorso formativo
sottolineando che l'imprenditorialità pugliese ha le carte in
regola per poter emergere e spaziare facendo leva sulle sinergie, su
una fruttuosa relazionalità e sulla perseveranza ad oltranza.
Lo stesso Marco Barbieri, Assessore al Lavoro e Formazione Regione Puglia
ha affermato che “la Puglia ce la può fare”, parafrasando
una formula che assomma progettualità, condizioni infrastutturali
favorevoli ed investimenti innumerevoli sulle potenzialità dei
giovani.
Assente giustificato il sen. Latorre. Il sindaco Ammirabile ha dato
il saluto della città e qualche frecciatina alla stampa locale,
ostile, secondo lui, alla sua attività amministrativa, ha sottolineato
di aver istituito l'Ufficio Stampa, dimenticando però che quell'Ufficio,
di fatto, era stato già avviato con il precedente ciclo amministrativo
e produceva, peraltro, un mensile istituzionale.
Manifestazione riuscitissima. Pubblico numeroso e soddisfatto, per la
organizzazione, la scelta dei temi e la qualità degli interventi.
Mery Valenti
|
CONCORSO GASTRONOMICO ALLA SELVA
MEMORIA DI GUSTI ANTICHI
Simpatica serata di fine agosto alla villa
Ciccolella per il concorso fra le “cuoche” della Pro Selva
per il “piatto della memoria”. Undici portate in gara per
risvegliare la memoria di una gastronomia locale e popolare. Piatti
non sempre poveri, ma realizzati comunque con ingredienti tipici del
posto. Non a caso, la manifestazione è stata sponsorizzata dall'assessorato
all'agricoltura e dalla cooperativa agricola “Progresso Agricolo”
presieduta da Nicola Pentassuglia (che ha fornito dei magnifici cestini
di prodotti agricoli, divenuti “trofei” per i concorrenti).
La gara. E' stata una signora gara, con tanto di giuria qualificata
quanto severa, presieduta dalla Signora Beatrice Riccardi Di Ciarla,
e composta dal prof. Giovanni Legrottaglie (direttore dell'Istituto
Alberghiero), dal prof. Angelo Iaia (dirigente di Slow Food) dal dott.
Franco Lisi (nostro direttore) e dall'assessore all'agricoltura Pietro
Saladino. Il giudizio si basava su tre momenti (gusto, presentazione,
rispetto della tradizione). Elevato il livello dei piatti presentati
che si sono differenziati con un punteggio esiguo.
Ha prevalso la “zuppa di farro e fagioli” preparato da Stella
Grassi. Ex aequo al secondo posto, una favolosa “fave della casa
con contorni” ( Titina Giannaccari e Nenetta Nistri), “pasta
con le fave” (Anna Legrottaglie Giove), “bocconotti alla
crema” (Adriana Celeste) e “polpette al sugo”(Anita
Caroli). A seguire, sempre in parità, i piatti confezionati da
Mina Caroli, Nicla Tarulli, Franceschina Ruppi, Carmela Pugliese e Laurenza
L'Abbate. Menzione del Menante per gli “involtini di peperoni”
di Franceschina Ruppi, disposti con sensibilità artistica: un
mosaico di colori, un piatto-tavolozza di grande effetto estetico.
Che la manifestazione sia riuscita, lo conferma il fatto che il prof.
Legrottaglie, entusiasta, ha proposto di ripetere la gara all'Alberghiero
nel corso di una serata didattico-mondana, con la partecipazione, in
veste di giudici, di alunni e ristoratori della zona.
m. v.
|
 |
 |
VIAGGIO A BARCELLONA |
Mentre insieme ad altri intellettuali impegnati giocavamo a “padrone e sotto” in un trullo tra Cocolicchio e San Marco, mi giunge la telefonata preoccupata del Direttore del Menante che mi chiede se sono ancora a piede libero. In un attimo ho ripassato in rivista le mie ultime disavventure legali ed ho concluso che per un divieto di sosta non dovrei essere considerato latitante. Ho chiesto lumi al Direttore sul motivo della sua preoccupazione e lui mi ha rammentato di alcuni miei vecchi articoli pubblicati sul nostro giornale in cui avevo fatto riferimenti ai servizi segreti ed al rapimento di Abu Omar. Poiché questa estate sono stati inquisiti dei giornalisti che si erano occupati della faccenda, ed hanno subito anche il sequestro dei computer, il paterno Direttore si preoccupava che anche a me potesse accadere qualcosa del genere. In effetti la faccenda del rapimento di Abu Omar ha dei risvolti inquietanti. Questo religioso mussulmano, residente da anni in Italia, era sospettato di avere legami con l'estremismo islamico. Per queste cose, nel nostro paese, si viene ovviamente sottoposti ad indagini ed eventualmente a processo. I servizi segreti americani hanno pensato bene di abbreviare i tempi farraginosi della giustizia e lo hanno rapito e portato illegalmente all'estero, lo hanno torturato, e detenuto illegalmente. Qualche giornalista (nella fattispecie del quotidiano Repubblica) ha rivelato alcune strane connivenze di nostri presunti servitori dello stato: ad esempio un maresciallo dei Carabinieri che ha partecipato al rapimento, e lo ha confessato, ma ha dichiarato che lo ha fatto “a titolo personale”, come se questa fosse un'attenuante. Il risultato è stato che sono finiti sotto inchiesta i giornalisti di Repubblica e ad essi è stato anche sequestrato il computer. In realtà anche un altro giornalista è finito nell'inchiesta: il truce Farina, vicedirettore di Libero; avete presente quel signore cicciottello e senza collo, con lunghi capelli bianchi a scendere direttamente sulle spalle per compensarne la mancanza nella zona centrale? Uno che più che giornalista sembra un membro della famiglia Adams? Il vice di Feltri, insomma? Proprio lui. In spregio alla deontologia professionale, ha passato informazioni ai servizi segreti in cambio di circa trentamila euro in tre anni. Però, ha dichiarato, lo ha fatto “per difendere l'occidente”. Amici lettori, vi rendete conto di com'è messo male l'occidente se la sua sicurezza è nelle mani di uno come Farina? A questo punto, per motivi di sicurezza mia, ho deciso di cambiare aria per un po'. Dovendo scegliere un posto dove trascorrere la mia latitanza, ho deciso di accettare l'invito rivoltomi mesi addietro dal mio amico Zapatero. Per la verità, era marzo, lui mi disse: “Se riuscite a perdere le elezioni politiche, molla l'Italia e vienitene da noi”. Ho sperato che, anche se le elezioni erano andate bene (più o meno), l'invito fosse sempre valido. La sua segreteria mi ha confermato che l'invito era ancora valido e così l'ho raggiunto, non a Madrid ma a Barcellona dove doveva sistemare alcune faccende con il governo locale. Infatti, mi ha poi spiegato il premier spagnolo, la regione di Barcellona (la Catalogna) ha un nuovo statuto che ne sancisce un'ampia autonomia. Una grande differenza tra l'Italia e la Spagna è proprio questa: il federalismo in Spagna lo vuole la sinistra mentre in Italia lo vuole la destra, o meglio una sua piccola parte. Ma in Spagna il federalismo serve a tenere unito ciò che è diverso (ad esempio i Catalani ed i Baschi parlano lingue diverse dallo spagnolo castigliano) mentre in Italia il federalismo doveva servire a dividere ciò che è unito. Il compagno Zapatero però non se l'è tenuta e dopo pochi istanti dal nostro abbraccio mi ha rimproverato benevolo: “Ma com'è che in Italia ogni volta che si parla della Spagna diventate così bacchettoni? Perfino sul Menante ho letto mesi fa il termine <deriva zapaterista>. Ma cos'è che vi spaventa?”. Ho fatto presente all'amico spagnolo che le sue aperture in favore dei matrimoni gay hanno sollecitato le reazioni del clero più retrivo. Zapatero è un signore e quindi non mi ha chiesto notizie sui parroci italiani accusati di violenza carnale, sui preti pedofili statunitensi ecc. Si è limitato a dirmi che ormai in Spagna il dibattito d'attualità è altro. Quest'anno ricorre il 70° anniversario della sollevazione militare di Francisco Franco che diede inizio alla guerra civile spagnola e che fu una sorta di anteprima della seconda guerra mondiale. Da una parte c'erano i fascisti spagnoli appoggiati dai governi nazifascisti di Germania e Italia, dall'altra le sinistre di Spagna sostenute dai volontari internazionali accorsi da ogni parte del mondo (anche dall'Italia). In Spagna si discute oggi di quali conseguenze abbia avuto il franchismo sul ritardo della Spagna rispetto al resto d'Europa. Proprio come in Italia, penso tra me, col nipote di Mussolini che vorrebbe far riesumare il nonno (chissà la puzza) per accertare le cause della morte e far condannare eventualmente i partigiani per omicidio. Anche da questo punto di vista devo ammettere che la Spagna è più moderna dell'Italia. Li si fanno i dibattiti storici, da noi pullulano i necrofili. Gli spagnoli che incontro sulle Ramblas affollate mi chiedono notizie sul mio paese, si complimentano per il fatto che finalmente abbiamo smesso di fare i servi sciocchi degli americani e io mi becco i complimenti che spettano al nostro Ministro degli esteri (mi riprometto di girarglieli al più presto). Effettivamente il nostro paese ha fatto un figurone nell'estate 2006 grazie ai suoi sforzi per contribuire ad una pace duratura in medio oriente. È importante anche il fatto che la missione di pace in Libano sia stata approvata con il voto quasi unanime delle commissioni parlamentari. Si sono astenuti solo i leghisti, ma è abbastanza normale, ciò che avviene al di là del Po non li interessa, anzi lo capiscono a malapena. Che cosa sia successo dopo per far cambiare idea a Berlusconi (tessera P2 n° 1816) ed indurlo a dire che la destra non voterà a favore della missione in Libano, non è affare mio. Il Direttore del Menante non mi ha ancora comunicato lo scampato pericolo da servizi segreti. Zapatero mi ha invitato a restare ancora un po' in Spagna. Io approfitto dell'ospitalità e rimango a gironzolare da queste parti. In questa maniera evito di partecipare al dibattito autunnale sulle candidature a sindaco di Fasano. Non è che non mi interessi, anzi. È solo che ogni volta che penso a chi potrebbe essere il futuro Sindaco di Fasano, sono costretto a pensare anche a chi è sindaco attualmente. Di conseguenza sto bene qui a Barcellona. Tornerò quando avrò nostalgia del Sindaco. Per ora ritengo più probabile avere nostalgia della scarlattina, ma non si sa mai.
|
ALLA CASINA MUNICIPALE
CAMPO ESTIVO IN ALLEGRIA
Allegria! A quale italiano che sia degno di
essere chiamato con questo nome non verrebbe subito in mente un popolare
conduttore televisivo che da anni dispensa gioia, felicità, e
anche qualche gaffe, a milioni di telespettatori amanti del tubo catodico?
Ebbene no! Questa volta Mike Bongiorno non c'entra nulla, questa volta
a trasmettere gioia, felicità e tanta allegria, sono stati i
bambini del Camp estivo Selva di Fasano 2006, organizzato interamente
da Romano Iacovazzi, che smessi i panni di istruttore di tennis, ha
indossato quelli di coordinatore e animatore, cimentandosi, per l'ennesimo
anno, in giochi, balli, canti, ma anche tanto sport, tra cui, neanche
a dirlo, il tennis. Ma non è stato il solo. Il Campo comprendeva
il supporto di dieci animatori preparati, che hanno saputo creare un
ambiente sereno e spensierato, dove un centinaio di bambini hanno trascorso
le loro mattine estive dal 19 giugno fino all' 11 agosto. Tutto si è
svolto tra la Casina Municipale, luogo di canti, musica, balli e tanti
disegni colorati; ed i Campi da tennis, dove i bambini hanno dovuto
vedersela con racchette, palline, palloni da calcio e da basket. Insomma,
un vero impegno, ma a giudicare dalle loro faccine, anche tanto divertimento
e tante risate. E non è finita qui! Mercoledì 16 agosto,
presso la Casina Municipale, si è svolta la serata conclusiva
del Camp, patrocinata dal Comune di Fasano, dove i protagonisti erano
proprio loro, i bambini. C'era chi si cimentava in coreografie hip-hop,
chi raccontava barzellette, e chi recitava in simpatiche gag, il tutto
contornato da alcuni ballerini del gruppo Glitter di Fasano, e da un
ospite d'eccezione: Ettore Bassi, che, con figlia al seguito, ha fatto
la sua comparsa per qualche minuto su di un palco decorato con festoni,
disegni, e una scritta che campeggiava al centro : “ Allegria
“.
Questo era il motto del centro estivo, e questo si è cercato
di trasmettere durante la serata, come per l'intera durata del Centro…
se solo ci fosse stato Mike Bongiorno!
Claudia Ostuni
|
CON TANTA IRONIA E DIVERTIMENTO
IL VERO “GIUOCO” DEL CALCIO
Di sicuro i giornalisti troveranno il modo
di far diventare “interessante” anche questo campionato
di calcio, ci saranno anche quest'anno decisioni arbitrali da contestare
perché, anche se si spera in un cambiamento di etica, gli errori
esisteranno ancora; ci saranno passi falsi inaspettati degli “squadroni”,
ci saranno discussioni su quel giocatore schierato al posto di quell'altro,
ci sarà una bella lotta per la retrocessione... (e speriamo non
succeda niente sugli spalti...) insomma le solite cose da bar! I veleni,
le inchieste in corso e quelle archiviate saranno la solita cornice
folkloristica. Il calcio giocato è ormai poca cosa rispetto a
quello parlato. Lo dico a malincuore, ma preferisco il Fantacalcio!
Di cosa vi scrivo? Di un gioco che vede migliaia di italiani smanettare,
nella settimana che precede l'inizio del Campionato di Calcio-Serie
A Tim, gazzette dello sport e corrieri vari, affannarsi per rientrare
nei limiti dei 250 crediti o organizzarsi in aste mozzafiato per acquistare
Toni o Totti a suoni di fantamiliardi… Mea Culpa!, non tutti conoscete
questo gioco
Il Fantacalcio è diventato il vero gioco del calcio. Ha migliaia
di generazioni di inventori, fin da quando, ancora fanciulli, per strada
o a scuola all'intervallo ci si scambiavano le figurine dei calciatori.
In SERIE A - FANTACALCIO si sono soltanto date delle regole. Il Fantacalcio
ci fa indossare i panni dell'allenatore, ma non solo! Siamo insieme
il Presidente, il Direttore Sportivo e il Preparatore Atletico. Chi
di noi assistendo alle partite, dal vivo o in tv, non ha sognato tutto
ciò? In realtà il geniale Riccardo Albini, ispirandosi
ad un passatempo americano molto simile (Fantasy Baseball), pubblicò
per la prima volta in Italia nel 1992 le regole del gioco che consiste
nell'organizzare squadre virtuali formate da calciatori reali, scelti
fra quelli che giocano il torneo cui il gioco si riferisce (Serie A,
Champions League, Mondiale...). Ed ecco allora Dida in squadra con Panucci,
Barzagli e Samuel, Kakà con Viera e Totti, Adriano con Inzaghi
e Iaquinta, più di quanto un Moggi di ormai altri tempi riuscisse
a fare. Si sfidano le leggi della tattica e della tecnica e tutti sperano
di acquistare il famoso “kulovic” capace di farti vincere
tornei e di sbeffeggiare gli amici-rivali della propria lega a suon
di triplette.
Chi vince? Le fantasquadre si affrontano in una serie di partite, il
cui esito è determinato dalla somma dei voti assegnati in pagella
dai quotidiani e dai punti “bonus” e “malus”
dovuti ai gol fatti e subiti:+3 punti per ogni gol segnato, -3 punti
per un rigore sbagliato, +3 punti per ogni rigore parato dal portiere
(o da chi ne fa le veci), -2 punti per ogni autorete -1 punto per ogni
gol subito dal portiere (o da chi ne fa le veci) ,-1 punto per ogni
espulsione ,-0,5 punti per ogni ammonizione. Difficile? Ci vuole solo
un po' di pratica.
Chi vi scrive, per esempio, è da nove anni nella FantaMagicLeague
formata da venti amici fasanesi con un Presidente (Stefano Narducci)
che dirige l'asta (rigorosamente ogni giovedì pre-inizio campionato)
e il sito internet (abbiamo anche un sito!). Che “tiraggio”
il martedì in attesa dei voti ufficiali!
Il pregio di questo gioco? Superare le faziosità e vivere il
calcio per quello che è: un “giuoco”. E un milanista
sfegatato come me che la domenica si ritrova a fare il tifo anche per
gli odiati cugini interisti… in quanto nella mia FantaSquadra
ho ben cinque nerazzurri!
Gianluca Monopoli
|
QUALCOSA DI NUOVO PER LO SPORT
Lo sport italiano è malato. Si tratta
di una verità triste e scomoda ma che, purtroppo, fotografa perfettamente
una realtà che è sotto gli occhi di tutti.
A voler, anche solo superficialmente, indagarne le cause, si scoprirebbe
subito che non risiedono nell'opera meritoria e spesso misconosciuta
delle società dilettantistiche e dei rispettivi dirigenti, ma
nel comportamento (meglio sarebbe dire nell'assenza) di Coni e forze
politiche.
Cominciamo dal Coni: la quasi totale mancanza di fondi da destinare
alla promozione e all'organizzazione dello sport di base e di vertice
nel nostro Paese ha ormai da tempo messo in ginocchio le federazioni.
Logica vuole che nel breve volgere di alcuni anni molte società
dovranno letteralmente chiudere: Sparire! Non ci resta che sperare eppure
Fasano ha una tradizione sportiva di prim'ordine ed è sede di
società:
Pallamano, unica nel brindisino a militare nei massimi campionati nazionali.
Pallavolo, in serie B1. Calcetto, in C1 e in C2. Basket, in serie D.
Associazioni specialiste in sport da combattimento e danza sportiva
che formano, sostengono e seguono atleti affermati e giovani promesse.
Il tutto avviene, ed è ancor oggi possibile, grazie alla dedizione
di alcuni appassionati e di una compagine dirigenziale animata da genuino
spirito sportivo.
Far quadrare certi bilanci di fine anno è, per molti, un vero
e proprio esercizio acrobatico: si ricorre (benevolmente sfruttandoli)
ad amici, a qualche sponsor (raro), alle famiglie degli atleti e alla
poca disponibilità delle istituzioni e degli enti locali.
Se questa è la situazione (e chi si occupa di sport sa perfettamente
che le cose stanno veramente in questi termini e che nelle mie parole
non c'è ombra dì esagerazione), la domanda sorge spontanea.
Che fare?
Cominciamo con: 1) Realizzare nell'arco massimo di due anni un Palazzetto
dello sport; 2) Elaborare, condividere e sottoscrivere da parte dei
presidenti delle società sportive fasanesi insieme con le istituzioni,
il progetto di un pool Fasano Sport che si proponga come laboratorio
sperimentale per cercare di sostenere e rendere più visibili
sport che di minori hanno solo le dimensioni economiche; 3) Ottimizzare
le risorse comuni creando una visibilità esterna appetibile a
sponsor e al grande pubblico ed infine facendo degnamente pesare i nostri
risultati e la nostra (insostituibile) funzione sodale.
Altro che sport minori! Cittadini, istituzioni, media e realtà
economiche del territorio, date credito a tutto questo! Nel segno dello
sport vero, quello che non dispone di miliardi facili e che non crea
"spostati".
Domenico Ancona
Segretario - Fasano SDI Rosa nel Pugno
|
|
LA JUNIOR SI PREPARA LA CAMPIONATO
L'ANTICO PROBLEMA DEL PALAZZETTO
|
 Comincerà il 23 settembre il massimo campionato di pallamano, con la Junior Fasano impegnata sul difficile campo del Prato, una delle più eccellenti formazioni in gara per il titolo. Nel frattempo la formazione di Mister Trapani ha cominciato la sua preparazione svolgendo le consuete amichevoli di rito, l'ultima il 31 agosto con il Noci, finita in favore del Fasano per 33-17. In campo oltre ai riconfermati Fanizza, Francesco Ancona (nella foto), Bogovcic e Rubino, sono entrati inoltre i nuovi arrivi: il centrale Carrara, ed il terzino destro Beharevic. Bella prestazione per il giovane portiere sedicenne, Gianvito Lapertosa, che ha avuto spazio nella ripresa. I prossimi importanti appuntamenti sono tra il 17 ed il 19 settembre per la terza edizione dell'Handball Trophy che si terrà a Bologna; in quel occasione la Junior affronterà nel girone A, il Conversano, il Merano e il Prato. Rimane comunque irrisolta la questione della sistemazione logistica, dato che la palestra “F. Zizzi” non possiede i requisiti per un campionato di serie A d'Elite. Da questo deriva un danno, sia economico per quanto riguarda gli sponsor, sia per la stessa immagine. «Con una struttura del genere, - dice il presidente della Junior Fasano Dicarolo - se non si prendono i dovuti accorgimenti, si rischia di emigrare in altre città. Bisogna provvedere a sistemare perlomeno gli spogliatoi e gli arredi». La struttura, inoltre, non permette al meglio lo svolgimento delle riprese da parte di RaiSport, che ha il compito di trasmettere in diretta satellitare le partite della Junior; a riguardo Dicarolo afferma: «per noi è un danno economico rilevante. Stiamo aspettando alcune risposte in merito dalle varie Amministrazioni, da quella comunale a quella provinciale. Siamo la più importante realtà sportiva del brindisino, ma a quanto pare nessuno ci considera tale». Paolo Pugliese |
| la notaccia |
Non mi piace ‘sto Fasano
“Graziano Pistoia, il migliore” (a sinistra) e “Martin Lionel Cicotello, il peggiore” (a destra)
Questo Fasano? E che vi devo dire? “Che “il presepio
non mi piace”? Già, proprio così, non mi piace 'sto
Fasano. Per carità, i giocatori ci sono, e pure di qualità.
Però in campo, non ce la dicono tutta. La squadra non dà
l'impressione di una formazione che mette paura. Non dico che devono
fare la faccia feroce (quella la facevano gli scalcagnati soldati dell'esercito
del re Franceschiello), ma un po' di autorità e di carattere
bisogna pure che la dimostrino!
Qualcuno comincia a rumoreggiare e dà addosso all'allenatore.
Troppo presto per crocifiggerlo. Non dimentichiamo che Sgobba non è
nato ieri. È uno che il mestiere lo sa. Però. C'è
sempre quel però che lascia l'amaro in bocca. Se la partita di
Noci è stata una signora partita, onestamente, le due partite,
in Coppa Italia, col Locorotondo sono state di una mediocrità
abissale. E con il Capurso? Meno male che ci ha messo una pezza (da
tre punti) il cuore fasanese dell'under Graziano Pistoia.
Deludente la prestazione di Cicotello che, tra l'altro è un gran
maleducato. Ammesso e non concesso che riesca a fare trainate di gol,
non potrà mai diventare un professionista se non avrà
imparato ad avere rispetto degli altri e del pubblico in particolar
modo.Purtroppo si è reso autore di un volgarissimo gestaccio
all'indirizzo della tribuna fasanese. Uè vuagliò, datti
una calmata. Intanto la Società farebbe bene a comminargli una
multa esemplare. Così il ragazzo impara e si rende conto che
a Fasano, città civilissima e dal pubblico esigente quanto signorile,
certe cose non si fanno.
Il cronistaccio |
|
SI RIPARTE DALLA TERZA CATEGORIA
NUOVA MONTALBANO CALCIO
|
I colori gialloblu e il nome calcistico del Montalbano non scompariranno: la Storia di 16 stagioni agonistiche contrassegnate da ben 4 promozioni e mai nessuna retrocessione continuerà a scorrere. Il calcio a Montalbano di Fasano dunque non è morto: ripartirà dalla terza categoria brindisina, così come iniziò sedici anni fa; era il febbraio 1990 e gli allora soci fondatori inaugurarono il campo sportivo comunale con una prestigiosa amichevole contro il Fasano, fresco di promozione in serie C/2. Da quel giorno, grazie al lavoro degli instancabili dirigenti e sotto le presidenze di Leonardo Custodero, Pietro Saladino, Francesco Masella, Ernesto Potenza e Franco D'Amico (2 promozioni a testa per questi ultimi), il nome “calcistico” di Montalbano è arrivato nell'olimpo dell'Eccellenza pugliese, con un onorevole ottavo posto nella scorsa stagione. Le recenti vicende societarie hanno “imposto” la necessità di ripartire dal basso, ma non è un problema: l'importante è che la storia calcistica gialloblu non si fermi e non muoia. La nuova società è denominata “Nuova Montalbano Calcio” e vede ai vertici il presidente Piero Maggio (storico bomber e capitano dei primi 6 anni gialloblu, con due promozioni e oltre 100 gol segnati) il vicepresidente Vito Calamo, il tesoriere Onofrio Zaccaria, il segretario Vincenzo Zizzi, i consiglieri Leonardo Petrella, Francesco Masella, Vito Sisto. Va sottolineato che Vito Calamo e Vito Sisto erano presenti anche tra i fondatori della vecchia società nel 1990. Nei prossimi giorni il nuovo direttivo gialloblu comincerà a programmare l'attività agonistica e a scegliere gli uomini dell'area tecnica; il campionato di terza categoria prenderà il via nel mese di novembre. |
| Intanto, la Nuova Montalbano Calcio si appresta a iniziare la propria avventura calcistica con un problema “strutturale” la cui necessaria risoluzione è indifferibile. Mentre le prime riunioni del Consiglio Direttivo hanno programmato per venerdì 15 settembre l'inizio della preparazione atletica, una nota del Comitato Regionale Puglia, a firma del presidente Vito Tisci (datata 24 luglio 2006 ), evidenzia come “in occasione del sopralluogo effettuato il giorno 15/07/06 dal Fiduciario Regionale Campi Sportivi, sono state rilevate le seguenti carenze regolamentari ed infrastrutturali:..”; sintetizzando il testo della stessa nota, lo strato superficiale del terreno di gioco è scarsamente coeso, la recinzione interna è malandata in diversi punti, gli spogliatoi presentano carenze igieniche e di sicurezza. Conseguenza di tutto ciò è l'invito rivolto alla associazione sportiva e al Comune di Fasano (nell'ambito delle rispettive competenze) a “porre in essere, con sollecitudine, efficaci ed indifferibili interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, per il ripristino delle ordinarie condizioni di funzionalità del complesso sportivo. Si evidenzia conclude la nota che nel frattempo il Campo Sportivo Comunale di Montalbano non potrà essere utilizzato per la disputa di partite ufficiali.” Il problema, ovviamente, va risolto nell'interesse non solo della Nuova Montalbano Calcio, il cui campionato di Terza Categoria inizierà a fine ottobre, bensì di tutte le società sportive del territorio fasanese che potrebbero fruire dell'impianto. “Ci aspettiamo dichiara il vicepresidente gialloblu Vito Calamo che ciascuno faccia la sua parte: noi come società concessionaria, per gli interventi di ordinaria manutenzione, attendiamo da parte dell'Amministrazione Comunale il ripristino delle minime condizioni di sicurezza attraverso la manutenzione straordinaria. Siamo fiduciosi, nell'interesse di chiunque fa sport sul nostro territorio.” |
|




|
|