COSE
DI CASA NOSTRA
Due esposti alla Procura della Repubblica
di Brindisi
del consigliere comunale Vito Loparco
Calda estate a Palazzo di Città, il
virtuosismo amministrativo sforna un'altra sfilza di provvedimenti chiacchierati.
Eccovi due esempi: il Consiglio comunale ha approvato una lottizzazione
- di interesse forzaitaliota e vicina al capogruppo Cecere - zeppa di
illegittimità.
Un funzionario ben istruito, nominato dirigente del settore Lavori Pubblici,
con una fantasiosa procedura, ha affidato al figlio del sindaco e ad altri
due professionisti, costituitisi in raggruppamento temporaneo di persone,
un incarico di progettazione per un compenso di circa centoventimila euro.
Argomenti, questi, oggetto di due esposti alla Procura della Repubblica
da parte del consigliere dei Socialisti Autonomisti, Vito Loparco. Sul
primo provvedimento, approvato a fine luglio, Loparco che è pure
Presidente della Commissione Urbanistica, ha dichiarato: "È
assurdo approvare una lottizzazione nel momento in cui si ha contezza
che si tratta di una violazione di legge (scompare addirittura una strada
di Piano regolatore e non si rispetta la distanza prevista dagli altri
fabbricati esistenti). Chi si è assunto una tale grave responsabilità,
prima o poi sarà chiamato a renderne conto".
Per quanto riguarda il secondo provvedimento basta leggere -una lunga
filippica- la determina di affidamento dell'incarico per comprendere che
il sedicente dirigente ben istruito si è arrampicato sugli specchi.
Infatti, il fantasioso gruppo in cui primeggia, non fosse altro che per
il mirabile cognome, il primogenito del sindaco è l'unico che viene
valutato, anzi lodato a dismisura per i caratteri di esperienza, affidabilità,
competenza (noti per lo più al firmatario della determina). Oltre
al danno, la beffa: gli altri partecipanti alla "gara" - circa
una trentina - vengono miseramente relegati in un verbale - l'unico -
per essere definitivamente consegnati ad una peritura memoria.
Commenti maliziosi dicono che i più non hanno bene interpretato,
nella lettura del bando, il volere dell'ente; se avessero saputo quanto
stava per accadere, forse, si sarebbero attivati anche loro a ricercare
qualche parente importante.
Ma la verità, fortunatamente, è un'altra: in una Città
dove alcuni, i soliti, amano il gioco sporco, sono ancora tanti a conservare
la speranza di poter vivere e operare in un clima normale. A questi deve
andare il sostegno dell'intera collettività e di quella classe
dirigente che si candida a governare la Città nel prossimo futuro.
Negli ultimi cinque anni, la tutela degli interessi di pochi, sempre gli
stessi, ha prodotto un grave impoverimento dell'intera collettività;
per invertire la rotta è necessario che la Città, tutta,
guardi con più attenzione ai beni comuni: i servizi, l'ambiente,
il lavoro, l'utilizzo dei soldi dei cittadini e li consideri realmente
tali.
Bisogna modificare l'atteggiamento di indifferenza verso quanti antepongono
gli interessi di pochi a quelli collettivi, i propri a quelli della collettività;
il vecchio retaggio che "tutto è uguale ed è sempre
uguale" deve lasciare il posto all'esaltazione delle differenze e
alla valorizzazione di chi sta in prima linea per garantire i diritti
di tutti i cittadini.
Aldo Carbonaro
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