Il Menante - Periodico Fasano (Br) Puglia

ANNO III - NUM. 13 - IN EDICOLA GIO 22 GIU 2006

MOSTRO GIURIDICO
Per la terza volta consecutiva, da questa colonna, torniamo sull'argomento del referendum. Il nostro giornale è ovviamente schierato per il NO. Non per capriccio o partito preso ma per l'unica fondamentale ragione che, allo stato attuale, è l'unica immediata soluzione per evitare lo stravolgimento della nostra Costituzione.
Non è necessario aver fatto studi di ingegneria per comprendere che un muro portante non va indebolito: si rischia il crollo. Ed è quello che può succedere se non corriamo ai ripari con un NO sulla scheda del referendum domenica 25 e lunedì 26 giugno. Un NO che significa impedire lo smantellamento della Carta-fondamento della nostra Repubblica. Nella scorsa legislatura, a colpi di maggioranza, sono stati approvati oltre cinquanta articoli che hanno modificato in maniera sostanziale il senso dei principi basilari del nostro essere Italiani, in quanto si va ad incidere sull'unità del Paese e sulla sua stessa tenuta democratica. Ne è venuto fuori un mostro giuridico: è assai il danno.
Va aggiunto che il NO non significa “mummificare” la Costituzione; ma soltanto fermare le bocce per riprendere il discorso delle modifiche in un momento successivo, con la dovuta serenità e ponderazione. Si comprende che una società in evoluzione abbia bisogno di regole aggiornate. Ma un conto è aggiornare, altro è stravolgere.
La maggioranza berlusconiana, nella sua furia di riformismo a tromba, ha trattato la Costituzione come una legge qualsiasi ( “quale potrebbe essere un provvedimento per le ceramiche di Sassuolo”, diceva con divertita ironia Nicola Colonna durante la riunione al Pezzolla mercoledì 14). Quel pasticcio di norme affastellate alla men peggio, anzi alla tanto peggio, hanno il preciso scopo di compiacere la Lega e di svilire il ruolo del Presidente della Repubblica ingigandendo quello del Capo del Governo: insomma un lasciapassare per la dittatura. L'esatto contrario di quello che era stata la volontà dei nostri padri che hanno partecipato alla Resistenza. Spetta ora a noi, col nostro NO, difendere quei valori.
Franco Lisi
Editoriale di Franco Lisi
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QUALE COSTITUZIONE PER QUALE PAESE?
E' bene dirlo subito: la riforma della Costituzione voluta dalla ex maggioranza di centrodestra è una brutta legge e va bocciata con il referendum di domenica prossima. Per ragioni di metodo e di merito.
Per il metodo, innanzi tutto. Cambiare oltre cinquanta articoli della nostra Legge fondamentale vuol dire, infatti, mutare il patto fondativo della nostra Repubblica. E questo non può essere fatto dal potere costituito, bensì da un nuovo potere costituente.
In altre parole: per mutare profondamente la Costituzione ci vuole non un Parlamento ordinario, ma una nuova Assemblea costituente, che va eletta con questo specifico mandato, così come accadde il 2 giugno 1946. Diversamente, si nega il principio sul quale è nata l'Italia repubblicana, la sovranità popolare, e il patto antifascista su cui si è ricostruito il Paese.
Al di là dei tecnicismi dell'ingegneria costituzionale, infatti, è proprio questo lo scopo della vecchia maggioranza, e più in generale dell'intero schieramento conservatore: disfare l'unità nazionale, così come voluta dal Risorgimento e dalla Resistenza; stravolgere la natura parlamentare e democratica della Repubblica.
Faccio solo due esempi per spiegarmi meglio.
Il primo: il rapporto Governo/Parlamento. Oggi, il Governo, per entrare nella pienezza dei suoi poteri, deve avere la fiducia del Parlamento. Non solo. Ma, se questa fiducia viene meno, quel Governo se ne va a casa e, al suo posto, il Parlamento ne vota un altro.
Ebbene: con la nuova legge, il leader dello schieramento che vince le elezioni forma il Governo, nominando personalmente i ministri, o sostituendoli ogni volta che lo ritiene, senza aver bisogno di nessun voto di fiducia del Parlamento. Di più: se il Parlamento dovesse negare il proprio voto a una legge proposta dal Governo, il Presidente del Consiglio potrebbe, di fatto, mandare a casa tutti i deputati.
Siamo, come si vede, ad un rovesciamento netto dell'impianto costituzionale: oggi la legittimazione dell'Esecutivo si costruisce dal basso verso l'alto (consultazione elettorale, formazione del Parlamento, elezione del Governo); domani sarà il Premier a formare il Governo e a decidere se e per quanto tempo mantenere in vita un Parlamento ridotto a luogo di ratifica della sua volontà.
Insomma: un uomo solo al comando. Con tutto quello che ne consegue in termini di restrizione della democrazia.
Secondo esempio: la cosiddetta devolution, cioè il potere delle Regioni di legiferare in via esclusiva su materie come la sanità, la scuola, la polizia locale.
Se passa la riforma voluta dal centrodestra, avremo tanti sistemi sanitari e tanti modi di organizzare la scuola quante sono le regioni del nostro Paese, con la conseguenza che le regioni più ricche avranno i servizi migliori, sicché l'Italia tornerà ad essere smembrata in tanti staterelli, con cittadini di serie A, B, C, D, ecc. ecc.
Ecco perché siamo chiamati ad una sorta di Nuova Resistenza: questa volta, fortunatamente, con la scheda e non col mitra; ma la posta in gioco è la stessa della guerra di Liberazione: salvare l'unità nazionale, difendere la democrazia.
Detto questo, però, bisogna aggiungere che un minuto dopo aver sepolto questo disegno conservatore e scissionista sotto una valanga di no, occorrerà porsi alcuni problemi di natura istituzionale e costituzionale non più rinviabili.
Il primo e più urgente dei quali è che non può più a lungo perdurare l'ambiguità di fondo su cui si è sin qui retta la cosiddetta Seconda Repubblica: un sistema elettorale maggioritario e un Governo parlamentare.
O si conferma la scelta per il maggioritario, e quindi si accetta di spostare direttamente nel corpo elettorale il potere di scegliere il Primo Ministro e il Governo; ma allora vanno ridisegnati compiti e funzioni del Parlamento e degli altri Organi costituzionali, in modo da costruire una serie di pesi e contrappesi, che evitino una deriva plebiscitaria e i rischi sempre incombenti di una “dittatura della maggioranza”. Oppure si ritorna al proporzionale e, quindi, ad una Repubblica dei partiti; ma allora diventa ineludibile il compito di ripensare la forma partito, e le garanzie per un loro corretto funzionamento, essendo quelli attuali nulla più che gusci vuoti, utili solo ad una ristretta oligarchia per riprodursi come élite di governo ai vari livelli.
Proseguire il dibattito di questi giorni, al centro come in periferia, significa però anche ripensare il tema della rappresentanza politica, nonché i limiti della democrazia delegata, magari per riscoprire forme di democrazia diretta e partecipata: dai luoghi di lavoro e di studio ai consigli di quartiere. Non certo per riproporre miti assembleari, ma per innervare di nuova linfa tutte le sedi nelle quali può e deve esercitarsi l'autogoverno, e per favorire l'emergere di una nuova classe dirigente, più giovane e più preparata.
E su questo tema sarà bene che, nei prossimi mesi, il dibattito pubblico si cimenti anche nel nostro Comune.
Nicola Colonna
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SALVIAMO LA COSTITUZIONE
Riuscita manifestazione al Pezzolla
Si è tenuta mercoledì sera, a palazzo Pezzolla, una riuscita manifestazione organizzata dal Comitato “Salviamo la Costituzione”, in vista del referendum del prossimo 25 giugno.
Davanti ad una nutritissima e qualificata platea di ascoltatori, caratterizzata dalla presenza di numerosi giovani, introdotti dal giovane ed attivo Palazzo, hanno relazionato il prof. Patruno, docente presso la facoltà di Giurisprudenza di Bari, e il nostro concittadino prof. Nicola Colonna, docente presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bari.
In particolare, il prof. Patruno ha puntualmente illustrato tutte le ragioni di merito che non possono non far votare NO, per cancellare quella che il Docente barese ha definito un vero e proprio “mostro giuridico”.
Il prof. Colonna, dal canto suo, in un intervento i cui passaggi fondamentali sono stati sottolineati da convinti applausi dei presenti, ha sottolineato l'importanza di votare NO, per sconfiggere quello che si presenta come un vero e proprio attacco portato dai conservatori al cuore dei principi sui quali si fonda la Repubblica italiana: sovranità popolare e unità nazionale.
Interessanti gli interventi, tra i quali vanno segnalati, per l'importanza dei temi affrontati, quelli di Mario Schena e dell'avv. Stefano Palmisano.
Particolarmente gradita è stata l'iniziativa del dott. Marzio Perrini, il quale ha distribuito agli intervenuti una frase pronunciata dal grande giurista, antifascista e azionista, Pietro Calamandrei, a difesa ed elogio della Costituzione italiana, nata dalla Resistenza, che ancor oggi si presenta come una tra le più avanzate del mondo intero.
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Dal discorso tenuto a Milano il 26 gennaio 1955
agli studenti milanesi da Piero Calamandrei
DIFENDERE LA COSTITUZIONE
NEL PROSSIMO REFERENDUM NO ALLE MODIFICHE COSTITUZIONALI
“Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.
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IL COMITATO DI FASANO
Il 4 maggio scorso si è costituito a Fasano un comitato denominato “Fasano Salva La Costituzione”, il quale aderisce al progetto del Coordinamento Nazionale “Salviamo la Costituzione”.
L'idea di costituire il comitato nasce dalla volontà di un gruppo di “amici” di focalizzare l'attenzione del cittadino sul referendum costituzionale del 25 e 26 giugno. Un appuntamento fondamentale per la difesa della carta costituzionale tanto combattuta e voluta dai nostri padri costituenti.
L'esigenza primaria del comitato “Fasano Salva La Costituzione” è quella di richiamare l'attenzione del cittadino sull'esistenza di un referendum confermativo su un progetto di riforma costituzionale il quale, è opportuno ricordarlo, non necessita del quorum ovvero del 50% + 1 dei voti per essere valido.
L'Italia è chiamata ad esprimersi, attraverso il referendum del 25 e 26 giugno sul progetto di riforma della II Parte della Costituzione approvato dal centrodestra con soli 9 voti in più della maggioranza richiesta nell'ultima lettura e con il solo sostegno della coalizione di governo.
La riforma evidenzia chiaramente il tentativo di concentrare nelle mani di una sola persona e cioè del Primo Ministro, molti di quei poteri che oggi sono equamente distribuiti tra i vari organi dello Stato a garanzia della democrazia e lo fa attraverso il contestuale indebolimento da un lato, di una parte degli organi dello Stato come il Parlamento con la modifica dell'assetto delle due camere, il Presidente della Repubblica con la sottrazione del potere di scioglimento delle camere, la Corte Costituzionale e il C.S.M. con la modifica della natura della loro composizione ed il rafforzamento da un altro, dei poteri del Presidente del Consiglio vanificando, in tal maniera, la rappresentanza politica della nazione in posizione di assoluta subordinazione al premier. Il comitato dice NO a tale “intendimento” propenso come è a difendere l'attuale carta costituzionale e auspica, invece, che in futuro si possa dare vita ad una riforma della costituzione che tenga conto dei nuovi scenari europei e che sia approvata a maggioranze più ampie.
L'azione del comitato mira ad attirare l'attenzione, soprattutto dei giovani, e stimolare quei cittadini poco “sensibilizzati” a scoprire la ricchezza della Carta del '48, in cui ognuno di noi può trovare quei motivi di fiducia e di speranza che le vicende politiche degli ultimi tempi hanno cancellato.
Il comitato si è reso protagonista con una serie di iniziative tra le quali: tre diverse giornate di volantinaggio il 2-3 e 4 giugno a Fasano e Savelletri, un dibattito informativo tenutosi a Palazzo Pezzolla mercoledì 14 giugno con due esponenti dell'Università di Bari e cioè il prof. Nicola Colonna ed il prof. Patrono ed il comizio conclusivo di mercoledì 21 giugno in Piazza Ciaia.
È stato fatto poco? È stato fatto molto?
Avremmo voluto fare di più, ma comunque un segnale è stato dato, l'impegno profuso è sicuramente da apprezzare, viste anche le risorse a disposizione e soprattutto in considerazione del fatto che a livello nazionale poco si è parlato di questo referendum.
Ora la parola passa ai cittadini sperando che possano cogliere il messaggio del “Comitato Fasano Salva La Costituzione” esprimendo il 25 e 26 giugno un secco NO all'idea leghista di dividere l'Italia.
Raffaele Convertino
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DEBITI ED ERBACCE
La villa di LauretoAll'ordine del giorno del Consiglio comunale, oltre ai soliti provvedimenti attinenti la materia di competenza professionale del sindaco ingegnere, vi è il riconoscimento di un debito a favore della ditta che si occupa del pattume cittadino.
La cifra in discussione - misteri della guida amministrativa locale - è di alcuni milioni di euro; il paradosso: non vi è un centesimo per piccoli interventi, ma ci si accinge a certificare un esborso finanziario impressionante.
Non riescono, gli strateghi della finanza di palazzo, a trovare pochi spiccioli per ripulire uno spazio pubblico -vedi villetta di Laureto- ma hanno la faccia tosta di lanciare proclami e impegni per milioni di euro.
La situazione è piuttosto sconcertante; si continuano ad impegnare, con estrema disinvoltura, risorse che non ci sono, certi come sempre che, alla fine, saranno i cittadini a pagare il conto.
Si spende, insomma, in maniera sconsiderata; stipendi gonfiati a dirigenti nominati per la bisogna, improduttive e costose consulenze esterne, posti in organico occupati da amici e parenti con contratti di ogni tipo e servizi affidati -a cifre senza controllo- a cooperative amiche sono solo alcune delle idrofore che hanno prosciugato le casse comunali.
Gli organi preposti al controllo del cattivo utilizzo del danaro pubblico saranno chiamati, nel prossimo futuro, a farsi carico di una gran mole di lavoro per riportare nelle casse cittadine il maltolto. Ci riusciranno?
Chi si occuperà nel frattempo di mantenere a galla la barca? I cittadini, naturalmente.
La maggior parte dei cittadini fasanesi ignora, per esempio, che i loro amministratori hanno deliberato la volontà -indebitandoli di fatto- di spendere più di quello che incassano; la ragione di un tale atto è di semplice comprensione: le entrate comunali non bastano a coprire le allegre spese del sindaco, di dieci assessori e di innumerevoli -si è perso il conto- consiglieri con delega speciale.
Al punto in cui siamo, neppure la vendita dei "gioielli di famiglia" copre più i danni di quattro anni di malgoverno.
Nel frattempo viene da chiedersi, dov'è sono quelli che si appellavano, qualche lustro fa, al bisogno di cambiare? Dove sono finiti i propagandisti nel nuovismo? E' sin troppo evidente che entrambi hanno fallito e stanno trascinando un'intera collettività nel loro fallimento e non può certo bastare - sembra una nuova trovata- qualche volontario dell'imprenditoria locale a cancellare una pagina amministrativa così nera.
Amministrare la Città di Fasano, per comprenderci, è cosa diversa dall'organizzare una Festa Patronale; per fermare la corsa allo sfascio e per risalire la china, occorre tracciare un percorso alla luce del sole; un progetto che cancelli l'uso malsano delle segrete stanze e favorisca, invece, la partecipazione dei cittadini alla politica e al governo della Città.
Aldo Carbonaro
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DICHIARAZIONE REDDITI E DINTORNI
RIMBORSO IRAP PER I CONTRIBUENTI
Anche quest'anno siamo difronte al dilemma se per i lavoratori autonomi si debba procedere la versamento dell'IRAP o meno, così come riconosciuto dalla stessa Corte Costituzionale con propria sentenza n. 156 del 21.05.2001 che ha ritenuto l'illegittimità dell'IRAP.
L'IRAP rappresenta un'imposta reale che si applica sul valore aggiunto prodotto da una attività autonomamente organizzata così come previsto dall'art. 2 del D.Lgs. 446/1997.
In seguito a varie sentenze di Commissioni Tributarie favorevoli all'illegittimità costituzionale della normativa IRAP e dall'altro canto in seguito ad una recente risoluzione dell'Agenzia delle Entrate in merito alla liceità dell'imposta in questione, si consiglia a tutti i lavoratori autonomi di versare normalmente l'IRAP dovuta e successivamente presentare ISTANZA di rimborso al competente Ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate.
Inoltre per i versamenti effettuati negli anni passati, a mio giudizio ricorrono le condizioni di illegittimità dell'IRAP, individuate dalla Corte Costituzionale nel rispetto di quanto stabilito dall'art. 38, co. 1 del D.P.R. 602/1973. così come richiamato dall'art. 25, co. 1 del D.Lgs. 446/1997, e ai sensi del quale il soggetto che ha effettuato il versamento diretto può presentare istanza di rimborso entro 48 mesi dal versamento dell'imposta.
ICI ANCORA COME L'ANNO PASSATO
Il 30 giugno 2006 per tutti i proprietari e titolari di diritti reali su beni immobili rappresenta una data importante per il pagamento dell'acconto ICI per l'anno 2006, ai sensi dell'art. 10, D.Lgs. 30.12.92, n. 504.
Non discuto il principio , a mio parere, illegittimo che ispira indiscriminatamente questa IMPOSTA comunale sugli immobili, quanto il fatto che spesso di questo argomento se ne faccio un uso politico o di tipo personalistico (si ricordi la proposta lanciata nel buio dal Sindaco di abolire l'ICI di qualche mese fa).
Anche questo anno i cittadini fasanesi saranno obbligati a pagare l'ICI mediante bollettino postale con l'aggravio dell'euro da pagare ad esempio all'ufficio postale: perchè?
Esattamente mi chiedo perchè il Comune di Fasano a differenza dei nostri cugini di Monopoli, Locorotondo, Cisternino ed altri, non abbia aderito alla convenzione per il pagamento dell'ICI mediante modello F24, che avrebbe permesso al contribuente fasanese non solo di risparmiare tempo e denaro ma anche avrebbe dato la possibilità di poter compensare l'ICI con altri crediti del contribuente di varia natura (crediti IRE, crediti IVA ed altri).
Giuseppe Liuzzi
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ROSA NEL PUGNO: QUALE FUTURO?
L'articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 4 giugno 2006 in merito ad una intervista rilasciata dall'On. Rino Formica il quale faceva una cruda e veritiera ma forse troppo spietata analisi riguardo alla alleanza tra i socialisti dello SDI e i radicali i quali hanno dato vita alla Rosa nel Pugno merita sicuramente da parte di tutti una riflessione.
Non sarà stato facile per il Segretario dello SDI Enrico Boselli il quale era stato in passato il più forte propugnatore dell'alleanza DS-Margherita e Repubblicani europei per costituire il partito democratico trovarsi in una posizione di isolamento a causa della Margherita che era dell'idea di andare alle elezioni divisi. Trovarsi in quella situazione con una nuova legge elettorale e con lo sbarramento al 2% alla Camera e il 3% al Senato non è stato per i socialisti una bella situazione..
Urgeva sicuramente un'alleanza a cui i socialisti di Bobo Craxi e De Michelis non erano pronti.
E siccome i tempi della politica oggi non sono più biblici ma le decisioni si prendono ad horas l'unica strada perseguibile era sembrata quella dell'alleanza con i Radicali di Pannella-Bonino e Capezzone.
Probabilmente qualche settimana dopo si sarebbe aperta con più facilità la strada dell'unità socialista, ma l'alleanza era ormai ufficializzata. Di positivo bisogna però riconoscere il fatto di aver sottratto i Radicali all'influenza del centrodestra e questa ha sicuramente influito favorevolmente (fatto non da poco) alla risicata vittoria del centrosinistra alle Politiche.
I risultati della “Rosa nel Pugno” come tutti sappiamo alle Politiche non sono stati buoni e come ammesso dallo stesso Boselli nelle ultime amministrative sono stati migliori proprio perché si è risvegliato il voto socialista che riviene dalle centinaia di sezioni dello SDI sparse in Italia.
Oggi c'è un malessere diffuso nella base socialista che riviene dal fatto che si è evidenziata una debolezza culturale e politica del progetto di Boselli e Bonino.
Peraltro la presenza al Governo marginale e residuale a della componente socialista accentua questa debolezza.
Appare chiaro ed evidente inoltre che la componente radicale della Rosa ha mantenuto il suo tono e vivacità, mentre quella socialista si è affievolita in maniera consistente. Una “Rosa nel Pugno” che appare oggi come una “cosa” dei radicali che la rappresentano al governo e fanno la voce grossa sui mezzi di comunicazione non fa bene a quei socialisti che il cui orgoglio di partito viene liquidato e con esso la spinta emotiva a fare meglio e a lavorare per un progetto a un Paese migliore.
Abbiamo bisogno di una profonda riflessione perché se si sono commessi errori bisogna non vergognarsi di ammetterli finché si è in tempo per evitare il peggio.
Nemmeno si può essere indifferenti a quello che sta avvenendo nella sinistra italiana. Dobbiamo porci il problema di diventare attori e interlocutori seri del processo di riorganizzazione della sinistra italiana.
Il processo di formazione del “Partito democratico” che potrebbe chiamarsi anche diversamente non può fare a meno dei socialisti. I socialisti possono essere la linfa vitale, il collante della formazione di questo nuovo e grande partito riformista. A patto e condizioni che si lavori per la unità delle diverse anime socialiste ancora divise.
Senza i socialisti uniti questo progetto è destinato ad avere una vita molto difficile se non a fallire.
Riteniamo, pertanto, di essere un soggetto importantissimo e vitale per questo processo con o senza i radicali.
Donato Petruzzi
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IL BALLO DELLE DEBUTTANTI
Esiste un evento, ormai retaggio del passato, che segna l'ingresso delle signorine che contano nella buona società. Una circostanza carica di significato per le malcapitate che sono costrette, per mesi e mesi, a imparare a ballare e poi ad agghindarsi a mo' di bomboniere, con pizzi e crinoline, per rendere soddisfazione ad un altrettanto malcapitato cavaliere e soprattutto ai genitori ed al casato che rappresentato. Roba d'altri tempi, insomma, che oggi occupa non più di due o tre pagine sulle riviste satinate che danno al lettore (anch'egli malcapitato, a sua volta) ampi spazi di ilarità nel vedere qualche goffa pulzella ingioiellata che fa il suo sospirato debutto.
Eppure, il ballo delle debuttanti è diventato di gran moda nel municipio locale dove si trascorre la maggior parte del tempo a disegnare abiti di gran moda (si fa per dire) e ad inventare nuovi passi di danza. Capita, pertanto, che la giunta appresti un nuovo modello di struttura organizzativa del comune, che però scontenta qualche dirigente debuttante che strepita e si fa sponsorizzare dal politico di turno. Della serie: “queste scarpe non mi piacciono”, “il corsetto è troppo stretto e ingigantisce la vita”, “il cavaliere non è abbastanza bello”. Ovviamente questi strepiti sono accompagnati dai valzer viennesi che accentuano il clima festaiolo che ormai si respira da parecchio sul Palazzo di Città. Detto tra le righe, il termine “debuttante” nella realtà locale si riferisce ad individui di sesso maschile , sufficientemente dotati, però, delle grazie e dei modi delle fanciulle, e a soggetti di sesso femminile che non disdegnano comportamenti androgini, pur di occupare le stanze del potere. Ovviamente, di fronte a tanti strepiti, la macchina politica non può rimanere inerte; anche il ballo delle debuttanti è un investimento, quantomeno in termini di pizzi e crinoline che vengono acquistati con chiara procedura che disdegna l'evidenza pubblica. Ed ancora una volta, mano alla penna (pardon, alla forbice): viene disegnato un nuovo assetto strutturale. Ma il lettore non si inganni: la macchina burocratica è l'ultimo dei pensieri degli amministratori. Un unico dictat anima il sarto: far indossare il miglior vestito alla più bella delle debuttanti. Principi come competenza, professionalità, merito e titoli vengono sostituiti da ben più interessanti scampoli di seta, profumi francesi e acconciature stravaganti. Il risultato, alla fine, è strabiliante: i servizi sociali vengono dirottati nell'ambito della segreteria generale (quasi come quando Cenerentola fu relegata da matrigna e sorellastre negli scantinati del palazzo paterno) e si dà vita ai cosiddetti “servizi alla persona” che includono : anagrafe, ufficio relazioni con il pubblico, ufficio invalidi civili, pubblica istruzione e (difficile a dirsi) il protocollo. La vita delle persone (i cittadini), infatti, comincia con l'atto di nascita, prosegue con l'acquisizione di informazioni presso l'u.r.p, è intervallata da una bella pratica per l'invalidità, frammischiata ad un buono mensa e termina al protocollo. Roba da debuttanti!
Oltre la beffa, il danno: presunti dirigenti, supportati solo da un'illegittima attribuzione di mansioni superiori, tentano di consolidare il proprio potentato a meno di un mese dalla scadenza dell'incarico e segnano così il debutto nella società. Cosa accadrà domani, a nessuno è dato conoscere. Ma è certo che, se qualcuna di queste debuttanti dovesse smarrire la scarpetta in questo vorticoso giro di danze, non ci sarà alcun paggio reale pronto a infilarla al piede per sancirne il rango di principessa.
Primula Rossa
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 fatti fattacci cronache e controcronache
ORARI ESTIVI ALLA BIBLIOTECA
Per il periodo estivo fino al 30 settembre, la biblioteca comunale, con annessi servizi di mediateca e sala lettura periodici, al pomeriggio aprirà al pubblico soltanto nella giornata del giovedì dalle 15,30 alle 18,30. In mattinata, dal lunedì al venerdì, l'orario di servizio è dalle 7,30 alle 14,00.

FESTIVAL A MARIA
Ennesima affermazione del concerto bandistico “Santa Cecilia”, l'associazione musicale amorevolmente diretta dall'infaticabile Cosimo Donnaloia. A Monopoli in occasione della 9^ Rassegna “Festival a Maria” svoltosi nell'auditorium di Canale 7, il complesso fasanese ha eseguito una singolare interpretazione dell'Ave Maria di Schubert, per voce solista e orchestra. La voce, quella del tenore Padre Angelico ( “Canossiano” che svolge la sua attività presso l'Oratorio del Fanciullo di Fasano); mentre l'accompagnamento è stato curato dai maestri Maria Patronelli, Anna Rosato, Angela Colucci e Giovanni Giannoccaro (tutti diplomati al Conservatorio di Monopoli), unitamente al gruppo strumentale Rosa Fanizza e Lory Potenza (sax), Ilenia Caramia e Ornella Carrieri (clarinetto), Francesca Corallo (flauto), Tolomeo Lacirignola (tromba) e Gennaro Pantaleo (batteria). Nella foto, Martino Grassi mentre intervista Padre Angelico.

LA PITTURA DI MARISA MOLA
Fino al 26 giugno sono in esposizione presso la Sala Pezzolla (via Fogazzaro, 2) dipinti di Marisa Mola. La pittrice, di origine fasanese, da anni vive a Bari. La sua arte è stata apprezzata da autorevoli critici e sue opere sono state esposte in gallerie rinomate in Italia e all'estero. Alla vernice di lunedì 19 giugno ha parlato dell'artista e della sua produzione pittorica, la prof.ssa Maria De Mola.

CONVERSAZIONE DI GAE AULENTI
L'architetto e designer Gae Aulenti ha parlato di creatività, di grandi opere architettoniche, di urbanistica, ma anche di buon gusto e di vivibilità, oltre che della Puglia e delle sue bellezze e di qualche bruttura dovuta all'edilizia selvaggia. A stimolare la conversazione del “convivio” ci ha pensato il giornalista Nicola Signorile. La conversazione si è tenuta sabato 17 nella masseria Borgo San Marco, nell'ambito degli incontri con gli autori tra castelli e masserie, organizzati dai Presìdi del Libro.

SENZA ADSL A MONTALBANO
Montalbano continua ad essere penalizzata per quanto riguarda la linea Adsl, che consente una fruizione migliore e soprattutto veloce della rete Internet. Nonostante le numerose petizioni e le proteste dei residenti, la Telecom non ha ancora provveduto a risolvere questo problema che è stato sollevato anche da numerosi imprenditori del posto.

SERVIZIO DIALISI ALL’UMBERTO I
Potenziato il servizio di dialisi all'ospedale “Umberto I” di Fasano. Oltre ai turni che si svolgono la mattina, se ne aggiungono altri tre di pomeriggio (lunedì, mercoledì, venerdì). In questo modo si consente ad otto soggetti dializzati di evitare faticose trasferte verso altri centri sanitari per sottoporsi alla depurazione artificiale del sangue.

BARRIERE ARCHITETTONICHE ALLA SELVA
L'associazione Pro Selva chiede interventi, in tempi brevi, in modo da eliminare le barriere architettoniche esistenti nei pressi dell'ufficio postale della località collinare silvana. Si tratta di un problema di vecchia data, che a tutt'oggi è irrisolto.

PISTOLETTATE CONTRO L’AUTO
Colpo di pistola contro l'auto di un imprenditore di Fasano. Si tratta di una Mercedes 320, che era parcheggiata in via Fascianello. L'uomo, uscito di casa per andare al lavoro, ha trovato l'auto “perforata” da alcuni proiettili. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi di rito. Potrebbe trattarsi di un avvertimento mafioso.

TIR RIBALTATO
Camion si ribalta lungo la statale 172: il traffico è stato bloccato per quasi sette ore. Un tir, proveniente dalla Sicilia e diretto a Conversano, che trasportava frutta e verdura, è uscito fuori strada, dopo un chilometro e mezzo dallo svincolo per Fasano. Le operazioni di rimozione delle casse della frutta e del rimorchio, sono durate diverse ore. Nota di colore a margine. Non poche persone hanno approfittato della confusione per impossessarsi di frutta e verdura.

OLIO: CUORE E SALUTE
Si è svolto presso la masseria “Sant'Angelo de Grecis” il convegno “Olio di oliva, cuore e salute”, organizzato dall'Associazione medica fasanese e dall'Università degli studi di Bari, clinica medica “Murri”. Sono intervenuti 13 esperti del settore, giunti da ogni parte della regione.

SOLITI PROBLEMI ALLA SELVA
Continuano gli atti di vandalismo alla Selva di Fasano. I nuovi lampioni sono stati messi gravemente danneggiati dai soliti balordi, che agiscono indisturbati nelle ore notturne. Disagi anche nell'area a traffico limitato: auto e moto circolano senza alcun problema in viale Toledo, rovinando la bassa illuminazione presente nel tratto compreso tra la Casina Municipale e l'incrocio con la Chiesa del Trullo del Signore.
Da segnalare anche l'assoluto degrado regnante nei pressi delle due rotonde, lungo viale Belvedere: ci si trova di tutto, dai rifiuti speciali a materiale ferroso, dal materiale di risulta di cantieri edili a vecchi elettrodomestici. Occorrono interventi urgenti degli enti preposti e, soprattutto, maggiori controlli in zona da parte dei vigili urbani.

CAMPER SELVAGGIO SULLA COSTA
Non accenna a scomparire il triste fenomeno del “camper selvaggio”. Nonostante la normativa vigente vieti espressamente ogni forma di campeggio e di bivacco, al di fuori delle aree appositamente destinate, si rinnova una cattiva abitudine da parte di turisti e villeggianti che danneggia l'immagine del litorale costiero.

BANCHE INACCESSIBILI
I disabili hanno notevoli difficoltà di accesso agli istituti bancari di Fasano. Su 14 banche presenti nel territorio, solo 3 rispettano le norme riguardanti l'accessibilità per i soggetti portatori di handicap.

RAPINA NELLA ZONA INDUSTRIALE
Rapinatori armati, a bordo di una potente moto, assaltano un corriere: bottino 7000 euro. La rapina è avvenuta nella zona industriale di Fasano, dove un uomo che trasportava materassi è stato bloccato da due individui a bordo di una moto. Sotto la minaccia di una pistola, il rapinatore si è fatto consegnare il denaro che il corriere aveva con sé. A quest'ultimo è stato sottratto anche il telefono cellulare. Sono in corso indagini dei carabinieri.

L’ATTIVITA’ DELLE FIAMME GIALLE
In occasione del 232° anniversario dalla fondazione del corpo, la Compagnia della Guardia di Finanza di Fasano ha illustrato il brillante consultivo delle attività svolte negli ultimi 12 mesi. In particolare, gli uomini delle Fiamme Gialle si sono distinti nel settore del contrasto all'evasione fiscale e contro il traffico di sostanze stupefacenti. Altrettanto rilevante la lotta al riciclaggio.

PROGETTO DI MONITORAGGIO MERCATI
Il 9 giugno è stata organizzata una Tavola Rotonda,presso la Direzione del Mercato , che ha offerto l'occasione di illustrare, agli operatori del settore, i risultati dell'ultimo quadrimestre di attività ed in particolare i dati raccolti dal Centro Agroalimentare di Fasano, attraverso un'analisi comparata con gli altri Mercati Ortofrutticoli all'Ingrosso monitorati.
Alla tavola rotonda, dopo i saluti del viceprefetto di Brindisi, Massimo Mariani e del Vicepresidente del Centro Agroalimentare Nicola Caramia, sono intervenuti il responsabile Anci per il progetto Stefano Campioni, e del Project coordinator Azione Mercati Ancitel Davide Donadio che ha parlato del “Portale del monitoraggio telematico come opportunità per i mercati”. A presentare i primi risultati del monitoraggio telematico è stato Pietro Cernigliaro Presidente dell'A.N.D.M.I. (Associazione Nazionale Direttori Mercati Ingrosso). Alla tavola rotonda hanno partecipato numerosi esperti addetti ai lavori del comparto agroalimentare pugliese, tra cui anche l'assessore provinciale all'agricoltura Donato De Carolis.

LA FESTA DEI CORTEI STORICI
Nell'ambito del Giugno Fasanese, il venerdì precedente la festa patronale si svolge, dal 2001, la festa dei Cortei Storici d'Italia. Ogni anno vengono invitati gruppi rappresentativi. Per questa sesta edizione che si terrà il prossimo 23 giugno, sono stati invitati: “Il Mastrogiurato” di Lanciano (Chieti); “ Il Palio dei Terzieri” di Trevi (PG) e “La battaglia dei Turchi di Tollo (CH).
Quest'ultimo gruppo è stato a Fasano anche l'anno scorso. La loro storia è molto simile alla nostra Scamiciata, infatti, nel 1566 la flotta ottomana minacciò le coste adriatiche con ripetuti saccheggi. Dopo l'inutile assedio a Pecsra e la distruzione di Francavilla, io turchi si spinsero all'interno per assaltare i piccoli centri: A Tollo però la battaglia si fece più infuocato e quando gli abitanati del luogo stavano per cedere, apparve in cielo la Vergine. Così ogni prima domenica d'agosto, a Tollo, a mezzogiorno in punto viene rievocata la battaglia fra turchi e cristiani per festeggiare la “Madonna della Vittoria”.
Il “Mastrogiurato” è una carica pubblica istituita nel 1304 a Lanciano, dagli Angioini che governavano la città abruzzese. Il corteo storico rievoca, in particolare, il riconoscimento del re alla città per la sua fedeltà.
Il “Palio dei Terzieri” è invece la rievocazione dell'ardore giovanile che consentì alla città di Trevi di risorgere dopo la sua distruzione avvenuta, nel 1214, per mano degli spoletini.

COORDINATORE REGIONALE
Fabiano Amati, lunedì 19 a Bari, è stato nominato coordinatore regionale della Margherita. Subentra a Gero Grassi, eletto al Parlamento.
L’incarico conferito ad Amati fino alla celebrazione del congresso, previsto in autunno, conferma la capacità e l’impegno del nostro concittadino nell’ambito soprattutto della costruzione del nuovo soggetto politico che riunirà diessini e margheritini.
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ORDINE DI ARRESTO PER FITTO

L'ex presidente della Regione Puglia Fitto e'uno dei 3 destinatari di un ordine d'arresto ai domiciliari per una maxitangente in ambito sanitario.Il provvedimento non e' esecutivo. Deve essere autorizzato dalla Camera perche' Fitto e' deputato. L'autorizzazione a procedere e' stata gia' depositata a Montecitorio dalla Guardia di Finanza.
L'ordinanza ha raggiunto anche l'imprenditore romano Giampaolo Angelucci presidente della 'Fondazione San Raffaele' e il salentino Paolo Pagliaro.
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Pino Carrone L'angolo di Pino Carrone
SONO GUAI SENZA PATTO DI STABILITA’
Il Sindaco Ammirabile, probabilmente mal consigliato, ha deciso di violare il patto di stabilità per mettersi in contanti e poter affrontare tranquillamente la prossima campagna elettorale. L'opposizione che fa? Sta a guardare? Su questi argomenti bisogna scatenare l'ira di Dio, non per il gusto di far caciara, ma per far capire alla gente quali sono i pericoli che derivano da un tale atto sconsiderato. Senza andare troppo lontano, a Taranto, stanno già pagando amaramente le conseguenze dell'allegra politica amministrativa della Di Bello, anche lei di Forza Italia. Non voglio fare il catastrofico, ma se a Taranto si trovano ora in due mari di guai, fra qualche anno qui a Fasano ci troveremo affogarti in un oceano di debiti. Le forze del centrosinistra si mobilitino su questo tema e richiamino l'attenzione anche della Corte dei Conti sui tanti sprechi finora consumati da quest'Amministrazione tutt'altro che ammirabile.
Pino Carrone
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LA BIONDA INFIDA
Trentatre anni di differenza in amore possono significare niente. Se c'è amore reciproco, ovviamente. Ma se ad amare è soltanto lui, che di anni ne ha 56, e lei, ventitreenne, ha pure picci per la testa, embè, è inevitabile che la differenza si manifesti in tutta la sua evidenza e in maniera anche indecorosa. Se n'é reso conto a proprie spese un danaroso fasanese che, dopo aver fatto fortuna all'estero, si é voluto togliere lo sfizio di convivere con una bionda mozzafiato, di quelle che scendono dalle fredde terre del Nord per popolare i night club. Fin qui nulla di strano. La cosa s'ingarbuglia quando la fatale biondazza avanza pretese sempre più incalzanti, compreso l'anello nuziale. Lui perde la testa (il pelo biondo, si sa, fa quest' effetto sul bruno meridionale) e aderisce a ogni richiesta. Lei continua scientificamente ad alzare ogni volta la posta e quando lui protesta, lei non si scompone: si limita a chiudere le frontiere del piacere! Lui s' incavola di brutto. Lei se ne sbatte. Anzi, minaccia di farlo far fuori dalla mafia russa e a mo' di liquidazione si appropria di alcune migliaia di euro e di una costosa auto nuova. Non basta, gli fa pure un caricatone di mazzate e sparisce dalla circolazione.
Un consiglio ai danarosi attempati della bassa Italia: toglietevi tutti gli sfizi che volete con le bionde nordiche (e anche con le more sudamericane, se vi capita), ma non andate mai oltre una sola notte d'amore; per ripetere certi numeri ci vuole fiato e la differenza di età, a quel punto, viene fuori tutta!
m.
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CONCERTO INEDITO
PER ORGANO E ORCHESTRA
Si è svolto giovedì 15 giugno un prestigioso concerto in occasione della revisione e ampliamento dell'Organo "Ruffatti" della parrocchia di San Giovanni Battista in Fasano.
L'organista Francesco Bongiorno insieme all'orchestra Collegium Musicum, diretta da Rino Marrone ha eseguito un interessante programma comprendente,·(tra l'altro, il concerto per organo e orchestra (opera 177 n. 2) di Joseph Gabriel Rheinberger, opera mai eseguita in Italia per la complessa articolazione necessaria tra organo a canne e orchestra.
Si tratta dunque di un appuntamento ricco di significati e di richiami culturali voluto dalla parrocchia di san Giovanni Battista e dal priore don Sandro Ramirez, dopo i lavori di ampliamento e revisione dell'organo a canne. Lo strumento che sovrasta l'altare centrale, venne costruito dalla bottega Ruffatti da Padova nel 1969. Sotto la direzione del Maestro Francesco Bongiorno, ormai uno dei più noti e bravi organisti del panorama internazionale, ci si è accorti che il grande organo era carente in alcune "voci" della famiglie delle viole. E' stata così incaricata la Bottega organaria di Salvatore Pronestì da S. Onofrio di Vibo Valenzia (già esecutrice del restauro dell' organo della basilica pontifica di S. Martino a Martina Franca), di eseguire i lavori di ampliamento dell'organo fasanese.
Così, dopo un accurato lavoro di ripristino (non erano mai state effettuate manutenzioni) sono state aggiunte altre 200 canne nuove che insieme a quelle già esistenti, raggiungono ora il numero di oltre 2000. Sono stati effettuati lavori di pulitura, (nella canne più grandi avevano nidificato anche gli uccelli!) e realizzata la trasmissione del movimento con schede elettroniche a transistor con funzionamento a tocco immediato e sicuro.
Ora l" organo è pronto nella sua interezza, con una caratteristica che lo rende particolare, ovvero il registro con le trombe di festa in ottone che non erano più in uso da molti anni per il degrado dei materiali non sostituiti,. Si tratta dunque di uno strumento completo che lo rende tra i più ricchi di risorse tra quelli presenti in zona, con i nuovi registri che sono stati intonati secondo la tradizione dello organistica italiana.
Gianfranco Mazzotta
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Un fasanese nel brigantaggio postunitario
IL TERRIBILE ORSOFATUO
Raggiunta l'unità d'Italia, nel 1861, la Destra storica impose al paese un regime rigidamente accentrato. Esso si realizzò attraverso la piemontizzazione forzata di tutta la penisola, l'intensificarsi della pressione fiscale e l'imposizione della leva obbligatoria sul popolo meridionale. Furono questi fattori, uniti alle deluse speranze di riscatto, ad alimentare le file del brigantaggio, antica piaga del sud.
Se inizialmente la natura della ribellione sembrava essere circoscritta a fattori di natura prettamente politica, in seguito la vera causa della sollevazione popolare si rivelò essere un incontenibile disagio sociale: la fame e la miseria dilagavano e la Destra conservatrice non era capace di affrontare la questione del Mezzogiorno. Bande armate di briganti iniziarono, così, a rapinare, uccidere, sequestrare come segno di protesta contro i “galantuomini” piemontesi.
Fu in una delle bande operanti a sud di Bari che si distinse Giuseppe Caro, denominato “Orsofatuo”, trentaseienne, armiere di professione, nato e domiciliato a Fasano. Da subito impostosi per il suo carattere sanguinario e violento, Caro riempì con le sue gesta centinaia di carte di atti processuali. Fece parte di una banda armata ad “oggetto di delinquere contro le persone, le proprietà e di cambiare la forma del governo”, guidata da un sergente di Gioja.
Il Nostro, scorrendo per le campagne pugliesi, commetteva impavido reati di ogni tipo.
Il tredici giugno del 1863, però, a Trani, la Corte d'Appello delle Puglie pronunziò l'accusa contro il brigante nostro concittadino e i suoi compagni. Egli fu condannato alla pena di venticinque anni di lavori forzati e alla sorveglianza speciale della pubblica sicurezza per dieci anni poiché dichiarato colpevole di “associazione di malfattori” riuniti dal 1861 al 1863. L'accusato produsse, inutilmente, ricorso in Cassazione ma si può chiaramente dedurre che “Orsofatuo” avrà pagato col carcere tutte le sue colpe.
Angelica Sicilia
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DI FATTO PATRIMONIO DELL’UMANITA’
ULIVI MONUMENTI VEGETALI
Ulivo secolare nella zona di Egnathia Giù le mani dagli ulivi secolari! Sembra che la Regione Puglia si stia muovendo in questa direzione, già con una bozza di legge pubblicata 22 luglio 2005, per la tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi secolari e plurisecolari della Puglia. Per evitare che basti un Tir a portar via, nello spazio di una notte, queste piante, che sono state capaci di resistere allo scorrere dei secoli e ai tanti cambiamenti climatici. Troppo spesso in questi anni abbiamo assistito inerti all'espianto e alla vendita di questi giganti monumentali di cui il nostro territorio è ricco. Vivaisti e trafficanti li valutano un tot a secolo: se hanno seicento anni, per esempio, valgono cinquemila euro, se ne hanno ottocento, il prezzo raddoppia. Attribuzioni velleitarie! A cercare di datare queste piante, soprattutto per sottrarle alla commercializzazione, sono gli studiosi del Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il dott.re Guido Bongi, responsabile della sezione biologia ambientale del Cnr di Perugia, ha prelevato pezzi di corteccia nell'area intorno Egnatia e attraverso la stessa tecnica di analisi utilizzata per la Sacra Sindone, ha individuato un esemplare che potrebbe avere 1800 anni. Per Bongi, potrebbe trattarsi di una pianta-madre, che precede le altre già rintracciate in Italia, e potrebbe essere l'origine della Frantoio, la principale varietà italiana. Scoperta sconvolgente se si pensa che la vita media di un ulivo arriva a 500 anni, e, che il dott.re Bongi aveva individuato, anni addietro, un altro esemplare plurisecolare in Umbria, che si riteneva risalisse all'undicesimo secolo, ma che invece si è scoperto abbia 1500 anni. C'è fervore tra gli scienziati, dopo queste rivelazioni, anche la dott.ssa Alma Blonda del Cnr di Bari, attraverso rilievi satellitari, ha elaborato un preciso censimento di queste piante in tutto il territorio.
A settembre dallo scorso anno, proprio nella sala di rappresentanza del museo di Egnatia, si è svolto un interessantissimo convegno sui temi della valorizzazione e della tutela degli ulivi secolari di Puglia, organizzato da Gianbattista Picella, in Puglia è il principale animatore per la difesa e la tutela di questi monumenti vegetali. Obiettivo principale è quello di coinvolgere l'Unesco, in modo che diventino 'Patrimonio dell'Umanità'.
Maria Teresa Cocozza di Montanara
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dal Kennedy a Egnazia
LE BACCANTI DEL LICEO
Non è bastato il successo dell'anno scorso agli studenti del liceo classico e scientifico “L. Da Vinci”, che il 5 giugno scorso, presso il teatro Kennedy, hanno messo in scena le Baccanti, testo tratto dall' omonima tragedia di Euripide, commediografo greco del V secolo a. C. Con quest'opera si delinea il quadro di una società prostrata dalla guerra, le contraddizioni e le sfumature dell' animo umano, oltre che un nuovo modo di accostarsi alla religiosità. Argomenti quanto mai attuali, per un mondo, il nostro, dove il concetto di religione è diventato sinonimo di lotta tra gli uomini. Ieri come oggi l'uomo non sembra essere cambiato poi molto, forse i modi ed i tempi sono mutati nel corso degli anni, ma la storia è sempre la stessa. La storia di una follia, di un rito fascinoso e proibito, di una cieca devozione ad un dio, una devozione per cui si poteva anche uccidere nella Grecia classica . Una devozione per cui l' uomo arriva ad uccidere ancora oggi. L' attualità dell'opera è innegabile, come è innegabile il successo di questi ragazzi, forse ancor più dello scorso spettacolo, grazie al sapiente lavoro dei due professori che ne hanno curato la preparazione sin dai primi mesi dell'anno, il Prof. Michele Iacovazzi e la Prof. Teresa Liuzzi. Tanto impegno, ma anche tanta passione e tanto entusiasmo per loro come per gli alunni che hanno partecipato e contribuito alla riuscita della serata, a cominciare da Francesca Radesco, studentessa del liceo classico, che si è cimentata in un impresa per nulla semplice, riadattare e rielaborare il testo originale di Euripide, creando un' opera accessibile a tutti, anche ai giovani, e non solo… non ancora stanca si è occupata di una parte dell'apparato tecnico, oltre che della presentazione iniziale della serata in collaborazione col Prof. Iacovazzi. Insomma, tanta fatica per lei, ma anche tanto successo, merito della sua bravura, la bravura di una ragazza di cui sentiremo parlare spesso. Ma eccezionale e per certi versi particolare, è stata anche la parte recitativa, se si pensa che a mettere in scena la tragedia sono stati ragazzi dai 16 ai 19 anni, a cominciare dal coro, composto da quindici splendide baccanti, presenti sulla scena per tutta la durata dello spettacolo, agitando i loro corpi in una serie di danze propiziatorie o religiose in onore di Dioniso, dio del vino e dei boschi. Ed è proprio Dioniso il protagonista dell'opera, interpretato da Dario Zizzi, alunno del liceo scientifico, che con la sua bravura, la sua mimica, e qualche ricciolo biondo in più, è riuscito a restituire gran parte del fascino originario al suo personaggio, un dio che attraverso i riti orgiastici libera l'uomo dalle preoccupazioni, lo purifica e lo rinnova. Dioniso ma anche Perseo, re di Tebe, interpretato dall'altrettanto bravo Nicola Colucci, che con i suoi soli 15 anni non è stato da meno dei suoi compagni, fino ad arrivare ad Agave, interpretata da Vissia Recchia, che è riuscita a rendere mirabilmente tutto lo strazio di una madre che uccide il proprio figlio, in preda al un furore estatico verso il proprio dio. Una nota di merito va certamente a Valerio Cinqui, interprete di Tiresia, che, armato di bastone e coroncina d'edera, è stato uno tra gli attori più bravi, nonostante non avesse alcuna esperienza recitativa alle spalle. Ma a tutti vanno i nostri complimenti, da chi ha curato l'apparato tecnico, a chi si è occupato dei costumi, della scenografia e della grafica, fino ad arrivare ai musicisti, che per l'occasione hanno composto alcuni brani, usando strumenti tipici degli antichi, come l'oboe. E per le persone che si fossero perse la prima dello spettacolo: non disperate! La replica sarà messa in scena mercoledì 12 luglio ad Egnazia, e viste le premesse, il consiglio è quello di non mancare.
Claudia Ostuni
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GARE CLANDESTINE
Le chiamano “Drage Races”, sono le gare automobilistiche clandestine, che si svolgono prevalentemente durante la notte in alcune periferie della nostra penisola.
Infatti, è durante le buie ore della nottata che questi folli “automobilisti” si incontrano per dare vita alle loro infinite scorribande: periferie, parcheggi di grandi supermercati, stradoni delle zone industriali, sono gremite di automobili pronte a far bruciare l'asfalto trasformato in un'occasionale pista “mordi e fuggi”. Questi improvvisati Montoia si sfidano a duello su un rettilineo di circa 400 metri su cui raggiungono una velocità anche superiore ai 200 chilometri orari, con le auto più diverse. Le più gettonate sono: Fiat Punto, Opel Tigra, Peugeot 205, Fiat Uno, ma ci sono anche gli spacconi che mostrano le loro Audi e Bmw.
Ma quanto costa truccare un’auto per gareggiare? Premettendo che tutte le auto sono adattabili, si può spendere fino a 25 mila euro, e il rivenditore migliore è internet. Infatti, è sulla rete che questi folli automobilisti fanno i migliori affari, ma non solo, qui organizzano addirittura le gare. Sui numerosi forum frequentati dagli amanti dell'accelleratore facile, si possono fissare gli incontri e decidere dal luogo della gara a cosa scommettere in caso di vittoria. Roba da far rabbrividire pure il codice della strada. Tutto sommato, possiamo considerarci a Fasano fortunati. Questa moda da noi non è ancora arrivata e considerando che da noi le mode arrivano sempre in ritardo, speriamo che questa volta non arrivino proprio.
Paolo Pugliese
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 Brevissime dalla Regione Puglia
MATERIALI EDILI: PUBBLICATO IL REGOLAMENTO REGIONALE
E' il regolamento n. 6/2006, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 74 del 16 giugno 2006, relativo alla gestione dei rifiuti speciali prodotti dalle attività di costruzione, demolizione e scavi. Questo strumento normativo è essenzialmente finalizzato a favorire, da parte dei produttori di terre e rocce da scavo, il reimpiego diretto dei materiali di risulta.Il regolamento contiene, inoltre, disposizioni normative per la regolamentazione delle aree di stoccaggio e recupero materiale e per l'iter di autorizzazione progettuale.

POR PUGLIA 2000-2006: SELEZIONE “ORGANISMO INTERMEDIARIO” PER LA GESTIONE DI “PICCOLI SUSSIDI”
Pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.73 del 15 giugno 2006 l'avviso pubblico per la selezione di un Organismo Intermediario cui affidare la gestione della Sovvenzione Globale denominata “Piccoli Sussidi”, prevista dal Programma Operativo della Regione Puglia 2000-2006. Possono candidarsi ad Organismo Intermediario i soggetti senza finalità di lucro, incluse le fondazioni bancarie e sociali, sia singoli che collettivi (Consorzi, Società consortili, raggruppamenti e Associazioni Temporanee di Scopo), strutturalmente radicati e/o rappresentati sul territorio regionale, in possesso delle caratteristiche indicate nel bando.

MEDIATORE INTERCULTURALE: PRESENTAZIONE PROGETTI FORMATIVI
L'intervento, finanziato dal POR Puglia 2000-2006: Mis. 3.8 prevede uno stanziamento complessivo di Euro 1.500.000,00 Destinatari delle attività formative sono: - giovani che abbiano compiuto il 18.mo anno di età e che abbiano conseguito un diploma di scuola media superiore; - immigrati con regolare permesso di soggiorno che abbiano compiuto il 18.mo anno di età, che abbiano conseguito un diploma di scuola media superiore e che conoscano la lingua italiana ed una lingua straniera.
Le attività formative hanno l'obiettivo di formare delle figure professionali in grado di accogliere gli immigrati e aiutarli a muoversi autonomamente per la ricerca di un lavoro e di una casa e per comprendere le opportunità offerte dai diversi servizi pubblici presenti sul territorio.

AMBITI DISTRETTUALI CARENTI DI ASSISTENZA PRIMARIA
Sono stati pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 73 del 15 giugno 2006 gli ambiti carenti di Assistenza primaria, ai sensi dell'art. 20, comma 1, DPR 270/00, rilevate a marzo 2004. La graduatoria regionale di medicina generale a cui fare riferimento è quella valida per l'anno 2004 approvata con determinazione dirienziale n.19 del 16 marzo 2006 e pubblicata nel BURP n. 39 del 28 marzo 2006. Le istanze di assegnazione di incarico devono essere prodotte a mezzo raccomandata entro il 30 giugno 2006 alle AUSL competenti.

IMBOSCHIMENTI PER LA TUTELA DEL SUOLO: PUBBLICAZIONE RETTIFICA DEL BANDO
Pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione, n. 73 del 15 giugno 2006, la determinazione dirigenziale n. 691/2006 di rettifica del bando relativo ai finanziamenti previsti dalla misura 1.4 azione B del Programma Operativo Regionale 2000/2006 finalizzato ai progetti di imboschimento protettivo per la conservazione del suolo. La rettifica del bando, già pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione, n. 56/2006, si riferisce alla sezione “Istruttoria delle domande procedure”, prevedendo che ogni singolo progetto potrà essere ammesso a finanziamento fino all'importo massimo di Euro 500.000,00. I termini di presentazione delle domande di finanziamento, con relativa documentazione, ricominciano, pertanto, a decorrere dal 16 giugno 2006 fino al 14 agosto 2006.

CONTRIBUTI PER LA TRASFORMAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI: PUBBLICATA LA PROROGA DEI BANDI
Pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione, n. 73 del 15 giugno 2006, l'atto di proroga al 29 giugno 2006 del termine finale per la presentazione delle domande di concessione di aiuti in favore delle imprese di trasformazione dei prodotti agricoli, ubicate nei territori del PIT 1, PIT 4, PIT 8 e fuori area PIT

PIANO SVILUPPO RURALE-MISURA1 ”PREPENSIONAMENTO”: PUBBLICATA GRADUATORIA DEFINITIVA
Con determinazione dirigenziale 7 giugno 2006 n.918, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 73 del 15 giugno 2006, è approvata la graduatoria definitiva dei richiedenti il premio di “prepensionamento”, come dall'Allegato 1, parte integrante del provvedimento. Sulla base delle risorse disponibili, possono presentare “domanda di conferma” i richiedenti inseriti nella graduatoria definitiva dalla posizione 1 alla posizione 75 a cui sarà inviata nota raccomandata AR. In caso di disponibilità di ulteriori risorse finanziarie, potranno essere acquisite altre “domande di conferma”.

DOCUMENTO DI ASSETTO GENERALE DELLA REGIONE: PUBBLICAZIONE AVVISO DI SELEZIONE
Nel Bollettino Ufficiale della Regione n.73 del 15 giugno 2006 è pubblicato l'avviso per la selezione di due unità da impegnare nell'ambito della Segreteria Tecnica Operativa per la redazione del Documento di Assetto Generale (DRAG) della Regione Puglia, in riferimento alla L.R. n.20/2001. Ai selezionati sarà corrisposto un contratto di collaborazione coordinata e continuativa di durata annuale, prorogabile fino ad un ulteriore anno. Tra i requisiti richiesti: laurea specialistica in architettura, ingegneria o urbanistica; esperienza di collaborazione in ambito di consulenza tecnico/amministrativa nella pubblica amministrazione nel settore dell'urbanistica e pianificazione territoriale.

ELETTROSMOG: IL NUOVO REGOLAMENTO REGIONALE
Presentato il regolamento di attuazione della legge regionale 5 del 2002 con il quale la Regione colma un vuoto normativo da lungo tempo avvertito da istituzioni e cittadini interessati alla realizzazione di un sistema di protezione dai possibili effetti nocivi dei campi elettromagnetici.

AL VIA L'ACQUISTO DI NUOVI PULLMAN PER IL TRASPORTO PUBBLICO
L'assessore regionale ai Trasporti Mario Loizzo e il presidente del CO.TR.A.P. (Consorzio Trasporti Aziende Pugliesi) Giuseppe Vinella hanno presentato presso la Presidenza della Regione Puglia il nuovo Piano Pullman che consente l'acquisto di 241 nuovi autobus di cui 19 lunghi, per un importo di 31.491.108,60 euro.

NUOVO PIANO REGIONALE DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE (PRAE)
Presentato dall'Assessore all'Ecologia Michele Losappio e dall'Assessore all'Urbanistica Angela Barbanente il Piano Regionale per le Attività Estrattive (PRAE), approvato nei giorni scorsi dalla Giunta Regionale. Dopo il Piano Energetico e dopo il Piano delle Coste il governo regionale presenta un nuovo strumento di programmazione e di pianificazione, “una scelta di governo secondo l'assessore Losappio - che si sta sempre più caratterizzando, anche con un recupero temporale rispetto agli anni precedenti, non come una scelta improvvisata e occasionale, ma all'interno di un progetto politico più ampio”. Il PRAE adesso seguirà un percorso, che è quello previsto dallo Statuto: approderà nelle Commissioni consiliari competenti per un parere consuntivo e tornerà in Giunta per la sua definitiva approvazione.

POLITICHE DELLA SALUTE: IMPORTANTI RICONOSCIMENTI PER LA PUGLIA A EXPOSANITÀ (BOLOGNA)
Il 26 e 27 maggio si è tenuta a Bologna la V edizione del Premio 5 stelle nell'ambito di Exposanità e del Convegno Nazionale “Star bene in ospedale” organizzato dalla ASL di Bologna per promuovere l'umanizzazione e l'accoglienza nelle strutture sanitarie.
Due giornate di confronto e riflessione tra professionisti sanitari, rappresentanti istituzionali ed esperti del settore sul tema dell'accoglienza e del miglioramento della qualità, e in chiusura la premiazione dei vincitori del “Premio 5 stelle”. Il Comitato Tecnico Scientifico ha sottolineato che la selezione, dato l'elevato numero di progetti pervenuti e l'alto livello degli stessi, è stata particolarmente complessa e difficile. I progetti sono stati valutati con criteri relativi a: chiarezza e semplicità, innovazione, impatto, numerosità degli attori coinvolti, economicità, misurabilità, riproducibilità. Tra i 69 progetti pervenuti (il 50% dalle strutture sanitarie del Nord, il 25% dal centro e dal Sud) l'Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII con il Progetto “GIADA, Gruppo Interdisciplinare per l'Assistenza a donne e bambini abusati” (Referente: Dott.ssa Maria Grazia Foschino Barbaro Responsabile del Servizio di Psicologia Ospedale Pediatrico GiovanniXXIII), è stato proclamato vincitore per l'innovazione, l'originalità e i risultati assistenziali raggiunti, classificandosi al 2° posto dopo l'Istituto Rizzoli di Bologna; la ASL di Taranto con il progetto “Informazione, comunicazione e relazioni umane nel centro donna” (Referente: Dott. Donato Salfi Dirigente Responsabile UO Sisl e Coordinatore Sistema Informativo “Centro Donna”), ha conquistato il 7° posto e l'Agenzia Regionale Sanitaria con “Os…pedaliamo: i diritti in movimento”, programma per l'umanizzazione delle pediatrie ospedaliere pugliesi (Referente: Dott. Ambrogio Aquilino Direttore Medico Settore Qualita', Formazione, Accreditamento), ha ottenuto una segnalazione di merito. Quest'ultimo progetto, nell'intento dell'integrazione socio-sanitaria uniforme ed omogenea su tutto il territorio regionale, ha privilegiato un approccio interdisciplinare e integrato, coinvolgendo tutte le pediatrie ospedaliere pugliesi, la scuola, le società scientifiche e le associazioni di volontariato. Il comitato tecnico scientifico ha apprezzato le sinergie interistituzionali stabilite e le integrazioni tra professionalità e saperi, sottolineando i risultati ottenuti in termini di accoglienza e processi assistenziali avviati.
Il Presidente della Regione, on. Nichi Vendola, e l'Assessore alle Politiche della Salute, Alberto Tedesco, nell'esprimere ai protagonisti dei prestigiosi riconoscimenti il più vivo compiacimento del governo regionale, hanno sottolineato come i temi oggetto dei progetti premiati si inquadrino nelle strategie regionali finalizzate a perseguire l'effettiva umanizzazione dei percorsi assistenziali destinati, in particolare, alla popolazione pediatrica.

STRUTTURE BALNEARI: PUBBLICATA L'ORDINANZA
E' l'Ordinanza n.1/2006, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione n.70 dell'8 giugno 2006, per l'esercizio delle attività turistico - balneari , commerciali e ricreative, nonché per l'uso del demanio marittimo e delle zone di mare territoriale. La stagione balneare è compresa tra il 1° aprile ed il 31 ottobre. Per le concessioni demaniali e le strutture turistico ricreative destinate all'erogazione dei servizi per la balneazione, oltre che per quelle commerciali, la durata della “stagione” si estende all'intero anno solare, con la possibilità di svolgere attività collaterali alla balneazione.,L'Ordinanza contiene, oltre alle disposizioni generali, anche norme e prescrizioni per l'uso delle spiagge, la sicurezza della balneazione e la disciplina delle aree in concessione per le strutture balneari.
CALENDARIO SCOLASTICO REGIONALE
PER L'ANNO SCOLASTICO 2006/2007

Per gli studenti pugliesi il prossimo anno scolastico comincerà il 18 settembre 2006 e terminerà il 9 giugno 2007. Le attività educative nelle scuole dell'infanzia termineranno invece il 30 giugno 2007.
In tutte le scuole le lezioni saranno sospese per le vacanze natalizie dal 23 dicembre 2006 al 6 gennaio 2007 e per le vacanze pasquali dal 4 all'11 aprile 2007.

Oltre le domeniche, sono giorni festivi:
1° novembre, festa di tutti i Santi;
8 dicembre, Immacolata Concezione;
25 dicembre, Natale;
26 dicembre, S.Stefano;
1° gennaio, Capodanno;
6 gennaio, Epifania;
lunedì dopo Pasqua;
25 aprile, anniversario della Liberazione;
1° maggio, festa del Lavoro;
2 giugno, festa nazionale della Repubblica;

Le istituzioni scolastiche, nell'ambito dell'autonomia organizzativa loro riconosciuta dall'art. 5 del D.P.R. 8.3.1999, n° 275, possono disporre adattamenti al calendario scolastico stabilito dalla Regione in relazione alle esigenze derivanti dall'attuazione del proprio piano dell'offerta formativa, promuovendo al riguardo ogni forma utile di raccordo con le altre istituzioni scolastiche operanti nel medesimo territorio.
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Autori fasanesi: Vito Bianchi
UNA STORIA VERA
Mercoledì 24 maggio si è svolto l'ultimo incontro relativo alla presentazione del libro Gengis Khan, il principe dei nomadi. Autore, Vito Bianchi.
Com' è nata l'idea del libro?
Il libro nasce in maniera molto casuale. Un pomeriggio di tre anni fa partecipai alla presentazione di un libro della Laterza a Monopoli, dove era presente anche l'editore Giuseppe Laterza. Al termine della presentazione scambiai qualche chiacchiera con lui, e venne fuori l'idea di scrivere qualcosa insieme. In realtà l'editore mi conosceva già come firma, dato che da qualche anno avevo iniziato a collaborare con una rivista della De Agostini, “Medioevo”. Fu così che iniziammo a metterci d'accordo su alcuni titoli da poter pubblicare.
Per quale motivo la scelta cadde proprio su Gengis Khan?
In quel periodo mi trovavo a studiare, su incarico della rivista Medioevo, Gengis Khan, per poter creare un numero speciale su questo argomento. Dato che avevo tutto il materiale già sottomano, proposi alla Laterza di scrivere una biografia sull' Imperatore mongolo. Certo, il tema era abbastanza desueto per l'Italia. Esistevano pubblicazioni affini risalenti solo alla prima metà del '900, oltre a qualche altro titolo di valenza superficiale. Inoltre la storia di Gengis Khan spesso non ritorna neppure nei manuali di storia del Medioevo delle università o dei licei.
A cosa è dovuta tale omissione?
Si tratta di una storia lontana dall'ottica eurocentrica e quindi occidentale. Il problema principale è quello della differenza tra due culture, quella nomade asiatica e quella stanziale Europea o Cinese. Due culture totalmente diverse, l'una basata sull' agricoltura, l'altra sull'allevamento e il nomadismo. Due culture che si trovano su due poli opposti anche per quanto riguarda la concezione della vita e del mondo. Inoltre la nostra storia e quella del popolo mongolo sono solo apparentemente lontane.
Cosa vuol dire con questo?
Spesso ci si scorda che per diversi anni, e precisamente intorno al 1240, l'Europa è stata invasa dalle schiere di Gengis Khan, che arrivarono fin nei pressi di Udine. Se non fosse stato per la morte dell' Imperatore mongolo, e quindi per la necessità dei capi presenti sul territorio europeo di tornare in patria per eleggere il nuovo Imperatore, probabilmente avremmo avuto una presenza ancora più consistente e duratura dei mongoli qui da noi. Di tutto questo si è dimenticata la storia e la cultura europea.
Per quale motivo ha scritto questo libro?
Scrivere un libro su Gengis Khan ha innanzitutto questa motivazione: poter ripristinare e nuovamente riannodare i fili della storia. In più ha anche lo scopo di cercre di far andare le persone al di là del proprio naso, al di là dell'ottica eurocentrica, e di poter guardare le cose con una prospettiva diversa, quella della cultura nomade. Il mio libro parte proprio da una descrizione di questa cultura, per cercare di fare entrare il lettore in un mondo che non conosce.
Quindi il libro non parla solo di Gengis Khan, ma anche del popolo mongolo?
Si, soprattutto nella parte iniziale, per poter accompagnare meglio il lettore verso il personaggio principale.
Come nasce la passione per le popolazioni asiatiche ed in particolare per Gengis Khan?
Partiamo da un presupposto: io sono uno studioso, ma anche uno scrittore, dunque non c'è una passione in particolare per qualcosa. Tutto può essere interessante per uno studioso, nel momento un cui va ad affrontarlo sotto il profilo dello studio, della ricerca e della scientificità. Inoltre per me è altrettanto piacevole riuscire a comunicare le conoscenze che acquisisco con lo studio.
Il suo libro può essere anche visto come un libro contro la distorsione della storia?
Purtroppo circolano libri pieni di invenzioni, che vanno sotto il falso nome di libri storici, ma che in realtà sono dei romanzi. Il mio non può di certo definirsi un romanzo, ma un saggio, poiché ha dei fondamenti scientifici, mentre altri, come ad esempio il Codice Da Vinci, hanno fondamenti puramente fantasiosi. Con libri simili non si fa storia, né la si aiuta.
Con il suo libro lei vuol fare storia?
Volevo raccontare una storia vera, facendo in modo che potesse essere letta dalle persone con piacere.
Claudia Ostuni
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I racconti bislacchi di Aureliano Buendia I racconti bislacchi di Aureliano Buendia
VIAGGIO A VARESE
Da qualche tempo faccio sogni agitati. Mi alzo presto la mattina e mi affaccio al balcone per capire se è tutto ancora come l'avevo lasciato prima di andare a letto. Eseguo il controllo mattiniero degli armadi per scoprire eventuali presenze insolite. Mi guardo allo specchio per accertarmi della mia permanenza in stato neurovegetativamente accettabile. È che da quando le gerarchie ecclesiastiche hanno ammonito riguardo la circostanza che le unioni di fatto e la fecondazione assistita sono “l'eclissi di Dio”, ho il timore di ripercussioni in terra, in cielo ed in ogni luogo. E allora ogni cavalletta che dovessi incrociare può diventare l'annuncio di piaghe inviate per punirci di aver eletto in parlamento non solo ambigui elementi folkloristici di dubbia sessualità (come Sandro Bondi, di cui, appunto, dubito che abbia una sessualità) ma anche deputati pensanti (come Franco Grillini) che propongono il riconoscimento di diritti civili anche alle coppie omosessuali o eterosessuali non coniugate. Ratzinger ad Auschwitz si è chiesto “dov'era Dio, mentre lì si perpetrava lo sterminio”. Io non so dove fosse Dio mentre non era ad Auschwitz, so però chi c'era nei forni: ebrei, testimoni di Geova, antifascisti, disabili, zingari ed omosessuali. La chiesa cattolica si schiera contro i gay e di conseguenza anche quest'anno dovrà fare a meno del mio 8 per mille di Irpef. A volte mi chiedo come mai la chiesa non ci metta altrettanto vigore anche nel condannare le guerre. A tal proposito sarei curioso di sapere se esiste ancora il corpo dei cappellani militari e se essi si limitano a confessare i soldati o si dedicano anche a benedire i bombardieri ed i carri armati in quanto strumenti di lavoro. E nel caso, sono classificate tali anche le mine antiuomo?
A proposito di guerra, fortunatamente le nostre truppe verranno via, speriamo presto, dall'Iraq. Nel governo qualcuno vuole accelerare il ritiro, qualcuno meno, si discute serenamente e la preoccupazione è che tra due anni il governo stia ancora discutendo: infatti l'Unione ha vinto le elezioni grazie a 24000 elettori e per ringraziarli li ha nominati tutti sottosegretari…. basta che ognuno parli per 2 minuti, che fa 30 in un'ora, che fa 720 al giorno, passa più di un mese senza aver fatto niente. Appunto.
Ad inizio giugno, svegliatomi agitato come sempre, verificato che l'eclissi di Dio non avesse arrecato le temute sciagure, mi sono ricordato della prossima scadenza elettorale: il referendum di fine giugno sulla riforma costituzionale. Se vincessero i SI si confermerebbe l'impianto costituzionale leghista in base al quale le regioni avrebbero “la potestà esclusiva” su tante cose, ad esempio in materia di istruzione. Il fu Ministro Tremonti (vice presidente di Forza Italia) ha però affermato che “potestà esclusiva delle Regioni” non significa che “la potestà appartiene solo alle Regioni”! Sospettavamo che Tremonti non fosse un genio in economia, adesso sappiamo anche che di lingua italiana non ne capisce una mazza. Eppure ha frequentato le scuole in Italia (uscendone, evidentemente, illeso), cosa succederà ai futuri italiani devoluti che frequenteranno le scuole padane? Parleranno lùmbard e non ci capiremo più? Le mie orecchie non potranno più capire il fluente turpiloquio di Calderoli? E allora di chi rideremo in futuro? Prima che mi diventi impossibile comprendere il linguaggio celtico, decido quindi di raggiungere Varese, culla del leghismo. Giunto a Varese leggo un giornale per informarmi sugli eventi cittadini cui partecipare. In prima pagina leggo la notizia che l'Unione Europea si è complimentata con il neo ministro dell'Economia Padoa Schioppa: non ha ancora fatto niente ma già il fatto di non essere Giulio Tremonti ha suscitato un'ondata di soddisfazione nel continente. Leggo inoltre che proprio a Varese si tiene una tavola rotonda di Confindustria. Dopo essere stato al congresso della CGIL mi sembra giusto partecipare anche ad un'iniziativa di Confindustria e quindi ci vado. Ma chi ci trovo sul palco insieme a Luca Cordero di Montezemolo (nostro appassionato lettore che salutiamo con affetto)? Il segretario della CGIL Guglielmo Epifani. Sarà un segno che l'Italia riparte sotto le insegne della concordia tra imprenditori e lavoratori? Ma dde chè? Dicono qui a Varese. Montezemolo chiede pacatamente alle organizzazioni sindacali di aderire alla cultura del dovere ed Epifani, altrettanto pacatamente, ricorda che «La cultura del dovere è da sempre parte della storia della CGIL. Non si può dimenticare quello che il sindacato ha fatto in passato. Sono stati gli operai a salvare le fabbriche dai nazisti nel 1943». E succede quello che non ti aspetti: i confindustriali prendono a fischiare il rappresentante di tanti loro dipendenti mentre egli ricorda una pagina gloriosa dell'antifascismo italiano. Epifani rinuncia a finire l'intervento ed io credo che abbia fatto bene a risparmiare il fiato. Il fatto è che quei confindustriali sono figli e nipoti di quei padroni di fabbriche che nel '43 svernavano nella vicina Svizzera (dove avevano trasferito per tempo i loro capitali) lasciando che le fabbriche le difendessero gli operai. Quei fischi sembravano quasi voler dire che loro, potendo, avrebbero preferito la vittoria dei nazisti. E in questa regione dovrebbe esserci la cosiddetta capitale morale d'Italia… Dovendo parlare di leghisti DOC mi consigliano di andare a Ponte di Legno dove si trova il quartier generale di Umberto Bossi. Mi ci reco con la discrezione che potrebbe avere una gazzella nei pressi di un branco di iene ed ho l'occasione di cogliere il meglio del pensiero bossiano (ovviamente con l'ausilio di un neuropsichiatra). E cosa mi viene fuori dal minestrone cranico del segretario federale della Lega? Udite udite: “Si stava meglio sotto l'Austria”. Considerando che Bossi ricorda come si stava sotto l'Austria e che la Lombardia non è più austriaca dalla seconda guerra d'indipendenza, mi faccio due conti e scopro che Bossi deve avere un'età compresa tra i 160 ed i 170 anni, almeno. La mia bisnonna a 94 anni diceva delle fesserie tremende a causa dell'arteriosclerosi, ecco spiegato il mistero delle sue dichiarazioni. Ma “il Bossi” non è solo un insigne storiografo, egli si addentra anche sull'attualità e dichiara al suo popolo di verde vestito: “Se non passa il referendum dovremo trovare vie non democratiche per cambiare il paese”. Che gli vuoi fare ad uno così? Non vale nemmeno la pena denunciarlo perché tanto otterrebbe la piena infermità mentale. Mi preoccupa invece certo giornalismo italiano che titola “Bossi riapre il dibattito”. Un titolo come “Bossi spara un'altra cazzata” sarebbe meno elegante ma renderebbe meglio l'idea. Ne ho abbastanza della Lombardia e quindi decido di tornare a casa. Passando da Lecco m'imbatto in una colonna di mezzi della Polizia che sembrano avere a bordo qualche pezzo grosso. Scopro più tardi che a bordo c'era un certo Vittorio Emanuele Savoia (pare sia il padre di un testimonial pubblicitario delle cipolline sottaceto) accusato di essere a capo di un'associazione per delinquere con interessi nel campo dei videogames e della prostituzione. Mi viene il sospetto che sia un rampollo di quella famiglia che portò allo sfacelo l'Italia nella prima metà del secolo scorso. In effetti il magistrato che lo accusa è di Potenza e da quelle parti pare che abbiano un conto in sospeso con la famiglia Savoia fin dai tempi del brigantaggio. Va bene che la vendetta va gustata fredda, ma qui mi sembra che si esageri. Devo dire che la mia opinione riguardo i Savoia è cambiata: ho sempre pensato che fosse gente che non ha mai fatto una cippa nella vita, e invece facevano, facevano. E pensate che per farli tornare in Italia la destra ha cambiato la Costituzione repubblicana. Non c'è niente da fare, le riforme costituzionali non le sanno fare. Quindi, concludendo, è meglio che questa costituzione devoluta sia bocciata, votando un bel NO al referendum. Ci sono ottime ragioni per farlo: non ridurre a barzelletta il ruolo del Presidente della Repubblica, evitare un'eccessiva concentrazione di poteri nelle mani di una sola persona (Primo Ministro), non sfasciare questa nazione messa insieme a fatica dal Risorgimento e dalla Resistenza, infine, ma non da ultimo, dare un altro dispiacere a Silvio Berlusconi (tessera P2 n° 1816).
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PICCOLI ULTRAS
Scrivere di quanto accaduto al Fasano Calcio in quel di Sicilia, di quanto avviene nel mondo del pallone Moggi-dipendente, significherebbe continuare a sprecare inchiostro. Gli stessi moralisti sono quelli che non perdono tempo ad insultare un avversario o un arbitro che non fischia a favore della propria squadra. E questo avviene in Italia in tutti gli sport. I Mondiali di calcio teutonici sono uno schiaffo morale per i tifosi nostrani. Tifoserie che si mescolano sugli spalti senza che vi sia alcun incidente, le “Ola” che partono con tifosi avversari che si danno la mano. In uno stadio italiano si alzerebbero schiaffi o manganelli! Il problema, forse, è alla base, sul come si vive lo sport già a livello giovanile. Padri che esaltano i propri figli e che sono presi da ansie di risultati. Se un bimbo vede il proprio genitore insultare un arbitro, fare lite con il papà di un bimbo avversario, criticare le scelte tecniche (tutti ci crediamo validissimi allenatori), che esempi avranno i nostri figli? Il rispetto dell'avversario o delle regole che fine farebbero? Noi siamo l'esempio per i giovani, i nostri comportamenti verranno ripetuti.
Senza falsi moralismi mi va di farvi leggere la riflessione di un padre “illuminato”, un tipo simpatico e molto tranquillo…soprattutto con i propri figli. Rappresenta la figura di un tipico papà che assiste alla partita del figlio.

Papà allo specchio
Mio figlio!!!
E' un vero Campione!
Ha i fondamentali, tecnica,tiro.
E' pure veloce, è un trascinatore.
Che sta succedendo?
Lo tiene in panchina?
Che cosa combina questo allenatore?
Mi viene un malore!
Sto cacchio di coach
Mi piglia 'na gocc'!
Io sudo, sto male.
Mi voglio sfogare.
Non c'è un dirigente?
Oggi è assente?
Ah, eccolo li, fresco e tranquillo
Io sto soffrendo, lui sorridendo.
Non si alza, non sbraita,
non mi dice niente
si comporta come un presidente.
Mi faccio coraggio
Come va l'arbitraggio?
Urlo “animale”!
Anzi “cornuto”!
Si girano tutti.
Mi sento perduto.
Attenzione, attenzione! Torna in campo il Campione.
A me le gran casse,
a me le trombette.
Finalmente, coach. Solo adesso lo mette?
Fa niente, giochiamo!
Tira, riprova, non fare casino.
Insomma, aiutatelo il mio bambino!
La colpa è del coach, che non li appassiona. Invece dell'uomo deve far fare la zona.
Non urla, non parla, tutto posato.
Da quale paese lo abbiamo importato?
Ormai è troppo tardi,
è quasi finita.
Ma come? Si è vinto anche questa partita?
Mi ero distratto! Che capa di cacchio!
Mi giro di qua, mi volto di là
Mi sento cretino, un po' baccalà. Ma poi mi giustifico, ognuno lo sa:
che brutto mestiere fare il papà
Gianluca Monopoli
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  PALLAMANO
Tre convocati per la Junior Fasano
FASANESI IN MAGLIA AZZURRA
Leonardo De Santis della Junior FasanoI ragazzi del presidente Angelo Dicarolo continuano ad essere ancora protagonisti sulla scena nazionale. Infatti, in un comunicato, diramato lo scorso maggio dalla F.I.G.H., si apprende che Paolo Sirsi, Francesco Rubino e Leonardo De Santis (nella foto), tutti giocatori della Junior Fasano, sono stati chiamati ancora una volta ad indossare la tanto amata maglia della nazionale maschile senior.
Gli atleti, dall’8 al 17 giugno, sono stati impegnati in uno stage di circa dieci giorni a Pola, nell'incantevole Croazia, per svolgere una serie di incontri amichevoli, che sono serviti come stage formativo di livello avanzato.
E' da segnalare anche, tra le fila azzurre, la presenza del portierone fasanese, Vito Fovio, che attualmente gioca nel Conversano e che con Sirsi si alternerà tra i pali.
Bella soddisfazione per lo sport fasanese, bella soddisfazione soprattutto per i tifosi della pallamano, che vedranno indossare la maglia azzurra da giocatori fasanesi, che in questa stagione, oltre ad allenarsi duramente, si sono dedicati alla scuola e al lavoro. Insomma, dei veri esempi per lo sport; quello sport che si gioca sul campo regolamentare, e non sui telefonini.
Paolo Pugliese
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AZZURRI, ALE’ ALE’
Giugno 2006, tempo di mondiali, tempo di tifare gli azzurri. Ma non si può più, si rischia di essere fraintesi. Era bello quando si guardava la partita della nazionale, a casa o allo stadio, e si incitavano i giocatori gridando “forza Italia!!!”, adesso non si può più fare, se no sei di destra!
Dura la vita del tifoso. E' dura la vita se quando ti viene di gridarlo, “forza Italia!!!” ti rimbomba in testa l'inno politico, sentito e risentito nei tg di parte. Dura la vita per quel tifoso che vuole solo vedere la partita senza essere bombardato da messaggi subliminali inconsci. Dura la vita per gli “indecisi” quando giocano gli azzurri. Non poteva essere altrimenti. Che il leader di quel partito è un grande comunicatore, è un fatto risaputo. Infatti, non poteva trovare un nome più coinvolgente per il suo partito politico. A tutti non resta, sia da una parte che dall'altra, la speranza che non vengano rubati quei valori che una volta ogni quattro anni, trasformano l'Italia un un’unica cosa, senza divisioni politiche, senza ne buoni ne cattivi, senza rivalità, dove l'operaio è simile al grande manager, dove tutti per una volta siamo davvero uguali. La nazionale di calcio è di tutti, tifiamola e basta.
P. P.
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  IL RIPESCAGGIO DEL FASANO IN SERIE D SAREBBE UN EQUO INDENNIZZO
E SE CI FOSSE SCAPPATO IL MORTO?
E se ci fosse scappato il morto? Si può mettere a repentaglio la vita di una persona per una partita di pallone?
Al di là dei fatti sportivi o pseudo tali, la nostra preoccupazione è rivolta alla incolumità delle persone: spettatori (fra questi donne e bambini), atleti, tifosi, dirigenti sportivi, le stesse forze dell'ordine. Come mai le autorità preposte non hanno sentito l'esigenza di tutelare adeguatamente l'ordine pubblico consentendo lo svolgimento della finale per l'accesso alla serie superiore in una in una struttura decisamente inidonea? Ci voleva tanto a capire che quel match tra la squadra pugliese e quella siciliana era ad altissima tensione? Cos' è stato fatto per prevenire incidenti?
Non ci meravigliano le violenze in campo e fuori campo, in quarant'anni di cronaca siamo stati testimoni, purtroppo, di ben altro. Quello che ci indigna è la leggerezza delle autorità.
Ora è montata la protesta dei cittadini (i muri di Fasano sono tappezzati di manifesti “Chiediamo Giustizia”), il sindaco ha scritto al ministro Amato, seguiranno probabilmente interpellanze al Governo, sono partiti esposti anche da parte di privati cittadini, lettere ai giornali, polemiche a non finire. E' possibile che la società del Fasano Calcio, a mò di equo indennizzo e soprattutto quale riconoscimento per i suoi meriti sportivi, ottenga ugualmente la promozione con un ripescaggio. Resta il fatto, però, che questori prefetti, dirigenti della Federazione Calcio, hanno sottovalutato la situazione. E se ci fosse scappato il morto?
Franco Lisi
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  IL RIPESCAGGIO DEL FASANO IN SERIE D SAREBBE UN EQUO INDENNIZZO
OLTRAGGIO ALLO SPORT
L’esporto di un privato cittadino indirizzato alla Procura della Repubblica di Catania e di Brindisi, alla Lega Nazionale Dilettanti e al Comitato Regionale FIGC
Domenica 11 giugno u.s. si è disputata la finale di calcio play off del campionato di eccellenza tra l'Acicatena (CT) e il Fasano (BR) per la promozione in serie D.
Devo rilevare che la gara si è disputata in uno stadio che per definirlo tale occorre veramente tanta, ma tanta fantasia. La struttura sportiva non possiede i requisiti minimi per disputare un campionato di calcio di Eccellenza, in quanto carente in tutto, persino i giocatori sono stati costretti a cambiarsi a turno in due container adibiti a spogliatoi.
Mi chiedo com'è possibile che tale struttura abbia ottenuto l'agibilità? Quale ente ha rilasciato l'idoneità? E con quale sotterfugio? Come mai in una struttura omologata per 400 persone il giorno della finale ne erano presenti oltre 800!
La necessità di far svolgere la finale nazionale di calcio in una struttura sportiva idonea a contenere il pubblico proveniente anche dalla Puglia, era stato ampiamente fatto presente alle autorità siciliane, sia dalla società sportiva Fasano Calcio che dal Comando Carabinieri di Fasano.
Tuttavia tali richieste sono state ampiamente disattese esponendo tranquilli cittadini a pericolosi disordini di ordine pubblico in terra siciliana. Non solo, ma privando un gran numero di tifosi del loro diritto di seguire la propria squadra di calcio. A tutte queste domande ci sarà pur una risposta!
L'incontro si è disputato in un clima di terrore sia per i giocatori, i dirigenti e i sostenitori del Fasano. Purtroppo si è assistito ad un vergognoso complotto, messo in atto, ai danni della società sportiva del Fasano e della intera comunità fasanese.
. . . (omissis) . . .
A fine partita si è verificato un accenno di rissa tra i giocatori di entrambe le squadre, le Forze dell'Ordine invece di sedare gli animi anno caricato con botte di manganello i giocatori del Fasano. I dirigenti, i giocatori ed i loro familiari, tra cui anche bambini, sono stati bersagliati da ripetuti e violenti lanci di fango appallottolato, tanto da essere costretti a trovare rifugio, circa 40 persone, in un container, ambiente questo paragonabile ad un lager. Per dirla tutta e concludendo, questi avvenimenti vergognosi hanno profondamente scioccato ed oltraggiato in modo indelebile il calcio e lo sport in generale ed hanno calpestato la dignità di un paese civile e democratico quale è l'Italia.
Si chiede giustizia.
Ettore Convertini
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  IL RIPESCAGGIO DEL FASANO IN SERIE D SAREBBE UN EQUO INDENNIZZO
IL RESOCONTO DI UN TESTIMONE
LA VERGOGNOSA FINALE AD ACICATENA
LA TRASFERTA
All'una e mezza dell'11 giugno, circa 400 persone si radunano alla villa comunale. Nel buio della notte (in Viale della Resistenza l'illuminazione è quasi inesistente!), nascono delle polemiche fra chi partiva e chi invece si era visto espropriare il diritto di recarsi in Sicilia.
Non sembrava di essere alle “Fogge”, ma in un campo di guerra, per l'eccessiva presenza di forze dell'Ordine tra Polizia e Carabinieri (almeno una trentina di agenti), che hanno filmato e “ispezionato” i 160 trasfertisti in pullman, scortati fino a Taranto. A questi si sono aggiunti una cinquantina di auto, metà delle quali sono state fermate a Giarre e rispedite a casa. Arrivati a Villa San Giovanni, all'imbarco per il traghetto, i responsabili di bordo, si dimostrano poco disposti a far entrare tre pullman di ultras, ritenuti pericolosi. Il buon senso dei supporters fasanesi invece, ha smentito questa pregiudizievole fama, accattivandosi le simpatie dei passeggeri del traghetto, intonando cori e sventolando i vessilli biancazzurri. Dopo oltre 8 ore di viaggio, alle 13, 45 si giunge ad Acireale, i tifosi fasanesi trovano un plotone di poliziotti e carabinieri, che oltre a richiedere un documento hanno filmano e perquisito accuratamente ogni passeggero, come se fossero dei pericolosi criminali. I tre pullman vengono scortati fino allo stadio catenoto (distante da Acireale 1,5 Km!), dove i tifosi ospiti devono “assorbire” l'ennesimo controllo dalle forze di polizia.
LO SCANDALOSO CAMPO DI GIOCO
Lo stadio anzi il campetto, usando un altro eufemismo, si dimostra vergognosamente squallido. Una sola gradinata con tre gradini, divisa, per separa le due tifoserie, da una piccola inferriata. Spogliatoi, sistemati in un container (come quelli utilizzati in caso di terremoto), tribuna coperta e tribuna stampa inesistenti, tantè che gli operatori video erano sistemati su un vecchio terrazzino senza nemmeno una ringhiera di protezione. Quando ha piovuto, il cameraman si è riparato con un ombrello e ha protetto la costosa telecamera con un cellofan. Mancavano i servizi igienici per il pubblico e le porte di sicurezza tra il campo e gli spalti. Le panchine, sistemate in un fossato fangoso, e coperte con le lamiere arrugginite. Le reti delle porte di gioco e quelle che delimitavano il campo dalla campagna erano bucate e non c'era nemmeno un muro di cinta. Dulcis in fundo il campo di gioco, che rende unica in Italia questa struttura: non è terra battuta, non è sansa, ma roccia ricoperta da uno strato di terra lavica. Erano presenti vistosi avvallamenti e le conseguenti pozzanghere, mentre le linee di gioco distavano dalle reti di cinta meno di un metro.
LA FARSA DELLA PARTITA
L'arbitro Del Giovane di Albano laziale fischia l'inizio della finale play-off. Al 7° minuto una scaramuccia tra Ancione e il suo marcatore nei pressi della panchina catenota, induce l'arbitro ad espellere entrambi. 13° minuto: Celso con un fallo di mano in area respinge un tiro degli avanti biancazzurri, ma l'arbitro lascia correre. Si arriva al 24°, per vedere il primo vero tiro in porta della partita. L'autore è il difensore fasanese Cosimo DeBlasio. Di qui nulla di nuovo fino al 50° minuto, termine del primo tempo. Da segnalare l'interruzione della gara per un minuto durante la prima frazione di gara, per via delle intemperanze tra le due tifoserie, causate da un fitto lancio di oggetti dei siciliani verso gli ultras fasanesi, rei di aver ritardato il rinvio di un pallone. Subito sedati gli animi dalle forze dell'ordine che intervenivano solo nel settore degli ospiti.
Nel frattempo attorno agli spogliatoi, si faceva incensante un via vai di gente del posto. Ed infatti, nel secondo tempo l'Arbitro Del Giudice cambia del tutto atteggiamento condizionando l'esito della partita con un atteggiamento spudoratamente ostile nei confronti della formazione ospite. Al 12° minuto primo episodio scandalo: il portiere Di Mauro sferra un pugno a Sisalli in procinto di colpire la palla di testa. Per l'arbitro è tutto regolare. Qualche minuto più tardi il fasanese Lafuente si accascia a terra (ottima gara la sua) e viene sostituito dal numero 18 Ancona. 15° minuto, secondo episodio scandalo che comprometterà la gara. Il giovane e promettere stopper De Luisi, viene strattonato in area da La Manna, il quale simula una caduta. Del Giovane a pochi passi, espelle il difensore centrale fasanese, invece che il provocatore catenoto. La gara si fa nervosa, ma gli ospiti non desistono e si fanno avanti con Sisalli che viene spinto a terra in piena area. Al 26° gol su contropiede dell'Acicatena; il marcatore biancorosso esulta sotto il settore dei tifosi ospiti che con grande maturità non reagiscono alla provocazione. Nel frattempo un tifoso catenoto entra in campo e come se nulla fosse abbraccia mister e presidente. L'arbitro fa finta di non vedere così come i tanti poliziotti presenti. Sulle ali dell'entusiasmo al 30° arriva il raddoppio di Costa che batte Di Candia in uscita. Questa volta ad entrare in campo oltre ai tanti raccattapalle a bordo campo altri quattro tifosi locali, intenti a minacciare i “colleghi” ospiti sorvegliati dalla polizia, indifferente a ciò che succedeva a pochi metri da loro. Al 36° Sisalli viene atterrato in area dal numero 7 biancorosso, ma l'arbitro lascia correre. Al 45°, l'ennesimo episodio scandalo: Sisalli subisce un fallaccio da Dentice il quale, ad un metro di distanza dall'Arbitro Del Giovane di Albano laziale, simula una caduta. Salvestroni nervosissimo lo calpesta, e l'arbitro non esita un attimo e lo espelle.
L'Ultima occasione per il Fasano per raccorciare le distanze e andare ai tempi supplementari, arriva al 47° con una punizione di De Blasio respinta dalla barriera, palla ripresa da Sisalli che tira in porta, ma salva Di Mauro.
Mentre il clima è diventato incandescente con insulti e minacce sia da partete degli atleti locali, sia dalla miriade di esagitati personaggi presenti a bordo campo, nei confronti dei giocatori fasanesi. Al 49° si registra il quarto episodio scandaloso: contropiede di Dentice che dal lato destro tira e colpisce la traversa con Di Candia già battuto, Ricca raccoglie la palla, tira in porta il difensore biancazzurro salva sulla linea di porta e spazza via. Mentre il gioco continua, lo stesso Ricca esulta verso i tifosi e invadono il campo. L'arbitro Del Giovane, intimorito dalla presenza degli “scavalcatori” catenoti indica il dischetto assegnando un gol che non c'era.
In campo scoppia un putiferio, mentre dai terrazzi retrostanti la gradinata piovono oggetti sulla tifoseria ospite. Interviene la polizia che invece di calmare gli animi degli scatenati catenoti, filmavano i tifosi fasanesi. Uno di loro riprendeva con la videocamera questa scena assurda, e lo stesso poliziotto gli intimava di non farlo.
IL DOPOGARA
Mentre i tifosi ospiti, fanno ritorno nei propri pullman subiscono un altro fitto lancio di oggetti da parte degli abitanti del caseggiato, il tutto con l'assoluta indifferenza delle forze dell'ordine. In contemporanea, gli atleti fasanesi vengono picchiati selvaggiamente dai tanti loschi personaggi entrati in campo.
Con questa sceneggiata di gratuita violenza, viene spezzato il sogno del Fasano, di tornare in serie D, una categoria più consona al suo blasone. I trecento fasanesi fanno un mesto ritorno a casa sobbarcandosi altre otto ore di viaggio.
Oltre il danno la beffa. La sentenza del giudice sportivo condanna il difensore De Luisi del Fasano a tre giornate di squalifica, la società Fasano multata con 900 euro per intemperanze dei tifosi, mentre quella locale solo 400 euro per lo stesso motivo.
Ogni commento è superfluo. Fra le note del referto dell'arbitro, si legge che la gara si è svolta normalmente. Alla faccia della lealtà sportiva e di tutti i bei principi sul valore dello sport!
Nel frattempo il Sindaco Ammirabile, contestatissimo dai tifosi, resosi conto della gaffe fatta, con lo schierarsi di fatto dalla parte dei Siciliani, mediante appello televisivo, sta correndo ai ripari, scrivendo a varie testate giornalistiche e chiedendo interrogazioni in Parlamento. Un intervento tardivo che servirà comunque a richiamare l’attenzione sul caso. Il danno comunque è stato fatto.
L'unica speranza per il Fasano sono i ripescaggi, ma dopo quattro infernali anni in eccellenza, i tifosi non avranno avuto nemmeno la soddisfazione di vincere sul campo.
Uccio Laguardia
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