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| ANNO III - NUM.
12 - IN EDICOLA GIO 8 GIU 2006 |
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L'INVIVIBILE CENTRO STORICO Caro Direttore, se il nostro centro storico è un gioiellino di giorno, diventa invece un porcaio la notte. Infatti, durante le ore notturne, frotte di ragazzacci e ragazzacce imbrattano i muri e insozzano le chianche. Per noi residenti in Fasano Antica è una disperazione. Oltre agli schiamazzi notturni dobbiamo patire anche per il fetore di urinate ed altro che questi incivilissimi e svergognati maiali ci lasciano davanti alle porte. Spesso, all'indomani, siamo costretti a lavare e disinfettare la pavimentazione delle stradette dove abitiamo. Il Comune e le autorità, queste cose non le vedono? Ci vuole tanto a insegnare l'educazione a questi farabutti? Credo che sarebbe sufficiente un maggior controllo (magari di carabinieri in borghese) e una più idonea illuminazione. Qualche faro che illumini a giorno angoli appartati potrebbe essere una soluzione. Ma sono convinta che questo mio sfogo resterà lettera morta, così come sono rimaste inascoltate le tante proteste dei residenti. Lettera firmata La proposta della nostra lettrice ci sembra abbastanza pertinente. La giriamo a chi di competenza, sia per l'intensificazione della vigilanza che per la installazione di organi illuminanti più efficaci. Ci auguriamo che il suo disagio sia compreso da chi dovrebbe avere sensibilità per questi problemi. * * * SCEMPIO SULLE COLLINE Egregio Direttore, le nostre colline sono disastrate per lo scempio causato dai cittadini fasanesi. Dico dai cittadini perché nessuno protesta, nessuno si ribella. Faccio notare che essendo silvano ho visto la distruzione del paradiso in cui ho vissuto la mia infanzia. Costruzioni che sono appartamenti e non simpatiche casine con il verde intorno, verde che va sempre più scomparendo. Alberi secolari scomparsi per capriccio del Sindaco Ammirabile e Giunta al seguito. Ci sono rimaste poche zone dove il turista potrebbe dire di essere alla Selva, anch'esse ridotte in uno stato penoso: cito la pineta di viale delle More; il Minareto ristrutturato, ma chiuso; la zona Castelluccio; la Rotonda di Coppolicchio; la ex scuola elementare. Questi luoghi che ho citato potrebbero essere idonei per ospitare turisti col sacco a pelo, o famigliole desiderose di trascorrere un tranquillo week end. Non è diversa la situazione a Laureto, dove la villetta della Coschitella è in completo abbandono. A Lamie d'Olimpia le strade sono impraticabili e molte scarpate della collina invase da materiale di risulta. Vogliamo rinunciare ai nostri piccoli egoismi e salvaguardare il nostro territorio? Oppure ci sta bene così? Cosimo Pantaleo Caro amico, hai perfettamente ragione quando affermi che hai assistito alla distruzione di un paradiso qual è la Selva. Da anni ne parliamo; ma poi si commettono gli stessi errori e si continua a concedere licenze per edificare. La solita storia della “fracina”: come se l'unica fonte di ricchezza consistesse nella vendita di appartamenti e non nella proposizione di un sito integro che si armonizzi con i valori paesaggistici e culturali. * * * LE NOTIZIE MAL CONDITE Caro Franco, sai che non è mia abitudine rispondere alle critiche sulla gestione dell'Ufficio stampa comunale, di cui, attualmente, sono responsabile. E' mia convinzione che l'esercizio “opinionistico” (anche quando è svolto in cattiva fede) è sempre testimonianza di democrazia. Però, quando dalla critica si passa al racconto strumentalizzato di un fatto, com'è accaduto nell'ultimo numero del tuo “ilMenante”, non posso esimermi dal sottolinearlo. A pagina 4, ne “Le notizie mal condite” a firma di “Primula rossa” (peccato questo pseudonimo, per quanto dignitoso, non fosse altro che per i rimandi sotto il profilo storico e letterario cui spinge. Ma se ci fermiamo al giardino, meglio sarebbe stato scegliere la più delicata, spontanea, amabile Margherita bianca che non la Primula rossa), si legge: “(…) Nessun comunicato stampa fu emesso quando, nello scorso mese di settembre, alcuni cittadini - privati appunto del posto di lavoro nella refezione scolastica - picchettarono civilmente il Palazzo di Città per difendere i propri diritti. Evidentemente la notizia non fu ritenuta rilevante”. Ebbene, se a settembre non vi fu alcun comunicato sull'accaduto (non poteva esserci, giacché un Ufficio stampa si occupa dei fatti partoriti dall'ente o dall'organismo associativo da cui è stato istituito, e non degli avvenimenti registratisi al di fuori; per questi ci sono i mezzi di comunicazione di massa a dover fare il proprio dovere d'informazione), il 4 ottobre l'Ufficio stampa comunale ha diramato un comunicato che, partendo dal dato del ricevimento a Palazzo di città (da parte del vicesindaco Manfredi, dell'assessore Scianaro e dell'avvocato comunale, Carparelli) proprio di una delegazione dei lavoratori della “Mitapast”, riassumeva l'episodio dello stato d'agitazione e del civile picchettaggio (come lo definisce “Primula rossa”) messi in essere da quei lavoratori. Non è un caso che l'”oggetto” (ossia il contenuto tematico, espresso in sintesi, del comunicato) fosse: “I lavoratori della “Mitapast” occupano simbolicamente Palazzo di città perché si ritrovano senza lavoro. L'Amministrazione comunale l'incontra una prima volta. Lunedì prossimo il secondo rendez-vous”. Caro Franco, non mi soffermo (per evitare di rubare ulteriore spazio sul giornale a te ed ai tuoi collaboratori) sulle teorie ed i linguaggi della comunicazione (peraltro, non vorrei sembrare saccente, né “pontificatrice”) che demolirebbero in toto “Le notizie mal condite” di “Primula rossa”. Un solo piccolo e semplice accenno: c'è differenza fra comunicazione (compito spettante ad un Ufficio stampa) ed informazione (funzione rigorosamente appannaggio dei mass media). Ma se “Primula rossa” volesse farmi da accompagnatore nei corsi d'aggiornamento professionale organizzati dall'Ordine dei giornalisti (cui sono iscritta), proprio su questi temi, mi farebbe piacere. Tanto saprebbe dove trovarmi e, frequentando quei corsi, anche lui comincerebbe a comprendere qualcosa in più sul mondo della comunicazione. Al di là della simpatia che nutro per la sua rubrica su “il Menante” che, comunque, rimane immutata. Paola Guarini Cara Paola, la risposta l'affido al mio collaboratore Primula Rossa, direttamente interessato e coinvolto nella polemica da te sollevata. Per quanto mi riguarda, proprio in nome dell'antica amicizia che ci lega, mi permetto di dirti di non fare la “maestrina”. Statti quieta; non abbiamo bisogno delle tue lezioncine. I miei collaboratori non frequentano i corsi dell'Ordine dei giornalisti, ma hanno frequentato buone scuole, molti anche l'Università, qualcuno vi è pure docente e, soprattutto, sanno rispettare le regole della grammatica italiana, nè si sbilanciano in improbabili “siamo voluti venire”. Chi capia capia, chi copia copia. Gentile Direttore, è inusuale rivolgermi a Lei adoperando il mezzo epistolare, ma essendo state sottoposte alla mia attenzione le riflessioni del responsabile dell'ufficio stampa comunale, pervenute per l'appunto in forma di epistola (che, francamente, avrei gradito rivolta direttamente alla mia attenzione) adopererò lo stesso mezzo. Evidenzio con rammarico che avrei preferito esercitare il mio diritto alla manifestazione del pensiero (peraltro, sancito dalla Costituzione) con alcune considerazioni (in quella che viene definita simpaticamente la “rubrica” di Primula Rossa”) sulle ultime fatiche della Giunta che, lo scorso 18 maggio, ha “ha preso atto”, con sostanziali modifiche della realtà attuale, della struttura organizzativa del Comune. L'ennesima ridefinizione delle competenze, non già dell' intera macchina burocratica, ma della classe dirigente (per ciò che ne residua) è solo l'ennesimo grazioso riconoscimento di porzioni di funzioni amministrative a qualcuno che si fregia, del titolo di “dirigente” solo per grazia ricevuta. E' doloroso assistere allo scempio della funzione pubblica, all'ingerenza della classe politica nella definizione degli assetti burocratici, all'ennesima violazione di legge, perpetrata a danno di chi ancora non è considerato cittadino, ma solo suddito.Immutata, tuttavia, rimane la speranza che il responsabile dell'ufficio stampa ne dia quantomeno un piccolo accenno, dato che trattasi di “fatto partorito dall'ente”. Non disconosco nemmeno le difficoltà che lo stesso incontra allorquando, nell'immaginare il proprio ufficio, scorge, invece di un sia pur limitato organico, solo la sua figura, costretta a combinare insieme il ruolo del coordinatore e quello dell'addetto. Ma non si può far altro che prestare ammirazione per chi, con indefesso entusiasmo, da quattro anni (pur essendo l'incarico circoscritto ad un solo biennio. Evidentemente della proroga era “opportuno” non far cenno, per non incorrere in seccanti contestazioni), prova ad esercitare quella che il professor Gregorio Arena, docente di diritto amministrativo presso l'Università di Trento e riconosciuto esperto di comunicazione pubblica, definisce una funzione amministrativa in senso stretto. “Senza comunicazione non vi può essere conoscenza. Senza conoscenza non vi può essere trasparenza delle Amministrazioni e partecipazione dei cittadini”. Sono sufficienti queste parole a significare che la comunicazione pubblica è un diritto e in quanto tale deve essere svolto secondo i canoni della trasparenza e dell'imparzialità. Se così non fosse, basterebbe che un giullare, percorrendo le vie della città, gridasse le gesta del sindaco e della sua giunta (col rischio, tuttavia, di essere preso a secchiate, non già quale forma di contestazione all'amministrazione in carica, ma per il disturbo alla quieta pubblica arrecato). Spiace non poter assentire al gentile invito del responsabile dell'ufficio stampa di partecipare ai corsi organizzati dall'ordine dei giornalisti , non fosse altro perché: “La cercan qui, la cercan là/dove si trovi nessuno lo sa/Che impadronirsi mai non si possa/ della dannata Primula Rossa?” Ed un ultimo suggerimento, che se al mio nome è stato accostato il termine “peccato”, sarebbe più opportuno alla targhetta “comunicazione” dell'ufficio stampa aggiungere la parola “pubblica”. Primula Rossa |
Chi ha più filo tessa!
di Nicola Colonna |
L'autocandidatura a primo cittadino, avanzata da Donato De Carolis in una intervista a Piazza Ciaia, è, probabilmente, la novità più rilevante nel dibattito politico di queste ultime settimane a Fasano. C'è chi nella mossa dell'ex sindaco socialista ha visto il tentativo di mettere il centrosinistra di fronte al fatto compiuto, bruciando sul tempo altre candidature, come già accadde nel 2002, (peraltro con esiti infausti). Altri, invece, hanno apprezzato l'uscita di De Carolis, in quanto capace di rompere i tatticismi e di “stanare” eventuali altre candidature, costringendo alla chiarezza le forze politiche in campo. Se così è, allora è bene prendere il toro per le corna e cominciare ad affrontare concretamente il discorso sulle amministrative dell'anno venturo. * * * Sotto un profilo metodologico, verrebbe da chiedersi: ma davvero il confronto politico è arrivato ad un tale livello di personalizzazione, da farci sembrare normale che i candidati alle cariche elettive si facciano avanti in prima persona, anziché essere indicati da altri (partiti, movimenti, comitati, ecc.)? Quasi che ricoprire un incarico pubblico non sia un delicato ed impegnativo dovere civico, a cui si è chiamati dalla volontà popolare e che occorre svolgere con spirito di servizio verso la propria comunità, ma una sorta di diritto ad occupare un ufficio, da rivendicare in maniera disinvolta. Si dirà che questi sono solo scrupoli intellettuali, o al più questioni di buon gusto, se non addirittura ipocrisie gesuitiche. Può darsi. Ma a me sembra che, sotteso al metodo, vi sia una questione di merito. E che questa questione sia squisitamente politica. Detto chiaramente: una candidatura non è un punto di partenza, ma di arrivo. Prima di fare i nomi vi deve essere un progetto politico e una proposta programmatica. Bisogna, cioè, che sia chiaro, davanti al corpo elettorale, chi si rappresenta e che cosa si vuole fare. Ebbene: una proposta di questo tipo non può che provenire da soggetti collettivi. Diversamente, il discorso politico si ridurrebbe ad uno sterile “togliti tu, che mi devo mettere io”, ovvero “vota per me, che sono più bello (o bravo, o buono) degli altri”. Ma questa sarebbe la morte della politica e il trionfo del qualunquismo e degli affari. * * * Proviamo dunque a partire con il piede giusto, cominciando con il porci alcune domande. Innanzi tutto: davvero il centrosinistra pensa di vincere le prossime amministrative a Fasano, chiudendosi in se stesso, magari attorno ad un asse Ds/Margherita, senza provarsi ad operare uno “sfondamento” nel centrodestra? Se, anche dopo le ultime politiche, c'è ancora qualcuno che continua a pensarla in questo modo, la sconfitta è assicurata. È evidente che, per vincere, lo schieramento progressista dovrà conquistare settori significativi della società civile fasanese, che ancora non si riconoscono nel centrosinistra. Ma che cosa significa, in questo contesto, parlare di società civile? Se ci si limita al cosiddetto ceto medio riflessivo, cioè a quei professionisti, intellettuali, operatori culturali, che rappresentano la novità positiva in termini di partecipazione politica anche nel nostro Comune in quest'ultimo decennio, (si pensi ad esempio a “Fasano Democratica”, o alla “Stanza di Ulisse”, o ad altri circoli culturali), essi stanno già, almeno in buona misura, da questa parte. Bisogna allora guardare altrove, al cosiddetto “popolo delle partite iva”, cioè a quegli artigiani, commercianti, operatori turistici, piccole imprese manifatturiere ed edilizie, aziende contadine, che ogni giorno si misurano con il mercato e con le difficoltà crescenti che esso presenta, specie al Sud. Questi soggetti occorrerà saper ascoltare, per offrire loro, a partire dalle domande e dai bisogni di cui sono portatori, un programma amministrativo concreto, in cui possano e sappiano riconoscersi. Ad esempio: non i mega progetti edilizi di “Fasano2”, ma il varo dei piani di recupero del centro storico; non un piano di utilizzo delle coste disegnato sulle esigenze e per gli affari di “lor signori”, ma un sostegno e una promozione ad una “rete” di iniziative turistiche da collegare tra di loro e da spalmare lungo tutto l'anno, intrecciandole con la valorizzazione di quei giacimenti culturali di cui il nostro territorio è particolarmente ricco; non nuovi ipermercati, ma la possibilità di commerciare direttamente e “in loco” i prodotti agricoli, senza passare attraverso il ricatto e lo sfruttamento della grande distribuzione multinazionale. * * * Ma questi “pezzi” di società civile, sono anche “pezzi” di una parte di personale politico, che un tempo si riconosceva nella Dc e nel Psi, e che oggi si ritrova nel centrodestra, in particolare in Forza Italia. È questo, allora, il blocco sociale e politico da disaggregare dalla sua attuale collocazione e da riaggregare intorno al riformismo cattolico e socialista.E se a questo lavoro sembra essere oggi poco sensibile la Margherita, tutta presa com'è nella costruzione del partito democratico insieme ai Ds, tocca innanzi tutto ai socialisti dedicarsi. A cominciare da una loro ricomposizione, a livello locale, riunendo i tre tronconi in cui oggi sono divisi. Il che vuol dire rimettere insieme non solo le diverse sigle del socialismo fasanese, ma anche quello che fu il proprio personale politico, che ora si trova disperso in più partiti, e soprattutto aprirsi ai soggetti sociali rappresentati dal ceto medio produttivo e professionale, della città e delle frazioni; per quindi proporre alla città un programma, incentrato sullo sviluppo produttivo e sulla crescita civile e culturale. Chi riuscirà, se riuscirà, in questa impresa avrà guadagnato sul campo i galloni della leadership in area socialista e la centralità nello schieramento progressista. E allora, ma solo allora, sarà non solo lecito, ma in qualche modo inevitabile, porre la candidatura di un socialista a primo cittadino di Fasano. |
FUORI PATTO
Il 27 maggio scorso, con un comunicato stampa,
la Giunta municipale ha reso nota la decisione di violare il patto di
stabilità. Tale decisione, dicono dal Palazzo, serve a sbloccare
risorse da investire in opere pubbliche; cioè, il Sindaco e i
suoi adepti hanno deciso, all'unanimità, di non rispettare quella
norma che impone all'Ente comunale di non spendere più di quanto
incassa.
Una regola, quella del rispetto del patto di stabilità, scritta
e applicata in tutta Europa per evitare che amministratori disonesti
o smaniosi di protagonismo possano spendere - utilizzando il portafoglio
dei cittadini - in maniera dissennata e senza tener conto che alla fine
le vacche da mungere - sempre più magre - sono sempre le stesse:
le famiglie. Per farsene un'idea, basta guardare quanto accade nella
vicina Taranto. Le cifre del tracollo finanziario comunale, prodotto
da un governo figlio della scuola berlusconiana, stanno costringendo
molte famiglie tarantine ad abbandonare la città, impossibilitate
a far fronte alla montagna di soldi che ora il Comune è costretto
a prelevare dalle loro tasche per ripianare il bilancio. Le cronache
parlano di sprechi, di elargizioni al personale, di regali milionari
e di appalti sotto inchiesta. Una delle ultime frasi del Sindaco Rossana
Di Bello, prima di gettare la spugna, travolta dal dissesto finanziario
e dalle inchieste giudiziarie, però è stata: “Non
possiamo spendere più di quanto incassiamo.” Dopo aver
prodotto tanti danni, lo aveva capito anche lei; in ritardo, ma lo aveva
capito. La violazione del patto di stabilità, quindi, è
di per sé sintomo di cattiva gestione dei soldi della collettività,
e lo è ancor di più quando fa intravedere una buona dose
di mala fede, che ne copre le cause, nasconde gli effetti, con l'aggravante
di una delibera che sancisce questa volontà.
Né può bastare un comunicato di Palazzo, pur confezionato
ad arte, a mitigare la gravità dell'operazione. D'altronde, affermare
che il mancato rispetto del patto consente di avere più risorse
da investire, altro non è che l'ennesimo inganno costruito male.
La misura è stracolma. Fa venire i brividi leggere che il grosso
delle risorse in questione appartengono alla geniale idea di accendere
un maxi mutuo da dieci milioni di euro. Detto alla paesana significa:
caricare sulle spalle dei cittadini un altro debito - venti miliardi
di vecchie lire - che serviranno a pagare in quest'ultimo anno quello
che si sarebbe potuto finanziare con i denari sprecati in malo modo
nei precedenti quattro. Sulla tigna la testa rotta. Non basta avere
assistito alla dilapidazione di ingenti quantità di denaro; ora,
anche la beffa di fine mandato. Se questa volontà amministrativa,
così com'è deliberata, passa, è evidente che i
cittadini saranno chiamati a pagare un conto salatissimo senza ricavarne
alcun beneficio. Difatti, anche i fumosi interventi annunciati, per
la verità come tante altre volte, non risolverebbero veramente
nessuno dei problemi che interessano la collettività. Un esempio
su tutti: nelle annunciazioni ci sarebbe un milione di euro da dividere
e spendere nel porto di Savelletri e in quello di Torre Canne. Il più
credulone degli addetti ai lavori sa che, seppure dette risorse arrivassero
a destinazione, sarebbe come fare la barba al ciuccio: sapone sprecato.
Sono ben altre le risorse necessarie per dare piena funzionalità
ai due porti. Anche un bambino comprende che quanto non si è
provato neppure a fare in quattro anni, non lo si può inventare
nell'ultimo anno e a qualsiasi costo; produrrebbe solo altri irreparabili
danni. Insomma, l'unica certezza che si ricava dall'ennesima scellerata
decisione della Giunta, che bisogna bloccare con ogni lecito mezzo,
è che all'unanimità, sindaco e assessori - nessuno escluso
- hanno deciso: spendiamo, spendiamo, l'anno prossimo le vacche non
le potremo più mungere, tanto vale farne carne da macello.
Aldo Carbonaro
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VERSO I CURATORI FALLIMENTARI
Il patto di stabilità introdotto con
la L. 448/1999 impone ai Comuni di concorrere alla realizzazione degli
obiettivi di risanamento della finanza pubblica, primo fra tutti la
riduzione progressiva del disavanzo. Il deliberare per un Comune la
volontà del non rispetto significa sconfessare tale obiettivo
europeo e rientrare in un sistema sanzionatorio che preclude i benefici
riservati agli Enti virtuosi.
Nel caso in cui il Comune non realizzi, anche uno solo, degli obiettivi
previsti dal patto di stabilità 2006, nell' anno 2007 è
soggetto alle limitazioni di spesa concernenti l'acquisto di beni e
servizi, le assunzioni di personaJe e il divieto di ricorrere all'indebitamento
per gli investimenti. In riferimento all' acquisto di beni e servizi
l'Ente non potrà effettuare nel 2007 spese in misura superiore
alla corrispondente spesa sostenuta nell'ultimo anno in cui si è
accertato il rispetto degli obiettivi del patto di stabilità
interno. Per quanto riguarda il personale non è consentita qualsiasi
forma di assunzione a tempo determinato e indeterminato ivi comprese
quelle per la qualifica di dirigente, finanche ricorrere a procedure
di mobilità. Le assunzioni effettuate in violazione delle predette
disposizioni sono nulle di diritto e, come tali, insanabili. Il mancato
rispetto del patto di stabilità obbligherà il collegio
dei revisori a trasmettere alla sezione regionale di controllo della
Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell' esercizio
di competenza e sul rendiconto dello stesso esercizio, e dovrà
segnalare ogni grave irregolarità contabile e finanziaria in
ordine alla quale l'amministrazione non abbia adottato le misure correttive
segnalate dall' organo di revisione.
La corte dei conti vigilerà sull' adozione da parte dell 'Ente
locale delle necessarie misure correttive, nonché sul rispetto
dei vincoli e delle limitazioni imposti, a titolo di sanzione, nel caso
di mancato rispetto delle regole del patto di stabilità. Il fatto
che la normativa applichi gli aspetti sanzionatori dal 2007 e consente
l'amministrazione comunale in questa seconda parte del 2006 ad una spesa
non più controllata determinerà per gli anni futuri l'esigenza
non tanto di sindaco, consiglieri comunali ed assessori ma soprattutto
di curatori fallimentari.
Flavio Fanigliulo
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A MONSIGNOR DELLA CASA
Che molti politici italiani, e non solo loro, debbano rispolverare il manuale delle buone maniere, anzi studiarlo e ripassarlo più volte per metabolizzarlo, semmai ne abbiano uno nella loro biblioteca, è una necessità urgente. Il triste spettacolo dei fischi ai senatori a vita, degli epiteti irripetibili a donne-ministro, degli insulti plebei, nonché degli oltraggi sparati continuamente in Parlamento, nei programmi televisivi, sui giornali, da parte di chi ieri deteneva il potere contro coloro che legittimamente lo detengono oggi, si rivela indegno in una società civile e democratica. Un teatrino di malcostume e cattiva educazione che si ripercuote negativamente sui giovani e sul futuro della nostra nazione. Un cosmo di scorrettezza etica rivelatrice del costume, quanto mai discutibile, di chi non ammette sportivamente la propria sconfitta, decretata dalla volontà popolare, e grida vendetta con anatemi e farneticazioni su presunti brogli. Comportamento, intriso di elementi di collera e odio, che può alimentare un nuovo pericoloso fascismo. L'ex premier, ormai disoccupato, occupa il suo tempo ad evocare fantasmi e a sobillare le sue fameliche masse. Una cellula impazzita nell'organismo politico italiano da neutralizzare con serenità e buona educazione, lasciando cadere ogni studiata provocazione. Altrimenti chi ci governa oggi non solo cadrebbe nella trappola, come un tordo di prima scesa, ma scivolerebbe nella stessa caduta di stile. Goethe scrisse nelle Affinità elettive:” Non c'è segno di cortesia che non abbia una profonda base morale…C'è una cortesia del cuore che è prossima all'amore. Da essa deriva la cortesia del comportamento”… E anche Jane Austen era convinta che le buone maniere si reggono, con ogni probabilità, sui buoni principi. Per non parlare di Monsignor Della Casa che affermò. “A te conviene temperare e ordinare i tuoi modi non secondo il tuo arbitrio, ma secondo il piacer di coloro co' quali tu usi”. Per approfondire questa tematica rivolgiamo qualche domanda proprio a Monsignore Della Casa, scrittore e poeta italiano, nato a Firenze nel 1503 e morto a Montepulciano nel 1556. Monsignore, lei ha scritto molte opere, ma viene ricordato per una in particolare. Quale? “Il Galateo” Perché questo titolo? La mia opera deve il titolo al nome latinizzato del personaggio a cui lo dedicai: Galeazzo di Florimonte. Il suo libro ha avuto nel tempo tale fortuna che la parola “galateo” è divenuta sinonimo di buona educazione. Se lo sarebbe aspettato? No di certo, però ne sono lusingato. Che cosa insegna il suo manuale? Il garbo e il decoro attraverso una serie di minuti precetti relativi alla vita quotidiana. Quale il principio che regola tutti i rapporti interpersonali? Il rispetto e la considerazione per gli altri. Il motivo che lo spinse ad elargire le regole fondamentali per un vivere civile ed armonico? Nella mia epoca, quella rinascimentale per la precisione, il buon comportamento era ritenuto espressione di una umanità raffinata e perfetta. A che cosa si ispiravano i suoi insegnamenti? Al buon senso e alla semplicità. Non le sembra contraddittoria questa affermazione, soprattutto perché riferita al mondo aristocratico? No! La semplicità e il buon senso potenziavano la raffinatezza e lo stile aristocratico. Nel terzo millennio dilaga un imbarbarimento delle buone maniere, tanto che molti sentono il bisogno di tornare a parlare di buona educazione. Che cosa ne pensa? La vostra civiltà sta alimentando una cultura orfana di bon ton a tutti i livelli. Ciò che amareggia è il galateo parlamentare ormai in coma irreversibile. “U pésce affetésce da cäpe”(il pesce imputridisce dalla testa), - non dite così a Fasano?- perciò se dall'alto mandano in scena sconce gazzarre e turpiloquio, in basso ci si sentirà autorizzati ad imitare i “potenti” di turno. La cortesia, secondo il suo autorevole giudizio, è relativa al ceto e all'ambiente? Anche se c'è chi pretende di averne l'esclusività, la cortesia - mi creda - è alla portata di tutti coloro che non siano, naturalmente, divorati da un folle e risentito egocentrismo. Tutti, allora, possiamo coltivare l'esercizio della cortesia, se lo vogliamo? Certamente. L'educazione riguarda tanto il gentiluomo quanto il contadino;l'extracomunitario quanto l'autoctono;il Presidente della Repubblica quanto l'operatore ecologico; il giovane quanto l'anziano. Abita dentro di noi, è un telaio su cui tessere il dialogo con gli altri. Quale consiglio si sente di dare alla società odierna? Come antidoto ad un costume di monologhi e risse, di sopraffazioni anche verbali, di sovvertimento delle regole, consiglierei di leggere la mia opera “IL Galateo”, il “Cortegiano” di Baldassar Castiglione e il “Saggio sulle cause che possono influire sullo spirito e sul carattere” di Montesquieu. E all'ex premier che cosa consiglia? Di farsi visitare da uno strizzacervelli. Lei pensa che un giorno o l'altro guarirà? A dire il vero, ci credo poco. Gli uomini come lui, in continuo delirio di onnipotenza, sono resistenti a qualsiasi cura. E allora? Lasciatelo cuocere nello stesso suo brodo come un polpo. Con o senza sale? Col sale del galateo. Così un giorno potrete dire, parafrasando Totò : “Abbiamo conosciuto il re di Arcore, ma era in borghese”. Grazie, Monsignore, per averci illuminato su come dobbiamo comportarci. Ed io vi auguro un nuovo Rinascimento dell'educazione in politica, nello sport, nella scuola, nella famiglia, nei programmi televisivi e in ogni momento e circostanza della vita. Se è vero che i sentimenti ci spingono ad entrare in rapporto con gli altri, è altrettanto vero che, se non si seguono le regole esplicite o implicite insite in ciascuna relazione, si cade nell'inferno dell'arrogante presunzione e della maleducazione. Ricordatelo!
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ALLE POSTE POSTINI SENZA POSTO
Era il 2005 e in Senato qualcuno interrogava
il Ministro competente.
Premesso che, da oltre 20 giorni, nella centralissima zona compresa
tra Via Nazionale dei Trulli e Via dell'Artigianato di Fasano (Brindisi),
a circa 1000 famiglie che vi risiedono non viene recapitata la posta
a causa della mancanza del portalettere, ammalatosi a seguito di un
infortunio; che analogo disservizio, sempre per carenza di personale,
si è avuto nella zona industriale e nelle contrade Fascianello,
San'Elia e Maturano dello stesso comune di Fasano, anche se la situazione
è leggermente migliorata con l'arrivo di un portalettere part-time;
che l'ufficio postale di Pozzo Faceto, sempre a Fasano, periodicamente
e per alcuni giorni rimane chiuso a causa delle assenze per malattia
dell'unico impiegato da tempo assegnato a questo ufficio; che ovviamente
si registrano le proteste dei tanti cittadini interessati; che è
davvero assurdo che in una importante città, come Fasano, vi
siano tali disservizi e sempre per la cronica mancanza di personale;
che si sarebbe già dovuto provvedere da tempo ad assegnare altre
unità, l'interrogante chiede di conoscere quali urgenti iniziative
il Ministro in indirizzo intenda assumere presso Poste Italiane s.p.a.
Nonostante che numerose interrogazioni avessero denunciato da tempo
il collasso del servizio pubblico postale, secondo l'interrogante, Poste
italiane spa continua inesorabilmente, per far quadrare i conti dell'azienda,
a smantellare il servizio.
Accadeva nel 2005, relatore il senatore Specchia. Parole, parole, parole!
Il governo di Destra non ha fatto nulla.
2006. Nel frattempo Pezze ha visto scoperte per alcuni giorni delle
zone dal servizio dei portalettere poiché il bravo Ignazio è
andato in pensione. Fasano ha gli stessi problemi, in questi giorni,
in corso Perrini. E la gente, giustamente si incazza con i Direttori
degli Uffici. E i Direttori degli Uffici si attaccano ai telefoni per
ottenere nuovo personale, riconoscendo la ragione ai tanti cittadini
che si incazzano. E le Poste Italiane non assumono… o assumono
part-time portalettere e operatori che fin quando apprendono il loro
lavoro sono di nuovo disoccupati. E i dipendenti “storici”
si incazzano perché trimestralmente o semestralmente si ritrovano
a dover fare da “balia” ai nuovi assunti-senza futuro. In
nome di una privatizzazione che ha risanato (forse) il bilancio dell'Ente
ma ha scontentato tutti… dipendenti in primis. Meditate gente.
Sappiate dare la colpa a chi di dovere e non ai poveri postini, purtroppo
in sotto numero. Succede, infatti, che i poveretti non solo siano costretti
a fare giri “straordinari” ma subiscano anche gli improperi
dei cittadini costretti a rivolgersi agli Uffici pur di ottenere la
propria posta. Il paradosso? Sapeste quanti ragazzi sono in fila per
un posto da… postino!
a. c.
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LABORATORIO DI IDEE E PROPOSTE
“I Socialisti” lavorano per una città migliore
Si è svolto mercoledì scorso
l'ultimo dei quattro incontri organizzati da “I Socialisti”
di Fasano, per il tema “Proposte programmatiche di Governo”.
Gli incontri svolti tutti nel mese di maggio (10, 17, 24 e 31), nella
sede del partito in via Roma, hanno avuto notevole affluenza sia di
appassionati di politica, che di imprenditori, giovani, artisti, commercianti
ed artigiani, tutti hanno dato il proprio contributo al programma.
Gli incontri prevedevano, infatti, il coinvolgimento di coloro che avevano
voglia di esprimere le proprie idee per contribuire a stilare un programma
organico, idoneo a risollevare la città di Fasano, e riportarla
allo splendore di una volta.
Sono stati affrontati piani dettagliati, per lo sviluppo della costa,
della zona collinare, e soprattutto un piano turistico che contribuisca
a riportare visitatori nel centro fasanese, in modo da far rifiorire
nuovamente flussi virtuosi, che portino denaro in circolo nel nostro
paese.
Prossimamente, nella sezione dei Socialisti, si prevedono nuove iniziative
per la salvaguardia dei beni artistici del territorio fasanese, ed incontri
sul tema che riguarda il referendum del 25 e 26 giugno “Salviamo
la costituzione”.
Paolo Pugliese
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VIAGGIO ALLE PARATE |
Poiché il lettore italiano medio è ormai entrato da settimane in clima calcistico premondiale, ho pensato di intitolare paracalcisticamente questo pezzo. In realtà non tratterò di Buffon e nemmeno di Peruzzi: le parate di cui intendo parlare sono quelle per la Festa della Repubblica del 2 giugno scorso. Ma ormai i calciodipendenti hanno iniziato a leggere, a questo punto tanto vale che continuino. Dopo che per cinque lunghi anni non mi ha invitato nessuno, nemmeno per un caffè al bar, per il 2 giugno ho ricevuto ben due inviti. Uno tra i tanti senatori eletti a Fasano mi ha fornito un lasciapassare per il palco centrale delle autorità alla parata militare. Per me, rivoluzionario pacifista di lungo corso, sembrava assolutamente innaturale assistere ad una manifestazione militare. Sono stato quindi molto lusingato dall'invito rivoltomi (da un amico dei Cobas dei ferrovieri) a partecipare alla controparata pacifista che si sarebbe svolta in contemporanea, sempre a Roma, che si proponeva di contestare il fatto che la Festa della Repubblica venga in qualche modo trasformata in una sfilata bellicosa che la fa sembrare la festa delle forze armate. Soprattutto a causa della presenza in Iraq delle truppe italiane, su uno scenario di guerra che mostra sempre più chiaramente la follia di un'invasione scellerata (come nel caso di bambini di sei mesi uccisi per rappresaglia da soldati americani), mi sembrava giusto non enfatizzare gli aspetti militareschi di un esercito che pure, in genere, sa svolgere brillantemente missioni di pace e di assistenza ai civili. Il dilemma “manifestazione ufficiale o manifestazione pacifista” mi lacerava internamente e sono stato fortemente tentato dal chiedere consiglio a Ruini (ovviamente per fare il contrario di ciò che mi avrebbe consigliato). Quindi tutti i presupposti spingevano affinché partecipassi alla manifestazione degli amici e compagni pacifisti. Invece non ho resistito. Non potevo privarmi del gusto di vedere i paracadutisti della Folgore (generalmente ritenuti fanatici di destra, e per la regola del contrappasso, costretti ad avere come base la Toscana più “rossa”) rendere omaggio ad un Presidente della Repubblica comunista. A tale proposito salutiamo il Presidente Giorgio Napolitano, nostro affezionato lettore, come anche i ragazzi della Folgore che guardano le figure. Inoltre il Direttore del Menante mi ha affibbiato un incarico di rilievo: cercare di capire chi caspita sono quei nuovi Ministri che non conosce nessuno. La Ministra Lanzillotta! Con questo cognome e con le sue varianti (Lanzillotti, Lanzellotta, Lanzellotti, Lanzilotto ecc.) ci hanno popolato tutta Carovigno, glie n'è avanzata una e l'hanno messa agli affari regionali? Del Ministro del Lavoro Cesare Damiano: qual è il nome e qual è il cognome? Il Ministro Fioroni se viene a Fasano lo possiamo chiamare Culumbr? A questi interrogativi qualcuno dovrà dare risposta. È bene, quindi, cominciare a prendere confidenza con il nuovo gruppo dirigente dell'Italia sapendo bene che, male che vada, saranno comunque meglio del tetro Gasparri, del truce Calderoli e dell'inutile Bondi. Giunto quindi sul palco delle autorità (ero quello in alto a destra che faceva ciao ciao con la manina) ho cominciato ad ammirare in tutta la sua bellezza il Vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli ed in tutta la sua intelligenza la Ministra Emma Bonino (avessi voluto invertire le qualità ed i soggetti, non ne sarei venuto fuori). Il Presidente Napolitano svettava longilineo mentre il guardasigilli Mastella svettava curvilineo. Massimo D'Alema dava finalmente l'idea di un Ministro degli Esteri che non ci farà fare figuracce oltre confine, così come Romanone Prodi che infatti per tutta la cerimonia non ha fatto il segno delle corna come il suo predecessore. E a proposito di predecessore, chi ti vedo in fondo in fondo al palco? Tra il sottosegretario Minniti e l'addetta alle pulizie? Il semprimpiedi Silvio Berlusconi (tessera P2 n° 1816). Non mi è sembrato vero potergli andare vicino e fargli, io, le corna sulla testa in una foto ufficiale. Fassino, posizionato nei pressi, deve avermi letto nel pensiero e mi ha lanciato uno sguardo di quieto rimprovero che voleva dire “non fare il maleducato” ed allo stesso tempo “non infierire sugli sconfitti”. Personalmente avrei infierito volentieri, ma passare per maleducato agli occhi di Fassino non mi andava proprio. E poi avrei rischiato di rovinare la pettinatura del leader di Forza Italia rendendo quindi vano il lavoro del suo giardiniere. Ho quindi osservato il Cavaliere Mascarato da vicino ed ho visto che in effetti non è per niente basso: sono i 12 centimetri di tacco che lo fanno sembrare piccoletto. Un'altra particolarità è che Berlusconi non porta mai l'orologio: decide lui che ora è! Il poverino non si era ancora ripreso dalla sconfitta delle elezioni politiche che si è dovuto beccare anche la sconfitta alle elezioni amministrative. A Torino, ad esempio, il candidato sindaco dell'Unione, Chiamparino, ha preso più del doppio dei voti dell'ex Ministro Rocco Buttiglione. Adesso si chiederà il riconteggio delle schede ma, anche considerando i soliti imbrogli dei partiti di sinistra, sembra difficile che il risultato possa essere ribaltato. Risultati simili si sono ottenuti anche a Roma e Napoli, ma il più entusiasmante per la sinistra italiana è stato sicuramente il dato delle elezioni comunali di Cisternino dove, sotto la guida dell'indomito timoniere del proletariato cistranese, Gino Convertini, la sinistra ha trionfato col 55% delle preferenze. L'avversario, contrariato, ha dichiarato: “Stòn i mbruogghj, avit'accundà arrët”. Cornuto e mazziato, il fu Presidente del Consiglio, dopo i rovesci in campo nazionale e locale (ribadiamo, soprattutto a Cisternino), è sceso a più miti consigli. Non chiede più di dare una lezione a Prodi attraverso il referendum, conscio che (invece di dare lui spallate al governo) rischia di prendere la terza ginocchiata consecutiva nei denti, e si limita ad invitare con regale distacco a votare SI, precisando comunque che i suoi elettori, di solito, a fine giugno, preferiscono andare a mare e non a votare. E poi i coglioni sarebbero gli elettori di sinistra… Eppure Sua Emittenza ha trovato il modo di farla fuori dal vasino. A chi gli chiedeva un parere sulla manifestazione dei pacifisti, il Cavaliere Sopraelevato ha dichiarato “quelli della sinistra sono sempre i soliti”. Qualcuno con più senso democratico, uno dei nostri Ministri degli Esteri, ha dichiarato invece che “è un diritto di tutti manifestare e la manifestazione pacifista non toglie nulla a quella ufficiale”. Il senso della Repubblica Italiana, nata dalla lotta antifascista, è proprio questo, poter manifestare liberamente il proprio pensiero. C'è scritto anche in quella Costituzione che siamo chiamati a difendere a fine giugno. Ho la vaga impressione che voterò NO. Perché, vedete, non è che un deficiente leghista diventa civile solo perché ha perso le elezioni… nossignore, prima deve perdere anche la devolution.
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| fatti
fattacci cronache e controcronache |
SCARSA ILLUMINAZIONE A MONTALBANO A Montalbano permangono i problemi di viabilità e di pubblica illuminazione. Alcune strade della frazione fasanese sono in condizioni disastrose: occorre effettuare al più la manutenzione ordinaria e straordinaria. Per non parlare, poi, della pubblica illuminazione che in via Fratelli Bandiera e in via Alfieri è inesistente. TRAFFICO SELVAGGIO A SPEZIALE Con l'arrivo dell'estate la frazione di Speziale diventa una sorta di crocevia per turisti, villeggianti e residenti nei centri limitrofi. Lungo via Sicilia e via Diaz il traffico aumenta a dismisura: gli automobilisti commettono molte infrazioni al codice della strada, che non sempre vengono sanzionate dai vigili urbani. Le auto procedono ad alta velocità, creando disagi e pericoli ai residenti ed in particolare ai bambini, che rischiano seriamente di essere investiti. Per non parlare, poi, della sosta selvaggia, che nell'incrocio tra la predetta via Diaz e via Sicilia, crea ingorghi incredibili ed estenuanti. Ogni estate si ripropone questo problema, ma nessun serio provvedimento è stato mai adottato dagli organi competenti. TEATRO SCOLASTICO Le quinte classi del Circolo didattico di Fasano hanno messo in scena mercoledì 24 maggio, nel teatro “Kennedy”, lo spettacolo “L'altro sono anch'io”, rientrante nel progetto “Noi cittadini del mondo”, curato da Pasquina Cuzzupè. Tema della serata: il rispetto della diversità. Ricordata, inoltre, la piccola Mariangela D'Amico, scomparsa a causa di un incidente domestico la scorsa estate. La bambina avrebbe dovuto frequentare quest'anno la quinta classe. Al termine della serata un docente ha comunicato che sarà attivata un'adozione a distanza di un bambino. FONDI “MY WAY” Il giudice del Tribunale di Brindisi, Roberto Calmieri, ha condannato l'ex banca 121 a restituire a quattro professionisti fasanesi, difesi dagli avvocati Digeronimo e Romito, le somme corrisposte relative ai fondi “My Way”. Il magistrato ha riscontrato da parte della predetta banca violazioni di precise regole di condotta. BORSE DI STUDIO AIDO Assegnate le borse di studio Aido. La commissione giudicatrice ha premiato le poesie scritte da Simona Semeraro (III A, Scuola Media “Pascoli”), Maria Chiara Pipoli (III G, Scuola Media “Bianco”), Rosanna Di Carolo (III A, Scuola Media “Galilei” di Pezze). PALAZZI DA TITOLARE? Istituita una commissione comunale che si occuperà della “titolazione” degli edifici più importanti di Fasano. Ennesimo spreco di denaro pubblico o maldestro tentativo di cooptare nell'entourage ammirabiliano esperti di storia dell'arte e di tradizioni locale? I VALORI DELLO SPORT Tre classi della Scuola Media “Bianco” di Fasano si aggiudicano la vittoria nel concorso nazionale “Questione di classe e di fuoriclasse”, organizzato dall'Associazione ragazzi dell'Università Cattolica in collaborazione con il Centro sportivo italiano, il patrocinio della Regione Lombardia, l'Ufficio scolastico della Lombardia e la Gazzetta dello Sport. Gli studenti delle classi premiate (II D, II E, III D e III G) sono stati impegnati in diversi sport. Obiettivo del concorso era quello di far riflettere i ragazzi sui veri valori dello sport. VIOLENZA TRA LE MURA DOMESTICHE Una misera storia di violenza e di maltrattamenti ha portato all'arresto di un 50enne di Fasano, accusato di avere trasformato la moglie in una schiava. La povera donna era stata ridotta a semplice oggetto sessuale, da parte dell'uomo che ha ottenuto gli arresti domiciliari ma è stato costretto a prendere una casa in fitto. La storia è andata avanti per molti mesi, fino a quando la donna ha denunciato le violenze ai carabinieri. SALENTO IN FIERA ALLO ZOOSAFARI Dall'1 al 4 giugno si è tenuta presso l'area parcheggio dello Zoosafari la seconda edizione della mostra “Salento in fiera”, che l'anno scorsi si è svolta a Mesagne. Alla fiera hanno partecipato 120 aziende provenienti da tutta la regione. L'iniziativa ha riscosso numerosi consensi dagli addetti ai lavori ed ha registrato un elevato numero di visitatori. IL MONUMENTO AI CADUTI DI MONTALBANO Il Parco delle Rimembranze ed il Monumento ai caduti di Montalbano, versano nel più assoluto degrado. Atti di vandalismo, erbacce e rifiuti testimoniano l'incuria in cui versa l'intero sito, senza che gli organi amministrativi muovano un dito per risolvere l'annoso problema. PIAZZALE SAN PIO Il 25 maggio si è tenuta una cerimonia in onore di Padre Pio di Pietrelcina, al quale è stato intitolato il piazzale in cui è ubicata la statua del santo, nei pressi del Centro per anziani. Il locale gruppo di preghiera, coordinato da mons. Carmelo Carparelli, ha ricordato Padre Pio, il Santo dell'eucarestia e della speranza. PREMI PER LA COMUNICAZIONE Sono stati assegnati nell'auditorium dell'Itc “Salvemini” di Fasano i premi per la comunicazione, nell'ambito del concorso finalizzato alla diffusione e alla conoscenza delle nuove tecnologie. Tra gli obiettivi, l'invito alla riflessione sui crimini commessi in nome della “razza”, della religione e delle idee politiche. Il prof. Vito Antonio Lezzi, direttore dell'Istituto pugliese di storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea, ha introdotto l'intervento di Nedo Fiano, uno dei sopravvissuti al campo di Auschwitz, autore del libro “Il coraggio di vivere”. I premi per la comunicazione sono stati assegnati alla scuola media “Moro” di Mesagne, alla scuola media “don Minzioni” di San Pietro Vernotico, alla scuola media “Pende” di Noicattaro e alla scuola media “San Francesco d'Assisi” di Francavilla Fontana. PINOR COLPISCE ANCHE A FASANO Tra le vittime del fantomatico dottor Pinor, il falso chirurgo scoperto dagli inviati del tg satirico “Striscia la notizia”, ci sarebbe anche una donna di Fasano. Quest'ultima, infatti, accortasi di essere stata raggirata, ha denunciato l'accaduto alla magistratura e si è rivolta all'avv. Giovanni Caroli per tutelare le sue ragioni. GRUPPO SPORTIVO “SPALLUTO” Il Gruppo sportivo dei vigili urbani di Fasano è stato intitolato alla memoria dell'ex comandante Leonardo Spalluto. Del gruppo fanno parte il maresciallo capo Cosimo Caroli, il maresciallo maggiore Nuccio Saladino, l'assistente capo Vito Musa, il maresciallo maggiore Cataldo Bellanova (del Corpo dei Vigili di Mesagne), il maresciallo maggiore in pensione Giuseppe Ostuni, l'assistente capo Michele Cuoco, gli agenti Lorenzo De Leonardis e Angela Colucci. MUSICAL DELLA GALILEI-FORTUNATO Gli studenti delle scuole medie “Galilei” di Pezze di Greco e “Fortunato” di Montalbano, hanno presentato al Kennedy, il 26 maggio, uno spettacolo musicale. Una divertente parodia della Divina Commedia con l'inserimento di personaggi attuali (immancabile il riferimento all'ex ministro della Pubblica Istruzione, Letizia Moratti). Un lavoro che è ha superato le mere peculiarità didattiche, ovvero il governo delle emozioni da parte degli studenti-attori, per accreditarsi come impegno artistico. Un risultato raggiunto per merito anche del gruppo di insegnanti che ha curato la regia. Applausi a scena aperta; grande soddisfazione del preside Chieffi. . SODALITAS Arte e devozione confraternitale nella chiesa del Purgatorio con la mostra storico-artistico-documentaria che si terrà dal 9 al 30 giugno ( tutti i giorni, dalle 18,30 alle 21,00). L'iniziativa, patrocinata dalla Regione Puglia dalla Provincia di Brindisi e dal Comune di Fasano, si inquadra nelle manifestazioni del Giugno Fasanese “La Scamiciata”. IL TEATRO BAROCCO Sempre nell'ambito del Giugno Fasanese, mercoledì 21 alle ore 19,00, presso la chiesa di San Lorenzo alla Masseria S. Angelo de' Graecis, si terrà la giornata di studi sul Seicento. Il tema di questa nona edizione è “Il gran teatro del Barocco”. Relatore il prof. Marcello Fagiolo dell'Università di Firenze, uno dei più autorevoli studiosi mondiali sul Barocco. CORSI DI FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE Un’intensa giornata di studio sullo sviluppo economico del territorio e le politiche del lavoro si è tenuto presso l'istituto tecnico commerciale “Gaetano Salvemini”. Sono intervenuti il preside Giovanni Colagrande, il sindaco Ammirabile, gli assessori provinciali Giorgio Cofano e Lorenzo Cirasino, l'assessore regionale alla Programmazione e Politiche comunitarie Saponaro. La relazione centrale sulla realtà e le prospettive della ricerca è stata tenuta dal prof. Vincenzo Di Lecce del Politecnico di Bari. IL “SINDACO” DELLE FRAZIONI Si aggiunge un altro posto a tavola per i consiglieri delegati. L'ultimo della serie è il consigliere Giovanni Caroli delegato dal sindaco Ammirabile “al coordinamento di tutte le azioni di controllo politico sulla puntuale conformità delle attività amministrative relative al buon andamento delle Circoscrizioni di Pezze di Greco e Montalbano agli indirizzi politici contenuti nel programma di mandato del Sindaco”. I consiglieri comunali già delegati (con il decreto sindacale del 22 ottobre scorso) sono De Luca, Pagliara, Latartara, Capozzi, Anglani, Vinci e Martellotta. PILOTI COMUNALI? In via San Nicola un'insegna luminosa, con tanto di logo del Comune, indica la sede della Fasano Corse. E di che si tratta? L'uccello civico imponente e pomposo fa pensare a un ufficio comunale (vigili urbani corridori; oppure impiegati d'anagrafe di Formula 1, o ancora geometri dell'ufficio tecnico in pole position). Insomma, lo stemma del Comune che ci sta a fare lì? A meno che uno si alzi di buon mattino e si fregi del logo che più gli aggrada. In questa città tutto è possibile, purchè si abbiano gli amici giusti! |
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UN “NO” FORTE E CHIARO |
La Costituzione è nata per rendere unita l'Italia; ora, quelli della Lega, la vogliono smembrare. Per di più con una sanità regionale che aggrava oltre misura i problemi di chi è ammalato e deve andare a curarsi fuori della propria regione d'appartenenza. La legge di modifica della Costituzione, passata a colpi di maggioranza nella scellerata legislatura trascorsa, mortifica lo spirito della stessa Carta e tradisce i valori dell'italianità. Perciò il 25 giugno andiamo a votare per il referendum con un deciso NO. Pino Carrone |
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LA VEDOVA DISCRETA
Lei, vedova ultracinquantenne di bella presenza e robusti appetiti, viveva lietamente con la figlia e il di lei consorte, nel sereno borgo di Pezze di Greco alle falde di monte Pizzuto. Lei, l'avvenente madre-suocera, sentiva sempre con maggiore impellenza il richiamo dei sensi, ma donna d'età e discreta com'era, se ne guardava bene dal concedersi a uomini, che pur l'ammiravano, per non esporsi a malevoli dicerie. Si risolse, pertanto, di spegnere il bramoso fuoco che la infiammava tra le mura domestiche, nell'ambito strettamente famigliare, e lanciò sospirosi segnali al prestante genero che, sebbene tratti di legnami per mestiere, non ha di certo l' insensibilità del legno. “Cotestui aitante e generoso con essolei si dimisticò - avrebbe detto il Boccaccio - ed ella di lui con più agio presero piacere e diletto”. Tutto con garbo ed estrema discrezione, per giorni, settimane e mesi. Ma un dì, la giovin moglie tornò a casa anzitempo. Non l'avesse mai fatto; scoprì quello che non era da scoprire! Non solo, ma invece di imbucare la posta, come saggezza avrebbe voluto, fece gran strepito. E la storia si concluse che, ella, la legittima consorte, sortì di casa e il gallo vi ci rimase a servire la vecchia gallina che sapeva e sa come si fa.
m.
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FIACCOLATA PER RAFFAELE DITANO
 Si
è tenuta sabato 3 giugno una fiaccolata per le strade principali
della città, per ricordare Raffaele Di Tano e gli altri passeggeri
dell'Atr 72 che persero la vita il 6 agosto scorso. La manifestazione
è stata organizzata dal Comitato “Disastro aereo di Capo
Galliano”, che è stato costituito dai parenti delle vittime
del disastro aereo in questione. “La fiaccolata di Fasano dice
Flora Lacatena, moglie di Raffaele Di Tano segue le altre che si sono
tenute nei comuni di Bari, Modugno, Matera, Turi, Noci e Crispiano.
Cioè delle città da cui provenivano le vittime dell'Atr
72. Il ricordo di Raffaele continuerà ad essere sempre vivo.
Noi ci batteremo fino in fondo in modo che emerga tutta la verità
su quella tragica vicenda”. Prima della fiaccolata, don Sandro
Ramirez ha celebrato una Santa Messa nella chiesa Matrice. Subito dopo
ha preso il via la fiaccolata alla quale hanno partecipato tantissime
persone. Il silenzioso e commosso corteo è partito da piazza
Ciaia ed ha percorso corso Vittorio Emanuele, via Cenci e via Piave,
dove si è fermato per qualche minuto dinanzi all'autoscuola Di
Tano. Si è trattato di una manifestazione importante, che ha
coinvolto la città ponendo nuovamente l'accento su una vicenda
ricca di punti oscuri, come evidenziano gli ultimi risvolti delle cronache.
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Mariateresa Maggi vince il FasanFestival 2006
SEDICENNE CON PERSONALITA’
 Evviva
il Fasanfestival! Anche Fasano ha il suo Festival canoro simil Sanremo.
Eccitazione, cantanti locali che per un anno preparano canzoni da presentare
alle temute selezioni, i soliti “tiraggi” e le tante critiche.
Lettere degli esclusi contro gli organizzatori, sberleffi ai coraggiosi
cantanti non professionisti (anche se qualcuno crede di esserlo!). Noi
del Menante usciamo dal coro e diamo un'analisi diversa ad una manifestazione
giunta ormai alla nona edizione. Già gli organizzatori meriterebbero
un premio per aver superato la crisi del settimo anno! Un 10 per il
coraggio. E' arrivata l'ora, però, di osare, di volare più
in alto. Se solo ci si discostasse un po' dal solito modello di manifestazione,
senza sfilate, con qualche idea che riuscisse ad attrarre concorrenti
da fuori regione. Una giuria meno “casalinga”?. Bisognerebbe
forse eliminare qualche tempo morto ed…essere più “cattivi”
in sede di selezione. Ai partecipanti un 8, media di un 10 per l'impegno
e di un 6 per il livello artistico. Quanti danni fa la De Filippi, quanti
danni fa la Tv. Si cerca di copiare “Amici” e si cura meno
il bel canto. Questo trend, negativo e pericoloso, ha spinto l'intelligente
giuria a scelte coraggiose e forse non capite. I giurati hanno avuto
il merito di guardare oltre, di premiare chi ha cercato di cantare nel
miglior modo possibile. Un premio alla semplicità, al talento.
Il primo premio è andato infatti alla voce più bella e
particolare, un premio di incitamento ad una ragazza che intelligentemente
ha presentato una canzone bella ma poco conosciuta, “Portati via”
di Mina. Non ha copiato nessuno la brava Mariateresa Maggi, sedicenne
accompagnata da tanti supporters. Secondo posto per la “curdunnese”
Valentina Colucci che ha interpretato “Labyrinth” di Elisa.
Senza eccedere in virtuosismi ha svolto il suo compito in modo semplice
e lineare. Bella voce. Il duo “Alfa e Omega”, fasanese,
si è piazzato al terzo posto presentando una canzone di Rosanna
Casale e Grazia Di Michele , “Gli amori diversi”. Queste
ragazze hanno avuto il merito di fondere le proprie voci in maniera
perfetta a differenza delle altre coppie o trio che non sono riusciti
ad esprimere al meglio il proprio potenziale. Bravi i “The Heaven”
che hanno svegliato qualche spettatore dormiente con la loro carica.
Il premio della critica è andato alla brava Mariella Brai che
con “Come è straordinaria la vita” di Dolcenera ha
emozionato i “giornalisti” di questa giuria. Se solo avesse
portato una canzone più consona alle sue meravigliose “corde”!
Un 10 a Gerardo Formica, presentatore della serata insieme a Ketty Loconte.
La sua imitazione di Renato Zero era da podio! In bocca al lupo agli
organizzatori, che il 2007 vi porti più spettatori e voci ancor
più belle.
Gianluca Monopoli
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RIAPRE LA CASINA MUNICIPALE
Riapre finalmente La Casina Municipale, luogo
caro a tutti i cittadini fasanesi e non solo, che sin dagli anni sessanta
è stato teatro di primissimo livello di eventi canori e punto
di riferimento per intere generazioni.
Diversi sono stati gli imprenditori che in quest'ultimo decennio hanno
raccolto la sfida di far tornare la Casina Municipale ai fasti del passato,
e non sempre i risultati raggiunti sono stati all'altezza delle aspettative.
La nuova gestione, è stata concessa alla FA.D.E.CO. di Gaspare
Dormio che ha scelto come responsabile della programmazione artistica
Rocco Lippolis, un esperto nel campo dello spettacolo ed in particolare
della musica.
La nuova gestione si è subito messa all'opera ed ha reso utilizzabile
l'intera struttura sin dalla domenica di Pasqua, perché si vuole
restituire la Casina e le sue strutture alla gente da subito; nello
stesso tempo si sta già lavorando al programma degli spettacoli
della stagione estiva.
"Abbiamo deciso di soddisfare tutti i target di clientela - afferma
Rocco Lippolis -creando diversi ambienti musicali, vogliamo che la Casina
Municipale diventi qualcosa di nuovo, un luogo dove è possibile
assaporare l'essenza della collina silvana, ponendo sempre la massima
attenzione alla soddisfazione del cliente e alla qualità del
servizio offerto". "Vogliamo valorizzare l'intera struttura
ed in particolare il parco-pineta - continua - e vogliamo che sia fruibile
da tutti in ogni momento della giornata."
Con queste premesse la stagione estiva sarà all'insegna della
musica e del divertimento.
E' intendimento della nuova gestione ricreare il giusto clima per riavvicinare
il pubblico, non soltanto locale, alla Selva e al suo tradizionale centro
mondano che è la Casina Municipale. Intanto è in cantiere
la programmazione degli eventi estivi e chi fosse interessato può
contattare la direzione artistica (Tel. 338.6521061) |
MUSEO DELLA CIVILTÀ CONTADINA
L'idea nasce nella grossa frazione di Pezze
di Greco, creare un museo della civiltà contadina e delle tradizioni
popolari, sulla base di una importante e consolidata tradizione, quella
del presepe vivente che si svolge da diciannove anni negli insediamenti
rupestri. Pezze è un grosso paese, sta vivendo una fase di forte
trasformazione sociale. La crescita della popolazione, lo sviluppo urbanistico,
la cultura, hanno messo in crisi il vecchio modello di aggregazione
sociale legato alla tradizione contadina. Organizzato istituzionalmente
come frazione di Fasano rischia di diventare un paesone dormitorio,
come i tanti quartieri delle città, senza una base comune di
memoria e di identità condivisa. Ritrovare valori comuni è
il presupposto indispensabile per una crescita sana della società.
Questo paese vive una fase critica, molti i segnali d'allarme, come
i tanti fatti di criminalità anche grave, diffusione della droga,
un mondo giovanile senza punti di riferimento locale, disagio di molte
famiglie in difficoltà, carenze di servizi alle persone.
Tuttavia è un paese ricco di associazioni ed è su queste
che bisogna far leva per la crescita della comunità. Recuperare
la memoria e gli oggetti della memoria è lo scopo dell'associazione
culturale “ Presepe vivente”, questo evento negli anni passati
si è rinnovato in diversi insediamenti rupestri, ma, dall'anno
2000 si rappresenta in un sito di proprietà comunale denominato
Lama del Trappeto ed è diventato una realtà culturale
di rilievo per la rappresentazione vivente con oggetti ed attrezzi della
tradizionale vita contadina caratteristica del nostro territorio. L'allestimento
del presepe fra collaboratori e figuranti coinvolge alcune centinaia
di persone che per l'occasione vanno anche alla ricerca di oggetti ed
attrezzi. La notorietà dell'evento porta oltre trentamila visitatori.
Non è più un piccolo fatto folcloristico ma un fenomeno
sociale che cerca le radici della cultura locale. In questo clima di
cultura è stato redatto, a cura della dott.ssa Madia Simeone
e della dott.ssa Loredana Trisciuzzi, un progetto di Museo. Le redattrici
chiariscono subito che non mirano a realizzare una esposizione di oggetti
per uno spettatore passivo ma “creare un luogo dove il visitatore
possa essere parte attiva, diventare protagonista”. Ambizione
realizzabile se opportunamente inserita nel sistema museale Ostuni Fasano
già esistente (Museo di Civiltà preclassiche, Parco rupestre
di Lama d'Antico, San Lorenzo e San Giovanni, Museo e parco Archeologico
di Fasano). “Attraverso la creazione di questo museo si completerebbe
l'iter storico proposto da questo sistema museale, che comincia dai
ritrovamenti paleolitici di Santo Maria di Agnano (risalenti a circa
24.450 anni fa) per passare attraverso la tradizione dei monaci brasiliani
che hanno abitato le lame del territorio di fasano intorno al X-XV secolo
circa, fino alla più evoluta civiltà contadina.”
Il progetto mira ad un'idea dinamica e moderna di museo, in effetti
si tratta di un polo culturale con centro ricreativo, culturale e didattico.
Prevede biblioteca, archivio fotografico e documentario, videoteca e
aula multimediale. Colpisce di questo progetto la concretezza e la fattibilità:ci
sono le idee precise , esiste una ricca raccolta di oggetti ed attrezzi,
viene individuata anche la sede più opportuna, la ex scuola elementare
di via Tasso attualmente in disuso su cui il progetto è stato
adeguato.
Il presidente dell'Associazione Culturale, Sac. Oronzo Negletto, ha
rivolto al Sindaco domanda per avere la disponibilità di questa
sede, che troverebbe così una destinazione veramente importante
ed utile per la comunità. Sperando che non rientri fra i beni
comunali da vendere per far quadrare il bilancio. La realizzazione di
questo museo è un'impresa importante per Pezze e per tutto il
territorio fasanese, e come tale merita il sostegno attivo di tutti.
Stefano Cofano |
VENI, CREATOR SPIRITUS
 Tra
i NO alla riforma costituzionale assume particolare significato la competenza
esclusiva delle Regioni in materia d'istruzione, per la quale da sempre
la LEGA NORD ha “puntato i piedi” minacciando crisi di Governo.
E ciò perché la regionalizzazione dell'istruzione, a lungo
andare, potrebbe incrinare l'Unità Nazionale e la stessa Repubblica
che è, e deve restare, “una e indivisibile” come
sancito dall'art. 5 della Costituzione.
Dall'esame della riforma non sfugge il concreto pericolo che un diverso
patrimonio culturale delle future generazioni potrebbe provocare una
“faglia” nel tessuto sociale con fratture del Paese. Un
Nord “celtico” e un Sud “normanno”. Così,
dopo il “sogno” del calcio, s'incrinerebbe anche l'Unità
Nazionale per la quale i nostri Padri hanno combattuto sulle rive del
Piave. Altro che “federalismo equilibrato” come generosamente
ma con la consueta onestà intellettuale, l'ha definito il senatore
Mario Greco nel suo ultimo lavoro “Missione Rinnovamento”
(ed. Colucci & Colucci).
Un NO ad un federalismo per niente solidale e in odore d' inconstituzionalità
per minaccia all'equilibrio dei poteri, con la premeditata ricerca di
alzare un “muro” tra il Nord e il resto d'Italia, riservando
a quest'ultima una residuale pelosa “sussidiarietà”
a carico dello Stato.
La solita “sussidiarietà” che consolida ed accresce
il livello economico del Nord utilizzando braccia e cervelli dei nostri
giovani.
Un NO per evitare di stravolgere la Carta Costituzionale con la quale
la Commissione dei 75 presieduta da Meuccio Ruini interpretò
quell'idem sentire con cui, messoci alle spalle la parentesi del fascismo
e una guerra sciagurata, garantire l'Unità Nazionale rimuovendo
i mai sopiti contrasti tra il Nord e il Sud del Paese. Un NO perché
una riforma fatta su “blocchi” di norme e non, come vuole
l'art. 138 della Costituzione, sulle singole “leggi costituzionali”.
Per dirla in gergo, una riforma fatta “a muzz” su pressing
della Lega Nord, in spregio del lavoro dei Padri Costituenti che, spogliandosi
delle radici ideologiche e culturali, intesero assicurare una “Casa
Comune” per dirla col Presidente Ciampi.
Infatti, dai lavori preparatori è dato cogliere lo sforzo dei
Costituenti nel redigere la Carta. Dal Presidente Ruini ritenuta “sacra
per tutti gli italiani”; in un equilibrato rapporto “tra
il sistema costituzionale e quello politico” secondo De Gasperi;
di “profondità e purezza anche delle ragioni altrui”
secondo Calamandrei. Sicché, quando il sole tornò a splendere
sulle rovine morali e materiali, gli Italiani trovarono la forza di
rimettersi in piedi dandosi le regole per una democratica e civile convivenza
consacrata con l'approvazione del progetto della Costituzione.
Evento che toccò il massimo della solennità di una spiritualità
laica quando Benedetto Croce, messosi in piedi, invocò l'inno
gregoriano:
Veni, Creator Spiritus,
mentis tuorum visita.
E fu Rinascita !
Orazio Ferrara |
| Nella foto: Roma
27 dicembre 1947 Promulgazione della Costituzione. Il capo provvisorio
dello Stato, Enrico De Nicola, firma la Carta. Riconoscibile Alcide De
Gasperi. |
EVITARE LA RETROCESSIONE DELLA SCUOLA
Il referendum del 25 giugno 2006 interviene
alla fine di una fase politica (elezioni politiche, elezione del Presidente
della Repubblica, elezioni amministrative) convulsa per il livello dello
scontro fra i partiti e le coalizioni, può sembrare il suo atto
conclusivo, al contrario, per il valore della posta in gioco, qualunque
sia il risultato, è l'atto di inizio di un nuovo tipo di rapporto
dei cittadini con lo Stato e con gli enti locali (Regioni, Province,
Comuni). La vecchia maggioranza parlamentare che faceva capo a Berlusconi,
sconfitta alle ultime elezioni politiche, il 16 novembre 2005 ha approvato
in seconda lettura il disegno di legge costituzionale”Modifiche
della parte II della Costituzione” E', questa, la concretizzazione
dell'accordo di Lorenzago, paese di montagna in cui si incontrarono
i quattro rappresentanti dei partiti del centrodestra berlusconiano
per stabilire le modifiche costituzionali che più si confacevano
al loro disegno politico. In primo luogo bisognava garantire alla Lega
di Bossi la devolution, presupposto necessario al loro disegno egoistico
e miope di separazione del Nord. Si può dire che la Costituzione
attualmente vigente è in fase di proroga, in attesa che il NO
o il SI espresso dagli elettori stabilisca quale debba essere la Costituzione
per il futuro.
Lo sforzo straordinario per il risultato raggiunto dall'Assemblea Costituente,
dopo la liberazione dal fascismo e dal nazismo, colse l'obiettivo di
dare al popolo italiano, che si apprestava a vivere una nuova fase storica
di libertà, un ordinamento giuridico fondato su principi che
esprimono un complesso di valori e di idee condivisi e fondanti di una
nuova società e di guida ai poteri dello Stato per il corretto
esercizio delle funzioni legislativa, esecutiva, giudiziaria. I principi
della democrazia, dell'inviolabilità dei diritti, del lavorismo,
dell'uguaglianza, dello sviluppo della cultura e della tutela dell'ambiente,
del pacifismo, dell'internazionalismo, dell'unità del popolo
italiano (la bandiera) cioè i Principi Fondamentali e la Parte
I (Diritti e Doveri) sono unanimemente considerati intoccabili, diciamo
sulla carta, mentre la Parte II (Ordinamento della Repubblica) è
materia che riguarda la politica e quindi modificabile. La modifica
berlusconiana alla Parte II, stravolgente al punto di modificarne 52
articoli, è accompagnata dalla menzogna che tale modifica non
intacca i Principi ed i Diritti.
Questo solo sulla carta, di fatto i diritti realmente vissuti dai cittadini,
nel caso di vittoria del SI al prossimo referendum, ne usciranno stravolti
e ridimensionati.
E' fuori di dubbio che modificare la parte II influenza direttamente,
in meglio o in peggio per i cittadini, la Parte I ed i Principi. Un
esempio (pesante) di peggioramento dei diritti è lo stravolgimento
che la vittoria del SI imporrebbe al diritto all'istruzione. La costituzione
del 1948 assegna alla scuola un compito importante sia per l'individuo
che per la società. Non solo deve fornire all'individuo le informazioni
necessarie a svolgere un lavoro o una professione ma deve anche condurre
l'individuo verso la maturazione di capacità di critica e di
riflessione libera. Il fascismo usò la scuola come mezzo di formazione
ideologica degli individui, curando meticolosamente il contenuto di
quanto si insegnava, esprimendo disprezzo per le idee diverse dal fascismo,
controllando il libri scolastici e ovviamente non solo quelli. Nella
democrazia l'istruzione e la libertà di insegnamento sono il
mezzo potente per la formazione del cittadino libero, che rimane sempre
un obbiettivo da guadagnare, nel presupposto però che “tutti”
abbiano in partenza la possibilità di accesso ad ogni ordine
e grado dell'istruzione.
Il diritto all'istruzione incrocia il pilastro della Costituzione che
è il principio di uguaglianza, che deve essere effettivamente
realizzato affidando ai governanti il compito di rimuovere realmente
i motivi di disuguaglianza. Se vince il SI al prossimo referendum assisteremo
allo scardinamento di tutto questo. Come si sa la cosiddetta devolution,
prevista nella riforma Bossi-Belusconi, affida alle Regioni la competenza
esclusiva in materia di organizzazione scolastica.
Ciò porterebbe alla formazione di diversi sistemi scolastici,
uno per ogni Regione, le più ricche potrebbero permettersi un
sistema più ricco, non è detto necessariamente migliore,
le Regioni economicamente più arretrate sarebbero naturalmente
penalizzate più di quanto già lo sono venendo meno la
funzione perequativa dello Stato.
Ed ecco come la modifica costituzionale proposta, ancorché irrealizzabile
e disastrosa, si rivela un attacco profondo ai principi fondamentali
dell'uguaglianza sostanziale e del diritto all'istruzione, che è
il vero obbiettivo della riforma in quanto è il presupposto necessario
per la realizzazione di una società classista. La logica conseguenza
di questo disegno, tutto si tiene, è la riforma Moratti della
scuola superiore.
Con la divaricazione in licei da una parte e formazione professionale
dall'altra, si costringe il ragazzo di 13 anni a decidere già
il suo futuro, sulla base di giudizi ed indicazioni della scuola elementare
e media (portfolio), in questo modo la provenienza sociale determina
sostanzialmente chi sarà classe dirigente e chi classe subalterna.
Con la devolution che affida alle Regioni competenza esclusiva per la
formazione professionale si ritorna alla scuola di avviamento al lavoro,
abolita nel 1962 con la realizzazione della scuola media unica che ampliava
un diritto di uguaglianza.
Votare NO al referendum del 25 aprile è anche un NO a tutto questo
disegno che mira a fondare una società con meno diritti.
Stefano Cofano
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| Brevissime
dalla Regione Puglia |
SPESA FARMACEUTICA: PRESIDENZA E ASSESSORATO ALLA SANITÀ PRECISANO Una precisazione sui dati diffusi da parte delle opposizioni sulla spesa farmaceutica è stata diffusa dalla Presidenza della Regione e dall'Assessorato alla Sanità. “Palese legge in maniera alquanto personale i dati Federfarma della spesa farmaceutica. Prima di dare una corretta interpretazione dei dati sembra innanzitutto necessario correggere alcuni errori dei dati forniti. Innanzitutto il superamento del valore di riferimento del 13% nel 2005 non è di 188 milioni di euro ma di 140. Nei primi tre mesi del 2006 l'incremento rispetto al 2005 non è 56.488.574 ma 41.125.794. Infatti questo incremento è già la risultante di tutti gli altri valori, ivi compresi circa 10 milioni rinvenienti dalla riduzione del ticket. Inoltre non va sottaciuto che la percentuale di incidenza della spesa farmaceutica sulla spesa sanitaria regionale nel 2005 è stata del 15,3% a fronte del 15,5 del 2004 e 15,4 del 2003, rimanendo sostanzialmente stabile malgrado l'incremento in termini assoluti. Una corretta lettura dei dati inoltre ci fa capire che: in tutto il territorio nazionale la spesa è aumentata perché dall'1 al 16 di gennaio è venuto meno lo sconto a carico dell'industria; in tutto il territorio nazionale vi è stato un aumento delle prescrizioni; in tutto il territorio nazionale vi è stato uno spostamento dei consumi verso farmaci più costosi. Altro aspetto da considerare è che in una regione meridionale,, con una redditività inferiore alla media ogni incremento di spesa sanitaria si scarica sul sistema pubblico mentre in regioni più ricche la partecipazione del privato è superiore. In sostanza l'incremento della spesa farmaceutica in Puglia nel primo trimestre 2006 è in linea col trend nazionale dei consumi. Ciò non toglie, comunque, che la regione stia avviando o intensificando una serie di iniziative. In questi giorni si sta avviando la distribuzione diretta dei farmaci di alto costo attraverso le farmacie territoriali con accordi con le case farmaceutiche con sconti da parte di tutta la filiera distributiva. E' al lavoro la commissione regionale per l'appropriatezza prescrittiva, recentemente istituita dalla Giunta Regionale. E' stato approvato dalla Giunta Regionale un progetto obiettivo specifico per la sorveglianza della spesa farmaceutica ospedaliera, con particolare riferimento alle prescrizioni in uscita E' stata avviata, con la pre-intesa per il contratto integrativo della medicina generale, l'incentivazione all'associazionismo medico. Resta il fatto che provvedimenti di tipo amministrativo inquisitorio, voluti in passato, hanno rivelato la loro inefficacia e sono, già oggi, sostituiti da iniziative volte alla condivisione dell'obiettivo di riduzione della spesa con un più forte coinvolgimento delle direzioni strategiche delle UU.SS.LL., dei medici e dei cittadini” VENDOLA PRESIDENTE DELL'OSSERVATORIO INTERREGIONALE COOPERAZIONE SVILUPPO L'assemblea dei soci dell'Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo (Oics) ha ratificato oggi la nomina dell'on. Nichi Vendola quale presidente. Vendola era già stato designato per la carica durante l'assemblea della Conferenza dei presidenti lo scorso 1 marzo. RICICLO CARTA: SIGLATA LA CONVENZIONE TRA REGIONE PUGLIA E COMIECO Siglata questa mattina tra la Regione Puglia e il Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) la convenzione per la raccolta di carta e cartone. Presenti il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il direttore Generale del Comico Carlo Montalbetti e il dirigente dell'Assessorato Regionale all'Ambiente Luca Limongelli. CONTRATTO LAVORO SANITÀ. TEDESCO: "SI SBLOCCHI LA TRATTATIVA" Tedesco su rinnovo contratto di lavoro per settore Sanità: "Interverremo presso la conferenza delle Regioni perchè l'Aran sblocchi la trattativa". L'Assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, considerate le ragioni dello stato di agitazione del personale della Sanità manifestate dalle Segreterie CGIL FP- CISL FP UIL FPL di Puglia nel corso del presidio dei lavoratori della Sanità pubblica per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro e considerate le sollecitazioni dalle stesse espresse per un impegno esplicito da parte della Regione Puglia ad intervenire sulla gravissima situazione che si è venuta a determinare con il blocco dell'approvazione dell'intesa contrattuale che gli oltre 500.000 lavoratori attendono da più di 29 mesi, ha assicurato che nella riunione del Comitato di Settore del prossimo 1° giugno si adopererà perché si adotti l'indirizzo definitivo all'ARAN a stipulare l'accordo nazionale di lavoro. Tale impegno, secondo l'Assessore Alberto Tedesco, troverà unanime convergenza da parte dei rappresentanti delle Regioni nel Comitato di Settore che, per iniziativa del Presidente Colozzi, ha già investito il Presidente Prodi ed il nuovo Governo nazionale della volontà di dare indicazioni all'ARAN per la definitiva stipula del contratto. FRISULLO SU ARTIGIANATO: "SBLOCCHEREMO ARTIGIANCASSA E LEGGE REGIONALE" Positivo incontro oggi presso l'Assessorato allo Sviluppo Economico tra il vicepresidente Sandro Frisullo e i rappresentanti delle organizzazioni di categoria Confartigianato, Cna, Claai, Cassa artigiani e Legacoop. L'incontro era stato richiesto dalle organizzazioni di categoria per fare il punto su una serie di vertenze relative al settore. Durante l'incontro è stata ribadita la decisione di far fronte alle difficoltà attraverso il metodo della concertazione e l'assessore Frisullo ha sottolineato come “le piccole imprese abbiano un ruolo certamente positivo nel tessuto produttivo pugliese e senz'altro sono d'accordo che non è il cosiddetto nanismo delle imprese il problema principale del settore, semmai lo è quello dell'accesso al credito”. E proprio sul credito Frisullo ha rassicurato i rappresentanti di categoria sul rifinanziamento della convenzione per Artigiancassa, per la quale sono, secondo gli esponenti artigiani, giacenti circa duemila domande di fido non evase per mancanza di fondi. “Finora solo problemi tecnici ha detto Frisullo - hanno impedito di firmare una nuova convenzione, ma mi impegno personalmente a sbloccare, predisporre e rimodulare la convenzione. Il credito sarà infatti uno dei punti fondamentali della nuova pianificazione strategica regionale, attraverso i bracci operativi come Finpuglia. I soldi impegnati per Artigiancassa sono soldi spesi subito, senza lungaggini e spesi bene”. Esposti anche altri problemi come la legge organica sul settore: “il Ddl della legge sull'artigianato ha confermato Frisullo sarà pronto entro l'estate e entro l'inverno contiamo, con una rigorosa e allargata concertazione, approvarlo”. ECCO LA PROGRAMMAZIONE PARTECIPATA. I PRIMI RISULTATI DELLA CONSULTAZIONE La programmazione partecipata? “E' l'Epifania della fontana di casa mia”. Lo ha detto il Presidente della Regione, Nichi Vendola, illustrando 26.5.06 in conferenza stampa l'occasione che ciascuno di noi ha di partecipare con il proprio privato - fatto di esperienze, di problemi, di bisogni, di quotidianità insomma - ad un progetto più grande e tanto più grande quanto maggiore ne è la sua condivisione iniziale. Perché è questo, in realtà, che la cittadinanza attiva ha avviato: la promozione di un canale d'ascolto del cittadino che offre non solo professionalità e tecnica, ma anche e soprattutto competenze maturate nella quotidianità, il metro di valutazione con il quale ognuno nel suo piccolo, valuta le politiche (non solo) regionali. Un concetto sul quale l'assessore Minervini, accompagnato dai consulenti del Formez che collaborano a questo ambizioso progetto, si è soffermato a lungo. Così, la programmazione che la Regione seguirà nei prossimi sei anni, non sarà una decisone “di vertice” politico. Sarà invece il risultato di opzioni partecipate, di esperienze e suggerimenti nati dal coinvolgimento volontario dei cittadini pugliesi. PIANO REGIONALE DELLE POLITICHE SOCIALI : INTEGRATE LE LINEE GUIDA PER I PIANI SOCIALI DI ZONA Con Deliberazione di Giunta Regionale n.598 del 15 maggio 2006, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.64 del 25 maggio 2006, sono state integrate con nuove disposizioni le linee guida per la stesura dei Piani Sociali di Zona ed è stato contestualmente modificato un Atto di indirizzo e coordinamento per l'attuazione del Piano Regionale delle Politiche Sociali, già approvato con Delibera n.1104 del 4 agosto 2004. Le nuove linee guida introdotte dalla citata Deliberazione n.598/'06 riguardano i Comuni interessati dalle modifiche apportate alle circoscrizioni dei distretti sociosanitari con Deliberazione di Giunta Regionale n.1611 del 22 novembre 2005, in attuazione della legge regionale n.11 del 12 agosto 2005 concernente “Modifiche alla legge regionale 14 giugno 1994, n.18 (Norme per l'istituzione degli ambiti territoriali delle Unità Sanitarie Locali)”. L'Atto di indirizzo modificato riguarda invece gli interventi per gli asili nido da parte dei Comuni, con finanziamento regionale. REQUISITI IGIENICO-SANITARI COMMERCIO PRODOTTI ALIMENTARI AREE PUBBLICHE. LINEE GUIDA Pubblicate nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 63 del 24 maggio 2006 le linee guida relative ai requisiti igienico-sanitarie per il commercio dei prodotti alimentari sulle aree pubbliche. Dette linee guida sono finalizzate a: puntualizzare alcuni aspetti dell'Ordinanza Ministero della salute del 3 aprile 2002 ritenuti particolarmente importanti al fine di consentire una corretta applicazione della norma ed evitare incongruenze e difformità dell'applicazione della stessa sul territorio regionale; definire alcuni aspetti relativi al commercio ed alla somministrazione di alimenti e bevande sulle aree pubbliche autorizzate in occasione di feste paesane, sagre, nonché aspetti relativi alle pertinenze esterne di attività commerciali (bar, ristoranti, gelaterie). IN PUGLIA LA PIÙ GRANDE CENTRALE SOLARE DEL MONDO Prosegue il percorso per la costruzione in Puglia della più grande centrale fotovoltaica solare del mondo. L'annuncio è stato dato dall'Amministratore delegato del gruppo Italgest, dott. Paride De Masi nel corso del seminario sull'energia solare che si è svolto il 25.5 scorso presso il Politecnico di Bari. L'investimento previsto è di cinquecento milioni di euro e l'impianto, che conta una potenza complessiva di 11 megawatt, sorgerà sui siti ex inquinati di Brindisi. L'assessore all'Ecologia Michele Losappio, che ha concluso il dibattito al Politecnico, ha confermato il consenso della Regione Puglia ad investimenti che come questo si inseriscono nel solco del Piano energetico ambientale regionale in questi giorni sottoposto all'attenzione e ai contributi degli enti territoriali, della cittadinanza attiva e dell'opinione pubblica. |
POLITICHE DELLA SALUTE: UN ANNO DI LAVORO - Soppressione della compartecipazione alla spesa farmaceutica per il 60% dei cittadini pugliesi (tra i quali l' 80-85% dei consumatori abituali di farmaci). Risparmio per i cittadini di 40 mln/euro anno; - Approvato a giugno 2005 il piano triennale di prevenzione (completato poi con la parte relativa agli incidenti) per una spesa di 30 milioni di euro annui per tre anni. Individuati e progressivamente garantiti gli standards per le vaccinazioni, gli screenings oncologici (mammella, cervice uterina e colon retto) nonchè la prevenzione della malattie diabetiche e cardiolovascolari, in aggiunta all'integrazione dei progetti contro l'obesità; - Soddisfatti con successo, e nei termini, gli adempimenti della verifica 2004 (settembre 2005) in forza della quale si è avuto accesso a fondi integrativi previsti (circa 250 mln/euro) e in via di espletamento gli adempimenti analoghi per la verifica 2005 per l'accesso ai fondi integrativi relativi; - DIEF 2005 approvato prima della pausa estiva, DIEF 2006 in corso di predisposizione per l'approvazione entro giugno 2006; - Approvate a settembre 2005, in attuazione delle prescrizioni dell'intesa Stato-Regioni del marzo 2005 in materia di riorganizzazione ospedaliera, le linee guida per la rimodulazione della rete ospedaliera regionale; - Riesaminata la normativa di autorizzazione e accreditamento per renderne più equilibrato l'intero processo; - Affidata a Tecnopolis l'elaborazione del progetto di verifica e implementazione del SIRS, della elaborazione - di concerto con ARES della rete dei Medici di Medicina generale (gara espletata e affidata) e delle nuove tecnologie per il Servizio di Emergenza (118), in corso di confronto; - Definito il modello di soccorso per le cardiopatie acute (Infarto Miocardico Acuto) che sarà sperimentalmente attivato nella provincia di Bari, per essere poi progressivamente esteso all'intero territorio regionale; - Predisposto il D.D.L. che per la prima volta regola le attività immunotrasfusionali ed individua gli organismi ed i servizi di raccolta ed utilizzazione del sangue e dei suoi derivati; - Riformulato il progetto per la promozione delle donazioni di organi, finalizzato a garantire il programma trapianti in Puglia e a riportare nel prossimo triennio la nostra regione ai livelli di quelle più efficienti; - Recuperati i ritardi della progettazione di numerosissimi interventi di edilizia sanitaria e di acquisto di attrezzature, sbloccando fondi dell'art. 20 della legge finanziaria 1988 e di quelli destinati alla libera professione (circa 150 mln/euro); evitata cosi la perdita di ingenti risorse , limitata per la Puglia a soli 14 mln. di euro; - Destinate risorse per 7 mln. di euro del bilancio autonomo della Regione per acquisto attrezzature funzionali all'abbattimento delle liste d'attesa e al rafforzamento del parco-ambulanze; - Recuperate risorse del bilancio autonomo reimpegnate per il completamento dell'Ospedale della Murgia e della RSA di Noicattaro, con annesse strutture territoriali; - Attivata, entro la fine di giugno 2006 la prima TAC PET della Regione, presso il Policlinico di Bari; - Attivato il programma SI.SA.PU., con i sottoprogrammi SI.SA.BA e SI.SA.TA., che finanzierà con circa 60 mln. di euro i programmi di rafforzamento delle strutture sanitarie di Bari e Taranto, con la previsione di parcheggi nelle principali aree ospedaliere delle due città, il recupero del vecchio Ospedale di Taranto adibito ad attività formative, la realizzazione dell'accessibilità alle strutture sanitarie delle due città e il finanziamento di due TAC-PET per Bari e Taranto; - Approvata la normativa per lo sblocco delle assunzioni a tempo indeterminato e per la progressiva stabilizzazione del personale precario; - Predisposta la normativa di riforma dell'Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata, attualmente all'esame della Regione limitrofa; - Approvata l'istituzione di due nuove AA.UU.SS.LL. (BAT/1 e BA/2) e del relativo regolamento di funzionamento; - Approvata l'implementazione delle piante organiche delle due AA.OO. Universitarie con la previsione di oltre 500 assunzioni; (Bari e Foggia); - Approvata la normativa di riforma amministrativa dei due I.R.C.C.S. pubblici (Oncologico di Bari e De Bellis di Castellana Grotte), di concerto con il Ministero della Salute; - Significativamente attuato il piano di utilizzazione del complesso ASCLEPIOS, che sarà completato entro l'anno; investite risorse specifiche e aggiuntive; - Predisposto, già a novembre 2005, il piano di monitoraggio della fauna selvatica, che ha consentito di fronteggiare efficacemente il rischio di diffusione dell'influenza aviaria, gestito tramite l'apposita Unità di crisi nominata dall'Assessore alla Salute; - Approvato l'accordo con FEDERFARMA per la distribuzione diretta dei farmaci del PHT, che partirà dal 1° giugno 2006; - Approvate specifiche convenzioni con l'Ufficio Scolastico regionale e con le Associazioni dei donatori di sangue, per l'educazione alla salute, la promozione della cultura della solidarietà e l'innovazione dell'assistenza socio-sanitaria; - Approvata la convenzione con Cittadinanza Attiva per l'istituzione dell'AUDIT CIVICO in tutte le ASL e AA.OO. della Regione Puglia; - Completata l'attuazione del Progetto Leonardo, d'intesa con PFIZER, con l'attivazione in aggiunte alla Telecardiologia, del disease and care management sperimentale nella ASL LE/1; - In fase di approvazione specifiche convenzioni con l'ANT (Associazione Nazionale Tumori) e con la LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori) per l'attivazione di specifici progetti di assistenza domiciliare oncologica e di prevenzione oncologica per importi complessivi 4 mln. di euro; - Approvato il progetto PSOCARE, con l'individuazione dei centri regionali per la cura della psoriasi; - Approvato il progetto obiettivo di diagnosi e cura della FIBROSI CISTICA, in attuazione nelle Aziende Ospedaliero Universitarie di Bari e Foggia; - Attuato il progetto di Neuropsichiatria infantile, con l'attivazione dei relativi servizi delle AUSL; - Avviata la rete regionale per la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle malattie rare attualmente limitata ai 5 I.R.C.C.S. pubblici e privati; - Approvate specifiche convenzioni con l'IZF di Puglia e Basilicata per la realizzazione e gestione di una banca dati centralizzata per l'osservatorio epidemiologico veterinario regionale e per la gestione dell'anagrafe e movimentazione degli animali; - Approvazione delle linee guida per la refertazione igienico-sanitaria finalizzata al commercio dei prodotti alimentari sulle aree pubbliche; - Approvazione delle linee guida per l'utilizzazione del latte e dei suoi sottoprodotti per l'alimentazione animale; - Approvazione delle piante organiche delle farmacie delle ASL BA/3- BA/4- LE/2 e TA/1 per il biennio 2003/04; - Predisposizione delle linee guida per le Cure dolci in pediatria; - Attivazione della Commissione paritetica regionale per l'attuazione della legge 626 (Sicurezza e Tutela della Salute sui luoghi di lavoro) e predisposizione della Convenzione Regione INAIL per l'attivazione della Banca dati regionale sugli incidenti; - Corso di formazione per gli interventi urgenti per la lotta contro l'AIDS; - Attuazione, in collaborazione con ARES, dei progetti sanitari INTERREG ITALIA ALBANIA; - Attuazione del progetto per la farmacovigilanza con l'assunzione di 27 giovani farmacisti; - Progettazione ed attuazione di Progetti-Obiettivo, in attuazione del PSN, con finanziamento di 93 mln. di euro e imminente assunzione di oltre 1.000 unità di personale di qualifiche mediche, sanitarie e amministrative; - Autorizzazione all'Ospedale Panico di Tricase all'esercizio dell'attività di raccolta, manipolazione ed impiego di cellulle staminali emopoietiche; - Approvazione dei consuntivi dei programmi operativi dell'OER per il 2003 e 2004, e prossima quella del 2005, con l'imminente rinnovo della convenzione con l'Università degli Studi di Bari; - Regolamento per il riconoscimento dei laboratori di analisi ai fini dell'autocontrollo per le sostanze alimentari; - Campagna di prevenzione primaria e secondaria del carcinoma del colon-retto, affidata dal Ministero della Salute all'AISTOM (Associazione Italiana Stomizzati), realizzata in collaborazione con le strutture tecniche regionali; - Adeguamento del regolamento di gestione delle case protette; - Adozione del progetto di Assistenza domiciliare e di quello di implementazione e mantenimento dei livelli di attività dell'Ospedalizzazione domiciliare; - Approvazione del progetto di formazione e ricerca sulla salute mentale: individualizzazione dei fattori di rischio evolutivo neuropsicopatologico (1° fase); - Progetto-obiettivo per il miglioramento e la valutazione della qualità dell'assistenza nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura (SPDC); - Completamento dell'attuazione del progetto nazionale sulle cure primarie, di cui è capofila la Puglia; - Riproposizione ed estensione delle attività umanitarie orientate soprattutto verso la tutela della salute dei cittadini esteri; - Progetto, in corso di predisposizione, in favore di cittadini audiolesi e videolesi; - Introduzione nelle RSA della Regione di Unità di assistenza per pazienti Alzheimer; - Istruttoria per la formazione dell'albo dei Direttori generali (800 domande) e nomina di 12 DD.GG. di ASL e A.U.O.; - Istituzione dell'Albo regionale delle associazioni per fronteggiare il randagismo; - Nomina ed insediamento della Commissione regionale per valutazione degli eventi avversi gravi a vaccinazioni; - Costituzione e nomina del Comitato interdisciplinare delle dipendenze patologiche (CRIDIP); - Costituzione e nomina del Comitato regionale della medicina generale e pediatrica e applicazione del contratto collettivo nazionale decentrato; - Avviato e ultimato il concorso per l'inquadramento dei medici della medicina dei servizi; - Insediato il Comitato dei garanti della dirigenza medico-veterinaria; - Costituzione del Comitato tecnico per la gestione del corso triennale di formazione specifica in medicina generale; - Costituzione del Comitato consultivo per l'ACN per la specialistica ambulatoriale (primo e secondo accordo); - Protocollo di intesa sulle relazioni sindacali linee guida di indirizzo per lo svolgimento della contrattazione integrativa aziendale; - Imminente pubblicazione delle zone carenti per la medicina generale con riferimento all'anno 2006; - Linee guida e di indirizzo per lo svolgimento della contrattazione integrativa al C.C.N.L. del comparto-sanità 2002 /2005; - Predisposizione del protocollo d'intesa con l'Amministrazione penitenziaria per l'assistenza ai detenuti e internati; - Costituzione della Consulta Oncologica Regionale Permanente e del Comitato operativo; - Nomina degli organi di amministrazione e del Comitato Tecnico-scientifico del C.A.R.SO.; - Ridefinizione delle pre-intese con le Case di Cura private, sottoposta all'approvazione della Giunta regionale; - Insediamento della Commissione paritetica Università Regione degli OO.RR. di Foggia; - Pubblicazione dello stato di salute della popolazione pugliese nel 2005 ( a cura dell'OER ); - Relazione, a cura dell'ARES, sullo stato della programmazione nel 2005; - Adozione, a cura dell'ARES, delle linee guida sulla contabilità analitica delle AUSL; - Misure tese a fronteggiare la criticità dei bilanci ASL del 2005 e partecipazione attiva in sede di riparto FSN per il 2006 con acquisizione di maggiori risorse pari a 195 mln. di euro; - Conclusione delle attività di controllo dei bilanci ASL 2002 2003 e relativa relazione generale; - Controllo sugli atti delle ASL in materia di dotazione organica, applicazione contrattuali e assunzione di personale; - Indirizzi e autorizzazione per l'espletamento dei corsi di formazione degli Operatori Socio Sanitari ( OSS ); - Attivazione di n. 36 visite ispettive tecnicoamministrative, 13 delle quali definite; - Accreditamento parziale, fusione e/o incorporazione di strutture sanitarie private; - Definizione del progetto regionale per l'abbattimento delle liste di attesa; - Definizione delle linee guida per il contenimento del numero dei parti cesarei effettuati nella regione; - Definizione della bozza del documento di rifunzionalizzazione del Polo pediatrico regionale ( già Ospedale Giovanni XXIII di Bari ); - Definizione di due distinti D.D.L. sui “ principi ispiratori del Servizio Sanitario regionale ” e sulla “ attuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza “; - Definizione dell'attività di decretazione per l'assegnazione delle sedi farmaceutiche, a seguito di pubblico concorso; - Consolidamento della presenza e della rappresentatività della Regione Puglia negli organismi nazionali: - dell'Assessore, nella cabina di regia delle Regioni; - dell'Assessore, nel Comitato di Settore; - del Direttore dell'Ares, nel Comitato Tecnico delle Regioni; - dei Dirigenti nella SISAC, nel Tavolo Tecnico per l'abbattimento delle liste di attesa e nell'Agenzia Italiana del Farmaco ( AIFA ); - Attività sistematica di verifica delle strutture sanitarie con visite, incontri, confronti continui con gli operatori del settore, le organizzazioni sociali e le associazioni di rappresentanza del cittadini. |
| Autori
fasanesi: Giovanna Montanaro |
DALLA MAFIA ALLO STATO
Si è svolta mercoledì 17 marzo,
presso la biblioteca comunale, la presentazione del libro “Dalla
mafia allo Stato”, che ha visto l'attiva collaborazione di una
nostra concittadina, Giovanna Montanaro, attualmente residente a Roma,
dove lavora all' interno del gruppo Abele, che da molti anni si occupa
del fenomeno della criminalità organizzata in Italia. La dott.ssa.
Montanaro, insieme ad altri due autori, ha voluto puntare l'attenzione
sul fenomeno del pentitismo, e delinearne la storia attraverso una serie
di interviste presenti nel volume. Un libro che fa riflettere, un libro
che parla alle coscienze, un libro che forse può aiutare a cambiare
le cose, come lei stessa ci racconta:
Com' è nata l'idea del libro?
L'idea di una ricerca sul fenomeno del pentitismo si affaccia quasi
naturalmente per chi si occupa di mafia da molti anni, come nel mio
caso. Ad un certo punto ci si chiede: ma qual è il punto debole
delle organizzazioni mafiose? E parlando con i miei colleghi ricercatori
ci rendiamo conto che l'anello debole è costituito dai collaboratori
di giustizia. Ma la vera occasione arriva con la richiesta di un progetto
di ricerca da parte del presidente del gruppo Abele, Don Luigi Ciotti,
e successivamente, grazie ad alcuni incontri con avvocati e magistrati
a stretto contatto con i pentiti, ci viene prospettata l'ipotesi di
fare alcune interviste ai collaboratori di giustizia. Il lavoro si apre
con una prospettiva nuova, dalla quale nasce questo libro.
Quanto tempo avete impiegato per portare a termine tutto il
progetto?
E' chiaro che in una ricerca approfondita non si possono intervistare
uno o due collaboratori di giustizia, ma cercare di possedere quanto
più materiale possibile con molte interviste. Così facendo
si allungano inevitabilmente i tempi, perché per poter intervistare
un pentito ci vogliono una serie di permessi.
Com' è strutturato il libro?
Il libro si compone di due parti: la prima tratta il contesto storico-sociale
all' interno del quale nasce e si evolve il fenomeno del pentitismo.
Delineando a grandi linee la storia del fenomeno mafioso decidiamo di
puntare i riflettori sul Cosa Nostra, e di vedere come parallelamente
vengono fuori le prime figure dei collaboratori. Intrecciando i due
fenomeni notiamo la difficoltà di emersione di queste figure
a causa del concetto di omertà, che induce a non parlare.
Perché ad un certo punto queste persone decidono di parlare?
Le motivazioni possono essere tante. Lo si può fare per calcolo,
perché si ha paura di essere ammazzati, e quindi si cerca protezione
nello stato; per convenienza, in quanto non si hanno più possibilità
di “ far carriera” all' interno del sistema mafioso, e quindi
si cercano nuove strade; perché si pensa ai propri figli, alla
propria famiglia, al loro futuro; per vendetta, e così via. Ma
una cosa deve essere chiara: essi decidono di parlare quando vedono
che l'azione dello stato è credibile, reale. Per loro vige la
legge del più forte, e se si accorgono che lo Stato è
il più forte, vi si affidano.
Qual è la differenza tra confidente e collaboratore di
giustizia?
Il confidente è coperto dall'anonimato, in quanto non si espone
pubblicamente, mentre il collaboratore si espone, denuncia, e deve ammettere
i reati che ha commesso, e questa non è una differenza di poco
conto.
Quando nasce il fenomeno del pentitismo?
Già nella seconda metà dell' 800 troviamo un primo collaboratore
di giustizia che però viene subito fatto fuori. Successivamente
abbiamo una serie di informatori e collaboratori, che non sono mai stati
supportati dallo Stato, e alle volte ritenuti addirittura pazzi per
le loro confidenze. Solo nella prima metà degli anni ottanta
si è avuta una forte crescita del fenomeno.
Per quale motivo?
Per una serie di cause, ma il motivo principale è che solo nel
'91 abbiamo avuto il primo inquadramento normativo, con una legge che
introduceva un sistema di protezione e di assistenza, che prima non
veniva assolutamente garantito, o non ere sufficiente.
Oggi a che punto siamo?
Se guardiamo i primi anni novanta possiamo affermare che lo Stato ha
raggiunto i suoi obbiettivi, e cioè garantire protezione e far
aumentare, del punto di vista qualitativo, le collaborazioni. Inoltre
dopo le stragi di Capaci e Via D' Amelio il fenomeno de pentitismo aumenta
poiché lo Stato, che si trovava in una situazione critica perché
attaccato dall' opinione pubblica che chiedeva risposte concrete, introduce
degli articoli che prevedevano la possibilità di poter scontare
la pena fuori dal carcere se si decideva di collaborare. E' evidente
che molti decidono di farlo.
C'è qualche altro motivo che spiega l'aumento del pentitismo
in quel periodo?
Parallelamente all'azione dello Stato emerge all' interno delle organizzazioni
una sorta di distacco dalla strategia mafiosa. Molti sentono l'inutilità
delle stragi, non avvertono più il senso della loro appartenenza
a Cosa- Nostra. Emerge dunque una crisi di fiducia nel sistema.
Continua ancora oggi questo senso di distacco?
No, oggi la situazione è radicalmente mutata, anche se c'è
stato un grande afflusso di collaboratori negli ultimi anni.
Come si sviluppa esattamente il fenomeno del pentitismo?
Si sviluppa una sorta di catena investigativa: le dichiarazioni dei
pentiti aiutavano gli inquirenti a capire una serie di cose che portava
ad un aumento degli arresti che a sua volta portavano nuove conoscenze
e quindi nuove indagini e nuovi collaboratori. Una catena investigativa
che ha permesso di raggiungere importanti risultati. Questo fino alla
prima metà degli anni '90.
Quindi ora la catena si è interrotta?
E' successo che le strutture dello Stato non erano adeguatamente preparate
per accogliere tanti collaboratori, comincia perciò, ad incrinarsi
tutto il sistema ed alcuni pentiti tornano a delinquere. Inoltre si
getta un' ombra di sfiducia su tutto il sistema, poiché si denuncia
la responsabilità di alcuni personaggi politici che avevano rapporti
con la mafia e che manovravano i collaboratori.
Ma lo Stato non è mai intervenuto per salvare la situazione?
Nel marzo del '97 venne presentato un disegno di legge, ma questo rimase
in Parlamento, passando da una commissione all' altra, e a causa dei
cambiamenti di maggioranza continui, venne approvata solo dopo quattro
anni, nel 2001.
Attualmente cosa sta succedendo?
Succede che il numero dei collaboratori si è notevolmente ridotto,
ma questo non deve essere considerato negativo, in quanto la riduzione
si spiega con l'aumento delle capitalizzazioni: viene offerta una somma
di denaro ai pentiti per permettergli di aprire un' attività
ed uscire dal sistema di protezione, per cui molti sono già re-inseriti
nella società.
Come nasce in lei l'interesse verso i collaboratori di giustizia?
In primo luogo perché volevo capire quale era l'anello debole
di tutta la struttura mafiosa, ma probabilmente nasce anche da un mio
interesse più “filosofico” verso il bene ed il male.
Volevo capire cosa spinge una persona a compiere efferatezze così
gravi, e a non dare assolutamente valore alla vita. Capire anche come
si può passare dall' altra parte, la parte dello Stato, dopo
averlo contrastato, averlo considerato il nemico da combattere. Mi interessava
, dunque, l'aspetto sociale.
Si è data una risposta a queste domande?
Forse la risposta è semplice, nel senso che dentro di noi c'è
il bene ed il male, e spesso ci sono delle circostanze che portano fuori
un aspetto piuttosto che un altro, situazioni di vita sociale e famigliare
che possono portar fuori il male, o anche il contrario. I collaboratori
hanno , probabilmente, avuto una rivoluzione tale nella loro vita, per
cui sono diventati “amici” dello Stato.
In quanto cittadina del Sud, si sente particolarmente toccata
dal fenomeno della mafia? E quanto questo ha contribuito alla stesura
del libro?
Sono di Fasano e sono orgogliosa di esserlo, mi sento cittadina del
Sud, ho vissuto fin da piccola questa realtà, ma indipendentemente
da questo è sempre stato presente in me l'ideale della giustizia.
Sentivo di essere interessata ai fenomeni sociali, di volerli studiare,
e di intervenire per poterli migliorare, e l'unico mezzo che avevo era
quello della conoscenza dei bisogni di questa realtà, e in questo
senso mi ha aiutata essere cittadina del Sud. Probabilmente in me era
più forte il desiderio di affrontare il discorso mafia perché
sin da piccola ho visto cose che non consideravo giuste, e nel momento
in cui hai approfondito alcuni aspetti del fenomeno mafioso attraverso
lo studio, sei in grado di leggere meglio la tua realtà.
Ha avuto mai contatti o si è interessata della delinquenza
locale?
Certamente è la mia terra, e quindi mi interessa. Ho già
studiato e letto riguardo alla situazione della Sacra corona unita in
Puglia e non escludo che potrei scrivere qualcosa a riguardo, anche
se non so ancora quali saranno i miei progetti futuri. E' vero anche
che manca un libro sulla storia della criminalità organizzata
nella nostra regione.
Cosa ha provato durante l'intervista al Killer, ed in generale
durante esperienze simili?
Credo di aver avuto una grande opportunità, anche se all' inizio,
io ed il mio collega, non ce ne rendevamo conto. Ricordo che eravamo
in una stanza con la nostra scorta, quando i poliziotti accompagnano
un signore di mezza età, ben vestito e con i capelli gelatinati,
che ad un certo punto mi bacia la mano, in perfetto stile d'uomo d'altri
tempi, con un profondo senso di rispetto verso la donna. Io rimango
sgomenta ma impassibile, con un forte senso di disagio, anche perché
sapevo benissimo quante persone aveva ucciso! Appena mi sono seduta
sono entrata nel rigore professionale ed ho assunto un atteggiamento
distaccato e freddo.
C'è un messaggio di fondo che vuol lanciare con questo
libro?
Vorrei far capire che è necessario conoscerle le cose prima di
esprimere dei giudizi. Il mio messaggio è un invito a leggere
e a capire, magari anche a criticare, ma non prima di aver conosciuto.
Volevo far conoscere ai lettori delle storie di vita, e far capire loro
che è possibile cambiare, e per far questo bisogna dare una seconda
opportunità. Far capire che uno Stato esiste, e quindi esiste
una giustizia che può aiutare.
Pensa che un giorno le cose potranno cambiare?
Falcone diceva che la mafia è un male che si può combattere.
Io credo che oggi sia difficile da estirpare, soprattutto finché
l'Italia marcia a due velocità, quella del Nord e quella del
Sud, fino a quando ci sarà una questione del Mezzogiorno mai
risolta. Se in certe realtà dei diritti legittimi vengono disattesi
e altri si occupano di esaudirli, avremo questo problema. E' un discorso
di nuove opportunità. Dunque per migliorare il nostro paese dovremmo
eliminare le cause e non gli effetti, curare la società non con
parole astratte ma con fatti concreti, attraverso il rispetto delle
regole. Purtroppo per molti giovani l'unica strada possibile è
quella della mafia.
Claudia Ostuni
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E' ORA DI TIRARE LE SOMME
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 E' arrivato il momento di tirare le somme per le prestazioni della pallamano fasanese. E' dura da digerire, è vero, la medaglia d'argento conquistata dalla Junior Fasano nell'ultima giornata a Sassari, con differenza di reti zero, e dopo aver svolto un girone di ritorno da paura; è addirittura sconfortante, se si pensa che l'Elitè era solo ad un passo. Dagli umori dei tifosi, infatti, sembra che il secondo posto non sia molto piaciuto, eppure se un atleta di maratona conquista il secondo piazzamento è più che soddisfatto, ma questa è un'altra storia. Il Fasano può consolarsi, comunque, per il primato conquistato, di miglior difesa, infatti, con le sole 545 reti subite, i portieroni tutti fasanesi: Paolo Sirsi, Patrizio Ancona, Martino Cedro e Leonardo Potone hanno difeso bene la linea estrema, garantendo sicurezza e punti alla squadra biancoceleste. Meriti e plausi al mister Francesco Trapani che, oltre alle figure storiche e leggendarie, ha di volta in volta alternato giocatori giovanissimi, che hanno dimostrato grande efficienza e capacità come: Vito Bianchi, Leonardo De Santis, compresi i neo campioni d'Italia Under 18, tra cui Andrea Martucci, Paolo De Santis, Umberto Giannoccaro. Sul piano della fortuna, poi, la prima fase di questa stagione non è stata dalla parte dei fasanesi, infatti, il neo arrivato, lo sloveno Bogovcic, tra i migliori giocatori di questo campionato, ha avuto diversi problemi muscolari, e ancora il terzino Gabriele Ricchi, ha terminato la sua stagione in fretta a causa di un infortunio al ginocchio, insomma davvero un brutto inizio. Infine, se vogliamo riprendere, il detto: “gli ultimi saranno i primi”; i secondi allora il prossimo anno che saranno? I primissimi, è ovvio! Paolo Pugliese |
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PICCOLI CESTISTI
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In questo articolo lascio lo spazio a tanti piccoli cestisti che hanno vissuto un bellissimo pomeriggio di sport in quel di Pezze. Per il terzo anno consecutivo la Scuola Elementare III circolo di Via Bertani e di via Eroi dello Spazio (e da quest'anno anche alcuni bambini della scuola di Pozzo), ha realizzato grazie all'aiuto di un esperto esterno il progetto a “Scuola di Minibasket”. Referente la Maestra Teresa De Pasquale-Guarini, esperto esterno lo scrivente. La manifestazione finale ha visto competere su quattro minicampi tracciati all'interno dell'oratorio di Pezze ben…260 bambini di II, III, IV e V elementare. Da parte mia un grazie alle bravissime maestre che si sono appassionate a questo sport e che mi hanno coadiuvato nelle lezioni, al dirigente scolastico Giuseppe Convertini e ai tantissimi bambini che abbiamo fatto giocare per tutto l'anno. Un grazie ai miniarbitri Nicolò, Alex, Vito e Ciccio che per 4 ore hanno diretto le tantissime partite disputate nella manifestazione di martedì 30 maggio e al mitico Bartolo, collaboratore tuttofare. Gianluca Monopoli  Nel disegno il torneo visto dagli stessi scolari. Martedì 30 maggio 2006, tutti gli alunni del 3° Circolo di Pezze di Greco, dopo aver partecipato per tutto l'anno scolastico al "Progetto Mini-basket" sono stati coinvolti in una manifestazione che li ha visti protagonisti di un torneo di pallacanestro nel campo dell'oratorio "San Filippo Neri" presso la parrocchia "Santa Maria del Carmine". Prima dell'apertura dei giochi, il campo è stato suddiviso in quattro parti con rispettivamente un canestro ciascuno. Ad accompagnare i bambini nello svolgimento del gioco c'erano sei istruttori che facevano da arbitri. Ogni giocatore è stato numerato; tutte le classi sono state divise in quattro gruppi in ognuno dei quali c'erano cinque squadre. Il tutto si è svolto nel massimo rispetto delle regole sportive e della convivenza civile. L'entusiasmo dei ragazzi è stato notevole, mentre quello dei loro genitori, che li incoraggiavano con tanti applausi, ha superato le aspettative degli organizzatori. Al termine dei giochi sono state scattate tante foto di gruppo come ricordo della fantastica giornata vissuta insieme alle loro insegnanti e ai loro compagni di scuola. I canestri sono stati molti, il divertimento è salito alle stelle, più in alto dei palloni. Alunni delle classi V via Bertani, Pezze di Greco |
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