Il Menante - Periodico Fasano (Br) Puglia

ANNO III - NUM. 10 - IN EDICOLA GIO 11 MAG 2006
LA CITTA’ VA RIDISEGNATA
Avviata la politica del cambiamento dal Centrosinistra. L’attenzione della Regione a Fasano. Alla politica locale, ora, il compito di licenziare questo governo cittadino.
Il Governo regionale ha assegnato a Fasano tre milioni e mezzo di Euro, affinché il Comune crei le opere necessarie ad evitare, per il prossimo futuro, in caso di piogge abbondanti, allagamenti sia a Fasano sia nelle frazioni.
Il Centrosinistra, al Governo della Regione Puglia da meno di un anno, con questo suo atto indica come le risorse si possono distribuire in maniera razionale seguendo il corretto ordine di priorità e non già, come è accaduto in passato, secondo logiche campanilistiche o clientelari.
Dopo la riapertura del reparto di Ostetricia-Ginecologia e l'attivazione di Oncologia, Chirurgia Plastica e Oculistica nell'Ospedale Umberto I , atti che hanno restituito il maltolto a una Città troppe volte offesa dall'ex governatore Fitto e dai suoi adepti locali, un altro intervento a favore della collettività fasanese.
Oggi, archiviato il responso elettorale che ha visto il Centrosinistra vincere le elezioni per il Governo nazionale, il dibattito politico che guarda al futuro amministrativo di Fasano deve tener conto di quanto è accaduto negli anni passati.
La politica, quella che nasce dal confronto con la Città, deve pretendere che le risorse disponibili, tutte le risorse disponibili, vengano utilizzate in modo corretto e nella trasparenza assoluta.
Nello stesso modo, la Politica deve vigilare, affinché la ridisegnata struttura ospedaliera risponda in maniera adeguata ai bisogni delle persone; sostenendo quanti, all'interno della stessa, corrono nella direzione del ricercato cambiamento.
In un momento di ristrettezze economiche, le risorse disponibili non possono essere lasciate al libero arbitrio o all'improvvisazione dell'amministratore o del burocrate di turno; la Politica può e deve svolgere un ruolo importante: la partecipazione, che è Politica, difatti, deve accelerare i processi di risoluzione dei problemi.
Il cambiamento è avviato; il tempo che ci separa dalle elezioni amministrative della prossima primavera va utilizzato per rimuovere gli ultimi pezzi di un modello di governo - quello del Centrodestra - che in questa Città ha prodotto tanti, troppi danni.
Aldo Carbonaro
Senatore fasaneseAlto, elegante, accurato e fine dicitore, il sen. Nicola Latorre è ormai l'uomo-immagine dei Democratici di Sinistra. Sempre controllato, con la pelata lucida come le scarpe, dall'eloquio convincente e discorsivo supportato da una dizione perfetta dove le “e” vanno pronunciate strette o larghe secondo gli accenti tonici e, soprattutto, senza alcuna concessione ad originarie inflessioni pugliesi, egli, il Senatore, fa la sua gran bella fichissima figura e lo si vede spesso frequentare con disinvoltura i grandi salotti mediatici della Rai e di Mediaset, da “Porta a Porta “ a “Matrix”. Naturalmente le pagine politiche della carta stampata fanno a gara nell'accaparrarsi sue interviste e dichiarazioni: è un personaggio. E che questo sia vero, è dimostrato dalla consacrazione-investitura che l'Unità, dico l'Unità quotidiano fondato da Antonio Gramsci il 12 febbraio 1924, gli ha riconosciuto in un corsivo sparato su quattro colonne a pag. 7, sabato scorso, 6 maggio. Nell'articolo, a firma di Enrico Fierro, il nostro concittadino, “dalemiano dalla nascita” che è pure uno dei due vicepresidenti del gruppone dell'Ulivo al Senato, viene indicato come il gran tessitore della tela diplomatica per portare il Leader Maximo al Colle.
Se l'operazione riuscirà (questa nota, è stata scritta domenica 7 maggio - n.d.r.), le quotazioni di Nicola Latorre saliranno all'Empireo, ma anche se D'Alema non dovesse diventare Presidente della Repubblica, il nostro Nicola resterà pur sempre personaggio da cieli alti. Molti fasanesi che avrebbero potuto votarlo e non lo hanno votato, probabilmente avranno un riversamento di bile. Forse. Ma il fasanese, si sa, è spinoso per natura e sovente i propri aculei ama conficcarli ai concittadini più in vista. Non per cattiveria, semplicemente per invidia! Per cui è logica conseguenza che un fico nazionale, nella dimensione paesana, diventi un fico d'India. E' soltanto questione di spine.
m.
Stampa questo articolo
   DOWNLOAD: Scarica gratis l'intero giornale LEGGI IL NUM. 10 ONLINE  

 

 

Zoosafari Fasano

Bluver Fasano

Il

Hotel