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LA CITTA’ VA
RIDISEGNATA
Avviata la politica del cambiamento dal Centrosinistra.
L’attenzione della Regione a Fasano. Alla politica locale, ora,
il compito di licenziare questo governo cittadino.

Il Governo regionale ha assegnato a Fasano tre
milioni e mezzo di Euro, affinché il Comune crei le opere necessarie
ad evitare, per il prossimo futuro, in caso di piogge abbondanti, allagamenti
sia a Fasano sia nelle frazioni.
Il Centrosinistra, al Governo della Regione Puglia da meno di un anno,
con questo suo atto indica come le risorse si possono distribuire in maniera
razionale seguendo il corretto ordine di priorità e non già,
come è accaduto in passato, secondo logiche campanilistiche o clientelari.
Dopo la riapertura del reparto di Ostetricia-Ginecologia e l'attivazione
di Oncologia, Chirurgia Plastica e Oculistica nell'Ospedale Umberto I
, atti che hanno restituito il maltolto a una Città troppe volte
offesa dall'ex governatore Fitto e dai suoi adepti locali, un altro intervento
a favore della collettività fasanese.
Oggi, archiviato il responso elettorale che ha visto il Centrosinistra
vincere le elezioni per il Governo nazionale, il dibattito politico che
guarda al futuro amministrativo di Fasano deve tener conto di quanto è
accaduto negli anni passati.
La politica, quella che nasce dal confronto con la Città, deve
pretendere che le risorse disponibili, tutte le risorse disponibili, vengano
utilizzate in modo corretto e nella trasparenza assoluta.
Nello stesso modo, la Politica deve vigilare, affinché la ridisegnata
struttura ospedaliera risponda in maniera adeguata ai bisogni delle persone;
sostenendo quanti, all'interno della stessa, corrono nella direzione del
ricercato cambiamento.
In un momento di ristrettezze economiche, le risorse disponibili non possono
essere lasciate al libero arbitrio o all'improvvisazione dell'amministratore
o del burocrate di turno; la Politica può e deve svolgere un ruolo
importante: la partecipazione, che è Politica, difatti, deve accelerare
i processi di risoluzione dei problemi.
Il cambiamento è avviato; il tempo che ci separa dalle elezioni
amministrative della prossima primavera va utilizzato per rimuovere gli
ultimi pezzi di un modello di governo - quello del Centrodestra - che
in questa Città ha prodotto tanti, troppi danni.
Aldo Carbonaro
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 Alto,
elegante, accurato e fine dicitore, il sen. Nicola Latorre è ormai
l'uomo-immagine dei Democratici di Sinistra. Sempre controllato, con la
pelata lucida come le scarpe, dall'eloquio convincente e discorsivo supportato
da una dizione perfetta dove le “e” vanno pronunciate strette
o larghe secondo gli accenti tonici e, soprattutto, senza alcuna concessione
ad originarie inflessioni pugliesi, egli, il Senatore, fa la sua gran bella
fichissima figura e lo si vede spesso frequentare con disinvoltura i grandi
salotti mediatici della Rai e di Mediaset, da “Porta a Porta “
a “Matrix”. Naturalmente le pagine politiche della carta stampata
fanno a gara nell'accaparrarsi sue interviste e dichiarazioni: è
un personaggio. E che questo sia vero, è dimostrato dalla consacrazione-investitura
che l'Unità, dico l'Unità quotidiano fondato da Antonio Gramsci
il 12 febbraio 1924, gli ha riconosciuto in un corsivo sparato su quattro
colonne a pag. 7, sabato scorso, 6 maggio. Nell'articolo, a firma di Enrico
Fierro, il nostro concittadino, “dalemiano dalla nascita” che
è pure uno dei due vicepresidenti del gruppone dell'Ulivo al Senato,
viene indicato come il gran tessitore della tela diplomatica per portare
il Leader Maximo al Colle.
Se l'operazione riuscirà (questa nota, è stata scritta domenica
7 maggio - n.d.r.), le quotazioni di Nicola Latorre saliranno all'Empireo,
ma anche se D'Alema non dovesse diventare Presidente della Repubblica, il
nostro Nicola resterà pur sempre personaggio da cieli alti. Molti
fasanesi che avrebbero potuto votarlo e non lo hanno votato, probabilmente
avranno un riversamento di bile. Forse. Ma il fasanese, si sa, è
spinoso per natura e sovente i propri aculei ama conficcarli ai concittadini
più in vista. Non per cattiveria, semplicemente per invidia! Per
cui è logica conseguenza che un fico nazionale, nella dimensione
paesana, diventi un fico d'India. E' soltanto questione di spine.
m.
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